Artista di strada? No ciclista di Strava

Artista di strada? No solo il percorso su Strava

Artista di strada? A guardare il percorso di Emily Cheng su Strava sembra davvero un’opera d’arte il giro fatto a San Francisco

Artista di strada o artista di Strava?

Artista di strada o artista di Strava?

Artista di strada o artista di Strava? Da quando Strava è stato creato nel 2009, ci sono state persone che si sono divertite a montare in sella alle proprie bici e a pedalare per amore dell’arte. L’ultima puntata di Strava art proviene da Emily Cheng da San Francisco, USA.

Pedalando  per 110 chilometri intorno alla penisola, Cheng è riuscito a creare un ritratto incredibilmente nitido ed è persino riuscito a strappare alcuni QOM lungo la strada. La sua uscita non era una passeggiata nel parco, che è durata poco meno di sette ore per completare il giro ad una velocità di 16 km/ora.

Dati i contorni collinari di San Francisco, Cheng ha fatto un ottimo lavoro raggiungendo solo 1.806 metri di altezza mentre pedalava nel mondo dell’arte.

Questa non è la prima volta che dei ciclisti  hanno provato la loro mano (o piedi) nella ritrattistica_ nel 2017 un ciclista  ha pedalato creando un profilo incredibilmente dettagliato di quello che sembrava essere Geraint Thomas del Team Sky. Altri pezzi notevoli dell’arte Strava includono un’incredibile interpretazione di Darth Vader e persino una proposta di matrimonio.

Recentemente Strava è stato messa sotto accusa quando del personale militare ha utilizzato l’activity tracker mentre era in servizio nei presso basi militari in tutto il Medio Oriente, dando visibilità agli insediamenti militari top secret.

Continuate con il buon lavoro di Cheng e non vediamo l’ora di vedere altri volti degli appassionati di arte di Strava nel prossimo futuro.

 

Froome allenamenti super su Strava

Froome allenamenti super sulla nota app per sportivi

Froome allenamenti super postati sulla nota app Strava, la vicenda salbutamolo non sembra fermare la sua voglia di ciclismo

Froome Allenamenti massacranti

Froome Allenamenti massacranti

Froome allenamenti super o normalità? Il britannico è noto per la sua visione stakanovista del ciclismo, per la sua capacità di portare al limite la sua resistenza. Dopo la vicenda salbutamolo che dal 13 dicembre sta dividendo in due l’opinione pubblica (con una preponderanza per il colpevolismo), il Kenyano bianco non ha minimamente interrotto il proprio programma di allenamento anzi, paradossalmente, pare più motivato che mai.

Sul conto del ciclista del Team Sky sono arrivate diverse prese di posizioni, dalle più tolleranti a quelle veramente dure (Greg Lemond e Bardet) ma quello che è sicuramente inequivocabile è che l’etica del lavoro di Froome è probabilmente senza eguali nell’intero panorama ciclistico mondiale.

Attualmente Chris Froome si trova in Sudafrica e si sta cimentando in una serie di allenamenti al limite dell’umano. Complice l’utilizzo della nota applicazione Strava (che tanti ciclisti di ogni rango utilizzano per condividere i percorsi e i numeri dei propri allenamenti), il ciclista ha caricato una serie di uscite davvero strepitose.

Froome allenamenti a quasi 45 di media

Sembra quasi una presa di posizione silente contro le tante polemiche che stanno piovendo sul suo capo o è solamente la grande voglia di perfezionismo fatto sta che dall’inizio del 2018 il britannico ha iniziato a postare la propria attività.

Il campione britannico ha iniziato a condividere i dati delle sue uscite su Strava, con numeri incredibili anche per un professionista del suo calibro. Nell’ultimo weekend Froome è partito da Johannesburg alle sei e mezzo di mattina, tornando a casa dopo ben sette ore (di cui sei passate a pedalar) coprendo una distanza di oltre 270 chilometri.

Una simile distanza, già di per se sensazionale (superiore a quella di qualsiasi tappa di un grande giro) diventa ancor più incredibile se si considera che la media di andatura è stata di ben 44.8 km orari. A onor del vero è corretto segnalare che una parte di questa uscita è stata svolta “dietro motore” ma i numeri restano comunque di assoluta eccezionalità. Altrettanto importante è segnalare come non si sia trattato di un allenamento pianeggiante ma, anzi, dal punto di vista altimetrico siamo a livelli di un “tappone” di montagna: circa 3.500 metri di dislivello!

 

Mai un giorno di pausa

Froome viceve in totale dedizione per il ciclismo, conducendo una vita quasi ascetica senza mai concedersi pause o rilassamenti. Alla base di un simile atteggiamento c’è necessariamente una forza mentale e fisica non comune, le uscite sono al limite del girone dantesco. Da inizio anno il corridore del Team Sky ha percorso oltre 4.500 chilomtri trascorrendo in bicicletta 140 ore con una velocità media vicina ai 40 km/h!.

 

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Froome caduto in allenamento senza conseguenze

Froome caduto in allenamento, tanto spavento e qualche botta

Froome caduto in allenamento tanto spavento e qualche botta per il capitano del Team Sky che ha postato le foto sui canali social

Froome Caduto in allenamento: le conseguenze

Froome Caduto in allenamento: le conseguenze

Froome caduto in allenamento, tanto spavento e qualche botta per il corridore del Team Sky si sta preparando per la stagione 2018, come di consueto, in Sudafrica. E’ di questi giorni la notizia degli incredibili dati che il kenyano bianco ha postato su Strava circa la sue prestazioni della prima settimana di gennaio.

Il corridore è finito malamente a terra fortunatamente senza riportarne gravi conseguenze ma, come mostra lui stesso sui suoi canali social, qualche segno sul corpo è rimasto, specialmente sul fianco sinistro che ha battuto sull’asfalto.

Si vedono infatti alcune ferite su gomito e anca sinistra, ma dal suo racconto sembra comunque che i danni non siano assolutamente preoccupanti.

È stato lo stesso britannico a postare sul social network Instagram la foto delle ferite riportate al gomito sinistro e all’anca sinistra, con tanto di maglietta strappata sulla schiena e con un’inequivocabile emoticon “sofferente”.

La fine del 2017 e l’inizio di questa stagione paiono essere assolutamente complessi per l’atleta britannico che dopo le accuse di doping vedono la complicazione di questa caduta nella strada che porta al debutto in gara previsto per l’inizio del mese di febbraio, sempre se non arriveranno prima delle decisioni sul caso doping.

 

Chris Froome su Strava: 1300 km in una settimana!

Chris Froome su Strava carica dati impressionanti

 Chris Froome su Strava: 1300 km in una settimana e valori assolutamente al limite dell’umano, il kenyano è pronto per il 2018

Chris Froome su Strava

Chris Froome su Strava

Chris Froome su Strava ha caricato su strada i dati degli allenamenti svolti in questi primi giorni del 2018. Il kenyano sta proseguendo la sua preparazione a a Johannesburg (Sudafrica) dove sta seguendo delle tabelle di allenamento decisamente “strong” per rimettersi prontamente in forma ed essere al top in vista della stagione alle porte.

Naturalmente il vincitore degli ultimi tre Tour de France attende sviluppi sulla vicenda della non negatività al salbutamolo che però non sembra essere prossima ad una soluzione il che potrebbe portare il corridore del Team Sky a partecipare ad alcune corse già dal prossimo mese di febbraio.

Intanto, il kenyano bianco sta davvero spingendo forte sugli allenamenti tanto che i dati caricati su Strava (nota app per appassionati delle due ruote) sono davvero impressionanti: nella prima settimana del 2018 Chris ha percorso qualcosa come 1298,7 chilometri percorsi per un totale di 38 ore e 51 minuti in sella con un dislivello complessivo di 17mila metri!

In Sudafrica è piena estate e Froome sta programmando uscite all’alba (la maggior parte delle uscire sono iniziate tra le cinque e le sei della mattina).

Oltre al chilometraggio decisamente importante quello che sbalordisce sono i dati delle pulsazioni. Froome non è mai andato oltre le 141 e attorno ai 110 bpm medi. Per alcuni tratti il britannico ha utilizzato una mountain bike e ha dedicato una giornata alla cronometro: 164,6km a una media di 36,3 km/h (leggermente inferiore a quella degli altri giorni 37,9 km/h).

Il nickname del corridore del Team Sky è Luke Skywalker ed ha cancellato i dati dopo qualche ora ma ormai erano diventati di assoluto dominio pubblico.

Alice Arzuffi intervista al Fans Club

Alice Arzuffi  intervista esclusiva con il Fans Club

Alice Arzuffi

Alice Arzuffi

Alice Arzuffi, una delle atlete che sta tenendo alti i colori azzurri nel mondo, ha da poco conquistato una medaglia ai Campionati Europei di Tabor. Abbiamo intervistato in esclusiva il responsabile del Fans Club.

Cosa ha fatto scattare questa passione e come avete trasmesso ad altre persone il vostro entusiasmo?

Personalmente ho cominciato ad ammirare le doti di Alice Arzuffi da quando ha vinto la Coppa Rosa a Borgo Valsugana (dov’ero presente). La “molla” però è scattata solo nel 2015: dopo quella ennesima stagione ricca di soddisfazioni, Alice si meritava un fans club! Il nostro entusiasmo lo trasmettiamo con la dedizione in quello che facciamo, cercando di essere sempre all’altezza nel sostenerla. Tutto è diventato più facile grazie a tutti i suoi fans che, giorno dopo giorno, mi aiutano in questa avventura e amplificano all’unisono la mia passione. Siamo una bella comunità, devo ringraziare tutti.

Avete un posto in cui vi ritrovate, magari un bar?

E’ difficile riunirci fisicamente perché siamo molto “sparpagliati” (Italia, Francia, Belgio) ed io, in qualità di amministratore, sono pure lontano da dove sono concentrati maggiormente i suoi fans italiani. Il nostro punto di ritrovo è la pagina Facebook, quindi.

Organizzate “trasferte” in occasioni delle gare? Se sì, c’è stata una trasferta che ricordate con più piacere?

La nostra passione per il ciclismo femminile ci porta sui luoghi delle gare. A maggior ragione, quando Alice Arzuffi corre non ci pensiamo su due volte ad andarci. Resta difficile scegliere una trasferta, da quando è nato il fans club. Forse direi Bologna perché ho fatto la prima foto con lei (che naturalmente tengo come sfondo del telefono). Ma anche al Giro del Trentino, dove era in maglia azzurra ed ha fatto un garone.

L’emozione più grande che avete provato per Alice Arzuffi?

Il momento più emozionante da quando è aperto il fans club penso sia stata la sua gioia dopo il terzo posto in coppa del mondo a Zeven. Il suo volto sorridente e soddisfatto sul podio è una delle immagini più belle che porto dentro. Ogni volta che riguardo il video della gara mi emoziono.

Qual è la caratteristiche che più apprezzate in Alice?

Di Alice apprezzo il fatto che non molla mai, e si vede che ama quello che fa. Mi piace seguirla anche su Strava e che dire .. è straordinaria per sacrificio e costanza. Grande atleta, grandi doti, grande professionalità. A livello umano, Alice ha davvero un carattere eccezionale. Insomma… sempre forza AMA!

Organizzate eventi collaterali al ciclismo? (es Cene, lotterie, raccolte fondi)

Il fans club ha solo la pagina in Facebook, non ha altri riscontri “reali”. Mi piacerebbe raccogliere fondi per creare uno striscione “come si deve”, e poi le maglie. Chiedo magari ad altri fans club più esperti di me in queste cose come si potrebbe avviare la cosa!