Van Avermaet: le Strade Bianche è una delle gare più belle

Van Avermaet parla delle Strade Bianche

Van Avermaet vuole bissare la bella prova alla Omloop Het Nieuwsblad cercando di centrare il primo successo alla Strade Bianche

Van Avermaet (fonte pagina Twitter)

Van Avermaet (fonte pagina Twitter)

Van Avermaet ha preso parte per la prima volta alle Strade Bianche nel 2010 e raramente non ha centrato la top10 nella “classica del nord più a sud”. Nel 2015 e nel 2017 il leader del CCC ha ottenuto il secondo posto mentre nel 2018, complice il clima freddo, ha ottenuto la peggior performance della sua carriera.

Van Avermaet è quindi ansioso di tentare nuovamente l’assalto alla corsa italiana  forte della ottima prova all0 Omloop Het Nieuwsblad di settimana scorsa quando ha chiuso al secondo posto alle spalle di Zdenek Styba della Zdenek Styba.  Ora Greg vuole arrivare a mani levate sul traguardo di Piazza del Campo a Siena.

Valerio Piva, direttore sportivo del CCC Team ha voluto fare il punto della situazione:

“All’Omloop Het Nieuwsblad abbiamo potuto verificare  che Greg Van Avermaet si trova in un ottimo periodo di forma, ha fatto una grande corsa e il tracciato della Strade Bianche si sposa perfettamente alle sue caratteristiche, sabato puntiamo ad un altro bel risultato. Abbiamo una squadra forte ed esperta, pronta a quel tipo di percorso: Michael Schär e Łukasz Wiśniowski hanno già preso parte a questa gara, mentre Josef Černy, Gijs Van Hoecke, Nathan Van Hooydonck e Guillaume Van Keirsbulck scopriranno la gara per la prima volta”.

Van Avermaet è un atleta adatto a tracciati con sterrati infatti nel 2017 ha conquistato la Parigi-Roubaix ma nella scorsa edizione delle Strade Bianche ha assolutamente sofferto il clima ostile andando alla deriva.

“Il mio corpo ha sofferto e le mie gambe non rispondevano nel modo in cui volevo – ha dichiarato Van Avermaet al termine della gara dello scorso anno -Sono rimasto deluso perché mi piace molto questa gara, ma non c’era nulla che potessi fare.”

Per sabato, invece, le previsioni sono assolutamente opposte: sole e temperature attorno ai 15 ° C.

“Non vedo l’ora di essere al via delle Strade Bianche 2019 perché è una delle gare più belle di tutta la stagione. La mia prova all’Omloop Het Nieuwsblad mi ha regalato molta fiducia e ha confermato che la mia forma è buona e in linea con le mie speranze. Alle Strade Bianche ho quasi sempre ben figurato entrando quasi sempre nella top10 e salendo anche due volte sul podio; ammetto che mi manca la vittoria ma quest’anno la squadra è veramente in forma e spero di potermi togliere questa soddisfazione” ha spiegato a cyclingnews.com il forte ciclista.

 

 

Gilbert obiettivo le cinque classiche monumento

Gilbert vuole vincere tutte e cinque le Monumento

Gilbert fissa il suo obiettivo per il 2019: diventare il quarto ciclista di sempre a conquistare le cinque classiche monumento

Gilbert con la nuova divisa (fonte pagina ufficiale Facebook)

Gilbert con la nuova divisa (fonte pagina ufficiale Facebook)

Gilbert ha fissato il suo obiettivo per la nuova stagione: “strive for five” ossia arrivare a conquistare tutte e cinque le classiche monumento. La Deceuninck-Quick-Step si è riunita a Calpe per la tradizionale presentazione del team e  Philippe Gilbert ha rilanciato il suo proposito, partito dopo la vittoria al Tour of Flanders 2017 volto a completare il “grande slam” delle classiche: “è un obiettivo prestigioso, so che non è facile ottenerlo e so che ci sono alte probabilità di non riuscirci ma questo resta il mio obiettivo”.

Il 2017 ha visto Gilbert vincere il Tour delle Fiandre con una fuga da lontano a cui ha accompagnato il trionfo alla Amstel Gold Race e alla Tre giorni di De Panne. Il 2018, invece, è stato l’anno del suo compagno di squadra Niki Terpstra che ha vinto, tra le altre, il Giro delle Fiandre mentre Gilbert si è dovuto accontentare di un ruolo subordinato.

“Non sono mai stato stoppato da Niki, certo è stato frustrante, non essere in grado di superare la linea con la sensazione di aver fatto tutto il possibile per vincere dovendomi accontentare del podio ma così è stato e lui era semplicemente il più forte” ha dichiarato il belga. Alla Deceuninck-Quick-Step abbiamo una tattica, giochiamo con più leader e questa strategia funziona, la prova è che alcuni team hanno iniziato a copiarci, la  LottoNL-Jumbo, ad esempio, ha copiato la nostra tattica, e così ha provato a fare Lotto Soudal. Certo questa strategia comporta dei rischi, puoi restane anche vittima ma questo è il gioco che vogliamo giocare: il primo anno la tattica mi ha premiato mentre il secondo no”.

Gilbert prenderà di mira la Milano-San Remo e la Parigi-Roubaix in quello che sarà ancora una volta tenendo d’occhio le grandi classiche primaverili nel 2019.

Inizierà quindi la stagione con il Tour de Provence, prima di dirigersi verso i “ciottoli” del Belgio prendendo parte, per la prima volta, anche alla Omloop Het Nieuwsblad all’inizio di marzo. Tornerà quindi a gareggiare alla Parigi-Nizza (lo scorso anno aveva optato per la Tirreno-Adriatico) per poi correre la Milano-Sanremo.

Alla classicissima avrà man forte da Elia Viviani che si giocherà le sue carte in caso di arrivo allo sprint e da Julian Alaphilippe che potrebbe giocarsi le sue carte sul Poggio.

“Non sono più un ragazzino ma c’è sempre da imparare: l’anno scorso ho imparato che devi sempre aver con te una borraccia, anche quando non ne hai bisogno, perché sul pavè possono uscire dal porta-borraccia lasciandoti a secco” ha dichiarato con umiltà Philippe.

Oltre alle Classiche, i principali obiettivi di Gilbert  saranno il Tour de France con la partenza dal Belgio che rende ancor più golosa la corsa francese oltre ai campionati mondiali nello Yorkshire che potrebbe essere una opportunità per bissare il successo di Valkenburg nel 2012.

Alla presentazione del team Gilbert ha parlato del suo futuro:

“tutto sta a Patrick Lefevere e ai risultati dei prossimi mesi, ammetto che mi piacerebbe trovare un accordo con il team per la prossima stagione. Sono fortunato ad essere pagato per la mia passione. Ci sono persone che trascorrono 50 anni facendo un lavoro che non gli piace, non necessariamente guadagnando molto denaro e quindi indipendentemente da tutto noi ciclisti siamo una categoria che non può lamentarsi”.

Pascal Eenkhoorn vittima di un incidente in allenamento

Pascal Eenkhoorn sospetta frattura della clavicola

Pascal Eenkhoorn cade in allenamento e riporta una sospetta frattura alla clavicola che complica il suo inizio di stagione

Pascal Eenkhoorn

Pascal Eenkhoorn

Pascal Eenkhoorn, 21enne corridore in forza alla Jumbo-Visma si stava allenando in Spagna in vista dell’avvio sempre più imminente della stagione 2019. Per cause ancora da verificare, mentre il corridore olandese stava sprintando lungo una salita, la catena della sua bicicletta si è spezzata facendolo cadere.

Mentre aspettava soccorso da parte degli uomini del team Jumbo, Pascal Eenkhoorn ha scattato una foto della sua bici ancora nell’erba e una foto della sua spalla sinistra, che mostrava quella che sembrava essere la sua clavicola che saliva verso l’alto, e l’ha postata sul suo account Twitter.

“Sfortunatamente oggi sono caduto pesantemente mentre facevo uno sprint in salita – ha scritto il ciclista – La mia catena si è spezzata e ho finito per capovolgermi e cadere a pochi metri di distanza, alcuni danni gravi ma ancora per quanto tempo starò fuori dalle corse. Desidero ringraziare @cyclesierra e @JumboVismaRoad per l’assistenza.”

Il 21enne Eenkhoorn avrebbe dovuto iniziare la sua seconda stagione con il team Jumbo-Visma e prendere parte alla Omloop Het Nieuwsblad all’inizio di marzo. A circa due mesi dalla prima prova dell’anno del suo programma stagionale, una clavicola rotta non lo escluderebbe necessariamente dal suo debutto stagionale ma certamente ne complica il cammino di avvicinamento.

Pascal Eenkhoorn: la clavicola

Pascal Eenkhoorn: la clavicola

Eenkhoorn si è unito al team Jumbo-Visma la scorsa stagione facendo il suo debutto al Giro delle Fiandre, prendendo poi parte alla  Paris-Roubaix e anche quest’anno puntava forte sulla campagna del pavè.

Le ambizioni della Jumbo-Visma saranno incentrate principalmente su Wout van Aert, che si è unito al team un anno prima del previsto dopo essere uscito dal contratto che lo legava alla  Sniper Cycling di Nick Nuyens. Le altre frecce nell’arco del team olandese saranno Dylan Groenewegen, vincitore della Kuurne-Brussel-Kuurne dello scorso anno e il forte Danny van Poppel.

 

Omloop Het Nieuwsblad femminile vince Siggaard

Omloop Het Nieuwsblad femminile vince Siggaard, terza Confalonieri

Omloop Het Nieuwsblad femminile a sospresa vince la daneese Siggaard del Team Virtu Cycling, terza Maria Giulia Confalonieri

Omloop Het Nieuwsblad femminile

Omloop Het Nieuwsblad femminile

Omloop Het Nieuwsblad femminile ha visto imporsi, a sopresa, la danese Christina Siggaard, portacolori del Team Virtu Cycling che compirà 24 anni tra un mese esatto. La classica del nord comprendeva muri e pavé ma non ha fatto la selezione che si poteva prevedere. Sono arrivate cosi in tante a giocarsi la vittoria finale in un gruppo abbastanza numeroso.

Il percorso non in gradi, si diceva, di fare l’adeguata selezione, ha però appesantito le gambe delle ruote veloci del gruppo. Lo sprint finale di questa ’Omloop Het Nieuwsblad  femminile è stato dunque segnato dalla fatica fatta lungo tutto il percorso e ad imporsi è stata  Christina Siggaard che ha scelto un grande palcoscenico per la prima vittoria in carriera in una corsa del calendario UCI.

In seconda posizione si è piazzata la statunitense Alexis Ryan mentre, grazie ad un buonissimo sprint,  Maria Giulia Confalonieri della Valcar-PBM è riuscita a conquistare il terzo gradino del podio mettendo in mostra un’ottima condizione fisica in vista dei prossimi Campionati del Mondo su Pista. L’australiana Chloe Hosking (Alé Cipollini) è giunta  quarta davanti a Coryn Rivera (Sunweb), Jolien D’Hoore non è andata oltre l’ottava posizione mentre va segnalato anche l’ottimo nono posto di Marta Cavalli, anche lei della Valcar-PBM.

Lo chiamavano trinità: Wout Van Aert e Peter Sagan

Lo chiamavano trinità Vab Aert e Sagan i tre volte campioni del mondo

Lo chiamavano trinità il noto film di Bud Spencer e Terence Hill potrebbe essere il titolo per deficine Wout Van Aert e Peter Sagan

Lo chiamavano trinità

Lo chiamavano trinità

Lo chiamavano trinità non è solo il titolo del famoso film del 1970 diretto da E.B. Cluche, divertente parodia dei più cruenti spaghetti-western, con protagonisti le epiche cazzottate della coppia Bud Spancer e Terence Hill ma è anche il titolo che accomuna due campioni delle due ruote: Wout Van Aert e Peter Sagan.

I due atleti si sono laureati tre volte campione del mondo rispettivamente nel ciclocross e su strada, raggiungendo un livello di eccellenza assolutamente unico e lo hanno fatto non senza difficoltà. Wout Van Aert non era il favorito nell’ultima edizione del mondiale eppure ha saputo imporsi e Peter Sagan ha conquistato il “triplete” pur senza poter contare su di una squadra a supporto.

Lo chiamavano trinità: Wout Van Aert

Wout Van Aert  nasce a Herentals (Antwerpen) in Belgio il 15 settembre 1994, soprannominato The Rollingstone di Herentals. Si è sempre cimentato nel ciclocross e sta ora tentando la via del ciclismo su strada con i colori della Veranda’s Willems-Crelan/Crelan-Charles.

Nel ciclocross ha conquistato due Coppe del mondo, un Superprestige, tre Bpost Bank/DV Verzekeringen Trofee, tre titoli nazionali oltre, appunto, ai tre titoli mondiali (il primo conquistato a soli 21 anni).

Circa la sua ultima conquista, il Mondiale di Valkenburg, si è cosi espresso ai microfoni di Sporza: “È stato un avvenimento storico vincere 3 modniali in questo sport, i nomi che mi precedono sono icone, significa molto entrare in quel gruppo, ho lavorato duro per ottenere questo risultato”.

La vittoria del terzo titolo non ha portato un calo di tensione il Wout Van Aert che sta programmando il suo debutto nel mondo della strada  all’Omloop Het Nieuwsblad supportato dal suo allenatore Niels Albert.

 

Lo chiamavano trinità: Peter Sagan

Di Peter Sagan c’è poco da raccontare o meglio c’è molto da raccontare ma è quasi tutto noto ai più. Peter passa pro nel 2009 con la maglia della della Liquigas (5 vittorie) dopo aver corso per il Dukla Trenčín-Merida si conquista il soprannome di  Tourminator e Hulk per la sua capacità di imporsi nelle corse di un giorno e nelle volate.

Nel 2011 le vittorie saranno quindici e nel 2012 saliranno a quota 16 e alla Grande Boucle si aggiudica, due tappe e la maglia verde della classifica a punti.

Nel 2013, in maglia Cannondale Pro Cycling, le vittorie saranno ventidue accompagnare  dalla conquista della classifica a punti di cinque diverse gare a tappe (tra cui il bis della Maglia verde del Tour de France).

Nel 2014 conquisterà “solo” sei vittorie ma farà tris di maglie verdi della Grande Boucle

Nel 2015 veste la maglia della Tinkoff-Saxo e conquista ben dieci vittorie e fa sua la quarta maglia verde, convola a nozze con Katarina Smolkova e si aggiundica il suo primo Campionato Mondiale a Richmond

2016 in maglia Tinkoff ottiene quattordici vittorie tra cui la Gand-Wevelgem e il Giro delle Fiandre. Al Tour de France veste la prima volta in carriera la maglia gialla (che conserverà per tre frazioni) e conquista la maglia verde finale. Il 21 agosto partecipa ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nella prova di mountain bike, dopo aver rinunciato a quella su strada  ma senza ottenere grandi soddisfazioni. l 18 settembre a Plumelec, si laurea primo campione europeo e il16 ottobre ai Mondiali di Doha, Sagan si riconferma campione del mondo bissando il successo dell’anno precedente diventando il “Signore delle Maglie”.

Nel 2017 passa alla Bora-Hansgrohe, conquista dodici vittorie e ai campionati del mondo di Bergen conquista il suo terzo titolo iridato diventando il primo ciclista nella storia a vincere tre titoli consecutivi. Ad ottobre Peter Sagan è diventato padre di Marlon.