Ciclopedia – Icone e design della bicicletta recensione

Ciclopedia di Michael Embacher

Ciclopedia – Icone e design della bicicletta recensione del libro di Michael Embacher edito da L’ippocampo 

Ciclopedia - Icone e design della bicicletta

Ciclopedia – Icone e design della bicicletta

Ciclopedia di Michael Embacher è qualcosa più di un libro sul ciclismo, è un libro sulla bellezza del design delle biciclette. Strumento nato per il lavoro e gli spostamenti divenuto, nel corso degli anni, un simbolo di un modo diverso di vivere la strada e oggetto spesso di design.

Micheal Embacher con l’aiuto delle splendide fotografie di Bernhard Angerer, passa in rassegna modelli d’epoca, storici e moderni accomunati da scelte illuminate dei rispettivi progettisti.

L’Ippocampo ha prodotto un libro ricco nei contenuti e nella forma, impreziosito dalla copertina rigida che lo rende a sua volta un elemento di stile, da libreria di prestigio.

Ciclopedia – Icone e design della bicicletta è un viaggio nel design applicato al ciclismo tra scelte avveniristiche, eccentriche, o assolutamente tecniche e funzionali alla performance sportiva. Sfogliando le pagine del libro ripercorrerete il ‘900 visto da chi ama le due ruote attraverso immagini spettacolari accompagnate da schede tecniche delle biciclette.

Tra telai avveniristici alle biciclette pieghevoli, dalle linee essenziali a quelle complesse tra biciclette in carbonio a quelle in alluminio le pagine di Ciclopedia – Icone e design della bicicletta vi guideranno allo scoperta di modelli noti e meno noti.

Biciclette fantastiche, speciali, curiose e bizzarre non mancano in questo volume di Micheal Embacher ed edito da L’Ippocampo. Un pezzo che non può mancare nella libreria degli amanti del ciclismo, dell’estetica e del design.

Il libro è acquistabile direttamente sul sito dell’editore cliccando qui

 

ISBN 978-88-6722-392-3
Pagine 304
Rilegatura cartonato
Dimensioni 20,6 x 15,8 cm

 

 

Prendo la bici e vado in Australia di Francesco Gusmeri, recensione

Prendo la bici e vado in Australia

Prendo la bici e vado in Australia, recensione del libro scritto da Francesco Gusmeri ed edito da Ediciclo ora in formato tascabile

Prendo la bici e vado in Australia

Prendo la bici e vado in Australia

Prendo la bici e vado in Australia! Chissà quante volte avere pensato “basta mollo tutto e vado via”…. Ecco, è un po’ questo lo spirito con cui è nato il libro di  Francesco Gusmeri. Francesco, 36enne lombardo, un lavoro a tempo indeterminato e una vita cosiddetta “normale” decide di mollare tutto, lasciare un contesto sociale apparentemente perfetto ma in cui non si riconosce più, per intraprendere quel viaggio che spesso ognuno di noi fantastica di fare.

Il viaggio di Francesco è durato 476 giorni per 29.450 chilometri, una vera e propria avventura, spesso faticosa ma alimentata da tutte quelle scorie che la vita definita “normale” lasciano dentro ognuno di noi. Un viaggio che è un taglio netto al tran tran della vita di tutti giorni, un viaggio attraverso tre continenti e centinaia di culture. Un viaggio in bicicletta, un viaggio duro tra fatica e problemi quotidiani, tra deserto e giungla tropicale tra il caldo della Turchia e la neve del Pamir, un viaggio che poi pone un quesito: restare o tornare.

Prendo la bici e vado in Australia non è solo la storia di un ciclista ma soprattutto di un ragazzo classe 1971 che dopo aver cambiato alcuni lavori compie un viaggio catartico che rappresenta un’opportunità di riscatto sociale e sociologico. Cosa farà Francesco al termine del Tour? Resterà in Australia o tornerà in Italia? Non vi sveliamo il finale ma invitiamo a scoprirlo leggendo le pagine di questo bellissimo libro e, se anche voi avete una mezza idea di abbandonare la vita attuale ma non ne trovate il coraggio potete sempre leggere il libro di Francesco e sognare il vostro momento di vera libertà.

Prendo la bici e vado in Australia: scheda

PAGINE:240
FORMATO:14×21 cm
LINGUA:Italiano
RILEGATURA:Brossura filo refe
PRIMA EDIZIONE:maggio 2011
ISBN:9788865490204
COLLANA:Altreterre

Il libro è acquistabile sul sito dell’autore.

 

La bibbia dell’allenamento ciclistico nuova edizione

La bibbia dell’allenamento ciclistico: recensione nuova edizione

La bibbia dell’allenamento ciclistico: recensione della nuova edizione del manuale scritto da Joe Friel Edito da Calzetti Mariucci

La bibbia dell’allenamento ciclistico

La bibbia dell’allenamento ciclistico

La bibbia dell’allenamento ciclistico è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2017 ed ora, a distanza di un paio di anni, Calzetti Mariucci pubblica la seconda edizione migliorata nei contenuti.

In questa edizione vengono approfonditi alcune novità tecnologiche e scientifiche ed in particolare:

– realizzare programmi di allenamento sul breve, medio e lungo periodo;
– definire tattiche di gara razionali;
– evitare gli inconvenienti dell’overtraining.

Fra gli argomenti rimodulati o aggiunti ex novo sono da citare:

– le moderne applicazioni delle misurazioni di potenza alle sessioni di allenamento;
– l’utilizzo del Training Stress Score per valutare il carico di lavoro in funzione della programmazione;
– il perfezionamento delle pianificazioni individualizzate per superare i propri limiti; come calibrare lo sforzo ed evitare gli eccessi di fatica fisica nella ricerca del picco di forma;
– allenare con le nuove tecniche, in bici ed in palestra, la forza e la potenza per lo sprint e la scalata;
– modalità aggiornate per affinare le sessioni di lavoro con focus sulle capacità fisiche;
– razionalizzazione dell’utilizzo dei risultati ottenuti dai test sul campo per valutare i progressi e migliorare la concentrazione in gara.

La bibbia dell’allenamento ciclistico è un manuale ad alto contenuto qualitativo, adatto per chi vuole introdurre un approccio scientifico al proprio allenamento, programmando l’attività sportiva con i suggerimenti di uno dei tecnici più preparati al mondo in materia di allenamento per il pedale.

Il libro è acquistabile direttamente sul sito dell’editore cliccando qui

La bibbia dell’allenamento ciclistico

Joe Friel

ANNO EDIZIONE: 2019
GENERE: Libro
CATEGORIE: Ciclismo
ISBN: 9788860285560
PAGINE: 344

30,00 €

 

Due pedali per volare recensione del libro

Due pedali per volare di Carlo Gugliotta: recensione

Due pedali per volare recensione del libro di Carlo Gugliotta, edito da Alba Edizioni percorre una serie di racconti dal mondo del paraciclismo

Due pedali per volare

Due pedali per volare

Due pedali per volare racconta storie ed emozioni di chi vive il mondo del paralimpico, lo fa senza pietismo o buonismo fine a se stesso. Quante volte guardando in compagnia una prova di handbike ci sentiamo dire “poverini”, ecco scordatevi questo atteggiamento. Il libro di Carlo Gugliotta sorpassa questa visione evitando il facile buonismo rendendo ai lettori uno spaccavo vero di questo mondo assolutamente ricco di storie di vita.

Due pedali per volare racconta storie di riscatto, storie in cui la bicicletta è diventato non solo uno strumento per riprendersi quello che una curva della vita ha tolto ma qualcosa di molto simile ad un fedele amico e compagno di viaggio.

“Per loro “l’importante è partecipare” è un’opzione non presa in considerazione – ha spiegato Gugliotta a Repubblica – per loro l’importante è vincere, prima di tutto contro se stessi” ed è questo spirito che accomuna e permea tutte le 13 vicende raccontare nel libro.

Il libro non vuole insegnare nulla a nessuno ma, è certo, scorrendo le storie di persone vere che si incontrano lungo le sue pagine è facile trarne importanti insegnamenti. Gugliotta raccoglie una serie di racconti di uomini e donne che vivono nel mondo del paraciclismo  (come nel caso di Alex Zanardi emblema dello sport per diversamente abili) quasi sempre è intriso di fatiche, sacrifici e dolori silenziosi. Niente clamori, niente titoli sui giornali ma tanta, tanta vita vera per ragazzi e ragazze che sono Atleti Veri, Uomini Veri, Donne Vere forse più di molte icone dello sport idolatrate e strapagate.

Alberto Francescut, tra i curatori del blog “In coda al gruppo”, si è occupato della prefazione di questo libro che si fregia del patrocinio dalla Federazione ciclistica italiana e di Anmil, l’associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro.

“Due pedali per volare. Alex, Francesca e altre storie di ciclismo paralimpico” è una vera chicca per chi ama lo sport dei diversamente abili.

“mi sono avvicinato al paraciclismo nel 2014 – racconta Gugliotta a Repubblica – ed ho seguito la vicenda di  Davide Borgna, un ragazzo di Civitavecchia che ha perso in un incidente stradale un tallone. Davide ha realizzato anche il record dell’ora paralimpico pedalando a una media di 44 km per un’ora, appena 10 km meno del record di Bradley Wiggins”

Due pedali per volare. Alex, Francesca e altre storie di ciclismo paralimpico di CARLO GUGLIOTTA, Alba edizioni, 2018, 110 pagine, 10 euro

 

C’era una volta la Salvarani recensione del libro

C’era una volta la Salvarani di Gandolfi e Freschi

C’era una volta la Salvarani di Paolo Gandolfi e Alessandro Freschi edito da Kriss Editore racconta la storia della squadra di ciclismo e non solo

C'era una volta la Salvarani

C’era una volta la Salvarani

C’era una volta la Salvarani e oggi c’è ancora grazie al prezioso lavoro di Paolo Gandolfi e Alessandro Freschi che in questo libro edito da Kriss Editore raccontano l’impegno della nota azienda parmigiana non solo a sostegno della nota squadra di ciclismo ma dello sport cittadino.

Salvarani, infatti, a Parma significa ben più che ciclismo professionistico ma anche altre discipline come il baseball, il basket e la pallavolo in cui il nome dell’azienda è legato a momenti di sport di altissimo profilo.

C’era una volta la Salvarani non è solo la storia dello sport parmense ma è uno spaccato dell’Italia del boom economico in cui anche “la provincia” poteva cullare sogni di gloria grazie ad una realtà imprenditoriale illuminata.

Nel 1962 vede la luce il Gruppo Sportivo voluto dai fratelli Salvarani per diffondere il nome dell’azienda di famiglia nel mondo. I più anziani ricorderanno la mitica cronometro del Giro d’Italia 1966 vinta da Vittorio Adorni con arrivo a Baganzola alll’ingresso della fabbrica: Piazza Luigi Salvarani.

Nel 1972, con la vittoria al Mondiale di Gap, Salvarani decide di abbandonare il mondo del  ciclismo professionistico dopo aver lasciato un segno indelebile nel tempo fatto di grandi trionfi e mille emozioni.

Oggi è giusto commemorare con un libro ricco di contributi fotografici e memorabilia il ricordo nel marchio di cucine indissolubilmente legato allo sport e a grandi campioni.

C’era una volta la Salvarani: gli autori

PAOLO GANDOLFI

Ex insegnante di educazione fisica con una buona carriera nella Pallacanestro fra Roma, Napoli e Parma nei ruoli di giocatore, allenatore e direttore sportivo in varie società della Penisola. Direttore Generale di Basket Parma nell’anno, mitico, dell’unico Scudetto della Pallacanestro cittadina, Vicepresidente della Sezione di Parma dei Veterani dello Sport. Nel 2015 ha pubblicato con Graziano Tonelli il libro “Anche io ho giocato a Pallacanestro, ricordi e personaggi del basket parmense” nel quale viene raccontata la storia di questa disciplina a livello provinciale. Da anni collabora con Alessandro Freschi all’edizione di pubblicazioni sul ciclismo, organizzando anche mostre sulla medesima disciplina e sullo sport. Collezionista di materiale sportivo conosciuto a livello europeo e pubblicista.

ALESSANDRO FRESCHI

Appassionato fin da bambino di sport, ha praticato il calcio, diventando anche allenatore e, fino alla categoria Juniores, il tennistavolo. Folgorato dalla passione per il ciclismo, ha scalato da cicloamatore, la quasi totalità delle salite alpine italiane e francesi. Laureato in Economia Aziendale, dopo una lunga esperienza bancaria si dedica ora ad attività legate al mondo tipografico ed editoriale. Collezionista di materiale sportivo, ha curato, insieme all’amico Paolo Gandolfi, diverse pubblicazioni legate all’argomento, tra le quali “Pista, Strada, arriva la Ignis”, racconto dell’epopea del G.S. Ignis oltre a svariate mostre a tema sportivo. Col suo primo libro “Un Parmigiano al Parco dei Principi”, ha narrato la storia romanzata della squadra Salvarani di Parma ed il periodo d’oro del ciclismo parmense, ottenendo la menzione d’onore al Premio “Letteratura e Sport” di Compiano. Nel 2015 ha pubblicato il libro “Cercando Carter”, romanzo sportivo, con Carlo Alberto Cova. L’ultima fatica letteraria,“Quella maglia giallo-rossa”, datata 2016, narra la storia della compagine ciclistica parmigiana Enicar.

Bike da te, come costruirsi una bicicletta!

Bike da te recensione del libro di Jenni Gwiazdowski

Bike da te, uscito per # logosedizioni e scritto da Jenni Gwiazdowski, è una simpaticissima e illustratissima guida per costruire una bici a scatto fisso fai da te

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te? E perché no? Avete mai immaginato di potervi costruire una bicicletta fai da te? Proprio qualche giorno fa, sentendo due amici discutere in treno sulla nuova bicicletta, abbiamo sentito nelle parole di uno dei protagonisti emergere il timore di dover “smontare” un pezzo della propria amata bicicletta. Immaginatevi se questa persona avesse avuto in mano Bike da te ovvero una guida pratica e intuitiva per costruirsi una bicicletta, forse i suoi timori sarebbero svaniti!

La bicicletta in questi anni sta vivendo una seconda giovinezza complice la “moda” che sta spingendo (lentamente) gli italiani a tenersi in allenamento con il ciclismo oltre che una nuova idea ”green”e le condizioni economiche di molte persone in netta discesa-

Bike da te vuole dare, in modo semplice ma efficace, l’ispirazione e la guida per personalizzare in modo assoluto la propria bicicletta a scatto fisso. Il libro è una guida adatta a tutti, dall’utente più esperto a chi ha difficoltà a riconoscere i dettagli e le componenti tipiche di una bicicletta.

Ogni pagina è ricca di suggerimenti e di immagini dettagliate, espresse con una grafica semplice, moderna ed efficace. L’attività viene presentata quasi come un “diario” personale della scrittrice il che rende tutto più “friendly” e “maneggevole” portando il lettore ad incrementare la propria dimestichezza con gli attrezzi più in uso in una officina per biciclette.

Sarà una entusiasmante avventura imparare a smontare una bici vintage per usarne i componenti per assemblarli con pezzi nuovi per creare una bicicletta sicura e affidabile (e assolutamente personalizzata) con cui stupire amici e parenti. Al termine del per corso non solo avrete restaurato un “ferro vecchio” ma sarete diventati autonomi anche per gestire i tipici guai meccanici che occorrono ai ciclisti.

 

Bike da te: Jenni Gwiazdowski

Jenni Gwiazdowski è fondatrice e direttrice di London Bike Kitchen, un laboratorio di fai-da-te aperto di proprietà e gestito da un meccanico in cui puoi lavorare sulla tua bici invece di darla a qualcun altro aperto nel marzo 2012

Specialized New Venge 2019 recensione

Specialized New Venge 2019 la nuova nata della casa americana

Specialized New Venge 2019 recensione della bicicletta sinonimo della velocità e aerodinamicità tipica della casa produttrice americana, recensione del prodotto

Specialized New Venge 2019

Specialized New Venge 2019

Specialized New Venge 2019 è stata recentemente presentata questa bicicletta ulteriormente migliorata grazie a una riduzione di peso che non ne ha alterato la maneggevolezza ma ne ha migliorato l’aerodinamica.

L’aerodinamica è uno degli aspetti fondamentali di una bicicletta ma Specialized ha posto una particolare attenzione all’integrazione grazie al nuovo cockpit che consente di aggiungere (o togliere) distanziali con assoluta semplicità per agevolare il trasporto o cambi di lunghezza degli attacchi.

Alcune novità, invece, non sono identificabili ad occhio nudo m, grazie al layup del carbonio e all’unicità del materiali impiegati è facile identificare, una volta su strada, il maggior assorbimento delle vibrazioni.

Specialized New Venge 2019: Rider First Engineered™

Il tubo sterzo e la forcella sono un punto di forza nel design Rider First Engineered™ che offre una maggiore maneggevolezza grazie al giusto compromesso tra dimensioni del telaio e la sua rigidità.

Il modello Rider First Engineered™ prevede un approccio mirato all’ottimizzazione di ogni misura delle componenti del telaio per aumentarne la maneggevolezza.

La Specialized New Venge 2019 non nasce solo nella galleria del vento ma grazie all’applicazione di uno speciale software in grado di generare milioni di differenti forme di tubo per definire le migliori soluzioni aerodinamiche (FreeFoil Shape Library).

Specialized New Venge 2019: Le geometrie

Il risultato è una raccolta di forme studiate grazie a oltre 40.000 dati raccolti su ciclisti uomini e donne, tanto da ottenere una sorta di geometria universale..
Il reggisella è disponibile in due offsets: da 0mm e da 20mm e in due lunghezze: 300mm e 390mm.
Il manubrio S-Works Aerofly II deve il suo profilo alla FreeFoil Shape Library grazie alla quale i cavi passano sotto l’attacco e sono nascosti dal vento. L’attacco da offerto nelle seguenti lunghezze: 90, 100, 110, 120 e 130mm mentre i manubri Aerofly II sono disponibili in tre larghezze: 400, 420 e 440mm.

La nuova Specialized New Venge è equipaggiata con pneumatici da 26mm ma per merito della fantastica geometria permette di utilizzare pneumatici fino a 32mm di larghezza

 

 

Viaggiare in bicicletta di Joshua Cunningham recensione

Viaggiare in bicicletta di Joshua Cunningham

Viaggiare in bicicletta recensione del libro di Joshua Cunningham tra tecnica, narrazione e arte della fotografia

Viaggiare in bicicletta

Viaggiare in bicicletta

Viaggiare in bicicletta è un libro, un manuale, una guida che si stende lungo 21.000 km dal Regno Unito a Hong Kong attraversando scenari e mondi assolutamente incredibili. Un viaggio enorme che aiuta a guardare il mondo e la bicicletta con occhi nuovi.

La pratica del cicloturismo portato a questi estremi è un modo per vivere ai limiti dell’ignoto quando ogni tappa di un tour on the road diventa una avventura e una incognita continua. Per affrontare questo genere di viaggio, il cicloturista deve saper non solo far andare le gambe ma ottimizzare sforzi e soprattutto spazi.

Il libro di Joshua Cunningham racconta il fascino del cicloturismo estremoo in una avventura dal Regno Unito a Hong Kong per circa 21.000 km di strade. L’ampiezza del chilometraggio consente una molteplicità di scenari e di accadimenti passano per l’europa, attraverso i deserti dell’asia, le salita del Karokoram e dell’Himalaya, al Bangladesh fino alle metropoli orientali iper affollate.

Joshua Cunningham, autore del libro, aggiunge a una parte di racconto, una carrellata di suggestive immagini e di consigli pratici sfruttando la sua professionalità come consulente specializzato in ciclismo, fitness, viaggi e avventura.

Gli spettacolari scatti racchiusi nel libro accompagnano visivamente il lettore nella scoperta dei dettagli del viaggio e negli interessanti suggerimenti per affrontare il viaggio al meglio: dall’equipaggiamento indispensabile, ai suggerimenti di guida fino alla gestione degli aspetti burocratici che una simile attraversata comporta.

Il libro vuole essere più di una semplice guida pur lasciando al lettore indispensabili suggerimenti tecnici per la parte del vestiario, dell’orientamento, dell’alimentazione e del recupero delle energie.

Viaggiare in bici è un’avventura tra due punti, senza altro motivo che viaggiare, senza conoscere ciò che sta tra i punti e senza altro obiettivo che scoprirlo

Viaggiare in Bicicletta: i dettagli

Anagrafica del libro: Edizioni LSWR – Collana Grandi Passioni

  • Edizione: prima edizione
  • Pagine: 264
  • Formato: 18 x 24 cm
  • ISBN: 9788868955854
  • Rilegatura: Brossura olandese
  • Data di pubblicazione: Marzo 2018
  • Prezzo di copertina: € 24,90

 

101 racconti d’Italia in salita e discesa #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia un bellissimo libro fotografico

101 racconti d’Italia, progetto digitale di Banca Mediolanum racconta con storie immagini l’avventura del Giro d’Italia

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro è un libro edito da Mondadori Electra e nato da un digitale di Banca Mediolanum, sponsor della corsa rosa, in cui vengono narrate 100+1 storie di ciclismo e vita.

Sono tanti i volti noti che con i loro racconti, i loro aneddoti, testimonianze e pensieri hanno dato forma al libro che abbina ad ogni racconto un’immagine scattata durante il Giro d’Italia. Il libro è un viaggio lungo l’Italia, un viaggio tra le persone e le loro emozioni scandite dal passaggio delle biciclette rosa.

Adorni, Bettini, Fondriest, Moser, sono alcuni degli ex corridori che hanno prestato il loro volto e la loro memoria per la stesura di questo particolarissimo libro che racchiude tre le sue pagine un viaggio lungo 4 anni attraverso le strade del bel paese. Un viaggio, come detto, fatto di memorie ma anche di scatti digitali per raccontare la passione del popolo del ciclismo pronto a tutto pur di godere dello spettacolo “corsa più bella del mondo nel Paese
più bello del mondo”.

Il concept del libro vuole l’uomo, con il suo volto, protagonista della storia tra passione, emozioni e folklore locale. Il progetto online è cresciuto con il passare dei giorni anche grazie alla cassa di risonanza dei social network come Facebook, Twitter e Instagram.

Il progetto ha infatti voluto espressamente coinvolgere il pubblico con l’hashtag #storiedalgiro diventando così espressione del volto che lo stesso sponsor vuole mostrare del suo essere banca. L’idea, spinta da un team di ragazzi del marketing di Banca Mediolanum, è diventato un caso di studio in alcune Università che si occupano di comunicazione.

Sfogliare le pagine di 101 racconti d’Italia porta il lettore a gustare i sapori e gli odori delle zone che il Giro percorre osservando le foto dei protagonisti. Leggere gli aneddoti riportati trasporta il lettore in un momento di fantasia collettiva e gioia quale è il Giro d’Italia

101 racconti d’Italia: parla Massimo Doris

“La passione per il Giro d’Italia me l’ha trasmessa mio padre – dichiara Massimo Doris, amministratore
delegato di Banca Mediolanum – portandomi fin da piccolo ad assistere al passaggio della corsa a bordo
strada. Una passione che sedici anni fa si è trasformata nella sponsorizzazione della Maglia dedicata al
miglior scalatore e con essa la possibilità di valorizzare il nostro impegno sul territorio con clienti e
appassionati che nel mese di maggio popolano le strade del Giro. Il libro #StorieDalGiro è il risultato e la
testimonianza di questa continua contaminazione tra digitale e reale.”

Sia lodato Bartali. Il mito di un eroe del Novecento

Sia lodato Bartali recensione del libro di Stefano Pivato

Sia lodato Bartali la storia di un mito intramontabile tra sport, politica, religione e tanti vittorie raccontata da Stefano Pivato

Sia lodato Bartali

Sia lodato Bartali

Sia lodato Bartali! Fu quello il titolo di un noto quotidiano il 24 luglio 1948 quando Ginettaccio conquistò il Tour de France.

Sia lodato Bartali è il titolo della fatica letteraria di Stefano Pivato che analizza i risvolti sportivi, umani e politici di una straordinaria impresa sportiva come la conquista del Tour ’48.

Il titolo riletto a distanza di 60 anni può sembrare quasi esagerato se non addirittura ironico ma le cronache di quei giorni diedero il risalto che merita l’impresa di Bartali che in quei giorni era oggetto di venerazione quasi religiosa. E religioso il buon Gino lo era profondamente in contrapposizione con il suo “rivale” Fausto Coppi assolutamente laico e, anzi, additato addirittura come “comunista”.

Il trionfo di Bartali al Tour venne avvolto dall’aurea del miracolo in quanto avrebbe placato i rigurgiti di rivoluzione che fecero seguito al ’attentato al leader comunista Palmiro Togliatti.

Il mondo cattolico aiutò alla creazione della fama di magnifico atleta cristiano attorno a Gino Bartali contrapponendolo all’eroe sportivo muscolare del fascismo (Bartali è stato nominato cittadino onorario di Israele per aver portato in salvo centinaia di ebrei).

Stefano Pivato racconta con maestria le vicende sportive e non solo che vedono protagonista Ginettaccio a colpi di pedali e di battute con il nemico-amico Fausto.

Stefano Pivato rievoca la storia della mitica vittoria al Tour de France del 1948 sotto una luce diversa da quella classica.

a storia della mitica vittoria al Tour de France del 1948, che lo santificò come patrono della riconciliazione per aver miracolosamente placato gli animi ribollenti dopo l’attentato a Palmiro Togliatti, deve però essere riscritta. Almeno in parte.

Scrive Stefan Pivato, “né il 14 luglio e neppure nei giorni successivi ci sarebbe stata la rivoluzione” tanto che lo stesso partito comunista italiano venne preso alla sprovvista dalle rivolte di piazza. Nessuna guerra civile dunque tanto che già il 16 luglio l’ordine è ripristinato e la vittoria di Gino arriverà il 25luglio.

Insomma “tra l’attentato e la vittoria finale di Bartali sono trascorsi undici giorni e le piazze sono pacificate da tempo” quindi la vittoria di Gino aiutò a stemperare gli animi ma non evitò la rivoluzione (che mai ci sarebbe stata).

A breve si festeggeranno i 70 anni da quel fantastico trionfo tricolore in terra francese ed è bello omaggiare, senza la retorica che spesso l’ha coperta, questa vittoria cara allo sport italiano. Stefano Pivato celebra l’impresa di Gino che il quel caldo luglio del 48 riuscì, con la sua impresa a far sorridere e unire nella gioia sportiva un paese diviso dall’ideologia.

Un libro da leggere con calma e attenzione per scoprire i tanti aspetti meno noti di una vicenda spesso raccontata ma non sempre analizzata nel profondo e nelle pieghe della vicenda.

 

Sia Lodato Bartali: chi è Stefano Pivato?

Storico e saggista, professore universitario, già Rettore dell’Università di Urbino, è tra i fondatori dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea della Provincia di Rimini e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Storico Nazionale “Parri” di Milano.