Tom Dumoulin “squalifica di Froome? Meglio di no”

Tom Dumoulin non gradirebbe un Giro vinto per squalifica

Tom Dumoulin vincitore del Giro 2017 parla della ventilata squalifica del neo vincitore della maglia rosa Chris Froome

Tom Dumoulin e Chris Froome

Tom Dumoulin e Chris Froome

Tom Dumoulin ha tentato in vano di bissare la vittoria del Giro d’Italia 2017 accontentandosi del secondo gradino del podio per soli 46 secondi alle spalle del favorito della vigilia Chris Froome. Il capitano del Team Sky, pur con la spada di Damocle della vicenda Salbutamolo e con i danni riportati in due cadute è riuscito, grazie ad una azione sensazionale, a conquistare il primo posto nella corsa rosa.

Se lo scorso anno Tom Dumoulin ha trionfato con 31 secondi di margine su Nairo Quintana quest’anno è stato lui a dover digerire la sconfitta per qualche decina di secondi.

La Farfalla di Maastricht ha sicuramente ben figurato durante lo svolgimento della corsa rosa restando saldamente nella top5 della generale ed ora molti lo additano come potenziale vincitore proprio del Giro di quest’anno. Come detto la vicenda della positività alla Vuelta pesa sulla testa del kenyano bianco ma l’olandese non sembra gradire queste voci: “non mi piacerebbe vincere a questo modo. Sul Colle delle Finestre è stato migliore di me, non c’è molto altro da dire e spero fortemente che Chris non venga squalificato”.

Insomma uno dei massimi beneficiari dell’eventuale cancellazione della vittoria del capitano della Sky si dichiara assolutamente contrario a questo eventuale accadimento.

“Se Chris dovesse perdere il Giro sarebbe davvero molto negativo per il ciclismo- ha dichiarato il capitano della Sunweb a La Gazzetta dello Sport – credo che questo non possa accadere e se fosse sospeso per quella non negatività alla Vuelta, la cosa non dovrebbe toccare la sua vittoria  il Giro d’Italia”

 

Tom Dumoulin al Tour de France 2018?

La sfida tra i due duellanti lungo le strade dello stivale potrebbe ripetersi prima del previsto: “Mi piacerebbe prendere parte al Tour perché ho concluso il Giro crescendo di condizione. Quest’anno tra le due corse c’è una ulteriore settimana di intervallo e a 27 anni penso di potermi confrontare su due grandi corse a tappe”.

E potremmo rivederlo anche al Tour de France: “Mi piacerebbe andarci perché ho concluso il Giro, ho 27 anni e vorrei vedere come si adatta il mio fisico, con un ruolo da stabilire. Quest’anno c’è un settimana in più tra Giro e Tour per recuperare. Ogni risultato sarebbe un bel bonus“.

 

Viviani inarrestabile: poker al Giro

Viviani inarrestabile conquista il quarto successo al Giro

Viviani inarrestabile sulle strade del Giro conquista uno storico poker che ripaga il velocista della Quick Step di tanti sacrifici

Viviani Inarrestabile

Viviani Inarrestabile (fonte sito Ansa)

Viviani inarrestabile, punto! Non c’è molto da aggiungere quando un ciclista completa un poker di vittorie in una grande corsa a tappe. Lo scorso anno ci riuscì Fernando Gaviria colombiano che lo scorso anno indossava la maglia del team di Elia.

L’arrivo ad Iseo premia il veronese che batte tutti in primis Sam Bennett (Bora – Hansgrohe). La tappa si presta anche alla fuga a lunga gittata in una frazione che può rappresentare l’ultima speranza per chi cerca il colpo di mano per ottenere un successo parziale.

Dopo la partenza da Riva del Garda cominciano a susseguirsi i tentativi di allungo da parte di molti corridori ma tutti vengono stoppati sul nascere. La fuga buona vede protagonisti Wout Poels (Team Sky), Ben Hermans (Israel Cycling Academy), Alessandro De Marchi (Bmc) oltre a Luis Leon Sanchez (Astana). Sui fuggitivi provano, senza fortuna, a portarsi alcuni uomini della Bardiani.

Nel finale il tracciato si bagna e da dietro il gruppo (che già era in controllo) accelera per scongiurare colpi a sorpresa. Provano ad allungare Stybar e Henao. Quando tutto porta a pensare che sarà fuga ecco che ci prova Maurits Lammertink (Katusha – Alpecin)che viene ripreso quando al traguardo mancano soltanto due chilometri: ora si sarà volata.

Sam Benett prova ad anticipare tutti ma non ha fatto i conti con lo splendido lavoro di  Fabio Sabatini che aiuta Elia Viviani a conquistare un incredibile poker. Terza piazza per un altro atleta tricolore: Niccolò Bonifazio.

Simon Yates mantiene il suo vantaggio su Tom Dumoulin (Sunweb) e da domani inizia il trittico da paura delle tappone di montagna, si andrà a Prato Nevoso e nessuno potrà bluffare.

 

Yates resiste all’assalto di Tom Dumoulin

Yates resiste nella cronometro di Rovereto

Yates resiste alla carica di Tom Dumoulin nella cronometro Trento-Rovereto, ad imporsi è Rohan Dennis della BMC

Yates brillante anche a cronometro

Yates brillante anche a cronometro

Yates resiste all’assalto di Dumoulin nella sedicesima tappa del Giro d’Italia 2018 che incorona Rohan Dennis come il numero uno al mondo nelle prove contro il tempo. Il passistone australiano ha percorso i 34 km in programma in 44 minuti netti ad una media di 51,30 km/h che lo ripaga della delusione della cronometro di Gerusalemme.

Simon Yates (Mitchelton – Scott) rimane senza patemi il leader della classifica generale, resistendo senza problemi al tentativo di guadagnare tempo di Tom Dumoulin (Team Sunweb). La farfalla di Maastrich (solo terzo al traguardo) non ha impensierito il britannico che paga all’olandese meno di un minuto e mezzo mantenendo un vantaggio di 56 secondi in attesa che la strada torni a salite per scatenare i suoi garretti.

Dumoulin chiude addirittura terzo preceduto da Tony Martin della Katusha – Alpecin mentre si difende egregiamente il nostro Domenico Pozzovivo  che riesce a guadagnare quasi un minuto su  Thibaut Pinot della Groupama -FDJ che appare svuotato delle energie di inizio Giro.

Dopo due settimane da “paria” della corsa arriva la reazione di Fabio Aru che perde due soli secondi dal britannico Chris Froome che risulta poco brillante anche nella prova contro il tempo che in teoria poteva apparire come un test per rilanciare le proprie aspettative. Il kenyano bianco riesce ad ogni modo a scalare posizioni ed ora si trova al quarto posto in generale riaprendo la lotta per un posto sui gradini del podio.

Al traguardo è felice Simon Yates quasi incredulo della sua performance: “Sono davvero felicissimo della mia prova, pensavo di perdere più tempo rispetto ai miei rivali, penso di aver attaccato la salita troppo forte e di aver pagato lo sforzo nel finale ma non potevo chiedere di più”.

Naturalmente raggiante il vincitore Dennis “non mi aspettavo questa vittoria ma volevo fortemente una tappa a questo Giro d’Italia, pensavo di prenderla nella prima prova ad Israele, non ci sono riuscito ma sono contento di aver indossato la maglia rosa ed oggi di poter festeggiare il successo di tappa”.

Orgoglioso della propria prestazione anche Domenico Pozzovivo che ai microfoni di Raisport è apparso raggiante: “oggi ero più teso del solito, non capita tutti i giorni di partire terzo ad una cronometro al Giro. Sapere di essere il migliore degli italiani mi riempie di orgoglio e rappresenta uno dei momenti più alti della mia carriera. Ho dato il massimo senza strafare mancano tre salite impegnative prima di Roma e voglio fare bene”.

 

 

 

 

 

Simon Yates re del Giro d’Italia

Simon Yates re della corsa rosa

Simon Yates re della corsa rosa, mantiene la promessa degli scorsi giorni e conquista secondi importanti su Tom Dumoulin in vista della cronometro

Simon Yates re del Giro d'Italia

Simon Yates re del Giro d’Italia

Simon Yates re del Giro d’Italia? Tutto fa pensare che il britannico sia ormai il favorito numero uno per vestire di rosa sul traguardo di Roma quando manca una settimana al termine del Giro. Dopo aver domato agevolmente lo Zoncolan ecco che il corridore della  Mitchelton–Scott dimostra di non avere rivali facendo saltare la resistenza degli avversari e (probabilmente) blindando il ruolo di leader della generale.

Fin dal via di Tolmezzo il gruppo va a tutta, vi sono diversi tentativi di fuga fin dalle prime fasi di gara, lo stesso Fabio Aru prova ad allungare ma il gruppo controlla tutti. Ci vogliono settanta chilometri prima che arrivi il via libera di un drappello di 24 elementi che poi restano in cinque: Quintana, Cherel, Denz, Ciccone e Visconti. I cinque riescono ad allungare ma non hanno vita facile e il loro margine non sale mai troppo.

Si forma un altro gruppetto di attaccanti con Michael Woods (EF Drapac), Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec), Alessandro De Marchi (Bmc). Va invece in affanno, fin dai primi passi, Fabio Aru che dimostra ancora una volta di essere in forte difficoltà in questo Giro d’Italia.

Nel gruppo lavora duro la Sunweb che vuole consentire a Tom Dumoulin di giocarsi le carte per la rimonta su Yates e che va a riprendere a uno a uno i fuggitivi.

Superati i  Passi della Mauria, Tre Croci e Sant’Antonio, il affronta il Costalissoio e qui Miguel Angel Lopez (Astana) dà il via alle danze, nel gruppo dei big restano in dieci. Nel gruppo di testa, a sorpresa manca il vincitore dello Zoncolan Chris Froome. A quel punto è la maglia rosa a prendere l’iniziativa, Simon Yates stacca tutti e si invola verso Sappada inseguito da Pozzovivo, Lopez, Pinot, Dumoulin e Carapaz.

Tom Dumoulin chiede aiuto ai compagni del gruppetto ma nessuno lo aiuta nel tentativo di richiudere sul britannico che continua ad allungare sugli inseguitori. Dopo le vittorie di  Campo Imperatore e Osimo, ecco che Simon Yates conquista anche Sappada e ora può guardare con serenità alla cronometro di martedi.

Gli inseguitori arrivano a 41″ regolati da Lopez. In generale Dumoulin ha ora 2 minuti e 11 secondi di distacco dal leader mentre in terza posizione troviamo il nostro Domenico Pozzovivo. Froome paga lo sforzo profuso sullo Zoncolan chiudendo a 1’40 mettendo la parola fine sulle velleità di vittoria finale.

 

 

Matej Mohoric vince a Gualdo Tadino

Matej Mohoric conquista la vittoria di tappa al Giro d’Italia

Matej Mohoric della  Bahrain-Merida si aggiudica la 10^ tappa del Giro d’Italia 2018 battendo allo sprint Nico Denz della Ag2R La Mondiale

Matej Mohoric

Matej Mohoric

Matej Mohoric conquista la vittoria nella decima tappa del Giro d’Italia con arrivo a Gualdo Tadino, Tappa particolare quella di oggi che lascia alcuni strascichi a livello di classifica.

 Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) va in crisi quasi subito ed usce definitivamente fuori dalla lotta per la la classifica generale che vende ancora al comando Simon Yates

Quella con arrivo a Gualdo è la frazione più lunga dell’edizione 101 della corsa rosa con ben 239 km ed è una tappa che resta indigesta per molti non tanto per la lunghezza o per le asperità quanto per la velocità con cui è stata affrontata dal gruppo.

Ponti e via ed ecco subito una fuga di quattordici elementi che vanno a prendere in tempi brevi circa due minuti di margine. Quando il gruppo affronta il Gran Premio della Montagna di Fonte della Creta ecco che a sorpresa arriva la crisi di Estaban Chaves della Mitchelton – Scott. Il secondo in generale soffre di male di gola e problemi di respirazione ed ecco che inizia il suo personalissimo calvario.

Quando il gruppo si accorge che un “pesce grosso” sta cadendo nella rete ecco che il ritmo si alza tremendamente. Vano il lavoro dei ritardatari per cercare di riunire i gruppi, lo svantaggio cresce inesorabilmente.

Al traguardo volante scoppia la bagarre per gli abbuoni con Thibaut Pinot che tenta di prendersi i tre secondi di abbuono ma viene beffato dalla maglia rosa Yates.

Parte Marco Frapporti della Androni ma viene in breve tempo ripreso e superato da Davide Villella (Astana), Matej Mohoric (Bahrain – Merida) e Nico Denz (Ag2R La Mondiale).

L’asfalto è bagnato e la tensione è alta e a farne le spese è  Tom Dumoulin che assaggia l’asfalto ma, senza riportare troppi danni, rientra in gruppo.

Ai meno dieci chilometri dal traguardo Matej Mohoric prova ad abbandonare la compagnia, Villella cede mentre Denz resiste fino a giocarsi la volata che premia il corridore della Bahrain più rapido a sfruttare le condizioni della volata.

Il gruppo dei big viene regolato da Sam Bennett della Bora. In generale Simon Yates consolida la sua posizione mentre Tom Dumoulin sale al secondo posto e Chaves sparisce dai 10.

Sconsolato il colombiano Chaves: “non so cosa sia successo ma ero completamente svuotato dalle energie”; gli fa eco Simon Yates: “è una giornata agrodolce per noi, io ho incrementato il vantaggio in generale ma sono molto dispiaciuto per Estaban, oggi non era in forma e ha pagato troppo caro”.

 

 

 

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare

Bennett beffa Viviani nella settima tappa del Giro

Bennett beffa Viviani nella volata di Praia a Mare, non cambia la classifica generale: Simon Yates resta in rosa davanti a Tom Dumoulin

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare, l’irlandese beffa la maglia ciclamino che già pregustava il tris al Giro d’Italia 2018. Tappa decisamente priva di asperità e, al pari con la passerella di Roma, completamente priva di Gran Premi della Montagna. Solo un strappetto posto a poco dall’arrivo movimenta il tracciato ma il gruppo a quel punto sarà compatto e lanciato tanto da nemmeno accorgersi dell’asperità. Assente alla partenza il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia Edoardo Zardini infortunatosi alla clavicola nella salita dell’Etna.

Sono tre gli uomini che movimentano la tappa:  Davide Ballerini della Androni Sidermec, lo spagnolo Markel Irizar della Trek Segafredo e il russo Maxim Belkov della Katusha Alpecin amanti delle fughe da lontano. Molto attivo Ballerini che ha come obiettivo quello di portare a cara i traguardi volanti per fare punti per la speciale classifica (primo a Guardia Piemontese Marina e secondo a Santa Maria del Cedro dietro Belkov).

I tre stanno per molto tempo davanti ma il gruppo alle spalle dei fuggitivi controlla in scioltezza l’azione. Completato il ricongiungimento ecco che tutto è pronto per la volatona di gruppo, chi prova a sparigliare i piani è Sacha Modolo, leader di una EF Drapac che prova ad anticipare tutti prima della flamme rouge. Il trevigiano viene però anticipato a 50 metri dall’arrivo dal nostro Elia Viviani che pare involtarsi, appunto, verso il tris. Quando tutto sembra deciso ecco però sbucare Sam Bennett che con un guizzo brillante va a conquistare la sua priva vittoria in una corsa a tappe di tre settimane.

Completa il podio Niccolò Bonifazio della Bahrain – Merida mentre deve accontentarsi del quarto posto Modolo, sesta piazza per Jakub Mareczko. Tutto invariato in  classifica generale alla vigilia di un intenso weekend sugli Appennini: Simon Yates mantiene la maglia rosa davanti a Tom Dumoulin ed Esteban Chaves.

 

Chaves Yates doppietta Mitchelton–Scott

Chaves Yates la coppia Mitchelton-Scott trionfa sull’Etna

Chaves Yates coppia della Mitchelton–Scott dominano nel primo arrivo in salita sull’Etna: tappa a Estban e maglia rosa a Simon

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates, la coppia della Mitchelton–Scott sull’Etna da spettacolo portando a casa la tappa e la maglia rosa. C’era molta attesa per il primo test di rilievo per il gruppo dei Big, a gioire sono gli atleti della formazione australiana.

Parte quasi subito una fuga composta da un drappello numeroso di atleti (in totale 26 elementi) tra cui spiccano Oomen, Gavazzi, Ciccone, De Marchi, Reichenbach, Henao  Gesink e lo stesso Esteban Chaves.

Alle spalle dei fuggitivi c’è apprensione per il numero elevato di uomini in fuga e tutti si impegnano per controllare la fuga che non supera mai i tre minuti di margine. Ai piedi dell’Etna il vantaggio dei primi supera di pochissimo il minuto. Quando il gruppo dei big imbocca le prime rampe ecco arrivare la caduta di Davide Formolo della Bora che però riesce prontamente a rientrare.

Davanti ci prova il nostro Giulio Ciccone che dopo aver trascorso qualche chilometro in testa viene raggiunto dal colombiano Chaves. Dietro di muove il vincitore del Giro 2017, Tom Dumoulin che allunga ai meno 5 chilometri quando la salita è più ripida. La maglia rosa Rohan Dennis comincia a dare segnali di cedimento.

Ci provano prima Domenico Pozzovivo e poi Simon Yates compagno di squadra del battistrada che riesce a fare il vuoto. Il britannico raggiunge il compagno e i due possono fare passerella davanti all’Osservatorio Astronomico dell’Etna. Primo Esteban Chaves e secondo Simon Yates che si “accontenta” di conquistare la maglia di leader della generale.

Con 26″ di ritardo transitano gli altri big con in testa Thibaut Pinot (Groupama – Fdj); quinto Pozzovivo, nono Fabio Aru (UAE Team Emirates) nel gruppo sono presenti anche Tom Dumoluin e Chris Froome. Si difende l’ormai ex maglia rosa Rohan Dennis che ora copre la sesta posizione in generale a 53″.

 

Il Giro parte da dove era finito: ecco Dumoulin

Il Giro parte nel segno di Tom Dumoulin

Il Giro d’Italia prende il via da Gerusalemme e lo fa nel segno di Tom Dumoulin, il campione della Sunweb fa sua la cronometro iniziale. Male l’attesissimo Froome.

Il Giro riparte da Dumoulin

Il Giro riparte da Dumoulin

Il Giro d’Italia parte nel segno della continuità. Avevamo lasciato Tom Dumoulin festante sul podio e così lo ritroviamo con una maglia rosa che luccica sopra quella di campione del mondo a cronometro. Proprio una prova contro il tempo ha inaugurato il #Giro101, lunghezza 9,7 km, il migliore è stato l’olandese che ha preceduto Rohan Dennis e Victor Campenaerts.

L’olandese è apparso naturalmente felice: “è andato tutto bene, non so se riuscirò a tenere la maglia nei prossimi giorni, sono contento della mia condizione ma la corsa dura tre lunghe settimane e tante cose possono accadere”.

La sorpresa di giornata è stata il nostro Domenico Pozzovivo che era partito con l’obiettivo di fare classifica in questa edizione della corsa rosa e che ha colpito tutti chiudendo a 27’’ con lo stesso tempo del quattro volte campione del mondo contro l’orologio Tony Martin. Domenico non nasconde la gioia per la sua performance: “sono partito forte e ho dato tutto, fino alla morte, sono quindi riuscito a fare davvero una buona cronometro”.

Tra i big c’è sa segnalare la brutta prova dell’attesissimo Chris Froome che è stato vittima di una caduta durante la ricognizione della mattina e ha “misurato” l’asfalto riportando una botta al fianco. Sembra quindi proseguire la maledizione del Team Sky con la corsa rosa.

Non ha brillato il nostro Fabio Aru che però non fa drammi: “considerando le mie caratteristiche era prevedibile perdere del terreno, ci sono 20 giorni di corsa davanti a noi”.

 

Bene il corridore della Mitchelton-Scott Simon Yates, 7° a solo 20’’ di svantaggio; mentre limita i danni il francese Thibaut Pinot, arrivato a 33’’ dal vincitore.

Da segnalare che Kanstantin Siutsou, gregario di Domenico Pozzovivo, nel team Bahrein è scivolato (come Froome) durante la ricognizione ed è stato trasportato in ospedale con una possibile frattura ad una vertebra.

 

Team Sunweb al Giro lista dei partenti

Team Sunweb al Giro tutti al fianco di Tom Domoulin

Team Sunweb al Giro d’Italia avrà l’obiettivo di provare a conquistare nuovamente la corsa rosa con il leader Tom Dumoulin 

Team Sunweb al Giro d'Italia

Team Sunweb al Giro d’Italia

Team Sunweb al Giro d’Italia sarà al via per difendere il titolo conquistato un anno fa con Tom Dumoulin. La missione sarà certamente complicata ma non impossibile anche dal momento che come nel 2017 avrà una squadra incentrata al 100% sull’obiettivo maglia rosa finale.

Accanto al capitano Dumoulin per le tappe  di montagna ci saranno i l’olandese Sam Oomen ed il belga Louis Vervaeke che proprio con Tom hanno fatto il ritiro in altura a Sierra Nevara in avvicinamento al Giro.

Il Team Sunweb si troverà ai nastri di partenza di Gerusalemme con un interessante mix tra uomini di grande esperienza e giovani di talento: gli olandesi Laurens Ten Dam e Roy Curvers e lo statunitense Chad Haga sono ottimi gregari che hanno più volte dimostrato di poter essere molto utili alla causa del loro capitano in un grande giro; l’australiano Chris Hamilton e l’olandese Lennard Hofstede sono entrambi all’esordio al Giro d’Italia dopo aver assaggiato la Vuelta l’anno scorso alla loro prima stagione da professionisti.

Giro d’Italia percorso e tappe dell’edizione 2018

Giro d’Italia percorso e tappe al microscopio!

Giro d’Italia percorso e tappe dell’edizione numero 101 della corsa rosa partenza da Gerusalemme il 4 maggio arrivo a Roma il 27 maggio

Giro d'Italia

Giro d’Italia

Giro d’Italia percorso e tappe dell’edizione numero 101 che si preannuncia più incerta che mai con Tom Dumoulin intenzionato a bissare il successo dell’edizione 107 e tanti rivali fortemente accreditati come Chris Froome e Fabio Aru.

Ecco la presentazione di tutte le tappe che porteranno la corsa rosa dalla “esotica” Israele all’arrivo di Roma in ideale ponte tra culture e idee diverse nell’intento di permeare la corse italiana con un fortissimo messaggio di pace e fratellanza attraverso  21 tappe, 3 giorni di riposo e tanta salita.

Venerdì 4 maggio, 1a tappa: Gerusalemme – Gerusalemme (Cronometro, 9.7 km)   ***

Una cronometro caratterizzate da un percorso molto nervoso che non consente di inserire il classico rapportone e che non dovrebbe favorire più di tanto gli esperti della  specialità.

Sabato 5 maggio, 2a tappa: Haifa – TelAviv (167 km) *

Un GPM posto a circa metà del percorso andrà ad assegnare la prima maglia della montagna, per il resto largo alle ruote veloci che, se si saranno ben destreggiati nella prova acronometro potrebbero puntare anche alla rosa.

Domenica 6 maggio, 3a tappa: Be’er Sheva – Eilat (229 km) *
Chilometraggio aumentato rispetto alla tappa precedente, qualche difficoltà in più ma il verdetto dovrebbe giocarsi con una volata adatta a sprinter puri che giocheranno le loro carte prima di imbarcarsi per il trasferimento sul suolo italiano.

Lunedì 7 maggio, Riposo

Martedì 8 maggio, 4a tappa: Catania – Caltagirone (198 km)  ***

Tappa senza un centimetro di pianura, il falsopiano che porta al traguardo finale potrebbe essere trampolino per qualche colpo di mano per i cercatori di gloria. Attenzione anche a qualche fuga a lunga gittata favorita dal percorso mangia e bevi.

Mercoledì 9 maggio, 5a tappa: Agrigento – Santa Ninfa (153 km) ***

La frazione presenta tre GPM nel finale e due strappetti nei chilometri conclusivi di cui l’ultimo coincide con l’arrivo di tappa. Sarà dunque un finale adatto agli scattisti ma anche i big dovranno stare molto attenti a non perdere secondi che potrebbero risultare preziosi.

Giovedì 10 maggio, 6a tappa: Caltanissetta – Etna (164 km) ****

E’ il giorno del primo arrivo in salita. Dopo un avvio tutto sommato tranquillo, ai meno 25 dal termine la strada comincia a salire verso l’arrivo. Dai -5 ai -1 pendenza media all’8%: qui potrebbero partire i primi veri attacchi del Giro.

Venerdì 11 maggio, 7a tappa: Pizzo Calabro – Praia a Mare (159 km)  *

Percorso non completamente pianeggiante ma pare assolutamente un frazione dedicata ad un arrivo con volata di gruppo.

Sabato 12 maggio, 8a tappa: Praia a Mare – Santuario di Montevergine (209 km)  ***
Secondo arrivo in salita con pendenze non incredibili ma che potrebbe dare l’idea di chi non potrà giocare le sue carte per la vittoria finale. Da notare che hli ultimi 16 chilometri presentano una pendenza media di poco superiore al 5% che lascerà poco tranquilli gli uomini di classifica.

Domenica 13 maggio, 9a tappa: Pescosannita – Campo Imperatore (225 km)  ****

Ecco la classica tappa disegnata per le fughe da lontano con qualche strappetto e la salita di Roccaraso che caratterizzeranno le fasi centrali della corsa.

Gli ultimi 4 chilometri saranno tutti in salita quasi sempre oltre il 9% di pendenza attenzione perché le fatiche della prima settimana potrebbero farsi sentire

Lunedì 14 maggio, Riposo

Martedì 15 maggio, 10a tappa: Penne – Gualdo Tadino (239 km)  **

Tappa interlocutoria, se non ci saranno impavidi fuggiaschi da lontano molto probabilmnte si arriverà con una volata a ranghi compatti.

Mercoledì 16 maggio, 11a tappa: Assisi – Osimo (156 km)  ***
Partenza tosca con i Passo del Termine e il Valico di Pietra Rossa poi poco da segnalare ma attenzione nel finale caratterizzato da uno strappo nell’arrivo ad Osimo che potremme mettere in luce i Big della generale.

Giovedì 17 maggio, 12a tappa: Osimo – Imola (214 km) **

Se non accadrà nulla sulla salita dei Tre Monti (scollinamento ai meno 9 km dall’arrivo) ci sarà spazio per le ruote veloci ma attenzione che qualche colpo di mano può favorire gli outsider.

Venerdì 18 maggio, 13a tappa: Ferrara – Nervesa della Battaglia (180 km)  *

Tappa di avvicinamento alle Alpi che certamente si chiuderà con una volata per gli sprinter.

Sabato 19 maggio, 14a tappa: San Vito al Tagliamento – Monte Zoncolan (186 km) *****

Passo Duron e Sella Valcalda sono l’antipasto in attesa del “Mostro” Zoncolan. Fase centrale con pendenza media del 15%. Nel finale la salita si addolcisce scendendo al 7-9%: probabilmente il primo grande test che taglierà certamente fuori qualche uomo di classifica.

Domenica 20 maggio, 15a tappa: Tolmezzo – Sappada (176 km)  ****

Dal Passo Tre Croci il gruppo dovrà affrontare in  una terribile sequenza il Passo di Sant’Antonio, Costalissoio e Sappada, dove è posto l’arrivo. L’ascesa finale non sarà particolarmente dura ma il chilometraggio elevato e le fatiche dei giorni precedenti possono fare male a molti.

Lunedì 21 maggio, Riposo

Martedì 22 maggio, 16a tappa: Trento – Rovereto (Cronometro, 34.2 km)   *****

Ecco la seconda cronometro del Giro d’Italia sicuramente più da specialisti rispetto alla prova di inizio corsa: nessuna asperità e tanti rettilinei potrebbero creare distacchi importanti.

Mercoledì 23 maggio, 17a tappa: Riva del Garda – Iseo (155 km)  **

Giornata di trasferimento con arrivo adatto ai velocisti.

Giovedì 24 maggio, 18a tappa: Abbiategrasso – Prato Nevoso (196 km)  ****

Lungo tratto pianeggiante e poi la secca salita finale con pendenze dolci attorno al 6/7%, + l’inizio del trittico finale.

Venerdì 25 maggio, 19a tappa: Venaria Reale – Bardonecchia (184 km)   *****

Dopo 91 chilometri ecco le  rampe del Colle delle Finestre: 18 chilometri, 1700 metri di dislivello, la seconda metà nell’ormai celebre sterrato. Un calvario, con la vetta a 71 chilometri dall’arrivo. Da lì discesa e Sestriere con le sue pendenze dolci, per poi scendere, fare un tratto in fondovalle e salire verso lo Jafferau, sempre tra 10, 9 e 8% per mettere la ciliegina sulla torta ad una delle frazioni già più attese dell’intera corsa.

Sabato 26 maggio, 20a tappa: Susa – Cervinia (214 km)   *****

La prima parte è facile, poi ecco Col Tsecore e Col de Saint Pantaleon come antiparsto per la  salita verso Cervinia. Niente pendenze da capogiro ma un continuo susseguirsi di salite ideale per “spaccare le gambe”.

Domenica 27 maggio, 21a tappa: Roma – Roma (115 km)   *

Passerella nella città eterna, incoronazione del vincitore e spazio ai velocisti.