Bradley Wiggins: Armstrong mi ha cambiato la vita

Bradley Wiggins ha parlato a TalkSport Radio

Bradley Wiggins ai microfoni di TalkSport  ha parlato di Lance Armstrong e di come il texano ha cambiato la sua vita

Bradley Wiggins

Bradley Wiggins

Bradley Wiggins riesce sempre a stupire il pubblico con il suo modo di fare assolutamente non banale. Il britannico è stato recentemente ospite del programma “TalkSport” in cui ha parlato, naturalmente, di ciclismo.

La discussione ad un tratto si è spostata su uno dei personaggi più controversi del ciclismo di tutti i tempi: Lance Armstrong.  Proprio su questo tema il vincitore del Tour de France 2012 ha dimostrato ancora una volta di saper andare contro corrente. Se molti ciclisti attuali e passati hanno preso le distanze dal texano dopo la famosissima confessione delle pratiche dopanti, Bradley Wiggins ha mostrato un atteggiamento assolutamente opposto.

 

Bradley Wiggins: Lance è un personaggio iconico

Ai microfoni di “TalkSport”, Sig. Wiggins ha sottolineato come il controverso atleta americano abbia, di fatto, spinto il britannico a praticare il ciclismo.

Il detentore del record dell’ora ha espresso forte e chiaro il fatto che le vittorie annullate ad Armstrong perla questione doping non hanno minato le emozioni provate in quegli anni da un giovane Wiggo.

Tra Bradley e Lance i rapporti sono buoni tanto che i due si sentono spesso e il britannico ha apertamente raccontato come l’americano sia stato un suo idolo:

“Quando ho iniziato ad andare in bicicletta facevo finta di essere Lance Armstrong e nonostante gli accadimenti successivi non mi sento di modificare la mia visione su di lui ne rinnegare come mi ha fatto sentire quando avevo 13 anni”

Wiggins ha negato che lui e Armstrong fossero “grandi amici”, ma ha riconosciuto un “rispetto reciproco in termini di ciò che abbiamo vissuto, correndo l’uno contro l’altro”.

Wiggins ha scritto un libro, intitolato “Icone”, e uno dei capitoli è dedicato proprio a Armstrong

“Non posso affermare che Lance sia un’icona del ciclismo ma è certo che sia in qualche modo iconico, nel bene e nel male”

Quando nel 2009 Armstrong tornò a gareggiare i due si trovarono a competere al Giro d’Italia e al Tour de France quando i due battagliarono per salire sul podio di Parigi (ebbe la meglio Armstrong ma il risultato del texano fu cancellato a favore proprio di Wiggins).

“Lance ha pagato per quello che ha fatto, certo il ciclismo ha sofferto per quella vicenda ma al mondo accadono tante cose belle ma anche tante cose molto brutte. Vedo persone in televisione che vogliono solo compiacere e placare le persone che fanno loro le domande ma io ora ho cambiato posizione, posso dire esattamente quello che penso senza dovermi giustificare. Ho un’opinione e non a tutti piacerà, ma le colpe di ciò che è accaduto al ciclismo sono di molti”.

Tour de France 2012, Wiggins fermò Chris Froome

Tour de France 2012: “Chris aspettami!”

Tour de France 2012 a Peyragudes il giorno in cui Bradley Wiggins fermò Chris Froome per farsi aiutare a vincere la Grande Boucle davanti proprio al kenyano

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012 tappa con arrivo a Peyragudes, mancano poco più di due chilometri all’arrivo dell’ultima tappa pirenaica. Davanti a tutti uno scatenato Alejandro Valverde vuole portare a casa l’alloro di giornata. Alle spalle dell’iberico arrancano un po’ tutti, manca poco alla completa definizione di quelli che saranno i distacchi definitivi sui Campi Elisi, la classifica no, quella è già delineata in modo definitivo. Ai meno due dall’arrivo se ne vanno in due, hanno la stessa maglio o, meglio, lo stesso sponsor perché uno indossa la maglia gialla di leader della generale. I due uomini in fuga sono, appunto, Bradley Wiggins (in maglia gialla) e Chris Froome il secondo della generale. L’attacco dei due uomini Sky sfianca la resistenza del nostro Vincenzo Nibali, il suo terzo posto in generale non è in pericolo ma gli uomini del team britannico hanno un altro passo.

Domenica sugli Champs Elysées, saranno i basettoni di Wiggins a caratterizzare il look del vincitore mentre gli occhi chiari e la carnagione diafana di Froome saranno un gradino più sotto.
Le danze le comanda l’emergente “kenyano bianco” Froome che tira su per i tornanti il capitano ma che succede? Wiggins arranca, si stacca e Froome prende qualche metro. Il kenyano potrebbe allungare, fors’anche mettere un distacco tale tra i due da invertire l’ordine Parigino.

Ed ecco l’ordine dall’ammiraglia: “fermati!” E’ normale nel ciclismo ed in altri sport (vedi la formula uno), non è l’unica volta che accade. Basti rammentare ciò che accadde a Jan Ullrich con Bjarne Riis o a Greg LeMond con Bernard Hinault. A volte il gregario è più forte del capitano ma le gerarchie sono determinate a tavolino e vanno rispettate, un patto di onore tra ciclisti.

Certo non è facile accettare di arrivare secondo quando puoi essere il primo, ancor più arduo è farlo comprendere a tifosi ed amici che meno conoscono le regole non scritte dello sport del pedale.

Insomma la classifica del Tour de France 2012 è questione di onore tra compagni di team più che di gambe.

L’afrikaner di Nairobi sente l’urlo nell’auricolare del direttore sportivo e il grido di Wiggins: aspettami! Se avesse avuto carta bianca sarebbe ripiombato su Valverde che invece può gongolare a due anni dalla squalifica per doping

I rimpianti non fanno la storia ma se Froome non fosse caduto nella prima tappa, con un ritardo di 1’ e 25″, magari avrebbe recuperato i 44″ persi nelle prime due cronometro e quelli che cederà il giorno dopo a Chartres. A cronometro va forte Bradley ma in montagna il “califfo” è Chris, lo ha dimostrato anche a Les Belles Filles qualche giorno prima.

All’arrivo sono inevitabili le domande dei cronisti, rivolte al Team manager di Sky, David Brailsford, che da sapiente volpone mette tutto a tacere: “Sono fiero dei miei ragazzi”, stop non una parola sull’ardine di scuderia “incriminato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Bradley Wiggins che però si espone un po’: “Voleva vincere la tappa, me l’ha chiesto e ho risposto di sì. Ma poi ho perso la concentrazione, lui mi stava portando su al limite, e con la testa ero in un altro mondo”.

Tutto risolto nella tranquillità del possente motorhome di casa Sky? Apparentemente si ma, lo dicevano, le regole non scritte sono facilmente interpretabili dai protagonisti, meno da chi sta vicino agli atleti.
Michelle Cound, fidanzata di Chris Froome, manda un paio di flash al vetriolo su Twitter: “All’improvviso non sono più nell’umore per andare a Parigi. Che presa in giro” e, ancora: “So quanto Chris voleva vincere, e siate in disaccordo con me quanto volete”.

Quasi contemporaneamente la stampa incalza il Kenyano bianco sulla surreale situazione (naturalmente Chris non sa cei “cinguettii” della compagna): “volete sapere se mi sono sacrificato per Wiggo? Certo, tutti ci siamo sacrificati per la Maglia Gialla, era nei piani di corsa. Sono felice di essere sul podio, due anni fa cercavo un contratto senza esito ed ora sono qui! Ho 27 anni e un giorno sarò io a trionfare al Tour de France”.

In serata girano voci di un possibile addio del Kenyano al Team Sky, le sirene della BMC sono forti e il budget del Team del magnate svizzero Andy Rihs è inarrivabile ai tempi del Tour de France 2012.

Il resto della storia la conoscete tutti, Chris Froome, dopo il Tour de France 2012, non solo non se ne andrà dalla Sky ma ne diventerà il capitano vincendo la Grande Boucle dell’anno successivo davanti al favorito Nairo Quintana con oltre 4 minuti di vantaggio. Sarà il primo alloro francese per il kenyano bianco che ne inanellerà altri negli anni successivi fino alla torbida vicenda della positività al salbutamolo che farà aleggiare sulla sua testa tante ombre e che scatenerà la lotta a colpi di social tra Michelle Cound (nel frattempo convolata a nozze con Froome) e Catherine Wiggins.

Bomba sul Team Sky: aggirato l’antidoping?

Bomba sul Team Sky, circondato dalle polemiche

Bomba sul Team Sky: secondo un rapporto della commissione parlamentare il team avrebbe aggirato le norme antidoping

Bomba sul Team Sky

Bomba sul Team Sky

Bomba sul Team Sky, la bufera attorno al team di Dave Brailsford non accenna a placarsi. Dopo la sconvolgente notizia della positività di Chris Froome, resa nota lo scorso mese di dicembre ecco che qualche giorno fa è uscita la notizia di un pacco sospetto ordinato da un dottore che all’epoca dei fatti lavorava per la Sky.

E’ di oggi la notizia che, secondo un rapporto della commissione parlamentare britannica, la squadra di Dave Brailsford avrebbe aggirato le regole anti-doping per aiutare Bradley Wiggins a vincere il Tour de France 2012 (uso di triamcinolone).

L’accusa del Department for Digital, Culture, Media and Sport è quella di aver somministrato una serie di farmaci per migliorare le prestazioni del ciclista e dei compagni di squadra. Insomma non si tratterebbe del comportamento individuale di un atleta ma il classico caso di doping di squadra?

Nel rapporto si sostiene che, durante il Tour del 2012, il Team Sky superò «una linea etica» sfruttando il sistema dell’esenzione terapeutica (TUE) – grazie a una diagnosi di comodo di asma – solo per far assumere a Wiggins un farmaco a base di corticosteroidi utile in realtà a «migliorarne il rapporto peso potenza in vista della competizione».

Nel rapporto, l’agenzia governativa britannica chiede il divieto totale di assunzione tutti i corticosteroidi, anche in presenza di una prescrizione medica.

Tramite i canali social è arrivata la risposta di Sir. Bradley Wiggins che con un twit ha dichiarato “Trovo triste che le persone possano essere accusate di cose che non hanno mai fatto e che vengono considerate come fatti certi. Respingo fortemente l’accusa secondo cui avrei utilizzato dei farmaci senza motivazioni terapeutiche”.

Delle accuse mosse, risalenti al 2011, che si baserebbero su un ordine effettuato dal dottor Richard Freeman ne abbiamo parlato negli scorsi giorni. L’inchiesta era stata aperta e successivamente archiviata un anno fa, quando non sembravano esserci i presupposti necessari ad alimentare la vicenda. Tuttavia, uno scambio di mail, venuto alla luce in questi giorni, potrebbe contribuire a far scoppiare un clamoroso caso sull’intero movimento ciclistico britannico.

Pronta la risposta anche del Team Sky: “Il Rapporto riporta di nuovo l’attenzione su alcuni errori che abbiamo già riconosciuto. Ci assumiamo la piena responsabilità per gli errori che sono stati fatti: abbiamo scritto al comitato nel marzo 2017, descrivendo in dettaglio i passi che abbiamo intrapreso per rimediare.
Tuttavia, il Rapporto propone anche l’accusa sull’uso diffuso di Triamcinolone da parte dei corridori del Team Sky prima del Tour de France 2012. Ancora una volta, respingiamo con forza questa affermazione. Siamo sorpresi e delusi dal fatto che il Comitato abbia scelto la via di una accusa anonima senza presentare alcuna prova o darci opportunità di risposta.
Noi prendiamo sul serio la nostra responsabilità per lo sport e ci impegniamo a creare un ambiente che permetta ai corridori di fare il loro lavoro in modo pulito”.

Se questa ipotesi fosse confermata da prove concrete la posizione del Team Sky diventerebbe sempre meno sostenibile nel mondo del ciclismo e renderebbe sicuramente surreali le parole del Baronetto durante la presentazione del suo team in cui suggeriva ai giovani talenti di starsene alla larga dalla squadra di Chris Froome.