Tre Valli 2018 vittoria di Toms Skujiņš in volata

Tre Valli 2018 vittoria a sorpresa di Toms Skujiņš

Tre Valli 2018 vittoria a sorpresa in volata per Toms Skujiņš della Trek-Segafredo che precede Pinot sul traguardo di Via Sacco

Tre Valli 2018, vince Toms Skujiņš

Tre Valli 2018, vince Toms Skujiņš

Tre Valli 2018 con sorpresa. La sorpresa è Skujins che sul traguardo di Via Sacco ha bruciato allo sprint un pezzo da novanta come Thibaut Pinot (che bissa il secondo posto del 2017). Tutti gli occhi erano puntati sul fresco campione del Mondo Alejandro Valverde. La maglia iridata era in un gruppetto assieme al nostro Vincenzo Nibali quando è partito l’attacco che nel finale ha visto protagonista il colombiano Rigoberto Uran.

La Tre Valli Varesine si conferma corsa dal difficile pronostico, lo scorso anno fu l’outsider Geniez a imporsi e quest’anno un altro corridore che in pochi davano per favorito (forse nessuno). Skujins si è aggiudicato l’importante “prologo” dell’ultima prova di livello della stagione, Il Lombardia.

Come detto tutti attendevano l’applauditissimo Valverde che si è presentato a Varese per testare la gamba in vista dell’impegno di sabato prossimo, assieme a lui anche Nibali era chiamato a un importante test prima di lottare per la riconferma al Lombardia. Entrambi hanno subito la beffa nell’ultimo giro quando la corsa è esplosa sotto i colpi dei capitani della  Education First, Rigoberto Uran e Michael Woods.

Lo scatto decisivo l’ha fatto il colombiano con un’azione che sembrava essere quella buona ma a qual punto si è creato un gruppo di sette corridori che ha resistito al rientro del gruppetto di Nibali e Valverde andandosi a giocate la vittoria in volata.

Lo sprint finale è stato senza storia con Pinot che ha provato ad anticipare Toms Skujins  ma senza esito. La terza piazza è andata a Kennaugh. Per il corridore lettone quello di oggi è il quarto di stagione .

 

EF Education First-Drapac 2018: presentazione team

EF Education First-Drapac 2018: ecco la squadra

EF Education First-Drapac 2018 dopo aver rischiato di sparire il team di Johnathan Vaughters punta tutto su Rigoberto Urán

EF Education First-Drapac 2018

EF Education First-Drapac 2018

EF Education First-Drapac 2018 terminati i venti di chiusura, la compagine diretta da Johnathan Vaughters ha trovato il partner commerciale in grado di garantire la sopravvivenza. Persi gli italiani Formolo, Bettiol e Villella e in conseguenza del ritiro di Andrew Talansky. Il team sarà nelle mani dell’esperto Rigoberto Urán 2° classificato del Tour de France dello scorso anno.

Il colombiano tenterà di riconfermarsi sul podio del Tour e probabilmente si dedicherà anche alla Vuelta per preparare il mondiale. Pierre Rolland sarà la spalla di “ciccio” Uran alla Grande Boucle. I giovani della squadra sono chiamati ad un riscatto dopo una stagione veramente mediocre in particolare Joe DombrowskiHugh Carthy dovranno dimostrare cosa valgono realmente.

Vaughters ha rivoluzionato il reparto “ruote veloci” puntando su Sacha Modolo che deve riscattare la scorsa annata terminata in calando. L’altra freccia veloce è Daniel McLay, che dopo tre stagioni alla Fortuneo arriva nel World Tour per dimostrare il suo valore al piano superiore.

Per la campagna del Pavé tutto gira attorno a Sep Vanmarcke che vuole tornare al successo nel profondo nord. A dar man forte ci sarà Sebastian Langeveld reduce dal podio della scorsa Roubaix. Taylor Phinney, dopo il terribile incidente del 2014 non è più stato lo stesso ma potrebbe prendersi qualche soddisfazione.

La EF Education First 2018 guarda con interesse alle Ardenne e al Lombardia, non solo per Urán ma anche per Michael Woods che sarà anche capitano al Giro d’Italia dopo la bella Vuelta dello scorso anno.

Attenzione al colombiano Daniel Martínez potrebbe cominciare a dedicarsi alle corse a tappe dopo aver ben figurato lo scorso anno nelle gare di un giorno (top ten nella Milano-Torino e  allaTre Valli Varesine).

EF Education First-Drapac 2018: La rosa

Matti Breschel (Dan, 1984), Nathan Brown (Usa, 1991), Brenadan Canty (Aus, 1992), Julián Cardona (Col, 1997),  Hugh Carthy (Gbr, 1994), Simon Clarke (Aus, 1986), William Clarke (Aus, 1985), Lawson Craddock (Usa, 1992), Mitchell Docker (Aus,1986), Joe Dombrowski (Usa, 1991), Alex Howes (Usa, 1988), Sebastian Langeveld (Ola, 1985), Kim Magnusson (Swe, 1992), Daniel Martínez (Col, 1996), Daniel McLay (Gbr,1992), Sacha Modolo (Ita, 1987), Daniel Moreno (Spa, 1981), Logan Owen (Usa, 1995), Taylor Phinney (Usa, 1990), Pierre Rolland (Fra, 1986), Thomas Scully (Nzl, 1990), Rigoberto Urán (Col, 1987), Tom Van Asbroeck (Bel, 1990), Sep Vanmarcke (Bep, 1988), Michael Woods (Can, 19

Rigoberto Uran: obiettivi Tour e Mondiale

Rigoberto Uran dichiara gli obiettivi per la stagione 2018

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran è stato premiato  nella giornata di ieri come miglior sportivo del suo paese (la Colombia) per l’anno 2017 in una serata che ha visto ricevere il premio come miglior giovane sportivo colombiano ad un altro ciclista: Fernando Gaviria.
Per Ciccio è stata una stagione per certi versi ad li sopra delle aspettative, in particolare la sua performance al Tour de France e la vittoria alla Milano-Torino hanno fatto ricredere molte persone che lo avevano precocemente dato per “finito”.

A margine della cerimonia di premiazione, Rigoberto Uran ha rilasciato una intervista al quotidiano  El Espectador in cui ha parlato degli obiettivi per la stagione agonistica a venire che lo vedrà con la maglia della EF Education First-Drapac p/b Cannondale.
“Parteciperò al Tour de France con l’idea di provare a ripetere l’ottima prestazione del 2017, non sarà semplice ma ho voglia di mettermi fortemente in gioco – ha spiegato Rigoberto – spero di poter far parte della spedizione per il Campionato del Mondo di Innsbruck visto le caratteristiche del percorso”. Il primo obiettivo del il trentenne è quello di prendere parte con la propria squadra al neonato Colombia Oro y Paz di inizio febbraio.

 

 

 

Criterium Shanghai: vince Chris Froome

Criterium Shanghai spettacolo offerto dalla ASO e dal Kenyano

Criterium Shanghai

Criterium Shanghai: vince Froome

Criterium Shanghai una bella vetrina per ASO e per il Tour de France che ha ormai deciso di strizzare l’occhio ad oriente, mercato giovane, ampio e tutto da esplorare. E nell’ottica di espansione nel Far East ecco che dopo quello organizzato in Giappone a Saitama (la quinta edizione è in programma il prossimo 4 novembre), gli organizzatori francesi sono sbarcati anche in Cina. Tra momenti di convivialità e presenza di grandi campioni (tra cui un Alberto Contador combattivo e all’attacco per la gioia del pubblico) ecco che i protagonisti dell’ultimo Tour hanno fatto la parte dei leoni.

Si formata infatti una fuga a quattro che, oltre a Contador, comprendeva anche Chris Froome, Warren Barguil e Rigoberto Urán. A conquistare la vittoria al Criterium Shanghai è stato quindi un Chris Froome in maglia gialla, sul podio assieme a lui sono arrivati Rigoberto Urán secondo e Warren Barguil terzo.

 

Rigoberto Uran conquista la Milano-Torino

Rigoberto Uran conquista la classica MiTo

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran sul traguardo di Torino

Rigoberto Uran conquista la seconda vittoria stagionale trionfando sul traguardo di Superga nella Milano-Torino 2017. Seconda vittoria consecutiva per la Colombia che dodici mesi fa aveva trionfato con  Miguel Angel Lopez. E’ “Ciccio” Uran a festeggiare a braccia alzate anticipando Adam Yates e Fabio Aru. Il corridore della Cannondale-Drapac ha fatto la differenza sull’ultima ascesa alla collina che domina Torino.

La classica più antica del calendario internazionale è stata caratterizzata dalla fuga, nella parte pianeggiante, di tre atleti: Gregory Rast (Trek-Segafredo), Guillaume Bonnafond (Cofidis) e Patrick Lauk (Astana).  Solo al primo passaggio a Superga la corsa si anima grazie ad una bella azione di Alaphilippe (Quick Step Floors) che gli permette di riportarsi sui battistrada e poi di staccarli.

Nel secondo passaggio in cima al Colle attacca il francese Rudy Molard al quale si accoda Fabio Aru prontamente seguito dai colombiani Uran e Bernal e da David Gaudu e Adam Yates.

E’ il più esperto dei colombiani che attacca e fa il vuoto involandosi in solitaria a conquistare la corsa. Alle sue spalle a 10 secondi arriva  Adam Yates, mentre in terza posizione giunge Fabio Aru, in crescendo di condizione in vista del Lombardia e unico italiano capace di entrare nella top ten odierna. Per Uran si tratta della seconda vittoria stagionale che corona una stagione decisamente interessante per “Ciccio”.

 

Giovanni Visconti conquista il Giro dell’Emilia

Giovanni Visconti fa l’impresa: suo il Giro dell’Emilia numero 100!

Giovanni Visconti

Giovanni Visconti

Giovanni Visconti siciliano della Bahrain-Merida ha conquistato oggi la 100esima edizione del Giro dell’Emilia grazie ad un attacco sulla penultima discesa del San Luca, a 18 km dalla fine. Visconti ha mantenuto la testa sia al penultimo passaggio sulla salita simbolo della corsa, che su quello conclusivo in cui è stato veramente abile a gestire energie e vantaggio difendendo con le unghie i circa 30 secondi di margine con cui aveva iniziato l’ultima ascesa.

Alle sue spalle arriva il compagno di team Vincenzo Nibali, bravo a giocare da stopper sul tentativo di Gianni Moscon di inseguire Visconti, ha sprigionato la sua forza anticipando nel finale il drappello degli inseguitori chiudendo a 11 secondi dal corregionale.

Terza piazza per Rigoberto Urán (Cannondale-Drapac) giunto a 14 secondi, quarto a 17″ Nicolas Roche (BMC) e quinto a 22″ Gianni Moscon (Sky)

Da segnalare un brutta caduta di Esteban Chaves, vincitore dell’Emilia un anno fa: il colombiano della Orica-Scott è scivolato sull’ultima discesa, rimbalzando pesantemente con la spalla destra sull’asfalto.

 

Rigoberto Uran prosegue con la Cannondale

Rigoberto Uran prosegue il suo contratto con il team statunitense

Rigoberto Uran prosegue

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran prosegue per altre tre stagioni il suo rapporto con la  Cannondale-Drapac, la voce era già nell’aria da qualche settimana e la recente ottima performance del colombiano al recente Tour de France ha sicuramente accelerato i tempi del rinnovo.

Evidente la soddisfazione di Rigoberto Uran: “Sono veramente felice di poter rimanere nel team, qui l’ambiente è ideale per me. C’è il giusto mix tra professionalità e divertimento, sapere di avere un contratto di tre anni mi dà le garanzie per lavorare con tranquillità focalizzandomi sul Tour de France. Nell’ultima “Boucle” siamo partiti con l’obiettivo di vincere una tappa e provare a chiudere nei primi cinque posti, senza troppa pressione abbiamo fatto ancora meglio di quello che era l’obiettivo che c’eravamo posti”.

Felice anche il team manager Jonathan Vaughters: “Il ciclismo è uno sport dove si possono avere stagioni negative e poi tornare ad alto livello rapidamente. Rigoberto Uran lo scorso anno non ha particolarmente brillato ma ha comunque ottenuto un settimo posto con la bronchite. Lui è un fenomeno, non lo scopriamo certo oggi, ha grandissime potenzialità e il team è pronto per supportarlo al meglio, credo che l’ultimo Tour abbia dimostrato che possiamo fare grandi cose”.

Francesi imparate a tifare i ciclisti!

Francesi imparate a fare il tifo!

Francesi imparate a tifare

Ultras del calcio

Francesi imparate a tifare e fate un bagno di umiltà. Non avremmo voluto scrivere questo pezzo. No non avremmo proprio voluto scriverlo. Non ci piace essere polemici, non lo siamo stati quando, dopo la foratura di Chris Froome (che può stare antipatico) gli “sportivi” tifosi francesi l’hanno ricoperto di buuh e fischi.

Oggi ci risiamo e non stiamo zitti. Cronometro a Marsiglia, bello scenario con l’arrivo al Vélodrome di Marsiglia. Ecco pensiamo che magari sia la location calcistica ad aver fatto male agli appassionati francesi. Sarà lo stadio sarà magari il caldo che da alla testa ma ci chiediamo: che senso ha coprire di buuh Mikel Landa, Rigoberto Uran e lo stesso Froome.

Vogliamo pensare che sia stato il seguire la tappa alla tv che abbia distorto il sonoro. Allora attendiamo un po’ a scrivere. Poi Uran affronta il pezzo in salita, il ritrmo scende e il suono è chiaro e limpido: buuh per il colombiano che, non sarà un fenomeno, ma non ci pare sia uno che fa la prima donna o che possa risultare antipatico. E allora perché quei fischi? Il ciclismo è lo sport delle grandi rivalità ma i tifosi di Coppi battevano le mani a quelli di Bartali, quelli di Saronni incitavano Moser, quelli di Chiappucci sostenevano Bugno campione del mondo. Il ciclismo è lo sport in cui l’ultimo prende più applausi del primo. Perché il primo soffre ma l’ultimo di più, perché il primo è sul podio quando l’ultimo imbocca la salita, perché il primo è sotto la doccia e l’ultimo ancora sputa sangue su un telaio di carbonio.

Ecco cari francesi, non vogliatecene ma avete rotto le scatole con la vostra idea di superiorità con una corsa inferiore a Giro e Vuelta ma solo ben commercializzate e avete ROTTO LE PALLE con il vostro modo di NON TIFARE.

Scusate lo sfogo, senza polemica, solo una visione dei fatti.

Tolta la penalità a Urán, giuria nel caos!

Tolta la penalità a Urán e Bennet, al Tour regna la confusione!

Tolta la penalità a Urán

Tolta la penalità a Urán

Tolta la penalità a Urán e a Bennet, dopo le polemiche della decisione di ieri della giuria del Tour de France.  Il collegio di giuria ha deciso, a poche ore dalla partenza della tappa di quest’oggi,  di annullare le penalità di 20″ inflitte ieri a Rigoberto Urán (Cannondale-Drapac) e George Bennett (Team LottoNL-Jumbo) per essersi riforniti illegalmente e 5 e 6.4 chilometri dall’arrivo rispettivamente.

La decisione di ieri aveva, fors’anche giustamente, messo la giuria del Tour nell’occhio del ciclone. Già le scelte di qualificare Sagan e graziare Bouhanni non erano state ben digerite dagli appassionati, poi i due pesi e due misure che avevano portato alla penalizzazione di Uran e non di Bardet avevano scatenato le discussioni sui social.

La decisione di tornare sui propri passi è stata certamente corretta visto che le infrazioni commesse dai vari ciclisti erano identiche ma non capiamo come sia organizzata la giuria della corsa che si vanta di essere la più prestigiosa del mondo. Quanto si sarebbe scritto se una simile decisione fosse arrivata dal Giro d’Italia?

Rigoberto Uran Penalizzato di 20 secondi

Rigoberto Uran Penalizzato per una borraccia

Rigoberto Uran Penalizzato

Rigoberto Uran Penalizzato di 20 secondi

Rigoberto Uran Penalizzato di 20 secondi per aver preso da bere da un impiegato della Cannondale, si avete letto bene non da un tecnico ma da un impiegato del colosso americano.

Stesso problema per George Bennett (LottoNL-Jumbo) e Serge Pauwels (Dimension Data), per i quali, soprattutto il secondo, il danno è meno importante.

Come d’abitudine, ormai, in questo Tour de France scoppia la polemica in quanto non viene invece penalizzato Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), malgrado le  immagini mostrino come il francese prenda qualcosa da un tifoso a poco più di sei chilometri dall’arrivo.

Jonathan Vaughters, team manager della Cannondale – Drapac, ha accettato la decisione della giuria ma resta un forte dubbio sulla disparità di trattamento tra due casi sostanzialmente analoghi.

La disparità di trattamento potrebbe dipendere all’uso diverso del liquido ricevuto: qualcuno (Uran e c.) avrebbero bevuto mentre l’altro (Bardet) avrebbe usato la borraccia per rinfrescarsi il corpo e non alimentarsi. La polemica prosegue.