Tom Dumoulin firma con il Team Jumbo-Visma

Tom Dumoulin ha firmato con il Team Jumbo-Visma

Tom Dumoulin lascia il Team Sunweb per firmare un accordo triennale con il Team Jumbo-Visma, obiettivo: vincere un grande giro

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Tom Dumoulin sarà un atleta del Team Jumbo-Visma a partire dalla stagione 2020, poche ore prima dell’annuncio della firma, era stata resa nota la rescissione del contratto fra l’olandese e il Team Sunweb.

Il contratto tra la formazione neerlandese e il vincitore del Giro d’Italia 2017 avrà durata triennale e non è trapelato l’ingaggio.

“Dopo la delusione per aver perso il Tour mi sono trovato seduto a casa, ho iniziato a valutare che un nuovo ambiente avrebbe potuto essere un svolta positiva per me. Ho ricevuto molte offerte alcune davvero interessante e penso che a questo punto della mia carriera era corretto cambiare team.

Non vedo l’ora di vincere un grande giro. Cercavo una nuova sfida e il Team Jumbo-Visma è la scelta giusta. Ho iniziato la mia carriera con la Rabobank Continental e quindi mi sembra di tornare a casa e sarà bello rappresentare una squadra dei Paesi Bassi”  ha dichiarato Dumoulin.

Alla Jumbo Visma Dumoulin avrà al suo fianco compagni di squadra che potranno aiutarlo soprattutto in salita nomi come Bennett, De Plus e dello stesso Kruijwsijk possono essere un valore aggiunto per le velleità di vittoria nei grandi giri per l’olandese che, dopo il Giro 2017, vorrebbe conquistare un’alta maglia prestigiosa. Cosa ne penserà il compagno di team (in rampa di lancio) Primoz Roglic?

 

Roglic riflette sul Giro che gli è sfuggito dalle mani

Roglic e quel Giro sfiorato e perso

Roglic partito come favorito per la conquista del Giro ha indossato la maglia rosa salvo perderla a favore di Richard Carapaz risultato poi imbattibile per lo sloveno

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic era uno dei favoriti per la corsa rosa, reduce da una prima parte dell’anno assolutamente esaltante era accreditato dagli esperti (e dai colleghi, su tutti Vincenzo Nibali) come il favorito numero uno per la conquista della corsa rosa. Già nella cronometro di Bologna lo sloveno aveva messo in chiaro le cose ottenendo subito la maglia di leader ed impressionando tutti per la qualità della sua pedalata.

Le strade del Giro 2019 gli hanno tolto di torno un avversario di primissimo livello come Tom Dumoulin vittima di una brutta caduta, lo stesso Simon Yetes ha quasi subito fatto capire che non era al cento per cento. In queste condizioni lo scenario dei potenziali rivali per la lotta al titolo era limitato allo Squalo Vincenzo Nibali. Poi, complice qualche sguardo di troppo tra i “due contendenti” ha consentito a Richard Carapaz di cogliere un margine che, grazie anche alla forza della Movistar e alle sue doti di scalatore, è risultato incolmabile.

La forma fisica, alta forse da troppi mesi, e la fatica dell’ultima settimana hanno fatto il resto facendo scivolare lo sloveno fuori dal podio. Solo la crono di Verona ha consentito a Roglic di scavalcare Mikel Landa Meana per ottenere l’ultimo gradino del podio.

Un risultato sicuramente apprezzabile quello del ciclista della Jumbo-Visma ma che, forse, lascia un po’ di amaro in bocca.

“La strada verso Verona era ostica e sono successe molte cose, ho avuto molti problemi e dopo la quattordicesima tappa ho iniziato a non sentirmi bene – ha spiegato Roglic – alla fine nonostante tutto sono arrivato sul podio dando il mio 110%

La 14esima tappa a cui fa riferimento lo sloveno della Jumbo-Visma è quella con arrivo a Como in cui Roglic ha avuto problemi meccanici dovendo rinunciare alla propria bicicletta e scivolando lungo la discesa verso il capoluogo di provincia Lombardo.

“Ho combattuto ogni giorno. Finire sul podio è davvero molto bello e sono felice e orgoglioso di questa mia performance al Giro. Ho corso molto in questa prima metà dell’anno e penso di aver imparato molto durante questa gara” ha detto Roglic a cyclingnews.com

Roglic, infatti ha ottenuto vittorie al Tour degli Emirati Arabi Uniti, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia ragion per cui in molti esperti avevano “previsto” un calo nella terza settimana. Certo Roglic non ha dominato nell’ultima settimana con un Carapaz indiavolato ma non ha arretrato un centimetro.

Ad onor del vero va detto che la formazione del vincitore del Giro è apparsa di un altro pianeta sia rispetto alla Bahrain Merida di Nibali che alla Jumbo-Visma che, prima dell’avvio della corsa rosa ha perso Robert Gesink e Laurens De Plus dopo la prima settimana.

“Questo Giro ha insegnato qualcosa a tutti sia singolarmente che come team. Esperienze e lezioni ne abbiamo colte, faremo le necessarie analisi e sicuramente troveremo temi da migliorare per stare meglio in corsa e fuori” ha detto Primoz.

“ammetto che sono stanco e che nell’ultima settimana non stavo mene. Ora mi prenderò un po’ di vacanza e poi vedrò cosa fare” ha concluso Roglic che potrebbe andare al Tour ma senza i galloni del capitano in quanto il team punterà su Dylan Groenewegen per le volate e su Steven Kruijswijk per la generale.

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

La crono dice sempre Roglic, la Rosa ancora Conti

La crono dice Primoz Roglic

La crono con arrivo a San Marino premia Primoz Roglic che precede Campenaerts e Mollema. Nibali quarto, Conti resta in rosa

Nella Sangiovese Wine Stage lo sloveno si impone davanti a Campenaerts e Mollema. Nibali quarto a 1’05’, male Yates e Lopez. Conti, al traguardo con un ritardo di 3’33” conserva la Maglia Rosa e guida la classifica con 1’50” su Roglic. 

Seconda vittoria di tappa di Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) che dopo la cronometro individuale inaugurale sul San Luca di Bologna si è ripetuto nella Sangiovese Wine Stage da Riccione a San Marino (RSM). Il podio di giornata è stato completato da Victor Campenaerts (Lotto-Soudal) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) ha accusato un ritardo dal vincitore di 1’05” mentre hanno perso terreno Simon Yates (Mitchelton – Scott) e Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team).
Ultimo a partire, Valerio Conti (UAE Team Emirates) ha resistito alla pioggia e alla pressione riuscendo a conservare la Maglia Rosa alla vigilia del primo giorno di riposo della Corsa Rosa.

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Terza vittoria di tappa per Primoz Roglic al Giro, tutte ottenute a cronometro: nona tappa al Giro 2016, prima e nona (a Bologna e San Marino) nel 2019. Solo due corridori in attività hanno vinto tre crono al Giro: Roglic e Tom Dumoulin. Francesco Moser ha il record assoluto: 12.
  • Settima vittoria di tappa per la Slovenia al Giro d’Italia. La prima fu di Luka Mezgec al Giro 2014, ultima tappa con arrivo a Trieste.

DATI MONITORATI OGGI
I dati forniti da Velon raccontano la tappa attraverso dati dispositivi per il monitoraggio in tempo reale. I dati sono disponibili a questo link.

 

 

RISULTATO FINALE
1 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) – 34.8 km in 51’52”, media 40,257 km/h
2 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) a 11″
3 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 1’00”

 

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Valerio Conti (UAE Team Emirates)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Nans Peters (AG2R La Mondiale)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Valerio Conti (UAE Team Emirates)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 1’50”
3 – Nans Peters (AG2R La Mondiale) a 2’21”

CONFERENZA STAMPA
Il vincitore di tappa Primoz Roglic ha dichiarato: “Non è una sorpresa per me questo successo a cronometro. Ero concentro su me stesso e sono andato il più forte che potessi: è andata bene. Mi dispiace per Victor Campenaerts che ha avuto un problema meccanico, c’è sempre bisogno anche di fortuna per poter vincere. Per quanto riguarda la mia prova, ho provato il percorso al mattino quando era asciutto, poi in gara pioveva e non ho corso alcun rischio. A prescindere dai distacchi di oggi, credo che molte cose possono ancora accadere prima dell’arrivo di Verona.”.

La Maglia Rosa Valerio Conti ha dichiarato: “Forse ho sbagliato a togliere la visiera dal casco, pensavo che non piovesse più e invece ha ricominciato poco dopo. Probabilmente ho perso circa un minuto da Primoz Roglic perché non ho voluto correre alcun rischio. Il mio solo obiettivo era quello di mantenere la Maglia Rosa. Voglio tenerla il più a lungo possibile. Magari non vincerò il Giro quest’anno ma spero di poterci provare in futuro.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati

Richard Carapaz conquista la frazione di Frascati

Richard Carapaz vince la tappa di Frascati caratterizzata da una lunga fuga e dalla caduta di Dumoulin che esce di classifica

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz conquista la tappa di Frascati, quarta frazione del Giro d’Italia con partenza da Orbetello. Tappa contraddistinta da una fuga partita dal chilometro 3 e terminata solo nel finale. I protagonisti di giornata sono i coraggiosi Marco Maestri (Bardiani CSF), Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec) e Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) che allungano subito, pedalano in armonia ed arrivano ad accumulare un vantaggio che supera i 12 minuti.

Quando mancano circa 10 chilometri al traguardo il gruppo rientra sui 3 eroi di giornata ma dopo una manciata di chilometri una caduta spezza letteralmente in due il gruppo. E’ un atleta del Team Ineos, Salvatore Puccio, a scatenare la carambola.

Davanti restano solo una quindicina di atleti, pochi gli uomini di classifica presenti: solo la maglia rosa Primoz Roglic e Richard Carapaz ed alcuni velocisti come come Viviani, Démare, Ewan ed Ackermann.

Restano indietro Nibali e Yates mentre Tom Dumoulin resta a terra dolorante. Davanti lavorano a tutta e, quando ai meno 1900 metri c’è la rampa finale, Marco Marcato frena facendo staccare Elia Viviani. Ai meno 400 metri dall’arriva prova ad allungare Richard Carapaz che prende un lieve margine, prova a superarlo Ewan ma ormai è tardi ed è il corridore della Movistar ad esultare bissando il successo dello scorso anno a Montevergine di Mercogliano.

A 18 secondi arriva un gruppetto con Nibali e Yates oltra a Lopez, Jungles, Majka, Geoghegan Hart, Formolo, Gallopin, Zakarin. Sivakov accusa 25 secondi di distacco, Zakarin 44 mentre Kangert  arriva a 1’20”.

Su traguardo arriva anche Tom Dumoulin quando il cronometro segna ormai oltre 4 minuti di svantaggio, l’olandese è palesemente dolorante e sanguinante, speriamo che possa recuperare.

La maglia rosa rimane sulle spalle di Primoz Roglic che guadagna su tutta la concorrenza portando a 35″ il gap su Yates e 39″ su Nibali.

 

 

Roglic può tenere la rosa fino a Verona?

Roglic può fare come Gianni Bugno nel 1990?

Roglic dopo aver conquistato la maglia rosa nella crono inaugurale potrebbe conservare il segno del primato ancora a lungo

Roglic (fonte pagina twitter)

Roglic (fonte pagina twitter)

Roglic ha conquistato la maglia rosa sabato scorso sbaragliando la concorrenza degli avversari lungo la salita a San Luca, ora il percorso che il Giro proporrà potrebbe consentire allo sloveno di fare un numero che manca dal 1990 quando Gianni Bugno prese la maglia al primo giorno e la mantenne fino all’ultimo giorno di corsa.

È obiettivamente poco improbabile, ma il percorso del Giro 2019, con due prove a cronometro e nessuna grande montagna nelle prime due settimane di corsa potrebbe favorire un numero d’altri tempi.

“Vedremo, sarei felice di vestirla a Verona”, ha detto Roglic quando gli è stato chiesto per quanto avrebbe tenuto la maglia rosa. Dopo tre giorni di corsa la domanda degli addetti ai lavori è proprio legata a quanto la maglia resterà sulle spalle del fenomeno della Jumbo-Visma.

La vittoria di sabato ha impressionato tutti per l’autorevolezza dimostrata infliggendo margini a due cifre su tutti gli avversari e creando un primo solco non di poco conto. Certo i margini da qui a Verona potranno allungarsi e restringersi come un elastico in mano a un bambino ma il fatto che nessuno dei velocisti è vicino in classifica riduce le possibilità che il gioco degli abbuoni possa spingere uno sprinter a insidiare lo sloveno.

Il Giro 2019, con un tono “old school” non presenta grandi salite sino alla seconda settimana e ciò comporterà che gli altri candidati al podio staranno molto abbottonati. La prima tappa veramente impegnativa come difficoltà altimetriche arriverà nella 13esima frazione ma prima ci sarà un’altra prova a cronometro alla nona tappa che potrebbe ulteriormente premiare il buon Primoz.

Chiaramente l’obiettivo della Jumbo-Visma è quello di indossare la rosa a Verona, poco importa se Primoz Roglic dovesse togliersi la maglia a patto di non perderla a favore di avversari diretta per la vittoria finale.

Addy Engels, direttore sportivo di Jumbo-Visma ha spiegato:

“tenere la maglia per tutte le tappe non è un obiettivo, quello che vogliamo è averla a fine gara. Oltretutto non abbiamo il controllo completo della corsa perché l’importante è non perdere tempo nei confronti dei rivali”.

Se quello ti conservare la maglia non è un obiettivo né del team né del corridore c’è il percorso a giocare a favore di che questo accada.

A parte una caduta o qualche problema fisico, l’unico ostacolo da qui alla cronometro di San Marino potrebbe venire esclusivamente da una fuga. I rivali di Roglic dal canto loro sanno che ogni giorno in maglia rosa vuol dire energie fisiche e mentali spese e tutto sommato non disdegnano che lo sloveno debba difenderla (senza guadagnare secondi) per più tappe. A supporto del team Jumbo-Visma possono arrivare le formazioni dei velocisti che sono interessate a tenere la corsa unita per giocare le proprie carte in volata.

 

I grandi vincitori del tour come Chris Froome o Vincenzo Nibali sono abituati allo stress della leadership mentre Primoz non ha mai condotto una corsa come favorito designato per tre lunghe settimane.

Matt White direttore sportivo di Mitchelton-Scott non nasconde che questa situazione può pesare sullo sloveno: “non sarebbe male, la maglia rosa comporta un’ora di impegno extra ogni giorno tra podio, interviste e premiazioni varie. Però quello che conta è avere la rosa a Verona”.

Solo quattro atleti hanno vinto il Giro (l’ultimo a riuscirci fu Gianni Bugno nel 1990) tenendo la maglia rosa dall’inizio alla fine e con ogni probabilità il Giro 2019 non andrà nello stesso modo.

Roglic è subito maglia rosa

Roglic comanda sul San Luca: è maglia rosa!

Roglic del  Team Jumbo–Visma batte tutti nella cronometro di apertura del Giro d’Italia 2019, secondo Yates e terzo Vincenzo Nibali

Primoz Roglic

Primoz Roglic

Roglic come da previsioni è la prima maglia rosa del Giro d’Italia 2019 . Lo sloveno del Team Jumbo–Visma conquista la prima tappa della corsa rosa, una prova individuale contro il tempo disputata a Bologna.

E’ una decisione vincente quella dell’organizzazione di porre l’attivo in cima alla salita di San Luca (storico arrivo del Giro dell’Emilia) che con le spettacolari rampe offre tantissimo spettacolo.

Era l’uomo più atteso che da mesi ormai stava facendo i numeri e il vincitore di UAE Tour, Tirreno-Adriatico e Giro di Romandia ha iniziato con il piede giusto anche la Corsa Rosa, naturalmente stiamo parlando di Primoz Roglic.

Lungo gli otto chilometri previsti, l’ex atleta del salto con gli sci, ha letteralmente strapazzato tutti i rivali chiudendo con il tempo  di 12.54″, unico atleta a scendere sotto il muro dei 13 minuti. I distacchi conquistati dallo sloveno lungo il tracciato felsineo sono tutt’altro che risicati.

Il primo dei battuti è l’unico degli uomini di classifica che, in barba alle previsioni meteo, decide di partire in serata: Simon Yates (Mitchelton-Scott), sono diciannove i secondi che lo separano dal vincitore di giornata. Per Yates un risultato che lo pone fin da subito come pretendente per la rosa.

Alle spalle dei due, uno strabiliante Vincenzo Nibali che dimostra di essere in ottima condizione rimediando solamente 23 secondi di distacco dal primo e precedendo, tra gli altri, uno specialista come Tom Dumoulin della Sunweb. Altro atleta che ha sorpreso tutti è lo scalatore dell’Astana  Miguel Angel Lopez che chiude in quarta posizione.

Buone prove anche da parte di  Bob Jungels (Deceuninck Quick Step) e del giovane britannico del Team Ineos,  Tao Geoghegan Hart. Tra i  big, male  Mikel Landa (Movistar) che perde oltre un minuto e Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin) che chiude a 1’20”.

Da segnalare  il miglior tempo nel tratto in salita (6’02”) di Giulio Ciccone della Trek-Segafredo che gli vale la prima maglia azzurra.

Ordine d’arrivo 1^ tappa:

1 ROGLIČ Primož Team Jumbo-Visma 100 80 37.209 12:54
2 YATES Simon Mitchelton-Scott 40 50 36.318 0:19
3 NIBALI Vincenzo Bahrain Merida 20 35 36.136 0:23
4 LÓPEZ Miguel Ángel Astana Pro Team 12 25 35.910 0:28
5 DUMOULIN Tom Team Sunweb 4 18 35.910 ,,
6 MAJKA Rafał BORA – hansgrohe 15 35.688 0:33
7 GEOGHEGAN HART Tao Team INEOS 12 35.600 0:35
8 DE PLUS Laurens Team Jumbo-Visma 10 35.600 ,,
9 MOLLEMA Bauke Trek – Segafredo 8 35.424 0:39
10 CARUSO Damiano Bahrain Merida 6 35.381 0:40

 

Roglic padrone del Romandia sulla strada verso il Giro

Roglic padrone del Romandia corre verso il Giro

Roglic del Team Jumbo Visma ha centrato il terzo successo di tappa nella cronometro di Ginevra, aggiudicandosi la gara a tappe 

Roglic al Romandia (fonte comunicato stampa)

Roglic al Romandia (fonte comunicato stampa)

Primoz Roglic del Team Jumbo-Visma ha festeggiato il successo finale nel Giro di Romandia, domenica 5 maggio, facendo segnare il miglior tempo nella cronometro conclusiva di 16,8 km con partenza e arrivo a Ginevra (Svizzera). Equipaggiato con Aquila CV, Roglic ha chiuso in 19’58”, con un vantaggio di 13” su Victor Campenaerts e 15” su Filippo Ganna. Nella classifica finale del Giro di Romandia, Roglic ha chiuso in 15 ore, 25 minuti e 11 secondi, davanti a Rui Costa (staccato di 49”) e Thomas (a 1’12”).

Si tratta del terzo successo del 2019 per Roglic in una corsa a tappe World Tour, dopo quelli all’UAE Tour e alla Tirreno-Adriatico.

Roglic si presenta dunque al Giro d’Italia in eccellenti condizioni fisiche e con un feeling ormai consolidato con i modelli di punta di Bianchi. “Per me innovazione vuol dire utilizzare le migliori tecnologie e i migliori materiali possibili. L’utilizzo del Countervail permette di avere un miglior controllo della bicicletta e risparmiare energie che nel finale fanno la differenza” è il pensiero di Primoz Roglic sui modelli progettati con sistema Bianchi CV.

RoglicSteven Kruijswijk, compagno di squadra di Roglic, ha concluso il Giro di Romandia al sesto posto finale, piazzandosi 18° nella cronometro individuale di Ginevra.

LA BICI DI PRIMOZ ROGLIC

Primoz Roglic è equipaggiato con Aquila CV, il più avanzato modello Bianchi da cronometro, progettato con sistema Bianchi CV powered by Countervail. Aquila CV è studiata per garantire il massimo controllo e una maggiore riduzione del dispendio energetico.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Romandia, Roglic concede il bis e prenota il successo finale

Romandia, colpo di Roglic

Romandia, Roglic equipaggiato con Oltre XR4 ha preceduto Costa e Thomas. Un ottimo Kruijswijk sale al 6° posto in classifica generale

Romandia Roglic vince (fonte comunicato stampa)

Romandia Roglic vince (fonte comunicato stampa)

Romandia, Roglic (Team Jumbo-Visma) continua a inviare chiari messaggi ai prossimi rivali del Giro d’Italia. Già vincitore della prima tappa del Giro di Romandia, il leader della classifica generale ha concesso il bis con Oltre XR4 nella quarta frazione, 107,6 km da Lucens a Torgon (Svizzera) con arrivo in salita, sabato 4 maggio. Sfruttando la grande prova del compagno di squadra Steven Kruijswijk e sfoggiando nuovamente un’invidiabile condizione fisica, Roglic ha attaccato sulle pendenze finali prima di battere in volata i rivali Rui Costa e Geraint Thomas.

Lo sloveno guida ora la classifica generale in 15:05:13, con 12” di vantaggio su Rui Costa e 16” su David Gaudu. Roglic è anche leader della Classifica a Punti della gara World Tour elvetica, a quota 125, davanti agli stessi Gaudu e Costa, e punta a completare l’opera nella cronometro finale di Ginevra, domenica 5 maggio.

Giunto all’arrivo nel gruppetto di testa e piazzatosi nono, Kruijswijk è salito al sesto posto della classifica generale, a 37” da Roglic.

LA BICI DI PRIMOZ ROGLIC

Primoz Roglic è equipaggiato con Bianchi Oltre XR4. Realizzata con il sistema Bianchi CV powered by Countervail, sviluppata e testata in collaborazione con la squadra World Tour Team Jumbo-Visma, Oltre XR4 è progettata per massimizzare il vantaggio aerodinamico ed il controllo.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA