Bernal la Colombia è ancora in ritardo nella lotta al doping

Bernal, la Colombia e il doping

Bernal, vincitore del Tour de France 2019, ha parlato delle difficoltà nella lotta al doping da parte della Colombia a causa di budget ridotti

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal negli ultimi giorni è stato protagonista di dichiarazioni e voci (o fake news) circa l’annosa questione del doping nel ciclismo in particolare di quello colombiano. Il giovane trionfatore del Tour 2019 ha preso una posizione sugli accadimenti legati al tema doping nel suo paese. Il ciclista del Team Ineos ha voluto rilasciare un’intervista al quotidiano francese Le Monde in cui ha segnalato come la Colombia, a causa di difficoltà economiche, non sia all’avanguardia nella lotta al doping.

Bernal è sicuramente una gemma del ciclismo mondiale e lo era prima ancora di conquistare la maglia gialla ma certamente il successo in terra francese ha notevolmente acceso i riflettori sul suo nome; inevitabilmente una sua dichiarazione sul tema doping, oggi, non può passare inosservata.

Se la Colombia ha da sempre “regalato” al ciclismo scalatori entusiasmanti, negli ultimi anni i nomi di Quintana prima, di Chaves poi e di Bernal oggi hanno ridato nuovo smalto al movimento sudamericano ma, a far da contraltare, c’è il triste primato nella classifica delle nazioni con più atleti positivi ai test antidoping.

Il Team Manzana Postobon, uno dei nomi più prestigiosi del ciclismo sudamericano, è stato addirittura chiuso per via delle positività di Josè Amador e Wilmar Paredes e  Jarlinson Pantano (un noto di spicco) è risultato positivo per EPO. Ad oggi si contano 28 ciclisti sospesi o squalificati a causa del doping tesserati in Colombia. Un numero alto, altissimo che pone il paese di Bernal al primo posto in una classifica di certo non edificante e, per chi ha portato la Colombia per la prima volta a primeggiare nella corsa più importante al mondo, non certo un bel biglietto da visita.

Dicevamo che sono circolate alcune notizie non corretto, forse legate ad un errore di traduzione. In sostanza sembrerebbe che Bernal abbia dichiarato:

“Non sarei in grado di dire se fosse uno o cento, ma deve essere più vicino a uno” riferendosi al numero di controlli antidoping subiti.

La reale risposta di Egan, però, non è dello stesso tenore:

“Non ho il numero nella mia testa” cosa certamente più corretta e che sta in piedi ma è comunque montato un caso che ha portato il ciclista a delle precisazioni.

Lo scalatore della Ineos ha voluto sottolineare che:

“poteva sembrare che stessi criticando la federazione del mio paese ma non è così, si sta facendo un lavoro importante contro il doping ma spesso l’immagine dei colombiani viene influenzata dagli accadimenti. La non ha un budget in linea con Italia, Spagna o Francia ma non è nemmeno un paese del terzo mondo. Se vi sono tutte queste positività è perché i controlli vengono svolti e la federazione cosa deve fare di più?”.

Mauricio Vargas, il neo presidente della Federazione Ciclistica Colombiana, ha voluto segnalare che sono stati spesi circa 300 milioni di dollari per l’invio di campioni negli Stati Uniti e in Canada.

Bernal, dal canto suo, ha tenuto a precisare la differenza tra i ciclisti del WorldTour con sede in Europa e quelli che gareggiano nel circuito “locale” in Colombia e Sud America: i primi vengono regolarmente testati e partecipano ai programmi del passaporto biologico mentre per gli altri i controlli sono minori:

“Potrebbe essere leggermente diverso per noi, perché siamo testati di più in Europa, ma anche, in Colombia ci sono test, chiaro che il vincitore del Tour sia controllato più di un ciclista medio colombiano ma ovviamente la federazione non può testare tutti e farlo tutti i giorni”, ha detto Bernal.

“Atleti giovani come il sottoscritto, Ivan Sosa o Sergio Higuita hanno una cedrta mentalità mentre chi viene pescato positivo ha un modo di ragionare totalmente diverso”.

Egan Bernal, punta sul Tour? Non è detto!

Egan Bernal, lo sguardo al 2020

Egan Bernal a soli 22 anni ha già conquistato il Tour de France e nel 2019 ha ottenuto anche molte soddisfazioni nelle corse di un giorno

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Egan Bernal ha vissuto una stagione esaltante, a soli 22 anni è riuscito a conquistare la vittoria al Tour de France diventando il più giovane ciclista a riuscirci nell’era moderna. In molti avevano dei dubbi sulla reale possibilità che lo scalatore colombiano riuscisse a portare il Team Ineos, orfano del capitano designato Chris Froome, alla vittoria alla Grande Boucle. Chi non ha mai dubitato delle possibilità di vittoria a Parigi è stato, tra gli altri, il suo mentore Gianni Savio che a più riprese ne aveva decantato le doti di resistenza sulle tre settimane. La stagione di Egan, però, è stata caratterizzata da eccellenti prestazioni nelle corse di un giorno e, dopo la sfortuna iniziale, verrà archiviata come un’annata assolutamente entusiasmante.

Bernal però cerca di smorzare tutti:

“Non sento alcuna pressione prima di una grande gara, almeno non ora. Ho solo 22 anni. Prima di iniziare il tour quest’anno, nessuno ha detto che dipendeva da me vincere”.

Governare la popolarità improvvisamente esplosa e le pressioni di stampa e sponsor non sono facili da gestire quando si ha poco più che vent’anni ma Egan ha confermato la sua enorme maturità.

Il finale di stagione di Egan si è completato con la vittoria del Gran Piemonte e il terzo posto al Giro di Lombardia (suo primo podio in una classica monumento) ad ulteriore testimonianza delle sue doti e del potenziale in parte ancora da esplorare anche se il colombiano vola basso:

“Ho già vinto il Tour de France, quindi, anche se non lo vincessi più, potrò dire ai miei figli che ho vinto la corsa a tappe più famosa al mondo”.

Il 2019 doveva vedere Bernal impegnato al Giro poi una serie di accadimenti l’hanno portato a saltare la corsa rosa ripiegando sul Tour con compiti di gregario ma la caduta di Froome ha scombussolato totalmente le gerarchie in casa Ineos e la strada gli ha fatto ottenere i galloni di capitano.

Bernal non ha ancora pianificato il suo 2020:

“in molti dicono che sarà un Tour per scalatori, analizzeremo bene percorso e opportunità e stabiliremo il programma migliore”.

Certo è che in casa Ineos, come di consueto non mancherà la concorrenza, l’arrivo di Richard Carapaz, la voglia di riscatto del vincitore del Tour 2018, Geraint Thomas, il ritorno (si spera) di Froome ai livelli del 2018 e i tanti talenti presenti nella squadra inglese richiedono di valutare attentamente i programmi individuali.

Dal canto suo Egan Bernal è tranquillo in vista del 2020 anche in virtù della sua giovane età: “non sono ossessionato dal Tour, ho rispetto per le altre corse, soprattutto quelle italiane, e non voglio avere un unico obiettivo”.

 

 

Catena Muc-Off per il Team Ineos

Catena Muc-Off l’ultima novità del Team Ineos

Catena Muc-Off con nanotech potrebbe consentire al Team Ineos un risparmio di 10 Watts al Tour de France di quest’anno

Catena Muc-Off

Catena Muc-Off

Catena Muc-Off con il modello Shimano Dura-Ace R9100 per il Team Ineos che va alla caccia della settima vittoria al Tour de France (le precedenti sotto la livrea Team Sky).La formazione di Dave Brailsford, da sempre attento ai dettagli con focus su ogni aspetto della corsa come dimostrano le teorie dei guadagni marginali, preannuncia una succulenta novità tecnica in vista della imminente Grande Boucle.

Le biciclette del Team Ineos saranno dunque equipaggiate con le catene Shimano Dura-Ace R9100 appositamente trattate Muc-Off che dovrebbero garantire un notevole risparmi di Watt.

I dati esatti delle prestazioni potenziali del Team Ineos sono chiaramente riservati ma il trattamento NTC (disponibile in commercio)  consente un risparmio di oltre 10 Watts ​​dopo quattro ore di corsa.

Catena Muc-Off cos’è?

La catena Muc-Off è stata sviluppata per il tentativo di record dell’ora di Bradley Wiggins nel 2015 ed è stata successivamente utilizzata dal Team Sky nell’ottica di una collaborazione iniziata nel 2014.

Le Shimano Dura-Ace R9100 subiscono un processo in nove fasi che, attraverso un processo di pulizia, assestamento e trattamento rendono la trasmissione più liscia possibile

Il processo iniziale per generare il modello usato ai Wiggins è costato al marchio £ 6.000 in sviluppo. Secondo quanto dichiarato da Muc-Off l’uso di questa catena aveva consentito un guadagno di 337 rispetto ad una catena tradizionale con lubrificante a secco.

La catena è stata creata dalla collaborazione di Alex Trimnell e del Muc-Off Research and Design Manager Martin Mathias studiando 30 catene Shimano Dura-Ace testandole su un impianto proprietario, arrivando a selezionare la catena più efficiente.

Per il Tour 2019 il Team Ineos ha consegnato una serie di catene presso la Muc-Off a Dorset, nel Regno Unito.

Le catene vengono fatte passare in un  dinamometro con una potenza specifica per misurare il pre-trattamento delle prestazioni della singola catena per poi venir pulite con prodotti Muc-Off combinati con gli ultrasuoni per rimuovere particelle estranee e contaminanti.

Successivamente le catene vengono passate in acqua deionizzata e poste in un forno per 40 minuti per asciugarle completamente.

Le catene vengono ulteriormente trattate ad ultrasuoni individualmente con un bagno di due litri di detergente Muc-Off per poi essere ancora inserite in forno per l’asciugatura.

Le catene vengono poi trattate con grafene per riempire gli spazi microscopici normalmente invisibili a occhio nudo e assicurando così una catena molto più fluida e minore resistenza metallo-metallo.

Le singole catene vengono quindi nuovamente eseguite sul dinamometro per testare le prestazioni e contrassegnate individualmente per Team Ineos in modo che possano essere utilizzate per fasi specifiche.

Prima delle corse le catene, sono sistemate per circa 5 ore su un “turbo trainer” per garantire che il  grafene sia inserito nelle imperfezioni della catena per la massima ottimizzazione della resa.

 

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse: portato in ospedale

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse, riesce a rialzarsi e a salire sull’ammiraglia del Team Ineos ma necessita di esami ospedalieri.

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse, il ciclista britannico è caduto a terra quando mancavano circa 30 km dall’arrivo della frazione odierna. Pare una maledizione quella del Team Ineos che la scorsa settimana ha perso Chris Froome caduto durante una ricognizione al Critérium du Dauphiné. Per il “kenyano bianco” i danni sono stati notevoli tanto che non solo ha dovuto rinunciare all’imminente Tour ma ha con ogni probabilità chiuso la sua stagione agonistica.

Il campione del Tour de France 2018, a seguito del forfait di Froome, era il capitano designato per la Grande Boucle ma nel corso della tappa odierna del Giro di Svizzera è finito violentemente a terra con Andrey Zeits dell’Astana), subito dopo uno sprint intermedio.

Il kazako è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza, mentre il corridore è stato in grado di sedersi e di muovere entrambe le spalle cosa che farebbe escludere fratture alle clavicole. Certamente presenta taglia sulla schiena e sopra l’occhio destro. Non ha perso conoscenza e, anzi, ha subito parlato con i sanitari prontamente intervenuti per poi salire sull’ammiraglia.

IlTeam Ineos ha confermato che saranno necessari ulteriori accertamenti per verificare che non vi siano conseguenze a livello cranico.

Dopo la caduta di Egan Bernal che gli ha precluso la partecipazione al Giro d’Italia 2019 e il terribile schianto di Froome al Delfinato ora il team attende con ansia i risultati degli esami clinici di Thomas nella speranza di non dover nuovamente cambiare strategia in vista del Tour de France.

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico?

Come sta Chris Froome? Ecco il responso dei medici

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico? Secondo i medici ha perso due litri di sangue ma ha lo spirito per tornare in sella in sei mesi

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Come sta Chris Froome? Quali sono le conseguenze del terribile schianto durante il sopralluogo sul percorso della cronometro del Delfinato? In tanti se lo sono chiesti nelle ultime ora e, secondo quanto riportato da siti specializzati, l’intervento è stato tutt’altro che semplice.

Froome è stato inizialmente stabilizzato e valutato presso l’Ospedale di Roanne per poi essere trasportato in aereo all’Ospedale di Saint-Etienne per essere sottoposto ad intervento chirurgico.

Il manager del Team Ineos, Dave Brailsford, ha spiegato che, oltre alla frattura del femore, del gomito destro e di alcune costole, il campione ha subito anche alcuni “danni interni”.

Il chirurgo ortopedico Giorgio Gresta ha raccontato alla Gazzetta dello Sport alcune dettagli clinici dell’illustre paziente.

“Era cosciente e reattivo e si è dimostrato ottimista nonostante le sue ferite non fossero semplici. Da un punto di vista clinico non ci sarà alcun problema, in tanti si sono operati a Saint-Etienne. Nella sfortuna possiamo dire che è stato fortunato che la caduta sia avvenuta vicino ad un centro così all’avanguardia” ha spiegato il medico.

Uno dei chirurghi che ha operato Froome ha spiegato che il corridore del Team Ineos ha perso quasi due litri di sangue a causa delle tante ferite e che “potrebbero essere necessari sei mesi per tornare alle corse”.

L’intervento, secondo quanto riportato dai media francesi, ha richiesto circa quattro ore per via della criticità della frattura del femore destro (eseguito dal Dott. Philippot) mentre l’operazione al gomito destro ha richiesto circa 40 minuti ed è stata eseguito da Gresta.

Dopo i delicati interventi chirurgici, Froome è stato posto nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale di Saint-Etienne ma la cosa non deve spaventare in quanto si tratta di “una misura precauzionale a causa della lunghezza dell’intervento e dell’elevato quantitativo di sangue perso, più o meno due litri”, ha spiegato Gresta a La Gazzetta dello Sport .

Il ciclista non corre nessun pericolo ed è, anzi, rilassato e al più presto verrà trasferito in reparto per iniziare il percorso di recupero. Froome è apparso molto motivato e tranquillo e appare spinto da una grande voglia di tornare al più presto a pedalare. Il Team Ineos ha confermato che l’atleta

“resterà in ospedale per i prossimi giorni sotto osservazione, ma è già impegnato a discutere le sue opzioni di riabilitazione”.

Froome è stato raggiunto dalla moglie Michelle ha voluto ringraziare tutti per i tanti attestati di solidarietà ricevuti.

 

Chris Froome in terapia intensiva per i prossimi due giorni

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore, ora rimarrà in terapia intensiva per i prossimi due giorni ha spiegato Brailsford

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome è stato sottoposto A quasi otto ore di intervento chirurgico per riparare fratture riportate al femore, all’anca e al gomito dopo il terribile impatto contro un muro durante la ricognizione della prova a cronometro del Critérium du Dauphiné di mercoledì.

E’ stato lo stesso direttore del Team Ineos, Dave Brailsford, ha relazionare i giornalisti sull’esito del lungo intervento chirurgico confermando la gravità delle fratture e auspicando un pronto recupero dell’atleta britannico.

“Chris ha subito un intervento chirurgico per le fratture subite al fianco, gomito e femore. Ci sono anche danni interni ragion per cui resterà presso il reparto di terapia intensiva per un paio di giorni – ha spiegato Brailsford prima del via della 5a tappa del Delfinato – con lui c’è Richard Usher e Michelle Cound, sua moglie, la situazione è costantemente monitorata”

Froome si è schiantato contro un muro durante la ricognizione della quarta frazione della breve corsa a tappe francese, è stato trasportato in aereo all’ospedale di Saint-Étienne e fin da subito si è compreso che l’assalto al quinto Tour era rimandato.

Naturalmente allo stato attuale è impossibile definire i tempi di recupero, la durata della riabilitazione e il ritorno in gara del Kenyano bianco.

“Dobbiamo concentrarci sull’oggi e vedere giorno dopo giorno come evolverà la situazione. Chris è ben curato e ha risposto bene e ora dobbiamo preoccuparci di stabilizzare la situazione per poi rivolgere le attenzioni al recupero” ha detto Brailsford.

Ora il leader del Team Ineos, in assenza di Froome, sarà Wout Poels undicesimo in classifica a 40 secondi dietro ad Adam Yates mentre per il Tour il capitano sarà Geraint Thomas con l’alternativa del talento emergente Egan Bernal.

“Chris era davvero in un periodo di forma importante, aveva uno stato di forma migliore degli ultimi anni ma ora tutto è cambiato e ci concentreremo sul resto della squadra per arrivare pronti per luglio ” ha spiegato il manager.

Sulla terribile caduta di Froome è intervenuto anche Martin che, durante la ricognizione costata cara al britannico, lo seguiva con pochi metri di distanza.

“Continuo a rivederlo nella mia mente, è orribile anche vedere qualcosa del genere. Abbiamo incontrato il gruppetto della Ineos e, per non rovinare il loro lavoro, ci siamo tenuti a distanza poi è accaduto l’incidente” ha spiegato Martin a Cyclingnews – Ci siamo fermati e siamo rimasti impietriti per 20 secondi. Abbiamo chiesto se c’era qualcosa che potevamo fare ed ho pensato che sarebbe potuto andare molto peggio, Chris avrebbe anche potuto morire, lo abbiamo visto colpire il muro, è stato terribile”.

 

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine

Chris Froome capitano al Delfinato

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine mentre Geraint Thomas sarà il capitano della squadra britannica al Tour de Suisse

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome guiderà il Team Ineos con i gradi di capitano all’imminente Critérium du Dauphiné (8-15 giugno) corsa che farà da trampolino al Tour de France a luglio. Froome ha già vinto tre volte la breve corsa a tappe francese e avrà al suo fianco una batteria di talenti tra cui Moscon e Kwiatkowski.

Mentre il kenyano bianco si destreggerà lungo le strade del Delfinato, l’altro capitano del Team Ineos, Geraint Thomas correrà il Tour de Suisse.

Dopo aver ben figurato al Tour of the Alps e poi al Tour de Yorkshire, Chris si è allenato a Tenerife per arrivare pronto al Critérium du Dauphiné ultima prova ufficiale prima della partenza del Tour de France in cui Froome vuole tentare l’assalto al ristretto gotha dei ciclisti che hanno ottenuto 5 vittorie (obiettivo mancato lo scorso anno).

“al camp di Tenerife abbiamo lavorato bene e ci approcciamo alla corsa in modo classico e già provato in passato. Mi sento in forma e pronto per il Dauphiné -ha detto Froome – Non ho corso molte gare di recente e quindi mi piacerebbe poter competere per vincere. Lo scorso anno sono uscito dal Giro con tutt’altra condizione psico-fisica, ora mi sento più fresco”.

Il Delfinato partirà il prossimo 8 giugno nel dipartimento del Cantal per terminare a Champéry il 15 giugno e presenterà un tracciato con tre frazioni di montagna e qualche scalata inedita che stuzzica le fantasie di Frome:

“E’ percorso ben bilanciato: ci sono giornate che saranno movimentate, una prova a cronometro e poi gli arrivi in salita. Sarà un bel test in vista del Tour”.

Al via della breve corsa a tappe francesi ci saranno anche i francesi Thibaut Pinot e Romain Bardet, il colombiano Nairo Quintana, il “canguro” Richie Porte e l’olandese Tom Dumoulin al ritorno in gara dopo la caduta al Giro d’Italia.

Bernal si frattura e deve saltare il Giro

Bernal si frattura una clavicola, Giro addio!

Bernal si frattura una calvicola in allenamento e, a una settimana dalla partenza, deve dire addio al Giro d’Italia 2019

Bernal si frattura la clavicola (fonte twitter)

Bernal si frattura la clavicola (fonte twitter)

Bernal si frattura la clavicola e deve dire addio al prossimo Giro d’Italia in cui avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di capitano del il Team Ineos. Una tegola davvero dura da digerire quella che ha colpito il giovane talento colombiano che aveva già pagato dazio alla sfortuna nella scorsa stagione con due terribili cadute, una a San Sebastian e una al Giro della Catalunya.

Il giovane fenomeno della formazione inglese è caduto quest’oggi durante un allenamento e, nell’impatto, ha riportato la frattura della clavicola. Con ogni probabilità verrà sottoposto nella giornata di domani ad intervento chirurgico.

Un vero peccato perché Egan Bernal avrebbe ricoperto il ruolo di leader della formazione di Brailsford vista l’assenza di Froome e di Thomas. Ora il Team Ineos dovrà trovare un capitano tra i due giovani Sivakov e Geoghegan Hart che hanno certamente ben figurato al recente Tour of The Alps ma che, almeno sulla carta, offrono meno garanzie del colombiano.

 

Jim Ratcliffe: Marginal Gains si, Doping no!

Jim Ratcliffe pronto a lasciare in caso di doping

Jim Ratcliffe, nuovo boss dell’ex Team Sky, non lascia dubbi sulla sua posizione verso il doping: “lascio il ciclismo in caso di positività”

Jim Ratcliffe

Jim Ratcliffe

Jim Ratcliffe, nuovo deus ex machina dell’ormai ex Team Sky, divenuto Team Ineos, ha voluto prendere subito una posizione netta circa uno dei problemi più annosi del mondo del ciclismo: il doping.

Il manager ha voluto esternare la propria visione ai microfoni della BBC specificando che ha Ineos ha svolto la loro due diligence prima di decidere di investire team maggior successo del ciclismo negli ultimi anni.

Il termine britannico due diligence identifica le attività di analisi preventive relative all’oggetto di una trattativa per valutarne rischi e benefici,

Jim Ratcliffe ha voluto essere perentorio sul fatto che Ineos toglierà il suo sostegno economico alla squadra di Dave Braislford se qualche atleta dovesse cadere nelle maglie dell’antidoping.

Ineos ha investito molto nello sport negli ultimi mesi prima con le regate veliche e ora nel ciclismo, in passato voci insistenti avevano dato per vicino un approdo nella Premier League inglese con il Chelsea e poi in Ligue1 Francese con il Nizza.

Particolarmente attenzionata è l’indagine svolta della UKAD su un pacchetto sospetto consegnato al Team Sky durante il Critérium du Dauphiné del 2011. L’indagine si è conclusa con un nulla di fatto ma un comitato parlamentare del Regno Unito ha successivamente dichiarato che “la credibilità del Team Sky e della British Cycling è a pezzi “.

La vicenda Froome-Salbutamolo alla Vuelta 2018 aveva rimesso il Team Sky nell’occhio del ciclone così come era accaduto al dottor Richard Freeman ex collaboratore del team accusato di aver ordinato testosterone.

“Chiaramente sappiamo dei fatti accaduti  – ha detto Ratcliffe ai media – abbiamo analizzato le procedure interne del Team Sky che impediscono comportamenti scorretti e penso che siano all’altezza. Sono favorevole al concetto di guadagni marginali ma non ho assolutamente alcun interesse a barare”. Insomma visto anche le tante polemiche che hanno segnato l’approdo della multinazionale nel mondo del ciclismo, Ineos non vuole altri problemi.

Team INEOS e Castelli svelano la nuova divisa

Team INEOS la nuova divisa

Team INEOS e Castelli presentano la nuova divisa della formazione britannica diretta da Sir. Sir Dave Brailsford 

Team Ineos la divisa

Team Ineos la divisa

Team INEOS e Castelli continuerà a spostare i limiti con nuove innovazioni destinate a soddisfare le esigenze dei professionisti più affermati e dei ciclisti in cerca di performance. Come il Team INEOS, non lasciamo nulla al caso e condividiamo lo stesso focus sui risultati in tutto quello che facciamo.

La maglia mantiene l’ormai celebre linea sulla schiena, una caratteristica presente sin dalla fondazione del Team e un gradiente di colore dal rosso Burgundry al nero. Anche i nomi dei ciclisti saranno sempre presenti sul fianco della maglia.

Sir Dave Brailsford ha dichiarato: “Questo è un momento cruciale per il Team, i nostri fan e il ciclismo in generale. Siamo molto felici di costruire il nostro futuro con INEOS alla guida”.

Steve Smith, Brand Manager di Castelli, ha commentato la nuova fase del team con parole entusiaste. “La nostra partnership con il team continua e si rafforza. Siamo sempre a stretto contatto con lo staff e i corridori per ricevere feedback e continuare a migliorare i nostri prodotti. Questo è per noi vitale, perché la maggior parte dei prodotti del Team Ineos vengono inseriti in collezione. Siamo quindi felici di aggiungere il riscontro del team, migliorare i nostri prodotti e renderli disponibili per tutti i ciclisti, rendendoli sempre più comodi e veloci. Siamo quindi orgogliosi di questa partnership e ci aspettiamo ancora tanti successi insieme”.

I fan del Team INEOS e di Castelli possono ordinare da adesso il nuovo kit, che sarà presto disponibile, visitando il sito castelli-cycling.com