Lars Boom colpisce Van Hecke: squalificato

Lars Boom colpisce Van Hecke ed è espulso dalla corsa

Lars Boom colpisce Van Hecke durante una tappa del Tour of Norway e viene espulso per atti di violenza tra corridori

Lars Boom colpisce con un pugno

Lars Boom colpisce con un pugno

Lars Boom colpisce con un pugno Van Hecke e viene espulso. E’ l’incredibile fatto occorso durante la  seconda tappa del Tour of Norway. Lars Boom, corridore olandese della Lotto NL-Jumbo con alle spalle anni di gruppo, ha reagito violentemente contro il collega della Sport Vlaanderen–Baloise, Preben Van Hecke  reo di aver effettuato una frenato brusca rischiando di provocare la caduta dell’ex Astana.

Lars Boom avrebbe reagito prima a mali parole e poi colpendo con un pugno il collega, le immagini non sono scappate ai controllori della giuria che hanno optato per l’allontanamento dell’olandese.

“Non è possibile accettare che ci siano pugni tra colleghi”, ha detto uno dei  giudici di gara alla TV2 norvegese.” Non è buono per la reputazione del ciclismo, nessuno può far prevalere le mani sulle regole. La squalifica di Boom era inevitabile”.

“Era sulla mia ruota e mi sono quasi schiantato per colpa di quella frenata, normale che sia salita un po’ di rabbia, non ho voglia di cadere soprattutto per colpa di qualche idiota” ha dichiarato Boom.

Boom, 32 anni, ha fatto il suo ritorno alle corse dopo un intervento chirurgico per ridurre una aritmia e dopo l’episodio ha voluto scusarsi con i fans tramite un post su twitter: “Voglio scusarmi con tutti gli appassionati di ciclismo, con l’organizzatore del Tour of Norway e con tutti gli altri ciclisti per la mia reazione sbagliata”

 

Elon Musk gli hyperloop daranno priorità ai ciclisti

Elon Musk nell’ Hyperloop prima pedoni e ciclisti

Elon Musk genio visionario proprietario di Tesla, SpaceX e Boring Company annuncia che nei suoi Hyperloop ci sarà priorità per i ciclisti

Elon Musk

Elon Musk

Elon Musk ha annunciato qualche settimana fa il piano strategico di una delle sue società, “The Boring Company” che si occupa della creazione di tunnel sotterranei per agevolare la mobilità delle persone riducendo i tempi di trasporto grazie a dei tunnel sotterranei chiamati Hyperloop.

Gli Hyperloop sono dei tunnel   in grado di raggiungere la metà della velocità del suono, 616 km/h, e di frenare in 1.200 metri nati nel 2013 dalla mente di Elon Musk e che stanno suscitando l’interesse di molti tra cui Richard Branson, che con la sua Virgin Hyperloop One vorrebbe creare un sistema del genere in Arabia Saudita.

Le vetture sarebbero state posizionate su delle speciali rotaie e trascinate da un punto all’altro ad altissima velocità, l’obiettivo di Musk era quello di partire con un tunnel che copriva i 350 km che separano Washington da New Yorkin in soli 29 minuti.

Elon Musk: Hyperloop per bici e pedoni

Pensato come un modo per spostare le automobili con degli appositi convogli il progetto pare ora virare sugli utenti “deboli” della strada: pedoni e ciclisti.
Secondo quanto annunciato dal visionario Elon la Borging Company inizierà ad offrire il servizio mediante delle speciali navette che invece di ospitare automobili daranno prorità alle biciclette per la gioia dei ciclisti.

E’ una questione di cortesia e correttezza“, ha postato su Twitter. Elon Musk “alle auto si penserà in un secondo momento. I tunnel trasporteranno anche le auto. Ma solamente dopo che i bisogni del trasporto di massa saranno esauditi. Daremo priorità a chi non può permettersi un’auto“.

Elon Musk: il primo Hyperloop è pronto!

Ciclisti e pedoni di Los Angeles è il vostro momento, la The Boring Company di Elon Musk ha annunciato (su instagram) che il primo tunnel è quasi pronto.
Il genio visionario ha postato un video del primo Hyperlook costruito sotto la sede di SpaceX Hawthrone, in California.

Secondo l’idea del CEO di The Boring Company, inizialmente le corse saranno gratuite e poi verrà stabilito un prezzo (comunque inferiore a quello di un autobus normale).

Musk ci ha tenuto a ribadire che le gallerie assegneranno sempre la priorità alle navette che trasporteranno pedoni e ciclisti mentre le auto avranno un posto ma dopo le persone.

Elon Musk ha anche annunciato su Twitter che la sua società The Boring Company ha già iniziato a scavare un tunnel tra DC e New York.

 

 

Benjamin Netanyahu in bicicletta per il Giro

Benjamin Netanyahu pronto per il Giro d’Italia

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, ha deciso di salire in bicicletta per promuovere  il Giro d’Italia 2018 ad Israele

Benjamin Netanyahu

Benjamin Netanyahu

Benjamin Netanyahu, primo ministro del Governo Israeliano, scende in prima linea per promuovere l’arrivo del Giro d’Italia nel suo paese. Il leader politico ha fatto diffondere un video su twitter il cui inforca una bicicletta da corsa.

“Il Giro si appresta ad arrivare in Israele. Devo far pratica. Sono uscito ad allenarmi con la squadra israeliana che per la prima volta partecipa alla competizione. Che forza ha questo gruppo…in bocca al lupo” recita il tweet.

Gerusalemme è tutto pronto per ospitare la partenza del Giro d’Italia 2018 che il 4 maggio scatterà proprio dalla Città Santa

Nel video si può osservare Benjamin Netanyahu incontrare la squadra israeliana “Israeli cycling Academy” quest’anno invitata appositamente alla corsa rosa e pedalare assieme agli atleti bianco-azzurri. Prima però il premier offre scampoli delle sue doti di ciclista: uno scatto e una impennata su due ruote (naturalmente si è utilizzata una controfigura).

Le prime tre tappe del Giro d’Italia 2018 si svolgeranno quindi ad Israele e sarà la prima volta che la competizione prenderà il via fuori dall’Europa, un evento sicuramente che aumenta l’importanza della corsa rosa e che ha destato anche l’attenzione di Lance Armstrong oltre che ad una serie di polemiche.

L’evento consentirà anche l’attribuzione a Gino Bartali, da parte del Yad Vashem, il Museo della Shoà di Gerusalemme, del titolo di cittadino onorario di Israele. Il ciclista toscano contribuì, infatti, alla salvezza di circa 800 persone durante l’occupazione nazista in Italia.

Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, ha definito la corsa ciclistica come “un evento fondamentale nei festeggiamenti del settantesimo anniversario della Fondazione dello Stato di Israele.”

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Chi è Benjamin Netanyahu?

Benjamin Netanyahu, (oprannominato Bibi – בנימין נתניהו) è nato a Tel Aviv nel 1949 ed è attualmente il primo ministro del Governo di Israele, membro della Knesset e leader del Likud, primo premier nato in Israele dalla sua fondazione.

Eletto per ben 4 volte Primo ministro è il secondo Premier più longevo dopo David Ben-Gurion. Dopo aver studiato negli Stati Uniti al Massachusetts Institute of Technology e l’Università di Harvard ha lavorando in seguito presso l’ambasciata israeliana di Washington.

E’ stato soldato specializzato in antiterrorismo dal 1967 al 1972 ed è poi diventato il leader del partito conservatore Israeliano (Likud) e principale esponente dell’ala nazionalista del paese.

Nel 1996, per la prima volta, gli Israeliani elessero in maniera diretta il loro Primo Ministro e Netanyahu fu eletto dopo un’ondata di attacchi terroristici contro i civili israeliani, negoziò con Yasser Arafat giungendo agli accordi di Wye River restando in carica fino al 17 maggio 1999

Fu Ministro delle Finanze ma rassegnò le sue dimissioni per protesta contro il piano di ritiro dalla Striscia di Gaza messo in atto dall’allora Primo Ministro Ariel Sharon

Dal maggio 2006 è il portavoce ufficiale dell’opposizione nella Knesset. Nel marzo 2009 torna in carica, nonostante non abbia vinto le elezioni, per l’accordo concluso con il capo dell’estrema destra Avigdor Lieberman.

 

Ciclismo Italia: un anno fa nasceva ciclonews

Ciclismo Italia un anno assieme a ciclonews

Ciclismo Italia: il 24 aprile 2017 nasceva il portale di informazioni sul ciclismo www.ciclonews.biz, è stato un anno ricco di successi e riconoscimenti

Ciclismo Italia: buon compleanno Ciclonews

Ciclismo Italia: buon compleanno Ciclonews

Ciclismo Italia, un anno esatto fa nasceva il nostro portale www.ciclonews.biz che fin da subito si è imposto come una voce alternativa ai siti già consolidati nel panorama dei siti internet di informazione sul ciclismo italiano.

Una redazione snella, dinamica e ricca di idee ci ha permesso di crescere quotidianamente, senza la presunzione di voler raggiungere i “colossi” dell’informazione sul ciclismo in Italia ma con la certezza di potere e volere dare voce anche a settori del ciclismo meno noti.

Fin da subito abbiamo voluto, tramite le nostre interviste, dare voce al “pedale rosa”, far parlare di settori di nicchia come la MTB e il Downhill o il ciclocross che mantengono fans assolutamente fedeli sul territorio italiano.

Non abbiamo mai voluto dimenticare il lato culturale del ciclismo in Italia, abbia recensito tantissimi volumi sul ciclismo entrando spesso in contatto diretto con le case editrici e con gli autori (spesso con vere e proprie interviste dedicate).

Ciclismo Italia: dove va www.ciclonews.biz?

Partito quasi per gioco, il nostro progetto ha ottenuto importanti riconoscimenti e attestati di stima nel mondo del ciclismo italiano. La pagina Facebook viaggia speditamente verso i 15.000 like e anche i nostri follower su Twitter sono in costante crescita.

Questi importanti risultati non sono certamente un punto di arrivo ma, viceversa, solo un primo passo per poter un giorno diventare uno dei top5 siti di informazione sul ciclismo in Italia. Il nostro taglio editoriale è sempre stato apprezzato dai nostri lettori che sono disponibili per confronti e che ci riconoscono pacatezza nei termini senza sposare posizioni oltranziste.

Uno dei nostri obiettivi per il secondo anno di esistenza del portale web è quello di incrementare la parte legata alla Tecnica di guida, alle Schede Tecniche e recensione dei prodotti.

Stiamo sviluppando importanti accordi di collaborazione con operatori del settore che ci auguriamo possano consentire di poter accrescere ancora l’autorevolezza del nostro sito nello scenario dell’informazione ciclistica nazionale.

 

Ciclismo web: Ciclonews continua a mietere successi

Ciclismo web: Ciclonews sito di riferimento per l’informazione ciclistica

Ciclismo web: Ciclonews continua la sua crescita nel mondo dell’informazione sul ciclismo italiano, in crescita i numeri dei social network e degli accessi al sito

Ciclismo web: il logo di Ciclonews

Ciclismo web: il logo di Ciclonews

Ciclismo web, l’informazione sportiva è in continua evoluzione e i mezzi tradizionali stanno dimostrando difficoltà nel penetrare i settori di potenziale interesse. In uno scenario in costante evoluzione il ruolo del nostro portale, www.ciclonews.biz, sta rappresentando una interessante novità in costante crescita.
Nato come semplice pagina Facebook di informazione da quasi un anno il nostro sito offre informazione aggiornata agli appassionati di ciclismo. Il taglio editoriale che la nostra redazione ha voluto offrire al portale è quello di non volersi limitare alle notizie di primo piano (già ampiamente diffuse da siti già consolidati) ma di volersi dedicare anche ad ambiti meno battuti e di nicchia.

Nel corso degli ultimi 11 mesi abbiamo dato molto spazio al ciclismo femminile con tantissime interviste alle protagoniste attuali e future del pedale rosa. Altrettanto abbiamo fatto per il ciclismo giovanile, con molto spazio lasciato al ciclismo under 23 e juniores sia in termini di cronaca delle corse che di approfondimenti sui ciclisti di punta del movimento.

Per indole riteniamo che lo sport, ed in particolare il ciclismo, debbano essere veicolo non solo di passione ma anche di tradizione e cultura, ragion per cui abbiamo dato moltissimo spazio a recensioni di libri e prodotti editoriali che avessero come tema il ciclismo nelle sue più ampie sfaccettature. Abbiamo pubblicato moltissime recensioni  di libri inerenti la storia del ciclismo, le tecniche di allenamento e manutenzione della bicicletta, libri biografici e monografici ma anche libri più trasversali che uniscono cultura e sport.

Ciclismo web tra Social Network e portali

Ciclismo e web rappresentano un binomio assolutamente produttivo ragion per cui riteniamo che gli sforzi compiuti negli ultimi mesi per migliorare la qualità dei nostri pezzi siano stati ben riposti. A ripagare i tanti sforzi profusi sono i risultati in termini di engagement con il nostro pubblico: la nostra pagina Facebook nel corso degli ultimi 12 mesi ha raddoppiato i like e il profilo Twitter da poco lanciato cresce con una percentuale di oltre il 15% mensile.

Gli accessi alla pagina di Ciclonews sono in costante aumento incrementando quotidianamente l’autorità della nostra pagina sia tra gli appassionati di ciclismo che tra gli addetti ai lavori. Il nostro obiettivo è quello di continuare nella crescita mantenendo sempre alto lo standard qualitativo della nostra informazione di settore.

Sagan: Nibali ha le palle!

Sagan: Nibali oggi l’unico con le palle

Sagan: Nibali oggi è stato l’unico ad avere le palle. Il commento dello slovacco sulla sua pagina di twitter, un tributo al messinese vincitore della Milano-Sanremo

Sagan Nibali

Sagan Nibali

Sagan: Nibali l’unico a mostrare di avere le palle! Non è il commento di un tifoso ma la posizione del tre volte Campione del Mondo Peter Sagan che non è riuscito a battere la sua personale maledizione nei confronti della Milano-Sanremo ma che ha voluto tributare un meritato commento a grandissimo Vincenzo Nibali.

La classica monumento con arrivo in riviera è una di quelle corse che fin dalla sua nascita ha saputo entrare nella mitologia del ciclismo mondiale. In pochi hanno saputo conquistare questa corsa, Il Lombardia e Giro. Tour e Vuelta come ha, invece, fatto in siciliano. Peter Sagan, da sempre personaggio anticonformista ma sempre molto attento a valutare le imprese dei colleghi non si è smentito nemmeno questa volta. Nonostante la stanchezza di una corsa segnata dalla pioggia e la delusione per non essere riuscito a portare a casa la vittoria dopo il lavoro del team, “Peto” Sagan ha voluto rendere omaggio a Nibali:

“Thanks to all my BORAhansgrohe teammates for their hard work today at the Milano_Sanremo. Congratulations also from my side to vincenzonibali for his attack and victory. He was the only one to show he had the balls today!”.

“Grazie a tutti i miei compagni della  per il loro duro lavoro oggi alla . Congratulazioni anche da parte mia a per il suo attacco e la vittoria. È stato l’unico a mostrare che oggi aveva le palle!».

Katie Compton vittima dei freni a disco

Katie Compton vittima di un brutto incidente

Katie Compton vittima dei freni a disco durante la prova del DVV Trofee in Belgio

Katie Compton vittima dei freni a disco

Katie Compton vittima dei freni a disco

Katie Compton vittima di un infortunio durante la tappa belga del DVV Trofee. La vice campionessa del mondo di Ciclocross, è stata vittima di una caduta che le ha procurato una ferita particolarmente seria.

La causa della ferita, però, non è direttamente legata all’impatto con il terreno ma a causarla è stato il disco di un freno. L’impatto le ha provocato una profonda ferita ma Katie Compton ha stoicamente proseguito nella prova arrivando al traguardo in settima posizione difendendo la sua leadership nella competizione.

 

Katie Compton e quella caduta al primo giro

Reduce dall’argento ai Mondiali di ciclocross della scorsa settimana a Valkenburg, l’americana Katie Compton era impegnata al Kravatencross di Lille, in Belgio. La Compton è incappata nell’incidente nelle convulse fasi iniziali. A spiegare l’accaduto è stato il marito che, in un post su twitter, in cui ha fortemente polemizzato con le rivali della moglie.

“Cosa succede quando due atlete prendono decisioni sbagliate e non possono essere pazienti al primo giro coinvolgendo Katie in un incidente? Il rotore del disco l’ha tagliata fino all’osso, non è un modo felice per concludere una grande stagione” ha scritto Mark Legg, marito della campionessa americana aggiungendo anche un’immagine particolarmente forte della ferita che il disco del freno ha provocato al ginocchio di Katie Compton.

Freni a disco: si o no?

Nel ciclocross l’uso dei freni a disco è prassi assolutamente consolidata in quanto già da 8 anni gli atleti hanno iniziato ad impiegarli in virtù nella minore frequenza di cadute di massa (rispetto alle corse su strada)..

Questo incidente non potrà però va a riaccendere la polemica che gli “stradisti” avevano acceso negli due anni fa a seguito dell’incidente di Ventoso alla Roubaix di due anni fa o a quello ad Owain Doull all’inizio della scorsa stagione. La disomogeneità dei freni a disco impiegati può creare tempi di frenata assolutamente difformi che potrebbero causare tamponamenti. Altra istanza degli stradisti è quella di obbligare l’utilizzo di coperture per i dischi dei freni

Michelle Cound chi è la moglie di Chris Froome?

Michelle Cound: chi è la moglie di Chris Froome?

Michelle Cound moglie e manager del capitano del Team Sky Chris Froome dal 2006 accanto al campione kenyano, scopriamo tutto su di lei

Michelle Cound

Michelle Cound

Michelle Cound è la moglie del capitano del Team Sky, il kenyano Chris Froome diventata famosa in questi giorni per la presunta idea di voler spingere il marito (e assistito) a un patteggiamento per la non negatività al Salbutamolo.

Chris Froome e la Cound hanno una relazione che dura da ben 12 anni considerando che si sono conosciuti nel 2006. I due si sono conosciuti in occasione di una corsa tenutasi in Sudafrica. “Mi colpì fin sa subito” dichiarò al al quotidiano belga  La Dernière Heure nel 2013. Al Giro del Capo, Christopher Froome risveglia l’ammirazione della giovane donna vincendo due tappe della gara. Questa piccola ragazza bionda dagli occhi azzurri diventerà la prima tifosa  del campione. Al punto che lascerà il suo paese d’adozione per stabilirsi con lui a Monaco, quattro anni dopo il loro primo incontro.

“Ho lasciato il mio lavoro per poter offrire a Chris tutto il supporto di cui aveva bisogno”, continua nella sua intervista a La Dernière Heure. Prima lavoravo per una grande banca d’investimento in Sud Africa, ma il rapporto a distanza era davvero complicato e la distanza ci pesava, è stata una decisione difficile perché ho sacrificato la mia carriera in cui avevo investito dieci anni della mia vita. Ma ho seguito il mio cuore”

I due si sono sposati il 9 novembre 2014 in Sudafrica, paese in cui il capitano del Team Sky si è trasferito e hanno un figlio con cui il corridore si è recentemente fatto ritrarre mentre pedalava. Il matrimonio dei due arrivò quasi a sorpresa, annunciato da qualche post su Twitter del campione britannico che definì quel giorno “il più bello della mia vita”.

Michelle Cound è molto più di un semplice “WAG” e si è fatta conoscere da sola grazie alla sua passione per la fotografia, per le doti manageriale e per alcuni twitt davvero graffianti.

Michelle Cound: la biografia

Michelle, 28 anni, è una fotografa sportiva e appassionata di ciclismo nata in Galles più precisamente nella cittadina di Neath. Fino all’età di 5 anni ha vissuto a Port Talbot per poi trasferisti con la famiglia in Sudafrica (come del resto ha fatto anche Chris Froome). Di carattere forte la Cound ha sempre preso posizioni dure suelle vicende che riguardano il marito: emblematico fu un suo feroce attacco dopo che durante il Tour de France del 2015 il marito venne colpito da un “gavettone” di un liquido che sembrò essere urina.

La sua pagina Twitter, @michellefroome, ha 18.000 follower e qualche tempo fa è stata coinvolta in una lotta con l’altra WAG, la moglie di Bradley Wiggins. In un tweet che è stato successivamente cancellato, Michelle ha scritto: “Il lavoro di squadra riguarda anche il dare alle persone intorno a te, che ti sostengono, un’opportunità per brillare di per sé”.

Puck Moonen la ciclista più sexy?

Puck Moonen: è olandese la ciclista più sexy

Puck Moonen è una delle cicliste più sexy al mondo, spopola sui social network facebook e twitter

Puck Moonen

Puck Moonen

Puck Moonen con oltre 11.300 follower su twitter, 266.000 follower su instagram e 40.000 mi piace su Facebook è quasi certamente la ciclista con il maggio seguito social al mondo.

La sua popolarità è legata alla sua indubbia bellezza. Nata il 20 marzo 1996 a Sint-Michielsgestel in Olanda, Puck corre per la Lotto–Soudal Ladies ed è considerata la ciclista più sexy del mondo.

Puck Moonen ha studiato chimica e scienze naturali ma la sua vera passione è la sua bicicletta con la speranza di garantirsi una carriera come professionista del pedale.

Conosce bene il mondo dei ciclisti professionisti e il suo fidanzato Eli Iserbyt si è laureato Campione Europeo di ciclocross nel 2017 nella categoria Under 23

Puck Moonen è stata recentemente votata come miglior atleta olandese dalla rivista maschile FHM e, come detto, è un vero e proprio un fenomeno su Instagram. Mentre, tra gli altri, Philippe Gilbert ha 117.000 follower e Marianne Vos 60.000, Puck che non ha ancora vinto una gara ha valori più che doppi del corridore belga e quattro volte quelli dell’olandese.

Puck Moonen

Puck Moonen

“Sono abbastanza sorpresa da tutta questa popolarità, è inutile dire che altri sportivi persone devono fare molto più sforzo per ottenere seguaci. Credo di essere gentile con i miei fans e questo mi premia” ha dichiarato Puck che comunque è conscia che gran parte della sua popolarità è la sua bellezza.

“Le foto che includono anche una bici sono però le più popolari” dichiara Puck, però insomma diciamolo che anche in bicicletta pochi guardano la sua tecnica.

Puck Moonen: chi è la sexy ciclista?

Puck Moonen nata a Sint-Michielsgest il 20 marzo 1996 è un ciclista olandese. Ha una relazione con Eli Iserbyt, che è diventato campione del mondo di ciclocross nel 2016.

Season Points Racedays KMs Wins Top-10s
2017 0 17 1427 0 0
2016 0 5 375 0 0
2015 0 7 447 0 0
0 29 2249 0 0

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alle corse

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita: “sono miracolato”

Keagan Girdlestone incidente terribile il 5 giugno 2016: finisce contro il lunotto di un’ammiraglia e rischia la morte, mercoledì torna a correre in Nuova Zelanda

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita per il giovanissimo ciclista sudafricano all’epoca dei fatti in forza alla Dimension Data Development (la formazione giovanile del team di Mark Cavendish)

Il 5 giugno 2016 resterà impresso nella sua vita inesorabilmente. Si corre la Corsa della Pace dilettanti a Sant’Ermete, vicino a Rimini, tutto sembra essere come sempre. Biciclette, moto al seguito, ammiraglie, insomma la classica giornata di corsa. Poi l’impatto. Poi la notizia corre nel gruppo. Un corridore è andato contro un’ammiraglia, si è procurato una lesione della giugulare e della carotide. Pare che abbia sfondato il lunotto di un’ammiraglia. Forse è morto!
Sul web in tam tam da fake news parte, su Twitter appaiono messaggi di colleghi: “R.i.p. Keagan”. “Adesso basta”. “Maledetta bicicletta”. Ma il corridore morto non era morto.

Keagan Girdlestone non è morto ma ci è andato molto vicino, è lo stesso atleta che lo racconta: “Due ore e mezza senza ossigeno al cervello, quasi quattro litri di sangue persi e un arresto cardiaco proprio sul tavolo operatorio. I medici prima dissero che non sarei sopravvissuto più di 24 ore, poi che avrei riportato danni permanenti al cervello”.

Keagan Girdlestone dopo l’incidente viene trasportato d’urgenza in ospedale, caso disperato. Passa 10 giorni di coma e tre settimane in terapia intensiva ma viene salvato, ridato miracolosamente alla vita, un diritto per un diciannovenne. Ha inizio  un sorprendente processo di recupero che ora sta per raggiungere il suo momento più importante.
Sono passati 591 giorni dal terribile schianto, Keagan ha ottenuto un contratto con il Frezzor Racing Team e mercoledì prenderà parte a New Zealand Classic, corsa di cinque tappe UCI.

C’è voluto il giusto tempo perché la voce tornasse squillante (nell’impatto una corda vocale era rimasta lesionata), i muscoli riprendessero forza e anche i nervi che si pensavano danneggiati tornassero a funzionare.

Keagan di quel giorno porta una profonda cicatrice sul collo e un tatuaggio sul braccio sinistro che saranno per sempre uno stimolo alla vita e anche il solo tornare ad una gara di livello senza ambizioni è una gioia che riempie il cuore.

“Sono nella forma migliore che abbia mai avuto dopo l’incidente, non ho grosse aspettative, solo una lista di obiettivi che cancellerò durante il tour mano a mano che li raggiungo: finire in gruppo, poi finire nei primi 20, poi provare ad attaccare, poi finire sul podio, poi… Sono un opportunista: se c’è una chance di ottenere il risultato e le gambe stanno bene, io ci provo” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport.

Keagan Girdlestone è un miracolato e non lo nega: “si, non lo posso negare sono un miracolato, la mia forza viene da Dio e questo incidente mi ha insegnato che posso superare anche i momenti più duri per fare ciò che amo”.

Non sono stati momenti facili, è palese, ma “Mamma e papà sono stati fondamentali, Edvald Boasson Hagen mi ha dedicato la vittoria di tappa al Delfinato. Ho sentito tanto affetto attorno a me”.

“Se ho un rammarico legato a quell’accadimento? Non aver potuto assistere al matrimonio di mio fratello” ha dichiarato a Repubblica Keagan.

Il ciclismo ha vissuto periodi bui anche legato a finte speranze: “Avevo molti idoli nel ciclismo che si sono rivelati dei truffatori: è avvilente. Così spero di essere io quel cambiamento nel nostro sport che ho sempre voluto vedere: il corpo umano e la mente sono in grado da soli di realizzare cose incredibili”

Una tragedia sfiorata come questa qualche ricordo indelebile lo lascia non solo nello spirito ma anche nella mente: “ricordo solo la sensazione di un liquido caldo che corre sul mio collo, e uno spettatore che urla ‘Piano, piano’. Dei giorni in terapia intensiva ricordo un gran dolore, ma anche la voglia di tornare alla vita.
La vicenda di Girdlestone ricorda quella che ha vissuto Claudia Cretti:“Ho seguito la vicenda di Claudia, è stata una notizia terribile, ma è bello sapere che sta recuperando. Il mio consiglio è di essere sempre grati per quello che si ha, amare ciò che si fa, non perdere mai la speranza. E non lasciarsi scoraggiare dai momenti negativi”