Martini Racing Ciclismo la nuova squadra di Tom Boonen

Martini Racing Ciclismo e Tom Boonen

Martini Racing Ciclismo è il gruppo horeca con cui l’ex campione del mondo Tom Boonen torna in gruppo

Martini Racing Ciclismo

Martini Racing Ciclismo

Martini Racing Ciclismo fa tornare Tom Boonen in gruppo con un team composto da settore HORECA ovvero HOtel, REstaurant e CAtering. Il vincitore di tre Giro delle Fiandre, quattro volte trionfatore della classica Parigi-Roubaix ed ex campione del mondo sarà il capitano in corsa del progetto che vuole spingere ad uno stile di vita salutistico agli operatori del settore hospitality.

Boonen non sarà l’unico ex corridore a partecipare al progetto, spiccano infatti altri nomi di primo piano come di Zdenek Stybar, Ludo Dierckxens e la affascinante Puck Moonen. Il Martini Racing Ciclismo ha  organizzato, lo scorso gennaio, un campo di allenamento invernale con circa 30 atleti presso Calp in Spagna.

Tom Boonen sarà il faro del nuovo gruppo sportivo tanto che ha sottoscritto un contratto di due anni per sviluppare il progetto Martini Racing Ciclismo Belgio

Il progetto è stato lanciato in diversi paesi: Spagna, Italia e Regno Unito, a cui presto si aggiungeranno i team di Olanda, Danimarca e Cina oltre, appunto, al Belgio, ecco quindi che il marchio di vermouth sta tornando a puntare sul ciclismo in Europa.

Martini Racing ha compiuto lo scorso anno 50 anni. Pur avendo assunto grande importanza grazie alle corse automobilistiche (rally su tutte ma anche Formula1) va detto che la Martini affonda le radici nel ciclismo in quanto già nel 1914 il gruppo Martini & Rossi finanziò la Grande Corsa Ciclistica Nazionale Coppa e nel 1936 fu sponsor del Giro d’Italia. Martini ha spesso affiancato le classiche di primavere il Martini Challenge è stato l’evento per la classifica a squadre per diverse stagioni.

Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.

 

Tom Boonen: ‘Sagan deve tenere la bocca chiusa

Tom Boonen su Sporza: Sagan è sempre a ruota!

Tom Boonen ha parlato ai microfoni della Tv belga Sporta attaccando l’atteggiamento di Peter Sagan nello scorso Giro delle Fiandre.

Tom Boonen VS Peter Sagan

Tom Boonen VS Peter Sagan

Tom Boonen da sempre è stato un personaggio con pochi peli sulla lingua, lo era da corridore e lo è ora che è sceso di sella. Al corridore belga non sono piaciute le dichiarazioni polemiche rilasciate al termine del Giro delle Fiandre da parte del tre volte campione del mondo. Boonen ha dimostrato nel corso della sua carriera di avere un feeling particolare con il pavé e, intervenendo ad un programma della televisione belga Sporza, non ha risparmiato critiche allo slovacco.

Peter Sagan si era lamentato della scarsa collaborazione da parte degli avversari più interessati a marcare il campione del mondo che a controllare i corridori Quickstep che stanno vincendo una corsa dietro l’altra.

Tom Boonen: “Sagan è sempre a ruota”

Siamo alla vigilia dalle Parigi-Roubaix ma le polemiche lasciate dal recente Giro delle Fiandre fanno prevedere scintille in gruppo.

Al Giro delle Fiandre la situazione tattica ha consentito alla Quickstep di poter giocare su più fronti disponendo di diversi corridori potenzialmente vincenti. Le tante frecce all’arco del team belga hanno consentito all’attacco di Terpstra di andare in porto.
Come detto le lamentele di Sagan non sono piaciute a Boonen che ha dichiarato: “Penso che Sagan non debba davvero lamentarsi di una mancata collaborazione, è sempre sulla ruota di qualcuno, sta sempre dietro poi quando si porta in testa alza la mano per far tirare gli altri. Deve imparare a tenere la bocca chiusa”.Dichiarazioni importanti quelle fatte da Tom ai microfoni di Sporza.

Tom Boonen e Sagan: rapporto complesso

Il rapporto tra i due campioni è stato sempre segnato da stima reciproca, ma anche da una accesa rivalità mai nascosta. Sceso dalla bicicletta il belga, come spesso accade agli ex corridori, non fa sconti a nessuno men che meno al tre volte campione del mondo.

“Sagan mi piace, è un ottimo corridore, ma non dovrebbe dire cose del genere quando è lui che cerca sempre di correre a ruota degli altri” ha continuato Tom ai microfoni di Sporza. “Lui cerca sempre di beneficiare del lavoro delle altre squadre. Non c’è niente di sbagliato in questo, ma poi non deve più lamentarsi che gli altri non lavorano con lui” ha concluso Boonen.

 

Tradimento, Tom Boonen passa alla Lotto Soudal

 

Tradimento l’ex della Quick Step Floors passa alla Lotto Soudal

Tradimento Tom Boonen, nessuna storia di sesso o di dating online solo il passaggio alla Lotto Soudal

Tradimento: Boonen alla Lotto Soudal

Tradimento: Boonen alla Lotto Soudal

Tradimento: Tom Boonen, ex ciclista della Quick Step Floors, ha firmato un contratto come PR della Lotto Soudal. Naturalmente ci permettiamo di scherzare, non stiamo parlando di un tradimento tra marito e moglie ma di un bizzarro caso del destino che ha portato uno degli uomini simbolo del recente passato della Quick Step a collaborate con un team con cui ha sempre rivaleggiato: la squadra diretta da Marc Sergeant.

Non stiamo parlando del consueto tradimento tra coppie degne di Tinder, OkCupid, Badoo e altre applicazioni di dating insomma niente scandali sessuali o incontri extraconiugali dunque ma solamente una opportunità di lavoro colta.

“Tornado Tom” diventerà ambasciatore del progetto Captains of Cycling legata alla Ridley, azienda dove lavora il padre del corridore. Paul De Geyter, direttore generale della Lotto Soudal, è entusiasta della nuova collaborazione con Tom Boonen e naturalmente non ha avuto alcun dubbio di accogliere l’ex rivale sulla propria nave.

Paul De Geyter quella quastione si palesemente esporto: “Boonen ha chiuso la carriera con la Paris-Roubaix e io poco dopo ho concluso l’attività sul campo per diventare direttore generale della Lotto Soudal. È bello tornare a lavorare insieme come ai tempi in cui ero il suo manager. Ho chiesto a Tom se voleva svolgere un ruolo di consulente per il team e se voleva diventare ambasciatore della nostra community “Captains of Cycling”.

La soddisfazione è naturalmente biunivoca con Tom Boonen che ha tantissima voglia di rimettersi in gioco in questa nuova avventura:“quando mi hanno chiamato, non ho dovuto pensare a lungo. Con Paul siamo amici da molto tempo e mi piace l’idea di mettere la mia esperienza al servizio dei più giovani. Non ho intenzione di diventare direttore sportivo, anzi il mio lavoro riguarderà i corridori quando non corrono. Mi occuperò degli aspetti tecnici e materiali del ciclismo e quando avranno bisogno di me risponderò presente. Sono desideroso di iniziare col progetto “Captains of Cycling” in cui svolgerò una funzione di PR”.

 

Anna Stricker intervista esclusiva per Ciclonews

Anna Stricker intervista esclusiva con la nostra redazione

Anna Stricker  intervista esclusiva per www.ciclonews.biz ci racconta della sua passione per le due ruote e l’entusiasmo per la nuova avventura con la Bizkaia Durango-Euskadi Murias

Anna Stricker

Anna Stricker

Anna Stricker intervista esclusiva con la forte atleta 23enne altoatesina in cui ci racconta del suo amore per le due ruote e di come abbia finalmente trovato un contratto per la stagione a venire dopo aver temuto di dover abbandonare il ciclismo.

Ciao Anna, anzitutto grazie per la tua disponibilità per questa intervista, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao Ragazzi, grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Ho scelto proprio il ciclismo perché sono stata folgorata della bellezza dalla bicicletta che aveva il mio vicino di casa che correva proprio per una squadra ciclistica giovanile. E’ stato veramente amore a prima vista e ho quindi ho deciso di abbandonare lo sci e l’atletica per concentrarmi sin da piccola al 100% al ciclismo.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo ha influenzato tutta la mia adolescenza, quando altri bambini andavano in piscina io preferivo allenarmi insieme ad altri ragazzini sulla bicicletta. La stessa cosa quando sono diventata più grande, i miei coetanei iniziavano uscire la sera io invece andavo a letto presto perché il giorno dopo avevo delle gare. Sinceramente non reputo queste scelte come delle privazioni ma appunto come delle cose fortemente volute e che mi hanno insegnato la disciplina e mi hanno fatto comprendere che per essere forti bisogna sempre impegnarsi al cento per cento in tutto.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo, come dicevo, mi ha trasmesso la capacità di non mollare mai, questa è in assoluto la cosa che più mi è servita e mi serve nella vita di tutti i giorni. Ho compreso l’importanza del rispetto delle compagne e delle avversarie, il piacere di lavorare assieme per raggiungere un obiettivo comune. Credo che una ragazza che voglia iniziare debba avere questo obiettivo: crescere come persona e come gruppo e in questo il ciclismo è una grande scuola.

C’è una corsa che Anna Stricker ricorda con particolare piacere?

Senza dubbio il mondiale di Valkenburg nel 2012. Ancora oggi mi vengono di brividi quando ci penso quante persone c’erano sul Cauberg a fare  il tifo, urlando il mio nome. Ammetto però che dentro di me è rimasto un pizzico di rammarico per non essere riuscita a conquistare la maglia iridata.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Il ciclista che mi ha entusiasmato di più è stato Tom Boonen. Guardando le sue imprese sul pavé mi sono innamorata delle classiche del Nord che oggi sono le mie gare preferite.

La chiusura della Lensworld – Kuota ha rischiato di bloccare la tua carriera, quanta soddisfazione c’è in questa nuova opportunità lavorativa?

La chiusura della squadra belga Lensworld mi ha fatto vivere momenti di insicurezza, però nello stesso tempo la mia passione per il  ciclismo si è riaccesa come al primo allenamento nel lontano 2004. Ora sono piena di energia e voglia di ripartire per dimostrare che il mio meglio deve ancora venire!

Il nuovo contratto può essere la svolta per tornare a riprenderti la scena del ciclismo mondiale come meriti?

Sicuramente la voglia di ritornare ai livelli più alti del ciclismo mondiale è tanta e il mio nuovo team crede tanto in me e nelle mie potenzialità. Alla Bizkaia Durango-Euskadi Murias mi hanno accolta con calore e mi stanno dando la fiducia necessaria per avere la massima serenità che serve per raggiungere gli obiettivi più importanti.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

I prossimi obiettivi di stagione sono quelli di fare bene alla Settimana Valenciana, proseguendo con le classiche del Nord. Voglio  preparare al meglio il Giro Rosa e infine mi piacerebbe ritornare in azzurro per i mondiali di Innsbruck dato che è la città natale di mia madre.

Quick-Step Floors altri 4 anni tra i pro

Quick-Step Floors continuerà l’attività professionistica

Quick-Step Floors

Quick-Step Floors

Quick-Step Floors, continueremo, fortunatamente, a vedere il team per altri quattro anni nelle corse professionistiche. La lunga telenovela è giunta al termine e per fortuna con un lieto fine: Patrick Lefevere ha assicurato che, nonostante la scadenza degli sponsor a fine stagione, il team proseguirà l’attività per altre quattro stagioni.

La Quick Step Floors si era già mossa sul ciclomercato annunciando gli arrivi fra gli altri di Elia Viviani (vincitore oggi al Tour of Britain), Florian Sénéchal, Michael Mørkøv per rimpiazzare le importanti partenze di campioni del calibro di Daniel Martin, Marcel Kittel e Matteo Trentin.

La certezza della notizia arriva da una intervista rilasciata da Lefevere a De Zondag in cui il DS ha annunciato anche la siglata collaborazione con Tom Boonen, ritiratosi dopo la Roubaix di quest’anno che coprirà un importante ruolo nello sviluppo dei materiali.

 

 

Intervista a Simone Andreetta

Intervistiamo Simone Andreetta, corridore classe 1993 professionista dal 2015 e attualmente in forza alla Bardiani CSF.

Ricordi il momento, o la corsa in cui hai capito che il ciclismo poteva diventare qualcosa di più dello sport con cui divertiti?

Fin da quando sei giovane tutti i ciclisti sperano che un giorno questo sport possa diventare il proprio lavoro. Sicuramente ho preso consapevolezza dei miei mezzi ed ho pensato al professionismo dopo delle belle vittorie come il Giro Ciclistico Belvedere la Bassano-Monte Grappa nella categoria Under 23.

Hai disputato molte corse nella tua giovane carriera, quale ricordi con maggior piacere?

Tra i professionisti ho avuto la possibilità di corere la Amstel Gold Race già due volte e ha preso parte al Giro d’Italia dell’anno scorso e penso che l’affetto che ti da la gente lungo le strade in  queste importanti corse sia qualcosa di magnifico e che mi porterò sempre dentro

Il ciclismo è uno degli sport di maggior fatica, come riesci a superare i momenti di difficoltà in corsa?

Come supero la fatica? La supero perché è parte integrante del  mio lavoro. Posso considerarmi sicuramente un privilegiato nel  poter fare questa vita e questo sport. Sicuramente  che un operaio che lavora in fabbrica in un turno da otto ore al giorno faccia molta, ma molta più fatica di me (e magari dopo il turno esce pure in bici!).

Sicuramente il nostro sport  comporta molte privazioni ed è fatto di grandi sacrifici che la gente che guarda da fuori non può vedere e capire ma è la mia strada, la mia vita, l’ho scelta io e ne sono felice

Quali sono i tuoi obiettivi professionali per quest’anno?

Purtroppo l’anno non è partito nel miglior modo e come si sperava. Sono al mio terzo anno tra i pro e  quindi c’erano un po’ più di aspettative rispetto gli altri anni che per ora non ho rispettato ma  in questo ultimo mese ho lavorato davvero bene per poter avere un posto in squadra al Giro d’Italia e sono felice della condizione che ho e che ho dimostrato di aver al Tour of Alps… adesso basterebbe un po’ più di fortuna e ci siamo!

Qual è la corsa che vorresti vincere assolutamente in carriera?

Da buon italiano il sogno sarebbe di vincere una tappa al Giro d’Italia

Qual  è il tuo campione preferito (nel ciclismo)?

Sinceramente non ho un campione preferito vero e proprio perché in fin dei conti sono tutti colleghi e rivali, ma ammetto che  ammiro veramente tanto Valverde. Lui è un fenomeno, è uno che va sempre forte tutto l’anno e vince sempre con gran classe, un corridore “vecchio stampo”. Ho poi una predilezione particolare per un atleta che ha appena lasciato il gruppo:  Tom Boonen

Qual’è l’impresa ciclistica del passato che ricordi maggiormente?

Non ho un’impresa che ricordo di particolarmente ma  i mondiali vinti un po’ di anni fa da Paolo Bettini e da Alessandro Ballan a Varese mi  hanno emozionato in modo incredibile

Hai qualche hobby particolare?

Il mio hobby durante la stagione invernale è la caccia. Possiedo 2 cani e insieme a mio fratello ed a altri miei amici coltiviamo questa passione. Ultimamente mi diletto anche nella pesca:  stare in mezzo alla naturale mi fa sentire bene, quando necessito di relax e staccare la spina è il mio primo pensiero