Stefan Loos muore investito durante il GP Alfred Gadenne

Stefan Loos è morto a seguito di un investimento

Stefan Loos, 19enne ciclista dilettante, è morto a seguito di un investimento durante il Grand Prix Alfred Gadenne a Dottignies, in Belgio

Stefan Loos

Stefan Loos

Stefan Loos è l’ennesimo nome che si aggiunge, tristemente, alle tante vittime della strada. Il 19enne corridore dilettante è stato investito da una vettura durante il Grand Prix Alfred Gadenne, corsa ciclistica che si svolge a Dottignies, in Belgio.

A ricostruire gli accadimenti è il quotidiano belga “La Derniere Heure”: durante la manifestazione, un gruppo di ciclista ha imboccato, forse a causa di una segnalazione mal fatta,  una rotonda in direzione errata. I corridori si sono trovati, quindi, in una strada aperta al traffico e il povero Stefan Loos è stato investito da un furgone.

Il giovane corridore è stato prontamente soccorso e trasportato in ospedale, le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime. Quest’oggi il team di Loos, il Acrog-Pauwelssauzen-Balen BC, ha ufficializzato il decesso del ragazzo.

Nel tragico incidente sono rimasti coinvolti altri due atleti, Ruben Apers e Jonas Bresseleers, che hanno fortunatamente riportato solo ferite lievi.

La Polizia ha chiaramente aperto un’inchiesta per accertare la dinamica dei fatti ed attribuire eventuali responsabilità.ù

“Siamo distrutti per quanto è accaduto – ha dichiarato il direttore sportivo della squadra Jef Robert- questo non è il primo incidente che coinvolge il nostro team. Siamo annientati da questo eventi”.

Uno dei primi atleti a voler omaggiare lo sfortunato atleta è stato il giovane talento Remco Evenepoel, ciclista del team Deceuninck-Quick-Step e quasi coetaneo di Stef, che per ricordarlo ha postato una foto che lo ritrae sul podio insieme a Stefan Loos e ai suoi compagni di squadra

 

Philippe Gilbert: ‘Non servono corridori che fanno solo tre settimane a luglio’

Philippe Gilbert: ‘Niente corridori da 3 settimane’

Philippe Gilbert tesse le lodi di Valverde e spera ancora di completare la raccolta di classiche monumento.

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert ha iniziato il 2019 con una squillante vittoria di tappa al Tour la Provence, il 36enne belga per ora non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera nonostante le tante battaglie e il brutto incidente che l’ha visto protagonista durante lo scorso Tour.

L’ex Campione del Mondo in forza alla Deceuninck Quickstep si candida per un ruolo da “guastatore” per le sempre più imminenti classiche del nord.

Ai microfoni del sito iberico ”Ciclo 21” Gilbert ha fatto il punto sugli obiettivi per il 2019 ma si è soffermato anhce sulla situazione generale del ciclismo e su due nomi anagraficamente agli antipodi: il giovane compagno di squadra Remco Evenepoel e l’eterno Alejandro Valverde.

Philippe Gilbert: obiettivo 5

L’obiettivo fisso nella testa dell’iridato ai Mondiali di Valkenburg 2012 è quello di conquistare le cinque classiche “monumento”. Nella storia del ciclismo sono tre atleti hanno conquistato tale traguardo: Merckx, Van Looy e De Vlaeminck. Il palmares di Philippe conta già Lombardia, Fiandre e Liegi e, quindi, mancano all’appello la Sanremo e la Roubaix.

 “Penso che la vittoria più accessibile sia quella della Parigi-Roubaix in quanto se uno arriva in forma riesce a fare la differenza più che alla Sanremo. La Roubaix è un po’ come la Liegi, se le gambe sono buone e parti allora sai di poter vincere mentre alla Sanremo le cose vanno diversamente, basta osservare Peter Sagan che negli ultimi anni non ha mai vinto pur essendo quello più forte al via” ha spiegato Gilbert.

Insomma quella delle cinque “monumento” è uno degli obiettivi che spingono questo eterno campione a non mollare ma in generale la fame di vittoria del belga è la benzina che alimenta il suo splendido motore.

Gilbert tra Valverde ed Evenepoel

Gilbert ha poi parlato di due colleghi “speciali”: Alejandro Valverde compagno “generazionale” del belga e Remco Evenepoel che rappresenta “il nuovo che avanza”.

“Alejandro dopo tante medaglie meritava di conquistare l’oro ai Mondiali. La tempra dello spagnolo è incredibile, lui c’è sempre ed è sempre brillante, da febbraio ad ottobre. Lo vedi vincere al Tour Down Under e poi al Giro di Lombardia. Il ciclismo ha bisogno di più corridori come lui e non di quelli che li vedi solo tre settimane a luglio” ha spiegato Gilbert.

Gilbert ha poi parlato del compagno Remco Evenepoel, da tutti visto come il nuovo Merckx:

“Remco è una persona seria, che sa mantenere alta la concentrazione e la calma, si sta allenando bene e sono certo che a breve otterrà ottimi risultati”.

Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Sagan a Evenepoel: divertiti ragazzo!

Sagan prodigo di suggerimenti a Evenepoel

Sagan manda il suo suggerimento al giovane talento belga Remco Evenepoel: “divertiti e poi i risultati arriveranno di conseguenza”

Sagan sa come si vince (fonte facebook)

Sagan sa come si vince (fonte facebook)

Sagan, lo sappiamo tutti, è sicuramente un personaggio “controcorrente”, mai banale nelle esternazioni, talvolta scomodo, amato dal pubblico e certamente innamorato del ciclismo. Un campione incredibile lo slovacco in grado di conquistare tre titoli Mondiali su strada consecutivi. Un campione che da luce al ciclismo mondiale sempre alla ricerca di stelle in grado di appassionare il grande pubblico.

Un talento che fra qualche anno potrebbe prendere l’eredità di Sagan, non tanto sotto il piano sportivo quanto per l’empatia dei tifosi è il belga Remco Evenepoel. E’ un predestinato Evenepoel, è un campione di quelli che ne nascono uno ogni 50 anni almeno a giudicare dall’alba della sua carriera. Il giovane belga ha iniziato con il calcio per poi “sposare” il ciclismo.

La carriera di Remco è stata di quello che lasciano il segno nella categoria Juniores e il suo debutto nel ciclismo professionistico ha rispettato le attese per un ragazzo che tutti indicano come un “fenomeno” che segnerà il futuro del ciclismo dei prossimi anni.

Sagan, da sempre attento alle dinamiche del ciclismo, ha voluto dire la sua ai giornalisti di Cyclingnews  sul giovane Evenepoel.

 “Remco ha vinto entrambi i titoli Mondiali juniores con un vantaggio enorme ora è chiamato al passo tra i pro. Il salto dagli juniores al World Tour è un grande passo, vediamo come lo farà e come gestirà tutti gli aspetti del caso” ha dichiarato Peter Sagan.

Se le qualità di Evenepoel paiono universalmente riconosciute molto dipenderà, secondo il campione slovacco, della capacità di gestione di aspetti anche extra sportivi.

 “La cosa più importante è che il belga sappia divertirsi andando in bicicletta, perché se questo sport diventano solo un lavoro e un modo per guadagnare dei soldi allora soffrirà le pene dell’inferno. Tutti noi abbiamo iniziato ad andare in bicicletta per passione, per molti di noi la passione è mutata in un lavoro e un modo per fare soldi il che può portare a perdere amore per lo sport” ha continuato PEto

Il campione della Bora che nel 2019 sarà il ciclista più pagato del World Tour ha voluto fare un parallelo con la sua esperienza professionale “Quando ho debuttato non ero sotto i riflettori come adesso. C’è voluto un po’ ad abituarmi alla popolarità ma ora che corro da dieci anni ho imparato a gestire la pressione dei media e dell’ambiente. Quando hai anni di esperienza alle spalle e sei più vecchio tutto è diverso e più facile” ha chiosato Sagan.

Petr Vakoc: ”incredibile tornare alle corse”

Petr Vakoc “L’ho fatto, sono di nuovo un ciclista”

Petr Vakoc è tornato a gareggiare in gruppo alla Vuelta a San Juan dopo il drammatico incidente che l’ha visto coinvolto nel gennaio 2018

Petr Vakoc (FONTE PAGINA FACEBOOK)

Petr Vakoc (FONTE PAGINA FACEBOOK)

Petr Vakoc vincitore di una Freccia del Brabante, un Campionato Ceco e una medaglia di bronzo conquistata ai Giochi Europei di Baku nel 2015 ha vinto la corsa più importante della sua vita. Una corsa che avrebbe potuto vederlo perdere ma che, invece, ha visto tutto il carattere di questo ragazzo avere la meglio sulla sfortuna.

Petr lo scorso anno si stava allenando con alcuni compagni quando è stato investito da un camion assieme a
Laurens De Plus.
L’incidente avrebbe potuto  compromettergli non solo la carriera, ma anche la vita. La Deceuninck-Quick-Step di Patrick Lefévère non gli ha mai fatto mancare il proprio rinnovandogli il contratto per dargli la possibilità di ritornare ad essere un corridore professionista.

“Sono fortunato ad essere vivo e poter ancora muovere le gambe e felicissimo di tornare a correre ancora prima di quanto preventivato. Non ho ricordi dell’accaduto, non ho incubi, ma ora so quanto si rischia ogni giorno e mi arrabbio con gli autisti imprudenti” ha dichiarato Petr.

Il ciclista ceco ha fatto il suo rientro alle corse in Argentina ed è stato come una rinascita:

“ho avuto anche la pelle d’oca quando ho tagliato il traguardo. Ora posso dire di avercela fatta: sono di nuovo un ciclista, capace di correre ancora forte. Voglio dire grazie a chi mi ha supportato in questi lunghissimi 12 mesi, il cammino è stato lungo e difficile ma ora la mia avventura può riprendere” ha dichiarato Vakoc.

Ma come è stato tornare in gruppo?

“Mi sono allenato con il team al primo training camp in Spagna, poi ho trascorso le feste a casa con la famiglia per poi affrontare il secondo camp: a parte un giorno di riposo dedicato a sponsor e media ci siamo allenati duramente e ho fatto dei buoni progressi così abbiamo deciso con la squadra di tornare a correre già in Argentina a Vuelta a San Juan”

Sono passati quasi 16 mesi dall’ultima corsa a cui il ceco ha preso parte e 12 da quel maledetto incidente ma Petr non ha mail mollato di testa:

“Per avere le migliori condizioni ho deciso di fare un’altra settimana di allenamento in Spagna con il mio amico Julian Alaphilippe sfruttando il clima adatto e lavorando in serenità con un compagno super.I primi due giorni in Argentina sono stati uno shock per le temperature elevate ma poi il mio corpo ha iniziato ad adattarsi. L’accoglienza argentina è stata incredibile con spettacolo alla presentazione anche più maestoso di quello del Tour de France”.

Vakoc ha messo a disposizione del team le sue doti di uomo squadra lavorando per l’amico Alaphilippe e per il fenomeno del momento:

Remco Evenepoel ha mostrato la sua classe. A 19 anni ha fatto la sua prima gara da professionista da quando si è appena trasferito dalla categoria junior. Mi sono divertito a guardarlo mentre affinava le sue abilità di guida e finiva la settimana tra i primi 10 diventando anche il miglior degli U23”

Parlando del suo incidente, il corridore della Deceuninck-Quick-Step, ha voluto sottolineare come

“purtroppo c’è una continua ostilità tra gli automobilisti e i ciclisti, i primi spesso non comprendono che rischio fanno correre quando sorpassano a pochi centimetri, speso che la situazione possa migliorare con semplici mosse come rendere obbligatoria la distanza minima di sorpasso in tutto il mondo. Ma non tutte le colpe sono degli guidatori, i ciclisti devono imparare a rispettare il codice della strada e a rendersi maggiormente visibili con abbigliamento colorato e luci sulla bicicletta”.

 

Evenepoel l’alba di un campione nel WorldTour

Evenepoel e il debutto tra i “pro”

Evenepoel sembra essere sulla buona strada per il successo dopo il passaggio tra i pro con la maglia della Deceuninck-QuickStep a soli 19 anni

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel è un talento indiscusso, un prospetto a cui tutti guardano e che ha scomodato paragoni decisamente importanti (il nuovo cannibale). Di sicuro quello che ha fatto vedere e quello che potrà fare già nel suo primo anno tra i “pro” pare assolutamente interessante dopo aver fatto girare la testa a molti quando ancora giocava al pallone. A soli 19 anni ha debuttato con la divisa della Deceuninck-QuickStep alla Vuelta a San Juan concludendo al nono posto e portando a casa la maglia verde come miglior under 23.

Evenepoel ha dimostrato di essere più saggio della sua giovane età in uno corsa in cui il team ha dovuto affrontare il caso Keisse (suo compagno di stanza) e difendere ma sua maglia verde.

Remco è stato felice e orgoglioso di mantenere alle sue spalle Gino Mader (Dimension Data) per due secondi classifica riservata agli under 23:

“Quando inizi la tua prima settimana di gare tra i professionisti senza aspettative e poi ottieni una maglia e nona in classifica generale penso ci sia un valido motivo per essere felice – ha dichiarato il giovane belga. -È incredibile vincere una maglia nella mia prima gara da professionista. Dovevo controllare Mader e grazie al team lo abbiamo fatto egregiamente. Nell’ultima tappa abbiamo monitorato gli sprint intermedi per evitare problemi e poi siamo andati all-in per Alvaro Hodeg che purtroppo ha colto solo un secondo posto ma come team abbiamo lavorato alla grande”.

Ora Remco guarda già alla prossima gara, il Tour UAE, dove la Deceuninck-QuickStep probabilmente prenderà di mira gli sprint con Elia Viviani e la cronosquadre della squadra di apertura. Evenepoel sta già dando un occhio agli arrivi in salita in quanto sarà l’uomo di classifica della squadra.

“La pressione e le aspettative non sono un problema per me perché non me ne frega niente. Ho appena iniziato a correre, sono in condizioni ottime e spero di poter migliorare quanto fatto in Argentina” ha dichiarato Remco.

 

 

 

Iljo Keisse denunciato per molestie sessuali

Iljo Keisse della Quickstep denunciato da una cameriera

Iljo Keisse della Deceuninck-QuickStep denunciato da una cameriera di San Juan per molestie sessuali, galeotta una fotografia espulso dalla corsa

 

Iljo Keisse denunciato da una cameriera

Iljo Keisse denunciato da una cameriera

Iljo Keisse denunciato da una cameriera di San Juan per molestie sessuali, il 36enne corridore era in argentina per preparare la corsa a tappe di inizio stagione quando, assieme ai compagni, si è fermato in un bar.

Secondo quanto descritto da alcuni giornali, dopo aver bevuto una bibita post allenamento i ragazzi della Deceuninck-QuickStep si erano intrattenuti per una foto con una cameriera del locale che aveva chiesto agli atleti di posare con lei.

La ragazza ha quindi denunciato Keisse per aver mimato un atto sessuale alle sue spalle e “averla intenzionalmente sfiorata con i genitali”.

La cameriera del bar ha raccontato l’accadimento a Telesoldiario:

“Non sapevo nemmeno ci fosse la Vuelta a San Juan, parlo un po’ inglese e mi sono fatta spiegare cosa stavano facendo e dopo ho chiesto di fare una foto. Inizialmente ho pensato che il gesto non fosse volontario, poi ho capito che non si trattava affatto di un incidente quando li ho sentiti ridere. Sono andata al commissariato e ho sporto denuncia, il mio compagno ha visto tutto e può testimoniare. Non possono venire qui a trattare le donne come se fossimo cose insignificanti e senza valore. Mi dispiace se nel suo paese le donne sono trattate così, ma qui siamo in Argentina e non puoi venire a fare quel che ti pare”

Il team belga ha ammesso l’ingenuità dell’atleta attraverso l’addetto stampa Alessandro Tegner che ha parlato con Het Laastse Nieuws: “doveva solamente essere uno scherzo sfuggito di mano, Iljo si è spiegato e si è scusato ma si sente comunque male per ciò che è successo. Non ci saranno conseguenze visto che si è prontamente scusato per l’accaduto”.

L’UCI non è entrata nel merito dell’accaduto, ma ha sottolineato la necessità che i corridori mantengano un comportamento sobrio per salvaguardare l’immagine del ciclismo.

Keisse, ha presentato pubbliche scuse in una conferenza stampa definendo il gestocome goliardata il suo gesto, ma gli organizzatori della Vuelta a San Juan hanno deciso per l’espulsione del corridore dalla corsa in forza dell’articolo 1.1.2.079  del regolamento UCI.

La  decisione è arrivata dopo che un giudice locale aveva giudicato Keisse colpevole multandolo di 3000 pesos.

“Vorrei scusarmi, anzitutto con questa signora, ho commesso un errore, me ne rendo conto, non succederà più. Poi voglio porgere le mie scuse al popolo argentino e a tutti quelli che si sono sentiti offesi dal mio gesto. Ho fatto una cosa molto stupida e ,vorrei poter tornare indietro nel tempo ma non è possibile – ha dichiarato ai microfoni della stampa internazionale Iljo Keisse.

“La signora ha denunciato l’accadimento alla polizia e sono andato in caserma a dare la mia versione dei fatti”, ha detto Keisse.

Ma come sono andati i fatti secondo Iljo?

“Siamo andati nel bar dopo l’allenamento e la ragazza ha chiesto se fosse possibile fare una foto, abbiamo scattato una foto come ne facciamo 1.500 al giorno, un’immagine normale. Poi la barista ha chiesto un’altra foto ed io ho fatto uno stupido gesto con la mano, che rimpiango davvero ma voglio chiarire al 100% che non l’ho toccata, non l’ho toccata, non con le mie mani, non con le ginocchia, non l’ho toccata”.

“Non sono una persona irrispettosa – ha continuato il corridore – certo ho commesso un errore ma non son un criminale. Posso capire che non è facile per questa signora – anche per me, mia moglie, i miei figli o la mia famiglia a casa, non è facile, penso che le cose siano un po ‘fuori controllo ora’”.

Keisse condivide la stanza  con Remco Evenepoel, neo-professionista diciannovenne, e ha accettato di comportarsi da modello:

“conosco il mio ruolo nel team, sono uno dei più anziani e dovrei essere un modello per i compagni e in quel momento ho commesso un errore e baam ecco che la foto è lì a dimostrarlo”

Axel Merckx in lista per il ruolo di allenatore nazionale belga

Axel Merckx allenatore nazionale belga?

Axel Merckx potrebbe diventare il nuovo allenatore nazionale per il ciclismo belga, ma dovrà affrontare la concorrenza di Peter Van Petegem

Axel Merckx

Axel Merckx

Axel Merckx che attualmente gestisce il Team Continental Hagens Berman Axeon, secondo quanto riportato da Wielerflits.nl potrebbe andare a ricoprire il ruolo di commissario tecnico della nazionale belga disponibile in seguito alle dimissioni di Kevin De Weert che ha signato un accordo con la Lotto Soudal.

De Weert ha lasciato la sua posizione dopo il Campionato del Mondo di Innsbruck, dopo che la squadra belga non è riuscita a brillare (eccetto le prove super di Remco Evenepoel che ha vinto sia la cronometro che la gara su strada).

Axel Merckx, il figlio del cinque volte vincitore del Tour de France, il “cannibale” Eddy Merckx, è a capo della Hagens Berman Axeon, ma non potrebbe naturalmente rinunciare al fascino della chiamata da parte della nazionale belga e sta valutando l’opzione di un contratto “part-time”.

“Sarei onorato di diventare l’allenatore nazionale belga, i maggiori successi della mia carriera sono arrivati proprio con la maglia del team nazionale. Il prossimo anno con il mio team sarò per l’80%delle corse in Europa e questo potrebbe agevolare il tutto”

ha dichiarato il belga.

Axel Merckx con la maglia del Belgio ha conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004 e si è piazzato quarto nella gara su strada dei Mondiali del 1996 a Lugano , in Svizzera.

Come direttore sportivo, Merckx ha imparato a saper selezionare i ciclisti, il che sarebbe un requisito fondamentale del ruolo di Commissario Tecnico della nazionale.

Nel corso della sua carriera, Axel ha scoperto alcuni talenti del ciclismo mondiale come Taylor Phinney, Alex Dowsett e Ben King oltre a Sean Bennett , che lascerà proprio la Hagens Berman Axeon per entrare a far parte di EF Education First-Drapac per il 2019.

Il figlio del “cannibale” avrà, come principale competitor nella corsa all’ammiraglia del Belgio Peter Van Petegem che può vantare due titoli del Tour of Flanders (1999 e 2003) – e una vittoria alla Parigi-Roubaix (2003)

Secondo il sito web olandese, il direttore del ciclismo belga Jos Smets ha confermato che entrambi gli ex corridori sono papabili per il suolo anche se la lista comprende oltre 20 possibili candidati e quindi le soluzioni potranno anche essere diverse.

Axel Merckx chi è?

Professionista dal 1993 al 2007, vanta una medaglia di bronzo nella prova in linea ai Giochi Atene 2004, un titolo nazionale in linea e una vittoria  al Giro d’Italia. Figlio del cannibale Eddy Merckx, debuttò tra i professionisti con la maglia della americana Motorola.

Tra le sue affermazioni spicca il campionato nazionale belga nel 2000 e, sempre nell stesso anno, la vittoria nella Corinaldo-Prato al Giro d’Italia. Il 14 agosto 2004 si aggiudicò  la medaglia di bronzo nella provasu strada ai Giochi Olimpici di Atene. Il 9 agosto 2007 annunciò il ritiro dal ciclismo professionistico[1].

Dopo il ritiro avvenuto nel 2007 si è trasferito negli  USA dove dal 2009 svolge il ruolo di dirigente sportivo per il team Hagens Berman-Axeon.

 

Remco Evenepoel cannibale ai Mondiali di Innsburck

Remco Evenepoel cannibale, Andrea Piccolo di bronzo

Remco Evenepoel cannibale conquista il titolo mondiale ad Innsrbuck nella cronometro individuale maschile juniores, Andrea Piccolo terzo

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel cannibale del ciclismo mondiale tra gli Juniores. Era il favorito numero uno della prova a cronometro e il belga, classe 2000, non ha minimamente la pressione del favore del pronostico.

Il giovanissimo corridore, pronto salto da professionista con la maglia della Quick-Step Floors dopo aver dominato agli Europei, è andato a prendersi il titolo mondiale in quel di Innsbruck nella cronometro individuale maschile juniores lasciando staccatissimi tutti gli avversari.

Lungo i 27,7 km della prova a cronometro Junior di Innsbruck il risultato non è mai stato minimamente in dubbio. Fin dai primi giri di pedali si è capito che Remco Evenepoel, ex capitano della nazionale giovanile Belga di calcio, avrebbe letteralmente trionfato in tutta tranquillità.

All’intermedio Remco aveva già un margine di oltre 40” sul primo atleta alle sue spalle, all’arrivo il margine sale addirittura 1’23”. Una prova eccezionale quella del belga che ha chiuso in 33:15.24 a 49.979 km.

Alle spalle del cannibale Remco Evenepoel ecco l’australiano Lucas Plapp che, pur avendo trascorso buona parte della prova come leader, aveva già noto che la sua medaglia non sarebbe stata d’oro.

A esultare, però, ci sono anche i nostri colori grazie ad Andrea Piccolo, classe 2001, il migliore degli atleti al primo anno in categoria. Andrea già tricolore di specialità ha messo in scena una prova davvero eccezionale andando a conquistare un bronzo insperato a 1’37”. Gli azzurri rimangono, quindi, così ancora sul podio dopo l’argento del 2017 con Antonio Puppio.

L’altro azzurro al via, il toscano Samuele Manfredi, è giunto trentaduesimo a 3’46”.

 

 

 

 

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro agli europei

Remco Evenepoel doppia vittoria in linea e a cronometro

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro agli europei junior di ciclismo 2018 in Repubblica Ceca nella prova in linea e a cronometro

Remco Evenepoel doppia medaglia

Remco Evenepoel doppia medaglia

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro Europea in Repubblica Ceca per il corridore classe 2000. Il belga, ex promessa del calcio, ha prima trionfato prima nella cronometro individuale e poi nella corsa in linea maschile mandando in porto una fuga di circa 100km.

Il belga ha inflitto agli avversari un distacco abissale, alle sue spalle, infatti, hanno chiuso Alexandre Balmer (Svizzera) e bronzo allo spagnolo Carlos Rodriguez Cano che sono giunto a quasi 10 minuti dal vincitore.

Il migliore degli atleti italiani è stato Andrea Piccolo che ha concluso la prova in sesta posizione.

Remco Evenepoel, partito coi favori del pronostico, ha attaccato al primo passaggio (su docidie) sulla prima salita del circuito ed è stato seguito solamente dall’iberico Carlo Rodriguez Cano, mentre il resto del gruppo lascia spazio alla fuga.

A provare ad acciuffare il duetto sono stati Karel Vacek (Repubblica Ceca) e Samuele Rubino ma il gruppo si è prontamente riportato sui due.
La resistenza di Carlo Rodriguez Cano al ritmo di Remco Evenepoel dura di fatto solamente tre giri per poi lasciare solo al comando il corridore belga che incrementa il distacco costantemente rispetto agli inseguitori.

Al termine del sesto scoppia la bagarre nel gruppo inseguitori, con Karel Vacek che prova nuovamente ad attaccare seguito da altri otto corridori tra cui i nostri Andrea Piccolo e Samuele Rubino. Il vantaggio del belga aumenta rapidamente e alle sue spalle i big, già sicuri di non potersi giocare il metallo prezioso, risparmiano le energie per la volata finale.

Al traguardo in vantaggio di Evenepoel è di ben 9’44” sull’elvetico Balmer che anticipa il drappello degli inseguitori nel finale. Il bronzo va  allo spagnolo Carlos Rodriguez Cano che anticipa nella voltata finale Ilan Van Wilder (Belgio) e Karel Vacek. A seguire Andrea Piccolo mentre Samuele Rubino chiude in ottava posizione