Nuovo kit per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo al Tour de France. Una special edition firmata Santini in occasione della Grande Boucle

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Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo. Presentate a Bruxelles le squadre che correranno il Tour de France: tra le squadre al via anche il Team World Tour Trek-Segafredo che per la prestigiosa corsa transalpina vestirà una speciale maglia bianca confezionata da Santini, fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico della squadra dallo scorso anno.

Con la presentazione di Bruxelles si può dire che si entra in clima “tour” e da domani fino a domenica 28 luglio, andrà in scena il più importante evento al mondo di ciclismo. Tra le 22 squadre iscritte alla Grande Boucle, ci sarà anche la formazione World Tour del Team Trek-Segafredo che non nasconde velleità di classifica finale sul traguardo degli Champs-Élysées a Parigi.
Per l’occasione, il Team Trek-Segafredo ha voluto una maglia speciale, diversa da quella ufficiale di colore rosso e nero: la jersey che gli atleti indosseranno durante la corsa a tappe francese sarà infatti a sfondo bianco. La nuova maglia confezionata da Santini, partner ufficiale del team dal 2018, verrà utilizzata dagli atleti esclusivamente durante il Tour de France, a simboleggiare l’unicità della corsa.«Gareggiare al Tour de France è sempre qualcosa di speciale per un atleta e farlo avendo alle spalle un team affiatato come il nostro è ancora più bello – ha detto l’atleta australiano Richie Porte, al primo anno con la Trek-Segafredo – i completi da gara Santini mi hanno conquistato da subito per il loro comfort e per la tecnicità, e penso che sia uno dei kit più belli nell’ambito delle competizioni. Mi piace molto la versione bianca specificatamente disegnata per il Tour, anche perché nel mese di luglio il caldo può essere rovente in Francia ed è ottimo indossare una jersey di colore bianco».

Tra gli atleti della Trek- Segafredo che parteciperanno al Tour de France, oltre a Richie Porte, spiccano i nomi di Bauke Mollema, Jasper Stuyven e quello dell’abruzzese Giulio Ciccone, che per il primo anno affronta la corsa francese, capitolo fondamentale nel curriculum degli atleti: «Per me sarà la prima volta alla Grande Boucle e non posso negare di essere molto emozionato, ma sono anche curioso di capire dove posso arrivare – rivela l’italiano Giulio Ciccone, già protagonista allo scorso Giro d’Italia – sono quello che si dice un rookie e sarà come essere il primo giorno a scuola: dovrò imparare ogni cosa e stare attento ai singoli dettagli, ma sono confidente di trovarmi nella squadra giusta».

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Il completo indossato dai corridori della Trek-Segafredo è formato da una maglia bianca, realizzata con due tessuti: Bodyfit, estremamente leggero e resistente, e Rudy traforato per un’ottima traspirabilità. I calzoncini neri hanno un’ampia zona in tessuto Impact, prodotto da Sitip con fibre Dyneema® dalle caratteristiche anti-abrasione in caso di caduta, fino a 15 volte più resistente dell’acciaio.

Le repliche del kit Trek-Segafredo per il Tour de France saranno disponibili nei migliori negozi specializzati nel mondo e sul sito www.santinicycling.com

Santini Maglificio Sportivo nasce nel 1965 con l’intuizione di Pietro Santini di specializzarsi nell’abbigliamento tecnico da ciclismo, grazie anche a una profonda passione per il ciclismo e per le competizioni. Fin dall’inizio l’azienda bergamasca compie una scelta importante: quella di disegnare e produrre tutti i prodotti esclusivamente in Italia. Oggi quella scelta appare rivoluzionaria e fortemente in controtendenza. Ogni capo, rigorosamente made in Italy, viene creato e sviluppato da un team di designer con una radicata passione per il mondo delle due ruote e mantiene quattro promesse: fit, performance, comfort e durability.

Oggi Santini produce più di 3.000 articoli al giorno, ed esporta l’80% della produzione all’estero. Investendo costantemente nella ricerca tecnologica di tessuti innovativi e nuovi metodi di produzione, al centro dell’attenzione di Santini c’è sempre l’uomo e l’atleta: resta viva la missione di affinare le proprie creazioni per consentire alle persone di praticare le proprie passioni sportive indossando capi confortevoli senza rinunciare allo stile. www.santinicycling.com

Trek Segafredo è una squadra internazionale professionista di ciclismo in grado di competere al massimo livello con passione e rispetto per lo sport. Creata da personaggi unici che creano un’unità perfetta, la squadra è aperta ad accogliere tutti coloro che vogliano sperimentare la determinazione e la gloria del ciclismo professionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA
photo credit: bettiniphoto

Nibali alla Trek, ora c’è l’annuncio

Nibali alla Trek, accordo sino al 2021

Nibali alla Trek, il patron Zanetti della Trek-Segafredo annuncia un accordo valido sino al 2021: “ho preso Vincenzo!”

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali alla Trek non è più solo un rumors. Sino a oggi erano tante le voci, insistente e rumorose che davano lo squalo dello Stretto in procinto di sposare il progetto tecnico sportivo del sodalizio di patron Zanetti, ora le voci sono diventate fatti.

Massimo Zanetti ha voluto rendere noto l’annunciato dell’accordo con il corridore siciliano attraverso un’intervista con La Gazzetta dello Sport. Terminato il Giro con un buon secondo posto alle spalle della rivelazione Richard Carapaz, ecco il momento dell’inevitabile addio al Team Bahrain-Merida. I rapporti tra la squadra e il campione siciliano era ormai da tempo logoro. Qualche spaccatura nel team (forse diviso in clan?) e il desiderio di nuove sfide hanno portato Vincenzo a siglare un accordo biennale con la Trek-Segafredo.

Nessuna sorpresa dunque nella destinazione futura di un Nibali che, una volta goduto il meritato riposo si tufferà nell’avventura del Tour de France con l’entusiasmo di chi si appresta a una nuova avventura professionale.

 “Ho preso Vincenzo Nibali, l’ho fortemente voluto e sono felice di poter dire che ce l’ho fatta! Nibali è un campione che non se la tira, è uno modesto che sa che non ha nulla da dover dimostrare. Ci sono tante mezze calzette che si credono di essere chissà chi, lui è il migliore in Italia ed uno dei top al mondo ma sa essere umile e spontaneo” ha spiegato Zanetti.

Ma che ambiente troverà il siciliano ad accoglierlo? Su questo Zanetti è perentorio:

“costruiremo il team attorno alla sua figura. Oggi le squadre sono internazionali e ultra strutturate ma quello che a volte serve ai ciclisti è un rapporto familiare con lo staff , spesso serve un patron-padre. Ecco da noi Vincenzo troverà tutto questo”.

L’ufficialità del passaggio di team deve arrivare dopo il primo agosto per via delle regole imposte dall’UCI ma ormai si tratta solo di un pro-forma in quanto le parole del patron Zanetti non lasciano dubbio alcuno.

Giulio Ciccone chi è? Carriera e curiosità

Giulio Ciccone chi è il ciclista maglia azzurra al Giro

Giulio Ciccone chi è? Tutta la carriera e curiosità sul ciclista italiano, cosa c’è da sapere, le sue vittorie e i suoi migliori piazzamenti.

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

 

Giulio Ciccone è nato a Chieti il 20 dicembre del 1994 ed è attualmente il quarto ciclista più giovane di sempre a vincere una tappa al Giro d’Italia (dopo Coppi, Marchisio e Taccone).

Giulio, scalatore passista, dimostra buone doti in salita sin da dilettante. Nel 2015 corre per il Team Colpack conquistando il titolo di miglior scalatore al Giro della Valle d’Aosta e conquista la Bassano-Monte Grappa. Nella stessa stagione conclude al sesto posto nella classifica finale il Tour de l’Avenir e secondo il Piccolo Giro di Lombardia.

Queste performance gli valgono le attenzione del team Professional Bardiani-CSF che gli sottopone un contratto da professionista. Ciccone conclude la stagione con il successo alla Milano-Rapallo e la Coppa Città di San Daniele dove supera il favorito Gianni Moscon ottenendo anche il titolo Prestigio Bicisport 2015.

Nel 2016, passa professionista con la Bardiani-CSF e nela sua gara d’esordio, il Gran Premio Costa degli Etruschi, ottiene un interessante quinto posto in volata. Ciccone chiude sesto in classifica alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali e al Giro del Trentino scatena la sua forza lungo la salita di Anras, conquistando la maglia bianca di miglior giovane prima di dover abbandonare la gara a causa di un virus intestinale.

Nella decima tappa di mezza montagna del Giro d’Italia con arrivo a Sestola, si inserisce nalla fuga di giornata e va a trionfare con un allungo nel penultimo tratto di discesa prima della rampa finale precedendo Ivan Rovnyj e Darwin Atapuma.

Il 2017 non è un anno fortunato per Ciccone a causa di vari infortuni che lo penalizzano. Viene operato al cuore prima del Giro (dove non ottiene risultati concludendo la corsa al 95esimo posto). A luglio partecipa al Giro d’Austria con l’Italia del CT Cassani conquistando, sull’arrivo in salita a Kitzbühel, il terzo posto dietro a Miguel Ángel López e a Stefan Denifl

In luglio partecipa al Tour of Utah mettendosi in mostra nella cronoscalata individuale chiusa al quinto posto e con la conquista della maglia dei giovani. Da segnalare anche il terzo posto alla Pro Ötztaler 5500, alle spalle di Roman Kreuziger e Simon Špilak.

Nel 2018, reduce da un inverno positivo, Ciccone conquista il Giro dell’Appennino grazie ad una azione sul Passo della Bocchetta, battendo Fausto Masnada e Amaro Antunes. Al Giro d’Italia arriva secondo nella classifica miglior scalatore, dietro solo all’inarrivabile Chris Froome. Anche al Giro di Slovacchia si fa notare come scalatore di primo livello vincendo la classifica di specialità per poi concludere al secondo posto l’Adriatica Ionica Race.

Nel 2019 si trasferisce alla formazione World Tour Trek-Segafredo conquistando il posto al Challenge de Mallorca. Al Laigueglia, con la maglia della nazionale, è il migliore in salita chiudendo sesto all’arrivo.
Il 23 Febbraio conquista una splendida vittoria nella seconda tappa del Tour du Haut Var

Il 28 maggio 2019 ha conquistato la sedicesima frazione del Giro d’Italia 2019 passando in testa al Passo del Mortirolo – Cima Pantani vestendo la maglia azzurra di leader degli scalatori.

Giulio Ciccone maglia gialla al Tour 2019

Ciccone l’11 luglio 2019 conquista la maglia gialla al termine della sesta tappa con arrivo a La Planche des belles filles, al termine di una fuga da lontano chiude in seconda posizione la frazione ma grazie al vantaggio acquisito strappa la maglia a Julien Alaphilippe.

Jarlinson Pantano positivo all’EPO

Jarlinson Pantano positivo all’EPO: annuncio dell’UCI

Jarlinson Pantano positivo all’EPO dopo un controllo anti-doping, la Trek-Segafredo di Luca Guercilena ha sospeso l’atleta colombiano in attesa delle controanalisi

Jarlinson Pantano positivo all’EPO (fonte pagina twitter)

Jarlinson Pantano positivo all’EPO (fonte pagina twitter)

Jarlinson Pantano positivo all’EPO, il corridore della Trek–Segafredo non ha superato un controllo anti-doping lo scorso 26 febbraio. A rendere nota la brutta notizia è stata la UCI che ha prontamene sospeso l’atleta colombiano classe 1988.

Pantano era approdato alla formazione americana nel 2017 dopo la chiusura della IAM Cycling con la quale era letteralmente esploso al Tour de France. Alla corsa francese il colombiano aveva ottenuto una vittoria di tappa e due secondi posti e il 19° posto finale mentre al Giro di Svizzera aveva conquistato la quarta posizione in classifica generale.

Pantano non prende parte alle gare dal 25 marzo, giorno della prima frazione del Giro della Catalogna. Ora il colombiano potrà fare richiesta delle contro-analisi ma nel frattempo è stato chiaramente sospeso dal team di Guercilena.

“È con grande delusione che abbiamo appena appreso che il nostro corridore è stato notificato un controllo non negativo in un campione raccolto fuori dalle competizioni. In accordo con la nostra politica di tolleranza zero, è stato immediatamente sospeso. Richiediamo ai nostri corridori e staff i più elevati standard etici, pertanto ci comporteremo e comunicheremo in accordo con essi quando saranno disponibili maggiori dettagli” il comunicato del team americano.

Peter Stetina ritorno dall’inferno

Peter Stetina prova a tornare protagonista

Peter Stetina della Trek-Segafredo sta rapidamente tornado ad apprezzare la gioia di pedalare dopo aver pensato di smettere

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina ha schivato non poche “buche” nel corso della sua carriera, su tutte il terribile incidente che nel 2015 ha rischiato di porre fine alla sua carriera.

“Mi sento come la Fenice – ha raccontato Stetina a VeloNews – sono tornato indietro dal baratro un paio di volte prolungando una carriera che sembrava finita”

Stetina ha già fatto un ritorno al ciclismo clamoroso dopo che nel 2015 aveva colpito un dissuasore di metallo durante il Giro dei Paesi Baschi. Chirurgia, terapia e soprattutto tanta grinta sono state le “cure” per rimetterlo in gruppo.

Il 2018 del ciclista della Trek-Segafredo è stato segnato da tanti piccoli inconvenienti forse anche più fastidiosi dell’incidente del 2015.

Stetina ha fatto il suo debutto nella stagione 2019 in Australia il mese scorso dove, nel corso di una intervista, ha confessato di aver considerato l’abbandono del ciclismo professionistico.

“L’anno scorso, ho sofferto molto, la gente poteva leggermi in faccia che ero preoccupato. Non mi sentivo me stesso, non sentivo lo stesso piacere nell’andare in bicicletta – ha raccontato – mi sono ritrovato a mettere in discussione non solo la mia carriera futura ma anche quello che avevo fatto e scelto in passato”.

La stagione 2018 è stata, come detto, difficoltosa per Stetina colpito prima da un virus e poi vittima della frattura di una clavicola durante la preparazione del Tour de France per chiudere con difficoltà nel rinnovo del contratto.

“È stato un ciclo continuo di sfortuna – ha raccontato Stetina – non trovato la condizione e mi sono chiesto se fosse arrivato il momento in cui il corpo dice di fermarti- Dopo alcuni esami abbiamo compreso che la causa era il virus Epstein-Barr”

Il virus, che ha colpito Stetina ha segnato le sue prestazioni creando difficoltà a riprendersi dagli sforzi con la conseguente preoccupazione e frustrazione dell’atleta.

 

“Inizialmente avvertivo un lieve affaticamento, un giorno mi sentivo benissimo e il giorno dopo non avevo la forza per uscire, ero confuso e incapace di poter organizzare il mio calendario di corse” ha spiegato Peter

La situazione si è aggravata con l’incidente alla clavicola che gli ha impedito di prendere il via al Tour il tutto proprio nell’ultimo anno di contratto con il team. Tutto sembrava volgere al peggio quando è arrivata l’offerta della Trek-Segafredo per il 2019.

“E ‘stato bello avere ricevuto un’offerta della formazione americana, mi ha dato la giusta fiducia. Posso ancora divertirmi con il ciclismo, non sono ancora un veterano ma non sono nemmeno giovane ho accumulato esperienza anche nelle difficoltà. Sono pieno di motivazioni e voglio godermi il piacere di correre, sono cose che cambiano in meglio la vita”.

Degenkolb salva la Parigi-Roubaix jr

Degenkolb salvatore della Parigi-Roubaix jr

Degenkolb da applausi, il tedesco nuovo eroe del ciclismo: salvata la Parigi-Roubaix jr grazie ad un appello per cercare fondi 

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb, con un gesto fantastico,  ha contribuito a salvare la Parigi-Roubaix jr diventando il nuovo ‘eroe’ del ciclismo. Lo sanno tutti che il forte ciclista tedesco ha nel cuore la Roubaix. John ha lanciato un appello sul web per salvare l’edizione 2019 della famosa classica riservata agli Juniores.

Gli organizzatori della Parigi Roubaix junior avevano lanciato un grido di allarme sulla mancanza di fondi per organizzare la mitica corsa del pavè

 “ci mancano 10 mila euro, se non li troviamo entro fine febbraio li annulliamo” era stato il laconico comunicato degli organizzatori.

Il 30enne tedesco della Trek-Segafredo ha deciso di provare un “attacco” dopo aver donato 2.500 euro ha deciso di coinvolgere gli amanti del ciclismo con un messaggio di impegno.

 “Vorrei coinvolgere quante più persone è possibile. Se vogliamo che il ciclismo abbia un futuro, queste gare servono“ è stato il suo post sui social network.

In pochi giorni è stata raccolta una somma addirittura superiore i 10 mila euro necessari agli organizzatori a dimostrazione che personaggi di alto spessore possono essere sempre di forte richiamo per i tifosi.

Un gesto assolutamente bello quello di Degenkolb che è stato giustamente premiato con la generosità degli sportivi mondiali.

Trek presenta il nuovo schema di verniciatura Trek-Segafredo

Trek: nuovissimo schema di verniciatura

Trek, un nuovissimo schema di verniciatura del team Trek-Segafredo è ora disponibile su alcuni modelli di bici da corsa

Trek Bicycle (FONTE COMUNICATO STAMPA)

Trek Bicycle (FONTE COMUNICATO STAMPA)

Trek Bicycle ha presentato oggi il nuovo schema di verniciatura del team Trek-Segafredo, disponibile immediatamente su alcuni modelli di bici da corsa e Project One.

Il nuovissimo schema blu della squadra femminile è un’opzione disponibile su tutti i modelli da corsa Project One e sui modelli da donna Madone, Domane ed Émonda SLR.

Il Team femminile Trek-Segafredo ha corso con questa nuova colorazione al Santos Tour Down Under, dove Letizia Paternoster ha vinto la prima tappa della competizione.

“Questo è lo schema di verniciatura scelto dalla squadra femminile Trek-Segafredo” ha dichiarato Emily Bremer, Senior Brand Manager di Trek. “Ma non è esclusivo per i modelli femminili di bici. L’abbiamo reso disponibile su tutti i modelli da corsa tramite Project One per gli appassionati del team Trek-Segafredo che vogliono pedalare con gli stessi colori della nuovissima e più entusiasmante squadra di tutto il circuito femminile.”

 

Disponibile su:

Madone SLR (Project One)
Émonda SLR (Project One)
Domane SLR (Project One)
Madone SLR 6 Disc Women’s
Madone SLR 7 Disc Women’s
Émonda SLR 6 Disc Women’s
Émonda SLR 7 Disc Women’s
Émonda SLR 9 Disc Women’s
Domane SLR 6 Disc Women’s
Domane SLR 7 Disc Women’s

FONTE COMUNICATO STAMPA

Nibali tra passato, presente e futuro

Nibali ha parlato della stagione 2019 e non solo

Nibali ha parlato della stagione alle porte con un occhio a quella passata e al futuro del ciclismo che passa anche dalla sicurezza stradale

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali ha da poco raggiunto Cambrils, Costa Daurada, per il secondo ritiro pre-stagionale per preparare al meglio la propria forma fisica in vista del debutto del 24 febbraio all’UAE Tour. Nibali si è confidato con i colleghi della carta stampata sottolineando la sua voglia di riscatto:

“Dopo la Sanremo, il mio 2018 non è andato come volevo ed ho molta voglia di riscatto. La competizione è la mia vita voglio concentrarmi sul Giro d’Italia e poi vedrò come approcciare il Tour de France, non voglio caricarmi di stress” ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

L’aspetto legato alla stagione alle porte non è l’unico argomento a tener banco attorno allo Squalo dello Stretto, la sua situazione contrattuale e le “sirene” della Trek-Segafredo sono cosa nota:

“ci sono trattative e progetti importanti ma sono un atleta della  Bahrain-Merida. Vero, sono in scadenza e ci sono team che chiedono informazioni. C’è stato un incontro con la Segafedo che essendo un’azienda italiana ha interesse per un ciclista italiano. Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida, dopo l’ingresso di McLaren ci saranno novità.” ha spiegato Vincenzo.

Enzo ha poi parlato del suo passato

“Sono passati tanti anni, andati alla giusta velocità, non voglio fermare il tempo ma chiaro si potesse tronare indietro per evitare alcuni accadimenti sarebbe bello. Potessi tornare indietro, cambierei le cose che ti segnano, rivorrei indietro Michele Scarponi”.

Nibali ha spiegato al Corriere come l’incidente al Tour 2018 lo abbia cambiato

“ho dovuto trovare un altro equilibrio, posizione in sella e spinta sui pedali: quando ti rompi una vertebra non sari mai più quello di prima. Ho lavorato duro, però, e so di poter andare forte tanto quanto prima o anche di più. Nel ciclismo ci sono momenti negativi, se sai di essere tu ad aver sbagliato come a Rio è più semplice accettarlo, in questo caso è più difficile”.

Nibali si è espresso proprio su quel maledetto giorno all’Alpe du Huez: “ci sono tanti video amatoriali fatti da tutte le angolazioni, il tifoso è riconoscibile ma non è stato identificato, non ho rancore con lui ma una lettera, anche anonima, di scuse mi avrebbe fatto piacere riceverla”.

 

“il ciclismo mi dato molto, mi ha tolto dalla strada. In Sicilia ci sono poche ditte e poco lavoro, se non hai una famiglia forte alle spalle rischi di fare una brutta fine. Questo sport mi ha aiutato molto, mi ha allontanato da certe amicizie sbagliate e mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione” ha concluso Nibali

 

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo?

Vincenzo Nibali alla Trek? Non è fantaciclismo!

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport potrebbe essere più di una affascinante suggestione

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport questa opzione potrebbe essere reale e non la classica sparata da fantaciclismo. Lo Squalo dello Stretto è una delle figure simbolo del ciclismo italiano e mondiale ed è naturale che attorno al suo nome si scatenino rumors e indiscrezioni.

Il corridore attualmente in forza alla Bahrain-Merida del principe Nasser bin Hamad Al Khalifa ha sinora indossato la maglia di quattro team: Fassa Bortolo, Liquigas, Astana e, appunto, quella della formazione araba.  I rumors di mercato, riportati anche da “La Gazzetta dello Sport”, vogliono lo sponsor italiano Segafredo fortemente intenzionato a convincere il siciliano a cambiare casacca per la stagione 2020 (che porterà alle Olimpiadi di Tokio).

Lunedi vi è stato un incontro tra Nibali, accompagnato dal procuratore Johnny Carera e il legale Fausto Malucchi, e Brent Copeland e Milan Erzen della Bahrain-Merida per definire i dettagli di una proposta ma, a quanto pare, il meeting con il team arabo è stato preceduto da un briefing con la Trek-Segafredo per la definizione di una proposta concreta.

Insomma la posizione contrattuale dello Squalo che sino a qualche mese fa sembrava naturalmente destinata a proseguire con i colori della Bahrain-Merida ora appare più complessa per alcune cause contingenti. Secondo quanto riportato dalla “rosea” la prima divergenza tra le parti sarebbe stata legata alla durata dell’impegno (fino al 2020 per il team, più lungo di un anno per il ciclista siciliano). Successivamente c’è stata qualche incomprensione tra l’atleta e la dirigenza ed infine pare si sia verificato un ritardo nei pagamenti di alcuni emolumenti dello Squalo.

Sulla questione ritardi si è espresso il manager Copeland:

“si è trattato semplicemente di un ritardo tecnico-amministrativo, abbiamo prontamente comunicato la cosa all’UCI e alla società di revisione Ernst&Young”.

L’obiettivo di Vincenzo Nibali è quello di arrivare al Giro d’Italia avendo già definito il suo impegno lavorativo per il biennio 2020-2021 per potersi concentrare sul tentativo della storica doppietta Giro-Tour.

“Saremmo felici che continuasse con noi ma ora, con l’ingresso del marchio McLaren gli equilibri sono modificati e non posso sbilanciarmi. Credo che alla presentazione della squadra il 21 febbraio ci sarà un altro incontro con Vincenzo.” ha dichiarato Copeland.

Vincenzo Nibali alla Trek, storia vecchia?

L’interesse della squadra americana per lo squalo non è cosa di questi ultimi mesi, già prima di approdare alla Bahrain, Nibali era stato “corteggiato” dalla Segafredo tanto che nell’ultima parte dello scorso anno c’era stato un incontro da Massimo Zanetti (patron dell’azienda di caffè) e Enzo.

Considerando l’età dello Squalo potrebbe avere gioco forza chi può mettere sul piatto anche una proposta professionale post carriera agonistica. Naturalmente l’eventuale cambio di team comporterebbe anche il trasferimento del massaggiatore Michele Pallini, del medico Emilio Magni e, chiaramente, del mitico preparatore Paolo Slongo. L’intera operazione potrebbe cubare sul monte stipendi della formazione americana qualcosa come 3,6 milioni di euro a stagione.
La possibilità di un simile investimento è legato a doppia mandata al proseguito della collaborazione tra Trek (proprietaria della società di gestione del team) e il marchio italiano. In caso di frattura tra le due parti non è da escludere che Segafredo possa creare una sua squadra con Nibali come capitano ma questa pare una opzione assolutamente remota (come l’eventuale passaggio di Vincenzo alla Uae-Emirates di Gianetti).

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno pro

Ciclisti Under 23 italiani che passeranno tra i pro nel 2019

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno professionisti nel 2019: tra i più attesi Matteo Moschetti attenzione anche ad  Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under 23 italiani che nel 2019 passeranno professionisti: come ogni anno le squadre WorldTour e Professional hanno battagliato per assicurarsi i talenti più promettenti del panorama ciclistico mondiale.

Sono 7 i ragazzi italiani che hanno già ufficialmente un contratto per la prossima stagione professionistica. Nomi interessanti quelli di questa “infornata” tricolore.

Su tutti spicca il nome di Matteo Moschetti talento cristallino per , uno dei velocisti più promettenti del panorama internazionale che nel 2018 ha ottenuto otto vittorie con la maglia della Polartec-Kometa. Il prossimo anno Matteo andrà a vestire la prestigiosa maglia della Trek–Segafredo (di cui la Polartec è la “cantera”).

Occhi puntati sul cronoman Edoardo Affini reduce dalla medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e agli Europei Under23. Al recente Mondiale di Innsbruck Edoardo ha sfiorato il podio nella prova contro il tempo. Nella stagione 2019 andrà alla corte del vincitore della Vuelta Espana Simon Yates, capitano della la Mitchelton–Scott.

Andrà a vestire la maglia della Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali il giovane passista scalatore Andrea Garosio che quest’anno si è messo in luce tra le fila della D’Amico–Utensilnord.

Ha trovato contratto in un team Professional il velocista Leonardo Fedrigo che ha firmato con l’Androni Giocattoli-Sidermec. Altro velocista di primo piano è Giovanni Lonardi, che ha firmato con la Nippo–Vini Fantini–Europa Ovini

La Bardiani–CSF ha “pescato” due giovani interessanti come Luca Covili e Francesco Romano, mentre la Delko Marseille Provence KTM ha messo sottocontratto Alessandro Fedeli

Ciclisti Under 23 italiani passati Professionisti:

Edoardo Affini Mitchelton – Scott
Luca Covili Bardiani – CSF
Leonardo Fedrigo Androni Giocattoli – Sidermec
Andrea Garosio Bahrain – Merida
Matteo Moschetti Trek – Segafredo
Francesco Romano Bardiani – CSF
Alessandro Fedeli Delko Marseille Provence KTM
Giovanni Lonardi Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini

Per una serie di giovani prospetti che si stanno accasando tra team Professional e World Tour vi sono, di contro, tanti professionisti che al momento non hanno ancora una collocazione per la stagione alle porte.

In particolare è nutrita la pattuglia di corridori tricolore in cerca di collocazione, ecco l’elenco completo in ordine alfabetico

WorldTour

Valerio Agnoli (Bahrain-Merida)
Eugenio Alafaci (Trek-Segafredo)
Cesare Benedetti (Bora-hansgrohe)
Eros Capecchi (Quick-Step Floors)
Davide Cimolai (Groupama-FDJ)
Fabio Felline (Trek-Segafredo)
Filippo Ganna (UAE Team Emirates)
Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida)
Riccardo Minali (Astana)
Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale)
Manuele Mori (UAE Team Emirates)
Moreno Moser (Astana)
Matteo Pelucchi (Bora-hansgrohe)
Salvatore Puccio (Sky)
Edward Ravasi (UAE Team Emirates)
Diego Ulissi (UAE Team Emirates)
Giovanni Visconti (Bahrain-Merida)

Professional

Simone Andreetta (Bardiani-CSF)
Simone Antonini (Wanty-GroupeGobert)
Nicola Bagioli (Nippo-Fantini)
Enrico Barbin (Bardiani-CSF)
Marco Benfatto (Androni-Sidermec)
Liam Bertazzo (Wilier-Selle Italia)
Alessandro Bisolti (Androni-Sidermec)
Raffaello Bonusi (Androni-Sidermec)
Michael Bresciani (Bardiani-CSF)
Matteo Busato (Wilier-Selle Italia)
Danilo Celano (CajaRural-RGA)
Marco Coledan (Wilier-Selle Italia)
Giuseppe Fonzi (Wilier-Selle Italia)
Marco Frapporti (Androni-Sidermec)
Mattia Frapporti (Androni-Sidermec)
Alan Marangoni (Nippo-Fantini)
Marco Maronese (Bardiani-CSF)
Mirco Maestri (Bardiani-CSF)
Jacopo Mosca (Wilier-Selle Italia)
Andrea Peron (Novo Nordisk)
Umberto Poli (Novo Nordisk)
Simone Ponzi (Nippo-Fantini)
Filippo Pozzato (Wilier-Selle Italia)
Lorenzo Rota (Bardiani-CSF)
Ivan Santaromita (Nippo-Fantini)
Matteo Spreafico (Androni-Sidermec)
Simone Sterbini (Bardiani-CSF)
Marco Tizza (Nippo-Fantini)
Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF)
Alex Turrin (Wilier-Selle Italia)
Edoardo Zardini (Wilier-Selle Italia)
Luca Wackermann (Bardiani-CSF)