Presentazione del 103^ Giro d’Italia, dove seguirla in TV e sul web

Presentazione del 103^ Giro d’Italia il 24 ottobre

Presentazione del 103^ Giro d’Italia, dove seguirla in TV e sul web, presenti Richard Carapaz e l’ex Campione del Mondo Peter Sagan

Il vincitore del Giro d’Italia 2019 Richard Carapaz e il tre volte Campione del Mondo in linea Peter Sagan, insieme al Direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni, saranno sul palco per rivivere le emozioni della passata edizione e analizzare il nuovo percorso.
Giovedi 24 ottobre, a partire dalle 16.50 diretta su Rai 2 e raiplay.it per il territorio italiano e su giroditalia.it e sulla pagina Facebook della Corsa Rosa per seguirla dall’estero.

Milano, 21 ottobre 2019 – Giovedi 24 ottobre presso gli studi Rai di Milano, con diretta alle 16.50, verrà presentato nel dettaglio il percorso del Giro d’Italia 2020. L’edizione numero 103, che come annunciato partirà da Budapest (Ungheria) sabato 9 maggio, verrà svelata alla presenza del vincitore dell’ultima Corsa Rosa, Richard Carapaz e di Peter Sagan, oltre che dei rappresentanti di squadre, sponsor, media, istituzioni sportive e non.

Nel territorio italiano, la presentazione della “Corsa più dura del Mondo nel paese più bello del Mondo”, verrà trasmessa in diretta televisiva su Rai 2 dalle ore 16.50 e in diretta streaming su www.raiplay.it. All’estero, diretta streaming su www.giroditalia.it e sulla pagina Facebook della Corsa Rosa.

Ciclomercato 2019, tutti i rumors ad oggi

Ciclomercato 2019, tanti colpi annunciati e molte trattative

Ciclomercato 2019 tanti i cambiamenti da Nibali alla Trek a Quintana in uscita dalla Movistar sino ai nostri Viviani, Masnada e Vendrame. Ecco tutte le trattative.

Ciclomercato 2019! (fonte Pixabay)

Ciclomercato 2019! (fonte Pixabay)

Ciclomercato 2019 sta per entrare nel vivo, storicamente le ufficialità, per questioni regolamentari, arriveranno nei primi giorni di agosto ma le trattative tra team e procuratori sono ormai nel vivo.

Sono tanti i colpi già “spoilerati”, come quello di Vincenzo Nibali già annunciato da patron Zanetti e sono tanti gli atleti che andranno in scadenza di contratto con i rispettivi team generando un vortice di cambi di divise.

Uno dei nomi caldi è quello di Elia Viviani (fresco di doppietta al Giro di Svizzera) che potrebbe approdare alla Cofidis che va verso la rottura con Bouhanni. Il cambio potrebbe giovare sia Elia che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe vedere un “increase” dell’ingaggio che la Cofidis che nel cambio di velocista risparmierebbe non pochi soldi. Alla formazione francese potrebbe approdare anche Andrea Vendrame in uscita dall’Androni.

In casa Deceunick sono arrivati i rinnovi di Fabio Jakobsen e Julian Alaphilippe mentre dovrebbe essere in uscita Philippe Gilbert (verso la Cofidis). In arrivo potrebbe esserci Davide Ballerini che andrebbe a coprire il ruolo di uomo per le Classiche del Nord.

Già ne abbiamo parlato del passaggio dello Squalo dello Stretto alla compagine americana della Trek-Segafredo, assieme a lui cambieranno collocazione anche il fratello Antonio Nibali, il massaggiatore Pallini, il medico Emilio Magni e, naturalmente, il mitico Paolo Slongo.

Se la Trek cambia pelle trovando un uomo nuovo per i grandi giri altro team che potrebbe uscire rivoluzionato dal Ciclomercato 2019 è la Movistar che, dopo l’impresa di Richard Carapaz al Giro, deve ragionare sul ruolo dell’ecuadoriano nel team. Per far rimanere il fresco vincitore della corsa rosa sarà necessario uno sforzo economico di primissimo livello in quanto per Carapaz stanno suonando (in verità da mesi) le sirene del Team Ineos pronto a mettere sul tavolo un’offerta da capogiro.

In uscita dalla formazione iberica c’è sicuramente Mikel Landa che potrebbe prendere il posto lasciato libero da Nibali alla Bahrain-Merid mentre per l’altro big della Movistar, Nairo Quintana, vi sarebbe un’offerta dalla squadra Professional francese dalla Arkéa – Samsic con cifre vicine ai 2,5 milioni a stagione con un bonus di un ulteriore milione in caso di trionfo al Tour 2020. Se Quintana dovesse cambiare divisa si porterebbe al seguito anche Winner Anacona oltre al fratello Dayer.

La formazione iberica, in caso di partenza di questi due big, sta però preparando un colpaccio: il corridore della Deceunick Quick-Step, protagonista della scorsa Vuelta Espana (secondo posto), Enric Mas. Secondo le indiscrezioni di Marca la firma è quasi scontata.

Fausto Masnada, dopo le prodezze del Giro d’Italia, dovrebbe accasarsi alla CCC.

Quanti soldi guadagna Richard Carapaz?

Quanti soldi prende Richard Carapaz?

Quanti soldi per il vincitore del Giro d’Italia Richard Carapaz? Stipendio bassissimo e premi ma in arrivo c’è l’offerta del Team Ineos

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Quanti soldi guadagna Richard Carapaz? In tanti se lo stanno chiedendo dopo la bella favola del ciclista della Movistar che, partito senza i favori del pronostico (anche se va detto che nel 2018 era già giunto quarto al termine della corsa!) ha concluso in rosa tra la folla dell’Arena di Verona.

Richard è il ciclista del momento in quanto la sua cavalcata trionfale contro pronostico è piaciuta al pubblico italiano e anche perché ha una storia sicuramente interessante alle spalle.

Il 26enne ecuadoriano ha alzato festante il trofeo senza fine, premio al vincitore del Giro, e a breve potrà alzare le sue pretese contrattuali.

Richard Carapaz, sposato e padre di due bimbi, prima di questa vittoria non era certamente una stella di primo piano, la stessa Movistar aveva designato Mikel Landa come leader del team per il Giro ma, lo sappiamo, spesso la strada sovverte i pronostici e le azioni della “Locomotora del Carchi” ora sono in fortissima ascesa.

Ma quanti soldi guadagna Richard Carapaz?

Diciamolo subito il contratto di Carapaz non è di quelli che fa girare la testa anche se per un uomo di umili origini come Richard, è già una cifra che ti cambia la vita. Carapaz guadagna 150.000 euro l’anno, una cifra da “neoprofessionista” e che rispetto ai compensi percepiti dai big del pedale fa quasi ridere.

Ora la vittoria al Giro cambia totalmente le carte sul tavolo e se il premio di 300.000 euro destinate al vincitore verrà diviso con i compagni di team, Richard potrà sedersi al tavolo delle trattative con un potere contrattuale ben diverso rispetto a quello di tre settimane orsono.

Secondo voci confermate anche da La Gazzetta dello Sport, sul tavolo del fresco vincitore del Giro e del suo procuratore Acquadro è già arrivata una proposta della corazzata Ineos da far tremare i polsi.

Richard Carapaz otterrebbe uno zero in più, ovvero una proposta da 1,5 milioni di euro a stagione per tre stagioni. Insomma il team principal Brailsford, già interessato all’ecuadoriano, avrebbe rotto gli indugi con una proposta impossibile da rifiutare.

Ora sta al Team Movistar provare a rilanciare economicamente (e tecnicamente) per provare a tenere in casa il ciclista del momento. Froome, Thomas e Bernal sono già accasati alla formazione britannica, altri giovani talenti sono nell’orbita Ineos, staremo a vedere se anche Carapaz sarà attratto dalle sirene d’oltre Manica.

Roglic riflette sul Giro che gli è sfuggito dalle mani

Roglic e quel Giro sfiorato e perso

Roglic partito come favorito per la conquista del Giro ha indossato la maglia rosa salvo perderla a favore di Richard Carapaz risultato poi imbattibile per lo sloveno

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic era uno dei favoriti per la corsa rosa, reduce da una prima parte dell’anno assolutamente esaltante era accreditato dagli esperti (e dai colleghi, su tutti Vincenzo Nibali) come il favorito numero uno per la conquista della corsa rosa. Già nella cronometro di Bologna lo sloveno aveva messo in chiaro le cose ottenendo subito la maglia di leader ed impressionando tutti per la qualità della sua pedalata.

Le strade del Giro 2019 gli hanno tolto di torno un avversario di primissimo livello come Tom Dumoulin vittima di una brutta caduta, lo stesso Simon Yetes ha quasi subito fatto capire che non era al cento per cento. In queste condizioni lo scenario dei potenziali rivali per la lotta al titolo era limitato allo Squalo Vincenzo Nibali. Poi, complice qualche sguardo di troppo tra i “due contendenti” ha consentito a Richard Carapaz di cogliere un margine che, grazie anche alla forza della Movistar e alle sue doti di scalatore, è risultato incolmabile.

La forma fisica, alta forse da troppi mesi, e la fatica dell’ultima settimana hanno fatto il resto facendo scivolare lo sloveno fuori dal podio. Solo la crono di Verona ha consentito a Roglic di scavalcare Mikel Landa Meana per ottenere l’ultimo gradino del podio.

Un risultato sicuramente apprezzabile quello del ciclista della Jumbo-Visma ma che, forse, lascia un po’ di amaro in bocca.

“La strada verso Verona era ostica e sono successe molte cose, ho avuto molti problemi e dopo la quattordicesima tappa ho iniziato a non sentirmi bene – ha spiegato Roglic – alla fine nonostante tutto sono arrivato sul podio dando il mio 110%

La 14esima tappa a cui fa riferimento lo sloveno della Jumbo-Visma è quella con arrivo a Como in cui Roglic ha avuto problemi meccanici dovendo rinunciare alla propria bicicletta e scivolando lungo la discesa verso il capoluogo di provincia Lombardo.

“Ho combattuto ogni giorno. Finire sul podio è davvero molto bello e sono felice e orgoglioso di questa mia performance al Giro. Ho corso molto in questa prima metà dell’anno e penso di aver imparato molto durante questa gara” ha detto Roglic a cyclingnews.com

Roglic, infatti ha ottenuto vittorie al Tour degli Emirati Arabi Uniti, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia ragion per cui in molti esperti avevano “previsto” un calo nella terza settimana. Certo Roglic non ha dominato nell’ultima settimana con un Carapaz indiavolato ma non ha arretrato un centimetro.

Ad onor del vero va detto che la formazione del vincitore del Giro è apparsa di un altro pianeta sia rispetto alla Bahrain Merida di Nibali che alla Jumbo-Visma che, prima dell’avvio della corsa rosa ha perso Robert Gesink e Laurens De Plus dopo la prima settimana.

“Questo Giro ha insegnato qualcosa a tutti sia singolarmente che come team. Esperienze e lezioni ne abbiamo colte, faremo le necessarie analisi e sicuramente troveremo temi da migliorare per stare meglio in corsa e fuori” ha detto Primoz.

“ammetto che sono stanco e che nell’ultima settimana non stavo mene. Ora mi prenderò un po’ di vacanza e poi vedrò cosa fare” ha concluso Roglic che potrebbe andare al Tour ma senza i galloni del capitano in quanto il team punterà su Dylan Groenewegen per le volate e su Steven Kruijswijk per la generale.

Carapaz ha vinto il Giro d’Italia 102

Carapaz ha vinto il Giro d’Italia 102 – Haga primo nella Crono finale

Carapaz è il primo ecuadoriano nella storia del Giro. Completano il podio Nibali e Roglic. Nella tappa finale Campenaerts e De Gendt rispettivamente secondo e terzo.

Carapaz

Carapaz

Richard Carapaz (Movistar Team) ha vinto il centoduesimo Giro d’Italia, indossando la Maglia Rosa di leader della classifica generale ed alzando il Trofeo Senza Fine. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) e Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma).

Chad Haga (Team Sunweb) ha vinto la ventunesima tappa, la Cronometro Individuale Verona-Verona di 17,0 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Victor Campenaerts e Thomas De Gendt (Lotto Soudal).

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’05”
3 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 2’30”
4 – Mikel Landa (Movistar Team) a 2’38”
5 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 5’43”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

RISULTATO FINALE
1 – Chad Haga (Team Sunweb) – 17,0 km in 22’07”, media 46,119 km/h
2 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) a 4″
3 – Thomas De Gendt (Lotto Soudal)a 6″

La Maglia Rosa Richard Carapaz, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questo è il più grande momento della mia vita sportiva. In questa crono finale ho sofferto dall’inizio alla fine fino a raggiungere l’Arena di Verona. È favoloso vincere il Giro d’Italia“.

Il vincitore di tappa Chad Haga ha dichiarato: “Questa è la mia prima vittoria nel WorldTour. Sono partito stamattina credendo davvero di poter vincere. Ho salvato le gambe in questi ultimi giorni. Guardando Roglic e Nibali in TV, ho dovuto convincermi che erano stanchi. È un’emozione enorme. Sono senza parole“.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Richard Carapaz chi è la maglia rosa 2019?

 

Richard Carapaz chi è rivelazione del Giro d’Italia

Richard Carapaz da Tulcán, l’ascesa del ciclista ecuadoriano: dalle strade della provincia di Carchi fino ai vertici del Giro d’Italia e del ciclismo mondiale

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (nome completo Richard Antonio Carapaz Montenegro) è nato a Tulcán il 29 maggio 1993, atleta ancora giovane ma non un “pivello” in quanto già affermato e non solo durante il Giro 2019. Due figli, una moglie giovanissima e una fattoria, il ciclista sudamericano arriva da una famiglia di contadini con nessuna passione per il ciclismo anzi, arrivando da un settore rurale e periferico, in famiglia la bici era bramata come solo mezzo di trasporto.

Per Carapaz l’approcio con le “ciclas” (la desiderata da tutti era la Monark di origine colombiana) era esclusivamente come mezzo per fare le commissioni e pare che la prima bicicletta fosse stata presa dal padre in una discarica.

 

 

Richard ha iniziato a correre nel suo paese, in particolare sulle strade del cantón di Tulcán, la capitale della provincia di Carchi (vera e propria capitale ciclistica del paese) in una formazione di Tulcán, la Panavial-Coraje Carchense.

La formazione era affidata a un mito locale “El Cóndor” Juan Carlos Rosero tre volte vincitore della Vuelta al Ecuador e Olimpico a Barcellona ’92. In Ecuador non vi è una grande tradizione ciclistica ragion per cui Rosero era un vero e proprio pioniere e mito per molti giovani ciclisti.  Juan Carlos Rosero morì  a soli cinquant’anni quando Carapaz non aveva nemmeno 20 anni.

Dopo la morte di Rosero, Carapaz andò correre con la formazione Under 23 alla RPM Team Ecuador conquistando il Campionato Panamericano davanti ai favoriti Isaac Bolívar e Félix Barón. Quella vittoria gli valse la chiamata della colombiana Strongman-Campagnolo per la stagione 2015 in cui vinse (primo straniero) la Vuelta de la Juventud de Colombia subentrando a Miguel Angel Lopez.

A quel punto la sua carriera è ormai lanciata, viene notato e ingaggiato dalla Movistar che lo dirotta in un team di sviluppo dei giovani talenti sino all’agosto 2016 quando entra, come stagista, in prima squadra, firmando poi il suo primo contratto da professionista per la stagione 2017.

Sicuramente la “Locomotora” (la tartaruga, il suo soprannome) è giovane per che concerne il ciclismo europeo in quanto ha fatto il suo esordio nel vecchio continente solo nella stagione 2017 quando Unzué l’ha portato alla Movistar ed ha preso parte al Giro di Romandia, al Delfinato e alla Vuelta a España (pochi notarono, nel giorno del trionfo epocale di Contador sull’Angliru, il suo 11° posto). In tutte e tre le circostanze Carapaz ha completato la corsa (chiudendo la Vuelta al 36esimo posto) dimostrando doti di recupero e un buon fondo

Il corridore ecuadoriano ha iniziato un percorso di ascesa nel ciclismo mondiale che ormai lo considera uno dei protagonisti. In molti intravedono in Carapaz i tratti del “Diablo” Claudio Chiappucci per la grinta, la tenacia in sella.

Richard Carapaz chi è? Giro 2018

La conquista della maglia rosa nel Giro di quest’anno non ha sorpreso gli addetti ai lavori in quanto, nell’edizione dello scorso anno della corsa rosa, il talendo dell’Ecuador aveva ottenuto un quarto posto finale alle spalle di campioni assoluti come Chris Froome e Tom Dumoulin mostrando una resistenza non comune. Nella famosa tappa di Bardonecchia quando Froome fece letteralmente in diavolo a quattro, il buon Richard arrivò con il gruppetto dei migliori Dumoulin, Pinot e quel Miguel Angel Lopez che solo per un pelo gli soffiò la maglia bianca di miglior giovane del Giro 2018 chiudendo quella tappa al secondo posto.

Richard Carapaz e la montagna

Carapaz è cresciuto a “El Carmelo”, un paesino sperduto tra le montagne dell’Ecuador al confine con la Colombia a circa 250 chilometri da Quito e a 500 da Cali. El Carmelo si trova a oltre “soli” 3068 metri sopra il livello del mare. Insomma il Gavia che purtroppo è stato cancellato nell’edizione del Giro 2019 misura 2610 metri. E’ facile immaginare come la montagna sia il terreno naturale per Carapaz che non si spaventa di certo a superare i 2000 metri e i problemi legati alla minor presenza di ossigeno avvertita da molti atleti sono praticamente d’abitudine per il ciclista della Movistar.

Come detto in molti vedono una somiglianza fisica con Claudio Chiappucci ed in effetti ad osservarlo mentre sale lungo i tornanti e analizzando la sua postura sono tanti i punti il comune col Diablo.

Richard Carapaz chi è La Locomotora del Carchi

Questo ragazzo dal tipico fisico andino, carnagione olivastra, magro, apparentemente fragile ma assolutamente instancabile dichiara di non avere un vero e proprio soprannome ma in tanti usano l’appellativo La Locomotora per identificarlo.

La famiglia di Richard, come detto, vive tra le montagne e invece di un cane per fare da guardia ha un… tacchino soprannominato “el Pavo Guardián“ chissà che non diventi il nuovo nickname del corridore.

Richard Carapaz caratteristiche

L’ecuadoriano ha capacità di scatto davvero importante ma, cosa altrettanto funzionale, è la capacità di mantenere alto il ritmo anche post-scatto. Non è una cosa così semplice che può consentire di gestire la propria energia incrementando, al contempo, il proprio margine.

Pur essendo uno “scalatore puro” Richard pare non soffrire troppo sul passo alternando la capacità di scattare con la progressione della pedalata.

Il ciclismo moderno paga buoni dividendi a chi ha spiccate capacità sul passo in particolare nelle corse a tappe di tre settimane. Il ciclista sudamericano, inoltre, ha ottime doti di recupero, garantisce regolarità di performance e raramente è soggetto a “passaggi a vuoto”. Carapaz ha anche dimostrato una attenta visione tattica della corsa e una non banale capacità di approfittare di ogni opportunità che la strada ha messo sul suo percorso.

Richard Carapaz il futuro?

Il nome dell’ecuadoriano è uno di quelli che scalda il ciclo-mercato, alcune indiscrezioni lo vorrebbero nei radar della corazzata Team Ineos. Sono in tanti i team disposte a fare carte false per accaparrarsi le sue performance ma, secondo quanto indicato da “La Gazzetta dello Sport”, sarebbe la formazione britannica la più accreditata in quanto il corteggiamento non sarebbe frutto delle performance al Giro ma, al contrario, sarebbe iniziato ormai da mesi.

Tutto pare portare Richard verso il team britannico che ha scelto di muoversi con una proposta assolutamente allettante.

 

Nans Peters conquista la 17esima tappa

Nans Peters conquista la 17esima tappa

Nans Peters conquista la 17^ tappa del Giro d’Italia 2019, Mikel Landa e Richard Carapaz guadagno terreno su Nibali e Roglic

Nans Peters (fonte pagina Twitter)

Nans Peters (fonte pagina Twitter)

Nans Peters corridore francese in forza alla  Ag2R La Mondiale, si impone nella 17^ tappa del Giro d’Italia 2019  nel giorno in cui la maglia rosa Richard Carapaz festeggia il compleanno guadagnando ancora secondi allo Squalo Vincenzo Nibali e a Primoz Roglic.

Dopo il tappone di ieri vinto dal nostro Giulio Ciccone, continuano le salite (più blande) per delineare la classifica della 102^ edizione della Corsa Rosa. La frazione di oggi, lunga 181 km presenta tre GPM ma nessuno di prima categoria, il terreno ideale per cercare la fuga da lontano.

A prendere il largo sono 18 atleti tra cui spiccano il nostro Fausto Masnada della Androni Sidermec,  Davide Formolo della Bora Hansgrohe, Bob Jungels della Deceuninck QuickStep, Esteban Chaves della Mitchelton-Scott e l’ex maglia rosa Valerio Conti.

Il gruppo non ha motivo per spremere le energie per ricucire lo strappo e così il drappello riesce a incamerare un prezioso vantaggio. Con il passare delle salite (l’Elvas prima e il Terento dopo) i fuggitivi si scremano progressivamente. L’azione regina è di Nans Peters che parte ai piedi dell’ascesa finale prendendo un buon margine. E’ proprio il giovane di belle speranze transalpino a tagliare per primo il traguardo seguito da un Chaves non eccezionale in questo Giro e da Davide Formolo.

Nel gruppo dei Big è Mike Landa a provare il numero, attaccando lungo la salita finale, staccando Nibali e Roglic che restano a guardare anche quando l’allungo arriva dalla maglia rosa. Landa rientra così in corsa per un posto sul podio di Verona mentre l’ecuadoriano consolida la propria leadership in generale incamerando altri secondi sui principali rivali per la conquista della maglia rosa finale.

 

 

Ciccone che impresa a Ponte di Legno! Carapaz resiste

Ciccone fa l’impresa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno del Giro d’Italia 2019. Nibali attacca, Carapaz resiste e Roglic perde terreno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno legittimando le sue aspirazioni di futuro uomo per le corse a tappe. La maglia azzurra della Trek si impone al termine di una cavalcata epica in condizioni meteorologiche al limite del sopportabile anticipando il compagno di fuga Jan Hirt (Astana).

E’ la tappa regina del Giro d’Italia 2019 e le condizioni meteo sono terribili sin dalla partenza. Il classico tappone dolomitico, seppur amputato del mitico Gavia, parte da Lovere (BG) per arrivare a Ponte di Legno attraverso l’unico e solo Passo del Mortirolo per un totale di circa 4000 metri di dislivello.

Si avvantaggia sin da subito un drappello di uomini ben assortito in cui spiccano Giulio Ciccone (Trek), Diego Ulissi (UAE), Andrey Amador (Movistar), Mattia Cattaneo e Fausto Masnada (Androni), Pello Bilbao (Astana),  Mikel Nieve (Mitchelton), amiano Caruso e Antonio Nibali (Bahrain).

I battistrada affrontano a buon passo la Presolana, il Cevo (sostituto del Gavia) e l’Aprica mantenendo un margine costantemente vicino ai 3 minuti. Quando i fuggitivi attaccano il Mortisolo sono  i soli Hirt e Ciccone a restare in testa, mentre alle loro spalle inizia la lotta nel gruppo dei Big.

Sulla salita dedicata a Marco Pantani è Vincenzo Nibali a rompere gli indugi staccando tutti. Simon Yates (Mitchelton Scott) e Primoz Roglic (Jumbo Visma) accusano pesantemente il colpo mentre la maglia rosa rimane imperturbabile controllanto il distacco nell’ordine dei 20 secondi per poi rientrare sullo Squalo dello Stretto assieme  Miguel Angel Lopez (Astana) e Hug Carthy (EF) verso il termine dell’asperità. Il clima è da lupi con pioggia a secchiate e grandine.

Gli ultimi chilometri sono infiniti per tutti: seppur non particolarmente ostici in termini di pendenza sono letteralmente funestati dal meteo. Ciccone batte i denti per via del freddo ma la sua voglia di trionfo è più forte di ogni avversità e l’abruzzese conquista la tappa battendo Hirt nella volata finale.

La terza piazza va a un altro dei fuggitivi di giornata, il tenace Fausto Masnada, mentre il gruppo della maglia rosa e di Nibali arriva a 1’41 dal vincitore grazie al commovente lavoro di un “devoto” Damiano Caruso.

Roglic e Yates pagano 1’23” da Richard Carapaz e lo sloveno viene scavalcato da Vincenzo Nibali che va ad issarsi al secondo posto della generale dietro a un’inattaccabile (?) maglia rosa.

 

 

 

Richard Carapaz guadagna consapevolezza

Richard Carapaz : cresce la fiducia

Richard Carapaz maglia rosa a sorpresa (ma non troppo) sta trovando confidenza nei propri mezzi tappa dopo tappa, è lui l’uomo da battere?

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz entra nell’ultima settimana del Giro d’Italia con fiducia ed energia indossando i segni del primato. La maglia rosa può schiacciarti o farti volare e, nel caso dell’ecuadoriano, tutto lascia pensare che ne stia traendo maggior impeto.

Il giorno successivo alla conquista del primo posto in generale Carapaz ha seguito l’attaccante Vincenzo Nibali staccando il comune rivale Primoz Roglic alle prese con una bicicletta non sua e con una caduta lungo la discesa verso Como che poteva costare molto, molto cara.

“Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile e ho cercato di restare concentrato, il giorno di riposo aiuterà per un Giro ancora molto lungo” ha spiegato Richard al termine della tappa.

La conquista della maglia rosa è stata una sorpresa del alcuni ma in realtà il corridore della Movistar aveva fatto vedere il suo talento già al Giro 2018 chiudendo al quarto posto in generale.

Probabilmente Nibali e Roglic, nella tappa di sabato, hanno sottovalutato il corridore dell’Ecuador marcandosi a vicenda e non calcolando che il margine a favore di Carapaz potrebbe diventare pericoloso.

“non ci sono stati regali, avevo buone gambe e quelle hanno fatto la differenza, non mi interessa quello che dice la gente” ha detto Carapaz.

 

Il giorno di riposo odierno può offre a Carapaz e al Team Movistar la possibilità di organizzare la strategia per l’ultima settimana di corsa. Strategia che si baserà su una pedina fondamentale come Milkel Landa che può fare da “ariete” per gli attacchi dell’ecuadoriano o può rappresentarne una alternativa. Come di comporterebbero Roglic e Nibali se Landa dovesse andare all’attacco?

“Landa ha una carriera e un palmares invidiabile, lo ammiro molto e tra di noi c0p un rapporto di amicizia. Ci sono tanti chilometri e tante salite da fare chissà chi vincerà? Potrei essere io, Nibali o Roglic ma anche un altro” spiega Carapaz. Sicuramente chi vorrà arrivare in rosa a Verona dovrà vedersela con la Movistar che pare essere una delle squadre più attrezzata per governare le tappe di alta montagna

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA