Viviani inarrestabile: poker al Giro

Viviani inarrestabile conquista il quarto successo al Giro

Viviani inarrestabile sulle strade del Giro conquista uno storico poker che ripaga il velocista della Quick Step di tanti sacrifici

Viviani Inarrestabile

Viviani Inarrestabile (fonte sito Ansa)

Viviani inarrestabile, punto! Non c’è molto da aggiungere quando un ciclista completa un poker di vittorie in una grande corsa a tappe. Lo scorso anno ci riuscì Fernando Gaviria colombiano che lo scorso anno indossava la maglia del team di Elia.

L’arrivo ad Iseo premia il veronese che batte tutti in primis Sam Bennett (Bora – Hansgrohe). La tappa si presta anche alla fuga a lunga gittata in una frazione che può rappresentare l’ultima speranza per chi cerca il colpo di mano per ottenere un successo parziale.

Dopo la partenza da Riva del Garda cominciano a susseguirsi i tentativi di allungo da parte di molti corridori ma tutti vengono stoppati sul nascere. La fuga buona vede protagonisti Wout Poels (Team Sky), Ben Hermans (Israel Cycling Academy), Alessandro De Marchi (Bmc) oltre a Luis Leon Sanchez (Astana). Sui fuggitivi provano, senza fortuna, a portarsi alcuni uomini della Bardiani.

Nel finale il tracciato si bagna e da dietro il gruppo (che già era in controllo) accelera per scongiurare colpi a sorpresa. Provano ad allungare Stybar e Henao. Quando tutto porta a pensare che sarà fuga ecco che ci prova Maurits Lammertink (Katusha – Alpecin)che viene ripreso quando al traguardo mancano soltanto due chilometri: ora si sarà volata.

Sam Benett prova ad anticipare tutti ma non ha fatto i conti con lo splendido lavoro di  Fabio Sabatini che aiuta Elia Viviani a conquistare un incredibile poker. Terza piazza per un altro atleta tricolore: Niccolò Bonifazio.

Simon Yates mantiene il suo vantaggio su Tom Dumoulin (Sunweb) e da domani inizia il trittico da paura delle tappone di montagna, si andrà a Prato Nevoso e nessuno potrà bluffare.

 

Yates resiste all’assalto di Tom Dumoulin

Yates resiste nella cronometro di Rovereto

Yates resiste alla carica di Tom Dumoulin nella cronometro Trento-Rovereto, ad imporsi è Rohan Dennis della BMC

Yates brillante anche a cronometro

Yates brillante anche a cronometro

Yates resiste all’assalto di Dumoulin nella sedicesima tappa del Giro d’Italia 2018 che incorona Rohan Dennis come il numero uno al mondo nelle prove contro il tempo. Il passistone australiano ha percorso i 34 km in programma in 44 minuti netti ad una media di 51,30 km/h che lo ripaga della delusione della cronometro di Gerusalemme.

Simon Yates (Mitchelton – Scott) rimane senza patemi il leader della classifica generale, resistendo senza problemi al tentativo di guadagnare tempo di Tom Dumoulin (Team Sunweb). La farfalla di Maastrich (solo terzo al traguardo) non ha impensierito il britannico che paga all’olandese meno di un minuto e mezzo mantenendo un vantaggio di 56 secondi in attesa che la strada torni a salite per scatenare i suoi garretti.

Dumoulin chiude addirittura terzo preceduto da Tony Martin della Katusha – Alpecin mentre si difende egregiamente il nostro Domenico Pozzovivo  che riesce a guadagnare quasi un minuto su  Thibaut Pinot della Groupama -FDJ che appare svuotato delle energie di inizio Giro.

Dopo due settimane da “paria” della corsa arriva la reazione di Fabio Aru che perde due soli secondi dal britannico Chris Froome che risulta poco brillante anche nella prova contro il tempo che in teoria poteva apparire come un test per rilanciare le proprie aspettative. Il kenyano bianco riesce ad ogni modo a scalare posizioni ed ora si trova al quarto posto in generale riaprendo la lotta per un posto sui gradini del podio.

Al traguardo è felice Simon Yates quasi incredulo della sua performance: “Sono davvero felicissimo della mia prova, pensavo di perdere più tempo rispetto ai miei rivali, penso di aver attaccato la salita troppo forte e di aver pagato lo sforzo nel finale ma non potevo chiedere di più”.

Naturalmente raggiante il vincitore Dennis “non mi aspettavo questa vittoria ma volevo fortemente una tappa a questo Giro d’Italia, pensavo di prenderla nella prima prova ad Israele, non ci sono riuscito ma sono contento di aver indossato la maglia rosa ed oggi di poter festeggiare il successo di tappa”.

Orgoglioso della propria prestazione anche Domenico Pozzovivo che ai microfoni di Raisport è apparso raggiante: “oggi ero più teso del solito, non capita tutti i giorni di partire terzo ad una cronometro al Giro. Sapere di essere il migliore degli italiani mi riempie di orgoglio e rappresenta uno dei momenti più alti della mia carriera. Ho dato il massimo senza strafare mancano tre salite impegnative prima di Roma e voglio fare bene”.

 

 

 

 

 

Simon Yates re del Giro d’Italia

Simon Yates re della corsa rosa

Simon Yates re della corsa rosa, mantiene la promessa degli scorsi giorni e conquista secondi importanti su Tom Dumoulin in vista della cronometro

Simon Yates re del Giro d'Italia

Simon Yates re del Giro d’Italia

Simon Yates re del Giro d’Italia? Tutto fa pensare che il britannico sia ormai il favorito numero uno per vestire di rosa sul traguardo di Roma quando manca una settimana al termine del Giro. Dopo aver domato agevolmente lo Zoncolan ecco che il corridore della  Mitchelton–Scott dimostra di non avere rivali facendo saltare la resistenza degli avversari e (probabilmente) blindando il ruolo di leader della generale.

Fin dal via di Tolmezzo il gruppo va a tutta, vi sono diversi tentativi di fuga fin dalle prime fasi di gara, lo stesso Fabio Aru prova ad allungare ma il gruppo controlla tutti. Ci vogliono settanta chilometri prima che arrivi il via libera di un drappello di 24 elementi che poi restano in cinque: Quintana, Cherel, Denz, Ciccone e Visconti. I cinque riescono ad allungare ma non hanno vita facile e il loro margine non sale mai troppo.

Si forma un altro gruppetto di attaccanti con Michael Woods (EF Drapac), Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec), Alessandro De Marchi (Bmc). Va invece in affanno, fin dai primi passi, Fabio Aru che dimostra ancora una volta di essere in forte difficoltà in questo Giro d’Italia.

Nel gruppo lavora duro la Sunweb che vuole consentire a Tom Dumoulin di giocarsi le carte per la rimonta su Yates e che va a riprendere a uno a uno i fuggitivi.

Superati i  Passi della Mauria, Tre Croci e Sant’Antonio, il affronta il Costalissoio e qui Miguel Angel Lopez (Astana) dà il via alle danze, nel gruppo dei big restano in dieci. Nel gruppo di testa, a sorpresa manca il vincitore dello Zoncolan Chris Froome. A quel punto è la maglia rosa a prendere l’iniziativa, Simon Yates stacca tutti e si invola verso Sappada inseguito da Pozzovivo, Lopez, Pinot, Dumoulin e Carapaz.

Tom Dumoulin chiede aiuto ai compagni del gruppetto ma nessuno lo aiuta nel tentativo di richiudere sul britannico che continua ad allungare sugli inseguitori. Dopo le vittorie di  Campo Imperatore e Osimo, ecco che Simon Yates conquista anche Sappada e ora può guardare con serenità alla cronometro di martedi.

Gli inseguitori arrivano a 41″ regolati da Lopez. In generale Dumoulin ha ora 2 minuti e 11 secondi di distacco dal leader mentre in terza posizione troviamo il nostro Domenico Pozzovivo. Froome paga lo sforzo profuso sullo Zoncolan chiudendo a 1’40 mettendo la parola fine sulle velleità di vittoria finale.

 

 

Tripletta Viviani a Nervesa della Battaglia

Tripletta Viviani al Giro d’Italia 2018

Tripletta Viviani nella tredicesima tappa del  Giro d’Italia 2018 con arrivo a Nervesa della Battaglia. Invariata la classifica generale comandata da Simon Yates

Tripletta Viviani

Tripletta Viviani

Tripletta Viviani nella tredicesima tappa del #Giro101 che parte da Ferrara per giungere a Nervesa della Battaglia, in ricordo delle battaglie del Piave e dei cento anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale.

Il veneto da sempre fucina di talenti del ciclismo tricolore è una certezza quando c’è un passaggio del Giro: organizzazione prefetta e pubblico numeroso e festante ai bordi delle strade. La tappa è caratterizzata dalla fuga di cinque elementi: Marco Marcato (UAE Team Emirates), Eugert Zhupa (Wilier Selle Italia),  Alessandro Tonelli (Bardiani Csf), Markel Irizar (Trek Segafredo) e Andrea Vendrame (Androni Sidermec).

Il gruppo controlla i fuggitivi di giornata, c’è voglia di arrivo in volata prima delle terribili fatiche del weekend. Il vantaggio dei fuggiaschi ai piedi della salita “mondiale” del Montello è inferiore al minuto, l’andatura sale e nessuno tenta di allungare e il gruppo, quasi naturalmente, rientra sui battistrada compattandosi in vista dell’arrivo.

Nell’ultimo chilometro, Marco Coledan della Wilier Triestina-Selle Italia prova a prendere tutti di sorpresa con una bella azione che però viene ripresa ai meno 200 metri dalla linea d’arrivo. Nello sprint a trionfare è il “solito” Elia Viviani che porta a tre il proprio record di vittorie alla corsa rosa anticipando Giro Sam Bennett (Bora – Hansgrohe) e allungando nuovamente nella classifica a punti. La terza piazza va al corridore della Lotto-NL-Jumbo, Danny Van Poppel mentre quarto si piazza il nostro Sacha Modolo.

Dopo il traguardo Elia Viviani ha letteralmente gettato a terra la bicicletta per correre a festeggiare con il proprio massaggiatore, una polemica contro le tante critiche che sono piovute sulla testa del veronese in questi ultimi giorni.

Un po deluso l’enfat du pays Coledan che savanti al pubblico di casa voleva togliersi una soddisfazione: “oggi ci tenevo particolarmente, abito molto vicino e volevo regalare una gioia a chi mi vuole bene, ci ho provato ma c’erano 200 metri di troppo”. Di tutt’altro umore Elia Viviani che torna alla vittoria: “Sono felice per me e per la squadra, negli ultimi giorni ho sofferto molto. Nello sport ci sono momenti positivi e negativi ma non volevo perdere la maglia ciclamino per nessuna ragione. La mia esultanza a fine gara? In tanti mi avevano già dato per finito mentre io e il team abbiamo lavorato sempre duramente”.

 

In generale nulla cambia con Simon Yates che continua a mantenere la maglia rosa quando davanti al gruppo si presenta il terribile Zoncolan.

 

 

Matej Mohoric vince a Gualdo Tadino

Matej Mohoric conquista la vittoria di tappa al Giro d’Italia

Matej Mohoric della  Bahrain-Merida si aggiudica la 10^ tappa del Giro d’Italia 2018 battendo allo sprint Nico Denz della Ag2R La Mondiale

Matej Mohoric

Matej Mohoric

Matej Mohoric conquista la vittoria nella decima tappa del Giro d’Italia con arrivo a Gualdo Tadino, Tappa particolare quella di oggi che lascia alcuni strascichi a livello di classifica.

 Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) va in crisi quasi subito ed usce definitivamente fuori dalla lotta per la la classifica generale che vende ancora al comando Simon Yates

Quella con arrivo a Gualdo è la frazione più lunga dell’edizione 101 della corsa rosa con ben 239 km ed è una tappa che resta indigesta per molti non tanto per la lunghezza o per le asperità quanto per la velocità con cui è stata affrontata dal gruppo.

Ponti e via ed ecco subito una fuga di quattordici elementi che vanno a prendere in tempi brevi circa due minuti di margine. Quando il gruppo affronta il Gran Premio della Montagna di Fonte della Creta ecco che a sorpresa arriva la crisi di Estaban Chaves della Mitchelton – Scott. Il secondo in generale soffre di male di gola e problemi di respirazione ed ecco che inizia il suo personalissimo calvario.

Quando il gruppo si accorge che un “pesce grosso” sta cadendo nella rete ecco che il ritmo si alza tremendamente. Vano il lavoro dei ritardatari per cercare di riunire i gruppi, lo svantaggio cresce inesorabilmente.

Al traguardo volante scoppia la bagarre per gli abbuoni con Thibaut Pinot che tenta di prendersi i tre secondi di abbuono ma viene beffato dalla maglia rosa Yates.

Parte Marco Frapporti della Androni ma viene in breve tempo ripreso e superato da Davide Villella (Astana), Matej Mohoric (Bahrain – Merida) e Nico Denz (Ag2R La Mondiale).

L’asfalto è bagnato e la tensione è alta e a farne le spese è  Tom Dumoulin che assaggia l’asfalto ma, senza riportare troppi danni, rientra in gruppo.

Ai meno dieci chilometri dal traguardo Matej Mohoric prova ad abbandonare la compagnia, Villella cede mentre Denz resiste fino a giocarsi la volata che premia il corridore della Bahrain più rapido a sfruttare le condizioni della volata.

Il gruppo dei big viene regolato da Sam Bennett della Bora. In generale Simon Yates consolida la sua posizione mentre Tom Dumoulin sale al secondo posto e Chaves sparisce dai 10.

Sconsolato il colombiano Chaves: “non so cosa sia successo ma ero completamente svuotato dalle energie”; gli fa eco Simon Yates: “è una giornata agrodolce per noi, io ho incrementato il vantaggio in generale ma sono molto dispiaciuto per Estaban, oggi non era in forma e ha pagato troppo caro”.

 

 

 

Simon Yates vince sulla montagna Pantani

Simon Yates vince in rosa sul Gran Sasso

Simon Yates vince in cima a Campo Imperatore e consolida la sua leadership in classifica generale. Non convincono le prove di Chris Froome e del nostro Fabio Aru che perdono terreno

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso al termine di una tappa decisamente lunga (225 km) che termina su di una salita assolutamente importante come quella di Campo Imperatore. Dopo l’arrivo non troppo impegnativo di Montevergine di Mercogliano dove si è imposto il talento emergente di Richard Carapaz ecco che il Giro d’Italia prevede una salita davvero importante, tanto importante da essere la Montagna P perché teatro di una delle tante imprese del Pirata.

Fin dalle prime battute vanno in fuga: Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek-Segafredo), Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), , Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Simone Andreetta (Bardiani CSF), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto FixAll), Natnael Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (EF Education First-Drapac), Maxim Belkov (Katusha-Alpecin), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec)e Alex Turrin (Wilier Triestina).

I fuggitivi prendono un vantaggio che raggiunge i sette minuti fino al primo GPM di giornata in cui transita per primo Masnata (poi declassato per decisione della VAR per aver ostacolato Behrane, retrocedendo anche la Androni, all’ultimo posto nella classifica del fair play). A quel punto il gruppo inizia a fare sul serio e il vantaggio, ai piedi dell’ascesa finale è vicino ai 2 minuti e davanti restato solamente  Carthy, Boaro, Visconti, Brambilla, Cherel e Masnada. Proprio Masnada non vuole arrendersi e prova una azione solitaria assolutamente poetica quanto poco efficace. Il bergamasco viene ripreso ed immediatamente, appena il gruppo si compatta, ecco partire Giulio Ciccone che vuole ben figurare nella sua terra. Giulio ci prova per ben 3 volte ma sempre senza ottenere un margine sufficiente ad allungare.

Vanno in difficoltà Fabio Aru (UAE) e Chris Froome (Sky) che perdono contatto dal gruppetto dei migliori tirati dalla Mitchelton-Scott. Il gruppetto entra nell’ultimo chilometro e scoppia la bagarre ma ai meno duecento metri dall’arrivo ecco l’allungo vincente di Simon Yates che taglia il traguardo in rosa a braccia levate.

Alle spalle del britannico ecco il francese Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) che precede ll’altro leader della Mitchelton, Esteban Chaves. Quarto posto per il nostro Pozzovivo e sesto per Davide Formolo.

 

La classifica generale vede Yates aumentare il suo vantaggio a 32″ sul suo compagno Chaves; terzo posto per Dumoulin a 38″, quarto Pinot a 45″ e quinto Pozzovivo a 57″. Froome è addirittura undicesimo a quasi due minuti e mezzo dalla maglia rosa.

Raggiante Simon Yates al traguardo: “Oggi era una tappa molto lunga e difficile ed è stata corsa ad alta velocità grazie al lavoro dell’Astana che ai 14 km dall’arrivo ha imposto un grande ritmo. Non posso nascondermi, sono venuto qui per vincere ma inizialmente non avevo idea della condizione mia e dei rivali. Vedo che ogni giorno riesce ad andare meglio e devo dire di essere davvero felice di come sta andando questo Giro d’Italia”.

Diametralmente opposto il laconico commento di Fabio Aru: “Oggi  per me è stata una giornata ovviamente negativa. Le gambe non giravano bene, altrimenti non mi sarei certo staccato”

 

 

 

Simon Yates risultò positivo all’antidoping

Simon Yates e la vicenda terbutalina

Simon Yates dopo un controllo avvenuto durante la Parigi-Nizza 2016 risultò positivo alla terbutalina un farmaco contro l’asma come il salbutamolo di Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome cosa unisce l’attuale maglia rosa del Giro d’Italia con il kenyano in forza al Team Sky anch’egli impegnato nella corsa rosa? Apparentemente poco eppure i più attenti ricorderanno che durante la Parigi-Nizza del 2016 il corridore, all’epoca in forza alla Orica-GreenEDGE, venne pizzicato positivo ad un controlla antidoping per l’impiego di terbutalina.

L’uso del farmaco non venne dichiarato in deroga per uso terapeutico da parte del team e quindi vennero applicati i termini della responsabilità oggettiva e, nonostante la WADA avesse appurato la responsabilità del team, al corridore vennero affibbiati (nel giugno di quell’anno) quattro mesi di qualifica retroattiva che gli fecero saltare il Tour de France (la squalifica scadeva all’11 luglio del 2016)

Fu lo stesso team in un comunicato a prendere le difese del proprio corridore ammettendo che la positività era  dovuta ad un errore formale da parte dello staff medico del team che si dimenticò di richiedere l’esenzione ai fini terapeutici per Simon Yates. In un primo momento l’ UCI comunico che Simon Yates non sarebbe stato fermato e che avrebbe continuato a poter gareggiare in attesa che la Orica producesse la documentazione necessaria per attestare l’uso terapeutico del farmaco, arrivò poi la squalifica.

“Vorrei scusarmi con i miei colleghi per aver ancora una volta gettato il nostro sport in una luce negativa, sono molto imbarazzato e mi vergogno per questa situazione” furono le prime parole di Yates quando ricevette la squalifica. “Gli ultimi mesi sono stati molto dolorosi per me,  per la mia famiglia e gli amici. La terbitalina è contenuta in un farmaco per curare l’asma che mi è stata prescritta, soffro di questa malattia fin da bambino. Devo accettare la punizione anche se non ero conscio di star assumendo una sostanza vietata”.

 

Simon Yates, Chris Froome e l’asma

La terbutalina, un Beta 2 agonista selettivo, è un principio attivo specifico per curare alcune malattie ostruttive delle vie respiratorie. In particolare viene utilizzato, sotto forma di sale solfato, per trattare farmacologicamente l’asma. Ecco, ancora l’asma, l’asma che ha anche Chris Froome e per la quale ha una prescrizione per utilizzare il Ventolin. Le “puffate” di Froome sono diventate ormai proverbiali e hanno contribuito a peggiorare la nomea del corridore del Team Sky. Quando nel 2016 Simon Yates risultò positivo alla terbutalina ci vollero circa quattro mesi di tempo (il controllo avvenne a marzo, la squalifica arrivò a giugno) per appurare la colpevolezza del ciclista. Per il britannico (la cui positività risale a settembre 2017, resa nota tre mesi dopo) sono già trascorsi otto mesi senza che l’UCI abbia preso alcuna posizione.

Così come la squalifica di Yates è stata retroattiva lo stesso potrebbe accadere per Chris Froome che potrebbe perdere l’eventuale risultato ottenuto al Giro d’Italia. Per ora, Simon Yates si gode il primato in classifica generale (dopo aver espiato le colpe della sua positività passata) mentre Froome stenta un po a trovare la gamba dei giorni migliori.

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare

Bennett beffa Viviani nella settima tappa del Giro

Bennett beffa Viviani nella volata di Praia a Mare, non cambia la classifica generale: Simon Yates resta in rosa davanti a Tom Dumoulin

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare, l’irlandese beffa la maglia ciclamino che già pregustava il tris al Giro d’Italia 2018. Tappa decisamente priva di asperità e, al pari con la passerella di Roma, completamente priva di Gran Premi della Montagna. Solo un strappetto posto a poco dall’arrivo movimenta il tracciato ma il gruppo a quel punto sarà compatto e lanciato tanto da nemmeno accorgersi dell’asperità. Assente alla partenza il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia Edoardo Zardini infortunatosi alla clavicola nella salita dell’Etna.

Sono tre gli uomini che movimentano la tappa:  Davide Ballerini della Androni Sidermec, lo spagnolo Markel Irizar della Trek Segafredo e il russo Maxim Belkov della Katusha Alpecin amanti delle fughe da lontano. Molto attivo Ballerini che ha come obiettivo quello di portare a cara i traguardi volanti per fare punti per la speciale classifica (primo a Guardia Piemontese Marina e secondo a Santa Maria del Cedro dietro Belkov).

I tre stanno per molto tempo davanti ma il gruppo alle spalle dei fuggitivi controlla in scioltezza l’azione. Completato il ricongiungimento ecco che tutto è pronto per la volatona di gruppo, chi prova a sparigliare i piani è Sacha Modolo, leader di una EF Drapac che prova ad anticipare tutti prima della flamme rouge. Il trevigiano viene però anticipato a 50 metri dall’arrivo dal nostro Elia Viviani che pare involtarsi, appunto, verso il tris. Quando tutto sembra deciso ecco però sbucare Sam Bennett che con un guizzo brillante va a conquistare la sua priva vittoria in una corsa a tappe di tre settimane.

Completa il podio Niccolò Bonifazio della Bahrain – Merida mentre deve accontentarsi del quarto posto Modolo, sesta piazza per Jakub Mareczko. Tutto invariato in  classifica generale alla vigilia di un intenso weekend sugli Appennini: Simon Yates mantiene la maglia rosa davanti a Tom Dumoulin ed Esteban Chaves.

 

Chaves Yates doppietta Mitchelton–Scott

Chaves Yates la coppia Mitchelton-Scott trionfa sull’Etna

Chaves Yates coppia della Mitchelton–Scott dominano nel primo arrivo in salita sull’Etna: tappa a Estban e maglia rosa a Simon

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates, la coppia della Mitchelton–Scott sull’Etna da spettacolo portando a casa la tappa e la maglia rosa. C’era molta attesa per il primo test di rilievo per il gruppo dei Big, a gioire sono gli atleti della formazione australiana.

Parte quasi subito una fuga composta da un drappello numeroso di atleti (in totale 26 elementi) tra cui spiccano Oomen, Gavazzi, Ciccone, De Marchi, Reichenbach, Henao  Gesink e lo stesso Esteban Chaves.

Alle spalle dei fuggitivi c’è apprensione per il numero elevato di uomini in fuga e tutti si impegnano per controllare la fuga che non supera mai i tre minuti di margine. Ai piedi dell’Etna il vantaggio dei primi supera di pochissimo il minuto. Quando il gruppo dei big imbocca le prime rampe ecco arrivare la caduta di Davide Formolo della Bora che però riesce prontamente a rientrare.

Davanti ci prova il nostro Giulio Ciccone che dopo aver trascorso qualche chilometro in testa viene raggiunto dal colombiano Chaves. Dietro di muove il vincitore del Giro 2017, Tom Dumoulin che allunga ai meno 5 chilometri quando la salita è più ripida. La maglia rosa Rohan Dennis comincia a dare segnali di cedimento.

Ci provano prima Domenico Pozzovivo e poi Simon Yates compagno di squadra del battistrada che riesce a fare il vuoto. Il britannico raggiunge il compagno e i due possono fare passerella davanti all’Osservatorio Astronomico dell’Etna. Primo Esteban Chaves e secondo Simon Yates che si “accontenta” di conquistare la maglia di leader della generale.

Con 26″ di ritardo transitano gli altri big con in testa Thibaut Pinot (Groupama – Fdj); quinto Pozzovivo, nono Fabio Aru (UAE Team Emirates) nel gruppo sono presenti anche Tom Dumoluin e Chris Froome. Si difende l’ormai ex maglia rosa Rohan Dennis che ora copre la sesta posizione in generale a 53″.

 

Tim Wellens trionfa nella tappa di Caltagirone

Tim Wellens trionfa nell’arrivo siciliano

Tim Wellens trionfa nell’impegnativo primo arrivo siciliano battendo Michael Woods ed Enrico Battaglin, perdono terreno Aru e Froome

Tim Wellens trionfa al Giro

Tim Wellens trionfa al Giro

Tim Wellens trionfa nella prima frazione italiana del #Giro101 in una corsa tutt’altro che semplice. Ad accogliere i “girini”, infatti, vi è un percorso molto mosso che favorisce le fughe e che prevede un arrivo con uno strappo impegnativo per un dislivello totale di 2500 metri.

La prima parte della tappa è caratterizzata dalla fuga di Jacopo Mosca (Wilier Selle Italia), Marco Frapporti (Androni Sidermec), Quentin Jauregui (AG2r La Mondiale), Maxim Belkov (Katusha Alpecin) ed Enrico Barbin della Bardiani CSF. Proprio il corridere della compagine di Reverberi conserva la maglia azzurra conquistando punti sui GPM di Pietre Calde e di Vizzini.

Davanti lavorano BMC, Lotto e UAE che provano a trovare il ricongiungimento prima che il gruppo decida di rallentare. L’avventura dei “fuggiaschi” finisce comunque ai meno dieci dall’arrivo dando inizio alla bagarre.

Il primo a provarci è il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia, Edoardo Zardini, che viene però stoppato da un lucidissimo Valerio Conti che prova ad involtarsi in contropiede. Il corridore della UAE Team Emirates viene però ripreso quando mancano circa 3000 metri dal traguardo.

Il gruppo si dirige compatto al “muro” finale e qui parte una lunghissima volata che premia uno dei favoriti di giornata Tim Wellens, che si impone davanti a Michael Woods ed Enrico Battaglin. Ai piedi del podio ecco Simon Yates (Mitchelton – Scott) e Davide Formolo (Bora – Hansgrohe). Si crea un buco di quattro secondi tra i primi cinque e il resto del gruppo dei big.

Rohan Dennis sorride e riesce a conservare la maglia rosa con un secondo di margine su Tom Dumoulin. Chi invece non ha nulla da festeggiare sono Fabio Aru che perde 6 secondi e il favorito per la vittoria finale Chris Froome che di secondi ne lascia addirittura 17. Pare che la causa di questi distacchi sia dovuto alla  caduta del kazako Andrey Zeits che ha generato dei rallentamenti.