Matej Mohoric vince a Gualdo Tadino

Matej Mohoric conquista la vittoria di tappa al Giro d’Italia

Matej Mohoric della  Bahrain-Merida si aggiudica la 10^ tappa del Giro d’Italia 2018 battendo allo sprint Nico Denz della Ag2R La Mondiale

Matej Mohoric

Matej Mohoric

Matej Mohoric conquista la vittoria nella decima tappa del Giro d’Italia con arrivo a Gualdo Tadino, Tappa particolare quella di oggi che lascia alcuni strascichi a livello di classifica.

 Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) va in crisi quasi subito ed usce definitivamente fuori dalla lotta per la la classifica generale che vende ancora al comando Simon Yates

Quella con arrivo a Gualdo è la frazione più lunga dell’edizione 101 della corsa rosa con ben 239 km ed è una tappa che resta indigesta per molti non tanto per la lunghezza o per le asperità quanto per la velocità con cui è stata affrontata dal gruppo.

Ponti e via ed ecco subito una fuga di quattordici elementi che vanno a prendere in tempi brevi circa due minuti di margine. Quando il gruppo affronta il Gran Premio della Montagna di Fonte della Creta ecco che a sorpresa arriva la crisi di Estaban Chaves della Mitchelton – Scott. Il secondo in generale soffre di male di gola e problemi di respirazione ed ecco che inizia il suo personalissimo calvario.

Quando il gruppo si accorge che un “pesce grosso” sta cadendo nella rete ecco che il ritmo si alza tremendamente. Vano il lavoro dei ritardatari per cercare di riunire i gruppi, lo svantaggio cresce inesorabilmente.

Al traguardo volante scoppia la bagarre per gli abbuoni con Thibaut Pinot che tenta di prendersi i tre secondi di abbuono ma viene beffato dalla maglia rosa Yates.

Parte Marco Frapporti della Androni ma viene in breve tempo ripreso e superato da Davide Villella (Astana), Matej Mohoric (Bahrain – Merida) e Nico Denz (Ag2R La Mondiale).

L’asfalto è bagnato e la tensione è alta e a farne le spese è  Tom Dumoulin che assaggia l’asfalto ma, senza riportare troppi danni, rientra in gruppo.

Ai meno dieci chilometri dal traguardo Matej Mohoric prova ad abbandonare la compagnia, Villella cede mentre Denz resiste fino a giocarsi la volata che premia il corridore della Bahrain più rapido a sfruttare le condizioni della volata.

Il gruppo dei big viene regolato da Sam Bennett della Bora. In generale Simon Yates consolida la sua posizione mentre Tom Dumoulin sale al secondo posto e Chaves sparisce dai 10.

Sconsolato il colombiano Chaves: “non so cosa sia successo ma ero completamente svuotato dalle energie”; gli fa eco Simon Yates: “è una giornata agrodolce per noi, io ho incrementato il vantaggio in generale ma sono molto dispiaciuto per Estaban, oggi non era in forma e ha pagato troppo caro”.

 

 

 

Simon Yates vince sulla montagna Pantani

Simon Yates vince in rosa sul Gran Sasso

Simon Yates vince in cima a Campo Imperatore e consolida la sua leadership in classifica generale. Non convincono le prove di Chris Froome e del nostro Fabio Aru che perdono terreno

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso al termine di una tappa decisamente lunga (225 km) che termina su di una salita assolutamente importante come quella di Campo Imperatore. Dopo l’arrivo non troppo impegnativo di Montevergine di Mercogliano dove si è imposto il talento emergente di Richard Carapaz ecco che il Giro d’Italia prevede una salita davvero importante, tanto importante da essere la Montagna P perché teatro di una delle tante imprese del Pirata.

Fin dalle prime battute vanno in fuga: Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek-Segafredo), Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), , Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Simone Andreetta (Bardiani CSF), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto FixAll), Natnael Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (EF Education First-Drapac), Maxim Belkov (Katusha-Alpecin), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec)e Alex Turrin (Wilier Triestina).

I fuggitivi prendono un vantaggio che raggiunge i sette minuti fino al primo GPM di giornata in cui transita per primo Masnata (poi declassato per decisione della VAR per aver ostacolato Behrane, retrocedendo anche la Androni, all’ultimo posto nella classifica del fair play). A quel punto il gruppo inizia a fare sul serio e il vantaggio, ai piedi dell’ascesa finale è vicino ai 2 minuti e davanti restato solamente  Carthy, Boaro, Visconti, Brambilla, Cherel e Masnada. Proprio Masnada non vuole arrendersi e prova una azione solitaria assolutamente poetica quanto poco efficace. Il bergamasco viene ripreso ed immediatamente, appena il gruppo si compatta, ecco partire Giulio Ciccone che vuole ben figurare nella sua terra. Giulio ci prova per ben 3 volte ma sempre senza ottenere un margine sufficiente ad allungare.

Vanno in difficoltà Fabio Aru (UAE) e Chris Froome (Sky) che perdono contatto dal gruppetto dei migliori tirati dalla Mitchelton-Scott. Il gruppetto entra nell’ultimo chilometro e scoppia la bagarre ma ai meno duecento metri dall’arrivo ecco l’allungo vincente di Simon Yates che taglia il traguardo in rosa a braccia levate.

Alle spalle del britannico ecco il francese Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) che precede ll’altro leader della Mitchelton, Esteban Chaves. Quarto posto per il nostro Pozzovivo e sesto per Davide Formolo.

 

La classifica generale vede Yates aumentare il suo vantaggio a 32″ sul suo compagno Chaves; terzo posto per Dumoulin a 38″, quarto Pinot a 45″ e quinto Pozzovivo a 57″. Froome è addirittura undicesimo a quasi due minuti e mezzo dalla maglia rosa.

Raggiante Simon Yates al traguardo: “Oggi era una tappa molto lunga e difficile ed è stata corsa ad alta velocità grazie al lavoro dell’Astana che ai 14 km dall’arrivo ha imposto un grande ritmo. Non posso nascondermi, sono venuto qui per vincere ma inizialmente non avevo idea della condizione mia e dei rivali. Vedo che ogni giorno riesce ad andare meglio e devo dire di essere davvero felice di come sta andando questo Giro d’Italia”.

Diametralmente opposto il laconico commento di Fabio Aru: “Oggi  per me è stata una giornata ovviamente negativa. Le gambe non giravano bene, altrimenti non mi sarei certo staccato”

 

 

 

Simon Yates risultò positivo all’antidoping

Simon Yates e la vicenda terbutalina

Simon Yates dopo un controllo avvenuto durante la Parigi-Nizza 2016 risultò positivo alla terbutalina un farmaco contro l’asma come il salbutamolo di Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome cosa unisce l’attuale maglia rosa del Giro d’Italia con il kenyano in forza al Team Sky anch’egli impegnato nella corsa rosa? Apparentemente poco eppure i più attenti ricorderanno che durante la Parigi-Nizza del 2016 il corridore, all’epoca in forza alla Orica-GreenEDGE, venne pizzicato positivo ad un controlla antidoping per l’impiego di terbutalina.

L’uso del farmaco non venne dichiarato in deroga per uso terapeutico da parte del team e quindi vennero applicati i termini della responsabilità oggettiva e, nonostante la WADA avesse appurato la responsabilità del team, al corridore vennero affibbiati (nel giugno di quell’anno) quattro mesi di qualifica retroattiva che gli fecero saltare il Tour de France (la squalifica scadeva all’11 luglio del 2016)

Fu lo stesso team in un comunicato a prendere le difese del proprio corridore ammettendo che la positività era  dovuta ad un errore formale da parte dello staff medico del team che si dimenticò di richiedere l’esenzione ai fini terapeutici per Simon Yates. In un primo momento l’ UCI comunico che Simon Yates non sarebbe stato fermato e che avrebbe continuato a poter gareggiare in attesa che la Orica producesse la documentazione necessaria per attestare l’uso terapeutico del farmaco, arrivò poi la squalifica.

“Vorrei scusarmi con i miei colleghi per aver ancora una volta gettato il nostro sport in una luce negativa, sono molto imbarazzato e mi vergogno per questa situazione” furono le prime parole di Yates quando ricevette la squalifica. “Gli ultimi mesi sono stati molto dolorosi per me,  per la mia famiglia e gli amici. La terbitalina è contenuta in un farmaco per curare l’asma che mi è stata prescritta, soffro di questa malattia fin da bambino. Devo accettare la punizione anche se non ero conscio di star assumendo una sostanza vietata”.

 

Simon Yates, Chris Froome e l’asma

La terbutalina, un Beta 2 agonista selettivo, è un principio attivo specifico per curare alcune malattie ostruttive delle vie respiratorie. In particolare viene utilizzato, sotto forma di sale solfato, per trattare farmacologicamente l’asma. Ecco, ancora l’asma, l’asma che ha anche Chris Froome e per la quale ha una prescrizione per utilizzare il Ventolin. Le “puffate” di Froome sono diventate ormai proverbiali e hanno contribuito a peggiorare la nomea del corridore del Team Sky. Quando nel 2016 Simon Yates risultò positivo alla terbutalina ci vollero circa quattro mesi di tempo (il controllo avvenne a marzo, la squalifica arrivò a giugno) per appurare la colpevolezza del ciclista. Per il britannico (la cui positività risale a settembre 2017, resa nota tre mesi dopo) sono già trascorsi otto mesi senza che l’UCI abbia preso alcuna posizione.

Così come la squalifica di Yates è stata retroattiva lo stesso potrebbe accadere per Chris Froome che potrebbe perdere l’eventuale risultato ottenuto al Giro d’Italia. Per ora, Simon Yates si gode il primato in classifica generale (dopo aver espiato le colpe della sua positività passata) mentre Froome stenta un po a trovare la gamba dei giorni migliori.

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare

Bennett beffa Viviani nella settima tappa del Giro

Bennett beffa Viviani nella volata di Praia a Mare, non cambia la classifica generale: Simon Yates resta in rosa davanti a Tom Dumoulin

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare, l’irlandese beffa la maglia ciclamino che già pregustava il tris al Giro d’Italia 2018. Tappa decisamente priva di asperità e, al pari con la passerella di Roma, completamente priva di Gran Premi della Montagna. Solo un strappetto posto a poco dall’arrivo movimenta il tracciato ma il gruppo a quel punto sarà compatto e lanciato tanto da nemmeno accorgersi dell’asperità. Assente alla partenza il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia Edoardo Zardini infortunatosi alla clavicola nella salita dell’Etna.

Sono tre gli uomini che movimentano la tappa:  Davide Ballerini della Androni Sidermec, lo spagnolo Markel Irizar della Trek Segafredo e il russo Maxim Belkov della Katusha Alpecin amanti delle fughe da lontano. Molto attivo Ballerini che ha come obiettivo quello di portare a cara i traguardi volanti per fare punti per la speciale classifica (primo a Guardia Piemontese Marina e secondo a Santa Maria del Cedro dietro Belkov).

I tre stanno per molto tempo davanti ma il gruppo alle spalle dei fuggitivi controlla in scioltezza l’azione. Completato il ricongiungimento ecco che tutto è pronto per la volatona di gruppo, chi prova a sparigliare i piani è Sacha Modolo, leader di una EF Drapac che prova ad anticipare tutti prima della flamme rouge. Il trevigiano viene però anticipato a 50 metri dall’arrivo dal nostro Elia Viviani che pare involtarsi, appunto, verso il tris. Quando tutto sembra deciso ecco però sbucare Sam Bennett che con un guizzo brillante va a conquistare la sua priva vittoria in una corsa a tappe di tre settimane.

Completa il podio Niccolò Bonifazio della Bahrain – Merida mentre deve accontentarsi del quarto posto Modolo, sesta piazza per Jakub Mareczko. Tutto invariato in  classifica generale alla vigilia di un intenso weekend sugli Appennini: Simon Yates mantiene la maglia rosa davanti a Tom Dumoulin ed Esteban Chaves.

 

Chaves Yates doppietta Mitchelton–Scott

Chaves Yates la coppia Mitchelton-Scott trionfa sull’Etna

Chaves Yates coppia della Mitchelton–Scott dominano nel primo arrivo in salita sull’Etna: tappa a Estban e maglia rosa a Simon

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates, la coppia della Mitchelton–Scott sull’Etna da spettacolo portando a casa la tappa e la maglia rosa. C’era molta attesa per il primo test di rilievo per il gruppo dei Big, a gioire sono gli atleti della formazione australiana.

Parte quasi subito una fuga composta da un drappello numeroso di atleti (in totale 26 elementi) tra cui spiccano Oomen, Gavazzi, Ciccone, De Marchi, Reichenbach, Henao  Gesink e lo stesso Esteban Chaves.

Alle spalle dei fuggitivi c’è apprensione per il numero elevato di uomini in fuga e tutti si impegnano per controllare la fuga che non supera mai i tre minuti di margine. Ai piedi dell’Etna il vantaggio dei primi supera di pochissimo il minuto. Quando il gruppo dei big imbocca le prime rampe ecco arrivare la caduta di Davide Formolo della Bora che però riesce prontamente a rientrare.

Davanti ci prova il nostro Giulio Ciccone che dopo aver trascorso qualche chilometro in testa viene raggiunto dal colombiano Chaves. Dietro di muove il vincitore del Giro 2017, Tom Dumoulin che allunga ai meno 5 chilometri quando la salita è più ripida. La maglia rosa Rohan Dennis comincia a dare segnali di cedimento.

Ci provano prima Domenico Pozzovivo e poi Simon Yates compagno di squadra del battistrada che riesce a fare il vuoto. Il britannico raggiunge il compagno e i due possono fare passerella davanti all’Osservatorio Astronomico dell’Etna. Primo Esteban Chaves e secondo Simon Yates che si “accontenta” di conquistare la maglia di leader della generale.

Con 26″ di ritardo transitano gli altri big con in testa Thibaut Pinot (Groupama – Fdj); quinto Pozzovivo, nono Fabio Aru (UAE Team Emirates) nel gruppo sono presenti anche Tom Dumoluin e Chris Froome. Si difende l’ormai ex maglia rosa Rohan Dennis che ora copre la sesta posizione in generale a 53″.

 

Tim Wellens trionfa nella tappa di Caltagirone

Tim Wellens trionfa nell’arrivo siciliano

Tim Wellens trionfa nell’impegnativo primo arrivo siciliano battendo Michael Woods ed Enrico Battaglin, perdono terreno Aru e Froome

Tim Wellens trionfa al Giro

Tim Wellens trionfa al Giro

Tim Wellens trionfa nella prima frazione italiana del #Giro101 in una corsa tutt’altro che semplice. Ad accogliere i “girini”, infatti, vi è un percorso molto mosso che favorisce le fughe e che prevede un arrivo con uno strappo impegnativo per un dislivello totale di 2500 metri.

La prima parte della tappa è caratterizzata dalla fuga di Jacopo Mosca (Wilier Selle Italia), Marco Frapporti (Androni Sidermec), Quentin Jauregui (AG2r La Mondiale), Maxim Belkov (Katusha Alpecin) ed Enrico Barbin della Bardiani CSF. Proprio il corridere della compagine di Reverberi conserva la maglia azzurra conquistando punti sui GPM di Pietre Calde e di Vizzini.

Davanti lavorano BMC, Lotto e UAE che provano a trovare il ricongiungimento prima che il gruppo decida di rallentare. L’avventura dei “fuggiaschi” finisce comunque ai meno dieci dall’arrivo dando inizio alla bagarre.

Il primo a provarci è il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia, Edoardo Zardini, che viene però stoppato da un lucidissimo Valerio Conti che prova ad involtarsi in contropiede. Il corridore della UAE Team Emirates viene però ripreso quando mancano circa 3000 metri dal traguardo.

Il gruppo si dirige compatto al “muro” finale e qui parte una lunghissima volata che premia uno dei favoriti di giornata Tim Wellens, che si impone davanti a Michael Woods ed Enrico Battaglin. Ai piedi del podio ecco Simon Yates (Mitchelton – Scott) e Davide Formolo (Bora – Hansgrohe). Si crea un buco di quattro secondi tra i primi cinque e il resto del gruppo dei big.

Rohan Dennis sorride e riesce a conservare la maglia rosa con un secondo di margine su Tom Dumoulin. Chi invece non ha nulla da festeggiare sono Fabio Aru che perde 6 secondi e il favorito per la vittoria finale Chris Froome che di secondi ne lascia addirittura 17. Pare che la causa di questi distacchi sia dovuto alla  caduta del kazako Andrey Zeits che ha generato dei rallentamenti.

 

Il Giro parte da dove era finito: ecco Dumoulin

Il Giro parte nel segno di Tom Dumoulin

Il Giro d’Italia prende il via da Gerusalemme e lo fa nel segno di Tom Dumoulin, il campione della Sunweb fa sua la cronometro iniziale. Male l’attesissimo Froome.

Il Giro riparte da Dumoulin

Il Giro riparte da Dumoulin

Il Giro d’Italia parte nel segno della continuità. Avevamo lasciato Tom Dumoulin festante sul podio e così lo ritroviamo con una maglia rosa che luccica sopra quella di campione del mondo a cronometro. Proprio una prova contro il tempo ha inaugurato il #Giro101, lunghezza 9,7 km, il migliore è stato l’olandese che ha preceduto Rohan Dennis e Victor Campenaerts.

L’olandese è apparso naturalmente felice: “è andato tutto bene, non so se riuscirò a tenere la maglia nei prossimi giorni, sono contento della mia condizione ma la corsa dura tre lunghe settimane e tante cose possono accadere”.

La sorpresa di giornata è stata il nostro Domenico Pozzovivo che era partito con l’obiettivo di fare classifica in questa edizione della corsa rosa e che ha colpito tutti chiudendo a 27’’ con lo stesso tempo del quattro volte campione del mondo contro l’orologio Tony Martin. Domenico non nasconde la gioia per la sua performance: “sono partito forte e ho dato tutto, fino alla morte, sono quindi riuscito a fare davvero una buona cronometro”.

Tra i big c’è sa segnalare la brutta prova dell’attesissimo Chris Froome che è stato vittima di una caduta durante la ricognizione della mattina e ha “misurato” l’asfalto riportando una botta al fianco. Sembra quindi proseguire la maledizione del Team Sky con la corsa rosa.

Non ha brillato il nostro Fabio Aru che però non fa drammi: “considerando le mie caratteristiche era prevedibile perdere del terreno, ci sono 20 giorni di corsa davanti a noi”.

 

Bene il corridore della Mitchelton-Scott Simon Yates, 7° a solo 20’’ di svantaggio; mentre limita i danni il francese Thibaut Pinot, arrivato a 33’’ dal vincitore.

Da segnalare che Kanstantin Siutsou, gregario di Domenico Pozzovivo, nel team Bahrein è scivolato (come Froome) durante la ricognizione ed è stato trasportato in ospedale con una possibile frattura ad una vertebra.

 

Mitchelton-Scott al Giro lista dei partenti

Mitchelton-Scott al Giro con l’occhio alla classifica generale

Mitchelton-Scott al Giro d’Italia con l’obiettivo della classifica generale con il colombiano Esteban Chaves, secondo nel 2016 e Simon Yates

Mitchelton-Scott al Giro d'Italia

Mitchelton-Scott al Giro d’Italia

Mitchelton-Scott al Giro d’Italia numero 101, sarà al via con non solo un occhio ma due occhi puntati sulla classifica generale. Quello della formazione australiana sarà un roster assolutamente di primissimo livello e pronto a vendere cara la pelle sulle salite. La Mitchelton-Scott al Giro si presenterà come un “Giano Bifronte” potendo contare su due leader.

I capitani del team saranno, infatti,  il colombiano Esteban Chaves, secondo nel 2016, ed il britannico Simon Yates, al debutto nella corsa rosa dopo essere stato sesto alla Vuelta e settimo al Tour.

Di alto livello sarà anche il cast di supporto ai due leader: Jack HaigRoman Kreuziger e Mikel Nieve andranno a formare una batteria di aggurriti camosci  molto importante sulle grandi montagne. Il danese Christopher Juul-Jensen sarà il gregario per tutti i terreni mentre il neozelandese Sam Bewley ed il quarantenne canadese Svein Tuft saranno coloro che dovranno tenere la corsa sotto controllo in pianura.

Catalunya: tappa a Yates, corsa a Valverde

Catalunya, a Barcellona vince Yates. Bernal cade e va ko, corsa a Valverde

Catalunya, nella tappa finale a Barcellona Simon Yates con quista la tappa mentre Bernal cade e va ko. Vittoria finale ad Alejandro Valverde

Catalunya: vittoria di Yates

Catalunya: vittoria di Yates

Catalunya, ultima frazionedisputata a Barcellona sulla distanza di 154.8 km nel sempre affascinante circuito del Montjuïc. Ai meno 18 dal traguardo in testa un sestetto con tutti i big:  Marc Soler e il leader Alejandro Valverde del Movistar Team, Egan Bernal del Team Sky, Bob Jungels della Quick Step Floors, Matej Mohoric della Bahrain Merida e Carlos Verona della Mitchelton Scott, però presto ripresi da un gruppetto di una ventina di elementi.

Nel tratto in discesa l’attacco di uno scatenato Mohoric provoca la reazione di Soler, Verona e di Simon Yates: tale drappello entra negli ultimi 2 giri del circuito con un vantaggio di circa una dozzina di secondi sul gruppo dei migliori.

A circa  meno 6 km dall’arrivo, in un tratto di discesa resa scivolosa dall’umidità, José Joaquín Rojas cade  a terra: e addosso, in maniera tanto sfortunata quanto incolpevole, gli finisce Egan Bernal, che sbatte violentemente la testa e la spalla e deve ritirarsi perdendo il secondo posto in generale.

Nell’ultimo passaggio sullo strappetto Yates attacca e riesce a staccare anche Soler, iniziando gli ultimi 4 km fra discesa e pianura con 5″ su Soler e 18″ sul gruppo dei migliori. La gran giornata del britannico prosegue anche in discesa, dove allunga e va a conquistare la seconda gioia del 2018.

 La classifica generale della novantottesima edizione vede il successo di Alejandro Valverde, alla terza Volta portata a casa. Con lui sul podio Nairo Quintana e Pierre Latour, distanti 29″ e 47″. Quindi Yates, con il medesimo ritardo del francese. Seguono Soler a 1’10”, Bennett a 1’23”, Martínez a 1’29”, Kruijswijk e Hansen a 1’31” e Pinot a 1’34”.

Marc Soler conquista la Parigi-Nizza

Marc Soler conquista la corsa francese davanti a Yates

Marc Soler conquista la Parigi Nizza, lo spagnolo è riuscito a ribaltare la classifica anticipando di soli 4 secondi Simon Yates della Mitchelton-Scott

Marc Soler conquista la Parigi-Nizza

Marc Soler conquista la Parigi-Nizza

Marc Soler conquista, un po’ a sorpresa, la classifica finale della Parigi-Nizza 2018 grazie ad un attacco nell’ultima frazione della corsa transalpina. Ad attaccare sono stati in tre: David De La Cruz (Sky), Omar Fraile (Astana) e, appunto, Marc Soler (Movistar), passati in quest’ordine sotto lo striscione d’arrivo dell’ottava frazione.

L’ultima frazione da Nizza a Nizza per 110 km presentava una serie infinita di continui sali e scendi, terreno ideale per imboscate. La pioggia battente che ha accompagnato il gruppo per tutta la giornata ha reso ancora più difficile la frazione che fin dai primi chilometri di corsa è completamente esplosa. Il 24enne iberico della Movistar partiva con un distacco di 37 secondi dal leader della generale  Simon Yates (Mitchelton-Scott).  Il primo ad allungare è stato Fraile dell’Astana sul quale sono sopraggiunti in cima alla Côte de Peille (ai -42) De La Cruz e Soler, i quali sono poi andati all’arrivo. Il terzetto è andato avanti di comune accordo e alle loro spalle gli inseguitori non sono riusciti ad abbattere il distacco dai primi, e ciò è costato caro a Yates e agli altri.

Marc Soler ha tagliato il traguardo con 3 secondi di svantaggio da De La Cruz e Fraile mentre i big della classifica sono arrivati a 38 secondi regolati da  Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe) che ha battuto nella volata per il quarto posto Tim Wellens (Lotto Soudal), Yates, Dylan Teuns (BMC), Richard Carapaz (Movistar), Gorka e Ion Izagirre (Bahrain-Merida).

La classifica finale vede Marc Soler primo con 4″ su Yates, 14″ su Gorka Izagirre, 16″ su Ion Izagirre e Wellens, 32″ su Teuns, 44″ su Konrad, 1’54” su Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), 2’15” su De La Cruz e 2’35” su Felix Grossschartner (Bora).