Oscar Camenzind il campione del mondo 1998

Oscar Camenzind il “postino” iridato

Oscar Camenzind dalla gloria del Campionato del Mondo 1998 di Valkenburg alla polvere del doping. Palmares, storia e vittorie 

Oscar Camenzind Campione del Mondo

Oscar Camenzind Campione del Mondo

Oscar Camenzind nasce il 12 settembre 1971a di Gersau, paesino di duemila abitanti sul lago dei Quattro Cantoni, nel canton Svitto. Quinto di cinque figli, Oscar si dedica originariamente allo Sci mentre i genitori Adalbert e Josephina Camenzind si dedicano alla fattoria di famiglia dove vengono allevati maiali e mucche.

Oscar scopre il ciclismo, spinto dal fratello Leo, quando ha dieci anni e, poco dopo, inizia a gareggiare con il Velo Club Gersau ma ottiene il primo successo solo dopo tre anni. A sedici anni inizia a lavorare come postino prima ad Altdorf e poi a Zugo.

Nel 1994 Oscar Camenzind smette di “consegnare pacchi e buste” e si dedica a tempo pieno al ciclismo, come dilettante con il Velo Club di Lugano. Oscar è assetato di rivincita e conquista il Giro del Ticino, il campionato svizzero di categoria e il Giro del Giappone. Nel 1995 viene selezionato dalla Svizzera per il Campionato del Mondo di Bogotà dove ottiene un incoraggiante undicesimo posto di categoria.

I brillanti risultati gli consentono di ottenere le attenzioni dei team professionistici e, su segnalazione di Ernesto Colnago, firma con la squadra italiana Panaria-Vinavil diretta da Pietro Algeri. Nel 1996 Oscar conclude al secondo posto in generale il Grand Prix Tell imponendosi in tre frazioni.

Il primo anni da professionista è decisamente incoraggiante e il potenziale dell’elvetico attiva i radar della corazzata Mapei-GB di patron Squinzi che gli offre un contratto per il 1997.

La fiducia viene ripagata con sette vittorie tra cui spiccano due tappe al Giro di Svizzera (concluso al secondo posto alle spalle di Christophe Agnolutto) e il titolo nazionale svizzero Elite. Al Grand Prix Tell, Oscar si aggiudica la classifica generale mentre ottiene due vittorie di tappa al Giro d’Austria e vince la cronometro a coppie del Grand Prix Telekom insieme al belga Johan Museeuw.

L’anno d’oro di Oscar Camenzind è il 1998 quando viene convocato per il Giro d’Italia come gregario del russo Pavel Tonkov. Il giro ’98 sarà per sempre ricordato come quello del trionfo del Pirata, Marco Pantani protagonista di un testa a testa mozzafiato proprio con il capitano della Mapei. In quell’edizione della corsa rosa, però, nonostante il lavoro di gregariato, Camenzind chiude al quarto posto, sfiorando il podio, e superando nelle gerarchie l’altro svizzero Alex Zuller che era tra i favoriti per la vittoria finale.

Camenzind si deve fermare, saltando il Tour de Suisse, per asportare una cisti al soprassella ma nonostante ciò viene convocato come stella della nazionale elvetica per il campionato mondiale.

Oscar Camenzind Campione del Mondo Valkenburg 1998

Cielo grigio e pioggia fanno da cornice alla partenza del Mondiale di Valkenburg nel Limburgo , l’11 ottobre 1998. Come spesso accade negli anni ’90 l’Italia è una delle favorite per la vittoria che manca da Benidorm quando ad imporsi fu Gianni Bugno. In ammiraglia c’è Antonio Fusi, che ha preso il posto del commissario tecnico per antonomasia della nazionale italiana, Alfredo Martini ed il favorito di tutti è Michele Bartoli appoggiato da Andrea Tafi.

E’ assente il campione del mondo in carica, il francese Laurent Brochard ma la starting list presenta a Boogerd, Van Petegem, Zberg e  Lance Armstrong, di ritorno dopo esser sopravvissuto ad un tumore ai testicoli, in grado di imporsi ad Oslo nel ’93.

Il circuito prevede il duro strappo del Cauberg ed il cielo nero come la pece rende ancora più aspro il percorso. Dopo un paio di tentativi di fuga ripresi e tante schermaglie si entra nelle fasi calde. Sono dodici atleti ad allungare: Markus Zberg, Van Petegem, Boogerd, Bolts, Garcia Acosta, Armstrong, Magnien, Vainsteins, Rumsas, Aebersold, Bartoli e… Oscar Camenzind. I 12 si rirportano facilmente su che Tafi e Wauters che avevano allungato in precedenza ed è palese che sia questa l’azione decisiva.

Quando sul Cauberg arriva la stoccata di un brillantissimo Armstrong a resistere sono Boogerd che è spinto da un paese intero, Aebersold, Bartoli, Van Petegem e “il postino” svizzero.

Si entra nell’ultima tornata con sei uomini che andranno a giocarsi il mondiale e con la Svizzera che può sfruttare la superiorità numerica con Aebersold e Camenzind.

Quando mancano poco meno di otto chilometri all’arrivo, dopo che Bartoli ha provato due volte a fare il vuoto, è Oscar Camenzin a provare la zampata. Nel gruppetto c’è indecisione: Bartoli ha le energie al lumicino, lo stesso Armstrong è allo stremo delle forze, l’olandese Boogerd è vittima di una foratura e resta appiedato, Van Petegem ci prova ma può poco. La corsa è andata.

Camenzind va a tagliare il traguardo a braccia alzate ed è campione del mondo davanti a Van Petegem che brucia Michele Bartoli verso l’argento.

Oscar è il terzo svizzero ad aggiudicarsi la maglia iridata dopo Hans Knecht nel 1946 a Zurigo e Ferdy Kubler nel 1951 a Varese.

 

Oscar Camenzind vince il Giro di Lombardia

La conquista del mondiale esalta la forma fisica di Camenzind che conclude secondo la Milano-Torino, tiene caldo il motore al Giro del Piemonte e il 17 ottobre si presenta al Giro di Lombardia carico come una molla.

La maglia iridata centuplica se sue energie e sul Berbenno saluta tutti e se ne va in compagnia di Michael Boogerd e Wladimir Belli poi, quando mancano poco più di 80 chilometri allunga con Boogerd per poi bruciarlo nella voltata di Piazza Matteotti a Bergamo.

Dalla Liegi al declino

Dopo la doppietta Mondiale-Lombardia, Oscar torna alla Panaria che nel frattempo è divenuta Lampre-Daikin e che affida allo svizzero il compito di lottare per il podio al Giro e al Tour de Suisse. Il primo squillo stagionale arriva al Giro del Trentino ma la corsa rosa  è un autentico flop con pesanti distacchi rimediati sulle Alpi. Oscar chiude undicesimo a oltre 17 minuti dal vincitore dal vincitore Ivan Gotti (che beneficiò della sospensione di Pantani).

Al Giro di Svizzera arriva una vittoria di tappa ma la generale è ancora deficitaria con un quinto posto. Al mondiale di Verona ottiene un discreto sesto posto giungendo col gruppetto dei big e al Lombardia fa quarto.

Il 2000 inizia con un cambio di stratega: basta corse a tappa e focus sulle classiche e sulla Coppa del Mondo Le aspettative vengono, però, nuovamente tradite: fuori dai dieci in classifica finale e miglior piazzamento è l’undicesimo posto al Giro delle Fiandre.
Oscar si prede la rivincita conquistando la vittoria del Tour de Suisse davanti a Dario Frigo e Wladimir Belli.

Il 2001 è l’anno del primo trionfo in un classica del nord, Oscar vince l’ottantasettesima edizione della Liegi-Bastogne-Liegi in volata precedendo sul fil di lana Rebellin, Etxebarria, Casagrande e Boogerd. L’altro squillo di quell’anno arriva nella decima ed ultima tappa del Giro di Svizzera.

Il 2002 segna il passaggio alla formazione elvetica Phonak. Nella squadra “di casa” Camenzind raccoglie la vittoria del Sachsen-Tour International e poi solo piazzamenti: ottavo al Campionato di Zurigo, secondo alla Milano-Torino e terzo al Lombardia.

Il 2003 segna l’ultima vittoria in carriera con il successo di tappa al Sachsen-Tour International

Oscar Camenzind positivo all’epo!

Il 2004 dello svizzero è privo di vittorie e povero di risultati: solamente terzo ai campionati nazionali, nono al Tour de Suisse e undicesimo all’Amstel Gold Race.

Se i risultati sono deludenti la doccia fredda arriva ad agosto quando viene resa nota la positività di Camenzind all’EPO a seguito di un controllo antidoping a sorpresa eseguito durante un allenamento del 22 luglio precedente. Oscar perde, chiaramente, il posto tra i selezionati per i Giochi olimpici di Atene e viene licenziato dal team.

Ad agosto Oscar Camenzind convoca la stampa presso la stazione di Lucerna per annunciare il suo ritiro immediato dallo sport d’alto livello. A quasi 33 anni, lo svittese decide di non attendere l’inevitabile squalifica ma di salutare il gruppo.

“Ho fatto una grossa stupidaggine ed ora la pagherò” dichiara alla stampa che lo incalza. Lo svizzero spiega come il ricorso alle sostanze proibite sia stato “spinto” dalla difficoltà nel trovare la forma dopo la mononucleosi che lo ha colpito nel 2002.

 

Oscar Camenzind: palmares

1994
Hegiberg-Rundfahrt

1996
Hegiberg-Rundfahrt
2ª tappa Grand Prix Tell
4ª tappa Grand Prix Tell
5ª tappa Grand Prix Tell

1997
Prologo Österreich-Rundfahrt (cronometro)
5ª tappa Österreich-Rundfahrt
Classifica generale Grand Prix Tell
Campionati svizzeri, Prova in linea
Schynberg Rundfahrt Sulz
1ª tappa Tour de Suisse (Romanshorn, cronometro)
9ª tappa Tour de Suisse (Davos)
Grand Prix Breitling (cronometro, con Johan Museeuw)

1998
Campionati del mondo, Prova in linea
Giro di Lombardia

1999
3ª tappa Giro del Trentino (Malcesine)
7ª tappa Tour de Suisse (Nauders)

2000
Classifica generale Tour de Suisse

2001
Liegi-Bastogne-Liegi
10ª tappa Tour de Suisse (Losanna)

2002
2ª tappa Sachsen-Tour International (Klingenthal)
Classifica generale Sachsen-Tour International

2003
3ª tappa Sachsen-Tour International

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane Tour 2006

Floyd Landis l’impresa più grande del ciclismo moderno?

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane entra nella storia come una delle più epiche imprese del ciclismo moderno… qualche giorno dopo ecco le vicende di doping

Floyd Landis

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane la ricorderà per tutta la vita. Uno dei momenti più epici del ciclismo moderno e, sicuramente, della sua carriera verrà poi spazzato via dallo scandalo doping che coinvolgerà il ciclista americano.

Landis, delfino di Lance Armstrong alla US Postal poi passato all’epoca sorprendentemente (lo scandalo che coinvolgerà Lance negli anni successivi spiegherà molte cose) alla Phonak, parte alla conquista del Tour de France 2006 che, complice le mutilazioni alla starting list operate da Operación Puerto, lo vede come uno dei favoriti.

Floyd Landis: tra leadership e crisi

Il 13 luglio nella tappa pirenaica da Tarbes a Val d’Aran l’americano conquista la sua prima maglia gialla. Due giorni dopo il gruppo comandato dalla formazione di Floyd lascia andare via una fuga, apparentemente non vi sono uomini importanti per la generale. Landis decide di non far lavorare la squadra e la situazione sfugge di mano a tutti: al traguardo il gruppo dei leader farà segnare un distacco dal vincitore superiore ai 29 minuti. La maglia gialla passa sulle spalle dell’iberico Oscar Pereiro Sio (l’americano ora è secondo a un minuto e 29).

Il 18 luglio il Tour arriva all’Alpe d’Huez a vincere è il lussemburghese Andy Schleck mentre nel gruppo dei favoriti Floyd Landis ed Andreas Kloeden fanno il diavolo a quattro staccando la maglia gialla Oscar Pereiro che perde 2’49 cedendo la maglia allo statunitense.

Il giorno seguente il gruppo arriva a La Toussuire e a vincere è il danese della Rabobank Michael Rasmussen che con una pazzesca fuga solitaria di 176 km conquista la tappa. Landis soffre fin dalle battute iniziali, gli occhiali nascondono gli occhi segnati dalla sofferenza e, quando mancano 15 chilometri all’arrivo, la bicicletta dell’americano si inchioda, quasi incollata all’asfalto rovente. La Phonak lo ha lasciato solo, forse per via di un organico non pienamente all’altezza dell’obiettivo da raggiungere. La mattina Floyd sembrava poter essere il padrone della corsa la sera deve ammainare la bandiera statunitese dal gradino più alto del podio. A gioire è Pereiro Sio che torna in giallo riaprendo la discussione sulla “fuga bidone” di Montelimar che gli ha permesso di guadagnare circa 30 minuti. A quel punto della corsa lo spagnolo è il favorito per la vittoria finale, i suoi finali in crescendo sono noti e gli unici avversari paiono essere Sastre e Kloden visto che Landis sembra ormai privo di energie.

 

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane

Il 20 luglio Landis parte con sulle spalle il peso dell’imbarcata presa il giorno precedente. Gli addetti ai lavori l’hanno oramai bollato come KO,“”Fini, perdu” hanno gridato alla Tv francese il giorno prima. L’ex compagno di Armstrong ha però preso dal texano la irrefrenabile voglia di successo. Landis mette alla frusta la squadra fin dai primi chilometri, attacca da solo sul Col de Saisies si riporta sugli attaccanti di giornata e scappa senza più essere ripreso.

All’arrivo di Morzine Floyd non sorride, sembra arrabbiato, tormentato (come da sua natura), vorrebbe spaccare il mondo. Probabilmente la rabbia per l’umiliazione del giorno precedente è talmente grande che nemmeno aver fatto una delle più grandi imprese del ciclismo moderno riesce a placarla.

Floyd Landis conquista una tappa incredibile, con una fuga fantascientifica, roba da ciclismo in bianco e nero mettendo un margine interessante sui diretti rivali in classifica. Il giorno prima è stato Rasmussen a fare l’impresa ma forte dell’essere ormai fuori dai giochi di classifica, lo stesso Pereiro Sio aveva approfittato di una fuga bidone.

La tappa è terribile e spaventosa ma Landis non sa cosa sia la paura. Ci sono tante salite e tante opportunità, partire presto può sembrare follia invece la Phonak segue le istruzioni del capitano che attacca sulla prima ascesa (, il Col de Saisies) e spiana letteralmente il Col des Aravis, il Col de la Colombiere e il Joux-Plane.

Pereiro Sio ha paura di spremere troppo i suoi uomini in vista del Joux Plane, Landis sul Col de la Colombiere è in giallo virtuale e riesce a non perdere troppo nel tratto a lui più avverso (la pianura prima dell’ascesa finale). Al traguardo Pereiro paga 7 minuti e otto secondi di distacco mantenendo la maglia di leader ma con Landis ora a soli 30 secondi.

La vittoria finale si gioca nella cronometro da Le Creusot a Montceau-les-Mines di 57 km in cui a trionfare è lo specialista Serhij Hončar, Floyd scacca di 1’29” Pereiro e di 3’31” Sastre potendo sfoggiare, il giorno seguente la maglia gialla nella passerella degli Champs Élysées

Floyd Landis l’impresa e l’inferno

Il 26 luglio 2006 a pochi giorni di distanza dall’esultanza sui Campi Elisi a far esplodere la bomba è il quotidiano danese Ekstra Bladet che rende noto il fatto che l’antidoping francese ha “pescato” un corridore della fascia alta della generale positivo dopo la tappa di Morzine.

Il giorno successivo è la stessa Phonak ad annunciare il nome del corridore risultato positivo: è Floyd Landis. Le sostanze rinvenute nel campione di urine dell’americano sono il testosterone e l’epitestosterone.

Landis dichiara che le sostanze sono assunte per dei noti problemi alla tiroide che affliggono il ciclista.

Il 5 agosto l’UCI rende noto che la positività è confermata dal campione B delle urine dell’americano e, di conseguenza, procede con la revoca della vittoria del Tour assegnandola allo spagnolo Pereiro Sio,

Il 20 settembre 2007 l’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti dichiara colpevole il corridore, infliggendogli una squalifica di due anni. Nel mese di giugno dello stesso anno esce il libro titolo “Positively False: The Real Story of How I Won the Tour de France” in cui Landis professa la sua totale innocenza.

Solo 3 anni dopo arriva l’ammissione da parte di Landis di aver usato sostanze vietate non solo durante il Tour de France 2006 ma soprattutto nel periodo in cui corse per la US Postal Service di Lance Armstrong e Johan Bruyneel .

Il proseguimento della storia è cosa nota con la guerra tra il corridore nato a Lancaster e il “miracolato” Armstrong.

Andy Rihs morto a 75 anni, aveva fondato la Phonak

Andy Rihs morto a 75 anni il proprietario della BMC

Andy Rihs morto a 75 anni, aveva fondato la Phonak ed era proprietario della marca di biciclette BMC, da qualche tempo era entrato nella proprietà del team calcistico Young Boys

Andy Rihs e Cadel Evans

Andy Rihs e Cadel Evans

Andy Rihs morto a 75 anni è stato un grande manager del mondo delle due ruote. Imprenditore zurighese è stato dirigente e fondatore della Phonak, sciolta poi nel 2006 a seguito dello scandalo doping che aveva travolto Floyd Landis al Tour de France.

Nato il 2 novembre del 1942 a Stoccarda (Germania), Andy Rihs ha seguito una formazione commerciale. Nel 1966 rilevò, assieme ad un tecnico suo amico, la società di apparecchi acustici del padre che era andata in fallimento nacque la Phonak che nei decenni successivi divenne la più grande impresa produttrice di apparecchi acustici a livello mondiale

Dopo l’avventura alla Phonak è diventato proprietario dell’azienda produttrice di biciclette BMC diventando oltre che fornitore anche sponsor dell’omonimo team. Tanti sono stati i successi del sodalizio statunitense su cui spiccano il Tour de France 2011 con Cadel Evans, la Paris-Roubaix 2017 con Greg Van Avermaet

Grazie proprio finanziamenti offerti da Andy Rihs la federazione svizzera ha potuto costruire nel 2013 a Grenchen un velodromo assolutamente all’avanguardia, teatro di record del mondo dell’ora e di campionati europei. Negli ultimi anni si era è dedicato, assieme al fratello Hans-Ueli, tramite una holding, anche nella proprietà dello Young Boys.
La notizia è stata resa pubblica anche dallo team: “Andy non era solo il proprietario e sponsor principale del BMC Racing Team, ma anche un amico che amava la vita e amava condividere quella gioia. Con lui se ne va un imprenditore anche visionario, un appassionato sportivo, un ciclista appassionato e un grande sostenitore dello sport. La sua generosità, il suo senso dell’umorismo e la sua risata contagiosa hanno accompagnato l’intera storia del BMC Racing Team. Il nostro dolore è indescrivibile, ma porteremo avanti i suoi valori”.
Proprio i noti problemi di salute di Andy Rihs sono stati una delle cause che hanno portato la BMC alla decisione di concludere a fine 2018 il suo impegno di sponsorizzazione del team presieduto da Jim Ochowiz.