Emily Batty chi è la ciclista canadese?

Emily Batty chi è la forte atleta canadese?

Emily Batty chi è la forte biker canadese classe 1988, vita, successi sportivi, soddisfazioni personali e vita privata

Emily Batty (fonte pagina twitter)

Emily Batty (fonte pagina twitter)

Emily Batty nasce il 16 giugno del 1988 in Ontario (Canada), precisamente nella città di Oshawa in Ontario. Nata e cresciuta a Brooklin in una fattoria per bovini (razza Simmentaler sudafricana), Emily ha due fratelli più grandi e una sorella più giovane tutti legati dalla passione per il ciclismo e tutti che hanno gareggiato in modo competitivo almeno una volta.

Ottiene la sua prima mountain bike quando aveva circa 6 anni ma, ancora troppo giovane, si limita ad accompagnare i fratelli alle gare portando l’acqua.

La ragazza inizia a pedalare assieme ai fratelli attorno ai dieci anni e ben presto decide di dedicarsi alle corse ciclistiche, viene rapidamente riconosciuta come un dei giovani corridori in Canada gareggiando su strada, nel ciclocross e in mountain bike disciplina in cui eccelle e decide di impegnarsi.

Emily vince titoli provinciali e nazionali quando ancora gareggia in competizioni amatoriali e, a 17 anni, nel 2005, prende parte al suo primo Campionato nel Mondo nella categoria Junior. Lei e Catharine Pendrel sono le due stelle nascenti del ciclismo canadese femminile e nel 2009 si danno battaglia all’Indoor Mountain Bike Park di Ray a Cleveland dove la vent’enne Emily batte l’amica-rivale.

Visto la qualità delle sue performance è inevitabile il passaggio alla categoria Elite in cui diventa uno dei pilastri del movimento e mattatrice delle prove di Coppa del Mondo.

Nel 2010 prende parte, con i colori della Trek World Racing alla Coppa del Mondo per poi passare l’anno successivo a vestire i colori del Team Subaru-Trek.

Nel 2012 Emily Batty vive un momento assolutamente unico quando chiude al secondo posto la prova dei Mondiali in Sud Africa. Nello stesso anno viene selezionata per rappresentare il Canada ai Giochi Olimpici di Londa 2012. Nella prova di cross-country femminile a Hadleigh Farm, nonostante una clavicola in allenamento 3 giorni prima della gara, riesce a concludere stoicamente la prova al 24esimo posto.

Il 2013 è l’anno in cui la Batty diventa per la prima volta campionessa canadese di specialità per poi conquistare il podio, dietro alla compagna di squadra Catharine Pendrel, ai Giochi del Commonwealth del 2014 a Glasgow.

Alle Olimpiadi di Rio 2016, Emily Batty è stata nuovamente chiamata a difendere i colori del Canada chiudendo la prova al quarto posto alle spalle ancora della Pendrel per soli pochi metri. La maledizione olimpica di Emily non vuole passare e, dopo la clavicola, è solo una lingua di terra a separare la ragazza canadese da una medaglia.

Emily ha invece portato a casa la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo di Mountain Bike 2016 e si è classificata terza nella classifica generale di Coppa del Mondo.

Emily ha collaborato con molte aziende di alto profilo tra cui Red Bull, Lululemon, USG, Pfaff Auto, Trek Bikes e Oakley.

Di recente ha dato il via all’’Emily Batty Project, una campagna di call-to-action per aiutare a portare più bambini in bici attraverso la raccolta fondi, la consapevolezza e il mentoring.

È allenata da Adam Morka, che è anche suo marito.

Emily Batty chi è?

Nome: Emily Batty
Luogo di nascita: Oshawa, Ontario, Canada
Data di nascita: 16 giugno 1988
Soprannome: “Non ne ho uno, in realtà.”
Altezza: 160 cm (5 piedi 3 pollici)
Peso: 48 chilogrammi (106 libbre)
Numero di scarpe : 36
Dimensioni del casco: Piccolo
Stato civile: sposato
Casa attuale: Brooklin (Ontario)
Ontario Casa: casa con quattro camere da letto su un paio di acri
Specialità: XCO
Obiettivi: vincere una Coppa del Mondo, un titolo mondiale e una medaglia olimpica
Eroi: Ken Roczen, Simon Sinek, Janni Delér

Emily Batty: milestones

2016 medaglia di bronzo ai campionati Mondiali di MTB
2016 Quarto posto ai Giochi Olimpici di Rio
2016 terzo posto nella classifica finale di Coppa del Mondo
2015 Oro ai Pan Am
2015 podio alle prove di Coppa del Mondo in Germania, Canada e Italia
2013 titolo di campionessa nazionale canadese
2012 Partecipazione ai Giochi Olimpici di Londra
2011 Titolo di campionessa nazionale ciclocross
2011 Vittoria al Sea Otter Classic
2009 Campionessa panamericano under 23
7 volte campione nazionale canadese di mountain bike

 

Filippo Ganna verso la firma con il Team Sky

Filippo Ganna verso il cambio di squadra

Filippo Ganna verso la firma con il team britannico lascia la UAE Emirates con l’obiettivo di crescere nelle prove in pista in vista di Tokyo 2020

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso la  firma del contratto con il Team Sky. La notizia non è ancora stata ufficializzata dalle parti ma le voci ormai sono troppe per essere solo voci tant’è che è apparso qualche giorno fa un articolo su La Gazzetta dello Sport che ne dava per certa la soluzione positiva.

Il due volte Campione del Mondo dell’inseguimento individuale vestirà dunque i colori della corazzata inglese in cui militano Chris Froome e Geraint Thomas fresco vincitore del Tour de France.

Se appare ormai chiaro che il forte e talentuoso 22enne abbia firmato per la Sky, è importante capire quali sono le opportunità che si aprono per l’atleta italiano. Secondo indiscrezioni è stato predisposto un piano di crescita e di “formazione”. Filippo Ganna si è più volte confrontato con il suo manager Giovanni Lombardi e insieme hanno studiato gli obiettivi dei prossimi anni: cercare di conquistare l’oro col quartetto alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e il Mondiale a cronometro.

Ganna sembra voler seguire la parabola già vista con Elia Viviani che  tra il 2015 e il 2017 ha indossato la maglia della Sky andando poi a conquistare  l’oro nell’omnium alle Olimpiadi di Rio 2016. Il passaggio al Team Sky consentirebbe a Ganna di poter utilizzare biciclette Pinarello che sono utilizzate anche dal quartetto nazionale.

Il Team Sky probabilmente il team più importante (e discusso) del World Tour con grandissimo potenziale economico e di fascino. Secondo alcune voci Brailsford ha adocchiato Filippo già da under 23 per la squadra ‘development’ ma Ganna aveva già siglato un accordo con la Lampre diventata poi UAE.

Pare siano stati in tanti i team ad avanzare una proposta al giovane campione tra cui la Quick Step Floors, la BMC (che cambierà denominazione in CCC)  ma i britannici hanno anticipato i tempi e già da qualche mese, pare, siglato un preaccordo.

 

Viviani Cecchini la coppia su due ruote

Viviani Cecchini giovani, belli e vincenti

Viviani Cecchini giovani talenti del ciclismo tricolore e coppia di innamorati: se ci fosse una proposta di matrimonio? Sono tante le coppie nello sport

Viviani Cecchini (fonte FB Elena Cecchini)

Viviani Cecchini (fonte FB Elena Cecchini)

Viviani Cecchini, il vincitore delle ultime due frazioni del Giro d’Italia e detentore della maglia ciclamino a punti non si è dimenticato della compagna durante i festeggiamenti a Israele.

“Noi ciclisti abbiamo una concezione della giornata e dei ritmi di vita diversi da tutti gli altri. Per questo non possiamo stare con altri che non siano come noi” aveva dichiarato Elia Viviani dopo l’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 parlando della amata.

Elena Cecchini ha parlato a La Gazzetta dello Sport della relazione tra i due ciclisti: “Elia è un uomo pure, sincero e riconoscente, lo amo per quello e so che queste doti le dimostra non solo con me ma con tutti. Ha una passione vera ed ardente.

Al termine della prima volata del Giro, Elia Viviani ha dedicato alla compagna la vittoria che ha particolarmente apprezzato il gesto: “Stando assieme da molto tempo può accadere che certe cose vengano date per scontate ma con lui non è così. Ha sentito la pressione del dover vincere e ho quindi cercato di stargli vicino, dopo la prima vittoria l’ho visto più sicuro”.

In molti hanno chiesto a Viviani quando si sposerà con la Cecchini, la stessa Alessandra De Stefano, durante la diretta dopo la seconda tappa non ha evitato la domanda. Elena è chiara: “spesso si pensa che l’uomo debba fare per forza la proposta, molti nostri coetanei sono già sposati ed hanno figli ma dobbiamo capire che con il nostro lavoro le dinamiche sono un po diverse. Non ci sono problemi, aspetterò la proposta, anche se arrivasse tra cinque anni saprei cosa rispondere: si!”.

Viviani Cecchini e non solo!

Effettivamente non è raro il caso di atleti dello stesso sport che si fidanzano o si sposano. Nota e chiacchierata è la storia di amore tra Antonio Cassano e Carolina Marcialis che ha permesso al campione barese di cambiare rotta e stile di vita. Bella la storia della tennista Ana Ivanovic con il calciatore della Germania Sebastian Schweinsteiger

In ambito tennistico nota è la relazione tra Flavia Pennetta e Fabio Fognini e molto “gossippata” è la storia tra Andre Agassi e Steffi Graf: i due si sono innamorati durante il Roland-Garros del 1999 e da allora non si sono più lasciati.

Meno fortunata fu la relazione tra la splendida Maria Sharapova e Sasha Vujacic ex cestista NBA dei Los Angeles Lakers (ora in Italia alla FIAT Auxilium Torino). Nel 2010 il giocatore sloveno chiese la mano della bella tennista ma la storia durò solamente due anni

Restando nel mondo delle due ruote ha fatto molto discutere la storia d’amore tra il Re Leone Mario Cipollini e Francesca Marcon, giocatrice di pallavolo di serie A. Anche in questo caso la comune passione per l’attività sportiva è stata la scintilla che ha acceso la fiamma.

Viviani finalmente trionfa al Giro, Dennis in rosa

Viviani conquista la prima volata del Giro 101

Viviani, favorito della vigilia, non tradisce le aspettative e conquista la volata di Tel-Aviv, cambia di proprietà la maglia rosa ora sulle spalle di Dennis della BMC

Viviani coi gemelli Scarponi

Viviani coi gemelli Scarponi

Viviani non ha tradito le aspettative, il campione veronese, medaglia d’0ro alle Olimpiadi di Rio 2016, era il favorito della seconda tappa del Giro d’Italia, con arrivo ad Tel-Aviv e puntualmente ha rispettato i pronostici.

C’è voglia di mettersi in mostra in questa prima frazione in linea del giro quindi pronti e via ed ecco partire il nostro Davide Ballerini della Androni Sidermec con Guillaume Boivin della Israel Academy e  Lars Bak della Lotto Fix All. Dietro lavorano forte quelli della BMC con un obiettivo: gli abbuoni del Traguardo Volante. Proprio al TV Rohan Dennis  ha conquistato 3 secondi di abbuono che gli consentono di scavalcare Tom Dumoulin (sicuramente poco interessato alla gloria effimere della rosa del giorno).

Enrico Barbin della Bardiani CSF conquista l’unico GPM di giornata e fa sua la maglia azzurra della montagna.

Il gruppo procede tra strappi ma sempre compatto fino agli ultimi chilometri all’interno di Tel-Aviv con un percorso un po contorto e a tratti stretto che genera una volata abbastanza confusa in cui Elia Viviani non riesce ad organizzare un treno ma prende la ruota di Sam Bennett. Ad un tratto è il velocista principe della Wilier Triestina,  Kuba Mareczko che tenta di sorprendere tutti partendo da dietro con un gran passo. Viviani è abile nel capire il momento e prendere la ruota del bresciano andando a festeggiare la sua prima vittoria al Giro.  Secondo posto per Marecszko, poi Bennett, Bonifazio e Modolo.

 

Bella l’immagine di Elia Viviani (che indossa la maglia ciclamico) che festeggia con i gemellini di Michele Scarponi e porta il piccolo Giacomo sul podio ed è entusiasta a fine corsa: “Tutti si aspettavano la mia vittoria, ma vincere al Giro non è mai scontato. Negli ultimi giorni sono forse apparso calmo ma assicuro che dentro di me ero molto provato e teso. La squadra è focalizzata su di me e non voglio deludere le aspettative ma questo aumenta la pressione. Sono felice di indossare una maglia storica come quella ciclamino”.

Molta gioia anche per Rohan Dennis che riscatta la cronometro che gli aveva lasciato un po di amaro in bocca: “ieri ero molto deluso e ammetto che oggi non avrei minimamente pensato di conquistare la rosa. Viviani è stato un gentiluomo, al traguardo volante non è andato a tutta e questo mi ha aiutato a conquistare dei secondi decisivi, sono felice che lui abbia poi vinto la tappa. Non so se e quanto riuscirò a tenere la maglia ma ora voglio godermela”.

 

 

Olimpiadi Invernali: al via anche Peter Sagan?

Olimpiadi invernali, all’improvviso ecco Peter Sagan?

Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, in diretta tv ecco che  appare Peter Sagan, naturalmente solo somiglianze è Samuel Girard

Olimpiadi Invernali il gemello di Sagan?

Olimpiadi Invernali il gemello di Sagan?

Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, quando in piasta scende Samuel Girard per tanti appassionati di ciclismo sembra di essere tornati alle Olimpiadi di Rio 2016 per la presenza di Peter Sagan. Naturalmente è solo un gioco di somiglianze ma il Canadese classe 1998 assomiglia davvero al tre volte Campione Mondo.

Tranquilli, l’ecletticità di Peter Sagan non arriva al punto di sfidare i più forti atleti del mondo nei 1000 metri di pattinaggio ma la somiglianza tra i due atleti ha fatto urlare all’incredibile evento

A uno spettatore distratto sembrerebbe che Peto abbia dismesso la divisa della Bora per indossare quella da pattinatore canadese.

Il pilota slovacco dovrebbe prendere Omloop Het Nieuwsblad e Kuurne Brussels Kuurne e per ora non è intenzionato a praticare altri sport (al massimo si dedica alla Mountain Bike) ma non assicuriamo che al termine della carriera professionistica non possa seguire le orme di Sir Bradley Wiggins e cimentarsi in altre discipline.

Le Olimpiadi PyeongChang 2018 hanno collegamenti col ciclismo basti pensare alla storia dei genitori di un atleta elvetico che hanno percorso addirittura 17000 chilometri in bicicletta per vedere in azione il figlio affrontando sbalzi termini incredibili e disavventure alla frontiera.

Mark Cavendish versus Peter Sagan

Mark Cavendish versus Peter Sagan: tu da che parte stai?

Cavendish versus Sagan

Cavendish versus Sagan

Mark Cavendish versus Peter Sagan Il grande dibattito divide gli appassionati di ciclismo: Sagan andava o no espulso? Ne abbiamo parlato ieri abbondantemente, sotto riportiamo tutti gli articoli relativi. Sono passate 24 ore, c’è stata una bellissima tappa con vittoria del nostro Fabio Aru ma le polemiche non si calmano.

Sono stare ore di “panico” anche per l’organizzazione del Tour de France che ha preso una decisione forse non popolare e sicuramente con conseguenze sulla corsa.

Ma iniziamo ricostruendo i fatti: Mark Cavendish e Peter Sagan si sono trovati spalla a spalla per lo sprint finale. Si sono avvicinati uno all’altro e c’è stata la caduta. La vera domanda da farsi è: chi ha dato il via al contatto? Nell’articolo di questa mattina abbiamo evidenziato come sia stato il britannico a toccare per primo il Campione del Mondo.  Se il primo a essere ai limiti del regolamento è giusto squalificare solo Sagan?

Certo il fatto che, per via delle conseguenze della caduta, Cavendish abbia dovuto dare forfait ha forse spinto la giuria verso questa decisione ma è corretto vincolare un giudizio simile a una circostanza senza considerare, forse, appieno i fatti?

 

Nella discussione, a tratti accesa sul web e sulla nostra pagina Facebook non sono mancate le frecciate sul passato di Cavendish non certo noto per le carezze in volata. Ricordiamo tutti come i Cavendish alle Olimpiadi di Rio 2016 abbia provocato una caduta nella corsa a punti, la prova finale dell’omnium, che ha visto finire a terra anche il nostro Elia Viviani.

In questo putiferio si posizionano le parole ben pesate di Sagan: “Cosa posso fare? Posso solo accettare la decisione della giuria, ma sicuramente non sono d’accordo con loro perché penso di non aver fatto qualcosa di sbagliato nello sprint”.

 

Mark Cavendish versus Peter Sagan: la cronistoria

Sagan Espulso: la notizia impazza sul web

Sagan espulso dal Tour de France!

Sagan declassato al Tour de France