Michael Goolaerts avrà un tratto alla Parigi-Roubaix

Michael Goolaerts avrà un tratto in memoria alla Roubaix

Michael Goolaerts avrà un tratto della Parigi-Roubaix intitolato alla sua memoria dopo la tragica scomparsa nell’edizione 2018

Michael Goolaerts

Michael Goolaerts

Michael Goolaerts avrà uno dei sette tratti in pavé intitolato alla sua memoria, ad annunciarlo sono stati gli organizzatori di ASO che vogliono in questo modo onorare la memoria del giovane ciclista deceduto durante l’edizione 2018.

 

Il corridore belga è caduto a terra lo scorso mese di aprile mentre era a circa la metà della Parigi-Roubaix, a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Inizialmente sembrava che la causa del decesso potesse essere l’impatto con il suolo ma in realtà Michael fu vittima di un arresto cardiaco.

L’emittente francese Radio 2 ha riferito che la gara cambierà il nome del pavé secteur di 3 km a Biastre, il “Secteur Pavé Michael Goolaerts“, con una presentazione ufficiale e l’inaugurazione di una stele che si terrà domenica 10 giugno.

Il 23enne si è schiantato proprio in quel tratto di pavé mentre la gara era entrata nel vivo costringendo Goolaerts a lavorare instancabilmente per colmare il divario con ancora 100 km dalla fine. Sfortunatamente Goolaerts ha sofferto di un arresto cardiaco ed è stato trasportato in aereo in un vicino ospedale di Lille prima di essere dichiarato morto.

La famiglia e gli amici parteciperanno alla presentazione per ricordare il giovane corridore che gareggiava per la Verandas Willems-Crelan, la stessa squadra di Wout Van Aert.

Ricordando il giovane Michael Goolaerts, i tributi si estenderanno a tutti i ciclisti vittime della strada e a  Heistse Pijl il lunedì quando il piccolo evento di un giorno si concluderà nella città natale del compianto corridore di Heist-op-den-Berg, destinata a diventare una data annuale del ricordo del ciclista belga.

Dall’incidente, il team eVerandas Willems-Crelan, ha ricordato la  memoria di Michael Goolaerts usando l’hashtag # All4Goolie ad ogni gara e indossando bracciali neri, rispettando un minuto di silenzio a Brabantse Pijl dopo la prematura scomparsa.

Evaldas Siskevicius oltre il risultato

 

Evaldas Siskevicius quando vincere non è l’unica cosa che conta

Evaldas Siskevicius della Delko Marseille Provence KTM ha scritto una bella pagina di sport nella triste Parigi-Roubaix segnata dalla morte di Goolaerts

Evaldas Siskevicius al velodromo

Evaldas Siskevicius al velodromo

Evaldas Siskevicius ovvero quando l’importante è partecipare e non vincere. In uno mondo dello sport in cui tutto è portato all’esasperazione (spesso con assurdi casi di doping), la storia del corridore della Delko Marseille Provence KTM è un esempio di come la voglia di gareggiare è viene prima del risultato.

Evaldas Siskevicius domenica si è reso protagonista di una giornata particolare e per certi versi sfortunata tanto da guadagnarsi un servizio dedicato dall’emittente belga VRT, come il vincitore Peter Sagan.

La Paris Roubaix viene definita come la regina delle classiche a testimonianza della sua difficoltà e prendervi parte (o completarla) per molti atleti resta un sogno irrealizzato. Per questo il lituano, pur rimanendo staccato quando mancavano ancora molti chilometri al leggendario velodromo non si è dato per vinto. Salire in ammiraglia a volte potrebbe essere molto comodo ma è l’ultimo pensiero di un qualunque ciclista. Isolato, senza compagni di team ma anche avversari non ha messo il piede a terra anzi, ha voluto continuare lo stesso la sua prova con l’ombra del camion scopa (che raccoglie i corridori ritiratisi) alle sue spalle.

Quando Peter Sagan ha alzato le braccia per celebrare il successo, Siskevicius doveva ancora entrare negli ultimi 30 km di gara, la sfortuna l’ha portato a forare sul Carrefour de l’Arbre ma la grinta non l’ha mollato: ha sfruttato la presenza di una ammiraglia sul carro attrezzi di fine corsa (causa problema meccanico la vettura non ha potuto proseguire), ha recuperato una ruota e ha sostituito quella bucata.

Il pubblico del ciclismo, lo sappiamo è unico, e così gli ultimi chilometri sono trascorsi tra l’applauso dei tifosi ancora presenti a bordo strada, tra le urla di incitamento e un mal di gambe pazzesco. Peter Sagan aveva tagliato il traguardo esattamente un’ora prima ma ecco che il lituano si è presentato al cancello dell’impianto ma, brutta sorpresa, era chiuso!  Gli organizzatori hanno chiaramente capito il simbolismo di tagliare il traguardo, hanno aperto la sbarra consentendo a Evaldas Siskevicius di percorrere gli ultimi metri sul velodromo e completare la sua “strana” impresa di giornata.

 

Ciclismo le tragedie che hanno segnato lo sport

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti sono molteplici da Cepeda a Casartelli, da Weylandt a Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie sono purtroppo abbastanza frequenti, non tutti ritengono il nostro uno sport pericoloso ma in realtà lo è sempre stato. Negli ultimi anni le autorità hanno introdotto una serie di accorgimenti per ridurre la rischiosità in corsa ma questo non è sinonimo di annullamento dei rischi di infortuni o tragedie.

Già l’inserimento obbligatorio del casco che inizialmente raccolse perplessità da parte di una fetta del plotone, aveva incrementato non di poco la sicurezza ora si spera che altre introduzioni possano ulteriormente ridurre la percentuale di rischiosità ma sicuramente senza la possibilità di annullarla.

L’ultima tragedia ha colpito Michael Goolaerts della Veranda’s Willems-Crelan, spirato a soli 23 anni dopo un terribile attacco cardo-respiratorio mentre stava affrontando il settore numero 28 di pavé la Parigi-Roubaix.

Il giovane atleta è stato soccorso con defibrillatore,  trasportato all’Ospedale di Lille in gravissime condizioni ma si è spento nella tarda serata di domenica 8 aprile.

La sua scomparsa si aggiunge al lungo e triste elenco di lutti che hanno colpito il mondo del ciclismo. Da Serse Coppi  a Fabio Casartelli, da Andrei Kivilev a Wouter Weylandt sono troppi i corridori che hanno perso la vita in sella alla propria bicicletta.

  • 1935: Armando Cepeda, spagnolo, muore cadendo in un burrone durante una tappa del Tour de France.
  • 1951: Serse Coppi, fratello del campionissimo Fausto, cade nell’ultimo chilometro del Giro del Piemonte, per lui l’impatto sarà fatale lasciando un vuoto nell’anima del fratello.
  • 1967: un arresto cardiaco (dettato da un cocktail letale) stronca l’inglese Tony Simpson durante la salita al Mont Ventoux al Tour de France
  • 1984: Joachim Agostinho, icona del ciclismo portoghese, cade durante una tappa al Tour d’Algarve causata da un cane, muore una decima di giorni.
  • 1987: a Benidorm in occasione del Trophée Luis-Puig un’autovettura investe e uccide Vicente Mata.
  • 1987: durante il Tour di Haut Var, cade in discesa e muore Michel Goffin
  • 1995: Il campione olimpico di Barcellona 1992 Fabio Casartelli, compagno di squadra di Lance Armstrong alla Motorola, muore per una caduta durante la discesa del Portet-d’Aspet nella15^ tappa del Tour de France
  • 1999: al Giro di Catalogna lo spagnolo Manuel Sanroma muore dopo una brutta caduta
  • 2003: il Corridore della Cofidis Andrei Kivilev cade nel finale della seconda tappa della Parigi-Nizza riportando una terribile frattura dell’osso frontale con danni cerebrali. Muore la mattina seguente.
  • 2005: Subita al Naranco l’italiano Alessio Galletti viene colpito da un arresto cardiaco
  • 2006: lo spagnolo Isaac Galvez colpisce una balaustra durante la sei giorni di Gand dopo un contatto con il belga Dimitri De Fauw. Vano il trasporto in ospedale
  • 2010: Giro del Friuli, Thomas Casarotto finisce contro un’automobile, l’impatto è devastante, morirà qualche giorno dopo.
  • 2011: il belga Wouter Weylandt della Leopard-Trek muore durante la terza tappa al Giro d’Italia. Per lui è fatale l’impatto contro un muro durante la discesa del Passo del Bloccoù2016: Gent-Wevelgem, Antoine Demoitié, del team Wanty-Groupe Robert, viene colpito da una moto durante la classica, trasportato d’urgenza in ospedale morirà poche ore dopo.
  • 2016: Criterium International, durante la prima tappa il corridore belga Daan Myngheer viene colpito da un infarto, trasportato all’Ospedale di Ajaccio morirà dopo qualche giorno.
  • 2017: Michele Scarponi perde la vita durante un allenamento, investito da un furgone a un incrocio vicino a casa sua.

Samuele Manfredi secondo alla Parigi-Roubaix

Samuele Manfredi secondo alla Roubaix Juniores, vince Askey

Samuele Manfredi conquista il secondo posto nella Parigi-Roubaix juniores dopo averla dominata dal primo all’ultimo chilometro. Vince Lewis Askey

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi ligure della Work Service Romagnano domina dal primo all’ultimo chilometro la  Parigi-Roubaix juniores ma, dopo una prova gagliarda e generosa sulle pietre deve arrendersi al Lewis Askey è riuscito a precedere lo scatenato corridore di Loano.

Manfredi e Askey hanno dato spettacolo con uno splendido attacco ai meno venticinque chilometri dall’arrivo, il gruppo ha provato a reagire ma la maggior forza dei due non ha consentito a nessuno di rientrare sulla fuga e sono stati loro due a giocarsi il successo sulla storica pista del velodromo di Roubaix.

Nello sprint all’interno del mitico velodromo, Askey, juniores di primo anno sedicenne di Cannock, nella contea dello Staffordshire, ha fatto valere il suo spunto battendo Manfredi.

Il podio viene completato  il danese Matthias Jensen Skjelmose. All’Italia di Rino De Candido resta la soddisfazione di una grande prestazione, non solo di Manfredi, ma di tutta la squadra.

Classe 2000, Samuele Manfredi è cresciuto nella nella Unione ciclistica Alassio e oggi corre per la Work Service Brenta Romagnano, solidissimo team giovanile del ciclismo veneto. Lo scorso anno ha vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Bergen (grazie al secondo posto conquistato ai campionati italiani di categoria).

Se è vero che all’Italia da troppi anni mancano corridori in grado di imporsi nelle grandi classiche (soprattutto per quelle del nord) pare che le nuove generazioni possano regalare presto soddisfazioni:

dopo il quinto posto a Roubaix dello scorso anno di Gianni Moscon, il nome di Manfredi è una possibile speranza per il futuro del movimento ciclistico tricolore.

 

Morto Michael Goolaerts, fatale un infarto in gara

Morto Michael Goolaerts colpito da infarto durante la Roubaix

Morto Michael Goolaerts,iIl 23enne corridore ha avuto un malore mentre correva la classica. Trasportato in ospedale, non ce l’ha fatta

Morto Michael Goolaerts

Morto Michael Goolaerts

Morto Michael Goolaerts ecco il dramma che mai avresti voluto raccontare durante la Parigi-Roubaix. Avresti voluto scrivere un bel pezzo sulla vittoria di Peter Sagan ma la tragedia si vuol prendere la sua fetta di ribalta.  Michael Goolaerts, il ciclista belga che era stato colto da un infarto in gara durante la corsa non ce l’ha fatta.

A darne il tristissimo annuncio è la sua squadra, la Verandas Willems-Crelan: “E’ con inimmaginabile tristezza che comunichiamo il decesso del corridore e amico Michael Goolaerts”, si legge in una nota.

Michael Goolaerts è morto alle 22.40 all’ospedale di Lilla, dove era stato trasportato a seguito del malore che lo aveva colpito in corsa, a nulla sono valse le cure dei sanitari e fin da subito si era capito che le condizioni del corridore belga erano disperate. La caduta non era stata la causa delle sue condizioni ma la conseguenza dell’infarto che lo ha colpito.

Arrivato all’ospedale in condizioni assolutamente critiche, non ce l’ha fatta ed è spirato nella notte. Purtroppo negli ultimi anni, non sono stati pochi i ciclisti che hanno perso la vita sulla strada: da Wouter Weylandts, caduto in una discesa al Giro d’Italia del 2011 a quella di due anni fa alla Gand-Wevelgem di Antoine Demoitiè, travolto da una moto. Lo scorso anno il ciclismo ha pianto la scomparsa di Michele Scarponi investito in allenamento.

La scomparsa del giovane belga, però, ha avuto modalità assolutamente diverse e inaspettate. A molti le immagini hanno ricordato quelle del povero Daan Myngheer, avvenuta a marzo 2016 all’età di 22 anni per un problema cardiaco durante Critérium international.  Daan Myngheer -tragica coincidenza- aveva corso l’anno precedente per la stessa squadra di Goolaerts.

 

 

 

 

Michael Goolaerts arresto cardiaco in corsa per il belga

Michael Goolaerts  intubato, ha perso più volte conoscenza

Michael Goolaerts vittima di un arresto cardiaco durante la Parigi-Roubaix: Intubato, ha perso più volte conoscenza secondo quanto riportato da NOS e Sporza

Michael Goolaerts

Michael Goolaerts

Michael Goolaerts  (Véranda’s Willems-Crelan) corridore belga durante la Parigi-Roubaix è caduto sul secondo settore di pavé della corsa, a Viesly, e le fuggevoli immagini su di lui hanno subito fatto intendere che la situazione fosse particolarmente grave: il giovane (23 anni) era disteso a bordo strada con le braccia aperte e nessun segno di vita.

Sul posto sono prontamente intervenuti i soccorritori che hanno praticato al giovane un massaggio cardiaco con l’ausilio di un defibrillatore in quanto è parso chiaro che la caduta sia stata causata non da una distrazione ma proprio da un arresto cardiaco.

Il manager del team Veranda Willems Crelan, Michiel Elijzen avrebbe parlato alla tv olandese NOS e alla belga Sporza di “arresto cardiaco e perdita temporanea di coscienza”.

Michael Goolaerts è stato intubato e avrebbe più volte perso conoscenza fino al ricovero, ma è giunto vivo in ospedale. Il 23enne è stato trasportato in elicottero a Lille

Un’inchiesta è stata aperta dalla Gendarmerie: alcuni poliziotti si sono recati sul bus della Vérandas Willems-Crelan, secondo i media belgi “per verificare lo stato delle biciclette”.

Michael Goolaerts è stato preso in cura dai servizi di urgenza e chirurgia cardiovascolare” ed è in prognosi riservata, hanno fatto sapere dal Centre Hospitalier Régional Universitaire.

Sagan Roubaix finalmente! 2° un eroico Silvan Dillier

Sagan Roubaix, sfatata la maledizione

Sagan Roubaix, dopo tanti tentativi sfortunati ecco che l’edizione 2018 viene vinta dal tre volte Campione del Mondo, seconda piazza per Silvain Dillier

Sagan Roubaix finalmente

Sagan Roubaix finalmente

Sagan Roubaix, finalmente! Dopo anni di assolute delusioni, arriva finalmente la prima vittoria alla Parigi-Roubaix (seconda classica monumento per lo slovacco).

Sventola la bandiera del  via ed ecco che parte subuto la fuga composta da sei uomini: sono Silvain Dillier (AG2R-La Mondiale), Sven Bystrom (UAE), Ludovic Robeet e Jimmy Duquennoy (WB), Jelle Wallays (Lotto) e Marc Soler (Movistar), a cui si aggiungono, poco dopo, Jay Thompson (Dimension Data), Geoffrey Soupe (Cofidis) e Gatis Smukulis (Delko Marseille). Il gruppo lascia fare e il vantaggio dei fuggitivi raggiunge i sei minuti.

Inizia  il pavé ed ecco un assoluto dramma: nel secondo settore, il  belga Michael Goolaerts della Veranda’s Willems ha un arresto cardiaco e cade a terra. Subito soccorso con un defibrillatore, perde più volte conoscenza ed è trasportato d’urgenza all’ospedale di Lille.

Quando mancano oltre cinquanta chilometri all’arrivo, parte in solitatia Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) e lo slovacco decide di fare sul serio e, dopo essersi riportato su ciò che rimane della fuga iniziale ( Silvan Dillier  e Jelle Wallays),  procede dritto assieme al corridore della AG2R.

Resiste fino all’ultimo, invece, l’eroico Dillier, che non può far altro che piegarsi alla velocità dello slovacco nel Velodromo di Roubaix, nonostante la sua esperienza da seigiornista. Lo slovacco festeggia la sua seconda classica monumento e sfata il taboo della Roubaix.

Terzo posto per il vincitore del Giro delle Fiandre Niki Terpstra a 57″. Poi ad 1’33” Greg Van Avermaet, Jasper Stuyven e Sep Vamarcke.

 

Tom Boonen: ‘Sagan deve tenere la bocca chiusa

Tom Boonen su Sporza: Sagan è sempre a ruota!

Tom Boonen ha parlato ai microfoni della Tv belga Sporta attaccando l’atteggiamento di Peter Sagan nello scorso Giro delle Fiandre.

Tom Boonen VS Peter Sagan

Tom Boonen VS Peter Sagan

Tom Boonen da sempre è stato un personaggio con pochi peli sulla lingua, lo era da corridore e lo è ora che è sceso di sella. Al corridore belga non sono piaciute le dichiarazioni polemiche rilasciate al termine del Giro delle Fiandre da parte del tre volte campione del mondo. Boonen ha dimostrato nel corso della sua carriera di avere un feeling particolare con il pavé e, intervenendo ad un programma della televisione belga Sporza, non ha risparmiato critiche allo slovacco.

Peter Sagan si era lamentato della scarsa collaborazione da parte degli avversari più interessati a marcare il campione del mondo che a controllare i corridori Quickstep che stanno vincendo una corsa dietro l’altra.

Tom Boonen: “Sagan è sempre a ruota”

Siamo alla vigilia dalle Parigi-Roubaix ma le polemiche lasciate dal recente Giro delle Fiandre fanno prevedere scintille in gruppo.

Al Giro delle Fiandre la situazione tattica ha consentito alla Quickstep di poter giocare su più fronti disponendo di diversi corridori potenzialmente vincenti. Le tante frecce all’arco del team belga hanno consentito all’attacco di Terpstra di andare in porto.
Come detto le lamentele di Sagan non sono piaciute a Boonen che ha dichiarato: “Penso che Sagan non debba davvero lamentarsi di una mancata collaborazione, è sempre sulla ruota di qualcuno, sta sempre dietro poi quando si porta in testa alza la mano per far tirare gli altri. Deve imparare a tenere la bocca chiusa”.Dichiarazioni importanti quelle fatte da Tom ai microfoni di Sporza.

Tom Boonen e Sagan: rapporto complesso

Il rapporto tra i due campioni è stato sempre segnato da stima reciproca, ma anche da una accesa rivalità mai nascosta. Sceso dalla bicicletta il belga, come spesso accade agli ex corridori, non fa sconti a nessuno men che meno al tre volte campione del mondo.

“Sagan mi piace, è un ottimo corridore, ma non dovrebbe dire cose del genere quando è lui che cerca sempre di correre a ruota degli altri” ha continuato Tom ai microfoni di Sporza. “Lui cerca sempre di beneficiare del lavoro delle altre squadre. Non c’è niente di sbagliato in questo, ma poi non deve più lamentarsi che gli altri non lavorano con lui” ha concluso Boonen.

 

Peter Sagan Parigi-Roubaix sarà amore?

Peter Sagan Parigi-Roubaix rapporto complesso

Peter Sagan Parigi-Roubaix due nomi importanti del ciclismo ma che fino ad oggi non vanno d’accordo, il 2018 sarà la volta buona?

Peter Sagan Parigi-Roubaix

Peter Sagan Parigi-Roubaix

Peter Sagan Parigi-Roubaix un rapporto complesso che non trova tranquillità. Il tre volte campione del mondo non è ancora riuscito a trovare la sua dimensione nelle Classiche Monumento. Nell’Inferno del Nord non è mai riuscito ad andare sul podio: al momento il suo miglior risultato è un sesto posto ottenuto addirittura nel 2014 quanto a vincere fu Niki Terpstra con una formidabile sparata nel finale di corsa.

Peter Sagan quel giorno chiuse la prova nel gruppetto degli inseguitori, arrivato ad una ventina di secondi.

Osservando il rapporto tra lo slovacco e la Parigi-Roubaix la domanda che sorge spontanea è: quella del nord è una corsa adatta a lui?

Sagan non è solo un grande personaggio del ciclismo mondiale ma è un ciclista completo e tecnico in grado di ottenere risultati sopra la media ma nella Regina delle Classiche ha sempre faticato e non poco, nonostante sulla carta per caratteristiche tecniche lo slovacco dovrebbe andare a nozze in una corsa del genere.

Francamente ci sentiamo di poterlo considerare tra i favoriti per arrivare a mani alzate all’interno del mitico velodromo. Lo scorso anno, però, Peter aveva approcciato la corsa con tanta grinta attaccando da lontano ed evidenziando una condizione fisica assolutamente favorevole per ottenere la vittoria ma una serie di guai meccanici gli impedirono di essere protagonista assoluto facendolo chiudere al 38esimo posto.

Al Giro delle Fiandre nonostante un’apparente facilità nell’affrontare i muri ha chiuso al sesto posto complice una reale difficoltà nell’interpretare il momento dell’attacco decisivo di Terpstra.

Alla Parigi-Roubaix la Bora potrebbe schierare una formazione più competitiva che potrebbe consentire a Peter di dare una svolta al sul palmares nelle Classiche Monumento.

Naturalmente l’ipotesi che anche questa campagna di Primavera possa non portare successi nelle corse di un giorno non sarebbe gradita al 28enne slovacco.

 

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV: La guida completa

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV delle corse di tutto il mondo, guida completa per non perdere nemmeno una gara dal Giro delle Fiandre alla Liegi-Bastogne-Liegi

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV, tra campagna del pavè e trittico delle Ardenne si preannuncia un vero spettacolo per tutto il mese. Si parte il 1° aprile, con il #Giro delle fiandre, per poi continuare con la #Parigi Roubaix, l’Amstel, la Freccia Vallone e la Liegi.

Aprile offrirà una spettacolo continuo per gli amanti del ciclismo con tante dirette televisive (e dirette streaming) che condurranno al mese di maggio storicamente dedicato al Giro d’Italia. Archiviata la campagna del pavè la stagione delle classiche vivrà la sua seconda fase sulle Ardenne, con lo storico trittico Amstel – Freccia – Liegi e con un’attesa sfida tra Nibali e Valverde che infiammeranno proprio la Liegi-Bastogne-Liegi.

Ciclismo le gare di aprile: elenco completo

1 La Roue Tourangelle
1 Giro delle Fiandre (Rai e Eurosport)
2 – 7 Volta Paesi Baschi (Eurosport)
3 – 6 Circuit de la Sarthe
4 Schledeprijs (Eurosport)
8 Klasika Primavera
8 Parigi – Roubaix (Rai e Eurosport)
10 Parigi – Camembert
11 Freccia del Brabante (Eurosport)
13 – 15 Gp Beiras e Serra de Estrela
14 Tour du Finistere
15 Amstel Gold Race (Rai e Eurosport)
15 Tro Bro Leon
16 – 20 Tour of the Alps (Rai e Eurosport)
17 – 22 Giro di Croazia (Eurosport)
18 Freccia Vallone (Rai e Eurosport)
20 – 22 Vuelta Castilla Leon
22 Giro dell’Appennino (Rai)
22 Liegi – Bastogne – Liegi (Rai e Eurosport)
24 – 29 Giro di Romandia (Eurosport)
27 – 29 Vuelta Asturie.