Consuelo Galletti scrive a tuttobiciweb

Consuelo Galletti scrive una lettera a tuttobiciweb

Consuelo Galletti scrive a tuttobiciweb il suo sfogo per l’assenza di comprensione e ascolto attorno alla tragica morte in gara del marito

Alessio Galletti

Alessio Galletti

Consuelo Galletti, moglie di Alessio Galletti tragicamente scomparso durante una tappa del Giro delle Asturie, ha scritto al direttore del sito tuttobiciweb.

La vicenda dello sfortunato ciclista ve l’abbiamo raccontata qualche tempo fa ma, a distanza di qualche anno restano ancora tante incognite e tanta sofferenza per la famiglia.

Consuelo ha lottato sin dal primo momento e sta lottando ancora per non essere travolta da un terribile lutto come lo è la perdita del proprio marito. Perdita che, lo ricordiamo, è avvenuta sul luogo di lavoro.

Come ciclonews.biz abbiamo sistematicamente cercato di tenere viva la memoria dello sfortunato Alessio ma non per tutti è stato cosi e Consuelo con questa lettera aperta ha voluto ricordare come, nel corso di questi anni, abbia prevalso il senso di abbandono.

“Grazie a Dio, ai congiunti e agli amici più veri ho potuto affrontare questa gara veramente dura – ha scritto la vedova Galletti – mio marito è stato un gregario ma questo non può voler dire, però, che Alessio debba essere DIMENTICATO ed IO DIMENTICATA con lui!”

Un urlo di dolore e di disperazione che ci sentiamo di voler provare ad amplificare perché, pur non conoscendo tutti i dettagli che stanno dietro alla tragedia, l’urlo di Consuelo è meritevole di essere ascoltato e non cadere nel vuoto.

Consuelo nella missiva inviata al noto sito internet ha voluto sottolineare come il

“marito non aveva avuto una copertura assicurativa, prevista chiaramente dai regolamenti, e per il suo decesso – nonostante in tutti questi anni abbia ovviamente cercato di avere Giustizia in Tribunale – a tutt’oggi gli esiti non hanno portato sostanzialmente ancora a NULLA”.

Non sono mancate, a seguito della scomparsa di Alessio, le voci, i si dice e “sciacalli che lo hanno insinuato” ma Consuelo ha tenuto a precisare che

“ALESSIO NON È MORTO PER DOPING, ma per ben diverse ragioni acclarate dagli esami autoptici. Dunque, se solo chi avrebbe dovuto fare il propio lavoro correttamente ed a termini di regolamento lo avesse veramente fatto, non sarei qui ancora, non a chiedere ma – questa è la triste verità – ad IMPLORARE GIUSTIZIA”.

Una lotta, quella di Consuelo, che la donna sta cercando di portare avanti con dignità nel suo “peregrinare come una specie di mendicante” ma che, allo stato dell’arte la fa sentire

“VITTIMA DI UN CICLISMO CHE non esito a definire SBAGLIATO e da RIFARE”.

Eleonora Ciabocco reginetta agli Oscar del ciclismo 2018

Eleonora Ciabocco promessa del ciclismo tricolore

Eleonora Ciabocco miglior giovane promessa del ciclismo italiano nella serata organizzata da TuttoBici e Tuttobiciweb

Eleonora Ciabocco

Eleonora Ciabocco

Eleonora Ciabocco è stata protagonista della sera degli Oscar del ciclismo, voluta e organizzata da TuttoBici e Tuttobiciweb presso l’Hotel Principe di Savoia di Milano.

La Ciabobbo è stata premiata nella serata in cui si assegnano gli “Oscar del ciclismo” affianco a talenti come Gianni Moscon, Elia Viviani e Marta Bastianelli

Eleonora, 13 anni, (sorella minore del corridore under 23 Elia) ha ricevuto il riconoscimento come migliore esordiente donna dell’anno 2018 grazie alle 13 affermazioni ottenute nelle gare su strada (tra cui i prestigiosi  titoli di campionessa italiana in linea e del ciclocross)

La ragazza originaria di  Corridonia, 13 anni veste i colori del Team Di Federico ha preceduto l’emiliana Giulia Raimondi e la lombarda Federica Venturelli.

 

 

L’ALBO D’ORO DELL’OSCAR DONNE ESORDIENTI

2005    Rossella Callovi
2006    Rossella Ratto
2007    Rossella Ratto
2008    Lisa Gamba
2009    Sara Coffinardi
2010    Sara Wackermann
2011    Martina Alzini
2012    Lisa Morzenti
2013    Letizia Paternoster
2014    Gloria Scarsi
2015    Gaia Masetti
2016    Eleonora Camilla Gasparrini
2017    Francesca Barale
2018   Eleonora Ciabocco

Alessia Piccolo: “la Sky rischia di allontanare il pubblico”

Alessia Piccolo: “con la Sky il ciclismo diventa improponibile”

Alessia Piccolo amministratore delegato del Maglificio Alé, non le manda a dire al Team Sky in una intervista pubblicato su un noto portale di ciclismo

Alessia Piccolo

Alessia Piccolo

Alessia Piccolo, presidente del Team femminile ALÈ, si è così espressa in una intervista a tuttobiciweb.it sulla situazione che sta vivendo il ciclismo mondiale in relazione alla posizione della Sky:

“Se avessi una squadra come quella, che controlla tutto e tutti, rendendo il ciclismo assolutamente soporifero, sarei la prima ad oppormi. Non vorrei mai avere un team che uccide le corse e l’agonismo che fa della preparazione e della tecnica un limite e non un plus del ciclismo. L’immagine che il Tour sta dando del nostro sport è semplicemente imbarazzante”.

Alessia Piccolo ha deciso di gridare il proprio disappunto e la propria preoccupazione per i rischi che non solo la corsa francese ma tutto il movimento sta correndo per via della posizione “dominante” della squadra britannica.

Il marchio Alé è presente lungo le strade del Tour de France 2018 come sponsor tecnico della Groupama Fdj ma Alessia ha ben in mano il timone per condurre il suo team femminile lungo le prove mondiali. Proprio parlando di costituzione del team, la Piccolo ha dichiarato: “io non prenderei mai il meglio del ciclismo mondiale per soffocare di vittorie il movimento perché così facendo ucciderei l’agonismo che è deve essere reale, credibile e sano per mantenere in vita il ciclismo.

“L’approccio che sta avendo in questi anni il Team Sky un po’mi preoccupa: temo che l’idea, sicuramente supportata da un sistema strutturato e molto professionale, di controllo della corsa a tutti i costi, anche a spese della spettacolarità possa far annoiare il pubblico” ha affermato Alessia Piccolo.

La massima dirigente della Alè ha rincarato la dose: “Mi attirerò delle antipatie? Può essere ma spero di far uscire allo scoperto tante persone che la pensano come me. Sono la prima ad andare in bicicletta, faccio le mie corsette con le forze che ho e amo follemente il ciclismo ma con questo metodo il pubblico si allontana dal nostro sport in quanto lo spettacolo offerto è diventato improponibile”.