Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019

Roglic re della Corse dei due Mari

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 scavalcando, nella cronometro conclusiva, il leader della generale Adam Yates. Crono a Campenaerts

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 (fonte pagina twitter)

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 (fonte pagina twitter)

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 contraddistinta da grande equilibrio e da un finale per cuori forti. Il fenomeno sloveno del Team Jumbo–Visma scavalca il leader secondo Adam Yates (Mitchelton – Scott) che deve abdicare per un solo secondo.  Erano 25 i secondi che dividevano in classifica i due e, nell’ormai consueta cronometro che conclude la Corsa dei due Mari, Primoz è riuscito nell’impresa che pochi prevedevano, di recuperarne addirittura 26 ed andare a conquistare la breve corsa a tappe italiana.

Una lotta sul filo dei metri o dei centimetri che ha visto il britannico beffato proprio sulla linea d’arrivo. Lo scalatore di Bury non ha potuto far altro che arrendersi al responso dell’orologio che gli ha tolto il segno del primato, appunto, per un solo secondo.

La vittoria nella cronometro è andata a Victor Campenaerts della Lotto Soudal fenomeno di specialità che il prossimo mese sarà impegnato nel tentativo di conquista del record dell’ora e che vede nella prova odierna un segnale incoraggiante circa il suo stato di forma.

La maglia azzurra, simbolo del primato, finisce sulle spalle di Primoz Roglic che prosegue nel suo cammino di avvicinamento al Giro d’Italia. Ad appena due settimane dalla conquista dell’UAE Tour ecco un favoloso bis che lo spinge in modo importante verso il vertice del ciclismo mondiale.

Il podio finale è completato dal corridore dell’Astana Jakub Fuglsang che ha difeso il buon margine iniziale dall’esperto cronoman Tom Dumoulin. Scorrendo la classifica finale balza all’occhio la totale assenza di italiani nella Top ten, il migliore dei nostri, infatti, è Alberto Bettiol (EF Drapac) che chiude la Tirreno undicesimo ma forte del secondo posto nella crono odierna).

 

Laurens De Plus “l’incidente mi ha cambiato”

Laurens De Plus racconta del suo incidente

Laurens De Plus vittima di due bruttissimi incidenti è tornato alle corse con la maglia del team Jumbo-Visma

Laurens De Plus (fonte pagina twitter)

Laurens De Plus (fonte pagina twitter)

Laurens De Plus dopo due gravi incidenti in ​​rapida successione ha  iniziando la sua prima stagione con il team Jumbo-Visma. De Plus ha raccontato a cyclingnews.com come il recupero dalle ferite subite lo ha cambiato come persona.

Laurens De Plus è stato uno delle vittime del Lombardia 2017, lungo la discesa di Sormano è caduto superando il guardrail volando giù per un ripido pendio. Nell’impatto il belga si si è fratturato un ginocchio e ha dovuto rinunciare a gran parte della stagione 2018. De Plus lo scorso gennaio si è recato in Sud Africa per alcune sessioni di allenamento, in una uscita assieme ai compagni di squadra Bob Jungels e Petr Vakoc quando il gruppo è stato investito da un camion.

Jungels è rimasto totalmente illeso mentre Vakoc e De Plus hanno avuto la peggio:

“E ‘stato un momento difficile ma ho trovato un grande sostegno da parte delle persone che mi sono state accanto e, anzi, ho capito il valore dell’aiuto ricevuto, devo dire che l’incidente mi ha cambiato come persona – ha spiegato De Plus a Cyclingnews – ora so che se qualcosa va storto in qualche gara non è un dramma ci sono cose più grandi”.

De Plus si è goduto la parte finale della stagione trascorrendo del tempo con la famiglia mentre preparava il 2019:

“Ho detto molte volte alla mia famiglia che sono felice ora che tutto è passato, senza più tutte quelle visita mediche”

De Plus ha quindi avuto l’opportunità di concentrarsi al 100% sul suo stato di forma per arrivare pronto alla nuova stagione dopo aver lasciato la QuickStep per la Jumbo-Visma. Al Tour UAE ha lavorato per favorire la vittoria finale di Primoz Roglic.

“E ‘stata davvero una bella settimana, non potevo sperare un inizio migliore così con la mia nuova squadra. Speravo di essere in forma dopo un inverno finalmente dedicato all’allenamento ma finché non sei in corsa non ha un test diretto con gli altri corridori del gruppo” ha raccontato De Plus

Il belga  ora prenderà parte alla Tirreno-Adriatico prima di essere al via del Giro dove sarà nuovamente al servizio di Roglic

“È super eccitante poter aiutare un compagno alla conquista di un Grande Tour ed entrare nella storia, con Roglic è nata una amicizia fin da subito, ci intendiamo al volo, sono felice di poter lavorare con lui, ci capiamo anche senza parlarci” ha detto De Plus a Cyclingnews.

De Plus spera di poter un giorno essere lui il leader di un team ma per ora ha come obiettivo quello portare Roglic sul gradino più alto del podio al Giro d’Italia:

“Personalmente, voglio fare un salto in avanti, il team mi ingaggiato come potenziale leader ma ci vorrà ancora tanto lavoro da fare passo dopo passo, per ora lavoro come supporto per Primoz “

Fuglsang vittoria con dedica a Scarponi

Fuglsang vittoria sui muri marchigiani

Fuglsang vittoria nel segno di Michele Scarponi nella quinta tappa della Tirreno-Adriatico con arrivo a Recanati

Fuglsang vittoria per Scaproni

Fuglsang vittoria per Scarponi

Fuglsang vittoria con dedica a Scarponi per l’atleta dell’Astana che si impone sull’arrivo di Recanati con un dito al cielo per ricordare l’amico Michele.

Jakub Fuglsang fa sua una tappa insidiosa, lunga 180 km con un circuito finale di circa 23 km da ripetere tre volte carico di muri.

La fuga di giornata è composta da una dozzina di altleti tra cui i nostri Daniel Oss, Edoardo Zardini e Giovanni Visconti. I fuggitivi hanno il via libera del gruppo che, però, li controlla a distanza. Entrati nel circuito finale è Jakub Fuglsang a dare spettacolo.

Dopo la vittoria di Alexey Lutsenko l’atleta dell’Astana va a riprendere i fuggitivi proseguendo in solitaria sino al traguardo di Recanati. Il danese pedala con una grinta incredibile per arrivare da solo all’arrivo e poter compiere un gesto meraviglioso:  taglia il traguardo con il dito levato verso il cielo in ricordo dell’indimenticabile Michele Scarponi.

Alle spalle del vincitore restano Gabburo e Pedersen, reduci dalla fuga iniziale, raggiunti da Adam Yates e Primoz Roglic. Sull’ultimo strappo i due big della corsa danno spettacolo con il leader della generale, Yates, che stacca il rivale aumentando il proprio vantaggio in generale in attesa della cronometro di San Benedetto del Tronto.

Raggiante Jakob Fuglsang, all’arrivo:

“Già ieri avevo detto che se avessi vinto avrei dedicato la tappa a Michele Scarponi. Lui ha vinto la Tirreno-Adriatico proprio dieci anni fa. Questa era la sua gara preferita e oggi abbiamo corso sulle sue strade. Mi manca ancora tanto, è sempre nei nostri pensieri. Era un bravo ragazzo, questo successo non può che essere per lui”.

 

 

Alaphilippe a segno alla Tirreno-Adriatico

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance conferma di essere in uno straordinario periodo di forma dopo la vittoria alle  Strade Bianche. Yates nuovo leader

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance certifica ulteriormente il suo periodo di forma che l’ha portato a conquistare prima le Strade Bianche e poi, appunto, la seconda frazione della Tirreno-Adriatico 2019 sull’arrivo di Pomarance. La maglia azzurra di leader della classifica generale passa sulle spalle di Adam Yates (Mitchelton-Scott).

Archiviata la crono a squadre di ieri che ha visto vittoriosa la Mitchelton-Scott, la Corsa dei due Mari riparte da Camaiore in direzione Pomarance con distacchi già delineati in attesa dei primi saliscendi di giornata.

La tappa viene inizialmente mossa da cinque atleti tra cui il nostro Mirco Maestri della Bardiani-CSF accompagnato da Natnael Behrane (Cofidis), Stepan Kuriyanov (Gazprom-Rusvel), Sebastian Schonberger (Neri-Selle Italia-KTM), Markel Irizar (Trek-Segafredo). I fuggitivi vengono riassorbiti quando mancano circa 10 chilometri dal traguardo.

Ci prova Daniel Oss (Bora – Hansgrohe) che riesce a prendere un po’ di vantaggio ma viene ripreso dopo circa 1 km di avanscoperta, a quel punto è lo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) che prova a sorprendere tutti ma non riscendo a fare selezione è ripreso dal gruppetto che si prepara alla volata finale.

Greg Van Avermaet (CCC) prova ad anticipare tutti ma viene ripreso e sorpassato da un fenomenale  Julian Alaphilippe che conquista un altro prestigioso alloro in questo inizio di 2019. Alle spalle dei due ecco il nostro Alberto Bettiol (EF Drapac).

Adam Yates è il nuovo leader della enerale con 7″ di vantaggio su Roglic, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida),  paga solo pochi secondi dal vincitore e si mostra in assoluto progresso.

 

Mitchelton–Scott: un fulmine alla Tirreno-Adriatico 2019

 

Mitchelton–Scott conquista la cronosquadre

Mitchelton–Scott vince la cronometro a squadre di 21 km in programma sulle strade di Camaiore che avvia la Tirreno-Adriatico 2019

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott

Mitchelton–Scott è la squadra più rapida a completare i 21 km della cronometro a squadre di apertura della Tirreno-Adriatico 2019. La squadra olandese vince e Michael Hepburn, è il primo leader della classifica generale.
La prima frazione della 54^ Corsa dei due Mari fa registrare divari più ampi di quanto si poteva immaginare complice l’asfalto bagnato che penalizza i partenti del primo pomeriggio a favore di chi è, invece, partito più tardi.

La Mitchelton-Scott chiude con il tempo di 22’25”, ad una media oraria di 57.5 km, a tagliare per primo il traguardo è Michael Hepburn che conquista di diritto la prima maglia azzurra della corsa. La frazione ha visto un dominio del Team Jumbo–Visma che viene però beffata nell’ultimo chilometro di gara. Agli olandesi non bastano i “fenomeni” Primoz Roglic, Tony Martin e Jos Van Emden per salire sul primo gradino del podio.

Il terzo posto va al Team Sunweb di Tom Dumoulin che fa registrare un distacco di 22 secondi mentre quarta si piazza la Deceuninck – Quick Step di Julian Alaphilippe fresco vincitore delle Strade Bianche. Il Team Sky di Moscon e Thomas perde 47 secondi.  Chi accusa un distacco elevato è la Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali che accusa oltre un minuto di gap.

Da segnalare un fatto increscioso che poteva avere conseguenze gravi ma che fortunatamente si è concluso bene: durante il passaggio della Bora–Hansgrohe un incurante passante ha attraversato la strada venendo travolto da Oscar Gatto e Rafal Majka. Il passante è stato trasportato in ospedale mentre per gli atleti non vi è nulla da segnalare.

Ordine d’arrivo 1^ tappa:

1 MITCHELTON – SCOTT 00:22:25
2 TEAM JUMBO – VISMA 00:00:07
3 TEAM SUNWEB 00:00:22
4 DECEUNINCK-QUICK-STEP 00:00:37
5 TEAM SKY 00:00:47
6 LOTTO SOUDAL 00:00:54
7 EF EDUCATION FIRST 00:00:56
8 GROUPAMA – FDJ 00:00:58
9 ISRAEL CYCLING ACADEMY 00:01:05
10 BAHRAIN – MERIDA 00:01:10
11 CCC TEAM 00:01:12
12 TREK – SEGAFREDO 00:01:13
13 ASTANA PRO TEAM 00:01:13
14 UAE TEAM EMIRATES 00:01:19
15 MOVISTAR TEAM 00:01:32
16 TEAM DIMENSION DATA 00:01:34
17 TEAM KATUSHA ALPECIN 00:01:38
18 GAZPROM – RUSVELO 00:01:40
19 COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS 00:01:54
20 BORA – HANSGROHE 00:01:57
21 AG2R LA MONDIALE 00:02:01
22 NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM 00:02:10
23 BARDIANI CSF 00:02:41

Classifica generale TOP5:

1 HEPBURN Michael Mitchelton-Scott 10 22:25
2 BOOKWALTER Brent Mitchelton-Scott ,,
3 DURBRIDGE Luke Mitchelton-Scott ,,
4 YATES Adam Mitchelton-Scott ,,
5 EDMONDSON Alex Mitchelton-Scott 0:03

 

Vincenzo Nibali e la galleria del vento

Vincenzo Nibali prepara il Giro nella galleria del vento

Vincenzo Nibali si allenerà con il compagno di squadra Rohan Dennis in galleria del vento per migliorare a cronometro

Vincenzo Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali e il compagno di squadra Rohan Dennis hanno programmato alcune sessioni di allenamento nella galleria del vento. L’obiettivo è quello di migliorare le prestazioni a cronometro in vista del Giro che presenterà qualcosa come tre prove contro il tempo.

Il siciliano dopo aver preso parte all’UAE Tour ora si dedicherà ad allenamenti specifici e, in compagni del collega di team Rohan Dennis Campione del Mondo in carica a cronometro, si sottoporrà anche ad alcuni test in galleria del vento.

Nibali ha come primo obiettivo stagionale proprio la riconquista del Giro d’Italia 2019 e sulle strade della corsa rosa dovrà vedersela con specialisti delle cronometro come Tom Dumoulin e Primoz Roglic che avranno dalla loro parte un totale di 58,5 chilometri.

Uno dei punti deboli dello Squalo dello Stretto rispetto ai suoi principali rivali è proprio la capacità di essere competivo con i big della cronometro. L’atteggiamento di Vincenzo dimostra come, nel 2019, l’attenzione alla conquista del Giro d’Italia sarà massima, forse anche a discapito del Tour?

 

 

 

Valverde prima vittoria da Campione del Mondo

Valverde prima vittoria con la maglia iridata

Valverde prima vittoria con la maglia iridata, precedendo in una volata a tre Roglic (sempre leader delle generale) e Gaudu

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde riesce a vincere la prima gara con la maglia iridata. Dopo la vittoria al Mondiale 2018 dello scorso settembre il 38enne atleta della Movistar non era più riuscito ad imporsi. Nella terza tappa dell’UAE Tour, invece, il campione iberico è riuscito ad avere la meglio sul traguardo di Jabel Hafeet.

Il Campione del Mondo ha preceduto in una volata ristretta lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo-Visma), che mantiene vestiva la maglia di leader della classifica, generale, e il francese David Gaudu (Groupama-Fdj).

Valverde è apparso decisamente soddisfatto per essersi tolto di dossi il “peso” di non riuscire a vincere con indosso la maglia di Campione del Mondo:

“è stata un vittoria incredibile perché ottenuta con addosso la maglia di campione del mondo. Era da un po che ci provavo ma il risultato non voleva arrivare. Ora sono davvero felice di questa vittoria. C’è stato un momento difficile in cui ho rischiato anche di cadere per via della bassa velocità ma non mi sono scomposto e ho ripreso subito un buon ritmo”.

 

Tadej Pogacar promessa del ciclismo mondiale

Tadej Pogacar pronto per il salto di qualità?

Tadej Pogacar talento della UAE Emirates di Mauro Gianetti dopo un buon Tour Down Under è pronto a stupire e crescere

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar ha solo vent’anni ma ha già mostrato al recente Tour Down Under quanto sia pronto a ragionare da big del ciclismo mondiale. Certo gli occhi dei giornalisti in questo momento non sono focalizzati sul giovane sloveno ma questo poco importa al corridore della UAE Emirates conscio che a breve la tendenza verrà invertita.

“Ha un potenziale molto grande, ha tutte le carte in regola per diventare un corridore da grandi corse ha tappe” ha dichiarato il team manager Mauro Gianetti a Velonews.

Pogacar lo scorso anno ha conquistato, praticamente da solo, il Tour de l’Avenir 2018 dell’anno scorso destando l’attenzione della UAE:

“Quello che ha fatto al Tour de l’Avenir dimostra come sia adatto ai grandi giri. Con noi ha firmato già un anno e mezzo fa, è uno dei grandi prospetti del ciclismo mondiale e siamo contenti di essere stati i primi a metterci gli occhi addosso” ha proseguito Gianetti.

Tadej Pogacar ha toccato già il cielo con un dito nell’aver pedalato accanto a un idolo come Peter Sagan e ha dimostrato tutta la sua umiltà e voglia di apprendere ma già allo scorso Tour della Slovenia aveva dimostrato tutto il suo valore chiudendo quarto alle spalle di mostri sacri come Primož Roglič, Rigoberto Urán e Matej Mohorič.

“Il mio sogno da ragazzino era diventate un professionista ora che l’ho raggiunto mi sono dato altri traguardi. Il mondo dei Pro è tutto diverso dagli under 23, qui quando si inizia ad andare veloci si va superveloci!” ha raccontato lo sloveno.

Gianetti ha confermato che non c’è un grande tour nei piani di Tadej Pogacar ma che dopo le corse australiane si trasferirà in Europa per essere al via alle Strade Bianche e al Giro dei Paesi Baschi prima di prendere il via all’Amgen Tour of California.

E’ opinione diffusa tra gli addetti ai lavori che Pogacar abbia il pedigree per diventare un giorno un big per le corse a tappe forte delle sue doti da scalatore a cui si affiancano abilità contro l’orologio.

“Spesso i giovani corridori di talento hanno fretta di bruciare le tappe ma lui ha la personalità per prendersi il suo tempo e non sentire le pressioni – ha detto Gianetti – può diventare un big e noi lo aiuteremo in questo cammino facendo i giusti passi”.

“Fabio Aru è un compagno a cui guardare, voglio imparare da lui ma sono un corridore diverso, voglio imparare e migliorarmi è una cosa che è costantemente nella mia mente” ha dichiarato. A volte questa tensione non è positiva perché mette nervoso” Pogačar

Questo desiderio di miglioramento costante è una parte così dominante del suo personaggio che compare anche nella sua biografia su Instagram, (scritta in inglese piuttosto che il suo sloveno nativo):

“Sono ciclista, potrei non essere il migliore, ma è quello che vogliono essere. Potrei non arrivarci mai, ma non smetterò mai di provare. “

 

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?