Peter Sagan: non sono un ciclista virtuale

Peter Sagan tra quarantena e voglia di ciclismo

Peter Sagan in quarantena tra i poco amati rulli e una nuova consapevolezza: “bisogna essere più umani”

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan, tre volte campione del mondo, è forse uno degli atleti attuali che meglio incarna il ruolo di testimonial del ciclismo mondiale. Come splendidamente raccontato da Giacomo Pellizzari nel suo “Generazione Peter Sagan”, lo slovacco è l’emblema di come gli sportivi possano riconoscersi in una icona sportiva in grado di avvicinare al ciclismo anche gente che non lo ha mai seguito.

Ecco che non poter avere il consueto contatto più psicologico che fisico con i propri fans non entusiasma particolarmente il forte corridore della Bora-Hansgrohe. Da sempre ostile all’uso di strumenti per allenarsi in casa, anche “Peto” si è visto costretto a utilizzare le piattaforme online ma ha voluto precisare di essere “un vero ciclista, non uno virtuale”.

Le restrizioni della pandemia hanno coinvolto tutti, atleti compresi, e l’ex campione del mondo si trova a Monaco dove trascorre il tempo come molti suoi colleghi tra famiglia e rulli e cambiando il proprio approccio:

“Odio pedalare sui rulli, ma ora sono diventati miei amici”, ha detto Sagan in un video di domande e risposte su Instagram.

Peto si sta allenando con uno smart trainer della Wahoo messogli a disposizione dal team e si è “esibito” come molti in pedalate virtuali:

“non penso che il futuro del ciclismo sia virtuale, per ora va così e non sappiamo quanto potrà ancora durare ma farlo diventare una abitudine la vedo dura. Potrei correre su Zwift con la mia bicicletta elettrica, cosa ne dite?”

Sagan ha voluto essere fuori dal coro ed ironico anche in questo momento ma nella realtà dei fatti si è dimostrato molto prudente in quanto, conclusa la Parigi-Nizza, si è messo in auto-isolamento per tre settimane ricevendo i pasti dal collega e amico Oscar Gatto e limitando la propria presenza anche sui social network.

“Sono felice perché io e la mia famiglia stiamo bene, mi allenano rispettando il mio programma ma mi manca la strada, come a tutti! Spero di tornare presto alla vita normale ma ora è importante seguire le indicazioni degli esperti, rispettando le istruzioni ufficiali. Voglio essere pronto non appena la stagione riprenderà e poi vedremo come saranno programmate le varie corse. Quando le condizioni ci consentiranno di correre di nuovo in sicurezza, torneremo sulla strada in modo che i fan possano godere di nuovo questo bellissimo sport”.

Sagan ha voluto poi considerare i cambiamenti che questa pandemia porterà nei rapporti umani:

“Dobbiamo prenderci molta più cura degli altri e rispettare questa situazione. Noi sportivi viviamo in condizioni di privilegio, nel mondo tante persone soffrono veramente e questa consapevolezza deve portarci ad essere più umani”.

Peter Sagan pedalo perché voglio vincere

Peter Sagan pensa alla stagione che sta iniziando

Peter Sagan a trent’anni compiuti valuta l’evoluzione del ciclismo degli ultimi dieci anni e tiene dritto il timone in vista di un 2020 ricco di impegni

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan domenica scorsa ha compiuto trent’anni, momento di maturità per un atleta che ha già ottenuto un numero strepitoso di successi in carriera (113 vittorie). Al via della Vuelta a San Juan con i colori della Bora-Hansgrohe (per il quarto anno consecutivo) Peto ha preso parte alla consueta conferenza stampa dove ha parlato della stagione che sta iniziando e non solo.

“la stagione si costruisce in inverno, mi sono allenato a Monaco e ora sono qui alla Vuelta a San Juan, successivamente affronterò un training camp in altura a Medellin, in Colombia” ha spiegato lo slovacco che sino ad ora si accontentato di piazzamenti (sesto e quinto).

“Mi sento un po’ cambiato rispetto al passato, punto alle corse più importanti. Non è possibile essere al top da gennaio a novembre soprattutto andando avanti con gli anni – afferma Sagan – ho vinto molto ma non mi guardo troppo indietro, sono in bicicletta perché voglio vincere”.

La campagna delle classiche vedrà Sagan battagliare con Deceuninck-QuickStep che rappresenta la continuità col passato ma dovrà vedersela con il nuovo che avanza ovvero Wout van Aert e Mathieu van der Poel.

“Rispetto a dieci anni fa il ciclismo è cambiato, si corre con più aggressività, c’è una sorta di anarchia, prima le gerarchie erano più definite ma possiamo solo convivere con questa evoluzione” ha spiegato Sagan che quest’anno dovrà vedersela con un calendario assolutamente saturo di impegni.

Come detto, terminata la Vuelta a San Juan, lo slovacco sarà impegnato nel training camp e resterà lontano dalle corse cinque settimane per riprensentarsi al via delle Strade Bianche.

La stagione di Sagan sarà contrassegnata, tra le altre corse, dalla prova olimpica di Tokyo 2020. Se a Rio 2016 Peter aveva provato a cimentarsi con la MTB quest’anno, nonostante il percorso avverso, con ogni probabilità sarà al via della prova in linea:

“nel 2016 avevo più tempo per preparare la prova olimpica in MTB, ho corso in Austria e Repubblica Ceca per prender i punti per essere al via ed è stato divertente ma con i programmi stesi per quest’anno sarà impossibile qualificarmi per le Olimpiadi” ha concluso Sagan.

 

Peter Sagan punta alla Sanremo 2020?

Peter Sagan vuole vincere la Sanremo 2020?

Peter Sagan è l’uomo dell’impossibile che quando si mette in testa un obiettivo lo ottiene, e se il prossimo fosse la Sanremo 2020?

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan vuole vincere la Milano-Sanremo 2020? Il tre volte campione del mondo domenica farà il debutto stagionale alla Vuelta San Juan. Sarò una stagione ricca di appuntamenti quella dello slovacco che, dopo essersi cimentato alle Olimpiadi di Rio nella MTB, a Tokyo potrebbe essere al via nella prova in linea.

Necessariamente Peter Sagan avrà un ruolo di primo piano nelle corse a tappe ma, come di consueto, sarà fortemente concentrato sulle classiche e oggi, prima di imbarcarsi da Linate alla volta dell’Argentina è stato avvicinato dai giornalisti de La Gazzetta dello Sport che lo hanno stuzzicato sull’argomento Milano-Sanremo 2020.

“E’ una corsa difficile da capire, ogni anno c’è un vincitore differente” ha detto il fenomeno slovacco che non ha nascosto un particolare interesse sulla classicissima “Sono andato tre volte a provare il finale facendo anche il Poggio. Abito nel Principato di Monaco ed è un attimo arrivare a Sanremo, voglio comprendere bene il finale.

Se non è una dichiarazione di intenti poco ci manca. Di certo Peter Sagan ha depennato la Liegi dal suo calendario corsa che, invece, farà il vincitore della Sanremo dello scorso anno, il francese Julian Alaphilippe.

Peto vuole vincere la Sanremo? Di certo un atleta completo come il corridore della Bora non può non puntare a una vittoria così prestigiosa da inanellare nel suo prestigioso palmare. Ad ogni modo per avere la risposta  non ci resta che aspettare esattamente due mesi e il 21 marzo, col sole (si spera) della riviera a baciare il trionfatore.

Peter Sagan pronto per Giro e Tour

Peter Sagan conferma la doppietta giallo-rosa

Peter Sagan conferma la doppietta giallo-rosa mentre la Bora-Hansgrohe cercherà di portare Emanuel Buchmann sul podio al Tour 

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan ha confermato che prenderà il via sia al prossimo Giro d’Italia che al Tour de France per poi presentarsi ai nastri di partenza della prova a cinque cerchi dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Quello che sta arrivando sarà un anno intenso anche per il tre volte campione del mondo che, nella conferenza stampa di Kolbermoor per la presentazione del team Bora-Hansgrohe, ha tracciato un programma dell’imminente stagione sportiva.

Il primo impegno ufficiale per lo slovacco sarà il 26 gennaio alla Vuelta a San Juan in Argentina per poi dedicarsi ad un intenso camp di allenamento per preparare le classiche del nord. Dopo la Parigi-Roubaix Sagan farà un altro richiamo in vista della Grande Partenza del Giro a Budapest.

Come sappiamo la presenza in calendario dei Giochi Olimpici nipponici costringe il calendario ad intensificarsi riducendo la pausa tra Giro e Tour e, dopo la passerella degli Champs-Élysées saranno solo sei i giorni che separeranno la Grande Boucle dalla prova di Tokyo. Probabilmente molti atleti, focalizzati sulle prove olimpiche, non porteranno a termine il Tour ma, conoscendo “Peto”, è certo che lo slovacco vorrà arrivare sino a Parigi colorato di verde.

Il programma per il 2020 è stato palesato dallo stesso Sagan:

“Comincio in Argentina, poi prenderò parte ad  campo di allenamento in quota, alle Classiche, un altro campo di allenamento, il Giro, un altro campo di allenamento e poi il Tour de France “.

Sagan sa che i percorsi previsti per le olimpiadi giapponesi non sono propriamente adatti alle sue caratteristiche. Quattro anni prima Peter aveva preso parte all’evento di mountain bike alle Olimpiadi di Rio 2016 ma ora lo slovacco vuole provarci:

“Il percorso è abbastanza duro ma alle Olimpiadi, non sai mai come andrà, quindi vale la pena provare.”

La Bora al Giro punterà anche su Pascal Ackermann e sul vincitore di una tappa 2018 Max Schachmann mentre al Tour avrà come obiettivo portare sul podio Emanuel Buchmann, che si è classificato 4 ° assoluto a Parigi lo scorso luglio.

Ralph Denk, ha confermato che Ackermann non sarà al via del Tour in quanto:

“Questo tour non si adatta molto ai velocisti ed è importante che Pascal prenda il via a due Grandi Giro così da trovarsi pronto per il Tour 2021”.

Buchmann, come detto, andrà all-in sul Tour:

“tutta la mia attenzione sarà rivolta al Tour de France, il percorso del prossimo anno mi piace e il mio programma sarà simili a quello dello scorso anno”.

L’assenza di prove a cronometro a squadre e una sola crono individuale possono effettivamente essere un’opportunità per il tedesco di scalare il podio di Parigi.

 

 

La corsa di Sagan verso il quarto mondiale

Sagan affronta nuovi rivali verso il quarto mondiale

Peter Sagan dovrà vedersela con un gruppo di giovani talenti emergente per andare alla ricerca del quarto titolo mondiale

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan non è un tipo che si fa spaventare dalle sfide, la sua vita stessa è una perenne ricerca della novità e della sfida, insomma di nuovi avversari da “sfidare” con lo stile scanzonato ma determinato tipico dello slovacco,

Il mondiale in Yorkshire potrebbe però essere il terreno adatto (dopo il mondiale per scalatori di Innsbruck) per entrare nella storia come primo ciclista a conquistare quattro magli iridate in linea.

Se il percorso inglese può essere selettivo ma non troppo la differenza vera potrebbe farlo, più che i Sali e scendi britannici, il meteo che, stante alle previsioni, potrebbe essere fresco e piovoso.

Non sarà facile per nessuno affrontare un  percorso umido e tecnico, spesso le condizioni meteo “dure” hanno portato a sorprese e capovolgimenti di pronostici (ricordate un tale di nome Lance Armstrong ad Oslo?).

Sagan, naturalmente, non sente (o non sembra sentire) alcuna pressione anzi, qualche giorno fa a Sporza ha candidamente detto “E cosa cambierà se dovessi vincere il quarto titolo mondiale? Niente ”.

La risposta controcorrente di Peto è chiaramente in linea con il personaggio “Sagan” ma va a sbattere contro la determinazione con cui ha conquistato il “triplete” a Richmond, Doha e Bergen (diventando il primo ciclista di sempre a vincere tre mondiali di fila ).

“Non sogno la notte i mondiali dello Yorkshire ma non posso negare che sia uno dei miei obiettivi stagionali” ha spiegato un sereno Peter Sagan.

Il meteo avverso potrebbe favorire Peter facendo emergere le doti di ex biker ma la schiera dei rivali è particolarmente agguerrita ed impreziosita da giovani campioni emergenti come il fresco vincitore del Tour de France Egan Bernal, il “cannibalino” che  Evenepoel ha vinto la Clásica San Sebastián a soli 19 anni o il ciclocrossista van der Poel che proprio come Sagan potrebbe far valere le doti di funambolo.

“Evenepoel anche se  giovanissimo, è forte e quando ho corso con lui mi ha davvero impressionato certo ora ha molta pressione e riflettori addosso” ha detto Sagan.

Proprio lo stesso Remco ha voluto allontanare la pressione che sta montando attorno al suo nome:

“non pensavo di essere convocato per il campionato del mondo nel mio primo anno tra i professionisti ma a questo punto non voglio perdere questa opportunità, bisogna osare sempre per riuscire a crescere”.

In effetti il Belgio sarà al via con due “giganti” come Gilbert e Van Avermaet che potrebbero fare da ombrello per Evenepoel.

Se il belga prova a giocare a carte coperte l’altro giovane talento, l’olandese van der Poel ha impressionato tutti in questa stagione e il percorso inglese potrebbe riservare non pochi colpi di scena e premiare quello che nel basket americano viene definito un all-around ovvero un atleta che si destreggia su più terreni.

Van der Poel non si spaventa dell’attenzione che ruota attorno a lui:

“Sono il favorito per la maglia iridata? Forse è così ma va detto che i mondiali sono una corsa a parte rispetto a tutte le altre gare. Le gambe girano bene, vediamo cosa accade domenica”.

BORA-hansgrohe e Sportful assieme sino al 2021

BORA-hansgrohe e Sportful insieme fino al 2021

BORA – hansgrohe e Sporful estendono la partnership fino al 2021 con soddisfazione reciproca

BORA-hansgrohe e Sportful sono orgogliose di annunciare il rinnovo della loro collaborazione fino alla stagione 2021. Un’estensione di una collaborazione vincente tra il Team tedesco e il brand di abbigliamento tecnico italiano.

“Nel nostro Performance Team lavoriamo sempre al massimo per essere in grado di fornire i migliori materiali ai nostri atleti. L’abbigliamento è particolarmente importante perché incide in maniera decisiva sulla performance: gestione del calore, aerodinamica e comfort sono le aree più interessate. Sportful alza l’asticella dei suoi prodotti tanto quanto noi come team ci aspettiamo ed è per questo che la collaborazione, sin dall’inizio, è stata vincente. Abbiamo lavorato insieme per ottenere tutti i piccoli miglioramenti possibili e sono davvero felice che continueremo a farlo grazie a questa collaborazione produttiva e di successo” – Ralph Denk, Team Manager, BORA – hansgrohe

BORA – hansgrohe e Sportful sono orgogliose di annunciare il rinnovo della loro collaborazione fino alla stagione 2021. Un’estensione di una collaborazione vincente tra il Team tedesco e il brand di abbigliamento tecnico italiano.

“Siamo molto felici di continuare a lavorare con il Team per i prossimi due anni. Abbiamo sempre affrontato questa collaborazione con entusiasmo, dal punto di vista dello sviluppo prodotto, della ricerca e della comunicazione. Siamo davvero contenti di come il Team stia crescendo, sempre più un riferimento all’interno del gruppo in molti campi. Ci aspettiamo nuove avventure, successi e innovazione in questi prossimi due anni” – Dario Cremonese, Sportful

“Ho avuto il privilegio di gareggiare con Sportful per la maggior parte della mia carriera. Il loro abbigliamento unisce stile e tecnologia e insieme abbiamo sviluppato prodotti innovativi e all’avanguardia. Credo che la dimostrazione migliore della relazione che ci lega e della fiducia reciproca sia la scelta di sviluppare la Peter Sagan line insieme a Sportful. Sono molto soddisfatto che BORA – hansgrohe e Sportful continuino la loro partnership per altri due anni” – Peter Sagan

“Sportful investe moltissimo in sviluppo continuo di nuovi prodotti e materiali. In questo processo, la funzionalità è sempre messa al primo posto. La conseguenza è che i capi non sono solo veloci, ma perfetti per proteggerci in ogni situazione e condizione climatica. Che sia caldo in estate o freddo e pioggia alle Classiche del Nord abbiamo sempre il prodotto giusto per esprimerci al meglio” – Marcus Burghardt

FONTE COMUNICATO STAMPA

Sagan vince in volata al Tour de Suisse

Sagan vince in volata la terza tapp del Giro di Svizzera

Sagan vince la terza frazione del Tour de Suisse anticipando in volata Elia Viviani e conquistando la maglia di leaser della generale

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Peter Sagan (fonte pagina Twitter)

Sagan vince la terza frazione del Giro di Svizzera 2019 battendo in volata sul traguardo di Murten Elia Viviani (Deceuninck – Quick Step) conquistando anche la maglia di leader della generale.

La frazione che da Flamatt conduce a Murten lungo 162.3 km è quella meno impegnativa dal punto di vista altimetrico di tutto il Tour de Suisse anche se gli ultimi cento metri presentano una lieve salita che può infastidire alcuni velocisti.

La fuga di giornata prende il via sin dai primi chilometri e si protrae per gran parte della frazione con il gruppo principale che lascia spazio ma controlla gli uomini in avanscoperta ossia Simon Pellaud della nazionale elvetica, Willie Smit (Katusha Alpecin), Ryan Anderson (Rally Cycling) e Bert Jan Lindeman (Jumbo – Visma).

Gli uomini in fuga vengono riassorbiti quando all’arrivo mancano poco meno di dieci chilometri con il gruppo che va a giocarsi la volata finale. Volata che premia la determinazione di Peter Sagan che nel finale in lieve salita e in pavé riesce a prendere la giusta posizione e ad anticipare tutti i rivali.

 

Alle spalle dell’ex campione del Mondo si piazzano il nostro Elia Viviani ed il corridore della Trek – Segafredo John Degenkolb. Grazie al gioco degli abbuoni è lo stesso Sagan a balzare in testa alla generale andando a vestire la maglia oro.

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

1 SAGAN Peter BORA – hansgrohe 3:39:25
2 VIVIANI Elia Deceuninck – Quick Step
3 DEGENKOLB John Trek – Segafredo
4 GARCÍA CORTINA Iván Bahrain Merida
5 SWIFT Ben Team INEOS
6 MATTHEWS Michael Team Sunweb
7 JANSE VAN RENSBURG Reinardt Team Dimension Data
8 LIENHARD Fabian Switzerland
9 BOUDAT Thomas Team Total Direct Energie
10 HOELGAARD Daniel Groupama – FDJ

Classifica generale:

1 2 ▲1 SAGAN Peter BORA – hansgrohe 10 7:51:31
2 1 ▼1 ASGREEN Kasper Deceuninck – Quick Step 0:10
3 3 – DENNIS Rohan Bahrain Merida 0:11
4 4 – MATTHEWS Michael Team Sunweb ,,
5 5 – CRADDOCK Lawson EF Education First 0:16
6 6 – KÜNG Stefan Groupama – FDJ 0:20
7 7 – TRENTIN Matteo Mitchelton-Scott 0:27
8 8 – THOMAS Geraint Team INEOS 0:28
9 9 – CASTROVIEJO Jonathan Team INEOS 0:29
10 11 ▲1 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team ,,

Sagan ritorno alla vittoria al Tour of California

Sagan torna a vincere al Tour of California

Sagan ritorno alla vittoria al Tour of California conquistando la prima frazione della corsa americana totalmente pianeggiante

Sagan

Sagan

Sagan torna a gioire dopo un paio di mesi in cui il tre volte campione del nord non ha attraversato un periodo di particolare forma. Proprio l’assenza di condizione è costato allo slovacco della Bora-Hansgrohe la possibilità di essere protagonista nelle classiche del nord.

Sagan è tornato alla vittoria nella prima frazione dell’Amgen Tour of California portando a diciassette il numero dei successi di tappa conquistati in carriera alla corsa americana. Peter non tagliava per primo il traguardo di una corsa dallo scorso 17 gennaio quando si era imposto nella terza frazione del Tour Down Under.

La prima tappa del Giro di California 2019 si è svolta lungo un tracciato di 143 chilometri interamente pianeggianti lungo le strade di Sacramento. Negli ultimi chilometri Fabio Jakobsen ha fatto un buco tagliando fuori molti pretendenti alla vittoria dalla volata finale.

Ai meno 500 metri dall’arrivo è stato il Team Ineos a prendere in mano le operazioni ma la classe di Peter Sagan è letteralmente uscita. Alle spalle dello slovacco, seconda posizione per l’americano Travis McCabe, terzo il tedesco Max Walscheid e quarto il norvegese Kristoffer Halvorsen. Il grosso del gruppo  ha chiuso la frazione con 4 secondi di svantaggio

 

Specialized collezione Peter Sagan

Specialized collezione Sagan, verso l’iride

Specialized collezione Sagan, verso l’iride con i prodotti delle collezioni   Underexposed e Overexposed

Specialized collezione Peter Sagan (fonte comunicato stampa)

Specialized collezione Peter Sagan (fonte comunicato stampa)

Peter Sagan ha rotto gli schemi nel ciclismo professionistico. La nuova Collezione Sagan è lo specchio della doppia anima di Peter in gara e della sua costante “caccia all’Iride”:  la collezione Underexposed, ovvero il Peter più “nascosto” e quella Overexposed, ovvero la sua voglia di calcare il palcoscenico.
I prodotti della Collezione Underexposed mescolano ombre con uno scuro ma pur brillante riflesso iridato quando vengono esposti al sole.
La Collezione Overexposed brilla come una stella quando viene esposta al sole, momento in cui esplodono tutti i colori dell’arcobaleno. Proprio come fa Sagan nello sprint sul traguardo.

Tutti vogliono vincere la Maglia Iridata. Sia chi non l’ha mai vinta prima, sia Peter Sagan che l’ha indossata già tre volte. Il design della Collezione Sagan rappresenta questo spirito, una “caccia all’Iride” e allo stesso tempo rispecchia il doppio stile di Peter in gara. Scegli tra la grafica Underexposed (il Peter più nascosto) o Overexposed (la sua voglia di calcare il palcoscenico).

Collezione Underexposed

Se sei tre volte Campione del Mondo, hai tutti gli occhi puntati addosso, sia nella vita di tutti giorni che nel gruppo. Stare un po’ defilato diventa una tattica necessaria per qualcuno come Sagan – per proteggere la sua privacy, oppure per nascondersi nel gruppo fino a quando non è ora di partire per un incredibile sprint che ci fa tutti alzare dalla sedia. I prodotti della collezione Underexposed richiamano questo concetto – mescolando ombre, il vedo/non vedo e con uno scuro ma pur brillante riflesso iridato quando esposti al sole.

Collezione Overexposed

Ora, non è possibile nascondersi – una mossa audace che porta ai flash bianchi ed accecanti della vittoria: il momento in cui Peter ha tutti gli occhi addosso. Esattamente come questo momento, abbagliante come una stella, brillano i componenti della Collezione Overexposed. Come puoi vedere da queste scarpe S-Works 7, questi prodotti non sembrano particolari, fino a quando non li esponi alla luce del sole, momento in cui esplodono tutti i colori dell’arcobaleno, proprio come fa Sagan nello sprint sul traguardo.

Telai Mirror

La bici usata da Peter riflette meglio il tuo stile? Ora hai la possibilità di montare i componenti di tua scelta sui telai Replica Tarmac o Venge Limited Edition. Questi telai rispecchiano entrambi i “caratteri” dello stile di Peter. Sono gli stessi telai che Peter userà per tutta la stagione e non vediamo l’ora che vengano immortalati in qualche scatto che finirà nella storia del ciclismo.

Biciclette

E’ qui che si presenta la vera brillantezza della Collezione “A caccia dell’Iride”, grazie alla bellezza dei riflessi perlati dell’iride: una base bianco/argento per la collezione Overexposed e su fondo nero/antracite per i prodotti Underexposed. L’effetto arcobaleno visto attraverso un prisma è una vista magnetica e attirerà lo sguardo in qualsiasi gara. Rimane solo la domanda: quale dei due caratteri di Peter preferirai?

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Elia Viviani festeggia a Foligno

Elia Viviani conquista la tappa di Foligno alla Tirreno

Elia Viviani conquista la tappa di Foligno alla Tirreno-Adriatico battendo allo Sprint Peter Sagan e il colombiano Fernando Gaviria

Elia Viviani (fonte pagina Twitter)

Elia Viviani (fonte pagina Twitter)

Elia Viviani mette la firma sulla frazione della Tirreno-Adriatico con arrivo a Foligno andando a conquistare la sua quarta vittoria stagionale di un 2019 iniziato davvero alla grande per il velocista della  Deceuninck–Quick Step.

Dopo la bella affermazione del francese Julian Alaphilippe ecco arrivare la vittoria del nostro velocista di punta alla Corsa dei due Mari. La frazione odierna viene movimentata da Sebastian Schonberger (Neri-Selle Italia), Natnael Berhane (Cofidis), Alexander Cataford (Israel Cycling Academy), Stepan Kuriyanov (Gazprom-Rusvelo) e il nostro Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF) che arrivano ad un vantaggio massimo di circa quattro minuti.

Il gruppo lascia fare mantenendo il margine sotto controllo, ripresi i fuggitivi di giornata entrano in azione i team delle ruote veloci. C’è battaglia in testa al gruppo con la la Bora – Hansgrohe e la Dimension Data a condurre le operazioni  assieme alla Ag2r La Mondiale.

 

A portare in casa la vittoria è pero, nuovamente, la Deceuninck-Quick Step che pilota alla perfezione Elia Viviani che supera Peter Sagan e va a tagliare il traguardo a braccia levate. Alle spalle del nostro atleta, oltre al citato Sagan, ecco  Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), mentre al quarto posto arriva. Giacomo Nizzolo (Dimension Data)

Invariata la classifica generale, con Adam Yates che mantiene il ruolo di maglia azzurra con il medesimo tempo di Brent Bookwalter.