Pascal Ackermann altro colpo al Giro

Pascal Ackermann conquista la seconda vittoria al Giro

Pascal Ackermann della Bora-Hansgrohe conquista la seconda vittoria personale al Giro nella tappa con arrivo a Terracina, secondo Gaviria

Pascal Ackermann (fonte pagina Facebook)

Pascal Ackermann (fonte pagina Facebook)

Pascal Ackermann ottiene la seconda vittoria personale al Giro 2019, dopo il brillante successo nella tappa con arrivo a Fucecchio, il velocista della Bora. Hansgrohe trionfa anche sul traguardo di Terracina incrementando anche il suo margine per la maglia ciclamino.

Tappa segnata dalla pioggia quella di oggi e dalla non partenza di Kristijan Koren e soprattutto dall’abbandono dopo pochissimi chilometri di Tom Dumoulin costretto ad alzare bandiera bianca per i postumi della caduta rimediata nella tappa di ieri.

Al chilometro due si avvantaggia un gruppetto di coraggiosi tra cui spicca la Maglia Azzurra Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) che però si rialza poco dopo. Il gruppo non lascia troppo margine ai fuggitivi con i team dei velocisti quest’oggi attenti a mantenere il gap in soglia di controllo.

Ai meno 20 chilometri dall’arrivo la situazione è di gruppo compatto quando viene riprero Vervaeke e mentre la pioggia continua a flagellare il plotone. I team degli sprinter non lasciano spazio a nessun colpo di coda e la corsa si avvia alla prevedibile volata.

Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) prova a sorprendere tutti con uno scatto micidiale che sembra poter andare in porto ma alla sua ruota ecco apparire Pascal Ackermann (Bora-hansgrohe) che supera il colombiano proprio in prossimità della linea d’arrivo, il podio è completato da Demare.

 

 

 

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati

Richard Carapaz conquista la frazione di Frascati

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati caratterizzata da una lunga fuga e dalla caduta di Dumoulin che esce di classifica

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz conquista la tappa di Frascati, quarta frazione del Giro d’Italia con partenza da Orbetello. Tappa contraddistinta da una fuga partita dal chilometro 3 e terminata solo nel finale. I protagonisti di giornata sono i coraggiosi Marco Maestri (Bardiani CSF), Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec) e Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) che allungano subito, pedalano in armonia ed arrivano ad accumulare un vantaggio che supera i 12 minuti.

Quando mancano circa 10 chilometri al traguardo il gruppo rientra sui 3 eroi di giornata ma dopo una manciata di chilometri una caduta spezza letteralmente in due il gruppo. E’ un atleta del Team Ineos, Salvatore Puccio, a scatenare la carambola.

Davanti restano solo una quindicina di atleti, pochi gli uomini di classifica presenti: solo la maglia rosa Primoz Roglic e Richard Carapaz ed alcuni velocisti come come Viviani, Démare, Ewan ed Ackermann.

Restano indietro Nibali e Yates mentre Tom Dumoulin resta a terra dolorante. Davanti lavorano a tutta e, quando ai meno 1900 metri c’è la rampa finale, Marco Marcato frena facendo staccare Elia Viviani. Ai meno 400 metri dall’arriva prova ad allungare Richard Carapaz che prende un lieve margine, prova a superarlo Ewan ma ormai è tardi ed è il corridore della Movistar ad esultare bissando il successo dello scorso anno a Montevergine di Mercogliano.

A 18 secondi arriva un gruppetto con Nibali e Yates oltra a Lopez, Jungles, Majka, Geoghegan Hart, Formolo, Gallopin, Zakarin. Sivakov accusa 25 secondi di distacco, Zakarin 44 mentre Kangert  arriva a 1’20”.

Su traguardo arriva anche Tom Dumoulin quando il cronometro segna ormai oltre 4 minuti di svantaggio, l’olandese è palesemente dolorante e sanguinante, speriamo che possa recuperare.

La maglia rosa rimane sulle spalle di Primoz Roglic che guadagna su tutta la concorrenza portando a 35″ il gap su Yates e 39″ su Nibali.

 

 

Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Dumoulin: basta pigrizia nella lotta al doping!

Dumoulin: serve vigilanza nella lotta al doping

Dumoulin, sulla scia del clamore delle confessioni del suo ex compagno di squadra Georg Preidler, rilancia il tema della lotta al doping

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin ha voluto dire la sua a seguito degli incresciosi fatti che hanno coinvolto il suo ex compagno di squadra Georg Preidler che aveva effettuato due prelievi di sangue con l’intenzione di sottoporlo a trattamenti dopanti. Il campione olandese ha voluto sottolineare la costante necessità di controlli senza abbassare la guardia.

Preidler ha confessato, all’inizio del mese di marzo, alla polizia austriaca di avere, in due diverse circostanze, prelevato del sangue per alterare le proprie prestazioni sportive. Il ciclista austriaco ha condiviso con Tom Dumoulin per 5 stagioni la maglia del Team Sunweb ed era inserito nel team quando l’olandese ha conquistato il Giro d’Italia 2017. Nel 2018 Preidler si è trasferito alla Groupama-FDJ per poi uscire dal team a seguito dello scandalo scoppiato.

“Non lo reputo un amico ma siamo stati ottimi compagni di squadra, mi è stato vicino. Poi Preidler ha lasciato il team ma questa situazione mi ha lasciato davvero una brutta sensazione, non è stato bello sentire quelle notizie” ha spiegato Dumoulin ai giornalisti di Cyclingnews.com.

Dumoulin ha dichiarato di non aver sentito l’ex compagno dopo la sua confessione e non riesce a comprendere il motivo per cui abbia deciso di ricorrere al doping ematico.

“Non ho parlato con lui, non ho idea di cosa lo abbia spinto ad una simile desione ma spero che voglia raccontare i motivi di questa cosa, penso che potrebbe essere utile a tutti” ha continuato il campione olandese.

La confessione di Preidler è diretta conseguenza dell’operazione Aderlass che ruota attorno all’ attività dell’ex dottore di Gerolsteiner e Milram, Mark Schmid. Lo scandalo ha coinvolto cinque atleti di sci nordico che sono stati arrestati durante i recenti campionati del mondo. Circa una quarantina di sacche contenenti sangue sono stare sequestrate e, nella vicenda, è stato coinvolto anche il ciclista austriaco Stefan Denif.

L’affaire ha messo in discussione la reale efficacia del passaporto biologico che non sarebbe in grado di rilevare trasfusioni di sangue a basso volume.

“Io non sono uno scienziato, non conosco il funzionamento esatto del passaporto biologico. C’è chi ne parla positivamente e ci meno ma a quanto pare è difficile rintracciare questo tipo di pratiche dopanti. Se la polizia non avesse fatto quel raid probabilmente nessuno avrebbe scoperto queste manipolazioni” ha spiegato Dumoulin.

Il ciclista olandese ha poi amaramente commentato come la lotta al doping abbia perso slancio negli ultimi tempi non perché questo sia sparito e i fatti di Preidler e Denifl ne sono l’esempio lampante.

“Penso che dovremmo fare qualcosa per il doping – ha detto Dumoulin – non possiamo permetterci di pensare che sia uscito dal ciclismo e, in generale, dallo sport. Non penso che questo accadrà mai ma è nostro dovere fare di tutti per impedire il proliferare di questi episodi. Dopo un paio di anni in cui nessun nome grosso viene pizzicato positivo ci illudiamo che il doping sia svanito ma non è così. Poi scoppia un grande scandalo e ci ricordiamo del problema, sarebbe meglio evitare tutto ciò”.

Mitchelton–Scott: un fulmine alla Tirreno-Adriatico 2019

 

Mitchelton–Scott conquista la cronosquadre

Mitchelton–Scott vince la cronometro a squadre di 21 km in programma sulle strade di Camaiore che avvia la Tirreno-Adriatico 2019

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott è la squadra più rapida a completare i 21 km della cronometro a squadre di apertura della Tirreno-Adriatico 2019. La squadra olandese vince e Michael Hepburn, è il primo leader della classifica generale.
La prima frazione della 54^ Corsa dei due Mari fa registrare divari più ampi di quanto si poteva immaginare complice l’asfalto bagnato che penalizza i partenti del primo pomeriggio a favore di chi è, invece, partito più tardi.

La Mitchelton-Scott chiude con il tempo di 22’25”, ad una media oraria di 57.5 km, a tagliare per primo il traguardo è Michael Hepburn che conquista di diritto la prima maglia azzurra della corsa. La frazione ha visto un dominio del Team Jumbo–Visma che viene però beffata nell’ultimo chilometro di gara. Agli olandesi non bastano i “fenomeni” Primoz Roglic, Tony Martin e Jos Van Emden per salire sul primo gradino del podio.

Il terzo posto va al Team Sunweb di Tom Dumoulin che fa registrare un distacco di 22 secondi mentre quarta si piazza la Deceuninck – Quick Step di Julian Alaphilippe fresco vincitore delle Strade Bianche. Il Team Sky di Moscon e Thomas perde 47 secondi.  Chi accusa un distacco elevato è la Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali che accusa oltre un minuto di gap.

Da segnalare un fatto increscioso che poteva avere conseguenze gravi ma che fortunatamente si è concluso bene: durante il passaggio della Bora–Hansgrohe un incurante passante ha attraversato la strada venendo travolto da Oscar Gatto e Rafal Majka. Il passante è stato trasportato in ospedale mentre per gli atleti non vi è nulla da segnalare.

Ordine d’arrivo 1^ tappa:

1 MITCHELTON – SCOTT 00:22:25
2 TEAM JUMBO – VISMA 00:00:07
3 TEAM SUNWEB 00:00:22
4 DECEUNINCK-QUICK-STEP 00:00:37
5 TEAM SKY 00:00:47
6 LOTTO SOUDAL 00:00:54
7 EF EDUCATION FIRST 00:00:56
8 GROUPAMA – FDJ 00:00:58
9 ISRAEL CYCLING ACADEMY 00:01:05
10 BAHRAIN – MERIDA 00:01:10
11 CCC TEAM 00:01:12
12 TREK – SEGAFREDO 00:01:13
13 ASTANA PRO TEAM 00:01:13
14 UAE TEAM EMIRATES 00:01:19
15 MOVISTAR TEAM 00:01:32
16 TEAM DIMENSION DATA 00:01:34
17 TEAM KATUSHA ALPECIN 00:01:38
18 GAZPROM – RUSVELO 00:01:40
19 COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS 00:01:54
20 BORA – HANSGROHE 00:01:57
21 AG2R LA MONDIALE 00:02:01
22 NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM 00:02:10
23 BARDIANI CSF 00:02:41

Classifica generale TOP5:

1 HEPBURN Michael Mitchelton-Scott 10 22:25
2 BOOKWALTER Brent Mitchelton-Scott ,,
3 DURBRIDGE Luke Mitchelton-Scott ,,
4 YATES Adam Mitchelton-Scott ,,
5 EDMONDSON Alex Mitchelton-Scott 0:03

 

Vincenzo Nibali e la galleria del vento

Vincenzo Nibali prepara il Giro nella galleria del vento

Vincenzo Nibali si allenerà con il compagno di squadra Rohan Dennis in galleria del vento per migliorare a cronometro

Vincenzo Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali e il compagno di squadra Rohan Dennis hanno programmato alcune sessioni di allenamento nella galleria del vento. L’obiettivo è quello di migliorare le prestazioni a cronometro in vista del Giro che presenterà qualcosa come tre prove contro il tempo.

Il siciliano dopo aver preso parte all’UAE Tour ora si dedicherà ad allenamenti specifici e, in compagni del collega di team Rohan Dennis Campione del Mondo in carica a cronometro, si sottoporrà anche ad alcuni test in galleria del vento.

Nibali ha come primo obiettivo stagionale proprio la riconquista del Giro d’Italia 2019 e sulle strade della corsa rosa dovrà vedersela con specialisti delle cronometro come Tom Dumoulin e Primoz Roglic che avranno dalla loro parte un totale di 58,5 chilometri.

Uno dei punti deboli dello Squalo dello Stretto rispetto ai suoi principali rivali è proprio la capacità di essere competivo con i big della cronometro. L’atteggiamento di Vincenzo dimostra come, nel 2019, l’attenzione alla conquista del Giro d’Italia sarà massima, forse anche a discapito del Tour?

 

 

 

Victor Campenaerts: perché non mi controllano?

Victor Campenaerts: “nessun controllo antidoping”

Victor Campenaerts ha raccontato a Het Nieuwsblad la sua frustrazione per i mancati controlli antidoping nel suo ritiro in Africa

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts ha parlato con la testata Het Nieuwsblad spiegando la sua frustrazione per una situazione al limite del paradossale che lo vede protagonista.

“sono un ciclista di fama mondiale, Sono uno dei migliori cronoman al mondo, sono da un mese in un paese esotico ad allenarmi e nessuno è venuto a controllarmi. Nell’opinione comune qualcuno potrebbe pensare che sono in Africa per scappare ai controlli ma non è così anzi ho mandato una lettera specificando la mia localizzazione e chiedendo per favore di venire a controllarmi ma non ho visto nessuno”.

Uno sfogo schietto e diretto quello di Victor Campenaerts per una vicenda al limite dell’assurdo: un corridore che chiede di essere controllato per dimostrare la sua trasparenza e, in generale, quella dello sport ma che non viene ascoltato.

Il Campione Europeo a cronometro in carica si sta allenando in Namibia non solo per la stagione sempre più imminente ma anche per tentare il record dell’ora.

“mandare i controlli fin qui potrebbe essere un inutile costo perché sono pulito ma questo lo so io ed è un vero peccato che nessuno si sia presentato nell’ultimo mese. Tanti big e tanti miei rivali come Tom Dumoulin e Rohan Dennis hanno avuto crescite costanti e non posso avere nessun dubbio sulla loro pulizia ma penso che se fossero andati ad allenarsi, come ho fatto io, in un posto lontano avrei avuto piacere se fossero stati controllati”.

Nell’idea di Campenaerts c’è, come detto, l’intenzione di dare l’assalto al record di 54.526 km di Wiggins ottenuto nel 2015 al Velodromo di Lee Valley. Il tentativo del belga dovrebbe avvenire il prossimo mese di aprile in aprile, nel famigerato velodromo di Aguascalientes in Messico, che si trova a 1.887 metri sopra il livello del mare.

Nel 2018, sia Martin Toft Madsen che Dion Beukeboom si sono recati ad Aguascalientes per tentativi di record ma entrambi hanno mancato il bersaglio poco più di 800 metri.

Proprio ad Aguascalientes, lo scorso mese di settembre la nostra Vittoria Bussi ha fatto segnare  il nuovo record femminile di 48.007 km.

 

Giro 2019 elenco dellee squadre al via

Giro 2019 ecco l’elenco dei team partecipanti

Giro 2019 al via, oltre alle formazioni World Tour, anche le quattro wild card con le tre italiane: Androni , Bardiani e Nippo

Giro 2019: tutti i team (fonte pagina Facebook)

Giro 2019: tutti i team (fonte pagina Facebook)

Giro 2019, l’11 maggio sembra ancora lontano ma certamente non lo è per gli organizzatori che stanno lavorando per assicurare qualità anche all’edizione di quest’anno.

Naturalmente i 18 team WorldTour sono automaticamente inclusi nella lista di partenza dei grandi giri a tappe e saranno in tanti a darsi battaglia lungo lo stivale. Primo tra tutti Vincenzo Nibali che vorrebbe andare alla ricerca della vittoria finale ma dovrà vedersela anzitutto con Tom Dumoulin della Sunweb, vincitore del Giro nel 2017, ha annunciato a sorpresa che nel 2019, complice i tanti chilometri a cronometro previsti,  sarà di nuovo al via della corsa rosa (lo scorso anno prese parte a Giro e Tour).

Non ancora totalmente esclusa la presenza di Geraint Thomas ma per il momento il team Sky pare puntare forte su Egan Bernal come capitano in Italia. Il giovane colombiano è stato una delle rivelazione della scorsa stagione e nel 2019 vorrà lasciare il segno in qualche corsa a tappe.

Se i diciotto team dell’UCI WorldTour ricevono inviti automatici, gli organizzatori RCS Sport ha selezionato quattro squadre a cui assegnare la Wild Card per essere al via di Bologna.

L’ Israel Cycling Academy ha ricevuto un invito. Gli altri tre vincitori della wildcard sono i team italiani Androni Giocattoli-Sidermec, Bardiani-CSF e Nippo-Vini Fantini-Faizanè.

 

Giro 2019: i team al via

WorldTour team

Team Sunweb (GER)
Ag2r La Mondiale (FRA)
Astana (KAZ)
Bahrain-Merida (BRN)
Team CCC (POL)
Bora-Hansgrohe (GER)
Groupama-FDJ (FRA)
Lotto-Soudal (BEL)
Mitchelton-Scott (AUS)
Movistar (ESP)
Deceuninck – Quick-Step (BEL)
Dimensione dati (RSA)
EF Education First (USA)
Katusha-Alpecin (SUI)
Jumbo-Visma (NED)
Team Sky (GBR)
Trek-Segafredo (USA)
Emirati Arabi Uniti Team ( UAE)

Giro 2019: Le wild Card

Androni Giocattoli-Sidermec (ITA)
Bardiani-CSF (ITA)
Israel Cycling Academy (ISR)
Nippo-Vini Fantini-Faizanè (ITA)

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Ranking UCI 2018: Alejandro Valverde chiude al comando

Ranking UCI 2018: Valverde primo, davanti a Simon Yates e il nostro Viviani terzo. Italia sul podio per Nazioni

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018 presenta la classifica definitiva dopo la conclusione dell’ultima prova del World Tour, il Tour of Guangxi. Il ranking definitivo di questo 2018 premia la continuità del fresco Campione del Mondo Alejandro Valverde.

Il forte corridore spagnolo ha chiuso la stagione con 4168 punti precedendo di oltre mille punti il secondo uomo in classifica, il britannico Simon Yates (3160) vincitore della Vuelta di Spagna e il nostro Elia Viviani (3106) che ha fatto la voce grossa in quasi tutte le volate

Peter Sagan ha dovuto salutare la sua seconda pelle (la maglia iridata) e si è dovuto accontentare della quarta posizione nella classifica mondiale 2018 davanti a Julian Alaphilippe che precede il vincitore del Tour de France Geraint Thomas.

A completare la top ten del Ranking UCI 2018 ecco il belga Greg Van Avermaet, l’olandese Tom Dumoulin (forte dei due secondi posti a Giro e Tour), il belga Tim Wellens e il francese Romain Bardet. Il secondo miglior atleta tricolore è Sonny Colbrelli (22esimo) mentre Vincenzo Nibali pur avendo trionfato alla Milano-Sanremo si deve accontentare della 45esima piazza pagando lo sfortunato ritiro al Tour e la conseguente Vuelta corsa sottotono

Fabio Aru chiude il suo Annus Horribilis al 153esimo posto senza essere mai riuscito a graffiare.

L’Italia si riappropria all’ultimo del podio nella classifica per Nazioni grazie alla vittoria al Tour of Guangxi di Gianni Moscon sorpassando la Spagna nella classifica che ha visto trionfare il Belgio davanti alla Francia

Ranking UCI 2018 Top Ten:

  1. Alejandro Valverde (Spagna) 4168
  2. Simon Yates (Gran Bretagna) 3160
  3. Elia Viviani (Italia) 3106
  4. Peter Sagan (Slovacchia) 3092
  5. Julian Alaphilippe (Francia) 2991,12
  6. Geraint Thomas (Gran Bretagna) 2777,25
  7. Greg Van Avermaet (Belgio) 2744,47
  8. Tom Dumoulin (Olanda) 2693,86
  9. Tim Wellens (Belgio) 2663
  10. Romain Bardet (Francia) 2545

Ranking UCI 2018 classifica degli italiani

  1. Elia Viviani 3106
  2. Sonny Colbrelli 1732,8
  3. Domenico Pozzovivo 1492
  4. Gianni Moscon 1451,82
  5. Diego Ulissi 1237
  6. Vincenzo Nibali 1172
  7. Andrea Pasqualon 1006
  8. Damiano Caruso 945,14

Ranking UCI 2018 Elia Viviani il più vincente al Mondo

Elia Viviani è il ciclista più vincente del 2018 avendo alzato le braccia al cielo per 18 volte nel corso della stagione alle sue spalle Dylan Groenewegen e Alejandro Valverde con 14 trionfi. Il campione della Quick-Step Floors ha dimostrato una grandissima continuità imponendosi sin dalle prima corse del calendario World Tour 2018 (terza tappa del Tour Down Under). Elia si è imposto anche al Dubai Tour (con classifica generale) e all’Abu Dhabi Tour. In primavera ecco trionfo alla Brugge-De Panne e ben quattro successi di tappa al Giro.

Poi ecco ben tre tappe conquistate alla Adriatica Ionica Race, il Campionato Italiano a Darfo Boario e la Classica di Amburgo per chiudere con altre tre frazioni della Vuelta di Spagna.