Tutti i numeri del Tour de France 2017

Froome cerca il poker al Tour de France

Chris Froome al Tour de France

Chris Froome al Tour de France

Manca veramente poco alla partenza del Tour de France che scatterà da Düsseldorf in Germania. Il favorito d’obbligo è il Keniano Chris Froome, capace di vincere 3 volte la Grande Boucle nelle ultime 4 edizioni, in caso di vittoria per lui sarebbe il quarto successo che lo porterebbe a meno uno dai campioni immortali del ciclismo Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain (Lance Armstrong si è visto annullare le sue sette vittorie per le note vicende di doping).

Lo stesso desiderio di vittoria lo incarna Nairo Quintana che, dopo aver fallito l’operazione Giro d’Italia, cerca il riscatto alla Grand Boucle per entrare nel club dei ciclisti vincitore dei tre grandi giri a tappe.

Se Eddy Merckx resta il primatista assoluto nelle vittorie di tappa, Richard Virenque detiene il primato per la classifica scalatori, Zabel per classifica a punti, anche ma il tedesco è tallonato da un Peter Sagan affamato di successi.

Nel club dei cinque giri, come detto, figurano; Jacques Anquetil che vinse 5 edizioni tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. Fu poi la volta di  Eddy Merckx, che vinse 5 Tour de France tra il 1969 e il 1974. Miguel Indurain  negli anni ’90 riuscì a vincere 5 edizioni consecutive al Tour de France (nel ’92 e nel ’93 fece doppietta con il Giro).

Nelle 103 edizioni precedenti, sono 10 i successi italiani alla Grande Boucle: Ottavo Bottecchia nel 1924 e 1925, Gino Bartali nel 1938 e 1948, Fausto Coppi nel 1949 e 1952, Gastone Nencini nel 1960, Felice Gimondi nel 1965, Marco Pantani nel 1998 e Vincenzo Nibali nel 2014. Le speranze italiane per le posizioni alte di classifica sono affidate a Fabio Aru fresco campione italiano che punterà a un posto nei primi 5 e alla vittoria di qualche tappa.

 

Tom Dumoulin conquista il Giro d’Italia

Tom Dumoulin vince il Giro d’Iitalia

Era uno degli outsider della corsa, forte a cronometro e in grado di difendersi in salita. E proprio grazie alla sua resistenza in salita Tom Dumoulin è riuscito ad arrivare alla decisiva cronometro Monza-Milano in posizione favorevole per giocarsi la vittoria finale. Non è stata una passeggiata, tutt’altro. Le scorie di tre settimane corse a velocità folle erano nelle gambe di tutti: da Nibali a Quintana, da Pinot a Dumoulin.

E sui circa 30 km del tracciato milanese Tom ha fatto l’impresa, ha recuperato su tutti. Nairo Quintana si deve accontentare del secondo posto in generale che non essendo riuscito a conservare i 53” di vantaggio sul capitano della Sunweb. Podio finale completato da un grande Vincenzo Nibali, che per soli 9” non è riuscito a centrare il secondo posto del colombiano.

La Farfalla di Maastricht ha sfidato tutti con un 58 come rapporto che nel tragitto dall’Autodromo di Monza a Piazza Duomo a Milano ha fatto saltare il banco regalandogli la maglia Rosa. Ma la vittoria di Tom ha le pasi sulle rampe delle salite mitiche di questo giro del centenario su cui ha lottato rispondendo attacco dopo attacco e riuscendo a non affondare quando è andato in crisi sullo Stelvio.

Complimenti Tom ora ti attendo il tuo paese che vive per le due ruote e che ha voglia di festeggiare con te.

 

 

Giro: vittoria di Thibaut Pinot

Thibaut Pinot vince ad Asiago

Lo attendevano tutti ed è attivato l’attacco a Tom Dumoulin da parte dei rivali diretti per la vittoria finale. L’attacco è arrivato ma non ha portato gli effetti che forse alcuni si auguravano.

L’olandese ha infatti resistito coi denti per cercare di giocarsi domani la vittoria finale del Giro d’Italia, ha sofferto, lottato e al traguardo ha perso solamente quindici secondi.

La salita Monte del  Grappa è stata condotta ad alta velocità dalla Katusha, ha fatto selezione, ma non tra i sei favoriti della classifica generale. Sul Foza si sono invece avvicendati gli attacchi, con Vincenzo Nibali che ha aperto le danze, seguito poi da un’azione più decisa di Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo. Sui due, poco dopo lo scollinamento  si sono riportati  Quintana, Nibali e Pinot  ma la mancata collaborazione tra i 5 di testa ha fatto sì che l’ex-maglia rosa, aiutata da Bob Jungels, Adam Yates e Bauke Mollema, riuscisse a non perdere troppo terreno.

Il successo finale è andato, nella volata ristretta, a Thibaut Pinot che ha portato a due le vittorie francesi in questo Giro mentre Dumoulin arriva con 15″ di ritardo: la nuova generale vede sempre Nairo Quintana in maglia rosa, con 39″ su Nibali, 43″ su Pinot, 53″ su Dumoulin, 1’15” su Zakarin ed 1’30” su Pozzovivo. Ora manca solo la cronometro Monza-Milano ed era da tanto che non vi era nell’ultima prova una classifica cosi corta.

Landa vince la tappa al Giro, Quintana nuovo leader

MIkel Landa

E venne il giorno che non ti aspetti, la diciannovesima tappa del Giro d’Italia, da San Candido a Piancavallo, è stata tutt’altro che povera di colpi di scena. Ad aggiudicarsi la frazione è stato il redivivo Mikel Landa bravo ad andare in fuga nel momento giusto (e fortunato nel trovare il gruppo non interessato a fermare i fuggitivi).

La maglia azzurra del Team Sky ha fatto una salita finale da applausi, andando conquistare una meritatissima vittoria, che ha dedicato al compianto Michele Scarponi.

E mentre davanti andava in onda il trionfo di Landa dietro si poteva osservare il calvario della maglia rosa: Tom Dumoulin è sembrato sofferente fin da subito e a poco è servito il supporto di Geschke: gli ultimi 7 km li ha affrontati da solo e non non poa sofferenza. I big non hanno fatto scatti spaventosi ma il ritmo è stato decisamente alto e il solo Thibaut Pinot ha provato ad attaccare staccando gli altri e giungendo al traguardo ad 8’09” dal vincitore.

Alle sue spalle a 8’15” Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo, capaci di staccare gli altri attorno ai meno 2.5 km. A 8’21” sono giunti Jungels, Yates e Quintana, a 8’23” Mollema, Nibali e Hirt mentre Dumoulin ha pagato 9’30”.

Inevitabile il cambiamento del leader della generale: la maglia rosa va sulle spalle di Quintana con 38″ su Dumoulin, 43″ su Nibali, 53″ su Pinot, 1’21” su Zakarin e 1’30” su Pozzovivo.

Giro: a Ortisei vince Van Garderen

Van Garderen vince ad Ortisei

Lo si aspettava ed è arrivato, il tappone dolomitico del Giro d’Italia , diciottesima frazione caratterizzata da una fuga partita sul Pordoi che ha visto tra i più attivi il nostro Diego Rosa, insieme a lui anche Manuele Boaro , Natnael Berhane  e Joey Rosskopf. I quattro guadagnano un po’ di terreno ma il gruppo dietro è pirotecnico e si forma un gruppetto di trentadue corridori all’inseguimento che vengono però ripresi poco prima dell’inizio del Passo Pordoi.

Dal plotone principale escono in salita Kanstantsin Siutsou, Dario Cataldo, Tejay Van Garderen, Pierre Rolland, Joe Dombrowski, Davide Villella, Jan Hirt, Alexander Foliforov, Andrey Amador, Winner Anacona, Ruben Plaza, Omar Fraile, Mikel Landa, Philip Deignan, Mads Pedersen e Jasper Stuyven  che riescono a riportarsi in testa sulla successiva discesa.

Sulla terza salita di giornata il gruppo di testa aumenta il ritmo tanto che rimangono solo Plaza, Van Garderen, Anacona, Dombrowski, Berhane, Hirt, Villella, Rosa, Landa a comandare le danze. Anche il gruppo maglia rosa aumenta il ritmo e a farne le spese fra i big è Bob Jungels che perde contatto fin dalle prime rampe della salita.

A 53 chilometri dalla conclusione Nairo Quintana rompe gli indugi provando un allungo e raggiungendo il compagno di squadra  Amador con cui riesce a guadagnare una ventina di secondi, a quel punto si muove Vincenzo Nibali che rientra velocemente su Quintana mentre Tom Dumoulin, sornione, attende il GPM per rientrare sui due rivali.

Si arriva così ai piedi della salita finale con Landa e Van Garderen che allungano sul resto dei fuggitivi. Dietro Amador prova ad aumentare il ritmo nel plotone, costringendo Yates a staccarsi. E’ il preludio all’attacco di Quintana che  insieme ad Anacona riesce a guadagnare solo una trentina di secondi per poi essere ripresi. Ci prova anche vincenzo senza risultato.

Dietro proseguono le schermaglie mentre Landa e Van Garderen si giocano la vittoria di tappa, con il successo finale che sorride all’americano.

In classifica Dumoulin continua a guidare con 31″ su Quintana, Nibali a 1’12”, Pinot a 1’36”, Zakarin a 1’58”, Pozzovivo a 2’07”, Mollema a 3’17”, Kruijswijk a 5’48”, Yates a 7’08” e Jungels a 7’24”.

 

Giro: vince Nibali, corsa riaperta!

Vincenzo Nibali trionfa a Bormio

E’ riaperta la caccia alla maglia rosa. Le performance di Tom Dumoulin avevano spinto troppi a considerare già chiuso questo Giro d’Italia (personalmente conoscendo l’imprevedibilità del ciclismo non lo abbiamo fatto). A cambiare le carte in tavola ci voleva il classico “tappone”. E forse ci voleva il “classico” tappone per far finalmente vincere una tappa ad un italiano in questo Giro del Centenario.

E forse ci voleva proprio Vincenzo Nibali per riaccendere la corsa rosa, il nostro Vincenzo conquista dunque la tappa regina del Giro d’Italia festeggiando sul traguardo di Bormio dopo aver superato in una volata ristretta Mikel Landa e distanziando tutti i suoi avversari diretti per la classifica generale.

Nairo Quintana (Movistar) che ha completato il podio di giornata perdendo 12 secondi chiude il podio di giornata a Tom Dumoulin (Team Sunweb) vittima di forti problemi intestinali che però riesce a difendersi perdendo comunque oltre due minuti ma riuscendo a conservare la maglia rosa.

Fanno bene il nostro Domenico Pozzovivo (Ag2r La Mondiale) e Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), unici a resistere alle accelerazioni del campione uscente nella seconda scalata dello Stelvio.

Il messinese al traguardo, però, mantiene i piedi per terra: “: “Sappiamo tutti che Quintana è molto forte e lo ha dimostrato in questo Giro ed è ancora tra i favoriti e poi Dumoulin anche oggi si è difeso molto bene e dalla sua ha la cronometro di Milano. La tappa di oggi ha dimostrato che ci sarà battaglia fino alla fine e io lotterò fino all’ultimo centimetro di corsa, è un Giro molto duro e da qui alla fine sarà lotta tutti i giorni”.

. Ha inoltre la cronometro dalla sua, può guadagnare su tutti. Non bisognerà mai abbassare la guardia fino alla fine“. “Ci sarà competizione fino alle fine – aggiunge il vincitore dell’ultimo Giro – Darò il massimo in questo Giro veramente duro. Lotterò fino alla fine. Ci sono al via grandi corridori che lottano tutti i giorni e non è semplice. Sicuramente i nomi più importanti sono quelli di Quintana e Dumoulin“.

Soddisfatto anche Nairo Quintana: “E’ stato un giorno molto positivo per me e devo ringraziare la squadra per il lavoro svolto- L’obiettivo era guadagnare terreno sul leader della generale e c’era il terreno per farlo, e puntualmente, per un motivo o per l’altro Dumoulin ha perso contatto. Il ritmo della corsa è stato altissimo e speravo di guadagnare qualcosa in più ma non sempre è facile farlo, siamo comunque molto contenti della nostra prova”.

 

Bob Jungels vince la tappa di Bergamo al Giro d’Italia

Jungels festeggia a Bergamo

Bob Jungels (Quick-Step Floors) conquista l’arrivo di Bergamo davanti a Nairo Quintana (Movistar) e Thibaut Pinot (FDJ).  Il lussemburghese aveva attaccato sullo strappo che porta a Bergamo Alta, mentre nella discesa ci ha provato Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), e per un attimo la maglia rosa Tom Dumoulin (Sunweb) ha sofferto ma poi è rientrata senza alcun problema.

Tappa spettacolare e durissima segnata da tanti tentativi di fuga e percorsa a medie davvero estreme (medie sopra i 50km orari) da la brutta caduta di Tanel Kangert per cui si sospetta la frattura di un gomito.

Tom Dumoulin resta maglia rosa, il secondo è Nairo Quintana che grazie all’abbuono per il secondo posto rosicchia sei secondi all’olandese. 2’41” tra i due ora; Pinot è terzo a 3’21”, Nibali quarto a 3’40”, Zakarin quinto a 4’24”, seguono Mollema a 4’32”, Pozzovivo a 4’59”, Jungels a 5’18”, Andrey Amador (Movistar) a 6’01” e Kruijswijk a 7’03”.

 

Dumoulin padrone di Oropa!

Tom Domoulin re ad Oropa

Tom Dumoulin

Il Giro d’Italia 2017 sembra essere nelle solide mani di Tom Dumoulin. che dopo aver dominato la cronometro individuale assesta un colpo perfetto nella salita verso Oropa.

La maglia rosa ha affrontato la salita verso il Santuario con il suo passo senza rispondere agli attacchi di uno scatenato  Nairo Quintana (Movistar) e proprio salendo col suo ritmo è riuscito a riprendere il colombiano che aveva scavato un leggeto soldo a colpi di scatti sui pedali.

Dopo averlo raggiunto e guardato, l’olandese si è preso il lusso di staccare lo scalatore  nell’ultimo chilometro, conquistando la sua seconda tappa in questo Giro. Alle spalle del capitano del Team Sunweb, ad una manciata di secondi chiudono Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) e Mikel Landa (Sky), con il colombiano che perde così anche gli abbuoni. Perdono terreno invece Thibaut Pinot (FDJ), quinto a 35″, e Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), settimo a 43″.

Con la vittoria di tappa e, di conseguenza, del GPM finale Dumoulin si aggiudica anche la maglia di leader della montagna.

Sono felicissimo, è incredibile e sorprendente – commenta dopo il traguardo l’olandese – Oggi stavo davvero benissimo, ma onestamente non pensavo potesse andare così bene. Ero sicuro che Quintana avrebbe attaccato e sognavo di contrattaccare, ma non credevo di farlo così e sicuramente non mi immaginavo di poter conquistare la tappa. Quando  Nairo è partito sono andato subito in difficoltà, non potevo seguirlo e sono salito con il mio ritmo. Poi gli sono arrivato sempre più vicino ed è finita alla grande”

Giro d’Italia: statistiche e maglie

Il logo del Giro del Centenario

LE PILLOLE STATISTICHE

  • 25esima vittoria di tappa al Giro per un corridore colombiano (Fernando Gaviria). Stesso numero per l’Olanda dopo la vittoria di Tom Dumoulin nella Sagrantino.
  • Prima di Fernando Gaviria, due colombiani avevano vinto tre tappe ma lui è il primo a vincerne tre nello stesso Giro: Lucho Herrera (Tre Cime di Lavaredo e Monte Generoso in 1989, Terminillo in 1992) e Nairo Quintana (Val Martello e Cima Grappa in 2014, Blockhaus in 2017).
  • È la seconda volta che i corridori colombiani vincono quattro tappe nello stesso Giro, come nel 2014 con i successi di Nairo Quintana (due vittorie), Rigoberto Uran e Julian Arredondo.

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Tom Dumoulin (Team Sunweb)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Fernando Gaviria (Quick-Step Floors)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Omar Fraile (Team Dimension Data)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Bob Jungels (Quick-Step Floors)

Tom Dumoulin domina la cronometro e si colora di rosa

Tom Domoulin domina la cronometro e prende la Rosa

 

 

Era il giorno della cronometro al Giro d’Italia e il favorito dei bookmakers era Tom Domoulin e l’olandese non ha perso l’occasione di rispettare il pronostico, non solo, ha sfoderato una prova siderale con cui ha annientato gli avversari.

Il portacolori della Sunweb ha infatti concluso l’esercizio contro il tempo in 50’37”., il più vicino al suo tempo è stato Geraint Thomas (Team Sky)  49″ con subito dietro Bob Jungels (Quick Step Floors), lontano 56″. Buona la prova del nostro Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) partito così così ma  uscito alla distanza a 2’07 dal leader.

Tra gli altri uomini di classifica i divari diventano davvero ampi: Thibaut Pinot (FDJ) a 2’42”, Steven Kruijswijk (Team Lotto NL-Jumbo) a 2’43”, Tanel Kangert (Astana Pro Team) a 2’51”, la maglia rosa Nairo Quintana è quello che accusa il maggior distacco giungendo a ben 2’5.

Inutile dire che dalla cronometro ne esce una classifica rivoluzionata con Domoulin che va ad indossare la maglia di leader; l’olandese ha ora 2’23” di vantaggio su Quintana, 2’38” su Mollema, 2’40” su Pinot, 2’47” su Nibali, 3’56”.