Vibeke Backer testimone a favore di Chris Froome?

Vibeke Backer l’ancora di salvezza per Chris Froome?

Vibeke Backer, ricercatrice e pneumologa, sarà la testimone chiave nel processo che vede coinvolti Chris Froome e l’Unione Ciclistica Internazionale

Vibeke Backer

Vibeke Backer

Vibeke Backer, direttrice dell’Unità di Ricerca Respiratoria del Bispebjerg Hospital di Copenaghen, è una delle chiave di volta della situazione di Chris Froome. Da parecchi anni presso il centro di ricerca decine di giovani atleti sono sottoposti a massicce dosi di salbutamolo e sofisticatissime analisi per valutare con esattezza l’effetto che la sostanza ha sul corpo dell’atleta (ricordiamo che la sostanza è autorizzata dall’agenzia antidoping WADA sotto determinata soglia).

La risposta dei test è eloquente: negli sport di resistenza il Salbutamolo riesce ad aumentare in maniera significativa la potenza e a ridurre la sensazione di fatica (fonte European Respiratory Society). Presso il Bispebjerg si cerca di capire se i limiti Wada che determinano la positività sono affidabili o meno.

Il salbutamolo è consentito fino a un massimo di 1600 microgrammi al giorno pari a 16 dei famigerati “puff”(quantità superiore di 4 volte rispetto a quanto prescritto nel bugiardino del farmaco per pazienti asmatici).

Se nelle urine ci sono oltre 1200 ng/ml l’atleta deve dimostrare di non aver ecceduto nelle dosi a pena di squalifica (come avvenner per Diego Ulissi). Froome, il 7 settembre 2017 al termine di una tappa della Vuelta Espana, ha fatto registrare 2000 ng/ml, il massimo mai rilevato a un controllo.

“La mia positività è una questione che deve rimanere privata” ha dichiarato il britannico attualmente impegnato al Tour of the Alpes e futura mina vagante del Giro d’Italia 2018.

Una ricerca di Vibeke Backer pubblicata sulla rivista Drug Testing & Analysis può essere un’ancora di salvezza per Froome: dopo aver assunto il dosaggio massimo di Ventolin, 8 atleti su 15  in condizioni di disidratazione simili a quelle della Vuelta, hanno superato i limiti Wada e, in due casi, anche quelli di Froome.

In sostanza “Pur assumendo quantità legali di salbutamolo, un atleta può risultare non negativo ai controlli”. Non tutti nella comunità scientifica, però, sposano questa tesi: “Com’è possibile he nessuno sollevi il problema etico con la Wada che a un atleta sia permesso di assumere tre/quattro volte la dose consigliata a un asmatico col rischio di effetti collaterali? Come si fa a non capire che la norma stimola ad assumere alti dosaggi per migliorare la prestazione?” sono le parole di Fabien Pilard, ricercatore pneumologo dell’Università di Tolosa riportate da corriere.it.

Insomma a oltre sette mesi dalla positività ed a quattro dalla diffusione della notizia non accenna a trovare una soluzione uno dei casi più controversi del ciclismo.

UCI rigetta la difesa di Chris Froome

UCI rigetta la difesa di Froome: il dossier passa ora al tribunale

UCI rigetta la difesa di Froome, secondo una indiscrezione del quotidiano LeMonde la situazione del corridore del Team Sky si complicherebbe

UCI rigetta la difesa di Froome,

UCI rigetta la difesa di Froome,

UCI rigetta la difesa di Froome, questa è l’indiscrazione  riportata ieri dal quotidiano francese LeMonde. Il caso della positività al Salbutamolo da parte del corridore del Team Sky nella scorsa Vuelta a España sarebbe finalmente arrivato al Tribunale Antidoping dell’UCI che dovrà decidere le sorti del corridore kenyano.

Secondo l’articolo  i servizi legali antidoping dell’Unione Ciclistica Internazionale, al termine di lunghi studi, avrebbero rigettato le tesi difensive di Chirs Froome (e della moglie Michelle) non trovando dati che portassero a non procedere nei confronti del britannico che nel frattempo si gode la futura seconda paternità.

 

Secondo i france lo staff legale del britannico, coordinato dalla star Mike Morgan, starebbe rallentando i tempi con continue eccezioni procedurali in quanto la stessa norma consente per le positività al salbutamolo la possibilità di  dimostrare eventuali anomalie fisiologiche che causino una super produzione di metaboliti nelle urine (va ricordato che Froome ha raggiunto 2.000 ng/ml, il doppio della soglia massima, il più alto valore mai registrato).

L’avanzamento a piccoli passi di entrambe le parti in causa potrebbe consentire a Froome di trovarsi aperte le porte di Giro d’Italia e Tour de France , precedute da una puntata al Tour of the Alps, in Trentino. Il tutto, naturalmente, avverrebbe tra  l’imbarazzo degli organizzatori, i malumori degli avversari, della Federazione Ciclistica Internazionale e dei tanti fans del ciclismo.

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa papà per la seconda volta, l’annuncio

Froome diventa di nuovo padre, una gioia per lui e la moglie Michelle Cound dopo un periodo decisamente negativo con la positività al Salbutamolo

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta, a dare l’annuncio della gravidanza della moglie Michelle Cound è stato direttamente il campione del Team Sky mediante il suo profilo Twitter. Insomma non solo guai e preoccupazioni per il kenyano bianco in questo inizio 2018 ma finalmente anche una notizia in grado di scaldare il cuore anche ad un freddo come Chris.

La notizia è stata diffusa mediante i canali social del ciclista. La coppia ha già un figlio (Kellan) nato nel dicembre del 2015 e non è strano trovare in rete dei post in cui Chris Froome condivida delle foto assieme al primogenito. Storica è la foto sul podio del Tour de France 2017 agilmente conquistato dal capitano del Team Sky.

Ad annunciare la futura nascita in casa Froome ecco la scritta “coming August 2018″ (arrivo in agosto 2018) e la foto di un dettaglio dell’ecografia a cui è stata sottoposta Michelle Froome, al momento non è stato ancora reso noto il sesso del nascituro.

Froome diventa padre ma a sua situazione è tutt’altro che fluida dal punto di vista lavorativo: non sono state poche le polemiche che lo hanno coinvolto per la positività ad un test antidoping che ha rivelato una quantitativo si salbutamolo superiore a quanto ammesso dai regolamenti.

La sua partecipazione al Giro d’Italia 2018 e al Tour de France 2018 non è ancora scontata; lo stesso Presidente dell’UCI David Lappartient non è stato tenero con il britannico che ha ricevuto parecchie critiche anche dal suo ex capitano alla Sky  Sir Bradley Wiggins.

 

Salbutamolo cos’è? Informazioni sul farmaco

Salbutamolo cos’è il farmaco broncodilatatore che ha incastrato Froome

Salbutamolo cos’è questo farmaco di cui tanto si parla per via della positività al doping del capitano della Sky Chris Froome

Salbutamolo: Ventolin

Salbutamolo: Ventolin

Salbutamolo cos’è? Diciamocelo chiaramente in questo periodo nel ciclismo si fa un gran parlare di questo farmaco broncodilatatore, appartenente alla classe degli agonisti selettivi dei recettori β2-adrenergici a breve durata d’azione, impiegato per il trattamento dell’asma.

Il salbutamolo è somministrabile per via inalatoria, orale e parenterale, Chris Froome sostiene di averlo assunto mediante le ormai note “puffate” di Ventolin.

Il Ventolin, però, non è l’unico medicamento che contiene questa sostanza. In commercio vi sono diverse specialità medicinali contenenti Salbutamolo, ecco alcuni esempi:

  • Broncovaleas ®
  • Breva ®
  • Naos ®
  • Ventolin ®

ll salbutamolo (INN: salbutamol; USAN: albuterol) è un farmaco simpaticomimetico diretto, con  attività agonista nei confronti dei recettori adrenergici; presenta una evidente selettività d’azione nei confronti dei recettori beta2 e provocando rilasciamento della muscolatura liscia di bronchi, utero e vasi della muscolatura scheletrica.

Il meccanismo alla base dell’attività farmacologica del salbutamolo è correlato agli eventi post-recettoriali: il legame del farmaco con i recettori beta2 determina attivazione beta2 dell’adenilciclasi che catalizza la conversione dell’ATP a cAMP, responsabile del rilascio della muscolatura liscia.

Salbutamolo Per Cosa si Usa?

Fondamentalmente il principio attivo viene adoperato per curare la dell’asma bronchiale e della broncopatia legata all’asma in accompagnamento ad altri farmaci specifici.
E’ importante segnalare che l’uso di Salbutamolo può avere effetti collaterali di notevole rilievo soprattutto in soggetti affetti da:

  • Aritmie
  • Diabete
  • Glaucoma
  • Ipertensione
  • Ipertiroidismo
  • Ipertrofia prostatica

In caso in cui l’uso di salbutamolo possa provocare brocospasma paradosso è importante interrompere immediatamente l’uso del farmaco e avvisare il proprio medico.

Salbutamolo Interazioni

In linea di principo la somministrazione concomitante di farmaci β2-agonisti selettivi (e di farmaci β-bloccanti non selettivi (propranololo) non deve essere effettuata ed in ogni caso può avvenire solo sotto controllo medico in caso di impiego di altri farmaci

Il salbutamolo può provocare diversi tipi di effetti avversi che naturalmente in base alle caratteristiche del singolo paziente

Salbutamolo: reazioni allergiche

Il salbutamolo – come qualsiasi altro farmaco – può scatenare reazioni allergiche, anche gravi, in soggetti sensibili. Tali reazioni possono manifestarsi sotto forma di:

  • Angioedema
  • Broncospasmo
  • Collasso
  • Emicrania
  • Ipertensione
  • Iperattività
  • Tremore
  • Orticaria

Il trattamento con salbutamolo può favorire l’insorgenza di:

  • Extrasistole
  • Fibrillazione atriale
  • Ischemia miocardica
  • Palpitazioni
  • Tachicardia sopraventricolare;
  • Vasodilatazione periferica;

Salbutamolo: altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che possono manifestarsi durante la terapia con salbutamolo, sono:

  • Broncospasmo paradosso;
  • Irritazioni alla bocca e alla gola;
  • Ipokaliemia
  • Crampi muscolari
  • Tensione muscolare.

Salbutamolo: limiti Wada

La Wada ha fissato limiti di utilizzo del Salbutamolo, ovvero l’inalazione di 1600 microgrammi per millilitro sulle 24 ore e non più di 800 sulle 12 ore, e la concentrazione di Salbutamolo nelle urine non deve superare i 1000 nanogrammi per millimetro, ma quella di Froome sarebbe risultata di 2000

Cerotti al Testosterone: bufera sul Team Sky

Cerotti al Testosterone, la squadra di Froome nella bufera

Cerotti al Testosterone, un nuovo scandalo colpisce il Teak Sky di Chris Froome. Ma la vicenda è relativa a sette anni fa!

Cerotti al Testosterone, nuovo scandalo Sky?

Cerotti al Testosterone, nuovo scandalo Sky?

Cerotti al Testosterone, il nuovo colpo basso al Team Sky di Chris Froome. Come se non bastasse il polverone sollevato dalla vicenda Salbutamolo, una nuova vicenda torbida avvolge la squadra britannica. Tutto nasce da un articolo Daily Mail  secondo cui, sette anni fa, l’allora medico della formazione di David Brailsford nonché della Federciclo britannica aveva ordinato alcuni prodotti vietati, poi rispediti al mittente. L’indagine, archiviata un anno fa, è stata riaperta per cercare di acquisire nuovi dettagli.

Insomma l’ombra del doping avvolge ancora la formazione di Froome, in realtà si tratta di vicende “vecchie” ma l’evoluzione della questione rischia di colpire anche la Federazione Ciclistica di Sua Maestà.

 

Cerotti al Testosterone per Richard Freeman?

Il dottor Richard Freeman all’epoca dei fatti (sette stagioni fa) lavorava in via congiunta per la Sky che per la British Cycling tanto che le due entità condividevano addirittura la sede legale in quel di Manchester. Secondo quanto riportato dal Mail, ora il medico sarebbe sotto inchiesta del Consiglio Medico Generale per via di una mail in cui il dottore chiederebbe al fornitore di affermare che l’invio era avvenuto per errore.

Il dottor Freeman e Steve Peters, attuale psicologo del Team Sky, hanno dichiarato al Sunday Times che il materiale era stato restituito al fornitore e mai utilizzato dai ciclisti. Ora le indagini si stanno concentrando sulla reale esistenza di questi scambi di email e, in caso affermativo, potrebbero coinvolgere la Gran Bretagna nel più grande scandalo legato al doping della sua storia. Se dovesse esplodere una simile bomba  è facilmente immaginabile la fine del team Sky, già sotto l’occhio del ciclone il controllo antidoping effettuato alla Vuela il 7 settembre del 2017 in cui il suo capitano è risultato positivo.

 

Sir Bradley Wiggins: non andate al Team Sky

Sir Bradley Wiggins parla ai giovani del suo team: non andate alla Sky!

Sir Bradley Wiggins, ex corridore del Team Sky invita gli atleti del suo team giovanile a non andare nel team britannico, sarà polemica?

Sir Bradley Wiggins e il suo team

Sir Bradley Wiggins e il suo team

Sir Bradley Wiggins ha presentato il nuovo kit del suo omonimo team per la stagione 2018 e ha colto l’occasione per dispensare alcuni suggerimenti ai giovani atleti che fanno parte della squadra. Wiggins, primo britannico a conquistare il Tour de France ha trascorso molte stagioni nell’organico del Team Sky e conosce molto bene pregi e difetti della compagine d’oltre manica.

Qualche settimana fa, sui social si è accesa la polemica tra Sir Bradley Wiggins (o meglio sua moglie) e Chris Froome in merito alla vicenda della positività al salbutamolo. La moglie del corridore inglese ha definito il kenyano un “rettile” ed è evidente che tra i due entourage non corra buon sangue.

Non stupiscono, quindi, troppo le parole del baronetto che da poco sta tentando la via del canottaggio: “Non andare al Team Sky in futuro, andate da qualche altra parte. Vi rovineranno”. Apparentemente, usando il tipico umorismo britannico, le parole sono sembrate goliardiche ma è palese che sotto sotto c’è qualche cosa di vero.

Nonostante i risultati ottenuti indossando la divisa del Team Sky, pare evidente che Sir Bradley Wiggins e Sky non siano troppo in sintonia. Uno dei motivi della tensione è legata a un misterioso pacchetto il cui reale contenuto non è mai stato divulgato nemmeno a seguito di una indagine pubblica. Già in passato alcune frasi sibilline dell’inglese avevano incrinato i rapporti: “non voglio una squadra che si nasconde nei bus ma un team che si impegna a essere vicina al pubblico” disse.

“Guarda stasera, non ci sono limitazioni alla stampa, potete interagire” ha dichiarato Wiggins durante la presentazione rivolgendosi ai giornalisti presenti. Una chiara stoccata al  team manager Sir Dave Brailsford che aveva apostrofato un giornalista durante il Tour de France 2017 con un sonoro “vaffa”.

Il campione olimpico si è poi soffermato sull’evoluzione del ciclismo: “Non mi riconosco molto nel ciclismo attuale, non è lo sport di cui mi sono innamorato anche se resterà sempre nel mio cuore, il primo amore non si scorda mai. Posso però dire che troppa scienza non va bene, troppi misuratori di potenza, troppe tabelle. Era meglio quando ad una corsa potevi trovare i campioni che si cambiavano nel retro di un’auto. Credo che anche gli sponsor si stanno accorgendo di questo distacco con il pubblico, il team più forte del mondo (la Sky ndr) non è ben visto dai tifosi, come si può pensare che gli sponsor investano ancora milioni nel ciclismo?”

 

Il Team Wiggins affronterà la stagione 2018 con un entusiasmante roster di talenti tra cui la star del futuro Tom Pidcock fresco vincitore dei Mondiali di Ciclocross di categoria a Valkenburg

 

 

Giorgio Squinzi: fermate Froome!

Giorgio Squinzi: alla Mapei avrei fermato Froome

Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria e Mister Mapei, parla della vicenda doping-Froome e ricorda la vicenda Garzelli al Giro d’Italia

Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi non le manda a dire: “Non ho dubbi, come non ne ho avuti sedici anni fa: io al posto del Team Sky Froome l’avrei fermato”. Cosi ha parlato l’ex patron di uno delle squadre più forti del ciclismo moderno che continua a seguire, seppur da lontano, le vicende del mondo del pedale.

Giorgio Squinzi ha lasciato il mondo del ciclismo nel 2002 dopo che Stefano Garzelli, capitano della Mapei e già vincitore di due tappe nella prima settimana, risultò positivo ad un controllo antidoping e il patron della Mapei ben ricorda quel momento. “Era il 17 maggio 2002, il giorno del mio compleanno, non posso dimenticare quella mazzata. Il Probenecid fu la pietra dello scandalo, un diuretico. Stefano venne allontanato dalla corsa, nonostante sostenesse di non aver mai assunto tale sostanza e si facesse l’ipotesi di un probabile inquinamento alimentare”.

Per Garzelli arrivarono ben 11 mesi di squalifica per responsabilità oggettiva e dice Squinzi “noi a fine stagione abbandonammo l’attività legata al ciclismo”.

Secondo Giorgio Squinzi  uno dei problemi che intrappola il ciclismo è il regolamento: “farraginoso, troppo vulnerabile e poco chiaro. Ricco di zone grigie, che il ciclismo e lo sport in genere non devono avere e non possono più permettersi”.

Il patron della Mapei è intransigente sul caso Froome-Salbutamolo: “Il limite è 1.000 nanogrammi millilitro? Lui è stato trovato a 2.000: è fuori. Lo ripeto: se fosse stato un nostro corridore, Froome non avrebbe incominciato nemmeno la stagione”.

Insomma intransigenza e trasparenza devono essere alla base del ciclismo secondo Squinzi: “Tim Wellens lo scorso anno si è ritirato dal Tour per non chiedere un’autorizzazione a utilizzare del cortisone per curare alcuni problemi di respirazione. Ho apprezzato parecchio le sue parole: le cose devono essere bianche o nere”.

Squinzi si interroga sull’importanza politico-economica del team di Chris Froome: “quello che trovo sbagliato sono i due pesi e le due misure e mi auguro che questo non dipenda dal peso che ha il marchio Sky e gli investimenti che fa in questo sport”.

E proprio sul capitolo investimenti, Squinzi attuale patron del Sassuolo è categorico: “Eravamo il team Sky di quei tempi, arrivammo a mettere nel ciclismo anche 15 milioni l’anno. Investiamo ancora negli eventi UCI Ma non vogliamo legare il nostro nome alle vicende di uno o dell’altro corridore, è troppo rischioso, il ciclismo oggi è un investimento negativo”.

Le parole del patron di Mapei seguono una serie di polemiche che hanno coinvolto il capitano del Team Sky, le posizioni sono spesso diametralmente opposto ma spesso condivisibili.

 

Giorgio Squinzi: chi è?

Giorgio Squinzi nato a Cisano Bergamasco il , 18 maggio del 1943 è un notissimo imprenditore del settore  chimico italiano, amministratore unico di Mapei, azienda fondata da suo padre Rodolfo nel lontano 1937. Squinzi è stato presidente di Confindustria dal 2012 al 2016.

Il proprietario della Mapei è stroricamente appassionato di ciclismo, il padre Rodolfo era stato per qualche anno professionista, la sua azienda ha sponsorizzato per dieci anni la squadra professionistica Mapei-Quick Step che ha rappresentato un dei team più forti degli anni ’90.

Dopo aver abbandonato il ciclismo la passione sportiva di Giorgio si è riversata nel calcio, arrivando ad acquistare il Sassuolo Calcio, squadra di provincia che ha portato a disputare l’Europa League (la seconda competizione europea per club).

Nel 1995 ha ottenuto il titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana

Froome su Contador “prese sostanze vietate, io no”!

Froome su Contador “Io innocente, non sono come lo spagnolo”

Froome su Contador si esprime in modo molto duro: lo spagnolo positivo a sostanza vietata il mio non è doping

Froome su Contador

Froome su Contador

Froome su Contador e sulla sua situazione personale assume una posizione decisamente netta e dura. “Sono innocente e spero che la vicenda si concluda positivamente il più presto possibile” ha dichiarato il kenyano bianco in merito alla sua positività al salbutamolo emersa durante l’ultima Vuelta a Espana.

Affermazione netta e esposta a voce e non solamente a mezzo social network quella che il capitano del Team Sky ha dato nel giorno del suo debutto stagionale alla Vuelta a Andalucia-Ruta del Sol.

Chris Froome assicura di avere dalla sua parte un “supporto incredibile” da parte del gruppo, è certo che “quando tutti i fatti verranno fuori, anche la gente la vedrà dal mio punto di vista”.

Il corridore nato a Nairobi che negli ultimi anni ha conquistato ben 4 Tour de France e una Vuelta Espana, ha confermato che il periodo “è stato difficile per tutti” ma che la sua sete di vittoria non è minimamente placata. A giudicare dagli allenamenti postati su Strada  è facile comprendere con Froome sia focalizzato sui due obiettivi dichiarati: Giro d’Italia e Grande Boucle.

“Mi sono allenato tanto questo inverno, preparandomi per la nuova stagione. Ovviamente, quest’anno ho degli obiettivi ambiziosi e cercherò di fare il massimo sia al Giro che al Tour”, insomma il capitano del Team Sky non lascia ma raddoppia.

Froome su Contador: “io sono pulito, lui era positivo”!

Nella conferenza stampa, ad esplicita domanda di un giornalista,  ci sono state parole forti di Froome su Contador: “Il suo caso era molto differente perché, a differenza del mio, aveva ad oggetto una sostanza vietata”, siamo certi che queste frasi faranno parlare molto nei prossimi giorni.

Insomma Froome ha categoricamente rifiutato ogni paragone con il caso di Alberto Contador, vincitore del Giro 2011 e successivamente squalificato per una positività al clenbuterolo dell’anno prima.

Ruta del Sol al via Chris Froome nonostante le polemiche

Ruta del Sol nella starting list anche il capitano della Sky

Ruta del Sol al via ci sarà anche il capitano del Team Sky Chris Froome al centro di molte polemiche per il salbutamolo

 

Ruta del Sol vinta da Froome nel 2015

Ruta del Sol vinta da Froome nel 2015

Ruta del Sol, corsa a tappe che si terrà in Andalusia dal 14 al 18 febbraio, vedrà ai nastri di partenza anche il capitano del Team Sky Chris Froome. Il britannico è stato iscritto alla manifestazione nonostante sia sotto indagine da parte dell’ente governativo mondiale del ciclismo dopo essere risultato “non negativo” ad un test antidoping.

Chris Froome prenderà dunque parte alla breve corsa a tappe spagnola che già lo vide vincitore nel 2015.

Froome dovrà rendere conto all’Unione ciclistica internazionale (UCI) delle motivazioni per cui un suo campione di urine prelevato durante la Vuelta Espana dello scorso anno ha mostrato una concentrazione di salbutamolo doppia rispetto al livello consentito.

 

 

Ho fatto allenamento duri nel mese di gennaio e sono soddisfatto del lavoro svolto. Sono passati tre dalla mia ultima partecipazione alla Ruta del Sol, una gara che mi è sempre piaciuta, non non vedo l’ora di tornarci” ha dichiarato lo stesso corridore che ha parlato anche della vicenda salbutamolo: “Sono sicuro che saremo in grado di scoprire quello che è successo e sto lavorando duramente con il team per riuscirci. Ovviamente capisco che questa situazione abbia creato molta incertezza e che abbia destato tanto interesse e speculazioni. Ma spero che i tifosi capiscano che ci sono limiti a quello che posso dire a riguardo, visto che il procedimento è ancora in corso, ma assicuro che nessuno è più determinato di me ad arrivare ad una soluzione il più rapidamente possibile”.
 
A margine si è espresso anche Dave Brailsford manager del team: “Sappiamo che si tratta di circostanze difficili ma stiamo lavorando duramente con Chris per risolvere le cose il prima possibile».

 

 

Intanto proseguono i rumors sul #Froomegate e stanno circolando voci sulla possibilità di una sospensione cautelativa di Froome in base al famigerato articolo 7.9.3 del regolamento internazionale a cui si starebbe opponendo la moglie e manager Michelle Cound.

 

A tal proposito il numero uno dell’UCI, David Lappartient ha categoricamente smentito la cosa: Per una sostanza come il salbutamolo, anche in passato non ci sono state sospensioni. Se decidessimo così, Froome farebbe ricorso al Tribunale arbitrale dello Sport e perderemmo“.

Si rimane dunque in attesa del processo e della sentenza: la difesa del vincitore dell’ultimo Tour de France è corposa e Michelle Cound, moglie e manager del britannico, proverà a giocare al meglio le proprie carte nel migliore dei modi.

 

Thomas Voeckler coi motorini ci hanno fatti fessi

Thomas Voeckler: “qualcuno ha usato i motorini”

Thomas Voeckler a 38 anni è diventato ambasciatore di Aso e parla di doping tecnologico e della vicenda Froome-Salbutamolo

Thomas Voeckler

Thomas Voeckler

Thomas Voeckler non è mai stato un corridore banale, non lo è stato in sella ad una bicicletta per il suo modo di impostare le corse e non lo è stato nelle interviste. Ora a 38 anni, smessi i panni del ciclista professionista e indossati quelli di ambasciatore di Aso (e di commentatore TV), non si sottrae ad una analisi del ciclismo che fu e di quello che verrà.

Il francese sarà impegnato nella prossima Parigi-Nizza sulle moto di France Télévision e, durante la presentazione ufficiale nella sua nuova veste, Thomas Voeckler ha nuovamente dimostrato di non aver peli sulla lingua.

“Quando ne ho sentito parlare di doping tecnologico – ha detto l’Alsaziano – pensavo fosse una stupidata e ne ridevo. Poi, guardando certe corse e leggendo certi reportage mi sono convinto che qualcuno ci abbia fatto fessi e abbia utilizzato il motorino”. Insomma ai tempi di Voeckler qualcuno ha usato stratagemmi elettronici per frodare i colleghi ma secondo il francese il problema è ormai debellato: “non ci sono più casi da quando sono iniziati i controlli : questa è una forma di doping facile da debellare. Se Armstrong l’ha utilizzato? Con lui non mi stupirei di nulla, davvero”.

Thomas Voeckler si è espresso sul caso Froome: è noto che il britannico in Francia non è particolarmente ben visto ma il corridore transalpino, in passato, aveva sempre appoggiato il corridore del Team Sky
“Ho sempre difeso Chris perché il suo comportamento era ineccepibile – ha dichiarato Thomas – fino a settembre non si poteva dire nulla di lui, anche se in Francia in molti non lo amano e tanta gente non vedeva l’ora di gridare che aveva barato. Osservando i dati è chiaro che il valore è davvero molto alto, ci sono colleghi che nelle medesime situazioni sono stati sanzionati forse perché non avevano i mezzi finanziari della Sky per difendersi”.

Il ciclismo francese ha perso molto con il ritiro di Thomas Voeckler ma è lo stesso transalpino a dichiarare il suo erede: “Romain Bardet è veramente forte, lui potrebbe puntare a vincere il Tour de France, ne ha i mezzi così come Thibaut Pinot e poi c’è Warren Barguil, lui continua a dire che la classifica non gli interessa, ma voi gli credete?”.