Froome tra ventolin e tifosi arrabbiati

Froome tra ventolin e tifosi ironici lungo la tappa

Froome tra ventolin, la vicenda della positività al salbutamolo ha scatenato l’ironia dei tifosi che non hanno perso l’occasione per sottolineare la vicenda

Froome tra  ventolin e ironia dei tifosi.

Froome tra ventolin e ironia dei tifosi.

Froome tra  ventolin e ironia dei tifosi. La vicenda della positività del corridore britannico al salbutamolo che ha scombussolato il mondo del ciclismo a partire dalla metà dello scorso mese di dicembre ha stuzzicato “l’ironia” di alcuni tifosi lungo le strade del Giro d’Italia.

Il corridore britannico durante la tappa odierna ha acceso il frullatore e iniziato a strapazzare ogni avversario in puro stile del kenyano bianco. L’attacco di Chris Froome ha però visto una ironica scenetta che lo ha visto suo malgrado protagonista.

Due tifosi vestiti da dottori hanno affiancato il corridore del Team Sky con in mano una maxi confezione di Ventolin ad ironizzare su come in salita l’uso del farmaco possa agevolare l’atleta britannico. La scena è stata immortalata dalle telecamere di RaiSport.

Froome, lo ribadiamo, ha una TUE per poter utilizzare il Ventolin entro le soglie previste dalla WADA ma, durante la scorsa Vuelta Espana, i valori riscontrati sui campioni del britannico sono risultati ben sopra il quantitativo massimo tollerato. In tanti si sono pronunciati sull’opportunità che il capitano del Team Sky non prendesse il via alla corsa rosa ma nonostante tanta pressione a Gerusalemme Chris Froome non ha voluto mancare.

Prendiamo questo fatto come goliardia e, finché le proteste non trascendono, nel volgare o nel mettere a rischio l’incolumità degli atleti possono essere accettate. Ricordiamo che già allo scorso Tour de France il britannico fu oggetto di scherno dei tifosi francesi che in alcuni casi superarono anche il limite del tollerabile (si racconta di gavettoni di urina che colpirono l’atleta).

 

Armstrong antidoping costoso e infruttuoso

Armstrong antidoping costa troppo e non da risultati

Armstrong antidoping poco utile, il texano noto per aver creato uno dei sistemi di doping più organizzato al mondo sottolinea l’inefficacia delle norme contro le sostanze vietata

Armstrong antidoping

Armstrong antidoping

Armstrong antidoping poco utile! L’ex professionista ormai caduto in disgrazia, che ha ammesso di essere stato al centro di uno dei programmi di doping più intricato nella storia dello sport mondiale ha dichiarato in una intervista a velonews che il sistema antidoping non funziona.

“So che sembrerà terribile sentire da me queste parole, ma seriamente, a volte penso che dobbiamo smettere di credere cosi duramente nell’antidoping“. Questa è stata la risposta data dal texano alla domanda sulle continue controversie che il mondo del ciclismo attraversa in materia di doping.

“Primo, non funziona. In secondo luogo, non riceviamo alcun credito per queste audaci iniziative, rispetto ad altri sport. Terzo, costa un sacco di soldi per pochissimi risultati ” ha rincarato la dose il corridore di Austin.

Lance Armstrong che aveva vinto sette Tours de France prima di vederseli annullare a causa delle notissime vicende che lo hanno visto come principale protagonista dello scandalo US Postal Service non le manda a dire e, come di consueto prende posizioni assolutamente forti:  “Ora sento che alcune persone stanno parlando della cessazione dei TUE. Ma la maggior parte degli altri sport può utilizzare tantissime sostanze che nel ciclismo sono illegali. Insomma prendete Tony Romo (ex quarterback dei Dallas Cowboys) lui ha potuto assumere del cortisone prima di una gara, nel ciclismo nessuno può farlo”.

Quella di Lance Armstrong è da sempre una figura controversa, fin dalle corse adolescenziali, passando per la storia miracolosa della rinascita dal cancro alle polveri dell’annullamento dei sette Tour de France vinti. Lance è passato da essere un simbolo positivo (o presuto tale) ad essere l’icona del male dello sport: “Questo genere di cose accade in tutti i tipi di percorsi della vita – che siano io, i russi o una statua confederata. I simboli vengono attaccati per far sembrare buoni i regolatori, ma il vero problema non sta davvero sparendo ”

 

 

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa di aver fatto uso di corticoidi nel corso della sua carriera per un periodo abbastanza lungo, l’ammissione nella sua autobiografia

Lieuwe Westra

Lieuwe Westr

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi durante la sua carriera e lo fa in alcune pagine della sua autobiografia che a breve arriverà nelle librerie mondiali “Het Beest, het wielerleven van Lieuwe Westra” (La Bestia, la vida in bicicletta di Lieuwe Westra). Il corridore olandese non ha precisato a quale momento della sua carriera si faccia riferimento ma ha sottolineato come che l’utilizzo è stato prolungato nel tempo, probabilmente partendo sin dal suo primo anno di professionismo, quando capì che per poter competere a livello alto.

“Ho sofferto di problemi al ginocchio per anni – ha dichiarato – Questo mi ha permesso di prendere del cortisone nei momenti importanti della stagione. Dovevamo essere performanti e alla dirigenza non importava, l’importante è che non venivamo presi. Beata ignoranza”.

Va detto che l’olandese non è mai risultato positivo ad alcun controllo antidoping anche se, per stessa ammissione del campione nazionale a cronometro 2012 e 2013, “per essere buoni corridori bisognava essere al limite di ciò che era permesso”..

Lieuwe Westra avrebbe dunque goduto delle Autorizzazioni per Uso Terapeutico, le cosiddette TUE o AUT che dallo scorso anno sono particolarmente al centro delle polemiche in seguito alle rivelazioni di Fancy Bears sull’utilizzo da parte di Bradley Wiggins e Chris Froome. Nel caso dell’olandese parrebbe che queste siano state utilizzate per  migliorare la performance e non per curare o alleviare dei sintormi.

“Ho iniettato queste sostanza nel mio corpo per poter andare più forte, per ottenere dei premi e ricevere dei complimenti. Durante il mio primo anno da professionista ho capito che non era possibile vincere con il solo allenamento. Se vuoi giocare con i grandi devi trovare i limiti del concesso”.

Ritiratosi lo scorso anno, il 35enne ha corso per due sole squadre da pro, la Vacansoleil dal 2009 al 2013 e la Astana, dal 2014 al 2016.

Bomba sul Team Sky: aggirato l’antidoping?

Bomba sul Team Sky, circondato dalle polemiche

Bomba sul Team Sky: secondo un rapporto della commissione parlamentare il team avrebbe aggirato le norme antidoping

Bomba sul Team Sky

Bomba sul Team Sky

Bomba sul Team Sky, la bufera attorno al team di Dave Brailsford non accenna a placarsi. Dopo la sconvolgente notizia della positività di Chris Froome, resa nota lo scorso mese di dicembre ecco che qualche giorno fa è uscita la notizia di un pacco sospetto ordinato da un dottore che all’epoca dei fatti lavorava per la Sky.

E’ di oggi la notizia che, secondo un rapporto della commissione parlamentare britannica, la squadra di Dave Brailsford avrebbe aggirato le regole anti-doping per aiutare Bradley Wiggins a vincere il Tour de France 2012 (uso di triamcinolone).

L’accusa del Department for Digital, Culture, Media and Sport è quella di aver somministrato una serie di farmaci per migliorare le prestazioni del ciclista e dei compagni di squadra. Insomma non si tratterebbe del comportamento individuale di un atleta ma il classico caso di doping di squadra?

Nel rapporto si sostiene che, durante il Tour del 2012, il Team Sky superò «una linea etica» sfruttando il sistema dell’esenzione terapeutica (TUE) – grazie a una diagnosi di comodo di asma – solo per far assumere a Wiggins un farmaco a base di corticosteroidi utile in realtà a «migliorarne il rapporto peso potenza in vista della competizione».

Nel rapporto, l’agenzia governativa britannica chiede il divieto totale di assunzione tutti i corticosteroidi, anche in presenza di una prescrizione medica.

Tramite i canali social è arrivata la risposta di Sir. Bradley Wiggins che con un twit ha dichiarato “Trovo triste che le persone possano essere accusate di cose che non hanno mai fatto e che vengono considerate come fatti certi. Respingo fortemente l’accusa secondo cui avrei utilizzato dei farmaci senza motivazioni terapeutiche”.

Delle accuse mosse, risalenti al 2011, che si baserebbero su un ordine effettuato dal dottor Richard Freeman ne abbiamo parlato negli scorsi giorni. L’inchiesta era stata aperta e successivamente archiviata un anno fa, quando non sembravano esserci i presupposti necessari ad alimentare la vicenda. Tuttavia, uno scambio di mail, venuto alla luce in questi giorni, potrebbe contribuire a far scoppiare un clamoroso caso sull’intero movimento ciclistico britannico.

Pronta la risposta anche del Team Sky: “Il Rapporto riporta di nuovo l’attenzione su alcuni errori che abbiamo già riconosciuto. Ci assumiamo la piena responsabilità per gli errori che sono stati fatti: abbiamo scritto al comitato nel marzo 2017, descrivendo in dettaglio i passi che abbiamo intrapreso per rimediare.
Tuttavia, il Rapporto propone anche l’accusa sull’uso diffuso di Triamcinolone da parte dei corridori del Team Sky prima del Tour de France 2012. Ancora una volta, respingiamo con forza questa affermazione. Siamo sorpresi e delusi dal fatto che il Comitato abbia scelto la via di una accusa anonima senza presentare alcuna prova o darci opportunità di risposta.
Noi prendiamo sul serio la nostra responsabilità per lo sport e ci impegniamo a creare un ambiente che permetta ai corridori di fare il loro lavoro in modo pulito”.

Se questa ipotesi fosse confermata da prove concrete la posizione del Team Sky diventerebbe sempre meno sostenibile nel mondo del ciclismo e renderebbe sicuramente surreali le parole del Baronetto durante la presentazione del suo team in cui suggeriva ai giovani talenti di starsene alla larga dalla squadra di Chris Froome.

Chris Froome si mette a nudo

Chris Froome posa nudo per il Time

Chris Froome

Chris Froome

Chris Froome si mette a nudo sulle pagine dello speciale inserto sportivo del noto giornale londinese Time. Il britannico si è lasciato immortalare completamente nudo sulla sua bicicletta Pinarello nella versione speciale per commemorare la sua recente vittoria alla Vuelta Espana.
Froome ironizza, sulle pagine del giornale, sul suo fisico, “le proporzioni del mio corpo sono un po’ ridicole, le gambe massicce stonano con il tronco sottile, lontano dalle corse vado in palestra per migliorare bicipiti e spalle. Ho un grasso corporeo pari al 9,8 per cento, potrei ridurlo ulteriormente, ma devo stare attento anche alle controindicazioni”.

Nell’immagine sono evidenti i segni della caduta alla Vuelta “siamo andati troppo forti in una rotonda, sono andato dritto ed eccone le conseguenze, una caduta ti lascia segni sul corpo ma anche nella mente. I giorni dopo la caduta toglievo il piede dal pedale per paura di cadere nuovamente. La forza mentale è fondamentale nel ciclismo, devi saper soffrire sempre e spingere duro sui pedali. Mi ritengo fortunato perché la forza mentale è sempre stata una mia caratteristica. Non ho paura di non vincere una corsa, quello può accadere ma devi sempre dare tutto per provare a vincere, visualizzo con positività le corse, provo a immaginare i lati positivi di vincere.

Nelle pagine dedicate al kenyano bianco, il Time tocca anche l’argomento dei farmaci “I TUE (i farmaci usati a scopo terapeutico ndr) hanno un loro posto nello sport, devono essere usati nel modo corretto ma non si devono negare. Se hai bisogno di un farmaco è corretto usarlo, se vengo punto da una vespa e ho una reazione estrema cosa posso fare? Non bisogna mai dire mai a priori. So che la gente è sempre sospettosa a causa del passato del ciclismo, è un loro diritto esserlo. Io sono tranquillo del mio modo di correre”.