Classiche: prossimo obiettivo di Vincenzo Nibali?

Classiche: se Nibali si dedicasse a queste corse?

Classiche

Classiche: Nibali vince il Lombardia

Classiche. Chi non si esalta davanti alla TV nell’osservare le gesta dei campioni del pedale in corse mitiche come la Parigi-Roubaix, il Giro delle Fiandre, Il Lombardia ecc. Vincere le classiche non è roba da tutti, è roba per campioni veri. E non è per tutti riuscire a vincere le grandi corse a tappe e sapersi imporre nelle “Monumento”. Uno dei pochi che, in tempi moderni, è riuscito in queste imprese è il nostro Vincenzo Nibali che quest’anno è riuscito a salire sul podio al Giro e alla Vuelta e a conquistare Il Lombardia.

Classiche, il futuro di Vincenzo Nibali?

E allora perché non valutare la possibilità che con l’avanzare dell’età lo squalo dello stretto possa ridurre i suoi impegni nei giri di tre settimane per dedicarsi alle gare di un giorno? Anzitutto, senza andare troppo avanti con le previsioni, il prossimo anno ci sarà una gara di un giorno che stuzzica tutti ma, in particolare, il nostro campione. Di cosa stiamo parlando? Chiaramente del Mondiale di Innsbruck, che è la corsa di un giorno per definizione e che, finalmente, presenta un tracciato a misura di scalatore.

Proprio l’obiettivo Mondiale potrebbe portare il corridore della Bahrain-Merida a concentrare le sue energie (e migliorare le sue doti) sulle Classiche, per prendere la mano e il ritmo contro i potenziali avversari del Mondiale su un terreno per lui ostico, visto che lo spunto veloce negli arrivi ristretti è forse un punto debole per il messinese.

Per ora, ci “accontentiamo” di una campagna delle Classiche volte a testare e affinare le doti nelle corse di un giorno, ma siamo certi che nella mente di Vincenzo Nibali frulli da un po’ l’idea di provare a impreziosire la bacheca di casa con i trofei di corse come la Parigi-Roubaix.

 

Peter Sagan cerca nuovi stimoli per il 2018

Peter Sagan obiettivi e propositi… e al Mondiale?

Peter Sagan

Peter Sagan neo papà si prepara al 2018

Peter Sagan è diventato papà del piccolo Marlon solo pochi giorni fa e probabilmente questa novità potrebbe incidere  anche sullo sviluppo della carriera del tre volte Campione del Mondo. Il calendario dello slovacco, per la prima parte della stagione non dovrebbe subire grosse variazioni e dovrebbe essere una via di “riscatto” per le delusioni patite nella stagione 2017.
Il primo obiettivo dello slovacco è provare a conquistare la Milano-Sanremo che lo scorso anno gli venne soffiata da  Kwiatkowski per poi dedicarsi al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix che lo scorso anno sono stati davvero ostiche per lui. Sanremo, Fiandre e Parigi-Roubaix sono obiettivi  realistici in considerazione delle sue caratteristiche tecniche ma questo terzetto di occuperebbe lo slovacco da metà marzo fino all’8 aprile con un dispendio fisico di altissima levatura.

La voglia di riscatto e di riempire le caselle delle corse non vinte (del trittico sopra citato ha conquistato solo il Giro delle Fiandre) siamo certi lo porteranno a questa campagna tra riviera i nord europa. Chiaramente la testa di Peter Sagan sarà poi indirizzata a riscattare il Tour 2017 in cui è stato protagonista di una controversa esclusione che ancora grida vendetta.

Peter Sagan: l’occhio al Mondiale?

Poi a settembre ci sarà spazio per cercare il poker mondiale. Certo lo sappiamo tutti che il percorso di Innsbruck non è assolutamente adatto alle caratteristiche di Peto ma, attenzione, se lui si mette in testa una cosa state tranquilli che la ottiene (e una mezza idea sulla prova austriaca se l’è già fatta). La paternità potrebbe poi dare delle extra motivazioni ad un corridore che ha già facilità nel restare sul pezzo. L’eventuale Poker passerebbe da un percorso con un dislivello assurdo per le sue doti, pendenze eccessive per la sua stazza e necessità del supporto di una nazionale di livello ma proprio per queste ragioni vincere il quarto mondiale sarebbe una cosa enorme, una cosa da Sagan!

 

 

 

PRO Vibe Aero: il manubrio di Demare

PRO Vibe Aero il nuovo manubrio di Demare

PRO Vibe Aero

PRO Vibe Aero

PRO Vibe Aero a molti dirà poco ma, mentre la notizia del giorno era l’allontanamento di Peter Sagan dal Tour de France, la vittoria finale andava a Demare che ha utilizzato uno speciale manubrio prodotto da Shimano

Mentre alcune barre aero dispongono di routing interno, la barra PRO Vibe Aero è configurata anche per Di2 con un foro nel centro inferiore della barra. Il Vibe Aero presenta anche sezioni di caduta ovale che presentano un profilo frontale più stretto al vento che una manubrio normale.

Avvolgere il manubrio con il nastro del manubrio cambia naturalmente l’aerodinamica. Gli ingegneri che progettano i manubri  sono spesso sgomenti quando i pro scelgono di eseguire il nastro intorno alla parte superiore appiattita, ostacolando alcuni dei vantaggi aero che gli ingegneri hanno studiato.  Demare ha addirittura due strati di nastro sul manubrio anche se di solito questo accorgimento lo si usa solo nella Parigi-Roubaix.

Oltre ai buchi alle estremità delle barre (che possono ospitare la nuova scatola di giunzione Di2), il Vibe Aero ha cinque fori. Su ogni lato della manubrio c’è un foro dietro ai posti in cui i montanti sono posizionati per fissare i freni e spostare i cavetti dei freni sotto il nastro. Poi più vicino al centro del manubrio ci sono fori dove i cavetti escono. Infine, c’è un foro nel centro del manubrio.

Intervista a Moreno Marchetti

Moreno Marchetti

Ospite di www.ciclonews.biz è Moreno Marchetti, nato a Cittadella nel 1998, promessa del ciclismo italiano e punta della ASD ZALF DÉSIRÉE FIOR. Quest’anno ha conquistato tre vittorie (Gp della Possenta, Trofeo Papà Cervi e Gp Sportivi Sestesi)

Ciao Moreno, grazie per la disponibilità, ci raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato per curiosità ad andare in bicicletta da piccolissimo, a sei anni ho provato con una squadra del mio paese e da li è nato il mio amore per questo sport.

Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Mi ritengo un velocista, ho sempre vinto corse in volata sia a gruppo compatto che a gruppo più ristretto. Tengo nelle salite corte e mi piacciono molto gli strappi dove si può fare il cambio di ritmo ma non sono uno scalatore.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Devo ringraziare il ciclismo perché è stata una grandissima scuola durante la mia adolescenza e mi ha trasmesso la voglia di non mollare alle prime difficoltà, di tenere duro e mi ha reso più forte

quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Sicuramente un valore che mi ha insegnato il ciclismo è l’amicizia, ho trovato grandi persone e grandi amici Fin da subito e tanti lì ho ancora adesso nonostante le squadre cambiate. Se dovessi suggerire questo sport a un ragazzino che vuole iniziare fare leva sul fatto che il ciclismo è uno sport duro, durissimo ma che allo stesso tempo sa darti grandissime soddisfazioni

Sei giovanissimo ma sicuramente avrai una corsa che ti ha lasciato un ricordo particolare

La corsa che mi è rimasta impressa nella testa e che ho anche avuto la fortuna di finire è stata la Parigi-Roubaix con la maglia della nazionale. Mi sono innamorato di quella corsa, secondo me è la classica più bella ed emozionante che esiste  ed il mio sogno è quello di poterla vincere da Professionista, chissà magari i sogni si avverano.

Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Si in effetti ho un modello a cui mi ispiro ed è Mark Cavendish  io mi sono innamorato delle volate grazie a lui soprattutto nel 2011 ha fanno un’annata eccezionale e ancora oggi se devo vedere un corridore a cui vorrei poter assomigliare dico lui.

Segui qualche altro sport? Hai un idolo extra ciclistico?

Oltre al ciclismo seguo molto il calcio e il Basket americano, comunque mi piace seguire lo sport in generale. Il mio idolo extra ciclistico è sicuramente Cristiano Ronaldo che da persona normale con dedizione e sacrifici è diventato il migliore del mondo

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace stare con gli amici uscire con loro e divertirmi, durante l’inverno mi piace molto giocare a calcio o a Basket con loro oppure andare a pescare quando capita

Torniamo al ciclismo, come ti trovi nella tua squadra? Hai qualche compagno con cui hai legato maggiormente?

Nella Zalf, squadra per cui corro attualmente, mi trovo benissimo, sono stato accolto fin dal primo momento benissimo e ho legato con tutti. Siamo un bel gruppo ed è bello vedere che tutti quanti andiamo d’accordo

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obbiettivi sono quelli di continuare a lavorare e a fare bene questa stagione. Poi l’obbiettivo principale è quello di riuscire a realizzare il mio sogno, cioè passare professionista