Team Sky-Giro finalmente il tabù sarà sfatato?

Team Sky-Giro, dopo 5 anni si sfata il tabù?

Team Sky-Giro un tabù da sfatare dopo 5 anni con i tentativi infruttuosi di Wiggins, Landa, Porte e Thomas, ci voleva Chris Froome per battere la maledizione?

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro questo matrimonio s’ha da fare? Parliamoci chiaro, tutti quando venne annunciata la presenza di Chris Froome abbiamo pensato che finalmente la squadra britannica sarebbe stata in grado di vincere il Giro d’Italia. Parliamoci ancora più chiaro giovedì sera quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria del kenyano bianco alla corsa rosa e per il Team Sky si frofilava l’impossibilità di sfatare il Tabù-Giro.

Ci hanno provato in tanti nei 5 anni di esistenza della temibile formazione britannica. Il primo a calare nello stivale con i galloni del capitano e i favori dei pronostici fu Sir. Bradley Wiggins già vincitore alle Olimpiadi e al Tour de France. Per Wiggo il giro fu come la Russia per Napoleone. Fu poi la volta di Richie Porte che partì bene ma crollo complice anche la squalifica per un cambio ruota irregolare. Poi ecco Mikel Landa che, complice una cena indigesta, naufragò miseramente. Lo scorso anno, altro giro altra corsa, ecco Geraint Thomas che cadde violentemente dopo 12 tappe. Insomma solo un miracolo poteva fare uscire la Sky dalle paludi del bel paese, un miracolo o forse il corridore più forte (e più chiacchierato del momento) alias Chris Froome from South Africa.

Froome, abbiamo imparato a conoscerlo, è metodico, serio, non lascia nulla al caso. Nell’inverno ha macinato chilometri su chilometri spinto anche dalla rabbia per la positività al salbutamolo. In un team molto attento ai dettagli ecco che l’Inglese aveva pianificato tutto: arrivare a Gerusalemme un po a corto di preparazione per esplodere tornante dopo tornante e arrivare a Roma di rosa vestito. Manca ancora una tappa di montagna ma la prova di Chis ha strabiliato anche i suoi più grandi detrattori.

Se da una parte il Team Sky è solito calcolare ogni dettagli scrupolosamente, poco prevedibile era la caduta in ricognizione prima della crono di Gerusalemme o quella durante un tratto di salita nei primi giorni di corsa. Questi due accadimenti e la condizione ancora da arrivare avevano creato una dicotomia tra le aspettative degli addetti ai lavori e i risultati che Chris Froome stava ottenendo.

Quando Froome ha attaccato sullo Zoncolan tutti abbiamo pensato a un colpo di coda di un campione ferito che andava a vincere una tappa per “accontentarsi”. Invece nel Team Sky qualcosa bolliva in pentola. La tappa di ieri è stata preparata scientificamente, tutto studiato nei minimi dettagli. A ogni membro del team è stato affidato un compito: dai gragari che dovevano lavorare per il capitato ai DS ai massaggiatori fino agli autisti dei bus.

Un esempio della finalizzazione del piano sono stati gli uomini con pettorina sguinzagliati sul Colle delle FInestre laddove l’ammiraglia poteva restare indietro. Il team ha pensato a una task-force con uomini dotati di borracce, ruote, gilet per coprirsi e alimenti. Nicolas Portal ha coordinato gli uomini tutti dotati di radiolina per non sgarrare nemmeno di un centimetro.

Insomma Chris Froome è un fenomeno (anche discusso e attaccato dai tifosi) ma sicuramente gode di un team in cui la professionalità e l’organizzazione sono punto focale. Dopo tanti anni di attacchi vani, il kenyano bianco sembra indirizzato nel portare la prima maglia rosa oltre manica. Staremo a vedere.

 

 

 

Team Sky, Tour of the Alps da record?

Team Sky,Tour of the Alps per un nuovo record

Team Sky, Tour of the Alps dal 2015 è terreno di conquista con Richie Porte, Mikel Landa e Geraint Thomas, sarà record?

Team Sky,Tour of the Alps è orma

Team Sky,Tour of the Alps

Team Sky,Tour of the Alps

i terreno di conquista per la formazione Britannica che negli ultimi tre anni ha letteralmente dominato la corsa di avvicinamento al Giro d’Italia.

Richie Porte nel 2015, Mikel Landa nel 2016 e Geraint Thomas nel 2017 ecco le ultime vittorie nella corsa tutte marchiate Team Sky. In vista dell’edizione 2018 dell’evento ciclistico euro-regionale (in programma dal 16 al 20 aprile), cala il proprio jolly: Chris Froome che vuole aiutare lo squadrone britannico a ottenere un risultato assolutamente storico. L’obiettivo è imporsi in una corsa a tappe per la quarta volta consecutiva con quattro corridori differenti.

Dopo aver fatto incetta di maglie gialle, ben 59, il fuoriclasse di origini frutterà il Tour of the Alps come rampa di lancio per conquistare anche il Giro d’Italia.

In pochissimi hanno ottenuto la doppietta Tour of the AlpsGiro d’ItaliaGilberto Simoni(2003), Damiano Cunego (2004) e Vincenzo Nibali (2013).

E’ palese che il nativo di Nairobi ha tutte le carte in regola per far melgio dei suoi colleghi Porte, Landa e Thomas, che sono stati l’emblema della maledizione che coglie il Team Sky alla corsa rosa.

Team Sky, Tour of the Alps: parla Tosatto

Molto fiducioso appare il Direttore Sportivo Matteo Tosatto: “La squadra si sta preparando al meglio per il Tour of the Alps dove abbiamo ambizioni di vittoria e dove vogliamo mettere a punto la condizione in vista dell’assalto al Giro. Il Tour of the Alps è una corsa affascinante e splendidamente organizzata, presenta salite di assoluto spessore e storicamente da una cartina di tornasole delle condizione dei pretendenti alla vittoria della corsa rosa”.

Il DS ha poi parlato dei rivali del britannico alla vittoria: “dovremo stare molto attenti a Fabio Aru  che arriva da una primavera sottotono ma che punta molto sul mese di aprile e magigo, attenzione massima va data a Thibaut Pinot che ha sempre avuto un rendimento eccellente in corse di questo tipo senza dimenticare due ottimi scalatori come Miguel Angel Lopez e Domenico Pozzovivo.

 

 

 

Cerchi nel grano o labirinto: tributo a Richie Porte

Cerchi nel grano? No un labirinto per Richie Porte

Cerchi nel grano uno dei misteri Ufologici che divide in pianeta? No semplicemente un labirinto per Richie Porte

Cerchi nel grano?

Cerchi nel grano?

Cerchi nel grano (in inglese crop circles), uno dei tanti misteri dell’ufologia mondiale. I cerchi nel grano altro non sono che  aree di campi di cereali, o di coltivazioni simili, in cui le piante appaiono appiattite in modo uniforme, formando così varie figure geometriche. Osservando questa immagine potrebbe sembrare un caso di Pittogramma ma in realtà è un labirinto commemorativo di Richie Porte.

Essere uno dei leader del gruppo permette di avere fans ovunque e di poter “godere” delle follie dei propri tifosi.  Rupertswood Farm, paese nella regione natale della Tasmania dove è nato Richie Porte, ha onorato il corridore BMC creando un labirinto di mais con il nome del corridore e l’immagine di tre corridori in gara.

La scena è stata ispirata dalla performance di Porte durante il Tour de France dello scorso anno prima della sua rovinosa caduta: “Quest’anno, il nostro Labirinto delle Crop include la leggenda del ciclismo della Tasmania, Richie Porte!”, è stato il post che  La Fattoria ha pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Porte, che ha riportato una frattura alla clavicola e al bacino, è tornato a correre per la prima volta in gennaio, quando ha assunto la difesa del titolo al Santos Tour Down Under. Arrivato a breve, però, Porte ha perso contro il pilota sudafricano Daryl Impey, che ha mantenuto la vittoria nell’ultimo giorno.

“Stiamo pensando a Richie nel 2018 e gli auguriamo tutto il meglio!” ha dichiarato Rowan Clark, l’autore dell’opera “non è stato una cosa semplice, ero abbastanza esausto. Avevo appena trascorso una settimana di raccolta, quindi dopo un paio d’ore di pausa, ho deciso di fare questo omaggio a Ritchie. Era da un po’ di anni che lo avevo in mente, sono un suo grande fans e alla fattoria adoriamo vederlo correre, in particolare a luglio, quando è in corso il Tour de France”. Insomma ecco svelato l’arcano: niente Cerchi nel grano ma un bel tributo di un tifoso.

 

 

 

BMC Racing Team 2018: presentazione team

BMC Racing Team 2018: ecco la squadra

BMC Racing Team 2018 riduzione dell’organico ma Richie Porte è pronto a lottare per il Tour de France

BMC Racing Team 2018

BMC Racing Team 2018

BMC Racing Team una delle formazioni più vincenti del panorama internazionale rischia di affrontare la sua ultima stagione in gruppo. Andy Rihs, proprietario del team, ha annunciato il suo disimpegno per problemi di salute e Jim Ochowicz è alla ricerca, finora infruttuosa, di un nuovo mecenate. La prima conseguenza è stata una riduzione dell’organico di ben cinque elementi andando a comporre una delle rose più corte del World Tour.

Pur a fronte di questi problemi Le attenzioni sono tutte rivolte a Richie Porte che, dopo aver dimostrato di essere in grado di vincere ogni prova di una settimana, vuole puntare al podio al Tour de France.

Da valutare il ruolo di Tejay van Garderen, che in cuor suo punta ancora a curare la classifica in una grande corsa a tappe ma che probabilmente dovrà accontentarsi di fare da spalla al tazmaniano.

Rohan Dennis proverà a far classifica al Giro d’Italia anche se le sue doti di cronoman ma non di eccellente scalatore difficilmente lo premieranno. Damiano Caruso e Nicholas Roche, avranno il ruolo di gregari di lusso con possibilità di giocare le loro carte nelle corse minori.

Miles Scotson, giovane di buona speranze, dovrà dimostrare la sua evoluzione in una stagione per lui fondamentale. Per le volate, spazio al lussemburghese Jempy Drucker che difficilmente potrà competere nelle corse di primo piano.

Per le classiche del pavé tutto ruota attorno a Greg Van Avermaet che lo scorso anno ha conquistato ben con quattro vittorie (Roubaix compresa) delle sei prove del pavé affrontate. L’obiettivo principale di Greg è il Fiandre è il suo nuovo obiettivo primario, l’unica prova delle pietre che manca nel suo palmares.

Dylan Teuns è stata la rivelazione della passata stagione grazie al podio alla Freccia Vallone e alla serie di vittorie in estate. Simon Gerrans farà da chioccia per i colleghi di team mentre la squadra si aspetta molto da Alberto Bettiol.

ROSA
Alberto Bettiol (Ita, 1993), Patrick Bevin (Nzl, 1991), Tom Bohli (Svi, 1994), Brent Bookwalter (Usa, 1984), Damiano Caruso (Ita, 1987), Alessandro De Marchi (Ita, 1986), Silvan Dillier (Svi, 1990), Jean-Pierre Drucker (Lux, 1986), Kilian Frankiny (Svi, 1994), Simon Gerrans (Aus, 1980), Stefan Küng (Svi, 1993), Richie Porte (Aus, 1985), Nicholas Roche (Irl, 1984), Jurgen Roelandts (Bel, 1985), Joseph Rosskopf (Usa, 1989), Michael Schär (Svi, 1986), Miles Scotson (Aus, 1994), Dylan Teuns (Bel, 1992), Greg Van Avermaet (Bel, 1985), Tejay van Garderen (Usa, 1988), Nathan Van Hooydonck (Bel, 1995), Francesco Ventoso Alberdi (Spa, 1982), Loïc Vliegen (Bel, 1993), Danilo Wyss (Svi, 1985)

Daryl Impey conquista il Tour Down Under

Daryl Impey conquista la corsa australiana davanti a Porte

Daryl Impey conquista il Tour Down Under su Richie Porte. Diego Ulissi chiude quarto. Nell’ultima tappa 18esimo successo per André Greipel

Daryl Impey conquista il Tour Down Under

Daryl Impey conquista il Tour Down Under

Daryl Impey conquista il Tour Down Under a 33 anni suonati, un premi più che meritato per un atleta che si è sempre speso a favore dei compagni di team.

Il portacolori della Mitchelton–Scott ha controllato senza particolari problemi la situazione, sfruttando anche la decisione di Richie Porte (BMC) di non lottare per gli abbuoni agli sprint intermedi. L’australiano ha quindi chiuso la corsa al secondo posto con lo stesso tempo del vincitore, mentre terzo è Tom – Jelte Slagter (Dimension Data).

Porte esce rinfrancato nonostante la sconfitta: a Willunga Hill si è imposto ancora una volta, e ancora una volta potrà dedicarsi al sogno di tentare la conquista del prossimo Tour de France.

Migliore italiano per il secondo anno consecutivo è invece Diego Ulissi (UAE Team Emirates), che ha chiuso la corsa al quarto posto a solo 4 secondi dal podio.

André Greipel  a 35 anni si è tolto lo sfizio di vincere non una ma due tappe , in apertura e chiusura di corsa (arrivando a quota 18 tappe vinte nella corsa dei canguri). Il Down Under che quest’anno compie 20 anni sta diventando uno degli appuntamenti più sentiti dai corridori che, dopo l’inverno di riposo, sono soliti dare il via alla loro stagione nella calda Australia.

Bardet contro Froome: “siamo al ridicolo”

Bardet contro Froome: “Se non verrà squalificato il ciclismo rischia di morire”

Bardet contro Froome parla all’Equipe e attacca il ciclista del Team Sky per la positività al salbutamolo

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome: il #Froomegate continua a tenere banco nel mondo del ciclismo dopo che il britannico è risultato non  negativo al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017. In tanti hanno detto la loro sulla vicenda: da Greg Lemond che non ha risparmiato le critiche al vincitore del Tour de France 2017 a due “esperti” di doping come Michele Ferrari e il suo “assistito” Lance Armstrong. Tony Martin a pochi giorni dalla notizia aveva preso posizione dura sulla vicenda cosi come Richie Porte, ex compagno del kenyano bianco, non le ha di certo mandate a dire.

In tanti, dunque, si stanno esprimendo sulla questione in attesa del verdetto da parte della UCI su un’eventuale squalifica.

 Bardet contro Froome sulle pagine de l’Equipe

Il francese Romain Bardet è stato l’ultimo solo in ordine di tempo a dire la sua, sulle pagine de L’Equipe e, come riportato da OASport, le sue parole non sono state leggere:

Siamo al ridicolo, quello che è successo mi dispiace molto. È un fatto molto brutto per tutto il nostro sport e conferisce al ciclismo un’immagine negativa all’esterno. Rimette lo spettro del doping nel nostro sport“, ha dichiarato il francese.

Bardet contro Froome non ha usato molti giri di parole: “Bisogna essere esemplari sull’equità, sul modo di trattare i problemi: il ciclismo manca di trasparenza e rischia di morire se non verranno adottate delle misure idonee. Sono preoccupato dal potere del Team Sky”.

Bardet contro Froome: le soluzioni

Non possiamo essere permissivi, sarebbe catastrofico per tutto il movimento – ha aggiunto il francese – Non posso pensare che un corridore che abbia assunto una dose così elevata possa essere assolto. Perché mettere un limite allora? Spero ci sia un’indagine indipendente e che Froome dia spiegazioni. I corridori presi sono stati squalificati”.

Il corridore della AG2R si rammarica della mancata trasparenza: “Froome viene testato a settembre e noi lo apprendiamo casualmente a dicembre”, con un chiaro riferimento  all’inchiesta fatta dal Guardian e da Le Monde che ha svelato i risultati del controllo antidoping, che sarebbero rimasti ancora nascosti al pubblico. “Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti”, ha dichiarato ancora il francese, secondo al Tour 2016 e terzo in quello 2017.

Froome di correre in attesa di ulteriori riscontri: “Spero che Froome possa chiarire e che ci sia un verdetto indipendente. Non capisco perché i regolamenti non prevedano una sospensione temporanea in attesa dei risultati”. Ma una ragione, forse, l’ha trovata lo stesso ciclista francese: “Posso credere alla sua buona fede, ma ha superato i limiti. La Federazione è cauta perché, in caso di assoluzione, rischia di dover pagare un risarcimento. La pressione finanziaria è molto forte. E questo fa pensare”, ha concluso Bardet.

Down Under 2018: favoriti e quote scommesse

Down Under 2018: favoriti e scommesse della corsa australiana

Down Under 2018, prima prova WorldTour della stagione che si disputerà sulle strade del distretto di Adelaide, dal 16 al 21 gennaio: chi sono i favoriti?

Down Under, Richie Porte il favorito?

Down Under, Richie Porte il favorito?

Down Under 2018, col dorsale numero uno ecco il campione uscente, capitano della BMC, Richie Porte che punta a bissare la vittoria della scorsa edizione. Al suo fianco ecco altri due canguri Simon Gerrans (che ha già vinto la corsa quattro volte) e Rohan Dennis davvero forte a cronometro.

Attenzione anche a Jay McCarthy della Bora-Hansgrohe (che è già salito una volta sul podio) e Simon Clarke della EF-Drapac che vorrà onorare la corsa di casa.

La UAE Team Emirates punterà sul portoghese Alberto Rui Costa e sul’italiano Diego Ulissi che, considerando l’altimetria della corsa potrebbero dire la loro per un posto nei top 5.

Tra i velocisti gli occhi di tutti sono puntati sul campione del mondo Peter Sagan (che ha conquistato il People’s Choice Classic 2018) che dovrà vedersela con il tedesco Andre Greipel (Lotto Soudal), che dopo la scorsa stagione non esaltante proverà a partire bene con l’anno nuovo. Occhio al velocista di casa Caleb Ewan (Mitchelton-Scott) e al nostro Elia Viviani che vuole esordire con il botto con la nuova maglia della Quick Step Floors.

 

Down Under 2018: lo quote per le scommesse

Secondo il sito Paddy Power Richie Porte, è favorito per la vittoria finale (viene pagato 7 a 4) cosi come su Bet365 la cui quota è 2 mentre Unibet e Paf danno l’australiano a 2,20.
Jay McCarthy, secondo i bookmakers ha meno chance e viene quotato a 6 mentre la terza forza, secondo le principali agenzie di scommesse è Nathan Haas (che ha una quota tra i 6 e i 6,50).
Per gli amanti del rischio c’è lopzione Rohan Dennis che ha una quotazione che oscilla tra 12 e 11.
L’italiano con quota più bassa è Diego Ulissi (quotato a 12). E se a vincere fosse Egan Bernal? Beh scommettendo un euro ne otterreste ben 34!

Porte contro Froome: “una vergogna”

Porte contro Froome sulla vicenda salbutamolo

Porte contro Froome, il tazmaniano attacca il britannico del Team Sky per la positività al doping per l’uso di salbutamolo

Porte contro Froome

Porte contro Froome

Porte contro Froome è solo l’ennesima presa di posizione di atleti in attività e protagonisti del mondo del ciclismo. E’ di ieri la dichiarazione dell’ex campione americano Greg Lemond, qualche tempo fa anche Lance Armstrong ha voluto parlare della vicenda della positività all’antidoping del capitano del Team Sky.

Richie Porte, dopo un 2017 che non gli ha riservato grandi soddisfazioni a causa di un brutto infortunio al Tour de France, ora è pronto a battagliare per vincere le principali corse WolrdTour.

Il capitano della BMC farà il suo esordio in questa stagione al Tour Down Under dal 16 al 21 gennaio in Australia e fin da subito punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella stagione 2018.

Porte, va ricordato, è stato compagno di Chris Froome sal 2012 al 2015 e, possiamo dirlo, conosce bene i pregi e difetti del capitano della Sky che lo scorso mese di settembre è stato trovato positivo al doping per, pare, un uso scorretto del Ventoli (la positività è stata sera nota solo lo scorso 13 dicembre scatenando non poche polemiche).

Come riportato da CyclingnewsRichie Porte è rimasto shockato dalla notizia della positività dell’ex compagno di team e, in attesa del verdetto  dell’UCI e dalla Wada si è cosi espresso: “non c’è sinceramente molto da dire su questa vicenda, è una vergogna. Quando ho sentito la notizia sono rimasto assolutamente shockato. Non possiamo che attendere che la cosa faccia il suo corso ma sono assolutamente colpito da questa vicenda come lo sono tutti nel mondo del ciclismo”.

“Ho rispetto per lui – ha detto Porte di Froome – è  un buon amico e siamo stati compagni di squadra per molto tempo. Ho la massima fiducia che Chris abbia seguito la guida medica nella sua gestione sintomi di asma, rimanendo entro la dose ammissibile di salbutamolo. “

Team BMC si annuncia un 2018 ridimensionato

Team BMC: il 2017 è stata una grande stagione, quella 2018 sarà al risparmio

Team BMC

Team BMC

Team BMC si annuncia decisamente ridimensionato in attesa della stagione 2018, la squadra americana reduce da un 2017 carico di successi ha teciso di effettuare un drastico taglio alle spese per l’anno che arriva. Dai 29 atleti in organico di questa stagione si passerà ai soli 24 per il 2018, un numero davvero esiguo per un team World Tour che avrà da affrontare un calendario affollato tanto quanto quello passato con la sola novità della riduzione del numero di corridori per i grandi giri.

Team BMC: 2017 ricco di successi

Quella appena conclusa è stata una stagione davvero da incorniciare per la squadra statunitense che ha trionfato in ogni angolo del mondo. La BMC ha trionfato con Greg Van Avermaet alla Parigi-Roubaix, con Richie Porte al Tour de Romandie e ha conquistato tantissime corse e tappe anche nei grandi giri. Forse quello che è mancato è stato uno squillo nei Grandi Giri, tante speranze erano rivolte al Tour in cui però il leader Porte è caduto. Lo stesso Jim Ochowicz in un comunicato ufficiale della squadra ha dichiarato: “Non abbiamo solo vinto tante corse, ma più della metà sono state di altissimo livello e questo testimonia il valore della squadra: su 48 vittorie ben 22 sono state in corse World Tour oltre a sei titoli nazionali”

Team BMC: 2018 di ridimensionamento

Come dicevano, se la stagione conclusa è stata ricca di successi quella che arriverà sarà sicuramente di un tenore ridotto. Avevamo già ampiamente parlato della chiusura del progetto giovanile  del BMC Development Team che negli ultimi anni ha sfornato tanti talenti (uno dei motivi della chiusura è stato il passaggio del talento russo Pavel Sivakov ai “nemici” della Sky). Ora anche il Team World Tour di Porte e Van Avermaet sarà ridotto nell’organico, passando dai 29 corridori della scorsa stagione ad appena 24 per il 2018.
La motivazione ufficiale di tale decisione è legata, secondo le parole presidente, alle nuove regolamentazioni circa il numero di atleti da schierare in Giro, Tour e Vuelta ma da tempo circolano voci di un possibile disimpegno del team.

Team BMC 2018: La squadra

Pur con il ridimensionamento di cui abbiamo detto, la squadra america sarà comunque ricca di talento in quanto le punte del gruppo sono rimaste in orgamico. Le partenze di corridori come il nostro Daniel Oss e  Hermans e i ritiri di Quinziato e Elmiger potrebbero però aver sottratto delle valide spalle ai big del team. I leader del gruppo saranno, come per lo scorso anno, Greg Van Avermaet  che avrà il compito di puntare alle classiche e Richie Porte che sarà l’uomo per le corse a tappe. Attenzione anche a Dylan Teuns, uno dei nomi emergenti per le classiche delle Ardenne. I nomi nuovi della compagine made in USA saranno quattro: Alberto Bettiol, Patrick Bevin, Simon Gerrans e Jurgen Roelandts.

I nuovi saranno quattro:

Richie Porte caduto, shock al Tour de France

Richie Porte caduto nella discesa del Mont du Chat

Richie Porte caduto

Richie Porte caduto

Richie Porte caduto violentemente a terra, immobile sull’asfalto è l’immagine che ha segnato la tappa di ieri del Tour de France.

Questo Tour sarà sicuramente ricordato per le tante cadute che hanno costretto al ritiro tanti big.

E’ stato uno schianto terribile quello del capitano della BMC Racing che, dopo aver dimostrato di avere una discreta gambra, in un tratto in discesa ad alta velocità, in una curva verso sinistra, ha tagliato troppo andando a mettere la bici sull’erba che a quelle velocità è diventata assolutamente incontrollabile.

Il tasmaniano, che nel cadere ha trascinato a terra anche Daniel Martin, contrariamente alle prime voci che escludevano complicazioni  ha riportato la frattura composta della clavicola destra e dell’acetabolo destro. Chiaramente visto l’impatto violento sono numerosi gli ematomi ed abrasioni. Secondo i primi responsi medici Richie non dovrà essere sottoposto ad interventi chirurgici e si prevede per lui uno stop di circa quattro settimane.

Il Tour perde uno dei favoriti per insidiare Chris Froome che ha aumentato, seppur di poco, il suo vantaggio in classifica generale grazie agli abbuoni.