Olimpiadi Invernali: al via anche Peter Sagan?

Olimpiadi invernali, all’improvviso ecco Peter Sagan?

Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, in diretta tv ecco che  appare Peter Sagan, naturalmente solo somiglianze è Samuel Girard

Olimpiadi Invernali il gemello di Sagan?

Olimpiadi Invernali il gemello di Sagan?

Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, quando in piasta scende Samuel Girard per tanti appassionati di ciclismo sembra di essere tornati alle Olimpiadi di Rio 2016 per la presenza di Peter Sagan. Naturalmente è solo un gioco di somiglianze ma il Canadese classe 1998 assomiglia davvero al tre volte Campione Mondo.

Tranquilli, l’ecletticità di Peter Sagan non arriva al punto di sfidare i più forti atleti del mondo nei 1000 metri di pattinaggio ma la somiglianza tra i due atleti ha fatto urlare all’incredibile evento

A uno spettatore distratto sembrerebbe che Peto abbia dismesso la divisa della Bora per indossare quella da pattinatore canadese.

Il pilota slovacco dovrebbe prendere Omloop Het Nieuwsblad e Kuurne Brussels Kuurne e per ora non è intenzionato a praticare altri sport (al massimo si dedica alla Mountain Bike) ma non assicuriamo che al termine della carriera professionistica non possa seguire le orme di Sir Bradley Wiggins e cimentarsi in altre discipline.

Le Olimpiadi PyeongChang 2018 hanno collegamenti col ciclismo basti pensare alla storia dei genitori di un atleta elvetico che hanno percorso addirittura 17000 chilometri in bicicletta per vedere in azione il figlio affrontando sbalzi termini incredibili e disavventure alla frontiera.

My World: la biografia ufficiale di Peter Sagan

My World: arriva  la biografia ufficiale di Peter Sagan

My World, il mio Mondo, ecco la prima biografia ufficiale di Peter Sagan che sarà pubblicata il prossimo 4 ottobre 2018

My World: in uscita ad ottobre

My World: in uscita ad ottobre

My World, il mio Mondo è questo il titolo della biografia del tre volte campione del mondo Peter Sagan che verrà pubblicato il prossimo 4 ottobre 2018. Una pubblicazione che promette di dare “l’opprtunità di dare un’occhiata al dietro le scene del mondo di Peter Sagan”, alla “scoperta dei faticosi allenamenti necessari ai successi” e di “come Peter affronta la pressione delle alte aspettative” che si sono create intorno a lui.

Annunciata la prima autobiografia di Peter Sagan. Classe 1990, lo slovacco ha stravolto il mondo del ciclismo sin dal suo arrivo, conquistando un record assoluto di tre mondiali consecutivi. Proprio questa esperienza sembra essere cardine del libro che sarà pubblicato il 4 ottobre 2018, dal titolo “My World” (Il mio mondo),

In My World, pubblicato da Yellow Jersey, il corridore della Bora – hansgrohe promette di dare ai fan “l’opportunità di dare un’occhiata dietro le quinte del mondo di Peter” e di far scoprire i “programmi di allenamento estenuanti necessari per il successo e come Peter affronta la pressione delle alte aspettative”.

Peter Sagan, nel suo My World,  condivide “il suo senso di euforia quando taglia il traguardo davanti al gruppo, e i momenti di disperazione, come nel 2017 quando Peter ha capito che non avrebbe potuto competere per la sua sesta maglia verde” dopo l’espulsione dal Tour de France in seguito all’incidente con Mark Cavendish.

Il Libro, come detto sarà il vendita dal prossimo mese di ottobre ma è già preacquistabile su Amazon al prezzo di 23, 39 nella  versione con copertina rigida e  a 12, 77 nella versione per Kindle per ora solo in inglese.

 

 

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Sagan Gran Fondo: per chi vuole correre col campione!

Sagan Gran Fondo annunciata la corsa col campione slovacco

Sagan Gran Fondo, il campione slovacco ha deciso di presentare la corsa per amatori che prende il suo nome e che ci correrà a maggio su terreni da ciclocross

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo: non capita tutti i giorni di avere la possibilità di pedalare con uno dei tuoi idoli sportivi ma ora tutti i ciclisti amatori ne avranno la possibilità dopo che Peter Sagan ha annunciato che ospiterà la sua Gran Fondo.

Il campione del mondo è sempre molto  impegnato al di fuori della sua carriera agonistica (ha visitato il Papa portando in dono una bicicletta) e anche quando è impegnato nelle corse non perde occasione per impegnarsi in iniziative benefiche e promozionali.

Questa nuova iniziativa della Gran Fondo ne è la prova. A partire dal 3 maggio, la corsa porterà i ciclisti a Truckee, in California. Tuttavia, questa non sarà la classica corsa su strada ma l’evento vuole portare i ciclisti amatoriali su ghiaia e strade sterrate in forza della grande passione che Peter Sagan ha per la Mountain Bike.

Sagan Gran Fondo i dettagli

La corsa si terrà il 5 maggio, ultimo giorno dell’evento programmato su tre giorni e che consentirà di correre con il tre volte vincitore della maglia iridata in un evento che si svolgerà il 4 maggio. La Sagan Gran Fondo sarà più adatta agli amanti del ciclocross che delle prove su strada vere e proprie e si svolgerà su un percorso di 108 km che prevede 1661 metri di scalate.

Il prezzo di partecipazione per l’intera tre giorni è di 145 dollari e non è nemmeno altissimo visto che, appunto, consentirà di affiancarsi a Peter Sagan. L’edizione di maggio viene definita “dirt edition” proprio perchè privilegerà terreni sconnessi ma è prevista anche una “road edition” in programma per novembre 2018.

Per tutti i dettagli è disponibile il sito della Sagan Gran Fondo.

 

Lo chiamavano trinità: Wout Van Aert e Peter Sagan

Lo chiamavano trinità Vab Aert e Sagan i tre volte campioni del mondo

Lo chiamavano trinità il noto film di Bud Spencer e Terence Hill potrebbe essere il titolo per deficine Wout Van Aert e Peter Sagan

Lo chiamavano trinità

Lo chiamavano trinità

Lo chiamavano trinità non è solo il titolo del famoso film del 1970 diretto da E.B. Cluche, divertente parodia dei più cruenti spaghetti-western, con protagonisti le epiche cazzottate della coppia Bud Spancer e Terence Hill ma è anche il titolo che accomuna due campioni delle due ruote: Wout Van Aert e Peter Sagan.

I due atleti si sono laureati tre volte campione del mondo rispettivamente nel ciclocross e su strada, raggiungendo un livello di eccellenza assolutamente unico e lo hanno fatto non senza difficoltà. Wout Van Aert non era il favorito nell’ultima edizione del mondiale eppure ha saputo imporsi e Peter Sagan ha conquistato il “triplete” pur senza poter contare su di una squadra a supporto.

Lo chiamavano trinità: Wout Van Aert

Wout Van Aert  nasce a Herentals (Antwerpen) in Belgio il 15 settembre 1994, soprannominato The Rollingstone di Herentals. Si è sempre cimentato nel ciclocross e sta ora tentando la via del ciclismo su strada con i colori della Veranda’s Willems-Crelan/Crelan-Charles.

Nel ciclocross ha conquistato due Coppe del mondo, un Superprestige, tre Bpost Bank/DV Verzekeringen Trofee, tre titoli nazionali oltre, appunto, ai tre titoli mondiali (il primo conquistato a soli 21 anni).

Circa la sua ultima conquista, il Mondiale di Valkenburg, si è cosi espresso ai microfoni di Sporza: “È stato un avvenimento storico vincere 3 modniali in questo sport, i nomi che mi precedono sono icone, significa molto entrare in quel gruppo, ho lavorato duro per ottenere questo risultato”.

La vittoria del terzo titolo non ha portato un calo di tensione il Wout Van Aert che sta programmando il suo debutto nel mondo della strada  all’Omloop Het Nieuwsblad supportato dal suo allenatore Niels Albert.

 

Lo chiamavano trinità: Peter Sagan

Di Peter Sagan c’è poco da raccontare o meglio c’è molto da raccontare ma è quasi tutto noto ai più. Peter passa pro nel 2009 con la maglia della della Liquigas (5 vittorie) dopo aver corso per il Dukla Trenčín-Merida si conquista il soprannome di  Tourminator e Hulk per la sua capacità di imporsi nelle corse di un giorno e nelle volate.

Nel 2011 le vittorie saranno quindici e nel 2012 saliranno a quota 16 e alla Grande Boucle si aggiudica, due tappe e la maglia verde della classifica a punti.

Nel 2013, in maglia Cannondale Pro Cycling, le vittorie saranno ventidue accompagnare  dalla conquista della classifica a punti di cinque diverse gare a tappe (tra cui il bis della Maglia verde del Tour de France).

Nel 2014 conquisterà “solo” sei vittorie ma farà tris di maglie verdi della Grande Boucle

Nel 2015 veste la maglia della Tinkoff-Saxo e conquista ben dieci vittorie e fa sua la quarta maglia verde, convola a nozze con Katarina Smolkova e si aggiundica il suo primo Campionato Mondiale a Richmond

2016 in maglia Tinkoff ottiene quattordici vittorie tra cui la Gand-Wevelgem e il Giro delle Fiandre. Al Tour de France veste la prima volta in carriera la maglia gialla (che conserverà per tre frazioni) e conquista la maglia verde finale. Il 21 agosto partecipa ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nella prova di mountain bike, dopo aver rinunciato a quella su strada  ma senza ottenere grandi soddisfazioni. l 18 settembre a Plumelec, si laurea primo campione europeo e il16 ottobre ai Mondiali di Doha, Sagan si riconferma campione del mondo bissando il successo dell’anno precedente diventando il “Signore delle Maglie”.

Nel 2017 passa alla Bora-Hansgrohe, conquista dodici vittorie e ai campionati del mondo di Bergen conquista il suo terzo titolo iridato diventando il primo ciclista nella storia a vincere tre titoli consecutivi. Ad ottobre Peter Sagan è diventato padre di Marlon.

 

Wout Van Aert Campione del Mondo a Valkenbourg

Wout Van Aert Campione del Mondo distrugge tutti

Wout Van Aert Campione per la terza volta consecutiva, sul circuito di Valkenburg distrugge tutti i rivali. Gioele Bertolini chiude in sesta posizione

Wout Van Aert Campione

Wout Van Aert Campione

Wout Van Aert  Campione del Mondo di ciclocross per la terza volta consecutiva come Peter Sagan (su strada). Il bicampione uscente, ha fin da subito impostato un ritmo esasperante per il suo avversario Mathieu Van der Poel che ha resistito fino alla seconda tornata per poi trovarsi di colpo senza energie.

Van Aert ha dato luogo a una cavalcata sontuosa, incrementando il suo vantaggio anche nei tratti a piedi sul pesantissimo percorso olandese. Van der Poel ha invece dovuto fare i conti con la rimonta di Michael Vanthourenhout, che nel finale l’ha addirittura staccato, andando ad assicurarsi la piazza d’onore a 2’13”. Per WVA c’è stato anche da lottare con Toon Aerts, che in rimonta gli ha conteso il bronzo.  Alla fine Mathieu è riuscito a conservare un posto sul podio giungendo a 2’30” dal vincitore. Aerts ha chiuso quarto a 3’16”, Lars Van der Haar (autore di due giri conclusivi di gran rilievo) ha completato la top five a 4’29” da Wout.

Da segnalare la prova gagliarda di un Gioele Bertolini che è sempre rimasto sempre nella top ten arrivando, a metà gara, addirittura alla soglia dei primi 5 posti. Il valtellinese ha chiuso in sesta posizione a 4’42” dal primo offrendo una prova migliore di molti suoi colleghi più rinomati. Lontani invece gli altri italiani con Marco Aurelio Fontana 29°, Daniele Braidot 30°, mentre Luca Braidot non ha concluso la gara.

 

 

Cancellara contro Peter Sagan: non è leader

Cancellara contro Peter Sagan: “è cresciuto molto ma non è un leader”

Cancellara contro Peter Sagan, tra i due non è mai scattata la scintilla della simpatia e l’ex pro svizzero non lo nasconde

Cancellara contro Peter Sagan

Cancellara contro Peter Sagan

Cancellara contro Peter Sagan, correva l’anno 2010 e un giovane slovacco proveniente dalla MTB, sconosciuto ai più, si affacciava nel mondo dei Pro. Il giovane corridore proveniente dalla Dukla Trenčín vestiva la maglia della Liquigas e fin da subito iniziò a mettere in difficoltà le stelle consolidate del circus dell’UCI.

I modi esuberante e senza filtri di Sagan non piacquero ad una parte dei leader del gruppo. Peter era una anomalia del sistema oltretutto rappresentata da un giovane debuttante e in molti non mancarono di sottolineare il disappunto.

Fu soprattutto Fabian Cancellara ad avere qualche scontro con il giovane Sagan, facendo prevedere una rivalità che, in realtà, non è mai sbocciata proprio del il carattere di Peter tutt’altro che litigioso.

Cancellara contro Peter Sagan: “All’inizio non mi era simpatico”

“Dopo le sue prime vittorie non mi era molto simpatico”, ha richiarato l’ex campione svizzero in una recente intervista alla “Gazzetta dello Sport. I malumori tra i due risalgono al Tour de France 2012 in cui lo slovacco esultò troppo dopo una vittoria su Spartacus.

Cancellara però pare aver rivisto la sua posizione sul tre volte campione del mondo: “ammetto di averlo rivalutato, all’epoca era un bambinone ma un bambinone molto forte, ora è cresciuto ma ha ancora difetti”.

“Ha imparato molto ma ha buttato via la Milano-Sanremo sprecando forze inutilmente, ci vuole furbizia nel ciclismo ma ha dimostrato di essere un fuoriclasse e vincerà ancora molto”

Lo svizzero ha però un forte dubbio sulle doti caratteriali dell’ex collega: “Per i risultati dovrebbe essere il leader del gruppo, ma non è fatto per quello. Lui è una rockstar ma non ha quella personalità per comandare il gruppo ad ogni modo in questo ciclismo ci vorrebbe gente come lui”.

 

Giulia Marchesini intervista esclusiva per ciclonews

Giulia Marchesini intervista esclusiva con l’atleta della Aromitalia-Vaiano

Giulia Marchesini intervista con la giovane atleta dell’Aromitalia-Vaiano in cui ci racconta della sua passione per il ciclismo e per la vita

Giulia Marchesini

Giulia Marchesini

Giulia Marchesini intervista in esclusiva della nostra redazione alla ciclista classe 1998 reduce da una bella carriera nella categoria Juniores con un quinto posto al Campionato Italiano Cronometro di Romanengo ora pronta a fare un salto di qualità tra le atlete della massima categoria.

Ciao Giulia e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

Ciao ragazzi, prima di tutto volevo ringraziarvi per questa opportunità! Diciamo che la passione per il ciclismo è un po’ nel mio DNA. Sono cresciuta in una famiglia di ciclisti, la famiglia di mio padre, a partire dal fratello di mia nonna, mio nonno, mio zio e mio babbo hanno tutti corso in bici. Crescendo e vedendo anche mio fratello gareggiare nella squadra “di famiglia” è stato inevitabile avvicinarmi ed innamorarmi di questo sport.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

E’ vero, il ciclismo richiede molti sacrifici e dire che non ha influenzato la mia adolescenza non sarebbe affatto vero. Quando ero più piccola ci sono stati dei momenti in cui dire di no a delle uscite con gli amici mi è effettivamente pesato ma crescendo ti rendi conto che  se davvero vuoi raggiungere un obiettivo rinunciare a qualcosa non costa niente e che si può trovare il tempo per far tutto.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare? 

Diciamo che questo sport è un po’ una scuola e metafora di vita: ti insegna il rispetto, la fatica e l’umiltà. L’impegno e il sacrificio richiesti dal ciclismo mi hanno aiutata e mi aiutano tutt’ora ad affrontare e superare con più facilità le piccole difficoltà di ogni giorno. Lo suggerirei ad una ragazza perché nonostante il tanto sudore da versare, la soddisfazione che si prova ad oltrepassare la striscia dell’arrivo a mani alte non ha prezzo!

C’è una corsa che Giulia Marchesini ricorda con maggior piacere?

Sicuramente quando partecipai al campionato regionale nel 2013. Non vinsi la corsa, ma indossare quella maglia è stato un onore ed una gioia.

C’è un ciclista che ti ha particolarmente ispirata?

Peter Sagan, senza ombra di dubbio, in assoluto. Chi mi conosce sa quanto io lo ammiri. Ho iniziato a seguirlo da subito e con il tempo è diventata quasi una malattia. Nel ciclismo femminile invece Marianne Vos: sarebbe bello vincere tutto quello che ha vinto lei!

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti qualche genere musicale in particolare?

Diciamo che tra università ed allenamenti non mi rimane molto tempo libero, ma quello che ho mi piace spenderlo con gli amici o in famiglia. Ascolto un po di tutto, Jovanotti in particolare e da qualche anno ho iniziato ad avvicinarmi anche a Vasco.

Come ti trovi in squadra?

Questo è il quarto anno che corro con il Vaiano e devo dire che mi trovo molto bene sia con le ragazze che con i dirigenti, è come una seconda famiglia per me!

Quali sono gli obiettivi di Giulia Marchesini per questo 2018?

Sicuramente di fare tanta esperienza. Lo scorso anno non ho corso tanto perchè ho dato più spazio alla scuola avendo la maturità. Quest’anno pur frequentando l’università privilegerò il ciclismo, sarò di supporto alle mie compagne e se dovesse arrivare qualche risultato tanto meglio!

 

Bora-Hansgrohe 2018: presentazione team

Bora-Hansgrohe 2018: ecco la squadra

Bora-Hansgrohe 2018 tutto ruota attorno a Peter Sagan tre volte Campione del Mondo ma occhio a Rafal Majka per il Tour de France

Bora-Hansgrohe 2018

Bora-Hansgrohe 2018

Bora-Hansgrohe 2018 nemmeno a dirlo tutto ruota attorno a Peter Sagan storico tre volte Campione del Mondo che sarà focalizzato sulle grandi classiche. Rispetto alla scorsa stagione sono state veramente poche le modifiche di organico tutte finalizzate a un maggior appoggio allo slovacco.

Rafal Majka gioca le sue fiche sul Tour de France con l’obiettivo di fare classifica dopo la caduta dello scorso anno ma il polacco proverà a far bene anche nelle corse di una settimana e nelle gare delle Ardenne. Rafal sarà spalleggiato da Felix Grossschartner e Peter Kennaugh che in salita daranno un contributo importante alle ambizioni del polacco. Leopold König  proverà a riprendersi il ruolo che ha perso lo scorso anno a causa di numerosi infortuni.

Attenzione al tedesco Emanuel Buchmann che deve dimostrare di essere pronto per i massimi palcoscenici mondiali.

Sam Bennett è andato per la prima volta in doppia cifra come numero di successi stagionali e punta a vittorie nelle tappe dei grandi giri (Tour a parte che sarà terreno per il solo Sagan) altri velocisti “arrabbiati” saranno Pascal Ackermann, Rüdiger Selig e Michael Schwarzmann.

Peter Sagan, per la campagna del nord, potrà contare su Daniel Oss che sarà importante nelle fasi più calde di corsa per proteggere lo slovacco assieme al tedesco Marcus Burghardt, il polacco Maciej Bodnar ed il lettone Alekseijs Saramotins.

Per le classiche occhi puntati su l’australiano Jay McCarthy che a 25 anni chiamato ad un cambio di passo. Avrà libertà anche Davide Formolo anche lui chiamato a una maturazione dopo il cambio di squadra.

Bora-Hansgrohe 2018: La rosa

Pascal Ackermann (Ger, 1994), Erik Baska (Svk, 1994), Cesare Benedetti (Ita, 1987), Sam Bennett (Irl, 1990), Maciej Bodnar (Pol, 1985), Emanuel Buchmann (Ger, 1992), Marcus Burghardt (Ger, 1983), Davide Formolo (Ita, 1992), Felix Grossschartner (Aut, 1993), Peter Kennaugh (Gbr, 1989), Michael Kolar (Svk, 1992), Leopold König (Cze, 1987), Patrick Konrad (Aut, 1991), Rafal Majka (Pol, 1989), Jay McCarthy (Aus, 1992), Gregor Mühlberger (Aut, 1994), Daniel Oss (Ita, 1987), Matteo Pelucchi (Ita, 1989), Christoph Pfingsten (Ger, 1987), Pawel Poljanski (Pol, 1990), Lukas Pöstlberger (Aut, 1992), Juraj Sagan (Svk, 1988), Peter Sagan (Svk, 1990), Aleksejs Saramotins (Lat, 1982), Andreas Schillinger (Ger, 1983), Michael Schwarzmann (Ger, 1991), Rüdiger Selig (Ger, 1989)

Kristoffer Halvorsen frattura alla mano destra

Kristoffer Halvorsen frattura alla mano durante il People’s Choice Classic

Kristoffer Halvorsen frattura per il neo corridore del Team Sky a causa di una caduta al People’s Choice Classic si è infortunato alla mano desta

Kristoffer Halvorsen

Kristoffer Halvorsen

Kristoffer Halvorsen,  non ha avuto un debutto fortunato con la maglia della Sky. Il ciclista norvegese è caduto nella volata finale del People’s Choice Classic (vinta da Peter Sagan)e si è procurato una brutta frattura alla mano destra.

Il ciclista del Team Sky non potrà, dunque, partecipare al Tour Down Under 2018, corsa australiana che aprirà la stagione WorldTour. Per Kristoffer Halvorsen si prospetta lo stare fermo per qualche settimana e poi potrà nuovamente tornare in bici.

Dave Brailsford puntava molto sulle capacità del norvegese e questa caduta complicherà la campagna australiana del team britannico come riportato da Tuttobici, il dottor Richard Usher del Team Sky ha reso noto le condizioni fisiche di Kristoffer Halvorsen

“Kristoffer è stato portato in ospedale dopo la tappa e sfortunatamente c’è la conferma che si è fratturato un osso nella mano destra, quindi non potrà correre il Tour Down Under. Il prossimo passo sarà quello di consultarsi con gli specialisti e trovare insieme la soluzione che possa consentire al corridore un pronto e completo recupero”.

People’s Choice: Peter Sagan prima vittoria del 2018

People’s Choice: Peter Sagan è già in forma

People’s Choice: Peter Sagan è già in forma e conquista il criterium di Adelaide che anticipa il  Tour Down Under

People's Choice: Peter Sagan

People’s Choice: Peter Sagan

People’s Choice Peter Sagan sfreccia davanti a tutti nel criterium che fa antipasto al Tour Down Under che inizierà tra due giorni. La gara si è svolta lungo le vie di Adelaide su di un circuito di 2300 metri da ripetere 22 volte.

La corsa ha il carattere della kermesse ma è un appuntamento sempre di prestigio come preambolo della stagione. La gara è stata caratterizzata dalla fuga di sette corridori tra cui il nostro Manuele Boaro, ma nel finale, come da previsioni,  il plotone si è ricompattato per una spettacolare quanto attesa volate.

Caleb Ewan ha deciso di partire lungo sul lato sinistro della carreggiata per anticipare i big, mentre al centro Peter Sagan e André Greipel si sono dati battaglia con lo slovacco della Bora-Hansgrohe che è riuscito a mettere la sua ruota davanti a quella di tutti gli altri. Il tedesco si è piazzato alle spalle di “Peto” mentre il podio è stato completato da  Caleb Ewan che si era aggiudicato le ultime due edizioni.

Brutta caduta nel finale che ha coinvolto il norvegese Kristoffer Halvorsen del Team Sky che ha perso il controllo andando a sbattere contro le transenne a causa di troppi contatti tra gli atleti

Da segnalare che nei primi dieci posti si sono piazzati ben tre italiani: al piedi del podio Elia Viviani che ha anticipato il connazionale Simone Consonni mentre ottavo è giunto Enrico Battaglin.