Viviani Cecchini la coppia su due ruote

Viviani Cecchini giovani, belli e vincenti

Viviani Cecchini giovani talenti del ciclismo tricolore e coppia di innamorati: se ci fosse una proposta di matrimonio? Sono tante le coppie nello sport

Viviani Cecchini (fonte FB Elena Cecchini)

Viviani Cecchini (fonte FB Elena Cecchini)

Viviani Cecchini, il vincitore delle ultime due frazioni del Giro d’Italia e detentore della maglia ciclamino a punti non si è dimenticato della compagna durante i festeggiamenti a Israele.

“Noi ciclisti abbiamo una concezione della giornata e dei ritmi di vita diversi da tutti gli altri. Per questo non possiamo stare con altri che non siano come noi” aveva dichiarato Elia Viviani dopo l’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 parlando della amata.

Elena Cecchini ha parlato a La Gazzetta dello Sport della relazione tra i due ciclisti: “Elia è un uomo pure, sincero e riconoscente, lo amo per quello e so che queste doti le dimostra non solo con me ma con tutti. Ha una passione vera ed ardente.

Al termine della prima volata del Giro, Elia Viviani ha dedicato alla compagna la vittoria che ha particolarmente apprezzato il gesto: “Stando assieme da molto tempo può accadere che certe cose vengano date per scontate ma con lui non è così. Ha sentito la pressione del dover vincere e ho quindi cercato di stargli vicino, dopo la prima vittoria l’ho visto più sicuro”.

In molti hanno chiesto a Viviani quando si sposerà con la Cecchini, la stessa Alessandra De Stefano, durante la diretta dopo la seconda tappa non ha evitato la domanda. Elena è chiara: “spesso si pensa che l’uomo debba fare per forza la proposta, molti nostri coetanei sono già sposati ed hanno figli ma dobbiamo capire che con il nostro lavoro le dinamiche sono un po diverse. Non ci sono problemi, aspetterò la proposta, anche se arrivasse tra cinque anni saprei cosa rispondere: si!”.

Viviani Cecchini e non solo!

Effettivamente non è raro il caso di atleti dello stesso sport che si fidanzano o si sposano. Nota e chiacchierata è la storia di amore tra Antonio Cassano e Carolina Marcialis che ha permesso al campione barese di cambiare rotta e stile di vita. Bella la storia della tennista Ana Ivanovic con il calciatore della Germania Sebastian Schweinsteiger

In ambito tennistico nota è la relazione tra Flavia Pennetta e Fabio Fognini e molto “gossippata” è la storia tra Andre Agassi e Steffi Graf: i due si sono innamorati durante il Roland-Garros del 1999 e da allora non si sono più lasciati.

Meno fortunata fu la relazione tra la splendida Maria Sharapova e Sasha Vujacic ex cestista NBA dei Los Angeles Lakers (ora in Italia alla FIAT Auxilium Torino). Nel 2010 il giocatore sloveno chiese la mano della bella tennista ma la storia durò solamente due anni

Restando nel mondo delle due ruote ha fatto molto discutere la storia d’amore tra il Re Leone Mario Cipollini e Francesca Marcon, giocatrice di pallavolo di serie A. Anche in questo caso la comune passione per l’attività sportiva è stata la scintilla che ha acceso la fiamma.

Salary Cap nel ciclismo, possibilità o follia?

Salary Cap per ridurre lo strapotere del Team Sky?

Salary cap

Salary cap: una soluzione per il ciclismo?

Salary Cap, o in italiano tetto salariale, una politica volta a equilibrare i valori delle squadre è la nuova proposta che sembra aver trovato un alleato potente nel nuovo presidente dell’UCI, il francese David Lappartient. Lo strapotere del Team Sky durante gli ultimi Tour de France che  ha monopolizzato e appiattito lo spettacolo della corsa francese sembra spingere il successore del britannico Cookson a una serie di correttivi e novità per riequilibrare le sorti delle corse e aumentarne lo spettacolo.

Salary Cap: Lappartient pensa allo spettacolo

Il cambio radicale della gestione dell’UCI con la salita al potere di David Lappartient che arrivava da presidenze anglosassoni (Pat McQuaid e Brian Cookson) può portare a interessanti modificazioni nel movimento ciclistico mondiale. L’obiettivo è quello di far tornare il ciclismo ad essere uno sport più imprevedibile e spettacolare, annullando o riducendo il controllo strategico delle corse.
“Tutti vogliono che le corse siano attraenti. La gente vuole vedere corse aperte invece di corse completamente bloccate da una squadra che ha i corridori migliori” ha dichiarato il presidente UCI in un’intervista concessa a Le Telegramme.

Salary Cap:‘Un tetto per ridistribuire i corridori’

Il discorso di Lappartient pare palesemente essere rivolto al Team Sky che ha la capacità di ingaggiare corridori di alto profilo facendoli lavorare nel ruolo di gregari in favore di Chris Froome, una strategia certamente valida ma che porta il ciclismo ad uno spettacolo davvero povero.
“Non voglio mettere un tetto all’ingaggio dei corridori ma al budget generale della squadra – ha dichiarato Lappartient – in sostanza se paghi uno stipendio elevato ad un certo corridore allora avrai meno soldi a disposizione per gli altri corridori. In questo modo si distribuirebbero automaticamente i corridori più forti nelle varie squadre”

Salary Cap: cos’è?

Il Salary Cap tetto degli ingaggi, detto anche wage cap  o plafond (alla francese) è la somma massima di denaro che una società può spendere complessivamente, per ogni stagione, per gli ingaggi della propria rosa sportiva. Questa misura, adottata da numerose leghe sportive anglosassoni e americane, può essere adottata per impedire la crescita incontrollata dei costi di gestione delle squadre o per evitare squilibri tecnici a facore di  società con più disponibilità finanziare
Nella NBA, massimo campionato di pallacanestro mondiale, il tetto viene stabilito basandosi sugli introiti derivanti dai diritti tv e da altre sponsorizzazioni e varia di anno in anno ma è lo stesso per tutte e 30 le franchigie. Quello della NBA è una soft cap che prevede la possibilità di sforare al tetto pagando una Luxury Tax in base al livello di sforamento. I team con un surplus sulla spesa salariale dovrà versare 1,5 dollari di tassa (2,5 se recidiva) per ogni dollaro in eccesso, qualora lo “sforamento” complessivo non raggiunga i cinque milioni di dollari. Superati i cinque milioni, la proporzione aumenta a 1,75 dollari (2,75 se recidiva).
E’ interessante considerare che esiste  anche un limite minimo che ogni singola franchigia è obbligata a spendere in ingaggi dei giocatori, chiamato Salary Floor.