Strava cos’è questa applicazione

Strava cos’è l’applicazione per ciclisti

Strava cos’è questa applicazione che consente di vivere la pedalata come attività sportiva interagendo anche con gli altri ciclisti e i social network

Strava il Logo

Strava il Logo

Strava non è solamente un’applicazione che vive anche attraverso i Social Network ma è spesso considerato come uno strumento funzionale alla motivazione verso l’allenamento.

Questa applicazione è in costante sviluppo e crescita tra i ciclisti e gli sportivi in generale generando una community di utilizzatori pronti a sfidarsi con un “gergo” ben definito e noto.

I Segmenti (i tratti registrati sulla app), i Kom (King of Mountain, il miglior tempo registrato in segmento) e i QOM( l’equivalente per per donne) i PR (i record personali) sono termini e acronimi diventati ormai linguaggio corrente per i tanti amanti della bicicletta.

Strava è da tempo passato dal “nice to have” al “must to have” per ogni cicloamatore trasformando il proprio iPhone o dispositivo Android in un computer in grado di valutare la propria performance atletica.

Per chi utilizza un dispositivo GPS è sempre più facile, grazie a un costante incremento delle compatibilità, poterlo comodamente farlo interfacciare con l’applicazione esportando e registrando le proprie attività.

Insomma Strava si può facilmente sincronizzare con la maggior parte dei dispositivi, poco importa se si tratti di uno smartwatch, uno smartphone, di un misuratore di potenza o di un cardiofrequenzimetro, sono moltissimi gli apparati in gradi di interfacciarsi con l’app.

Ciò che rende estremamente motivante Strava è la possibilità di gestire un elenco di amicizie e follower da “sfidare” lungo gli allenamenti commentando ed interagendo con i contatti registrati.

Sono migliaia e migliaia i club che si stanno formando per restare in contatto con gli amanti di siti, marchi, o semplicemente amici e conoscenti.

Strava Beacon

Beacon è la soluzione pensata da Strava per la sicurezza. La funzione consente di monitorare in tempo reale dove un atleta si sta allenando attraverso una mappa. Immaginate di aver comunicato un orario di ritorno e allungare troppo il proprio giro: amici o famigliari possono controllare dove sei, se ti sei fermato o se sei in movimento localizzandoti con il GPS.

La cosa interessante è che questa funzione è nata da un’idea dei partecipanti alla Community di Strava mediante un sondaggio circa le funzioni da implementare. Lo stesso Rayleen Hsu, il Responsabile del Marketing di prodotto, ha voluto ringraziare gli amanti dell’App per la brillante idea che consente il monitoraggio anche a chi non è registrato sull’App mediante un URL generato casualmente e in modo assolutamente sicuro.

Con il Pacchetto Sicurezza gli atleti Summit possono utilizzare Beacon sul cellulare e sui dispositivi Garmin compatibili.

Strava per ciclisti social

Ok monitorare le proprie performance per cercare il miglioramento ma gli atleti di Strava possono anche utilizzare la parte più “social oriented” dell’app condividendo i tracciati e le foto scattate durante le pedalate per mostrarle ai propri amici e follower.

 

Strava: il concetto di segmento

Il ciclismo amatoriale non è più lo stesso da quando esistono i “segmenti”; create direttamente dagli utenti queste segnalazioni di strade e percorsi generano una classifica in grado di favorire la condivisione di esperienze e alzando il livello di competitività tra gli utenti (sempre senza esagerare). La rete di percorsi di Strava è in aumento anche in questo momento grazie agli utenti ed è ormai senza pari per estensione geografica e diffusione.

Che l’utente si stia allenando lungo le strade abituali o in nuove arre ecco che può consultare l’elenco dei segmenti per scoprire nuove opportunità di svago.

Il Live Segments è uno strumento motivazionale per migliorarsi confrontandosi direttamente con gli altri utenti in tempo reale, connettendosi al cicloclomputer è possibile essere avvertiti appena incroci un segmento indicando, anche, il valore della tua perfomance lungo in tratto.

Strava tra Privacy e Spionaggio

L’applicazione più amata dai ciclisti nasce in California nel 2009 diventando presto un punto di riferimento per gli amanti del settore. Attualmente sono attivi quasi 30 milioni di utenti. Nel 2018 i produttori californiano hanno diffuso una mappatura di tutti i percorsi degli utenti. Essendo un’applicazione molto diffusa nel reticolo di segmenti sono apparse anche le tratte percorse da militari di diversi paesi nei loro allenamenti.

Secondo quanto riportato dal sito “The Register”, attraverso analisi delle registrazioni sia stato possibile ricostruire il perimetro di alcune basi militati tra Afghanistran, Siria, Yemen e altre zone soggette a conflitti cellici.

La società Statunitense ha immediatamente rilasciato un upgrade che consente di impostare la privacy dell’app per rendere private le proprie uscite rendendo più difficile stabilire dove gli utenti dove vivono, lavorano e si allenano.

Lukasz Olejnik, ricercatore, ha sottolineato come l’applicazione possa andare in conflitto con il GDPR in quanto la geolocalizzazione viene considerata dal nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati come dato particolare (ex dato sensibile). Insomma tracciare gli allenamenti può essere consentito, renderli pubblici decisamente no.

 

Strava | Run and Cycling Tracking on the Social Network for Athletes: IL SITO

 

Egan Bernal in sella dopo la rottura della clavicola

Bernal torna a correre dopo aver saltato il Giro

Bernal torna in sella dopo la frattura della clavicola che l’ha costretto a saltare il Giro d’Italia 2019

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal risale in sella dopo aver perso il Giro d’Italia per una brutta caduta mentre si allenava in vista della corsa nel suo penultimo allenamento prima di andare al Giro

La forma del giovane talento colombiano era talmente alta che, quando è risalito in bicicletta, ha stabilito un nuovo record su Strava lungo la salita del Col de Gallina, una delle più difficili di Andorra. Bernal ha limato di 56 secondi il precedente record stabilito dal compagno di squadra David de la Cruz.

Mentre ieri i ciclisti del Giro 2019 stavano affrontando la seconda frazione più lunga della corsa rosa, Egan era su un aereo per la Colombia, per continuare la fase di recupero lungo le strade di casa.

“Si sta riprendendo velocemente, l’operazione è andata molto bene: nella sfortuna siamo stati fortunati considerando che l’incidente è accaduto al sabato e la domenica aveva già subito l’operazione. Purtroppo la clavicola presentava quattro punti di frattura ma tutto è andato bene e ora procediamo con la tabella di marcia tra allenamenti e fisioterapia. Certo è stato un duro colpo, Egan era triste per il team che contava su di lui ma appena uscito dalla sala operatoria era già focalizzato sul recupero e sulle prossime competizioni”, ha spiegato Artetxe allenatore del team Ineos ai giornalisti di Cyclingnews

Bernal non è nuovo a cadute e recuperi fulminei, le cadute alla Volta a Catalunya e a San Sebastián potevano abbattere anche un leone ma lui non si è lasciato andare dimostrando una componente motivazionale davvero sopra la media.

Naturalmente lo stato di forma in vista del Giro era talmente alto che, risalito in bici, ha potuto far esplodere tutta l’energia che aveva in corpo segnando il miglior tempo su Strava lungo Col de la Gallina. Ora, record a parte, sarà da capire quali obiettivi verranno inseriti del calendario del colombiano, c’è la possibilità di essere inserito nella line-up per il Tour dove però dovrebbe ricoprire  il ruolo di gregario per i capitani Froome e Thomas. Probabile che Egan possa prender il via (questa volta con i galloni di capitano) alla Vuelta a España, come era previsto nel programma della scorsa stagione prima del terribile incidente di San Sebastian.

Bryton Rider 10 recensione del GPS per ciclismo

Bryton Rider 10 il GPS low cost

Bryton Rider 10 il GPS ultra compatto e low cost dotato di 29 funzioni che permette di trasferire le uscite direttamente su Strava

Bryton Rider 10

Bryton Rider 10

Bryton Rider 10 è un GPS adatto agli amanti di MTB e bicicletta da corsa in grado di offrire ben 29 funzioni. Trattandosi di un GPS non saranno necessari i canonici settaggi della bicicletta ma l’apparato sarà già in grado di raccogliere i dati delle vostre uscite in bicicletta.

La determinazione della velocità non richiesta di impostare le misure delle ruote ma viene rilevata via satellite. Lo strumento può trasmettere i dati relative alle uscite tramite una app disponibile sia per Android che per iOS direttamente interfacciabile con la nota applicazione per ciclisti “Strava” con un collegamento bluetooth.

Lo schermo è ampio (può mostrare contemporaneamente 4 campi di dati) e dotato di retroilluminazione che si attiva automaticamente prima del tramonto. La confezione è corredata con i sensori Smart Bluetooth senza magnete per la velocità, cadenza e fascia frequenza cardiaca e l’attacco frontale.

Il Bryton Rider 10 offre un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è ideale come primo ciclocomputer con GPS ideale per persone alle prime armi.

La configurazione dello strumento può avvenire rapidamente tramite smartphone consentendo una puntuale attività di monitoraggio delle proprie performance ciclistiche; anche il montaggio del supporto è semplice e veloce.

Naturalmente, essendo i dati raccolti via GPS, diventa più difficoltoso quando si affrontano zone boschive o poco coperte da segnale.

Secondo quanto riportato sui materiali, la batteria del Bryton Rider 10  arrivare a durare fino a 16 ore ma, attenzione, per ogni sensore collegato si rinuncia a circa 2 ore di batteria. Va ricordato che il GPS può anche essere ricaricato “in corsa” con una powerbank.

Bryton Rider 10 il prezzo

Il prezzo del GPS è di 59,95 euro oppure 79,95 euro nella configurazione dotata di sensore di cadenza bluetooth.

Allenamento indoor nuovi stimoli per i ciclisti? 

Allenamento indoor nuove soluzioni per l’allenamento in casa

Allenamento indoor, una tortura per molti ciclisti che lo praticano controvoglia ma ora alcune app lo rendono più piacevole

Allenamento indoor

Allenamento indoor

Allenamento indoor, grazie alle app interattive, i giorni a fissare il muro del garage pedalando sui rulli si possono considerare ormai archiviati ma non tutte le soluzioni sono economicamente accessibili.

Molti ciclisti vedono come fumo negli occhi l’idea di allenarsi in casa sui rulli, in un ambiente sì domestico ma assolutamente “asettico”, senza il freddo, senzal’aria sul viso, senza l’emozione di vedere l’asfalto.

Effettivamente può non essere molto stimolante passare due ore a pedalare in casa circondato dalle mura (magari) del garage e con le urla (a volte) della moglie arrabbiata. Ecco che, grazie ad applicazioni come Zwift, Skuga, Challenge App o Strava, attualmente l’allenamento indoor sta diventando non solo più sofisticato, ma anche più divertente.

Otmai la maggior parte dei rulli per l’indoor cycling sono abbinabili a nuovi strumenti come gli smartphone e computer per migliorare sensibilmente l’esperienza di allenamento domestico.

Tramite il Bluetooth o il Wi-Fi di casa, l’interazione con smartphone e computer consente una miriade di nuove possibilità.

Zwift, grazie ad ha un’app scaricabile con un abbonamento mensile, è il leader in questo segmento di mercato, consentendo di pedalere con altri ciclisti in un ambiente virtuale.

Ma questo nuovo modo di usare i rulli significa che devi comprare uno strumento che costa più di quanto alcune persone spendono per la bicicletta stessa?

“Per iniziare su Zwift il requisito minimo è un sensore di velocità e cadenza. Se hai un set base di rulli o un semplice turbo trainer puoi iniziare a farlo. La cosa che manca è la regolazione automatica della resistenza del terreno su cui stai viaggiando” ha dichiarato Chris Snook di Zwift.

Zwift ha simulato gradienti incorporati nei suoi percorsi in modo che se affronta una collina la resistenza varia di conseguenza chiaramente senza i necessari dispositivi deve essere l’utente a cambiare manualmente la resistenza, perdendo l’elemento della realtà virtuale.

Insomma non è necessario spendere molti soldi per sfruttare queste nuove app ma, inevitabilmente, l’esperienza sarà meno completa. Molti team professionistici stanno affidando le sessioni di allenamento (in condizioni meteo sfavorevoli) alle applicazioni di ciclismo virtuale.

Alex Spratt chi è la speranza britannica della pista

Alex Spratt chi è lo sprinter britannico ex rugbista

Alex Spratt speranza del ciclismo britannico su pista ha un passato come ex giocatore di rugby cresciuto alla Kirkwood Grammar School

Alex Spratt (fonte pagina Facebook)

Alex Spratt (fonte pagina Facebook)

Alex Spratt se lo ricordano bene alla Kirkwood Grammar School. Il 29enne pistard britannico ha frequentato la scuola nota per essere una fucina dei talenti del rugby britannico. Ha giocato per cinque anni al Preston Grasshoppers mentre frequentava le scuole. Era un talento Alex ma un giorno, durante un tentativo di placcaggio, la sua spalla uscì dalla sede. Il fatto si ripresentò più volte fino a costringere Alex a riporre nel cassetto il sogno di diventare un campione di rugby. Insomma Spratt non aveva mai preso in considerazione la possibilità di una carriera nel ciclismo fino a quando questo infortunio alla spalla lo ha costretto a tre operazione e a rinunciare alla carriera nel rugby a sette (Seven).

Alex Spratt  ha ottenuto il quarto posto in pista ai Campionati britannici, nonostante un lutto familiare solo settimane prima. Nonostante una storia assolutamente interessante in pochi fuori dai confini inglesi conoscono la sua particolare storia.

“Il rugby mi dava soddisfazione, avrei potuto fare bene come i miei ex compagni Richard de Carpentier che ora gioca per i Worcester Warriors o Dan Bibby, tutti e due campioni nel Rugby a sette. Avrei sperato di aver raggiunto un livello simile a quello di loro, sono andato a vedere un loro match ai Giochi del Commonwealth in Australia ed è stata una gioia da un lato ma ero rammaricato di non poter essermi giocato le mie carte in quello sport” ha raccontato Spratt.

Alex Spratt nel frattempo lavora per la NHS, National Health Service, ovvero il sistema sanitario nazionale in vigore nel Regno Unito per nove anni e un giorno il suo capo, appassionato di ciclismo, gli fa balenare l’idea di provare con la pista.

“Ero in NHS da qualche anno ormai e all’inizio del 2016, ho cambiato reparto, il manager di quel settore, Craig, è un appassionati di ciclismo e continuava a mostrarmi le sue performance su Strava e ho pensato, posso provarci anche io – racconta Alex – Un giorno ero su internet e ho pensato di comprarmi una bicicletta: detto fatto mi sono procurato anche tutto il materiale necessario dal casco, alle scarpe all’abbigliamento tecnico. Ho iniziato ad andare in bici ma dopo tre mesi di uscire ho iniziato ad annoiarmi”.

Spratt ha valutato la possibilità di impacchettare tutta l’attrezzatura e riporla in garage quando ha preso parte a uno studio sull’allenamento utilizzando l’App di allenamento e di corsa virtuale Zwift e ha perso quasi 17 chili in tre mesi. Correre su strada con una massa di 100 kg non è proprio allettante ma poi ecco l’illuminazione: il ciclismo su pista!

“Non ricordo esattamente come mi sono imbattuto in questa particolare disciplina del ciclismo, forse ero online e su youtube ho visto alcuni video e aver notato la stranezza di quelle prove”.

Spratt è quindi andato a un paio di sessioni di assaggio in pista. Poi la sua ragazza gli ha portato i biglietti per i campionati nazionali a Manchester del gennaio 2017. Dopo aver assistito alla magia delle prova in pista, ecco che Alex ha pensato di provarci seriamente: a marzo 2017 si allenato con il campione europeo di keirin del 2011, Matt Crampton, usando una bici in alluminio Dolan TC1.

La prima gara di Spratt è arrivata poco più di un mese dopo sua prima sessione di allenamento in pista, e chiaramente non aveva idea di cosa stesse facendo, comprensibilmente per qualcuno che si era avvicinato ad uno sport da solo qualche mese

“Non è andata per nulla bene ero impacciato e, pare strano ma è così, non sapevo bene cosa stavo facendo. Ho addirittura smesso di pedalare prima del tempo, insomma un mezzo disastro tanto che mi sono chiesto se era il caso di continuare ma – ha detto Spratt – ho proseguito negli allenamenti assieme a Max e alla Black Line, il successivo mese di maggio, ho ottenuto un terzo posto, ero davvero felice”.

Nove mesi dopo la prima gara ecco che Alex Pratt si qualifica per i campionati nazionali dove conquista una insperata medaglia. Ad ottobre, viene invitato alla Sei Giorni di Londra a Stratford per correre insieme agli ex campioni del mondo Max Levy, Shane Perkins e Robert Förstemann, e al doppio detentore del record mondiale François Pervis.

“Quando ho ricevuto l’invito ho pensato subito ad uno scherzo, Lewis Oliva aveva dato la mia e-mail a un ragazzo della Six Days ma appena ho capito che era vero mi ci sono voluti meno di due secondi per dire di sì. Ancora oggi è difficile credere che qualcuno che pedala da un così breve periodo di tempo sia stato invitato a prendere parte a un evento così prestigioso. Non avevo idea di come avrei corso ma poi vincere la keirin la prima sera e la gara contro François Pervis sono stati i due momenti incredibili”, ha detto Spratt.

Un percorso incredibile quello del pistard inglese passato da un infortunio che gli ha stroncato la carriera, alla scoperta di un nuovo “amore” sportivo fino al competere con i vertici dello stesso nuovo sport.

E quale poterebbe essere il prossimo passo di questa storia che pare uscita da un romanzo? Certamente riuscire ad essere tra i convocati per le Olimpiadi di Tokyo 2020, difficile ma non impossibile anche se Alex Spratt è realista sulla sua posizione di ciclista dilettante con pochi finanziamenti e delle sue possibilità di andare in Giappone.

“È come passare dalla notte e al giorno quando confronti i dilettanti come me che si districano tra lavoro e allenamenti e i professionisti che hanno supporto e tempo pieno per allenarci, sarebbe una cosa incredibile andare alle Olimpiadi giapponesi”.

Staremo a vedere se la favola dell’impiegato del sistema sanitario britannico riuscirà a concludersi con 5 cerchi sullo sfondo.

 

Artista di strada? No ciclista di Strava

Artista di strada? No solo il percorso su Strava

Artista di strada? A guardare il percorso di Emily Cheng su Strava sembra davvero un’opera d’arte il giro fatto a San Francisco

Artista di strada o artista di Strava?

Artista di strada o artista di Strava?

Artista di strada o artista di Strava? Da quando Strava è stato creato nel 2009, ci sono state persone che si sono divertite a montare in sella alle proprie bici e a pedalare per amore dell’arte. L’ultima puntata di Strava art proviene da Emily Cheng da San Francisco, USA.

Pedalando  per 110 chilometri intorno alla penisola, Cheng è riuscito a creare un ritratto incredibilmente nitido ed è persino riuscito a strappare alcuni QOM lungo la strada. La sua uscita non era una passeggiata nel parco, che è durata poco meno di sette ore per completare il giro ad una velocità di 16 km/ora.

Dati i contorni collinari di San Francisco, Cheng ha fatto un ottimo lavoro raggiungendo solo 1.806 metri di altezza mentre pedalava nel mondo dell’arte.

Questa non è la prima volta che dei ciclisti  hanno provato la loro mano (o piedi) nella ritrattistica_ nel 2017 un ciclista  ha pedalato creando un profilo incredibilmente dettagliato di quello che sembrava essere Geraint Thomas del Team Sky. Altri pezzi notevoli dell’arte Strava includono un’incredibile interpretazione di Darth Vader e persino una proposta di matrimonio.

Recentemente Strava è stato messa sotto accusa quando del personale militare ha utilizzato l’activity tracker mentre era in servizio nei presso basi militari in tutto il Medio Oriente, dando visibilità agli insediamenti militari top secret.

Continuate con il buon lavoro di Cheng e non vediamo l’ora di vedere altri volti degli appassionati di arte di Strava nel prossimo futuro.

 

Froome allenamenti super su Strava

Froome allenamenti super sulla nota app per sportivi

Froome allenamenti super postati sulla nota app Strava, la vicenda salbutamolo non sembra fermare la sua voglia di ciclismo

Froome Allenamenti massacranti

Froome Allenamenti massacranti

Froome allenamenti super o normalità? Il britannico è noto per la sua visione stakanovista del ciclismo, per la sua capacità di portare al limite la sua resistenza. Dopo la vicenda salbutamolo che dal 13 dicembre sta dividendo in due l’opinione pubblica (con una preponderanza per il colpevolismo), il Kenyano bianco non ha minimamente interrotto il proprio programma di allenamento anzi, paradossalmente, pare più motivato che mai.

Sul conto del ciclista del Team Sky sono arrivate diverse prese di posizioni, dalle più tolleranti a quelle veramente dure (Greg Lemond e Bardet) ma quello che è sicuramente inequivocabile è che l’etica del lavoro di Froome è probabilmente senza eguali nell’intero panorama ciclistico mondiale.

Attualmente Chris Froome si trova in Sudafrica e si sta cimentando in una serie di allenamenti al limite dell’umano. Complice l’utilizzo della nota applicazione Strava (che tanti ciclisti di ogni rango utilizzano per condividere i percorsi e i numeri dei propri allenamenti), il ciclista ha caricato una serie di uscite davvero strepitose.

Froome allenamenti a quasi 45 di media

Sembra quasi una presa di posizione silente contro le tante polemiche che stanno piovendo sul suo capo o è solamente la grande voglia di perfezionismo fatto sta che dall’inizio del 2018 il britannico ha iniziato a postare la propria attività.

Il campione britannico ha iniziato a condividere i dati delle sue uscite su Strava, con numeri incredibili anche per un professionista del suo calibro. Nell’ultimo weekend Froome è partito da Johannesburg alle sei e mezzo di mattina, tornando a casa dopo ben sette ore (di cui sei passate a pedalar) coprendo una distanza di oltre 270 chilometri.

Una simile distanza, già di per se sensazionale (superiore a quella di qualsiasi tappa di un grande giro) diventa ancor più incredibile se si considera che la media di andatura è stata di ben 44.8 km orari. A onor del vero è corretto segnalare che una parte di questa uscita è stata svolta “dietro motore” ma i numeri restano comunque di assoluta eccezionalità. Altrettanto importante è segnalare come non si sia trattato di un allenamento pianeggiante ma, anzi, dal punto di vista altimetrico siamo a livelli di un “tappone” di montagna: circa 3.500 metri di dislivello!

 

Mai un giorno di pausa

Froome viceve in totale dedizione per il ciclismo, conducendo una vita quasi ascetica senza mai concedersi pause o rilassamenti. Alla base di un simile atteggiamento c’è necessariamente una forza mentale e fisica non comune, le uscite sono al limite del girone dantesco. Da inizio anno il corridore del Team Sky ha percorso oltre 4.500 chilomtri trascorrendo in bicicletta 140 ore con una velocità media vicina ai 40 km/h!.

 

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Froome Caduto in allenamento: le conseguenze

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Froome caduto in allenamento, tanto spavento e qualche botta per il corridore del Team Sky si sta preparando per la stagione 2018, come di consueto, in Sudafrica. E’ di questi giorni la notizia degli incredibili dati che il kenyano bianco ha postato su Strava circa la sue prestazioni della prima settimana di gennaio.

Il corridore è finito malamente a terra fortunatamente senza riportarne gravi conseguenze ma, come mostra lui stesso sui suoi canali social, qualche segno sul corpo è rimasto, specialmente sul fianco sinistro che ha battuto sull’asfalto.

Si vedono infatti alcune ferite su gomito e anca sinistra, ma dal suo racconto sembra comunque che i danni non siano assolutamente preoccupanti.

È stato lo stesso britannico a postare sul social network Instagram la foto delle ferite riportate al gomito sinistro e all’anca sinistra, con tanto di maglietta strappata sulla schiena e con un’inequivocabile emoticon “sofferente”.

La fine del 2017 e l’inizio di questa stagione paiono essere assolutamente complessi per l’atleta britannico che dopo le accuse di doping vedono la complicazione di questa caduta nella strada che porta al debutto in gara previsto per l’inizio del mese di febbraio, sempre se non arriveranno prima delle decisioni sul caso doping.

 

Chris Froome su Strava: 1300 km in una settimana!

Chris Froome su Strava carica dati impressionanti

 Chris Froome su Strava: 1300 km in una settimana e valori assolutamente al limite dell’umano, il kenyano è pronto per il 2018

Chris Froome su Strava

Chris Froome su Strava

Chris Froome su Strava ha caricato su strada i dati degli allenamenti svolti in questi primi giorni del 2018. Il kenyano sta proseguendo la sua preparazione a a Johannesburg (Sudafrica) dove sta seguendo delle tabelle di allenamento decisamente “strong” per rimettersi prontamente in forma ed essere al top in vista della stagione alle porte.

Naturalmente il vincitore degli ultimi tre Tour de France attende sviluppi sulla vicenda della non negatività al salbutamolo che però non sembra essere prossima ad una soluzione il che potrebbe portare il corridore del Team Sky a partecipare ad alcune corse già dal prossimo mese di febbraio.

Intanto, il kenyano bianco sta davvero spingendo forte sugli allenamenti tanto che i dati caricati su Strava (nota app per appassionati delle due ruote) sono davvero impressionanti: nella prima settimana del 2018 Chris ha percorso qualcosa come 1298,7 chilometri percorsi per un totale di 38 ore e 51 minuti in sella con un dislivello complessivo di 17mila metri!

In Sudafrica è piena estate e Froome sta programmando uscite all’alba (la maggior parte delle uscire sono iniziate tra le cinque e le sei della mattina).

Oltre al chilometraggio decisamente importante quello che sbalordisce sono i dati delle pulsazioni. Froome non è mai andato oltre le 141 e attorno ai 110 bpm medi. Per alcuni tratti il britannico ha utilizzato una mountain bike e ha dedicato una giornata alla cronometro: 164,6km a una media di 36,3 km/h (leggermente inferiore a quella degli altri giorni 37,9 km/h).

Il nickname del corridore del Team Sky è Luke Skywalker ed ha cancellato i dati dopo qualche ora ma ormai erano diventati di assoluto dominio pubblico.

Alice Arzuffi intervista al Fans Club

Alice Arzuffi  intervista esclusiva con il Fans Club

Alice Arzuffi

Alice Arzuffi

Alice Arzuffi, una delle atlete che sta tenendo alti i colori azzurri nel mondo, ha da poco conquistato una medaglia ai Campionati Europei di Tabor. Abbiamo intervistato in esclusiva il responsabile del Fans Club.

Cosa ha fatto scattare questa passione e come avete trasmesso ad altre persone il vostro entusiasmo?

Personalmente ho cominciato ad ammirare le doti di Alice Arzuffi da quando ha vinto la Coppa Rosa a Borgo Valsugana (dov’ero presente). La “molla” però è scattata solo nel 2015: dopo quella ennesima stagione ricca di soddisfazioni, Alice si meritava un fans club! Il nostro entusiasmo lo trasmettiamo con la dedizione in quello che facciamo, cercando di essere sempre all’altezza nel sostenerla. Tutto è diventato più facile grazie a tutti i suoi fans che, giorno dopo giorno, mi aiutano in questa avventura e amplificano all’unisono la mia passione. Siamo una bella comunità, devo ringraziare tutti.

Avete un posto in cui vi ritrovate, magari un bar?

E’ difficile riunirci fisicamente perché siamo molto “sparpagliati” (Italia, Francia, Belgio) ed io, in qualità di amministratore, sono pure lontano da dove sono concentrati maggiormente i suoi fans italiani. Il nostro punto di ritrovo è la pagina Facebook, quindi.

Organizzate “trasferte” in occasioni delle gare? Se sì, c’è stata una trasferta che ricordate con più piacere?

La nostra passione per il ciclismo femminile ci porta sui luoghi delle gare. A maggior ragione, quando Alice Arzuffi corre non ci pensiamo su due volte ad andarci. Resta difficile scegliere una trasferta, da quando è nato il fans club. Forse direi Bologna perché ho fatto la prima foto con lei (che naturalmente tengo come sfondo del telefono). Ma anche al Giro del Trentino, dove era in maglia azzurra ed ha fatto un garone.

L’emozione più grande che avete provato per Alice Arzuffi?

Il momento più emozionante da quando è aperto il fans club penso sia stata la sua gioia dopo il terzo posto in coppa del mondo a Zeven. Il suo volto sorridente e soddisfatto sul podio è una delle immagini più belle che porto dentro. Ogni volta che riguardo il video della gara mi emoziono.

Qual è la caratteristiche che più apprezzate in Alice?

Di Alice apprezzo il fatto che non molla mai, e si vede che ama quello che fa. Mi piace seguirla anche su Strava e che dire .. è straordinaria per sacrificio e costanza. Grande atleta, grandi doti, grande professionalità. A livello umano, Alice ha davvero un carattere eccezionale. Insomma… sempre forza AMA!

Organizzate eventi collaterali al ciclismo? (es Cene, lotterie, raccolte fondi)

Il fans club ha solo la pagina in Facebook, non ha altri riscontri “reali”. Mi piacerebbe raccogliere fondi per creare uno striscione “come si deve”, e poi le maglie. Chiedo magari ad altri fans club più esperti di me in queste cose come si potrebbe avviare la cosa!