Katusha Alpecin dieci anni e una nuova maglia

Katusha Alpecin festeggia il decennale con una maglia tutta nuova

Katusha Alpecin

Katusha Alpecin: la nuova divisa

Katusha Alpecin presenta la maglia per festeggiare i dieci anni di attività del team: il design è identico a quello della annata appena terminata, con il rosso a fare assolutamente da padrone. Rispetto all’anno scorso, però, viene modificata la tonalità di colore della parte superiore del busto: non ci sarà più il consueto color bianco sostituito da un pallido celeste difficile da cogliere in un veloce colpo d’occhio.

L’occasione della celebrazione per la nuova maglia è stata anche il momento per svelare i piani di Ilnur Zakarin in vista della nuova stagione. Il russo ha dichiarato come suo obiettivo stagionale il Tour de France andando contro quelle che erano le sue parole di qualche settimana fa in cui pareva essere il Giro d’Italia l’obiettivo principale del capitano della Katusha Alpecin.

Il russo però non ha completamente chiuso le porte alla sua partecipazione alla corsa rosa, eventualmente con velleità inferiori alle precedenti: “andrò in Francia per fare del mio meglio, l’obiettivo è entrare nei primi cinque della classifica generale ma so che non sarà per nulla facile. Per mie caratteristiche so che nella terza settimana posso dare qualcosa in più degli altri, tutto dipenderà da che posizione in classifica avrò in quel momento. Altre corse a tappe? Non so ancora se prendere parte a Giro o Vuelta, vedremo cammin facendo”.

 

Rigoberto Uran: obiettivi Tour e Mondiale

Rigoberto Uran dichiara gli obiettivi per la stagione 2018

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran è stato premiato  nella giornata di ieri come miglior sportivo del suo paese (la Colombia) per l’anno 2017 in una serata che ha visto ricevere il premio come miglior giovane sportivo colombiano ad un altro ciclista: Fernando Gaviria.
Per Ciccio è stata una stagione per certi versi ad li sopra delle aspettative, in particolare la sua performance al Tour de France e la vittoria alla Milano-Torino hanno fatto ricredere molte persone che lo avevano precocemente dato per “finito”.

A margine della cerimonia di premiazione, Rigoberto Uran ha rilasciato una intervista al quotidiano  El Espectador in cui ha parlato degli obiettivi per la stagione agonistica a venire che lo vedrà con la maglia della EF Education First-Drapac p/b Cannondale.
“Parteciperò al Tour de France con l’idea di provare a ripetere l’ottima prestazione del 2017, non sarà semplice ma ho voglia di mettermi fortemente in gioco – ha spiegato Rigoberto – spero di poter far parte della spedizione per il Campionato del Mondo di Innsbruck visto le caratteristiche del percorso”. Il primo obiettivo del il trentenne è quello di prendere parte con la propria squadra al neonato Colombia Oro y Paz di inizio febbraio.

 

 

 

Giro accorciato? No, Lappartinet, idea bocciata!

Giro accorciato? Secondo Lappartient la via è quella

Giro Accorciato

Giro Accorciato?

Giro accorciato? Pura follia quello che ha in mente il nuovo presidente dell’Uci David Lappartient. Una rivoluzione che personalmente non ci piace e che favorirebbe troppo il Tour de France a discapito della corsa italiana.

Dopo pochi mesi dalla sua elezione, il massimo dirigente UCI ha parlato di una serie di riforme che darebbero un volto molto diverso al ciclismo. Tutto è partito con l’idea di ridurre il numero di corridori che ogni squadra può schierare alle corse a tappe, per poi passare ai divieti per radioline o misuratori di potenza, poi ecco l’idea del salari cap. Fin qui si potrebbe anche essere d’accordo, ma ora arriva la stoccata che non ti aspetti e che andrebbe a scalfire la storia del ciclismo.

Giro accorciato? Lappartient: “il calendario è troppo affollato”

E’ ormai chiaro, il nuovo presidente dell’Uci David Lappartient vuole rivoluzionare completamente il mondo dei pedali, l’obiettivo della sua elezione è stato quello di creare un ciclismo più spettacolare e moderno. Una cosa sicuramente è stata ottenuta, quella di fare discutere e molto.

Secondo Lappartient, le tre settimane di corsa di Giro, Tour e Vuelta risultano essere eccessive e intasano il calendario: “I grandi giri occupano più di sessanta giorni di gara. Se andare a toccare il Tour è difficile, su Giro e Vuelta ci sono margini di confronto”.

Giro accorciato, Vuelta accorciata e il Tour?

L’idea di Lappartient pare essere quella di tagliare il Giro d’Italia e la Vuelta Espana di una settimana, ma di lasciare il Tour inalterato, facendolo diventare di fatto l’unica corsa al mondo di tre settimane. Questo sarebbe uno smacco alla tradizione e alla storia del ciclismo in nome, forse, di un modello di business premiante per il Tour che già gode di una platea planetaria.

Giro accorciato? Mauro Vegni rigetta l’ipotesi

Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, non ci ha pensato due volte a rispedire immediatamente al mittente la proposta di Lappartient: “Taglieremo una settimana solo se lo farà anche il Tour”, della serie o tutti o nessuno. In effetti, qui non si parla solamente di rivisitare il calendario internazionale ma di rivedere la storia del ciclismo mondiale. Il Giro, fin dagli anni trenta, si disputa sulla lunghezza di tre settimane e ha costruito la sua tradizione proprio sulla ritualità e sulla cadenza della lunghezza della corsa rosa.

Al momento, non si registrano prese di posizione da parte degli organizzatori della Vuelta Espana, ma siamo portati a credere che anche in terra iberica ci sia sconcerto per questa affermazione, quanto meno avventata, che potrebbe portare uno squilibrio competitivo (oltre che economico) tra quelli che da sempre vengono definiti “i Grandi Giri”.

Giro al via, Froome: “Italia sto arrivando”

Giro al via ci sarà anche il corridore del Team Sky

Giro al Via

Giro al Via anche Froome!

Giro al via anche Chris Froome, le indiscrezioni sono state completamente confermate e l’edizione 2018 si arricchisce del numero uno per le corse a tappe. Il britannico non sarà all’esordio assoluto alla corsa rosa ma sarà all’esordio come favorito numero uno per la vittoria. Eh già! Perché se Froome è tra i partenti di una corsa a tappe, è in automatico l’uomo da battere.

Giro al via: Froome viene per vincere!

Diciamocela tutta, lo sognavamo! Ma finché non è stato ufficiale, qualche dubbio sulla presenza del capitano del Team Sky l’abbiamo avuta tutti. Ora che è stata ufficializzata la sua presenza, beh ora sono cavoli per tutti, perché Froome non verrà per godersi il paesaggio italiano o per visitare Gerusalemme: “Ho vinto il Tour e la Vuelta e adesso ho l’opportunità di puntare al Giro, per me questa è un’opportunità per provare a vincere il terzo grande giro consecutivo. Sono veramente eccitato da questa sfida, è una motivazione tutta nuova per me vedere se riuscirò a realizzare qualcosa di speciale il prossimo anno”.

Froome, per chi non lo sapesse, è molto legato al nostro paese: “la mia carriera ciclistica è iniziata in Italia: ci ho vissuto per tre anni quando ho iniziato la mia carriera da professionista, quindi avere l’opportunità di tornare al Giro d’Italia, nella posizione in cui sono adesso, è una sensazione come di un cerchio che va a chiudersi” ha dichiarato.

Giro al via: Froome punta alla storia!

Chris Froome avrà due obiettivi: il primo vincere tre giri consecutivamente (Tour ’17, Vuelta ’17 e Giro 2018) e il secondo la doppietta con il Tour de France, riuscita l’ultima volta a Marco Pantani nel 1998.
“Abbiamo studiato a lungo questo progetto, non sarà per nulla facile provare a vincere Giro e Tour nello stesso anno ma il modo in cui abbiamo gestito le cose quest’anno mi rende fiducioso di poter puntare ad avere successi in entrambe le gare – ha dichiarato il britannico, che ha aggiunto- quest’anno ci sarà una ulteriore settimana di pausa tra Giro e Grande Bouclé e, potenzialmente, questo può rendere più gestibile e favorevole l’essere in grande forma in entrambe le gare. Il modo in cui abbiamo gestito il periodo tra il Tour e la Vuelta quest’anno è stata un’esperienza che ci ha insegnato molto e che si rivelerà utile nel 2018”

Giro Tour: obiettivo doppietta per Froome?

Giro Tour: il kenyano punta ad entrare nella storia

Giro Tour

Giro Tour: Froome ci prova

Giro Tour, secondo quanto annunciato dall’autorevole network olandese Telesport (e poi rilanciato dalle più importanti testate internazionali), Chris Froome dovrebbe tentare la doppietta nel 2018. Secondo gli olandesi, la notizia arriverebbe da una persona di rilievo all’interno di RCS Sports, organizzatore della Corsa Rosa. Il campione del Team Sky sarebbe dunque vicinissimo a partecipare alla corsa a tappe rosa, come insistevano forti indiscrezioni emerse nelle ultime settimane.

 

Dopo quattro Tour de France e dopo la doppietta Grande Boucle-Vuelta della scorsa stagione, se Froome dovesse riuscire nell’impresa nel 2018 entrerebbe definitivamente nel gotha del ciclismo.  La presenza di Froome al Giro d’Italia sarebbe grande onore per uno degli eventi sportivi più prestigiosi in assoluto del nostro paese. Per avere conferma definitiva di questo rumor, pare non sia necessario attendere a lungo e già questo mercoledì si potrebbe avere la conferma ufficiale, durante l’evento di presentazione della corsa.

Le uniche presenze del kenyano bianco alla Corsa Rosa risalgono al 2009 e al 2010 (suo primo anno in Sky): raccolse un 35esimo posto e una squalifica. Riuscirà nella storica impresa di vincere Giro e Tour nello stesso anno?

Sagan squalificato, decide il TAS di Losanna

Sagan squalificato: il caso finisce al Tribunale dello Sport di Losanna

Sagan squalificato

Sagan squalificato: presto riderà?

Sagan squalificato dal Tour de France 2017! Sono passati mesi dalla infelice (secondo la nostra opinione) scelta degli organizzatori della corsa di allontanare il Campione del Mondo dalla Grande Boucle e il caso fa ancora parlare.

La Bora Hansgrohe, team dello slovacco, ha deciso di inoltrare un ricorso al TAS di Losanna. Il Tribunale dello Sport è la massima autorità mondiale per la giustizia sportiva e la squadra di “Peto” ha deciso di ricorrere, ritenendo di aver subito un’ingiustizia per l’estromissione dalla corsa del suo capitano, da cui è conseguito un danno economico rilevante.

Sagan squalificato: scatto matto al Tour de France?

L’eventuale sentenza favorevole nei confronti del Team rappresenterebbe un precedente di particolare rilievo per Sagan, fuoriclasse della Bora Hansgrohe e, se accettato, potrebbe costringere le giurie delle gare ad un atteggiamento molto più prudente.

La squalifica di #PeterSagan è stato uno degli argomenti più dibattuti nel “pianeta ciclismo”. Il Campione del Mondo fu allontanato dalla corsa per aver allargato il gomito destro durante lo sprint (un movimento che portò alla caduta di Mark Cavendish), pur senza un evidente contatto. Dalle immagini pare evidente come il cambio di traiettoria del britannico abbia costretto lo slovacco ad allargare le braccia per mantenere l’equilibrio e non finire contro le transenne (tesi sostenuta dallo stesso in sede di difesa).

La squadra tedesca aveva già inoltrato lo stesso giorno un ricorso d’urgenza al TAS senza ottenere, però, la riammissione in corsa.

Sagan squalificato: il danno economico

E’ sicuramente difficile stabilire quanto abbia pesato la squalifica di Sagan  sul bilancio della Bora Hansgrohe. Quello che è sicuro è che la squadra ha investito milioni di euro sul campione slovacco e l’estromissione dal Tour de France, dopo appena quattro giorni per un episodio molto dubbio, ha portato certamente ad un danno economico rilevante, considerando la visibilità planetaria della corsa francese.

Vedremo ora come il TAS di Losanna vorrà valutare, il prossimo 5 dicembre, la causa che oppone la Bora Hansgrohe all’UCI e che potrebbe chiamare a testimoniare lo stesso Peter Sagan.

 

Bradley Wiggins: incredibile trasformazione

Bradley Wiggins irriconoscibile per prepararsi ad una nuova sfida.

Bradley Wiggins

Bradley Wiggins

Bradley Wiggins, ex campione plurititolato tra strada e pista, a distanza di alcuni anni dal suo ritiro riesce ancora a far parlare di sé con una costanza incredibile. Il britannico è da sempre personaggio camaleontico e non stupiscono le sue metamorfosi come quando da corridore passava dall’inseguimento al Tour de France fino al pavè.

Bradley Wiggins ha da tempo riposto la bicicletta ma non ha dimenticato il suo amore per lo sport, infatti ha di recente postato sui suoi profili social una foto da cui si evince una metamorfosi fisica davvero impressionante se si equipara al periodo in cui era un ciclista professionista. Da quanto pare il fisico da superatleta palestrato è stato ottenuto grazie a specifici allenamenti per il canottaggio.

Bradley Wiggins nato per gareggiare!

Bradley Wiggins ha iniziato come pistard, raggiungendo risultati straordinari nell’inseguimento individuale e a squadre e nell’americana, con titoli mondiali e olimpici. Raggiunti gli obiettivi che si era posto il passaggio alla strada è stato inevitabile cosi come la volontà di cimentarsi nella corsa più popolare al mondo: Il Tour de France. La forza di volontà e la sua proverbiale magrezza immortalata in molte foto l’hanno portato (assieme ad un percorso, va detto, assolutamente ritagliato sulle sue caratteristiche) a conquistare la corsa francese.

Bradley Wiggins: il camaleonte!

Bradley Wiggins non è un tipo che si accontenta, anzi nel corso degli anni ha accettato numerose sfide portandole spesso in porto con assoluto successo. Proprio l’innata voglia di competere potrebbe essere la molla che ha spinto Sir. Wiggins a questo trasformazione fisica.  Ha vinto ancora un oro olimpico a Londra nella cronometro, prima di lasciar perdere le corse a tappe e dare un’altra svolta alla propria carriera per tentare l’assalto alla Parigi Roubaix. La classica del nord non è entrata nel palmares del britannico ma le caratteristiche di passista, accentuata dai tanti allenamenti, lo hanno portato a conquistare il Record dell’Ora e vincere un Oro Olimpico a Rio 2016.

Bradley Wiggins: Obiettivo Tokyo 2020?

 La foto postata sui social è l’emblema di come la dedizione all’allenamento e la preparazione mentale abbia trasformato il suo fisico per diventare un perfetto canottiere (disciplina di grande importanza oltremanica). Ora il campione britannico vuole arrivare fino ai Giochi di Tokyo 2020. Wiggins si sta allenando con grande intensità nel canottaggio, un’avventura davvero sorprendente e totalmente diversa dal precedente sport in cui la massa muscolare spesso non è funzionale alle vittorie nei grandi giri. L’ex capitano del Team Sky ha completamente modificato il suo fisico per l’ennesima volta in attesa dell’ennesima sfida.

Riuscirà Bradley Wiggins a conquistare un altro alloro Olimpico in una nuova disciplina? Per ora si gode il fisico davvero statuario degno di un lottatore di Wrestling.

Valverde sempre più vicino al rientro

Valverde si sta allenando per il rientro nella stagione 2018

Valverde

Valverde si allena duramente

Valverde sta lavorando sodo per preparare il rientro nella stagione 2018. La Movistar ha bisogno della sua esperienza in corsa e negli allenamenti nonché del suo contributo per la “battaglia delle Classiche”. Il 2017 di Alejandro Valverde era partito molto bene e lasciava prevedere un Tour de France di buon profilo ma proprio nella corsa francese è stato vittima di un bruttissimo incidente che gli ha precluso la possibilità di prendere il via ad altre gare.

Il corridore iberico del Team Movistar di Eusebio Unzué ha come obiettivo principale quello di recuperare la condizione per dedicarsi alle classiche ed eventualmente dare supporto ai capitani nel grandi giri a tappe.

Alejandro Valverde ha ripreso ad allenarsi con la bicicletta da qualche settimana per testare le condizioni della gamba infortunata nel terribile impatto con l’asfalto alla cronometro del Tour de France in cui la sua rotula si è rotta. Attualmente le sessioni di allenamento sono svolte a Dubai con una serie di esercizi di rafforzamento del tono muscolare.

Per farsi trovare pronto per la prima parte della stagione 2018 Alejandro Valverde si sta dedicando, appunto, al rafforzamento del quadricipite e ha postato un video su Twitter di lui in palestra in cui effettua un esercizio volto ad aumentare la forza d’impatto sui pedali.

 

Giro: al via anche Chris Froome?

Giro: indiscrezioni vogliono il kenyano bianco al via della corsa rosa

Giro

Giro: Il trofeo

Giro 2018, il 29 novembre verranno tolti i veli alla corsa rosa ma a farla da padrone sono i rumors sulla presunta presenza di Chris Froome a Gerusalemme per la partenza dell’edizione del prossimo anno. A dare il via alla serie di indiscrezione è stato il “The Time“, quotidiano inglese, che ha annunciato che il management del Team Sky sta “prendendo in seria considerazione l’ipotesi” che Froome prenda il via al prossimo Giro d’Italia.

Sicuramente il gruppo RCS sta facendo una corte serrata al corridore tanto che alcune voci vogliono una terza settimana più “soft” rispetto al normale per incentivare la presenza del leader della Sky. Se da una parte, dunque, l’organizzazione preme per avere il kenyano in corsa, dall’altra è lo stesso Chris a voler inserire nel suo già ampio palmares anche il Giro, così da poter essere inserito nella lista degli immortali come il belga Eddy Merckx ed il francese Bernard Hinault, unici a vincere tutti e tre i grandi giri di fila (non nello stesso anno). L’altro obiettivo è quello di entrare nel club dei sette che hanno fatto quello che in Gran Bretagna è definito il “Tiger Slam” (dal nome del noto golfista Tiger Woods che ha vinto i 4 tornei principali del golf) cioè aver conquistato tutte e tre le maglie del vincitore dei Grandi Giri.

Altro obiettivo di Froome è conquistare la doppietta Giro-Tour come accadde per l’ultima volta nell’oramai lontano 1998 all’indimenticabile Marco Pantani; la vittoria del Tour lo porterebbe a raggiungere il gotha del ciclismo mondiale ( Merckx, Hinault, Anquetil ed Indurain) a quota 5 vittorie (che è l’attuale record considerando la cancellazione delle sette vittorie di Lance Armstrong).

 

 

Lappartient vuole sei corridori per squadra!

Lappartient: Proposta shock del numero uno del ciclismo mondiale

Lappartient

Lappartient: Numero uno UCI

Lappartient, presidente dell’UCI, vuole cambiare nettamente le regole del ciclismo mondiale. Dopo essersi espresso in modo assolutamente negativo sull’uso delle radioline nei prossimi Mondiali di Innsbruck, ecco che Lappartient lancia la bordata contro il numero di corridori per squadra nelle corse a tappe: “un tempo si correva in dieci, poi siamo scesi a nove e poi a otto ma credo che il numero perfetto sarebbe sei atleti per team”. Dalla prossima stagione, infatti, ogni squadra potrà schierare 8 atleti nei grandi giri e 7 nelle altre prove previste in calendario.

Già questa rivoluzione, promossa per questioni di sicurezza in corsa, sicuramente in qualche modo andrà a mutare le strategie di gara. Oltre al discorso sicurezza, questo ipotetico stravolgimento dell’attuale situazione potrebbe rappresentare la volontà di tornare ad un ciclismo meno tattico, meno programmato a tavolino e più istintivo come da idee di Lappartient.

Togliere le radioline e ridurre i componenti dei team potrebbe essere considerato con un modo per limitare lo strapotere dei grandi team, su tutti il Team Sky che dall’alto del suo innegabile ruolo di compagine leader a livello mondiale non ha problemi a garantirsi organici in grado di presentare nove atleti ultra-competitivi nelle corse a tappe.

Vero che il talento di Chris Froome è superiore alla media ma, se si presentasse al via con 3 compagni in meno e senza il supporto strategico dell’ammiraglia siamo così sicuri che vincerebbe ancora le corse “in carrozza” come è accaduto in passato?