Egan Bernal ha la grinta per vincere il Giro

Egan Bernal può vincere il Giro parola di Hart

Egan Bernal ha la grinta per vincere il Giro a dirlo è il compagno del Team Ineos Tao Geoghegan Hart

Egan Bernal

Egan Bernal

Egan Bernal ha le carte giuste per puntare a vincere il Giro d’Italia 2019 al suo debutto a 22 anni, al dirlo è il suo compagno al Team Ines, Tao Geoghegan Hart. I due correranno il prossimo Giro d’Italia che sarà anche la prima grande corsa a tappe con il nuovo abbinamento.

“Se guardi alla stagione che ha avuto questa primavera e ancor più, quanto è stato costante l’anno scorso, secondo me, è stato uno dei migliori corridori al mondo già nel suo primo anno nel tam e senza dubbio può competere per la vittoria finale alla corsa rosa” ha spiegato il londinese Geoghegan Hart.

Bernal ha firmato il contratto con l’allora Team Sky poco prima del suo 21 ° compleanno in inverno prima della stagione 2018. Ha debuttato nella sua prima corsa a tappe di tre settimane allo scorso Tour de France risultando determinante per supportare Geraint Thomas a vincere.

Quest’anno, nonostante qualche piccola sfortuna, ha conquistato la Parigi-Nizza, una bella soddisfazione per un corridore ancora giovanissimo. Ora con Thomas e Froome che hanno giocato le loro fiches sul Tour, Bernal ha via libera per essere il leader del Team Ineos al Giro 2019.

“Egan ha avuto molta sfortuna allo scorso Giro della Catalunya, era seconde e negli ultimi chilometri ha avuto un bruttissimo incidente. Lui è stato un grande ed è tornato subito in gruppo dimostrando una grinta eccezionale. C’è stata poi la spaventosa caduta a San Sebastián, è stato impressionante vederlo cadere in quel modo orribile. Lui però non si è perso d’animo ed è tornato velocemente. Sono quindi convinto che potrà affrontare le avversità, che avrà nel Giro d’Italia, ma ci approcciamo alla corsa con una mente serene, prenderemo ogni giorno come viene” ha proseguito Geoghegan Hart che ha supportato Sivakov a vincere il Tour of the Alps conquistando lui stesso due tappe e piazzandosi secondo.

Il Team Ineos per il Giro dovrebbe sposare la linea giovane con Egan Bernal capitano, circondato da altri ragazzi terribili:  Geoghegan Hart, 24 anni, Pavel Sivakov, 21 anni, Ivan Sosa 21 anni  a cui si affiancherà l’esperienza di  Salvatore Puccio e Gianni Moscon.

 

Sivakov conquista il Tour of the Alps

Sivakov conquista un Tour of the Alps mozzafiato

Sivakov ha coronato il primo successo finale in carriera nell’ultima gara a tappe del Team Sky resistendo a Masnada e Nibali

Sivakov sul podio

Sivakov sul podio

Al Tour of the Alps non si può dare mai nulla per scontato, e la dimostrazione è arrivata ancora una volta nell’ultima tappa della 43a edizione, Venerdì 26 Aprile, tutta in Alto Adige fra Caldaro e Bolzano (147,8 km). L’immagine finale è quella di Pavel Sivakov (Team Sky), che ha conquistato con con merito la sua prima corsa a tappe da professionista, regalando al Team Sky la chiusura perfetta di un’epoca di grandi successi proprio nelle gare di più giorni, pur avendo dovuto guadagnarsi questo onore fino agli ultimissimi metri.

La più grande minaccia alla realizzazione del sogno è arrivata da un protagonista inaspettato: Fausto Masnada del Team Androni-Sidermec ha fatto molto più che conquistare il secondo successo personale di tappa con un attacco da lontano, ma è arrivato negli ultimi 20 km di gara da leader virtuale della classifica del Tour of the Alps.

Fausto Masnada

Fausto Masnada

Un’azione di 18 uomini è partita nei primi chilometri di gara, dividendosi poi in due parti uguali sulle rampe verso Collalbo. Il fattore pioggia nella prima metà di gara ha indotto il Team Sky ad affrontare la strada con grande prudenza, permettendo ai nove battistrada – CataldoStalnovMasnadaCuadros MorataThalmann, Quintero, Bizkarra, Velasco e Vuillermoz – di guadagnare oltre 7 minuti, e concedendo quindi a Masnada (partito a 3.37 in classifica generale) un vantaggio virtuale di 3 minuti e mezzo su Sivakov. Lo stesso Masnada è passato all’attacco sul San Genesio, rimanendo solo in compagnia del colombiano Quintero

A quel punto il Team Sky ha dovuto giocare il proprio jolly, e ancora una volta lo ha trovato in Chris Froome. Il quattro volte vincitore del Tour de France ha tirato il gruppo dei migliori per l’intera salita del San Genesio, riducendo il margine a 4 minuti. Poi è toccato a Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) fare la propria mossa: due attacchi a breve distanza l’uno dall’altro, entrambi risposti in prima persona dal solo Sivakov. Geoghegan Hart (Team Sky), Cattaneo (Androni-Sidermec) e Vuillermoz (Ag2R-La Mondiale) si sono poi riportati sui due avversari, ma a quel punto il ritardo dai battistrada era già rientrato entro margini rassicuranti, ed i cinque hanno proceduto insieme fino al traguardo. Davanti, invecem Masnada ha attaccato Quintero all’ultimo chilometro, presentandosi solo sul traguardo di Bolzano. Velasco (Neri-Selle Italia) si è classificato terzo a 1.30, mentre il gruppo Nibali-Sivakov ha concluso a 2.14. Il podio finale è un mix unico di talento, prospettiva e classe: Sivakov 1°, Geoghegan Hart 2° e Vincenzo Nibali 3°.

Pavel Sivakov

Pavel Sivakov

E’ incredibile,” ha dichiarato Pavel Sivakov, “devo dire che sento questa come una vittoria di squadra, quasi più che mia. I miei compagni sono stati incredibili per tutta la settimana, e mi hanno supportato in maniera splendida anche oggi, quando ci siamo trovati sotto grande pressione. Anche quando ci siamo trovati a sette minuti, ho sempre conservato la massima fiducia nel fatto che avremmo recuperato, non magari per il successo di tappa ma abbastanza per difendere la maglia. Sono felice di aver conquistato questa corsa bellissima: me la sono goduta davvero, anche se l’abbiamo vissuta con il gas aperto dall’inizio alla fine. Questo successo mi ripaga di ogni sacrificio.” Sivakov è diventato il primo russo a conquistare il Tour of the Alps, ed uno dei più giovani corridori dell’albo d’oro con i suoi 22 anni, che gli hanno permesso di vestire anche la maglia Bianca di miglior giovane. Lo spagnolo Sergio Samiguer (Euskadi-Murias) ha vinto la classifica degli scalatori, mentre l’austriaco Matthias Krizek (Felbermayr-Simplon-Wels) ha portato a casa la maglia rossa dei traguardi intermedi.

Da parte sua, Masnada ha parlato della soddisfazione per il secondo successo in pochi giorni: “Sono felice, la corsa è andata proprio come avevamo sperato. Puntavo ad entrare in un tentativo di fuga numeroso, e sono riuscito a infilarmi in quello giusto. Anche quando ci siamo trovati con un forte vantaggio, il mio focus è sempre rimasto sulla tappa, perchè credevo che comunque il Team Sky sarebbe riuscito a risalire. Ora vado al giro con tanta fiducia in più – sia per un piazzamento in classifica che per un successo di tappa.

Geoghegan Hart and Sivakov
Ancora una volta, il Tour of the Alps è riuscito ad offrire cinque giorni di grande e spettacolare ciclismo sulle strade dell’Euregio: “Stiamo ricevendo dei feedbacks entusiastici da parte dei nostri tre partner territoriali che compongono l’Euregio – Tirolo, Alto Adige e Trentino,” ha commentato il Presidente del GS Alto Garda Giacomo Santini. “Negli anni, il Tour of the Alps è sempre più riconosciuto per la sua identità, e questo per noi è davvero importante. Siamo orgogliosi del modo in cui la nostra corsa viene interpretata da campioni come Nibali e Froome, e di come grandi talenti come Pavel Sivakov e Tao Geoghegan Hart continuino a rivelare le loro qualità proprio sulle nostre strade.”

Desidero davvero ringraziare tutti gli elementi che compongono questa grande squadra organizzativa, partendo dal Board esecutivo fino a tutti i volontari che ci aiutano a rendere la nostra corsa più sicura e più bella. Questa edizione è stata un altro successo – ora puntiamo lo sguardo verso la numero 44.

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Nibali attacca, Geoghegan Hart vince

Nibali attacca, Geoghegan Hart vince: a Cles è ancora festa Sky

Nibali dà spettacolo nella quarta tappa del Tour of the Alps, attaccando a ripetizione, ma l’accoppiata Sivakov-Geoghegan Hart risponde

Tao Geoghegan Hart

I grandi campioni non tradiscono mai – certamente non al Tour of the Alps. Come ogni anno, le grandi firme del ciclismo mondiale si presentano al via nel cuore dell’Euregio, e lo fanno sempre per onorare la corsa fino in fondo. Giovedì 25 Aprile, la quarta tappa del Tour of the Alps da Baselga di Piné a Cles (134 km) ne ha data un’ulteriore ed eloquente conferma.

A vincere è stato ancora Tao Geoghegan Hart (Team Sky), ed il suo compagno di squadra Pavel Sivakov ha messo un altro, importantissimo mattone in vista di un possibile successo finale a Bolzano, ma il vero protagonista di questa frazione è stato Vincenzo Nibali. Al Tour of the Alps, il capitano del Team Bahrain-Merida ha ritrovato quel modo di correre aggressivo ed entusiasmante che ha caratterizzato le pagine più belle della sua carriera: sul Passo Predaia, neutralizzata la fuga di giornata, Nibali si è reso protagonista di cinque attacchi nel giro di due chilometri, facendo a brandelli il gruppo dei favoriti, e costringendo agli straordinari un Chris Froome ancora una volta nelle vesti di gregario di lusso.

L’azione di Nibali ha ridotto la testa della corsa a sole cinque unità, di cui tre del Team Sky – Froome, Sivakov e Geoghegan Hart – e un altro leader attesissimo alla corsa euroregionale, Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), anch’egli ritrovato ai livelli delle sue giornate migliori.

Geoghegan Hart-Nibali-Sivakov

Il quarto attacco di Nibali ha terminato il compito di Froome, dando via ad un duello fra l’accoppiata Sky e l’italiano e il polacco – alleati per un giorno – che si è consumato fino all’ultima, durissima ascesa della Pontara. Dopo una nuova accelerazione di Nibali, è stato proprio Majka ad assestare il colpo più deciso, guadagnando cento metri ma subendo infine il ritorno dei tre inseguitori, condotti da Geoghegan Hart. Proprio il 24enne britannico ha impostato la volata di testa a Cles, riuscendo comunque a contenere lo sprint di Vincenzo Nibali e a trionfare a braccia alzate. Terzo posto per Majka, quarto per Sivakov che si presenta quindi all’ultimo test di Venerdì 26 Aprile (Caldaro/Kaltern-Bolzano/Bozen, 147,8 km) con 27 secondi da difendere proprio su Geoghegan Hart, 31 su Rafal Majka e 33 su Vincenzo Nibali. Chris Froome si è piazzato al quinto posto di giornata, guidando sul traguardo un gruppo di 11 unità a 40 secondi, salendo al nono posto nella generale.

Oggi Nibali era davvero incontenibile – ha raccontato Pavel Sivakov, – sia lui che Majka hanno attaccato a ripetizione, io e Tao abbiamo preferito rispondere di passo, tenendolo a distanza e controllando la situazione. Nel finale i nostri avversari hanno corso da alleati, ma noi siamo riusciti insieme a rispondere colpo su colpo: insieme siamo più forti. Inoltre, abbiamo dalla nostra parte anche Chris: averlo con noi in squadra è fantastico, e la sua esperienza è una risorsa incredibile.”

Sivakov

Da parte sua, Geoghegan Hart ha potuto festeggiare il secondo successo da professionista in quattro giorni. “La chiave sta nel non avere timori reverenziali. Nella mia testa tutti gli avversari sono uguali, mi concentro sulle mie possibilità e non su quelle degli altri. Ma certo, mettersi alle spalle gente come Nibali e Majka è qualcosa di significativo.” Anche sul suo futuro, il 24enne britannico ha le idee chiare: “In carriera vorrei puntare le grandi corse a tappe, ma allo stesso tempo mantenermi aperto anche alle corse di un giorno, come ho sempre fatto fin da dilettante. Fra i miei obiettivi ci sono anche i Campionati del Mondo ed i Giochi Olimpici dell’anno prossimo.” L’ambizione sicuramente non gli manca.

Per l’accoppiata Sky rimane quindi l’ultimo sforzo verso Bolzano per coronare un possibile successo finale nell’ultima, storica corsa a tappe della squadra con l’attuale denominazione. “Sulla carta, controllare la tappa di domani dovrebbe essere più semplice,” ha commentato Sivakov, “soprattutto perché non avremo una salita nel finale come oggi. Ma dovremo fare ancora la nostra parte per conquistare una vittoria che sarebbe molto importante.

Sivakov ha conservato le maglie ciclamino e bianca (giovani), mentre Matthias Krizek (Felbermayr-Simplon-Wels) è riuscito a vestire la maglia rossa dei traguardi intermedi. Conferma come miglior scalatore per lo spagnolo Samitier (Euskadi-Murias), primo a transitare in cima alla temuta Forcella di Brez, e parte del tentativo di 8 uomini partito dopo 40 km di gara, e rimasto allo scoperto fino ai primi chilometri verso il Passo Predaia.

Energica

Domani, venerdì 26, l’Alto Adige ospiterà il gran finale di corsa con l’ultima frazione, Caldaro/Kaltern-Bolzano/Bozen (147,8 km). Le lunghe e dure salite verso Collalbo e San Genesio saranno gli ultimi ostacoli per gli atleti sulla strada verso il capoluogo sudtirolese, ma attenzione anche all’ultima, velocissima discesa: chissà che non diventi scenario per un ultimo, incredibile colpo di mano.

 

La quinta e ultima tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 14.00 alle 15.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
LIVE STREAMING: Eurosport Player (Europa, Asia, Australia), pmgsport.it, repubblica.it, tuttobiciweb.it, inbici.net, cicloweb.it, cyclingpro.net/spaziociclismo, lapresse.it, flobikes.com, (Stati Uniti, Canada, Sudamerica, Asia, Australia, Regno Unito), globalcyclingnetwork.com (Stati Uniti, Canada, Sudamerica), Facebook @PMGliveSport.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Fausto Masnada vince al Tour of the Alpes

Fausto Masnada: festa italiana al Tour of the Alpes

Fausto Masnada bergamasco della Androni-Sidermec conquista il primo successo da professionista in Italia al Tour of the Alpes. Sivakov difende la maglia

Fausto Masnada

Fausto Masnada

Fausto Masnada, 25enne della Androni-Sidermec di Gianni Savio, che ha conquistato la terza frazione di Mercoledì 24 Aprile, Salorno-Baselga di Piné di appena 106,3 km.

Tappa breve, ma con dislivello importante (quasi 2700 metri), e proprio per questo temutissima dal leader della classifica Pavel Sivakov (Team Sky), che presagiva attacchi dai più pericolosi rivali in classifica. Previsione rispettata, soprattutto nell’ultima ascesa verso l’arrivo di Baselga, ma anche oggi il corridore russo è stato spalleggiato da un Team Sky apparso ancora una volta in grande salute, e con un Chris Froomeeccellente nel ruolo di gregario di lusso.

Pavel Sivakov

Se ci penso è incredibile,” ha dichiarato Sivakov dopo il traguardo, con una nuova maglia ciclamino sulle spalle. “Non soltanto ho avuto un quattro volte vincitore del Tour de France come gregario di lusso, ma Chris è per me una costante fonte di consigli, anche su come gestirmi in gara. E’ stato lui in più occasioni ad invitarmi alla calma e a non rispondere agli attacchi: la mia squadra ha fatto un lavoro eccellente, e anche nel finale non sono mai stato eccessivamente sotto pressione.”

Da parte loro, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) e Rafal Majka (Bora-hansgrohe) hanno fatto la loro parte nel cercare di mettere in difficoltà il leader, trovando sempre la risposta di passo di Chris Froome, con a ruota la giovane accoppiata Sivakov – Geoghegan Hart. Nel controllo fra i favoritissimi, dal gruppo di 10 unità rimasto al comando evade all’ultimo chilometro proprio Fausto Masnada: la sua sparata secca è quella giusta, che gli permette di guadagnare i pochi metri necessari per arrivare a braccia alzate. Alle sue spalle Geoghegan Hart ha vinto la volata del gruppetto a 4 secondi davanti a Rafal Majka e Vincenzo Nibali, mentre a Sivakov è sufficiente il settimo posto per proseguire in ciclamino. Tredicesimo a 12 secondi un generosissimo Chris Froome.

Masnada

Quella di oggi è una vittoria pesante,” esordisce Masnada, “ed il primo successo in Italia, per di più con questo parterre, è davvero speciale. Sapevo di stare bene, oggi il compito mio e di Mattia Cattaneo era quello di attendere e cercare di giocare le nostre carte nel finale, e così abbiamo fatto. Nella parte centrale della salita, con gli attacchi di Majka e Nibali, avevo perso qualche metro, ma sono riuscito a rientrare di passo e trovare, alla fine, il tempismo perfetto. Il sogno da realizzare adesso è una vittoria di tappa al Giro d’Italia: ora mi sono sbloccato, so che realizzarlo è possibile.

Protagonista della fase iniziale di gara era stata una fuga di dodici unità composta da Antonio Nibali(Bahrain-Merida), Manuele Boaro (Astana Pro Team), Evgeny Shalunov (Gazprom Rusvelo), Elie Gesbert(Team Arkea Samsic), Nicola Bagioli (Nippo-Vini Fantini-Faizané), Carlos Julian Quintero (Manzana Postobon), Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli-Sidermec), Nicolau Beltran (Caja Rural Seguros RGA), Fernando Barcelo Aragon (Euskadi- Murias), Simone Velasco (Neri Sottoli-Selle Italia-Ktm) Michele Corradini e Marco Tizza (Nazionale Italiana). Il loro vantaggio è sempre stato tenuto sotto i tre minuti da parte del gruppo, ma è stato solo nell’ascesa verso Baselga che l’ultimo reduce, Gesbert, è stato ripreso dal ritmo dettato da Bahrain e Sky.

Confermate tutte le quattro maglie di leader: Pavel Sivakov è rimasto titolare delle maglie ciclamino e bianca, mentre Samitier (Euskadi-Murias) e Kuen (Vorarlberg-Santic) hanno difeso rispettivamente la maglia verde e bianca.

Baselga di Piné

Domani, giovedì, la quarta tappa prevede 134 insidiosi chilometri fra Baselga di Piné e Cles, tutta in territorio trentino. Molte e impegnative le difficoltà di giornata, a cominciare dalla durissima Forcella di Brez(5,9 km al 10,2% di pendenza media) per seguire con il Passo Predaia (10 km al 7,5% di pendenza), che svetta a 19 km dal termine, e infine l’ultimo strappo della “Pontara” ad appena 3.000 metri dall’arrivo nel cuore della Val di Non.

Sarà tempo anche di un’importante prima volta: fra le motostaffette debutterà infatti una moto elettrica Energica Eva EsseEsse9, mentre la supersportiva Ego con la livrea del Team Trentino Gresini, impegnata nel campionato Moto-E, aprirà il gruppo fino al km 0.

La quarta tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 14.00 alle 15.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
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 FONTE COMUNICATO STAMPA

Team Sky domina a Scena: Sivakov tappa e maglia

Team Sky domina (l)a Scena: Sivakov prende tappa e maglia

Team Sky domina la tappa con arrivo a Scena, sugli scudi Pavel Sivakov che ottiene il suo primo successo da professionista e prende anche la maglia

Team Sky: Sivakov (fonte comunicato stampa)

Team Sky: Sivakov (fonte comunicato stampa)

La discesa dal Passo Giovo ha acceso la 2a tappa del Tour of the Alps da Reith im Alpbachtal a Scena: il russo del Team Sky risolve un finale imprevedibile dominando l’arrivo sulla Schlossweg. Primo successo da professionista per il vincitore del Giro Under 23 nel 2017

Il Team Sky sta vivendo gli ultimi giorni della sua esperienza nel ciclismo, ma il futuro della squadra di Sir David Brailsford sembra davvero in ottime mani – e non solo per l’avvento di Mr. Ineos. Per la seconda volta in due giornate al Tour of the Alps, la squadra britannica ha fatto festa sul podio finale con uno dei propri talenti per un futuro che sembra sempre più prossimo. Dopo Tao Geoghegan Hart a Kufstein, Martedì 23 Aprile è stato il russo Pavel Sivakov a celebrare il suo primo successo da professionista nella 2a tappa della corsa euroregionale, da Reith im Alpbachtal (Tirolo) a Scena (Alto Adige) per 178,7 km, e a vestire la maglia di leader della classifica generale.

Sivakov ha risolto d’autorità il duello con il ceco Jan Hirt (Astana) sulla durissima erta finale della Schlossweg di Scena. La corsa, però, si era accesa molto prima. La fuga del mattino, composta di 6 uomini – Acosta Ospina (Nippo-Vini Fantini), Amador Castano (Manzana Postobon), Samitier (Euskadi-Murias), Visconti (Neri Sottoli-Selle Italia), Zardini (Neri Sottoli-Selle Italia) e Rocchetti (Team Colpack) – è stata protagonista nelle prime ore di corsa, ma è andata sgretolandosi – in numeri e nel vantaggio – sulle dure rampe del Passo Giovo, incorniciato di neve negli ultimi chilometri, ma su strada perfettamente pulita per il passaggio degli atleti.

Al passaggio in cima alla vetta più alta del Tour of the Alps è transitato da solo lo spagnolo Sergio Samitier, nuovo leader della classifica dei grimpeurs, inseguito da Zardini a pochi secondi, mentre il gruppo tirato dalla Bahrain-Merida ha divorato il vantaggio dei battistrada negli ultimi chilometri del Giovo, transitando in vetta a meno di un minuto, ma forte ancora di una ventina di unità.

Come previsto, la difficile discesa ha fatto ulteriore selezione: Samitier rimaneva al comando con un margine minimo, mentre alle sue spalle Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) tentava due attacchi in prima persona, trovando la risposta di Bora e Team Sky. Il momento decisivo si è consumato a 10 km dall’arrivo, quando Sivakov, Pernsteiner (Bahrain-Merida), Stalnov e Hirt (Astana), Poljanski (Bora-Hansgrohe), Cattaneo e Masnada (Androni-Sidermec) si riportavano su Samitier, rilanciando l’azione e guadagnando 20 secondi sul gruppo Nibali e Froome.

All’ingresso di Scena, il russo del Team Sky ha forzato il ritmo, trovando la risposta del solo Hirt, poi distanziato sulla durissima rampa finale: gioia incontenibile per il primo successo da professionista, con il lungo abbraccio con Tao Geoghegan Hartoggi 8°. Terzo posto per Fausto Masnada, appaiati Majka e Nibali a 34 secondi, mentre Froome cede 1.34: saranno i due giovani a dividere i gradi di capitano del Team Sky.

È stato un finale difficile da leggere,” racconta il russo classe ’97. “La discesa è stata molto selettiva, e l’ho fatta tutta davanti per non prendere rischi. “Quando a 10 dall’arrivo ho visto che si muovevano Stalnov, Poljanski e Pernsteiner, ho capito che difficilmente dietro qualcuno avrebbe preso la responsabilità di inseguirci. Nibali e Majka marcavano stretto Tao, e io ho avuto la libertà di approfittarne.

Mi sentivo il più forte del gruppo in fuga,” ha proseguito Sivakov, leader anche della classifica giovani, “e avendo Tao alle mie spalle ho potuto attendere senza collaborare. Quando ho affondato il colpo con me è rimasto solo Hirt, e poi sono riuscito a staccare anche lui negli ultimi metri. La prima vittoria da professionista è fantastica, è una grande ricompensa per tutti gli sforzi fatti, e ottenerla qui davanti a tanti campioni è davvero eccezionale. Evidentemente l’Italia è davvero il mio Paese del destino.” Un finale da ricordare anche per Scena, per la prima volta città di tappa di un grande evento ciclistico, che ha offerto un arrivo da pelle d’oca immerso in una festa di pubblico e animazione: uno spettacolo in strada e non soltanto.

Dalla tappa più lunga direttamente a quella più breve: domani, mercoledì, il Tour of the Alps affronterà la 3a frazione, appena 106,3 km da Salorno (Alto Adige) a Baselga di Piné (Trentino). “Sarà una tappa del tutto incontrollabile,” il pensiero di Sivakov, “con attacchi da tutte le parti. Me la aspetto estremamente dura, anche se molto divertente per chi la seguirà da spettatore. Anche domani avremo due carte da giocare, e questo può giocare a nostro vantaggio.

 

La terza tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 13.00 alle 14.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
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FONTE COMUNICATO STAMPA

Giro d’Italia Under23 2018 ecco i dettagli

Giro d’Italia Under23 2018 analisi delle tappe

Giro d’Italia Under23 2018 analisi delle tappe della gara rivoluzionata dal CT della nazionale Davide Cassani

Giro d’Italia Under23

Giro d’Italia Under23

Giro d’Italia Under23 2018, scopriamo assieme tutte le tappe della corsa rosa dedicata ai giovani, una corsa fortemente spinga del CT della Nazionale Italia di Ciclismo Davide Cassani.

Il Giro d’Italia Under 23 Enel, giunto alla 41esima edizione, è in programma da giovedì 7 a sabato 16 giugno 2018.  Rispetto all’edizione 2017  vinta da Pavel Sivakov (ora in organico al Team Sky) ci saranno due tappe in più per un totale di 1191 km con la partecipazioni di beh 29 squadre.

Giro d’Italia Under23 2018: Le tappe

Giovedì 7 giugno 2018 – Prologo Individuale – valutazione***

Forlì – Forlì km 4,7

Prologo molto corto e adatto agli specialisti, non si prevedono distacchi importanti ma sicuramente la prova delineerà chi sono i Big pronti a giocarsi la generale.

Venerdì 8 giugno 2018 – 1a Tappa – valutazione*

Riccione (RN) – Forlì (FC) km 137,7

Percorso prettamente pianeggiante e adatta alle ruote veloci del gruppo anche se due GPM di terza categoria impreziosiscono il finale: GPM di Bertinoro (a 40 km dall’arrivo) e GPM di Rocca delle Caminate (ai -20 km) che potrebbero scompaginare le carte in tavola.

Sabato 9 giugno 2018 – 2a Tappa

Nonantola (MO) – Sestola (MO) km 128,3 – valutazione***

La frazione prevere tre GPM nel finale: Sant’Antonio, seconda categoria; Lama Mocogno, terza categoria e l’arrivo a Sestola (a 1020m sul livello del mare) in cui al Giro d’Italia 2016 si è imposto Giulio Ciccone.

Domenica 10 giugno 2018 – 3a Tappa – valutazione*

Rio Saliceto (RE) – Azzano San Paolo/Orio al Serio (BG) Oriocenter km 160,8

Tappa di trasferimento di 160 km ideale per un arrivo di gruppo in volata.

Lunedì 11 giugno 2018 – 4a Tappa – valutazione****

Mornico al Serio (BG) – Passo Maniva (BS) km 127,9

Tappa fondamentale per le sorti della classifica generale. Il gruppo è chiamato ad affrontare il Passo Tre Termini antipasto in attesa del Maniva, dov’è posto l’arrivo in vetta: 10 chilometri circa con pendenza costante sul 7-8%.

Martedì 12 giugno 2018 – 5a Tappa – valutazione*****

Darfo Boario Terme (BS) – Folgarida (TN) km 125,6

Dopo lo sforzo del giorno precedente ecco che ci si gioca tutto nella tappa che prevede la salita di Corteno Golgi, il Passo del Tonale, posto a circa 40 chilometri dall’arrivo e l’arrivo Folgarida in località Malghet Aut (1854m slm) che presenta un interessante tratto di strada bianca.

Mercoledì 13 giugno 2018 – 6a Tappa – valutazione**

Dimaro (TN) – Pergine Valsugana (TN) km 121,7

Tappa più tranquilla dopo due tapponi

Giovedì 14 giugno 2018 – 7a Tappa – valutazione****

Schio (VI) – Pian Delle Fugazze (TN) km 135,4

Tappa durissima con il Passo Xon e Passo Zovo ed arrivo sul colle di prima categoria Pian delle Fugazze: con circa undici chilometri al 7% di pendenza media.

Venerdì 15 giugno 2018 – 8a Tappa – valutazione*****

Levico Terme (TN) – Asiago (VI) km 152

Altra tappone di montagna con il GPM Hors Catégorie” del Monte Grappa (1620m slm), con quasi 20 chilometri di salita a cui fa seguito una lunga discesa che ha g visto protagonista alcuni anni fa Vincenzo Nibali. Si torna a salire verso il traguardo di Asiago.

Sabato 16 giugno 2018 – 9a Tappa – valutazione***

1a Semitappa: Conegliano Veneto (TV) – Valdobbiadene (TV) km 75,6

Prima semitappa conclusiva abbastanza agevole per i big.,

2a Semitappa: Cronometro Individuale: il Muro di Ca’ del Poggio – Ca’ del Poggio (TV) km 21,2

Cronometro conclusiva d 21,2 km con la logica della combinata nordica: si parte ad inseguimento in base al distacco in generale. I tanti strappi presenti sul percorso ed il muro di Ca’ del Poggio, con pendenze che vanno quasi al 20% possono creare

 

 

 

Giro d’Italia Under 23 edizione 2018

Giro d’Italia Under 23 edizione 2018: motori accesi sul 2018

Giro d’Italia Under 23 dopo la rinascita dello scorso anno si è pronti per l’importante edizione 2018

Giro d'Italia Under 23: Pavel Sivakov

Giro d’Italia Under 23: Pavel Sivakov

Giro d’Italia Under 23, l’edizione dello scorso anno ha rappresentato la “rinascita” di una prestigiosa corsa che offre lustro al ciclismo italiano e ha garantito adeguato spettacolo e interesse non solo per gli addetti ai lavori ma anche per il pubblico.

Si stanno dunque sciogliendo gli ultimi dubbi e lunedì 19 febbraio 2018 alle ore 12 presso il Ministro per lo Sport verranno resi noti tutti i dettagli della nuova edizione del Giro d’Italia Under 23 (che ha presentato da poco il nuovo sito web).

Giro d’Italia Under 23: l’edizione 2017

La scorsa edizione, vinta da Pavel Sivakov ha colpito tutti e il vincitore ha trovato contratto al Team Sky, al momento la formazione di riferimento nel circuito World Tour. Non è stato solo il russo a giovarsi della popolarità offerta dalla Corsa Rosa Under 23, anche lo statunitense Neilson Powless, gli australiani Lucas Hamilton e Jai Hindley, il bielorusso Aliaksandr Riabushenko (poi laureatosi campione europeo U23), il sudafricano Nicholas Dlamini, il colombiano Álvaro José Hodeg, l’inglese Scott Davis, l’ucraino Mark Padun e  l’italiano Nicola Conci hanno trovato collocazione tra i migliori Team del circuito World Tour.

Giro d’Italia Under 23: l’edizione 2018

Saranno nove tappe da percorrere (da giovedì 7 a sabato 16 giugno 2018) attraversando 4 Regioni italiane.

I team al via saranno 29 tra cui 14 compagini stranieri di livello internazionale, per la gara che rappresenta a tutti gli effetti l’anticamera del professionismo. Anche l’edizione di quest’anno rappresenterà un valido trampolino per molti giovani e, ne siamo certi, i talenti del pedale mondiale non mancheranno di mettersi in mostra (ben nove dei primi dieci classificati dell’edizione passata hanno trovato ingaggio in team World Tour o Continental).
Il Giro d’Italia Under 23, fortemente voluto dal Presidente Renato Di Rocco con l’appoggio del Commissario Tecnico Strada Professionisti e Coordinatore delle Squadre Nazionali Davide Cassani, vedrà la direzione di corsa affidata a Raffaele Babini, Fabio Vegni e Stefano Ronchi con Giuliano Collina come ispettore di percorso

Tutte le partenze e gli arrivi di tappa avranno un villaggio in cui gli sponsor potranno presentare i propri prodotti e saranno animati con iniziative e attività sul ciclismo dedicati ai giovanissimi e alle famiglie

 

Giro d’Italia U23: dieci tappe nel 2018

Giro d’Italia U23, nel 2018 tante novità a partire dalle tappe!

Giro d’Italia U23

Giro d’Italia U23: Pavel Sivakov

Giro d’Italia U23 nella stagione 2017 è stato un vero ritorno al successo, tanto che gli organizzatori si sono impegnati per proporre una edizione 2018 ancora migliore. La prima novità della prossima edizione sarà l’incremento del numero di tappe che diventano 10 (un prologo iniziale e nove tappe) e che si disputeranno da giovedì 7 giugno a sabato 16 giugno.

 

Il Giro d’Italia U23 comincerà con un cronoprologo serale di pochi chilometri a Forlì, con partenza dal velodromo Servadei e arrivo nel centro cittadino. La seconda tappa, disegnata per i velocisti, sarà da Riccione a Forlì mentre la terza sarà un tributo a Marco Pantini (Partenza da Nonantola sede della squadra Giacobazzi con cui corse il Pirata). La corsa si dirigerà verso nord con alcune salite in Trentino e Veneto che delineeranno la classifica finale. Al via del Giro d’Italia U23 ci saranno ben 28 team (di cui 16 saranno italiani e 12 stranieri) composti da sei corridori ciascuno.

Giro d’Italia U23: l’edizione 2017

L’edizione di quest’anno è stata terreno di conquista per il russo Pavel Sivakov del BMC Development Team, che ha poi firmato con il Team Sky. La corsa ha rappresentato un bel trampolino per tanti giovani talenti (basti pensare che nove dei primi dieci sono passati Elite), tra cui il nostro Luca Raggio che ha firmato con la Wilier e Matteo Fabbro che rappresenta uno dei corridori più interessanti del ciclismo tricolore in chiave futura e che ha firmato con la Katusha – Alpecin.

 

 

BMC Racing chiude il vivaio Continental

BMC Racing chiude il vivaio Continental e si schiera contro l’UCI

BMC Racing

Pavel Sivakov

Il BMC Racing Team ha deciso di chiudere quella che era considerata una “cantera” di primissimo livello mondiale: il Bmc Development Team. Quello della BMC era un progetto parallelo al team World Tour partito nel 2013 con l’obiettivo di formare giovani talenti per farli poi confluire nel team Pro.

Il lavoro certosino fatto dal “team di sviluppo” seppur in soli quattro anni aveva già dato ottimi frutti, basti ricordare i passaggi a pro di atleti del calibro  di  Tom Bohli, Silvan Dillier,

Floris Gerts, Stefan Küng, Dylan Teuns, Nathan Van Hooydonck e Loïc Vliegen, corridori che in un modo o nell’altro hanno già lasciato il segno in gare Pro.

Uno dei diamanti della BMC Development Team non è ancora diventato un professionista, stiamo naturalmente parlando di Pavel Sivakov che come abbiamo anticipato andrà, molto probabilmente, a vestire la divisa del Team Sky.

Jim Ochowicz, team manager del team di sviluppo è naturalmente andato su tutte le furie vedendo il frutto della sua semina andar raccolto da un altro Team pro e non dal naturale sbocco previsto dalla programmazione: “i corridori sono ormai guidati dai procuratori che non prendono in considerazione gli investimenti che un Team fa per formare e crescere un ragazzo, è brutto sapere che tu fai il lavoro e qualcun altro raccoglie i frutti. L’UCI non garantisce protezione a chi, come noi, investe sui giovani è una cosa assurda che non si sia pensato un modo per tutelare le squadre come la nostra.

Attendiamo altre notizie con la speranza che l’idea di chiudere il team di sviluppo venga ricconsiderata.

Pavel Sivakov dominatore al Val d’Aosta

Pavel Sivakov dominatore della tappa di Cervinia

Pavel Sivakov dominatore

Pavel Sivakov dominatore al Giro delle Val d’Aosta

Pavel Sivakov dominatore  assoluto della tappa Valtournenche-Cervinia di 170 km, il russo del BMC Development Team  ha attaccato nel corso della seconda asperità, involandosi tutto solo.

Il vincitore della Ronde de l’Isard e del Giro under 23 ha dunque tagliato il traguardo a braccia levate dopo aver avuto la meglio sugli avversari infliggendo 1 minuto e 26 al belga Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal) giunto secondo.

Ben più distanti tutti gli altri, a partire dal danese Niklas Eg (Nazionale danese) a 3’05”, il britannico James Knox (Team Wiggins) e il russo Evgeni Koberniak (Nazionale russa) a 3’14, il russo Nikolay Cherkasov (Nazionale russa) e l’australiano Michael Storer (Mitchelton Scott) a 3’18”.