Primoz Roglic conquista anche la Tre Valli Varesine 2019

Primoz Roglic vince alla Tre Valli Varesine 2019

Primoz Roglic vince alla Tre Valli Varesine 2019 segnata da un clamoroso errore di percorso che penalizza Vincenzo Nibali

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Primoz Roglic della Jumbo-Visma conquista la storica Tre Valli Varesine 2019 davanti al nostro Giovanni Visconti  e al campione uscente Toms Skujins.

Partenza anticipata per la corsa varesina che fin da subito risulta “elettrica”. Subito dopo il via parte, dal chilometro zero, l’attacco di Michael Gogl seguito da Agnoli, Ballerini José Herrada Frapporti e Marengo.

Il gruppo pare rialzarsi e i sei possono allungare ma quasi subito con Bardiani–CSF e Jumbo–Visma  vanno al comando tenendo controllato il margine e stabilizzandolo a poco più di due minuti.

Il primo passaggio sul Montello (terreno anche del Mondiale 2008) innalza il ritmo della gara con la Lotto Soudal che tira a tutti dimezzando il margine con i fuggitivi che nel frattempo sono rimasti in quattro.

Se nel primo giro del primo circuito la situazione resta in stallo, con il secondo passaggio sul Montello il ritmo cambia notevolmente in gruppo. A tirare sono gli uomini della Lotto Soudal, che allo scollinamento dimezzano il ritardo dagli attaccanti che nel frattempo perdono Agnoli e Frapporti restando in quattro.

Alla prima ascesa dei due “giri lunghi” anche Herrada cede il passo lasciando in testa Ballerini e Gogl. Ai meno 35 ci prova Ballerini ma da dietro partono prima Tim Wellens e poi David Gaudu senza esito.

Davanti restano in quattordici con tanti nomi pesanti: Michael Woods, George Bennett, Dylan Teuns, Luis Leon Sanchez e Alejandro Valverde su tutti,

La Jumbo-Visma si fa carico dell’inseguimento assieme alla Neri-Sottoli Selle Italia-KTM,che cerca importanti punti per la Ciclismo Cup.  Nel tratto di discesa Sanchez saluta tutti mentre dal plotone allungano Mollema, Brambilla, Armburu e lo squalo Vincenzo Nibali che rientrano sul gruppo dei primi inseguitori ora composto da 17 unità.

Lo spagnolo sfrutta tutte le sue rinomate doti di passista e tiene un margine di vantaggio attorno ai venti secondi. Ai meno quindici dall’arrivo succede l’incredibile: ad una rotonda gli inseguitori sbagliato clamorosamente strada,
La corsa cambia fisionomia in un batter d’occhio con gli iseguitori che si accorgono del patatrac e cominciano a sbracciare e imprecare quando ormai hanno perso un minuto o giù di lì per rientrare nel corretto tracciato.

 

A questo punto dopo la tragicomica scena ha spazio quel che resta del gruppo che si trova con 45 secondi di ritardo dalla testa della corsa e un ritrovato entusiasmo.

Sanchez non molla un centimetro mentre dietro il Team Ineos con Puccio e Geoghegan Hart  si spremono per trovare il ricongiungimento. Lo spagnolo spreme ogni singola goccia residua di energia entrando nell’ultimo chilometro con una manciata di secondi di margine.

Da dietro è il francese della Ag2r La Mondiale Pierre Latour a partire con un autentico numero che spezza in due il gruppone. Gianni Moscon rilancia l’andatura e a questa sfuriata resistono i soli Roglic e Fuglsang.

Ai meno 500 Sanchez viene ripreso dai tre e approfittando dell’attimo buono è Primoz Roglic che cambia ritmo infilando tutti con una progressione spettacolare.

Lo sloveno taglia il traguardo in solitaria mentre gli altri vengono ripresi dal gruppo con Giovanni Visconti  che regola la volata e regala alla Neri-SelleItalia-KTM importanti punti. Il podio è completato dal corridore della Trek-Segafredo, Toms Skukins.

 

Roglic obiettivo Tour 2020

Roglic dopo la Vuelta vuole la maglia gialla

Roglic dopo aver vinto il grande giro spagnolo ha dichiarato di voler puntare alla vittoria del Tour de France 2020

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic non ha fatto quasi in tempo a asciugarsi il sudore delle fatiche della vittoria della Vuelta a España 2019 che il suo sguardo e la sua mente sono già proiettate alla prossima stagione e all’obbiettivo “grosso” del Tour 2020.

Lo sloveno ha dominato la corsa iberica dopo aver brillato per due settimane al Giro d’Italia. La prova nella corsa a tappe spagnola ha spazzato via i dubbi circa la sua resistenza sulle tre settimane. Ora, nonostante l’arrivo di un fenomeno come Tom Dumoulin, Primoz ha ben in chiaro nella mente la voglia di indossare la maglia gialla a Parigi.

Intervistato da Marca, Roglic è stato molto chiaro:

“il Tour è il mio obiettivo, voglio andare in Francia per vincere, penso di aver dimostrato il mio valore prima col podio al Giro e poi con la conquista della Vuelta”.

A 29 anni lo sloveno vuole alzare la mira e, assieme a Richard Plugge, boss della Jumbo-Visma, a breve proveranno a pianificare la prossima stagione. Il roster ulteriormente impreziosito da Dumoulin sarà un ulteriore sprone per competere con il Team Ineos che quest’anno ha trionfato al Tour con Bernal.

Al Tour 2018, Roglic aveva ottenuto un insperato quarto posto conquistando anche la frazione di montagna e superando, nelle gerarchie del proprio team, il capitano designato Steven Kruijswijk (classificato quinto).

La concorrenza interna al Team Jumbo-Visma il prossimo anno sarà incredibile con atleti del calibro Kuss, Wout Van Aert e Laurens De Plus oltre a Dumoulin e  Kruijswijk. Insomma il rischio di avere troppi galli nel pollaio potrebbe essere concreto ma Primoz non vede questa situazione come un problema: “siamo in tanti corridori di alto profilo? Non è un problema anzi non ci sono mai abbastanza buoni corridori in una squadra, è sempre importante progredire”.

Tanti cuochi in cucina non rischiano di rovinare la brigata e anzi

“L’arrivo di Dumoulin è un’ottima notizia per tutti noi perché rafforza il team. Vogliamo crescere e questa è la via migliore”

ha spiegato Primoz Roglic. Effettivamente le capacità manageriali, lo dimostra il Team Sky/Ineos, possono far tranquillamente convivere tanti ciclisti “stellati”.

 

Rémi Cavagna trionfa a Toledo

Rémi Cavagna conquista la diciannovesima tappa

Rémi Cavagna conquista la diciannovesima tappa da Ávila a Toledo, caduta per Primoz Roglic ma non perde terreno

Rémi Cavagna (fonte pagina Twitter)

Rémi Cavagna (fonte pagina Twitter)

 

Rémi Cavagna conquista la diciannovesima tappa alla Vuelta a España 2019, tappa di transizione da Ávila a Toledo per un totale di 165 km. In attesa dell’ultimo tappone di montagna di domani il gruppo si concede una giornata di relativa tranquillità.

Sull’unica asperità di giornata, l’Alto de la Paramera,  provano ad allungare un gruppetto di atleti: Tsgabu Grmay (Mitchelton Scott), Ben O’Connor (Team Dimension Data), David de la Cruz (Team Ineos), Nikias Arndt (Team Sunweb), Peter Stetina (Trek-Segafredo), Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step), Lawson Craddock (EF Education First), Bruno Armirail (Groupama-FDJ), Silvan Dillier (AG2R La Mondiale) e Domen Novak (Bahrain-Merida).

C’è armonia tra gli uomini in fuga ma, complice il vento, il gruppo non lascia fare ed il margine non sale mai oltre i due minuti.

Quando mancano circa 70 km al traguardo di Toledo c’è una caduta nel gruppo dei big che coinvolge anche la Maglia Rossa Primoz Roglic che viene prontamente aiutato dai compagni di squadra e, nonostante i tentativi della Movistar, riesce a rientrare.

Quando mancano solo  25 all’arrivo Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step) prova ad abbandonare la compagnia degli altri fuggitivi. Dietro si marcano a vista e Cavagna riesce a scavare un solco sufficiente per resistere all’inseguimento finale andando ad anticipare tutti sul traguardo di Toledo.

La volata per il secondo posto è vinta dal corridore della Bora-hansgrohe Sam Bennett che ha la meglio sulla coppia della Quick Step Stybar-Gilbert. Quinta posizione per un brillante Alejandro Valverde.

Los Machucos trionfa Pogacar davanti a Roglic

Los Machucos: Pogacar su Roglic sempre più leader

Los Muchucos vede la storica doppietta del duo sloveno Pogacar e Roglic con Primoz che rafforza la propria leadership in generale 

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina facebook)

Los Muchucos vede il trionfo sloveno, ad imporsi al termine della tredicesima frazione della Vuelta Espana 2019 è Tadej Pogacar della UAE Team Emirates davanti a Primoz Roglic che rafforza ancora la sua posizione di leader della classifica generale.

Il plotone parte da Bilbao alla volta della terribile salita di Los Machucos da affrontare dopo ben sei Gran Premi della Montagna. L’era finale, catalogata come  Hors Categorie presenza pendenze  al limite dell’impossibile per lunghi tratti.

Considerando la durezza della tappa è inevitabile che il gruppo lascia allungare gli attaccanti di giornata. Partono in quasi trenta atleti mentre all’appello dei partente manca il nostro Fabio Aru costretto ad alzare bandiera bianca per un sovraffaticamento muscolare.

Tra gli uomini in fuga spiccano Philippe Gilbert, Pierre Latour, Thomas De Gendt, Angel Madrazo oltre ai nostri Matteo Fabbro e Gianluca Brambilla.

Del nutrito gruppo di fuggitivi nessuno, nemmeno i più combattivi, riesce a mantenere un margine sufficiente per arrivare al traguardo davanti a tutti. Ripresi tutti gli uomini in avanscoperta è il duo sloveno formato dal giovane Tadej Pogacar e dall’esperto Primoz Roglic a fare il vuoto andando a conquistare la terribile ascesa finale.

 

Ad importi è il ventenne della UAE che bissa il successo di qualche giorno fa consolidando il proprio terzo posto in classifica. Se Pogacar festeggia Roglic “gongola” andando a scavare un solco forse decisiva sugli avversari per la vittoria finale.

Alle spalle del duo sloveno arriva, reduce dalla fuga di giornata, Latour con 27 secondi di distacco assieme al duo della Movistar Quintana-Valverde.

Il capitano dell’Astana, Miguel Angel Lopez, paga un distacco di un minuto e ora la corsa si fa dura.

Ordine d’arrivo 13^ tappa:

1 POGAČAR Tadej UAE-Team Emirates 100 80 4:28:26
2 ROGLIČ Primož Team Jumbo-Visma 40 50 ,,
3 LATOUR Pierre AG2R La Mondiale 20 35 0:27
4 VALVERDE Alejandro Movistar Team 12 25 ,,
5 QUINTANA Nairo Movistar Team 4 18 ,,
6 MAJKA Rafał BORA – hansgrohe 15 ,,
7 LÓPEZ Miguel Ángel Astana Pro Team 12 1:01
8 BRAMBILLA Gianluca Trek – Segafredo 10 1:08
9 SOLER Marc Movistar Team 8 ,,
10 KELDERMAN Wilco Team Sunweb 6 ,,
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Roglic: crono e maglia rossa

Roglic vince la crono e indossa la maglia rossa

Roglic domina la cronometro da Jurancon a Pau e conquista la maglia rossa di leader della Vuelta Espana 2019, corsa finita?

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic domina la cronometro individuale di 36,2 chilometri valida come decima tappa della Vuelta Espana 2019 e, con l’ennesimo ribaltone in  classifica generale, va ad indossare la maglia rossa di leader.

Ripartenza dalla Francia per la corsa iberica con la prova contro il tempo da Jurancon a Pau. Dopo il giorno di riposo a trionfare è Primoz Roglic con un tempo di 47’05” (18’13” al primo rilevamento; 33’07” nel secondo) autore di una prova strepitosa con cui ha letteralmente dato una mazzata in testa agli avversari.

La vittoria di oggi consente al forte corridore sloveno di entrare nel ristretto gruppo di atleti in grado di imporsi in una tappa di tutti e tre i grandi giri a tappe.

Secondo classificato alle spalle di Primoz è arrivato Patrick Bevin (CCC), distanziato di 25″ mentre il terzo posto è andato Remi Cavagna (Deceuninck – Quick Step) a 27″. Il vero colpo Roglic l’ha fatto nei confronti dei diretti avversari per la maglia rossa finale: Alejandro Valverde (Movistar),ora è secondo in generale a 1.52 mentre Miguel Angel Lopez (Astana) è terzo a 2’11. Crolla l’ex maglia rossa Nairo Quintana che si trova ora a 3 minuti tondi dallo sloveno seguito da giovane connazionale del leader della generale Tadej Pogacar (UAE Team Emirates).

Dopo la prova a cronometro la classifica è stata letteralmente stravolta e, dopo una serie incredibili di ribaltoni la Vuelta Espana 2019 pare aver trovato un padrone ma, attenzione, le doti sulle tre settimane di Roglic sono ancora tutte da confermare (il Giro d’Italia 2019 ne è il lampante esempio).

 

Ordine d’arrivo 10^ tappa:

1 ROGLIČ Primož Team Jumbo-Visma 16 80 46.131 47:05
2 BEVIN Patrick CCC Team 8 50 45.726 0:25
3 CAVAGNA Rémi Deceuninck – Quick Step 4 35 45.694 0:27
4 CRADDOCK Lawson EF Education First 2 25 45.360 0:48
5 OLIVEIRA Nelson Movistar Team 1 18 45.140 1:02
6 LATOUR Pierre AG2R La Mondiale 15 44.953 1:14
7 DE GENDT Thomas Lotto Soudal 12 44.845 1:21
8 SOLER Marc Movistar Team 10 44.830 1:22
9 TEUNS Dylan Bahrain Merida 8 44.753 1:27
10 MARTÍNEZ Daniel Felipe EF Education First 6 44.737 1:28

Tom Dumoulin firma con il Team Jumbo-Visma

Tom Dumoulin ha firmato con il Team Jumbo-Visma

Tom Dumoulin lascia il Team Sunweb per firmare un accordo triennale con il Team Jumbo-Visma, obiettivo: vincere un grande giro

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Tom Dumoulin sarà un atleta del Team Jumbo-Visma a partire dalla stagione 2020, poche ore prima dell’annuncio della firma, era stata resa nota la rescissione del contratto fra l’olandese e il Team Sunweb.

Il contratto tra la formazione neerlandese e il vincitore del Giro d’Italia 2017 avrà durata triennale e non è trapelato l’ingaggio.

“Dopo la delusione per aver perso il Tour mi sono trovato seduto a casa, ho iniziato a valutare che un nuovo ambiente avrebbe potuto essere un svolta positiva per me. Ho ricevuto molte offerte alcune davvero interessante e penso che a questo punto della mia carriera era corretto cambiare team.

Non vedo l’ora di vincere un grande giro. Cercavo una nuova sfida e il Team Jumbo-Visma è la scelta giusta. Ho iniziato la mia carriera con la Rabobank Continental e quindi mi sembra di tornare a casa e sarà bello rappresentare una squadra dei Paesi Bassi”  ha dichiarato Dumoulin.

Alla Jumbo Visma Dumoulin avrà al suo fianco compagni di squadra che potranno aiutarlo soprattutto in salita nomi come Bennett, De Plus e dello stesso Kruijwsijk possono essere un valore aggiunto per le velleità di vittoria nei grandi giri per l’olandese che, dopo il Giro 2017, vorrebbe conquistare un’alta maglia prestigiosa. Cosa ne penserà il compagno di team (in rampa di lancio) Primoz Roglic?

 

Roglic riflette sul Giro che gli è sfuggito dalle mani

Roglic e quel Giro sfiorato e perso

Roglic partito come favorito per la conquista del Giro ha indossato la maglia rosa salvo perderla a favore di Richard Carapaz risultato poi imbattibile per lo sloveno

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic era uno dei favoriti per la corsa rosa, reduce da una prima parte dell’anno assolutamente esaltante era accreditato dagli esperti (e dai colleghi, su tutti Vincenzo Nibali) come il favorito numero uno per la conquista della corsa rosa. Già nella cronometro di Bologna lo sloveno aveva messo in chiaro le cose ottenendo subito la maglia di leader ed impressionando tutti per la qualità della sua pedalata.

Le strade del Giro 2019 gli hanno tolto di torno un avversario di primissimo livello come Tom Dumoulin vittima di una brutta caduta, lo stesso Simon Yetes ha quasi subito fatto capire che non era al cento per cento. In queste condizioni lo scenario dei potenziali rivali per la lotta al titolo era limitato allo Squalo Vincenzo Nibali. Poi, complice qualche sguardo di troppo tra i “due contendenti” ha consentito a Richard Carapaz di cogliere un margine che, grazie anche alla forza della Movistar e alle sue doti di scalatore, è risultato incolmabile.

La forma fisica, alta forse da troppi mesi, e la fatica dell’ultima settimana hanno fatto il resto facendo scivolare lo sloveno fuori dal podio. Solo la crono di Verona ha consentito a Roglic di scavalcare Mikel Landa Meana per ottenere l’ultimo gradino del podio.

Un risultato sicuramente apprezzabile quello del ciclista della Jumbo-Visma ma che, forse, lascia un po’ di amaro in bocca.

“La strada verso Verona era ostica e sono successe molte cose, ho avuto molti problemi e dopo la quattordicesima tappa ho iniziato a non sentirmi bene – ha spiegato Roglic – alla fine nonostante tutto sono arrivato sul podio dando il mio 110%

La 14esima tappa a cui fa riferimento lo sloveno della Jumbo-Visma è quella con arrivo a Como in cui Roglic ha avuto problemi meccanici dovendo rinunciare alla propria bicicletta e scivolando lungo la discesa verso il capoluogo di provincia Lombardo.

“Ho combattuto ogni giorno. Finire sul podio è davvero molto bello e sono felice e orgoglioso di questa mia performance al Giro. Ho corso molto in questa prima metà dell’anno e penso di aver imparato molto durante questa gara” ha detto Roglic a cyclingnews.com

Roglic, infatti ha ottenuto vittorie al Tour degli Emirati Arabi Uniti, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia ragion per cui in molti esperti avevano “previsto” un calo nella terza settimana. Certo Roglic non ha dominato nell’ultima settimana con un Carapaz indiavolato ma non ha arretrato un centimetro.

Ad onor del vero va detto che la formazione del vincitore del Giro è apparsa di un altro pianeta sia rispetto alla Bahrain Merida di Nibali che alla Jumbo-Visma che, prima dell’avvio della corsa rosa ha perso Robert Gesink e Laurens De Plus dopo la prima settimana.

“Questo Giro ha insegnato qualcosa a tutti sia singolarmente che come team. Esperienze e lezioni ne abbiamo colte, faremo le necessarie analisi e sicuramente troveremo temi da migliorare per stare meglio in corsa e fuori” ha detto Primoz.

“ammetto che sono stanco e che nell’ultima settimana non stavo mene. Ora mi prenderò un po’ di vacanza e poi vedrò cosa fare” ha concluso Roglic che potrebbe andare al Tour ma senza i galloni del capitano in quanto il team punterà su Dylan Groenewegen per le volate e su Steven Kruijswijk per la generale.

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

La crono dice sempre Roglic, la Rosa ancora Conti

La crono dice Primoz Roglic

La crono con arrivo a San Marino premia Primoz Roglic che precede Campenaerts e Mollema. Nibali quarto, Conti resta in rosa

Nella Sangiovese Wine Stage lo sloveno si impone davanti a Campenaerts e Mollema. Nibali quarto a 1’05’, male Yates e Lopez. Conti, al traguardo con un ritardo di 3’33” conserva la Maglia Rosa e guida la classifica con 1’50” su Roglic. 

Seconda vittoria di tappa di Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) che dopo la cronometro individuale inaugurale sul San Luca di Bologna si è ripetuto nella Sangiovese Wine Stage da Riccione a San Marino (RSM). Il podio di giornata è stato completato da Victor Campenaerts (Lotto-Soudal) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) ha accusato un ritardo dal vincitore di 1’05” mentre hanno perso terreno Simon Yates (Mitchelton – Scott) e Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team).
Ultimo a partire, Valerio Conti (UAE Team Emirates) ha resistito alla pioggia e alla pressione riuscendo a conservare la Maglia Rosa alla vigilia del primo giorno di riposo della Corsa Rosa.

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Terza vittoria di tappa per Primoz Roglic al Giro, tutte ottenute a cronometro: nona tappa al Giro 2016, prima e nona (a Bologna e San Marino) nel 2019. Solo due corridori in attività hanno vinto tre crono al Giro: Roglic e Tom Dumoulin. Francesco Moser ha il record assoluto: 12.
  • Settima vittoria di tappa per la Slovenia al Giro d’Italia. La prima fu di Luka Mezgec al Giro 2014, ultima tappa con arrivo a Trieste.

DATI MONITORATI OGGI
I dati forniti da Velon raccontano la tappa attraverso dati dispositivi per il monitoraggio in tempo reale. I dati sono disponibili a questo link.

 

 

RISULTATO FINALE
1 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) – 34.8 km in 51’52”, media 40,257 km/h
2 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) a 11″
3 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 1’00”

 

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Valerio Conti (UAE Team Emirates)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Nans Peters (AG2R La Mondiale)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Valerio Conti (UAE Team Emirates)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 1’50”
3 – Nans Peters (AG2R La Mondiale) a 2’21”

CONFERENZA STAMPA
Il vincitore di tappa Primoz Roglic ha dichiarato: “Non è una sorpresa per me questo successo a cronometro. Ero concentro su me stesso e sono andato il più forte che potessi: è andata bene. Mi dispiace per Victor Campenaerts che ha avuto un problema meccanico, c’è sempre bisogno anche di fortuna per poter vincere. Per quanto riguarda la mia prova, ho provato il percorso al mattino quando era asciutto, poi in gara pioveva e non ho corso alcun rischio. A prescindere dai distacchi di oggi, credo che molte cose possono ancora accadere prima dell’arrivo di Verona.”.

La Maglia Rosa Valerio Conti ha dichiarato: “Forse ho sbagliato a togliere la visiera dal casco, pensavo che non piovesse più e invece ha ricominciato poco dopo. Probabilmente ho perso circa un minuto da Primoz Roglic perché non ho voluto correre alcun rischio. Il mio solo obiettivo era quello di mantenere la Maglia Rosa. Voglio tenerla il più a lungo possibile. Magari non vincerò il Giro quest’anno ma spero di poterci provare in futuro.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati

Richard Carapaz conquista la frazione di Frascati

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati caratterizzata da una lunga fuga e dalla caduta di Dumoulin che esce di classifica

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz conquista la tappa di Frascati, quarta frazione del Giro d’Italia con partenza da Orbetello. Tappa contraddistinta da una fuga partita dal chilometro 3 e terminata solo nel finale. I protagonisti di giornata sono i coraggiosi Marco Maestri (Bardiani CSF), Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec) e Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) che allungano subito, pedalano in armonia ed arrivano ad accumulare un vantaggio che supera i 12 minuti.

Quando mancano circa 10 chilometri al traguardo il gruppo rientra sui 3 eroi di giornata ma dopo una manciata di chilometri una caduta spezza letteralmente in due il gruppo. E’ un atleta del Team Ineos, Salvatore Puccio, a scatenare la carambola.

Davanti restano solo una quindicina di atleti, pochi gli uomini di classifica presenti: solo la maglia rosa Primoz Roglic e Richard Carapaz ed alcuni velocisti come come Viviani, Démare, Ewan ed Ackermann.

Restano indietro Nibali e Yates mentre Tom Dumoulin resta a terra dolorante. Davanti lavorano a tutta e, quando ai meno 1900 metri c’è la rampa finale, Marco Marcato frena facendo staccare Elia Viviani. Ai meno 400 metri dall’arriva prova ad allungare Richard Carapaz che prende un lieve margine, prova a superarlo Ewan ma ormai è tardi ed è il corridore della Movistar ad esultare bissando il successo dello scorso anno a Montevergine di Mercogliano.

A 18 secondi arriva un gruppetto con Nibali e Yates oltra a Lopez, Jungles, Majka, Geoghegan Hart, Formolo, Gallopin, Zakarin. Sivakov accusa 25 secondi di distacco, Zakarin 44 mentre Kangert  arriva a 1’20”.

Su traguardo arriva anche Tom Dumoulin quando il cronometro segna ormai oltre 4 minuti di svantaggio, l’olandese è palesemente dolorante e sanguinante, speriamo che possa recuperare.

La maglia rosa rimane sulle spalle di Primoz Roglic che guadagna su tutta la concorrenza portando a 35″ il gap su Yates e 39″ su Nibali.