Dumoulin: basta pigrizia nella lotta al doping!

Dumoulin: serve vigilanza nella lotta al doping

Dumoulin, sulla scia del clamore delle confessioni del suo ex compagno di squadra Georg Preidler, rilancia il tema della lotta al doping

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin ha voluto dire la sua a seguito degli incresciosi fatti che hanno coinvolto il suo ex compagno di squadra Georg Preidler che aveva effettuato due prelievi di sangue con l’intenzione di sottoporlo a trattamenti dopanti. Il campione olandese ha voluto sottolineare la costante necessità di controlli senza abbassare la guardia.

Preidler ha confessato, all’inizio del mese di marzo, alla polizia austriaca di avere, in due diverse circostanze, prelevato del sangue per alterare le proprie prestazioni sportive. Il ciclista austriaco ha condiviso con Tom Dumoulin per 5 stagioni la maglia del Team Sunweb ed era inserito nel team quando l’olandese ha conquistato il Giro d’Italia 2017. Nel 2018 Preidler si è trasferito alla Groupama-FDJ per poi uscire dal team a seguito dello scandalo scoppiato.

“Non lo reputo un amico ma siamo stati ottimi compagni di squadra, mi è stato vicino. Poi Preidler ha lasciato il team ma questa situazione mi ha lasciato davvero una brutta sensazione, non è stato bello sentire quelle notizie” ha spiegato Dumoulin ai giornalisti di Cyclingnews.com.

Dumoulin ha dichiarato di non aver sentito l’ex compagno dopo la sua confessione e non riesce a comprendere il motivo per cui abbia deciso di ricorrere al doping ematico.

“Non ho parlato con lui, non ho idea di cosa lo abbia spinto ad una simile desione ma spero che voglia raccontare i motivi di questa cosa, penso che potrebbe essere utile a tutti” ha continuato il campione olandese.

La confessione di Preidler è diretta conseguenza dell’operazione Aderlass che ruota attorno all’ attività dell’ex dottore di Gerolsteiner e Milram, Mark Schmid. Lo scandalo ha coinvolto cinque atleti di sci nordico che sono stati arrestati durante i recenti campionati del mondo. Circa una quarantina di sacche contenenti sangue sono stare sequestrate e, nella vicenda, è stato coinvolto anche il ciclista austriaco Stefan Denif.

L’affaire ha messo in discussione la reale efficacia del passaporto biologico che non sarebbe in grado di rilevare trasfusioni di sangue a basso volume.

“Io non sono uno scienziato, non conosco il funzionamento esatto del passaporto biologico. C’è chi ne parla positivamente e ci meno ma a quanto pare è difficile rintracciare questo tipo di pratiche dopanti. Se la polizia non avesse fatto quel raid probabilmente nessuno avrebbe scoperto queste manipolazioni” ha spiegato Dumoulin.

Il ciclista olandese ha poi amaramente commentato come la lotta al doping abbia perso slancio negli ultimi tempi non perché questo sia sparito e i fatti di Preidler e Denifl ne sono l’esempio lampante.

“Penso che dovremmo fare qualcosa per il doping – ha detto Dumoulin – non possiamo permetterci di pensare che sia uscito dal ciclismo e, in generale, dallo sport. Non penso che questo accadrà mai ma è nostro dovere fare di tutti per impedire il proliferare di questi episodi. Dopo un paio di anni in cui nessun nome grosso viene pizzicato positivo ci illudiamo che il doping sia svanito ma non è così. Poi scoppia un grande scandalo e ci ricordiamo del problema, sarebbe meglio evitare tutto ciò”.

Mitchelton–Scott: un fulmine alla Tirreno-Adriatico 2019

 

Mitchelton–Scott conquista la cronosquadre

Mitchelton–Scott vince la cronometro a squadre di 21 km in programma sulle strade di Camaiore che avvia la Tirreno-Adriatico 2019

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott è la squadra più rapida a completare i 21 km della cronometro a squadre di apertura della Tirreno-Adriatico 2019. La squadra olandese vince e Michael Hepburn, è il primo leader della classifica generale.
La prima frazione della 54^ Corsa dei due Mari fa registrare divari più ampi di quanto si poteva immaginare complice l’asfalto bagnato che penalizza i partenti del primo pomeriggio a favore di chi è, invece, partito più tardi.

La Mitchelton-Scott chiude con il tempo di 22’25”, ad una media oraria di 57.5 km, a tagliare per primo il traguardo è Michael Hepburn che conquista di diritto la prima maglia azzurra della corsa. La frazione ha visto un dominio del Team Jumbo–Visma che viene però beffata nell’ultimo chilometro di gara. Agli olandesi non bastano i “fenomeni” Primoz Roglic, Tony Martin e Jos Van Emden per salire sul primo gradino del podio.

Il terzo posto va al Team Sunweb di Tom Dumoulin che fa registrare un distacco di 22 secondi mentre quarta si piazza la Deceuninck – Quick Step di Julian Alaphilippe fresco vincitore delle Strade Bianche. Il Team Sky di Moscon e Thomas perde 47 secondi.  Chi accusa un distacco elevato è la Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali che accusa oltre un minuto di gap.

Da segnalare un fatto increscioso che poteva avere conseguenze gravi ma che fortunatamente si è concluso bene: durante il passaggio della Bora–Hansgrohe un incurante passante ha attraversato la strada venendo travolto da Oscar Gatto e Rafal Majka. Il passante è stato trasportato in ospedale mentre per gli atleti non vi è nulla da segnalare.

Ordine d’arrivo 1^ tappa:

1 MITCHELTON – SCOTT 00:22:25
2 TEAM JUMBO – VISMA 00:00:07
3 TEAM SUNWEB 00:00:22
4 DECEUNINCK-QUICK-STEP 00:00:37
5 TEAM SKY 00:00:47
6 LOTTO SOUDAL 00:00:54
7 EF EDUCATION FIRST 00:00:56
8 GROUPAMA – FDJ 00:00:58
9 ISRAEL CYCLING ACADEMY 00:01:05
10 BAHRAIN – MERIDA 00:01:10
11 CCC TEAM 00:01:12
12 TREK – SEGAFREDO 00:01:13
13 ASTANA PRO TEAM 00:01:13
14 UAE TEAM EMIRATES 00:01:19
15 MOVISTAR TEAM 00:01:32
16 TEAM DIMENSION DATA 00:01:34
17 TEAM KATUSHA ALPECIN 00:01:38
18 GAZPROM – RUSVELO 00:01:40
19 COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS 00:01:54
20 BORA – HANSGROHE 00:01:57
21 AG2R LA MONDIALE 00:02:01
22 NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM 00:02:10
23 BARDIANI CSF 00:02:41

Classifica generale TOP5:

1 HEPBURN Michael Mitchelton-Scott 10 22:25
2 BOOKWALTER Brent Mitchelton-Scott ,,
3 DURBRIDGE Luke Mitchelton-Scott ,,
4 YATES Adam Mitchelton-Scott ,,
5 EDMONDSON Alex Mitchelton-Scott 0:03

 

Vincenzo Nibali e la galleria del vento

Vincenzo Nibali prepara il Giro nella galleria del vento

Vincenzo Nibali si allenerà con il compagno di squadra Rohan Dennis in galleria del vento per migliorare a cronometro

Vincenzo Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali e il compagno di squadra Rohan Dennis hanno programmato alcune sessioni di allenamento nella galleria del vento. L’obiettivo è quello di migliorare le prestazioni a cronometro in vista del Giro che presenterà qualcosa come tre prove contro il tempo.

Il siciliano dopo aver preso parte all’UAE Tour ora si dedicherà ad allenamenti specifici e, in compagni del collega di team Rohan Dennis Campione del Mondo in carica a cronometro, si sottoporrà anche ad alcuni test in galleria del vento.

Nibali ha come primo obiettivo stagionale proprio la riconquista del Giro d’Italia 2019 e sulle strade della corsa rosa dovrà vedersela con specialisti delle cronometro come Tom Dumoulin e Primoz Roglic che avranno dalla loro parte un totale di 58,5 chilometri.

Uno dei punti deboli dello Squalo dello Stretto rispetto ai suoi principali rivali è proprio la capacità di essere competivo con i big della cronometro. L’atteggiamento di Vincenzo dimostra come, nel 2019, l’attenzione alla conquista del Giro d’Italia sarà massima, forse anche a discapito del Tour?

 

 

 

Victor Campenaerts: perché non mi controllano?

Victor Campenaerts: “nessun controllo antidoping”

Victor Campenaerts ha raccontato a Het Nieuwsblad la sua frustrazione per i mancati controlli antidoping nel suo ritiro in Africa

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts ha parlato con la testata Het Nieuwsblad spiegando la sua frustrazione per una situazione al limite del paradossale che lo vede protagonista.

“sono un ciclista di fama mondiale, Sono uno dei migliori cronoman al mondo, sono da un mese in un paese esotico ad allenarmi e nessuno è venuto a controllarmi. Nell’opinione comune qualcuno potrebbe pensare che sono in Africa per scappare ai controlli ma non è così anzi ho mandato una lettera specificando la mia localizzazione e chiedendo per favore di venire a controllarmi ma non ho visto nessuno”.

Uno sfogo schietto e diretto quello di Victor Campenaerts per una vicenda al limite dell’assurdo: un corridore che chiede di essere controllato per dimostrare la sua trasparenza e, in generale, quella dello sport ma che non viene ascoltato.

Il Campione Europeo a cronometro in carica si sta allenando in Namibia non solo per la stagione sempre più imminente ma anche per tentare il record dell’ora.

“mandare i controlli fin qui potrebbe essere un inutile costo perché sono pulito ma questo lo so io ed è un vero peccato che nessuno si sia presentato nell’ultimo mese. Tanti big e tanti miei rivali come Tom Dumoulin e Rohan Dennis hanno avuto crescite costanti e non posso avere nessun dubbio sulla loro pulizia ma penso che se fossero andati ad allenarsi, come ho fatto io, in un posto lontano avrei avuto piacere se fossero stati controllati”.

Nell’idea di Campenaerts c’è, come detto, l’intenzione di dare l’assalto al record di 54.526 km di Wiggins ottenuto nel 2015 al Velodromo di Lee Valley. Il tentativo del belga dovrebbe avvenire il prossimo mese di aprile in aprile, nel famigerato velodromo di Aguascalientes in Messico, che si trova a 1.887 metri sopra il livello del mare.

Nel 2018, sia Martin Toft Madsen che Dion Beukeboom si sono recati ad Aguascalientes per tentativi di record ma entrambi hanno mancato il bersaglio poco più di 800 metri.

Proprio ad Aguascalientes, lo scorso mese di settembre la nostra Vittoria Bussi ha fatto segnare  il nuovo record femminile di 48.007 km.

 

Giro 2019 elenco dellee squadre al via

Giro 2019 ecco l’elenco dei team partecipanti

Giro 2019 al via, oltre alle formazioni World Tour, anche le quattro wild card con le tre italiane: Androni , Bardiani e Nippo

Giro 2019: tutti i team (fonte pagina Facebook)

Giro 2019: tutti i team (fonte pagina Facebook)

Giro 2019, l’11 maggio sembra ancora lontano ma certamente non lo è per gli organizzatori che stanno lavorando per assicurare qualità anche all’edizione di quest’anno.

Naturalmente i 18 team WorldTour sono automaticamente inclusi nella lista di partenza dei grandi giri a tappe e saranno in tanti a darsi battaglia lungo lo stivale. Primo tra tutti Vincenzo Nibali che vorrebbe andare alla ricerca della vittoria finale ma dovrà vedersela anzitutto con Tom Dumoulin della Sunweb, vincitore del Giro nel 2017, ha annunciato a sorpresa che nel 2019, complice i tanti chilometri a cronometro previsti,  sarà di nuovo al via della corsa rosa (lo scorso anno prese parte a Giro e Tour).

Non ancora totalmente esclusa la presenza di Geraint Thomas ma per il momento il team Sky pare puntare forte su Egan Bernal come capitano in Italia. Il giovane colombiano è stato una delle rivelazione della scorsa stagione e nel 2019 vorrà lasciare il segno in qualche corsa a tappe.

Se i diciotto team dell’UCI WorldTour ricevono inviti automatici, gli organizzatori RCS Sport ha selezionato quattro squadre a cui assegnare la Wild Card per essere al via di Bologna.

L’ Israel Cycling Academy ha ricevuto un invito. Gli altri tre vincitori della wildcard sono i team italiani Androni Giocattoli-Sidermec, Bardiani-CSF e Nippo-Vini Fantini-Faizanè.

 

Giro 2019: i team al via

WorldTour team

Team Sunweb (GER)
Ag2r La Mondiale (FRA)
Astana (KAZ)
Bahrain-Merida (BRN)
Team CCC (POL)
Bora-Hansgrohe (GER)
Groupama-FDJ (FRA)
Lotto-Soudal (BEL)
Mitchelton-Scott (AUS)
Movistar (ESP)
Deceuninck – Quick-Step (BEL)
Dimensione dati (RSA)
EF Education First (USA)
Katusha-Alpecin (SUI)
Jumbo-Visma (NED)
Team Sky (GBR)
Trek-Segafredo (USA)
Emirati Arabi Uniti Team ( UAE)

Giro 2019: Le wild Card

Androni Giocattoli-Sidermec (ITA)
Bardiani-CSF (ITA)
Israel Cycling Academy (ISR)
Nippo-Vini Fantini-Faizanè (ITA)

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Ranking UCI 2018: Alejandro Valverde chiude al comando

Ranking UCI 2018: Valverde primo, davanti a Simon Yates e il nostro Viviani terzo. Italia sul podio per Nazioni

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018 presenta la classifica definitiva dopo la conclusione dell’ultima prova del World Tour, il Tour of Guangxi. Il ranking definitivo di questo 2018 premia la continuità del fresco Campione del Mondo Alejandro Valverde.

Il forte corridore spagnolo ha chiuso la stagione con 4168 punti precedendo di oltre mille punti il secondo uomo in classifica, il britannico Simon Yates (3160) vincitore della Vuelta di Spagna e il nostro Elia Viviani (3106) che ha fatto la voce grossa in quasi tutte le volate

Peter Sagan ha dovuto salutare la sua seconda pelle (la maglia iridata) e si è dovuto accontentare della quarta posizione nella classifica mondiale 2018 davanti a Julian Alaphilippe che precede il vincitore del Tour de France Geraint Thomas.

A completare la top ten del Ranking UCI 2018 ecco il belga Greg Van Avermaet, l’olandese Tom Dumoulin (forte dei due secondi posti a Giro e Tour), il belga Tim Wellens e il francese Romain Bardet. Il secondo miglior atleta tricolore è Sonny Colbrelli (22esimo) mentre Vincenzo Nibali pur avendo trionfato alla Milano-Sanremo si deve accontentare della 45esima piazza pagando lo sfortunato ritiro al Tour e la conseguente Vuelta corsa sottotono

Fabio Aru chiude il suo Annus Horribilis al 153esimo posto senza essere mai riuscito a graffiare.

L’Italia si riappropria all’ultimo del podio nella classifica per Nazioni grazie alla vittoria al Tour of Guangxi di Gianni Moscon sorpassando la Spagna nella classifica che ha visto trionfare il Belgio davanti alla Francia

Ranking UCI 2018 Top Ten:

  1. Alejandro Valverde (Spagna) 4168
  2. Simon Yates (Gran Bretagna) 3160
  3. Elia Viviani (Italia) 3106
  4. Peter Sagan (Slovacchia) 3092
  5. Julian Alaphilippe (Francia) 2991,12
  6. Geraint Thomas (Gran Bretagna) 2777,25
  7. Greg Van Avermaet (Belgio) 2744,47
  8. Tom Dumoulin (Olanda) 2693,86
  9. Tim Wellens (Belgio) 2663
  10. Romain Bardet (Francia) 2545

Ranking UCI 2018 classifica degli italiani

  1. Elia Viviani 3106
  2. Sonny Colbrelli 1732,8
  3. Domenico Pozzovivo 1492
  4. Gianni Moscon 1451,82
  5. Diego Ulissi 1237
  6. Vincenzo Nibali 1172
  7. Andrea Pasqualon 1006
  8. Damiano Caruso 945,14

Ranking UCI 2018 Elia Viviani il più vincente al Mondo

Elia Viviani è il ciclista più vincente del 2018 avendo alzato le braccia al cielo per 18 volte nel corso della stagione alle sue spalle Dylan Groenewegen e Alejandro Valverde con 14 trionfi. Il campione della Quick-Step Floors ha dimostrato una grandissima continuità imponendosi sin dalle prima corse del calendario World Tour 2018 (terza tappa del Tour Down Under). Elia si è imposto anche al Dubai Tour (con classifica generale) e all’Abu Dhabi Tour. In primavera ecco trionfo alla Brugge-De Panne e ben quattro successi di tappa al Giro.

Poi ecco ben tre tappe conquistate alla Adriatica Ionica Race, il Campionato Italiano a Darfo Boario e la Classica di Amburgo per chiudere con altre tre frazioni della Vuelta di Spagna.

Dumoulin all-in per il Tour di France 2019

Dumoulin punterà tutto sul Tour de France

Dumoulin dopo essere arrivato secondo al Giro e al Tour nel 2018, potrebbe concentrarsi esclusivamente sulla maglia gialla

Dumoulin punta sul Tour

Dumoulin punta sul Tour

Dumoulin, a pochi giorni dalla presentazione del Tour de France 2019,  ha lasciato intendere che metterà la maglia gialla al centro della prossima stagione agonistica.

La stella della Sunweb è in attesa di vedere che cosa metterà in campo l’organizzazione del Tour per la prossima edizione della Grande Boucle.

“Non abbiamo ancora preso la decisione finale, ma mi piacerebbe andare al Tour per vincere. Non considererei un fallimento il non vincere ma ammetto che dopo due secondi posti vorrei provare a vincere”.

Dumoulin, 28 anni, è arrivato secondo al Giro d’Italia, al Tour e alla cronometro ai Mondiali di Innsbruck rendendo la sua stagione comunque importante anche senza nessuna vittoria.

“Non ho alcun rimpianto, sento di non aver commesso errori, semplicemente Chris Froome e Thomas erano più forti di me. La semplice verità è che c’era sempre qualcuno un po’ più forte di me. Quando Froome ha vinto a Zoncolan, non l’ho detto, ma era evidente che Froome era tornato. Qualcuno ha detto che non avrei dovuto aspettare sul Colle delle Finestre ma quella era la decisione migliore in quel momento”.

Dumoulin ha le caratteristiche per gareggiare e vincere grandi tour: è uno dei migliori cronoman al mondo ed in salita solo gli scalatori puri possono batterlo sulle salite più dure.

Probabilmente tra i migliori cronometristi del mondo, può scalare con l’élite del gruppo. Solo un semplice alpinista può far cadere Dumoulin sulle salite più ripide.

Dumoulin ha conquistato il Giro del 2017 e ha sorpreso molti addetti ai lavori puntando sulla doppietta Giro-Tour ma l’esperienza della stagione che si sta concludendo ha fatto cambiare strategia: puntare su un unico obiettivo.

La Rosiere: tappa e maglia a Thomas

La Rosiere dominio Sky a 360 gradi

La Rosiere, tappa nel segno del Team Sky che conquista tappa e maglia con Geraint Thomas e brilla con Chris Froome che tallona Dumoulin

La Rosiere, esulta Thomas

La Rosiere, esulta Thomas

La Rosiere parla il britannico, nella undicesima tappa del Tour de France, dopo le tappe soporifere di pianura in cui anche il Team Sky aveva sonnecchiato ecco deflagrare la potenza della squadra d’oltre manica.

A esulare è Geraint Thomas che taglia il traguardo a braccia alzate, conquistando la tappa e contemporaneamente la leadership in classifica generale. Alle spalle del vincitore ecco arrivare  Tom Dumoulin (Sunweb), che attacca da lontano, ma che chiude appaiato a Chris Froome (Sky) che gestisce la corsa da leader. Vincenzo Nibali arriva con un distacco di circa un minuto dal vincitore.

La tappa di oggi prevede in 108 km  oltre quattromila metri di dislivello per chiudere a 1855 metri d’altitudine. Prima del via commemorazione di due grandi del ciclismo: Gino Bartali e Fabio Casartelli.

Se i chilometri in programma sono pochi è palese che la tappa esplode in fretta, partono dunque in tanti tra cui Damiano Caruso e Tejay Van Garderen (BMC), Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) e Serge Pauwels (Dimension Data) insieme a molti altri. Il gruppo lascia fare e i fuggitivi prendono un buon vantaggio.

La Rosiere: Team Sky padrone della corsa

La Sky detta un ritmo costante (ma non eccessivo) prima sulla Montée de Bisanne e poi sul Col du Pré. Entra in scena la Movistar che prova a mandare in avan scoperta due uomini, il ritmo si alza e perdono il contatto la maglia gialla Greg Van Avermaet (Bmc) e un deludente Rigoberto Uran (EF Drapac).

Poco dopo parte l’attacco di Alejandro Valverde, che ritrova il compagno Soler e arriva a  guadagnare fino a due minuti su Froome & soci.  Imbatido, maglia gialla virtuale per diversi chilometri, vede però il suo margine calare nel tratto in discesa, dove ad allungare è Tom Dumoulin (Sunweb) spalleggiato dal giovane Soren Kragh Andersen.

All’attacco della La Rosiere,  in testa ci sono Caruso, Nieve, Barguil e Valgren con alle spalle i due Movistar e i due Sunweb. Sulle rampe sempre più dure il tanti nel gruppo dei big mollano il colpo (Mollena, Jungels, Yates, Zakarin e lo stesso Valverde).

Ai meno cinquemila metri dell’arrivo parte l’allungo di Thomas che in un sol boccone raggiunte prima Dumoulin e poi Nieve per andare a trionfare a braccia levate. Alle spalle del vincitore arrivano la Farfalla di Maastricht e il Kenyano Bianco. Il nostro Caruso chiude con una sontuosa quarta piazza davanti all’iberico Nieve.

Nibali, Quintana e Bardet perdono 59″ e di chilometri per recuperare ne hanno ma il sentore è che il Team Sky stia mettendo le mani anche sul Tour de France 2018

Da segnalare che vanno fuori tempo massimo Marcel Kittel già in polemica con il team e Mark Cavendish.

Dumoulin attacca l’UCI sulla vicenda Froome

Dumoulin attacca l’UCI: “pessima gestione del caso Froome”

Dumoulin attacca l’UCI, l’olandese del Team Sunweb teme che la decisione possa allontanare la gente dal ciclismo

Dumoulin attacca l'UCI

Dumoulin attacca l’UCI

Dumoulin attacca l’UCI: “Hanno creato un caos nella gestione del caso di Chris Froome che rischia di allontanare gli appassionati dal nostro sport”.  Il vincitore del Giro d’Italia 2017 che ha chiuso la scorsa corsa rosa proprio alle spalle del britannico non risparmia le critiche sulla recente presa di posizione dei vertici del ciclismo.
Già prima dell’avvio del Giro d’Italia Tom Dumoulin non le aveva mandate a dire a Froome: “Nelle sue stesse condizioni, il mio team ed io avremmo deciso di non correre” aveva dichiarato.

Ora alla vigilia dell’avvio della Grande Boucle la Farfalla di Maastricht è stata decisamente pungente: “Il caso Froome è stato semplicemente un caos” ha dichiarato Tom che ha aggiunto: “Questa faccenda è davvero fastidiosa, in realtà non è quello di cui il ciclismo ha bisogno in questo momento. Chris è stato assolto e ne va preso atto ma tuttala situazione è stata gestita malissimo mettendo in cattiva luce il nostro sport. Si rischia che per una faccenda così stupida i tifosi tornino ad allontanarsi dal ciclismo, sono davvero rattristato”.

Quando ancora la posizione del capitano del Team Sky era traballante, il corridore del Team Synweb aveva rigettato l’ipotesi di vincere il Giro per squalifica del Kenyano ma sicuramente non ha apprezzato il metro di giudizio dell’UCI oltre che la tempistica della decisione: “La vicenda si è risolta nelle ultime ore, con la sentenza che ha scagionato il keniano bianco proprio qualche istante dopo l’esclusione chiesta dagli organizzatori del Tour de France”

Dumoulin attacca l’UCI, Lappartient risponde

Il timore dell’UCI è quello che la presa di posizione di atleti, ex ciclisti e opinionisti possa esacerbare il pubblico così il presidente dell’UCI ha tenuto a precisare che “a decisione sul caso Froome è stata presa in modo serio, sulla base dei rapporti di esperti. E’ una decisione che va rispettata, così come vanno rispettati tutti i ciclisti in gara, compreso Froome”.

Circa la questione dei tempi della sentenza il presidente ha tenuto a motivarne le cause:  “La procedura è stata particolarmente lunga perché il caso era complesso: è stato rispettato il diritto alla difesa del corridor. In realtà i tempi li ha dettati la Wada, che ha comunicato la propria posizione sul caso il 28 giugno. L’UCI ha solo redatto la decisione finale e l’ha comunicata nel più breve tempo possibile”.