Bernard Hinault invita a scioperare contro Froome!

Bernard Hinault invita a scioperare per il caso Froome!

Bernard Hinault invita i corridori a scioperare contro la vicenda che vede Chris Froome positivo per il Salbutamolo

Bernard Hinault invita allo Sciopero

Bernard Hinault invita allo Sciopero

Bernard Hinault invita tutti a una ferma presa di posizione contro il capitano del Team Sky. L’ex campione francese si è più volte espresso negativamente circa la vicenda dell’ormai famosissimo controllo antidoping durante la Vuelta Espana 2017 che ha riscontrato un risultato positivo al salbutamolo per Chris Froome.

Dopo la partecipazione vincente (e da taluni contestata) al Giro d’Italia, Froome si appresta a prendere il via (da favorito) alla prossima Grande Boucle.

Il corridore britannico si sta preparando per dare l’assalto alla clamorosa doppietta di grandi giri (Giro-Tour) che manca da vent’anni (l’ultimo a ottenerla fu il compianto Marco Pantani).

Bernard Hinault invita allo sciopero

Tra tanti fans entusiasti (e meno), tra colleghi che non prendono una posizione ed ex colleghi favorevoli (o meno) una posizione assolutamente netta l’ha presa Hinault. che a Froome non dovrebbe essere consentito di correre il Tour ed ha esortato gli altri corridori ad una protesta formale e plateale come uno sciopero.

Il presidente dell’Uci Lappartient ha confermato che, visti i tempi necessari, la decisione su questo spinoso caso non verrà presa prima de “Le Grand Départ” del  Tour de France e, di conseguenza, il corridore della Sky sarà della corsa.

Bernard Hinault invita a “mettere giù il piede”!

Sul giornale Ouest France l’ex campione ha inviato parole al vetriolo contro Froome: “Il gruppo dovrebbe mettere piede a terra e fare sciopero dicendo che se c’è lui non si corre”.

Per Bernard non importa se l’uso del farmaco può non aver modificato l’esito della corsa ma “il Ventolin in quelle quantità non è consentito dal regolamento, è semplice. Hai superato il limite? Ne paghi le conseguenze. Credo che il gruppo sia troppo tenero e carino con Froome mentre con altri è stato più duro, le regole sono regole e valgono ugualmente per tutti”.

Hinault attacca Froome: non entra nella storia

Hinault attacca Froome: “Non è come me e Merckx”

Hinault attacca Froome: “in Italia non doveva neanche partire, è uno scandalo che deve finire” afferma il Tasso

Hinault attacca Froome

Hinault attacca Froome

Hinault attacca Froome, non è uno stralcio di una fanta telecronaca di una corsa ciclistica ma è quello che scaturisce dalle recenti dichiarazioni de “Il Tasso” circa la vittoria (che vale il “triplete” Giro-Tour-Vuelta) del Giro d’Italia da parte del Kenyano bianco (già punzecchiato qualche tempo fa).

E’ dura la presa di posizione di Bernard Hinault che va ad escludere il britannico dal gotha del ciclismo mondiale, il Tasso non vuole considerare il capitano del Team Sky nell’elite dei corridori in rado di completare vittoriosamente la tripletta di grandi corse a tappa.

L’impresa è riuscita, appunto, ad Hinault, a Eddy Merckx e ora a Froome, vincitore del Giro d’Italia quest’anno dopo i successi a Tour de France e Vuelta di Spagna nella scorsa stagione.

Proprio alla scorsa Vuelta Espana è esplosa come una bomba la positività al Salbutamolo di Froome ed Hinault sulla faccenda è inflessibile: “visto l’accaduto non avrebbe dovuto prendere parte alla corsa rosa. Che senso ha attendere così a lungo un verdetto. Forse il potere economico di alcune squadre ha un peso rilevante ed è tutto molto triste”.

Il Tasso non si lascia intimorire dal clamore e dall’approvazione della grande impresa fatta da Chris nel finale del Giro: “Froome non fa parte delle leggende del ciclismo, che immagine da del nostro sport? Fosse ai nastri di partenza anche del Tour de France sarebbe un vero scandalo”.

Lo sfogo del campione transalpino, che riuscì nell’impresa tra il 1982 e 1983, è stato raccolto dal quotidiano belga Het Laatste Nieuws quando da poco i bookmakers hanno reso note le quote per la Grand Boucle che vedono il Kenyano assoluto favorito per ottenere il quinto alloro alla corsa francese.

 

Tom Dumoulin “squalifica di Froome? Meglio di no”

Tom Dumoulin non gradirebbe un Giro vinto per squalifica

Tom Dumoulin vincitore del Giro 2017 parla della ventilata squalifica del neo vincitore della maglia rosa Chris Froome

Tom Dumoulin e Chris Froome

Tom Dumoulin e Chris Froome

Tom Dumoulin ha tentato in vano di bissare la vittoria del Giro d’Italia 2017 accontentandosi del secondo gradino del podio per soli 46 secondi alle spalle del favorito della vigilia Chris Froome. Il capitano del Team Sky, pur con la spada di Damocle della vicenda Salbutamolo e con i danni riportati in due cadute è riuscito, grazie ad una azione sensazionale, a conquistare il primo posto nella corsa rosa.

Se lo scorso anno Tom Dumoulin ha trionfato con 31 secondi di margine su Nairo Quintana quest’anno è stato lui a dover digerire la sconfitta per qualche decina di secondi.

La Farfalla di Maastricht ha sicuramente ben figurato durante lo svolgimento della corsa rosa restando saldamente nella top5 della generale ed ora molti lo additano come potenziale vincitore proprio del Giro di quest’anno. Come detto la vicenda della positività alla Vuelta pesa sulla testa del kenyano bianco ma l’olandese non sembra gradire queste voci: “non mi piacerebbe vincere a questo modo. Sul Colle delle Finestre è stato migliore di me, non c’è molto altro da dire e spero fortemente che Chris non venga squalificato”.

Insomma uno dei massimi beneficiari dell’eventuale cancellazione della vittoria del capitano della Sky si dichiara assolutamente contrario a questo eventuale accadimento.

“Se Chris dovesse perdere il Giro sarebbe davvero molto negativo per il ciclismo- ha dichiarato il capitano della Sunweb a La Gazzetta dello Sport – credo che questo non possa accadere e se fosse sospeso per quella non negatività alla Vuelta, la cosa non dovrebbe toccare la sua vittoria  il Giro d’Italia”

 

Tom Dumoulin al Tour de France 2018?

La sfida tra i due duellanti lungo le strade dello stivale potrebbe ripetersi prima del previsto: “Mi piacerebbe prendere parte al Tour perché ho concluso il Giro crescendo di condizione. Quest’anno tra le due corse c’è una ulteriore settimana di intervallo e a 27 anni penso di potermi confrontare su due grandi corse a tappe”.

E potremmo rivederlo anche al Tour de France: “Mi piacerebbe andarci perché ho concluso il Giro, ho 27 anni e vorrei vedere come si adatta il mio fisico, con un ruolo da stabilire. Quest’anno c’è un settimana in più tra Giro e Tour per recuperare. Ogni risultato sarebbe un bel bonus“.

 

Team Sky-Giro finalmente il tabù sarà sfatato?

Team Sky-Giro, dopo 5 anni si sfata il tabù?

Team Sky-Giro un tabù da sfatare dopo 5 anni con i tentativi infruttuosi di Wiggins, Landa, Porte e Thomas, ci voleva Chris Froome per battere la maledizione?

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro questo matrimonio s’ha da fare? Parliamoci chiaro, tutti quando venne annunciata la presenza di Chris Froome abbiamo pensato che finalmente la squadra britannica sarebbe stata in grado di vincere il Giro d’Italia. Parliamoci ancora più chiaro giovedì sera quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria del kenyano bianco alla corsa rosa e per il Team Sky si frofilava l’impossibilità di sfatare il Tabù-Giro.

Ci hanno provato in tanti nei 5 anni di esistenza della temibile formazione britannica. Il primo a calare nello stivale con i galloni del capitano e i favori dei pronostici fu Sir. Bradley Wiggins già vincitore alle Olimpiadi e al Tour de France. Per Wiggo il giro fu come la Russia per Napoleone. Fu poi la volta di Richie Porte che partì bene ma crollo complice anche la squalifica per un cambio ruota irregolare. Poi ecco Mikel Landa che, complice una cena indigesta, naufragò miseramente. Lo scorso anno, altro giro altra corsa, ecco Geraint Thomas che cadde violentemente dopo 12 tappe. Insomma solo un miracolo poteva fare uscire la Sky dalle paludi del bel paese, un miracolo o forse il corridore più forte (e più chiacchierato del momento) alias Chris Froome from South Africa.

Froome, abbiamo imparato a conoscerlo, è metodico, serio, non lascia nulla al caso. Nell’inverno ha macinato chilometri su chilometri spinto anche dalla rabbia per la positività al salbutamolo. In un team molto attento ai dettagli ecco che l’Inglese aveva pianificato tutto: arrivare a Gerusalemme un po a corto di preparazione per esplodere tornante dopo tornante e arrivare a Roma di rosa vestito. Manca ancora una tappa di montagna ma la prova di Chis ha strabiliato anche i suoi più grandi detrattori.

Se da una parte il Team Sky è solito calcolare ogni dettagli scrupolosamente, poco prevedibile era la caduta in ricognizione prima della crono di Gerusalemme o quella durante un tratto di salita nei primi giorni di corsa. Questi due accadimenti e la condizione ancora da arrivare avevano creato una dicotomia tra le aspettative degli addetti ai lavori e i risultati che Chris Froome stava ottenendo.

Quando Froome ha attaccato sullo Zoncolan tutti abbiamo pensato a un colpo di coda di un campione ferito che andava a vincere una tappa per “accontentarsi”. Invece nel Team Sky qualcosa bolliva in pentola. La tappa di ieri è stata preparata scientificamente, tutto studiato nei minimi dettagli. A ogni membro del team è stato affidato un compito: dai gragari che dovevano lavorare per il capitato ai DS ai massaggiatori fino agli autisti dei bus.

Un esempio della finalizzazione del piano sono stati gli uomini con pettorina sguinzagliati sul Colle delle FInestre laddove l’ammiraglia poteva restare indietro. Il team ha pensato a una task-force con uomini dotati di borracce, ruote, gilet per coprirsi e alimenti. Nicolas Portal ha coordinato gli uomini tutti dotati di radiolina per non sgarrare nemmeno di un centimetro.

Insomma Chris Froome è un fenomeno (anche discusso e attaccato dai tifosi) ma sicuramente gode di un team in cui la professionalità e l’organizzazione sono punto focale. Dopo tanti anni di attacchi vani, il kenyano bianco sembra indirizzato nel portare la prima maglia rosa oltre manica. Staremo a vedere.

 

 

 

Simon Yates risultò positivo all’antidoping

Simon Yates e la vicenda terbutalina

Simon Yates dopo un controllo avvenuto durante la Parigi-Nizza 2016 risultò positivo alla terbutalina un farmaco contro l’asma come il salbutamolo di Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome

Simon Yates e Chris Froome cosa unisce l’attuale maglia rosa del Giro d’Italia con il kenyano in forza al Team Sky anch’egli impegnato nella corsa rosa? Apparentemente poco eppure i più attenti ricorderanno che durante la Parigi-Nizza del 2016 il corridore, all’epoca in forza alla Orica-GreenEDGE, venne pizzicato positivo ad un controlla antidoping per l’impiego di terbutalina.

L’uso del farmaco non venne dichiarato in deroga per uso terapeutico da parte del team e quindi vennero applicati i termini della responsabilità oggettiva e, nonostante la WADA avesse appurato la responsabilità del team, al corridore vennero affibbiati (nel giugno di quell’anno) quattro mesi di qualifica retroattiva che gli fecero saltare il Tour de France (la squalifica scadeva all’11 luglio del 2016)

Fu lo stesso team in un comunicato a prendere le difese del proprio corridore ammettendo che la positività era  dovuta ad un errore formale da parte dello staff medico del team che si dimenticò di richiedere l’esenzione ai fini terapeutici per Simon Yates. In un primo momento l’ UCI comunico che Simon Yates non sarebbe stato fermato e che avrebbe continuato a poter gareggiare in attesa che la Orica producesse la documentazione necessaria per attestare l’uso terapeutico del farmaco, arrivò poi la squalifica.

“Vorrei scusarmi con i miei colleghi per aver ancora una volta gettato il nostro sport in una luce negativa, sono molto imbarazzato e mi vergogno per questa situazione” furono le prime parole di Yates quando ricevette la squalifica. “Gli ultimi mesi sono stati molto dolorosi per me,  per la mia famiglia e gli amici. La terbitalina è contenuta in un farmaco per curare l’asma che mi è stata prescritta, soffro di questa malattia fin da bambino. Devo accettare la punizione anche se non ero conscio di star assumendo una sostanza vietata”.

 

Simon Yates, Chris Froome e l’asma

La terbutalina, un Beta 2 agonista selettivo, è un principio attivo specifico per curare alcune malattie ostruttive delle vie respiratorie. In particolare viene utilizzato, sotto forma di sale solfato, per trattare farmacologicamente l’asma. Ecco, ancora l’asma, l’asma che ha anche Chris Froome e per la quale ha una prescrizione per utilizzare il Ventolin. Le “puffate” di Froome sono diventate ormai proverbiali e hanno contribuito a peggiorare la nomea del corridore del Team Sky. Quando nel 2016 Simon Yates risultò positivo alla terbutalina ci vollero circa quattro mesi di tempo (il controllo avvenne a marzo, la squalifica arrivò a giugno) per appurare la colpevolezza del ciclista. Per il britannico (la cui positività risale a settembre 2017, resa nota tre mesi dopo) sono già trascorsi otto mesi senza che l’UCI abbia preso alcuna posizione.

Così come la squalifica di Yates è stata retroattiva lo stesso potrebbe accadere per Chris Froome che potrebbe perdere l’eventuale risultato ottenuto al Giro d’Italia. Per ora, Simon Yates si gode il primato in classifica generale (dopo aver espiato le colpe della sua positività passata) mentre Froome stenta un po a trovare la gamba dei giorni migliori.

Team Sky al Giro lista dei partenti

Team Sky al Giro sarà la squadra da battere

Team Sky al Giro d’Italia con leader unico Christopher Froome che punta alla tripleta Giro-Tour-Vuelta con il peso del salbutamolo sul capo

Team Sky al Giro d'Italia

Team Sky al Giro d’Italia

Team Sky al Giro d’Italia sarà senza mezzi termini la squadra da battere, negli ultimi anni le spedizioni del bel paese del team britannico sono stato tutt’altro che memorabili (la corsa rosa è l’unica che manca nel palmares del team) ragion per cui ecco calare in Italia il leader maximo Christopher Froome (nonostante la vicenda Salbutamolo sia ancora lontana dalla parola fine)

Il kenyano bianco vuole cercare una leggendaria tripletta nei grandi Giri, riuscita in passato solamente a due giganti come Hinault e Merckx. Per riuscirvi, Froome potrà contare su una formazione  stellare che, sulla carta, parte in vantaggio rispetto a tutti gli altri team al via.

Gregario di lusso sarà Wout Poels: l’olandese è  apparso un po in ritardo di condizione nelle ultime uscite ma è comunque reduce da un brillante sesto posto alla Vuelta. Potrebbero essere capitani in gran parte delle altre formazioni lo spagnolo David De la Cruz e il colombiano Sergio Luis Henao che qui saranno validissime spalle nelle tappe in salita.

Molto interessante Kenny Elissonde, la cui presenza non era inizialmente prevista, che ha convinto i tecnici a suon di ottime prestazioni. Completano il roster tre passisti di sicura affidabilità come il bielorusso Vasili Kiryienka, il tedesco Christian Knees e l’italiano Salvatore Puccio.

Vibeke Backer testimone a favore di Chris Froome?

Vibeke Backer l’ancora di salvezza per Chris Froome?

Vibeke Backer, ricercatrice e pneumologa, sarà la testimone chiave nel processo che vede coinvolti Chris Froome e l’Unione Ciclistica Internazionale

Vibeke Backer

Vibeke Backer

Vibeke Backer, direttrice dell’Unità di Ricerca Respiratoria del Bispebjerg Hospital di Copenaghen, è una delle chiave di volta della situazione di Chris Froome. Da parecchi anni presso il centro di ricerca decine di giovani atleti sono sottoposti a massicce dosi di salbutamolo e sofisticatissime analisi per valutare con esattezza l’effetto che la sostanza ha sul corpo dell’atleta (ricordiamo che la sostanza è autorizzata dall’agenzia antidoping WADA sotto determinata soglia).

La risposta dei test è eloquente: negli sport di resistenza il Salbutamolo riesce ad aumentare in maniera significativa la potenza e a ridurre la sensazione di fatica (fonte European Respiratory Society). Presso il Bispebjerg si cerca di capire se i limiti Wada che determinano la positività sono affidabili o meno.

Il salbutamolo è consentito fino a un massimo di 1600 microgrammi al giorno pari a 16 dei famigerati “puff”(quantità superiore di 4 volte rispetto a quanto prescritto nel bugiardino del farmaco per pazienti asmatici).

Se nelle urine ci sono oltre 1200 ng/ml l’atleta deve dimostrare di non aver ecceduto nelle dosi a pena di squalifica (come avvenner per Diego Ulissi). Froome, il 7 settembre 2017 al termine di una tappa della Vuelta Espana, ha fatto registrare 2000 ng/ml, il massimo mai rilevato a un controllo.

“La mia positività è una questione che deve rimanere privata” ha dichiarato il britannico attualmente impegnato al Tour of the Alpes e futura mina vagante del Giro d’Italia 2018.

Una ricerca di Vibeke Backer pubblicata sulla rivista Drug Testing & Analysis può essere un’ancora di salvezza per Froome: dopo aver assunto il dosaggio massimo di Ventolin, 8 atleti su 15  in condizioni di disidratazione simili a quelle della Vuelta, hanno superato i limiti Wada e, in due casi, anche quelli di Froome.

In sostanza “Pur assumendo quantità legali di salbutamolo, un atleta può risultare non negativo ai controlli”. Non tutti nella comunità scientifica, però, sposano questa tesi: “Com’è possibile he nessuno sollevi il problema etico con la Wada che a un atleta sia permesso di assumere tre/quattro volte la dose consigliata a un asmatico col rischio di effetti collaterali? Come si fa a non capire che la norma stimola ad assumere alti dosaggi per migliorare la prestazione?” sono le parole di Fabien Pilard, ricercatore pneumologo dell’Università di Tolosa riportate da corriere.it.

Insomma a oltre sette mesi dalla positività ed a quattro dalla diffusione della notizia non accenna a trovare una soluzione uno dei casi più controversi del ciclismo.

UCI rigetta la difesa di Chris Froome

UCI rigetta la difesa di Froome: il dossier passa ora al tribunale

UCI rigetta la difesa di Froome, secondo una indiscrezione del quotidiano LeMonde la situazione del corridore del Team Sky si complicherebbe

UCI rigetta la difesa di Froome,

UCI rigetta la difesa di Froome,

UCI rigetta la difesa di Froome, questa è l’indiscrazione  riportata ieri dal quotidiano francese LeMonde. Il caso della positività al Salbutamolo da parte del corridore del Team Sky nella scorsa Vuelta a España sarebbe finalmente arrivato al Tribunale Antidoping dell’UCI che dovrà decidere le sorti del corridore kenyano.

Secondo l’articolo  i servizi legali antidoping dell’Unione Ciclistica Internazionale, al termine di lunghi studi, avrebbero rigettato le tesi difensive di Chirs Froome (e della moglie Michelle) non trovando dati che portassero a non procedere nei confronti del britannico che nel frattempo si gode la futura seconda paternità.

 

Secondo i france lo staff legale del britannico, coordinato dalla star Mike Morgan, starebbe rallentando i tempi con continue eccezioni procedurali in quanto la stessa norma consente per le positività al salbutamolo la possibilità di  dimostrare eventuali anomalie fisiologiche che causino una super produzione di metaboliti nelle urine (va ricordato che Froome ha raggiunto 2.000 ng/ml, il doppio della soglia massima, il più alto valore mai registrato).

L’avanzamento a piccoli passi di entrambe le parti in causa potrebbe consentire a Froome di trovarsi aperte le porte di Giro d’Italia e Tour de France , precedute da una puntata al Tour of the Alps, in Trentino. Il tutto, naturalmente, avverrebbe tra  l’imbarazzo degli organizzatori, i malumori degli avversari, della Federazione Ciclistica Internazionale e dei tanti fans del ciclismo.

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa papà per la seconda volta, l’annuncio

Froome diventa di nuovo padre, una gioia per lui e la moglie Michelle Cound dopo un periodo decisamente negativo con la positività al Salbutamolo

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta, a dare l’annuncio della gravidanza della moglie Michelle Cound è stato direttamente il campione del Team Sky mediante il suo profilo Twitter. Insomma non solo guai e preoccupazioni per il kenyano bianco in questo inizio 2018 ma finalmente anche una notizia in grado di scaldare il cuore anche ad un freddo come Chris.

La notizia è stata diffusa mediante i canali social del ciclista. La coppia ha già un figlio (Kellan) nato nel dicembre del 2015 e non è strano trovare in rete dei post in cui Chris Froome condivida delle foto assieme al primogenito. Storica è la foto sul podio del Tour de France 2017 agilmente conquistato dal capitano del Team Sky.

Ad annunciare la futura nascita in casa Froome ecco la scritta “coming August 2018″ (arrivo in agosto 2018) e la foto di un dettaglio dell’ecografia a cui è stata sottoposta Michelle Froome, al momento non è stato ancora reso noto il sesso del nascituro.

Froome diventa padre ma a sua situazione è tutt’altro che fluida dal punto di vista lavorativo: non sono state poche le polemiche che lo hanno coinvolto per la positività ad un test antidoping che ha rivelato una quantitativo si salbutamolo superiore a quanto ammesso dai regolamenti.

La sua partecipazione al Giro d’Italia 2018 e al Tour de France 2018 non è ancora scontata; lo stesso Presidente dell’UCI David Lappartient non è stato tenero con il britannico che ha ricevuto parecchie critiche anche dal suo ex capitano alla Sky  Sir Bradley Wiggins.

 

Salbutamolo cos’è? Informazioni sul farmaco

Salbutamolo cos’è il farmaco broncodilatatore che ha incastrato Froome

Salbutamolo cos’è questo farmaco di cui tanto si parla per via della positività al doping del capitano della Sky Chris Froome

Salbutamolo: Ventolin

Salbutamolo: Ventolin

Salbutamolo cos’è? Diciamocelo chiaramente in questo periodo nel ciclismo si fa un gran parlare di questo farmaco broncodilatatore, appartenente alla classe degli agonisti selettivi dei recettori β2-adrenergici a breve durata d’azione, impiegato per il trattamento dell’asma.

Il salbutamolo è somministrabile per via inalatoria, orale e parenterale, Chris Froome sostiene di averlo assunto mediante le ormai note “puffate” di Ventolin.

Il Ventolin, però, non è l’unico medicamento che contiene questa sostanza. In commercio vi sono diverse specialità medicinali contenenti Salbutamolo, ecco alcuni esempi:

  • Broncovaleas ®
  • Breva ®
  • Naos ®
  • Ventolin ®

ll salbutamolo (INN: salbutamol; USAN: albuterol) è un farmaco simpaticomimetico diretto, con  attività agonista nei confronti dei recettori adrenergici; presenta una evidente selettività d’azione nei confronti dei recettori beta2 e provocando rilasciamento della muscolatura liscia di bronchi, utero e vasi della muscolatura scheletrica.

Il meccanismo alla base dell’attività farmacologica del salbutamolo è correlato agli eventi post-recettoriali: il legame del farmaco con i recettori beta2 determina attivazione beta2 dell’adenilciclasi che catalizza la conversione dell’ATP a cAMP, responsabile del rilascio della muscolatura liscia.

Salbutamolo Per Cosa si Usa?

Fondamentalmente il principio attivo viene adoperato per curare la dell’asma bronchiale e della broncopatia legata all’asma in accompagnamento ad altri farmaci specifici.
E’ importante segnalare che l’uso di Salbutamolo può avere effetti collaterali di notevole rilievo soprattutto in soggetti affetti da:

  • Aritmie
  • Diabete
  • Glaucoma
  • Ipertensione
  • Ipertiroidismo
  • Ipertrofia prostatica

In caso in cui l’uso di salbutamolo possa provocare brocospasma paradosso è importante interrompere immediatamente l’uso del farmaco e avvisare il proprio medico.

Salbutamolo Interazioni

In linea di principo la somministrazione concomitante di farmaci β2-agonisti selettivi (e di farmaci β-bloccanti non selettivi (propranololo) non deve essere effettuata ed in ogni caso può avvenire solo sotto controllo medico in caso di impiego di altri farmaci

Il salbutamolo può provocare diversi tipi di effetti avversi che naturalmente in base alle caratteristiche del singolo paziente

Salbutamolo: reazioni allergiche

Il salbutamolo – come qualsiasi altro farmaco – può scatenare reazioni allergiche, anche gravi, in soggetti sensibili. Tali reazioni possono manifestarsi sotto forma di:

  • Angioedema
  • Broncospasmo
  • Collasso
  • Emicrania
  • Ipertensione
  • Iperattività
  • Tremore
  • Orticaria

Il trattamento con salbutamolo può favorire l’insorgenza di:

  • Extrasistole
  • Fibrillazione atriale
  • Ischemia miocardica
  • Palpitazioni
  • Tachicardia sopraventricolare;
  • Vasodilatazione periferica;

Salbutamolo: altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che possono manifestarsi durante la terapia con salbutamolo, sono:

  • Broncospasmo paradosso;
  • Irritazioni alla bocca e alla gola;
  • Ipokaliemia
  • Crampi muscolari
  • Tensione muscolare.

Salbutamolo: limiti Wada

La Wada ha fissato limiti di utilizzo del Salbutamolo, ovvero l’inalazione di 1600 microgrammi per millilitro sulle 24 ore e non più di 800 sulle 12 ore, e la concentrazione di Salbutamolo nelle urine non deve superare i 1000 nanogrammi per millimetro, ma quella di Froome sarebbe risultata di 2000