Team Sky-Giro finalmente il tabù sarà sfatato?

Team Sky-Giro, dopo 5 anni si sfata il tabù?

Team Sky-Giro un tabù da sfatare dopo 5 anni con i tentativi infruttuosi di Wiggins, Landa, Porte e Thomas, ci voleva Chris Froome per battere la maledizione?

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro questo matrimonio s’ha da fare? Parliamoci chiaro, tutti quando venne annunciata la presenza di Chris Froome abbiamo pensato che finalmente la squadra britannica sarebbe stata in grado di vincere il Giro d’Italia. Parliamoci ancora più chiaro giovedì sera quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria del kenyano bianco alla corsa rosa e per il Team Sky si frofilava l’impossibilità di sfatare il Tabù-Giro.

Ci hanno provato in tanti nei 5 anni di esistenza della temibile formazione britannica. Il primo a calare nello stivale con i galloni del capitano e i favori dei pronostici fu Sir. Bradley Wiggins già vincitore alle Olimpiadi e al Tour de France. Per Wiggo il giro fu come la Russia per Napoleone. Fu poi la volta di Richie Porte che partì bene ma crollo complice anche la squalifica per un cambio ruota irregolare. Poi ecco Mikel Landa che, complice una cena indigesta, naufragò miseramente. Lo scorso anno, altro giro altra corsa, ecco Geraint Thomas che cadde violentemente dopo 12 tappe. Insomma solo un miracolo poteva fare uscire la Sky dalle paludi del bel paese, un miracolo o forse il corridore più forte (e più chiacchierato del momento) alias Chris Froome from South Africa.

Froome, abbiamo imparato a conoscerlo, è metodico, serio, non lascia nulla al caso. Nell’inverno ha macinato chilometri su chilometri spinto anche dalla rabbia per la positività al salbutamolo. In un team molto attento ai dettagli ecco che l’Inglese aveva pianificato tutto: arrivare a Gerusalemme un po a corto di preparazione per esplodere tornante dopo tornante e arrivare a Roma di rosa vestito. Manca ancora una tappa di montagna ma la prova di Chis ha strabiliato anche i suoi più grandi detrattori.

Se da una parte il Team Sky è solito calcolare ogni dettagli scrupolosamente, poco prevedibile era la caduta in ricognizione prima della crono di Gerusalemme o quella durante un tratto di salita nei primi giorni di corsa. Questi due accadimenti e la condizione ancora da arrivare avevano creato una dicotomia tra le aspettative degli addetti ai lavori e i risultati che Chris Froome stava ottenendo.

Quando Froome ha attaccato sullo Zoncolan tutti abbiamo pensato a un colpo di coda di un campione ferito che andava a vincere una tappa per “accontentarsi”. Invece nel Team Sky qualcosa bolliva in pentola. La tappa di ieri è stata preparata scientificamente, tutto studiato nei minimi dettagli. A ogni membro del team è stato affidato un compito: dai gragari che dovevano lavorare per il capitato ai DS ai massaggiatori fino agli autisti dei bus.

Un esempio della finalizzazione del piano sono stati gli uomini con pettorina sguinzagliati sul Colle delle FInestre laddove l’ammiraglia poteva restare indietro. Il team ha pensato a una task-force con uomini dotati di borracce, ruote, gilet per coprirsi e alimenti. Nicolas Portal ha coordinato gli uomini tutti dotati di radiolina per non sgarrare nemmeno di un centimetro.

Insomma Chris Froome è un fenomeno (anche discusso e attaccato dai tifosi) ma sicuramente gode di un team in cui la professionalità e l’organizzazione sono punto focale. Dopo tanti anni di attacchi vani, il kenyano bianco sembra indirizzato nel portare la prima maglia rosa oltre manica. Staremo a vedere.

 

 

 

Froome tra ventolin e tifosi arrabbiati

Froome tra ventolin e tifosi ironici lungo la tappa

Froome tra ventolin, la vicenda della positività al salbutamolo ha scatenato l’ironia dei tifosi che non hanno perso l’occasione per sottolineare la vicenda

Froome tra  ventolin e ironia dei tifosi.

Froome tra ventolin e ironia dei tifosi.

Froome tra  ventolin e ironia dei tifosi. La vicenda della positività del corridore britannico al salbutamolo che ha scombussolato il mondo del ciclismo a partire dalla metà dello scorso mese di dicembre ha stuzzicato “l’ironia” di alcuni tifosi lungo le strade del Giro d’Italia.

Il corridore britannico durante la tappa odierna ha acceso il frullatore e iniziato a strapazzare ogni avversario in puro stile del kenyano bianco. L’attacco di Chris Froome ha però visto una ironica scenetta che lo ha visto suo malgrado protagonista.

Due tifosi vestiti da dottori hanno affiancato il corridore del Team Sky con in mano una maxi confezione di Ventolin ad ironizzare su come in salita l’uso del farmaco possa agevolare l’atleta britannico. La scena è stata immortalata dalle telecamere di RaiSport.

Froome, lo ribadiamo, ha una TUE per poter utilizzare il Ventolin entro le soglie previste dalla WADA ma, durante la scorsa Vuelta Espana, i valori riscontrati sui campioni del britannico sono risultati ben sopra il quantitativo massimo tollerato. In tanti si sono pronunciati sull’opportunità che il capitano del Team Sky non prendesse il via alla corsa rosa ma nonostante tanta pressione a Gerusalemme Chris Froome non ha voluto mancare.

Prendiamo questo fatto come goliardia e, finché le proteste non trascendono, nel volgare o nel mettere a rischio l’incolumità degli atleti possono essere accettate. Ricordiamo che già allo scorso Tour de France il britannico fu oggetto di scherno dei tifosi francesi che in alcuni casi superarono anche il limite del tollerabile (si racconta di gavettoni di urina che colpirono l’atleta).

 

Epico Chris Froome, fuga d’altri tempi

Epico Chris Froome conquista la rosa

Epico Chris Froome che attacca in solitaria e con un’impresa degna del ciclismo in bianco e nero conquista la maglia rosa!

Epico Chris Froome

Epico Chris Froome

Epico Chris Froome, il corridore del Team Sky scrive una pagina di storia del ciclismo moderno nella 19esima tappa del Giro d’Italia. Froome è sempre stato accusato (tra le altre cose) di essere calcolatore e poco spettacolare mentre oggi, trovatosi con le spalle al muro per via di una classifica deficitaria rispetto alle aspettative, ha deciso di mettere in scena una prova di coraggio unica.

Lo scenario è quello del Colle delle Finestre, mancano ancora 80 km all’arrivo, di solito il britannico in queste condizioni ha davanti i compagni che lavorano per lui e lo fanno salire “in carrozza”. Oggi no, oggi Froome ha frullato tutti, è partito da solo ed è andato a tagliare il traguardo a braccia levate conquistando tappa e maglia.

Gli altri? Tutti KO o quasi: cede Tom Dumoulin (Sunweb), crolla letteralmente Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida) mentre per la maglia rosa Simon Yates, che tutti davano come favorito per la vittoria alla vigilia delle grandi montagne, la tappa di oggi è la salita al Golgota.

Si parte Venaria Reale comincia la frazione regina del Giro 101 (4500 metri di dislivello e 4 GPM). Il gruppo affronta in successione Col del Lys, Colle delle Finestre, Sestriere e Jafferau. Il ritmo è alto fin da subito, non sono concesse fughe a nessuno. Ci provano in 22 ma il vantaggio non sale mai sopra il minuto, insomma il gruppo controlla. L’unico a tener duro fino alle prime rampe del Colle delle Finestre è Luis Leon Sanchez (Astana). Mentre il nostro Fabio Aru alza bandiera bianca abbandonando un Giro che non lo ha mai visto protagonista.

Il gruppo attacca il Colle delle Finestre e per Simon Yates inizia il calvario, la maglia rosa si stacca, arranca, cede secondi e minuti vedendo crollare un sogno cullato per giorni. L’andatura è terribile e Froome attacca il frullatore qualche tifoso lo provoca. Allo scollinamento il britannico ha un vantaggio di 38″ sul gruppo dei più diretti inseguitori (Dumoulin, Pinot, Lopez e Carapaz) mentre a  2’15” transita il gruppetto con Pozzovivo.

In discesa Froome pedala senza sosta e aumenta il suo margine fino ai due minuti quando si trova ai piedi del Sestriere. Sulla salita il kenyano bianco non lascia, anzi quasi raddoppia portando il suo margine a 3 minuti a Bardonecchia in attesa del Jafferau.

Nell’ultima salita Tom Dumoulin prova senza risultato a ridurre il suo svantaggio su Chris. Froome compie una impresa storica ed eroica, un’attacco destinato a restare nella storia del ciclismo mondiale e del Giro d’Italia. Un’attacco non da Froome che in questi anni ci ha abituati a calcoli e parsimonia.

Al secondo posto giunge, dopo oltre  tre minuti, Lopez, seguito da Pinot, Carapaz e, a 3’23”, Dumoulin, che deve ora recuperare 40″ al nuovo leader della classifica generale. Pozzovivo esce dalla Top Five incamerando otto minuti di svantaggio dal vincitore.

Al traguardo lo stesso Chris Froome è stupito della sua performance: “Oggi ci voleva la follia e ho fatto qualcosa di folle. Non ho mai fatto un attacco così da lontano ma oggi stavo bene, veramente bene e con un ritardo così ampio sapevo che ci voleva una impresa straordinaria. Quando sono partito mancava davvero tanta strada e tanta salita. Oggi ho vinto col la follia”.

 

e s

Richard Carapaz vince a Montervergine di Mercogliano

Richard Carapaz primo Equadoriano a vincere al Giro

Richard Carapaz leader della classifica dei giovani fa sua la tappa con arrivo a Montevergine di Mercogliano, Chris Froome cade nuovamente e picchia il fianco ma non patisce distacchi

Richard Carapaz

Richard Carapaz

Richard Carapaz è il primo equadoriano della storia a vincere una tappa al Giro d’Italia, in un ciclismo sempre più globalizzato il corridore della Movistar da ragione a Unzue che era stato tacciato di aver portato solo seconde linee alla corsa rosa.

C’è voglia di fuga, il gruppo è nervoso con continui scossoni. Riescono ad allungare sette corridori: Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale), Rodolfo Torres (Androni-Sidermec), Davide Villella (Astana),  Matej Mohoric (Bahrain-Merida),  Tosh Van der Sande (Lotto FixAll),  Koen Bouwman (LottoNL-Jumbo) e  Jan Polanc (UAE Emirates). I fuggitivi hanno spazio da parte del plotone e il loro vantaggio arriva ad alzarsi fino ai 6 minuti.

Ai 30 chilometri dall’arrivo, la pioggia investe i corridori e nel gruppo sale la velocità, ai piedi della salita finale il distacco scende sotto i due minuti. La Mitchelton-Scott scandisce il ritmo in salita e davanti finisce l’armonia e inizia gli scatti. Il gruppo rossicchia secondo su secondo il vantaggio dei battistrada.

A 5 km dal traguardo uno dei momenti topici: in una curva, resa insidiosa dall’asfalto bagnato, scivola  malamente il capitano del Team Sky Chris Froome. Grande botta sul fianco già provato dalla caduta prima della partenza di Gerusalemme. Il britannico viene scortato dai compagni e raggiunge senza troppi affanni il gruppo ma andrà valutato se la botta avrà conseguenze.

Il Team Sky prende la  testa al gruppo, ma senza portare un vero e proprio attacco, ma prendendosi l’onere di dettare il ritmo per riprenderesu Bouwman che qualche chilometro prima aveva allungato sui compagni di fuga.

Ai meno 1500 ecco un altro sussulto, dalle spalle del trenino della Sky ecco che parte Richard Carapaz, va a riprendere proprio in vista della flamme rouge il fuggitivo e si invola a conquistare il successo più importante della sua giovane carriera. Alle spalle dell’equadoriano il gruppo viene regolato dal nostro Davide Formolo davanti a Thibaut Pinot (Groupama-Fdj), che conquista 4” di abbuono importanti in ottica classifica generale.

Richard Carapaz è raggiante al traguardo: “Sono veramente felice ed emozionato, questa è la mia prima vittoria in una grande corsa a tappe, ho lavorato duro per arrivare fino a qui. Le gambe giravano bene oggi ma sapevo che allo sprint non avrei avuto possibilità così sono partito ai meno 2 km e ho portato a casa la tappa. Il Giro è molto lungo, Roma è ancora molto lontana vediamo cosa riuscirò a fare”.

 

 

Simon Yates risultò positivo all’antidoping

Simon Yates e la vicenda terbutalina

Simon Yates dopo un controllo avvenuto durante la Parigi-Nizza 2016 risultò positivo alla terbutalina un farmaco contro l’asma come il salbutamolo di Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome cosa unisce l’attuale maglia rosa del Giro d’Italia con il kenyano in forza al Team Sky anch’egli impegnato nella corsa rosa? Apparentemente poco eppure i più attenti ricorderanno che durante la Parigi-Nizza del 2016 il corridore, all’epoca in forza alla Orica-GreenEDGE, venne pizzicato positivo ad un controlla antidoping per l’impiego di terbutalina.

L’uso del farmaco non venne dichiarato in deroga per uso terapeutico da parte del team e quindi vennero applicati i termini della responsabilità oggettiva e, nonostante la WADA avesse appurato la responsabilità del team, al corridore vennero affibbiati (nel giugno di quell’anno) quattro mesi di qualifica retroattiva che gli fecero saltare il Tour de France (la squalifica scadeva all’11 luglio del 2016)

Fu lo stesso team in un comunicato a prendere le difese del proprio corridore ammettendo che la positività era  dovuta ad un errore formale da parte dello staff medico del team che si dimenticò di richiedere l’esenzione ai fini terapeutici per Simon Yates. In un primo momento l’ UCI comunico che Simon Yates non sarebbe stato fermato e che avrebbe continuato a poter gareggiare in attesa che la Orica producesse la documentazione necessaria per attestare l’uso terapeutico del farmaco, arrivò poi la squalifica.

“Vorrei scusarmi con i miei colleghi per aver ancora una volta gettato il nostro sport in una luce negativa, sono molto imbarazzato e mi vergogno per questa situazione” furono le prime parole di Yates quando ricevette la squalifica. “Gli ultimi mesi sono stati molto dolorosi per me,  per la mia famiglia e gli amici. La terbitalina è contenuta in un farmaco per curare l’asma che mi è stata prescritta, soffro di questa malattia fin da bambino. Devo accettare la punizione anche se non ero conscio di star assumendo una sostanza vietata”.

 

Simon Yates, Chris Froome e l’asma

La terbutalina, un Beta 2 agonista selettivo, è un principio attivo specifico per curare alcune malattie ostruttive delle vie respiratorie. In particolare viene utilizzato, sotto forma di sale solfato, per trattare farmacologicamente l’asma. Ecco, ancora l’asma, l’asma che ha anche Chris Froome e per la quale ha una prescrizione per utilizzare il Ventolin. Le “puffate” di Froome sono diventate ormai proverbiali e hanno contribuito a peggiorare la nomea del corridore del Team Sky. Quando nel 2016 Simon Yates risultò positivo alla terbutalina ci vollero circa quattro mesi di tempo (il controllo avvenne a marzo, la squalifica arrivò a giugno) per appurare la colpevolezza del ciclista. Per il britannico (la cui positività risale a settembre 2017, resa nota tre mesi dopo) sono già trascorsi otto mesi senza che l’UCI abbia preso alcuna posizione.

Così come la squalifica di Yates è stata retroattiva lo stesso potrebbe accadere per Chris Froome che potrebbe perdere l’eventuale risultato ottenuto al Giro d’Italia. Per ora, Simon Yates si gode il primato in classifica generale (dopo aver espiato le colpe della sua positività passata) mentre Froome stenta un po a trovare la gamba dei giorni migliori.

Team Sky al Giro lista dei partenti

Team Sky al Giro sarà la squadra da battere

Team Sky al Giro d’Italia con leader unico Christopher Froome che punta alla tripleta Giro-Tour-Vuelta con il peso del salbutamolo sul capo

Team Sky al Giro d'Italia

Team Sky al Giro d’Italia

Team Sky al Giro d’Italia sarà senza mezzi termini la squadra da battere, negli ultimi anni le spedizioni del bel paese del team britannico sono stato tutt’altro che memorabili (la corsa rosa è l’unica che manca nel palmares del team) ragion per cui ecco calare in Italia il leader maximo Christopher Froome (nonostante la vicenda Salbutamolo sia ancora lontana dalla parola fine)

Il kenyano bianco vuole cercare una leggendaria tripletta nei grandi Giri, riuscita in passato solamente a due giganti come Hinault e Merckx. Per riuscirvi, Froome potrà contare su una formazione  stellare che, sulla carta, parte in vantaggio rispetto a tutti gli altri team al via.

Gregario di lusso sarà Wout Poels: l’olandese è  apparso un po in ritardo di condizione nelle ultime uscite ma è comunque reduce da un brillante sesto posto alla Vuelta. Potrebbero essere capitani in gran parte delle altre formazioni lo spagnolo David De la Cruz e il colombiano Sergio Luis Henao che qui saranno validissime spalle nelle tappe in salita.

Molto interessante Kenny Elissonde, la cui presenza non era inizialmente prevista, che ha convinto i tecnici a suon di ottime prestazioni. Completano il roster tre passisti di sicura affidabilità come il bielorusso Vasili Kiryienka, il tedesco Christian Knees e l’italiano Salvatore Puccio.

Bernal vince la cronometro al Romandia 2018

Bernal vince la prova a cronometro del Tour de Romandie 2018

Bernal vince la cronoscalata individuale al Giro di Romandia per lui è la prima vittoria in una prova World Tour,  Roglic mantiene la maglia gialla

Bernal vince

Bernal vince

Bernal vince cronoscalata del Tour de Romandie, disputata sulla distanza di 9.9 km tra Villars e Ollon. E’ stata una prova assolutamente interessante ed esaltante con parecchi capovolgimenti. Egan Bernal vince  grazie a una incredibile seconda parte di gara, è riuscito a recuperare il distacco che aveva accumulato ad inizio frazione ottenendo la prima gioia della carriera nel World Tour.

Il ventunenne colombiano del Team Sky ha rifilato 4″ al leader Primoz Roglic (Team LottoNL-Jumbo), 18″ a Richie Porte (BMC Racing Team), 48″ a Steven Kruijswijk (Team LottoNL-Jumbo), 1’06” a Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates), 1’21” a Pierre Latour (AG2R La Mondiale), 1’26” a Rohan Dennis (BMC Racing Team), 1’28” a Daniel Martin (UAE Team Emirates), 1’30” a Emanuel Buchmann (Bora Hansgrohe) e 1’43” a Simon Spilak (Team Katusha-Alpecin).

In classifica Primoz Roglic mantiene la maglia gialla con 6″ sullo stesso Egan Bernal, 27″ su Porte, 1’02” su Kruijswijk, 1’17” su Rui Costa, 1’22” su Dennis e Latour, 1’42” su Martin e Buchmann, 1’55” su Ion Izagirre.

Thibaut Pinot vince il Tour of the Alps 2018

Thibaut Pinot vince la corsa pre-Giro

Thibaut Pinot vince il Tour of the Alps 2018, Mark Padun 21enne della Bahrain Merida finisseur sull’arrivo del circuito iridato di Innsbruck

Thibaut Pinot vince il Tour of the Alpes

Thibaut Pinot vince il Tour of the Alpes

Thibaut Pinot vince il Tour of the Alpes e succede  a Geraint Thomas nell’albo d’oro della manifestazione interrompendo la striscia vincente del Team Sky. La corsa che precede il Giro d’Italia si è regalato una tappa di chiusura che strizza l’occhio al mondiale di ciclismo 2018. Il percorso dell’ultima frazione, infatti, ricalcava il circuito iridato che domenica 30 settembre assegnerà in Austria la maglia iridata.

A vincere sull’ostico traguardo di Innsbruck, dopo aver staccato tutti gli avversari ai meno 5 km dall’arrivo, è stato Mark Padun, 21 anni, della Bahrain Merida, al primo successo in carriera, pupillo di Vincenzo Nibali. L’atleta ucraino ha preceduto il gruppo degli inseguitori giunti al traguardo con 6 secondi di distacco George Bennett, a 5”, poi Jan Hirt, il nostro Giulio Ciccone e Ben O’Connor. Sesto Pinot, a 9 secondi, che ha vinto la volata dei big con Lopez, Froome e Pozzovivo. Proprio Domenico Pozzovivo chiude la classifica generale al secondo posto (sesto podio in carriera) a 15 secondi dal francese, tanti quanti Miguel Angel Lopez che completa il podio, quarto a 16 secondi Froome mentre Aru chiude sesto a 1’19” di distacco.

 

Team Sky, Tour of the Alps da record?

Team Sky,Tour of the Alps per un nuovo record

Team Sky, Tour of the Alps dal 2015 è terreno di conquista con Richie Porte, Mikel Landa e Geraint Thomas, sarà record?

Team Sky,Tour of the Alps è orma

Team Sky,Tour of the Alps

Team Sky,Tour of the Alps

i terreno di conquista per la formazione Britannica che negli ultimi tre anni ha letteralmente dominato la corsa di avvicinamento al Giro d’Italia.

Richie Porte nel 2015, Mikel Landa nel 2016 e Geraint Thomas nel 2017 ecco le ultime vittorie nella corsa tutte marchiate Team Sky. In vista dell’edizione 2018 dell’evento ciclistico euro-regionale (in programma dal 16 al 20 aprile), cala il proprio jolly: Chris Froome che vuole aiutare lo squadrone britannico a ottenere un risultato assolutamente storico. L’obiettivo è imporsi in una corsa a tappe per la quarta volta consecutiva con quattro corridori differenti.

Dopo aver fatto incetta di maglie gialle, ben 59, il fuoriclasse di origini frutterà il Tour of the Alps come rampa di lancio per conquistare anche il Giro d’Italia.

In pochissimi hanno ottenuto la doppietta Tour of the AlpsGiro d’ItaliaGilberto Simoni(2003), Damiano Cunego (2004) e Vincenzo Nibali (2013).

E’ palese che il nativo di Nairobi ha tutte le carte in regola per far melgio dei suoi colleghi Porte, Landa e Thomas, che sono stati l’emblema della maledizione che coglie il Team Sky alla corsa rosa.

Team Sky, Tour of the Alps: parla Tosatto

Molto fiducioso appare il Direttore Sportivo Matteo Tosatto: “La squadra si sta preparando al meglio per il Tour of the Alps dove abbiamo ambizioni di vittoria e dove vogliamo mettere a punto la condizione in vista dell’assalto al Giro. Il Tour of the Alps è una corsa affascinante e splendidamente organizzata, presenta salite di assoluto spessore e storicamente da una cartina di tornasole delle condizione dei pretendenti alla vittoria della corsa rosa”.

Il DS ha poi parlato dei rivali del britannico alla vittoria: “dovremo stare molto attenti a Fabio Aru  che arriva da una primavera sottotono ma che punta molto sul mese di aprile e magigo, attenzione massima va data a Thibaut Pinot che ha sempre avuto un rendimento eccellente in corse di questo tipo senza dimenticare due ottimi scalatori come Miguel Angel Lopez e Domenico Pozzovivo.

 

 

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.