Aru torna al via del GP Città di Lugano

Aru torna in sella dopo l’intervento

Aru torna a correre al GP Città di Lugano domenica prossima, 9 giugno, Il capitano della UAE Emirates sarà al via di una gara dopo 2 mesi dall’intervento

Aru torna(fonte pagina Twitter)

Aru torna (fonte pagina Twitter)

 

Aru torna a correre, il capitano della UAE Emirates sarà in gara domenica prossima, 9 giugno, al GP Città di Lugano.

Il Cavaliere dei Quattro Mori si è sottoposto a un intervento di angioplastica dell’arteria iliaca della gamba sinistra che da troppo tempo stava compromettendo le sue performance sportive. Sono passati quasi due mesi di rieducazione, mesi in cui Aru ha dovuto rinunciare al Giro consolandosi, però, con la splendida notizia dell’imminente paternità. Fabio e Valentina Bugnone attendono una femminuccia e ne hanno dato l’annuncio tramite Facebook, un motivo in più per un ritorno alla grande.

Il ritorno in corsa è un po’ a sorpresa visto l’intervento subito ma lascia assolutamente ben sperare sull’iter riabilitativo del ciclista di Villacidro che è riuscito a risalire in bicicletta addirittura prima del previsto. Il ritorno in gara sarà in “casa” in quanto Fabio vive con Valentina proprio in Canton Ticino.

Aru si è confessato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”:

“ammetto che i tempi di recupero sono stati veloci, più del previsto ma ogni intervento e ogni paziente hanno un decorso diverso. Dopo i primi giorni trascorsi a letto ho fatto qualche camminata senza forzare la gamba. Ho fatto un po’ di passeggiate e il 15 aprile sono risalito in sella, allenandomi sui rulli con un manubrio alto per non stressare il bacino – ha spiegato il sardo – Come un bimbo che si avvicina alla bicicletta mi sono mosso passo dopo passo ma già risalire sul sellino ha avuto un fortissimo impatto psicologico. Ora ho una voglia matta di testarmi in gara, mi sento abbastanza bene e voglio vedere cosa accade”.

Insomma, il morale è altro ma naturalmente non è stato un percorso facile: “pensare di dover essere operato è stato duro, una batto e poi i primi 15 giorni sono stati duri. Un conto è prendersi una vacanza e un altro è essere costretti a fermarsi a inizio stagione come è capitato a me. Ho dovuto salire in bici per cambiare umore. Arrivo da tante delusioni, dal Tour di due anni fa non ho più avuto buone sensazione ed è stato frustrante”.

Ora Fabio Aru ha avuto il via libera dei medici per tornare in corsa e, ne siamo certi, ha dentro di se una voglia e una rabbia che potrebbero essere fondamentali per tornare ai vertici del ciclismo mondiale. L’aria delle corse contribuirà a ritrovare la gamba. Ma quali sono i prossimi appuntamenti del sardo? Sara al via del Tour?

“Non lo so, mi piacerebbe ma credo che le possibilità siano davvero molto poche. Ora il mio unico pensiero è quello di tornare a stare bene mentre per definire i programmi bisognerà confrontarmi con lo staff” ha concluso Aru

Juan Molano sospeso dall’ UAE Emirates

Juan Molano sospeso per valori fisici anomali

Juan Molano della UAE Emirates esclude il colombiano dalla formazione che sta disputando il Giro d’Italia 

Juan Molano

Juan Molano

Juan Molano della UAE Emirates è stato sospeso dal team perché, a seguito di alcuni controlli interni alla squadra, sono emersi dei valori fisici anomali. Questa mattina il corridore non si è presentato alla cerimonia del foglio firma ed ha abbandonato la corsa rosa prima del via della quarta tappa.

Il corridore sudamericano faceva parte del treno per le volate di Fernando Gaviria (vincente ieri) e a questo punto sarà chiamato a sottoporsi ad ulteriori esami approfonditi per comprendere le reali ragioni delle anomalie riscontrate.

Il Team UAE non ha voluto rivelare se i “risultati fisiologici” fossero in qualche modo legati ad esami del sangue o se il caso fosse collegato al passaporto biologico UCI di Molano.

Ecco il comunicato stampa diffuso dalla UAE Emirates circa la posizione di Juan Sebastian Molano:

“A seguito dello stretto e sofisticato sistema di controllo interno al Team, la UAE Team Emirates comunica che sono stati riscontrati dei valori fisiologici apparentemente anomali del corridore Juan Sebastian Molano. Seguendo la policy del Team, e a favore della tutela della salute dell’atleta stesso, il colombiano verrà sospeso dall’attività agonistica per approfonditi accertamenti in collaborazione con l’UCI, da effettuare nelle prossime settimane con lo scopo di chiarire gli inusuali dati. A tutela della privacy non verranno rilasciati ulteriori informazioni in merito fino alla fine degli esami in questione”.

Juan Molano è entrato quest’anno a far parte della formazione Emirati Arabi Uniti dopo tre stagioni con il team di Manzana Postobon con cui ha vinto cinque corse tra Tour of China e Tour of Taihu Lake. Quest’anno aveva ben figurato al Giro di Sicilia e al Giro di Turchia.

 

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla Parigi-Nizza?

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla corsa Francese?

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla Parigi-Nizza? Debolezza e nausea hanno costretto il cavaliere dei Quattro mori a salire in ammiraglia

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla Parigi-Nizza? Ce lo siamo chiesti tutti quando abbiamo visto il sardo togliersi il dorsale e salire in ammiraglia dopo poco più di 100 chilometri della terza frazione della Cepoy-Yzeure.

La terza tappa della Parigi-Nizza è stata caratterizzata da un fortissimo vento laterale che ha segnato le gambe dei ciclisti tanto che il sardo, non in perfette condizioni fisiche, ha preferito abbandonare prudenzialmente la competizione transalpina.

Nella tappa di ieri Aru aveva già accumulato un considerevole ritardo (oltre 17 minuti dal leader della generale) per via dei ventagli.

Il capitano della UAE Emirates aveva deciso di partecipare alla Corsa verso il Sole per affinare la propria condizione atletica in vista dell’obiettivo del Giro d’Italia 2019. A questo punto Fabio dovrà mettersi al lavoro per recuperare la condizione in vista del prossimo impegno in agenda: il Giro di Catalogna dal 25 al 31 marzo.

Ora il corridore della UAE verrà sottoposto nei prossimi giorni ad accertamenti medici per verificare lo stato di salute il che (ci auguriamo di no) potrebbe comportare dei cambiamenti sulla tabella di avvicinamento alla Corsa Rosa. Se le ultime stagioni per il sardo non sono state esaltanti, anche il 2019 pare iniziare con il piede sbagliato, ci auguriamo che possa migliorare cammin facendo.

 

Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Tadej Pogacar promessa del ciclismo mondiale

Tadej Pogacar pronto per il salto di qualità?

Tadej Pogacar talento della UAE Emirates di Mauro Gianetti dopo un buon Tour Down Under è pronto a stupire e crescere

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar ha solo vent’anni ma ha già mostrato al recente Tour Down Under quanto sia pronto a ragionare da big del ciclismo mondiale. Certo gli occhi dei giornalisti in questo momento non sono focalizzati sul giovane sloveno ma questo poco importa al corridore della UAE Emirates conscio che a breve la tendenza verrà invertita.

“Ha un potenziale molto grande, ha tutte le carte in regola per diventare un corridore da grandi corse ha tappe” ha dichiarato il team manager Mauro Gianetti a Velonews.

Pogacar lo scorso anno ha conquistato, praticamente da solo, il Tour de l’Avenir 2018 dell’anno scorso destando l’attenzione della UAE:

“Quello che ha fatto al Tour de l’Avenir dimostra come sia adatto ai grandi giri. Con noi ha firmato già un anno e mezzo fa, è uno dei grandi prospetti del ciclismo mondiale e siamo contenti di essere stati i primi a metterci gli occhi addosso” ha proseguito Gianetti.

Tadej Pogacar ha toccato già il cielo con un dito nell’aver pedalato accanto a un idolo come Peter Sagan e ha dimostrato tutta la sua umiltà e voglia di apprendere ma già allo scorso Tour della Slovenia aveva dimostrato tutto il suo valore chiudendo quarto alle spalle di mostri sacri come Primož Roglič, Rigoberto Urán e Matej Mohorič.

“Il mio sogno da ragazzino era diventate un professionista ora che l’ho raggiunto mi sono dato altri traguardi. Il mondo dei Pro è tutto diverso dagli under 23, qui quando si inizia ad andare veloci si va superveloci!” ha raccontato lo sloveno.

Gianetti ha confermato che non c’è un grande tour nei piani di Tadej Pogacar ma che dopo le corse australiane si trasferirà in Europa per essere al via alle Strade Bianche e al Giro dei Paesi Baschi prima di prendere il via all’Amgen Tour of California.

E’ opinione diffusa tra gli addetti ai lavori che Pogacar abbia il pedigree per diventare un giorno un big per le corse a tappe forte delle sue doti da scalatore a cui si affiancano abilità contro l’orologio.

“Spesso i giovani corridori di talento hanno fretta di bruciare le tappe ma lui ha la personalità per prendersi il suo tempo e non sentire le pressioni – ha detto Gianetti – può diventare un big e noi lo aiuteremo in questo cammino facendo i giusti passi”.

“Fabio Aru è un compagno a cui guardare, voglio imparare da lui ma sono un corridore diverso, voglio imparare e migliorarmi è una cosa che è costantemente nella mia mente” ha dichiarato. A volte questa tensione non è positiva perché mette nervoso” Pogačar

Questo desiderio di miglioramento costante è una parte così dominante del suo personaggio che compare anche nella sua biografia su Instagram, (scritta in inglese piuttosto che il suo sloveno nativo):

“Sono ciclista, potrei non essere il migliore, ma è quello che vogliono essere. Potrei non arrivarci mai, ma non smetterò mai di provare. “

 

Aru: ci vediamo a Maiorca

Aru pronto per il debutto al Challenge di Maiorca

Aru pronto a riprendere l’attività agonistica al Challenge di Maiorca con l’obiettivo di cancellare l’annus horribilis appena passato

Aru pronto al debutto (fonte pagina Facebook)

Aru pronto al debutto (fonte pagina Facebook)

Aru sta scaldando i motori in vista della stagione 2019 che nella testa del corridore sardo deve essere di riscatto dopo un 2018 assolutamente da dimenticare. Fabio farà il proprio debutto al Challenge di Maiorca, in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio, nel clima favorevole della Baleari.

Il Cavaliere dei Quattro ha attraversato parecchie vicissitudini sia di carattere fisico che di ordine mentale iniziate con la caduta che lo aveva costretto a dare forfait al Giro del Centenario, il “suo” Giro, quello che partiva da casa sua.

Il Tour de France 2017 è stato per Fabio l’occasione per la rivalsa ma un po’ di sfortuna e qualche guaio fisico di troppo l’hanno portato giù dal podio.

Peggio ancora è andato il 2018 che nelle idee della UAE Emirates e in quelle del sardo doveva essere l’anno del riscatto: tutto quello che poteva andare male è andato male se non peggio.

Fabio Aru, a 28 anni, è chiamato a dimostrare quello che potrà dare nel futuro, vincendo nel presente. Dopo aver fatto innamorare tanti appassionati di ciclismo, Fabio si è trovato travolto da un fiume di critiche che hanno contribuito a fiaccarne il morale. I risultati, con le crisi a Sappata e Prato Nevoso al Giro hanno fatto il resto.

Nemmeno l’amata Vuelta Espana  è riuscita a ridare serenità: mai in corsa per la generale non ha colto nemmeno successi di tappa.

In questo 2019 Aru è chiamato a ritrovare la fiducia in se stesso, ritrovare quella capacità di esaltarsi nella sofferenza che è stato uno dei tratti dominanti del suo stare in sella.

Fabio Aru deve ritrovare quella “garra” e la voglia di non alzare mai bandiera bianca che, fino al Tour 2017 era il suo “mantra”. Qualcuno ha già dato il sardo per “bollito” ma il ciclismo attuale ha visto allungarsi incredibilmente le carriere degli atleti e a 28 anni Fabio può trovare ancora tanti successi ma tutto passa dalla sua capacità di rigenerarsi mentalmente, svuotandosi dal peso del “dover vincere” che ne ha fiaccato le energie nel 2018.

 “C’è sempre da imparare anche dalle situazioni peggiori, si matura e si diventa più forti – ha dichiarato a dicembre a Raisport  – voglio rimettermi in gioco e fare bene e di divertirmi in bici, quello che è il mio lavoro ma prima ancora la mia passione”.

 

Il Cavaliere dei Quattro Mori, alla corsa spagnola, verrà affiancato dal norvegese Alexander Kristoff e da Daniel Martin con l’obiettivo di ben figurare.

 

“Il Challenge Mallorca sarà importante nella preparazione della squadra, debutteranno 12 corridore e sarà un test per verificare il lavoro invernale – ha dichiarato Marco Marzano – vogliamo che questa corsa sia un momento proficuo per la stagione in partenza”.

Stipendi dei ciclisti per il 2019, Sagan il più pagato!

Stipendi per la stagione 2019 dei ciclisti professionisti

Stipendi dei ciclisti per il 2019 scopriamo la top ten dei corridori professionisti più pagati del World Tour: in testa Peter Sagan

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti per il 2019, il più pagato sarà lo slovacco Peter Sagan della Bora-Hansgrohe con una cifra vicinissima ai sei milioni. La vittoria di tre titoli mondiali paga ottimi dividendi a Peto che strizza l’occhio al Mondiale nello Yorkshire per portare a quattro il numero dei suoi successi iridati.

Alle  spalle dello slovacco ecco, naturalmente, il fenomeno Chris Froome che quest’anno darà la caccia al suo quinto Tour de France e che riceverà in cambio delle sue performance sportive una cifra attorno ai cinque milioni e mezzo di euro. Quando, a fine anno, il network televisivo Sky toglierà il proprio marchio dalle maglie della squadra britannica il “povero” Chris si troverà a rinegoziare il proprio contratto e dovrà trovare un altro team disposto a spendere una simile cifra.

Sul terzo gradino di questa speciale classifica troviamo il nostro Vincenzo Nibali che dopo aver dimostrato di poter puntare indistintamente ai grandi giri come alle classiche, quest’anno mette nel mirino la doppietta Giro-Tour da accompagnare, magari, con la tanto agognata Liegi-Bastogne-Liegi. Lo Squalo dello Stretto incamererà emolumenti vicino ai 4 milioni di euro dalla Bahrain Merida. Anche per Enzo il prossimo anno si tratterà di rinegoziare il proprio ingaggio in quanto il suo contratto va in scadenza a fine 2019 ma, forte della vittoria delle tre grandi corse a tappe e di classiche monumento come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo non faticherà a trovare estimatori.

La quarta posizione è riservata a una delle grandi delusioni della stagione passata: con 3,2 milioni di ingaggio ecco il sardo Fabio Aru. Dopo un 2018 letteralmente da incubo il corridore dovrà dimostrare alla UAE Emirates di non aver sbagliato il cavallo su cui puntare tanti euro.

Soltanto quinto si “classifica” il vincitore a sorpresa (ma non troppo) dello scorso Tour de France, il gallese Geraint Thomas che percepisce una cifra attorno 3 milioni di euro dal Team Sky.

Sesta piazza per Nairo Quintana che con i suoi 2,5 milioni di euro percepiti dovrà trovare la forza per rialzarsi dopo alcuni passaggi a vuoto. Poco più indietro troviamo due volecisti: Marcel Kittel (2,3 milioni di euro) e Mark Cavendish (2 milioni di euro).

Il campione del mondo,  Alejandro Valverde  guadagnerà circa 1,8 milioni di euro così come il norvegese Alexander Kristoff.

Stipendi dei ciclisti per il 2019  la top ten

1) Peter Sagan 6 milioni di euro
2) Chris Froome 5,5 milioni di euro
3) Vincenzo Nibali 4 mlioni di euro
4) Fabio Aru 3,2 milioni di euro
5) Geraint Thomas 3 milioni di euro
6) Nairo Quintana 2,5 milioni di euro
7) Marcel Kittel 2,3 milioni di euro
8) Mark Cavendish 2 milioni di euro
9) Alejandro Valverde 1,8 milioni di euro
10) Alexander Kristoff 1,8 milioni di euro

QuickStep Floors perde Gaviria e Mas?

QuickStep Floors in crisi, Gaviria e Mas sul piede di partenza?

QuickStep Floors in crisi, dopo Terpstra e Schachmann, rischia di perdere anche Fernando Gaviria e Enric Mas

QuickStep Floors

QuickStep Floors

QuickStep Floors in crisi? Pare strano se consideriamo che stiamo parlando del team più vincente del 2018 eppure questa è la triste verità.

In sostanza la questione è: la QuickStep Floors, non ha uno sponsor per la prossima stagione o, meglio QuickStep continua a restare sponsor ma con un apporto economico ridotto e il team manager Patrick Lefevere non ha ancora trovato una nuova azienda pronta a subentrare come sponsor principale.

La formazione belga, per abbassare il monte stipendi, ha già aperto le porte per far uscire Niki Terpstra si è accasato a sorpresa alla Direct Energie e il tedesco Maximilian Schachmann trasferitosi alla Bora Hansgrohe.

Il nome del giorno, invece, è uno di quelli che deflagra sul ciclomercato e lascia il segno: Fernando Gaviria. Le difficoltà di budget del team aggiunte agli exploit del nostro Elia Viviani hanno portato ad aprire una pista sorprendente: il velocista colombiano potrebbe cambiare divisa.

Secondo i rumors di mercarto, Gaviria potrebbe accasarsi alla UAE Emirates, pronta ad offrirgli un ingaggio attorno ai 2 milioni di euro

Secondo indiscrezioni anche l’astro nascente Enric Mas potrebbe lasciare la compagine belga per accasarsi all’Astana  alla ricerca di un leader per le corse a tappe.

Terribile caduta per Simone Petilli

Terribile caduta per Simone Petilli della UAE

Terribile caduta per Simone Petilli nella tappa odierna della Vuelta Espana l’italiano trasportato via in ambulanza

Terribile caduta per Simone Petilli

Terribile caduta per Simone Petilli

Terribile caduta per Simone Petilli, il ciclista italiano in forza alla UAE Team Emirates è finito rovinosamente a terra nel corso della decina tappa della corsa iberica. Petilli è stato poi travolto da un incolpevole

collega della Lotto Soudal.

Il corridore italiano ha violentemente battuto il corpo sull’asfalto per poi essere colpito da Wallays. I soccorsi sono stati tempestivi, Simone è stato immobilizzato e messo su di una barelle per poi essere trasportato in ospedale.

Il venticinquenne corridore italiano  è apparso sanguinante in volto ed è stato curato presso l’Ospedale di Zamora dove i medici hanno prestato le prime cure. Il ragazzo, secondo quanto comunicato dal team, ha sofferto una commozione celebrare dopo un breve stato d’incoscienza.

Simone Petilli nella terribile caduta ha riportato un taglio profondo all’arcata sopraccigliare sinistra (curata con dei punti) e la rottura di alcuni denti. Le condizioni del ragazzo sono stabili e può interagire con il personale medico e con il dottore del team Michele De Grandi e gli esami medici hanno escluso problemi neurologici.
Non è stato ancora comunicato quando potrà lasciare l’ospedale.

Filippo Ganna verso la firma con il Team Sky

Filippo Ganna verso il cambio di squadra

Filippo Ganna verso la firma con il team britannico lascia la UAE Emirates con l’obiettivo di crescere nelle prove in pista in vista di Tokyo 2020

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso la  firma del contratto con il Team Sky. La notizia non è ancora stata ufficializzata dalle parti ma le voci ormai sono troppe per essere solo voci tant’è che è apparso qualche giorno fa un articolo su La Gazzetta dello Sport che ne dava per certa la soluzione positiva.

Il due volte Campione del Mondo dell’inseguimento individuale vestirà dunque i colori della corazzata inglese in cui militano Chris Froome e Geraint Thomas fresco vincitore del Tour de France.

Se appare ormai chiaro che il forte e talentuoso 22enne abbia firmato per la Sky, è importante capire quali sono le opportunità che si aprono per l’atleta italiano. Secondo indiscrezioni è stato predisposto un piano di crescita e di “formazione”. Filippo Ganna si è più volte confrontato con il suo manager Giovanni Lombardi e insieme hanno studiato gli obiettivi dei prossimi anni: cercare di conquistare l’oro col quartetto alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e il Mondiale a cronometro.

Ganna sembra voler seguire la parabola già vista con Elia Viviani che  tra il 2015 e il 2017 ha indossato la maglia della Sky andando poi a conquistare  l’oro nell’omnium alle Olimpiadi di Rio 2016. Il passaggio al Team Sky consentirebbe a Ganna di poter utilizzare biciclette Pinarello che sono utilizzate anche dal quartetto nazionale.

Il Team Sky probabilmente il team più importante (e discusso) del World Tour con grandissimo potenziale economico e di fascino. Secondo alcune voci Brailsford ha adocchiato Filippo già da under 23 per la squadra ‘development’ ma Ganna aveva già siglato un accordo con la Lampre diventata poi UAE.

Pare siano stati in tanti i team ad avanzare una proposta al giovane campione tra cui la Quick Step Floors, la BMC (che cambierà denominazione in CCC)  ma i britannici hanno anticipato i tempi e già da qualche mese, pare, siglato un preaccordo.