Ranking UCI 2018: Alejandro Valverde chiude al comando

Ranking UCI 2018: Valverde primo, davanti a Simon Yates e il nostro Viviani terzo. Italia sul podio per Nazioni

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018 presenta la classifica definitiva dopo la conclusione dell’ultima prova del World Tour, il Tour of Guangxi. Il ranking definitivo di questo 2018 premia la continuità del fresco Campione del Mondo Alejandro Valverde.

Il forte corridore spagnolo ha chiuso la stagione con 4168 punti precedendo di oltre mille punti il secondo uomo in classifica, il britannico Simon Yates (3160) vincitore della Vuelta di Spagna e il nostro Elia Viviani (3106) che ha fatto la voce grossa in quasi tutte le volate

Peter Sagan ha dovuto salutare la sua seconda pelle (la maglia iridata) e si è dovuto accontentare della quarta posizione nella classifica mondiale 2018 davanti a Julian Alaphilippe che precede il vincitore del Tour de France Geraint Thomas.

A completare la top ten del Ranking UCI 2018 ecco il belga Greg Van Avermaet, l’olandese Tom Dumoulin (forte dei due secondi posti a Giro e Tour), il belga Tim Wellens e il francese Romain Bardet. Il secondo miglior atleta tricolore è Sonny Colbrelli (22esimo) mentre Vincenzo Nibali pur avendo trionfato alla Milano-Sanremo si deve accontentare della 45esima piazza pagando lo sfortunato ritiro al Tour e la conseguente Vuelta corsa sottotono

Fabio Aru chiude il suo Annus Horribilis al 153esimo posto senza essere mai riuscito a graffiare.

L’Italia si riappropria all’ultimo del podio nella classifica per Nazioni grazie alla vittoria al Tour of Guangxi di Gianni Moscon sorpassando la Spagna nella classifica che ha visto trionfare il Belgio davanti alla Francia

Ranking UCI 2018 Top Ten:

  1. Alejandro Valverde (Spagna) 4168
  2. Simon Yates (Gran Bretagna) 3160
  3. Elia Viviani (Italia) 3106
  4. Peter Sagan (Slovacchia) 3092
  5. Julian Alaphilippe (Francia) 2991,12
  6. Geraint Thomas (Gran Bretagna) 2777,25
  7. Greg Van Avermaet (Belgio) 2744,47
  8. Tom Dumoulin (Olanda) 2693,86
  9. Tim Wellens (Belgio) 2663
  10. Romain Bardet (Francia) 2545

Ranking UCI 2018 classifica degli italiani

  1. Elia Viviani 3106
  2. Sonny Colbrelli 1732,8
  3. Domenico Pozzovivo 1492
  4. Gianni Moscon 1451,82
  5. Diego Ulissi 1237
  6. Vincenzo Nibali 1172
  7. Andrea Pasqualon 1006
  8. Damiano Caruso 945,14

Ranking UCI 2018 Elia Viviani il più vincente al Mondo

Elia Viviani è il ciclista più vincente del 2018 avendo alzato le braccia al cielo per 18 volte nel corso della stagione alle sue spalle Dylan Groenewegen e Alejandro Valverde con 14 trionfi. Il campione della Quick-Step Floors ha dimostrato una grandissima continuità imponendosi sin dalle prima corse del calendario World Tour 2018 (terza tappa del Tour Down Under). Elia si è imposto anche al Dubai Tour (con classifica generale) e all’Abu Dhabi Tour. In primavera ecco trionfo alla Brugge-De Panne e ben quattro successi di tappa al Giro.

Poi ecco ben tre tappe conquistate alla Adriatica Ionica Race, il Campionato Italiano a Darfo Boario e la Classica di Amburgo per chiudere con altre tre frazioni della Vuelta di Spagna.

Tiesj Benoot conquista le Strade Bianche

Tiesj Benoot trionfa nel fango

Tiesj Benoot con una splendida impresa, in una corsa davvero eroica per via del freddo e dell’acqua, conquista le Strade Bianche anticipando i favoriti

Tiesj Benoot

Tiesj Benoot

Tiesj Benoot trionfa sul traguardo di Piazza del Campo in una gioranta degna del ciclismo eroico di altri tempi, tra fango, freddo e pioggia. Per Benoot arriva la vittoria più importante della sua carriera, mettendo la firma in calce alle Strade Bianche. Il belga della Lotto Soudal è giunto in solitaria in Piazza del Campo dopo avere staccato tutti gli avversari nel settore numero 11 di sterrato, a circa 13 chilometri dall’arrivo. Secondo posto per Romain Bardet (Ag2r La Mondiale) e terzo per un sorprendente Wout van Aert (Vérandas Willems), giunto stremato al traguardo.

Freddo, pioggia, fango sono stati il filo conduttore di una gara che è  letteralmente esplosa a 50 chilometri dal traguardo quando Wout Van Aert, fresco campione del Mondo di ciclocross, ha rotto gli indugi ed è andato in fuga insieme ad un bravissimo e generoso Romain Bardet. 

I due uomini sono rimasti in fuga fino ai meno 12 chilometri dall’arrivo quando sopraggiunto Tiesj Benoot che e nel frattempo aveva staccato Pieter Serry, con il quale aveva pedalato a lungo. Il belga si è concesso un attimo di riposo per riprendere il fiato e poi ha attaccato nell’ultimo tratto di Strade Bianche involandosi verso uno splendido successo.

I favoriti si sono controllati per tutto il tempo e si ferma invece giù dal podio un Alejandro Valverde (Movistar), che ha perso il treno giusto nel momento chiave della corsa, seguito da un ottimo Giovanni Visconti (Bahrain-Merida) e dall’australiano Robert Power (Mitchelton-Scott). Niente da fare anche per il Campione del Mondo Peter Sagan, alla fine giunto al traguardo con 2’08” di ritardo dal vincitore, alle spalle di Zdenek Stybar (Quick-Step Floors).

ORDINE D’ARRIVO

1 Tiesj Benoot (Lotto Soudal) 5:03:33
2 Romain Bardet (AG2R La Mondiale) +0:39
3 Wout Van Aert (Veranda’s Willems-Crelan) +0:58
4 Alejandro Valverde (Movistar) +1:25
5 Giovanni Visconti (Bahrain Merida) +1:27
6 Robert Power (Mitchelton-Scott) +1:29
7 Zdenek Stybar (Quick-Step Floors) +1:42
8 Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) +2:08
9 Pieter Serry (Quick-Step Floors) +2:11
10 Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe) +2:16

 

Thomas Voeckler coi motorini ci hanno fatti fessi

Thomas Voeckler: “qualcuno ha usato i motorini”

Thomas Voeckler a 38 anni è diventato ambasciatore di Aso e parla di doping tecnologico e della vicenda Froome-Salbutamolo

Thomas Voeckler

Thomas Voeckler

Thomas Voeckler non è mai stato un corridore banale, non lo è stato in sella ad una bicicletta per il suo modo di impostare le corse e non lo è stato nelle interviste. Ora a 38 anni, smessi i panni del ciclista professionista e indossati quelli di ambasciatore di Aso (e di commentatore TV), non si sottrae ad una analisi del ciclismo che fu e di quello che verrà.

Il francese sarà impegnato nella prossima Parigi-Nizza sulle moto di France Télévision e, durante la presentazione ufficiale nella sua nuova veste, Thomas Voeckler ha nuovamente dimostrato di non aver peli sulla lingua.

“Quando ne ho sentito parlare di doping tecnologico – ha detto l’Alsaziano – pensavo fosse una stupidata e ne ridevo. Poi, guardando certe corse e leggendo certi reportage mi sono convinto che qualcuno ci abbia fatto fessi e abbia utilizzato il motorino”. Insomma ai tempi di Voeckler qualcuno ha usato stratagemmi elettronici per frodare i colleghi ma secondo il francese il problema è ormai debellato: “non ci sono più casi da quando sono iniziati i controlli : questa è una forma di doping facile da debellare. Se Armstrong l’ha utilizzato? Con lui non mi stupirei di nulla, davvero”.

Thomas Voeckler si è espresso sul caso Froome: è noto che il britannico in Francia non è particolarmente ben visto ma il corridore transalpino, in passato, aveva sempre appoggiato il corridore del Team Sky
“Ho sempre difeso Chris perché il suo comportamento era ineccepibile – ha dichiarato Thomas – fino a settembre non si poteva dire nulla di lui, anche se in Francia in molti non lo amano e tanta gente non vedeva l’ora di gridare che aveva barato. Osservando i dati è chiaro che il valore è davvero molto alto, ci sono colleghi che nelle medesime situazioni sono stati sanzionati forse perché non avevano i mezzi finanziari della Sky per difendersi”.

Il ciclismo francese ha perso molto con il ritiro di Thomas Voeckler ma è lo stesso transalpino a dichiarare il suo erede: “Romain Bardet è veramente forte, lui potrebbe puntare a vincere il Tour de France, ne ha i mezzi così come Thibaut Pinot e poi c’è Warren Barguil, lui continua a dire che la classifica non gli interessa, ma voi gli credete?”.

AG2R La Mondiale 2018: presentazione team

AG2R La Mondiale 2018: ecco la squadra

AG2R La Mondiale 2018 con grandi ambizioni per la nuova stagione: Bardet, Naesen Gallopin le certezze, Latour la speranza

AG2R La Mondiale 2018

AG2R La Mondiale 2018

AG2R La Mondiale 2018 compagine savoiarda reduce da due podi di fila al Tour de France grazie a Romain Bardet che anche quest’anno porterà i gradi di capitano. Al suo fianco l’uomo delle “pietre” Oliver Naesen che ha saputo lottare ad armi pari con i vari Gilbert, Sagan e Van Avermaet per tutta la primavera e quattro volti nuovi per incrementare le potenzialità del team.

Romain Bardet ventisettenne leader della squadra punterà tutte le sue fiches sulla Grande Boucle. Il transalpino non avrà più accanto il nostro Pozzovivo ma avrà l’appoggio dell’astro nascente  Pierre Latour, ventiquattrenne di belle speranze chiamato però a dare continuità alle sue prestazioni.

Mathias Fränk e Alexandre Geniez saranno i battitori libero per le corse di seconda fascia. Per le volate l’uomo forte è Rudy Barbier venticinquenne che lo scorso anno ha es ha convinto al primo anno in squadra e potrebbe lottare per qualche piazzamento nelle volate dei grandi giri.

Attenzione a Silvan Dillier  corridore versatile che può fungere da alternativa a Naesen per le classiche del pavè. Tony Gallopin avrà compiti di  gregario di primo livello nei grandi giri e sul pavé mentre sarà il leader nelle prove vallonate. Alexis Vuillermoz dopo il quarto posto a Il Lombardia è entrato in nuova dimensione e potrà dire la sua anche al Tour de France.

AG2R La Mondiale 2018: La rosa

Gediminas Bagdonas (Ltu, 1985), Jan Bakelants (Bel, 1986), Rudy Barbier (Fra, 1992), Romain Bardet (Fra, 1990), François Bidard (Fra, 1992), Mikaël Cherel (Fra, 1986), Clément Chevrier (Fra, 1993), Benoît Cosnefroy (Fra, 1995), Nico Denz (Ger, 1994), Silvan Dillier (Sui, 1990), Axel Domont (Fra, 1990), Samuel Dumoulin (Fra, 1980), Hubert Dupont (Fra, 1980), Julien Duval (Fra, 1990), Mathias Fränk (Sui, 1986), Tony Gallopin (Fra, 1988), Ben Gastauer (Lux, 1987), Cyril Gautier (Fra, 1986), Alexandre Geniez (Fra, 1988), Alexis Gougeard (Fra, 1993), Quentin Jauregui (Fra, 1994), Pierre Latour (Fra, 1994), Matteo Montaguti (Ita, 1984), Oliver Naesen (Bel, 1990), Nans Peters (Fra, 1994), Stijn Vandenbergh (Bel, 1984), Clément Venturini (Fra, 1993), Alexis Vuillermoz (Fra, 1988)

 

 

Froome problema renale la causa della positività?

Froome problema renale il motivo della non negatività al salbutamolo?

Froome problema renale per la non negatività al salbutamolo? Questa è la nuova strategia difensiva del Team Sky: sarà credibile?

Froome problema renale?

Froome problema renale?

Froome problema renale come strategia difensiva? Secondo quanto riportato dall’Equipe e rilanciato da Eurosport, la strategia difensiva del Team Sky ha cambiato linea: non più la disidratazione alla base del risultato del test fallito ma il fatto che Froome abbia un problema renale.

Il quotidiano francese riporta che l’opzione farmacocinetica, che avrebbe dovuto dimostrare come fattori esterni avessero comportato la positività dell’atleta, è venuta meno perché si ritiene impossibile replicare le medesime condizioni anche in laboratorio.

Froome problema renale? Obiettivo assoluzione totale

Non entriamo nel merito medico della situazione, non ne abbiamo le competenze, ma quello che possiamo dire è che, a questo punto, il britannico e il Team Sky, attraverso i propri consulenti,  punteranno a dimostrare come i reni di Froome hanno funzionato male generando la problematica. Ma come è possibile?

Secondo quanto riportato da sito di Eurosport la difesa del britannico vuole dimostrare che i reni dell’atleta invece di espellere i metaboliti di salbutamolo a seguito della lavorazione del fegato li hanno, al contrario, accumulati da qui il valore così enormemente fuori limite.

Può questa teoria evitare a Froome una squalifica che può variare tra i sei mesi ed i quattro anni? E può evitare il corridore del team Sky di perdere il titolo vinto a settembre alla Vuelta Espana?

Nel frattempo il corridore francese Romain Bardet ha preso una forte posizione sul caso #Froomegate: “Se non squalificano Froome, il ciclismo rischia di morire”

La vicenda è in mano ai legali, forse anche i risultati delle prossime corse o le starting list delle stesse lo sono. Non sappiamo se il ciclismo possa morire ma sembra sempre più palese ai cicloamatori che le gare dei “pro” vengono corse da atleti “malati”.

Bardet contro Froome: “siamo al ridicolo”

Bardet contro Froome: “Se non verrà squalificato il ciclismo rischia di morire”

Bardet contro Froome parla all’Equipe e attacca il ciclista del Team Sky per la positività al salbutamolo

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome: il #Froomegate continua a tenere banco nel mondo del ciclismo dopo che il britannico è risultato non  negativo al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017. In tanti hanno detto la loro sulla vicenda: da Greg Lemond che non ha risparmiato le critiche al vincitore del Tour de France 2017 a due “esperti” di doping come Michele Ferrari e il suo “assistito” Lance Armstrong. Tony Martin a pochi giorni dalla notizia aveva preso posizione dura sulla vicenda cosi come Richie Porte, ex compagno del kenyano bianco, non le ha di certo mandate a dire.

In tanti, dunque, si stanno esprimendo sulla questione in attesa del verdetto da parte della UCI su un’eventuale squalifica.

 Bardet contro Froome sulle pagine de l’Equipe

Il francese Romain Bardet è stato l’ultimo solo in ordine di tempo a dire la sua, sulle pagine de L’Equipe e, come riportato da OASport, le sue parole non sono state leggere:

Siamo al ridicolo, quello che è successo mi dispiace molto. È un fatto molto brutto per tutto il nostro sport e conferisce al ciclismo un’immagine negativa all’esterno. Rimette lo spettro del doping nel nostro sport“, ha dichiarato il francese.

Bardet contro Froome non ha usato molti giri di parole: “Bisogna essere esemplari sull’equità, sul modo di trattare i problemi: il ciclismo manca di trasparenza e rischia di morire se non verranno adottate delle misure idonee. Sono preoccupato dal potere del Team Sky”.

Bardet contro Froome: le soluzioni

Non possiamo essere permissivi, sarebbe catastrofico per tutto il movimento – ha aggiunto il francese – Non posso pensare che un corridore che abbia assunto una dose così elevata possa essere assolto. Perché mettere un limite allora? Spero ci sia un’indagine indipendente e che Froome dia spiegazioni. I corridori presi sono stati squalificati”.

Il corridore della AG2R si rammarica della mancata trasparenza: “Froome viene testato a settembre e noi lo apprendiamo casualmente a dicembre”, con un chiaro riferimento  all’inchiesta fatta dal Guardian e da Le Monde che ha svelato i risultati del controllo antidoping, che sarebbero rimasti ancora nascosti al pubblico. “Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti”, ha dichiarato ancora il francese, secondo al Tour 2016 e terzo in quello 2017.

Froome di correre in attesa di ulteriori riscontri: “Spero che Froome possa chiarire e che ci sia un verdetto indipendente. Non capisco perché i regolamenti non prevedano una sospensione temporanea in attesa dei risultati”. Ma una ragione, forse, l’ha trovata lo stesso ciclista francese: “Posso credere alla sua buona fede, ma ha superato i limiti. La Federazione è cauta perché, in caso di assoluzione, rischia di dover pagare un risarcimento. La pressione finanziaria è molto forte. E questo fa pensare”, ha concluso Bardet.

Mondiali Innsbruck 2018: tutti i dettagli!

Mondiali Innsbruck 2018: quando si corrono?

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti, il calendario, il programma completo, analisi del percorso, diretta TV e diretta streaming

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018 saranno l’appuntamento clou della prossima stagione dei pedali, si disputeranno, appunto, in Austria dal 23 al 30 settembre. Quella di Innsbruck 2018 sarà una occasione davvero unica e imperdibile per gli scalatori. Non accade davvero sovente di trovare un percorso della rassegna iridata così adatta agli uomini di montagna.

Mondiali Innsbruck 2018: Il Percorso

Quello della rassegna austriaca sarà un percorso davvero impegnativo, in stile tappone dolomitico del Giro d’Italia, un tracciato “spaccagambe” con due salite da affrontare a ripetizione e che sicuramente regaleranno una edizione storica agli amanti del ciclismo.

Il tracciato austriaco prevede 253 km da Kufstein a Innsbruck. La prima parte dovrebbe essere la più abbordabile con alcuni brevi strappi che dovrebbero consentire ai “volenterosi” di prendere parte alla classica fuga da mondiale. Si comincia a fare sul serio dopo il chilometro 60 con una salita di 2,6 km al 10,5% (Gnadenwald). Al km 85 inizia il circuito Olympia da ripetere sei volte che misura 23,8 chilometri.Vero spauracchio del circuito è la salita di Igls, 7,9 km con una pendenza media del 5,7% e massima del 10%.

Come se non bastasse il circuito conclusivo di 31 km prevede la settima scalatadell’Igls ed il terribile muro di Gramartboden (2,8 km con una pendenza media dell’11,5% e rampa centrale al 20% con punte al 28%!). Su una simile rampa può “sopravvivere” solo chi ha gambe ed energia, non si potrà bluffare.

Dopo lo scollinamento chi sarà in testa dovrà percorrere una veloce discesa di 5 km e poi gli ultimi tre in falsopiano per arrivare ad Innsbruck e vestire l’iride.

Mondiali Innsbruck 2018: i convocati per l’Italia

Davide Cassani ha diramato un pre elenco di 11 corridori per quanto concerne la corsa dei professionisti ma solo 8 potranno essere al via del 30 settembre.

Questi i nomi: Fabio Aru (UAE Team Emirates), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Damiano Caruso (BMC Racing Team), Dario Cataldo (Astana Pro Team), Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Davide Formolo (Bora Hansgrohe), Gianni Moscon (Team Sky), Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), Franco Pellizotti (Bahrain Merida), Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida), e Giovanni Visconti (Bahrain Merida).

 

Secondo a indiscrezioni Cassani avrebbe tra i sicuri Aru, Caruso, De Marchi, Moscon, Nibali e Pellizzotti mentre su Formolo non mancano i punti interrogativi.

 

 

 

Nella prova a cronometro individuale (26 settembre)
Alessandro De Marchi (BMC Racing Team)
Fabio Felline (Trek Segafredo)

Ovviamente, sono state rese note anche le selezioni maschili e femminili che prenderanno parte a questa rassegna iridata:

Corsa in linea Under23 (28 settembre)
Edoardo Affini (Seg Racing-Academy)
Sameule Battaglia (Team Colpack)
Alessandro Covi (Team Colpack)
Alessandro Fedeli (Trevigliani Phonix Hemus 1896)
Alberto Giurato (CTFriuli)
Alessandro Monaco (Petroli Firenze Hopplà Maserati)
Christian Scaroni (Petroli Firenze Hopplà Maserati)
Matteo Sobrero (Dimensioni Data For Qhubeka)

 

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti

Dopo l’edizione di Bergen che ha incoronato Peter Sagan, ai Mondiali Innsbruck 2018 i favoriti saranno sicuramente altri anche se lo slovacco, ne siamo certi, proverà a fare i numeri. Per la maglia iridata i favoriti saranno i nostri Vincenzo Nibali che proverà il colpaccio e che vorrà riscattare la ferita ancora aperta delle Olimpiadi di Rio 2016 anche se i postumi della caduta al Tour sono ancora evidenti e Fabio Aru che troverà pane per i suoi denti, anzi per le sue gambe ma che non esce bene dalla vuelta. Sicuramente Nairo Quintana  proverà a regalare un mondiale alla sua Colombia ma attenzione anche a Rigoberto Uran che ha dimostrato nel Tour 2017 di essere ancora molto competitivo.

Non vanno dimenticati gli olandesi Steven Kruijswijk  e Tom Domoulin che potrenno rendere la corsa dura e poi attenzione anche ai galletti francesi Warren Barguil e Romain Bardet e allo spagnolo Mikel Landa e Alejandro Valverde. Attenzione anche alla Spedizione Inglese che quest’anno ha già dominato tutto il dominabile.

Insomma ci sarà l’intero mondo degli scalatori a combattere per la maglia iridata, naturalmente la rassegna presenterà tutte le prove, sia femminili che maschili (qui una analisi).

Mondiali Innsbruck 2018: vincere per Scarponi

Il percorso selettivo stuzzica la fantasia degli scalatori di tutto il mondo ma, forse, gli italiani avrebbero un motivo in più per far sventolare il tricolore ad Innsbruck: omaggiare l’indimenticabile Michele Scarponi che ha ha ottenuto proprio ad Innsbruck la sua ultima vittoria:

“La discesa finale è stata quella degli ultimi chilometri vincenti della sua carriera – racconta Cassani – questo ricordo ci deve dare ancor più carica. Proprio prima dell’incidente che ha strappato Michele a tutti noi gli avevo detto che al Mondiale del 2018 ci serviva uno come lui, so che lui sarà li con me e i ragazzi”.

 

 Mondiali Innsbruck 2018: Diretta TV e Diretta Streaming

I Mondiali Innsbruck 2018 saranno trasmessi in diretta tv sui canali Rai, RaiSport e su Eurosport, in diretta streaming sul sito della Rai e su Eurosport Player. Gli orari delle dirette al momento non sono ancora noti.

 Mondiali Innsbruck 2018: il calendario

DOMENICA 23 SETTEMBRE:
Cronometro a squadre per club (femminile)
Cronometro a squadre per club (maschile)

LUNEDI’ 24 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (femminile)
Cronometro U23 (maschile)

MARTEDI’ 25 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (maschile)
Cronometro elite (femminile)

MERCOLEDI’ 26 SETTEMBRE:
Cronometro elite (maschile)

GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE:
Prova in linea juniores (femminile)
Prova in linea juniores (maschile)

VENERDI’ 28 SETTEMBRE:
Prova in linea U23 (maschile)

SABATO 29 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (femminile)

DOMENICA 30 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (maschile)

 

Chris Froome e Tom Dumoulin favoriti per il Tour?

Chris Froome vs Tom Dumoulin e se spuntasse il nostro Nibali?

Chris Froome

Chris Froome contro tutti?

Chris Froome vs Tom Dumoulin sarà il duello del prossimo Tour de France? A giudicare dalle caratteristiche dei 3329 km che percorreranno l’esagono francese tutto lascia pensare che quella sarà la sfida dell’anno ma attenzione alle sorprese. Probabilmente, viste le 25 salite in programma, ci sarà un cambio di scenario rispetto all’incontrastato dominio del Team Sky. Certo il Kenyano bianco sarà in assoluto il favorito della corsa francese ma, complice il percorso, e il potenziale parterre de Roy che prenderà il via dalla Vandea, forse dormirà sonni meno tranquilli.

Probabilmente il peso specifico delle prove contro il tempo non sarà cosi determinante come nelle ultime edizioni e, naturalmente, il primo sfidante di Froome sarà quel Tom Dumoulin che abbiamo saputo apprezzare e amare lo scorso Giro d’Italia. L’olandese ha ambizioni elevate, anche i recenti Mondiali di Bergen, hanno sancito la sua grandezza a livello planetario. Il suo sviluppo tecnico e tattico è eloquente, se prima in salita soffriva e basta ora soffre ma sa fare la differenza e anche le doti su percorsi non comuni sono migliorate.

Se si considera il nuovo corso imboccato dalla corsa francese con percorsi aggressivi e addirittura una tappa tremenda sul Pavé della Roubaix perché non possiamo considerare Vincenzo Nibali tra i favoriti? Il percorso francese strizza l’occhio allo squalo dello stretto che deve ancora scoprire i propri piani per il 2018 ma che sicuramente ha l’acquolina in bocca quando sente parlare di Tour.

Per completare l’elenco dei papabili attenzione a un Nairo Quintana, che vuole riscattare un 2017 davvero sotto le aspettative e ai due transalpini Romain Bardet e Thibaut Pinot che hanno probabilmente la giusta chance per far risuonare la marsigliese sui Campi Elisi.

 

 

 

AG2R pronta per la Vuelta Espana

AG2R pronta a calare gli assi per la Vuelta Espana

Ag2R pronta

L’AG2R

AG2R pronta per la Vuelta Espana con l’artiglieria pesante: in gara ci saranno, infatti, sia Romain Bardet che Domenico Pozzovivo, rispettivamente reduci da un terzo e un sesto posto al Tour de France.

Sicuri di un posto alla corsa spagnola sono  i francesi Samuel Dumoulin, Alexandre Geniez e Alexis Gougeard e il nostro  Matteo Montaguti mentre è aperto il ballottaggio per i posti ancora da assegnare tra i transalpini Clément Chevrier e Julien Duval, il tedesco Nico Denz e il canadese Hugo Houle.

Fiducioso Bardet: “Dopo l’ottimo Tour abbiamo deciso di proseguire la stagione con la Vuelta. Devo dire che già ad inizio stagione l’idea strategica del team era quella di partecipare alla corsa iberica ma l’ottima prova in Francia ha dato supporto all’idea iniziale, sono contento che nella spedizione ci sia anche Pozzovivo”. AG2R pronta quindi per dar battaglia sulle salite della corsa spagnola.

“Per me sarà un esordio – ha continuato il francese – e sono molto eccitato di prendere parte a questa corsa, credo che la partecipazione a due grandi giri sia un momento importante della mia carriera, un modo per mettermi alla prova”.

Factor O2: la speciale bicicletta di Bardet

Factor O2: un telaio da 740gr!

Factor O2

Factor O2

Factor O2, prodotta dalla casa inglese di Norfolk, è la bicicletta usata dalla AG2R La Mondiale. Modello pensato per esaltare le caratteristiche degli scalatori (anche il nostro Domenico Pozzovivo usa questo modello), è la bicicletta scelta da Romain Bardet per il Tour de France. Telaio leggerissimo, solo 740 gr e geometrie piuttosto tondeggianti.

Il telaio monoscocca è realizzato in carbonio  RGi che conferisce anche rigidità al mezzo, questo tipo di carbonio è usato da case automobilistiche di prestigio per i loro modelli (su tutte Ferrari e Aston Martin).

La bici di Romain:

Il “galletto” è alto 1,86 cm e utilizza una taglia 56 con tubo di sterzo da 15,4 cm e quello orizzontale da 56,5 cm. La bicicletta monta Shimano Dura Ace Di2, le ruote sono Mavic Cosmo Carbon, il nastro manubrio Fi’zi:k (come la sella) è di colore nero (il resto del team usa il bianco)