Team Sunweb verso le sfide del 2020 nonostante la perdita di Dumoulin

Team Sunweb come sarà il dopo Dumoulin?

Team Sunweb verso le sfide del 2020: dopo la perdita di Dumoulin punterà su Matthews, Benoot oltre a Rivera nel team femminile

Team Sunweb: Il logo

Team Sunweb: Il logo

Team Sunweb inizia a pianificare il suo 2020 dopo la presentazione della squadra olandese avvenuta ad Amsterdam. Sarà strano probabilmente essere al via della nuova stagione World Tour senza l’atleta simbolo delle ultime annate ma gli impegni tra uomini, donne e team di sviluppo potranno riservare soddisfazioni.

Il Team Sunweb ha confermato i colori rosso e nero per le divise della nuova stagione mentre è entrato come sponsor secondario il marchio BinckBank che si affianca a Sunweb Holidays mentre lo sponsor tecnico sarà Craft e le biciclette saranno, come di consueto, fornite da Cervelo.

La presentazione si è svolta nel centro  “House of Mobility” creato dalla società madre Pons di Cervelo, per mostrare tutte le forme di trasporto.

Lo scorso anno ha riservato poche gioie agli olandesi (ma iscritti con licenza tedeschi) (solo 9 successi in stagione) con Dumoulin che, a causa dell’incidente occorsogli durante la prima settimana del Giro d’Italia, ha corso solo 27 giorni. I successi della Sunweb sono passati dalle gambe di Matthews che ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva al Grand Prix Cycliste de Québec e Nikias Arndt che ha conquistato una frazione alla Vuelta.

Il 2020 è quindi l’anno del cambiamento con la speranza che Wilco Keldermann e Sam Oomen possano dire la loro nelle corse a tappe e che Michael Matthews riesca a fare meglio dello scorso anno in volata e nelle classiche.

Tutto da valutare l’impatto di Søren Kragh Andersen che si concentrerà sulle classiche mentre il nostro Alberto Dainese, campione europeo Under23, farà parte della batteria dei giovani talenti assieme a Nils Eekhoff, Martin Salmon e Mark Donovan.

La formazione femminile sarà nuovamente capitanata dall’americana Coryn Rivera alla quale di affianca Alison Jackson chiamata a non far rimpiangere Lucinda Brand unitasi alla  Trek-Segafredo.

 

Tom Dumoulin torna a correre… In spiaggia

Tom Dumoulin torna all’azione in una gara di MTB

Tom Dumoulin torna a correre alla Beachrace , gara di  MTB sulla spiaggia di Scheveningen in Olanda dove ha chiuso al sesto posto

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Tom Dumoulin è tornato a mettersi un numero sulla schiena dopo quasi sei mesi prendendo parte ad una competizione in MTB lungo la spiaggia di Scheveningen, nei Paesi Bassi. Il corridore olandese ha chiuso sesto in classifica mentre a trionfare è stato Rick van Breda che ha preceduto Ivan Slik.

L’ultima apparizione ufficiale di Tom risale addirittura al mese di giugno precisamente al Critérium du Dauphiné quando è stato costretto al ritiro per problemi ad un ginocchio che lo avevano costretto al forfait al Giro e che hanno richiesto, poi, un intervento chirurgico perdendo di fatto il Tour de France.

Dal primo di gennaio prossimo Domuoulin non sarà più in forza al Team Sunweb e si accaserà alla corazzata Jumbo-Visma ma domenica, alla Beachrace, Tom ha sfoggiato ancora il completino del team olandese e ha corso in sella ad una Giant. La presentazione nel nuovo acquisto avverrà il prossimo 20 dicembre in occasione del’evento promozionale del team che il prossimo anno affiancherà a Primoz Roglic e Steven Kruijswijk l’ex ciclista della Sunweb.

Dumoulin ha subito due delicate operazioni al ginocchio sinistro durante la sua lunga pausa dalle corse, ma a settembre ha reso noto che i medici avevano confermato che sarebbe stato in grado di tornare al suo livello precedente.
L’obiettivo di Dumoulin sarà il Tour de France oltre alle Olimpiadi di Tokyo 2020 decidendo, di fatto, di rinunciare al Giro d’Italia in cui aveva trionfato nel 2017.

Al via della corsa “in spiaggia” c’era anche l’ex campione olandese di cross country Thijs Zonneveld che ha corso fianco a fianco (ha chiuso settimo) con Tom e che ha dichiarato:

“Dumoulin mi ha decisamente colpito la sua prestazione. Il ginocchio e le sue condizioni sono buone, meglio di quello che mi aspettassi”

Roglic obiettivo Tour 2020

Roglic dopo la Vuelta vuole la maglia gialla

Roglic dopo aver vinto il grande giro spagnolo ha dichiarato di voler puntare alla vittoria del Tour de France 2020

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic non ha fatto quasi in tempo a asciugarsi il sudore delle fatiche della vittoria della Vuelta a España 2019 che il suo sguardo e la sua mente sono già proiettate alla prossima stagione e all’obbiettivo “grosso” del Tour 2020.

Lo sloveno ha dominato la corsa iberica dopo aver brillato per due settimane al Giro d’Italia. La prova nella corsa a tappe spagnola ha spazzato via i dubbi circa la sua resistenza sulle tre settimane. Ora, nonostante l’arrivo di un fenomeno come Tom Dumoulin, Primoz ha ben in chiaro nella mente la voglia di indossare la maglia gialla a Parigi.

Intervistato da Marca, Roglic è stato molto chiaro:

“il Tour è il mio obiettivo, voglio andare in Francia per vincere, penso di aver dimostrato il mio valore prima col podio al Giro e poi con la conquista della Vuelta”.

A 29 anni lo sloveno vuole alzare la mira e, assieme a Richard Plugge, boss della Jumbo-Visma, a breve proveranno a pianificare la prossima stagione. Il roster ulteriormente impreziosito da Dumoulin sarà un ulteriore sprone per competere con il Team Ineos che quest’anno ha trionfato al Tour con Bernal.

Al Tour 2018, Roglic aveva ottenuto un insperato quarto posto conquistando anche la frazione di montagna e superando, nelle gerarchie del proprio team, il capitano designato Steven Kruijswijk (classificato quinto).

La concorrenza interna al Team Jumbo-Visma il prossimo anno sarà incredibile con atleti del calibro Kuss, Wout Van Aert e Laurens De Plus oltre a Dumoulin e  Kruijswijk. Insomma il rischio di avere troppi galli nel pollaio potrebbe essere concreto ma Primoz non vede questa situazione come un problema: “siamo in tanti corridori di alto profilo? Non è un problema anzi non ci sono mai abbastanza buoni corridori in una squadra, è sempre importante progredire”.

Tanti cuochi in cucina non rischiano di rovinare la brigata e anzi

“L’arrivo di Dumoulin è un’ottima notizia per tutti noi perché rafforza il team. Vogliamo crescere e questa è la via migliore”

ha spiegato Primoz Roglic. Effettivamente le capacità manageriali, lo dimostra il Team Sky/Ineos, possono far tranquillamente convivere tanti ciclisti “stellati”.

 

Tom Dumoulin firma con il Team Jumbo-Visma

Tom Dumoulin ha firmato con il Team Jumbo-Visma

Tom Dumoulin lascia il Team Sunweb per firmare un accordo triennale con il Team Jumbo-Visma, obiettivo: vincere un grande giro

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Tom Dumoulin sarà un atleta del Team Jumbo-Visma a partire dalla stagione 2020, poche ore prima dell’annuncio della firma, era stata resa nota la rescissione del contratto fra l’olandese e il Team Sunweb.

Il contratto tra la formazione neerlandese e il vincitore del Giro d’Italia 2017 avrà durata triennale e non è trapelato l’ingaggio.

“Dopo la delusione per aver perso il Tour mi sono trovato seduto a casa, ho iniziato a valutare che un nuovo ambiente avrebbe potuto essere un svolta positiva per me. Ho ricevuto molte offerte alcune davvero interessante e penso che a questo punto della mia carriera era corretto cambiare team.

Non vedo l’ora di vincere un grande giro. Cercavo una nuova sfida e il Team Jumbo-Visma è la scelta giusta. Ho iniziato la mia carriera con la Rabobank Continental e quindi mi sembra di tornare a casa e sarà bello rappresentare una squadra dei Paesi Bassi”  ha dichiarato Dumoulin.

Alla Jumbo Visma Dumoulin avrà al suo fianco compagni di squadra che potranno aiutarlo soprattutto in salita nomi come Bennett, De Plus e dello stesso Kruijwsijk possono essere un valore aggiunto per le velleità di vittoria nei grandi giri per l’olandese che, dopo il Giro 2017, vorrebbe conquistare un’alta maglia prestigiosa. Cosa ne penserà il compagno di team (in rampa di lancio) Primoz Roglic?

 

Dumoulin subisce un lieve intervento al ginocchio

Dumoulin operato ad un ginocchio

Dumoulin operato al ginocchio per rimuovere un pezzo di ghiaia che stava provocando una fastidiosa infiammazione

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin operato al ginocchio, dopo aver abbandonato il  Giro 2019 a seguito di una bruttissima caduta, il ciclista olandese ha dovuto dare forfait anche al recente Critérium du Dauphiné a causa di un ginocchio irritato. Tornato in Olanda, il ciclista di è sottoposto ad alcuni esami presso l‘OCON Medical Center.

“Tom ha subito un piccolo intervento chirurgico, durante il quale è stato rimosso quello che sembrava essere un frammento metallico ma che si è rilevato essere della ghiaia che stava causando una leggera reazione infiammatoria” ha spiegato Camiel Aldershof medico sociale del Team Sunweb.

L’incidente occorso a Tom durante la quinta frazione del Giro d’Italia 2019 ha avuto quindi uno strascico lungo. In quell’occasione la catena della bicicletta lo aveva tagliato all’altezza ginocchio, ferendo un tendine e lasciando quello che pareva essere un frammento metallico.

L’intervento dovrebbe aver tolto la causa dei recenti problemi riscontrati da Dumoulin che ora sarà chiamato ad un training camp in altura per finalizzare la preparazione in vista della partenza del Tour 2019.

“Il primo giro di prova è andato bene e ha ottenuto il via libera per una sessione di allenamenti in altura. Monitoreremo giorno per giorno l’andamento degli allenamenti ma i segnali sono incoraggianti” ha spiegato Aldershof.

La Farfalla di Maastricht dopo una serie di dubbi (e di sofferenze) pare quindi indirizzato lungo la strada per il Tour che prenderà il via il prossimo 6 luglio da Bruxelles. E’ chiaramente innegabile che questo “intoppo” lungo la preparazione di una corsa impegnativa come la Grande Boucle lascia interrogativi circa le reali possibilità di giocarsi le proprie chance di vittoria.

Pascal Ackermann altro colpo al Giro

Pascal Ackermann conquista la seconda vittoria al Giro

Pascal Ackermann della Bora-Hansgrohe conquista la seconda vittoria personale al Giro nella tappa con arrivo a Terracina, secondo Gaviria

Pascal Ackermann (fonte pagina Facebook)

Pascal Ackermann (fonte pagina Facebook)

Pascal Ackermann ottiene la seconda vittoria personale al Giro 2019, dopo il brillante successo nella tappa con arrivo a Fucecchio, il velocista della Bora. Hansgrohe trionfa anche sul traguardo di Terracina incrementando anche il suo margine per la maglia ciclamino.

Tappa segnata dalla pioggia quella di oggi e dalla non partenza di Kristijan Koren e soprattutto dall’abbandono dopo pochissimi chilometri di Tom Dumoulin costretto ad alzare bandiera bianca per i postumi della caduta rimediata nella tappa di ieri.

Al chilometro due si avvantaggia un gruppetto di coraggiosi tra cui spicca la Maglia Azzurra Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) che però si rialza poco dopo. Il gruppo non lascia troppo margine ai fuggitivi con i team dei velocisti quest’oggi attenti a mantenere il gap in soglia di controllo.

Ai meno 20 chilometri dall’arrivo la situazione è di gruppo compatto quando viene riprero Vervaeke e mentre la pioggia continua a flagellare il plotone. I team degli sprinter non lasciano spazio a nessun colpo di coda e la corsa si avvia alla prevedibile volata.

Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) prova a sorprendere tutti con uno scatto micidiale che sembra poter andare in porto ma alla sua ruota ecco apparire Pascal Ackermann (Bora-hansgrohe) che supera il colombiano proprio in prossimità della linea d’arrivo, il podio è completato da Demare.

 

 

 

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati

Richard Carapaz conquista la frazione di Frascati

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati caratterizzata da una lunga fuga e dalla caduta di Dumoulin che esce di classifica

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz conquista la tappa di Frascati, quarta frazione del Giro d’Italia con partenza da Orbetello. Tappa contraddistinta da una fuga partita dal chilometro 3 e terminata solo nel finale. I protagonisti di giornata sono i coraggiosi Marco Maestri (Bardiani CSF), Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec) e Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) che allungano subito, pedalano in armonia ed arrivano ad accumulare un vantaggio che supera i 12 minuti.

Quando mancano circa 10 chilometri al traguardo il gruppo rientra sui 3 eroi di giornata ma dopo una manciata di chilometri una caduta spezza letteralmente in due il gruppo. E’ un atleta del Team Ineos, Salvatore Puccio, a scatenare la carambola.

Davanti restano solo una quindicina di atleti, pochi gli uomini di classifica presenti: solo la maglia rosa Primoz Roglic e Richard Carapaz ed alcuni velocisti come come Viviani, Démare, Ewan ed Ackermann.

Restano indietro Nibali e Yates mentre Tom Dumoulin resta a terra dolorante. Davanti lavorano a tutta e, quando ai meno 1900 metri c’è la rampa finale, Marco Marcato frena facendo staccare Elia Viviani. Ai meno 400 metri dall’arriva prova ad allungare Richard Carapaz che prende un lieve margine, prova a superarlo Ewan ma ormai è tardi ed è il corridore della Movistar ad esultare bissando il successo dello scorso anno a Montevergine di Mercogliano.

A 18 secondi arriva un gruppetto con Nibali e Yates oltra a Lopez, Jungles, Majka, Geoghegan Hart, Formolo, Gallopin, Zakarin. Sivakov accusa 25 secondi di distacco, Zakarin 44 mentre Kangert  arriva a 1’20”.

Su traguardo arriva anche Tom Dumoulin quando il cronometro segna ormai oltre 4 minuti di svantaggio, l’olandese è palesemente dolorante e sanguinante, speriamo che possa recuperare.

La maglia rosa rimane sulle spalle di Primoz Roglic che guadagna su tutta la concorrenza portando a 35″ il gap su Yates e 39″ su Nibali.

 

 

Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Dumoulin: basta pigrizia nella lotta al doping!

Dumoulin: serve vigilanza nella lotta al doping

Dumoulin, sulla scia del clamore delle confessioni del suo ex compagno di squadra Georg Preidler, rilancia il tema della lotta al doping

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin ha voluto dire la sua a seguito degli incresciosi fatti che hanno coinvolto il suo ex compagno di squadra Georg Preidler che aveva effettuato due prelievi di sangue con l’intenzione di sottoporlo a trattamenti dopanti. Il campione olandese ha voluto sottolineare la costante necessità di controlli senza abbassare la guardia.

Preidler ha confessato, all’inizio del mese di marzo, alla polizia austriaca di avere, in due diverse circostanze, prelevato del sangue per alterare le proprie prestazioni sportive. Il ciclista austriaco ha condiviso con Tom Dumoulin per 5 stagioni la maglia del Team Sunweb ed era inserito nel team quando l’olandese ha conquistato il Giro d’Italia 2017. Nel 2018 Preidler si è trasferito alla Groupama-FDJ per poi uscire dal team a seguito dello scandalo scoppiato.

“Non lo reputo un amico ma siamo stati ottimi compagni di squadra, mi è stato vicino. Poi Preidler ha lasciato il team ma questa situazione mi ha lasciato davvero una brutta sensazione, non è stato bello sentire quelle notizie” ha spiegato Dumoulin ai giornalisti di Cyclingnews.com.

Dumoulin ha dichiarato di non aver sentito l’ex compagno dopo la sua confessione e non riesce a comprendere il motivo per cui abbia deciso di ricorrere al doping ematico.

“Non ho parlato con lui, non ho idea di cosa lo abbia spinto ad una simile desione ma spero che voglia raccontare i motivi di questa cosa, penso che potrebbe essere utile a tutti” ha continuato il campione olandese.

La confessione di Preidler è diretta conseguenza dell’operazione Aderlass che ruota attorno all’ attività dell’ex dottore di Gerolsteiner e Milram, Mark Schmid. Lo scandalo ha coinvolto cinque atleti di sci nordico che sono stati arrestati durante i recenti campionati del mondo. Circa una quarantina di sacche contenenti sangue sono stare sequestrate e, nella vicenda, è stato coinvolto anche il ciclista austriaco Stefan Denif.

L’affaire ha messo in discussione la reale efficacia del passaporto biologico che non sarebbe in grado di rilevare trasfusioni di sangue a basso volume.

“Io non sono uno scienziato, non conosco il funzionamento esatto del passaporto biologico. C’è chi ne parla positivamente e ci meno ma a quanto pare è difficile rintracciare questo tipo di pratiche dopanti. Se la polizia non avesse fatto quel raid probabilmente nessuno avrebbe scoperto queste manipolazioni” ha spiegato Dumoulin.

Il ciclista olandese ha poi amaramente commentato come la lotta al doping abbia perso slancio negli ultimi tempi non perché questo sia sparito e i fatti di Preidler e Denifl ne sono l’esempio lampante.

“Penso che dovremmo fare qualcosa per il doping – ha detto Dumoulin – non possiamo permetterci di pensare che sia uscito dal ciclismo e, in generale, dallo sport. Non penso che questo accadrà mai ma è nostro dovere fare di tutti per impedire il proliferare di questi episodi. Dopo un paio di anni in cui nessun nome grosso viene pizzicato positivo ci illudiamo che il doping sia svanito ma non è così. Poi scoppia un grande scandalo e ci ricordiamo del problema, sarebbe meglio evitare tutto ciò”.

Mitchelton–Scott: un fulmine alla Tirreno-Adriatico 2019

 

Mitchelton–Scott conquista la cronosquadre

Mitchelton–Scott vince la cronometro a squadre di 21 km in programma sulle strade di Camaiore che avvia la Tirreno-Adriatico 2019

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott è la squadra più rapida a completare i 21 km della cronometro a squadre di apertura della Tirreno-Adriatico 2019. La squadra olandese vince e Michael Hepburn, è il primo leader della classifica generale.
La prima frazione della 54^ Corsa dei due Mari fa registrare divari più ampi di quanto si poteva immaginare complice l’asfalto bagnato che penalizza i partenti del primo pomeriggio a favore di chi è, invece, partito più tardi.

La Mitchelton-Scott chiude con il tempo di 22’25”, ad una media oraria di 57.5 km, a tagliare per primo il traguardo è Michael Hepburn che conquista di diritto la prima maglia azzurra della corsa. La frazione ha visto un dominio del Team Jumbo–Visma che viene però beffata nell’ultimo chilometro di gara. Agli olandesi non bastano i “fenomeni” Primoz Roglic, Tony Martin e Jos Van Emden per salire sul primo gradino del podio.

Il terzo posto va al Team Sunweb di Tom Dumoulin che fa registrare un distacco di 22 secondi mentre quarta si piazza la Deceuninck – Quick Step di Julian Alaphilippe fresco vincitore delle Strade Bianche. Il Team Sky di Moscon e Thomas perde 47 secondi.  Chi accusa un distacco elevato è la Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali che accusa oltre un minuto di gap.

Da segnalare un fatto increscioso che poteva avere conseguenze gravi ma che fortunatamente si è concluso bene: durante il passaggio della Bora–Hansgrohe un incurante passante ha attraversato la strada venendo travolto da Oscar Gatto e Rafal Majka. Il passante è stato trasportato in ospedale mentre per gli atleti non vi è nulla da segnalare.

Ordine d’arrivo 1^ tappa:

1 MITCHELTON – SCOTT 00:22:25
2 TEAM JUMBO – VISMA 00:00:07
3 TEAM SUNWEB 00:00:22
4 DECEUNINCK-QUICK-STEP 00:00:37
5 TEAM SKY 00:00:47
6 LOTTO SOUDAL 00:00:54
7 EF EDUCATION FIRST 00:00:56
8 GROUPAMA – FDJ 00:00:58
9 ISRAEL CYCLING ACADEMY 00:01:05
10 BAHRAIN – MERIDA 00:01:10
11 CCC TEAM 00:01:12
12 TREK – SEGAFREDO 00:01:13
13 ASTANA PRO TEAM 00:01:13
14 UAE TEAM EMIRATES 00:01:19
15 MOVISTAR TEAM 00:01:32
16 TEAM DIMENSION DATA 00:01:34
17 TEAM KATUSHA ALPECIN 00:01:38
18 GAZPROM – RUSVELO 00:01:40
19 COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS 00:01:54
20 BORA – HANSGROHE 00:01:57
21 AG2R LA MONDIALE 00:02:01
22 NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM 00:02:10
23 BARDIANI CSF 00:02:41

Classifica generale TOP5:

1 HEPBURN Michael Mitchelton-Scott 10 22:25
2 BOOKWALTER Brent Mitchelton-Scott ,,
3 DURBRIDGE Luke Mitchelton-Scott ,,
4 YATES Adam Mitchelton-Scott ,,
5 EDMONDSON Alex Mitchelton-Scott 0:03