Nibali: “a giugno potremmo ripartire”

Nibali ha voglia di tornare a correre

Nibali tiene alta la tensione grazie a duri allenamenti al fine di farsi trovare pronto per la ripresa della stagione ed ipotizza la ripartenza 

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali, intervistato dai giornalisti di  Sky Sport, ha raccontato a cuore aperto il suo sogno di riprendere l’attività agonistica il prima possibile nel frattempo lo squalo si sta allenando con meticolosità per farsi trovare pronto nel momento in cui dovesse scattare il via libera alla ripresa delle competizioni agonistiche.

 “Alcuni rumors vogliono che da giugno in poi si dovrebbe ripartire: speriamo, questa stagione mantiene un grande punto interrogativo” ha spiegato Vincenzo Nibali.

Il ciclismo come tutti gli sport è fermo ai box per via dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 ma, a differenza di molti sport di squadra come basket, pallavolo e rugby, nessuno vuole alzare bandiera bianca perché davanti ci sono ancora molti mesi e molte possibilità di riorganizzare il calendario.

“Mi sto allenando intensamente, da casa,  sto molto attento all’alimentazione e sono in costante contatto con la squadra. Vediamo quando sarà nuovamente possibile allenarsi in strada. In teoria in Tour de France potrebbe slittare di una settimana e l’organizzazione dovrebbe emettere un comunicato nelle prossime settimane” ha spiegato il siciliano a Sky Sport 24.

Tra tanti dubbi, con il Giro d’Italia che potrebbe essere ricollocato in autunno, il ciclismo si è dato tempo sino al primo di giugno per definire i programmi futuri e l’unica certezza è che uno degli obiettivi stagionali di Nibali, le Olimpiadi di Tokyo, è slittato al 2021:

“lo slittamento di un anno era l’unica soluzione ed è stato importante, certamente resta uno dei miei obiettivi di carriera” .

Nibali ha pedalato in gruppo per l’ultima volta alla Parigi-Nizza cercando di restare concentrato sull’obiettivo sportivo ma non restando avulso dal contesto che si stava creando in Italia e in tutta Europa:

“La paura era quella di trovare problemi nel ritorno a casa, trovare frontiere chiuse o l’aeroporto non aperto rischiando di non riuscire a tornare dai miei cari”.

Nel frattempo, per cercare di portare il proprio contributo alla lotta contro il Coronavirs, Vincenzo Nibali ha messo in asta la sua bicicletta.

 

 

 

 

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Degenkolb “temo molti fallimenti”

Degenkolb si aspetta diversi fallimenti a causa del COVID-19

Degenkolb ha raccontato al quotidiano tedesco Der Spiegel e a Sporza i propri timori per l’evoluzione del ciclismo ai tempi del Coronavirus

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb (fonte pagine Facebook)

Degenkolb, vincitore di gare come Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix, ha rilasciato una intervista al quotidiano tedesco “Der Spiegel” in cui ha raccontati i propri timori per le conseguenze del Coronavirus sull’economia del ciclismo mondiale.

Il mondo è in piena emergenza sanitaria a causa del Covid19 e anche il mondo dello sport deve fare i conti con il taglio netto della stagione tra classiche annullate, corse a tappa in via annullamento e contratti di sponsorizzazione che vacillano.

“È difficilissimo pensare positivo in questa situazione, lo scenario peggiore sarebbe quello di vedere molte squadre costrette a chiudere i battenti in quanto gli sponsor tagliano i propri contributi” ha dichiarato John Degenkolb.

Il forte ciclista si è ridotto lo stipendio per provare ad aiutare la Lotto-Soudal nella crisi da Coronavirus ma è molto preoccupato per la situazione economica del ciclismo.

Il Team CCC ha da poco optato per licenziare quasi tutto lo staff e di tagliare gli emolumenti dei corridori fino all’80%. Un segnale che le cose potrebbero rapidamente precipitare per molti altri team.

 Jim Ochowicz direttore del team CCC nei giorni scorsi aveva spiegato: “Stiamo affrontando una mancanza di liquidità dovuta ai tagli delle sponsorizzazioni. Abbiamo dovuto sospendere temporaneamente tutto ma spesiamo di ripristinare tutto e rivalutare il nuovo budget”.

Anche il Tour de France è minacciato dalla crisi finanziaria, ma al momento è ancora in calendario:

 “Vorrei anche fare un tour di 5 settimane se necessario, il Tour de France è un evento che consente ad alcune squadre di sopravvivere, preferireri correrlo con il pubblico ma anche senza non ci sarebbero problemi. È importante trovare una soluzione, ora ci vogliono regole rigorose ma tutto andrà poi bene”. ha detto John al sito Sporza.

Wout van Aert rivede l’incidente al Tour 2019

 

Wout van Aert e l’incidente al Tour 2019

Wout van Aert della Jumbo-Visma guarda le immagini dell’orribile incidente del Tour de France nel documentario di Het Huis

Wout Van Aert Campione

Wout Van Aert Campione

Wout van Aert ha rivisto per la prima volta le immagini dello spaventoso incidente che lo ha visto protagonista nella cronometro individuale del Tour 2019 che gli ha lasciato parecchi segni nel fisico costringendolo al ritiro dalla prova francese.

L’occasione è stato un documentario della serie di Het Huis in cui Eric Goens ha intervistato il giovane atleta a distanza di un mesetto dalla caduta. Wout ha raccontato le sue sensazioni senza filtro: “mi sembrava di essere di a terra per sempre, ricordo l’asfalto molto caldo ed era come se stessi bruciando vivo. Una sensazione che sembrava eterna”.

L’impatto, avvenuto contro le transenne, è stato tosto tanto da essere letteralmente sbalzato dalla bicicletta riportando ferite all’anca destra. Prontamente soccorso dai medici a bordo strada van Aert è stato costretto a ritirarsi dalla corsa e trasportato al vicino ospedale di Pau per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Il suo calvario è proseguito con un ricovero presso l’Ospedale di Herentals, dove ha subito una seconda operazione e ha trascorso la prima parte del suo processo riabilitativo sotto l’occhio attento del Dottor Toon Claes.

 

Le immagini della Tv sono state assolutamente crude, si vede il corridore soccorso a bordo strada dai medici e ancor più forti sono i filmati fatti con una dashcam dall’auto della squadra,“Lì puoi vederlo ancora meglio. E vedi anche il pezzo di muscolo che è scomparso – ha spiegato Wout che guarda al futuro – La mia riabilitazione ha accelerato nell’ultimo mese e ora posso aumentare i carichi di lavoro. Tornerò correre il prossimo 27 dicembre a Loenhout”

Lance Armstrong: Non cambierei nulla

Lance Armstrong parla alla NBCSB TV

Lance Armstrong: Next Stage, il texano si racconta ai microfoni di Mike Tirico: “ho sbagliato ma non cambierei nulla”

Lance Armstrong

Lance Armstrong

Lance Armstrong, ex professionista americano spogliato dei sette allori conquistati al Tour de France per la purtroppo nota vicenda legata al doping, in una intervista al network statunitense NBCSN TV ha spiegato come l’essersi dopato sia stato un errore ma che “non cambierebbe nulla” in quanto una decisione interamente sua.

Ad Armstrong è stato consegnato un divieto a vita perdendo e ha visto i suoi titoli del Tour de France rimossi dal suo palmares a seguito di un’indagine dell’Autorità antidoping statunitense. Dopo aver fortemente negato ogni collegamento ad attività dopanti, nel gennaio 2013 in un’intervista con Oprah Winfrey ha confermato ogni addebito.

 

“Non cambierei nulla”, ha detto Armstrong al giornalista Mike Tirico in un video dell’intervista di 30 minuti su nbcsports.com , “perché sono seduto qui oggi, quindi non  cambierei ciò che ho fatto. L’errore, ha portato a molti altri errori… Ma ho imparato molto “.

Il 47enne texano ha paragonato la sua esperienza come ciclista professionista in Europa a un combattimento con il coltello a cui la concorrenza combatteva armato di pistole.

“Sapevo che, oltre a tanti pugni, ci sarebbero stati coltelli in quella lotta e io mi ero armato di coltelli. Poi un giorno i rivali hanno iniziato a usare pistole. A quel punto cosa fai? O torni a casa o vai in negozio di armi e io ci sono andato” ha metaforicamente spiegato Lance.

Insomma il controverso texano dipinge un quadro tutt’altro che idilliaco dello stato del ciclismo negli anni in cui la sua US Postal dominava in lungo e in largo al Tour e non solo.

“Non voglio usare scuse per me stesso dicendo che lo fanno e quindi non potevo fare altrimenti perché la decisione finale è stata mia. Ma io non volevo tornarmene a casa! Ho commesso errori nei confronti di chi mi additava di doping, ho negato sapendo che le loro parole erano vere” ha concluso Armstrong.

“Lance Armstrong: Next Stage” sarà trasmesso il prossimo mercoleì alle 23:30 negli USA.

Moscon guarda al Tour dopo la rinuncia al Giro

Moscon si prepara per il Tour de France

Moscon è impegnato in California ma punta al Tour ‘Sono venuto qui per godermi il Tour of California e allenarmi bene per il Giro di Francia’

Gianni Moscon

Gianni Moscon

Moscon guarda al Tour de France dopo aver rinunciato al Giro d’Italia. Gianni è attualmente impegnato al Tour della California e nella seconda tappa della corsa americana ha conquistato un buon terzo posto.

Gianni Moscon (Team Ineos) aveva inizialmente in programma di essere al via del Giro d’Italia 2019 ma ha dovuto rivedere i suoi programmi virando sul Tour of California come trampolino di lancio per costruire la giusta forma fisica in vista del Tour de France.

“Mi sento bene, ma non sono ancora nella mia forma migliore, mi sarebbe piaciuto essere al Giro ma come protagonista. Ora i miei numeri non sono ancora al top ma sono certo che arriveranno a breve” ha spiegato Mosco sul traguardo di South Lake Tahoe.

Moscon è uno dei talenti del ciclismo italiano e mondiale e, dopo avere sopportato qualche attacco anche eccessivo per i suoi modi. Dopo essere approdato al Team Sky ha conquistato il Giro del Guangxi, la Artic Race, Coppa Agostoni e il Giro della Toscana oltre a piazzamenti di prestigio al Lombardia (terzo) e alla Parigi-Roubauix (quinto).

La parabola di Moscon è stata, però, anche segnata dall’episodio avvenuto nel 2017 con Kevin Riza, le polemiche successive alla Tre Valli e il colpo a Elie Gesbert durante lo scorso Tour de France.

Gianni ha iniziato il 2019 con un incidente al Tour degli Emirati Arabi Uniti e con qualche polemica con il Team per la decisione di impegnarlo a febbraio in un Training Camp in Colombia. L’obiettivo di Moscon era quello di presentarsi al Giro come spalla di Egan Bernal per cercare qualche successo personale. La caduta del colombiano e la relativa rottura della clavicola hanno fatto cambiare i programmi del team e anche quelli di Gianni.

“Ho deciso di saltare il Giro, e venire qui per godermi il Tour of California e allenarmi bene per il Tour de France” ha spiegato Gianni Moscon al termine della seconda frazione da Rancho Cordova a South Lake Tahoe vinta da Kasper Asgreen davanti  in cui ha chiuso al terzo posto.

“È stata una lunga giornata in bici, ma mi sentivo bene e fiducioso. Sono andato al 100% ma non è il mio attuale livello di forma, anzi sono qui per trovare la giusta condizione” ha concluso il corridore del Team Ineos.

Aru: in pochi sanno quanto ho sofferto

Aru parla del suo prossimo intervento

Aru, spesso oggetto di critiche ingiuste ed eccessive, racconta la situazione degli ultimi mesi, la rinuncia al Giro 2019 e il futuro intervento

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Aru, ne abbiamo scritto ieri, sarà costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico dopo che una serie di esami medici hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca della gamba sinistra. Un problema non da poco quello che ha colpito il sardo, in sostanza il flusso sanguigno non giunge in modo corretto alla gamba sinistra, immaginiamone le conseguenze quando un atleta, sottoposto a sforzi terribili come quello dei ciclisti, non ha le gambe correttamente irrorate di sangue.

Proprio questo problema potrebbe essere la causa delle ultime prestazioni deludenti del sardo lungo la scorsa stagione e che ha dato campanelli d’allarme alla recente Parigi-Nizza.

“Mi spiace davvero dovermi fermale ma spero di trovare sollievo in quanto so che dopo l’intervento chirurgico potrò tornare ad essere quello di prima. Ci sono stati giorni devastanti, in cui mi sentivo tremendamente impotente non comprendendo il perché della fatica che facevo pedalando” ha spiegato Aru ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

E’ palese che la stagione 2019 del corridore sardo potrebbe essere già del tutto compromessa: sicuramente dovrà rinunciare al suo principale obiettivo ovvero il Giro e anche il Tour de France è pressoché compromesso, insomma Aru dovrà riprogrammare tutta la seconda parte dell’anno. L’obiettivo di Fabio è ora però quello di riprendere le sue condizioni fisiche e soprattutto mentali fortemente provate dalle ultime vicissitudini.

“Quando mi hanno dato la diagnosi mi è venuto da piangere, in pochi sanno quanto ho sofferto. Valentina, la mia fidanzata, che vive con me sa cosa ho passato. Mi sono dedicato con intensità e serietà ad allenamenti e corse ma non riuscire a raggiungere il mio abituale livello di performance è stato frustrante. Non ero più me stesso, ed è impossibile restare sereno quando vivi un momento simile. Arrivare decimo era come una vittoria ma non corro per arrivare decimo” ha spiegato il sardo.

E’ servita una angio-tac ossia una Tac con liquido di contrasto svolta presso l’Ospedale di Prato per giungere a una diagnosi definitiva. Trovato la causa del malessere ora ci sarà, appunto, l’intervento chirurgico che richiederà ulteriore pazienza:

“mi dovrò sottoporre all’intervento e poi dovrò rispettare un periodo di stop per recuperare nel modo migliore. Chiaro che un po’ di timore c’è sempre ma sono confortato dall’aver finalmente individuato la causa del problema” ha spiegato l’atleta del Team UAE Emirates.

Adam Yates punta al Tour de France 2019

Adam Yates punta al podio del Tour de France 2019

Adam Yates, quarto e maglia bianca tre anni fa, punta al podio del Tour de France 2019 per riscattare la scorsa stagione povera di risultati

Adam Yates (fonte profilo Twitter)

Adam Yates (fonte profilo Twitter)

Adam Yates ha come obiettivo per il 2019 la conquista del podio del Tour de France. Se il gemello, Simon, punterà le sue fiches sul Giro, la maglia bianca 2016 vuole cercare il riscatto alla Grande Boucle dopo che l’edizione dello scorso anno è stata per lui avara di soddisfazioni.

Era pressoché certo che Adam avrebbe preso il via al prossimo Giro di Francia ma ora la cosa è diventata ufficiale. Il percorso pare adatto alle caratteristiche del ventiseienne britannico grazie alla presenza di pochi chilometri contro l’orologio.

 

“Sono contento di tornare al Tour dopo che lo scorso anno, complici alcuni errori pagati a caro prezzo, abbiamo raccolto più delusione che altro. Voglio tornare per riscattare quanto accaduto nel 2018. Ho anche altri obiettivi per questa annata ma ammetto che tutto sarà finalizzato ad arrivare preparato per il Tour 2019. Fin dalle prime mosse di questa stagione il team è stato molto, molto attenta ad ogni aspetto e sono sicuro che arriveranno i risultati che speriamo. Certo manca ancora molto a Luglio ma c’è anche molto da fare e quindi è importante che tutto funzioni fin dalle prime battute della stagione” ha spiegato Adam Yates.

Nel 2016 Adam ha chiuso la corsa transalpina al quarto posto, sfiorando il podio e dimostrando di poter essere un serio candidato per giocarsi la passerella di Parigi. Il 2017 ha fatto registrare la sua ottima prestazione al Giro d’Italia ma la scorsa stagione non è stata fortunata, un motivo in più per puntare al bersaglio grosso nel 2019!

Peter Stetina ritorno dall’inferno

Peter Stetina prova a tornare protagonista

Peter Stetina della Trek-Segafredo sta rapidamente tornado ad apprezzare la gioia di pedalare dopo aver pensato di smettere

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina ha schivato non poche “buche” nel corso della sua carriera, su tutte il terribile incidente che nel 2015 ha rischiato di porre fine alla sua carriera.

“Mi sento come la Fenice – ha raccontato Stetina a VeloNews – sono tornato indietro dal baratro un paio di volte prolungando una carriera che sembrava finita”

Stetina ha già fatto un ritorno al ciclismo clamoroso dopo che nel 2015 aveva colpito un dissuasore di metallo durante il Giro dei Paesi Baschi. Chirurgia, terapia e soprattutto tanta grinta sono state le “cure” per rimetterlo in gruppo.

Il 2018 del ciclista della Trek-Segafredo è stato segnato da tanti piccoli inconvenienti forse anche più fastidiosi dell’incidente del 2015.

Stetina ha fatto il suo debutto nella stagione 2019 in Australia il mese scorso dove, nel corso di una intervista, ha confessato di aver considerato l’abbandono del ciclismo professionistico.

“L’anno scorso, ho sofferto molto, la gente poteva leggermi in faccia che ero preoccupato. Non mi sentivo me stesso, non sentivo lo stesso piacere nell’andare in bicicletta – ha raccontato – mi sono ritrovato a mettere in discussione non solo la mia carriera futura ma anche quello che avevo fatto e scelto in passato”.

La stagione 2018 è stata, come detto, difficoltosa per Stetina colpito prima da un virus e poi vittima della frattura di una clavicola durante la preparazione del Tour de France per chiudere con difficoltà nel rinnovo del contratto.

“È stato un ciclo continuo di sfortuna – ha raccontato Stetina – non trovato la condizione e mi sono chiesto se fosse arrivato il momento in cui il corpo dice di fermarti- Dopo alcuni esami abbiamo compreso che la causa era il virus Epstein-Barr”

Il virus, che ha colpito Stetina ha segnato le sue prestazioni creando difficoltà a riprendersi dagli sforzi con la conseguente preoccupazione e frustrazione dell’atleta.

 

“Inizialmente avvertivo un lieve affaticamento, un giorno mi sentivo benissimo e il giorno dopo non avevo la forza per uscire, ero confuso e incapace di poter organizzare il mio calendario di corse” ha spiegato Peter

La situazione si è aggravata con l’incidente alla clavicola che gli ha impedito di prendere il via al Tour il tutto proprio nell’ultimo anno di contratto con il team. Tutto sembrava volgere al peggio quando è arrivata l’offerta della Trek-Segafredo per il 2019.

“E ‘stato bello avere ricevuto un’offerta della formazione americana, mi ha dato la giusta fiducia. Posso ancora divertirmi con il ciclismo, non sono ancora un veterano ma non sono nemmeno giovane ho accumulato esperienza anche nelle difficoltà. Sono pieno di motivazioni e voglio godermi il piacere di correre, sono cose che cambiano in meglio la vita”.

Continental diventa Main Partner del Tour de France per il 2019

Continental al Tour de France 2019

Continental, già partner ufficiale del Tour de France dal 2018 al 2022, diventa Main Partner dell’edizione 2019

Continental al Tour (fonte comunicato stampa)

Continental al Tour (fonte comunicato stampa)

Il 6 luglio, giorno in cui il Tour de France partirà da Bruxelles con la Grand Départ, Continental inizierà il suo primo anno in qualità di uno dei cinque Main Partner del Tour – insieme a LCL, E.Leclerc, Krys e Skoda. I Main Partner godranno di una maggiore visibilità, in particolare quando i vincitori delle varie tappe saranno presentati con i rispettivi trofei.

“Essere uno sponsor del Tour de France combina in modo ottimale i nostri prodotti e i valori dell’azienda” afferma Nikolai Setzer, membro dell’Executive Board di Continental AG e responsabile della divisione Tire. “Dopo un anno come partner minore e sponsor ufficiale per i pneumatici, è un grande onore ricoprire ora un ruolo più alto nell’ambito della competizione di ciclismo più importante del mondo. Essere uno dei partner sul podio ci permette di dare maggiore visibilità ai nostri pneumatici high-tech che si distinguono per la sicurezza stradale che garantiscono e che porteranno in gara anche la nostra passione per vincere”.

Christian Prudhomme, Direttore del Tour de France, aggiunge:

 “La gioia di vincere una tappa è un’emozione quotidiana al Tour de France. Il ciclista che alza le braccia al traguardo, sia che si tratti di un atleta pluripremiato o di un ciclista alla sua prima vittoria in carriera, sicuramente vive uno dei momenti più importanti della sua vita. Continental associa la sua immagine a queste emozioni, che si legano al concetto di performance, aspetto sottolineato al massimo dalla marca di pneumatici. I campioni del Tour, da Bruxelles a Parigi, passando per Saint-Etienne, il Tourmalet o Nîmes, si riconosceranno in questa ricerca di eccellenza che caratterizza Continental“. 

Quest’anno, sei squadre del World Tour (Sky, FDJ, Movistar, Bahrain-Merida, Katusha-Alpecin, Sunweb) gareggeranno con il pneumatico di alta gamma Competition Pro LTD di Continental, appositamente progettato e realizzato a mano a Korbach, in Germania. Inoltre, i conducenti dei veicoli ufficiali del Tour de France potranno testare le prestazioni del PremiumContact 6, il pneumatico per auto di Continental prodotto a Sarreguemines, Francia. Quando si parla di pneumatici, quindi, il Tour de France rappresenta una storia di successo franco-tedesca.

In qualità di uno dei cinque Main Partner dell’evento, Continental godrà di una maggiore visibilità durante tutto il Tour. Il logo di Continental sarà visibile sull’arco sopra la linea del traguardo così come sulla bandiera rossa all’ultimo chilometro di gara. Dopo ogni tappa, un rappresentante di Continental consegnerà il trofeo al vincitore sul podio.

Grazie alla partnership con il Tour de France, il gruppo promuoverà la sua strategia “Vision Zero”, per un mondo senza incidenti, feriti o vittime della strada. Anche quest’anno, il produttore di pneumatici sfrutterà l’attrazione magnetica della gara per chiedere a piloti e ciclisti di mostrare una considerazione maggiore gli uni per gli altri attraverso le campagne “Sharing the Road” e “Stay Wider of the Rider”. E sul suo sito, Continental metterà a disposizione dei fan del Tour alcuni suggerimenti su come viaggiare in sicurezza per raggiungere le varie tappe. Inoltre, in prossimità del passaggio dei ciclisti, Continental offrirà un controllo gratuito dei pneumatici ai veicoli in sosta lungo la strada. Per la prima volta in assoluto, sul percorso stesso saranno messi in evidenza gli angoli più pericolosi per i ciclisti e per i conducenti dei veicoli di supporto con segnali speciali di allarme nel brillante giallo di Continental.

La storia della produzione di pneumatici Continental parte dal 1892 quando fu prodotto il primo pneumatico per bicicletta riempito d’aria, mentre il primo pneumatico per auto arrivò nel 1898. Ciò rende Continental il produttore di pneumatici con la tradizione più lunga in Germania. Oggi l’azienda sta lavorando per migliorare i pneumatici per le due ruote e per i veicoli automobilistici applicando in alcuni casi, per entrambi, le stesse tecnologie. Ad esempio, la mescola “Black Chili” permette un’aderenza elevata non solo ai pneumatici Continental per biciclette, ma anche ai pneumatici per auto ad alte prestazioni dell’azienda.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Sidi shot per Chris Froome e Egan Bernal

Sidi Shot: i due campioni del Team Sky.

Sidi Shot ecco come inizia la stagione di Chris Froome e Egan Bernal tra Giro, Tour e Vuelta

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

C’è chi di strada, e di salite, ne ha già fatta tanta ma nonostante ciò non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi. E poi c’è chi ha davanti a se ancora tutta la strada da fare, però con la consapevolezza di avere i mezzi e le capacità per poter fare qualcosa di importante.

Uno è Chris Froome, classe 1985, britannico di origini keniane, che nel suo palmares ha già raccolto quattro Tour de France, un Giro d’Italia e una Vuelta Espana; un triplete da leggenda riuscito solo a sette corridori nella storia del ciclismo. Dopo la vittoria del Giro d’Italia nel 2018 quest’anno Chris Froome punterà tutto sul Tour de France dove vuole riprendersi la sua maglia gialla.

L’altro è Egan Bernal, colombiano classe 1997, un giovane che ha già all’attivo alcune vittorie di prestigio ma che soprattutto ha dimostrato di avere le doti per poter diventare uno dei numeri uno nelle grandi corse a tappe. Lo scorso anno al Tour Bernal è stato l’uomo più importante per i capitani Geraint Thomas e Chris Froome sulle grandi salite. Quest’anno il Team Sky ha già deciso che sarà proprio il giovane colombiano il capitano per il Giro d’Italia. Per la prima volta Egan Bernal avrà la responsabilità di essere il leader della sua squadra in un grande giro. Compito non facile questo, ma il ragazzo ha già dimostrato di avere le capacità, sia a livello di testa che di gambe, per poterlo fare.

Tra Chris Froome ed Egan Bernal sembra essersi creata una bella sintonia. Entrambi quest’anno hanno inizato la stagione dalle strade della Colombia. Bernal pochi giorni fa ha partecipato al campionato nazionale. Ora entrambi sono in gara al Tour Colombia, che si svolge dal 12 al 17 febbraio, corsa vinta proprio da Bernal nella passata edizione.
Ad unirli professionalità e rispetto reciproco. Lo scorso anno al Tour Froome ha potuto apprezzare la lealtà e la qualità del lavoro di Bernal. Viceversa Bernal ha l’opportunità di imparare velocemente potendo correre al fianco di uno dei più grandi di sempe.

Entrambi per raggiungere i loro obiettivi possono contare su Sidi Shot la calzatura che rappresenta uno dei modelli top della collezione Sidi per il ciclismo su strada. Una calzatura che si rivela innovativa per le caratteristiche che propone a livello di tecnologia applicata, qualità dei materiali e design.
Sono 14 i corridori del Team Sky che utlizzano le calzature Sidi nel 2019 e tra questi spiccano nomi di grandi campioni: Leonardo Basso, Egan Bernal, David De La Cruz, Owain Doull, Chris Froome, Michal Golas, Sebastian Henao, Michal Kwiatkowski, Gianni Moscon, Jhonathan Narvaez, Diego Rosa, Luke Rowe, Pavel Sivakov, Ivan Sosa.

 

Con Chris abbiamo un rapporto di collaborazione e amicizia che dura ormai da molti anni. Insieme abbiamo scritto pagine importanti della storia del ciclismo. In questi anni, sia nelle vittorie che nei momenti difficili, oltre al campione abbiamo potuto conoscere e apprezzare anche l’uomo Chris Froome. Lo scorso anno al Giro Chris ci ha regalato delle emozioni incredibili, quest’anno vuole riprendersi il Tour e siamo sicuri che farà una grande stagione. Con Egan anche abbiamo subito instaurato un ottimo rapporto, è un ragazzo semplice, spontaneo e molto maturo per la sua giovane età. Quest’anno al Giro avrà una grande responsabilità ma ha già dimostrato di avere le capacità per essere un leader e un vincente. Di sicuro potrà contare su tutto il nostro appoggio” spiega Rosella Signori che dirige l’azienda insieme al padre Dino Signori.

FONTE COMUNICATO STAMPA