Chris Froome lascia il Team Ineos

Chris Froome lascia il Team Ineos per la Israel Start-Up Nation

Chris Froome lascia il Team Ineos alla fine del 2020 dopo che il contratto non è stato prorogato e firmea per la Israel Start-Up Nation

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome lascia il Team Ineos, questa notizia avrebbe avuto del clamoroso sino a pochi mesi fa ma ora suona come un “era inevitabile”. Il kenyano bianco è forse uno degli atleti più rappresentativi del Team Sky prima e del Team Ineos dopo ma questo non è bastato affinchè le strade della formazione britannica e di Froome non si separassero.

Chris ha firmato un contratto pluriennale presso Israel Start-Up Nation ed è stato lo stesso Team Ineos, con una nota diffusa questa mattina, ad annunciare il divorzio dopo 10 anni di collaborazione.

Un nome come quello del quattro volte vincitore del Tour faceva gola a molti team ma in particolare sono stati la Team CCC e la Bahrain McLaren ma è stata  la Israel Start-Up Nation a fare la corte più spietata al britannico che alla fine ha scelto il team israeliano.

La Israel Start-Up Nation ha potuto offrire l’unica cosa che Ineos non poteva: la leadership assoluta per il Tour de France. Ne abbiamo parlato anche negli scorsi giorni di come l’astro nascente, e vincitore uscente, Egan Bernal difficilmente si sarebbe messo a disposizione senza se e senza ma di Froome.

Froome ha accettato di firmare il contratto che lo legherà con la squadra israeliana dopo un training camp (segretissimo o quasi) svolto in Francia il mese scorso.

Come detto è stata la stessa Ineos a confermare la notizia ormai diventata più di un rumors:

“L’attuale contratto con Chris termina a dicembre ed abbiamo preso la decisione di non rinnovarlo. Stiamo facendo questo annuncio prima di quanto sarebbe normalmente per porre fine alle recenti speculazioni e consentire al Team di concentrarsi sulla stagione 2020”, sono state le eloquenti parole di Dave Brailsford.

Egan Bernal e Geraint Thomas saranno quindi i due capitani designati della Ineos per il Tour mentre sarà ancora tutto da definire con che ruolo (e con che motivazioni?) Froome sarà al via della corsa francese.

In attesa di capire qualche parte dello staff seguirà il britannico alla ma Israel Start-Up Nation è certo che la formazione dovrà investire molto per creare un contesto in cui Froome possa lottare ai vertici del ciclismo mondiale come da sue ambizioni.

“Ho trascorso un decennio fenomenale con questa squadra, abbiamo ottenuto risultati incredibili e porterò sempre con me i meravigliosi ricordi di questa esperienza. In questa nuova fase della mia carriera ho bisogno di nuove sfide” ha spiegato Froome però non vuole archiviare la stagione di 2020 come un anno di transizione: “il mio focus è sulla vittoria del quinto Tour de France con il Team INEOS “

 

L’annuncio atteso da settimane è arrivato pochi decine di minuti dopo che  il Team Ineos aveva annunciato la separazione dal britannico: è la fine di un’epoca e probabilmente l’inizio di una nuova era per Chris che, scoperto alla Barloworld dove aveva corso senza brillare (si notò solo perché venne espulso dal Giro a causa di un traino)

Le vittorie di Chris Froome al Team Sky e Ineos: una cronologia

2011:
Vuelta a España: classifica generale e 17a tappa

2012:
Tour de France: tappa 7

2013:
Tour of Oman: classifica generale e 5a tappa
Tirreno-Adriatico: 4a tappa
Critérium International: classifica generale e 3a tappa
Tour de Romandie: classifica generale e prologo
Critérium du Dauphiné: classifica generale e 5a tappa
Tour de France: classifica generale e tre tappe

2014
Tour of Oman: classifica generale e 5a tappa
Tour de Romandie: classifica generale e 5a tappa
Critérium du Dauphiné: due tappe

2015
Vuelta a Andalucía: classifica generale e 4a tappa
Tour de Romandie: una tappa
Critérium du Dauphiné: due tappe
Tour de France classifica generale e 10a tappa

2016
Herald Sun Tour: generale e 4a tappa
Tour de Romandie: 4a tappa
Critérium du Dauphiné: classifica generale e 5a tappa
Tour de France: classifica generale e due tappe
Vuelta a España: tre tappe

2017
Tour de France: classifica generale
Vuelta a España: classifica generale e due tappe

2018
Giro d’Italia: classifica generale e due tappe

 

 

 

 

 

Bernal: “nessuno sa chi sarà il capitano Ineos”

Bernal e il Team Ineso per il Tour 2020

Bernal in una lunga intervista rilasciata al quotidiano colombiano “El Tiempo” para di Tour, di Froome e strizza l’occhio al campionato del Mondo

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal in una lunga intervista rilasciata al quotidiano colombiano “El Tiempo” ha parlato di come la pandemia di COVID-19 potrà impattare sulle corse e su come il casa Ineos sarà difficile stabilire a priori chi sarà il capitano al Tour de France 2020-

Egan ha “stuzzicato” l’altro co-leader del Team Ineos, Chris Froome, in qualche precedente dichiarazione rilasciata alla stampa e ci ha tenuto a precisare che il rapporto di amicizia tra i due è solido.

Saranno tre i “galli nel pollaio” della Ineos con Froome, quattro volte vincitore,  che è stato ad un passo da salutare la formazione inglese, Bernal che è il campione uscente ed il “terzo incomodo”, il vincitore del Tour 2018, Geraint Thomas.

Qualche mese fa Egan era stato chiaro nel dichiarare che non avrebbe “gettato via l’opportunità per vincere un altro Tour de France” sacrificando se stesso per i suoi co-leader e se la stampa ci ha ricamato sopra un bel po’, in casa Ineos la cosa non ha sorpreso nessuno in quanto, di norma, al Tour è sempre il ciclista più forte ad imporsi. Saranno quindi, con ogni probabilità, i chilometri di salita a definire le gerarchie della corsa e quelle interne alla Ineos.

“in molti hanno detto che Froome si è arrabbiato per le mie parole – ha detto Bernal – ma non è così. Non si è mai arrabbiato con me per quello che ho detto, siamo amici e vogliamo tutti e dure la vittoria. L’unica cosa che conta è siamo alla Inoes e che a vincere sarà un corridore della Ineos. Io, Geraint e Chris siamo sinceri l’un l’altro, nessuno può dire di essere il capitano a prescindere, si vedrà a seconda di chi starà meglio. Se devo lavorare per Froome ne sarà felice così come se devo farlo per Geraint e allo stesso modo l’armonia ci sarà se saranno loro a lavorare per me”.

Insomma pare presto per definire le gerarchie a tavolino e, ad ogni modo, sarà la capacità dello staff tecnico della Ineos a gestire nel migliore dei modi una faccenda che, al di là delle parole di facciata, sarà certamente spigolosa.

“Non abbiamo mai corso – ha spiegato il colombiano – e dobbiamo aspettare le prime prove per cominciare a farci un’idea sullo stato di forma di ogni atleta. Ci saranno inevitabilmente sorprese perché ognuno si è allenato in modo diverso dal previsto. Per questo motivo il Tour sarà una corsa più aperta, ci saranno molti che combatteranno per il titolo. Sarà un evento diverso dal solito, non solo dal punto di vista sportivo ma anche per la quotidianità ed è per questo che ci stiamo preparando nel miglior modo possibile”.

Bernal si sta allenando sette ore al giorno e, per avvicinarsi al Tour, passerà dal Tour de l’Ain e dal Critérium du Dauphiné.

“Mi posso ritenere fortunato, ci sono settori molto più importanti che sono stati colpiti, penso agli operatori sanitari o a chi ha perso il lavoro” ha raccontato il talento colombiano che è convinto del ritorno progressivo alla normalità: “C’è un calendario e quelle gare si terranno sicuramente, sono convinto al 100%. Il mio primo obiettivo sarà il Tour ma mi piacerebbe essere pronto anche per i mondiali, analizzerò le condizioni in cui sarò e vedrò cosa fare. Sarebbe l’ideale andare per lottare per il titolo, ma a Parigi capiremo se la cosa sarà fattibile. Non sono mai stato a un campionato del mondo su strada e sarebbe una bella esperienza ma andare solo per far presenza non ha senso”.

 

 

Team Ineos cambia nome in Grenadier?

Team Ineos cambia nome per promuovere il Grenadier 4×4 SUV

Team Ineos cambia nome per promuovere il SUV Grenadier che verrà lanciato dal gruppo industriale di Jim Ratcliffe

Team Ineos

Team Ineos

Team Ineos vicina al cambio di nome? La cosa pare molto probabile dal momento in cui il main sponsor della formazione britannica sta lanciando sul mercato delle auto un SUV che di nome farà Grenadier. Il cambio di divisa, colori e denominazione potrebbe avvenire già al Tour de France per aumentare la promozione del nuovo veicolo. Sicuramente l’appeal della formazione più vincente del ciclismo negli ultimi anni sarebbe un è bel veicolo di marketing per il Suv di Ineos.

 

Jim Ratcliffe, ha deciso di entrare nel mondo dell’automotive con questo SUV con cui vuole rivoluzionare il segmento specifico di mercato. Il prezzo del veicolo si aggirerà attorno alle 40,000 sterline. La cosa curiosa è che il nome della macchina, Grenadier, è quello del pub Londinese dove Ratcliffe era seduto quando ha avuto l’idea di gettarsi nel mondo delle automobili.

Ora il nome Grenadier potrebbe passare direttamente dall’insegna di un pub di Londra alle maglie che indosseranno Thomas, Bernal e Froome nelle prossime corse.

Con ogni probabilità in cambio di naming del team potrebbe essere del tutto temporaneo e legato alla campagna di marketing per il lancio sul mercato di questo SUV ma con altrettanta probabilità il nuovo kit sarà destinato a diventare di tendenza tra i cicloamatori.

 

 

Carapaz e il rischio odissea

Carapaz: rischia mille km in bici

Carapaz, a causa del lockdown, rischia di dover raggiungere Bogotà in bicicletta per prendere un volo umanitario diretto nel Vecchio Continente

I numeri del Giro: fonte comunicato stampa Photo Marco Alpozzi/ LaPresse

Carapaz Photo Marco Alpozzi/ LaPresse
June 02, 2019 Verona (Italy)

Carapaz è bloccato in sudamerica  a causa della chiusura delle frontiere dell’Ecuador e l’unica chance è di prendere  un volo umanitario programmato per il 19 o 20 luglio in partenza dalla Colombia. Tutto semplice? No perchè il vincitore del Giro d’Italia 2019 per prendere quel volo rischia di dover percorrere quasi 1000 km (982 per l’esattezza) in sella ad una bicicletta superando il ponte Rumichaca, al confine con la Colombia, sfruttando un  salvacondotto che ha richiesto alle autorità del suo paese.

A rendere noto questa bizzarra situazione è il quotidiano ‘El Comercio’ che ha raccontato come la forte voglia di Richard di essere al via delle corse europee potrebbe richiedere uno sforzo extra.

L’obiettivo del corridore del Team Ineos di essere al via della ‘Vuelta de Burgos’, in Spagna, dal 28 luglio all’1 agosto. Va ricordato che fra le 15 nazioni extra Ue alle quali l’Unione Europea ha aperto i confini l’unica sudamericana è l’Uruguay cosa che complica inevitabilmente i collegamenti da e per l’Equador.

Carapaz sta trascorrendo il periodo di quarantena a Carchi, nella  casa paterna , dove si occupa del bestiame dei genitori e dove sta cercando di tenersi in forma. Quello che certamente non manca a Richard è la forza di volontà: “Sono disposto a pedalare fino a Bogotà” ha dichiarato alla stampa del suo paese.

Federazione ecuadoriana si sta adoperando affinché tutti gli atleti nazionali di primo piano possano raggiungere l’Europa senza sobbarcarsi simili odissee ma la situazione risulta assolutamente complicata. Oltre al campione del Team Ineos sono bloccati: Jonathan Caicedo, Jefferson e Alexander Cepeda e Jhonatan Narváez.

Caparaz che rischia di compromettere il percorso di  preparazione al Giro d’Italia 2020 se non riuscirà a partecipare alla Vuelta Burgos che nel suo piano di avvicinamento alla corsa rosa è un punto focale.

 

 

Froome lascia il Team Ineos?

Froome lascia il Team Ineos? Possibile!

Froome lascia il Team Ineos? La notizia clamorosa viene lanciata dal sito cyclingnews, sul kenyano bianco potrebbe esserci la Bahrain-McLaren

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome  lascia la Ineos? La notizia è clamorosa e ancora più clamorosa è la possibilità che il divorzio inateso possa avvenire già nel corso del 2020. La notizia è stata lanciato dall’autorevole sito cyclingnews.com e ha scatenato un vero e proprio vespaio sui social network e, era inevitabile, tra gli addetti ai lavori.

La situazione è in evoluzione ma alcuni dati oggettivi possono portare a credere che questa indiscrezione possa in qualche modo diventare realtà. Partiamo dal presupposto che anche un gruppo formidabile sia sotto l’aspetto tecnico che economico possa in qualche modo patire le conseguenze della pandemia di Covid19. Il colosso del ciclismo ha in casa diversi atleti di primo piano da Bernal a Thomas e il buon Chris potrebbe risultare, a fronte dei suoi 35 anni, un po’ attempato per le esigenze di squadra.

Il britannico è reduce, poi, dal terribile incidente del Giro del Definato 2019 che ne ha messo a rischio la carriera e dal quale giura di essere tornato al 100% ma che potrebbe, al contempo, aver messo qualche tarlo nella dirigenza del Team Ineos. A questo va aggiunto che il contratto del quatto volte vincitore del Tour de France è in scadenza e, strategicamente, la squadra punterebbe maggiormente sull’emergente (e vincete) Bernal (o su Thomas) che non vedrebbe di buon occhio un ruolo di gregario di Chris Froome.

Sulle tracce del forte cicista britannico ci sarebbero almeno due tream tra cui il ricco Team Bahrain-McLaren.

 

Ineos: niente Tour senza sicurezza

Ineos: se il Tour non è sicuro ci ritiriamo

Ineos si ritirerebbe dal Tour de France se non fosse sicuro, lo ha dichiarato Dave Brailsford

Team Ineos

Team Ineos

Il Tour de France riprogrammato a fine agosto pare il primo step per il ritorno alla normalità ma non è tutto oro quello che luccica. C’è molta paura tra gli atleti come  Richie Porte che teme il ritorno alla “normalità”. Anche il direttore sportivo del Team Ineos, Dave Brailsford ha sottolineato l’importanza di una ripresa che deve avvenire in “modo misurato, intelligente e responsabile”.

Il modello organizzativo e gestionale dello sport e  del ciclismo uscirà sicuramente segnato dalla pandemia di Covid19, il mondo in generale dovrà rivalutare il suo approccio al prossimo ed alle manifestazioni sportive.

Attualmente le squadre stanno lottando per la sopravvivenza e dovranno poi fare i conti con la probabile rinegoziazione dei contratti di sponsorizzazione.

Proprio sul tema dalla nuova visione del ciclismo ha parlato al Times il direttore del Team Ineos:

“In questo momento il mondo ha bisogno di medici e infermieri nessuno muore senza il ciclismo professionistico. Ci vuole un bagno di umiltà da parte della nostra categoria”.

Anche il Team Ineos che vanta uno sponsor potente come il colosso della chimica dell’imprenditore Jim Ratcliffe dovrà rivedere molte cose anche se lo il Tour posto a fine agosto potrebbe riaccendere le velleità di vittoria del suo uomo simbolo Chris Froome che è ormai al termine del percorso riabilitativo.

L’idea di far partire la Grande Boucle dovrà sottostare ad un serrato protocollo sanitario che potrebbe prevedere una quarantena prima della partenza e la certezza di interruzione in caso di positività di un atleta in gara al coronavirus.

Gli scienziati di Harvard e dell’Imperial College in Gran Bretagna, sostengono che la revoca delle misure di soppressione porterà ad un secondo picco di COVID-19 che potrebbe arrivare con il via del Tour. Brailsford ne è consapevole e ha voluto precisare in una recente intervista al The Guardian che:

“il Team Ineos si riserva la possibilità di ritirare la squadra dalla corsa se dovesse ritenerlo necessario, parteciperemo con ogni probabilità ma al contempo monitoreremo la situazione come accaduto alla Parigi-Nizza. Quando inizierà la fase di ripresa capiremo l’andamento della malattia restando vigili e osservando i consigli degli esperti”.

 

 

Brailsford, come tutti i team manager, conosce perfettamente l’importanza che il Tour riveste nell’economia del ciclismo mondiale e, pur avendo alle spalle un colosso multinazionale, comprende come molte squadre potrebbero chiudere i battenti e come gli ingaggi dei ciclisti potrebbero ridursi drasticamente.

“Il ciclismo si basa al 100% sulle sponsorizzazioni, non ci sono biglietti da pagare,  e per molti team il Tour è la linfa vitale – ha spiegato Brailsford- Ci saranno formazioni che andranno in crisi e, anche se in cuor mio spero di no, temo che molte aziende possano ridurre il loro impegno come sponsor”

 

 

 

 

Egan Bernal:” il Tour de France sarà il obiettivo”

Egan Bernal lancia la sfida per la maglia gialla

Egan Bernal chiude i dubbi sui suoi obiettivi stagionali: niente Giro d’Italia e obiettivo numero uno sul Tour, concorrenza permettendo

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Egan Bernal sogna la doppietta al Tour de France 2020 dopo aver vinto a sorpresa (ma non troppo) l’edizione dello scorso anno della corsa a tappe francese. Dopo essersi “un po’ nascosto” circa gli obiettivi per la nuova stagione sportiva che, per il colombiano, scatterà la prossima settimana con il Tour Colombia 2.1.

Fresco di candidatura per il prestigioso premio “Breakthrough of the Year” il giovane talento del Team Ineos vuole succedere al compagno Geraint Thomas nella classifica di questo riconoscimento così come avvenuto in quella della Grande Boucle.

“Sono orgoglioso di questo riconoscimento per la sua importanza nel mondo, sono felice per me, per la squadra e per il mio paese” ha detto al quotidiano spagnolo AS. L’amore di Bernal per la sua patria è nota: “ in Colombia abbiamo molti, troppi problemi sociali e sono contento che la mia vittoria al Tour abbia ispirato e dato fiducia ai miei connazionali, il ciclismo e lo sport possono essere una via di riscatto per il mio paese”.

Il 2020 di Egan Bernal potrebbe iniziare certamente meglio della stagiona precedente visto che il 2019 era iniziato con gli strascichi della caduta subita alla Clásica San Sebastián: “la preparazione è stata migliore, l’anno precedente ho dovuto subire molte visite e questo ha rallentato tutto, mi sento bene e sono concentrato sul mio obiettivo primario: confermarmi al Tour de France 2020”.

Negli USA si definisce “statement”, una dichiarazione chiara: ragazzi io ci sono! Se lo scorso anno Egan ha conquistato, pur con una preparazione a singhiozzo, Parigi-Nizza, Tour de Suisse e Tour de Franc, ora con una condizione ottimale potrebbe letteralmente “spaccare”.

Sulla strada per il bis in giallo, però, gli ostacoli potrebbero essere molti a partire dai compagni di team Geraint Thomas e Chris Froome che ha lottato come un leone per tornare in sella e inseguire il sogno di entrare nel club dei 5 volte vincitori del Tour.

Bernal non teme, però, la concorrenza interna: “nelle ultime stagioni abbiamo sempre corso con due punte, nel 2020 saremmo in tre. La cosa importante è che il team lavori unito” taglia corto il colombiano.

Rivalità assente? Che siano dichiarazioni di facciata? Apparentemente il clima nella Ineos è ottimo:

“non vedo Chris come un rivale ma come un collega che ha avuto tanta sfortuna con quel brutto incidente e a cui auguro il meglio possibile. Dal canto mio voglio arrivare all’appuntamento francese al 100&%”.

La concorrenza sarà però molto agguerrita anche “fuori casa” con la Jumbo-Visma che sarà a sua volta al via con un terzetto da paura: Primož Roglič, Tom Dumoulin e Steven Kruijswijk.

Egan Bernal allontana quindi l’ipotesi, paventata qualche tempo fa, di essere al via anche del Giro d’Italia:

“ci ho pensato ma non potendo non puntare sul Tour ed essendo questo un anno con le Olimpiadi, non posso presentarmi al via della corsa rosa visto che tra le due corse a tappe ci sarà una settimana in meno di stacco”.

 

Chris Froome al Giro d’Italia 2020? Forse

Chris Froome al Giro d’Italia 2020, non impossibile

Chris Froome al Giro d’Italia 2020, il britannico potrebbe essre il capitano del Team Inoes in alternativa a Geraint Thomas

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha ufficializzato il suo rientro alle corse con un video in cui ha comunicato ai propri fans la sua presenza in occasione dell’UAE Tour in programma negli Emirati Arabi Uniti dal 23 al 29 febbraio.

Un sospiro di sollievo per i tanti tifosi di Chris e, diciamolo, per tutti gli appassionati di ciclismo dal momento che, dopo il terribile incidente al Tour del Delfinato 2019, in tanti hanno temuto che la carriera del campione fosse giunta al capolinea.

Il quatto volte vincitore del Tour ha dimostrato tutta la sua forza morale e mentale nel risalire prontamente in sella dopo una serie di interventi chirurgici che avrebbero stroncato la volontà di molti. Certamente lo stimolo principale (e dichiarato) di Froome è stato il desiderio di potersi giocare le sue chance di entrare nel Gotha degli eletti in grado di vincere cinque Tour. E’ proprio la corsa francese l’obiettivo principale della stagione 2020 del kenyano bianco ma, per arrivare pronto all’appuntamento, sarà importante pianificare accuratamente il cammino di avvicinamento alla prova di luglio.

Sulle reali condizioni di Froome permangono dubbi insistenti e anche lo staff del Team Ineos ha voluto analizzare accuratamente la distribuzione dei propri capitani tra le principali corse a tappe. Se Richard Carapaz pare destinato a presentarsi al Giro d’Italia 2020 con i galloni del capitano designato per puntare a bissare il successo dello scorso anno, al Tour gli uomini di punta saranno Bernal e Thomas.

Ma cosa potrebbe accadere se Froome dovesse dimostrarsi pronto per competere giù a fine di aprile? Come segnalato da Gazzetta dello Sport il Team Ineos potrebbe riservarsi la possibilità di schierare anche Froome nella starting list.

Geraint Thomas alla Corsa Rosa pare una certezza mentre potrebbe trovarsi un compagno di squadra “in più”, la situazione è assolutamente fluida e verrà valutata settimana dopo settimana in base all’evoluzione della condizione fisica di Froome.

 

 

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Froome torna a correre dopo l’incidente del giugno 2019

Froome torna in corsa a fine febbraio

Froome torna a correre al Giro degli Emirati Arabi a fine febbraio per il britannico è il ritorno alle corse dopo l’incidente di giugno

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Froome rompe finalmente gli indugi circa il suo ritorno ufficiale alle corse dopo il terribile incidente occorsogli lo scorso mese di giugno durante la ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato a Roanne. Froome non corre dal 12 giugno visto che il giorno successivo, prima del via della crono, fu vittima della caduta di cui sopra.

La caduta al Delfinato è costata cara al kenyano bianco che non solo ha visto sfumare la possibilità di tentare l’assalto al quinto Tour de France ma ha anche messo uno stop alla stagione agonistica 2019. In realtà le conseguenze dell’impatto potevano essere talmente gravi da stroncare la carriera di molti ma il carattere e il fisico di Froome gli hanno consentito di bruciare i tempi di recupero tornando in sella (non senza dolori e fastidi) prima dei tempi più ottimistici previsti dal personale medico curante.

Femore, costole e gomito fratturati, giorni in terapia intensiva e ripetuti interventi chirurgici per tornare a camminare avrebbero stroncato la volontà di chiunque ma, anche in questo caso, Chris ha dimostrato tutta la sua tenacia.
Indipendentemente dal giudizio sulla persona e sull’atleta (che spesso ha diviso gli amanti del ciclismo) va ammirata la forza d’animo e la costanza dimostrata nel cammino di recupero della condizione atletica dell’atleta del Team Ineos.

Restano ancora dubbi su quante possibilità avrà Froome di tornare ai livelli pre-incidente ma già la notizia di una data del ritorno alle corse (cosa assolutamente non scontata) meritano di essere festeggiate. Piaccia o non piaccia Froome ha dominato il ciclismo degli ultimi anni con le sue stratosferiche e mitologiche “frullate”.

Ora il capitano (o uno dei capitani?) della Ineos ha definito il giorno esatto in cui si riappunterà un numero sulla schiena: il 23 febbraio quando ci sarà la partenza dell’UAE Tour, corsa di sette tappe lungo gli Emirati Arabi organizzata da RCS Sport.

E’ stato lo stesso Chris a voler ufficializzare la notizia attraverso un filmato:

“sto alla grande e mi sto allenando a Gran Canaria. Sono felice di annunciare che la mia stagione inizierà il prossimo mese all’UAE Tour, un modo giusto per riprendere a correre”.

 

 

 

Come sta veramente Chris Froome?

Come sta Chris Froome?

Come sta Chris Froome? In molti se lo chiedono dopo il terribile incidente della scorsa estate e le difficoltà a tornare in forma

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Attorno al nome di Chris Froome stanno girando parecchie voci e speculazioni; , il quattro volte vincitore del Tour de France non ha ancora fissato una data precisa per un ritorno alle corse ma in tanti si interrogano su cosa potrà offrire il 2020 al “kenyano bianco”.

Sono tanti i punti interrogativi attorno al nome del capitano del Team Ineos e alla data del rientro alle corse per la nuova stagione. Un report di BiciSport ha fatto scattare il campanello di allarme attorno alle condizioni del forte ciclista britannico.

Il Team Ineos è impegnato, in questi primi giorni dell’anno, in un training camp alle Isole Canarie e Froome era tra i convocati ma dopo pochi giorni, in accordo con lo staff medico, è tornato a casa in quanto non ancora in grado di sostenere i ritmi imposti dalla squadra:

“ Non sta bene e chissà se si riprenderà” ha scritto la nota rivista.

Al momento le condizioni fisiche di Froome non promettono nulla di buono e lo allontanano dal novero dei favoriti per la vittoria del Tour de France 2020.

In considerazione delle tante voci che stanno circolando, Dave Brailsford ha voluto intervenire per smorzare il fuoco:

“Froome non può essere sottovalutato da nessuno, sta mettendo tutta la sua carica e determinazione per farsi trovare pronto per la Grande Boucle 2020. L’atleta e il team faranno tutto il possibile per essere al top dall’avvio di Nizza”.

Sicuramente il Team Ineos punterà su Richard Carapaz per il Giro 2020 e avrebbe comunque l’opzione Egan Bernal come capitano per la corsa francese. Il colombiano non avrebbe disdegnato il ruolo di capitano per la corsa rosa anche per riscattare l’assenza del 2019. Altra freccia all’arco della formazione britannica in vista del Tour è, naturalmente, Geraint Thomas se Froome dovesse “andare lungo” e essere il capitano per la Vuelta.

Naturalmente bisognerà fare i conti con l’oste, ovvero con Froome che proprio non ne vuole sapere di rinunciare all’assalto della quinta maglia gialla in carriera. L’urlo di sfida è arrivato, come classico di questi tempi, con un post su Instagram in cui il Kenyano bianco ha voluto rispondere a chi lo dava per fuori condizione.

Froome ha dichiarato che Giovedì 9 gennaio sarà nuovamente nel ritiro della Ineos cosa che riaccende le speranze di vederlo protagonista in Francia.

Non sarà certamente in tragitto in discesa, anzi sarà ancora molto dura per Froome ma il post e le parole di Brailsford sono un chiaro segnale di ottimismo nonostante il campione si stia sottoponendo ancora a intenso lavoro di fisioterapia per riprendersi dalle terribile ferite riportate nell’incidente durante la ricognizione al Critérium du Dauphiné dell’estate scorsa.

Anche se non corre da giugno Froome ha ripreso da tempo gli allenamenti pur non postando dati sull’applicazione Strava dove era, invece, molto attivo prima dell’incidente. Froome a maggio compirà 35 anni e non ha mai nascosto che uno degli stimoli massimi per continuare a competere è proprio la voglia di entrare nel “club dei 5 Tour”.

Froome e Ineos non vogliono forzare i tempi ma è chiaro che, per essere competitivo a Luglio, il britannico dovrà cimentarsi in test probanti nelle corse più importanti che precederanno la Grande Boucle 2020.

Qualche voce vorrebbe Froome essere nuovamente al via del Giro 2020 ma questo richiederebbe una condizione fisica che al momento è ancora molto lontana dall’arrivare ma, conoscendo la temperanza di Froome, non ci sentiamo di escludere nessuna ipotesi futura.

Indicazioni precise arriveranno già nel prossimo mese di febbraio quando si disputeranno la Volta ao Algarve e il UAE Tour oppure a marzo quando si disputeranno la Parigi-Nizza, la Volta a Catalunya e la Tirreno-Adriatico, primi test probanti della stagione 2020. Se Froome dovesse prendervi parte sarà evidente che le sue condizioni fisiche sono in crescendo.