Tour de Pologne 2020: i top rider sono pronti

Tour de Pologne 2020 pronti al via!

Tour de Pologne 2020 al via la 77esima edizione con partenza dallo stadio Slaski di Chorzów e arrivo a Krakow: le parole dei protagonisti

Tour de Pologne 2020

Tour de Pologne 2020

Il conto alla rovescia è terminato, tutto è pronto per la partenza del 77esimo Tour de Pologne – UCI World Tour che prenderà il via domani dallo stadio Slaski di Chorzów con una tappa di apertura lunga 198 km. Dal 5 al 9 agosto sono programmati cinque emozionanti tappe da Chorzów a Krakow.

I top riders sono pronti a combattere per la vittoria: Remco Evenepoel, Simon Yates, Maximilian Schachmann e Jakob Fuglsang, con gli ultimi due che hanno dimostrato una grande condizione sabato scorso.
Per quanto riguarda la battaglia dei velocisti, tutti gli occhi sono puntati su Fabio Jakobsen, Pascal Ackermann e Dylan Groenewegen mentre sulle montagne Il’nur Zakarin and Esteban Chaves sono certamente tra i nomi più attesi.

Impossibile poi dimenticare outsider brillanti come Tomasz Marczynski, Tim Wellens e Jasper Stuyven capaci di vivacizzare la corsa.

L’iconica maglia arcobaleno completerà la griglia di partenza con Mads Pedersen, l’attuale Campione del Mondo elite su strada e Samuele Battistella, l’ultimo Campione del Mondo U23.

LE VOCI DAL GRUPPO

 

Corridori

Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick-Step)

‘Non sono mai stato al Tour de Pologne ma ne ho sentito parlare molto. Sono davvero contento di essere qui anche se la corsa si prospetta essere davvero intensa. Ho controllato il percorso ed è assolutamente perfetto. Ho sempre voglia di imparare cose nuove e testarmi; Non so veramente cosa aspettarmi, per essere sincero. Farò del mio meglio per essere pronto per le tappe più impegnative, specialmente la 3a e la 4a. Il nuovo calendario ha chiaramente cambiato un po’ le cose e probabilmente ci saranno delle sorprese. Dovremo sicuramente essere molto attenti e concentrati ad ogni tappa. Farò tutto il possibile per supportare il Wolfpack.’

 

Jakob Fuglsang (Astana)

‘Sarà la mia prima partecipazione al Tour de Pologne ma i miei compagni mi hanno detto che è veramente una corsa bella ed emozionante, così sono felice di prendervi parte. Ho lavorato molto bene durante il training camp in altitudine a Livigno e ora non vedo l’ora di rientrare nel vivo della stagione. La Strade Bianche è stato un test per le gambe e ora affronterò la mia prima corsa a tappe qui al Tour de Pologne.’

 

Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) 

‘Devo dire che la mia prima gara della scorsa settimana mi ha dato molta fiducia in merito al lavoro svolto in vista del resto della stagione; dobbiamo continuare a lavorare, senza fretta. Ora abbiamo più indicazioni in merito alle prestazioni rispetto anche agli altri corridori e su ciò che al momento funziona bene e ciò che manca. Abbiamo ancora tempo per lavorarci su. La 3a e 4a tappa saranno indubbiamente le più importanti per noi; possiamo essere davvero competitivi con gli scalatori nel team anche se il percorso è più collinare che pura montagna. Aggiungere giorni di gara alle mie gambe non può che farmi bene specialmente in vista dei miei prossimi appuntamenti.’

 

Rafal Majka (Team Bora-Hansgrohe): “Sono veramente entusiasta di tornare a competere alla mia corsa di casa. E’ sempre fantastico vivere un evento World Tour sulle strade polacche. Abbiamo portato un team versatile e forte, con varie opzioni per la classifica generale: Max Schachmann, Patrick Konrad e anche me stesso. Poi c’è Pascal Ackermann per gli sprint. Sono sicuro di poter contare sul massimo supporto dei miei compagni, come sempre. 

Ho appena terminato la mia prima corsa a tappe da quando la stagione è ricominciata e, nonostante sia stato coinvolto in una caduta il primo giorno, mi sento sempre meglio, giorno dopo giorno. Non vedo l’ora di regalare ai nostri fantastici sostenitori polacchi qualche emozionante giorno di gara’.

 

Fabio Jakobsen (Deceuninck – Quick-Step)

‘Non vedo l’ora di partire domani. E’ la mia prima corsa UCI WorldTour dopo la ripartenza e sono davvero contento di essere qui. Ho partecipato anche l’anno scorso e mi è piaciuto molto. Ho guardato il percorso e sicuramente ci sono le due prime tappe e l’ultima che mi si addicono moltissimo e quindi avrò parecchie occasioni per far valere le mie gambe. Abbiamo un buon team e sicuramente correremo per le vittorie di tappa ma anche per la GC.’

Direttori sportivi

Klaas Lodewyck (Deceuninck – Quick-Step)

“Pensando alle cinque tappe del Tour de Pologne di quest’anno, direi che non cambia molto per noi, dato che tre delle cinque tappe sono per velocisti e le altre due sono perfette per la GC. Riusciremo sicuramente a fare una corsa aggressiva e lottare per la classifica generale, facendo attenzione a non perdere troppo tempo con i nostri ragazzi che corrono per la GC. Il team non è cambiato nonostante la riduzione delle tappe e lo spostamento del calendario, è rimasto come previsto ad inizio stagione. Tutto come da programma”.

Mathew Hayman (Mitchelton – Scott)

“Penso che il team sia piuttosto completo. Abbiamo Luka Mezgec che ha vinto due tappe in Polonia l’anno scorso e si ripeteranno almeno due degli arrivi della passata edizione, quindi ovviamente sarà pronto per battersi nuovamente. Nei giorni per velocisti invece penseremo a Luka ma anche Daryl Impey avrà una chance di farsi valere. Abbiamo una bella squadra di scalatori come Chaves, Yates e Nieve che hanno appena corso a Burgos e sono in forma, così come Zeits alla sua prima gara dopo il lockdown. È stato piuttosto incoraggiante quello che abbiamo visto a Burgos, i ragazzi sono andati molto bene, anche come squadra, ed erano entusiasti di tornare alle corse. Le tappe sono simili alle edizioni precedenti con molti percorsi collinari, non le definirei proprio tappe di montagna; quindi cercheremo opportunità in quei due giorni, la 3a e la 4a tappa, per vedere se possiamo ottenere anche un buon risultato per la GC. “

Yaroslav Popovych (Trek – Segafredo)

 “Quest’anno il Giro della Polonia sarà due tappe più breve rispetto al solito. E’ ovviamente dovuto alla situazione del coronavirus, ma non è cambiato molto per noi. Abbiamo una squadra davvero forte qui e in quattro delle cinque tappe avremo delle buone opportunità di batterci. Solo la penultima tappa è davvero montagna, gli altri arrivi si dovrebbero concludere con uno sprint. Abbiamo quindi diverse opzioni per lottare per un risultato con Mads Pedersen, Jasper Stuyven, Edward Theuns e Emils Liepins. Molti di loro hanno già corso da quando la stagione è ricominciata, quindi speriamo in una buona prestazione qui in Polonia “.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Giro d’Italia 2020: quanti giovani talenti

Giro d’Italia 2020 al via tanti campioncini!

Giro d’Italia 2020 saranno in tanti i giovani pronti a stupire: dal nostro Ciccone al “fenomeno” Evenepoel senza dimenticare Oomen

Giro d'Italia

Giro d’Italia

Il Giro d’Italia 2020, come tutta questa stagione, sarà assolutamente particolare ed inedito; poco la pandemia globale la voglia di tornare alla normalità è tanta per tutti e soprattutto per gli sportivi che hanno perso tante opportunità di competere.

La corsa rosa 2020 sarà sicuramente ricordata per il posizionamento in calendario in autunno e potrebbe certamente essere influenzata da condizioni climatiche del tutto nuove. Quello che è certo è che al via della corsa a tappe tricolore ci saranno tanti giovani di grandi prospettive.

Non ha bisogno di particolari introduzioni il nostro Giulio Ciccone che dopo aver fatto il diavolo a quattro nell’edizione 2019 conquistando l’ambitissima maglia Azzurra e aver indossato la maglia gialla al Tour,potrebbe, pur lavorando come gregario di Vincenzo Nibali, cullare il sogno (nemmeno troppo esagerato) di ottenere un posto nella top10 finale.

Chi arriverà in Italia per vincere è il predestinato Remco Evenepoel, ventenne della Deceuninck Quick-Step, che è già un fenomeno del ciclismo mondiale e che, a dispetto dei soli 20 anni, sarà il capitano della sua formazione contro i vari Carapaz e Nibali. Sulle doti di Remco non vi sono dubbi ma andrà testato sulle tre settimane.

Altro nome interessante è quello dell’olandese Sam Oomen che nel Giro d’Italia del 2018 è esploso con le sue doti che, seppur messe a disposizione di Tom Dumoulin, gli sono valse il nono posto finale. Sam è ai saluti con la Sunweb (andrà alla Jumbo-Visma) ma vorrà sfruttare al meglio il ruolo di capitano designato del team.

Brandon McNulty è un nome caldo: buono a cronometro, egregio in salita sono in tanti a chiedersi cosa potrà fare questo talento americano classe ’98.

 

 

Evenepoel prova le tappe chiave del Giro d’Italia 2020

Evenepoel punta forte sulla corsa rosa

Evenepoel della Deceuninck-QuickStep è in Italia per provare le tappe chiave del prossimo Giro d’Italia 2020

Remco Evenepoel (fonte pagina Twitter)

Remco Evenepoel (fonte pagina Twitter)

Evenepoel è in Italia da qualche giorno per un training camp della Deceuninck-QuickStep per  preparare al meglio l’edizione del riprogrammata Giro d’Italia che si terrà dal 3 al 25 ottobre. Il belga ha rotto gli induci sulla sua partecipazione alla corsa rosa in cui, pur essendo un debuttante, rischia di essere uno dei favoriti per la conquista della vittoria finale.

Evenepoel si trova in Val di Fassa con il resto del team per una sessione di 18 giorni di allenamento e ha approfittato per due importanti sopralluoghi sul percorso: la prova a cronometro individuale della quattordicesima frazione da Conegliano a Valdobbiadene e la tappa numero 15 che  termina con l’arrivo in vetta a Piancavallo.

“È importante verificare il tracciato di due importanti tappe e vedere in anticipo cosa sarà nel menu della terza settimana del Giro – ha detto Evenepoel – il percorso è duro ma questo sopralluogo è stato utile per capire importanti dettagli. Anche se il clima dovesse essere brutto le strade sono buone e con la Specialized Shiv (la bicicletta da cronometro del belga ndr), quello della crono mi è parso un percorso fantastico”.

Quest’anno Remco, attuale campione europeo a cronometro, ha corso solo due prove contro il tempo alla Vuelta a San Juan in Argentina a gennaio e alla Volta ao Algarve in Portogallo a febbraio. Al Giro d’Italia 2020 avrà interesse particolare nella prova a cronometro dove potrebbe giocarsi la vittoria di tappa o, addirittura, la classifica generale.

Per il belga sarà importante difendersi nella tappa di Piancavallo , che comprende le tre salite del Sella Chianzutan, Forcella di Monte Rest e Forcella di Pala Barzana prima della quarta e ultima ascesa verso il traguardo finale:

“abbiamo provato la salita di di Piancavallo ed il giorno dopo la cronometro tra Conegliano e Valdobbiadene.  – ha Koen Pelgrim l’allenatore della QuickStep – È stato un test utile per Remco, visto che ha potuto vedere il percorso e scoprire quali saranno le principali difficoltà”.

Remco Evenepoel festeggia la vittoria alla Vuelta a San Juan

Remco Evenepoel vince la Vuelta a San Juan 2020

Remco Evenepoel della Deceuninck-QuickStep ha conquistato la  Vuelta a San Juan 2020 grazie a una cronometro imperiale e ad una tenacia rimonta nella tappa di montagna.

Remco Evenepoel (fonte pagina Twitter)

Remco Evenepoel (fonte pagina Twitter)

Remco Evenepoel della Deceuninck-QuickStep ha conquistato la vittoria della classifica generale alla Vuelta a San Juan 2020. Un successo che apre nei migliori dei modi la stagione del fenomeno belga che nell’ultima frazione, per velocisti, ha lavorata da gregario per il compagno Alvaro Hodeg che nulla ha potuto contro un Fernando Gaviria (Team UAE) davvero in un ottimo stato di forma (tre vittorie per il colombiano).

“Oggi era una tappa adatta ad Alvaro e abbiamo lavorato per lui ma Gaviria è stato davvero insuperabilie in queste giornate” ha spiegato Evenepoel.

In classifica generale, Evenepoel ha chiuso con 33 secondi di vantaggio sul nostro Filippo Ganna e 1:01 davanti a Oscar Sevilla. La vittoria del giovane belga è frutto di una prova a cronometro mostruosa lungo i 15 km da Ullum alla diga di Punta Negra quando ha rifilato ben 32″ al campione italiano Filippo Ganna ed oltre un minuto ad Oscar Sevilla di 24 anni più anziano!

Nella frazione più difficile è rimasto “intruppato” nei ventagli quando all’arrivo mancavano ancora oltre 35 chilometri. Ad un tratto il gap con Ganna ha toccato il minuto e la leadership del belga è stata veramente in bilico. “A cosa ho pensato in quel momento? Mi sono detto: Remco sei fottuto” ha raccontato dopo la corsa. Remco Evenepoel è rimasto vittima del classico “buco” assieme a Sevilla.
Evenepoel ha però mantenuto il sangue fretto (cosa non facile a soli 20 anni) e, assieme ai compagni, è riuscito a ricucire lo strappo.
Una autentica prova di maturità di questo fenomeno predestinato che probabilmente trarrà notevoli insegnamenti da questa breve corsa a tappe argentina. “devo ringraziare i compagni che mi hanno aiutato e poi sono stato in grado di rientrare con uno sforzo che un anno fa non avrei retto” ha raccontato il corridore della Deceuninck-QuickStep.

Nelle successive due tappe, dedicate alle ruote veloci, Remco Evenepoel è stato abile a restare “fuori dai guai” controllando il vantaggio messo in cassaforte nei confronti del nostro Filippo Ganna.

“È bello iniziare la stagione con una vittoria”, ha detto in seguito Evenepoel e la stagione di questo giovanissimo fenomeno sarà certamente ricca di appuntamenti e, nonostante la giovanissima età, siamo certi che le sue ambizioni saranno degni di un campione navigato. Ormai posizionato già nel gotha del ciclismo mondiale Remco sta dimostrando di non patire troppo le attenzioni dei media e la pressione che inevitabilmente ne deriva.

E’ importante ricordare che, almeno sulla carta, il leader designato dalla Deceuninck-QuickStep per la Vuelta a San Juan 2020 era il francese Julian Alaphilippe che si è, però, ammalato. A quel punto il belga non si è fatto pregare di prendere i gradi di capitano e ha portato a termine la campagna argentina con il massimo risultato.

 

 

 

 

 

Cancellara: Van der Poel non credo vincerà Fiandre o Roubaix

Cancellara non crede nelle possibilità di Van der Poel

Cancellara si è mostrato particolarmente scettico sulle reali possibilità di Van der Poel di imporsi nelle grandi classiche nel 2020

Cancellara

Cancellara

Cancellara da sempre non è uno che le manda a dire e, se in molti hanno osannato le doti del talento emergente Mathieu Van der Poel, lo svizzero ha, invece, bocciato, almeno per ora, questo nuovo fenomeno del ciclismo mondiale.

Una voce fuori dal coro quella di Spartacus che ha parlato alla fiera Velofollies di Kortrijk elogiando pubblicamente Remco Evenepoel per aver rinunciato a un ingaggio cospicuo per restare alla Deceuninck Quickstep e bocciando Mathieu Van der Poel ritenendolo non ancora idoneo per imporsi nelle classiche monumento.

L’ex campione svizzero, che in carriera ha trionfato in ben 3 Parigi-Roubaix e in altrettanti Fiandre, ha voluto dire la sua su VDP e sulla possibilità di seguire le sue orme:

“probabilmente vincerà al Fiandre o alla Rubaix ma non quest’anno. Raramente ho visto fare azioni come la sua alla Amstel Gold Race ma gare come il mondiale non sono la stessa cosa. Nel ciclismo contra molto anche l’aspetto mentale”.

Proprio sulla questione mentale, Cancellara ha voluto fare un parallelismo con l’altro giovane emergente del ciclismo mondiale:

“Remco Evenepoel sembra più forte mentalmente, sa cosa vuole. La sua decisione di restare alla corte di Lefevere ha sancito che il denaro non è la cosa più importante per lui ma ora il team deve proteggerlo per non sprecare una simile gemma”.

 

Sogni d’oro per Remco Evenepoel in vista di Tokyo 2020

Sogni d’oro per la giovane stella belga

Sogni d’oro per Remco Evenepoel in vista di Tokyo 2020: una medaglia tra cronometro e prova in linea l’obiettivo del belga

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel lo scorso anno si è laureato a soli 19 anni campione europeo a cronometro e ha esaltato tutti gli appassionati di ciclismo per le sue performance in maglia Deceuninck-QuickStep dopo aver saltato a piedi pari la categoria Under 23.

Momento particolarmente esaltate è stato il suo trionfo alla Clasica San Sebastian in Spagna quando ha, una volta di più, confermato di essere un autentico fenomeno del ciclismo mondiale che (se la buona sorte lo assisterà) potrà illuminare il ciclismo mondiale certamente per tutti gli anni ’20.

Il 2020 di Remco sarà pieno di impegni ma la stellina belga culla un sogno… d’oro. Questo è l’anno olimpico con la rassegna iridata di Tokyo 2020 che stuzzica incredibilmente tutti i ciclisti. Remco ha voluto parlare di questo appuntamento in una lunga intervista pubblicata dalla Belgian Cycling, la  federazione nazionale belga.

Remco ha giocato a calcio, rappresentando la sua nazione a livello sia under 15 che under 16, per poi dedicarsi al ciclismo:

“se giochi a calcio il tuo obiettivo sono i mondiali, quattro anni fa avrei detto che il mio sogno era giocare per il Belgio alla Coppa del Mondo. Ora corro in bicicletta e penso che i Giochi olimpici trascendano l’atmosfera ordinaria, ti proiettano in qualcosa di più grande che va oltre il solito bozzolo del ciclismo”.

Remco ha già fatto l’abitudine alla vittoria contro i colleghi più grandi ma l’idea di conquistare una medaglia olimpica, magari d’oro, frulla nella sua testa più veloce delle gambe di Froome al Tour del 2017:

“se vincessi a Tokyo sarebbe tutto particolare, un titolo olimpico è una cosa unica. La conquista di una medaglia a cinque cerchi da una popolarità assoluta e di un riconoscimento planetario. Sono onesto, vincere l’oro olimpico mi darebbe la massima soddisfazione della carriera” ha detto il giovane astro mondiale.

Il percorso collinare della cronometro (ma anche della prova su strada) di Tokyo stanno scaldando le fantasie di Evenepoel e hanno popolato gli allenamenti invernali del ragazzo:

“i Giochi Olimpici si disputano solo una volta ogni quattro anni, sono una esperienza straordinaria che nella carriera di uno sportivo può accadere anche una sola volta ed è normale che il valore di una medaglia sia così alto”.

Non si sa ancora se le attenzioni di Evenepoel si concentreranno solo sulla crono (29 luglio) o anche sulla prova in linea (25 luglio) di Tokyo, il belga vivrà giorno per giorno in base alle sensazioni ma nel frattempo ha già fatto i dovuti sopralluoghi del tracciato: “sarà importante anche il fattore climatico. In accordo con la Deceuninck-QuickStep salterò alcune gare per arrivare pronto all’appuntamento nipponico”.

Remco, forte della sua giovane età, non pare scomporsi o crearsi particolari stress:

“se farò bene nella prova in linea sarà stupendo ma se così non fosse proverò a rifarmi nella cronometro. Bisogna ragionare una prova alla volta altrimenti si trascurano dei dettagli che possono fare la differenza tra vincere e perdere”.

Insomma Remco Evenepoel non perde il sonno per questo importante test anzi, sta facendo sogni d’oro!

 

 

Remco Evenepoel sarà al Giro 2020

Remco Evenepoel, nel programma 2020 anche il Giro

Remco Evenepoel sarà al Giro 2020, il fenomeno belga del Team Deceuninck-QuickStep ha definito i programmi stagionali

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel cannibale sul podio

Remco Evenepoel fenomeno belga in forza al Team Deceuninck-QuickStep, sarà al via di Budapest del Giro d’Italia 2020. Nominato sportivo dell’anno in Belgio, la stellina del ciclismo mondiale ha definito i programmi in vista della sempre più imminente stagione sportiva 2020.

Evenepoel sarà chiamato ad un ulteriore passo in avanti dopo un 2019 assolutamente importante. Sono tante le aspettative attorno al suo nome: indicato come il nuovo Eddy Merckx, Remco non può tradire i fans. Chi non sarà sicuramente tradito saranno i suoi tifosi italiani in quanto dato per certo che sarà al via della corsa rosa in caccia di tappe. La notizia è stata lanciata da La Derniere Heure, che ha dato sostanza alle tante voci che si sono rincorse negli ultimi mesi.

Il percorso disegnato da RCS per il Giro 2020 potrebbe stuzzicare e non poco la fame di vittorie di tappa del belga che, sgravato da compiti di classifica, potrebbe veramente esaltarsi e cogliere successi importanti.

Evenepoel ha vinto la votazione con 835 punti, mentre Campenaerts ha ottenuto 354 e Van Aert 339 punti.

“E’ incredibile come tutto stia accadendo così velocemente ma rimango con i piedi per terra, sono soddisfatto del riconoscimento come miglior atleta del mio paese e questo mi darà morale per la prossima stagione. Non sento pressione e continuo a lavorare per migliorare giorno dopo giorno” ha spiegato il giovane talento belga.

Il 19enne che qualche giorno fa ha duramente attaccato Alberto Bettiol ha voluto tracciare i principali obiettivi stagionali: “l’ufficialità dei miei impegni per il 2020 arriverà dopo il 10 gennaio ma i programmi sono già stati definiti. Ho quattro grandi obiettivi per la mia prossima stagione: la Liegi, i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, i Mondiali di Aigle-Martigny 2020 e Il Lombardia. Non mancherà qualche sorpresa lungo il corso della stagione”.

Un programma vario che comprende due classiche Monumento e due appuntamenti con la maglia nazionale che quest’anno avrà più visibilità grazie alla rassegna olimpica.

il vicecampione del mondo a cronometro sarà al Giro che il prossimo anno prevede terreno agevole per le sue caratteristiche con ben tre prove contro il tempo.

“Ho capito di essere uno dei migliori al mondo in questa disciplina” ha ammesso il talento belga.

 

Remco Evenepoel contro Alberto Bettiol

Remco Evenepoel attacca Bettiol

Remco Evenepoel non nasconde di non aver digerito l’esultanza goliardica di Alberto Bettiol al termine del Giro delle Fiandre 2019

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel

 

Remco Evenepoel ai microfoni della trasmissione televisiva Extra Time Koers, in onda su un’emittente belga ha voluto ricordare un episodio non gradito occorso durante lo scorso Giro delle Fiandre vinto dal toscano Alberto Bettiol.

I membri della Deceuninck Quickstep non avrebbero infatti gradito i festeggiamenti goliardici con cui il toscano ha ironizzato la squadra belga.

Bettiol al Fiandre 2019 ha staccato tutti sul muro dell’Oude Kwaremont e, tagliato il traguardo in solitaria, una volta salito sul bus dell’EF Educational First si è lasciato andare nei festeggiamenti.

Il fenomeno belga rinfaccia ad Alberto la poca correttezza legata ad un coro “contro” la formazione universalmente riconosciuta come tra le più potenti del circuito.

“Dov’è la Quickstep? Dov’è la Quickstep?” aveva intonato il ciclista italiano festante dopo aver respinto tutti i tentativi di rincorsa degli avversari nelle fasi finali della corsa.

La festa sul pullman della EF è diventata in quei giorni “virale” scatenando le ire di Patrick Lefevere e di tutta la Deceuninck Quickstep e oggi, a distanza di oltre sei mesi, la cosa non è evidentemente scemata.

“Non lo lasceremo più attaccare Bettiol, lui non è stato corretto a sfidarci in quel modo” ha precisato Remco dai microfoni della TV belga. “Non ci preoccupa la cosa ma sicuramente la prossima volta non lo lasceremo andare via con così tanta facilità” ha promesso il giovane campione belga.

Gli “sfottò” fanno parte del gioco e dello sport e, passata la rabbia del momento, forse non ha molto senso risollevare una questione che appariva sepolta dal tempo. Il prodigio di Scheepdal avrebbe forse fatto meglio a soprassedere sugli accadimenti di quel giorno.

Il fenomeno belga intendere di voler lasciare il segno sulla stagione alle porte, in particolare nelle mire di Remco ci saranno la Liegi-Bastogne-Liegi, il Mondiale in Svizzera e i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

 

 

 

 

Il ciclismo della Generazione Z

Il ciclismo verrà cambiato dalla Generazione Z?

Il ciclismo e la Generazione Z da Evenepoel a Bernal, da Pogacar a Philipsen passando per Sivakov  e Van der Poel

Ciclismo Generazione Z

Ciclismo Generazione Z

Il ciclismo della Generazione Z? Lo stiamo già vedendo! Remco Evenepoel ed Egan Bernal hanno illuminato il 2019 e sono pronti ad una ulteriore crescita anche nella prossima stagione.

A Luglio Egan Bernal ha conquistato una storica vittoria al Tour de France 2019 diventando il primo latinoamericano a vincere il Tour de France e il più giovane vincitore, a 22 anni, da dopo la Seconda Guerra Mondiale. La vittoria alla Grande Boucle arriva dopo che il colombiano aveva già dato sfoggio della sua grandezza l’anno precedente con il colori del Team Sky vincendo la Colombia Oro y Paz e l’Amgen Tour of California. Il suo 2019 ha (tra le altre cose) visto i successi alla Parigi-Nizza e al Tour de Suisse che da soli avrebbero reso straordinaria la carriera di chiunque.

Ad Agosto Remco ha stupito tutti trionfando alla Clásica San Sebastián a soli 19 anni, resistendo alla rimonta di Valverde e Van Avermat e diventando il più giovane vincitore di una classica nell’era moderna: un manifesto al nuovo che avanza.

Insomma a distanza di poche settimane sono arrivate due “statements”, due dichiarazioni di due campioni che hanno detto al mondo intero: “ragazzi ora ci siamo noi”!

Attenzione queste due performance sono assolutamente eccezionali ma altrettanto assolutamente non uniche. Merckx ha vinto la sua prima Milano-Sanremo all’età di 20, LeMond è arrivato terzo da debuttante al Tour de France a 23 anni, Armstrong ha vinto il titolo mondiale a 21 anni. Insomma non siamo di fronte a novità assolute ma siamo di fronte ad un cambiamento generazione simile a quello avvenuto con la cosidetta “classe del ‘90” con Quintana e Sagan da capofila.

Quello che è importante dire i due nomi citati non sono dei casi isolati, tutt’altro! Abbiamo ammirato la tenacia dello sloveno Tadej Pogacar che alla sua prima stagione tra i pro  ha vinto il Tour of California e tre tappe alla Vuelta a España, concludendo terzo in generale e vincendo il titolo miglior giovane della corsa (come al Giro della California, al Giro di Slovenia e alla Volta ao Algarve). Pogačar è sotto contratto con la UAE fino alla fine del 2023 e nel team degli Emirati Arabi corre Jasper Philipsen giovane belga arrivato dal Hagens Berman Axeon  di Axel Merckx ed in grado di conquistare la prima vittoria del World Tour a 21 anni al Down Under. Alla UEA lavora con successo Joxean Matxin Fernández, già talent scout per il defunto team Klein Constantia Continental, che ha ingaggiato Brandon McNulty.

 

Altro talento emergente è Pavel Sivakov (Ineos), figlio d’arte se pensiamo che il padre Alexei ha corso in Italia e Francia dal 1996 al 2005 e la madre Aleksandra Koliaseva ha vinto il Tour l’Aude e il titolo nazionale russo su strada. Pavel, vincitore del Baby Giro nel 2017,  ad agosto ha conquistato il Giro di Polonia, sua prima gara a tappe WorldTour.

Alla Groupama-FDJ scalpita il 22enne David Gaudu, vincitore del Tour de l’Avenir 2016 e che quest’anno ha accompagnato il capitano Thibaut Pinot lungo le strade del Giro. Marc Hirshi del Team Sunweb, campione del mondo U23 a Innsbruck, è pronto per trovare nel 2020 il suo primo squillo nel World Tour dopo aver colto parecchi piazzamenti nell’ultima annata (top ten alla Vuelta al País Vasco e al Tour of Norway, terza piazza a San Sebastián e sesto al Giro di Germania).

 

Appare quasi “vecchio” il 24enne Mathieu van der Poel (nato nel 1995) che si è affermato come uno dei ciclisti più versatili degli ultimi anni tra affermazioni nel ciclocross e talento sulla strada dove ha conquistato l’Amstel Gold Race oltre al GP de Denain, alla Brabantse Pijl, alla Dwars door Vlaanderen e tre tappe e la classifica generale al Tour of Britain.

Il DNA di VDP è di primissimo livello: suo padre Adri ha vinto gare come Tour of Flanders e Liège-Bastogne-Liège, il nonno era Raymond Poulidor, recentemene scomparso e leggenda del ciclismo francese.

Alla EF è salito in gerarchia Sergio Higuita che, pur non essendo un esordiente (aveva corso nella Equipo Eusakdi) ha solo 22 anni e talento da vendere appena la strada sale tanto che ha chiuso secondo al Tour of California e quarto al Tour de Pologne e ha colto alla Vuelta a España nella tappa con arrivo a Becerril de la Sierra.

Interessante prospetto è anche Jonas Vingegaard,  prodotto della ColoQuick  e ora in forza al Team Jumbo Visma che al Tour de Pologne ha vestito la maglia di leader per un giorno (vincendo una tappa) e ha chiuso nono al Deutschland Tour.

Uno spazio lo dedichiamo anche al nostro Edoardo Affini, medaglia di bronzo europea a cronometro, che ha chiuso quarto al Tour of Norway vincendo anche una tappa

 

Evenepoel e Verschaeren tra amicizia e sport

Evenepoel e Verschaeren amici made in Anderlecht

Evenepoel e Verschaerensi sono conosciuti quando giocavano nelle giovanili dell’ Anderlecht: Yari prosegue nel calcio, Remco nel ciclismo

Evenepoel e Verschaerensi (fonte profilo Instagram Evenepoel)

Evenepoel e Verschaerensi (fonte profilo Instagram Evenepoel)

Evenepoel e Verschaerensi due campioni dello sport, fossimo il Giappone ne sarebbe uscito quasi certamente un manga, una sorta di Holly & Benji in cui i due amici diventano campioni ma, questa volta, in due sport diversi. La realtà a volte supera la finzione e il sogno di diventare campioni inseguendo un pallone che ha alimentato i sogni di due ragazzi ha trovato linfa anche sui pedali.

Evenepoel è oggi un talento emergente del ciclismo mondiale, forse già una certezza visto gli ultimi risultati, ma un talento lo è stato anche correndo, non in bicicletta ma dietro ad un pallone. Ne avevamo già accennato in un nostro pezzo tempo fa, Remco è stato Nazionale Belga Under15 e Under 16 e forse, in quel momento, nella sua testa non c’erano le classiche o i grandi giri ma i derby, i mondiali di calcio e, appunto, il pallone.

Sicuramente scegliere di cambiare sport quando si è nazionale nel proprio paese, nel calcio oltretutto, per qualcuno poteva (o può) sembrare un salto nel vuoto. La realtà ha invece premiato la scelta del giovane belga che, solo una manciata di anni fa militava nell’Anderlecht, ora vesto i colori di un top team come la Deceuninck Quick Step. Da terzino di fatica a stella del firmamento del ciclismo il passo è stato breve (se siete terzini della nazionale italiana under 15, non vi suggeriamo di fare lo stesso salto!) ma è stato breve perché Remco è letteralmente un fenomeno.

Tornando al “manga giapponese” come in ogni racconto che si deve c’è la parte romantica con la visita a sorpresa (ma non troppo) di Remco all’Anderlecht, la squadra che lo ha lanciato nel mondo del pallone. Visiti al team e all’amico fraterno Yari Verschaeren, i due hanno certamente ricordato i momenti trascorsi assieme. Yari ha già una valutazione di mercato attorno ai 15 milioni di euro e si è messo in luce quest’estate al campionato Europeo Under 21 ed è da tutti considerato come il ‘nuovo De Bruyne’.

Verschaeren ha fatto il suo esordio nella massima divisione belga il 25 novembre del 2018 contro il Sint-Truiden e ha realizzato la sua prima rete a gennaio del 2019 contro il Kas Eupen.

Insomma giovani amici e di talento, grande talento!