Tadej Pogacar vittoria da campione al Tour della California

Tadej Pogacar il giovane “veterano”

Tadej Pogacar della UAE Emirates ha conquistato il Tour of California 2019 con la classe e la sicurezza di un veterano

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar, sloveno di Komenda classe 1998 ha vinto il Tour de l’Avenir 2018, ed è passato professionista ad inizio della stagione con la UAE Emirates ma durante il recente successo al Tour of California 2019 ha dimostrato una classe e una sicurezza degna di un veterano delle corse.

Pogacar nella frazione con arrivo a South Lake Tahoe ha ottenuto un quarto posto che gli ha consentito di scalare la classifica generale e poi è riuscito a respingere gli attacchi di avversari agguerriti dome Tejay van Garderen e Richie Porte. Nella tappa con arrivo a Mount Baldy ha battagliato con Sergio Higuita (EF Education First) ottenendo la vittoria finale.

La vittoria al Tour of California 2019 come neo pro è un biglietto da visita assolutamente prestigiosa a cui si affianca la prestazione di livello alla Volta ao Algarve in Portogallo

“Questa gara era il mio obiettivo stagionale, sapevo di essere ben preparato ma non mi aspettavo di certo di ottenere la vittoria finale, sono davvero felice e non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo” ha detto lo sloveno durante la conferenza stampa post gara di Pasadena.

Pogacar ha condotto una gara intelligente per tutta la settimana, centellinando le energie in vista della Monte Baldy dove ha scatenato tutta la sua forza oltre alla sua ormai nota capacità tattica. Nonostante i tanti attacchi, Pogacar ha mantenuto un invidiabile sangue freddo attendendo il momento migliore per la sua zampata. Atleti più esperti dello sloveno non sono riusciti a mantenere la stessa lucidità, Tadej al termine della corsa ha voluto ringraziare i suoi allenatori che lo hanno instradato, negli ultimi 10 anni, sulla miglior gestione della corsa.

“Se corri come ho fatto per 10 anni, impari tante cose ma alla mia età c’è tantissimo ancora da imparare. Ho iniziato a correre seguendo l’esempio di mio fratello, lui è stato un faro per me: quello che faceva lui volevo farlo anche io” ha detto lo sloveno.

Pogacar per il 2019 non ha in programma di prendere parte a nessuna grande corsa a tappe mentre, nel 2020, potrebbe affacciarsi sul palcoscenico del Giro o della Vuelta.

La vittoria di Pogacar fa pari con l a conquistato la maglia del leader rosa al Giro d’Italia da parte di  Valerio Conti altro atleta di belle speranze della UAE.

 

Aru operazione riuscita, inserito uno stent

Aru operato a Prato, ora parte la riabilitazione

Aru operazione perfettamente riuscita presso l’Ospedale di Prato, inserito uno stent nell’arteria iliaca della gamba sinistra 

Aru in ospedale

Aru in ospedale

Aru operazione riuscita con l’inserimento di uno stent nell’arteria iliaca della gamba sinistra al fine di recuperare il corretto afflusso di sangue nella coscia. Proprio questa disfunzione aveva minato le ultime stagioni del sardo che, nel momento di attingere alla potenza del suo “motor”, risultava “depotenziato”.
Stagioni di sofferenza e, purtroppo, di troppe facili ironie sui social network, commenti “cattivi” che volevano Fabio come finito.

Ieri, mediante un’operazione non chirurgica, il radiologo-interventista Andrea Gori ha provveduto all’inserimento dello stent presso il Nuovo Ospedale di Prato per sanare la  stenosi dell’arteria femorale.

L’operazione è andata benissimo, tramite tecnica mini-invasiva è stata inserita nell’arteria del ciclista uno speciale catetere a palloncino che consentirà il ripristino del lume dell’arteria stessa e il sardo potrà lasciare l’ospedale tra qualche giorno per iniziare il percorso riabilitativo.

Jeoren Swart, nuovo responsabile sanitario del Team UAE-Emirates ha spiegato:

“Esami e diagnosi sono stati eseguiti sempre in collaborazione col nostro staff medico e Prato è stata giudicato centro ideale per la sua esperienza legata al ciclismo”

Fabio Aru dovrà ovviamente rinunciare a Giro e Tour ma ci si augura possa aver definitivamente messo alle spalle i troppi intoppi che hanno funestate le sue ultime stagioni

Aru: in pochi sanno quanto ho sofferto

Aru parla del suo prossimo intervento

Aru, spesso oggetto di critiche ingiuste ed eccessive, racconta la situazione degli ultimi mesi, la rinuncia al Giro 2019 e il futuro intervento

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Aru, ne abbiamo scritto ieri, sarà costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico dopo che una serie di esami medici hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca della gamba sinistra. Un problema non da poco quello che ha colpito il sardo, in sostanza il flusso sanguigno non giunge in modo corretto alla gamba sinistra, immaginiamone le conseguenze quando un atleta, sottoposto a sforzi terribili come quello dei ciclisti, non ha le gambe correttamente irrorate di sangue.

Proprio questo problema potrebbe essere la causa delle ultime prestazioni deludenti del sardo lungo la scorsa stagione e che ha dato campanelli d’allarme alla recente Parigi-Nizza.

“Mi spiace davvero dovermi fermale ma spero di trovare sollievo in quanto so che dopo l’intervento chirurgico potrò tornare ad essere quello di prima. Ci sono stati giorni devastanti, in cui mi sentivo tremendamente impotente non comprendendo il perché della fatica che facevo pedalando” ha spiegato Aru ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

E’ palese che la stagione 2019 del corridore sardo potrebbe essere già del tutto compromessa: sicuramente dovrà rinunciare al suo principale obiettivo ovvero il Giro e anche il Tour de France è pressoché compromesso, insomma Aru dovrà riprogrammare tutta la seconda parte dell’anno. L’obiettivo di Fabio è ora però quello di riprendere le sue condizioni fisiche e soprattutto mentali fortemente provate dalle ultime vicissitudini.

“Quando mi hanno dato la diagnosi mi è venuto da piangere, in pochi sanno quanto ho sofferto. Valentina, la mia fidanzata, che vive con me sa cosa ho passato. Mi sono dedicato con intensità e serietà ad allenamenti e corse ma non riuscire a raggiungere il mio abituale livello di performance è stato frustrante. Non ero più me stesso, ed è impossibile restare sereno quando vivi un momento simile. Arrivare decimo era come una vittoria ma non corro per arrivare decimo” ha spiegato il sardo.

E’ servita una angio-tac ossia una Tac con liquido di contrasto svolta presso l’Ospedale di Prato per giungere a una diagnosi definitiva. Trovato la causa del malessere ora ci sarà, appunto, l’intervento chirurgico che richiederà ulteriore pazienza:

“mi dovrò sottoporre all’intervento e poi dovrò rispettare un periodo di stop per recuperare nel modo migliore. Chiaro che un po’ di timore c’è sempre ma sono confortato dall’aver finalmente individuato la causa del problema” ha spiegato l’atleta del Team UAE Emirates.