Simon Yates vince al Tour de France 2019

Simon Yates vince la 12^ tappa del Tour 2019

Simon Yates vince la 12^ tappa al Tour de France 2019 battendo allo sprint Pello Bilbao (Astana) e Gregor Muhlberger (Bora Hansgrohe)

Yates

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Simon Yates vince la 12^ tappa al Tour de France 2019 riscattando con questo acuto un inizio più in scuro che in chiaro. Il britannico della Mitchelton Scott brucia nello sprint finale i superstiti della fuga di giornata ovvero sprint Pello Bilbao (Astana) e Gregor Muhlberger (Bora Hansgrohe).

Il plotone è chiamato ad affrontare i Pirenei con il Peyresourde e la Horquette d’Ancizan, il via vede il gruppo restare compatto per i primi 30 chilometri quando in avan scoperta parte un gruppettone di 40 atleti tra cui spiccano Van Avermaet, Trentin, Simon Yates, Rui Costa, Wellens, Groenewegen, Sagan, Gallopin e Matthews.

Il gruppo non sembra interessato a spendere troppe energie anche in vista della prova a cronometro di domani e così i fuggitivi riescono a prendere un buon vantaggio già prima di affrontare le salite di giornata.

Sulla prima asperità è Simon Clarke a provare a far la differenze, ma sulla seconda salita viene raggiunto e superato agilmente da Pello Bilbao, Simon Yates, e Gregor Muhlberger che andranno a contendersi la vittoria finale.

Lo sprint, come detto, premia il britannico palesemente il più rapido dei tre, che riesce a trovare riscatto per una prima parte di Tour assolutamente sottotono.

I big giungono all’arrivo con quasi dieci minuti di svantaggio ma nulla cambia in generale con Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) che resta in maglia gialla in attesa della insidiosa crono di Pau.

 

Ordine d’arrivo 12^ tappa:

 

1 YATES Simon Mitchelton-Scott 120 100 4:57:53
2 BILBAO Pello Astana Pro Team
3 MÜHLBERGER Gregor BORA – hansgrohe
4 BENOOT Tiesj Lotto Soudal +1:28
5 FELLINE Fabio Trek – Segafredo
6 TRENTIN Matteo Mitchelton-Scott
7 NAESEN Oliver AG2R La Mondiale
8 COSTA Rui UAE-Team Emirates
9 CLARKE Simon EF Education First
10 STUYVEN Jasper Trek – Segafredo

 

 

 

 

Landa attacca Yates e poi si scusa

Landa attacca Yates: “è mentalmente ritardato”

Landa attacca Yates: “Quel fottuto Yates, è mentalmente ritardato” poi capisce di essere andato sopra le righe e si scusa

Landa attacca Yates

Landa attacca Yates

Landa attacca Yates! Tranquilli non sono ancora arrivate le grandi montagne al Giro 2019 ma fra lo spagnolo e l’inglese è già battaglia ed armistizio.

La polemica è dell’altro ieri con Mikel Landa che ha accusato Yates di averlo fatto cadere in una rotonda facendogli perdere più di 40 secondi da Primoz Roglic (Jumbo-Visma).

Il leader di Movistar intervistato dai giornalisti del noto quotidiano iberico AS ha fortemente attaccato il ciclista britannico:

“Quel fottuto Yates, è mentalmente ritardato, va in biciccome un pazzo e mi ha fatto cadere”.

L’intervista è avvenuta dopo la quarta tappa, vinta da Richard Carapaz, compagno di Landa,  in cui Mikel ha riportato alcune  ferite e lividi sul fianco e sul braccio sinistro. Nell’impatto al suolo la bicicletta di Landa si è letteralmente spezzata costringendolo a prendere in prestito quella di Lluis Mas.

In serata sono arrivate le scuse dello spagnolo a mezzo social “in particolare a Simon Yates” e fan su in quanto  le sue parole sarebbero state “prese fuori dal contesto”.

Yates non si è scomposto rispondendo sempre via Twitter; “Non preoccuparti, capisco cosa vuol dire parlare nella foga del momento”.

Landa si è fortemente adirato per gli accadimenti di ieri: “non è stata una caduta particolarmente grave ma il vero problema è che ho perso tempo ed ora sono quasi due minuti su Roglic. E’ uno schifo quando perdi tempo per cose che non dipendono da te, alla cronometro il divario è dipeso da me, oggi da un altro ciclista”.

 

Yates e la strategia conservativa al Giro 2019

Yates strategia nuova per vincere il Giro 2019

Yates impiegherà una strategia più conservativa al Giro d’Italia 2019 rispetto a quanto fatto dodici mesi fa

Yates

Yates

Yates era considerato un concorrente di seconda fascia alla vigilia dello scorso Giro d’Italia, ora le sue credenziali sono cresciute grazie alle tre vittorie di tappa nella passata corsa rosa e, soprattutto, al trionfo nella Vuelta a Espana.

L’anno scorso, Simon ha trascorso le prime due settimane all’arrembaggio, attaccando sempre e comunque e cercando di ottenere anche piccoli vantaggi sui rivali Chris Froome e Tom Dumoulin.

La tattica messa in campo da Yates e sembrava funzionare bene fino a quando il britannico, indossata la maglia rosa, venne letteralmente travolto, fiaccato da ogni energia, dal pragmatico Chris Froome che sul Colle delle Finestre fece un numero d’altri tempo. Simon Yates finito il carburante, forse per colpa proprio dei tanti attacchi fatti, chiuse al 21esimo posto.

“In un certo senso ho un conto aperto con il Giro, lo scorso anno ero vicino alla vittoria e poi ho perso tutto. Sono quindi estremamente motivato per questo nuovo attacco alla vittoria finale” ha spiegato Simon Yates a velonews.

La “lezione” dello scorso anno è stata sicuramente utile per il britannico che nell’edizione 2019 del Giro potrebbe modificare la strategia di gara forte dei risultati raccolti in Spagna. La vittoria alla Vuelta ha poi messo Yates nel radar dei rivali come pericolo pubblico numero uno ragion per cui ci si può ragionevolmente attendere che il britannico sarà guardato a vista.

Simon ha quindi compreso che per volontà e necessità al Giro 2019 dovrà correre più coperto, con prudenza piuttosto che attaccare appena vede la strada salite.

“Mi piace correre in modo aggressivo, ma non è sempre possibile farlo purtroppo, ed è quello che ho imparato dalla scorsa stagione, applicherà quella lezione e spero che mi porti al trionfo”, ha detto Yates.

Sulla stessa lunghezza d’onda è il direttore sportivo di Mitchelton-Scott, Matt White:

“andiamo al Giro 2019 per portare a compimento il lavoro dello scorso anno, questo può significare che otterremo meno vittorie di tappa ma che l’obiettivo sarà il bottino grosso. In questi ultimi 12 mesi abbiamo capito molto come team e il nostro compito è mettere a frutto gli insegnamenti lungo le tre settimane. Come sempre il Giro pone subito qualche difficoltà lungo il percorso con la settimana di apertura che prevede tappe prevalentemente pianeggianti e collinari ma il momento clou sarà inevitabilmente nella seconda parte della corsa. Le tre prove a cronometro si rivolgono anche agli scalatori come Yates in quanto si svolgono su terreno collinare. Insomma il terreno è adatto a Simon ma va detto che i rivali sono tanti e in ottima forma”.

Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Esteban Chaves al Giro d’Italia per aiutare Simon Yates

Esteban Chaves al Giro d’Italia per aiutare il britannico

Esteban Chaves al Giro d’Italia ha conquistato la tappa 6 sull’Etna e ha aiutato Simon Yates nello sfortunato attacco alla maglia rosa, ora i due ci riprovano

Esteban Chaves (fonte pagina twitter)

Esteban Chaves (fonte pagina twitter)

Esteban Chaves al Giro d’Italia 2019 sarà nuovamente accanto a Simon Yates nel tentativo di conquistare la maglia rosa finale la vittoria della classifica generale alla Vuelta a Espana dello scorso settembre.

La Mitchelton-Scott ha ufficializzato la cosa e per il colombiano sarà un ritorno all’ultima corsa del 2018, ad Esteban, infatti, dopo il Giro 2018 venne diagnosticata la mononucleosi con l’obbligo di prendere una pausa dalle corse. Pausa che si è protratta sino alla Volta a la Comunitat Valenciana dello scorso febbraio e da allora ha completato 25 giorni di gare, con la sua ultima gara alla Volta a Catalunya.

“Tornare al Giro d’Italia sarà speciale come. Ho un rapporto speciale con l’Italia. Il Giro dell’anno scorso, per me e per la squadra, ha avuto molti alti e bassi, quindi tornare lì per questa gara sarà speciale ed eccitante “, ha detto Chaves dopo che la Mitchelton-Scott ha confermato il suo ritorno alla Corsa Rosa.

“Siamo una squadra molto unita, ognuno di noi da il 100% per compagni e così faremo al Giro come in tutte le gare che affrontiamo. Le aspettative sono le stesse di sempre: divertiti a correre e far parte di questa squadra, attaccando ed essendo aggressivo proprio come eravamo nella fase finale della Volta a Catalunya” ha spiegato Esteban.

Chaves ha conquistato il suo primo podio in una grande corsa a tappe al Giro d’Italia nel 2016, ma nella scorsa stagione ha chiuso solamente al 72° posto dopo aver perso più di 20 minuti nella prima tappa dopo il giorno di riposo.

“Ero super entusiasta di tornare a correre quest’anno, ma anche nervoso e non posso mentire, a volte nel panico. Quello che è successo l’anno scorso è qualcosa fuori dal mio controllo, quando sono tornato ad allenarmi e correre, da qualche parte nella mia testa ero preoccupato che potesse ripresentarsi quella situazione. Sono stato fortunato ad avere compagni e staff che mi hanno supportato al 100% aiutandomi a recuperare al meglio” ha spiegato il colombiano a cyclingnews.com.

“Ora mi sento molto ho sgombrato il campo da tanti punti interrogativi che vagavano nella mia testa, dopo le prime corse ho capito che mi sono messo alle spalle i problemi del 2018. Ogni giorno di corsa ha rappresentato un passo avanti e posso dire di essere sulla strada giusta per avvicinarmi al Giro d’Italia 2019 senza problemi di salute” ha concluso il ciclista della Mitchelton-Scott.

Crono a Simon Yates, Kwiatkowski leader

Crono a Simon Yates, Kwiatkowski  prende la maglia

Crono a Simon Yates alla Parigi-Nizza 2019 mentre Michal Kwiatkowski (Team SKy), difendendosi coi denti, resta in testa alla classifica generale.

Crono a Simon Yates

Crono a Simon Yates

Crono a Simon Yates  che riscatta in questo modo una Parigi-Nizza 2019 sino ad ora davvero avara si soddisfazione per l’atleta della Mitchelton-Scott, vittima dei ventagli ed uscito prematuramente di classifica.

Messe da parte le velleità di classifica ecco che Simon Yates ha messo tutte le fiches su questa prova contro il tempo sfoderando una prestazione davvero di altissimo livello. Il corridore britannico ha completato i 25,5 km lungo le strade di Barbentane fermando il cronometro su 30.26. Simon ha preceduto  di 7″  Nils Politt (Katusha – Alpecin) e di 11″ su Michal Kwiatkowski.

Il polacco del Team Sky  non è apparso particolarmente brillante nella prima parte di gara ma è progressivamente cresciuto lottando con le unghie e i denti e conservando la maglia gialla di leader. In generale, al secondo posto, ecco un altro atleta della Sky: il colombiano Egan Bernal che ha strappato un sorprendente sesto posto nella prova a cronometro anticipando molti specialisti.

Ora il percorso della Parigi-Nizza prevede finalmente le montagne ed ecco che scatterà la sfida interna al Team Sky: il capitano sarà l’attuale leader della generale Michal Kwiatkowski o si preferirà supportare l’uomo di punta per le salite Bernal? Sarà la strada a sancire le gerarchie interne tenendo gli occhi bene aperti su un “duro” come Luis Leon Sanchez, terzo a soli 28 secondi.

Ordine d’arrivo 5^ tappa:

1 YATES Simon Mitchelton-Scott 60 50 50.274 30:26
2 POLITT Nils Team Katusha – Alpecin 25 30 50.082 0:07
3 KWIATKOWSKI Michał Team Sky 10 18 49.973 0:11
4 VAN GARDEREN Tejay EF Education First 13 49.864 0:15
5 MARTÍNEZ Daniel Felipe EF Education First 10 49.864 ,,
6 BERNAL Egan Team Sky 7 49.864 ,,
7 CRADDOCK Lawson EF Education First 4 49.864 ,,
8 SCULLY Tom EF Education First 3 49.541 0:27
9 SOLER Marc Movistar Team 2 49.461 0:30
10 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team 1 49.461 ,,

Classifica generale:

1 KWIATKOWSKI Michał Team Sky 10 17:23:00
2 BERNAL Egan Team Sky 0:19
3 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team 0:28
4 KELDERMAN Wilco Team Sunweb 1:01
5 JUNGELS Bob Deceuninck – Quick Step ,,
6 QUINTANA Nairo Movistar Team 1:05
7 GROSSSCHARTNER Felix BORA – hansgrohe 1:09
8 HAIG Jack Mitchelton-Scott 1:19
9 MOLARD Rudy Groupama – FDJ 1:22
10 BARDET Romain AG2R La Mondiale 1:25

Simon Yates punta al Giro d’Italia 2019

Simon Yates all-in sul Giro d’Italia 2019

Simon Yates correrà nel 2019 al Giro d’Italia “per cercare di finire il lavoro” che lo scroso anno si concluse senza successo

Simon Yates (fonte pagina Facebook)

Simon Yates (fonte pagina Facebook)

Simon Yates è sicuramente uno degli atleti più interessanti della sua generazione ed è reduce da un 2018 in cui, dopo aver vinto la maglia bianca al Tour 2017, si è aggiudicato la Vuelta Espana. Il corridore classe 1992 ha iscritto il suo nome in un grande giro e, a differenza di molti suoi colleghi, non vede il Tour de France come obiettivo di ulteriore crescita ma preferisce puntare sul Giro 2019.

Simon Yates (Mitchelton-Scott) è, almeno per ora, una delle eccezioni alla logica meglio il Tour che il Giro anzi ha recentemente dichiarato sito web spagnolo Ciclo21 di  non essere “interessato al Tour de France”.

“Ho il forte desiderio di per provare a vincere questa il Giro d’Italia – ha raccontato il corridore a cyclingnews.com – il Tour non mi trasmette nulla. Certo non tutti siamo uguali e molti miei colleghi si svegliano la mattine e pedalano solo per presentarsi alla Grande Boucle ma in questo momento non sono interessato alla cosa”.

Yates ha sicuramente un contro aperto con la corsa rosa visto che lo scorso anno era in testa al Giro d’Italia per poi essere vittima di una “cotta” che lo ha portato a perdere tantissimo terreno da Froome accantonando i sogni di gloria.

“Come tutti sanno, mi concentrerò al 100% per il Giro. Sarò al via della Parigi-Nizza ma non sarò già tirato a lucido, anzi, penso che arriverò con qualche chilo di più per non soffrire troppo il freddo”.

Il vincitore del 2018 Vuelta a España ha dichiarato di aver avuto un ottimo inverno in cui ha lavorato duramente e i risultati si sono visti già alla Vuelta a Andalucia dove ha conquistato la tappa più dura.

“Ho avuto un inverno molto positivo, con pochi intoppi e distrazioni, insomma quello che ci voleva per preparare al meglio il 2019. Anche la programmazione delle corse è stata organizzare per avere un minor numero di interruzioni dell’allenamento. L’anno scorso sono andato all’Abu Dhabi Tour ma non è stato molto allenante. C’è stata una sola salita in tutta la corsa e quel giorno stavo male e poi faceva troppo caldo e non amo il caldo. Arrivato da temperature sotto zero e mi sono trovato di colpo a 40 gradi non il massimo per il corpo” ha spiegato Simon Yates.

Per quanto riguarda il resto della stagione, la mente di Simon è solo parzialmente focalizzata sui Campionati del Mondo di casa che si svolgeranno non lontano da Bury sua città natale:

“Non ho ancora pianificato nulla per quella parte dell’anno, vado al Giro e poi il mio programma è completamente vuoto, valuterò cammin facendo” dice Yates.

Geraint Thomas pare interessato a utilizzare la Vuelta come trampolino per i mondiali ma Yates ha tutt’altra visione: “non mi è mai accaduto di uscire da un grande giro con un picco di forma, alcune persone hanno questa dote ma io evidentemente no. Probabilmente proverò cose diverse e vedrò cosa succederà, ma molto dipenderà da come gestirò la fine dell’anno. L’anno scorso volevo provare a vincere sia i Mondiali che la Vuelta, ma come detto sono uscito dalla corsa spagnola senza uno stato di forma adeguato”.

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Biking in the Uk: UK Sport

Biking in the Uk: la Gran Bretagna nuova nazione del ciclismo

Biking in the Uk ovvero come la Gran Bretagna grazie al progetto UK Sport è diventata una nazione leader mondiale del ciclismo su strada

Biking in the Uk

Biking in the Uk

Biking in the Uk non è una canzone dei Sex Pistols (quella era Anarchy in the UK) ma è il vento nuovo che soffia sul ciclismo mondiale.

Non era mai successo nella storia del ciclismo professionistico che tre corridori appartenente alla stessa nazione riuscissero a conquistare i tre grandi giri nel corso della stessa stagione. Il 2018, invece, ha segnato questo particolare record grazie alle performance di Chris Froome al Giro, Geraint Thomas al Tour e Simon Yates alla Vuelta.

Se l’analisi si sposta anche agli anni precedenti, il dominio britannico risulta ancora più eloquente: è dal maggio 2017 che un suddito della Regina Elisabetta non conquista un grande giro e dal 2012 ad oggi solo il nostro Vincenzo Nibali è riuscito a spezzare il dominio britannico al Tour de France.

Se allarghiamo l’analisi a tutti i grandi giri degli ultimi anni balza all’occhio che il 45% delle ultime 20 corse a tappe è stato vinto da un corridore britannico il tutto dopo che per anni (tutto il 900) non erano mai riusciti ad imporsi nei grandi giri: delle prime 259 corse a tappe mai una era stata vinta da un ciclista d’oltre manica e ora hanno trionfato in 9 su venti.

Biking in the Uk: marginal gains

Marginal gains  in italiano “Guadagni Marginali” è un concetto ormai di uso comune nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare: laddove le capacità umane sono spinte al limite è lo studio dei dettagli a generare vantaggi. Certo tutto questo sarebbe impossibile senza programmi adeguatamente supportati da cospicui investimento ma è altrettanto vero che quando hai i soldi devi sapere dove e come spenderli.

Biking in the Uk: dalla pista alla strada

Correva il 1992 quando alle Olimpiadi di Barcellona un poco conosciuto Chris Boardman conquistava, primo britannico a farlo, la medaglia d’oro nell’inseguimento individuale. Chris non lavorava all’interno di un programma di sviluppo strutturato, quella medaglia fu frutto delle sue gambe e delle sue scelte.

Quella vittoria fu però un campanello che fece accedere una lampada ad illuminare il mondo del ciclismo inglese: in quegli anni in Gran Bretagna non vi erano tanti velodromi e la federazione era al limite del default economico.

Nel 2000 la Gran Bretagna avrebbe voluto ospitare i Giochi Olimpici (poi assegnati a Sydney), venne quindi costruito il velodromo di Manchester (primo al coperto)

Biking in the Uk: nasce il UK Sport

Nel 1997 lo sport inglese vede sorgere il programma (un fondo) “UK Sport” basato su di un meccanismo premiante per le federazioni in grado di ottenere risultati nelle gare internazionali.

Il fondo riguarda tutti gli sport britannici ed ha un funzionamento semplice quanto efficace: vinci? Prendi soldi. Non vinci? Niente soldi.

L’anno precedente il ciclismo britannico aveva conquistato alcune medaglie alle Olimpiadi di Atlanta 1996, pass per accedere, appunto, ai fondi di UK Sport.

La federazione ciclistica decise anche di puntare quasi tutto sul ciclismo su pista dimenticandosi (quasi) della strada ma introducendo il concetto di “guadagni marginali”: guardò come, con la meccanica, l’aerodinamica, la nutrizione, la tecnologia, la biomeccanica, la psicologia e la scienza in generale era possibile ottenere piccoli miglioramenti in ogni ambito possibile, dalla forma di un manubrio al giusto momento in cui far fare colazione a un atleta. Invece che partire dagli atleti, partì da tutto quello che ci stava intorno.

Nel 1998  venne lanciato un progetto che guardava alle Olimpiadi di Londra 2012 per tramutare la malandata nazionale britannica nella nazione faro del ciclismo su pista.

I finanziamenti di UK Sport iniziarono a dare i frutti già due anni prima del target prefisso:  alle Olimpiadi di Pechino 2008, la squadra britannica ottenne 14 medaglie di cui 8 d’oro di cui 7 nel ciclismo su pista.

Alle olimpiadi Londinesi, così come alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 la spedizione britannica si mise al collo 12 medaglie.

Il programma UK Sport da quindi i suoi frutti e scatena un ciclo virtuoso:

«Più vincevano e più soldi facevano. Più soldi facevano e più il programma si faceva scientifico ed evoluto. Più il programma migliorava, più si vinceva» (New York Times 2012).

 

Biking in the: dalla pista all’asfalto!

Bradley Wiggins, Geraint Thomas e Adam Yates hanno una cosa in comune: arrivano dalla pista!

Wiggins ne ha vinti cinque ori olimpici, Thomas ne ha ottenuti due e Yates è stato campione del Mondo nella corsa a punti. Tutto bello ma come si può passare dalla pista al Mont Ventoux o al Mortirolo o all’Angliru senza pagare dazio?

Semplice? Assolutamente no ma se ci mettete il genio di Dave Brailsford, convinto sostenitore dei guadagni marginali, forse diventa fattibile.

“ se isoli ogni singolo fattore che compone l’andare in bicicletta e lo migliori dell’1 per cento, quando rimetti insieme tutti quei fattori avrai un significativo miglioramento”

Parole e musica del manager inglese nel 2012

Dave, già funzionario della federazione ciclistica britannica, forte di studi in psicologia applicata allo sport nel 2009 crea lo Sky Professional Cycling Team.

Obiettivo del progetto? Permutare il modello della pista per applicarlo alla strada: niente federazione che finanzia? Ok, si trova un sponsor ricco e in cerca di visibilità.

L’0biettivo anche in questo caso viene centrato prima di quanto previsto: nel 2012 Sir (non ancora Sir) Bradley Wiggins vince il Tour de France davanti al connazionale e futuro cannibale del Tour, Chris Froome (lui si non arriva dalla pista!). Dopo le quattro vittorie di Froome ecco che quest’anno arriva quella di Geraint Thomas.

Dominio UK e dominio Sky vanno a braccetto, il programma UK Sport è spesso criticato per l’ossessione maniacale ai dettagli e la mancanza di fantasia ma i risultati parlano chiaramente in suo favore anche se le polemiche (e le indagini) non sono mancate.

Come detto, anche Simon Yates arriva dalla pista ma, a differenza dei suoi connazionali, lui non corre per il Team Sky ma per l’australiana Michelton-Scott.

La “provenienza” però è la medesima: il velodromo di Manchester.

Biking in the UK: road to Yorkshire 2019

Archiviati i mondiali di Innsbruck 2018 ecco che la Gran Bretagna ospiterà i prossimi Campionati del Mondo. Le prove generali del grande evento (Il Tour fo Britain sta crescendo ma deve ancora fare molta strada) sono state le partenze del Tour de France da Londra (2007) e Leeds (2014), ora ecco il massimo palcoscenico mondiale.
Le gare si disputeranno da sabato 21 a domenica 29 settembre e saranno otto le sedi di partenza: Harrogate, BeverleyRiponNorthallertonRichmondDoncasterBradford e Leeds mentre gli arrivi saranno tutti ad Harrogate

Il Mondale britannico avrà come novità il fatto che la prima competizione sarà  il Paraciclismo in linea, seguita dall’altra novità rappresentata dalla cronosquadre mista per nazioni. Scompariranno, le cronometro a squadre maschile e femminile.

Per la prova in linea maschile torneranno protagonisti gli uomini da classiche e gli sprinter in grado di reggere sugli strappi (Peter Sagan ci ha già messo gli occhi)

Biking in the UK: ciclisti amatoriali

In Gran Bretagna, sono stati fatti molti investimenti negli ultimi anni per incrementare la cultura della bicicletta non solo legata al professionismo ma anche all’uso quotidiano come strumento per gli spostamenti

Ma non è tutto oro quello che luccica: Se la British Cycling ha sfornato una serie di campioni su strada ma anche in altre discipline (Rachel Atherton, Danny Hart o Josh Bryceland nella mtb) c’è da dire che dopo un iniziale incremento dei praticanti negli ultimi anni non vi sono state percentuali in crescita.

In molti lamentano come le piste ciclabili costruite sull’entusiasmo dei risultati sportivi ottenuti dalle nazionali siano ora poco usare e, anzi, causa di maggior congestionamento del traffico.

Thomas Parry autore dello studio  “Walking and Cycling Statistics, England 2016” ha dichiarato:

I tassi di viaggio in bicicletta sono diminuiti del 16 percento tra il 2006 e il 2016 ma questo è più probabilmente dovuto alla variazione del campionamento piuttosto che a una vera diminuzione dell’uso della bicicletta“.

Il ciclismo parla inglese grazie alle vittorie nei grandi giri

Il ciclismo ha smesso di parlate italiano e francese?

Il ciclismo sta cambiando e la dimostrazione è il dominio britannico nelle corse a tappe da Froome a Thomas fino a Simon Yates

Il ciclismo inglese domina

Il ciclismo inglese domina

Il ciclismo ha smesso di parlare italiano e francese e ormai parla inglese. Il ciclismo pioneristico nasce oltralpe e il francese ne diventa la lingua ufficiale i successi tricolori portano alla ribalda la nostra lingua ma ora tutto pare cambiato.

A cavallo degli anni 80 lo statunitense Greg Lomond aveva portato una ventata a stelle e strisce in un mondo fino ad allora solo Europeo.

Negli anni 2000 il dominio da parte del “grande bluff” rappresentato da Lance Armstrong ha, ad ogni modo, contribuito a “sprovincializzare” lo sport del pedale portando una grande crescita del prodotto ciclismo negli Stati Uniti e facendo diventare l’inglese come una delle lingue del ciclismo.

Ora l’evoluzione degli ultimi anni ha segnato il dominio del mondo britannico nel ciclismo mondiale.

Il ciclismo in UK

I corridori di sua maestà hanno conquistato gli ultimi 5 grandi Giri consecutivamente: tre li ha conquistati Chris Froome, (Tour e Vuelta nel 2017, Giro d’Italia nel 2108). Geraint Thomas, ha trionfato all’ultimo Tour de France e domenica è stata la volta del 26enne Simon Yates che ha vestito la maglia rossa di vincitore della Vuelta sul podio di Madrid.

L’exploit degli uomini della Regina Elisabetta non è e non può essere considerato frutto del caso, la Gran Bretagna da sempre nazione legata al mondo del ciclismo su pista ha creato e sviluppato una scuola di ciclismo che, appunto, dalla pista è partita per conquistare la strada.

Simon Yates non è una rivelazione della Vuelta, al Giro aveva indossato la rosa per 13 giorni e conquistato tre tappe, non tutti lo davano favorito alla partenza della corsa iberica, probabilmente sbagliando. Simon ha dimostrato un livello elevatissimo lungo le strade italiane salvo poi saltare quando in compagno di nazionale Chris Froome ha fatto il diavolo a quattro sul Colle delle Finestre.

Yates è partito con calma per poi esplodere nell’ultima settimana della Vuelta Espana 2018. Simon, a differenza di tanti suoi connazionali non appartiene alla Grande Armata di Sky (come invece Wiggins, Froome, Thomas) ma alla Michelton-Scott formazione australiana ma anche lui viene dalla scuola della pista britannica.

Il ciclismo di Simon Yates

Simon è l’ultimo prodotto della scuola anglosassone, fratello di Adam compagno di squadra, nato a Greater Manchester, il 7 agosto 1992. E’ stato campione del mondo juniores nell’americana ed élite, appena ventenne, nella corsa a punti. Insomma un altro amante del parquet, dei profili alti, delle ruote lenticolari che passa senza troppi problemi a dominare la strada.

Simon Yates è però diverso dai suoi predecessori, non ha la spiccata attitudine di Wiggins alla cronometro (anche se ha dominato i rivali diretti anche in questa specialità) e, a differenza di Froome e Thomas ha una pedalata più ordinata e fluida, bella da vedere da “grimpeur” (usando un termine tipicamente francese e ciclistico).

Simon non piega la testa sul manubrio, pedala a mento alto, rilancia l’azione sui pedali, è un ciclista quasi “non britannico”

Il capitano della Mitchelton-Scott, va detto, non disponeva di un super team come la Sky che hanno scortato Wiggins, Froome e Thomas in ogni situazione, Simon ha saputo cavarsela con le proprie gambe

Insomma Simon Yates parla una lingua del ciclismo un po’ diversa da quella dei suoi connazionali che lo hanno preceduto ma porta il ciclismo a parlare comunque inglese.