Cancellara: Van der Poel non credo vincerà Fiandre o Roubaix

Cancellara non crede nelle possibilità di Van der Poel

Cancellara si è mostrato particolarmente scettico sulle reali possibilità di Van der Poel di imporsi nelle grandi classiche nel 2020

Cancellara

Cancellara

Cancellara da sempre non è uno che le manda a dire e, se in molti hanno osannato le doti del talento emergente Mathieu Van der Poel, lo svizzero ha, invece, bocciato, almeno per ora, questo nuovo fenomeno del ciclismo mondiale.

Una voce fuori dal coro quella di Spartacus che ha parlato alla fiera Velofollies di Kortrijk elogiando pubblicamente Remco Evenepoel per aver rinunciato a un ingaggio cospicuo per restare alla Deceuninck Quickstep e bocciando Mathieu Van der Poel ritenendolo non ancora idoneo per imporsi nelle classiche monumento.

L’ex campione svizzero, che in carriera ha trionfato in ben 3 Parigi-Roubaix e in altrettanti Fiandre, ha voluto dire la sua su VDP e sulla possibilità di seguire le sue orme:

“probabilmente vincerà al Fiandre o alla Rubaix ma non quest’anno. Raramente ho visto fare azioni come la sua alla Amstel Gold Race ma gare come il mondiale non sono la stessa cosa. Nel ciclismo contra molto anche l’aspetto mentale”.

Proprio sulla questione mentale, Cancellara ha voluto fare un parallelismo con l’altro giovane emergente del ciclismo mondiale:

“Remco Evenepoel sembra più forte mentalmente, sa cosa vuole. La sua decisione di restare alla corte di Lefevere ha sancito che il denaro non è la cosa più importante per lui ma ora il team deve proteggerlo per non sprecare una simile gemma”.

 

Sogni d’oro per Remco Evenepoel in vista di Tokyo 2020

Sogni d’oro per la giovane stella belga

Sogni d’oro per Remco Evenepoel in vista di Tokyo 2020: una medaglia tra cronometro e prova in linea l’obiettivo del belga

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel lo scorso anno si è laureato a soli 19 anni campione europeo a cronometro e ha esaltato tutti gli appassionati di ciclismo per le sue performance in maglia Deceuninck-QuickStep dopo aver saltato a piedi pari la categoria Under 23.

Momento particolarmente esaltate è stato il suo trionfo alla Clasica San Sebastian in Spagna quando ha, una volta di più, confermato di essere un autentico fenomeno del ciclismo mondiale che (se la buona sorte lo assisterà) potrà illuminare il ciclismo mondiale certamente per tutti gli anni ’20.

Il 2020 di Remco sarà pieno di impegni ma la stellina belga culla un sogno… d’oro. Questo è l’anno olimpico con la rassegna iridata di Tokyo 2020 che stuzzica incredibilmente tutti i ciclisti. Remco ha voluto parlare di questo appuntamento in una lunga intervista pubblicata dalla Belgian Cycling, la  federazione nazionale belga.

Remco ha giocato a calcio, rappresentando la sua nazione a livello sia under 15 che under 16, per poi dedicarsi al ciclismo:

“se giochi a calcio il tuo obiettivo sono i mondiali, quattro anni fa avrei detto che il mio sogno era giocare per il Belgio alla Coppa del Mondo. Ora corro in bicicletta e penso che i Giochi olimpici trascendano l’atmosfera ordinaria, ti proiettano in qualcosa di più grande che va oltre il solito bozzolo del ciclismo”.

Remco ha già fatto l’abitudine alla vittoria contro i colleghi più grandi ma l’idea di conquistare una medaglia olimpica, magari d’oro, frulla nella sua testa più veloce delle gambe di Froome al Tour del 2017:

“se vincessi a Tokyo sarebbe tutto particolare, un titolo olimpico è una cosa unica. La conquista di una medaglia a cinque cerchi da una popolarità assoluta e di un riconoscimento planetario. Sono onesto, vincere l’oro olimpico mi darebbe la massima soddisfazione della carriera” ha detto il giovane astro mondiale.

Il percorso collinare della cronometro (ma anche della prova su strada) di Tokyo stanno scaldando le fantasie di Evenepoel e hanno popolato gli allenamenti invernali del ragazzo:

“i Giochi Olimpici si disputano solo una volta ogni quattro anni, sono una esperienza straordinaria che nella carriera di uno sportivo può accadere anche una sola volta ed è normale che il valore di una medaglia sia così alto”.

Non si sa ancora se le attenzioni di Evenepoel si concentreranno solo sulla crono (29 luglio) o anche sulla prova in linea (25 luglio) di Tokyo, il belga vivrà giorno per giorno in base alle sensazioni ma nel frattempo ha già fatto i dovuti sopralluoghi del tracciato: “sarà importante anche il fattore climatico. In accordo con la Deceuninck-QuickStep salterò alcune gare per arrivare pronto all’appuntamento nipponico”.

Remco, forte della sua giovane età, non pare scomporsi o crearsi particolari stress:

“se farò bene nella prova in linea sarà stupendo ma se così non fosse proverò a rifarmi nella cronometro. Bisogna ragionare una prova alla volta altrimenti si trascurano dei dettagli che possono fare la differenza tra vincere e perdere”.

Insomma Remco Evenepoel non perde il sonno per questo importante test anzi, sta facendo sogni d’oro!

 

 

Remco Evenepoel sarà al Giro 2020

Remco Evenepoel, nel programma 2020 anche il Giro

Remco Evenepoel sarà al Giro 2020, il fenomeno belga del Team Deceuninck-QuickStep ha definito i programmi stagionali

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel fenomeno belga in forza al Team Deceuninck-QuickStep, sarà al via di Budapest del Giro d’Italia 2020. Nominato sportivo dell’anno in Belgio, la stellina del ciclismo mondiale ha definito i programmi in vista della sempre più imminente stagione sportiva 2020.

Evenepoel sarà chiamato ad un ulteriore passo in avanti dopo un 2019 assolutamente importante. Sono tante le aspettative attorno al suo nome: indicato come il nuovo Eddy Merckx, Remco non può tradire i fans. Chi non sarà sicuramente tradito saranno i suoi tifosi italiani in quanto dato per certo che sarà al via della corsa rosa in caccia di tappe. La notizia è stata lanciata da La Derniere Heure, che ha dato sostanza alle tante voci che si sono rincorse negli ultimi mesi.

Il percorso disegnato da RCS per il Giro 2020 potrebbe stuzzicare e non poco la fame di vittorie di tappa del belga che, sgravato da compiti di classifica, potrebbe veramente esaltarsi e cogliere successi importanti.

Evenepoel ha vinto la votazione con 835 punti, mentre Campenaerts ha ottenuto 354 e Van Aert 339 punti.

“E’ incredibile come tutto stia accadendo così velocemente ma rimango con i piedi per terra, sono soddisfatto del riconoscimento come miglior atleta del mio paese e questo mi darà morale per la prossima stagione. Non sento pressione e continuo a lavorare per migliorare giorno dopo giorno” ha spiegato il giovane talento belga.

Il 19enne che qualche giorno fa ha duramente attaccato Alberto Bettiol ha voluto tracciare i principali obiettivi stagionali: “l’ufficialità dei miei impegni per il 2020 arriverà dopo il 10 gennaio ma i programmi sono già stati definiti. Ho quattro grandi obiettivi per la mia prossima stagione: la Liegi, i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, i Mondiali di Aigle-Martigny 2020 e Il Lombardia. Non mancherà qualche sorpresa lungo il corso della stagione”.

Un programma vario che comprende due classiche Monumento e due appuntamenti con la maglia nazionale che quest’anno avrà più visibilità grazie alla rassegna olimpica.

il vicecampione del mondo a cronometro sarà al Giro che il prossimo anno prevede terreno agevole per le sue caratteristiche con ben tre prove contro il tempo.

“Ho capito di essere uno dei migliori al mondo in questa disciplina” ha ammesso il talento belga.

 

Remco Evenepoel contro Alberto Bettiol

Remco Evenepoel attacca Bettiol

Remco Evenepoel non nasconde di non aver digerito l’esultanza goliardica di Alberto Bettiol al termine del Giro delle Fiandre 2019

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel

 

Remco Evenepoel ai microfoni della trasmissione televisiva Extra Time Koers, in onda su un’emittente belga ha voluto ricordare un episodio non gradito occorso durante lo scorso Giro delle Fiandre vinto dal toscano Alberto Bettiol.

I membri della Deceuninck Quickstep non avrebbero infatti gradito i festeggiamenti goliardici con cui il toscano ha ironizzato la squadra belga.

Bettiol al Fiandre 2019 ha staccato tutti sul muro dell’Oude Kwaremont e, tagliato il traguardo in solitaria, una volta salito sul bus dell’EF Educational First si è lasciato andare nei festeggiamenti.

Il fenomeno belga rinfaccia ad Alberto la poca correttezza legata ad un coro “contro” la formazione universalmente riconosciuta come tra le più potenti del circuito.

“Dov’è la Quickstep? Dov’è la Quickstep?” aveva intonato il ciclista italiano festante dopo aver respinto tutti i tentativi di rincorsa degli avversari nelle fasi finali della corsa.

La festa sul pullman della EF è diventata in quei giorni “virale” scatenando le ire di Patrick Lefevere e di tutta la Deceuninck Quickstep e oggi, a distanza di oltre sei mesi, la cosa non è evidentemente scemata.

“Non lo lasceremo più attaccare Bettiol, lui non è stato corretto a sfidarci in quel modo” ha precisato Remco dai microfoni della TV belga. “Non ci preoccupa la cosa ma sicuramente la prossima volta non lo lasceremo andare via con così tanta facilità” ha promesso il giovane campione belga.

Gli “sfottò” fanno parte del gioco e dello sport e, passata la rabbia del momento, forse non ha molto senso risollevare una questione che appariva sepolta dal tempo. Il prodigio di Scheepdal avrebbe forse fatto meglio a soprassedere sugli accadimenti di quel giorno.

Il fenomeno belga intendere di voler lasciare il segno sulla stagione alle porte, in particolare nelle mire di Remco ci saranno la Liegi-Bastogne-Liegi, il Mondiale in Svizzera e i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

 

 

 

 

Il ciclismo della Generazione Z

Il ciclismo verrà cambiato dalla Generazione Z?

Il ciclismo e la Generazione Z da Evenepoel a Bernal, da Pogacar a Philipsen passando per Sivakov  e Van der Poel

Ciclismo Generazione Z

Ciclismo Generazione Z

Il ciclismo della Generazione Z? Lo stiamo già vedendo! Remco Evenepoel ed Egan Bernal hanno illuminato il 2019 e sono pronti ad una ulteriore crescita anche nella prossima stagione.

A Luglio Egan Bernal ha conquistato una storica vittoria al Tour de France 2019 diventando il primo latinoamericano a vincere il Tour de France e il più giovane vincitore, a 22 anni, da dopo la Seconda Guerra Mondiale. La vittoria alla Grande Boucle arriva dopo che il colombiano aveva già dato sfoggio della sua grandezza l’anno precedente con il colori del Team Sky vincendo la Colombia Oro y Paz e l’Amgen Tour of California. Il suo 2019 ha (tra le altre cose) visto i successi alla Parigi-Nizza e al Tour de Suisse che da soli avrebbero reso straordinaria la carriera di chiunque.

Ad Agosto Remco ha stupito tutti trionfando alla Clásica San Sebastián a soli 19 anni, resistendo alla rimonta di Valverde e Van Avermat e diventando il più giovane vincitore di una classica nell’era moderna: un manifesto al nuovo che avanza.

Insomma a distanza di poche settimane sono arrivate due “statements”, due dichiarazioni di due campioni che hanno detto al mondo intero: “ragazzi ora ci siamo noi”!

Attenzione queste due performance sono assolutamente eccezionali ma altrettanto assolutamente non uniche. Merckx ha vinto la sua prima Milano-Sanremo all’età di 20, LeMond è arrivato terzo da debuttante al Tour de France a 23 anni, Armstrong ha vinto il titolo mondiale a 21 anni. Insomma non siamo di fronte a novità assolute ma siamo di fronte ad un cambiamento generazione simile a quello avvenuto con la cosidetta “classe del ‘90” con Quintana e Sagan da capofila.

Quello che è importante dire i due nomi citati non sono dei casi isolati, tutt’altro! Abbiamo ammirato la tenacia dello sloveno Tadej Pogacar che alla sua prima stagione tra i pro  ha vinto il Tour of California e tre tappe alla Vuelta a España, concludendo terzo in generale e vincendo il titolo miglior giovane della corsa (come al Giro della California, al Giro di Slovenia e alla Volta ao Algarve). Pogačar è sotto contratto con la UAE fino alla fine del 2023 e nel team degli Emirati Arabi corre Jasper Philipsen giovane belga arrivato dal Hagens Berman Axeon  di Axel Merckx ed in grado di conquistare la prima vittoria del World Tour a 21 anni al Down Under. Alla UEA lavora con successo Joxean Matxin Fernández, già talent scout per il defunto team Klein Constantia Continental, che ha ingaggiato Brandon McNulty.

 

Altro talento emergente è Pavel Sivakov (Ineos), figlio d’arte se pensiamo che il padre Alexei ha corso in Italia e Francia dal 1996 al 2005 e la madre Aleksandra Koliaseva ha vinto il Tour l’Aude e il titolo nazionale russo su strada. Pavel, vincitore del Baby Giro nel 2017,  ad agosto ha conquistato il Giro di Polonia, sua prima gara a tappe WorldTour.

Alla Groupama-FDJ scalpita il 22enne David Gaudu, vincitore del Tour de l’Avenir 2016 e che quest’anno ha accompagnato il capitano Thibaut Pinot lungo le strade del Giro. Marc Hirshi del Team Sunweb, campione del mondo U23 a Innsbruck, è pronto per trovare nel 2020 il suo primo squillo nel World Tour dopo aver colto parecchi piazzamenti nell’ultima annata (top ten alla Vuelta al País Vasco e al Tour of Norway, terza piazza a San Sebastián e sesto al Giro di Germania).

 

Appare quasi “vecchio” il 24enne Mathieu van der Poel (nato nel 1995) che si è affermato come uno dei ciclisti più versatili degli ultimi anni tra affermazioni nel ciclocross e talento sulla strada dove ha conquistato l’Amstel Gold Race oltre al GP de Denain, alla Brabantse Pijl, alla Dwars door Vlaanderen e tre tappe e la classifica generale al Tour of Britain.

Il DNA di VDP è di primissimo livello: suo padre Adri ha vinto gare come Tour of Flanders e Liège-Bastogne-Liège, il nonno era Raymond Poulidor, recentemene scomparso e leggenda del ciclismo francese.

Alla EF è salito in gerarchia Sergio Higuita che, pur non essendo un esordiente (aveva corso nella Equipo Eusakdi) ha solo 22 anni e talento da vendere appena la strada sale tanto che ha chiuso secondo al Tour of California e quarto al Tour de Pologne e ha colto alla Vuelta a España nella tappa con arrivo a Becerril de la Sierra.

Interessante prospetto è anche Jonas Vingegaard,  prodotto della ColoQuick  e ora in forza al Team Jumbo Visma che al Tour de Pologne ha vestito la maglia di leader per un giorno (vincendo una tappa) e ha chiuso nono al Deutschland Tour.

Uno spazio lo dedichiamo anche al nostro Edoardo Affini, medaglia di bronzo europea a cronometro, che ha chiuso quarto al Tour of Norway vincendo anche una tappa

 

Evenepoel e Verschaeren tra amicizia e sport

Evenepoel e Verschaeren amici made in Anderlecht

Evenepoel e Verschaerensi sono conosciuti quando giocavano nelle giovanili dell’ Anderlecht: Yari prosegue nel calcio, Remco nel ciclismo

Evenepoel e Verschaerensi (fonte profilo Instagram Evenepoel)

Evenepoel e Verschaerensi (fonte profilo Instagram Evenepoel)

Evenepoel e Verschaerensi due campioni dello sport, fossimo il Giappone ne sarebbe uscito quasi certamente un manga, una sorta di Holly & Benji in cui i due amici diventano campioni ma, questa volta, in due sport diversi. La realtà a volte supera la finzione e il sogno di diventare campioni inseguendo un pallone che ha alimentato i sogni di due ragazzi ha trovato linfa anche sui pedali.

Evenepoel è oggi un talento emergente del ciclismo mondiale, forse già una certezza visto gli ultimi risultati, ma un talento lo è stato anche correndo, non in bicicletta ma dietro ad un pallone. Ne avevamo già accennato in un nostro pezzo tempo fa, Remco è stato Nazionale Belga Under15 e Under 16 e forse, in quel momento, nella sua testa non c’erano le classiche o i grandi giri ma i derby, i mondiali di calcio e, appunto, il pallone.

Sicuramente scegliere di cambiare sport quando si è nazionale nel proprio paese, nel calcio oltretutto, per qualcuno poteva (o può) sembrare un salto nel vuoto. La realtà ha invece premiato la scelta del giovane belga che, solo una manciata di anni fa militava nell’Anderlecht, ora vesto i colori di un top team come la Deceuninck Quick Step. Da terzino di fatica a stella del firmamento del ciclismo il passo è stato breve (se siete terzini della nazionale italiana under 15, non vi suggeriamo di fare lo stesso salto!) ma è stato breve perché Remco è letteralmente un fenomeno.

Tornando al “manga giapponese” come in ogni racconto che si deve c’è la parte romantica con la visita a sorpresa (ma non troppo) di Remco all’Anderlecht, la squadra che lo ha lanciato nel mondo del pallone. Visiti al team e all’amico fraterno Yari Verschaeren, i due hanno certamente ricordato i momenti trascorsi assieme. Yari ha già una valutazione di mercato attorno ai 15 milioni di euro e si è messo in luce quest’estate al campionato Europeo Under 21 ed è da tutti considerato come il ‘nuovo De Bruyne’.

Verschaeren ha fatto il suo esordio nella massima divisione belga il 25 novembre del 2018 contro il Sint-Truiden e ha realizzato la sua prima rete a gennaio del 2019 contro il Kas Eupen.

Insomma giovani amici e di talento, grande talento!

Dennis oro ai Mondiali a cronometro

Dennis re della crono battuto Evenepoel

Dennis re della crono ai Mondiali in Yorkshire 2019 davanti a Remco Evenepoel. Filippo Ganna sul podio conquista una splendida medaglia bronzo

Rohan Dennis

Rohan Dennis

Dennis si conferma iridato a cronometro ai Mondiali Yorkshire 2019, era uno dei favoriti e l’australiano ha battuto la concorrenza andando a cogliere un importante bis nelle prove mondiali contro l’orologio.

Lungo i 54km da Northhallerton ad Harrogate con l’incognita del tempo a mettere ulteriore pepe a questa prova molto sentita, è stato Rohan Dennis a far fermare per primo il cronometro sul tempo di 1.05.05 stracciando tutti i rivali.

Remco Evenepoel (Belgio) è lo “sconfitto di giornata” ma, a soli diciannove anni, conquistare l’argento iridato è come una vittoria che impreziosisce il pedrigree del giovane fenomeno che si dimostra ancora una volta una realtà e non una speranza del ciclismo mondiale.

Festeggiano anche i nostri colori grazie alla meravigliosa performance di Filippo Ganna che dopo tanti allori in pista centra il primo successo pesante “sull’asfalto” ottenendo una splendida medaglia di bronzo. Il ventitreenne di Verbania paga un distacco di quasi due minuti da Dennis  (1.55″ il distacco)ma sfodera una prova davvero super riportando l’Italia su alti livelli nelle prove contro il tempo cosa che non accadeva dai tempi di Marco Pinotti e la parentesi di Adriano Malori.

Per Rohan Dennis arriva una bella soddisfazione dopo una stagione assolutamente difficile segnata dalla frattura con il Team Bahrain Merida per via del “chiacchierato”  ritiro al Tour de France per incomprensioni con lo staff.

Delusione di giornata è la prova di Primoz Roglic che probabilmente accusa la “pancia piena” per via della recente vittoria alla Vuelta Espana 2019. Lo sloveno non sfodera una prova all’altezza dei suoi mezzi così come Tony Martin. Capitolo a parte per il detentore del record dell’ora Victor Campenaerts (Belgio), che nonostante una buona prova deve rinunciare ai sogni di medaglia per via di guai meccanici.

 

Evenepoel: arrivo ai mondiali al top della forma

 

Evenepoel: sono nella forma migliore dell’anno

Evenepoel è pronto a sfidare Dennis, Roglic e Campenaerts nella corsa al titolo iridato a cronometro ai mondiale in Yorkshire

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel è pronto per lasciare un ulteriore segno nella sua stagione d’esordio tra i professionisti. Il diciannovenne belga non nasconde le sue mire sul titolo a cronometro maschile d’élite sottolineando come la sua forma sia al top stagionale.

Remco, che ha un trascorso anche come calciatore,  ha mantenuto le aspettative che lo avevano accompagnato nel salto nel del WorldTour, vincendo il titolo di cronometro dei campionati europei e la Clásica San Sebastián e ha brillato al recente Giro di Germania.

Questi risultati hanno accresciuto la consapevolezza nel belga: “sono pronto per la cronometro e penso che il percorso del Mondiale in Yorkshire 2019 si adatti abbastanza bene alle mie caratteristiche. Sono molto carico e sento che la mia forma fisica sia in progresso rispetto ad un mese fa” ha spiegato Remco Evenepoel nella conferenza stampa tenutasi a a York lunedì sera.

Se al campionato europeo gli atleti dovevano affrontare solo 22 km ora la distanza è più del doppio per circa un’ora in sella a tutta ma la cosa non spaventa il belga:

“troppi chilometri da percorrere? Sicuramente sarà la crono più lunga della mia carriera sino ad oggi ma i 54 km da affrontare mi stimolano e sono molto eccitato dall’idea di potermi testare su questa distanza. Un anno fa mi confrontavo con i junior e ora me la vedo con i pro, è una cosa incredibile che mi trasmette ancora più motivazione”.

Il belga dovrà vedersela con dei veri “califfi” come il campione uscente Rohan Dennis che vuole riscattare una stagione in chiaroscuro, il fresco vincitore della Vuelta Primoz Roglic e il detentore del record dell’ora Victor Campenaerts. L’obiettivo personale di Remco sarebbe quello di entrare nella top-five ma

“sarò felice anche se non raggiungo questo risultato in quanto la mia stagione è già stata buona, vedrò una volta in sella come reagiranno le mie gambe”.

Stefan Loos muore investito durante il GP Alfred Gadenne

Stefan Loos è morto a seguito di un investimento

Stefan Loos, 19enne ciclista dilettante, è morto a seguito di un investimento durante il Grand Prix Alfred Gadenne a Dottignies, in Belgio

Stefan Loos

Stefan Loos

Stefan Loos è l’ennesimo nome che si aggiunge, tristemente, alle tante vittime della strada. Il 19enne corridore dilettante è stato investito da una vettura durante il Grand Prix Alfred Gadenne, corsa ciclistica che si svolge a Dottignies, in Belgio.

A ricostruire gli accadimenti è il quotidiano belga “La Derniere Heure”: durante la manifestazione, un gruppo di ciclista ha imboccato, forse a causa di una segnalazione mal fatta,  una rotonda in direzione errata. I corridori si sono trovati, quindi, in una strada aperta al traffico e il povero Stefan Loos è stato investito da un furgone.

Il giovane corridore è stato prontamente soccorso e trasportato in ospedale, le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime. Quest’oggi il team di Loos, il Acrog-Pauwelssauzen-Balen BC, ha ufficializzato il decesso del ragazzo.

Nel tragico incidente sono rimasti coinvolti altri due atleti, Ruben Apers e Jonas Bresseleers, che hanno fortunatamente riportato solo ferite lievi.

La Polizia ha chiaramente aperto un’inchiesta per accertare la dinamica dei fatti ed attribuire eventuali responsabilità.ù

“Siamo distrutti per quanto è accaduto – ha dichiarato il direttore sportivo della squadra Jef Robert- questo non è il primo incidente che coinvolge il nostro team. Siamo annientati da questo eventi”.

Uno dei primi atleti a voler omaggiare lo sfortunato atleta è stato il giovane talento Remco Evenepoel, ciclista del team Deceuninck-Quick-Step e quasi coetaneo di Stef, che per ricordarlo ha postato una foto che lo ritrae sul podio insieme a Stefan Loos e ai suoi compagni di squadra

 

Philippe Gilbert: ‘Non servono corridori che fanno solo tre settimane a luglio’

Philippe Gilbert: ‘Niente corridori da 3 settimane’

Philippe Gilbert tesse le lodi di Valverde e spera ancora di completare la raccolta di classiche monumento.

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert ha iniziato il 2019 con una squillante vittoria di tappa al Tour la Provence, il 36enne belga per ora non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera nonostante le tante battaglie e il brutto incidente che l’ha visto protagonista durante lo scorso Tour.

L’ex Campione del Mondo in forza alla Deceuninck Quickstep si candida per un ruolo da “guastatore” per le sempre più imminenti classiche del nord.

Ai microfoni del sito iberico ”Ciclo 21” Gilbert ha fatto il punto sugli obiettivi per il 2019 ma si è soffermato anhce sulla situazione generale del ciclismo e su due nomi anagraficamente agli antipodi: il giovane compagno di squadra Remco Evenepoel e l’eterno Alejandro Valverde.

Philippe Gilbert: obiettivo 5

L’obiettivo fisso nella testa dell’iridato ai Mondiali di Valkenburg 2012 è quello di conquistare le cinque classiche “monumento”. Nella storia del ciclismo sono tre atleti hanno conquistato tale traguardo: Merckx, Van Looy e De Vlaeminck. Il palmares di Philippe conta già Lombardia, Fiandre e Liegi e, quindi, mancano all’appello la Sanremo e la Roubaix.

 “Penso che la vittoria più accessibile sia quella della Parigi-Roubaix in quanto se uno arriva in forma riesce a fare la differenza più che alla Sanremo. La Roubaix è un po’ come la Liegi, se le gambe sono buone e parti allora sai di poter vincere mentre alla Sanremo le cose vanno diversamente, basta osservare Peter Sagan che negli ultimi anni non ha mai vinto pur essendo quello più forte al via” ha spiegato Gilbert.

Insomma quella delle cinque “monumento” è uno degli obiettivi che spingono questo eterno campione a non mollare ma in generale la fame di vittoria del belga è la benzina che alimenta il suo splendido motore.

Gilbert tra Valverde ed Evenepoel

Gilbert ha poi parlato di due colleghi “speciali”: Alejandro Valverde compagno “generazionale” del belga e Remco Evenepoel che rappresenta “il nuovo che avanza”.

“Alejandro dopo tante medaglie meritava di conquistare l’oro ai Mondiali. La tempra dello spagnolo è incredibile, lui c’è sempre ed è sempre brillante, da febbraio ad ottobre. Lo vedi vincere al Tour Down Under e poi al Giro di Lombardia. Il ciclismo ha bisogno di più corridori come lui e non di quelli che li vedi solo tre settimane a luglio” ha spiegato Gilbert.

Gilbert ha poi parlato del compagno Remco Evenepoel, da tutti visto come il nuovo Merckx:

“Remco è una persona seria, che sa mantenere alta la concentrazione e la calma, si sta allenando bene e sono certo che a breve otterrà ottimi risultati”.