Groupama al Giro lista dei partenti

Groupama al Giro tutti al fianco di Pinot

Groupama al Giro con come unico leader i Thibaut Pinot che dopo il quarto posto dello scorso anno si candida per la vittoria finale forte del successo al Tour of the Alps.

Groupama al Giro d'Italia

Groupama al Giro d’Italia

Groupama al Giro d’Italia, la formazione francese ha ormai nella corsa rosa uno degli appuntamenti più importanti della sua stagione. Il capitano designato sarà quel Thibaut Pinot che lo scorso anno ha sorpreso un po tutti conquistando una vittoria di tappa e il quarto posto nella classifica generale finale. 

Il corridore transalpino arriva a questo Giro d’Italia con il morale alle stelle per aver conquistato in modo assolutamente netto il Tour of the Alps 2018. Per il forte scalatore della Franca Contea la Groupama al Giro porta una schiera di gregari pronti ad aiutare il capitano.

In salita ci si affida agli svizzeri Steve Morabito e Sébastien Reichenbach, con l’austriaco Georg Preidler come ulteriore assistenza non appena la pendenza aumenta mentre  Marc Madiot, per completare la squadra, si è affidato ai passisti storici del gruppo William BonnetMatthieu LadagnousAnthony Roux e Jérémy Roy.

 

 

Sebastien Reichenbach contro Moscon

Sebastien Reichenbach attacca nuovamente Moscon

Sebastien Reichenbach non ha ancora digerito i fatti della Tre Valli Varesine e accusa Gianni Moscon di averlo fatto cadere volutamente.

Sebastien Reichenbach,

Sebastien Reichenbach,

Sebastien Reichenbach, ciclista della FDJ, continua la sua battaglia legale contro Gianni Moscon per i fatti relativi alla Tre Valli Varesine. Lo svizzero accusa il corridore del Team Sky di averlo fatto volontariamente cadere durante la corsa varesina.

Sulla questione ha preso posizione anche il Presidente UCI Lappartient e il corridore elvetico ha denunciato l’accadimento alla Polizia e ha mandato la sua testimonianza all’UCI e ha ricordato i fatti della Tre Valli Varesine, come riportato da Cyclingnews.com:

 Sebastien Reichenbach: le parole

“L’UCI ha ricevuto la mia testimonianza come quelle dei testimoni e c’è una procedura davanti al tribunale civile. Moscon non mi ha mai chiamato per scusarsi. Ho ancora in mente le immagini dell’incidente: ero rilassato perché non c’era tensione in gruppo e l’andamento era molto tranquillo. Non c’erano situazioni pericolose, ma ad un certo punto ho sentito urtare la mia spalla. Dopo non ricordo nulla a causa della botta sul marciapiede. A terra ho subito detto al medico di squadra che un corridore mi ha spinto. Adesso voglio voltare pagina e concentrarmi per il 2018”.

 

 

 

Gianni Moscon e le polemiche francesi

Gianni Moscon non trova pace in un 2017 comunque positivo

Gianni Moscon

Gianni Moscon

Gianni Moscon, giovane talento del Team Sky, nonostante un 2017 ricco di soddisfazioni sportive non ha trovato molta pace in questa stagione. A partire dalla brutta vicenda degli insulti a Reza passando per la squalifica al recente Mondiale di Bergen. E attorno alle polemiche su Gianni c’è sempre stato un corridore o una squadra transalpina.

La stagione di Gianni Moscon ha riservato non poche soddisfazioni tanto che il nostro corridore si è ritagliato un ruolo di primo piano nel ciclismo mondiale giungendo quinto alla Parigi Roubaix e mettendosi in mostra con il compito di gregario di lusso di Froome alla recente Vuelta Espana. Alle luci sportive hanno fatto, come si diceva, da contraltare le ombre extra corsa con l’episodio accaduto al Giro di Romandia dell’insulto razzista rivolto al francese Kevin Reza, portato all’onore della cronaca da un post su Twitter del corridore svizzero della FDJ Sebastien Reichenbach, per il quale Gianni è stato sospeso per sei settimane. Nel recente mondiale di Bergen c’è stato il famoso episodio del “traino” che ha coinvolto il CT Davide Cassani e l’atleta trentino.

Non poteva, dunque, mancare l’attacco frontale della stampa transalpina visto che Moscon aveva battagliato col francese Alaphilippe. Alla Tre Valli è stato ancora Reichembach ad attaccare Moscon accusandolo della sua caduta. Il filo conduttore delle polemiche che vedono protagonista Gianni Moscon è la presenza di un corridore o una squadra francese.

Gianni, in un recente articolo apparso su La Gazzetta dello Sport, si è espresso in merito alla vicenda della Tre Valli: “La storia è sempre la stessa e coinvolge sempre le stesse squadre e le stesse persone. La stampa francese è contraria alla Sky e la stessa FDJ non perde l’occasione per polemizzare con il mio team, un po’ come è avvenuto al Tour per il nostro body da cronometro (la tecnologia Vortex Generator ndr)”.

«Moscon l’ennemi public n° 1». Moscon il nemico pubblico numero uno è il titolo del pezzo che l’Equipe ha dedicato al trentino: “In qualche mese il giovane corridore italiano si è guadagnato una reputazione da fare arrossire Joe Pesci”. Gianni Moscon avrà commesso qualche errore ma, come a volte accade, la stampa transalpina esagera un po’ nel commentare i fatti che riguardano i loro atleti