Storia del ciclismo in 100 oggetti la recensione

Storia del ciclismo in 100 oggetti di Suze Clemitson

Storia del ciclismo in 100 recensione del libro di Suze Clemitson edito in Italia da Mondadori Electa racconta lo sport del pedale attraverso i suoi simboli

Storia del ciclismo in 100 oggetti

Storia del ciclismo in 100 oggetti

Storia del ciclismo in 100 oggetti, libro scritto dalla giornalista sportiva de The Guardian Suze Clemitson  ch, ha creato il sito Total Women’s Cycling e il blog Cyclingtips, racconta lo sport delle due ruote attraverso i suoi simboli.

La Clemitson ha scritto questo libro per venire in contro alle curiosità degli appassionati di ciclismo ma anche per chi si è affacciato da poco al nostro sport. Seguendo il TV le cronache dei grandi Giro spesso accade di dare per scontato (o per conosciuto) alcune informazioni che in realtà nascondono retroscena o genesi assolutamente intriganti.

Questo libro, ricco di fotografie e illustrazioni, racconta l’evoluzione di uno sport identificato originariamente anche come mezzo di trasporto che ha segnato l’evoluzione della società e con essa è diventato strumento di entertainment televisivo.

Il libro scritto da Suze Clemitson in Italiaè edito  da Mondadori Electa e può essere un regalo assolutamente azzeccato per un amante del ciclismo particolarmente curioso. Sapete chi ha inventato il deragliatore della bicicletta o perché la maglia di leader del Tour de France è gialla? La risposta a questa e ad altre curiose domande la troverete sfogliando le pagine di Storia del ciclismo in 100 oggetti.

Nelle  224 pagine del libro, ogni oggetto viene corredato da un’immagine che lega indissolubilmente la bicicletta alla vita di tutti i giorni.

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale  al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale speciale: un nuovo trofeo per la vittoria del Tour de France 2018 consegnatogli al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato per il ciclista britannico in forza al Team Sky. Ospite della trasmissione televisiva domenicale della BBC, Sunday Brunch, Thomas è stato piacevolmente sorpreso da un inaspettato fuori programma che gli ha certamente riempito il cuore.

Lo scorso mese di luglio  Geraint  è stato vittima del furto del trofeo ricevuto per la vittoria della Grande Boucle durante un evento organizzato da uno sponsor. Al di la del valore del trofeo la perdita era soprattutto a livello affettivo legata alla vittoria più importante ottenuta in carriera dal forte corridore gallese. Il ciclista inglese era stato anche “bonariamente” irriso da Lance Armstrong.

Durante Sunday Brunch il britannico ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France:

“Grazie di avermi ospitato, mi sono davvero divertito! La dieta è andata a farsi benedire per un’ora ma… e che strepitoso premio. Adesso sulla strada del BBCSPOTY per celebrare un anno brillante per lo sport britannico“, ha scritto Thomas sui propri profili social network

Geraint Thomas ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France al Sunday Brunch questa mattina prima di recarsi allo SPOTY. Un grande ringraziamento all’A.S.O. per aver organizzato la sostituzione” è stato il ”cinguettio” Team Sky.

Geraint Thomas qualche settimana fa ha ricevuto il premio di ‘sportivo dell’anno in Galles’ e in quell’occasione ha parlato dei suoi obiettivi per il 2019:

“Ho un conto aperto con il Giro per gli accadimento del 2017 ma il Tour è troppo ravvicinato e da campione uscente sarebbe stupido presentarmi non al massimo della forma. Avrò il dorsale numero uno e proverò a difendere la maglia gialla”.

Naturalmente Thomas dovrà vedersela con avversari agguerriti il primo dei quali è un compagno di squadra: proprio la scorsa settimana Chris Froome ha infatti spiegato come l’obiettivo della sua stagione sarà vincere il quinto Tour de France.

“Se entrambi volessimo andare al Tour al 100% della nostra condizione potremo dare davvero spettacolo. Con Chris c’è intesa, in allenamento ci spingiamo l’uno con l’altro a dare sempre il massimo. Chiaro che ognuno di noi ha le proprie ambizioni e sono certo che Chris voglia tornare al Tour per vincerlo”.

Terminata la stagione 2019, ma probabilmente già dal prossimo luglio, sia Froome che Thomas dovranno fare i conti con la capacità della dirigenza del Team Sky di far fronte all’uscita di scena del main sponsor che tanto sta facendo parlare e scrivere in questi giorni.

 

 

 

 

Savio: ciclismo italiano in un momento drammatico

Savio parla del futuro del ciclismo tricolore

Savio team manager della Androni Giocattoli Sidermec parla del futuro del ciclismo italiano e mondiale dopo la riforma UCI

Savio teme per il ciclismo italiano

Savio teme per il ciclismo italiano

Savio, team manager della Androni, parla della situazione del ciclismo mondiale e italiano alla lice dalla riforma voluta dall’UCI (Unione Ciclistica Internazionale). L’ Androni Giocattoli Sidermec ha chiuso il 2018 con all’attivo qualcosa come 36 vittorie, un vero record per un team Professional che tra mille difficoltà dello sport del pedale riesce sempre a battagliare a testa alta.

Gianni Savio ha voluto dire la sua sulla situazione del ciclismo italiano e sul futuro di quello mondiale:

“L’UCI aveva preso in considerazione una riforma assolutamente interessante che voleva portare il World Tour a 15 squadre. Poi dopo i mondiali austriaci vi è stato un dietrofront volto al mantenimento delle attuali 18 formazioni. Non penso però che il movimento sia in grado di sostenere 18 grandi squadre. Molte formazioni puntano tutto sul Tour de France e presentano sia al Giro che alla Vuelta formazioni non all’altezza della competizione tanto che i media hanno spesso definito questi Team delle squadre fantasma. Alcune formazioni portano addirittura le terze linee o schierano al via atleti demotivati.

I miei corridori dopo la riunione del mattino sono  motivati e vanno al villaggio di partenza sorridenti e pronti a godersi la corsa e questo penso lo si veda anche in corsa mentre in altri team vedi volti tristi e cupi fin dalla partenza della tappa”.

In una situazione come quella descritta da Savio, sono pochi i momenti di “luce” per il ciclismo tricolore che paga l’assenza di sponsor di alto profilo che consenta ai team italiani di investire ed emergere.

“Mi piace Don Chisciotte, lo trovo affascinante, ma personalmente non amo combattere contro i mulini a vento. Se vi saranno le condizioni per continuare con un team ne sarò felice, viceversa accetterò l’offerta di una Nazione straniera per andare a scoprire altri giovani talenti. Lottare è nel mio DNA e mi mantiene giovane ma questa riforma in cui le wild card si riducono a due squadre lascia come unica ancora di salvezza per il ciclismo italiano la Ciclismo Cup” ha dichiarato Gianni Savio.

 

Per ciò che concerne gli scenari che coinvolgeranno direttamente il team di Savio, il manager è stato come sempre schietto:

“ho convinto gli sponsor con un progetto serio che riguarda i giovani, abbiamo lanciato talenti del livello di Ballerini, Masnada, Vendrame, Sosa e  Egan Bernal che sono certo a breve vedremo sul podio al Tour de France. Non pretendo che una squadra solo perché italiana debba essere invitata al Giro ma bisogna valutare le qualità dei progetti. Ora se le wild card si riducono a 2 squadre su 25 sarà difficile rispondere alla domanda degli sponsor sulla nostra partecipazione al Giro. In questa situazione come può uno sponsor scegliere di sostenere il nostro sodalizio sportivo? Senza sponsor il ciclismo chiude e oggi il ciclismo italiano può contare solo su 4 formazioni Professional se le wild card si riducono l’ancora di salvezza, lo ripeto, è la Ciclismo Cup”.

Floyd Landis sfida Donald Trump

Floyd Landis sfida l’amministrazione americana

Floyd Landis sfida l’amministrazione americana per la nomina di Matthew Whitaker come procuratore generale statunitense

Floyd Landis

Floyd Landis

Floyd Landis sfida Donald Trump e l’amministrazione statale americana per la nomina di Matthew Whitaker come un nuovo procuratore generale
Landis, vincitore del Tour de France, ha sfidato l’amministrazione americana sulla nomina a procuratore generale statunitense di Matthew Whitaker.

Mentre la maggior parte della causa Landis-Armstrong è stata risolta all’inizio di quest’anno, parte del caso è rimasto pendente quando Whitaker è stato nominato all’inizio di novembre.

A segnalare la situazione è USA Today che evidenzia come lo stallo della situazione sia proprio legato al fatto che l’entrata in scena del nuovo procuratore del Dipartimento di Giustizia abbia indispettito Landis.

L’avvocato di Landis, Paul Scott, ha dichiarato: “Sebbene questa situazione possa potenzialmente andare contro i suoi interessi finanziari, Floyd fondamentalmente sta solo cercando di fare la cosa giusta qui.

Il 7 novembre, Donald Trump ha annunciato che Whitaker avrebbe sostituito il procuratore generale Jeff Sessions, (cacciato dal presidente). La nomina di Whitaker si è rivelata controversa, con figure statunitensi di alto livello che si oppongono alla sua posizione di  procuratore generale.
Landis sostiene che Whitaker non può essere considerato il legittimo capo del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti perché il Senato non ha approvato la sua nomina e ha chiesto alla Corte d’Appello degli Stati Uniti di dichiarare invalida la nomina.

Sempre secondo USA Today Landis, ex compagno di squadra di Armstrong, rischia di perdere qualcosa come 120.000 $ relativamente alla causa con Armstrong.

Nel 2010, Landis aveva intentato una denuncia contro Armstrong, sostenendo che il sette volte vincitore del Tour de France aveva evitato i controlli antidoping. All’inizio di quest’anno, Armstrong ha accettato di pagare $ 5 milioni di dollari di cui $ 750.000 a favore di Landis che ha sollevato il caso.

Landis aveva anche tentato di chiedere i danni anche a Bruyneel e Tailwind ma la sua richiesta non venne accolta. In tutta risposta Floyd fece appello alla sentenza ma dovetta abbandonare l’idea ottenendo circa120.000 $ ma ora questa cifra rischia di essere persa dall’ex ciclista americano proprio per via della sfida legale di Landis contro la nomina di Whitaker.

Landis: “il ciclismo non è più pulito di prima”

Landis inaugura un suo Team Continental

Landis inaugura il Floyd’s of Leadville Pro Cycling Team e a Cycling Weekly parla di doping e di ciclismo attuale

Landis torna nel ciclismo

Landis torna nel ciclismo

Landis storico gregario prima e accusatore poi di Lance Armstrong sta per tornare nel mondo del ciclismo. E’ di questi giorni la notizia della squalifica a vita di Johan Bruyneel, ex direttore della squadra US Postal e scopritore del talento americano. Floyd condivide con Lance il fatto di essere stato cancellato dall’albo d’oro del Tour de France. La vicenda di Landis è legata a doppia mandata con quella del Texano ma, va detto, rispetto al corridore di Austin le luci della ribalta (e di conseguenza gli ingaggi) sono calati assolutamente prima.

L’ex corridore non ha mai dimenticato l’amore per le due ruote e ha di recente acquisito una piccola squadra americana che navigava in cattive acque diventandone non solo direttore sportivo ma anche sponsor con la sua azienda che produce derivati della Cannabis.

Dalle pagine di Cycling Weekly, Landis ha voluto raccontare il suo progetto e dare la sua visione del ciclismo attuale sottolineando come l’immagine di pulizia che circola attorno allo sport del pedale sia probabilmente di sola facciata.

Landis è entrato tardi nel mondo del ciclismo professionale ottenendo in breve tempo le simpatie del “Boss” Lance Armstrong.I rapporti tra i de si sono poi deteriorati tanto che Floyd passò alla Phonak con la cui maglia vinse, in modo rocambolesco, il Tour de France 2006 salvo poi risultare positivo ad un controllo antidoping che gli costò il titolo (positività al testosterone).

Terminata la squalifica il corridore americano cercò di rientrare nel mondo dei “pro” chiedendo aiuto proprio all’ex capitano che nel frattempo era tornato alle corse in maglia Astana, ricevendo un secco no, Landis decise di vendicarsi aprendo il vaso di Pandora del doping targato Armstrong-US Postal.

L’ex campione texano ha dovuto indennizzare Floyd con 750.000 dollari, e forse proprio con quei soldi oggi Landis ha rilevato un piccolo team Continental canadese che prenderà il nome di Floyd’s of Leadville Pro Cycling Team.

Landis ha ripreso a parlare del fenomeno doping che secondo lui è ancora nettamente presente nel ciclismo:

“Il ciclismo è più pulito di una volta? Assolutamente no e nulla cambierà finché esisterà la WADA. Al suo posto ci vorrebbe una organizzazione che sia indipendente dal Comitato Olimpico. Questo è il cuore del problema”.

Gilbert non ha intenzione di smettere di correre

Gilbert: non smetto di correre!

Gilbert nonostante la rottura della rotula di questa estate il veterano della Quick-Step Floors non ha alcuna intenzione di smettere col ciclismo

Gilbert non lascia

Gilbert non lascia

Gilbert, corridore veterano della Quick-Step Floors, ha dichiarato che dopo che si è fratturato la rotula al Tour de France non ha minimamente preso in considerazione l’ipotesi di ritirarsi dal ciclismo professionistico.

La36enne stella del ciclismo belga è tornata due mesi dopovincendo il GP d’Isbergues e ora è impegnato nel sud della Cina al Giro del Guangxi.

“Perché dovrei pensare di smettere? Quando ti piace il tuo lavoro, non c’è motivo di smettere. Quando pensi che sia il momento di fare qualcosa di diverso, allora è solo il momento di smettere ma a me correre in bicicletta piace ancora da matti”

ha dichiarato il belga al sito di informazione ciclistica VeloNews.com

Philippe Gilbert si è schiantato lungo una discesa nella sedicesima tappa del Tour, ha portato a termine la frazione ma si è poi dovuto ritirare ed in tanti hanno dato per finita non solo la sua stagione ma anche la sua carriera.

“Gli incidenti si verificano durante tutto l’anno: a volte hai meno fortuna e ti rompi un osso come è accaduto a me ma ho lavorato duramente per tornare e sono felice di correre di nuovo. Certo ho perso un po’ di smalto ma quest’inverno lavorerò molto per tornare la prossima stagione con la stessa forma”.

Gilbert ha vinto il campionato del mondo nel 2012 sul Cauberg e quest’anno, nonostante l’incidente, ha contribuito alle 71 vittorie della Quick-Step.

“Ci sono molte gare che voglio ancora vincere. E alcuni voglio vincere per una seconda o terza volta, alcune gare sono davvero belle. Voglio provare e fare del mio meglio. Sono orgoglioso del lavoro di squadra che abbiamo svolto, il ciclismo è ancora uno sport in cui lo spirito di squadra è importante e gioca un ruolo nella tattica. A volte sei capitano protetto e in corsa per la vittoria, a volte devi essere tu a proteggere gli altri. Questo è il ciclismo. “

 

Armstrong twitta: “Thomas la coppa te la do io”!

 Armstrong twitta ironizzando sul furto della coppa

Armstrong twitta a Thomas: “se cerchi una coppa tela do io” intervento a gamba tesa dell’ex ciclista texano non nuovo ad affermazioni forti

Armstrong Twitta a Thomas

Armstrong Twitta a Thomas

Armstrong twitta un post non proprio politically correct verso Geraint Thomas vincitore del Tour de France 2018 in relazione allo spiacevole episodio di cui il britannico è stato l’incolpevole vittima.

Qualche giorno fa, a margine di un evento organizzato da Pinarello, il campione britannico è stato “alleggerito” del trofeo commemorativo della vittoria alla Grande Boucle 2018.

“Nessuno potrà portarmi via le emozioni e i ricordi di quest’estate” ha dichiarato Thomas palesemente allibito per lo spiacevole accadimento ed  è palese che perdere il simbolo di una vittroria così prestigiosa abbia un valore intrinseco superiore a quello materiale.

La notizia del furto ha chiaramente suscitato reazioni di sdegno da parte degli addetti ai lavori e degli appassionati di ciclismo. 

A intervenire sulla questione è stato colui il quale nell’albo d’oro non figura ma che in casa detiene sette trofei commemorativi della vittoria finale: Lance Armstrong.

“Che peccato, amico. Ne ho 7 di questi a casa, se vuoi te ne presto uno”. 

e’ il post pubblicato su Twitter dal ciclista texano. Resta da capire se il tono del messaggio fosse serio o vagamente ironico. Quello che è certo è che, dopo aver teso la mano all’ex “nemico” Jan Ullrich, ora il corridore di Austin pare aver preso a cuore la situazione del 32enne membro del Team Sky.

Lance Armstrong è stato squalificato a vita nel 2012 per doping.

 

Quanto guadagnano i corridori alla Vuelta 2018?

Quanto guadagnano i corridori alla corsa iberica?

Quanto guadagnano i corridori alla Vuelta Espana 2018? Il montepremi è in crescita ma non ancora paragonabile ai premi di Giro d’Italia e Tour de France

Quanto guadagnano i corridori che vinceranno la Vuelta Espana

Quanto guadagnano i corridori che vinceranno la Vuelta Espana

Quanto guadagnano i corridori che vinceranno la Vuelta Espana? Va anzitutto detto che l’organizzazione della corsa spagnola hanno deciso di incrementare il montepremi dell’edizione 2018 grazie a un aumento del 15% rispetto a quanto messo a disposizione lo scorso anno.

La corsa spagnola resta però ancora molto indietro rispetto agli altri due Grandi Giri a tappe. Giro d’Italia e Tour de France restano ancora inarrivabili per la Vuelta se pensiamo che il montepremi della corsa rosa è circa il doppio di quello della corsa iberica senza parlare del gap assolutamente incolmabile con la Grande Boucle (che ha un montepremi tre volte più ampio).

Al Tour de France viene garantito un Montepremi assolutamente  succulento di 2,2 milioni di euro, quindi 700mila euro in più rispetto a quanto visto in occasione dell’ultimo Giro d’Italia 

 

Quanto guadagnano i corridori alla Vuelta Espana 2018? 

Come detto, la Vuelta a España 2018 sarà caratterizzata da un montepremi più ricco ma la corsa a tappe in terra iberica si conferma come la più povera.

Il trionfatore della Vuelta di Spagna porterà a casa infatti di “appena” 150mila euro, solo 57mila andranno al secondo classificato mentre il terzo gradino del podio consentirà di incamerare 30mila euro.

Il premio per le vittorie di tappa è uguale a quello offerto dal Giro e Tour con 11.000 euro a chi taglia il traguardo a braccia levate. Naturalmente vengono garantiti premi anche per la maglia della classifica a punti (11mila euro), per quella degli scalatori (13mila euro) e per la speciale classifica della “combinata” (11mila euro).

Chiaramente i “big” del ciclismo mondiale possono contare non solo sui premi delle corse (che spesso “devolvono” al team) ma soprattutto sui loro ingaggi.

Filippo Ganna verso la firma con il Team Sky

Filippo Ganna verso il cambio di squadra

Filippo Ganna verso la firma con il team britannico lascia la UAE Emirates con l’obiettivo di crescere nelle prove in pista in vista di Tokyo 2020

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso la  firma del contratto con il Team Sky. La notizia non è ancora stata ufficializzata dalle parti ma le voci ormai sono troppe per essere solo voci tant’è che è apparso qualche giorno fa un articolo su La Gazzetta dello Sport che ne dava per certa la soluzione positiva.

Il due volte Campione del Mondo dell’inseguimento individuale vestirà dunque i colori della corazzata inglese in cui militano Chris Froome e Geraint Thomas fresco vincitore del Tour de France.

Se appare ormai chiaro che il forte e talentuoso 22enne abbia firmato per la Sky, è importante capire quali sono le opportunità che si aprono per l’atleta italiano. Secondo indiscrezioni è stato predisposto un piano di crescita e di “formazione”. Filippo Ganna si è più volte confrontato con il suo manager Giovanni Lombardi e insieme hanno studiato gli obiettivi dei prossimi anni: cercare di conquistare l’oro col quartetto alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e il Mondiale a cronometro.

Ganna sembra voler seguire la parabola già vista con Elia Viviani che  tra il 2015 e il 2017 ha indossato la maglia della Sky andando poi a conquistare  l’oro nell’omnium alle Olimpiadi di Rio 2016. Il passaggio al Team Sky consentirebbe a Ganna di poter utilizzare biciclette Pinarello che sono utilizzate anche dal quartetto nazionale.

Il Team Sky probabilmente il team più importante (e discusso) del World Tour con grandissimo potenziale economico e di fascino. Secondo alcune voci Brailsford ha adocchiato Filippo già da under 23 per la squadra ‘development’ ma Ganna aveva già siglato un accordo con la Lampre diventata poi UAE.

Pare siano stati in tanti i team ad avanzare una proposta al giovane campione tra cui la Quick Step Floors, la BMC (che cambierà denominazione in CCC)  ma i britannici hanno anticipato i tempi e già da qualche mese, pare, siglato un preaccordo.

 

Vincenzo Nibali correrà la Vuelta a España

Vincenzo Nibali correrà in Spagna

Vincenzo Nibali correrà la Vuelta a España tappa fondamentale in preparazione dei prossimi Mondiali di Innsbruck

Vincenzo Nibali correrà alla Vuelta di Spagna

Vincenzo Nibali correrà alla Vuelta di Spagna

Vincenzo Nibali correrà alla Vuelta di Spagna, al via  il prossimo 25 agosto, ora la notizia è ufficiale. L’appuntamento sarà un punto chiave in vista dei Mondiali di Innsbruck in programma domenica 30 settembre. La decisione è stata resa nota dopo una importante riunione con lo staff tecnico e medico del team, presenti il medico Emilio Magni, Paolo Slongo, il massaggiatore Michele Pallini e l’osteopata Gianluca Carretta.

 

L’obiettivo di Enzo è quello di arrivare pronto all’appuntamento più importante dell’anno rappresentato del Mondiale Austriaco. Per accelerare i tempi di recupero, lo Squalo dello Stretto si è sottoposto a un intervento chirurgico alla decima vertebra toracica infortunata dopo la caduta al Tour de France causata da un tifoso.

La corsa a tappe iberica prenderà il via il prossimo 25 agosto e Vincenzo raggiungerà la Spagna al 22 ma prima dovrà continuare con le terapie previste dal protocollo affiancandole ad allenamenti quotidiani di 3 o 4 ore sulle strade tra Lugano e Mendrisio in Svizzera.

Vincenzo Nibali correrà: i pensieri del siciliano

 

Vincenzo Nibali ha dichiarato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport le sue impressioni circa la sua condizione fisica:

“Per ora ho valori abbastanza bassi ma  è importante che, anche forzando, non ho avuto dolori, che invece sento ancora un pochino quando resto tanto tempo nella stessa posizione. Il peso è più o meno quello del Tour e questo è già un buon segnale“.

Positivo anche Paolo Slongo che si dice favorevolmente sorpreso dai tempi di recupero dall’intervento chirurgico dimostrati dal ciclista siciliano:

 “Appena dieci giorni fa avremmo messo la firma per essere in queste condizioni. Stiamo lavorando per la Vuelta, ma abbiamo ancora tanto allenamento da svolgere: Vincenzo sta sempre meglio e guarda avanti, è rilassato, però dobbiamo essere cauti”.

Vincenzo ha già corso la Vuelta in cinque occasioni, con un successo e due secondi posti nel 2013 e 2017 ma in questa edizione l’unico suo obiettivo sarà quello di trovare la gamba giusta in vista dell’impegno iridato.