Matteo Trentin Campione Europeo

Matteo Trentin Campione Europeo sul circuito di Glasgow

Matteo Trentin Campione Europeo, conquista l’oro continentale in una volata a cinque dopo una corsa durissima, male Peter Sagan

Matteo Trentin Campione Europeo

Matteo Trentin Campione Europeo

Matteo Trentin Campione Europeo grazie a un fantastico lavoro del team Italia che è riuscito a governare una corsa assolutamente dura nonostante un percorso all’apparenza poco impegnativo. Il momento decisivo della prova è stato a circa meno 50 km dall’arrivo quando è stata la nazionale belga a prendere in mano i giochi e facendo partire la fuga decisiva di un gruppetto composta da dieci elementi.

Oltre ai nostri  Matteo Trentin e Davide Cimolai presenti i belgi Wout Van Aert  e Meurisse, gli olandesi  Mathieu Van Der Poel e Lammertink, il tedesco Denz, il francese Perichon, lo svizzero Albasini e lo spagnolo Herrada Lopez. I fuggitivi fanno il vuoto mentre superfavorito della vigilia Peter Sagan ha abbandonato la corsa dopo circa 150 km.

Quando mancano 10 km all’arrivo ecco che la scivolata di  Lammertink ha spaccato il gruppetto, poi Denz e Albasini hanno avuto problemi meccanici mentre Meurisse e Perichon non sono riusciti a rientrare.

Restati in cinque, i fuggitivi sono andati a giocarsi la vittoria nella volata finale. Eccellente il lavoro di Cimolai che ha lanciato alla perfezione Matteo Trentin che si è imposto di prepotenza andando poi a ringraziare con un bellissimo abbraccio il compagno di nazionale (Davide Cimolai ha poi chiuso al quinto posto).

E’ bello rivedere Matteo Trentin festeggiare è ancor più bello è vedere Matteo Trentin Campione Europeo dopo non poche vicissitudini.

Matteo Trentin Campione Europeo: “è incredibile”

 

Felice, raggiante e anche un po stupito della vittoria il nostro Matteo:

“È incredibile, dopo tutto quello che ho passato… La squadra ha lavorato in modo perfetto. Dopo otto mesi pieni di sfortuna in cui nulla è andato dritto è arrivata questa grandiosa giornata. Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati accanto”.

Trentin ha poi parlato della strategia di corsa:

“Con Cimolai ci siamo parlati. L’idea era quella di un suo attacco per portare allo scoperto i migliori del gruppetto, la caduta ha cambiato i piani aiutandoci, abbiamo corso da grandissima squadra”.

Felicissimo della prova dei suoi anche il CT Davide Cassani che non ha mancato di elogiare la prova corale messa sulla strada dai nostri ragazzi:

“I ragazzi sono stati fantastici, hanno fatto una gara magnifica e mi hanno emozionato”.

Alaphilippe vince a Bagneres de Luchon

Alaphilippe vince la sedicesima tappa del Tour 2018

Alaphilippe vince sul traguardo di Bagneres de Luchon dopo aver vinto sulle Alpi ora ecco l’affermazione anche sui Pirenei

Alaphilippe vince la 16esima tappa

Alaphilippe vince la 16esima tappa

Alaphilippe vince  la 16^ tappa del Tour de France 2018 al termine di una lunga fuga in una tappa in cui, lo si può tranquillamente dire, è accaduto un po’ di tutto. Uno splendido bis quello ottenuto dal Francese che dopo la vittoria sulle alpi bissa sui pirenei con sulle spalle la maglia a Pois.

Dopo le polemiche delle parole di Dave Brailford:“I francesi hanno la cultura dello sputo, è inaudito quello che dobbiamo subire ogni giorno, al Giro il pubblico è stato fantastico”. Dopo la caduta di Vincenzo Nibali. Dopo la squalifica di Gianni Moscon. Ecco arrivare oggi lo sciopero degli agricoltori che bloccano la corsa con delle balle di fieno. La gentarmeria reagisce (troppo) violentemente con lacrimogeni e la tappa viene temporaneamente neutralizzata.

Dopo che la tappa “riparte” ecco che il ritmo si alza e nessuno riesce ad uscire fino al “via libera” del Team Sky. Allungano in 46  tra cui Simon Clarke (EF-Drapac), il nostro Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Gorka Izagirre, Ion Izagirre,  Greg Van Avermaet, Tejay Van Garderen (BMC) e molti altri.

Quando il gruppo affronta la discesa del tristemente noto Portet d’Aspet ecco uno spaventoso volo di uno dei fuggitivi: Philippe Gilbert (Quick Step Floors), che cade nel burrone accanto alla carreggiata per fortuna senza particolari problemi se non qualche escoriazione.

Sul  Col de Menté prova ad allungare la coppia Caruso – Gesink riagganciata da altri quindici inseguitori, comprendenti anche Pozzovivo.

Yates scollina per primo sul  Col du Portillon  ma lungo la discesa arriva la scivolata del britannico ed il conseguente aggancio di Alaphilippe, che tira dritto in fino al traguardo. Senza caduta probabilmente avrebbe vinto Yates ma deve accontentarsi della terza piazza dietro a Gorza Izaguirre mentre Pozzovivo chiude quinto.

Alle spalle dei fuggitivi i big della classifica non si danno battaglia e l’unica notizia ufficiale è che se Peter Sagan arriverà a Parigi conquisterà a maglia verde (sesta per lui!) in quanto la matematica lo vede già come inarrivabile per gli altri.

 

Che balle questo Tour de France! 

Che balle lungo la strada per Parigi!

Che balle, dopo il giorno di riposo il Tour de France riparte ed incappa nella protesta degli agricoltori francesi, dura la reazione della gendaremeria

Che balle! ecco la protesta

Che balle! ecco la protesta

Che balle questo Tour! No, non parliamo del percorso a tratti (come d’abitudine) privo di sussulti per lunghi tratti ma ci riferiamo alla protesta che ha coinvolto oggi la Grande Boucle.

Oggi era in programma la sedicesima tappa dell’edizione numero 105 della corsa francese con arrivo previsto a Bagneres de Luchonstage dopo 218 chilometri ma già dopo pochi c’è stato un clamoroso accadimento.

Non erano, infatti, passati molti chilometri dal via quando il plotone è stato costretto a uno stop inaspettato per via della protesta di alcuni agricoltori, che hanno posizionato lungo la strada alcune balle di fieno.

In tutto i manifestanti erano una ventina ma la gendarmeria non ha usato il guanto di velluto: agenti hanno infatti usato lacrimogeni e gas al peperoncino per disperderli (che ha generato problemi di respirazione a molti atleti). Le immagini raccolte dai reporter non sono assolutamente simpatiche.

Si è assistiti a momenti davvero tesi e poco conciliabili con lo spirito di fratellanza tipico dei grandi avvenimenti sportivi. Gli agenti hanno sparato gli spray urticanti contro i manifestanti inermi sull’asfalto, alcuni sono stati trascinati per i piedi. Le forze dell’ordine hanno dovuto anche allontanare un gregge di pecore e montoni usato per occupare la strada.

Che balle al Tour: anche i ciclisti coinvolti

Come detto l’azione forte della gendarmeria ha coinvolto anche i ciclisti che per via dell’impiego di lacrimogeni hanno avuto problemi respiratori. In molti si sono rivolti al medico di corsa tra cui la maglia gialla Geraint Thomas, il campione del mondo Peter Sagan oltre a Colbrelli, Fraile, Sutherland e Phinney. Anche il capitano del team Sky Chris Froome ha fatto ricorso ai sanitari per farsi spruzzare delle gocce di collirio.

I corridori, dopo alcuni minuti di assoluta confusione e caos, si sono allineati dietro le auto dell’organizzazione e hanno ripreso la corsa.

Che balle al Tour: le cause

La protesta (abbastanza clamorosa) è avvenuta in prossimità del Dipartimento dell’Aude, a ovest di Carcassonne nella regione della Piege.

I contadini hanno mostrato alcuni cartelli recante la scritta “Per la vita della Piege” in segno di protesta contro i ventilati tagli del Governo Francese all’economia agricola della zona

Groenewegen trionfa nella tappa di Chartres

Groenewegen trionfa sul traguardo di Chartres

Groenewegen trionfa a Chartres nella settima frazione del Tour de France 2018 battendo Fernando Gaviria e Peter Sagan. Van Avermaet resta leader

Groenewegen trionfa nella settima tappa

Groenewegen trionfa nella settima tappa

Groenewegen trionfa nella settima tappa del Tour de France 2018 dopo tanti passaggi a vuoto. Il velocista in forza alla LottoNL – Jumbo esulta sul traguardo di Chartres mettendosi alle spalle Fernando Gaviria (Quick Step Floors) e Peter Sagan (Bora – Hansgrohe).

Il Tour prevede la frazione più lunga di questa edizione con i suoi 231 km. Frazione lunga ma sicuramente poco impegnativa anzi, assolutamente priva di difficoltà.

Al chilometro 35 prova ad avvantaggiarsi Yoann Offredo (Wanty – Groupe Gobert) che, completamente ignorato dal gruppo, arriva a guadagnare circa 9 minuti di margine. L’unico momento di tensione si verifica quando, a circa cento chilometri dal traguardo inizia a tirare un forte vento laterale. A quel punto è la Ag2R La Mondiale a prendere l’iniziativa fratturando il gruppo in più tronconi. Nulla di sconvolgente in quanto poco dopo i gruppetti si ricompattano. L’unico accadimento è che il vantaggio di Offredo viene annullato.

Ritornata la calma prova  a partire è Laurent Pichon (Fortuneo – Samsic) che viene però ripreso ai meno trentacinque. Il gruppo si avvicina quindi alla volata, la Quick Step Floors si piazza  davanti all’ultimo chilometro, ma a sorprendere il favorito di giornata (Fernando Gaviria)è Groenewegen, il vincitore dei Campi Elisi nel 2017.

Terzo posto per Sagan davanti ad Aruand Démare (Groupama – FDJ). Ancora un piazzamento nella top ten per il nostro Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert). Non cambia nulla in classifica generale: Greg Van Avermaet (Bmc) resta leader della generale.

Sagan doma Combrelli

Sagan doma Combrelli e fortifica la maglia verde

Sagan doma Combrelli e Gilbert sul traguardo di Quimper nella quinta tappa del Tour de France, Van Avermaet  resta in maglia gialla

Sagan doma Colbrelli

Sagan doma Colbrelli

Sagan doma Colbrelli come accaduto in occasione della seconda frazione della Grande Boucle il copione si ripete sul traguardo di Quimper. Il Campione del Mondo della Bora-Hansgrohe si impone davanti all’azzurro della Bahrain – Merida e a un ispiratissimo Gilbert.  Prima del via da segnalare i ritiri di Michael Matthews (Sunweb), affetto da problemi gastrointestinali, e Tiesj Benoot (Lotto Soudal), caduto nel corso della  frazione di ieri.

Dopo tre concluse in  volata e una cronosquadre che ha delineato la generale ecco che finalmente il profilo altimetrico della tappa presenta spunti interessanit. Lungo i 205 km della frazione odierna erano, infatti, molti gli strappi impegnativi di cui sei validi per la maglia a Pois.

Tracciato impegnativo e tentativi a ripetizione fin dai primi chilometri di corsa. La fuga giusta vede come protagonisti Toms Skujins (Trek Segafredo), Elie Gesbert (Fortuneo Samsic), Sylvain Chavanel e Lilian Calmejane (Direct Energie), Nicolas Edet (Cofidis), Kevin De Buyst (Lotto Soudal) e Julien Vermote (Dimension Data).

Ai meno trenta chilometri dall’arrivo restano in testa i soli Skuijns, Edet e Calmejane  che vengono ripresi ai meno dieci. Quando il gruppo si ricompatta ci trova l’estone della Direct Energie, Rein Taramae ma senza particolare successo.

La corsa è nervosa ed è il Team Sky a prendere in mano il controllo della gara fino alla flamme rouge quando l’altimetria comincia a salite. A quel punto, non poteva essere altrimenti, partire è Philippe Gilbert della Quick Step Floor seguito dalla maglia gialla Greg Van Avermaet che prova a battagliare per la vittoria ma parte troppo lungo e viene ripreso. La lotta finale è tra Peter Sagan e il bresciano Sonny Colbrelli e ad avere la meglio è il tre volte campione mondiale che conquista il suo secondo successo in questa edizione della Grande Boucle (10 vittorie in Francia per lui).

Terza piazza  per Gilbert, seguito da Alejandro Valverde. La maglia gialla Van Avermaet chiude settimo e mantiene la leadership in generale; nono – ancora una volta in top ten – Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert), seguito da Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida). Tom Skujins indossa la maglia di leader della classifica della montagna ed è il primo lettone a farlo nella storia del Giro di Francia, “non era l’obiettivo di giornata ne de Tour ma è una grandissima soddisfazione” ha dichiarato il corridore della Trek Segafredo.

Fernando Gaviria secondo successo al Tour

Fernando Gaviria secondo successo al Tour  2018

Fernando Gaviria secondo successo in volata davanti a Peter Sagan e André Greipel, bene anche l’italiano Andrea Pasqualon

Fernando Gaviria secondo trionfo al Tour

Fernando Gaviria secondo trionfo al Tour

Fernando Gaviria secondo successo in volata per il corridore colombiano che nella volata finale è riuscito ad avere la meglio su Peter Sagan (BORA-hansgrohe) e André Greipel (Lotto Soudal).

Giornata assolutamente negativa per il russo Ilnur Zakarin della Katusha-Alpecin) che, coinvolto in una caduta a cinque chilometri dal termine della frazione,  ha pagato un distacco di 58 secondi. La maglia gialla rimane sulle spalle del belga della BMC Greg Van Avermaet (BMC). Nella caduta che ha visto protagonista Zakarin è rimasto coinvolto anche Rigoberto Uran che, grazie al lavoro dei compagni, è riuscito a rientrare in gruppo.

La tappa è stata caratterizzata dal classico tentativo a lunga gittata con Jérôme Cousin (Direct Energie), Dimitry ClaeysAnthony Perez (Cofidis) e Guillaume Van Keirsbulck (Wanty – Groupe Gobert) che riescono a guadagnare fino a 7’30” di margine sul plotone.

La favola dei battistrada si conclude negli ultimi 2000 metri, quando il gruppo rientra su tutti, compreso Van Keirsbulck che prova un allungo ma chiaramente senza trovare fortuna.

Il finale si gioca quindi in volata e a festeggiare è Gaviria che non perde la calma quanto Graipel prova ad allungare ai meno 300 metri dal traguardo cercando di sorprendere i rivali. Richeze lavora per il suo capitano che riesce a respingere l’ultimo attacco di Sagan grazie ad un colpo di reni che vale il secondo alloro alla Grand Buocle 2018. Il nostro Andrea Pasqualon chiude in sesta posizione.

 

La BMC vince la crono a squadre al Tour

La BMC vince, Greg Van Avermaet prende la gialla

La BMC rispetta il pronostico conquistando la cronometro di Cholet, bene il Team Sky, Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali chiude undicesima a 1’06”

La BMC rispetta il pronostico

La BMC rispetta il pronostico

La BMC di Richie Porte rispetta il pronostico e si aggiudica la cronometro a squadre di Cholet del Tour de France. A sorridere più di tutti è Greg Van Avermaet che conquista la maglia gialla per la seconda volta in carriera (il corridore era il meglio piazzato in generale tra i suoi). Buona la prova del Team Sky di Chris Froome e Geraint Thomas.

Peter Sagan (BORA-hansgrohe) perde non solo maglia gialla ma anche le ruote dei compagni staccandosi poco prima del secondo intermedio.

La prova contro l’orologio è stata molto combattuta con tanti team a darsi battaglia sul filo dei secondi: nello spazio di tredici secondi di distacco dalla BMC si sono infatti classificati la Sky, la Quick-Step Floors, la Mitchelton-Scott e il Team Sunweb

Al primo intermedio era la Mitchelton-Scott ad avere il miglior tempo (un secondo di margine su BMC e Sky). Nel secondo con rilevamento (Côte de la Séguinière) il team di Jim Ochowicz aveva ben sei secondi di margine sulla Sky ed è riuscita a mantenere il primato anche al termine della prova.

Tra i big, come detto, bene Porte e Froome ma possono essere soddisfatti anche  Tom Dumoulin, Adam Yates, Bob Jungels e Rigoberto Uran. Si difende la  Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali, che finisce undicesima a 1’06” dalla squadra americana. Prova discreta per Romanin Bardet (Ag2r La Mondiale),Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) e Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo).

Michael Kolar appende la bici al chiodo

Michael Kolar si ritira a soli 25 anni

Michael Kolar fedelissimo di Peter Sagan si ritira dal ciclismo professionistico a soli 25 anni deluso dai mancati risultati

Michael Kolar

Michael Kolar

Michael Kolar appende la bici al chiodo, il 25enne corridore fedelissimo di Peter Sagan con il quale corre dal 2014, anno in cui passò professionista alla Tinkoff-Saxo (seguendolo poi alla Bora), ha deciso di smettere con il ciclismo professionistico.

Kolar ha preso parte alla sua ultima corsa da professionista in occasione dei Campionati Nazionali 2018 (chiusi in terza posizione dietro ai due fratelli Sagan). Il corridore classe 1992 cessa quindi ogni attività come atleta ma resterà nell’organico della formazione teutonica con incarichi amministrativi di gestione dei rapporti con gli sponsor.

“In questi anni mi sono impegnato molto duramente per essere sempre al top della forma ma – ha spiegato Michael – non ho raggiunto i risultati che speravo. Penso di aver raggiunto il top delle mie performance ma è palese che queste non bastano per emergere tra i professionisti e quindi soddisfare le mie aspettative”.

La lucidità del ragazzo lo ha portato a confrontarsi apertamente con la dirigenza della Bora (in particolare con il team manager Ralph Denk) che gli ha proposto di restare in organico seguendo, per alcune manifestazioni, i rapporto con i Vip e con gli sponsor.
“E’ bello poter restare nel ciclismo ma con una nuova prospettiva, voglio provare nuove esperienze e godermi diversamente la vita” ha affermato il giovane ex corridore.

“Se mi volto indietro non provo alcun rimpianto, anzi, sono fiero di quello che ho fatto, onorato di aver contribuito alla vittoria di Peter Sagan del Campionato del Mondo di Ciclismo a Doha. Quel giorno è indimenticabile per me, ho avuto un ruolo chiave nella strategia di corsa e ne sarò sempre orgoglioso. Ho deciso di chiudere al Campionato Nazionale Slovacco per onorare la mia nazione e sono contento di ogni momento vissuto in sella”.

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro tutti, “io corro diversamente da quei due”

Cavendish contro Kittel e Greipel, attacca il modo di correre dei due rivali poco propensi al gioco di squadra

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro Kittel e Greipel, che l’ex Campione del Mondo sia assolutamente contrario alle dichiarazioni di facciata e noto a tutti, che non abbia in simpatia i due colleghi di volate, altrettanto.

Poco diplomatico ma anche molto genuino, il britannico non le ha mandate a dire ai due colleghi e rivali a un mesetto dal via del Tour de France che, come sempre, li vedrà battagliare per il ruolo di re degli sprint.

Lo scorso anno Mark Cavendish fu protagonista di una querelle con il Campione del Mondo Peter Sagan. La stagione 2018 per i britannico non è partita bene e quindi la Grande Boucle potrebbe esere il banco di prova per trovare riscatto a queste due delusioni.

Dopo la bruttissima caduta alla Milano Sanremo il velocista britannico ha gareggiato senza ottenere allora al al Tour de Yorkshire e al Giro di California e ora prenderà il via al Tour de Slovenie (settimana prossima). Proprio in Slovenia si dovrà confrontare con Marcel Kittel.

Cavendish contro Marcel Kittel

Ad incendiare l’avvicinamento alla sfida ecco una intervista che Mark ha rilasciato a Cycling.be. Il velocista del Team Dimension Data è andato giù pesante contro gli storici rivali negli sprint.

Cavendish ha toccato il rapporto diverso che ha lui rispetto ai rivali con i colleghi di team: “Io non considero i miei compagni come il mio staff, ma mi vedo come l’ultimo anello di un’unica catena che deve portare al successo. Quando vinco o quando perdo non sono mai io a vincere o perdere ma il team”.

“Pochi colleghi velocisti hanno questo modo di vedere lo spirito di squadra. Marcel Kittel è uno che fa davvero lavorare i compagni di squadra per lui. Questo non è il mio caso, vedo il ciclismo in modo diverso. Alla Dimension Data siamo otto uomini che collaborano per l’ottenimento del miglior risultato di squadra”.

Cavendish contro Andrè Greipel

Il britannico non le ha mandate a dire all’ex compagno di team alla HTC, Andrè Greipel.

“Sono un corridore molto diverso da Greipel, lui è forza, io sono più piccolo e meno potente e devo usare tecnica e strategia. Insomma lui è forza senza testa io sono tutto testa” ha dichiarato Mark.

Ora vedremo come i due rivali del velocista britannico risponderanno (se risponderanno) a questo attacco frontale.

Sam Bennett impenna sul Passo Duron

Sam Bennett impenna sullo Zoncolan tra fans in delirio

Sam Bennett impenna tra i tifosi che attendono il passaggio del Giro d’Italia sul Passo Duron l’irlandese reduce da due vittorie nella corsa rosa regalo uno show agli appassionati

Sam Bennett impenna

Sam Bennett impenna

Sam Bennett impenna con la sua bicicletta mentre affronta la terribile ascesa al Passo Duron. Se davanti a divertirsi nella terribile tappa del Giro d’Italia è stato il kenyano bianco Chris Froome che ha trionfato sullo Zoncolan nelle retrovie a dar spettacolo è stato il corridore della Bora.

Lo Zoncolan è sicuramente una delle salite più dure (se non la più dura) del ciclismo professionistico, le ruote veloci del gruppo lo temono come un avversario quasi impossibili e sono soliti fare il “gruppetto” per affrontarlo in modo indolore ma non era l’unica salita del giorno così, quasi per esorcizzare la terribile ascesa che lo aspettava il corridore della Bora ha deciso di fare un po’ di show per i tifosi.

Abile a destreggiarsi nelle volate Sam ha deciso di affrontare alcunii tratti di salita su di una sola ruota facendo andare in visibilio i tanti fans della corsa rosa a cui ha anche lanciato una borraccia in segno di gratitudine. Insomma lo sappiamo tutti che la vittoria non poteva andare a Sam Bennett ma la sua impennata è stata sicuramente uno dei momenti più esilaranti del weekend appena trascorso. Per la cronaca il corridore della Bora è arrivato sullo Zoncolan per ultimo chiudendo la tappa comunque nel tempo massimo stabilito dalla giuria.

Non a tutti piacciono questi comportamenti da “guascone” ma certamente sono momenti che strappano sorrisi ai tanti fans che aspettano per ore non solo il passaggio dei grandi della montagna ma anche i velocisti quindi Sam Bennett che emula il Campione del Mondo Peter Sagan con una impennata secondo noi è solamente positivo per il ciclismo.