Matteo Trentin e la scarpa SIDI per gli eroi in corsia

Matteo Trentin e SIDI celebrano gli eroi della corsia

Matteo Trentin e SIDI omaggiano per gli eroi in corsia con una scarpa dalla grafica decisamente d’impatto in risposta alla pandemia che ha coinvolto il mondo

Gli infermieri, i medici e il personale sanitario sono stati i veri eroi di questa pandemia, combattendo giorno e notte negli ospedali. Matteo Trentin ha scelto di personalizzare una scarpa Sidi Shot per ringraziare simbolicamente chi è ancora in prima linea nella lotta contro il Covid-19.

‘Ho visto quest’immagine di un fumettista inglese, mi ha subito suscitato un sentimento di rivincita. Si forse un messaggio un bel po’ diretto ma ho pensato che la situazione di fronte alla quale tutto il mondo si è trovato meritasse una decisa reazione. Nessuna istigazione o intento se non quello di risollevare gli animi affidandosi ad una vignetta assolutamente esaustiva.’ Matteo spiega così la sua scelta di lasciare all’artistico ed inequivocabile fumetto, esprimere il suo pensiero.

L’immagine rappresenta un’ infermiera che fronteggia un enorme patogeno, simbolo più che mai tristemente conosciuto negli ultimi mesi, l’atteggiamento riconduce alla tenacia e allo spirito di sacrificio con la quale questa battaglia è stata affrontata. Un ringraziamento e un incoraggiamento allo stesso tempo.

La scarpa, customizzata appositamente per Matteo, non sarà disponibile nel catalogo Sidi ma i collezionisti non devono disperare: sarà possibile aggiudicarsela grazie ad un’asta benefica a fine stagione.

SIDI: piccolo inizio si trasforma in una grande impresa

SIDI: una storia di successo!

SIDI: un insieme di piccoli passi, un cambiamento rapido, una continua evoluzione fanno dell’azienda di Maser ciò che conosciamo oggi

Sidi nasce in un’epoca rivoluzionaria dove tutto era da ricostruire e di idee ce n’erano davvero tante. Non tutti però avevano la determinazione necessaria per fare impresa ma Dino Signori, fondatore di Sidi, ne aveva eccome. È così che proprio nel 1960, all’inizio di una decade, nasce, in 40 mq ricavati da una vecchia stalla, la Sidi. È lì che vengono installati i primi macchinari e i primi mattoni di una storia lunga 60 anni.

Non tutto nasce per caso, non tutto fila liscio dal primo istante, ma è proprio qui che la tenacia del suo fondatore entra in gioco, deciso più che mai a rimanere a Maser, dov’era nato e cresciuto, e dove ha imparato un mestiere. Quel mestiere che gli avrebbe permesso di diventare uno dei produttori di scarpe per il ciclismo e stivali da moto più conosciuto ed apprezzato al mondo.

Tra varie vicissitudini, paure e soddisfazioni, alla fine di quell’anno Sidi assume il suo primo dipendente e la sua attività si sviluppa instancabilmente. Due anni dopo acquista un terreno di 5000 mq, su cui costruisce il suo primo capannone. Piuttosto grande per le esigenze del momento ma era in via Bassanese, dove i genitori un tempo avevano aperto un’osteria. Un luogo pieno di bei ricordi e carico di emozioni. Nel corso degli anni 70, sui 5000 mq di terreno acquistati, sede ufficiale per moltissimi anni, vengono costruite sempre più aree produttive fino ad arrivare ad ospitare un capannone di 2000 mq. Ampliamento considerevole in poco meno di 10 anni.

Alla fine del 2007, uffici e produzione si trasferiscono in via dei Rizzi, sempre a Maser. Impossibile non notarla.

La nuova sede infatti ha una forma singolare nata per rappresentare l’animo e la dinamicità di Sidi con i suoi 90 m di archi in acciaio, mentre evoca i colli asolani, silenziosi e meravigliosi compagni di giornate lavorative, la cui vista è ammirabile dall’interno degli uffici. Un’architettura che non lascia nulla al caso e, così come i prodotti che giornalmente vengono pensati e realizzati al suo interno, si avvale di sofisticati tecniche di costruzione e progettazione. Acciaio a rappresentare la leadership del settore, architetture avanzate e soluzioni innovative a raccontare la continua evoluzione. Il tutto racchiuso nella semplicità dei materiali utilizzati.


Sidi oggi conta un elevato numero di dipendenti e collaboratori, ispirati da un uomo che di esperienza gestionale potrebbe riempire intere pagine. Un imprenditore che ha saputo adattarsi ai tempi, che ha colto occasioni inaspettate, che ha interpretato il mercato e apportato innovazione, spinto dalla sua incessante voglia di creare e poter condividere prodotti sempre al passo con i tempi. Un uomo che ha fatto delle emozioni, un filo conduttore come raccontano i tanti dipendenti. Allora come ora, Dino Signori è sempre disponibile al confronto, fa sentire le persone a proprio agio e non esita a trasmettere la sua esperienza. Valori inestimabili che creano un’atmosfera costruttiva all’interno di una realtà imprenditoriale sviluppatasi esponenzialmente.

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Sidi presenta la nuova scarpa Sixty

Sidi Presenta la scarpa Sixty

Sidi Presenta Sixty presenta la nuova scarpa nata per festeggiare il traguardo dei 60 anni dell’azienda

SIXTY non è solo una scarpa, è molto di più. Lo si deduce subito fin dal primo sguardo. Questo modello infatti diventa il simbolo dei 60 anni della storia di Sidi. Un traguardo importante raggiunto nel 2020 da Dino Signori e la sua azienda.

Una storia fatta di lavoro, impegno, passione, sacrifici e grandi intuizioni. Tutti elementi che hanno portato Sidi a rivoluzionare e innovare continuamente quella che è la concezione delle calzature per il ciclismo e soprattutto che hanno permesso all’azienda di conseguire grandi vittorie nelle corse più importanti al mondo e di affermarsi come leader e punto di riferimento in questo settore.

Per Sidi i 60 anni non sono solo un traguardo prestigioso ma anche un nuovo punto di partenza per continuare a crescere e migliorare, con l’obiettivo di creare prodotti con standard qualitativi sempre più elevati. Il nuovo modello SIXTY, già testato in gara con successo da alcuni dei campioni della squadra Sidi, è la dimostrazione del lavoro di ricerca e del continuo progresso verso la realizzazione di calzature che siano allo stesso tempo leggere, resistenti, confortevoli e performanti.

La scarpa SIXTY, che vuole essere un tributo a questi 60 anni di storia gloriosa, per struttura, caratteristiche e forme è la sintesi del percorso evolutivo fatto da Sidi proponendo tutto il meglio della tecnologia e dei materiali in stretta sinergia con un design moderno e accattivante.

Tra le caratteristiche della nuova SIXTY spiccano il sistema di chiusura, l’ultimo proposto dalla tecnologia Sidi, ispirato ai modelli top della collezione come la Shot e la Wire 2 Carbon, ma ulteriormente modernizzato e alleggerito. La suola, in carbonio è leggera e resistente per trasmettere tutta la potenza nella pedalata, dotata dei sistemi brevettati da Sidi per massimizzare la ventilazione del piede. Senza tralasciare il design semplice e minimale che la rende ancora più aerodinamica, moderna ed elegante.

Tra i primi ad vedere visto e toccato con mano la nuova SIXTY c’è Egan Bernal. Nel corso della sua recente visita in azienda il corridore ha ricevuto da Dino Signori una special edition color oro, fatta appositamente per celebrare la sua vittoria al Tour de France, il numero 15 del palmares Sidi. Bernal è stato il primo colombiano della storia a trionfare alla Grande Boucle, a soli 22 anni. Una stagione davvero “dorata” per il colombiano, oltre al Tour spiccano infatti i successi alla Paris-Nice, al Tour de Suisse e al Gran Piemonte e i podi al Lombardia, alla Volta Catalunya e al Giro di Toscana. Nel 2020 nuove ed emozionanti sfide attendono Sidi ed Egan Bernal insieme.

Egan Bernal & SIXTY, guarda il video:

SIDI SIXTY sarà disponibile nei migliori negozi di ciclismo a partire dal mese di febbraio.

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Sidi, Egan Bernal in visita

Sidi, Egan Bernal in visita

Sidi, Egan Bernal in visita. A Dino Signori le scarpe con cui il colombiano ha vinto il Tour de France 2019

Dopo il terzo posto nella Classica d’Autunno, Il Lombardia, Egan Bernal ha fatto tappa da Sidi. La visita al quartier generale Sidi di Maser (Treviso), per il corridore colombiano ha rappresentato l’ultima “tappa” di una stagione lunga, emozionante e soprattutto vincente prima di volare a Parigi per la presentazione del Tour 2020 e poi staccare per un breve periodo di vacanza.

Un’annata da incorniciare per Egan Bernal che è il campione di oggi e di domani: prima le vittorie alla Paris-Nice e al Tour de Suisse, poi il trionfo al Tour de France e infine un bel finale di stagione con la vittoria al GranPiemonte e il terzo posto a Il Lombardia.

Le calzature Sidi Shot con cui Bernal ha vinto la Grande Boucle 2019, diventando il primo corridore colombiano a riuscire nell’impresa, hanno fatto ritorno a casa. Bernal infatti ha autografato e regalato queste scarpe a Dino Signori fondatore e proprietario di Sidi, azienda che tutt’ora guida assieme alla figlia Rosella.
Quella del 2019 è la vittoria numero 15 al Tour de France della storia Sidi. Un numero che testimonia il prestigio di questo brand Made in Italy che rappresenta la storia e il presente delle calzature da ciclismo ma che allo stesso tempo è già proiettato, con impegno e passione, verso sfide future.

“Bernal ha dimostrato non solo di essere un talento ma anche di essere un campione. Non si vince un Tour de France per caso a soli 22 anni. Ci vogliono testa, gambe e doti fuori dal comune. Mi piace il suo modo di correre ma anche il suo comportamento quando scende dalla bicicletta. Siamo orgogliosi di averlo con noi e l’augurio è di ottenere ancora grandi vittorie insieme” dice Dino Signori.

Bernal & Sidi. “Dopo l’esperienza in mountain bike, da quando ho iniziato a correre tra i prof su strada ho sempre utilizzato le calzature Sidi. Mi sono subito trovato benissimo. Dal punto di vista del design e della tecnologia è difficile poter volere di più e poi come calzata si adattano perfettamente al mio piede. La scarpa, come la sella, è un aspetto molto delicato per noi corridori. Io non amo cambiare, infatti con uno o al massimo due paia di scarpe cerco di correre tutta la stagione” spiega Egan Bernal.

Bernal e la maglia gialla. “Mi ha cambiato la vita. A 22 anni ho vinto il Tour de France, sono il primo atleta della mia nazione a esserci riuscito. E’ un sogno diventato realtà. In Colombia questo mi ha dato grandissima notorietà. Non è un peso per me, mi piace però è anche una grande responsabilità. Io quest’anno al Tour fino al giorno che ho preso la maglia gialla dopo il Col de l’Iseran non pensavo di vincere. Ero partito con l’obiettivo di fare bene e aiutare la squadra, magari dimostrando che nel 2020 avrei potuto vincere. Chiaramente una volta che ho indossato la maglia gialla ho solo pensato a dare il massimo e tenerla fino a Parigi” dice Bernal.

Il 2020 e il futuro. “Adesso guarderò le presentazioni di Tour e Giro poi assieme al team decideremo i programmi per la prossima stagione. Nel futuro per il momento voglio restare concentrato sulle grandi corse a tappe anche se quest’anno ho chiuso bene la stagione con le corse di un giorno, al Piemonte e al Lombardia. Per le classiche c’è tempo, magari un giorno in futuro mi piacerebbe puntare alla vittoria di un Lombardia o di una Liegi. Invece per quanto riguarda il mio debutto 2020 dovrebbe essere in febbraio al Tour Colombia” continua Bernal.

Bernal e l’Italia. “Ho un rapporto speciale con l’Italia. Sono cresciuto qui ciclisticamente, ho imparato la lingua, ho tanti amici, tanti tifosi, mi piace la cucina. Soprattutto ho un bellissimo ricordo dei miei esordi con il team Androni e il diesse Giovanni Ellena, che è un grande amico, sono loro che mi hanno dato fiducia e lanciato nel grande ciclismo prima di approdare alla mia squadra attuale, il Team Ineos” dice il colombiano.

Il Team Ineos e tanti campioni (con Bernal in squadra ci sono Froome, Thomas e per il 2020 ci sarà anche l’arrivo del vincitore del Giro d’Italia Carapaz). “Forse è un problema per chi ci guarda da fuori, per noi no. Poter contare su tanti corridori forti per noi non è una debolezza, anzi è un punto di forza. La stagione è lunga, ci sono tanti obiettivi e ci possono essere anche degli imprevisti. Alla fine è sempre la strada che mette i corridori al loro posto e le gambe a decidere chi è il più forte” conclude Bernal.

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Vlad Dascalu Campione del Mondo con SIDI

Vlad Dascalu volto nuovo della mtb

Vlad Dascalu forte rider rumeno, Campione del Mondo ed Europeo volto nuovo della mtb, ai suoi piedi ci sono le scarpe Sidi. 

Mattatore in Coppa del Mondo, Campione Europeo e ora anche Campione del Mondo. Stiamo parlando di Vlad Dascalu, è lui l’astro nascente della mountain bike. 21 anni, rumeno di nascita ma residente in Spagna corre per il Brujula Bike Racing Team, team spagnolo che è sponsorizzato da Sidi.

In questa stagione 2019 il suo talento è letteralmente esploso. Nella categoria Under23 il rider rumeno sta dominando. Vlad, un nome importante e che incute timore ricordando quello di Vlad Tepes famoso condottiero ed eroe nazionale rumeno. Di sicuro il nostro Vlad Dascalu ha iniziato a fare paura ai suoi avversari sui campi di gara di tutto il mondo. Le prime vittorie in Coppa del Mondo dove guida la classifica a una gara dal termine avendo ottenuto quattro successi (Nove Mesto, Andorra, Les Gets e Val di Sole), poi il Titolo Europeo conquistato a Brno in luglio e ora la maglia più importante, quella iridata di Campione del Mondo vinta in Canada, in Quebec a Mont-Sainte-Anne.

Una prova da incorniciare quella del giovane rider rumeno ai mondiali. In Canada infatti Vlad tra gli Under23 ha messo in fila tutti gli avversari precedendo nettamente sul traguardo gli svizzeri Filippo Colombo, secondo a + 1:57” e Vital Albin, terzo a +2:06”.

Per Sidi ancora una volta c’è la soddisfazione di avere trovato e portato al successo un nuovo giovane talento. Con Vlad Dascalu ci sono infatti le calzature Sidi MTB Tiger Srs Carbon. Leggera, resistente, altamente performante, accattivante nel design e nella grafica questa scarpa si conferma al top nella collezione Sidi dedicata alle ruote grasse.

Una medaglia storica. Per la Romania infatti questa è la prima medaglia d’oro nei 30 anni di storia dei Mondiali di Mountain Bike. Una vittoria che per Vlad Dascalu vale anche come pass diretto per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, una vittoria per crescere ancora e continuare a sognare.

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Foto in allegato ©brujulabike

Sidi e Bernal, il sogno è realtà!

Sidi  Bernal il sogno “giallo” diventa realtà

Sidi  Bernal il sogno giallo è divento realtà: il giovane colombiano è il vincitore del Tour de France 2019

Maser (Treviso), 28 luglio 2019 – Ci sono momenti nello sport che hanno un sapore speciale. Vincere a soli 22 anni la corsa a tappe più importante del mondo è sicuramente uno di quelli. A riuscire in questa impresa straordinaria è stato Egan Bernalgiovane talento colombiano del Team Ineos che diventa così il primo corridore della storia a portare la maglia gialla in Sud America.

Bernal è il vincitore più giovane del Tour de France degli ultimi 75 anni. Un sogno che si realizza, una bella favola che diventa realtà. Ma questo ragazzo, questo campione, ha ancora tante pagine da scrivere di questa fantastica storia di ciclismo e di vita. Un predestinato al successo Egan Bernal, nato nello stesso giorno di Marco Pantani, il 13 gennaio. Cresciuto ciclisticamente in Italia fin dai suoi esordi nel ciclismo che conta ha sempre utilizzato le calzature Sidi. Con lui a Pargi sul gradino più alto del podio della Grande Boucle ci sono le calzature Shot che rappresentano il top della collezione Sidi per il ciclismo su strada. Sidi ha sempre creduto nel potenziale di questo corridore.

Questione di destino. Bernal doveva essere il capitano del Team Ineos al Giro d’Italia ma un infortunio lo ha costretto a modificare i piani e portato al Tour de France dove negli ultimi anni a dominare la scena erano stati i suoi capitani Geraint Thomas, vincitore nel 2018, e Chris Froome quest’anno assente per il brutto infortunio patito a giugno. Ora sul gradino più al c’è lui, secondo posto per Thomas e terzo per l’olandese Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma).

Bernal ha dimostrato di essere il più forte in salita di questo Tour conquistando la maglia gialla con un bellissimo attacco sferrato sul Col de l’Iseran, la vetta più alta di questo Tour con i suoi 2770 mt, in una tappa poi sconvolta e interrotta a causa della grandine e del brutto tempo. E’ in quella giornata che Bernal ha trasformato la maglia bianca di miglior giovane del Tour nella maglia gialla del più forte di tutti, una maglia che poi si è tenuto stretta fino a Parigi. Egan Bernal è il quarto corridore di sempre ad aggiudicarsi maglia gialla e maglia bianca nella stessa edizione dopo Laurent Fignon, Jan Ullrich, Alberto Contador ed Andy Schleck.

Un Tour di forti emozioni per Sidi che oltre alla maglia gialla ha conquistato 5 bellissime vittorie di tappa. La prima è arrivata con il belga Dyaln Teuns (Bahrain Merida) a la Planche des Belles Filles (tappa 6).

Poi ci sono state le due dell’inglese Simon Yates (Mitchelton Scott), new entry nella squadra Sidi, a Bagneres-de-Bigorre e Foix (tappa 12 e tappa 15).

Poi è stato il turno del campione europeo, l’italiano Matteo Trentin (Mitchelton Scott), che a Gap (tappa 17) ha colto il suo terzo successo in carriera sulle strade del Tour.

E infine la grandissima prova di forza dello squalo Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) tornato al successo in un Tour per lui difficile e sofferto nell’ultimo arrivo in salita a Val Thorens (tappa 20).

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Foto in allegato ©Bettiniphoto.net

Egan Bernal in forma Tour de France

Egan Bernal è già pronto per il Tour

Egan Bernal ha conquistato il Tour de Suisse e si appresta con il Team Ineos e Sidi a lanciarsi alla conquista della Grande Boucle

Maser (Treviso), 24 giugno 2019 – Grande vittoria per Sidi con Egan Bernal al Tour de Suisse. Un successo cercato e fortemente voluto quello del giovane talento colombiano, costruito con la vittoria nel tappone con arrivo in salita sul passo San Gottardo. Dopo il successo alla Parigi-Nizza ad inizio stagione, Bernal ritorna a mettere la sua firma su una importante corsa a tappe di una settimana.

Egan Bernal sognava la maglia rosa, doveva essere lui infatti il capitano del Team Ineos per il Giro d’Italia ma una caduta in allenamento lo aveva lasciato fuori dai giochi. Ora per il colombiano la sfortuna e i problemi sembrano finalmente alle spalle e dopo questa grande vittoria al Tour de Suisse Bernal può guardare con fiducia al prossimo Tour de France (6-28 luglio). In casa Team Ineos senza Chris Froome e con il capitano Geraint Thomas, vincitore della Grande Boucle 2018, non al 100% dopo la caduta al Tour de Suisse, Egan Bernal si presenta al Tour de France con un ruolo ancora più importante.

Grande soddisfazione per Sidi, al Tour de Suisse infatti oltre alla vittoria di Egan Bernal sul podio finale al secondo posto troviamo anche il campione del mondo della cronometro Rohan Dennis, vincitore della crono inaugurale della corsa Svizzera, del team Bahrain Merida, formazione interamente sponsorizzata Sidi.

Successi firmati Sidi anche a La Route d’Occitanie dove il francese Arnaud Demare (Groupama-Fdj) ha vinto due tappe allo sprint, e il colombiano Ramiro Sosa (Team Ineos) ha fatto sua la terza tappa. Senza dimenticare la bella vittoria dell’italiano Giovanni Visconti (Neri Sottoli – Selle Italia – Ktm) nella terza tappa del Tour of Slovenia.

Con tutti i campioni della squadra Sidi ci sono i modelli Shot Wire 2 Carbon, le scarpe che si confermano al top della collezione per il ciclismo su strada per caratteristiche tecniche, design e performance.
Scopri sul sito www.sidi.com tutta la collezione e il modello più adatto alle tue caratteristiche.

Foto  ©Bettiniphoto.net

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Sidi: visita di Alberto Bettiol

Sidi, visita del “Leone delle Fiandre” Alberto Bettiol

Sidi, incontro tra Dino Signori e il vincitore della Ronde van Vlaanderen 2019 Alberto Bettiol  presso il quartier generale dell’azienda di Maser

Giornata speciale  in casa Sidi dove c’è stata la visita del “Leone delle Fiandre”Alberto Bettiol (EF – Education First).

Dopo la grande festa di Ieri sera, dove presso il teatro di Castelfiorentino (Firenze) il “Fans Club Alberto Bettiol” e tutto il paese ha celebrato il suo campione e la sua straordinaria vittoria alla Ronde van Vlaanderen 2019oggi il corridore toscano ha fatto tappa per una visita presso il quartier generale Sidi di Maser (Treviso).

Questa è stata l’occasione ideale per incontrare Dino Signori, che ha voluto congratularsi di persona con Bettiol, e il resto dello staff Sidi ma anche per mettere a punto alcuni dettagli della scarpa Wire 2 Carbon utilizzata dal corridore italiano.

“E’ stata una bella vittoria, la Ronde è una delle corse più dure e spettacolari in assoluto. Nello sport così come nella vita e nel lavoro a volte bisogna saper rischiare, ci vuole coraggio e anche un po’ di fortuna. A me sono sempre piaciuti i corridori che non hanno paura di attaccare e che cercano l’impresa anche quando sembra impossibile. Bettiol ci ha provato, ci ha creduto fino in fondo e ha ottenuto meritatamente questa grande vittoria. Corse come la Ronde non si vincono per caso”dice Dino Signori fondatore e proprietario dell’azienda Sidi che ora guida assieme alla figlia Rosella.

Dopo la “campagna del nord” adesso per Alberto Bettiol ci saranno alcune settimane di riposo e allenamento per poi rientrare alle competizioni nel mese di giugno, presumibilmente al Criterium du Dauphine, guardando alla seconda parte della stagione con il Tour de France e poi all’appuntamento mondiale nello Yorkshire (Gran Bretagna) dove Bettiol è già stato a fine aprile a testare il percorso assieme a Matteo Trentin, Elia Viviani e Sonny Colbrelli.

“Con Sidi ho un rapporto speciale che dura da molti anni. Più passano i giorni e più mi rendo conto dell’importanza di questa vittoria. Sono contento ma non sono cambiato, io resto quello di sempre. Vincere una corsa così prestigiosa però mi ha dato più fiducia in me stesso. Questa vittoria è dedicata anche a chi come Sidi ha sempre creduto in me. I piedi sono un aspetto fondamentale per un corridore e io con Sidi mi sono sempre trovato benissimo. Ho iniziato a usare le scarpe Sidi già quando correvo da juniores e poi anche tra gli under23. Da professionista anche quando ho potuto ho sempre scelto Sidi. Quest’anno in particolare, seguendo le indicazioni dello staff Sidi, ho deciso di utilizzare il modello Wire 2 Carbon perché è quello che si adatta meglio alla conformazione del mio piede ed è stata una scelta perfetta” spiega Alberto Bettiol, toscano di nascita ma con chiare origini venete come dice il suo cognome. “So che il mio bisnonno era veneto, della zona di Conegliano, arrivò in Toscana alla fine degli anni ’20 per motivi di lavoro, per la bonifica della zona della Maremma. La mia famiglia poi è sempre rimasta qui in Toscana, però posso dire di avere nel mio DNA anche un po’ di Veneto…queste sono entrambe terre di grandi ciclisti” conclude sorridendo Bettiol.

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Prove di Grandi Giri per Egan Bernal

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal con la vittoria alla Parigi-Nizza per il giovane talento colombiano del Team Sky. 

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal (fonte comunicato stampa)

Prove di Grandi Giri per Egan Bernal (fonte comunicato stampa)

La Tirreno-Adriatico in Italia e la Paris-Nice in Francia hanno rappresentato due test importanti per i corridori che si candidano a essere protagonisti nei Grandi Giri (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta Espana) della stagione 2019.

Dalla Francia è arrivata una soddisfazione importante per Sidi che ha vinto la Paris-Nice (disputata dal 10 al 17 marzo) con Egan Bernal. Ci si attende molto dalla stagione del giovane talento colombiano del Team Sky e Bernal, fin dalle battute iniziali di questo 2019, non sta tradendo le aspettative riposte in lui.

La breve ma impegnativa corsa a tappe francese ha regalato un bellissimo testa a testa tutto colombiano tra il giovane Bernal, in maglia gialla dopo la 7a tappa con arrivo sul Col de Turini, e il più esperto Nairo Quintana (Movistar). Quintana che nell’ultima frazione ha provato a mettere in difficoltà fino alla fine il giovane connazionale attaccandolo e andando in fuga, ma Bernal anche grazie al supporto dei compagni di squadra ha amministrato bene il proprio vantaggio e alla fine è riuscito ad aggiudicarsi questa prestigiosa vittoria. Primo Egan Bernal (Tem Sky), secondo Nairo Quintana (Movistar) a 39” e terzo Michal Kwiatkowski (Team Sky) a 1’.03”; è quesa la classifica finale della Paris-Nice 2019.

Per Egan Bernal che sarà il capitano del Team Sky al Giro d’Italia, dove l’obiettivo e il sogno sono la maglia rosa, si tratta della prima vittoria stagionale. Sidi ha così potuto festeggiare sul podio di Nizza ben due atleti, oltre a Bernal anche il polacco Kwiatkowski, terzo, che tra l’altro dopo la quarta tappa ha indossato la maglia gialla di leader per tre giorni.

Egan Bernal e anche Michal Kwiatkowski per costruire le loro imprese possono contare sul supporto di Sidi. Egan Bernal ha scelto Sidi Shot mentre per Michal Kwiatkowski c’è la scarpa Sidi Wire 2 Carbon. Sono questi i due modelli che per caratteristiche tecniche, performance e design rappresentano il top della collezione Sidi 2019 per il ciclismo su strada. Scopri di più su questi modelli sul nostro sito: https://sidi.com/it 

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Sidi sarà alle Strade Bianche con i Pro e la Granfondo

Sidi sarà presente al week end delle Strade Bianche

Sidi si appresta a passare un weekend toscano: sabato appuntamento con le Strade Bianche per i Pro e Domenica la Granfondo Strade Bianche

SIdi alle Strade Bianche (fonte comunicato stampa)

SIdi alle Strade Bianche (fonte comunicato stampa)

Sarà un week-end da non perdere per chi ama il ciclismo. L’appuntamento è a Siena in Toscana, una regione in cui la biciletta è di casa. Sabato 9 marzo andrà in scena la tredicesima edizione delle“Strade Bianche” ovvero la classica del nord più a sud d’Europa. La gara sugli sterrati della provincia di Siena con patenza e arrivo nella famosa “Città del Palio”. La corsa prevede un percorso di 184 km con ben 11 settori di strade sterrate per un totale di 63 km.

Al via le 18 formazioni del World Tour tra le quali Sidi guarda con particolare attenzione ai suoi team, in cui tutti i corridori utilizzano le calzature Sidi, ovvero il team Bahrain-Merida, dove tra i top rider per questa prova spiccano i nomi dello Squalo Vincenzo Nibali e dello sloveno Matej Mohoric, e poi il team Katusha Alpecin, con Enrico Battaglin e Nathan Haas.

Scorrendo la strat list un altro dei campioni Sidi da tenere d’occhio sarà Gianni Moscon. Il corridore trentino del Team Sky ha dichiarato che questa gara rappresenta uno dei suoi sogni e che vuole provare a vincerla. Moscon che poi sarà uno dei corridori più attesi anche sulle strade delle classiche del nord tra cui la Ronde Van Vlaanderen e la Paris-Roubaix. In passato Sidi ha già vinto questa gara affascinante diverse volte, per esempio nel 2013 con Moreno Moser e poi con Michal Kwiatkowski nel 2014 e nel 2017.

Invece tra le le wild card, le formazioni Professional invitate dagli organizzatori della corsa, Sidi guarda con fiducia ai suoi ragazzi del team Neri Sottoli Selle Italia Ktm, tra cui spicca il nome di Giovanni Visconti. Sempre sabato ci sarà anche la gara delle donne professioniste impegnate nella “Strade Bianche Women Elite” su un percorso di 134 km e anche qui Sidi sarà protagonista con le sue atlete.

Il giorno seguente poi, domenica 10 marzo, largo agli oltre 5 mila tra amatori e cicloturisti che saranno impegnati nella “Gran Fondo Strade Bianche” evento che porta gli appassionati a pedalare su parte dello stesso percorso affrontato dai professionisti.

Sidi sarà presente “on field” in entrambi gli eventi, sia il sabato per la gara dei professionisti che in occasione della Gran Fondo di domenica. Lo stand Sidi sarà allestito nell’ area expo dell’evento, nella zona dello Stadio, alla Fortezza Medicea, dove ci sarà il foglio firma, con tutte le operazioni preliminari, e da dove prenderanno il via tutte le gare si quelle dei prof che la gran fondo.

Presso lo stand Sidi sarà possibile vedere da vicino e toccare con mano le clazature della collezione Sidi 2019 tra cui spiccano i modelli per il ciclismo su strada Shot e Wire 2 Carbon e quelli per la mountain bike Tiger e Drako. Inoltre saranno sicuramente tanti i campioni Sidi di oggi e di ieri che durante il week-end si alterneranno presso lo stand Sidi per foto e autografi con tutto il pubblico presente.

 

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