Wiggins: il caso Froome, uno disastro!

Wiggins commenta la vicenda Froome

Wiggins, impegnato come commentatore per Eurosport si è pronunciato circa la vicenda Froome, WADA e Salbutamolo

Wiggins contro Froome

Wiggins contro Froome

Wiggins ha commentato il caso Salbutamolo che ha coinvolto Chris Froome, definendolo “un disastro”, mentre avanza richiesta di più soldi da  immettere nell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e per un controllo più approfondito delle regole.

Dopo essersi unito a Eurosport per la copertura del Tour de France, Wiggins ha parlato durante il suo programma intitolato “The Bradley Wiggins Show” e ha raccontato la sua visione della vicenda legata alla WADA, a Chris Froome e il Salbutamolo.

“Dobbiamo rispettare il fatto che è autorizzato a correre, e in un ambiente sicuro. Ci sono tante tensioni al momento e nessun atleta dovrebbe correre in quelle condizioni e avere la sua incolumità in pericolo durante più grande evento dello sport” ha dichiarato l’ex capitano della Sky.

L’ex vincitore del Tour de France (che aveva Froome tra i gregari) pensa che i regolamenti riguardanti il ​​farmaco fossero adatti allo scopo? “Apparentemente no” ha dichiarato “in tanti hanno parlato senza sapere tutte le informazioni necessarie per giudicare la situzione”

Wiggins e Froome hanno avuto forti frizioni in passato, la stessa moglie di Sir. Bradley si era fortemente esposta contro il kenyano, ma l’olimpico più decorato della Gran Bretagna non ha fatto altro che elogiare la gestione delle polemiche da parte del corridore del Team Sky.

“All’inizio dell’anno pensavo che potesse influenzarlo, ma è riuscito a rimanere dignitoso e ad elevarsi al di sopra delle polemiche correndo un Giro che resterà nella storia perla sua impresa. Per me è ancora uno dei favoriti per vincere il Tour de France. Ha dimostrato in passato di poter affrontare qualunque cosa gli venga lanciata contro” ha proseguito Wiggo.

Come molti altri, anche Wiggins era perplesso da un’apparente mancanza di comunicazione tra WADA e UCI che ha portato a una conclusione molto brusca del caso. “Penso che il vero problema sia come l’UCI e la WADA stanno comunicando al pubblico i loro verdetti, non abbiamo sentito nulla per otto o nove mesi e poi all’improvviso l’abbiamo sentito in un giorno un cosa e il giorno dopo l’esatto contrario. Forse avrebbero dovuto agire prima” ha proseguito il britannico.

Quale può essere, quindi, la soluzione di questa brutta situazione?”Qualcosa deve essere rivisto in maniera massiccia. Non penso che la WADA abbia un’enorme quantità di denaro, hanno bisogno di più investimenti. Sono stati creati 20 anni fa e probabilmente le loro regole sono state scritte in quel momento, quindi forse devono essere riscritte – ha sottolineato Wiggins – Per combattere davvero il doping nello sport c’è solamente bisogno di più soldi e finanziamenti “.

 

 

 

 

Dylan Van Baarle il salbutamolo lo uso anche io!

Dylan Van Baarle da quando sono alla Sky ho fatto dei puff

Dylan Van Baarle corridore olandese del Team Sky ha rilasciato una intervista parlando dell’uso di salbutamolo che farà molto discutere

Dylan Van Baarle

Dylan Van Baarle

Dylan Van Baarle è un giovane corridore del Team Sky selezionato per il Tour de France ma poi uscito dalle liste del team britannico per far spazio al il britannico Luke Rowe.

L’olandese ha, forse ingenuamente, rilasciato una intervista alla radio di stato olandese in cui ha candidamente confessato di fare uso di salbutamolo da quando è al team Sky.

Van Baarle ha parlato di un farmaco impiegato per agevolare i corridore nel migliorare la respirazione anche senza la presenza di particolari patologie respiratorie. Le reazioni sono state immediate e il corridore è corso ai ripari dichiarando di essere asmatico.

Dylan Van Baarle è alla prima stagione nella squadra britannica e avrebbe dovuto essere uno degli scudieri di Chris Froome alla Grande Boucle per le tappe di pianura. L’olandese, infatti, è il classico “passistone” da grandi classiche del nord ma, come detto, il suo nome è sparito dalla starting list definitiva presentata dalla Sky.

Dylan Van Baarle usa il salbutamolo

L’olandese ha però trovato popolarità proprio per merito (o colpa?) dell’intervista sopra citata in cui si è, appunto, parlato di un argomento spigoloso come l’impiego di salbutamolo all’interno della squadra britannica.

Dylan ha candidamente affermato di aver iniziato ad usare il farmaco “incriminato” da quando è approdato alla corte della Sky, descrivendo una situazione al limite del regolamento antidoping oltre che poco eticamente accettabile

Il corridore ha affermato di non essere asmatico, “ma da quando sono alla Sky ho fatto dei puff di salbutamolo. Non è per doparsi, ma aiuta a respirare”.

Come se non bastasse il corridore della Sky ha aggiunto “Non ti fa andate più forte ma siamo ciclisti e i nostri polmoni sono distrutti dagli sforzi e qualche puff aiuta a respirare meglio”.  Quello che fa strano è che una dichiarazione così rischiosa è arrivata a pochissimi giorni dalla sentenza di assoluzione di Froome per la positività al salbutamolo riscontrata nella scorsa Vuelta Espana.

Inevitabile che le parole dell’olandese siano come benzina sul fuoco delle polemiche che non si erano ancora minimamente assopite e lo spesso corridore, accortosi di aver esagerato ha cercato di correggere il tiro sottolineando i suoi problemi legati all’asma.

A stretto giro è arrivata la dura presa di posizione del team manager della Groupama FDJ, Marc Madiot, che ha detto in maniera lapidaria a L’Equipe “Ci hanno preso tutti per stupidi”. Caustico anche Ivano Fanini, da sempre in prima linea per la lotta al Doping (e dichiaratamente schierato contro Froome) che chiede un’inchiesta collegata alle forti affermazioni del corridore olandese.

“Van Baarle – afferma Fanini – dichiara che il salbutamolo lo propone il team perché fa bene e lui non è asmatico. Io avevo già affermato che del periodo quando Froome correva in Italia senza essere ancora famoso nessuno ricorda il fatto che fosse asmatico. Ribadisco che l’UCI deve rapidamente riaprire l’inchiesta sul kenyano. Ok il business deve andare avanti ma non possiamo far finta di nulla perché poi a pagarne le conseguenze sarebbe il ciclismo, il ciclismo vero basato sul sacrifico ed il sudore. Se tutto restasse silente a vincere sarebbero gli ipocriti, gli omertosi e i potenti”.

Fanini tira in ballo anche David Lappartient che ha dichiarato a tuttobicicweb “i ricchi hanno più possibilità di cavarsela. “Dove sono finiti i 10 milioni spedi dal team Sky per la difesa di Froome?” si chiede il dirigente toscano. “Queste non sono cose giuste, non trovo corretto che il britannico abbia vinto la Vuelta 2017 davanti ad un atleta esemplare come Vincenzo Nibali, si sia ripetuto al Giro ed ora possa fare tripletta al Tour” ha concluso Fanini.

Fanini: prima o poi c’è la resa dei conti!

Fanini tra casoFroome e provette retroattive

Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita-Prodir, lancia un monito alla vigilia della partenza del Tour de France

Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita-Prodir

Fanini, patron della Vita-Prodir

Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita-Prodir, da sempre in prima linea nella lotta contro il doping parla alla vigilia della partenza del Tour de France. Mai stato tenero nei confronti di Chris Froome, Ivano Fanini ha qualche settimana fa rilanciato l’idea di Bernard Hinault di scioperare contro il britannico coinvolto nella vicenda Ventolin-Salbutamolo.

Il dirigente aveva affermato che anche l’ex fuoriclasse belga Roger De Vlaeminck era fortemente contrariato per la situazione del corridore originario del Kenya: “Ho sentito l’amico Roger in quanto vorrei vedere suo figlio in maglia Amore e Vita, quando abbiamo parlato della diatriba Hinault-Froome anche lui si è detto favorevole ad una presa di posizione dura”.

Ora, dopo l’assoluzione del britannico la posizione del dirigente toscano non si è ammorbidita: “Avessi i 7 milioni investiti dalla Sky per il caso vincerei il Giro di Francia con un talento pulito”.

Fanini ha poi lanciato un monito a tutto il mondo del ciclismo:  “Le provette delle analisi antidoping vengono conservate e possono essere retroattive. L’uso di prodotti vietati può essere scoperto a distanza di anni”.

Il patron Amore e Vita è poi tornato sulla vicenda Froome: “Non ci sarà nessuno sciopero, nel gruppo c’è tanta omertà perché il rischio è ‘oggi a te domani a me’ e i ciclisti hanno paura a prendere posizioni forti. Froome vuol fare doppietta Giro-Tour? Possibile, al Giro sembrava spacciato poi ha acceso il motore e ha stracciato tutti con un’impresa impossibile, farà lo stesso in Francia ma attenzione perché prima o poi c’è la resa dei conti”.

 

Froome: Un grande giorno per il ciclismo!

Froome: sapevo di non aver sbagliato

Froome raggiante: “È un grande giorno per tutto il ciclismo, sapevo di non aver sbagliato” ha dichiarato il capitano del Team Sky

Froome Soddisfatto

Froome Soddisfatto

Froome è stato assolto, evviva Froome? Non tutti la vedono a questo modo, non tutti sono felici per come si è chiusa la vicenda salbutamolo. In molti reclamano i due pesi e due misure rispetto al trattamento riservato ad altri ciclisti.

Sicuramente chi sta gioendo della sentenza della Wada è proprio il capitano del Team Sky, Chris Froome: “l’UCI doveva esaminare i test della Vuelta su cui si è verificata l’anomalia. Le informazioni avrebbero dovuto restare confidenziali ma, come è noto, non è stato così. Sono stato il primo ad essere la vittima delle tempistiche allungate e della relativa incertezza che si è generata – ha dichiarato il britannico – sono ora felice che tutto abbia trovato una soluzione. Devo ringraziare il supporto del team e dei tifosi che in questi mesi non è mai mancato, questa sentenza è per me uno spartiacque e ora posso dedicare tutte le mie energie al Tour de France”.

In questi mesi sono stati in tanti a pronunciarsi contro la figura di Froome e contro la sua possibilità di correre. Ora la sentenza sembra poter porre la parola fine su tutte le polemiche a cui abbiamo assistito da quel 13 dicembre ad oggi.

Nelle prossime ore la Camera arbitrale dello sport francese sarà chiamata discuterà ancora del caso del corridore inglese ma ormai è certo che nessuno potrà impedire a Froome di essere al via della corsa francese.

“Sono incredibilmente felice che l’UCI abbia preso questa decisione di assoluzione, penso che questo momento sia fantastico non solo per me, per il team e per i miei tifosi ma soprattutto per il mondo del ciclismo. Ho passato mesi davvero difficili ma non mi sono abbattuto.

Tutti conosciamo i trascorsi del nostro sport, quelli belli e quelli tristi. Io ho sempre preso il mio ruolo di uomo punta del movimento con molta serietà agendo sempre in modo trasparente e corretto ed ero certo che il mio caso sarebbe stato chiuso con l’assoluzione perché sapevo di essere totalmente innocente”.

Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.

 

Team Sky attacca Bernard Hinault

Team Sky attacca il francese dopo le sue dichiarazioni

Team Sky attacca Bernard Hinault dopo che il francese ha suggerito di scioperare contro la presenza di Froome al Tour de France.

Team Sky attacca Hinault

Team Sky attacca Hinault

Team Sky attacca Bernard Hinault dopo che l’ex ciclista francese ha suggerito al gruppo di scioperare se il caso di Chris Froome positivo al Salbutamolo non viene risolto prima del via del Tour de France 2018.

Hinault ha chiesto ai corridori professionisti di smettere di essere “accondiscendenti” e di non correre se il campione in carica della Grande Boucle dovesse prendere il via.

Tuttavia, il Team Sky ha definito la leggenda del ciclismo francese “irresponsabile e male informata” in una dichiarazione rilasciata giovedì.

“E’ triste che Bernard Hinault abbia, ancora una volta, ripetuto commenti su un caso che chiaramente non capisce

“I suoi commenti sono irresponsabili e male informati. Chris non ha avuto un test positivo, piuttosto un risultato analitico negativo per un farmaco per l’asma prescritto. Chris, lo comprenderà anche Bernard, ha diritto di correre per un discorso di equità” ha proseguito l’entourage di Froome.

L’idoneità di Froome alla corsa deriva dal fatto che il Salbutamolo, a differenza degli steroidi o della CERA, non è una sostanza proibita che comporterebbe una sospensione provvisoria. Ciò significa che il 32enne può continuare a gareggiare fino alla risoluzione del caso.

“Questa è chiaramente una situazione difficile che nessuno più di Froome e di Sky vorrebbe che si risolvesse il prima possibile. Questi procedimenti servono per tutelare l’atleta e stabilire la realtà dei fatti, purtroppo la notizia è uscita sui media e da quel momento le cose si sono complicate – hanno sottolineato i vertici del Team Sky – siamo totalmente concentrati sul prossimo Tour e non ci lasceremo influenzare da questi commenti superficiali”.

Il presidente dell’UCI David Lappartient ha affermato che le probabilità che questo caso venga risolto prima della partenza della corsa non sono superiori dal 50% e tutto lascia pensare che, anche in Francia, Froome correrà senza avere certezze del suo destino.

“Non vorremmo trovarci nella situazione in cui non abbiamo una decisione prima del Tour de France ma questa è una opzione probabile – ha dichiarato Lappartient – Ero certo che la prima del via del Giro d’Italia si sarebbe tutto sistemato ma evidentemente non è stato così ed ora non so se riusciremo a governare questa situazione già prima dell’avvio del Giro di Francia”.

 

 

 

Bernard Hinault invita a scioperare contro Froome!

Bernard Hinault invita a scioperare per il caso Froome!

Bernard Hinault invita i corridori a scioperare contro la vicenda che vede Chris Froome positivo per il Salbutamolo

Bernard Hinault invita allo Sciopero

Bernard Hinault invita allo Sciopero

Bernard Hinault invita tutti a una ferma presa di posizione contro il capitano del Team Sky. L’ex campione francese si è più volte espresso negativamente circa la vicenda dell’ormai famosissimo controllo antidoping durante la Vuelta Espana 2017 che ha riscontrato un risultato positivo al salbutamolo per Chris Froome.

Dopo la partecipazione vincente (e da taluni contestata) al Giro d’Italia, Froome si appresta a prendere il via (da favorito) alla prossima Grande Boucle.

Il corridore britannico si sta preparando per dare l’assalto alla clamorosa doppietta di grandi giri (Giro-Tour) che manca da vent’anni (l’ultimo a ottenerla fu il compianto Marco Pantani).

Bernard Hinault invita allo sciopero

Tra tanti fans entusiasti (e meno), tra colleghi che non prendono una posizione ed ex colleghi favorevoli (o meno) una posizione assolutamente netta l’ha presa Hinault. che a Froome non dovrebbe essere consentito di correre il Tour ed ha esortato gli altri corridori ad una protesta formale e plateale come uno sciopero.

Il presidente dell’Uci Lappartient ha confermato che, visti i tempi necessari, la decisione su questo spinoso caso non verrà presa prima de “Le Grand Départ” del  Tour de France e, di conseguenza, il corridore della Sky sarà della corsa.

Bernard Hinault invita a “mettere giù il piede”!

Sul giornale Ouest France l’ex campione ha inviato parole al vetriolo contro Froome: “Il gruppo dovrebbe mettere piede a terra e fare sciopero dicendo che se c’è lui non si corre”.

Per Bernard non importa se l’uso del farmaco può non aver modificato l’esito della corsa ma “il Ventolin in quelle quantità non è consentito dal regolamento, è semplice. Hai superato il limite? Ne paghi le conseguenze. Credo che il gruppo sia troppo tenero e carino con Froome mentre con altri è stato più duro, le regole sono regole e valgono ugualmente per tutti”.

Hinault attacca Froome: non entra nella storia

Hinault attacca Froome: “Non è come me e Merckx”

Hinault attacca Froome: “in Italia non doveva neanche partire, è uno scandalo che deve finire” afferma il Tasso

Hinault attacca Froome

Hinault attacca Froome

Hinault attacca Froome, non è uno stralcio di una fanta telecronaca di una corsa ciclistica ma è quello che scaturisce dalle recenti dichiarazioni de “Il Tasso” circa la vittoria (che vale il “triplete” Giro-Tour-Vuelta) del Giro d’Italia da parte del Kenyano bianco (già punzecchiato qualche tempo fa).

E’ dura la presa di posizione di Bernard Hinault che va ad escludere il britannico dal gotha del ciclismo mondiale, il Tasso non vuole considerare il capitano del Team Sky nell’elite dei corridori in rado di completare vittoriosamente la tripletta di grandi corse a tappa.

L’impresa è riuscita, appunto, ad Hinault, a Eddy Merckx e ora a Froome, vincitore del Giro d’Italia quest’anno dopo i successi a Tour de France e Vuelta di Spagna nella scorsa stagione.

Proprio alla scorsa Vuelta Espana è esplosa come una bomba la positività al Salbutamolo di Froome ed Hinault sulla faccenda è inflessibile: “visto l’accaduto non avrebbe dovuto prendere parte alla corsa rosa. Che senso ha attendere così a lungo un verdetto. Forse il potere economico di alcune squadre ha un peso rilevante ed è tutto molto triste”.

Il Tasso non si lascia intimorire dal clamore e dall’approvazione della grande impresa fatta da Chris nel finale del Giro: “Froome non fa parte delle leggende del ciclismo, che immagine da del nostro sport? Fosse ai nastri di partenza anche del Tour de France sarebbe un vero scandalo”.

Lo sfogo del campione transalpino, che riuscì nell’impresa tra il 1982 e 1983, è stato raccolto dal quotidiano belga Het Laatste Nieuws quando da poco i bookmakers hanno reso note le quote per la Grand Boucle che vedono il Kenyano assoluto favorito per ottenere il quinto alloro alla corsa francese.

 

Tom Dumoulin “squalifica di Froome? Meglio di no”

Tom Dumoulin non gradirebbe un Giro vinto per squalifica

Tom Dumoulin vincitore del Giro 2017 parla della ventilata squalifica del neo vincitore della maglia rosa Chris Froome

Tom Dumoulin e Chris Froome

Tom Dumoulin e Chris Froome

Tom Dumoulin ha tentato in vano di bissare la vittoria del Giro d’Italia 2017 accontentandosi del secondo gradino del podio per soli 46 secondi alle spalle del favorito della vigilia Chris Froome. Il capitano del Team Sky, pur con la spada di Damocle della vicenda Salbutamolo e con i danni riportati in due cadute è riuscito, grazie ad una azione sensazionale, a conquistare il primo posto nella corsa rosa.

Se lo scorso anno Tom Dumoulin ha trionfato con 31 secondi di margine su Nairo Quintana quest’anno è stato lui a dover digerire la sconfitta per qualche decina di secondi.

La Farfalla di Maastricht ha sicuramente ben figurato durante lo svolgimento della corsa rosa restando saldamente nella top5 della generale ed ora molti lo additano come potenziale vincitore proprio del Giro di quest’anno. Come detto la vicenda della positività alla Vuelta pesa sulla testa del kenyano bianco ma l’olandese non sembra gradire queste voci: “non mi piacerebbe vincere a questo modo. Sul Colle delle Finestre è stato migliore di me, non c’è molto altro da dire e spero fortemente che Chris non venga squalificato”.

Insomma uno dei massimi beneficiari dell’eventuale cancellazione della vittoria del capitano della Sky si dichiara assolutamente contrario a questo eventuale accadimento.

“Se Chris dovesse perdere il Giro sarebbe davvero molto negativo per il ciclismo- ha dichiarato il capitano della Sunweb a La Gazzetta dello Sport – credo che questo non possa accadere e se fosse sospeso per quella non negatività alla Vuelta, la cosa non dovrebbe toccare la sua vittoria  il Giro d’Italia”

 

Tom Dumoulin al Tour de France 2018?

La sfida tra i due duellanti lungo le strade dello stivale potrebbe ripetersi prima del previsto: “Mi piacerebbe prendere parte al Tour perché ho concluso il Giro crescendo di condizione. Quest’anno tra le due corse c’è una ulteriore settimana di intervallo e a 27 anni penso di potermi confrontare su due grandi corse a tappe”.

E potremmo rivederlo anche al Tour de France: “Mi piacerebbe andarci perché ho concluso il Giro, ho 27 anni e vorrei vedere come si adatta il mio fisico, con un ruolo da stabilire. Quest’anno c’è un settimana in più tra Giro e Tour per recuperare. Ogni risultato sarebbe un bel bonus“.

 

Team Sky-Giro finalmente il tabù sarà sfatato?

Team Sky-Giro, dopo 5 anni si sfata il tabù?

Team Sky-Giro un tabù da sfatare dopo 5 anni con i tentativi infruttuosi di Wiggins, Landa, Porte e Thomas, ci voleva Chris Froome per battere la maledizione?

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro questo matrimonio s’ha da fare? Parliamoci chiaro, tutti quando venne annunciata la presenza di Chris Froome abbiamo pensato che finalmente la squadra britannica sarebbe stata in grado di vincere il Giro d’Italia. Parliamoci ancora più chiaro giovedì sera quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria del kenyano bianco alla corsa rosa e per il Team Sky si frofilava l’impossibilità di sfatare il Tabù-Giro.

Ci hanno provato in tanti nei 5 anni di esistenza della temibile formazione britannica. Il primo a calare nello stivale con i galloni del capitano e i favori dei pronostici fu Sir. Bradley Wiggins già vincitore alle Olimpiadi e al Tour de France. Per Wiggo il giro fu come la Russia per Napoleone. Fu poi la volta di Richie Porte che partì bene ma crollo complice anche la squalifica per un cambio ruota irregolare. Poi ecco Mikel Landa che, complice una cena indigesta, naufragò miseramente. Lo scorso anno, altro giro altra corsa, ecco Geraint Thomas che cadde violentemente dopo 12 tappe. Insomma solo un miracolo poteva fare uscire la Sky dalle paludi del bel paese, un miracolo o forse il corridore più forte (e più chiacchierato del momento) alias Chris Froome from South Africa.

Froome, abbiamo imparato a conoscerlo, è metodico, serio, non lascia nulla al caso. Nell’inverno ha macinato chilometri su chilometri spinto anche dalla rabbia per la positività al salbutamolo. In un team molto attento ai dettagli ecco che l’Inglese aveva pianificato tutto: arrivare a Gerusalemme un po a corto di preparazione per esplodere tornante dopo tornante e arrivare a Roma di rosa vestito. Manca ancora una tappa di montagna ma la prova di Chis ha strabiliato anche i suoi più grandi detrattori.

Se da una parte il Team Sky è solito calcolare ogni dettagli scrupolosamente, poco prevedibile era la caduta in ricognizione prima della crono di Gerusalemme o quella durante un tratto di salita nei primi giorni di corsa. Questi due accadimenti e la condizione ancora da arrivare avevano creato una dicotomia tra le aspettative degli addetti ai lavori e i risultati che Chris Froome stava ottenendo.

Quando Froome ha attaccato sullo Zoncolan tutti abbiamo pensato a un colpo di coda di un campione ferito che andava a vincere una tappa per “accontentarsi”. Invece nel Team Sky qualcosa bolliva in pentola. La tappa di ieri è stata preparata scientificamente, tutto studiato nei minimi dettagli. A ogni membro del team è stato affidato un compito: dai gragari che dovevano lavorare per il capitato ai DS ai massaggiatori fino agli autisti dei bus.

Un esempio della finalizzazione del piano sono stati gli uomini con pettorina sguinzagliati sul Colle delle FInestre laddove l’ammiraglia poteva restare indietro. Il team ha pensato a una task-force con uomini dotati di borracce, ruote, gilet per coprirsi e alimenti. Nicolas Portal ha coordinato gli uomini tutti dotati di radiolina per non sgarrare nemmeno di un centimetro.

Insomma Chris Froome è un fenomeno (anche discusso e attaccato dai tifosi) ma sicuramente gode di un team in cui la professionalità e l’organizzazione sono punto focale. Dopo tanti anni di attacchi vani, il kenyano bianco sembra indirizzato nel portare la prima maglia rosa oltre manica. Staremo a vedere.