Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro tutti, “io corro diversamente da quei due”

Cavendish contro Kittel e Greipel, attacca il modo di correre dei due rivali poco propensi al gioco di squadra

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro Kittel e Greipel, che l’ex Campione del Mondo sia assolutamente contrario alle dichiarazioni di facciata e noto a tutti, che non abbia in simpatia i due colleghi di volate, altrettanto.

Poco diplomatico ma anche molto genuino, il britannico non le ha mandate a dire ai due colleghi e rivali a un mesetto dal via del Tour de France che, come sempre, li vedrà battagliare per il ruolo di re degli sprint.

Lo scorso anno Mark Cavendish fu protagonista di una querelle con il Campione del Mondo Peter Sagan. La stagione 2018 per i britannico non è partita bene e quindi la Grande Boucle potrebbe esere il banco di prova per trovare riscatto a queste due delusioni.

Dopo la bruttissima caduta alla Milano Sanremo il velocista britannico ha gareggiato senza ottenere allora al al Tour de Yorkshire e al Giro di California e ora prenderà il via al Tour de Slovenie (settimana prossima). Proprio in Slovenia si dovrà confrontare con Marcel Kittel.

Cavendish contro Marcel Kittel

Ad incendiare l’avvicinamento alla sfida ecco una intervista che Mark ha rilasciato a Cycling.be. Il velocista del Team Dimension Data è andato giù pesante contro gli storici rivali negli sprint.

Cavendish ha toccato il rapporto diverso che ha lui rispetto ai rivali con i colleghi di team: “Io non considero i miei compagni come il mio staff, ma mi vedo come l’ultimo anello di un’unica catena che deve portare al successo. Quando vinco o quando perdo non sono mai io a vincere o perdere ma il team”.

“Pochi colleghi velocisti hanno questo modo di vedere lo spirito di squadra. Marcel Kittel è uno che fa davvero lavorare i compagni di squadra per lui. Questo non è il mio caso, vedo il ciclismo in modo diverso. Alla Dimension Data siamo otto uomini che collaborano per l’ottenimento del miglior risultato di squadra”.

Cavendish contro Andrè Greipel

Il britannico non le ha mandate a dire all’ex compagno di team alla HTC, Andrè Greipel.

“Sono un corridore molto diverso da Greipel, lui è forza, io sono più piccolo e meno potente e devo usare tecnica e strategia. Insomma lui è forza senza testa io sono tutto testa” ha dichiarato Mark.

Ora vedremo come i due rivali del velocista britannico risponderanno (se risponderanno) a questo attacco frontale.

Sam Bennett impenna sul Passo Duron

Sam Bennett impenna sullo Zoncolan tra fans in delirio

Sam Bennett impenna tra i tifosi che attendono il passaggio del Giro d’Italia sul Passo Duron l’irlandese reduce da due vittorie nella corsa rosa regalo uno show agli appassionati

Sam Bennett impenna

Sam Bennett impenna

Sam Bennett impenna con la sua bicicletta mentre affronta la terribile ascesa al Passo Duron. Se davanti a divertirsi nella terribile tappa del Giro d’Italia è stato il kenyano bianco Chris Froome che ha trionfato sullo Zoncolan nelle retrovie a dar spettacolo è stato il corridore della Bora.

Lo Zoncolan è sicuramente una delle salite più dure (se non la più dura) del ciclismo professionistico, le ruote veloci del gruppo lo temono come un avversario quasi impossibili e sono soliti fare il “gruppetto” per affrontarlo in modo indolore ma non era l’unica salita del giorno così, quasi per esorcizzare la terribile ascesa che lo aspettava il corridore della Bora ha deciso di fare un po’ di show per i tifosi.

Abile a destreggiarsi nelle volate Sam ha deciso di affrontare alcunii tratti di salita su di una sola ruota facendo andare in visibilio i tanti fans della corsa rosa a cui ha anche lanciato una borraccia in segno di gratitudine. Insomma lo sappiamo tutti che la vittoria non poteva andare a Sam Bennett ma la sua impennata è stata sicuramente uno dei momenti più esilaranti del weekend appena trascorso. Per la cronaca il corridore della Bora è arrivato sullo Zoncolan per ultimo chiudendo la tappa comunque nel tempo massimo stabilito dalla giuria.

Non a tutti piacciono questi comportamenti da “guascone” ma certamente sono momenti che strappano sorrisi ai tanti fans che aspettano per ore non solo il passaggio dei grandi della montagna ma anche i velocisti quindi Sam Bennett che emula il Campione del Mondo Peter Sagan con una impennata secondo noi è solamente positivo per il ciclismo.

Francesca Baroni intervista esclusiva per ciclonews

Francesca Baroni intervista con la giovane atleta toscana

Francesca Baroni intervista con l’atleta della Selle Italia – Guerciotti –Elite talento del ciclocross italiano under 23 e della categoria Elite

Francesca Baroni

Francesca Baroni

Francesca Baroni, intervista con l’atleta toscana di Bozzano, una frazione della ridente Massarosa, talento del ciclismo italiano. Talento del ciclocross tricolore, in forza al team SelleItalia-Guerciotti-Elite e al Vallerbike ASD, sta ottenendo ottimi risultati nella categoria Under23 (Francy è una classe 1999).

Ciao Francesca, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

La mia passione per il ciclismo nasce grazie a Ivan Basso (e lui lo sa!). All’età di 6 anni guardando la TV mi accorsi di un ciclista che stava vincendo il Giro d’Italia e mi “innamorai” di lui, era Ivan Basso!!! Per mia fortuna l’ho conosciuto subito anche personalmente, il primo incontro è stato molto emozionante e da allora continuiamo ogni tanto a sentirci e a vederci, è sempre molto disponibile con me.
Da quel giorno ho scelto la bici come compagna di vita, anno dopo anno ho sempre continuato senza mai mollare ed eccomi al primo anno di Elite per la strada ed al primo di U23 per il fuoristrada.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Penso la abbia influenzato molto, sicuramente mi ha dato delle regole e i sacrifici sono stati e sono tuttora tanti. Si deve sempre stare attenti a quello che si mangia, la sera a letto presto, nel weekend ci sono le gare.  Ma visto che ormai sono 12 anni che pedalo non riesco ad immaginarmi come potrebbe essere stata la mia adolescenza senza bici!

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

La cosa più importante che ho imparato è quella di “non mollare mai fino alla fine!” e questo mi servirà sicuramente anche nella vita! Poi, come già detto prima, quello di avere delle regole come l’attenzione, la precisione, la puntualità e per ultimo ma non meno importante, il costante contatto con altre persone che spesso da avversarie si trasformano a fine gara in vere e proprie compagnie ed amicizie…

C’è una corsa che Francesca Baroni ricorda con particolare piacere?

Sicuramente il Campionato Italiano di Ciclocross del 2016 a Monte Prat in Friuli quando ho vinto la mia prima maglia tricolore da Juniores al primo anno, una emozione indescrivibile che non potrò mai dimenticare…

 C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Come già detto in precedenza Ivan Basso! Attualmente sono una fan sfegatata di Peter Sagan che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere anche personalmente, è proprio un “matto” e persone come lui non fanno altro che bene al ciclismo!

A livello femminile ammiro molto Pauline Ferrand-Prévot capace di vincere 3 mondiali nello stesso anno in discipline diverse, anche per me è molto importante e fondamentale la multidisciplinarietà,

Cosa fa Francesca Baroni nel tempo libero?

A dire il vero di tempo libero ne ho veramente poco! Tra la bici e lo studio sono sempre molto impegnata ma quel poco di tempo che mi rimane lo passo sui social al cellulare, guardo un po’ di TV e leggo qualche libro e, molto importante, cerco sempre di riposare e recuperare un po’ di energie

Come ti trovi nel team?

Attualmente corro con la Vallerbike ASD di Empoli, con loro pratico sia strada che mountain-bike, lo ripeto, io credo molto nella multidisciplinarietà anche se purtroppo in Italia non è facile da praticare. Per il ciclocross sono legata alla SelleItalia-Guerciotti-Elite, top team italiano, non potevo chiedere di più, è sempre stato il mio sogno correre per loro… Con entrambi i teams mi trovo molto bene e cerco di ripagare la fiducia che hanno nei miei confronti con il massimo impegno e, spero, con qualche bel risultato!

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Francesca Baroni?

Io ce la metterò sempre tutta, questo è sicuro!!! Vedremo strada facendo, quest’anno è molto duro e difficile visto che sono al primo anno U23 (già Elite per la strada!).
L’inizio stagione con il Ciclocross non è andato male e per adesso anche in MTB credo che me la stia cavando. Su strada le gare un po’ più importanti cominciano adesso. Vedremo, ma la gara più importante e dura di quest’anno penso di averla a fine Giugno quando dovrò affrontare gli esami di maturità, ma anche li arriverò al “Traguardo”

Evaldas Siskevicius oltre il risultato

 

Evaldas Siskevicius quando vincere non è l’unica cosa che conta

Evaldas Siskevicius della Delko Marseille Provence KTM ha scritto una bella pagina di sport nella triste Parigi-Roubaix segnata dalla morte di Goolaerts

Evaldas Siskevicius al velodromo

Evaldas Siskevicius al velodromo

Evaldas Siskevicius ovvero quando l’importante è partecipare e non vincere. In uno mondo dello sport in cui tutto è portato all’esasperazione (spesso con assurdi casi di doping), la storia del corridore della Delko Marseille Provence KTM è un esempio di come la voglia di gareggiare è viene prima del risultato.

Evaldas Siskevicius domenica si è reso protagonista di una giornata particolare e per certi versi sfortunata tanto da guadagnarsi un servizio dedicato dall’emittente belga VRT, come il vincitore Peter Sagan.

La Paris Roubaix viene definita come la regina delle classiche a testimonianza della sua difficoltà e prendervi parte (o completarla) per molti atleti resta un sogno irrealizzato. Per questo il lituano, pur rimanendo staccato quando mancavano ancora molti chilometri al leggendario velodromo non si è dato per vinto. Salire in ammiraglia a volte potrebbe essere molto comodo ma è l’ultimo pensiero di un qualunque ciclista. Isolato, senza compagni di team ma anche avversari non ha messo il piede a terra anzi, ha voluto continuare lo stesso la sua prova con l’ombra del camion scopa (che raccoglie i corridori ritiratisi) alle sue spalle.

Quando Peter Sagan ha alzato le braccia per celebrare il successo, Siskevicius doveva ancora entrare negli ultimi 30 km di gara, la sfortuna l’ha portato a forare sul Carrefour de l’Arbre ma la grinta non l’ha mollato: ha sfruttato la presenza di una ammiraglia sul carro attrezzi di fine corsa (causa problema meccanico la vettura non ha potuto proseguire), ha recuperato una ruota e ha sostituito quella bucata.

Il pubblico del ciclismo, lo sappiamo è unico, e così gli ultimi chilometri sono trascorsi tra l’applauso dei tifosi ancora presenti a bordo strada, tra le urla di incitamento e un mal di gambe pazzesco. Peter Sagan aveva tagliato il traguardo esattamente un’ora prima ma ecco che il lituano si è presentato al cancello dell’impianto ma, brutta sorpresa, era chiuso!  Gli organizzatori hanno chiaramente capito il simbolismo di tagliare il traguardo, hanno aperto la sbarra consentendo a Evaldas Siskevicius di percorrere gli ultimi metri sul velodromo e completare la sua “strana” impresa di giornata.

 

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi via social network

Michael Goolaerts i messaggi dei tanti colleghi colpiti dalla tragica vicenda del campione belga rendono omaggio al ragazzo

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi di cordoglio riempiono le pagine dei siti internet e dei social network, la tragica vicenda ha messo in secondo piano le gesta di Peter Sagan e degli altri protagonisti della Parigi-Roubaix. L’intero mondo del ciclismo piange il  giovane collega che ha perso la vita mentre stava disputando per la prima volta una corsa che aveva sempre sognato. 

“La mia solidarietà a tutti i parenti di Michael. Non ci sono parole per quello che è successo…” ha sctitto il campione nazionale belga Oliver Naesen mentre il compagno Wout Van Aert ha postato sui social una foto di Michael sorridente: “Goolie era del ’94, proprio come me. Per questo abbiamo condiviso il gruppo per anni. Non posso ancora comprendere cosa sia successo. Il tuo sorriso eterno resterà sempre un’ispirazione per me. Riposa in pace”.

Giovanni Visconti: “Qualche minuto dopo aver postato la tua foto ho riaperto instagram e l’occhio è balzato subito sui “108” like. Proprio quel numero, il numero di Wouter Weilandt, ho così avuto un brutto presentimento 😢 Adesso sei lì con lui caro Michael e c’è anche Scarpa che sicuramente proverà subito a strapparti un sorriso conoscendolo. Quaggiù per noi solo lacrime ora… R.I.P.” ha postato.

Sono arrivati anche i commenti dell’Astana nella persona di Alexandre Vinokourov: “È una notizia scioccante per il mondo del ciclismo, davvero non è facile trovare le parole. Sfortunatamente, noi di Astana sappiamo quanto sia doloroso e difficile perdere un ciclista, un compagno di squadra, un amico. Sincere condoglianze alla famigia di Michael Goolaerts, agli amici e al suo team. È giorno nero per tutto il ciclismo”.

Peter Sagan, dopo la meritata festa di ieri, ha dichiarato “Tutti i miei pensieri e le preghiere della mia squadra sono con Michael. Quella che ci ha raggiunto è davvero una notizia tristissima”.

Non poteva naturalmente mancare il messaggio di cordoglio del Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale David Lappartient: “A nome dell’Unione Ciclistica Italiana e di  tutta la famiglia del ciclismo, voglio estendere le mie più sincere condoglianze alla famiglia, la squadra, gli amici di Michael Goolaerts, che ci ha lasciato troppo presto. Condividiamo la loro immensa tristezza”.

 

 

Morto Michael Goolaerts, fatale un infarto in gara

Morto Michael Goolaerts colpito da infarto durante la Roubaix

Morto Michael Goolaerts,iIl 23enne corridore ha avuto un malore mentre correva la classica. Trasportato in ospedale, non ce l’ha fatta

Morto Michael Goolaerts

Morto Michael Goolaerts

Morto Michael Goolaerts ecco il dramma che mai avresti voluto raccontare durante la Parigi-Roubaix. Avresti voluto scrivere un bel pezzo sulla vittoria di Peter Sagan ma la tragedia si vuol prendere la sua fetta di ribalta.  Michael Goolaerts, il ciclista belga che era stato colto da un infarto in gara durante la corsa non ce l’ha fatta.

A darne il tristissimo annuncio è la sua squadra, la Verandas Willems-Crelan: “E’ con inimmaginabile tristezza che comunichiamo il decesso del corridore e amico Michael Goolaerts”, si legge in una nota.

Michael Goolaerts è morto alle 22.40 all’ospedale di Lilla, dove era stato trasportato a seguito del malore che lo aveva colpito in corsa, a nulla sono valse le cure dei sanitari e fin da subito si era capito che le condizioni del corridore belga erano disperate. La caduta non era stata la causa delle sue condizioni ma la conseguenza dell’infarto che lo ha colpito.

Arrivato all’ospedale in condizioni assolutamente critiche, non ce l’ha fatta ed è spirato nella notte. Purtroppo negli ultimi anni, non sono stati pochi i ciclisti che hanno perso la vita sulla strada: da Wouter Weylandts, caduto in una discesa al Giro d’Italia del 2011 a quella di due anni fa alla Gand-Wevelgem di Antoine Demoitiè, travolto da una moto. Lo scorso anno il ciclismo ha pianto la scomparsa di Michele Scarponi investito in allenamento.

La scomparsa del giovane belga, però, ha avuto modalità assolutamente diverse e inaspettate. A molti le immagini hanno ricordato quelle del povero Daan Myngheer, avvenuta a marzo 2016 all’età di 22 anni per un problema cardiaco durante Critérium international.  Daan Myngheer -tragica coincidenza- aveva corso l’anno precedente per la stessa squadra di Goolaerts.

 

 

 

 

Sagan Roubaix finalmente! 2° un eroico Silvan Dillier

Sagan Roubaix, sfatata la maledizione

Sagan Roubaix, dopo tanti tentativi sfortunati ecco che l’edizione 2018 viene vinta dal tre volte Campione del Mondo, seconda piazza per Silvain Dillier

Sagan Roubaix finalmente

Sagan Roubaix finalmente

Sagan Roubaix, finalmente! Dopo anni di assolute delusioni, arriva finalmente la prima vittoria alla Parigi-Roubaix (seconda classica monumento per lo slovacco).

Sventola la bandiera del  via ed ecco che parte subuto la fuga composta da sei uomini: sono Silvain Dillier (AG2R-La Mondiale), Sven Bystrom (UAE), Ludovic Robeet e Jimmy Duquennoy (WB), Jelle Wallays (Lotto) e Marc Soler (Movistar), a cui si aggiungono, poco dopo, Jay Thompson (Dimension Data), Geoffrey Soupe (Cofidis) e Gatis Smukulis (Delko Marseille). Il gruppo lascia fare e il vantaggio dei fuggitivi raggiunge i sei minuti.

Inizia  il pavé ed ecco un assoluto dramma: nel secondo settore, il  belga Michael Goolaerts della Veranda’s Willems ha un arresto cardiaco e cade a terra. Subito soccorso con un defibrillatore, perde più volte conoscenza ed è trasportato d’urgenza all’ospedale di Lille.

Quando mancano oltre cinquanta chilometri all’arrivo, parte in solitatia Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) e lo slovacco decide di fare sul serio e, dopo essersi riportato su ciò che rimane della fuga iniziale ( Silvan Dillier  e Jelle Wallays),  procede dritto assieme al corridore della AG2R.

Resiste fino all’ultimo, invece, l’eroico Dillier, che non può far altro che piegarsi alla velocità dello slovacco nel Velodromo di Roubaix, nonostante la sua esperienza da seigiornista. Lo slovacco festeggia la sua seconda classica monumento e sfata il taboo della Roubaix.

Terzo posto per il vincitore del Giro delle Fiandre Niki Terpstra a 57″. Poi ad 1’33” Greg Van Avermaet, Jasper Stuyven e Sep Vamarcke.

 

Tom Boonen: ‘Sagan deve tenere la bocca chiusa

Tom Boonen su Sporza: Sagan è sempre a ruota!

Tom Boonen ha parlato ai microfoni della Tv belga Sporta attaccando l’atteggiamento di Peter Sagan nello scorso Giro delle Fiandre.

Tom Boonen VS Peter Sagan

Tom Boonen VS Peter Sagan

Tom Boonen da sempre è stato un personaggio con pochi peli sulla lingua, lo era da corridore e lo è ora che è sceso di sella. Al corridore belga non sono piaciute le dichiarazioni polemiche rilasciate al termine del Giro delle Fiandre da parte del tre volte campione del mondo. Boonen ha dimostrato nel corso della sua carriera di avere un feeling particolare con il pavé e, intervenendo ad un programma della televisione belga Sporza, non ha risparmiato critiche allo slovacco.

Peter Sagan si era lamentato della scarsa collaborazione da parte degli avversari più interessati a marcare il campione del mondo che a controllare i corridori Quickstep che stanno vincendo una corsa dietro l’altra.

Tom Boonen: “Sagan è sempre a ruota”

Siamo alla vigilia dalle Parigi-Roubaix ma le polemiche lasciate dal recente Giro delle Fiandre fanno prevedere scintille in gruppo.

Al Giro delle Fiandre la situazione tattica ha consentito alla Quickstep di poter giocare su più fronti disponendo di diversi corridori potenzialmente vincenti. Le tante frecce all’arco del team belga hanno consentito all’attacco di Terpstra di andare in porto.
Come detto le lamentele di Sagan non sono piaciute a Boonen che ha dichiarato: “Penso che Sagan non debba davvero lamentarsi di una mancata collaborazione, è sempre sulla ruota di qualcuno, sta sempre dietro poi quando si porta in testa alza la mano per far tirare gli altri. Deve imparare a tenere la bocca chiusa”.Dichiarazioni importanti quelle fatte da Tom ai microfoni di Sporza.

Tom Boonen e Sagan: rapporto complesso

Il rapporto tra i due campioni è stato sempre segnato da stima reciproca, ma anche da una accesa rivalità mai nascosta. Sceso dalla bicicletta il belga, come spesso accade agli ex corridori, non fa sconti a nessuno men che meno al tre volte campione del mondo.

“Sagan mi piace, è un ottimo corridore, ma non dovrebbe dire cose del genere quando è lui che cerca sempre di correre a ruota degli altri” ha continuato Tom ai microfoni di Sporza. “Lui cerca sempre di beneficiare del lavoro delle altre squadre. Non c’è niente di sbagliato in questo, ma poi non deve più lamentarsi che gli altri non lavorano con lui” ha concluso Boonen.

 

Peter Sagan Parigi-Roubaix sarà amore?

Peter Sagan Parigi-Roubaix rapporto complesso

Peter Sagan Parigi-Roubaix due nomi importanti del ciclismo ma che fino ad oggi non vanno d’accordo, il 2018 sarà la volta buona?

Peter Sagan Parigi-Roubaix

Peter Sagan Parigi-Roubaix

Peter Sagan Parigi-Roubaix un rapporto complesso che non trova tranquillità. Il tre volte campione del mondo non è ancora riuscito a trovare la sua dimensione nelle Classiche Monumento. Nell’Inferno del Nord non è mai riuscito ad andare sul podio: al momento il suo miglior risultato è un sesto posto ottenuto addirittura nel 2014 quanto a vincere fu Niki Terpstra con una formidabile sparata nel finale di corsa.

Peter Sagan quel giorno chiuse la prova nel gruppetto degli inseguitori, arrivato ad una ventina di secondi.

Osservando il rapporto tra lo slovacco e la Parigi-Roubaix la domanda che sorge spontanea è: quella del nord è una corsa adatta a lui?

Sagan non è solo un grande personaggio del ciclismo mondiale ma è un ciclista completo e tecnico in grado di ottenere risultati sopra la media ma nella Regina delle Classiche ha sempre faticato e non poco, nonostante sulla carta per caratteristiche tecniche lo slovacco dovrebbe andare a nozze in una corsa del genere.

Francamente ci sentiamo di poterlo considerare tra i favoriti per arrivare a mani alzate all’interno del mitico velodromo. Lo scorso anno, però, Peter aveva approcciato la corsa con tanta grinta attaccando da lontano ed evidenziando una condizione fisica assolutamente favorevole per ottenere la vittoria ma una serie di guai meccanici gli impedirono di essere protagonista assoluto facendolo chiudere al 38esimo posto.

Al Giro delle Fiandre nonostante un’apparente facilità nell’affrontare i muri ha chiuso al sesto posto complice una reale difficoltà nell’interpretare il momento dell’attacco decisivo di Terpstra.

Alla Parigi-Roubaix la Bora potrebbe schierare una formazione più competitiva che potrebbe consentire a Peter di dare una svolta al sul palmares nelle Classiche Monumento.

Naturalmente l’ipotesi che anche questa campagna di Primavera possa non portare successi nelle corse di un giorno non sarebbe gradita al 28enne slovacco.

 

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre

Niki Terpstra conquista il Fiandre con una grande azione

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre con una azione ai meno 27 km dal traguardo rispondendo ad un attacco del nostro Vincenzo Nibali

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre, l’olandese della Quick-Step Floors è uscito dal gruppo dei migliori a 27 km dal traguardo. La miccia è stata accesa da un grintoso Vincenzo Nibali che ha provato ad attaccare. Niki ha poi staccato il corridore l siciliano della Bahrain-Merida e sull’Oude-Kwaremont (ai meno 18 dall’arrivo) ha raggiunto  tre corridori che erano in avanscoperta: Dylan Van Baarle (Sky), Sebastian Langeveld (EF Education First-Drapac) e Mads Pedersen (Trek-Segafredo)

In cima al Paterberg, ultimo muro di giornata ai -14 chilometri dall’arrivo ci ha provato Peter Sagan che è uscito dal drappello dei migliori per cercare di riportarsi sui battistrada ma nemmeno il tre volte Campione del Mondo è riuscito a raggiungere la testa della corsa (in quel momento il distacco era superiore ai trenta secondi).

Per Niki il Giro delle Fiandre si somma  alla conquista della  Parigi-Roubaix del 2014 in un palmarès che diventa di gran rilievo, e che la scorsa settimana si era arricchito della E3 di Harelbeke.

Il secondo posto di giornata è stato conquistato dal giovane danese Pedersen, che è riuscito a respingere il ritorno del gruppetto, chiudendo a 12″ da Niki Terpstra. Terza piazza per Philippe Gilbert (Quick-Step) che ha preceduto  Michael Valgren (Astana) centrando poi il podio a 16″, mentre il danese ha chiuso quarto a 19″. A 24″ il gruppetto con Greg Van Avermaet (BMC) che ha vinto la volata per il quinto posto su Sagan, Jasper Stuyven (Trek), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Wout Van Aert (Véranda’s Willems-Crelan) e Zdenek Stybar (Quick-Step).