Da Milano a Valbondione, guida per gli amanti delle ciclabili

Da Milano a Valbondione, guida edita da Lyasis Edizioni,

Da Milano a Valbondione In bicicletta dalla metropoli ai 3000 delle Orobie edito da Lyasis scritto da Maurizio Panseri

 

Da Milano a Valbondione

Da Milano a Valbondione

Da Milano a Valbondione. In bicicletta dalla metropoli ai 3000 delle Orobie è una guida nata dall’idea di Maurizio Panseri. L’idea di Panseri è nata “googolando” «Milano-Valbondione» ricavandone risultati poco soddisfacenti soprattutto per chi non è alla ricerca di un tempo di percorrenza ottimale ma di una esperienza di viaggio in bicicletta godendosi zone poco note ma assolutamente ricche di scorci suggestivi.

Pianura, fiumi, colline e montagne possono appagare gli occhi di chi pedala tra la città meneghina e la Valbondione e se una fonte di informazioni come il noto motore di ricerca non è in grado di aiutare nel tracciare un itinerario accattivante, perché non produrre una guida?

Gli algoritmi del motore di ricerca non hanno restituito un percorso omogeneo di ciclabili ecco che l’idea di creare una guida in grado di garantire le necessarie informazioni a chi vuole fare un giro in luoghi assolutamente piacevoli è stata inevitabile.

Maurizio Panseri ha quindi inforcato la sua bicicletta ed è scaturita una guida piacevole, ricca di immagini suggestive suddivisa in 6 tappe (per complessivi 212 km, di cui soli 21 km su viabilità ordinaria e 28 km su viabilità minore, per il resto oltre 160 km su ciclabile in sede propria).

“Mentre pedalo e cerco possibili percorsi, continuo a pensare che la mia regione possa offrire una ciclabile o più direttrici che dalle città portino verso i laghi e nel cuore delle montagne o che, al contrario, dalle montagne conducano verso la pianura, lungo i fiumi e i navigli” ha dichiarato Panseri.

 

Quello di Panseri non è un racconto ma è una guida ritagliata da un’avventura partita da Milano, proseguita lungo l’Adda per concludersi ai piedi delle Alpi Orobiche.

Ad affiancare questo splendido progetto vi è la banca di Credito Cooperativo Bergamo e Valli che in collaborazione con la BCC di Milano, e diverse istituzioni e partner del territorio bergamasco hanno dato vita a “Da Milano a Valbondione”.

“Questa guida vuole essere uno strumento che sia di aiuto a chi vuole muoversi lentamente alla scoperta di questo angolo di mondo compreso tra Milano e le Valli Bergamasche – ha dichiarato Maurizio Panseri -. Una guida  corredata da descrizione chiare, mappe semplici e leggibili e che offre con la possibilità di scaricare (www.leciclabili.it) le relative tracce GPS”.

 

 

 

Pista Ciclabile o parcheggio! E De Marchi non ci sta!

Pista Ciclabile? No, un parcheggio: il campione di ciclismo filma tutto

Pista Ciclabile

Pista Ciclabile

Pista Ciclabile? No, un parcheggio, va bene essere insultati sistematicamente dagli automobilisti (a volte anche noi ciclisti ce l’andiamo a cercare) ma ieri), ma ieri la pazienza Alessandro De Marchi, professionista del Team Bmc impegnato in un lungo allenamento nel suo Friuli, è stata messa a dura prova.

Alessandro era impegnato in un allenamento a Grions di Sedegliano quando nel bel mezzo di una pista ciclabile si è visto la carreggiata ostruita da una decina di auto in sosta.

Dalla tasca della tuta ha tirato fuori il suo smartphone e ha cominciato a filmare la scena postandola poi un video sui suoi profili social.

Passi per gli automobilisti che ogni giorno t’insultano, ma almeno lasciateci le piste ciclabili», ha spiegato il corridore. Insomma basta poco per vanificare lo sforzo delle “Bravissime le amministrazioni comunali che investono sulle piste ciclabili – spiega – ma molte volte le stesse sono delle trappole per i ciclisti”.

Il corridore, di casa nella Nazionale di Davide  Cassani, è anche nel direttivo della Bujese. Si sta impegnando per avvicinare i bimbi al ciclismo. Abituato a frequentare il nord Europa non è facile gettarsi nella realtà italica che di certo poco tutela gli utilizzatori delle due ruote.
Probabilmente è solo una questione di educazione civica: una pista ciclabile non è un parcheggio così come un parcheggio per invalidi non è un’area di sosta per chiunque.

“Quando vado a correre in Olanda o in Belgio la musica è diversa: ciclabili e strade sono progettate insieme e noi professionisti, per preparare le corse lassù, ci alleniamo abitualmente su chilometri e chilometri di piste ciclabili – ha sottolineato Alessandro De Marchi – l’automobilista che deve girare a destra sta bene attento a dare la precedenza al ciclista”. Nel nord Europa la tutela del ciclismo e la mobilità sostenibile sono la quotidianità, emblematico è il parcheggio dedicato alle biciclette creato a Utrecht

De Marchi sta per partire per la Spagna dove si allenerà per qualche giorno prima di debuttare alla Vuelta Valenciana: ”Li i cartelli che invitano gli automobilisti a lasciare 1,5 metri di sicurezza al ciclista in fase di sorpasso ci sono. In Italia il codice della strada ancora non li prevede”.

Avenue Verte pista ciclabile da Londra a Parigi

Avenue Verte una pista ciclabile che collega Londra a Parigi

Avenue Verte

L’altimetria dell’Avenue Verte

Avenue Verte una pista ciclabile che si distende in un reticolo di sentieri e strade secondarie che collega la capitale britannica con quella francese. Sembra impossibile eppure la “Greenway” (con l’appellativo anglosassone) esiste davvero dal 2012. Nel corso di questi cinque anni questo speciale tracciato ha ottenuto un crescendo di consensi tra i cicloamatori per la bellezza del percorso e per le attrattive turistico-culturali che si dipanano lungo la ciclovia.

La sola idea di poter collegare due metropoli europei con una bicicletta ha sicuramente un fascino incredibile, il percorso misura nel suo complesso 406km e non presenta dislivelli di particolare importanza sotto l’aspetto altimetrico. Il percorso è stato quasi totalmente messo in sicurezza con appositi cartelli e segnaletica orizzontale. In questo i francesi si sono dimostrati più avanti generando nel tratto di competenza un vero e proprio gioiello per le due ruote.

Lo splendido percorso consente di ammirare i paesaggi incontaminati del Vexin Normand nell’Eure, la Valle dell’Epte con il Castello di Gisors e i luoghi in cui visse Claude Monet con la sua casa rosa dalle persiane verdi, il giardino fiorito, il ponte giapponese sullo stagno delle ninfee.

Si prende poi il traghetto a Dieppe per arrivare a Newhaven  (circa 35 euro a testa bici inclusa), in Inghilterra passando per la città balneare di Brighton e giungere alle verdi colline  del Sussex.

Il tratto nel territorio britannico segue le linee ciclabili 2, 20 e 21. Il percorso è fatto per il 35% da piste ciclabili mentre le altre strade  sono poco battute dal traffico e consentono di visitare paesaggi ricchi di castelli, cattedrali, città e paesini.

Naturalmente in questo percorso l’obiettivo non sarà la meta ma il viaggio in sé, la scoperta di luoghi poetici e meravigliosi. Per maggiori informazioni è disponibile il sito della Avenue Vert (in inglese e francese).