Bike da te, come costruirsi una bicicletta!

Bike da te recensione del libro di Jenni Gwiazdowski

Bike da te, uscito per # logosedizioni e scritto da Jenni Gwiazdowski, è una simpaticissima e illustratissima guida per costruire una bici a scatto fisso fai da te

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te? E perché no? Avete mai immaginato di potervi costruire una bicicletta fai da te? Proprio qualche giorno fa, sentendo due amici discutere in treno sulla nuova bicicletta, abbiamo sentito nelle parole di uno dei protagonisti emergere il timore di dover “smontare” un pezzo della propria amata bicicletta. Immaginatevi se questa persona avesse avuto in mano Bike da te ovvero una guida pratica e intuitiva per costruirsi una bicicletta, forse i suoi timori sarebbero svaniti!

La bicicletta in questi anni sta vivendo una seconda giovinezza complice la “moda” che sta spingendo (lentamente) gli italiani a tenersi in allenamento con il ciclismo oltre che una nuova idea ”green”e le condizioni economiche di molte persone in netta discesa-

Bike da te vuole dare, in modo semplice ma efficace, l’ispirazione e la guida per personalizzare in modo assoluto la propria bicicletta a scatto fisso. Il libro è una guida adatta a tutti, dall’utente più esperto a chi ha difficoltà a riconoscere i dettagli e le componenti tipiche di una bicicletta.

Ogni pagina è ricca di suggerimenti e di immagini dettagliate, espresse con una grafica semplice, moderna ed efficace. L’attività viene presentata quasi come un “diario” personale della scrittrice il che rende tutto più “friendly” e “maneggevole” portando il lettore ad incrementare la propria dimestichezza con gli attrezzi più in uso in una officina per biciclette.

Sarà una entusiasmante avventura imparare a smontare una bici vintage per usarne i componenti per assemblarli con pezzi nuovi per creare una bicicletta sicura e affidabile (e assolutamente personalizzata) con cui stupire amici e parenti. Al termine del per corso non solo avrete restaurato un “ferro vecchio” ma sarete diventati autonomi anche per gestire i tipici guai meccanici che occorrono ai ciclisti.

 

Bike da te: Jenni Gwiazdowski

Jenni Gwiazdowski è fondatrice e direttrice di London Bike Kitchen, un laboratorio di fai-da-te aperto di proprietà e gestito da un meccanico in cui puoi lavorare sulla tua bici invece di darla a qualcun altro aperto nel marzo 2012

Specialized New Venge 2019 recensione

Specialized New Venge 2019 la nuova nata della casa americana

Specialized New Venge 2019 recensione della bicicletta sinonimo della velocità e aerodinamicità tipica della casa produttrice americana, recensione del prodotto

Specialized New Venge 2019

Specialized New Venge 2019

Specialized New Venge 2019 è stata recentemente presentata questa bicicletta ulteriormente migliorata grazie a una riduzione di peso che non ne ha alterato la maneggevolezza ma ne ha migliorato l’aerodinamica.

L’aerodinamica è uno degli aspetti fondamentali di una bicicletta ma Specialized ha posto una particolare attenzione all’integrazione grazie al nuovo cockpit che consente di aggiungere (o togliere) distanziali con assoluta semplicità per agevolare il trasporto o cambi di lunghezza degli attacchi.

Alcune novità, invece, non sono identificabili ad occhio nudo m, grazie al layup del carbonio e all’unicità del materiali impiegati è facile identificare, una volta su strada, il maggior assorbimento delle vibrazioni.

Specialized New Venge 2019: Rider First Engineered™

Il tubo sterzo e la forcella sono un punto di forza nel design Rider First Engineered™ che offre una maggiore maneggevolezza grazie al giusto compromesso tra dimensioni del telaio e la sua rigidità.

Il modello Rider First Engineered™ prevede un approccio mirato all’ottimizzazione di ogni misura delle componenti del telaio per aumentarne la maneggevolezza.

La Specialized New Venge 2019 non nasce solo nella galleria del vento ma grazie all’applicazione di uno speciale software in grado di generare milioni di differenti forme di tubo per definire le migliori soluzioni aerodinamiche (FreeFoil Shape Library).

Specialized New Venge 2019: Le geometrie

Il risultato è una raccolta di forme studiate grazie a oltre 40.000 dati raccolti su ciclisti uomini e donne, tanto da ottenere una sorta di geometria universale..
Il reggisella è disponibile in due offsets: da 0mm e da 20mm e in due lunghezze: 300mm e 390mm.
Il manubrio S-Works Aerofly II deve il suo profilo alla FreeFoil Shape Library grazie alla quale i cavi passano sotto l’attacco e sono nascosti dal vento. L’attacco da offerto nelle seguenti lunghezze: 90, 100, 110, 120 e 130mm mentre i manubri Aerofly II sono disponibili in tre larghezze: 400, 420 e 440mm.

La nuova Specialized New Venge è equipaggiata con pneumatici da 26mm ma per merito della fantastica geometria permette di utilizzare pneumatici fino a 32mm di larghezza

 

 

Viaggiare in bicicletta di Joshua Cunningham recensione

Viaggiare in bicicletta di Joshua Cunningham

Viaggiare in bicicletta recensione del libro di Joshua Cunningham tra tecnica, narrazione e arte della fotografia

Viaggiare in bicicletta

Viaggiare in bicicletta

Viaggiare in bicicletta è un libro, un manuale, una guida che si stende lungo 21.000 km dal Regno Unito a Hong Kong attraversando scenari e mondi assolutamente incredibili. Un viaggio enorme che aiuta a guardare il mondo e la bicicletta con occhi nuovi.

La pratica del cicloturismo portato a questi estremi è un modo per vivere ai limiti dell’ignoto quando ogni tappa di un tour on the road diventa una avventura e una incognita continua. Per affrontare questo genere di viaggio, il cicloturista deve saper non solo far andare le gambe ma ottimizzare sforzi e soprattutto spazi.

Il libro di Joshua Cunningham racconta il fascino del cicloturismo estremoo in una avventura dal Regno Unito a Hong Kong per circa 21.000 km di strade. L’ampiezza del chilometraggio consente una molteplicità di scenari e di accadimenti passano per l’europa, attraverso i deserti dell’asia, le salita del Karokoram e dell’Himalaya, al Bangladesh fino alle metropoli orientali iper affollate.

Joshua Cunningham, autore del libro, aggiunge a una parte di racconto, una carrellata di suggestive immagini e di consigli pratici sfruttando la sua professionalità come consulente specializzato in ciclismo, fitness, viaggi e avventura.

Gli spettacolari scatti racchiusi nel libro accompagnano visivamente il lettore nella scoperta dei dettagli del viaggio e negli interessanti suggerimenti per affrontare il viaggio al meglio: dall’equipaggiamento indispensabile, ai suggerimenti di guida fino alla gestione degli aspetti burocratici che una simile attraversata comporta.

Il libro vuole essere più di una semplice guida pur lasciando al lettore indispensabili suggerimenti tecnici per la parte del vestiario, dell’orientamento, dell’alimentazione e del recupero delle energie.

Viaggiare in bici è un’avventura tra due punti, senza altro motivo che viaggiare, senza conoscere ciò che sta tra i punti e senza altro obiettivo che scoprirlo

Viaggiare in Bicicletta: i dettagli

Anagrafica del libro: Edizioni LSWR – Collana Grandi Passioni

  • Edizione: prima edizione
  • Pagine: 264
  • Formato: 18 x 24 cm
  • ISBN: 9788868955854
  • Rilegatura: Brossura olandese
  • Data di pubblicazione: Marzo 2018
  • Prezzo di copertina: € 24,90

 

101 racconti d’Italia in salita e discesa #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia un bellissimo libro fotografico

101 racconti d’Italia, progetto digitale di Banca Mediolanum racconta con storie immagini l’avventura del Giro d’Italia

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro è un libro edito da Mondadori Electra e nato da un digitale di Banca Mediolanum, sponsor della corsa rosa, in cui vengono narrate 100+1 storie di ciclismo e vita.

Sono tanti i volti noti che con i loro racconti, i loro aneddoti, testimonianze e pensieri hanno dato forma al libro che abbina ad ogni racconto un’immagine scattata durante il Giro d’Italia. Il libro è un viaggio lungo l’Italia, un viaggio tra le persone e le loro emozioni scandite dal passaggio delle biciclette rosa.

Adorni, Bettini, Fondriest, Moser, sono alcuni degli ex corridori che hanno prestato il loro volto e la loro memoria per la stesura di questo particolarissimo libro che racchiude tre le sue pagine un viaggio lungo 4 anni attraverso le strade del bel paese. Un viaggio, come detto, fatto di memorie ma anche di scatti digitali per raccontare la passione del popolo del ciclismo pronto a tutto pur di godere dello spettacolo “corsa più bella del mondo nel Paese
più bello del mondo”.

Il concept del libro vuole l’uomo, con il suo volto, protagonista della storia tra passione, emozioni e folklore locale. Il progetto online è cresciuto con il passare dei giorni anche grazie alla cassa di risonanza dei social network come Facebook, Twitter e Instagram.

Il progetto ha infatti voluto espressamente coinvolgere il pubblico con l’hashtag #storiedalgiro diventando così espressione del volto che lo stesso sponsor vuole mostrare del suo essere banca. L’idea, spinta da un team di ragazzi del marketing di Banca Mediolanum, è diventato un caso di studio in alcune Università che si occupano di comunicazione.

Sfogliare le pagine di 101 racconti d’Italia porta il lettore a gustare i sapori e gli odori delle zone che il Giro percorre osservando le foto dei protagonisti. Leggere gli aneddoti riportati trasporta il lettore in un momento di fantasia collettiva e gioia quale è il Giro d’Italia

101 racconti d’Italia: parla Massimo Doris

“La passione per il Giro d’Italia me l’ha trasmessa mio padre – dichiara Massimo Doris, amministratore
delegato di Banca Mediolanum – portandomi fin da piccolo ad assistere al passaggio della corsa a bordo
strada. Una passione che sedici anni fa si è trasformata nella sponsorizzazione della Maglia dedicata al
miglior scalatore e con essa la possibilità di valorizzare il nostro impegno sul territorio con clienti e
appassionati che nel mese di maggio popolano le strade del Giro. Il libro #StorieDalGiro è il risultato e la
testimonianza di questa continua contaminazione tra digitale e reale.”

Sia lodato Bartali. Il mito di un eroe del Novecento

Sia lodato Bartali recensione del libro di Stefano Pivato

Sia lodato Bartali la storia di un mito intramontabile tra sport, politica, religione e tanti vittorie raccontata da Stefano Pivato

Sia lodato Bartali

Sia lodato Bartali

Sia lodato Bartali! Fu quello il titolo di un noto quotidiano il 24 luglio 1948 quando Ginettaccio conquistò il Tour de France.

Sia lodato Bartali è il titolo della fatica letteraria di Stefano Pivato che analizza i risvolti sportivi, umani e politici di una straordinaria impresa sportiva come la conquista del Tour ’48.

Il titolo riletto a distanza di 60 anni può sembrare quasi esagerato se non addirittura ironico ma le cronache di quei giorni diedero il risalto che merita l’impresa di Bartali che in quei giorni era oggetto di venerazione quasi religiosa. E religioso il buon Gino lo era profondamente in contrapposizione con il suo “rivale” Fausto Coppi assolutamente laico e, anzi, additato addirittura come “comunista”.

Il trionfo di Bartali al Tour venne avvolto dall’aurea del miracolo in quanto avrebbe placato i rigurgiti di rivoluzione che fecero seguito al ’attentato al leader comunista Palmiro Togliatti.

Il mondo cattolico aiutò alla creazione della fama di magnifico atleta cristiano attorno a Gino Bartali contrapponendolo all’eroe sportivo muscolare del fascismo (Bartali è stato nominato cittadino onorario di Israele per aver portato in salvo centinaia di ebrei).

Stefano Pivato racconta con maestria le vicende sportive e non solo che vedono protagonista Ginettaccio a colpi di pedali e di battute con il nemico-amico Fausto.

Stefano Pivato rievoca la storia della mitica vittoria al Tour de France del 1948 sotto una luce diversa da quella classica.

a storia della mitica vittoria al Tour de France del 1948, che lo santificò come patrono della riconciliazione per aver miracolosamente placato gli animi ribollenti dopo l’attentato a Palmiro Togliatti, deve però essere riscritta. Almeno in parte.

Scrive Stefan Pivato, “né il 14 luglio e neppure nei giorni successivi ci sarebbe stata la rivoluzione” tanto che lo stesso partito comunista italiano venne preso alla sprovvista dalle rivolte di piazza. Nessuna guerra civile dunque tanto che già il 16 luglio l’ordine è ripristinato e la vittoria di Gino arriverà il 25luglio.

Insomma “tra l’attentato e la vittoria finale di Bartali sono trascorsi undici giorni e le piazze sono pacificate da tempo” quindi la vittoria di Gino aiutò a stemperare gli animi ma non evitò la rivoluzione (che mai ci sarebbe stata).

A breve si festeggeranno i 70 anni da quel fantastico trionfo tricolore in terra francese ed è bello omaggiare, senza la retorica che spesso l’ha coperta, questa vittoria cara allo sport italiano. Stefano Pivato celebra l’impresa di Gino che il quel caldo luglio del 48 riuscì, con la sua impresa a far sorridere e unire nella gioia sportiva un paese diviso dall’ideologia.

Un libro da leggere con calma e attenzione per scoprire i tanti aspetti meno noti di una vicenda spesso raccontata ma non sempre analizzata nel profondo e nelle pieghe della vicenda.

 

Sia Lodato Bartali: chi è Stefano Pivato?

Storico e saggista, professore universitario, già Rettore dell’Università di Urbino, è tra i fondatori dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea della Provincia di Rimini e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Storico Nazionale “Parri” di Milano.

 

Chi ha ucciso Marco Pantani, recensione del libro

Chi ha ucciso Marco Pantani scritto da Roberto Manzo

Chi ha ucciso Marco Pantani scritto da Roberto Manzo, avvocato del Pirata, ed edito da Mondadori   racconta la storia di questo campione sfortunato .

Chi ha ucciso Marco Pantani

Chi ha ucciso Marco Pantani

Chi ha ucciso Marco Pantani? Intendiamoci, questa domanda gira per la testa di quasi tutti gli appassionati di ciclismo. La vicenda che ha travolto il Pirata, a partire da quella maledetta mattina del 5 giugno del 1999 a Madonna di Campiglio fino alla sua morte il 14 febbraio del 2004.

Il rapporto tra Marco e Manzo è prima di tutto un rapporto di amicizia e poi di collaborazione professionale, l’idea del libro nasce “Subito dopo la sua morte..  ma sembrava di violare la sua intimità. E così ho aspettato mesi, anni” ha dichiarato l’autore.

Chi ha ucciso Marco Pantani ripercorre il calvario processuale e umano di un campione prima osannato e poi dato in pasto allo sciacallaggio mediatico che ne ha torturato la mente e l’anima.

Il libro dimostra il Pantani, era “semplicemente il ciclista più forte dei suoi anni, era talento, classe, amore per la bicicletta e per la fatica. Era il campione che tutti amavano che oggi tutti rimpiangono ma a cui molti hanno voltato le spalle nel momento del bisogno.

Il punto di vista dell’autore è quello del suo avvocato che dei documenti processuali di Pantani conosce riga per riga, frase per frase, deposizione per deposizione. Un punto di vista di chi ha vissuto giorni e notti sugli atti processuali arrivando quasi ad odiarli tanto facevano male a chi era presente nel momento dell’assoluzione per i fatti del Giro 1999 e nella terribile giornata dell’autopsia al corpo di Marco.

Il libro è un modo per cercare di rendere onore a un campione “usato” dal sistema ciclismo come trascinatore di folle e passione che, quando è diventato troppo “scomodo” al sistema è stato, dal sistema stesso, gettato come uno straccio sporco.

Marco è stato travolto da un vortice che lo ha spinto all’isolamento e all’annullamento del suo essere, colpito dalla macchia di essere considerato l’untore del candido mondo del ciclismo e travolto da un accanimento giudiziario senza precedenti per uno sportivo.

Il libro è dedicato non solo agli appassionati di ciclismo e ai fans del Pirata ma a tutti gli amanti di giustizia che vogliono scoprire dettagli rilevanti di una vicenda ancora oggi oscura.

Ma quindi Chi ha ucciso Marco Pantani? Probabilmente in tanti hanno contribuito con una parola, una omissione, una maledicenza ad affossare il più grande ciclista che l’Italia ha conosciuto dai tempi di Coppi e Bartali.

Chain Reaction Cycles sito di e-commerce di ciclismo

Chain Reaction Cycles e-commerce e competenza

Chain Reaction Cycles portale e-commerce per gli amanti del ciclismo e maxi store situato a Belfast in Irlanda ecco la nostra recensione

Chain Reaction Cycles

Chain Reaction Cycles

Chain Reaction Cycles ha come obiettivo numero uno quello di fornire il miglior supporto clienti di qualità sul web per migliorare la possibilità di entrare in possesso con prodotti di qualità a prezzi competitivi.
L’intero team di supporto è composto da oltre 100 professionisti appassionati di ciclismo che mettono a disposizione non solo le proprie competenze ma anche la loro passione.
Gli addetti all’assistenza tecnica lavorano per massimizzate l’esperienza di acquisto del cliente rendendola più semplice possibile.

Il negozio mette a disposizione del clientela stessa attrezzatura che viene utilizzata dal team per le gare di DownHill, garantendo lo stesso standard qualitativo dal principiante al professionista.
Il negozio di Belfast copre una superficie di 3.000 metri quadrati con prodotti relativi a tutte le discipline del ciclismo e della corsa, in esposizione vi sono oltre 180 biciclette oltre a selezioni dei migliori componenti, accessori e abbigliamento per il ciclismo. Al negozio fisico si affianca un interessante e rifornito e-commerce.
Il personale altamente qualificato è a disposizione per offrire consulenze specializzate e offrire servizi in-store tra cui analisi dell’andatura e fitting delle prestazioni, corsi di manutenzione, fitting professionale per bici e molto altro ancora.
Al Chain Reaction Cycles store non è possibile trovare solamente più vasta gamma di attrezzature per ciclisti, ma anche un apposito reparto manutenzione per massimizzare le prestazioni della bicicletta, che si tratti di Mountain o Road.

Chain Reaction Cycles: milestones

1984 Nascita del primo negozio: il Ballynure Cycles
1989 Nasce una nuova azienda: Chain Reaction Cycles
1998 Inizio della vendita per corrispondenza
2000 Lancio del sito
2004 Trasloco di tutte le operazioni nel nuovo magazzino
2007 Nasce il primo team CRC di Coppa del Mondo di DH
2011 Inaugurazione del MegaStore a Belfast

Chain Reaction Cycles: Categorie di prodotti

Bici
Telai e Forcelle
Componenti
Ruote & Copertoni
Abbigliamento
Protezioni
Alimentazion & Allenamento
Officina
Accessori
Calzature

Specialized Stumpjumper 2018 recensione della MTB

Specialized Stumpjumper 2018 la nuova MTB

Specialized Stumpjumper 2018 geometrie aggressive in tre nuove versioni con telaio alleggerito e irrigidito ecco la nostra recensione

Specialized Stumpjumper 2018 (fonte sito Specialized)

Specialized Stumpjumper 2018 (fonte sito Specialized)

Specialized Stumpjumper 2018, il modello che rappresenta, fin dai primissimi anni 80, la Trail bike offerta dalla casa produttrice americana. Dal modello base di partenza sono stati via via implementati miglioramenti e modifiche

Se la precedente versione della MTB non è risultata particolarmente innovativa la versione 2018 presenta, indubbiamente, geometrie interessante che vengono proposte in tre differenti allestimenti.

Per produrre la nuova Specialized Stumpjumper 2018 gli ingenieri di Specialized hanno lavorato molto sul telaio alleggerendolo notevolmente e aumentando la rigidità per migliorare le prestazioni nei trail.

Quando l’ammortizzatore viene, dunque, attivato la flessibilità del telaio si riduce drasticamente.

Specialized Stumpjumper 2018: il Flip Chip

Il sistema Flip Chip consente di modificare agilmente le geometrie del telaio a seconda degli obiettivi del biker. Vi sono due set up possibili: High e Low. Lo spostamento del “chip” può consentire la modificazione dell’angolo del tubo dello sterzo di mezzo grado e dell’altezza del movimento centrale di qualcosa come 6 mm.

Il sistema è stato sviluppato con una serie di test on the road svolti da rider selezionati

Specialized Stumpjumper 2018: i modelli

 

  • Stumpjumper
    – 29″ – Escursione 150mm anteriore e 140mm posteriore
    – 27.5″ – Escursione 150mm anteriore e 150mm posteriore
  • Stumpjumper Evo
    – 29″ – Escursione 150mm anteriore e 140mm posteriore
    – 27.5″ – Escursione 150mm anteriore e 150mm posteriore
  • Stumpjumper Short Travel
    – 29″ – Escursione 130mm anteriore e 120mm posteriore
    – 27.5″ – Escursione 130mm anteriore e 130mm posteriore

 

Specialized Stumpjumper 2018: i Prezzi

  • Specialized S-Works Stumpjumper 29: 8990€
  • Specialized Stumpjumper Expert 29: 5490€
  • Specialized S-Works Stumpjumper ST 29: 8990€
  • Specialized Stumpjumper ST Expert 29: 5490€
  • Specialized Stumpjumper ST Alluminio 29: 1990€
  • Specialized Donna Stumpjumper ST Comp Alluminio 29: 3990€
  • Specialized Donna Stumpjumper ST Alluminio 29: 1990€

 

 

 

Ciclismo a Verona 2007-2016 recensione del libro

Ciclismo a Verona 2007-2016 la nostra recensione

Ciclismo a Verona 2007-2016 volume della Collana Storica dello Sport veronese dalla medaglia di Elia Viviani al mondo dell’handbike

Ciclismo a Verona 2007-2016

Ciclismo a Verona 2007-2016

Ciclismo a Verona 2007-2016 è il nono volume della Collana storica dello sport veronese ed il terzo dedicato specificatamente al mondo del ciclismo. Scritto da Renzo Puliero ed edito da Scripta con il prestigioso patrocinio del Comune di Verona il volume ripercorre 10 intensi anni di sport delle due ruote nel Veronese.

Il decennio preso in considerazione dell’opera (con una digressione anche sul 2017) è stato sicuramente carico di soddisfazione per il movimento ciclistico veronese.

Ne è scaturito un volume assolutamente ricco di curiosità e di aneddoti corredato da una importante galleria di oltre 150 fotografie uscite, per la maggioranza, dagli scatti di Battista Cailotto, già consigliere nazionale della Federciclismo ed ora abile fotografo del ciclismo contemporaneo.

Sono stati tanti gli atleti del veronese che si sono messi in luce negli ultimi due lustri, dal già citato Viviani al “Piccolo principe” Damiano Cunego passando per Andrea Guardini e l’highlander Davide Rebellin. Il volume non tratta solo di professionisti ma anche di esordienti, ciclocross fino ad arrivare alla handbike.

Il libro, di 480 pagine, è in vendita al prezzo di 14 euro nelle librerie di tutta Italia, presso il comitato provinciale di Verona della Federciclismo e in tantissimi store online.

Ciclismo a Verona 2007-2016: Renzo Puliero

Autore del volume è Renzo Puliero, noto giornalista Veronese già collaboratore per testate di prestigio quali “Il Gazzettino”, “Corriere dello Sport” e “Ansa” e che dal 1982 al 2009 ha lavorato per L’Arena. Puliero è stato autore già di altri due importanti volumi sulla storia del ciclismo veronese.

Nella sua carriera giornalistica ha seguito calcio, atletica, rugby, pallavolo, basket oltre che, appunto, ciclismo sport per il quale nutre una particolare passione.

Il Fortore nei pedali. Recensione del libro

Il Fortore nei pedali. Turista in bicicletta nella mia terra

Il Fortore nei pedali. Turista in bicicletta nella mia terra scritto da Rocco Cirocco ecco la nostra recensione del libro

Il Fortore nei pedali

Il Fortore nei pedali

Il Fortore nei pedali prima che un libro sul ciclismo è una manifestazione di amore che Rocco Cirocco, autore dell’opera, vuole fare alle sue zone.
Il libro ha come cornice l’estate che scorre tra profumi e colori, la localizzazione è tra Campania e la Puglia, nel vento delle pale del Fortore.
Il libro non è solo un racconto ma anche una raccolta fotografica delle immagini (anche mentali) che l’autore vuole lasciare al lettore. Il libro si distende tra strade poco note, a volte malandate, ingobbite o rotte dall’incuria ma in gradi di trasmettere un senso di serenità.

Il Fortore è un fiume che scorre tra le province di Benevento, Campobasso e Foggia, l’autore percorre strade solitarie e scaldate dal sole in un percorso che rappresenta la metafora di una che malgrado i sacrifici stenta a trovare una sua precisa identità.

Il Fortore nei pedali – si legge nella nota d’annuncio – mette insieme foto, dettagli e appunti delle pedalate estive nel Fortore, a cavallo tra Campania e Puglia.
La bicicletta diventa così un modo unico per scoprire un paesaggio superbo tra vento e pale eoliche, borghi, campi, chiese e soprattutto strade e salite.
Con prefazione a cura di Bidon e postfazione di Massimo Longo”.

Il Fortore nei pedali si addentra nelle strade provinciali 55, 50, 54, 52 e 57 in un percorso affettivo che Rocco Cirocco compie nel caldo del Luglio-Agosto 2o17, una raccolta di emozioni da condividere una dichiarazione d’amore per il ciclismo e prima ancora per delle terre poco note a cui l’autore è fortemente legato.

Un giro a tappe senza traguardi da tagliare con le braccia levate ma solo con il desiderio (e forse la necessità) di ritrovare profumi, sensazioni e luoghi del cuore.

Il Fortore nei pedali: Dettagli del Libro

Titolo: Il Fortore nei pedali
Autore: Rocco Cirocco
Editore: Natan Edizioni
​Anno edizione: 2018
Pagg: 80