La Süddeutsche Zeitung mette in dubbio la prova di Pogacar?

 

La Süddeutsche Zeitung e la vittoria di Pogacar?

La Süddeutsche Zeitung, storico quotidiano di Monaco di Baviera pone qualche  dubbio la prova di Pogacar al Tour de France 2020

 

La Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, ha pubblicato un articolo in cui analizza in modo sciettico la prova di Tadej Pogacar nella cronometro di sabato che gli ha permesso di conquistare il Tour de France 2020.

Nella frazione più drammatica dell’ultimo Tour si è verificato il clamoroso sorpasso del 21enne sloveno ai danni del connazionale Primoz Roglic grazie ad una prova realmente stratosferica.

Il Quotidiano tedesco ha avanzato più di un dubbio su questa impresa e, partendo dal twitt di uno dei ciclisti più discussi di sempre, Lance Armstrong è tornato sul legame Slovenia-Doping.

“È stata una delle migliori prestazioni che abbiamo mai visto nel ciclismo” ha pubblicato Lance Armstrong sul proprio profilo Twitter.
La Süddeutsche Zeitung ha voluto fare un parallelismo sull’azione di Tadej Pogacar e la gara dei 100 metri dell’atleta Usain Bolt ai Giochi Olimpici del 2008 a Pechino. Il giornale definisce la prova dello sloveno “irreale che persino per gli osservatori appassionati”.

Insomma viene ventilato un grosso dubbio segnalando come il doping sia una realtà presente ancora in gruppo. Viene citata la positività al salbutamolo del quattro volte vincitore del Tour Chris Froome. Il giornale parla apertamente del processo in corso al tribunale regionale di Monaco segnalando il ruolo della Slovenia: si dice che l’attrezzatura sia arrivata a Erfurt attraverso la Slovenia.

La Slovenia è un paese con una piccola storia nel mondo del ciclismo Tadej Valjavec ha ottenuto un nono posto al Giro 2004 e un settimo nel 2009 poi revocato (nell’aprile del 2011 lo sloveno Valjavec viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna in seguito ad anormalità riguardanti il passaporto biologico riscontrate in test anti-doping effettuati in aprile e agosto del 2009), Jani Brajkovič ha vinto il Critérium du Dauphiné e Simon Špilak ha ottenuto qualche successo in carriera.

Il quotidiano ha inoltre segnalato le nubi attorno ad Andrej Hauptman, scopritore di Pogacar ed ed ex ciclista su strada sloveno che venne escluso dal Tour 2000 a causa dei valori ematici irregolari.

Pogacar ha scalato il Peyresourde più velocemente qualunque altro atleta nella storia del ciclismo e nella cronometro finale ha ottenuto una media di 6,5 watt per chilogrammo.

Saranno solo illazioni quelle della Süddeutsche Zeitung? Sinceramente crediamo che sino a prova contraria non si possa discutere un atleta che compie una simile impresa…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Colnago V3R di Tadej Pogačar

Colnago V3R di Tadej Pogačar la bici vincitrice del Tour

Colnago V3R di Tadej Pogačar, scopriamo tutti i segreti e le caratteristiche della bicicletta del vincitore del Tour de France 2020

Colnago V3R di Tadej Pogačar (fonte pagina twitter Colnago)

Colnago V3R di Tadej Pogačar (fonte pagina twitter Colnago)

Colnago V3R di Tadej Pogačar è la prima bicicletta a marchio Colnago a trionfare al Tour de France. In realtà il noto marchio italiano aveva già vinto la corsa francese con biciclette però brandizzate da altri marchi. E’ un Tour ricco di primati quello appena concluso con due esordienti sul gradino più alto del podio: il ciclista sloveno e il produttore italiano.

Tadej festaggia oggi i 22 anni (quale regalo migliore della vittoria dal Tour?) mentre il brand italiano ha 66 anni di attività alle spalle e, dopo aver trionfato al Giro, alla Vuelta e ai Mondiali, arriva al trionfo al Tour de France 2020.

Come detto i telai Colnago hanno in realtà già trionfato il terra francese ma sempre e solo sotto altri marchi: su tutti si ricorda il binomio vincente con il brand Eddy Merckx.

Dopo l’exploit della cronometro di sabato lo stabilimento Colnago è stato straordinariamente aperto per completare la colorazione gialla della speciale e per consentire al giovane sloveno di sfilare con una Colnago V3R gialla. Questa bicicletta nasce dalla visione di Davide Fumagalli che ha progettato tutte le bici Colnago degli ultimi 11 anni.

Pogacar ha corso con la versione con freno a disco della Colnago V3R che con tutta l’attrezzatura raggiunge circa i 6,95 chilogrammi (Il limite di peso minimo della bici UCI è di 6,8 kg).

La cosa curiosa è che per la cronometro di sabato Pogačar ha corso l’ultima parte in salita della cronometro senza il misuratore di potenza e il ciclocomputer. Una scelta che ha ricordato quella dello svizzero Fabian Cancellara che in allenamento era solito correre con il misuratore di potenza ma nelle gare fondamentali se lo “dimenticava” a casa.

Taddeo ha corso i primi 30 chilometri di sabato con la bicicletta da cronometro ma poi è montato in sella alla Colnago V3R.

La Colnago V3R è commercializzata sia in versione con freno a disco che con freno a pattino ed è stata lanciata assieme al modello V3 destinata ad un mercato di fascia più basta ma che ripresenta alcune peculiarità della “sorella maggiore”.

Il telaio, nella versione disc grezza (con le parti metalliche collocate e incollate), pesa solamente 790 grammi (taglia 50) e presenta una rigidità del 12% maggiore rispetto al modello V2 nella zona posteriore e del 6% nella zona del tubo di sterzo.

La Colnago V3R presenta una forcella ridisegnata rispetto alla V2R e presenta un peso di 340 grammi (taglia 50) contro i 390 del modello precedente.

Tadej Pogacar ha potuto beneficiare della estrema attenzione all’aerodinamica e all’integrazione offerta dalla sua Colnago V3R.

La V3R ha dimostrato in corsa di essere uno strumento eccezionale e eccezionalmente sensibile alle sollecitazioni del giovane corridore sloveno. Affidabile in pianura, in grado di compiere traiettorie millimetriche nelle discese e di volare nelle salite, come nell’ultima decisiva cronometro del Tour.

Nata come un prodotto RACE ha chiaramente spopolato anche tra gli amatori. La Colnago V3Rs è disponibile sul mercato in otto taglie sloping (dalla 42s alla 58s) e nelle versioni con freni a disco e freni tradizionali.

Pogačar il mio obiettivo è il Tour UAE

Tadej Pogacar punta sul Tour degli Emirati Arabi

Pogačar dopo i successi ottenuti nel 2019 punta fortemente sul Tour degli Emirati Arabi ed attesa dell’essere al via al Tour de France

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar ventunenne talento del ciclismo mondiale, dopo un 2019 di alto livello tra successi nella prima parte dell’anno (alla Volta ao Algarve e al Tour of California) e un finale in crescendo con tre tappe vinte e il terzo posto finale alla Vuelta a España si prepara a un 2020 di conferme.

Fresco della vittoria nella generale alla Volta a la Comunitat Valenciana, Tadej Pogačar ora vuole andare “all-in” al Tour degli Emirati Arabi Uniti, suo primo grande obiettivo dell’anno.

“sono in forma e in fiducia – ha spiegato Tadej a cyclingnews.com – il ritorno alle corse è sempre ricco di dubbi perché non hai il confronto diretto con i rivali per conoscere il tuo reale livello di forma. Ho lavorato sodo in allenamento e ne vedo già i risultati, voglio concentrarmi sul Tour UAE e poi chiaramente sul Tour de France”.

Il Tour degli Emirati Arabi si svolgerà dal 23 al 29 febbraio con due arrivi in ​​vetta a Jebel Hafeet, accanto al talento sloveno ci saranno i nostri Davide Formolo e Diego Ulissi con Fernando Gaviria che sarà l’uomo per le volate.

“io, Diego e Davide possiamo giocarci le nostre carte in salita, c’è un buon feeling nel team e le vittorie aiutano a cementare questa positività” ha spiegato Pogacar

Gli fa eco il manager Joxean Matxín Fernandez:

“Il Tour UAE è per noi la corsa di casa e puntiamo forte su questo appuntamento, saremo al via con un trio di uomini come Pogačar, Formolo e Ulissi che daranno battaglia in salita ma vogliamo essere presenti in tutte le fasi della corsa, c’è fiducia visto l’ottimo inizio di stagione”.

 

 

 

 

 

Los Machucos trionfa Pogacar davanti a Roglic

Los Machucos: Pogacar su Roglic sempre più leader

Los Muchucos vede la storica doppietta del duo sloveno Pogacar e Roglic con Primoz che rafforza la propria leadership in generale 

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Los Muchucos vede il trionfo sloveno, ad imporsi al termine della tredicesima frazione della Vuelta Espana 2019 è Tadej Pogacar della UAE Team Emirates davanti a Primoz Roglic che rafforza ancora la sua posizione di leader della classifica generale.

Il plotone parte da Bilbao alla volta della terribile salita di Los Machucos da affrontare dopo ben sei Gran Premi della Montagna. L’era finale, catalogata come  Hors Categorie presenza pendenze  al limite dell’impossibile per lunghi tratti.

Considerando la durezza della tappa è inevitabile che il gruppo lascia allungare gli attaccanti di giornata. Partono in quasi trenta atleti mentre all’appello dei partente manca il nostro Fabio Aru costretto ad alzare bandiera bianca per un sovraffaticamento muscolare.

Tra gli uomini in fuga spiccano Philippe Gilbert, Pierre Latour, Thomas De Gendt, Angel Madrazo oltre ai nostri Matteo Fabbro e Gianluca Brambilla.

Del nutrito gruppo di fuggitivi nessuno, nemmeno i più combattivi, riesce a mantenere un margine sufficiente per arrivare al traguardo davanti a tutti. Ripresi tutti gli uomini in avanscoperta è il duo sloveno formato dal giovane Tadej Pogacar e dall’esperto Primoz Roglic a fare il vuoto andando a conquistare la terribile ascesa finale.

 

Ad importi è il ventenne della UAE che bissa il successo di qualche giorno fa consolidando il proprio terzo posto in classifica. Se Pogacar festeggia Roglic “gongola” andando a scavare un solco forse decisiva sugli avversari per la vittoria finale.

Alle spalle del duo sloveno arriva, reduce dalla fuga di giornata, Latour con 27 secondi di distacco assieme al duo della Movistar Quintana-Valverde.

Il capitano dell’Astana, Miguel Angel Lopez, paga un distacco di un minuto e ora la corsa si fa dura.

Ordine d’arrivo 13^ tappa:

1 POGAČAR Tadej UAE-Team Emirates 100 80 4:28:26
2 ROGLIČ Primož Team Jumbo-Visma 40 50 ,,
3 LATOUR Pierre AG2R La Mondiale 20 35 0:27
4 VALVERDE Alejandro Movistar Team 12 25 ,,
5 QUINTANA Nairo Movistar Team 4 18 ,,
6 MAJKA Rafał BORA – hansgrohe 15 ,,
7 LÓPEZ Miguel Ángel Astana Pro Team 12 1:01
8 BRAMBILLA Gianluca Trek – Segafredo 10 1:08
9 SOLER Marc Movistar Team 8 ,,
10 KELDERMAN Wilco Team Sunweb 6 ,,
1

Tadej Pogacar e UAE Team Emirates insieme sino al 2023!

Tadej Pogacar e UAE Team Emirates, contratto!

Tadej Pogacar e UAE Team Emirates si legano con un prolungamento di contratto sino al termine della stagione 2023

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar e UAE Team Emirates questo matrimonio sa’ da fare, anzi sa’ da proseguire sino al 2023. Dopo le conferme dell’ex campione del mondo Kristoff e dell’altro norvegese Bystrøm anche il fenomeno emergente del ciclismo sloveno resterà legato alla formazione degli emirati.

Dopo aver ben impressionato con la vittoria finale alla Volta ao Algarve e con vittorie di tappa al Tour of California ecco arrivare la firmato di un nuovo accordo fino al termine della stagione 2023.

Naturalmente soddisfatto il management della UAE che ha la consapevolezza di aver “inchiostrato” un prospetto assoluto del ciclismo mondiale: “già al Tour de l’Avenir, Tadej aveva messo in luce tutto il suo potenziale ora, passato tra i pro, sta rispettando le attese ed è bello veder concretizzarsi il potenziale. Possiamo dire che Pogacar non rappresenta solo il futuro ma anche il presente del ciclismo mondiale. La UAE Team Emirates ha deciso di lavorare attorno ai giovani per costruire il proprio futuro e certamente Pogacar è uno degli elementi di rilievo del progetto” ha spiegato Mauro Gianetti general manager del team.

“sono felice di questo accordo che mi lega ancora a lungo con la UAE Team Emirates, è il fondamento per costruire un futuro ciclistico radioso, per questo sono a ringraziare il team per la fiducia dimostrata” le parole di Tadej Pogacar

Tadej Pogacar vittoria da campione al Tour della California

Tadej Pogacar il giovane “veterano”

Tadej Pogacar della UAE Emirates ha conquistato il Tour of California 2019 con la classe e la sicurezza di un veterano

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar, sloveno di Komenda classe 1998 ha vinto il Tour de l’Avenir 2018, ed è passato professionista ad inizio della stagione con la UAE Emirates ma durante il recente successo al Tour of California 2019 ha dimostrato una classe e una sicurezza degna di un veterano delle corse.

Pogacar nella frazione con arrivo a South Lake Tahoe ha ottenuto un quarto posto che gli ha consentito di scalare la classifica generale e poi è riuscito a respingere gli attacchi di avversari agguerriti dome Tejay van Garderen e Richie Porte. Nella tappa con arrivo a Mount Baldy ha battagliato con Sergio Higuita (EF Education First) ottenendo la vittoria finale.

La vittoria al Tour of California 2019 come neo pro è un biglietto da visita assolutamente prestigiosa a cui si affianca la prestazione di livello alla Volta ao Algarve in Portogallo

“Questa gara era il mio obiettivo stagionale, sapevo di essere ben preparato ma non mi aspettavo di certo di ottenere la vittoria finale, sono davvero felice e non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo” ha detto lo sloveno durante la conferenza stampa post gara di Pasadena.

Pogacar ha condotto una gara intelligente per tutta la settimana, centellinando le energie in vista della Monte Baldy dove ha scatenato tutta la sua forza oltre alla sua ormai nota capacità tattica. Nonostante i tanti attacchi, Pogacar ha mantenuto un invidiabile sangue freddo attendendo il momento migliore per la sua zampata. Atleti più esperti dello sloveno non sono riusciti a mantenere la stessa lucidità, Tadej al termine della corsa ha voluto ringraziare i suoi allenatori che lo hanno instradato, negli ultimi 10 anni, sulla miglior gestione della corsa.

“Se corri come ho fatto per 10 anni, impari tante cose ma alla mia età c’è tantissimo ancora da imparare. Ho iniziato a correre seguendo l’esempio di mio fratello, lui è stato un faro per me: quello che faceva lui volevo farlo anche io” ha detto lo sloveno.

Pogacar per il 2019 non ha in programma di prendere parte a nessuna grande corsa a tappe mentre, nel 2020, potrebbe affacciarsi sul palcoscenico del Giro o della Vuelta.

La vittoria di Pogacar fa pari con l a conquistato la maglia del leader rosa al Giro d’Italia da parte di  Valerio Conti altro atleta di belle speranze della UAE.

 

Tadej Pogacar tappa e maglia in California

Tadej Pogacar vince al Tour of California

Tadej Pogacar conquista l’arrivo di Mount Baldy al Tour of California e balza in testa alla classifica generale ipotecando la corsa

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar vince la tappa del Tour of California con arrivo al mitico Mount Baldy, salita di 8.2 km con una pendenza media dell’8.4%. Tappa relativamente corsa, 127 chilometri con partenza da Ontario.

La fuga di giornata ha movimentato la tappa grazie a otto atleti comprendenti anche il nostro Matteo Fabbro. I fuggitivi vengono ripresi a 15 chilometri dall’arrivo. Prima dell’inzio dell’ultima asperità è Maximilian Schachmann che prova ad avvantaggiarsi alle sue spalle lavora la EF Education First del leader .

Ai meno 4,5 km dal termine Tejay van Garderen, salvato mercoledì dalla giuria di corsa, cede di colpo andando alla deriva e perdendo i sogni di gloria. Poco dopo è George Bennett a forzare il ritmo, con lui restano solo Simon Spilak, Richie Porte, Tadej Pogacar e Sergio Higuita. Il gruppetto si riporta a questo punto su Schachmann.

Ci prova Porte senza troppo risultati e a quel punto è Sergio Higuita, talentuoso ciclista colombiano, che contrattacca staccando i rivali. Richie Porte paga un salto di catena e deve desistere mentre Pogacar si lancia in solitaria all’inseguimento del colombiano raggiungendolo in concomitanza dell’ultimo chilometro.

In testa Higuita e Pogacar si controllano troppo e alle loro spalle rinviene Bennett a quel punto Higuita rilancia l’andatura lanciando la volata. Una moto che precede i due costringe il colombiano a modificare la propria traiettoria e a quel punto Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) non si lascia pregare e va a conquistare la tappa.

Tadej Pogacar conquista anche la maglia di leader con 16 secondi di margine su Higuita e 20 su Asgreen. Lo sloveno ha virtualmente in mano la vittoria considerando che l’ultima frazione sarà per velocisti.

 

Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Tadej Pogacar promessa del ciclismo mondiale

Tadej Pogacar pronto per il salto di qualità?

Tadej Pogacar talento della UAE Emirates di Mauro Gianetti dopo un buon Tour Down Under è pronto a stupire e crescere

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar ha solo vent’anni ma ha già mostrato al recente Tour Down Under quanto sia pronto a ragionare da big del ciclismo mondiale. Certo gli occhi dei giornalisti in questo momento non sono focalizzati sul giovane sloveno ma questo poco importa al corridore della UAE Emirates conscio che a breve la tendenza verrà invertita.

“Ha un potenziale molto grande, ha tutte le carte in regola per diventare un corridore da grandi corse ha tappe” ha dichiarato il team manager Mauro Gianetti a Velonews.

Pogacar lo scorso anno ha conquistato, praticamente da solo, il Tour de l’Avenir 2018 dell’anno scorso destando l’attenzione della UAE:

“Quello che ha fatto al Tour de l’Avenir dimostra come sia adatto ai grandi giri. Con noi ha firmato già un anno e mezzo fa, è uno dei grandi prospetti del ciclismo mondiale e siamo contenti di essere stati i primi a metterci gli occhi addosso” ha proseguito Gianetti.

Tadej Pogacar ha toccato già il cielo con un dito nell’aver pedalato accanto a un idolo come Peter Sagan e ha dimostrato tutta la sua umiltà e voglia di apprendere ma già allo scorso Tour della Slovenia aveva dimostrato tutto il suo valore chiudendo quarto alle spalle di mostri sacri come Primož Roglič, Rigoberto Urán e Matej Mohorič.

“Il mio sogno da ragazzino era diventate un professionista ora che l’ho raggiunto mi sono dato altri traguardi. Il mondo dei Pro è tutto diverso dagli under 23, qui quando si inizia ad andare veloci si va superveloci!” ha raccontato lo sloveno.

Gianetti ha confermato che non c’è un grande tour nei piani di Tadej Pogacar ma che dopo le corse australiane si trasferirà in Europa per essere al via alle Strade Bianche e al Giro dei Paesi Baschi prima di prendere il via all’Amgen Tour of California.

E’ opinione diffusa tra gli addetti ai lavori che Pogacar abbia il pedigree per diventare un giorno un big per le corse a tappe forte delle sue doti da scalatore a cui si affiancano abilità contro l’orologio.

“Spesso i giovani corridori di talento hanno fretta di bruciare le tappe ma lui ha la personalità per prendersi il suo tempo e non sentire le pressioni – ha detto Gianetti – può diventare un big e noi lo aiuteremo in questo cammino facendo i giusti passi”.

“Fabio Aru è un compagno a cui guardare, voglio imparare da lui ma sono un corridore diverso, voglio imparare e migliorarmi è una cosa che è costantemente nella mia mente” ha dichiarato. A volte questa tensione non è positiva perché mette nervoso” Pogačar

Questo desiderio di miglioramento costante è una parte così dominante del suo personaggio che compare anche nella sua biografia su Instagram, (scritta in inglese piuttosto che il suo sloveno nativo):

“Sono ciclista, potrei non essere il migliore, ma è quello che vogliono essere. Potrei non arrivarci mai, ma non smetterò mai di provare. “