Marion Rousse chi è la moglie di Tony Gallopin

Marion Rousse chi è l’ex ciclista moglie di Tony Gallopin

Marion Rousse chi è la moglie di Tony Gallopin, ex ciclista alla Lotto, giornalista sportiva e sex symbol francese

Marion Rousse (fonte profilo twitter)

Marion Rousse (fonte profilo twitter)

Marion Rousse nata il 17 agosto 1991 a Saint-Saulve, vicino a Valenciennes, nel nord della Francia è un’ex ciclista professionista e conduttrice televisiva.

Marion è nata in una famiglia in cui il ciclismo è una vera e propria istituzione: il padre ha praticato ciclismo per vent’anni e i tre cugini David e Laurent Lefevre e Olivier Bonnaire sono ex corridori professionisti. Anche la ragazza segue la tradizione di famiglia salendo presto in bicicletta e unendosi a sei anni al primo velo club.

Vince in corse con tanti partecipanti dove batte i ragazzi della sua età fino a circa 13 anni, “rompendo” ai genitori dei maschietti che vedono “una ragazza passare davanti”.

Marion Rousse e Tony Gallopin si conoscono dal 2008, entrambi giovani e vincenti, lei sex symbol del ciclismo transalpino lui “faccia da schiaffi” lungo le strade del Tour condividono la passione per il pedale.

Grazie alle sue doti, eccelle nella disciplina e, a 18 anni, inizia la carriera professionistica entrando a far parte del team Futuroscope.

L’anno successivo, Marion Rousse diviene la campionessa nazionale della Francia sulla strada per la categoria Elite. Nel 2010, Marion Rousse e Gallopin si trasferiscono nella regione parigina.

Nel 2013, firma con la Lotto Belisol Ladies ma, dopo un paio di stagioni, complice un calo delle performance, decide di mollare il ciclismo a soli 24 anni dedicandosi all’altra sua passione: la televisione che già frequentava dal 2013.

Marion Rousse in Televisione

Dopo un primo apparizioni come ospite nello show “Les Rois de la Pedale”, Guillaume Di Grazia, redattore capo del ciclismo su Eurosport, le ha proposto di diventare consulente per il canale durante la Vuelta 2013.

L’avvenenza di Marion la portano anche sul podio del Tour de France per premiare il corridore leader il Gran Premio della Combattività “Antargaz”, per il quale è anche giudice. Vestita con l’abito della miss colpisce l’occhio degli appassionati francesi e non solo (forse più di quando pedalava in gruppo).

Nell’ottobre del 2014 Marion Rousse e Gallopin celebrano il loro matrimonio.

Il presidente della televisione pubblica francese, Delphine Ernotte, vuole una presenza femminile al Tour: Marion Rousse, che ha interrotto la sua carriera per concentrarsi sul piccolo schermo, viene avvicinata in inverno del 2016 con un contratto.

Nel luglio 2017 diventa la prima donna a commentare il Tour de France per France 2 , assieme al giornalista Alexandre Pasteur e a programmi di successo come Bike Club, Stadio 2 e Tutto lo sport  restando sempre nella giuria del Tour per il premio della combattività.

Nel 2017 Marion interrompe la collaborazione con Eurosport per unirsi a France Télévisions commentando la Paris-Roubaix su France 3 con Alexandre Pasteur  e Laurent Jalabert.

Nel corso della sua attività lavorativa la bella bionda ha spesso intervistato anche il marito “sono le interviste più complicate perché conosco già le sue risposte” ha spiegato alla rivista L’Equipe il 21 luglio 2018.

Marion Rousse: chi è? Milestone

1991: Nasce a Saint-Saulve (nord).

2012: Diventa campione francese di strada.

2013: Paertecipa al primo set televisivo su Eurosport.

2015: Interrompe la sua carriera ciclistica.

2017: Diventa consulente per France Télévisions.

Paola Pezzo la storia della MTB italiana

Paola Pezzo la donna che fece conoscere la Mountain Bike in Italia

Paola Pezzo, vero fenomeno esploso alle olimpiadi di Atlanta 1996 sdoganando la Mountain Bike da mezzo di locomozione per i più giovani a sport di massa

Paola Pezzo

Paola Pezzo

Paola Pezzo nasce a Bosco Chiesanuova, sulle prealpi alle spalle di Verona l’8 gennaio del 1969. Se nasci ai piedi delle montagne il tuo destino è con ogni probabilità quello di dedicarti agli sport invernali e così fece anche Paola che inizialmente praticò lo sci di fondo con buoni risultati. Coetanea oltre che compaesana di Fulvio e Sabina Valbusa, nel 1986 arriva seconda agli assoluti nella 7,5 km dietro a una certa Stefania Belmondo che diventerà un vero fenomeno nel circo bianco.

Dopo questo risultato assolutamente di spicco però non arriva il vero boom tanto che nel 1990 decide di dedicare le sue energie alla crescente passione per le due ruote. In particolare, complice anche la località in cui vive, inizia a dedicarsi a un fenomeno emergente a livello planetario: la Mountain Bike.

Il passaggio dallo sci di fondo e il ciclismo non è cosa così strana basti pensare alla mitica Maria Canins che ebbe fortuna in entrambe le discipline.

La MTB è ancora uno sport “carbonaro” nel nostro paese, una disciplina pronta ad emergere che aspetta un colpo per sganciarsi dalla rampa di lancio.

Nel 1992 Paola Pezzo è già campionessa italiana, vince il titolo mondiale nel 1993 e l’europeo l’anno dopo, in sella alla MTB dimostra tutte le sue capacità e la sua grinta ma lo sport non ha ancora una visibilità a livello mediatico.

La fortuna sorride a lei e al movimento quando il CIO decide di introdurre la mountain bike a partire dalle Olimpiadi del Centenario di Atlanta 1996. Da quel momento se Fabiana Luperini è uno dei simboli del ciclismo su strada rosa, Paola Pezzo lo diventa per la MBT tricolore.

Paola Pezzo Olimpiadi Atlanta 1996

Nel caldissimo fine luglio della Georgia la giornata di Paola parte non male, malissimo: cade già al primo giro ma non si da per vinta. La sfortuna si accanisce sulla veronese con un guasto meccanico che la costringe ad affrontare una salita con la bicicletta in spalla. Le possibilità di vittoria sono risicate la ma sua forza di volontà la portano a conquistare un insperato oro in un clima reso insopportabile dai 40 gradi e il 98% di umidità. In molti sottolineano più le sue doti da sex symbol che da atleta per via di un body succinto e aperto sul davanti non per vezzo ma per sopportare l’arsura. E proprio il vuoyerismo giornalistico rovinò un po’ la gioia di Paola Pezzo: “Mi ha tolto la soddisfazione di essere giudicata come atleta nel momento più bello della mia vita. Era un mio diritto, me lo hanno negato Mi ha tolto la soddisfazione di essere giudicata come atleta nel momento più bello della mia vita. Era un mio diritto, me lo hanno negato” ricorderà qualche anno più tardi.

Un vero peccato questo atteggiamento da rotocalco ma la medaglia è al suo collo e la MTB è lanciata nel bel paese.

Paola Pezzo diventa un vero fenomeno sportivo italiano, tuti la conoscono, arrivano anche offerte per fare tv ma lei ha in mente lo sport non le luci della ribalta.

Paola Pezzo Olimpiadi Sidney 2000

La striscia vincente continua con altri due europei (1996 e 1999) e il mondiale 1997. I riflettori si accendono sulle Olimpiadi di Sidney 2000 in cui la veronese è chiamata difendere l’oro di quattro anni prima.

Parte bene la 31enne veronese che si mette all’inseguimento della svizzera Blatter che ha distanziato tutte le rivali. A metà gara sembra tutto perduto, Paola fatica ed è fuori dal podio finendo addirittura settima. Parte poi una incredibile rimonta, sale fino alla terza posizione. Tira un attimo il fiato e poi riprende prima la Blatter e poi la Fullana. Paola Pezzo arriva stremata ma felice al traguardo per uno storico bis d’oro.

Non ci credevo, solo un miracolo poteva far accadere tutto ciò -dice la veronese sul traguardo-. Dedico questa vittoria a me stessa, per come ho preparato questa Olimpiade, ai miei familiari ed a tutte le persone che mi sono state vicine. Ringrazio anche tutti gli italiani svegli dalle 4 davanti alla tv”.
Questa volta non c’è il spazio per il gossip in quanto dopo le “polemiche” di Atlanta, paola ha fatto richiesta di uno speciale body con zip sulla schina. Castelli Cycling ne fece poi una speciale collezione per donna che spopolò.

Paola Pezzo Olimpiadi Atene 2004

Paola Pezzo decide di abbandonare le competizioni per seguire il suo team e i suoi negozi di mountain bike. Si dedica alla famiglia, alla maternità ma la federazione la convince a tornare in sella per tentare il tris ad Atene.

Nemmeno quaranta minuti, nove chilometri nel bosco e poi ha detto basta. Mal di schiena al limite dell’insopportabile. Paola ha stretto i denti ma quel male è tornato a battere costringendola a fermarsi, non era giornata e addio Olimpiade. A trionfare è la norvegese Gunn Rita Dahle, 31 anni, due figli, vegetariana, magrissima, che va pazza per Mario Cipollini e dopo la vittoria vuole fare la giornalista.

 

“Chiedo scusa a tutti, oggi ho deluso, davanti a tanti italiani che sono arrivati per vedermi. Volevo il bronzo, ma già da stamattina non ero a posto, non mi sentivo bene. Non lascio e spero di ritornare competitiva” dichiara dopo il ritiro Paola.

A tutt’oggi è, insieme alla norvegese Dahle, Paola Pezzo l’unica atleta ad aver vinto Olimpiade, mondiale e coppa del mondo. Forse il mondo dello sci azzurro non ha goduto di una fondista ma di sicuro abbiamo una grande campionessa su due ruote.

 

 

Paola Pezzo il Palmarès

  • 1993
    Campionati del mondo, Cross country (Métabief)
  • 1994
    Campionati europei, Cross country
    9ª prova Coppa del mondo, Cross country (Lenzerheide)
  • 1995
    3ª prova Coppa del mondo, Cross country (Houffalize)
    4ª prova Coppa del mondo, Cross country (Budapest)
  • 1996
    Giochi olimpici, Cross country (Atlanta)
    Campionati europei, Cross country
  • 1997
    Campionati del mondo, Cross country (Château-d’Œx)
    1ª prova Coppa del mondo, Cross country (Napa Valley)
    2ª prova Coppa del mondo, Cross country (Wellington)
    5ª prova Coppa del mondo, Cross country (Špindlerův Mlýn)
    6ª prova Coppa del mondo, Cross country (Mount Snow)
    7ª prova Coppa del mondo, Cross country (Mont-Sainte-Anne)
    8ª prova Coppa del mondo, Cross country (Vail)
    9ª prova Coppa del mondo, Cross country (Houffalize)
    10ª prova Coppa del mondo, Cross country (Annecy)
    Classifica finale Coppa del mondo, Cross country
  • 1998
    2ª prova Coppa del mondo, Cross country (Silves)
  • 1999
    Campionati europei, Cross country
    4ª prova Coppa del mondo, Cross country (Silves)
  • 2000
    Giochi olimpici, Cross country (Sydney)
  • 2005
    2ª prova Coppa del mondo, Marathon (Riva del Garda)