Manfredi visita la squadra dopo il brutto incidente.

Manfredi è in ripresa e torna a respirare aria di ciclismo

Manfredi, il ciclista 19enne che lo scorso 10 dicembre era stato  investito da un’automobile mentre si stava allenando, è andato a far visita al proprio team

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi

Manfredi, sfortunato atleta vittima lo scorso dicembre di un incidente stradale mentre si stava allenando nei pressi di Pietra Ligure è andato a far visita al proprio team in occasione del Giro d’Italia Under 23.

Samuele Manfredi ha raggiunto i compagni del Team Groupama Continental a Riccione in un momento di pausa dall’attività riabilitativa.

Dopo il terribile incidente di dicembre, Samuele era rimasto per un periodo superiore al mese in coma farmacologico per poi iniziare a rispondere agli stimoli di amici e medici riaprendo gli occhi nei primi giorni di gennaio di quest’anno.

Il 2018 di Samuele, ragazzo alto e robusto, era stato da incorniciare con tante vittorie in Italia e in Europa. Vittorie che gli erano valse la chiamata della Groupama-FDJ proprio pochi giorni prima di quel maledetto 10 dicembre.

Marco Villa, CT azzurro dei pistard, ha sempre sottolineato il carattere simpatico ed allegro di Samuele, carattere che lo sta aiutando ad affrontare il duro lavoro di recupero dai postumi dell’incidente.

Venerdì scorso Samuele Manfredi è tornato a respirare aria di ciclismo andando a trovare i suoi compagni e gli altri amici alla partenza del Giro d’Italia Under 23, una boccata d’aria e d’entusiasmo che siamo certi darà un’ulteriore spinta all’attività quotidiana di recupero.

Samuele Manfredi prosegue il percorso riabilitativo

Samuele Manfredi prosegue il suo lungo percorso riabilitativo

Samuele Manfredi prosegue nel cammino verso la normalità: dopo l’uso della parola ecco la prima uscita all’aria aperta

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi prosegue con tenacia il suo iter riabilitativo per recuperare dai postumi dell’incidente occorsogli in allenamento lo scorso mese di dicembre. Samuele venne portato in condizioni gravissime all’Ospedale di Pietra Ligure quel maledetto giorno di dicembre. Poco prima dell’incidente era stato ingaggiato dalla squadra «pro» transalpina Groupama-FDJ.

L’equipe del professor Giorgio Barabino lo ha tenuto in coma artificiale per un mese per far assorbire l’edema cerebrale che aveva riportato nell’impatto. A gennaio Samu si è “svegliato”, per un mese intero ha lottato come un leone per riprendere in mano la sua vita e ora lotta dopo essere stato trasferito a Ferrara per seguire un protocollo di riabilitazione. Una cosa del genere ti può distruggere ma Samuele è uno abituato a lottare e allora ecco che Manfredi ha preso la strada giusta, una strada in salita, intendiamoci. Nessuno può pensare di uscire da un quadro clinico come il suo con gli occhi asciutti ma la cosa importante è uscirne.

Dal 16 gennaio Samuele Manfredi ha iniziato un percorso di recupero, prima per “riattivare” la mente con , esercizi di memoria e piccoli ragionamenti. L’iter sta dando i suoi frutti: Samuele è riuscito a parlare telefonicamente con il CT della Nazionale juniores, Rino De Candido suo caro amico:

“L’ho sentito per due volte – ha spiegato De Candido – la prima volta mi ero veramente emozionato tanto. Adesso Samu parla bene, proprio bene, al telefono era spigliato. Ha voluto sapere della nostra Gand-Wevelgem. Qualche giorno prima aveva detto alla mamma ‘ho fame’. Sta progredendo veramente bene”

Domenica scorsa Samuele Manfredi (primo alla Gand-­Wevelgem e secondo alla Roubaix juniores nel 2018), complice il clima favorevole, è uscito dalla clinica in carrozzina, accompagnato da mamma Giovanna e dal padre.

Per il 19enne è stata la prima boccata di aria aperta dal giorno dell’incidente. Un altro step nel percorso di risalita in “sella” alla vita.

Nelle scorse settimane il commissario tecnico della nazionale maggiore di ciclismo, Davide Cassani, ha ricevuto un sms dal padre di Samuele:

“un messaggio bellissimo, Samuele mi mandava i saluti. Parole che mi hanno riempito la giornata. Ci vorrà tempo, ma si ristabilirà” parola di CT.

Samuele Manfredi non è più in pericolo di vita!

Samuele Manfredi sarà dimesso dall’ospedale

Samuele Manfredi, vittima di un brutto incidente lo scorso 10 dicembre, non è più in pericolo di vita e sarà dimesso dall’ospedale

Samuele Manfredi (Fonte Pagina Facebook)

Samuele Manfredi (Fonte Pagina Facebook)

Samuele Manfredi, talento emergente del ciclismo italiano, lo scorso 10 dicembre aveva riportato un gravissimo trauma cranico a seguito di un terribile incidente stradale mentre si stava allenando lungo le strade di Toirano. Prontamente soccorso e trasportato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure le sue condizioni erano fin da subito apparse molto critiche.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il 18enne non sarebbe più in pericolo di vita e i test di reattività a cui è stato sottoposto sono stati decisamente incoraggianti tanto da indurre a valutare la possibilità di dimissioni dall’ospedale entro il prossimo week end.

L’obiettivo dell’equipe del Professor Giorgio Barabino sarebbe quello di trasferire il ragazzo in una struttura specializzata in neuro-riabilitazione. Va detto che Samuele resta in come ma le sue condizioni cliniche paiono stabilizzate e in grado di consentire un ulteriore step nei trattamenti.

Candidato numero uno per accogliere Samuele Manfredi è il centro neuro riabilitativo di Ferrara ma potrebbe essere presa in considerazione anche una clinica di La Spezia.

Samuele Manfredi investito, aggiornamento condizioni

Samuele Manfredi in gravi condizioni dopo un incidente

Samuele Manfredi, talento del ciclismo italiano, vittima di un gravissimo incidente mentre si allenava a Toirano, è in coma in condizioni stabili

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi è rimasto vittima di un brutto incidente lunedì mattina mentre in sella della sua bicicletta si stava allenando sulle strade della Liguria.

Il ragazzo si stava, come detto, allenando in prossimità di Toirano quando attorno a mezzogiorno si è scontrato con un’automobile andando a battere violentemente sull’asfalto riportando un grave trauma cranico.

I soccorsi sono stati immediati e sul posto sono intervenuti gli addetti della Croce Bianca di Borghetto che hanno lavorato per mettere in sicurezza il ragazzo e trasportarlo, in codice rosso, presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Presso il presidio ospedaliero, Samuele Manfredi è stato posto in coma farmacologico.

Samuele è stato operato per ridurre l’edema cerebrale e la prognosi resta naturalmente riservata ma le condizioni vengono  definite dal personale sanitario stabili.

Originario di Pietra Ligure, il talentuoso ciclista classe 2000 negli ultimi anni ha letteralmente fatto incetta di allori sportivi. La scorsa estate, Samuele si è laureato campione europeo juniores nell’inseguimento su pista ad Aigle, in Svizzera ma prima si è diplomato al Liceo Scientifico Bruno di Albenga. Ragazzo serio e determinato, grande fisico (un metro e novanta per 80 chili di muscoli) da pochi giorni ha siglato un accordo con la formazione Continental satellite della Groupama-FDJ di Thibaut Pinot

Manfredi lo scorso marzo ha conquistato la Granfondo “Davide Cassani” con una fuga solitaria di quasi 100 km e ha poi ottenuto la vittoria alla Gand-Wevelge

Remco Evenepoel cannibale ai Mondiali di Innsburck

Remco Evenepoel cannibale, Andrea Piccolo di bronzo

Remco Evenepoel cannibale conquista il titolo mondiale ad Innsrbuck nella cronometro individuale maschile juniores, Andrea Piccolo terzo

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel cannibale del ciclismo mondiale tra gli Juniores. Era il favorito numero uno della prova a cronometro e il belga, classe 2000, non ha minimamente la pressione del favore del pronostico.

Il giovanissimo corridore, pronto salto da professionista con la maglia della Quick-Step Floors dopo aver dominato agli Europei, è andato a prendersi il titolo mondiale in quel di Innsbruck nella cronometro individuale maschile juniores lasciando staccatissimi tutti gli avversari.

Lungo i 27,7 km della prova a cronometro Junior di Innsbruck il risultato non è mai stato minimamente in dubbio. Fin dai primi giri di pedali si è capito che Remco Evenepoel, ex capitano della nazionale giovanile Belga di calcio, avrebbe letteralmente trionfato in tutta tranquillità.

All’intermedio Remco aveva già un margine di oltre 40” sul primo atleta alle sue spalle, all’arrivo il margine sale addirittura 1’23”. Una prova eccezionale quella del belga che ha chiuso in 33:15.24 a 49.979 km.

Alle spalle del cannibale Remco Evenepoel ecco l’australiano Lucas Plapp che, pur avendo trascorso buona parte della prova come leader, aveva già noto che la sua medaglia non sarebbe stata d’oro.

A esultare, però, ci sono anche i nostri colori grazie ad Andrea Piccolo, classe 2001, il migliore degli atleti al primo anno in categoria. Andrea già tricolore di specialità ha messo in scena una prova davvero eccezionale andando a conquistare un bronzo insperato a 1’37”. Gli azzurri rimangono, quindi, così ancora sul podio dopo l’argento del 2017 con Antonio Puppio.

L’altro azzurro al via, il toscano Samuele Manfredi, è giunto trentaduesimo a 3’46”.

 

 

 

 

Samuele Manfredi secondo alla Parigi-Roubaix

Samuele Manfredi secondo alla Roubaix Juniores, vince Askey

Samuele Manfredi conquista il secondo posto nella Parigi-Roubaix juniores dopo averla dominata dal primo all’ultimo chilometro. Vince Lewis Askey

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi ligure della Work Service Romagnano domina dal primo all’ultimo chilometro la  Parigi-Roubaix juniores ma, dopo una prova gagliarda e generosa sulle pietre deve arrendersi al Lewis Askey è riuscito a precedere lo scatenato corridore di Loano.

Manfredi e Askey hanno dato spettacolo con uno splendido attacco ai meno venticinque chilometri dall’arrivo, il gruppo ha provato a reagire ma la maggior forza dei due non ha consentito a nessuno di rientrare sulla fuga e sono stati loro due a giocarsi il successo sulla storica pista del velodromo di Roubaix.

Nello sprint all’interno del mitico velodromo, Askey, juniores di primo anno sedicenne di Cannock, nella contea dello Staffordshire, ha fatto valere il suo spunto battendo Manfredi.

Il podio viene completato  il danese Matthias Jensen Skjelmose. All’Italia di Rino De Candido resta la soddisfazione di una grande prestazione, non solo di Manfredi, ma di tutta la squadra.

Classe 2000, Samuele Manfredi è cresciuto nella nella Unione ciclistica Alassio e oggi corre per la Work Service Brenta Romagnano, solidissimo team giovanile del ciclismo veneto. Lo scorso anno ha vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Bergen (grazie al secondo posto conquistato ai campionati italiani di categoria).

Se è vero che all’Italia da troppi anni mancano corridori in grado di imporsi nelle grandi classiche (soprattutto per quelle del nord) pare che le nuove generazioni possano regalare presto soddisfazioni:

dopo il quinto posto a Roubaix dello scorso anno di Gianni Moscon, il nome di Manfredi è una possibile speranza per il futuro del movimento ciclistico tricolore.