Tour of Alpstana: vince Miguel Angel Lopez

Tour of Alpstana ancora a segno il team kazako

Tour of Alpstana: Miguel Angel Lopez conquista l’Alpe di Pampeago con una sparata finale, la maglia di leader a Ivan Sosa della Androni Giocattoli

Tour of Alpstana,

Tour of Alpstana?

Tour of Alpstana, con un gioco di parole vogliamo omaggiare la seconda vittoria in altrettante tappe da parte del Team Astana in questo Tour of Alpes 2018. Tappa interessante con l’arrivo in salita all’Alpe di Pampeago (cara al ricordo di Marco Pantani). Nella giornata di ieri è arrivata la vittoria di Pello Bilbao oggi, ad un anno esatto dall’ultima vittoria di Michele Scarponi ecco che è ancora il celeste a dominare con Miguel Angel Lopez.

Tour of Alpstana dicevamo, ed è proprio così perchè l’Astana dopo un 2o17 da dimenticare sta facendo letteralmente i numero in questo inizio 2018.

E’ stata una gara assolutamente piacevole quella di oggi, dopo 20 chilometri dal via ecco che partono  Jauregui (Ag2r La Mondiale), Mosca (Wilier Triestina Selle Italia), Rabitsch (Team Felbermayr Simplon), Rodriguez (Euskadi Basque), Frapporti (Androni Giocattoli), Goldshtein (Israel Academy). I fuggitivi prendono un vantaggio di oltre 5 minuti e, dopo aver superato il Redebus (Rabitsch primo a transitarvi davanti a Frapporti), arrivano ai piedi dell’ascesa finale con un gap ancora consistente (oltre due minuti) sul gruppo.

 

Davanti lavora forte la  UAE Team Emirates e lentamente tutti i fuggitivi vengono ripresi. Il gruppo si compatta e sgretola. Mancano 3000 metri al traguardo quando la pendenza si fa davvero durissima, sempre sopra il 10%. Ci prova Jan Hirt (Astana), ma dura poco la sua azione, dal momento che il drappello dei migliori, formato da una decina di elementi, vien su forte.

Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida) attacca e guadagna una ventina di metri, ma viene riagguantato da Miguel Angel Lopez, Thibaut Pinot e Ivan Sosa. Perde contatto Fabio Aru, mentre Froome dopo aver provato un frullata si stacca e rientra con il suo passo.
Arrivano quindi in cinque a giocarsi la vittoria finale ed è la sparata di Miguel Angel Lopez a fare la differenza, nessuno resiste al corridore dell’Astana che va a conquistare la seconda vittoria per il team kazako che fa pensare ad un Tour of Alpstana.

In maglia di leader Ivan Sosa della Androni Giocattoli è il giusto regalo per il compleanno del team manager Gianni Savio.

 

Aru nessuna grave lesione, Giro confermato

Aru nessuna grave lesione, pronto a ripartire!

Aru nessuna grave lesione dopo il ritiro dalla Volta a Catalunya per il sardo previsto un breve periodo di riposo e poi ripartirà con il programma stabilito

Aru nessuna lesione grave

Aru nessuna lesione grave

Aru nessuna grave lesione è stata evidenziata dagli esami clinici (in particolare il sardo è stato sottoposto a una risonanza magnetica) svolti presso l’0spedale di Barcellona. I dolori alla gamba sinistra che ne hanno influenzato la prova nella corsa iberica hanno impensierito lo staff  della UAE Team Emirates  fino a costringerlo al ritiro.

Fortunatamente sono state escluse delle lesioni gravi ma l’esito ha evidenziato “un edema del retto femorale post traumatico”, rende noto la Uae team Emirates. “L’esame ha evidenziato un importante edema al retto femorale che gli causava dolore, ma esclude, fortunatamente, lesioni rilevanti -ha detto il medico del team Michele De Grandi-. Fabio dovrà riposare per qualche giorno e poi potrà gradualmente ricominciare a lavorare”.

Non è in dubbio la partecipazione al Giro d’Italia che scatterà il prossimo 4 maggio da Gerusalemme. Questo il commento del sardo: “Questo ematoma mi procurava dolore e continuare a lavorarci sopra sarebbe stato deleterio. Ieri è stato un calvario per 210 km. Andare avanti così non aveva senso. Non è una situazione grave, e questo è la cosa più importante. Questo inconveniente ha influito negativamente sulla mia prestazione in Spagna, ma non influirà sul mio avvicinamento al Giro d’Italia. Qualche giorno di riposo e poi mi ributterò a testa bassa sul mio programma”.

 

Kristoff vince, Guardini convince all’Abu Dhabi Tour

Kristoff vince la prima tappa all’Abu Dhabi Tour

Kristoff vince la prima frazione dell’Abu Dhabi Tour davanti al veronese della Bardiani CSF. Incredibile Mark Cavendish cade prima del via e si deve ritirare

Kristoff vince, Guardini convince

Kristoff vince, Guardini convince

Kristoff vince, Guardini convince, Cavendish cade prima del via. Potrebbe essere questa la telegrafica sintesi della prima tappa dell’Abu Dhabi Tour 2018. Nella corsa “di casa” fa subito festa la  UAE Team Emirates. Ieri la squadra emira ha colto l’occasione della presenza del “suo” team per presentare la nuova flotta e oggi ha festeggiato la vittoria del velocista norvegese.

Tappa senza significativi sbalzi altimetrici, avanti e dietro da Madinat Zayed, con il passaggio nel deserto di Liwa per 189 km senza alcuna difficoltà. Ed in una giornata senza spauracchi ecco che qualcuno si “complica la vita” sa solo: è Mark Cavendish che cade in un tratto di trasferimento prima del via della tappa ed è costretto a salutare la corsa prima ancora di prenderne il via.

Pronti, via e cinque coraggiosi partono: Vincenzo Albanese (Bardiani CSF) e Damiano Caruso (BMC Racing Team), il francese Charles Planet (Team Novo Nordisk), il lettone Toms Skujins (Trek-Segafredo) e il russo Nikolay Trusov (Gazprom-RusVelo).  Il gruppo lascia naturalmente fare e il vantaggio arriva ai 5 minuti.

Il percorso è interamente dritto e incredibilmente è Damiano Caruso che stacca i compagni di fuga e guadagna un leggero vantaggio. Lo scalatore in pianura arriva ad avere 15″  di vantaggio su Planet e 1’15” sul plotone ma la sua avventura termina ai meno 13.8 km, dopo circa 175 km di avanscoperta.

Tutto porta alla volata finale ed è Caleb Ewan a partire per primo ma il tasmaniano viene presto superato da Alexander Kristoff, che si prende il centro della carreggiata e a poco serve il tentativo di  Andrea Guardini della Bardiani CSF rende onore al proprio soprannome Flash, chiudendo ad un soffio dal norvegese

 

 

Matrah Corniche, Kristoff vince al Tour of Oman

Matrah Corniche, Kristoff fa sua l’ultima tappa del Tour of Oman

Matrah Corniche per la terza volta in carriera il campione d’Europa Alexander Kristoff ha vinto la frazione conclusiva del Tour of Oman.

Matrah Corniche: tripletta per Kristoff

Matrah Corniche: tripletta per Kristoff

Matrah Corniche, il campione d’Europa Alexander Kristoff ha vinto la frazione conclusiva del Tour of Oman davanti al Francese della Vital Concept Brian Coquard e il nostro Giacono Nizzolo della Trek-Segafredo.

Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) può finalmente alzare le mani per la prima volta con la divisa della sua nuova squadra e lo fa nella corsa che già in passato gli ha consegnato numerose vittorie

Alexey Lutsenko della Astana Pro Team conquista, invece la classifica finale del Tour of Oman con 11″ sul compagno di team Miguel Angel Lopez e 28″ su Gorka Izagirre dellaBahrain-Merida. López conquista la maglia bianca di miglior giovane, Loïc Chetout vince quella oro di corridore più combattivo.e  Nathan Haas (Katusha-Alpecin) vince la classifica a punti e veste la maglia verde.

L’ultima tappa del Tour of Oman con partenza da Al Mouj Muscat e arrivo a Matrah Corniche si snoda su 135 km ma l’ultimo GPM di giornata dista 35 km dal traguardo. La frazione è stata caratterizzata dalla fuga di 5 corridori che hanno raggiunto un vantaggio superiore ai 4 minuti mentre il gruppo, guidato dalla  Dimension Data e della Vital Concept  hanno controllato il gap.

Il gruppo accelera sulla salita di Al Jissah in quanto BMC e Katusha provano a tagliare fuori gli sprinter. Davanti ci prova Rémi Cavagna che resta in avanti fino ai meno 3 chilometri dall’arrivo quando il forcing del gruppo compatta il plotone.

Dopo tanti piazzamenti è dunque Alexander Kristoff a spuntarla, conquistando il traguardo di Matrah Corniche per la terza volta consecutiva.

ORDINE D’ARRIVO

1 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates 3:11:29
2 Bryan Coquard (Fra) Vital Concept Cycling Club 0:00:00
3 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek – Segafredo 0:00:00
4 Magnus Cort Nielsen (Den) Astana Pro Team 0:00:00
5 Nathan Haas (Aus) Team Katusha – Alpecin    0:00:00
6 Davide Martinelli (Ita) Quick Step Floors 0:00:00
7 Amaury Capiot (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:00:00
8 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 0:00:00
9 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:00:00
10 Floris Gerts (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij 0:00:00

UAE Team Emirates 2018: presentazione team

UAE Team Emirates 2018: ecco la squadra

UAE Team Emirates 2018, il team di Beppe Saronni ha fatto un mercato di primo livello e punter su Fabio Aru per la conquista del Giro ma attenzione anche a Kristoff, Martin, Rui Costa e Ulissi.

UAE Team Emirates 2018

UAE Team Emirates 2018

UAE Team Emirates 2018 è stata la regina del ciclomercato grazie alle firme di campioni del calibro di Fabio Aru, Daniel Martin, Alexander Kristoff nonché della formidabile promessa Alexandr Riabushenko.

Perso il sudafricano Meintjes tornato alla Dimension Data ecco il colpo di mercato Fabio Aru in arrivo dell’Astana e che vorrebbe tornare ad assaporare il gusto di un podio in un grande giro (manca dalla Vuelta 2015). Il sardo tornerà al Giro d’Italia dopo due anni di assenza per poi pensare alla Vuelta Espana e al Mondiale di Innsbruck. Daniel Martin, corridore in costante crescita, sarà il capitano per il Tour de France (lo scorso anno chiuse in sesta posizione ma senza la caduta di Chambéry avrebbe sicuramente fatto meglio).

Alberto Rui Costa sarà il capitano per le corse di una settimana e potrà coprire il ruolo di gregario nei grandi giri mentre Darwin Atapuma sarà il battitore libero quando la strada sale (quando i capitani gli daranno libertà).

Il nostro Edward Ravasi (secondo al Tour de l’Avenir 2016) è chiamato al a ritrovare smalto dopo la stagione di esordio tra i pro decisamente travagliata. Alexander Kristoff sarà il punto di riferimento per le volate dell UAE Team Emirates 2018 e  punterà alla maglia verde del Tour de France. Ben Swift era arrivato lo scorso anno per competere in volata ma senza buoni esiti.

Simone Consonni si è messo in mostra lo scorso anno alla Tre Giorni di La Panneed assieme all’altra promessa Filippo Ganna (vincitore della Roubaix Under 23 nel 2016) saranno due interessanti elementi per le corse sul pavé.

Daniel Martin si focalizzerà anche sulle classiche delle Ardenne dove ha saputo vincere (a Liegi nel 2013). Anche il nostro Diego Ulisi e Alberto Rui Costa punteranno a ben figurare nelle classiche.

Da segnalare Alexandr Riabushenko, uno dei migliori prospetti futuri per le classiche: il ventiduenne bielorusso ha infatti conquistato il titolo europeo under 23 nel 2016 e ha conquistato lo scorso anno il Piccolo Giro di Lombardia.

UAE Team Emirates 2018: La Rosa

Anass Ait El Abdia (Mar, 1993), Fabio Aru (Ita, 1990), Darwin Atapuma (Col, 1988), Matteo Bono (Ita, 1983), Sven Erik Bystrøm (Nor, 1992), Simone Consonni (Ita, 1994), Valerio Conti (Ita, 1993), Alberto Rui Costa (Por, 1986), Kristijan Durasek (Cro, 1987), Roberto Ferrari (Ita, 1983), Filippo Ganna (Ita, 1996), Alexander Kristoff (Nor, 1987), Vegard Stake Laengen (Nor, 1989), Marco Marcato (Ita, 1984), Daniel Martin (Irl, 1986), Manuele Mori (Ita, 1980), Yousif Mirza (Uae, 1988), Przemyslaw Niemiec (Pol, 1980), Simone Petilli (Ita, 1993), Jan Polanc (Slo, 1992), Edward Ravasi (Ita, 1994), Alexandr Riabushenko (Blr, 1995), Rory Sutherland (Aus, 1982), Ben Swift (Gbr, 1987), Oliviero Troia (Ita, 1994), Diego Ulissi (Ita, 1989)

Aru e Astana ci vediamo in tribunale?

Aru e Astana dopo l’addio lo strascico in tribunale?

Aru e Astana

Aru e Astana: crisi!

Aru e Astana da c’eravamo tanto amati a ci vediamo in tribunale? Pare destinato a finire nel peggiore dei modi il rapporto tra Aru e Astana dopo che il forte scalatore sardo ha deciso di lasciare il team di Alexandre Vinokourov. E proprio il team manager kazako accusa Aru di non aver rispettato una clausola prevista dal contratto e minaccia di agire per vie legali.

Aru e Astana: pronto un risarcimento?

Che nell’addio di Aru all’Astana ci fosse del non detto è parso da subito chiaro, anzi è parso chiaro fin dallo scorso Tour quando si è accentuata la frattura fra il corridore e il sodalizio della capitale kazaka per poi esplodere alla Vuelta tra minacce e boicottaggi della squadra al corridore, con il sardo che ha dovuto correre con un  cambio inadeguato per affrontare la tappa di Los Machucos.

L’atteso annuncio della firma del contratto tra Fabio e il nuovo team (UAE Emirates) è slittato all’inverosimile, tanto da non far rispettare al sardo una clausola che, a sentire le parole di “Vino”, era presente nel contratto.

Aru e Astana: clausola violata?

Vino ha, prima di tutto, imputato al sardo la poca chiarezza sul suo futuro e, successivamente, si è appellato al non rispetto delle tempistiche per il non rinnovo degli accordi. “Aru ci ha lasciati senza una prima punta, dovremmo chiedere i relativi danni” ha sentenziato il manager, aggiungendo: “con Fabio abbiamo passato degli ottimi anni e questa è una situazione davvero spiacevole ma che ha scelto soltanto lui”.

Aru e Astana: parola agli avvocati?

“Non abbiamo altra scelta che procedere con i nostri avvocati, Aru avrebbe dovuto comunicare la sua decisone dopo il Tour permettendoci di agire sul mercato liberamente e raggiungendo un accordo amichevole tra le parti” ha continuato il manager della Astana che ha aggiunto “il budget a disposizione l’avremmo impiegato su Uran ora non ci sono corridori che possano fare al caso nostro. Vedremo come procedere”.

Vinokourov: “Aru ci ha tradito”

 Vinokourov attacca Fabio Aru per il cambio di casacca

Vinokourov

Vinokourov contro Aru

Vinokourov contro Aru, era da mesi ormai che i rapporti tra Astana e il cavaliere dei quattro mori erano al minimo storico, la caduta pre-Giro non ha aiutato la cosa e, durante la partecipazione allo scorso Tour de France, la spaccatura tra il corridore e l’atleta è esplosa con situazioni al limite del paradosso. E’ di ieri, dunque l’ufficializzazione del passaggio del corridore sardo alla UAE Team Emirates. Telenovela conclusa? Neanche per sogno.

Vinokourov, tram manager della squadra kazaka, non ha gradito il fatto che Fabio Aru abbia accettato la proposta triennale del team diretto da Beppe Saronni che, per la cronaca, ha proposto al ragazzo un progetto in parte costruito sulla sua figura, responsabilizzandolo da una parte ma dimostrando grande fiducia dall’altra.

Non si è fatta dunque attendere la presa di posizione dell’ex campione olimpico di Londra 2012 che ha tenuto a sottolineare come la scelta del sardo metta l’Astana in una situazione difficile per via della tempistica in quanto, a questo punto della stagione, non vi sono molti elementi dello stesso spessore a disposizione per una adeguata sostituzione.

Vinokourov dovrà quindi puntare tutte le fiches del team su Jakub Fuglsang come capitano unico per i Grandi Giri. Dure le parole di “Vino”: Gli abbiamo chiesto con regolarità se ci fossero novità, ma lui non ci ha mai risposto“ aggiungendo che  Aru aveva ancora l’opzione per restare un altro anno. C’è da attendersi che la risposta di Fabio Aru non tarderà ad arrivare, se non a mezzo stampa, certamente sulle strade dei prossimi Giri.

Aru Emiro, firma con la UAE Emirates

Aru Emiro del ciclismo ha firmato con la UAE Emirates

Aru Emiro

Aru firma con l’UAE Emirates

Aru Emiro? Sì, ora è ufficiale il passaggio del cavaliere dei quattro mori tra le fila della UAE Team Emirates, squadra World Tour che ha corteggiato a lungo l’attuale Campione Italiano, uno dei corridori più interessanti della nuova generazione per i giri di tre settimane. Quella della destinazione del sardo era diventata una sorta di telenovela in cui, dopo un primo avvicinamento al team degli Emirati, era girata una voce sulla possibilità che firmasse con la Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali.

Aru, che nello scorso Tour de France ha conquistato una tappa e indossato la maglia gialla, ha però trovato non pochi problemi e qualche dissapore nell’ultima stagione all’Astana in cui, dopo sei anni di onorata permanenza (con ottime prestazioni nei tre grandi giri), si è trovato nell’insolita posizione del “separato in casa”.

Ora, nel nuovo team, Aru sarà la punta di diamante di una squadra che ha fortemente aumentato la propria caratura grazie ad una serie di acquisti. “Sono felice che la dirigenza e gli sponsor del team UAE Emirates abbiano fortemente puntato sul sottoscritto e mi auguro di poter ripagare quanti hanno creduto nelle mie capacità fin da subito. Il mio grazie va anche a tutte le persone che hanno accompagnato la mia carriera fino ad oggi e che mi hanno permesso di arrivare dove sono ora. Ho lavorato duro ma ho anche trovato persone capaci con cui progredire e penso che nel nuovo team potrò crescere ulteriormente” sono stare le parole di Fabio Aru.

Sam Bennett poker al Giro di Turchia

Sam Bennett inarrestabile fa poker!

Sam Bennett

Sam Bennett cala il poker

Sam Bennett non c’è il due senza il tre e il quattro vien al Giro di Turchia, decisamente inarrestabile il corridore della Bora Hansgrohe che anche oggi si è dimostrato il velocista più forte in gara precedendo tutto il gruppo e tagliando il traguardo ancora una volta con le braccia levate. Oggi si correva la quinta tappa della corsa turca e il corridore irlandese si è concesso il lusso di conquistare la sua quarta vittoria, non male come media!

Sam Bennett ha battuto in volata Ahmet Orken della Turkish National e il nostro Simone Consonni della UAE Team Emirates, rispettivamente secondo e terzo. Tra i primi dieci anche un redivido Riccardo Minali e altri due italiani: Davide Ballerini e Francesco Gavazzi che hanno chiuso rispettivamente in ottava e nona posizione. Resta sempre leader Diego Ulissi della UAE Team Emirates.

 

 

Simone Petilli esce dall’ospedale di Varese

Simone Petilli dell’UAE Team Emirates esce dall’ospedale dopo il terribile volo al Lombardia

Simone Petilli

Simone Petilli

Simone Petilli è tornato a casa! E questa è un’ottima notizia per il ciclista dell‘UAE Team Emirates vittima di una terribile caduta lo scorso sabato durante Il Lombardia. Simone nell’impatto ha riportato parecchie fratture, in particolare al condilo occipitale sinistro, al processo traverso destro della vertebra dorsale D-1, al terzo medio-laterale della clavicola destra e della scapola destra.  Subito dopo l’incidente i medici accorsi sul luogo dell’impatto si sono resi conto delle condizioni del corridore e hanno optato per il trasporto al vicino Ospedale di Circolo di Varese (in quello di Como vi erano già molte emergenze).

Simone Petilli, ha raccontato: “devo dire che sto meglio, mi hanno immobilizzato il collo con un tutore e attendo l’operazione per la clavicola ma già il fatto di tornare a casa è positivo. Ci vuole pazienza, è normale, ma ora mi sottoporrò alla visita di un esperto per capire l’iter successivo. Ora sicuramente mi aspetta del riposo forzato al posto delle classiche ferie di fine stagione agonistica ma pazienza, non sono uno che se la prende è il destino e sono stato ancora fortunato. In un incidente del genere c’è sempre il rischio di riportare lesioni veramente serie, dalle fratture ci si riprende e per ciò che concerne le ferie avrò tempo nei prossimi anni di rifarmi”.

Evidentemente Simone ha preso con filosofia lo spiacevole incidente e, come ha sottolineato lui stesso, considerando la dinamica della caduta è stato fortunato a cavarsela con solo qualche frattura.