Santini X Ironman la linea dedicata al triathlon

Santini X Ironman la linea dedicata al triathlon

Santini X Ironman la nuova  linea dedicata agli amanti della distanza regina del triathlon disponibile nei negozi e sul sito dell’azienda

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L’esperienza pluriennale di Santini Cycling Wear si unisce all’amore per il triathlon: nasce la collezione Santini X IRONMAN. Dedicata a tutti coloro che si mettono in gioco nella prova più dura e faticosa del triathlon, la linea Santini è la prima a marchio IRONMAN© a essere disponibile nei negozi e online sul sito dell’azienda. Declinata per uomo, donna e bambino, include una capsule collection Racing e una Training, tutte caratterizzate dal design con l’inconfondibile simbolo IM (IRONMAN).

Non serve solo un fisico preparato per affrontare 3.8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bici e una maratona a piedi di 42 chilometri, perché chi vuole cimentarsi in un IRONMAN deve allenare anche testa (il vincitore impiega 8 ore, ma c’è anche chi la finisce in 15 ore…) e cuore, oltre naturalmente a indossare il giusto body da gara.
Santini, brand di riferimento nel settore dell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e il triathlon, è partner esclusivo di IRONMAN© e oggi presenta la collezione a marchio congiunto: la prima a essere disponibile nei migliori negozi specializzati nel mondo e online sul sito dell’azienda.
Una collezione pensata per coloro che sfidano i propri limiti nella regina delle gare di triathlon capace di rispondere alle diverse esigenze degli atleti e degli amatori, e con capi dedicati alle competizioni e agli allenamenti.
Al centro delle linee ci sono l’esperienza di Santini nella vestizione degli atleti élite e i principi cardine dell’azienda italiana: fit, performance, comfort e durability. Il risultato sono capi aerodinamici, idrodinamici, leggeri e dalla rapida asciugatura che favoriscono le più alte performance.

Collezione uomo
La linea uomo è suddivisa in tre micro collezioni: Racing, Training e Santini X Kona.
Nella collezione Racing, sono presenti i capi Audax e quelli Cupio, entrambi nella versione body smanicato e con maniche corte e due pezzi, formato da shorts da abbinare alla maglia a maniche corte o smanicata.

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I capi Audax sono i top di gamma della collezione e sono testati in galleria del vento. Con eccellenti doti aerodinamiche e idrodinamiche e una vestibilità molto aderente, presentano il tessuto a navetta Clima, leggero e resistente ai raggi UV, nella parte superiore e Fitter con effetto compressivo e resistente alle abrasioni nell’area delle gambe. I body Audax sono molto leggeri e permettono la regolazione termica e la riduzione della resistenza dell’acqua; inoltre presentano maniche e fondo-gamba tagliati al laser e cuciture termo-saldate.

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La linea Cupio presenta una vestibilità più morbida ed elastica, per chi ricerca la performance ma non vuole rinunciare alla comodità: i capi sono confezionati con un nuovo tessuto resistente all’acqua e al cloro che si asciuga facilmente, rendendo la transizione dal nuoto alla bici più piacevole.

I capi Audax e Cupio sono dotati del nuovo fondello IMG (IRONMAN gel), ideato specificatamente per la triplice disciplina e realizzato con Tower Gel by Nicolini. La struttura di questo gel è costituita da piccole “torri” che sono più alte nella zona delle ossa ischiatiche e più sottili verso i bordi del fondello in modo da assorbire al meglio gli shock. Si tratta di un fondello molto leggero – pesa solo 52 grammi, sottile e flessibile e ad asciugatura rapida, che non assorbe l’acqua e garantisce maggiore traspirabilità rispetto al normale gel.
I colori scelti giocano su quelli identificativi di Ironman: nero e rosso, con l’aggiunta del grigio.

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La linea Training è costituita dai capi Vis pensati per l’allenamento in bicicletta: un completo e un gilet antivento con sezioni in tessuto Polartec® Alpha e dettagli high-visibility come la scritta iridescente Santini X IRONMAN sul lato dei calzoncini. I pantaloncini inoltre presentano un altro dettaglio particolare: le bretelle non hanno la canonica forma ma presentano una nuova costruzione a X che garantisce massima libertà di movimento e comodità.
In abbinamento a queste due linee, Santini propone accessori coordinati: cappellino, guantini, calzini, manicotti e fascetta tergi-sudore.

Inoltre, Santini dedica a Kona, la città delle Hawaii dove il triathlon è nato, una linea speciale formata da body, kit e accessori per immergersi nel mood della capitale della triplice.

Collezione donna

Progettate per il corpo femminile, le collezioni donna si suddividono, come quella uomo, in due tipologie: Racing e Training. I tessuti scelti e le tecnologie sono le stesse usate per i capi maschili, cambia la vestibilità, che si adatta alle forme femminili e la scelta dei colori che giocano su viola, rosa, fucsia, bordeaux e nero. Anche per le donne c’è la possibilità di creare un total look, grazie agli accessori abbinati.

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Collezione kids

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La stessa qualità dei capi per gli adulti è stata trasposta nella collezione per bambini e ragazzi. Per i giovani triatleti dai 5 ai 14 anni, Santini propone il body gara Cupio realizzato con tessuto water-repellent che favorisce l’idrodinamica, e le jersey Vis per bimbo e Dea per bimba per gli allenamenti in bici. E per i piccoli fino ai 24 mesi, due maglie con gli stessi colori dei capi degli adulti e il logo IRONMAN.

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

 

Ironman cos’è questa disciplina del triathlon

Ironman cos’è e come si pratica

Ironman è la prova più dura del Triathlon scopriamo caratteristiche, storia, gare storiche e tutte le informazioni base

Ironman Logo

Ironman Logo

Ironman è una delle prove più famose del Triathlon, sport in cui si fondono tre diverse discipline: corsa, nuoto e ciclismo. Questa prova, nota anche con il nome di super lungo è la più dura di questo sport e viene caratterizzata da prove assolutamente estreme.

L’idea per l’Ironman Triathlon originale sorse durante la cerimonia di premiazione del 7 Oʻahu Perimeter Rela del 1977 in cui atleti della Mid-Pacific Road Runners che del Waikiki Swim Club discussero su quali atleti avessero il miglior livello di preparazione atletica.

John Collins, comandante della US Navy, suggerì che il dibattito venisse risolto attraverso una gara che combinava i tre sport di resistenza che si svolgevano sull’isola ossia il Waikiki Roughwater Swim la Around-Oahu Bike Race e la Maratona di Honolulu. Il primo arrivato avrebbe preso il nickname di Iron Man. Furono 15 gli atleti che presero parte alla prima prova, il 18 febbraio 1978: dodici completarono tutte le prove e a trionfare fu Gordon Haller, della Marina degli Stati Uniti, con un tempo di 11 ore, 46 minuti, 58 secondi.

L’anno seguente, senza alcuna attività di marketing, si presentarono 50 atleti ma, per cause legate al meteo la prova fu spostata, riducendo il numero dei partenti: vince Tom Warren di San Diego in 11 ore, 15 minuti, 56 secondi. Lyn Lemaire , un ciclista di Boston, si classificò sesta e divenne la prima “Ironwoman”.

La fama della prova era ormai in rampa di lancio, nel 1982 venne spostata la data della gara da febbraio a ottobre e, come conseguenza di questo cambiamento, ci furono due eventi di Ironman Triathlon quell’anno.

Entro la fine di quell’anno la gara era arrivata ad annoverare oltre 1.000 richieste di partecipazione con la necessità di “sorteggiare” chi avrebbe potuto competere

Nel 1990 il Dr. James P. Gills acquistò la Triathlon Corporation delle Hawaii, proprietaria del marchio Ironman, per $ 3 milioni. L’avventura planetaria dell’Ironman era ormai decollata.

 

Ironman distanze ufficiali

  • 3,86 km di nuoto (2,08 miglia nautiche)
  • 180,260 km di ciclismo (112 miglia)
  • 42,195 km di corsa (26 miglia e 385 iarde) ovvero l’equivalente di una maratona

Nell’Iron man non è prevista una distinzione tra uomini e donne in fatto di distanze.

Questa prova è anche più dura di quella prevista dal Triathlon Olimpico che ha distanze di molto inferiori:

  • 1,50 km di nuoto
  • 40 km di ciclismo
  • 10 km di corsa.

Ironman Hawaii

A partire dal 1978 i Campionati del mondo della disciplina si svolgono annualmente alle Isole Hawaii (da qui il nome Ironman Hawaii). L’evento si svolge sotto il controllo della World Triathlon Corporation che li gestisce e li organizza con cadenza annuale (eccenzion fatta per il 1982 quando vi furono due diverse competizioni, una a febbraio ed una ad ottobre). Per accedere al Mondiale è necessario partecipare ad una delle prove previste in ogni angolo del mondo che mettono in palio, appunto, la qualificazione all’evento oltre ad alcune delle  prove degli Ironman 70.3.

Inizialmente la gara si svolgeva sull’ Isola di Oahu e combinava le seguenti prove:

  • Waikiki Roughwater Swim distanza 2,4 miglia (3.860 m) a nuoto
  • Around-Oahu Bike Race distanza  115 miglia (185,070 km inizialmente in due giorni di gare)
  • Honolulu Marathon una maratona completa

L’Organizzazione ha successivamente deciso di accorciare la prova ciclistica di 3 miglia.

Nel 1981 la competizione si è spostata sulla Grande Isola mantenendo immutate le distanze proposte con la prova di nuoto nella baia di Kailua-Kona, quella ciclistica attraverso il deserto lavico hawaiano e la prova di corsa da Keauhou a Keahole Point passando per Kailua-Kona e finendo ad Aliʻi Drive.

Ironman Kona 2018

L’edizione 2018 dei Campionati Mondiali di Iron man si è svolta a Kailua-Kona ed è stata la 43esima edizione della gara in cui i campioni in carica Patrick Lange e Daniela Ryf hanno confermato la loro leadership frantumando i record da loro stesso detenuti.

Ironman record

Il record dell’Ironman Hawaii è detenuto dal tedesco Patrick Lange che ha vinto l’edizione 2018 con l’incredibile tempo di 7 h 52 min 39. Tra le donne la regina è la Daniela Ryf che, sempre nel 2018, ha chiuso con il tempo di 8 h 26 min 16 s. superando Mel Hauschildt (8:31:05, stabilito all’Ironman North American Championship).

Ironman: record assoluto

Tim Don detiene il primato assoluto sulla distanza Ironman (7:40:23 all’Ironman Brazil 2017),

Ironman Italia: Alex Zanardi all’Ironman Cervia

Da qualche anno l’ex pilota di Formula1 Alex Zanardi, ora atleta paralimpico si cimenta nelle prove dell’Iron man. Lo scorso anno, a Cervia, Alex ha preso parte all’Ironman Italy a cui erano iscritti 2700 atleti e, nell’occasione, è riuscito a precedere parecchi atleti normo dotati (la vittoria è andata a Andi Boecherer) stabilendo il nuovo primato tra gli atleti paralimpici in 8 ore 26 minuti e 6 secondi (quinto tempo assoluto).

Ironman Series

Sono molte le gare di Ironman Triathlon in tutto il mondo che consentono la qualificazione ai Campionati del Mondo Ironman. Gli atleti professionisti si qualificano per il campionato attraverso un sistema di classificazione a punti ottenibili in base ai pazzamenti finali nelle prove Ironman e Ironman 70.3. Si qualificano le prime 35 donne e i primi 50 uomini.

Iron man: Eventi di qualificazione ai Mondiali

Europa

  • Austria a Klagenfurt, in Austria
  • Barcelona a Calella, in Spagna
  • Copenhagen a Copenaghen, in Danimarca
  • Cervia, in Italia
  • Nizza, in Francia
  • Francoforte sul Meno, Germania
  • Amburgo, in Germania
  • Haugesund, Norvegia
  • Puerto del Carmen , Isole Canarie , Spagna
  • Maastricht, Paesi Bassi
  • Kalmar, in Svezia
  • Zurigo, in Svizzera
  • Tallinn, in Estonia
  • Bolton, Regno Unito
  • Vichy, in Francia
  • Tenby, Galles

Nord America

  • Tempe, in Arizona
  • Boulder, Colorado
  • Whistler, British Columbia , Canada
  • Chattanooga, nel Tennessee
  • Cozumel, in Messico
  • Panama City Beach, Florida ( Haines City, Florida nel 2018)
  • Lake Placid, New York
  • Los Cabos, in Messico
  • Louisville, nel Kentucky
  • Cambridge, nel Maryland
  • Mont-Tremblant, Quebec , Canada
  • The Woodlands, nel Texas
  • Santa Rosa, in California
  • Madison, Wisconsin
  • Kona, nelle Hawaii

Sud America

  • Mar del Plata, in Argentina
  • Florianopolis, Brasile

Africa

  • Nelson Mandela Bay, Sudafrica

Asia

  • Gurye, Corea del sud
  • Penghu, Taiwan
  • Langkawi, in Malesia
  • Zambales, nelle Filippine

Oceania

  • Port Macquarie, Nuovo Galles del Sud , Australia
  • Cairns , Queensland, Australia
  • Busselton , in Australia
  • Taupo , Nuova Zelanda

Iron Man e musica

Il termine è usato (senza riferimenti) anche nella canzone  Iron Man di Ozzy Osbourne e i Black Sabbath che racconta dell’autodistruzione dell’umanità

Sebastiano Alicata intervista all’autore di Mister D

Sebastiano Alicata intervista esclusiva per Ciclonews

Sebastiano Alicata, autore dell’interessantissimo libro Mister D in cui si parla di sport e doping intervistato in esclusiva per Ciclonews.biz

Sebastiano Alicata

Sebastiano Alicata

Sebastiano Alicata è l’autore di un interessante e introspettivo libro che trappa lo spigoloso argomento de rapporto tra sport e doping e tra sport e manipolazioni dei risultati. Ci siamo imbattuti nel suo libro (Mister D. Il doping e la manipolazione dello sport professionisticoche ci ha colpiti per il modo innovativo di trattare una materia a volte inflazionata e troppo spesso “usata” per far notizia. L’opera di Sebastiano, edita da    , ci è apparsa subito equilibrata e originale.
Abbiamo incontrato Sebastiano Alicata in un caldo pomeriggio di settembre e ci ha raccontato del suo rapporto con lo sport e con il ciclismo in particolare.

Ciao Sebastiano, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista.

Grazie a Voi ragazzi per lo spazio che mi state dando e che avete dato al mio libro

Ci racconti come è nata l’idea del libro Mister D?

Scrivo un po’ da sempre ed in passato ho pubblicato poesie e racconti. L’idea di Mister D. è nata sia come sfida sia come atto d’amore nei confronti della scrittura e delle storie che hanno a che fare con la fragilità umana ma anche nei confronti della dimensione più pura dello sport. Per dimensione più pura intendo il coinvolgimento interiore di chi si rivolge all’attività sportiva e alla ricerca di se stessi nell’espressione e nell’esecuzione del gesto atletico. Con questo libro il tema doping, oltre a prestarsi per fare il punto sulla situazione attuale intorno al problema e ad indagare sulle possibili manipolazioni che ci sono state nel corso degli anni, è diventato anche funzionale al racconto di alcune drammatiche vicende umane e sportive.

Nel libro tratti approfonditamente la vicenda di Marco Pantani, hai un ricordo di qualche impresa del Pirata?

Beh, senza dubbio la storica doppietta compiuta da Marco Pantani nell’estate del 1998 quando riuscì a vincere Giro d’Italia e Tour de France. In particolare la 15ª tappa, quando sul Col du Galibier, in una terribile giornata di vento e pioggia, il Pirata infligge al rivale tedesco del momento Jan Ullrich quasi 9 minuti di distacco, strappandogli la maglia gialla e mettendo le mani, di fatto, sul Tour de France. All’epoca avevo 23 anni e fui testimone come tanti di un evento sportivo che divenne storia, forse l’ultimo atto di un ciclismo che non c’è più e che già allora non esisteva più, ma che per rivisse per un attimo, un’ultima esplosione intensa e brillante. Era il ciclismo epico ed eroico di Marco Pantani, quello che sapeva di antico e di imprese, quello che per due mesi regalò al nostro paese forse l’impresa più incredibile di quegli anni: la doppietta Giro-Tour, trasformando Pantani in leggenda. Bisogna anche ricordare che allora il ciclismo era molto meno pulito e controllato di oggi e che non si è mai escluso che anche Pantani possa aver fatto uso di EPO come molti ciclisti negli anni ‘90. Ha compiuto comunque qualcosa di incredibile perché vincere due grandi corse a tappe in due mesi è qualcosa capitata solo ai migliori: a Fausto Coppi, a Jacques Anquetil, a Eddy Merckx, a Bernard Hinault, a Stephen Roche, a Miguel Indurain e proprio a Marco Pantani.

Come è nata la passione di Sebastiano Alicata per il ciclismo?

 Mi sono appassionato al ciclismo cominciando a fare triathlon, quindi nuotando, pedalando e correndo, oltretutto senza provenire dal punto di vista atletico da nessuna delle tre discipline. Pratico triathlon in modo amatoriale ma comunque agonistico dal 2012 e quindi sono dovuto inevitabilmente salire sulla bici da corsa, ho dovuto imparare a portarla in un certo modo e cominciare a macinare salite e chilometri. Ciò che prima vedevo come estremamente faticoso, ed in effetti lo è, è diventato pian piano affascinante ed avvincente. Andare in bici e fare determinati allenamenti è spesso pesante, nell’immaginario collettivo la fatica qualcosa da evitare, come sappiamo la fatica fisica è sempre stata pure meno corrisposta economicamente di quella intellettuale, fare fatica gratis solo per guardarti dentro perché altrimenti non lo faresti, credo che sia oltremodo poetico. Sarà un luogo comune ma la bicicletta, oltre ad essere divertente, è davvero una metafora della vita.

C’è un ciclista in attività per cui fai il tifo? Se sì, perché?

Non sono un tifoso di nessuno in particolare ma c’è un ciclista che mi piace più di tutti e che seguo molto per il suo modo di prendersi sempre molto poco sul serio e di essere agli antipodi delle convenzioni ciclistiche. Sto parlando di Peter Sagan, uno si muove nel mondo del ciclismo come un attore ed una specie di rockstar, uno che detta lo stile e che sta cambiando un po’ pure il modo di andare in bici ed il ciclismo moderno. Il suo modo di guidare la bicicletta secondo me è unico, è avanguardia, è ispirazione, è potenza usata in modo naturale e disarmante, è arte fatta di impennate, numeri da funambolo e discese al limite della fisica. Sagan è un anticonformista comunque fortissimo, a 28 anni vanta oltre cento vittorie in carriera e tre mondiali vinti consecutivamente dal 2015 al 2017.  Non si può paragonare a nessun altro corridore in circolazione, e nemmeno a qualche campione del passato, perché ha caratteristiche che nessun altro ciclista ha avuto concentrate tutte assieme. Sagan vince, quest’anno ha vinto per la prima volta la grande classica Parigi-Roubaix, ma appare quasi sempre scanzonato e sereno, anche quando perde, sottolineando spesso in modo beffardo e irriverente che: “In fondo stiamo parlando solo di una corsa in bicicletta” Sagan è il ragazzo più divertente, esuberante e criticato dal ciclismo internazionale e per questo non può che piacermi molto più di chiunque altro.

Quale potrebbe essere per Sebastiano Alicata una soluzione al problema doping?

 Sono dell’idea che fin quando non si analizzano i problemi alla radice non si riuscirà mai nemmeno a comprenderli fino in fondo. Nel libro sottolineo quanto sia per esempio importante il contesto sociale, culturale e familiare in cui l’atleta fin da giovanissimo si ritrova. E’ importante e determinante l’attitudine che nei confronti del doping hanno quelli che Sandro Donati, ex allenatore della nazionale italiana di atletica leggera e maestro dello sport, chiama “adulti significativi”, quindi genitori, familiari, allenatori, medici e dirigenti che, a seconda delle occasioni, potrebbero avere un ruolo positivo o negativo. Bisogna chiedersi quale sia la propensione degli adulti significativi verso il doping piuttosto che verso un’attività pulita per cui è fondamentale la creazione dell’ambiente giusto intorno al ragazzo o alla ragazza che si avvicina alla pratica sportiva. Un possibile approccio al problema potrebbe essere la creazione da parte delle federazioni sportive di uno staff di adulti significativi decisi a cambiare l’attuale sistema sportivo e l’impegno a far firmare una carta d’impegno etico non solo agli atleti, ma anche ai dirigenti sportivi e agli allenatori. Una soluzione definitiva probabilmente non si otterrà mai.

Secondo Sebastiano Alicata, si può ancora credere nello sport pulito?

E’ molto difficile perché il doping è stato “normalizzato” e spesso è stato organizzato dalle stesse istituzioni sportive. Per uno sport pulito è necessario smascherare chi lavora a quella catena di montaggio di atleti destinati a primeggiare e utili solo in funzione di determinati risultati. Data la componente competitiva dello sport professionistico e non solo, purtroppo sarà molto difficile avere un sport pulito in tutti i sensi, perché se il doping ha un giro di affari di 500 milioni di euro all’anno solo in Italia, è la vittoria a tutti i costi che consolida un sistema di potere politico in cui istituzioni sportive, doping, antidoping, interessi delle grosse case farmaceutiche e business giganteschi si inseguono e si intrecciano senza soluzione di continuità.

 

 

Triathlon del Lago di Caldaro informazioni utili

Triathlon del Lago di Caldaro le iscrizioni sono aperte

Triathlon del Lago di Caldaro

Triathlon del Lago di Caldaro

Triathlon del Lago di Caldaro la manifestazione, giunta alla 30esima edizione, si terrà il prossimo 5 maggio. Le origini del lago di Caldaro, in Alto Adige, sono antiche come la notte dei tempi, e si racconta che il Signore si presentò sotto le spoglie di vagabondo alle porte di una città abitata da malvagi e che, assetato ed affamato, venne ospitato solamente da una famiglia molto povera, in grado di offrirgli a malapena una brocca d’acqua. Gli abitanti del luogo non diedero invece nulla, e Gesù rovesciò così l’acqua della brocca generando una tempesta che risparmiò solamente chi l’aveva aiutato. Da lì l’uomo poté pescare e rifocillarsi iniziando una nuova vita. A 20 km da Bolzano, il lago alpino di Caldaro è il bacino balneabile più grande dell’Alto Adige, una condizione ideale per dare origine, quasi 30 anni fa, al Triathlon del Lago di Caldaro, evento emblema che racchiude in sé il nuoto, il ciclismo e la corsa.

L’Associazione Sportiva di Caldaro – sezione Triathlon e l’Associazione Turistica di Caldaro propongono un contest su distanza olimpica: 1.5 km per la frazione di nuoto, 40 km per quella su due ruote e 10 km per la podistica, contesa storica che il 5 maggio 2018 festeggerà addirittura 30 anni di storia.

Ogni anno, in primavera, un gran numero di atleti nazionali e stranieri si ritrovano in questa location “mistica” circondata da vigneti e frutteti che, grazie ad un clima primaverile mite e gradevole, rappresenta un luogo perfetto per praticare una competizione legata indissolubilmente al suggestivo bacino lacustre.

I migliori atleti si sfidano in una gara che mette alla prova tre abilità differenti e che regala una settimana di festa per la comunità, anche grazie all’elevata partecipazione non solo di concorrenti (per il 40% circa provenienti dall’estero), ma anche del pubblico che annualmente si raduna per assistere al Triathlon del Lago di Caldaro.

Tra gli eventi di contorno, la sera precedente, ci sarà anche un’inusuale sfida denominata High Heel Run, curiosa e seguitissima, riservata alle donne ed ai loro tacchi, lungo 60 metri di percorso.

Le iscrizioni per partecipare sono aperte alla cifra di 65 euro.

Talansky Ironman cambio di vita per l’americano

Talansky Ironman: la nuova scelta professionale dell’americano!

Talansky

Talansky si dà all’Ironman

Talansky e Ironman le due strade si congiungono a poche settimane dall’annuncio del 28enne, corridore americano in forza alla Cannondale Drapac di Rigoberto Uran, di ritirarsi dal ciclismo professionistico nella stagione 2017. Andrew non abbandona il mondo dello sport ma ha semplicemente deciso di cambiare disciplina, dedicandosi ad una attività altrettanto dispendiosa dal punto di vista fisico ma che può concedere maggior libertà dal punto di vista mentale e della densità del calendario.

Tra le scelte che hanno spinto Talansky all’Ironman ci sarebbe la nascita del figlio (di appena sette mesi): inevitabilmente la vita da ciclista professionista l’avrebbe portato a trascorrere buona parte dell’anno in giro per l’Europa: “E’ giunto il momento di pensare a me stesso, al mio benessere e a quello della mia famiglia. Anche nel triathlon ci sono molte competizioni e si deve viaggiare molto ma non ci sono gli 80 o 90 giorni di corse come nel ciclismo professionistico, non ci sono competizioni di tre settimane come i grandi giri e questa scelta va nella direzione di dedicare il giusto tempo alle cose che ora ritengo di primaria importanza”  ha dichiarato Talansky.

“Sono pronto per un futuro diverso, per cominciare a crearmi un network di conoscenze che potranno servirmi quando uscirò dall’attività agonistica, voglio cambiare il mio modo di vedere le cose. Correre in un team professionistico ti fa vivere in un mondo a parte. Devi solo pensare a correre e a correre e a correre ancora. Ora voglio uscire da questo limbo e capire come è il mondo oltre il professionismo, anche se il mio obiettivo è quello di portare la mia esperienze in una multidisciplina come l’Ironman“.

Quella di Talansky sarà una sfida nuova ed intrigante e l’americano ha già le idee chiare: “Devo prendere le misure con questa disciplina ma sono sicuro di poter competere ad alto livello, Kona è il mio obiettivo dichiarato per il 2018”