Lance Armstrong: Non cambierei nulla

Lance Armstrong parla alla NBCSB TV

Lance Armstrong: Next Stage, il texano si racconta ai microfoni di Mike Tirico: “ho sbagliato ma non cambierei nulla”

Lance Armstrong

Lance Armstrong

Lance Armstrong, ex professionista americano spogliato dei sette allori conquistati al Tour de France per la purtroppo nota vicenda legata al doping, in una intervista al network statunitense NBCSN TV ha spiegato come l’essersi dopato sia stato un errore ma che “non cambierebbe nulla” in quanto una decisione interamente sua.

Ad Armstrong è stato consegnato un divieto a vita perdendo e ha visto i suoi titoli del Tour de France rimossi dal suo palmares a seguito di un’indagine dell’Autorità antidoping statunitense. Dopo aver fortemente negato ogni collegamento ad attività dopanti, nel gennaio 2013 in un’intervista con Oprah Winfrey ha confermato ogni addebito.

 

“Non cambierei nulla”, ha detto Armstrong al giornalista Mike Tirico in un video dell’intervista di 30 minuti su nbcsports.com , “perché sono seduto qui oggi, quindi non  cambierei ciò che ho fatto. L’errore, ha portato a molti altri errori… Ma ho imparato molto “.

Il 47enne texano ha paragonato la sua esperienza come ciclista professionista in Europa a un combattimento con il coltello a cui la concorrenza combatteva armato di pistole.

“Sapevo che, oltre a tanti pugni, ci sarebbero stati coltelli in quella lotta e io mi ero armato di coltelli. Poi un giorno i rivali hanno iniziato a usare pistole. A quel punto cosa fai? O torni a casa o vai in negozio di armi e io ci sono andato” ha metaforicamente spiegato Lance.

Insomma il controverso texano dipinge un quadro tutt’altro che idilliaco dello stato del ciclismo negli anni in cui la sua US Postal dominava in lungo e in largo al Tour e non solo.

“Non voglio usare scuse per me stesso dicendo che lo fanno e quindi non potevo fare altrimenti perché la decisione finale è stata mia. Ma io non volevo tornarmene a casa! Ho commesso errori nei confronti di chi mi additava di doping, ho negato sapendo che le loro parole erano vere” ha concluso Armstrong.

“Lance Armstrong: Next Stage” sarà trasmesso il prossimo mercoleì alle 23:30 negli USA.

Moscon guarda al Tour dopo la rinuncia al Giro

Moscon si prepara per il Tour de France

Moscon è impegnato in California ma punta al Tour ‘Sono venuto qui per godermi il Tour of California e allenarmi bene per il Giro di Francia’

Gianni Moscon

Gianni Moscon

Moscon guarda al Tour de France dopo aver rinunciato al Giro d’Italia. Gianni è attualmente impegnato al Tour della California e nella seconda tappa della corsa americana ha conquistato un buon terzo posto.

Gianni Moscon (Team Ineos) aveva inizialmente in programma di essere al via del Giro d’Italia 2019 ma ha dovuto rivedere i suoi programmi virando sul Tour of California come trampolino di lancio per costruire la giusta forma fisica in vista del Tour de France.

“Mi sento bene, ma non sono ancora nella mia forma migliore, mi sarebbe piaciuto essere al Giro ma come protagonista. Ora i miei numeri non sono ancora al top ma sono certo che arriveranno a breve” ha spiegato Mosco sul traguardo di South Lake Tahoe.

Moscon è uno dei talenti del ciclismo italiano e mondiale e, dopo avere sopportato qualche attacco anche eccessivo per i suoi modi. Dopo essere approdato al Team Sky ha conquistato il Giro del Guangxi, la Artic Race, Coppa Agostoni e il Giro della Toscana oltre a piazzamenti di prestigio al Lombardia (terzo) e alla Parigi-Roubauix (quinto).

La parabola di Moscon è stata, però, anche segnata dall’episodio avvenuto nel 2017 con Kevin Riza, le polemiche successive alla Tre Valli e il colpo a Elie Gesbert durante lo scorso Tour de France.

Gianni ha iniziato il 2019 con un incidente al Tour degli Emirati Arabi Uniti e con qualche polemica con il Team per la decisione di impegnarlo a febbraio in un Training Camp in Colombia. L’obiettivo di Moscon era quello di presentarsi al Giro come spalla di Egan Bernal per cercare qualche successo personale. La caduta del colombiano e la relativa rottura della clavicola hanno fatto cambiare i programmi del team e anche quelli di Gianni.

“Ho deciso di saltare il Giro, e venire qui per godermi il Tour of California e allenarmi bene per il Tour de France” ha spiegato Gianni Moscon al termine della seconda frazione da Rancho Cordova a South Lake Tahoe vinta da Kasper Asgreen davanti  in cui ha chiuso al terzo posto.

“È stata una lunga giornata in bici, ma mi sentivo bene e fiducioso. Sono andato al 100% ma non è il mio attuale livello di forma, anzi sono qui per trovare la giusta condizione” ha concluso il corridore del Team Ineos.

Aru: in pochi sanno quanto ho sofferto

Aru parla del suo prossimo intervento

Aru, spesso oggetto di critiche ingiuste ed eccessive, racconta la situazione degli ultimi mesi, la rinuncia al Giro 2019 e il futuro intervento

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Aru, ne abbiamo scritto ieri, sarà costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico dopo che una serie di esami medici hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca della gamba sinistra. Un problema non da poco quello che ha colpito il sardo, in sostanza il flusso sanguigno non giunge in modo corretto alla gamba sinistra, immaginiamone le conseguenze quando un atleta, sottoposto a sforzi terribili come quello dei ciclisti, non ha le gambe correttamente irrorate di sangue.

Proprio questo problema potrebbe essere la causa delle ultime prestazioni deludenti del sardo lungo la scorsa stagione e che ha dato campanelli d’allarme alla recente Parigi-Nizza.

“Mi spiace davvero dovermi fermale ma spero di trovare sollievo in quanto so che dopo l’intervento chirurgico potrò tornare ad essere quello di prima. Ci sono stati giorni devastanti, in cui mi sentivo tremendamente impotente non comprendendo il perché della fatica che facevo pedalando” ha spiegato Aru ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

E’ palese che la stagione 2019 del corridore sardo potrebbe essere già del tutto compromessa: sicuramente dovrà rinunciare al suo principale obiettivo ovvero il Giro e anche il Tour de France è pressoché compromesso, insomma Aru dovrà riprogrammare tutta la seconda parte dell’anno. L’obiettivo di Fabio è ora però quello di riprendere le sue condizioni fisiche e soprattutto mentali fortemente provate dalle ultime vicissitudini.

“Quando mi hanno dato la diagnosi mi è venuto da piangere, in pochi sanno quanto ho sofferto. Valentina, la mia fidanzata, che vive con me sa cosa ho passato. Mi sono dedicato con intensità e serietà ad allenamenti e corse ma non riuscire a raggiungere il mio abituale livello di performance è stato frustrante. Non ero più me stesso, ed è impossibile restare sereno quando vivi un momento simile. Arrivare decimo era come una vittoria ma non corro per arrivare decimo” ha spiegato il sardo.

E’ servita una angio-tac ossia una Tac con liquido di contrasto svolta presso l’Ospedale di Prato per giungere a una diagnosi definitiva. Trovato la causa del malessere ora ci sarà, appunto, l’intervento chirurgico che richiederà ulteriore pazienza:

“mi dovrò sottoporre all’intervento e poi dovrò rispettare un periodo di stop per recuperare nel modo migliore. Chiaro che un po’ di timore c’è sempre ma sono confortato dall’aver finalmente individuato la causa del problema” ha spiegato l’atleta del Team UAE Emirates.

Adam Yates punta al Tour de France 2019

Adam Yates punta al podio del Tour de France 2019

Adam Yates, quarto e maglia bianca tre anni fa, punta al podio del Tour de France 2019 per riscattare la scorsa stagione povera di risultati

 

Adam Yates (fonte profilo Twitter)

Adam Yates (fonte profilo Twitter)

Adam Yates ha come obiettivo per il 2019 la conquista del podio del Tour de France. Se il gemello, Simon, punterà le sue fiches sul Giro, la maglia bianca 2016 vuole cercare il riscatto alla Grande Boucle dopo che l’edizione dello scorso anno è stata per lui avara di soddisfazioni.

Era pressoché certo che Adam avrebbe preso il via al prossimo Giro di Francia ma ora la cosa è diventata ufficiale. Il percorso pare adatto alle caratteristiche del ventiseienne britannico grazie alla presenza di pochi chilometri contro l’orologio.

 

“Sono contento di tornare al Tour dopo che lo scorso anno, complici alcuni errori pagati a caro prezzo, abbiamo raccolto più delusione che altro. Voglio tornare per riscattare quanto accaduto nel 2018. Ho anche altri obiettivi per questa annata ma ammetto che tutto sarà finalizzato ad arrivare preparato per il Tour 2019. Fin dalle prime mosse di questa stagione il team è stato molto, molto attenta ad ogni aspetto e sono sicuro che arriveranno i risultati che speriamo. Certo manca ancora molto a Luglio ma c’è anche molto da fare e quindi è importante che tutto funzioni fin dalle prime battute della stagione” ha spiegato Adam Yates.

Nel 2016 Adam ha chiuso la corsa transalpina al quarto posto, sfiorando il podio e dimostrando di poter essere un serio candidato per giocarsi la passerella di Parigi. Il 2017 ha fatto registrare la sua ottima prestazione al Giro d’Italia ma la scorsa stagione non è stata fortunata, un motivo in più per puntare al bersaglio grosso nel 2019!

Peter Stetina ritorno dall’inferno

Peter Stetina prova a tornare protagonista

Peter Stetina della Trek-Segafredo sta rapidamente tornado ad apprezzare la gioia di pedalare dopo aver pensato di smettere

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina (fonte pagina Tweeter)

Peter Stetina ha schivato non poche “buche” nel corso della sua carriera, su tutte il terribile incidente che nel 2015 ha rischiato di porre fine alla sua carriera.

“Mi sento come la Fenice – ha raccontato Stetina a VeloNews – sono tornato indietro dal baratro un paio di volte prolungando una carriera che sembrava finita”

Stetina ha già fatto un ritorno al ciclismo clamoroso dopo che nel 2015 aveva colpito un dissuasore di metallo durante il Giro dei Paesi Baschi. Chirurgia, terapia e soprattutto tanta grinta sono state le “cure” per rimetterlo in gruppo.

Il 2018 del ciclista della Trek-Segafredo è stato segnato da tanti piccoli inconvenienti forse anche più fastidiosi dell’incidente del 2015.

Stetina ha fatto il suo debutto nella stagione 2019 in Australia il mese scorso dove, nel corso di una intervista, ha confessato di aver considerato l’abbandono del ciclismo professionistico.

“L’anno scorso, ho sofferto molto, la gente poteva leggermi in faccia che ero preoccupato. Non mi sentivo me stesso, non sentivo lo stesso piacere nell’andare in bicicletta – ha raccontato – mi sono ritrovato a mettere in discussione non solo la mia carriera futura ma anche quello che avevo fatto e scelto in passato”.

La stagione 2018 è stata, come detto, difficoltosa per Stetina colpito prima da un virus e poi vittima della frattura di una clavicola durante la preparazione del Tour de France per chiudere con difficoltà nel rinnovo del contratto.

“È stato un ciclo continuo di sfortuna – ha raccontato Stetina – non trovato la condizione e mi sono chiesto se fosse arrivato il momento in cui il corpo dice di fermarti- Dopo alcuni esami abbiamo compreso che la causa era il virus Epstein-Barr”

Il virus, che ha colpito Stetina ha segnato le sue prestazioni creando difficoltà a riprendersi dagli sforzi con la conseguente preoccupazione e frustrazione dell’atleta.

 

“Inizialmente avvertivo un lieve affaticamento, un giorno mi sentivo benissimo e il giorno dopo non avevo la forza per uscire, ero confuso e incapace di poter organizzare il mio calendario di corse” ha spiegato Peter

La situazione si è aggravata con l’incidente alla clavicola che gli ha impedito di prendere il via al Tour il tutto proprio nell’ultimo anno di contratto con il team. Tutto sembrava volgere al peggio quando è arrivata l’offerta della Trek-Segafredo per il 2019.

“E ‘stato bello avere ricevuto un’offerta della formazione americana, mi ha dato la giusta fiducia. Posso ancora divertirmi con il ciclismo, non sono ancora un veterano ma non sono nemmeno giovane ho accumulato esperienza anche nelle difficoltà. Sono pieno di motivazioni e voglio godermi il piacere di correre, sono cose che cambiano in meglio la vita”.

Continental diventa Main Partner del Tour de France per il 2019

Continental al Tour de France 2019

Continental, già partner ufficiale del Tour de France dal 2018 al 2022, diventa Main Partner dell’edizione 2019

Continental al Tour (fonte comunicato stampa)

Continental al Tour (fonte comunicato stampa)

Il 6 luglio, giorno in cui il Tour de France partirà da Bruxelles con la Grand Départ, Continental inizierà il suo primo anno in qualità di uno dei cinque Main Partner del Tour – insieme a LCL, E.Leclerc, Krys e Skoda. I Main Partner godranno di una maggiore visibilità, in particolare quando i vincitori delle varie tappe saranno presentati con i rispettivi trofei.

“Essere uno sponsor del Tour de France combina in modo ottimale i nostri prodotti e i valori dell’azienda” afferma Nikolai Setzer, membro dell’Executive Board di Continental AG e responsabile della divisione Tire. “Dopo un anno come partner minore e sponsor ufficiale per i pneumatici, è un grande onore ricoprire ora un ruolo più alto nell’ambito della competizione di ciclismo più importante del mondo. Essere uno dei partner sul podio ci permette di dare maggiore visibilità ai nostri pneumatici high-tech che si distinguono per la sicurezza stradale che garantiscono e che porteranno in gara anche la nostra passione per vincere”.

Christian Prudhomme, Direttore del Tour de France, aggiunge:

 “La gioia di vincere una tappa è un’emozione quotidiana al Tour de France. Il ciclista che alza le braccia al traguardo, sia che si tratti di un atleta pluripremiato o di un ciclista alla sua prima vittoria in carriera, sicuramente vive uno dei momenti più importanti della sua vita. Continental associa la sua immagine a queste emozioni, che si legano al concetto di performance, aspetto sottolineato al massimo dalla marca di pneumatici. I campioni del Tour, da Bruxelles a Parigi, passando per Saint-Etienne, il Tourmalet o Nîmes, si riconosceranno in questa ricerca di eccellenza che caratterizza Continental“. 

Quest’anno, sei squadre del World Tour (Sky, FDJ, Movistar, Bahrain-Merida, Katusha-Alpecin, Sunweb) gareggeranno con il pneumatico di alta gamma Competition Pro LTD di Continental, appositamente progettato e realizzato a mano a Korbach, in Germania. Inoltre, i conducenti dei veicoli ufficiali del Tour de France potranno testare le prestazioni del PremiumContact 6, il pneumatico per auto di Continental prodotto a Sarreguemines, Francia. Quando si parla di pneumatici, quindi, il Tour de France rappresenta una storia di successo franco-tedesca.

In qualità di uno dei cinque Main Partner dell’evento, Continental godrà di una maggiore visibilità durante tutto il Tour. Il logo di Continental sarà visibile sull’arco sopra la linea del traguardo così come sulla bandiera rossa all’ultimo chilometro di gara. Dopo ogni tappa, un rappresentante di Continental consegnerà il trofeo al vincitore sul podio.

Grazie alla partnership con il Tour de France, il gruppo promuoverà la sua strategia “Vision Zero”, per un mondo senza incidenti, feriti o vittime della strada. Anche quest’anno, il produttore di pneumatici sfrutterà l’attrazione magnetica della gara per chiedere a piloti e ciclisti di mostrare una considerazione maggiore gli uni per gli altri attraverso le campagne “Sharing the Road” e “Stay Wider of the Rider”. E sul suo sito, Continental metterà a disposizione dei fan del Tour alcuni suggerimenti su come viaggiare in sicurezza per raggiungere le varie tappe. Inoltre, in prossimità del passaggio dei ciclisti, Continental offrirà un controllo gratuito dei pneumatici ai veicoli in sosta lungo la strada. Per la prima volta in assoluto, sul percorso stesso saranno messi in evidenza gli angoli più pericolosi per i ciclisti e per i conducenti dei veicoli di supporto con segnali speciali di allarme nel brillante giallo di Continental.

La storia della produzione di pneumatici Continental parte dal 1892 quando fu prodotto il primo pneumatico per bicicletta riempito d’aria, mentre il primo pneumatico per auto arrivò nel 1898. Ciò rende Continental il produttore di pneumatici con la tradizione più lunga in Germania. Oggi l’azienda sta lavorando per migliorare i pneumatici per le due ruote e per i veicoli automobilistici applicando in alcuni casi, per entrambi, le stesse tecnologie. Ad esempio, la mescola “Black Chili” permette un’aderenza elevata non solo ai pneumatici Continental per biciclette, ma anche ai pneumatici per auto ad alte prestazioni dell’azienda.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Sidi shot per Chris Froome e Egan Bernal

Sidi Shot: i due campioni del Team Sky.

Sidi Shot ecco come inizia la stagione di Chris Froome e Egan Bernal tra Giro, Tour e Vuelta

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

C’è chi di strada, e di salite, ne ha già fatta tanta ma nonostante ciò non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi. E poi c’è chi ha davanti a se ancora tutta la strada da fare, però con la consapevolezza di avere i mezzi e le capacità per poter fare qualcosa di importante.

Uno è Chris Froome, classe 1985, britannico di origini keniane, che nel suo palmares ha già raccolto quattro Tour de France, un Giro d’Italia e una Vuelta Espana; un triplete da leggenda riuscito solo a sette corridori nella storia del ciclismo. Dopo la vittoria del Giro d’Italia nel 2018 quest’anno Chris Froome punterà tutto sul Tour de France dove vuole riprendersi la sua maglia gialla.

L’altro è Egan Bernal, colombiano classe 1997, un giovane che ha già all’attivo alcune vittorie di prestigio ma che soprattutto ha dimostrato di avere le doti per poter diventare uno dei numeri uno nelle grandi corse a tappe. Lo scorso anno al Tour Bernal è stato l’uomo più importante per i capitani Geraint Thomas e Chris Froome sulle grandi salite. Quest’anno il Team Sky ha già deciso che sarà proprio il giovane colombiano il capitano per il Giro d’Italia. Per la prima volta Egan Bernal avrà la responsabilità di essere il leader della sua squadra in un grande giro. Compito non facile questo, ma il ragazzo ha già dimostrato di avere le capacità, sia a livello di testa che di gambe, per poterlo fare.

Tra Chris Froome ed Egan Bernal sembra essersi creata una bella sintonia. Entrambi quest’anno hanno inizato la stagione dalle strade della Colombia. Bernal pochi giorni fa ha partecipato al campionato nazionale. Ora entrambi sono in gara al Tour Colombia, che si svolge dal 12 al 17 febbraio, corsa vinta proprio da Bernal nella passata edizione.
Ad unirli professionalità e rispetto reciproco. Lo scorso anno al Tour Froome ha potuto apprezzare la lealtà e la qualità del lavoro di Bernal. Viceversa Bernal ha l’opportunità di imparare velocemente potendo correre al fianco di uno dei più grandi di sempe.

Entrambi per raggiungere i loro obiettivi possono contare su Sidi Shot la calzatura che rappresenta uno dei modelli top della collezione Sidi per il ciclismo su strada. Una calzatura che si rivela innovativa per le caratteristiche che propone a livello di tecnologia applicata, qualità dei materiali e design.
Sono 14 i corridori del Team Sky che utlizzano le calzature Sidi nel 2019 e tra questi spiccano nomi di grandi campioni: Leonardo Basso, Egan Bernal, David De La Cruz, Owain Doull, Chris Froome, Michal Golas, Sebastian Henao, Michal Kwiatkowski, Gianni Moscon, Jhonathan Narvaez, Diego Rosa, Luke Rowe, Pavel Sivakov, Ivan Sosa.

 

Con Chris abbiamo un rapporto di collaborazione e amicizia che dura ormai da molti anni. Insieme abbiamo scritto pagine importanti della storia del ciclismo. In questi anni, sia nelle vittorie che nei momenti difficili, oltre al campione abbiamo potuto conoscere e apprezzare anche l’uomo Chris Froome. Lo scorso anno al Giro Chris ci ha regalato delle emozioni incredibili, quest’anno vuole riprendersi il Tour e siamo sicuri che farà una grande stagione. Con Egan anche abbiamo subito instaurato un ottimo rapporto, è un ragazzo semplice, spontaneo e molto maturo per la sua giovane età. Quest’anno al Giro avrà una grande responsabilità ma ha già dimostrato di avere le capacità per essere un leader e un vincente. Di sicuro potrà contare su tutto il nostro appoggio” spiega Rosella Signori che dirige l’azienda insieme al padre Dino Signori.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Come ti salvo il Team Sky?

Come ti salvo il Team Sky? Ci pensa un magnate?

Come ti salvo il Team Sky? Dopo l’annuncio dell’addio dello sponsor dal 2020 si susseguono le possibili soluzioni alternative

Team Sky (fonte pagina facebook)

Team Sky (fonte pagina facebook)

Come ti salvo il Team Sky? A farlo potrebbe essere un magnate statunitense che potrebbe consentire al team di proseguire l’avventura nel ciclismo di alto livello fin dal termine di questa stagione.

Il  team britannico ha fatto il suo esordio nel World Tour nel 2010 conquistando qualcosa come sei Tour de France oltre ad un Giro, una Vuelta, due classiche e qualcosa come 322 vittorie di corse. Numeri di assoluto prestigio e che racchiudono un potenziale che può ulteriormente crescere durante la stagione alle porte. Perdere un simile patrimonio sarebbe una sconfitta non da poco per il ciclismo. Vero, non tutti amano l’approccio quasi matematico che la formazione britannica ha nell’affrontare e preparare le corse ma è innegabile che la presenza del Team Sky aiuti ad incrementare la visibilità delle corse.

 

Comcast, il più grande operatore americano di TV via cavo ha acquistato la compagnia televisiva Sky proprietaria della Tour Racing Limited società di gestione di cui è socio anche Dave Brailsford

Secondo le voci ricorrenti, Comcast potrebbe coprire il 70% del budget (di circa 40 milioni totali) per la stagione 2020 e 2021 pur senza far apparire il marchio Sky sulle divise. Altra voce molto gettonata è che vi sarebbe un milionario americano interessato all’acquisizione della sola società di gestione andando poi direttamente a negoziare un accordo con qualche sponsor interessato alla visibilità.

Insomma il gruppo sportivo non andrebbe a morire ma si tingerebbe solo di altri colori e brand che apparirà sulle divise. La continuità sembra quindi poter essere garantita in forza del contratto con il manger David Brailsford oltre che sugli accordi già in essere con due punte di diamante come Geraint Thomas (scadenza 2021) e Egan Bernal (fino al 2023).

Proprio Geraint Thomas che originariamente aveva deciso di concentrarsi solo sulla Grande Boucle pare ora propenso a indossare i galloni di capitano anche al Giro d’Italia 2019, insomma pur tra mille interrogativi il Team Sky resta protagonista del ciclismo mondiale.

 

Storia del ciclismo in 100 oggetti la recensione

Storia del ciclismo in 100 oggetti di Suze Clemitson

Storia del ciclismo in 100 recensione del libro di Suze Clemitson edito in Italia da Mondadori Electa racconta lo sport del pedale attraverso i suoi simboli

Storia del ciclismo in 100 oggetti

Storia del ciclismo in 100 oggetti

Storia del ciclismo in 100 oggetti, libro scritto dalla giornalista sportiva de The Guardian Suze Clemitson  ch, ha creato il sito Total Women’s Cycling e il blog Cyclingtips, racconta lo sport delle due ruote attraverso i suoi simboli.

La Clemitson ha scritto questo libro per venire in contro alle curiosità degli appassionati di ciclismo ma anche per chi si è affacciato da poco al nostro sport. Seguendo il TV le cronache dei grandi Giro spesso accade di dare per scontato (o per conosciuto) alcune informazioni che in realtà nascondono retroscena o genesi assolutamente intriganti.

Questo libro, ricco di fotografie e illustrazioni, racconta l’evoluzione di uno sport identificato originariamente anche come mezzo di trasporto che ha segnato l’evoluzione della società e con essa è diventato strumento di entertainment televisivo.

Il libro scritto da Suze Clemitson in Italiaè edito  da Mondadori Electa e può essere un regalo assolutamente azzeccato per un amante del ciclismo particolarmente curioso. Sapete chi ha inventato il deragliatore della bicicletta o perché la maglia di leader del Tour de France è gialla? La risposta a questa e ad altre curiose domande la troverete sfogliando le pagine di Storia del ciclismo in 100 oggetti.

Nelle  224 pagine del libro, ogni oggetto viene corredato da un’immagine che lega indissolubilmente la bicicletta alla vita di tutti i giorni.

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale  al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale speciale: un nuovo trofeo per la vittoria del Tour de France 2018 consegnatogli al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato per il ciclista britannico in forza al Team Sky. Ospite della trasmissione televisiva domenicale della BBC, Sunday Brunch, Thomas è stato piacevolmente sorpreso da un inaspettato fuori programma che gli ha certamente riempito il cuore.

Lo scorso mese di luglio  Geraint  è stato vittima del furto del trofeo ricevuto per la vittoria della Grande Boucle durante un evento organizzato da uno sponsor. Al di la del valore del trofeo la perdita era soprattutto a livello affettivo legata alla vittoria più importante ottenuta in carriera dal forte corridore gallese. Il ciclista inglese era stato anche “bonariamente” irriso da Lance Armstrong.

Durante Sunday Brunch il britannico ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France:

“Grazie di avermi ospitato, mi sono davvero divertito! La dieta è andata a farsi benedire per un’ora ma… e che strepitoso premio. Adesso sulla strada del BBCSPOTY per celebrare un anno brillante per lo sport britannico“, ha scritto Thomas sui propri profili social network

Geraint Thomas ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France al Sunday Brunch questa mattina prima di recarsi allo SPOTY. Un grande ringraziamento all’A.S.O. per aver organizzato la sostituzione” è stato il ”cinguettio” Team Sky.

Geraint Thomas qualche settimana fa ha ricevuto il premio di ‘sportivo dell’anno in Galles’ e in quell’occasione ha parlato dei suoi obiettivi per il 2019:

“Ho un conto aperto con il Giro per gli accadimento del 2017 ma il Tour è troppo ravvicinato e da campione uscente sarebbe stupido presentarmi non al massimo della forma. Avrò il dorsale numero uno e proverò a difendere la maglia gialla”.

Naturalmente Thomas dovrà vedersela con avversari agguerriti il primo dei quali è un compagno di squadra: proprio la scorsa settimana Chris Froome ha infatti spiegato come l’obiettivo della sua stagione sarà vincere il quinto Tour de France.

“Se entrambi volessimo andare al Tour al 100% della nostra condizione potremo dare davvero spettacolo. Con Chris c’è intesa, in allenamento ci spingiamo l’uno con l’altro a dare sempre il massimo. Chiaro che ognuno di noi ha le proprie ambizioni e sono certo che Chris voglia tornare al Tour per vincerlo”.

Terminata la stagione 2019, ma probabilmente già dal prossimo luglio, sia Froome che Thomas dovranno fare i conti con la capacità della dirigenza del Team Sky di far fronte all’uscita di scena del main sponsor che tanto sta facendo parlare e scrivere in questi giorni.