Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per l’emittente del televisiva

Alberto Contador commentatore su Eurosport in lingua spagnola oltre all’impegno con il team Polartec-Kometa assieme a Ivan Basso

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador trova una nuova squadra! No nessun inatteso ritorno in sella e nemmeno la notizia già nota del suo impegno con la Polartec-Kometa assieme a Ivan Basso. Alberto sarà impegnato con il ruolo di commentatore per Eurosport. Contador quindi continuerà ad essere coinvolto a tempo pieno nel mondo delle due ruote. I tifosi spagnoli lo potranno dunque vedere, certo con una veste totalmente diversa, alle corse ciclistiche.

L’ex campione della Trek-Segafredo andrà a rinforzare la squadra di Eurosport che già può contare su talenti delle due ruote e del microfono come Antonio Alix, Eduardo Chozas, Luis Jiménez, Juan Antonio Flecha o Laura Meseguer.

“L’invito di Eurosport a collaborare come commentatore mi ha entusiasmato molto perché amo il ciclismo, è la mia passione e mi diverto non solo a gareggiare, ma anche a guardarlo. Questa è un’opportunità che mi motiva a continuare ad essere presente e seguire le notizie delle gare” sono state le prime parole del neo commentatore Contador.

 

Misuratori di Potenza: stop di Alberto Contador

Misuratori di Potenza: Contador conferma la sua contrarietà

Misuratori di Potenza

Misuratori di Potenza

Misuratori di Potenza, prosegue la “lotta” per eliminare questo strumento reo di togliere un po’ di poesia e fascino al ciclismo moderno. L’ultima posizione arriva da Tucson dove si è sviluppato il Training Camp della Polartec-Kometa di Alberto Contador.

Inizialmente il destinatario delle “polemiche” era il team Sky di Froome, ma ora quasi tutti i team pianificano le proprie tattiche in base ai dati del misuratore di potenza.

Lo strumento, già vietato nelle gare su pista, secondo i detrattori andrebbe rimosso anche dalle competizioni su strada. In realtà in pista viene usato “in differita”: i dati vengono raccolti ma non visualizzati durante le gare.

Ora, non tutti i problemi di carenza di spettacolarità dipendono dagli strumenti elettronici ma in parte ne sono influenzati. Naturalmente tutto poi dipende dalla mentalità del corridore (ve lo immaginate il Pirata che non scatta per un dato sul computerino?), dalle condizioni di gara e dalle forze dei team ma è palese che, al momento, tecnologia e profondità di organico premiano il Team Sky.

Misuratori di Potenza: intervenire sulla lunghezza delle tappe?

Una via alternativa, e forse più premiante, potrebbe essere quella proposta da Francesco Moser una quindicina di anni fa e sposata oggi da Alberto Contador: ridurre la lunghezza delle tappe.

A inizio millennio la proposta era legata alla triste piaga del doping: meno chilometri, meno fatica, meno ricorso al doping. Oggi potrebbe consentire a più corridori di essere competitivi incrementando la rosa di potenziali vincitori delle tappe e aumentandone velleità e “garra” agonistica. Pensate a un neo pro, abituato a corse brevi e razzenti, trovarsi in un tappone dolomitico di 180 km, dovrebbe necessariamente riporre l’ascia di guerra con il solo obiettivo di non naufragare. Una tappa di 100 km, anche costellata di salite, potrebbe essere invece più abbordabile e incentivante per gli attacchi.

La Vuelta ha adottato molte volte questo criterio, aumentando anche il dislivello in gara. I risultati sono stati buoni ma un po’ “snaturanti” del nostro sport. Evidentemente una soluzione per aumentare la qualità delle corse va trovata e come ogni soluzione ha i pro e i contro del caso. Se parlassimo con i “diesel” del gruppo (per parlare del recente passato pensiamo a Miguelon Indurain) ci direbbero che questa soluzione è errata, se parlassimo con i corridori più razzenti sposerebbero questa idea.

Ora non ci sentiamo di proporre una panacea ai mali del ciclismo ma forse piccoli accorgimenti avrebbero più successo che i paventati “cambiamenti epocali” come la riduzione delle settimane di corsa da tre a due per Giro e Vuelta.

Ivan Basso: “attenzione a Landa”

Ivan Basso: “Contador era una fenomeno! Landa farà bene”

Ivan Basso

Ivan Basso

Ivan Basso ha lasciato da qualche anno ormai il ruolo di ciclista professionista per dedicarsi a compiti dirigenziali. Ora che l’ex compagno di team ai tempi della Tinkoff ha appena la bicicletta al chiodo, il varesino e lo spagnolo saranno insieme alla guida di una nuova squadra Continental, la Polartec Kometa. Il team sarà la “cantera”, per dirla alla iberica, della Trek Segafredo ma la mano tricolore si nota nella scelta di due giovani talenti azzurri come Michele Gazzoli e Matteo Moschetti e nella collaborazione con il Centro Mapei.

Ivan Basso “Un altro Contador non c’è, però…”

“Ogni campione è unico ed è difficile pensare di trovare un nuovo Alberto Contador” ha dichiarato il varesino a CyclismActu – ma credo che Landa sia il corridore che in questo momento ha più talento di tutti”.
Il passaggio di Mikel Landa dal Team Sky di Chris Froome alla Movistar di Nairo Quintana è stato uno dei trasferimenti più chicchierati del ciclo-mercato e a poche settimane da quando lo spagnolo ha messo la maglia del team iberico non mancano già le frecciate tra i due.

E’ naturalmente un ragionamento in stile fantaciclismo ma Basso si è espresso sul valore di Mikel: “Se avessi un budget per prendere un corridore in questo momento prenderei proprio Landa”. Sappiamo l’ex campione di Cassano Magnago (VA) come la pensa, vediamo cosa dirà la strada.

Matteo Moschetti intervista per Ciclonews

Matteo Moschetti si racconta a www.ciclonews.biz

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti, Campione Italiano degli Under 23 e fresco vincitore della Coppa d’Inverno, il prossimo anno andrà a correre nella Polartec-Kometaformazione di sviluppo Continental della Trek-Segafredo, voluta da Alberto Contador, e diretta da Ivan Basso. In questa intervista ci racconta della sua passione per il ciclismo.

Ciao Matteo e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la passione per il ciclismo?

Ciao ragazzi e grazie a voi per questo spazio. Il mio primo approccio con lo sport è stato col calcio. Come tanti bambini la mia passione era per il pallone e dunque i miei genitori mi hanno iscritto ad una scuola calcio. Nel frattempo, però, un caso amico di famiglia che era presidente del Velo Sport Abbiategrasso cercava di convincermi, senza troppi risultati, a provare con il ciclismo. Francamente a me piaceva il pallone e “la corte” cadde prima ancora di iniziare. Poi un giorno andai a vedere una corsa di mio cugino e come per magia scattò la voglia di provare a correre. Chiesi ai miei genitori di portarmi a provare per una squadra di ciclismo ma all’inizio erano contrari. Poi, grazie alla mia insistenza, acconsentirono e cominciai a correre in bici senza mollare il pallone almeno fino alla terza media quando decisi che il ciclismo sarebbe stato il mio sport.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sicuramente il ciclismo è uno sport duro e impegnativo sotto questo aspetto. Richiede uno stile di vita ben preciso e tante volte difficile da comprendere per un adolescente. Però devo dire che tutto ciò non mi è mai pesato anzi, mi ha permesso di vivere esperienze ed emozioni incredibili con delle squadre in cui prima che compagni si era, e tuttora si è, amici. L’unica cosa che, forse, un po’ rimpiango è quella di non aver partecipato alle gite scolastiche negli ultimi anni di superiori, forse all’epoca qualche giorno “tranquillo” potevo concedermelo

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo e la bici a livello umano ti danno davvero tanto. Questo sport mi ha permesso di conoscere tanta gente, tante culture e modi di pensare diversi dal mio. Credo che questa sia una cosa fondamentale per un ragazzo: imparare a conoscere il “mondo” che ci circonda oltre l’ambito degli amici o della famiglia, aprire gli occhi al mondo. Ho imparato che se lavori tanto, in silenzio e quotidianamente prima o poi quel lavoro darà i suoi frutti, anche se a volte può non sembrare così. Insomma consiglieri il ciclismo a tutti i ragazzi e le ragazze perché è una grande scuola di vita

C’è una corsa che Matteo Moschetti ricorda con più piacere?

Sono tante le corse che ricordo con piacere, da spettatore e appassionato ricordo con molto piacere il mondiale di Stoccarda in cui vinse Paolo Bettini, andai in Germania a vederlo con la mia famiglia, fu un esperienza incredibile. Per quanto riguarda la mia carriera, di sicuro la vittoria nel Campionato Italiano di questo giungo, una giornata indimenticabile

Cosa fa Matteo Moschetti nel tempo libero?

Nel poco tempo libero che ho a disposizione mi piace uscire con i miei amici, stare in compagnia e passare delle serate tranquille. Sono un ragazzo tranquillo, mi piace guardare film,  leggere qualche libro e poi mi piace viaggiare anche se la stagione è talmente lunga che mi rimangono solo poche settimane all’anno per farlo.

Che rapporto hai con la musica?

Mi piacciono quasi tutti i tipi di musica, ne ascolto tantissima, sopratutto mentre mi alleno, aiuta a concentrarti, a rilassarti e a volte perché a riflettere. Se dovessi farti qualche nome direi sicuramente, Jovanotti i Coldplay, Samuel e i the Script

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Direi Gino Bartali, che oltre ad essere stato un grande campione è stato anche una grande persona. Mi ha colpito la sua storia, penso sia un esempio da seguire. E poi anche Gianni Bugno, un corridore con una classe infinita

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Si, certo mi piacciono molti sport e quando riesco lì seguo anche in TV. Ogni tanto vado a giocare a calcio e in montagna a sciare anche se ultimamente ho dovuto un po’ abbandonarle perché sono attività rischiose. Un mito a cui mi ispiro al di fuori del ciclismo è Pietro Mennea, ha fatto del sacrificio e della forza di volontà due punti di forza

Quali sono  prossimi obiettivi professionali di Matteo Moschetti?

I miei prossimi obbiettivi, sono quello di ben figurare la prossima stagione con la mia nuova squadra la Polartec Kometa, migliorare a livello fisico ma sopratutto psicologico, cercando di costruire una mentalità vincente e da leader che mi possa permettere di fare un ulteriore passo in avanti!

Polartec–Kometa collabora con Mapei Sport

Polartec–Kometa ha siglato un accordo con il Mapei Sport Research Center

Polartec-Kometa

Ivan Basso al centro Mapei Sport

Polartec–Kometa la formazione Continental di Alberto Contador  e Ivan Basso sarà seguita il prossimo anno dal Mapei Sport Research Center come già avviene per la Trek – Segafredo. I corridori della squadra satellite della Trek saranno dunque seguiti nella preparazione e negli allenamenti dalla azienda italiana.

“Ho personalmente avuto l’opportunità di essere seguito dal Mapei Sport per otto stagioni agonistiche – ha commentato Ivan Basso – e ho avuto modo di apprezzarne la serietà e qualità professionale. E’ un onore poter far seguire i nostri ragazzi da una struttura di eccellenza come quella della Mapei. Va ringraziato Guercilena che ha lavorato per stringere questa sinergia e siamo certi che le metodologie con cui verranno seguiti i nostri atleti sono una garanzia per permettere ai ragazzi di progredire nel miglior modo possibile ed essere preparati per la prima squadra”.