Scuola di Ladri: Rubato il trofeo del Tour a Geraint Thomas

Scuola di Ladri? Rubato il trofeo del Tour 2018

Scuola di Ladri: rubato il trofeo del Tour de France di Geraint Thomas durante un evento promozionale a Birmingam

Scuola di Ladri?

Scuola di Ladri?

Scuola di Ladri, ricordate l’epilogo del film con Lino Banfi, Massimo Boldi e Paolo Villaggio in cui i tre improbabili ladri riescono a rubare la Coppa del Mondo di calcio? Questa storia per certi versi può ricordarla.

E’ stato infatti rubato il trofeo del Tour de France consegnato lo scorso luglio a Geraint Thomas ai Campi Elisi. L’increscioso episodio è accaduto al termine di un evento organizzato dal Team Sky a Birmingham in Inghilterra.

 

Nell’occasione dell’evento festoso, la squadra di Dave Brailsford aveva esposto anche le coppe vinte al Giro d’Italia ed alla Vuelta di Spagna del 2017 ma quanto è stato il mento di smontare il salone evidentemente il trofeo è rimasto incustodito il tempo necessario perché qualche male intenzionato lo trafugasse.

“E’ stata una sfortuna incredibile che sia accaduta una cosa del genere  Per chi lo ha preso il trofeo ha un valore economico molto limitato, ma significa molto per me e per il team. Spero che chiunque sia stato abbia il buon senso di restituirlo”

È stato il laconico commento di Geraint Thomas

 

Richard Hemington, managing director di Pinarello, azienda organizzatrice dell’evento, ha ammesso:

“Siamo devastati per quanto successo, ci prendiamo le nostre responsabilità e ci siamo già scusati con Geraint. Speriamo che il trofeo venga ritrovato”.

Naturalmente il Team Sky si è immediatamente attivato per cercare informazioni sulla questione e provare a ritrovare il Trofeo rubato, le autorità britanniche hanno avviato un’indagine.

 

Rubato il trofeo del Tour il comunicato della Sky

“Il Team Sky ha esposto i tre trofei dei Grandi Giri in giro per tutto il Regno Unito, assicurando a quanti più fan possibile di poter vedere i trofei. I trofei sono stati dati in prestito a Pinarello per il Cycle Show di Birmingham. Purtroppo, durante l’operazione di disinstallazione alla fine dell’evento, il trofeo del Tour de France di Geraint Thomas è stato momentaneamente lasciato incustodito e rubato. La questione è ovviamente ora oggetto di un’indagine della polizia. Nel frattempo, Team Sky è in contatto con tutte le parti interessate per concordare il miglior modo di agire per risolvere il problema”.

 Cos’è la punzonatura? Proceduta dimenticata del ciclismo

Cos’è la punzonatura? La domanda del Visconte Cobram

Cos’è la punzonatura? Proceduta dimenticata del ciclismo nota perla famosa domanda del Visconte Cobram in Fantozzi Contro Tutti

Cos’è la punzonatura?

Cos’è la punzonatura?

Cos’è la punzonatura? Chi non ha riso di fronte al compianto Rag. Fantozzi alle prese con la subdola domanda del “Dottor Ing. Gran Mascalzon. di Gran Croc. Visconte Cobram”?

La fatidica domanda era usata dal nuovo direttore della “Megaditta” per testare le competenze ciclistiche del povero Rag. Ugo nel film Fantozzi Contro Tutti prima della terrificante Coppa Cobram interpretato dal compianto Paolo Villaggio.

La Coppa Cobram, entrata nel mito tanto da far nascere una rievocazione, fu il capolinea della “passione” obbligata di Fantozzi per le due ruote segnata dalla temibile salitella di viale De Amicis (nominata poi tragicamente “cima del Diavolo”), dove le temperature oscillavano dai -50°C fino al clima desertico.

Cos’è la punzonatura in realtà?

La Punzonatura è una parola ormai vetusta, persa tra la polvere delle strade e il sudore dei ciclisti eroici. Per anni questo termine ha indicato, come riportato da wikipedia, “l’operazione ufficiale, prescritta in passato prima di ogni corsa, consistente nell’applicazione di speciali piombini al telaio e alle due ruote, affinché il corridore non possa (tranne che nei casi previsti dai regolamenti di gara) cambiare queste tre parti della bicicletta”.

Ai tempi del “ciclismo moderno”, la punzonatura della bicicletta ha cambiato essenza ed è diventata “verifica licenze” perdendo il suo fascino e diventando, nei fatti, un momento per i soli addetti ai lavori.

Solo durante i grandi giri o alcune classiche è rimasto il retaggio della punzonatura nella procedura di presentazione delle squadre al via.

 

Punzonatura contro i motorini?

In tempi moderni, la pratica della punzonatura persiste per alcune categorie di prodotto. I misuratori fiscali, per garantirne l’integrità ai fini fiscali, vengono, appunto, punzonati.

Sempre su wikidepia è riscontrabile la seguente definizione:

“La punzonatura è l’atto di imprimere un segno, o una forma, su una superficie mediante la pressione o la percussione di uno strumento detto punzone”

Negli ultimi anni si è assistito a un crescendo di casi di imbrogli legati all’uso di motorini all’interno delle biciclette sia nelle corse amatoriali che in quelle professionistiche. Sul finire del 2017 ha tenuto banco la polemica tra il ciclista americano Phil Gaimon e Fabian Cancellara. L’ex pro USA aveva accusato in un libro “spartacus” di aver adoperato sovente un motorino tanto che in molti sapevano e tacevano la cosa.

Il tutto si è rivelato una bolla di sapone ma il dubbio c’è e resta su eventuali casi diDoping Tecnologico”. Ecco quindi che torna di moda l’idea della punzonatura per evitare che motorini nascosti nei telai e forse anche nelle ruote possano falsare i risultati delle corse.

L’UCI ha introdotto nel regolamento l’articolo 12.1.013bis “Frode tecnologia” che prevede ammende dai 19.000 ai 192.000 euro per i corridori e dai 96.000 ai 960.000 per i team.

Ecco che in questo scenario non è fuori luogo l’idea di tornare alla punzonatura delle biciclette facendolo tornare ad essere non solo un momento rituale e carico di fascino retrò ma anche un momento di sacrosanto controllo degli strumenti “di lavoro” dei ciclisti

Insomma un ritorno alla tradizione per appagare la nostalgia dei vecchi “suiveur” ma anche un modo per affascinare nuove generazioni tenendo strettamente sotto controllo le biciclette utilizzate in corsa.

Coppa Cobram: tributo a Fantozzi

Coppa Cobram: una corsa per i “sottoposti”

Coppa Cobram

Coppa Cobram

Coppa Cobram, ovvero Fantozzi in bicicletta! Ne abbiamo fatto un accenno per il giusto tributo alla scomparsa di Paolo Villaggio, ci sembra oggi giusto approfondire le informazioni circa questa divertente rievocazione.

La rievocazione si terrà domenica 24 settembre 2017 e come ogni anno riserverà incredibili novità: la partenza sarà sempre dal centro di Desenzano ma spostata in Piazza Cappelletti, mentre l’arrivo in pompa magna sarà al Porto di Rivoltella.

La Coppa Cobram del Garda nasce nel 2014 per merito del “biciclettaio matto” alias Mauro Bresciani chiaramente rinominato Visconte Cobram di fantozziana memoria. L’idea di creare una rievocazione storica della mitica e catastrofica corsa raccontata nel film cult “Fantozzi contro tutti” nasce dalla mente di Bresciani un po per gioco ma diventa subito un successo.

La prima edizione del 2014 ottiene subito consensi e simpatia nel pubblico e nei media e ottiene l’iscrizione di una settantina di partecipanti, l’edizione successiva è un successo con 200 “inferiori” (per restare nel gergo Fantozziano) e quella del 2016 diventa un successone con 300 iscritti.

Lo spirito goliardico dell’iniziativa si evince anche nel look dei partecipanti, abbigliamento di ordinanza: Mutandoni ascellari, calzettoni misto-lana color grigio topo, canotta da panettiere con macchie, scarpone della salute, borraccia residuato della seconda guerra mondiale.

BICICLETTE AMMESSE

Qualsiasi bicicletta è ammessa alla Coppa Cobram del Garda. Naturalmente non è indispensabile, ma un vero inferiore dovrebbe presentarsi su una  bicicletta storica o d’epoca, vintage o di recente costruzione ma in stile vintage.
Vietatissime invece le bici a trazione elettrica o con pedalata assistita

COSTO DI ISCRIZIONE

Il costo dell’iscrizione ammonta a € 50,00 a persona e comprende: kit gara (con bomba), assicurazione, tessera associazione, colazione, pranzo e panino con la mortazza.

 

Coppa Cobram, ciao Paolo ci mancherai

Coppa Cobram, un mito creato da Paolo Villaggio e Fantozzi

Coppa Cobram

Coppa Cobram

Coppa Cobram, solo il nome incute un timore reverenziale. La tragicomica competizione che è una della inevitabili protagoniste del film “Fantozzi contro tutti” di Neri Parenti e Paolo Villaggio del 1980.

Ma come nasce il Mito della Coppa Cobram?

Nel film la scomparsa del direttore ereditario della Megaditta per causa della rosolia fa assumere il ruolo al Visconte Cobram. Il Visconte, fanatico di ciclismo che obbliga i dipendenti a sposare la sua stessa passione. Duri allenamenti post lavoro, uscite domenicali (a Pinerolo!) e infine la corsa aziendale.

La temutissima gara ciclistica sarà un vero calvario per tutti i “sottoposti” tra cadute, truffe e difficoltà di ogni genere. Tanti i dipendenti che “periranno” nella corsa. Filini e altri due colleghi voleranno fuori dal circuito in prossimità del ristorante “al curvone” finendo per travolgere un banchetto nuziale.

Nessuno vuole perdere la corsa e Fantozzi, giunto al giro finale ancora in corsa, grazie all’uso di una bottiglietta con una potentissima sostanza dopante (La bomba!) acquistata alla partenza da uno spettatore, riesce a superare l’unico avversario rimasto in gara e taglia il traguardo da solo.

Come sempre Villaggio ha saputo narrare con la sua comicità pungente una delle passioni dell’ “italiano medio”, il mitico Fantozzi che sale in sella… “alla bersagliera” era, è e sarà un mito per molte generazioni. Lo sarà come la mitica Corazzata Potëmkin e il Gol di Zoff di testa su calcio d’angolo.

L’episodio del film ha anche generato una corsa vera e propria  che si disputa a Desenzano e vuol essere una rievocazione della mitica gara Fantozziana in cui corridori con mutandoni ascellari e occhialoni da aviatore inforcano biciclette d’epoca per onorare la corsa del Megadirettore.

“Che fa Fantozzi, parti?” avrebbe chiesto Filini allo sventurato ragioniere… ciao Paolo ci mancherai…