Pedalare in inverno con i capi Santini

Pedalare in inverno con i capi del team Trek-Segafredo

Pedalare in inverno con i capi Santini scelti da atleti e atlete del team Trek-Segafredo, ecco la nuova linea prodotta dallo storico marchio

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Pioggia, freddo, umidità? Per affrontarli al meglio gli atleti e le atlete del team Trek-Segafredo hanno in dotazione i capi Santini della collezione Premium Custom Clothing. Una linea disponibile per tutto il pubblico, sia nella versione personalizzabile per le squadre, sia nella collezione invernale 2019/20 disponibile nei negozi.

Come affrontano la pioggia e le condizioni atmosferiche invernali gli atleti Trek-Segafredo? Semplice: con i capi giusti!
Santini Cycling Wear, fornitore ufficiale della squadra dal 2018, equipaggia i corridori con una linea completa di capi adatti a ogni condizione climatica: dalla mezza stagione alla pioggia battente, dal freddo alle condizioni estreme.
Una linea che fa parte della collezione Premium Custom Clothing e che è disponibile per tutte le squadre amatoriali. Gli stessi capi della linea Custom sono presenti anche nella collezione autunno/inverno 2019/20 e disponibili online su www.santinicycling.com e nei migliori negozi di ciclismo nel mondo.

La scelta dei Pro
Tra i capi preferiti dal team Trek-Segafredo per la stagione invernale ci sono la giacca Vega Multi per garantire equilibrio termico in caso di condizioni meteo avverse, la giacca per la pioggia Guard Mercurio, la calda calzamaglia Vega Xtreme per le giornate più fredde, e il completo Coral, disegnato per le donne e scelto dalle atlete della divisone femminile.

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Per le uscite autunnali umide e piovose, la giacca Vega Multi è la scelta degli atleti della Trek-Segafredo. Realizzata in collaborazione con Polartec ed è confezionata con Polartec Power Shield® Pro, un tessuto impermeabile (con valore di 5.000 mm colonne d’acqua) e nello stesso tempo leggero e traspirante. La giacca è pensata per diverse condizioni meteo ed è termosaldata, in modo da proteggere completamente dalla pioggia. Le maniche sono tagliate al vivo e foderate in leggera termofelpa con uno strato esterno sul polso in PU impermeabile, così come la parte posteriore che è inoltre allungata per una maggiore protezione. Adatta a temperature dai 5° ai 15° gradi.

Se la pioggia si fa battente, gli atleti indossano la giacca Guard Mercurio: novità della collezione autunno/inverno 2019/20, si tratta di un capo completamente waterproof, costruito con una tripla membrana per proteggere da pioggia e vento, che presenta cuciture termosaldate e zip resistenti all’acqua. Perfetta da portare sempre con sé, sia come anti-vento da indossare in discesa, sia come giacca nel caso di acquazzoni improvvisi.

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Per gli allenamenti nei giorni più rigidi dell’inverno, Santini ha realizzato una calzamaglia che è quasi una tutina: Vega Extreme protegge tutto il corpo, dal collo alle caviglie, e presenta una parte inferiore dotata di fondello C3 e realizzata esternamente nel tessuto water-repellent Aquazero e internamente in termofelpa Blizzard by Sitip, e una parte superiore integrata e a maniche corte, realizzata in microfibra e con zip frontale.

Le atlete della Trek-Segafredo donne hanno invece in dotazione Coral, il completo di punta della collezione Santini autunno/inverno 2019/20. Realizzato grazie ai feedback di Lizzie Deignan, membro della squadra e Campionessa del mondo 2015, il completo Coral è composto da giacca, maglia e calzamaglia ed è pensato per il corpo femminile e per permettere di vivere il ciclismo anche nei mesi invernali.

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La linea Santini Custom ha un sito dedicato dove poter scoprire tutti i dettagli relativi ai capi personalizzabili: www.santinicustom.it

Per maggiori informazioni sulla collezione autunno/inverno 2019/20: www.santinicycling.com

FONTE COMUNICATO STAMPA – photo credit: bettiniphoto

Lizzie Deignan racconta l’attesa dei mondiali

Lizzie Deignan racconta l’attesa per i mondiali

Lizzie Deignan brand ambassador di Santini Cycling Wear racconta l’attesa e l’emozione prima della gara dei mondiali di cas

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Campionessa del mondo nel 2015, brand ambassador di Santini Cycling Wear per il quale ha firmato la linea “Lizzie X Santini” e da poco anche mamma: sono tante le sfide che ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo Lizzie Deignan. A poco più di un anno dalla gravidanza, l’atleta del team Trek-Segafredo è pronta per i Mondiali di ciclismo che si terranno lì, nello Yorkshire in Inghilterra, dove è nata e cresciuta come donna e come atleta.

Dal 22 al 29 settembre le strade britanniche dello Yorkshire saranno il palcoscenico dell’edizione 2019 dei UCI Road World Championships. Tra i grandi protagonisti al via, ci sarà anche Lizzie Deignan, già campionessa ai Mondiali di Richmond nel 2015, che dall’anno scorso ha iniziato una partnership con Santini Cycling Wear dalla quale è nata la collezione “Lizzie X Santini”, una gamma di capi e accessori “for women by women” dove l’esperienza dell’atleta e il suo stile si sono unite al know-how del brand made in Italy.

 

L’appuntamento ai Mondiali di ciclismo su strada sarà un momento particolare per Lizzie, anche perché si svolgeranno nella sua città natale: «Il tracciato di gara dei UCI Road World Championships attraverserà proprio i luoghi che hanno segnato la mia vita: la scuola che frequentavo, la chiesa dove mi sono sposata, il giardino dei miei genitori e l’arrivo di gara è situato nella città dove è nata mia figlia Orla e dove rimarrò una volta conclusa la mia carriera. Mi sento davvero fortunata a poter vivere tutto questo, comunque vada saranno momenti speciali che ricorderò per sempre».

Lizzie è tornata a competere in aprile, dopo la pausa legata alla nascita della sua bambina.
Una sfida che l’atleta ha deciso di affrontare per sé stessa ma anche in nome delle atlete professioniste che si trovano nella sua stessa situazione e pensano di essere obbligate ad una scelta: «È ancora abbastanza inusuale per una donna tornare ad alti livelli dopo la gravidanza. Per questo sento la responsabilità di dimostrare a tutti che è possibile coniugare una vita da sportive professioniste con il ruolo di mamma». Il momento più delicato è senza dubbio il ritorno all’allenamento: «In questi mesi non ho mai smesso di tenermi in movimento, anche se non credo si possa definire un vero e proprio allenamento.  Giorno dopo giorno ho cercato di seguire i feedback che mi dava il mio corpo allenandomi in base alle sensazioni del momento».

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Nella sua nuova sfida, sia come mamma che come atleta, Lizzie Deignan godrà del supporto di Santini Cycling Wear, brand che da anni è al fianco di tutti gli appassionati di ciclismo:

«Apprezzo molto il fatto che Santini sia un’azienda a gestione familiare che crea e produce i suoi capi in Italia. Sono elementi che si traducono in una maggiore qualità dei prodotti. È un onore per me poter lavorare al loro fianco avendo la possibilità di applicare le mie idee nella creazione di capi dedicati alle donne e realizzati con materiali tecnologici e design innovativi».

FONTE COMUNICATO STAMPA

Photo credit JoJoHarper -Photo credit Velofocus

Nuovo kit per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo al Tour de France. Una special edition firmata Santini in occasione della Grande Boucle

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Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo. Presentate a Bruxelles le squadre che correranno il Tour de France: tra le squadre al via anche il Team World Tour Trek-Segafredo che per la prestigiosa corsa transalpina vestirà una speciale maglia bianca confezionata da Santini, fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico della squadra dallo scorso anno.

Con la presentazione di Bruxelles si può dire che si entra in clima “tour” e da domani fino a domenica 28 luglio, andrà in scena il più importante evento al mondo di ciclismo. Tra le 22 squadre iscritte alla Grande Boucle, ci sarà anche la formazione World Tour del Team Trek-Segafredo che non nasconde velleità di classifica finale sul traguardo degli Champs-Élysées a Parigi.
Per l’occasione, il Team Trek-Segafredo ha voluto una maglia speciale, diversa da quella ufficiale di colore rosso e nero: la jersey che gli atleti indosseranno durante la corsa a tappe francese sarà infatti a sfondo bianco. La nuova maglia confezionata da Santini, partner ufficiale del team dal 2018, verrà utilizzata dagli atleti esclusivamente durante il Tour de France, a simboleggiare l’unicità della corsa.«Gareggiare al Tour de France è sempre qualcosa di speciale per un atleta e farlo avendo alle spalle un team affiatato come il nostro è ancora più bello – ha detto l’atleta australiano Richie Porte, al primo anno con la Trek-Segafredo – i completi da gara Santini mi hanno conquistato da subito per il loro comfort e per la tecnicità, e penso che sia uno dei kit più belli nell’ambito delle competizioni. Mi piace molto la versione bianca specificatamente disegnata per il Tour, anche perché nel mese di luglio il caldo può essere rovente in Francia ed è ottimo indossare una jersey di colore bianco».

Tra gli atleti della Trek- Segafredo che parteciperanno al Tour de France, oltre a Richie Porte, spiccano i nomi di Bauke Mollema, Jasper Stuyven e quello dell’abruzzese Giulio Ciccone, che per il primo anno affronta la corsa francese, capitolo fondamentale nel curriculum degli atleti: «Per me sarà la prima volta alla Grande Boucle e non posso negare di essere molto emozionato, ma sono anche curioso di capire dove posso arrivare – rivela l’italiano Giulio Ciccone, già protagonista allo scorso Giro d’Italia – sono quello che si dice un rookie e sarà come essere il primo giorno a scuola: dovrò imparare ogni cosa e stare attento ai singoli dettagli, ma sono confidente di trovarmi nella squadra giusta».

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Il completo indossato dai corridori della Trek-Segafredo è formato da una maglia bianca, realizzata con due tessuti: Bodyfit, estremamente leggero e resistente, e Rudy traforato per un’ottima traspirabilità. I calzoncini neri hanno un’ampia zona in tessuto Impact, prodotto da Sitip con fibre Dyneema® dalle caratteristiche anti-abrasione in caso di caduta, fino a 15 volte più resistente dell’acciaio.

Le repliche del kit Trek-Segafredo per il Tour de France saranno disponibili nei migliori negozi specializzati nel mondo e sul sito www.santinicycling.com

Santini Maglificio Sportivo nasce nel 1965 con l’intuizione di Pietro Santini di specializzarsi nell’abbigliamento tecnico da ciclismo, grazie anche a una profonda passione per il ciclismo e per le competizioni. Fin dall’inizio l’azienda bergamasca compie una scelta importante: quella di disegnare e produrre tutti i prodotti esclusivamente in Italia. Oggi quella scelta appare rivoluzionaria e fortemente in controtendenza. Ogni capo, rigorosamente made in Italy, viene creato e sviluppato da un team di designer con una radicata passione per il mondo delle due ruote e mantiene quattro promesse: fit, performance, comfort e durability.

Oggi Santini produce più di 3.000 articoli al giorno, ed esporta l’80% della produzione all’estero. Investendo costantemente nella ricerca tecnologica di tessuti innovativi e nuovi metodi di produzione, al centro dell’attenzione di Santini c’è sempre l’uomo e l’atleta: resta viva la missione di affinare le proprie creazioni per consentire alle persone di praticare le proprie passioni sportive indossando capi confortevoli senza rinunciare allo stile. www.santinicycling.com

Trek Segafredo è una squadra internazionale professionista di ciclismo in grado di competere al massimo livello con passione e rispetto per lo sport. Creata da personaggi unici che creano un’unità perfetta, la squadra è aperta ad accogliere tutti coloro che vogliano sperimentare la determinazione e la gloria del ciclismo professionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA
photo credit: bettiniphoto

Nibali alla Trek, ora c’è l’annuncio

Nibali alla Trek, accordo sino al 2021

Nibali alla Trek, il patron Zanetti della Trek-Segafredo annuncia un accordo valido sino al 2021: “ho preso Vincenzo!”

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali alla Trek non è più solo un rumors. Sino a oggi erano tante le voci, insistente e rumorose che davano lo squalo dello Stretto in procinto di sposare il progetto tecnico sportivo del sodalizio di patron Zanetti, ora le voci sono diventate fatti.

Massimo Zanetti ha voluto rendere noto l’annunciato dell’accordo con il corridore siciliano attraverso un’intervista con La Gazzetta dello Sport. Terminato il Giro con un buon secondo posto alle spalle della rivelazione Richard Carapaz, ecco il momento dell’inevitabile addio al Team Bahrain-Merida. I rapporti tra la squadra e il campione siciliano era ormai da tempo logoro. Qualche spaccatura nel team (forse diviso in clan?) e il desiderio di nuove sfide hanno portato Vincenzo a siglare un accordo biennale con la Trek-Segafredo.

Nessuna sorpresa dunque nella destinazione futura di un Nibali che, una volta goduto il meritato riposo si tufferà nell’avventura del Tour de France con l’entusiasmo di chi si appresta a una nuova avventura professionale.

 “Ho preso Vincenzo Nibali, l’ho fortemente voluto e sono felice di poter dire che ce l’ho fatta! Nibali è un campione che non se la tira, è uno modesto che sa che non ha nulla da dover dimostrare. Ci sono tante mezze calzette che si credono di essere chissà chi, lui è il migliore in Italia ed uno dei top al mondo ma sa essere umile e spontaneo” ha spiegato Zanetti.

Ma che ambiente troverà il siciliano ad accoglierlo? Su questo Zanetti è perentorio:

“costruiremo il team attorno alla sua figura. Oggi le squadre sono internazionali e ultra strutturate ma quello che a volte serve ai ciclisti è un rapporto familiare con lo staff , spesso serve un patron-padre. Ecco da noi Vincenzo troverà tutto questo”.

L’ufficialità del passaggio di team deve arrivare dopo il primo agosto per via delle regole imposte dall’UCI ma ormai si tratta solo di un pro-forma in quanto le parole del patron Zanetti non lasciano dubbio alcuno.

Giulio Ciccone chi è? Carriera e curiosità

Giulio Ciccone chi è il ciclista maglia azzurra al Giro

Giulio Ciccone chi è? Tutta la carriera e curiosità sul ciclista italiano, cosa c’è da sapere, le sue vittorie e i suoi migliori piazzamenti.

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

 

Giulio Ciccone è nato a Chieti il 20 dicembre del 1994 ed è attualmente il quarto ciclista più giovane di sempre a vincere una tappa al Giro d’Italia (dopo Coppi, Marchisio e Taccone).

Giulio, scalatore passista, dimostra buone doti in salita sin da dilettante. Nel 2015 corre per il Team Colpack conquistando il titolo di miglior scalatore al Giro della Valle d’Aosta e conquista la Bassano-Monte Grappa. Nella stessa stagione conclude al sesto posto nella classifica finale il Tour de l’Avenir e secondo il Piccolo Giro di Lombardia.

Queste performance gli valgono le attenzione del team Professional Bardiani-CSF che gli sottopone un contratto da professionista. Ciccone conclude la stagione con il successo alla Milano-Rapallo e la Coppa Città di San Daniele dove supera il favorito Gianni Moscon ottenendo anche il titolo Prestigio Bicisport 2015.

Nel 2016, passa professionista con la Bardiani-CSF e nela sua gara d’esordio, il Gran Premio Costa degli Etruschi, ottiene un interessante quinto posto in volata. Ciccone chiude sesto in classifica alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali e al Giro del Trentino scatena la sua forza lungo la salita di Anras, conquistando la maglia bianca di miglior giovane prima di dover abbandonare la gara a causa di un virus intestinale.

Nella decima tappa di mezza montagna del Giro d’Italia con arrivo a Sestola, si inserisce nalla fuga di giornata e va a trionfare con un allungo nel penultimo tratto di discesa prima della rampa finale precedendo Ivan Rovnyj e Darwin Atapuma.

Il 2017 non è un anno fortunato per Ciccone a causa di vari infortuni che lo penalizzano. Viene operato al cuore prima del Giro (dove non ottiene risultati concludendo la corsa al 95esimo posto). A luglio partecipa al Giro d’Austria con l’Italia del CT Cassani conquistando, sull’arrivo in salita a Kitzbühel, il terzo posto dietro a Miguel Ángel López e a Stefan Denifl

In luglio partecipa al Tour of Utah mettendosi in mostra nella cronoscalata individuale chiusa al quinto posto e con la conquista della maglia dei giovani. Da segnalare anche il terzo posto alla Pro Ötztaler 5500, alle spalle di Roman Kreuziger e Simon Špilak.

Nel 2018, reduce da un inverno positivo, Ciccone conquista il Giro dell’Appennino grazie ad una azione sul Passo della Bocchetta, battendo Fausto Masnada e Amaro Antunes. Al Giro d’Italia arriva secondo nella classifica miglior scalatore, dietro solo all’inarrivabile Chris Froome. Anche al Giro di Slovacchia si fa notare come scalatore di primo livello vincendo la classifica di specialità per poi concludere al secondo posto l’Adriatica Ionica Race.

Nel 2019 si trasferisce alla formazione World Tour Trek-Segafredo conquistando il posto al Challenge de Mallorca. Al Laigueglia, con la maglia della nazionale, è il migliore in salita chiudendo sesto all’arrivo.
Il 23 Febbraio conquista una splendida vittoria nella seconda tappa del Tour du Haut Var

Il 28 maggio 2019 ha conquistato la sedicesima frazione del Giro d’Italia 2019 passando in testa al Passo del Mortirolo – Cima Pantani vestendo la maglia azzurra di leader degli scalatori.

Giulio Ciccone maglia gialla al Tour 2019

Ciccone l’11 luglio 2019 conquista la maglia gialla al termine della sesta tappa con arrivo a La Planche des belles filles, al termine di una fuga da lontano chiude in seconda posizione la frazione ma grazie al vantaggio acquisito strappa la maglia a Julien Alaphilippe.

Jarlinson Pantano positivo all’EPO

Jarlinson Pantano positivo all’EPO: annuncio dell’UCI

Jarlinson Pantano positivo all’EPO dopo un controllo anti-doping, la Trek-Segafredo di Luca Guercilena ha sospeso l’atleta colombiano in attesa delle controanalisi

Jarlinson Pantano positivo all’EPO (fonte pagina twitter)

Jarlinson Pantano positivo all’EPO (fonte pagina twitter)

Jarlinson Pantano positivo all’EPO, il corridore della Trek–Segafredo non ha superato un controllo anti-doping lo scorso 26 febbraio. A rendere nota la brutta notizia è stata la UCI che ha prontamene sospeso l’atleta colombiano classe 1988.

Pantano era approdato alla formazione americana nel 2017 dopo la chiusura della IAM Cycling con la quale era letteralmente esploso al Tour de France. Alla corsa francese il colombiano aveva ottenuto una vittoria di tappa e due secondi posti e il 19° posto finale mentre al Giro di Svizzera aveva conquistato la quarta posizione in classifica generale.

Pantano non prende parte alle gare dal 25 marzo, giorno della prima frazione del Giro della Catalogna. Ora il colombiano potrà fare richiesta delle contro-analisi ma nel frattempo è stato chiaramente sospeso dal team di Guercilena.

“È con grande delusione che abbiamo appena appreso che il nostro corridore è stato notificato un controllo non negativo in un campione raccolto fuori dalle competizioni. In accordo con la nostra politica di tolleranza zero, è stato immediatamente sospeso. Richiediamo ai nostri corridori e staff i più elevati standard etici, pertanto ci comporteremo e comunicheremo in accordo con essi quando saranno disponibili maggiori dettagli” il comunicato del team americano.

Peter Stetina ritorno dall’inferno

Peter Stetina prova a tornare protagonista

Peter Stetina della Trek-Segafredo sta rapidamente tornado ad apprezzare la gioia di pedalare dopo aver pensato di smettere

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina ha schivato non poche “buche” nel corso della sua carriera, su tutte il terribile incidente che nel 2015 ha rischiato di porre fine alla sua carriera.

“Mi sento come la Fenice – ha raccontato Stetina a VeloNews – sono tornato indietro dal baratro un paio di volte prolungando una carriera che sembrava finita”

Stetina ha già fatto un ritorno al ciclismo clamoroso dopo che nel 2015 aveva colpito un dissuasore di metallo durante il Giro dei Paesi Baschi. Chirurgia, terapia e soprattutto tanta grinta sono state le “cure” per rimetterlo in gruppo.

Il 2018 del ciclista della Trek-Segafredo è stato segnato da tanti piccoli inconvenienti forse anche più fastidiosi dell’incidente del 2015.

Stetina ha fatto il suo debutto nella stagione 2019 in Australia il mese scorso dove, nel corso di una intervista, ha confessato di aver considerato l’abbandono del ciclismo professionistico.

“L’anno scorso, ho sofferto molto, la gente poteva leggermi in faccia che ero preoccupato. Non mi sentivo me stesso, non sentivo lo stesso piacere nell’andare in bicicletta – ha raccontato – mi sono ritrovato a mettere in discussione non solo la mia carriera futura ma anche quello che avevo fatto e scelto in passato”.

La stagione 2018 è stata, come detto, difficoltosa per Stetina colpito prima da un virus e poi vittima della frattura di una clavicola durante la preparazione del Tour de France per chiudere con difficoltà nel rinnovo del contratto.

“È stato un ciclo continuo di sfortuna – ha raccontato Stetina – non trovato la condizione e mi sono chiesto se fosse arrivato il momento in cui il corpo dice di fermarti- Dopo alcuni esami abbiamo compreso che la causa era il virus Epstein-Barr”

Il virus, che ha colpito Stetina ha segnato le sue prestazioni creando difficoltà a riprendersi dagli sforzi con la conseguente preoccupazione e frustrazione dell’atleta.

 

“Inizialmente avvertivo un lieve affaticamento, un giorno mi sentivo benissimo e il giorno dopo non avevo la forza per uscire, ero confuso e incapace di poter organizzare il mio calendario di corse” ha spiegato Peter

La situazione si è aggravata con l’incidente alla clavicola che gli ha impedito di prendere il via al Tour il tutto proprio nell’ultimo anno di contratto con il team. Tutto sembrava volgere al peggio quando è arrivata l’offerta della Trek-Segafredo per il 2019.

“E ‘stato bello avere ricevuto un’offerta della formazione americana, mi ha dato la giusta fiducia. Posso ancora divertirmi con il ciclismo, non sono ancora un veterano ma non sono nemmeno giovane ho accumulato esperienza anche nelle difficoltà. Sono pieno di motivazioni e voglio godermi il piacere di correre, sono cose che cambiano in meglio la vita”.

Degenkolb salva la Parigi-Roubaix jr

Degenkolb salvatore della Parigi-Roubaix jr

Degenkolb da applausi, il tedesco nuovo eroe del ciclismo: salvata la Parigi-Roubaix jr grazie ad un appello per cercare fondi 

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb, con un gesto fantastico,  ha contribuito a salvare la Parigi-Roubaix jr diventando il nuovo ‘eroe’ del ciclismo. Lo sanno tutti che il forte ciclista tedesco ha nel cuore la Roubaix. John ha lanciato un appello sul web per salvare l’edizione 2019 della famosa classica riservata agli Juniores.

Gli organizzatori della Parigi Roubaix junior avevano lanciato un grido di allarme sulla mancanza di fondi per organizzare la mitica corsa del pavè

 “ci mancano 10 mila euro, se non li troviamo entro fine febbraio li annulliamo” era stato il laconico comunicato degli organizzatori.

Il 30enne tedesco della Trek-Segafredo ha deciso di provare un “attacco” dopo aver donato 2.500 euro ha deciso di coinvolgere gli amanti del ciclismo con un messaggio di impegno.

 “Vorrei coinvolgere quante più persone è possibile. Se vogliamo che il ciclismo abbia un futuro, queste gare servono“ è stato il suo post sui social network.

In pochi giorni è stata raccolta una somma addirittura superiore i 10 mila euro necessari agli organizzatori a dimostrazione che personaggi di alto spessore possono essere sempre di forte richiamo per i tifosi.

Un gesto assolutamente bello quello di Degenkolb che è stato giustamente premiato con la generosità degli sportivi mondiali.

Trek presenta il nuovo schema di verniciatura Trek-Segafredo

Trek: nuovissimo schema di verniciatura

Trek, un nuovissimo schema di verniciatura del team Trek-Segafredo è ora disponibile su alcuni modelli di bici da corsa

Trek Bicycle (FONTE COMUNICATO STAMPA)

Trek Bicycle (FONTE COMUNICATO STAMPA)

Trek Bicycle ha presentato oggi il nuovo schema di verniciatura del team Trek-Segafredo, disponibile immediatamente su alcuni modelli di bici da corsa e Project One.

Il nuovissimo schema blu della squadra femminile è un’opzione disponibile su tutti i modelli da corsa Project One e sui modelli da donna Madone, Domane ed Émonda SLR.

Il Team femminile Trek-Segafredo ha corso con questa nuova colorazione al Santos Tour Down Under, dove Letizia Paternoster ha vinto la prima tappa della competizione.

“Questo è lo schema di verniciatura scelto dalla squadra femminile Trek-Segafredo” ha dichiarato Emily Bremer, Senior Brand Manager di Trek. “Ma non è esclusivo per i modelli femminili di bici. L’abbiamo reso disponibile su tutti i modelli da corsa tramite Project One per gli appassionati del team Trek-Segafredo che vogliono pedalare con gli stessi colori della nuovissima e più entusiasmante squadra di tutto il circuito femminile.”

 

Disponibile su:

Madone SLR (Project One)
Émonda SLR (Project One)
Domane SLR (Project One)
Madone SLR 6 Disc Women’s
Madone SLR 7 Disc Women’s
Émonda SLR 6 Disc Women’s
Émonda SLR 7 Disc Women’s
Émonda SLR 9 Disc Women’s
Domane SLR 6 Disc Women’s
Domane SLR 7 Disc Women’s

FONTE COMUNICATO STAMPA

Nibali tra passato, presente e futuro

Nibali ha parlato della stagione 2019 e non solo

Nibali ha parlato della stagione alle porte con un occhio a quella passata e al futuro del ciclismo che passa anche dalla sicurezza stradale

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali ha da poco raggiunto Cambrils, Costa Daurada, per il secondo ritiro pre-stagionale per preparare al meglio la propria forma fisica in vista del debutto del 24 febbraio all’UAE Tour. Nibali si è confidato con i colleghi della carta stampata sottolineando la sua voglia di riscatto:

“Dopo la Sanremo, il mio 2018 non è andato come volevo ed ho molta voglia di riscatto. La competizione è la mia vita voglio concentrarmi sul Giro d’Italia e poi vedrò come approcciare il Tour de France, non voglio caricarmi di stress” ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

L’aspetto legato alla stagione alle porte non è l’unico argomento a tener banco attorno allo Squalo dello Stretto, la sua situazione contrattuale e le “sirene” della Trek-Segafredo sono cosa nota:

“ci sono trattative e progetti importanti ma sono un atleta della  Bahrain-Merida. Vero, sono in scadenza e ci sono team che chiedono informazioni. C’è stato un incontro con la Segafedo che essendo un’azienda italiana ha interesse per un ciclista italiano. Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida, dopo l’ingresso di McLaren ci saranno novità.” ha spiegato Vincenzo.

Enzo ha poi parlato del suo passato

“Sono passati tanti anni, andati alla giusta velocità, non voglio fermare il tempo ma chiaro si potesse tronare indietro per evitare alcuni accadimenti sarebbe bello. Potessi tornare indietro, cambierei le cose che ti segnano, rivorrei indietro Michele Scarponi”.

Nibali ha spiegato al Corriere come l’incidente al Tour 2018 lo abbia cambiato

“ho dovuto trovare un altro equilibrio, posizione in sella e spinta sui pedali: quando ti rompi una vertebra non sari mai più quello di prima. Ho lavorato duro, però, e so di poter andare forte tanto quanto prima o anche di più. Nel ciclismo ci sono momenti negativi, se sai di essere tu ad aver sbagliato come a Rio è più semplice accettarlo, in questo caso è più difficile”.

Nibali si è espresso proprio su quel maledetto giorno all’Alpe du Huez: “ci sono tanti video amatoriali fatti da tutte le angolazioni, il tifoso è riconoscibile ma non è stato identificato, non ho rancore con lui ma una lettera, anche anonima, di scuse mi avrebbe fatto piacere riceverla”.

 

“il ciclismo mi dato molto, mi ha tolto dalla strada. In Sicilia ci sono poche ditte e poco lavoro, se non hai una famiglia forte alle spalle rischi di fare una brutta fine. Questo sport mi ha aiutato molto, mi ha allontanato da certe amicizie sbagliate e mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione” ha concluso Nibali