Richie Porte caduto, shock al Tour de France

Richie Porte caduto nella discesa del Mont du Chat

Richie Porte caduto

Richie Porte caduto

Richie Porte caduto violentemente a terra, immobile sull’asfalto è l’immagine che ha segnato la tappa di ieri del Tour de France.

Questo Tour sarà sicuramente ricordato per le tante cadute che hanno costretto al ritiro tanti big.

E’ stato uno schianto terribile quello del capitano della BMC Racing che, dopo aver dimostrato di avere una discreta gambra, in un tratto in discesa ad alta velocità, in una curva verso sinistra, ha tagliato troppo andando a mettere la bici sull’erba che a quelle velocità è diventata assolutamente incontrollabile.

Il tasmaniano, che nel cadere ha trascinato a terra anche Daniel Martin, contrariamente alle prime voci che escludevano complicazioni  ha riportato la frattura composta della clavicola destra e dell’acetabolo destro. Chiaramente visto l’impatto violento sono numerosi gli ematomi ed abrasioni. Secondo i primi responsi medici Richie non dovrà essere sottoposto ad interventi chirurgici e si prevede per lui uno stop di circa quattro settimane.

Il Tour perde uno dei favoriti per insidiare Chris Froome che ha aumentato, seppur di poco, il suo vantaggio in classifica generale grazie agli abbuoni.

 

 

Rigoberto Uran vince al fotofinish

Rigoberto Uran conquista la nona tappa, Froome sempre in giallo

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran, colombiano della Cannondale-Drapac, ha vinto al fotofinish sul francese Warren Barguil la 9ª frazione del Tour de France, da Nantua a Chambery di 181.5 km.

Chris Froome, si è piazzato terzo allo sprint, e ha conquistato l’abbuono di 4″ e che gli ha permesso di allungato in maglia gialla. Quarto Romain Bardet, quinto il nostro Fabio Aru, ora in ritardo di 18″ nella classifica generale ma salito di una posizione (secondo) alla luce del ritiro di Geraint Thomas.

Nella discesa del Mont du Chat  terribile la caduta di Richie Porte che ha trascinato a terra anche Daniel Martin, si è temuto davvero il peggio vedendo l’australiano fermo sull’asfalto. I responsi medici diranno che per lui vi sono fratture a bacino e clavicola! Sul Col de la Biche per lo scivolone di Geraint Thomas: il gallese uomo chiave del Team Sky si è dovuto ritirare e ha riportato la frattura della clavicola destra.

Ad infiammare la corsa è stato, ai meno 31 km, Aru si è alzato sui pedali e ha attaccato in un momento in cui per problemi meccanici Froome stava rallentando per essere assistito dall’ammiraglia (sia il sardo che il Kenyano diranno di non aver colto l’accadimento) ma ad anticipare il gruppetto dei migliori è stato un rapidissimo Bardet abile a staccare tutti e ripreso soltanto ai quattro chilometri finali.

A quel punto è stato il momento del redivivo Rigoberto Uran che vince al fotofinish, cosa insolita per una tappa di montagna.

 

 

 

Richie Porte: niente telefono siamo al Tour!

Richie Porte dice no al cellulare e agli amici durante il Tour

Ho imparato alcune cose sul Dauphine dice il leader BMC

Richie Porte

Richie Porte

Richie Porte è dato da molti come il favorito per questo Tour de France, anche il mostro sacro come Cadel Evans lo ha pronosticato come accreditato numero uno per spodestare Chris Froome.

Al Delfinato Richie Porte ha avuto un bel diverbio con il kenyano del Team Sky accusandolo di correre non per vincere ma per far perdere il tasmaniano. Froome da parte sua ha rigettato al mittente le accuse ma la situazione tra i due papabili per la vittoria finale è diventata tesa.

Froome ha assicurato che la discussione esplosa al Delfinato è stata comunque molto serena e i due fuori dalle corse restano amici e le stesse parole le ha poi espresse Porte  ma sicuramente la tensione che si è creata metterà pepe sulle strade del Tour de France. I due corridori risiedono a Monaco e spesso si allenano assieme.

Il tasmaniano della BMC ha però affermato “Ora parte il Tour de France e il mio smartphone sarà spendo per Chris e per gli altri amici, non posso permettermi nessuna distrazione, la gente capirà facilmente che ogni singola energia fisica e mentale deve andare sulla corsa”.

Cadel Evans: il dominio di Froome può terminare

Cadel Evans, ex campione del mondo prevede sorprese al Tour

Cadel Evans

Cadel Evans

Cadel Evans non ha naturalmente bisogno di presentazione, il suo curriculum parla da solo circa la conoscenza del mondo delle due ruote dell’ex campione del mondo australiano.

Nel giorno della partenza del Tour de France, Cadel ha voluto dire la sua circa le possibili situazioni che si andranno a creare nel corso della Grand Boucle.

Anzitutto Evans si è espresso sul potenziale vincitore del Tour e naturalmente la questione è andata sui risultati del recente Delfinato in cui Chris Froome non è apparso al top della condizione perdendo tempo in montagna a favore del suo antagonista numero uno, Richie Porte.

“Froome ha dimostrato di essere il corridore che meglio sa affrontare il Tour negli ultimi anni, i risultati parlano per lui ma c’è un però. Froome quest’anno non è ancora riuscito ad imporsi in una gara mentre Richie ha vinto il Tour Down Under, il Tour de Romandie e ha fatto i numeri al Delfinato”

Cadel Evans ha conquistato il Tour de France nel 2011 a 34 anni, nel pieno della sua maturità mentre Froome che di anni ne ha 32 sembra un po in declino, forse un po logorato dall’esasperata preparazione a cui si sottopone.

“Sicuramente Froome si presenta al via con un anno di esperienza in più ma gli anni passano per tutti, forse è il momento in cui Porte deve convincersi di poter conquistare la corsa francese”.

A onor del vero va detto che Richie Porte ha la stessa età di Froome ma è uscito alla ribalta un po’ dopo e questo può consentirgli di avere ancora delle buone riserve di energia per competere a più alti livelli.

“Quello che la gente dimentica è che Richie  è entrato nel ciclismo professionistico abbastanza tardi. Quindi, rispetto ai risultati che ha ottenuto aveva meno esperienza, io penso che lui e la squadra siano abbastanza solidi per primeggiare. E se lo dice Cadel Evans c’è motivo per crederci.

 

 

Chris Froome: sono in grande forma

Chris Froome: i miei rivali mi credono stanco? Meglio.

Chris Froome

Chris Froome

Chris Froome si aggira nel quartier generale del Tour de France a Dusseldorf, in attesa della partenza di sabato. Il suo obiettivo è chiaro: vincere il quarto Tour de France. Le sensazioni dei rivali (e dei bookmakers) vedono le azioni del keniano bianco un po in discesa.

Froome dunque affronterà la Grand Boucle da “challenger”? Non proprio! Certo le ultime performance hanno un po sgretolato le certezze del fenomeno del Team Sky ma da qui a darlo come non favorito ce ne passa!

Affiancato dai suoi otto compagni di squadra e dal boss David Brailsford, il 32enne britannico ha avvertito il clima di perplessità sulla sua condizione e ha cercato di usarla a suo favore. “Il Criterium del Delfinato ha detto che il migliore è stato Richie Porte, ecco ora dovrà essere lui a comandare il gioco al Tour”, un bel modo per spostare la pressione sul rivale.

Sui tabloid è uscito la notizia di un Chris Froome, meno affamato che si è addirittura concesso del relax in una spiaggia a Tenerife. Conoscendo il carattere di Froome è difficile crede a una cosa simile e, anzi, siamo pronti a credere che il “keniano” abbandonerà presto la maglia bianca (il Team Sky abbandonerà le solide divise nere a favore di quelle bianche) per vestirsi presto di giallo.

“Mi manca la fame dicono? Beh è esattamente l’opposto, sono concentratissimo sull’ottenimento del quarto titolo nella corsa francese. So che i miei rivali sono in ottime condizioni ma io non sono da meno”, Froome evidentemente non è pronto ad abdicare.

Potrebbe essere che l’atleta del Team Sky abbia in serbo di provare la doppietta Tour e Vuelta Espana? Manca poco per avere il responso definitivo, responso che come sempre, nel ciclismo, lo darà la strada stabilendo le gerarchie della corsa francese.

 

 

Delfinato: tappa e maglia per Jakob Fuglsang

 Jakob Fuglsang vince il Criterium del Delfinato

Jakob Fuglsang vince il Criterium del Delfinato

E’  Jakob Fuglsang l’eroe di giornata del Giro del Delfinato, il danese conquista tappa e la classifica generale, soffiando la vittoria finale a Richie Porte al termine dei 115 km da  Albertville al Plateau de Solaison.

Tappa breve ed estremamente spettacolare, tanti attacchi e tanto pathos  fin da subito si è visto un Chris Froome (Sky) ispirato e la corsa subito dura ha fatto si che Porte restasse isolato tanto che  sul Col de la Colombière sono scappati via un po’ tutti, compreso Froome proprio nei pressi del Gpm. Nel frangente, bell’attacco a due di Fabio Aru (Astana) e Alejandro Valverde (Movistar), che sono arrivati ad avere 1’30” sul gruppo del leader.

Prima dell’ascesa finale, davanti si  sono ricompattati tutti, con Porte che pagava 1’15” ma il tasmaniano non ha perso la testa e, anzi, ha iniziato una splendida rimonta.

Sull’ascesa conclusiva però Jakob Fuglsang (Astana) ha rotto gli indugi e assieme a Martin ha attaccato e staccato tutti tanto da involarsi alla vittoria di tappa da dedicare alla moglie in felice attesa. Dietro Porte ha risalito posizioni tanto da raggiungere Froome e staccarlo ma ormai il danese Fuglsang si era involato talmente tanto da strappare a Richie la vittoria finale.

 

Delfinato: vince Peter Kennaug

Peter Kennaugh

Peter Kennaugh

Bella azione di Peter Kennaug  al Giro del Delfinato, il corridore dello Sky Team è partito all’attacco dalla prima salita del giorno assieme ad altri corridori che ha poi staccato per conquistare la tappa.

Assieme a Kennaug nella fuga è presente anche la maglia a pois Koen Boukman che fa il pieno di punti sui tre gran premi della montagna che hanno aperto la frazione odierna, consolidando la sua leadership nella speciale classifica. I fuggitivi di giornata. All’inizio del Col de Sarenne, fra i fuggitivi di giornata si avvantaggiano Delio Fernandez, Ben Swift  e Peter Kennaugh mentre tra i big gli americani della Cannondale – Drapac Andrew Talansky e Nathan Brown allungano sul gruppo e prendono un discreto vantaggio, a quel punto Romain Bardet rompe gli indugi e lascia sul posto gli altri big della generale.

Si vede il nostro Fabio Aru che riesce ad allungare per un tratto salvo poi essere ripreso dal capoclassifica Richie Porte e da Alejandro Valverde, i tre vengono però riassorbiti poco dopo.  Ai meno 2 chilometri e mezzo ci riprova Fabio Aru  ma poche centinaia di metri più tardi il leader Richie Porte prova a prendere il largo, portandosi con sé Jakob Fuglsang, Daniel Martin (Quick Step Floors) e in un primo momento Alberto Contador mentre Froome accusa il colpo.

Al traguardo è Peter Kennaugh ad alzare le mani al cielo, seconda piazza per Ben Swift mentre Romain Bardet, raggiunti Jesus Herrada e Jelle Vanendert poco dopo la flamme rouge, si fa superare dai due reduci della fuga del mattino giungendo quinto.

In classifica generale Richie Porte aumenta il suo vantaggio su Chris Froome, giunto al traguardo 23” dopo il tasmaniano

 

 

 

 

Delfinato: Richie Porte-nto

Richie Porte vince la crono al Delfinato

Il Giro del Delfinato, lo sappiamo, è l’ultimo test in vista del Tour de France e la prova a contro il tempo è un ulteriore termometro di come i corridori si stanno avvicinando alla Grand Boucle. Il test di oggi ha lasciato capire che Richie Porte è intenzionato a vendere cara la pelle al Delfinato e al Tour.

Il Tasmaniano aveva iniziato la stagione alla grande con un’ottima prova al  Tour Down Under, si è poi ripetuto alla Parigi-Nizza eanche se la generale non gli aveva sorriso per colpa dei ventagli, poi ha conquistato  il Tour de Romandie brillando sia in salita che a cronometro e oggi al Delfinato a dominato la cronometro. Nei 23.5 chilometri tra La Tour-du-Pin e Bourgio ha preceduto Tony Martin di dodici secondi e  terzo è arrivato Valverde a 24″ dal corridore della BMC.

Alberto Contador è giunto con 35″ di discatto e put non essendo il Contador dei giorni migliori può essere comunque soddisfatto aspettando il test delle salite mentre Chris Froome  ha perso 2″ nei confronti di Contador e ben 37″ rispetto all’ex compagno di team Porte.

Il nostro  Fabio Aru  è arrivato 27° a 1’18” da Richie Porte risultando il migliore degli uomini Astana dimostrando una condizione fisica, post incidente al ginocchio, forse addirittura superiore a quelle che erano le aspettative di inizio corsa.

Tomas De Gendt conserva la maglia di leader della generale dopo la fuga vincente nella prima tappa ma molto probabilmente dovrà abdicare quando arriveranno le salite, per il momento, però, mantiene 27″ di vantaggio su Richie Porte e 51″ su Alejandro Valverde mentre  il miglior italiano è Diego Ulissi, 10° a 1’22”.

I favoriti del Giro del Delfinato

Il podio del Delfinato 2016

Parte oggi il Giro del Delfinato, consueto appuntamento preparatorio del Tour de France, tanti i campioni al via che vogliono testare la gamba in vista de La Grand Boucle. Chi ben conosce l’importanza di uscire dal Delfinato in forma è Chris Froome che ha conquistato tre dei quattro successi propiziatori alla Grande Boucle; il keniano non sarà molto interessato al doppio record che potrebbe conseguire vincendo anche questa edizione (mai nessuno ha vinto quattro volte la corsa, mai nessuno tre volte consecutive) ma sicuramente sarà l’uomo da battere.

Alberto Contador sicuramente punterà a far bene della breve corsa transalpina cosi da uscire con la gamba giusta in vista del Tour, attenzione anche a Richie Porte che di corse di una settimana se ne intende e vuole che il 2017 sia il “suo anno”. Giocheranno le loro chance di vittoria anche Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), Daniel Martin (Quick-Step Floors) e  Alejandro Valverde capitano di della  Movistar che si presenta al via anche con l’interessantissimo Ruben Fernandez. 

Ci saranno poi i due migliori scalatori del momento: Esteban Chaves (Orica-Scott) e Fabio Aru (Astana) che però arrivano al Delfinato in condizioni ancora tutte da verificare per via dei recenti infortuni che li hanno colpiti.

Un occhio particolare va riservato a  Leopold Konig (Bora-hansgrohe),  Andrew Talansky (Cannondale-Drapac), Warren Barguil (Team Sunweb) e  Louis Meintjes (UAE Team Emirates).

Richie Porte conquista il Romandia

Tante emozioni alla crono del Giro di Romandia 2017 rimasta incerta fino all’ultimo secondo. A risultare il più veloce è stato Roglic della LottoNL-Jumbo, con Richie Porte (BMC) che mantiene limitato il ritardo all’arrivo, riuscendo a conquistare la classifica generale davanti a Simon Yates della Orica-Scott. Grazie al successo di giornata, lo sloveno chiude il podio finale a discapito del nostro  Fabio Felline (Trek-Segafredo) che fofarse avrebbe meritato maggior fortuna visto l’impegno profuso nella corsa elvetiva.