Nibali il mal di schiena non passa

Nibali il mal di schiena compagna di corsa?

Nibali il mal di schiena pare non voler passare e il siciliano si interroga sul mondiale e sul suo futuro professionale

Nibali il mal di schiena lo sente

Nibali il mal di schiena lo sente

Nibali il mal di schiena lo sente. Lo sente da quella maledetta caduta dello scorso luglio al Tour de France. Fin dai primi attimi successivi all’impatto con l’asfalto, il pensiero dei fans dello Squalo dello Stretto è andato al Mondiale di Ciclismo 2018 in cui Enzo è chiamato ad un ruolo di primaria importanza.

Quando abbiamo capito che per alleviare la pena (e le complicanze) prodotta dalla caduta era necessario un intervento chirurgico ad ognuno di noi è parso chiaro che la tappa della Vuelta Espana sarebbe stata solo volta a trovare la forma fisica ideale in vista della rassegna iridata.

Lo stesso Nibali aveva dichiarato che l’obiettivo della corsa iberica era per lui quello di raggiungere una condizione buona in vista del mondiale austriaco. Ora, dopo sole poche tappe dal via di Malaga, è palese che non vi sono possibilità di competere perla classifica ma quello che preoccupa e non poco, sono le parole del capitano della Bahrain-Merida.

Nibali il mal di schiena allarma!

E’ stato lo stesso campione siciliano a spiegare qualche settimana fa i suoi timori per poi esternarli dalle colonne della Gazzetta dello Sport le sue pessime sensazioni:

” Quando spingo per lungo tempo, la schiena mi fa male. E’ come se avessi una tendinite. Sono preoccupato. Miglioro, è vero ma più di tanto non posso fare”.

Quello che più preoccupa, però, non è lo scenario legato alla Vuelta quanto il timore che i postumi della caduta possano essere cronicizzati:

“Ho parlato con Sabatini che mi ha detto che, per esperienza, l’infortunio mi lascerà qualche doloretto. Sono preoccupato anche per il futuro. Lo stesso Izagirre mi ha confessato di aver impiegato mesi per rimettersi in sesto da un simile infortunio e ancora oggi ne sente i postumi”.

Insomma è inutile fasciarsi la testa ma è chiaro che in un sport professionistico il non essere al 100% pesa sulla mente (forse più che sul fisico) degli atleti.

“ La domanda se tornerò quello di prima, se la mia schiena tornerà com’era, me la faccio dal giorno dell’infortunio, è normale. E non ho risposte che mi tranquillizzano, oggi posso dire che sto soffrendo come un cane ma tengo duro”

Ha spiegato Vincenzo alla rosea

Stante questo quadro la sua partecipazione ai Mondiali di Innsbruck non è per nulla scontata: Nibali in un mondiale non andrà certo a fare la comparsa ma vuole essere protagonista e questo è legato a filo doppio alla condizione della sua schiena.

Geraint Thomas: voglio il Giro d’Italia

Geraint Thomas: voglio riscattare la caduta del 2017

Geraint Thomas: voglio vincere il Giro d’Italia 2019. La caduta di due anni fa pesa ancora nella mente del ciclista vicino al rinnovo con il Team Sky

Geraint Thomas: "voglio provare a vincere il Giro d'Italia 2019"

Geraint Thomas: “voglio provare a vincere il Giro d’Italia 2019”

Geraint Thomas: “voglio provare a vincere il Giro d’Italia 2019” sono queste le parole con cui il fresco vincitore del Tour de France

2018 ha rilanciato i programmi per l’anno venturo.

Il britannico ha fatto il suo ritorno nel circuito mondiale conquistando il Criterium Kortrijk Koerse, in Belgio ed è atteso, nella prossima settimana, al Giro di Germania (in programma dal 23 al 26 agosto) che torna ad essere inserito nel calendario dall’UCI.

Il vincitore del Tour 2018 non sarà al via della prossima Vuelta Espana ma, assieme al compagno Froome prenderà parte alla corsa di casa: il Tour od Britain che si svolgerà dal 2 al 9 settembre prossimi. Il Team Sky porterà anche l’olandese Wout Poels che in carriera ha vinto tre tappe in questa corsa.

 

Thomas ha parlato del suo futuro in termini di obiettivi personali:

“Il prossimo anno vorrei cimentarmi col Giro d’Italia, ne devo parlare con in team ma ci terrei tantissimo visto come sono uscito di scena lo scorso anno con quella brutta caduta. Provare a fare la doppietta Giro-Tour? Chris Froome e Tom Dumoulin hanno fatto una cosa incredibile quest’anno, roba davvero fantastica se pensiamo a quale sforzo viene richiesto ad un ciclista per tre settimane. Non so se ne sarei in grado, vedremo”

Geraint Thomas: voglio restare alla Sky

Una questione, apparentemente, ancora aperta è quella della posizione contrattuale tra il Team Sky e il 32enne ciclista gallese e lo stesso Thomas ha voluto chiarire la sua posizione:

“Alla Sky mi sento come a casa, la scorsa settimana ho fatto un un picnic con Chris Froome e sua moglie oltre che  Luke Rowe. Devo tutto al team, mi piacerebbe restare anche se non c’è ancora nulla di ufficiale non avendo firmato nulla. Sono comunque quasi sicuro di vestire ancora i colori della Sky, penso che la firma mancante possa arrivare già la prossima settimana”.

 

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire

Vincenzo Nibali ha paura di danni permanenti

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire completamente dai postumi della caduta e critica il “ciclismo diventato un circo”

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire al cento per cento dopo la brutta caduta che lo ha visto suo malgrado protagonista durante lo scorso Tour de France. Il siciliano stava correndo in modo accorto la prova francese quando, per colpa di un tifoso esagitato, è caduto violentemente a terra. Ora, nonostante la conferma della sua presenza alla Vuelta Espana 2018, teme di non poter recuperare al cento per cento dai postumi dell’incidente.

Lo Squalo dello Stretto si è “confessato” sulle colonne de La Gazzetta dello Sport:

“Guarirò? Questa è la domanda che mi faccio perché ho ancora nelle orecchie quel tremendo “clack” che ho sentito quando sono caduto”

Lo “coccole” dello staff che lo segue, a partire da Emilio Magni che lo cura come un figlio  passando per Michele Pallini (il massaggiatore) e Paolo Slongo, gli stanno rendendo il post intervento meno duro ma i dubbi restano.

L’obiettivo stagionale di conquistare la maglia iridata al Mondiale di Ciclismo di Innsbruck del 30 settembre è messo a dura prova dalla caduta della dodicesima tappa della Grande Boucle.

Vincenzo si sente meglio ma il periodo dopo la caduta è stato decisamente duro e non privo di preoccupazioni che non se ne sono ancora del tutto andate:

“La prima uscita in bici l’ho fatta pochi giorni dopo la morte di mio nonno che come me si chiamava Vincenzo Nibali, l’intervento mi ha reso un altro ma quel giorno mi ha staccato anche mio padre che mi ha chiesto se stavo bene. Venerdì ho ripreso ad allenarmi seriamente,  tre ore con un test per capire i miei valori attuali (un incrementale su 1,5 km in salita partendo da 3,5 watt/kg, con step di 30 watt fino alla soglia). Sono arrivato morto anche se non ho avuto particolari problemi. La mia condizione è simile a quella di gennaio e se sto troppo nella stessa posizione sento male, faccio fatica a ruotare il busto e le manipolazioni post-allenamento devono essere molto blande. Spero vivamente che la situazione migliori”.

Vincenzo Nibali ha poi parlato del particolare rapporto che si è creato tra ciclisti e tifosi. Il ciclismo, sport popolare per definizione, sta vivendo un momento delicato con tifosi spesso scalmanati e in evidente stato di ebrezza che correndo lungo la strada mettono a repentaglio l’incolumità dei ciclisti per non parlare della cattiva abitudine di accendere fumogeni.

“Ormai il ciclismo è diventato un circo, capisco la passione ma così non va bene, spesso i tifosi hanno un tasso alcoolico troppo elevato e pur di apparire in televisione fanno di tutto. Quando passiamo tra la folla siamo stretti tra il pubblico, le moto e le bandiere, dobbiamo pregare il cielo che la strada si apra davanti a noi. Pedaliamo alla cieca e questo non è tollerabile anche perché al Tour i team si giocano una grande parte della loro visibilità e il mio team ha avuto una grave perdita economica dal mio ritiro obbligatorio”

ha commentato a il siciliano circa i disagi che un pubblico così maleducato può comportare.

E non è una questione solo di soldi ma anche di salute, vi immaginate in altri sport un tifoso che prende un atleta ferito, lo solleva e lo rimette in sella?

“E’ una follia, ero a terra dolente e sono stato preso e sollevato senza le dovute precauzioni, sarebbe bastato un movimento scorretto e ora potevo essere immobile. Quando sono arrivato al traguardo non riuscito a scendere dalla bicicletta e ho capito che la mia situazione era grave. Sono rimasto shockato quando mi hanno devo che avrei rischiato tre mesi di stop”

ha detto ai giornalisti della Gazzetta.

Il problema dei comportamenti scorretti dei tifosi lungo le strade del Tour de France non ha toccato solo Nibali ma anche Chris Froome  e il siciliano ha sottolineato la cosa:

“Lui non si lamenta mai, ma vi pare giusto che Froome venga preso a schiaffoni mentre fa il suo lavoro? Ne ha preso uno anche un attimo prima della mia caduta. Corriamo in condizioni assolutamente folli.

Alessia Piccolo: “la Sky rischia di allontanare il pubblico”

Alessia Piccolo: “con la Sky il ciclismo diventa improponibile”

Alessia Piccolo amministratore delegato del Maglificio Alé, non le manda a dire al Team Sky in una intervista pubblicato su un noto portale di ciclismo

Alessia Piccolo

Alessia Piccolo

Alessia Piccolo, presidente del Team femminile ALÈ, si è così espressa in una intervista a tuttobiciweb.it sulla situazione che sta vivendo il ciclismo mondiale in relazione alla posizione della Sky:

“Se avessi una squadra come quella, che controlla tutto e tutti, rendendo il ciclismo assolutamente soporifero, sarei la prima ad oppormi. Non vorrei mai avere un team che uccide le corse e l’agonismo che fa della preparazione e della tecnica un limite e non un plus del ciclismo. L’immagine che il Tour sta dando del nostro sport è semplicemente imbarazzante”.

Alessia Piccolo ha deciso di gridare il proprio disappunto e la propria preoccupazione per i rischi che non solo la corsa francese ma tutto il movimento sta correndo per via della posizione “dominante” della squadra britannica.

Il marchio Alé è presente lungo le strade del Tour de France 2018 come sponsor tecnico della Groupama Fdj ma Alessia ha ben in mano il timone per condurre il suo team femminile lungo le prove mondiali. Proprio parlando di costituzione del team, la Piccolo ha dichiarato: “io non prenderei mai il meglio del ciclismo mondiale per soffocare di vittorie il movimento perché così facendo ucciderei l’agonismo che è deve essere reale, credibile e sano per mantenere in vita il ciclismo.

“L’approccio che sta avendo in questi anni il Team Sky un po’mi preoccupa: temo che l’idea, sicuramente supportata da un sistema strutturato e molto professionale, di controllo della corsa a tutti i costi, anche a spese della spettacolarità possa far annoiare il pubblico” ha affermato Alessia Piccolo.

La massima dirigente della Alè ha rincarato la dose: “Mi attirerò delle antipatie? Può essere ma spero di far uscire allo scoperto tante persone che la pensano come me. Sono la prima ad andare in bicicletta, faccio le mie corsette con le forze che ho e amo follemente il ciclismo ma con questo metodo il pubblico si allontana dal nostro sport in quanto lo spettacolo offerto è diventato improponibile”.

Nibali caduto per colpa di una moto

Nibali caduto, scoppia la polemica per l’organizzazione precaria

Nibali caduto per colpa di una motocicletta della Gendarmeria Francese, impazzano le polemiche sui social network, Joaquim Rodríguez non le manda a dire

Nibali caduto

Nibali caduto

Nibali caduto proprio mentre dimostra di essere uno dei più in forma in una delle tappe più mitiche del Tour de France con arrivo all’Alpe d’Huez. Nibali caduto per colpa di una moto… della Gendarmeria Francese.

La dinamica dell’incidente non è ancora del tutto chiato chiara, ma pare che la Bahrein Merida abbia chiesto alla giuria del Tour di annullare il ritardo accumulato da Nibali nella 12a tappa: 13’’ dal vincitore Geraint Thomas.

Tanta sfortuna per  Vincenzo Nibali vittima suo malgrado di uno stupido incidente proprio nelle fasi più concitate della tappa. Come detto le immagini non sono chiarissime ma sembra proprio che la caduta sia imputabile a una moto della Gendarmerie che per fare largo agli atleti tra le ali di folla in delirio abbia colpito e fatto cadere lo Squalo, ripreso poi dalle telecamere della TV dolorante mentre veniva aiutato a rialzarsi.

I fatti si sono accaduti a meno 3,5 km dalla conclusione in concomitanza con l’inizio dell’area transennata, tifosi con fumogeni accesi (ma quando capiranno l’idiozia di questa abitudine????) e motociclette impazzite sono stare un mix fatale per il corridore della Bahrain-Merida (che sembrava proprio in gas)

Nibali caduto: parla lo Squalo dello Stretto

” C’era Bardet davanti che aveva attaccato. Stavano passando le moto della polizia e io ho seguito Froome che stava attaccando a sua volta, ma c’è stato un rallentamento e sono finito a terra. Sono cose che possono accadere perché c’è tanto pubblico in questi restringimenti. Stavo bene, ci credevo fortemente, la gamba girava bene, avevo buone sensazioni. Ho fatto un attacco per vedere se qualcuno reagiva, ma l’idea era di scattare nel finale”

Nibali caduto, Rodriguez si arrabbia

Ecco che scoppiano le polemiche ed arriva un tweet di protesta di Joaquim Rodríguez, preparatore della Bahrain Merida, che dice senza mezzi termini: “Caro Tour, cosa avreste fatto se fosse accaduto a Froome?”

Thomas conquista l’Alpe, la Gendarmeria fa cadere Nibali

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez bissando la vittoria di La Rosiere, Nibali cade per colpa di una moto ma perde meno di quanto pensabile

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez ottenendo una splendida doppietta dopo aver vinto a La Rosiere, una bella vittoria per il gallese che mette tutti alle sue spalle nella 12^ tappa del Tour de France 2018.

Tra i migliori bene a Tom Dumoulin (Sunweb), Romain Bardet (Ag2R La Mondiale), Froome (Sky) e Mikel Landa (Movistar) mentre un capito a parte lo merita la incredibile situazione che ha coinvolto, suo malgrado, il nostro Vincenzo Nibali.

Doveva essere la giornata più spettacolare del trittico alpino e lo show non è mancato, per merito dei corridori e per colpa dell’organizzazione, ma andiamo per ordine. La tappa di oggi prevedeva Madelaine, Lacets de Montvernier e Croix de Fer per concludersi in vetta alla mitica Alpe d’Huez a quota 1850 metri (dislivello totale di 5000 metri).

Alla partenza manca Rigoberto Uran (EF Drapac), in grande difficoltà fin dalle prime tappe che ha deciso di alzare bandiera bianca. Fin dalle prime battute prende il largo una fuga comprendente alcuni uomini interessanti tra cui: Alejandro Valverde e Andrey Amador (Movistar), Steven Kruijswijk e Robert Gesink LottoNL-Jumbo), Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Serge Pauwels (Dimension Data), , Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Rafal Majka (Bora – Hansgrohe), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Tejay Van Garderen (BMC), Julian Alaphilippe (Quick Step Floors), Gorka Izagirre (Bahrain-Merida),

Kruijswijk, scollina in cima alla Croix de Fer con tre minuti sui primi inseguitori mentre il gruppetto dei migliori è a sei minuti. Il vantaggio dell’olandese comincia a calare sulla spinta dei big.

Ai meno dieci dall’arrivo ci prova Nibali ma si rialza quasi subito, è poi la volta di Nairo Quintana con il medesimo esito per via del forcing del Team Sky comandato dal giovane Egan Bernal che porta i big  ricucire lo strappo che aveva creato Kruijswijk per poi lasciare campo a Thomas e Froome.

La caduta di Vincenzo Nibali

Quando manca davvero poco alla vetta tra fumogeni e tifosi incivili che spingono e urlano ecco l’incredibile: una moto della Gendarmeria Francese nel tentativo di rimontare il gruppetto fa cadere lo Squalo dello Stretto. Vincenzo batte violentemente sull’asfalto, appare dolorante ma riparte con ancora più rabbia. Davanti c’è il bel gesto di  Froome, Thomas, Bardet e Roglic che decidono di aspettarlo ma ecco che il francese se ne infischia di tutto e parte all’attacco dando il via alla bagarre.

Ad imporsi è ancora Thomas che si conferma il più energico in salita e che consolida la leadership in generale. Con il medesimo tempo tagliano la linea d’arrivo Dumoulin, Bardet, Froome e Landa, mentre Nibali chiude a 13″ assieme a Roglic. A 47″ giunge uno spento Quintana.

In generale  Thomas ha un vantaggio di 1’39” sul compagno di squadra di Froome, 1’50” su Dumoulin e 2’37” su Nibali.

Vincenzo a fine tappa si dimostra fin troppo diplomatico: “C’era Bardet davanti che aveva attaccato. Stavano passando le moto della polizia e io ho seguito Froome  ma c’è stato un rallentamento e sono finito a terraSono cose che possono accadere perché il pubblico era davvero molto, peccato perché stavo bene, le gambe giravano e l’idea era proprio quella di attaccare nel finale”.

Groenewegen trionfa nella tappa di Chartres

Groenewegen trionfa sul traguardo di Chartres

Groenewegen trionfa a Chartres nella settima frazione del Tour de France 2018 battendo Fernando Gaviria e Peter Sagan. Van Avermaet resta leader

Groenewegen trionfa nella settima tappa

Groenewegen trionfa nella settima tappa

Groenewegen trionfa nella settima tappa del Tour de France 2018 dopo tanti passaggi a vuoto. Il velocista in forza alla LottoNL – Jumbo esulta sul traguardo di Chartres mettendosi alle spalle Fernando Gaviria (Quick Step Floors) e Peter Sagan (Bora – Hansgrohe).

Il Tour prevede la frazione più lunga di questa edizione con i suoi 231 km. Frazione lunga ma sicuramente poco impegnativa anzi, assolutamente priva di difficoltà.

Al chilometro 35 prova ad avvantaggiarsi Yoann Offredo (Wanty – Groupe Gobert) che, completamente ignorato dal gruppo, arriva a guadagnare circa 9 minuti di margine. L’unico momento di tensione si verifica quando, a circa cento chilometri dal traguardo inizia a tirare un forte vento laterale. A quel punto è la Ag2R La Mondiale a prendere l’iniziativa fratturando il gruppo in più tronconi. Nulla di sconvolgente in quanto poco dopo i gruppetti si ricompattano. L’unico accadimento è che il vantaggio di Offredo viene annullato.

Ritornata la calma prova  a partire è Laurent Pichon (Fortuneo – Samsic) che viene però ripreso ai meno trentacinque. Il gruppo si avvicina quindi alla volata, la Quick Step Floors si piazza  davanti all’ultimo chilometro, ma a sorprendere il favorito di giornata (Fernando Gaviria)è Groenewegen, il vincitore dei Campi Elisi nel 2017.

Terzo posto per Sagan davanti ad Aruand Démare (Groupama – FDJ). Ancora un piazzamento nella top ten per il nostro Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert). Non cambia nulla in classifica generale: Greg Van Avermaet (Bmc) resta leader della generale.

Tour de France 2018 diretta TV e diretta Streaming

Tour de France 2018 diretta TV: come seguire la corsa?

Tour de France 2018 diretta TV e diretta Streaming, tutte le informazioni sulla corsa francese in programma dal 7 al 29 luglio che vedrà al via anche Chris Froome

Tour de France 2018 diretta TV e diretta Streaming

Tour de France 2018 diretta TV e diretta Streaming

Tour de France 2018 diretta TV e diretta Streaming, grande copertura per la corsa ciclistica più importante al mondo che si svolgerà dal 7 al 29 luglio. Ingente dispiegamento di forza per le emittenti televisive di tutto il mondo che garantiranno la copertura integrale dell’evento.

Per gli appassionati italiani saranno due le emittente televisive coinvolte: RaiSport ed Eurosport che oltre alla consueta diretta TV consentiranno di poter assistere alla diretta in streaming su internet

Particolarmente accattivante la proposta di Eurosport Player, che garantisce il segnale anche senza intervalli pubblicitari offrendo, grazie al segnale internazionale, la copertura integrale di una parte delle tappe della Grande Boucle

La Grande Boucle, arrivata quest’anno alla 105ma edizione, si preannuncia una delle più spettacolari degli ultimi anni.

Il Tour de France 2018 sarà quindi visibile in streaming il su Rai Play, SkyGo ed Eurosport Player; saranno 21 le tappe in programma da seguire in diretta TV e Streaming a partire da sabato 7 luglio

Tour de France 2018 diretta tv: tutte le tappe

Tappa 1 (7 luglio 2018): Noirmoutier-en-l’Ile – Fontenay-le-Comte, 189 km

Tappa 2 (8 luglio 2018): Mouilleron-Saint-Germain – La Roche-sur-Yon, 183 km

Tappa 3 (9 luglio 2018): Cholet – Cholet, 35 km

Tappa 4 (10 luglio 2018):La Baule – Sarzeau, 192 km

Tappa 5 (11 Luglio 2018): Lorient – Quimper, 203 km

Tappa 6 (12 Luglio 2018): Brest – Mûr-de-Bretagne Guerlédan, 181 km

Tappa 7 (13 Luglio 2018): Fougères – Chartres, 231 km

Tappa 8  (14 Luglio 2018): Dreux – Amiens Métropole, 181 km

Tappa 9 (15 Luglio 2018): Arras Citadelle – Roubaix, 154 km

Tappa 10 (17 Luglio 2018): Annecy – Le Grand-Bornand, 159 km

Tappa 11 (18 Luglio 2018): Albertville – La Rosière 1850, 108 km

Tappa 12 (19 Luglio 2018): Bourg-Saint-Maurice – Alpe d’Huez, 175 km

Tappa 13 (20 Luglio 2018): Bourg-d’Oisans – Valence, 169 km

Tappa 14 (21 Luglio 2018): Saint-Paul-Trois-Châteaux – Mende, 187 km

Tappa 15 (22 Luglio 2018): Millau – Carcassonne, 181 km

Tappa 16 (24 Luglio 2018): Carcassonne – Bagnères-de-Luchon, 218 km

Tappa 17 (25 Luglio 2018): Bagnères-de-Luchon – Saint-Lary-Soulan col de Portet, 65 km

Tappa 18 (26 Luglio 2018): Trie-sur-Baïse – Pau, 172 km

Tappa 19 (27 Luglio 2018): Lourdes – Laruns, 200 km

Tappa 20 (28 Luglio 2018): Saint-Pée-sur-Nivelle – Espelette, 31 km

Tappa 21 (29 Luglio 2018): Houilles – Paris Champs-Elysées, 115 km

Tour de France 2018 dove gurdarlo

Programmazione Tour de France Rai Canale Tv diretta Tour
ore 13:45 – Anteprima Tour Rai Sport (canale 57 DDT)
ore 15 – Tour in diretta e Tour all’arrivo Rai 3
al termine della tappa – Processo alla tappa Rai 3 / Rai Sport
ore 23:30 Tour di Sera Rai Sport

 

Programma Eurosport Tour de France Canale Tv
pre tappa – Tour Extra Eurosport 1
dal primo km della tappa – Tour Live Eurosport 1
al termine della frazione – Tour Extra Eurosport 1

Nibali un fenomeno in discesa

Nibali batte la moto in discesa

Nibali si dimostra come sempre un fenomeno di abilità staccando la moto del team guidata da Slongo che lo seguiva il allenamento

Nibali una saetta

Nibali una saetta

Nibali è uno dei più grandi ciclisti dell’attuale panorama mondiale ciclistico. Non scopriamo certo ora le sue doti ma un video, diventato ormai virale sui Social Network, ne celebrano ulteriormente le capacità di discesista.

E’ stato, infatti, diffuso un filmato registrato durante un recente Training Camp in cui lo Squalo dello Stretto dimostra ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) di essere un fenomeno.

Avendo saltato il Giro d’Italia, Nibali è pronto per il Tour de France il prossimo mese, e spera fortemente di poter replicare la sua straordinaria vittoria nel 2014 quando il suo rivale Chris Froome si staccò sul pavé del nord della Francia.

Il video è stato postato dal Direttore Sportivo del Team Bahrain Merida, Paolo Slongo, e testimonia una folle discesa lungo le Dolomiti. Il DS che stava seguendo Vincenzo mostra il tachigrafo della moto su cui stava viaggiando riportare la velocità di 80km/h.

Il video è stato postato su Twitter con il cinguettio di Slongo: “Vincenzo non mi stacca in salita ma in discesa… che fatica a seguirlo…”

Lo start del Tour de France 2018 presenta tante difficoltà e il 33enne siciliano si sta già leccando i baffi all’idea di poter battagliare con il fresco vincitore del Giro d’Italia, Chris Froome.

Il corridore della Bahrain Merida arriverà al Tour de France 2018 forte dello splendido successo alla Milano-San Remo, ma anche con l’incognita del fatto che la miglior performance del siciliano è stata registrata alla Tirreno-Adriatico con un deludente 11esimo posto.

Team Sky attacca Bernard Hinault

Team Sky attacca il francese dopo le sue dichiarazioni

Team Sky attacca Bernard Hinault dopo che il francese ha suggerito di scioperare contro la presenza di Froome al Tour de France.

Team Sky attacca Hinault

Team Sky attacca Hinault

Team Sky attacca Bernard Hinault dopo che l’ex ciclista francese ha suggerito al gruppo di scioperare se il caso di Chris Froome positivo al Salbutamolo non viene risolto prima del via del Tour de France 2018.

Hinault ha chiesto ai corridori professionisti di smettere di essere “accondiscendenti” e di non correre se il campione in carica della Grande Boucle dovesse prendere il via.

Tuttavia, il Team Sky ha definito la leggenda del ciclismo francese “irresponsabile e male informata” in una dichiarazione rilasciata giovedì.

“E’ triste che Bernard Hinault abbia, ancora una volta, ripetuto commenti su un caso che chiaramente non capisce

“I suoi commenti sono irresponsabili e male informati. Chris non ha avuto un test positivo, piuttosto un risultato analitico negativo per un farmaco per l’asma prescritto. Chris, lo comprenderà anche Bernard, ha diritto di correre per un discorso di equità” ha proseguito l’entourage di Froome.

L’idoneità di Froome alla corsa deriva dal fatto che il Salbutamolo, a differenza degli steroidi o della CERA, non è una sostanza proibita che comporterebbe una sospensione provvisoria. Ciò significa che il 32enne può continuare a gareggiare fino alla risoluzione del caso.

“Questa è chiaramente una situazione difficile che nessuno più di Froome e di Sky vorrebbe che si risolvesse il prima possibile. Questi procedimenti servono per tutelare l’atleta e stabilire la realtà dei fatti, purtroppo la notizia è uscita sui media e da quel momento le cose si sono complicate – hanno sottolineato i vertici del Team Sky – siamo totalmente concentrati sul prossimo Tour e non ci lasceremo influenzare da questi commenti superficiali”.

Il presidente dell’UCI David Lappartient ha affermato che le probabilità che questo caso venga risolto prima della partenza della corsa non sono superiori dal 50% e tutto lascia pensare che, anche in Francia, Froome correrà senza avere certezze del suo destino.

“Non vorremmo trovarci nella situazione in cui non abbiamo una decisione prima del Tour de France ma questa è una opzione probabile – ha dichiarato Lappartient – Ero certo che la prima del via del Giro d’Italia si sarebbe tutto sistemato ma evidentemente non è stato così ed ora non so se riusciremo a governare questa situazione già prima dell’avvio del Giro di Francia”.