Richard Freeman ammette di aver ordinato testosterone

Richard Freeman ammette l’ordine di testosterone

Richard Freeman ex medico della Federazione britannica e del Team Sky ammette di aver ordinato testosterone

Richard Freeman

Richard Freeman

Richard Freeman ex medico della Federazione britannica e del Team Sky dal 2010 al 2015, sotto processo in Inghilterra con l’accusa di aver ordinato testosterone nel maggio del 2011, ha modificato la propria versione dei fatti.

Secondo quanto riportato dal sito Eurosport, il legale di Freeman ha affermato: “Ha raccontato un sacco di bugie”. Inevitabilmente il cielo del ciclismo d’oltre Manica si trova ricoperto di nubi grigie che pesano come macigni.

Richard Freeman ha lavorato sia per la federazione per la nota formazione inglese spesso chiacchierata sin dai tempi in cui correva Sir. Bradley Wiggins e, più di recente, per la vicenda Froome-Salbutamolo.

Il procedimento contro Freeman riguarda le accuse relative al caso Triamcinolone, al dottore viene contestato un ordine effettuato il 16 maggio 2011 presso i fornitori di Oldham Fit4Sport di 30 buste di Testogel, prodotto contenente Testosterone.

Freeman ha negato di aver effettuato l’ordine di sua volontà dichiarando davanti alla commissione antidoping britannica che il prodotto era stato ordinato non per un atleta ma per il personale. Inoltre il medico avrebbe sostenuto che i prodotti sono stati resi a Fit4Sport.

Ora però pare che Freeman abbia ritrattato e Mary O’Rourke, avvocato di Freeman, ha ammesso che il suo assistito “Ha detto molte bugie”. Nelle indiscrezioni riportate da The Guardian e da Times l’avvocato prepara il cambio di versione del medico.

Il processo si è riaperto riapertosi martedì scorso presso la Manchester Court e al fasscicolo è stato aggiunto un documento del 24 settembre 2019 in cui Richard Freeman modifica la propria versione ammettendo di aver inviato l’ordine delle 30 buste ma tenendo a precisare pche erano per un membro del personale ammalato.

Ora i magistrati avranno tempo sino al 20 di dicembre per analizzare le nuove informazioni per poi emettere il verdetto. Pare che sia in corso anche una indagine per validate un’accusa secondo cui il dottor Freeman ha emesso di informare i medici dei farmaci prescritti.

Tornano quindi i sospetti e le ombre attorno a uno dei team più vincenti nella storia recente non solo del ciclismo ma dello sport.

 

 

Alimentazione per ciclisti: mangiare in base al lavoro richiesto

 

Alimentazione corretta per i ciclisti: no carbo

Alimentazione corretta per i ciclisti con ridotto apporto di carboidrati un must dell’era Team Sky e di è James P. Morton

Alimentazione (fonte pixabay)

Alimentazione corretta? (fonte pixabay)

Alimentazione per ciclisti, mangiare in base al lavoro richiesto è stato il motto che ha accompagnato le cavalcate trionfali del Team Sky e di Chris Froome verso la conquista del Tour de France.

È un tema delicato quello dell’alimentazione sportiva e molti ciclisti professionisti stanno variando il loro regime alimentare sulla scorta dell’esperienza maturata da Sky.

Uno dei principali fautori di questa linea di pensiero è James P. Morton, responsabile dell’alimentazione del Team Sky e di Samuel G. Impey, co-autore di uno studio dal titolo “Combustibile per il lavoro richiesto: un approccio pratico per gli atleti di resistenza“.

Questo approccio si basa su una ricerca già consolidata che studia l’allenamento in condizioni ristretto apporto di carboidrati ovvero quando il glicogeno muscolare, il glicogeno epatico e i carboidrati esterni sono limitati. Uno dei classici esempi di allenamento in queste condizioni è l’allenamento a digiuno, o le limitazioni di assunzione di carboidrati post allenamento.

Sessioni di allenamento di resistenza con ridotta disponibilità di carboidrati promuovono adattamenti ossidativi indotti dall’allenamento del muscolo scheletrico e, in alcuni casi, migliora le performance dell’allenamento.

Studi più recenti segnalano l’esistenza di determinate concentrazioni di glicogeno muscolare che aumentano i benefici sopra menzionati consentendo al contempo di rispettare i carichi di lavoro obiettivo.

Per affrontare i possibili effetti negativi di questo genere di regime alimentare, gli autori degli studi hanno proposto il modello “carburante per il lavoro richiesto“. Contrariamente ai periodi cronici di restrizione, suggeriscono una manipolazione del quantitativo di carboidrati giorno per giorno e pasto per pasto in base all’intensità, alla durata e agli obiettivi specifici di allenamento.

Alimentazione per ciclisti e carboidrati subiscono quindi una variazione rispetto al passato: l’obiettivo non dovrebbe essere quello di compensare le riserve di glicogeno ma di ottenere la giusta quantità di carboidrati per mantenere l’intensità dell’allenamento e allo stesso tempo creare un ambiente metabolico coerente che faciliti gli adattamenti dell’allenamento.

Jim Ratcliffe: Marginal Gains si, Doping no!

Jim Ratcliffe pronto a lasciare in caso di doping

Jim Ratcliffe, nuovo boss dell’ex Team Sky, non lascia dubbi sulla sua posizione verso il doping: “lascio il ciclismo in caso di positività”

Jim Ratcliffe

Jim Ratcliffe

Jim Ratcliffe, nuovo deus ex machina dell’ormai ex Team Sky, divenuto Team Ineos, ha voluto prendere subito una posizione netta circa uno dei problemi più annosi del mondo del ciclismo: il doping.

Il manager ha voluto esternare la propria visione ai microfoni della BBC specificando che ha Ineos ha svolto la loro due diligence prima di decidere di investire team maggior successo del ciclismo negli ultimi anni.

Il termine britannico due diligence identifica le attività di analisi preventive relative all’oggetto di una trattativa per valutarne rischi e benefici,

Jim Ratcliffe ha voluto essere perentorio sul fatto che Ineos toglierà il suo sostegno economico alla squadra di Dave Braislford se qualche atleta dovesse cadere nelle maglie dell’antidoping.

Ineos ha investito molto nello sport negli ultimi mesi prima con le regate veliche e ora nel ciclismo, in passato voci insistenti avevano dato per vicino un approdo nella Premier League inglese con il Chelsea e poi in Ligue1 Francese con il Nizza.

Particolarmente attenzionata è l’indagine svolta della UKAD su un pacchetto sospetto consegnato al Team Sky durante il Critérium du Dauphiné del 2011. L’indagine si è conclusa con un nulla di fatto ma un comitato parlamentare del Regno Unito ha successivamente dichiarato che “la credibilità del Team Sky e della British Cycling è a pezzi “.

La vicenda Froome-Salbutamolo alla Vuelta 2018 aveva rimesso il Team Sky nell’occhio del ciclone così come era accaduto al dottor Richard Freeman ex collaboratore del team accusato di aver ordinato testosterone.

“Chiaramente sappiamo dei fatti accaduti  – ha detto Ratcliffe ai media – abbiamo analizzato le procedure interne del Team Sky che impediscono comportamenti scorretti e penso che siano all’altezza. Sono favorevole al concetto di guadagni marginali ma non ho assolutamente alcun interesse a barare”. Insomma visto anche le tante polemiche che hanno segnato l’approdo della multinazionale nel mondo del ciclismo, Ineos non vuole altri problemi.

Team Sky transizione a Team Ineos con proteste

Team Sky transizione a Team Ineos

Team Sky transizione a Team Ineos al Tour de Romandie e al Tour de Yorkshire non senza le polemiche degli ambientalisti

Team Sky/INEOS

Team Sky/INEOS

Team Sky transizione a Team Ineos ormai inevitabile da martedì al Tour de Romandie con la formazione britannica che correrà con la nuova denominazione mantenendo però kit blue e nero che ricorda in modo netto la livrea del Team Sky.

Sarà il vincitore del Tour de France del 2018, Geraint Thomas, a guidare il nuovo corso del team con il veterano Vasil Kiryienka che torna a correre dopo i problemi legati a un’anomalia cardiaca.

Le regole dell’UCI vietano a una squadra di cambiare nome e kit durante una gara e la metamorfosi definitiva del Team Sky in Team Ineos è prevista per il 1 ° maggio quindi la Liegi-Bastogne-Liegi è stato il momento del saluto del brand Sky al ciclismo.

L’effettivo rebranding, però, avverrà mercoledì prossimo quando, in vista del Tour de Yorkshire del 2019 quando dovrebbe essere presentato il nuovo kit che i rumors dicono sarà nero e cremisi.

Il nuovo brand che legherà la multinazionale Ineos di Jim Ratcliffe alla formazione britannica ha suscitato non poche proteste da parte degli ambientalisti a causa delle attività di “fracking” della compagnia.

Il fracking è lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso nel sottosuolo.

Il gruppo ambientalista Frack Free United pare abbia preparato 15.000 maschere con il volto di Ratcliffe con le corna del diavolo da distribuire alla partenza di a Doncaster.

Sarà Chris Froome a guidare il Team Sky al Tour de Yorkshire e prenderà parte alla presentazione del Team Ineos con il team manager Dave Brailsford e Ratcliffe.

Steve Mason leader del Frack Free United ha spiegato il motivo dell’imminente protesta:

“I nostri piani sono di sfruttare la gara come veicolo per sensibilizzare l’opinione pubblica. Abbiamo gruppi sparsi nello Yorkshire pronti a distribuire volantini e materiali e vogliamo sensibilizzare su cosa da la Ineos e quale impatto avranno nello Yorkshire se potranno iniziare a operare nell’area. Non abbiamo nulla contro il Tour de Yorkshire ma vogliamo segnalare come il gruppo usi lo sport, non solo il ciclismo, per politiche di greenwash sull’immagine dei combustibili fossili, penso questo che sia vergognoso”

Dave Brailsford e il team sono stati criticati per essersi legati con uno dei maggiori produttori europei di materiali plastici a meno di un anno dalla campagna di Sky per il rispetto degli oceani e la richiesta di stop dell’impiego della plastica monouso.

Il Team non ha voluto commentare questi accadimenti ma ha tenuto a precisare che anche il Team Ineos avrà un occhio di riguardo per il “green”:

 “Il team si impegna a ridurre l’uso di materie plastiche monouso ed è orgoglioso della consapevolezza che abbiamo contribuito a sollevare finora. Sappiamo che continuerà ad essere una priorità per INEOS, data la loro Impegno verso nuove soluzioni tecnologiche per il riciclaggio e il riutilizzo delle materie plastiche con attenzione all’economia circolare” ha spiegato il portavoce della squadra.

Team Sky domina a Scena: Sivakov tappa e maglia

Team Sky domina (l)a Scena: Sivakov prende tappa e maglia

Team Sky domina la tappa con arrivo a Scena, sugli scudi Pavel Sivakov che ottiene il suo primo successo da professionista e prende anche la maglia

Team Sky: Sivakov (fonte comunicato stampa)

Team Sky: Sivakov (fonte comunicato stampa)

La discesa dal Passo Giovo ha acceso la 2a tappa del Tour of the Alps da Reith im Alpbachtal a Scena: il russo del Team Sky risolve un finale imprevedibile dominando l’arrivo sulla Schlossweg. Primo successo da professionista per il vincitore del Giro Under 23 nel 2017

Il Team Sky sta vivendo gli ultimi giorni della sua esperienza nel ciclismo, ma il futuro della squadra di Sir David Brailsford sembra davvero in ottime mani – e non solo per l’avvento di Mr. Ineos. Per la seconda volta in due giornate al Tour of the Alps, la squadra britannica ha fatto festa sul podio finale con uno dei propri talenti per un futuro che sembra sempre più prossimo. Dopo Tao Geoghegan Hart a Kufstein, Martedì 23 Aprile è stato il russo Pavel Sivakov a celebrare il suo primo successo da professionista nella 2a tappa della corsa euroregionale, da Reith im Alpbachtal (Tirolo) a Scena (Alto Adige) per 178,7 km, e a vestire la maglia di leader della classifica generale.

Sivakov ha risolto d’autorità il duello con il ceco Jan Hirt (Astana) sulla durissima erta finale della Schlossweg di Scena. La corsa, però, si era accesa molto prima. La fuga del mattino, composta di 6 uomini – Acosta Ospina (Nippo-Vini Fantini), Amador Castano (Manzana Postobon), Samitier (Euskadi-Murias), Visconti (Neri Sottoli-Selle Italia), Zardini (Neri Sottoli-Selle Italia) e Rocchetti (Team Colpack) – è stata protagonista nelle prime ore di corsa, ma è andata sgretolandosi – in numeri e nel vantaggio – sulle dure rampe del Passo Giovo, incorniciato di neve negli ultimi chilometri, ma su strada perfettamente pulita per il passaggio degli atleti.

Al passaggio in cima alla vetta più alta del Tour of the Alps è transitato da solo lo spagnolo Sergio Samitier, nuovo leader della classifica dei grimpeurs, inseguito da Zardini a pochi secondi, mentre il gruppo tirato dalla Bahrain-Merida ha divorato il vantaggio dei battistrada negli ultimi chilometri del Giovo, transitando in vetta a meno di un minuto, ma forte ancora di una ventina di unità.

Come previsto, la difficile discesa ha fatto ulteriore selezione: Samitier rimaneva al comando con un margine minimo, mentre alle sue spalle Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) tentava due attacchi in prima persona, trovando la risposta di Bora e Team Sky. Il momento decisivo si è consumato a 10 km dall’arrivo, quando Sivakov, Pernsteiner (Bahrain-Merida), Stalnov e Hirt (Astana), Poljanski (Bora-Hansgrohe), Cattaneo e Masnada (Androni-Sidermec) si riportavano su Samitier, rilanciando l’azione e guadagnando 20 secondi sul gruppo Nibali e Froome.

All’ingresso di Scena, il russo del Team Sky ha forzato il ritmo, trovando la risposta del solo Hirt, poi distanziato sulla durissima rampa finale: gioia incontenibile per il primo successo da professionista, con il lungo abbraccio con Tao Geoghegan Hartoggi 8°. Terzo posto per Fausto Masnada, appaiati Majka e Nibali a 34 secondi, mentre Froome cede 1.34: saranno i due giovani a dividere i gradi di capitano del Team Sky.

È stato un finale difficile da leggere,” racconta il russo classe ’97. “La discesa è stata molto selettiva, e l’ho fatta tutta davanti per non prendere rischi. “Quando a 10 dall’arrivo ho visto che si muovevano Stalnov, Poljanski e Pernsteiner, ho capito che difficilmente dietro qualcuno avrebbe preso la responsabilità di inseguirci. Nibali e Majka marcavano stretto Tao, e io ho avuto la libertà di approfittarne.

Mi sentivo il più forte del gruppo in fuga,” ha proseguito Sivakov, leader anche della classifica giovani, “e avendo Tao alle mie spalle ho potuto attendere senza collaborare. Quando ho affondato il colpo con me è rimasto solo Hirt, e poi sono riuscito a staccare anche lui negli ultimi metri. La prima vittoria da professionista è fantastica, è una grande ricompensa per tutti gli sforzi fatti, e ottenerla qui davanti a tanti campioni è davvero eccezionale. Evidentemente l’Italia è davvero il mio Paese del destino.” Un finale da ricordare anche per Scena, per la prima volta città di tappa di un grande evento ciclistico, che ha offerto un arrivo da pelle d’oca immerso in una festa di pubblico e animazione: uno spettacolo in strada e non soltanto.

Dalla tappa più lunga direttamente a quella più breve: domani, mercoledì, il Tour of the Alps affronterà la 3a frazione, appena 106,3 km da Salorno (Alto Adige) a Baselga di Piné (Trentino). “Sarà una tappa del tutto incontrollabile,” il pensiero di Sivakov, “con attacchi da tutte le parti. Me la aspetto estremamente dura, anche se molto divertente per chi la seguirà da spettatore. Anche domani avremo due carte da giocare, e questo può giocare a nostro vantaggio.

 

La terza tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 13.00 alle 14.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
LIVE STREAMING: Eurosport Player (Europa, Asia, Australia), pmgsport.it, repubblica.it, tuttobiciweb.it, inbici.net, cicloweb.it, cyclingpro.net/spaziociclismo, lapresse.it, flobikes.com, (Stati Uniti, Canada, Sudamerica, Asia, Australia, Regno Unito), globalcyclingnetwork.com (Stati Uniti, Canada, Sudamerica), Facebook @PMGliveSport.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Team Sky chiude un’epoca al Tour of the Alps

Team Sky con Froome chiude un’epoca al Tour of the Alps

Il Team Sky dal 22 al 26 aprile lo squadrone britannico affronta l’ultima gara a tappe prima del cambio di denominazione

Team Sky

Team Sky

Vincere il Tour of the Alps sarebbe un modo per ringraziare Sky”. Anche per il Direttore Sportivo del Team SkyNicolas Portal, il 43° Tour of the Alps (22-26 Aprile) non sarà una gara come le altre. In occasione dell’evento ciclistico euroregionale – che scatterà Lunedì 22 Aprile da Kufstein (Austria) – si chiuderà un’epoca che ha segnato indelebilmente la storia del ciclismo. Al Tour of the Alps, il Team Sky affronterà, infatti, l’ultima gara a tappe prima del cambio di denominazione, e lo farà guidata da uno dei grandi artefici del suo ciclo vincente, il britannico Chris Froome, che sulle strade dell’Euregio ritroverà  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) per una sfida a grandissime firme.

Il Team Sky ha scritto pagine importanti anche della storia recente di Tour of the Alps e Giro del Trentino, con i tre successi di fila delle stagioni 2015 (Richie Porte), 2016 (Mikel Landa) e 2017 (Geraint Thomas), e la partecipazione, negli anni, di altri grandi campioni come Sir Bradley Wiggins e Chris Froome. Lo squadrone britannico ha infatti sempre considerato la gara euro-regionale come l’avvicinamento ideale in vista del Giro d’Italia. Lo scorso anno, proprio Froome ha costruito al Tour of the Alps la condizione che gli ha permesso di conquistare l’unica corsa grande a tappe che mancava nella ricca bacheca personale, centrando l’ambita “tripla corona”.

Sono contento di tornare al Tour of the Alps – spiega Froome. – E’ una corsa che ho amato molto l’anno scorso, e che si è rivelata importantissima, in vista del Giro d’Italia. Il TotA è una gara dura, esplosiva, perfetta per trovare delle risposte sulla mia condizione. E’ proprio quello che mi serve in questo momento della stagione, e non vedo l’ora di prendere il via.

Ha fatto eco al quattro volte vincitore del Tour de France, il DS Portal: “Il Tour of the Alps è una bella gara, ben organizzata. Le tappe sono molto esigenti, ideali per Chris in questo momento della stagione. Lo scorso anno, Chris cercava una sfida impegnativa in vista del Giro d’Italia. E’ andata molto bene: il TotA propone contenuti tecnici di qualità e così abbiamo deciso di affrontarlo nuovamente, stavolta pensando al Tour de France”.

Dopo il quarto posto dello scorso anno, conquistato sfoggiando quella tattica aggressiva rivelatasi decisiva al Giro d’Italia, Froome è pronto per recitare nuovamente un ruolo da protagonista al Tour of the Alps, supportato da una squadra di eccellente livello.
L’anglokeniota potrà contare sull’esperienza di Kenny Elissonde e David De la Cruz, sulla freschezza di giovani talenti come Teo Geoghegan Hart e Pavel Sivakov, quest’ultimo vincitore del Giro d’Italia U23 nel 2017, e sull’apporto di due atleti italiani, Salvatore Puccio e Leonardo Basso. “Chris è sulla buona strada, la condizione è in crescita – spiega Portal. – Abbiamo deciso di supportarlo con una squadra molto competitiva, formata da alcuni corridori che poi prenderanno parte al Giro e da altri che stanno preparando obiettivi più lontani nel tempo. Sarà l’ultima gara a tappe come Team Sky: per noi questa è un’occasione speciale per far bene”.

Chris Froome sarà protagonista, insieme a Vincenzo Nibali, della conferenza stampa della vigilia, in programma Domenica 21 Aprile alle 16.30 al Kultur Quartier Kufstein (Theaterplatz 1), prima della presentazione pubblica delle squadre, prevista alle 17.30 in Oberer Stadtplatz.

 

Le tappe del Tour of the Alps 2019

Lunedì 22 Aprile 2019
1a tappa: Kufstein – Kufstein 144,0 km, 2.100 mt di dislivello
Difficoltà: **

Martedì 23 Aprile 2019
2a tappa: Reith im Alpbachtal – Scena 178,7 km, 3.050 mt di dislivello
Difficoltà: *****

Mercoledì 24 Aprile 2019
3a tappa: Salorno – Baselga di Pinè 106,3 km, 2.650 mt di dislivello
Difficoltà: ***

Giovedì 25 Aprile 2019
4a tappa: Baselga di Pinè – Cles 134,0 km, 2.730 mt di dislivello
Difficoltà: ***

Venerdì 26 Aprile 2019
5a tappa: Caldaro – Bolzano 147,8 km, 3.100 mt di dislivello
Difficoltà: ***

FONTE COMUNICATO STAMPA

Driedaagse Brugge-De Panne 2019, Groenewegen batte tutti

 

Driedaagse Brugge-De Panne, vince Groenewegen

Driedaagse Brugge-De Panne 2019 Dylan Groenewegen del Team Jumbo-Visma conquista la vittoria davanti a Fernando Gaviria 

Driedaagse Brugge-De Panne

Driedaagse Brugge-De Panne

Driedaagse Brugge-De Panne 2019, nota fino a qualche tempo fa come Tre Giorni di La Panne, entra da quest’anno nel WorldTour e, in questa nuova collocazione, il primo sorriso è di Dylan Groenewegen del Team Jumbo-Visma.

Il percorso della corsa presenta una prima parte nervosa e mossa ma il finale è inevitabilmente favorevole ai velocisti. Proprio nella parte mossa parre la fuga di giornata promossa da sei atleti: Mathijs Paaschens (Wallonie Bruxelles), Jimmy Janssens (Corendon-Circus), Leysen Senne (Roompot Charles), Stan Dewulf (Lotto Soudal), Adrien Garel (Vital Concept) e  Jasha Sutterlin (Movistar).

Alle spalle dei fuggitivi lavora il Team Sky che lavora fino ai meno dieci dall’arrivo quando una caduta di massa spezza il gruppo in due tronconi con i big che riescono a restare nel primo gruppo.

A prendere in mano la situazione è la Deceuninck che punta a favorire la volata del nostro Elia Viviani che però non riesce a bissare il successo dell’anno precedente chiudendo terzo. Ad avere la meglio è Dylan Groenewegen che coglie l’attimo e brucia Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) andando a prendersi il meritato successo alla Driedaagse Brugge-De Panne 2019.

Ordine d’arrivo:

1 GROENEWEGEN Dylan Team Jumbo-Visma
2 GAVIRIA Fernando UAE-Team Emirates
3 VIVIANI Elia Deceuninck – Quick Step
4 BOUHANNI Nacer Cofidis, Solutions Crédits
5 JULES Justin Wallonie-Bruxelles

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal con la vittoria alla Parigi-Nizza per il giovane talento colombiano del Team Sky. 

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal (fonte comunicato stampa)

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal (fonte comunicato stampa)

La Tirreno-Adriatico in Italia e la Paris-Nice in Francia hanno rappresentato due test importanti per i corridori che si candidano a essere protagonisti nei Grandi Giri (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta Espana) della stagione 2019.

Dalla Francia è arrivata una soddisfazione importante per Sidi che ha vinto la Paris-Nice (disputata dal 10 al 17 marzo) con Egan Bernal. Ci si attende molto dalla stagione del giovane talento colombiano del Team Sky e Bernal, fin dalle battute iniziali di questo 2019, non sta tradendo le aspettative riposte in lui.

La breve ma impegnativa corsa a tappe francese ha regalato un bellissimo testa a testa tutto colombiano tra il giovane Bernal, in maglia gialla dopo la 7a tappa con arrivo sul Col de Turini, e il più esperto Nairo Quintana (Movistar). Quintana che nell’ultima frazione ha provato a mettere in difficoltà fino alla fine il giovane connazionale attaccandolo e andando in fuga, ma Bernal anche grazie al supporto dei compagni di squadra ha amministrato bene il proprio vantaggio e alla fine è riuscito ad aggiudicarsi questa prestigiosa vittoria. Primo Egan Bernal (Tem Sky), secondo Nairo Quintana (Movistar) a 39” e terzo Michal Kwiatkowski (Team Sky) a 1’.03”; è quesa la classifica finale della Paris-Nice 2019.

Per Egan Bernal che sarà il capitano del Team Sky al Giro d’Italia, dove l’obiettivo e il sogno sono la maglia rosa, si tratta della prima vittoria stagionale. Sidi ha così potuto festeggiare sul podio di Nizza ben due atleti, oltre a Bernal anche il polacco Kwiatkowski, terzo, che tra l’altro dopo la quarta tappa ha indossato la maglia gialla di leader per tre giorni.

Egan Bernal e anche Michal Kwiatkowski per costruire le loro imprese possono contare sul supporto di Sidi. Egan Bernal ha scelto Sidi Shot mentre per Michal Kwiatkowski c’è la scarpa Sidi Wire 2 Carbon. Sono questi i due modelli che per caratteristiche tecniche, performance e design rappresentano il top della collezione Sidi 2019 per il ciclismo su strada. Scopri di più su questi modelli sul nostro sito: https://sidi.com/it 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Team Ineos il futuro del Team Sky?

Team Ineos potrebbe essere l’erede del Team Sky

Team Ineos, l’azienda chimica multinazionale registra il nome del team online che potrebbe subentrare al Team Sky

Team Ineos

Team Ineos

Team Ineos potrebbe essere la nuova denominazione del Team Sky a partire 2020. Ineos, multinazionale controllata da Jim Ratcliffe una delle persona più ricca della Gran Bretagna, è quindi pronta a intervenire e salvare la squadra britannica WorldTour.

Le voci sulla trattativa tra la multinazionale e il tram di Dave Brailsford hanno iniziato a circolare già da qualche settimana e secondo i rumors provenienti dalla Tirreno-Adriatico pare che il futuro del team sia ormai stato messo in cassaforte.

Durante il recente tour degli Emirati Arabi Uniti, il direttore sportivo Matteo Tosatto aveva dichiarato a Marca che il team si era assicurato un nuovo sponsor europeo che sarebbe stato annunciato forse anche prima del Giro.

Ineos è già presente nel mondo dello sport con un fortissimo investimento (oltre 100 milioni di sterline) nella Ben Ainslie sodalizio che punta a prender parte alla prossima American’s Cup di vela e che prende il nome di Ineos Team UK.

Il Team Sky ha attualmente 12 corridori sotto contratto per il 2020, tra cui Chris Froome, Geraint Thomas ed Egan Bernal e pare che abbia già iniziato a lavorare con i procuratori per cercare un prolungamento dei contratti in essere.

Entro il primo aprile inoltrare, secondo le nuove regole, i team devono confermare l’intenzione di richiedere una licenza WorldTour ragion per cui la chiusura della collaborazione dovrà avvenire in tempi brevissimi.

Ineos è la seconda più grande compagnia chimica del mondo detenuta per il 60% da Ratcliffe che, secondo quanto riportato dal The Sunday Times Rich Lis, ha un patrimonio che tocca i 21 miliardi di sterline e che è entrato nell’occhio del mirino dei media di oltre Manica per  aver trasferito la sua vasta ricchezza personale a Montecarlo proprio vicino al quartier generale degli allenamenti di Froome e Thomas.

Ratcliffe pratica con regolarità il triatlhon e ha tentato di acquisire il Chelsea da Roman Abramovich per poi ripiegare su una partecipazione di controllo nella squadra di calcio Lausanne-Sport in Svizzera.

 

Egan Bernal: Pronto a prendere le redini del Team Sky in Italia

Egan Bernal punta Giro d’Italia

Egan Bernal sarà il capitano del Team Sky al prossimo Giro d’Italia e attende con impazienza di cimentarsi contro Dumoulin, Nibali e Yates

Egan Bernal (fonte pagina Facebook)

Egan Bernal (fonte pagina Facebook)

Egan Bernal sarà l’alfiere principale del Team Sky per l’edizione 2019 della corsa rosa. Il team britannico ha ottenuto qualcosa come otto Grandi Giri con tre diversi piloti a partire dal 2012 ed ora pare arrivato il momento del fenomenale scalatore colombiano di giocarsi le sue carte.

Il ventiduenne ciclista sudamericano è alla seconda stagione nel team di Dave Brailsford ed è in costante ascesa nelle gerarchie del team. Dopo aver chiuso al secondo posto il Tour de Romandie 2018 e aver vinto il Tour of California, è stato fenomenale nel debutto al Tour de France aiutando Geraint Thomas alla conquista della vittoria finale (chiudendo quindicesimo in classifica).

La seconda parte della sua stagione è stata complicata da una bruttissima caduta alla Clasica San Sebastián che lo ha costretto ad un ricovero di diversi giorni.

Egan Bernal quest’anno non ha preso parte al Tour Down Under sottoponendosi, assieme a Chris Froome e a Gianni Moscon ad un campo di allenamento informale prima del Tour Colombia 2.1 .

L’idea del team è quindi quella di “accompagnare” Bernal nel miglior percorso di avvicinamento possibile alla corsa rosa.

“Sono molto felice di andare al Giro – ha raccontato Bernal a Cyclingnews.com – e sono contento di andare con i gradi di capitano. Non voglio troppa pressione e in questo il team è fantastico come posto per imparare. Ho 22 anni e ho tante occasioni davanti a me, non sento l’obbligo di dover vincere, andremo in Italia per imparare a restare concentrato per 21 giorni di gara con la pressione di essere leader”.

Pur presentando parecchi chilometri a cronometro che non sono propriamente la specialità di Bernal, il tracciato del Giro stuzzica la fantasia del colombiano del Team Sky:

“non sono un cronoman ma le prove contro il tempo mi piacciono anche se perdo sempre molto tempo. Il Giro presenta tre cronometro interessanti e molta salita e questo per me è un punto a favore. Le salite del Giro sono sempre durissime e mi ispirano, in una corsa a tappe come quella italiana può succedere di tutto in ogni tappa e quindi richiede una forte concentrazione. Ci sono tanti campioni che saranno al via del Giro, Dumoulin ha dalla sua le cronometro ma bisogna temere Vincenzo Nibali che ha lo spirito dell’attaccante, Valverde che è sempre temibile e Simone Yates che ha già dimostrato il suo valore. Così tanti nomi di prestigio possono togliermi pressione di dosso”.