Egan Bernal conquista il Giro della California 2018

Egan Bernal conquista l’AMGEN Tour of California

Egan Bernal conquista il Tour della California dominando in lungo e in largo nelle tappe di montagna e resistendo alla rimonta di Van Garderen nella prova a cronometro. Prova eccezionale anche di Fernando Gaviria

Egan Bernal conquista l'AMGEN Tour of California

Egan Bernal conquista l’AMGEN Tour of California

Egan Bernal conquista l’AMGEN Tour of California e continua nel percorso di avvicinamento ai vertici del ciclismo mondiali a passi distesi. La caduta che lo ha fermato al Giro della Catalonia non gli ha impedito di prendere parte al Tour de Romandie sfiorando la vittoria, sfuggita solo per qualche secondo di troppo perso nella prova a cronometro.
Ora ecco che per il colombiano, creatura di Gianni Savio, arriva la consacrazioe con la vittoria al Giro della California 2018 (prova World Tour), conquistato grazie a due stupende azioni nelle tappe di montagna.

Gibraltar Road, lungo la salita finale di 12 km con pendenza media all’8%, Egan Bernal ha conquistato la prima vittoria lasciandosi alle spalle campioni del calibro di Rafal Majka (Bora – Hansgrohe) distanziato di 21 secondi e Adam Yates (Mitchelton  -Scott), gemello dell’attuale maglia rosa.

Al penultimo giorno della gara californiana ecco che a South Lake Tahoe Bernal ha letteralmente schiantato gli avversari staccando di ben un minuto e mezzo ancora Adam Yates ipotecando la classifica generale nonostante vi fosse ancora una prova a cronometro (avversa al colombiano) da effettuare.

Proprio nella prova a cronometro ecco un’altro segno di crescita di Egan che lascia ad un esperto delle prove contro il tempo come Tejay Van Garderen della Bmc poco più di un minuto. Insomma non solo tanta concretezza in salita ma anche un maturità nelle prove a lui meno adatte.

L’AMGEN Tour of California ha fatto registrare l’exploit anche si un altro colombiano, il velocista Feranando Gaviria che ha letteralmente dominato gli sprint di gruppo. Insomma un vero e proprio dominio colombiano nella corsa californiano. Tra gli italiani va segnalata la convincente gara di Edward Ravasi.

Grande la soddisfazione per il portacolori della Sky : “Sono veramente molto felice perché questa è la mia prima vittoria di una classifica generale in una corsa WorldTour. Devo ringraziare tutto il team per l’ottimo lavoro svolto in tutte le tappe. Sono veramente molto contento”.

 

 

Roglic doma lo strappo di Trevi alla Tirreno

Roglic doma lo strappo di Trevi alla Tirreno-Adriatico

Roglic doma tutti sullo strappo di Trevi nella terza tappa della Tirreno-Adriatico 2018 mentre Geraint Thomas del Team Sky è nuovo leader della classifica.

 

Roglic Doma la terza tappa

Roglic Doma la terza tappa

Roglic doma la terza tappa della Tirreno-Adriatico 2018 con arrivo sul durissimo arrivo di Trevi, tappa lunga 235km con partenza da Follonica con tanti strappetti compreso quello finale. Tappa caratterizzata da una fuga con ben cinque atleti Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia), Nicola Bagioli e Sho (Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini), Dennis Van Winden (LottoNL – Jumbo) e Stepan Kurianov (Gazprom – RusVelo) che arrivano ad avere 8 minuti di vantaggio.

Alle spalle dei fuggitivi il gruppone lascia fare finché la tappa non entra in territorio umbro per poi cominciare a lavorare per ridurre il vantaggio. Va segnalata una brutta caduta che ha coinvolto, tra gli altri, anche Gianni Moscon e Rafal Majka. Il trentino poi riesce a rientrare mentre è costretto ad alzare bandiera bianca il polacco, ormai fuori dalla generale. I fuggitivi vengono riassorbiti.

A meno dieci km dal traguardo ecco lo strappo di Trevi con pendenze oltre il 20%, il gruppo stantuffa sui pedali e a circa un km dall’arrivo ecco che parte Primoz Roglic: sembra non ci sia alcuna possibilità per lo sloveno ma il piccolo margine che riesce a prendere diventa duro da colmare per gli avversari. Dietro a lavorare è Gianni Moscon che cerca di condurre l’inseguimento per il suo capitano Geraint Thomas.

Niente da fare per gli avversari, Primo Roglic doma la salita di Trevi mentre a 3″ arriva Yates, seguito poco dietro dal vincitore della Strade Bianche Tiesj Benoot (Lotto Soudal) e da Thomas, che diventa il nuovo leader della classifica generale a pari tempo con Greg Van Avermaet.

Pagano nel finale i tre big Chris Froome (Sky), Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) e Fabio Aru (UAE Team Emirates). Domani tappa regina: si va da Foligno a Sasso Tetto (219 km), con le asperità di San Ginesio, Gualdo e Penna San Giovanni ed infine la salita di Sarnano lunga 14.2 km (con pendenza media del 5.8%), giudice supremo della corsa.

Rafal Majka smentisce il collegamento al caso Altopack

Rafal Majka smentisce un suo coinvolgimento nell’Affaire Altopack!

Rafal Majka smentisce ogni collegamento alla vicenda doping del caso Altopack collegato alla morte di Linas Rumsas

Rafal Majka smentisce

Rafal Majka smentisce

Rafal Majka smentisce ogni addebito legato al caso Altopack, l’ex re delle montagne al Tour de France ha pubblicato su Facebook: “dichiaro di non essere d’accordo con tali calunnie in quanto potrebbe espormi alla perdita di fiducia dei miei amici, fan e influenzare direttamente il mio buon nome.

Insomma, il collegamento al suo nome fatto da alcuni dirigente della squadra toscana finita nell’occhio del ciclone per una vicenda di doping legata alla morte di Linas Rumsas, non è andato giù al campione polacco che ha aggiunto: “È un attacco diretto ai miei successi passati, che ho ottenuto solo con il duro lavoro, i sacrifici e la frequente separazione dalla mia famiglia. Non sono mai stato un membro del team di Altopack che è attualmente legata a questa vicenda di doping”.

L’inchiesta condotta dalla polizia italiana di Lucca è iniziata dopo che Linas Rumsas, figlio dell’ex corridore professionista e collegato a brutte vicende di doping Raimondas Rumsas, è stato trovato morto una mattina nonostante fosse assolutamente in buona salute. La vicenda del giovane atleta ha destato l’attenzione delle forze dell’ordine che hanno fatto scattare negli scorsi giorni un’importante azione di indagine.

Sei persone sono state arrestate tra cui il proprietario del Team Altopack Eppella, Luca Franceschi e il direttore sportivo Elso Frediani, per aver fornito sostanze proibite ai  giovani atleti del team. Uno dei sei arrestati era Andrea Del Nista. che quando ha parlato con Gazzetta dello Sport ha affermato che Majka faceva parte della squadra e ha preso testosterone quando è stato allenato da Frediani.

Majka ha sempre negato di far parte della squadra che, secondo quanto riferito, avrebbe puntato  i futuri corridori e li ha incoraggiati a doparsi per ottenere risultati migliori. L’indagine sulla squadra continua.

Caso Altopack, ecco le intercettazioni

Caso Altopack nuove inquietanti notizie

Caso Altopack nuove inquietanti notizie sono state pubblicate da La Gazzetta dello Sport e disegnano una situazione impressionante

Caso Altopack

Caso Altopack

Caso Altopack, squadra dilettante italiana, arrivano nuovi misteri e di colpi di scena. Nei giorni scorsi, ve ne abbiamo parlato,  sono stati arresti vari membri del team con l’accusa di doping per cui è stato aperto un fascicolo da parte del GIP di Lucca. Sono centinaia le intercettazioni di conversazione tra i dirigenti dell’Altopack e i genitori di Luca Franceschi, il presidente della squadra ed alcune sono state pubblicate sulla Gazzetta.

Luca Franceschi  ha spinto il polacco Gracjan Szelag all’uso doping. Il presidente della squadra ha tirato in ballo anche Rumsas (atleta risultato positivo all’EPO). Ecco le parole:

“se vuoi andare forte te lo dico, se no fai come ti pare. Fai la vita, fai tutto, però bisogna che tu… per dire domenica corri e domenica sera senza dire nulla vieni su… fanno ventimila (unità di Epo, ndr). Se vuoi andare forte te lo dico, se no fai come ti pare… quando… hai visto Rumsas, in venti giorni ha sistemato la stagione (gli inquirenti annotano: si riferisce al fatto che nell’ultimo mese ha ottenuto ottimi risultati mai raggiunti prima, come la vittoria nella Freccia dei Vini). Bisogna che tu la sistemi anche te”.

Gracjan Szelag all’inizio si era posto contro l’uso di sostanze e ne ha parlato ai compagni:“mi hanno proposto…. di fare… della roba, ma non voglio. Roba seria. Ho detto no, non voglio”.

Ci sono stati molti i dialoghi tra Narciso Franceschi, padre del presidente dell’Altopack, e la moglie Maria Luisa:

Luisa: “l’hai già presa la roba per i corridori?”.
Il marito: “sì”.
Luisa: “allora loro aspettano, te arrivi, vengo giù a prendere la roba. Ci devo mettere quindici di acqua e metà boccettina di quello, non la mettere tutta. Tutta ti fa male, ti brucia il rene“.

Caso Altopack, è Scioccante l’intercettazione tra il padre di un ex corridore del team  e il farmacista Bianchi sulla compravendita di alcune fiale contenenti delle sostanze dopanti:

Padre del corridore: “pronto Andrea, sono Mauro, il papà di… il corridore. Ti domandavo se era possibile avere qualcosa perché…”.
Il farmacista: “quello lassù vuole venti euro a fiala… per te ci avevo pensato, te vai tranquillo che domani ci dovrei avere tutto”.

Nell’occhio del ciclone potrebbe finire anche Rafal Majka della Bora Hansgrohe. Andrea Del Nista, ds dell’Altopack avrebbe dato al polacco del testosterone preso in delle fiale. Ecco le frasi che sono state scritte nei verbali della Procura di Lucca:

“Del Nista prosegue dicendo che quando Majka era allenato da Frediani assumeva il testosterone e poi gettava le fiale nel giardino del confinante Tomei… Del Nista dice che Majka è cambiato nella mandibola proprio perché facendo testosterone e Gh la mandibola diventa più quadrata”.

 

Bora-Hansgrohe 2018: presentazione team

Bora-Hansgrohe 2018: ecco la squadra

Bora-Hansgrohe 2018 tutto ruota attorno a Peter Sagan tre volte Campione del Mondo ma occhio a Rafal Majka per il Tour de France

Bora-Hansgrohe 2018

Bora-Hansgrohe 2018

Bora-Hansgrohe 2018 nemmeno a dirlo tutto ruota attorno a Peter Sagan storico tre volte Campione del Mondo che sarà focalizzato sulle grandi classiche. Rispetto alla scorsa stagione sono state veramente poche le modifiche di organico tutte finalizzate a un maggior appoggio allo slovacco.

Rafal Majka gioca le sue fiche sul Tour de France con l’obiettivo di fare classifica dopo la caduta dello scorso anno ma il polacco proverà a far bene anche nelle corse di una settimana e nelle gare delle Ardenne. Rafal sarà spalleggiato da Felix Grossschartner e Peter Kennaugh che in salita daranno un contributo importante alle ambizioni del polacco. Leopold König  proverà a riprendersi il ruolo che ha perso lo scorso anno a causa di numerosi infortuni.

Attenzione al tedesco Emanuel Buchmann che deve dimostrare di essere pronto per i massimi palcoscenici mondiali.

Sam Bennett è andato per la prima volta in doppia cifra come numero di successi stagionali e punta a vittorie nelle tappe dei grandi giri (Tour a parte che sarà terreno per il solo Sagan) altri velocisti “arrabbiati” saranno Pascal Ackermann, Rüdiger Selig e Michael Schwarzmann.

Peter Sagan, per la campagna del nord, potrà contare su Daniel Oss che sarà importante nelle fasi più calde di corsa per proteggere lo slovacco assieme al tedesco Marcus Burghardt, il polacco Maciej Bodnar ed il lettone Alekseijs Saramotins.

Per le classiche occhi puntati su l’australiano Jay McCarthy che a 25 anni chiamato ad un cambio di passo. Avrà libertà anche Davide Formolo anche lui chiamato a una maturazione dopo il cambio di squadra.

Bora-Hansgrohe 2018: La rosa

Pascal Ackermann (Ger, 1994), Erik Baska (Svk, 1994), Cesare Benedetti (Ita, 1987), Sam Bennett (Irl, 1990), Maciej Bodnar (Pol, 1985), Emanuel Buchmann (Ger, 1992), Marcus Burghardt (Ger, 1983), Davide Formolo (Ita, 1992), Felix Grossschartner (Aut, 1993), Peter Kennaugh (Gbr, 1989), Michael Kolar (Svk, 1992), Leopold König (Cze, 1987), Patrick Konrad (Aut, 1991), Rafal Majka (Pol, 1989), Jay McCarthy (Aus, 1992), Gregor Mühlberger (Aut, 1994), Daniel Oss (Ita, 1987), Matteo Pelucchi (Ita, 1989), Christoph Pfingsten (Ger, 1987), Pawel Poljanski (Pol, 1990), Lukas Pöstlberger (Aut, 1992), Juraj Sagan (Svk, 1988), Peter Sagan (Svk, 1990), Aleksejs Saramotins (Lat, 1982), Andreas Schillinger (Ger, 1983), Michael Schwarzmann (Ger, 1991), Rüdiger Selig (Ger, 1989)

Rafal Majka vince a Sierra De La Pandera

Rafal Majka vince, Nibali attacca e Froome risponde

Rafal Majka vince

Rafal Majka in trionfo

Rafal Majka vince la 14esima tappa della Vuelta a España, che andava da Écija all’arrivo in salita di Sierra de La Pandera. Tappa caratterizzata da una lunga fuga in cui Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) è  presente con Davide Villella (che ottiene punti per la classifica GPM) e Rui Costa, ultimo a cedere al suo ritmo, oltre ad altri corridori.

Mentre il polacco sulla salita finale non molla un secondo e va a conquistare una splendida vittoria, alle sue spalle si scatena la bagarre, con le squadre dei rivali di Froome (Astana, Bahrain, Trek, Katusha, Quick Step), che hanno aumentato l’andatura già da 70 km dall’arrivo. La tappa dei big esplode a circa 4 km dall’arrivo quando è Esteban Chavesa tentare il primo attacco, l’azione del colombiano desta il nostro Vincenzo Nibali che risponde subito seguito da un grande Alberto Contador. Vincenzo spinge a fondo, alle sue spalle la Sky mantiene un buon ritmo; Contador si incolla alla ruota dello squalo che tiene un rapporto lunghissimo. Nella coda del gruppo arranca il Campione Italiano Fabio Aru che resiste di puro orgoglio facendo un po “l’elastico”.

Nibali e Contador provano a resistere ma quando Chris Froome fa una “frullata” delle sue ecco che in un attimo i due vengono ripresi. A quel punto il gruppetto si ricompatta ed a un chilometro e mezzo dall’arrivo è Miguel Ángel López (Astana)  che con una bella sparata riesce a fare il vuoto alle sue spalle. Lopez giunge al traguarco con 27 secondi di distatto dal Polacco Majka. Terzo giunge il nostro Vincenzo Nibali con Froome, Zakarin e Kelderman a 31″,  Contador cede sei ulteriori secondi, Chaves arriva a 57″ e Aru a 1’03”.

La nuova generale vede Nibali a 55″ leggermente più vicino a Froome grazie all’abbuono per il terzo posto. Kelderman (2’17”) e Zakarin (2’25”) superano Chaves (2’39”), mentre Aru (3’09”) sale al sesto posto ai danni di De La Cruz (3’11”).

 

Rafal Majka abbandona il Tour de France

Rafal Majka abbandona la Grand Boucle dopo la caduta al Col de la Biche

Rafal Majka abbandona

Rafal Majka abbandona

Rafal Majka abbandona il Tour de France, altra perdita di rilievo per la cosa francese che già nella giornata di ieri ha dovuto salutare Richie Porte. Il corridore della Bora-Hansgrohe  è riuscito stoicamente ad arrivare al traguardo con un ritardo di 36’21”, scortato dal  connazionale Michal Kwiatkowski.

Il polacco  non ha riportato fortunatamente alcuna frattura, ma ha subito botte e abrasioni a ginocchia e gomiti, oltre che escoriazioni al torace e una botta alla schiena (la foto rende l’idea delle condizioni in cui è arrivato al traguardo).

Un vero peccato per Majka che era ben posizionato in classifica generale e sarebbe stato uno dei protagonisti per la corsa alla maglia a Pois Rouge.

“Ho dolore dappertutto ma mi ritengo fortunato per non aver patito nessuna frattura. Non capisco come sia avvenuta la caduta, stavo scendendo e, senza frenare, la ruota posteriore è partita, temo ci fosse dell’olio sul tracciato o comunque qualcosa che ha reso eccessivamente scivoloso l’asfalto. Devo dire grazie la mio team per come si è premurato di scortarmi all’arrivo lasciando andare Buchmann che aveva ancora velleità di classifica.
Arrivato al traguardo ho capito di essere malconcio, fatico a respirare e se anche rammaricato, credo che il ritiro sia inevitabile per non compromettere il resto della stagione”

 

 

Tour de Slovénie: a Bennett la tappa, a Majka la generale

Sam Bennett

Sam Bennett

La quarta e ultima frazione del Tour de Slovénie, ha visto la vittoria di Sam Bennett . La tappa è stata caratterizzata dal tentativo di sei atleti: il colombiano Daniel Martínez, il ceco Jiri Polnicky, lo sloveno Jaka Primozic, l’austriaco Sebastian Schönberger e gli italiani Davide Ballerini e Gianfranco Visconti che hanno raggiunto un vantaggio vicino ai 4 minuti.

Il gruppo guidato da Bahrain Merida, Bora-Hansgrohe e Orica-Scott ha però ricucito lentamente lo strappo portando il gruppo all’inevitabile arrivo allo sprint. Ad imporsi, come avvenuto giovedì, è stato Sam Bennett; l’irlandese della Bora-Hansgrohe ha avuto la meglio su Mark Cavendish (Team Dimension Data) e sul nostro Sonny Colbrelli (Bahrain Merida).

Vittoria finale per Rafal Majka, che si è imposto con 7″ su Giovanni Visconti (Bahrain Merida) e 17″ su Jack Haig (Orica-Scott)

Tour de Slovénie: tappa e maglia a Majka

Rafal Majka conquista tappa e maglia al Giro di Slovenia

Rafal Majka conquista tappa e maglia al Giro di Slovenia

La terza tappa del Tour de Slovénie con arrivo in salita ha visto la vittoria di Rafal Majka e ha segnato  in maniera pressoché assoluta le sorti della graduatoria generale della corsa, che si concluderà domani con la Rogaska Slatina-Novo Mesto.

La tappa è stata contrassegnata da un ritmo fin da subito molto alto con sei corridori andati in fuga dopo soli 20 chilometri.

Quando mancano 9 km il drappello dei migliori è composto da otto elementi:Francesco Manuel Bongiorno (Sangemini-MG.KVis), Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli) e Giovanni Visconti (Bahrain Merida), gli austriaci Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe) e Hermann Pernsteiner (Amplatz-BMC), l’australiano Jack Haig (Orica-Scott), il primo anno sloveno Tadej Pogacar (Rog-Ljubljana) e il favorito della vigilia, il polacco Rafal Majka (Bora-Hansgrohe). Ed é proprio Majka ad attaccare seguito da Visconti ed Haig, il polacco detta un ritmo elevato e si invola a conquistare la tappa e la maglia di leader ad una sola frazione dal termine

Rafal Majka vince la seconda tappa al Tour of California

Rafal Majka

Prima vittoria in maglia Bora-Hansgrohe per Rafal Majka,  27enne polacco, che si è imposto nella  seconda frazione dell’Amgen Tour of California caratterizzata dalla durissima salita di Mount Hamilton.

Majka è andato all’attacco assieme a Lachlan Morton (Dimension Data), Ian Boswell (Sky) e George Bennett (LottoNL) e nel finale si è liberato di Boswell e Morton e ha domato Bennett in volata.

Il primo gruppo inseguitore, comprendente corridori come Robert Gesink e Andrew Talansky è arrivato staccato di 37″ il che ha permesso a Rafal Majka di diventare il nuovo leader della classifica generale con 2″ su George Bennett