Embolden E+1 e capi della linea Sumi by LIV

Embolden E+1 presentata da LIV

Embolden E+1 novità in casa LIV per le ragazze che desiderano performance e stile in abbinamento ai capi della linea Sumi

Embolden E+1 (fonte comunicato stampa)

Embolden E+1 (fonte comunicato stampa)

Embolden E+1 e Sumi Ispirare le donne a scoprire nuove possibilità attraverso il ciclismo è l’obiettivo dichiarato di Liv, che intende avvicinare più donne a questo mondo con prodotti dal forte appeal che esaltano il lato femminile delle due ruote. Liv infatti è il primo brand al mondo completamente dedicato alle sportive che amano sfidare se stesse. Una mission che parte dalla volontà di creare l’esperienza perfetta per le donne su una bicicletta disegnata specificamente per il corpo femminile, basandosi sulle linee guida delle “3F”, “Fit, Form, Function” ovvero fit perfetto, design curato e funzionalità senza compromessi. Embolden E+ 1 è la proposta di Liv per l’uso intenso in fuoristrada, trail e all-mountain, con il supporto della pedalata assistita: una bici in grado di assecondare la voglia di avventura di tutte quelle rider che cercano il massimo per percorrere i sentieri in totale sicurezza e con l’attitudine “corsaiola” giusta. Embolden E+ è una vera arma per scoprire nuovi livelli di divertimento.

PROGETTATA E TESTATA DA DONNE PER LE DONNE

Adatta a ogni terreno, progettata e testata da donne per le donne, la Embolden E+ 1 è la mtb biammortizzata elettrica da trail nata per affrontare agevolmente quei sentieri che non si è mai osato percorrere. Una eMTB che coniuga prestazioni elevate, comodità e sicurezza. Con design Liv 3F e la batteria obliqua perfettamente integrata sul telaio, la Embolden E+ 1 presenta una linea sinuosa e una colorazione che non passa inosservata. Geometrie moderne e componentistica al top completano un quadro esaltante per le rider che cercano una compagna affidabile per impegnativi giri all-mountain, parchi giochi perfetti per una bici dalla straordinaria versatilità. Il telaio in alluminio ALUXX SL disponibile in tre taglie (XS, S, M) è provvisto della collaudata sospensione Maestro da 120 millimetri di escursione, che fornisce una pedalata stabile ma reagisce anche molto bene ai terreni più accidentati e difficili sfruttando a fondo l’escursione. La sezione elettrica è composta da un motore Giant SyncDrive Sport alimentato da una batteria estraibile dal basso. Funzionalità che permette la realizzazione di telai ancora più snelli e slanciati. Equipaggiata, come tutti i modelli top gamma di Liv, da una componentistica di alto livello.

L’innovativo motore che spinge la Liv Embolden E+ 1 è il Giant Syncdrive Sport (su base Yamaha PW-X) equipaggiato con la batteria “Giant EnergyPak 500W” e centralina di controllo “RideControl One”. Non accontentandosi di fornire la gamma di bici elettriche con sistemi “terzi” standard, Giant ha scelto di sfruttare il suo immenso know-how ingegneristico progettando, in collaborazione con Yamaha, il motore da 250W. Capace di offrire fino al 350% di assistenza alla pedalata, la drive-unit di Giant assicura una pedalata rotonda, dolce e progressiva, che asseconda efficacemente gli sforzi delle biker anche sulle salite più sconnesse. Questo grazie alla tecnologia intelligente PedalPlus in cui 4 sensori di coppia permettono di misurare la forza che il rider sta esercitando sui pedali e di variare in automatico l’erogazione del motore. Con una coppia fino a 80 Nm, SyncDrive Sport può fornire una potenza elevata anche a basse velocità e risponde istantaneamente (500 millisecondi) quando viene applicata l’alimentazione ai pedali. Sul manubrio, il compatto comando “RideControl One” serve a selezionare le 5 modalità di assistenza e controllare la carica della batteria da 500 Wh. Inoltre, il sistema di carica Smart Charge a 6 Ampere permette di arrivare al 60% di autonomia in un’ora e mezza di carica: un grosso vantaggio per coloro che hanno bisogno di una carica extra durante i giri più lunghi, permettendo di massimizzare le pause. Infine, in un’ottica di massima personalizzazione, è possibile scaricare l’app “Giant E-bike”, che via Bluetooth permette di personalizzare il tuning del motore attraverso lo smartphone. Innovazione nell’innovazione.

Linea Sumi

 

Una linea Liv specificatamente pensata per la mtb, must-have per le avventure in fuoristrada, ispirata da una tecnica di pittura tradizionale cinese chiamata “sumi”: una tavolozza di colori che ricorda la foresta pluviale e che si anima con sfumature audaci ed vivaci.

LIV MODELLO SUMI 3/4 SLEEVE JERSEY
La maglia esotica high-tech Sumi, dotata di tessuto elastico traspirante TransTextura™ a rapida asciugatura, è dotata di inserti in rete posizionati sulle maniche che garantiscono una ventilazione ottimale. Il disegno “Relaxed Fit” è concepito per la massima protezione e il collo a V che garantisce un comfort ineguagliabile. Le numerose features includono anche una capiente tasca con cerniera facilmente accessibile e un panno per pulire gli occhiali da sole incorporato.

LIV MODELLO SUMI BAGGY SHORTS (LONG)
Con un design audace in stile off-road, i pantaloncini lunghi Liv Sumi offrono comodità e perfetta libertà di movimento per quei giri in cui occorre maggiore protezione per difenderti da rocce, rami o qualsiasi altra cosa che cerca di intralciare il divertimento in sella. Il Liv Relaxed Fit, dal taglio comodo, non intralcia la pedalata e il tessuto elastico traspirante TransTextura™ garantisce rapida asciugatura dell’umidità, oltre alle zone di ventilazione nella parte interna della coscia, che garantiscono un comfort perfetto. Tra le numerose caratteristiche che rendono questi pantaloncini un must-have anche le 3 tasche anteriori e posteriori e la cintura regolabile in vita.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Ortler Bike Marathon il 1° giugno a Glorenza in Alto Adige

Ortler Bike Marathon presentata la quinta edizione

Ortler Bike Marathon presentata la quinta edizione ospite d’onore Konny Looser gli iscritti salgono

Ortler Bike Marathon

Ortler Bike Marathon

Il Castello medievale di Coldrano, curata residenza nobiliare e centro culturale dell’Alto Adige occidentale, nel comune mercato di Laces in Val Venosta, ha ospitato la serata di presentazione della Ortler Bike Marathon, in programma il 1° giugno a Glorenza. La sfida di mountain bike fra le più amate del nord Italia – giunta a festeggiare la quinta edizione – si è così presentata in grande stile, in compagnia del biker svizzero Konny Looser quale ospite d’onore. Una serata ricca di spunti interessanti e con una sala gremita, che prevedeva anche la possibilità di iscriversi sfruttando le quote agevolate di 70 euro o 55 euro senza pacco gara. Ebbene la risposta è stata molto positiva e il comitato si è potuto concentrare sulle novità della quinta edizione, narrando nel dettaglio i meravigliosi percorsi di 90 km e 3000 metri di dislivello (marathon) e di 51 km e 1600 metri di dislivello (classic), fra altre interessanti attrattive come l’abbazia di Monte Maria, Castel Coira e gli spunti scenografici concessi dal passaggio nei pressi del campanile sommerso del Lago di Resia e al Lago di San Valentino. Senza dimenticare la tecnicità e la competitività insite nell’evento, fra salite imperiose e discese a perdifiato che ne fanno una prova impegnativa da affrontare quanto bella da vivere. Il tracciato ridotto permetterà invece – sempre con un discreto allenamento – di godersi la contesa con maggior tranquillità.

Konny Looser ha poi intrattenuto per circa un’ora gli appassionati di ruote grasse, narrando le avventure e disavventure capitategli in gara, come si allena un atleta professionista, come si nutre e si comporta durante le pause. Gli ospiti si sono poi immedesimati nella parte, facendo domande dettagliate e discutendo sulla mountain bike attuale e sul futuro della disciplina. La stagione è aperta e con essa gli allenamenti degli atleti, la Ortler Bike Marathon richiede infatti preparazione e, passo dopo passo, con lo sciogliersi della neve si potrà testare interamente il percorso. Iscrizioni ad 80 euro comprensive di borsone sportivo firmato Ortler Bike Marathon, oppure a 65 euro senza pacco gara, entro il 28 maggio (dopo il 24 pagamento possibile solo con carta di credito, il 31 maggio e il 1° giugno in loco con pagamento in contanti); un tuffo nel magico mondo delle ruote grasse e della Val Venosta, a circa due mesi dal ‘bang’.

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Banjaluka e Maser bene il Rudy MTB Team

Banjaluka e Maser  soddisfazioni per il Team Rudy

Banjaluka, al GP Banjaluka XCS2 soddisfazioni per Alex Da Canal e Federico Ceolin. A Maser bella prova di Giorgia Marchet

Banjaluka

Banjaluka

Banjaluka, al GP Banjaluka XCS2,  Alex Da Canal e Federico Ceolin, chiudono la loro prima gara a tappe piazzandosi rispettivamente 10^ e 11^ nella classifica generale, confermando il buon inizio di stagione e portando a casa così ottimi punti UCI in vista dei prossimi impegni. Una settimana che ha visto i nostri atleti battagliare per 5 giorni in diverse discipline della MTB, passando da un prologo veloce, ad un XCC, a un XCO e anche una XCM.

A Maser, dove si correva la seconda prova valida per la Veneto Cup XC, un’ottima Giorgia Marchet vince agevolmente la gara open. Un’ottimo allenamento per lei in vista dei prossimi appuntamenti importanti.
Ottima gara anche per Lorenzo Dal Piva che chiude, al suo primo anno nella categoria, 5° Elite.

Loris Mazzucco chiude la gara Junior in 8^ posizione, mentre il suo compagno di categoria Lorenzo Faoro, coinvolto in una caduta in partenza che gli ha fatto perdere molto tempo, si piazza 9°.

Il prossimo week end, vedrà il Team impegnato su più fronti: sabato 6 aprile all’XCO UCI C1 di Premantura (croazia) e domenica a Montecchio (VI) per la terza prova della Veneto Cup.

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Damiano Ferraro e Samuele Porro podio al Cape Epic

Damiano Ferraro e Samuele Porro conquistano il podio

Damiano Ferraro e Samuele Porro del Team Trek Selle San Marco conquistano il terzo gradino del podio finale, seconda volta nella storia

Damiano Ferraro e Samuele Porro sul podio (fonte comunicato stampa)

Damiano Ferraro e Samuele Porro sul podio (fonte comunicato stampa)

Damiano Ferraro e Samuele Porro conquistano il terzo gradino del podio finale, come già avevano fatto nel 2016. Otto giorni e oltre 600km di fatica, sofferenza, sfortuna e tante soddisfazioni: questa la Cape Epic 2019 per il Team Trek Selle San Marco.

Solo una coppia nella storia della MTB Italiana è riuscita finora a salire sul podio finale della Cape Epic, quella formata da Samuele Porro e Damiano Ferraro. Ci erano riusciti nel 2016 ed ora hanno fatto il bis in questo 2019, con un altro bellissimo bronzo assoluto.

Per loro sono stati 8 giorni davvero duri, hanno dovuto combattere contro gli avversari, contro il difficile percorso sudafricano e anche un po’ contro la sfortuna, quella sfortuna che ha invece colpito duro Michele Casagrande e Fabian Rabensteiner. Il Team2 avrà anche finito in anticipo la sua gara, ma hanno corso ogni tappa dando il 110% pronti ad aiutare i loro compagni di squadra e a dimostrare di essere tra l’elite mondiale delle corse a tappe in MTB.

I complimenti sono d’obbligo anche per un altro team quello formato da Marco, Dario, Luisiana, e Fabio. Loro sono il team che non avete visto pedalare, ma è quello che ha corso per far si che i ragazzi potessero pensare solo ad spingere forte sui pedali.

 Ora è solo tempo di festeggiare e riposarsi. Si rientra in Italia con un trofeo in più e la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per cercare di conquistare il gradino più alto… un giorno.

Michele Casagrande: La mia Cape-epic è stata negativa, la condizione era buona ma non siamo riusciti a cogliere un buon piazzamento nei primi giorni di gara, poi è arrivato anche l’infortunio alla spalla a fine quinta tappa! Fortunatamente per il team Damiano e Samuele hanno fatto una grande capeepic, così anche quest’anno portiamo a casa il risultato!

Damiano Ferraro: Volevamo provarci anche nell’ultima tappa, ma le gambe non erano quelle di ieri, siamo cosi stati nel gruppo coi Bulls e abbiamo amministrato il nostro terzo posto in generale senza rischiare nulla. Siamo molto contenti di questo terzo posto, molto importante per noi e per la squadra. Un ringraziamento va a tutti, tutti noi del team perché ce le siamo meritato.   

Fabian Rabensteiner: La nostra Cape Epic non é stata delle migliori, all’inizio non eravamo tanto sincronizzati: un giorno stava bene uno e l‘altro no, il giorno dopo il contrario. Sfortunatamente abbiamo trovato il sincrono solo alla quinta tappa, proprio quella in cui si è infortunato Michele.  Abbiamo perso l‘occasione di finire bene e di aiutare Samuele e Damiano. Sono riuscito ad arrivare fino alla fine con la maglia da outcast. Oggi ottime sensazioni nonostante bikers che partivano davanti a noi abbiano fatto un po’ di traffico e un paio di pit stop non abbiamo impiegato tanto più dei primi… questo mi da tanta fiducia per il continuo della stagione.

Samuele Porro: Molto contento del risultato. Vedere la foto del podio con me e Damiano di fianco a Nino e Avancini è qualcosa davvero di grandissimo. Io all’;inizio della Cape non pensavo di avere la forma giusta per fare questo risultato. Se guardiamo tutto possiamo dire di avere avuto un po’ più di sfortuna rispetto agli altri avversarti, quindi questo mi fa dire che eravamo davvero competitivi e che ogni giorno ci siamo presentati alla partenza concentrati e motivati. Un ringraziamento speciale va a tutto lo staff e i compagni di squadra.”

GRAN FINALE
11. Trek Selle San Marco 02:57:12.0 +4.04,7

Classifica FINALE
1. Scott-SRAM MTB-Racing  26:09:45.5
2. Cannondale Factory Racing 26:17:22.4 +7.36,9
3. Trek Selle San Marco 26:26:22.8 +16.37,3
4. BULLS Heroes 26:35:53.4 +26.07,9
5. SpecializedFoundationNAD 26:47:12.0 +37.26,5

FONTE COMUNICATO STAMPA

Crankworx Rotorua: su Red Bull TV inizia lo show della MTB

Crankworx Rotorua: MTB su Red Bull TV

Crankworx Rotorua: su Red Bull TV inizia lo show della mtb mondiale, in Nuova Zelanda la sfida tra i migliori Biker mondiali

Crankworx Rotorua (fonte comunicato stampa)

Crankworx Rotorua (fonte comunicato stampa)

Finalmente è tempo di grande mtb su Red Bull TvQuesta settimana i migliori biker del pianeta tornano a sfidarsi e a regalarci uno show mozzafiato, a partire dal Crankworx Rotorua. Il Crankworx World Tour, circuito globale di festival dedicati alla mountain bike, scatta da Rotorua, in Nuova Zelanda, a giugno farà tappa a Innsbruck, in Austria, per poi finire a Whistler, in Canada, alla fine dell’estate.
Il programma dal 19 al 24 marzo è fitto e accontenta tutti i gusti degli appassionati di fuoristrada. Martedì si inizia con il 100% Dual Slalom, format che vede scontrarsi testa a testa due rider lungo un paio di piste da slalom appositamente preparate. Il giorno successivo andrà in scena il Rotorua Air DH presented by Bosch e lo show per il pubblico è garantito dalla presenza al via dell’idolo di casa Sam Blenkinsop. Giovedì 21 marzo la schedule prevede il Mons Royale Speed & Style Rotorua, nel quale i freerider in gara non dovranno solo andare più forte dell’avversario, ma superarlo nel modo giusto. Martin Söderström farà del proprio meglio per difendere il titolo conquistato un anno fa, ma dovrà vedersela con Kaos Seagrave e altri talenti emergenti provenienti dal mondo Downhill.
Venerdì da non perdere il Crankworx Rotorua Downhill presented by The Professionals, prima sfida dell’anno tra i migliori professionisti della DH mondiale, tra cui spiccano l’iridato Loïc Bruni, Tracey e Mick Hannah, in vista della Mercedes-Benz UCI World Cup. A seguire il RockShox Rotorua Pump Track Challenge, che offrirà un’ultima possibilità di riscatto ai grandi nomi in gara. Tra i favoriti dobbiamo inserire un esperto di questo tipo di piste come Adrien Loron, che in carriera vanta ben 13 podi Crankworx.
Il primo grande evento slopestyle di MTB dell’anno si svolge sul percorso costruito dalla leggenda del freeride, Kelly ‘McGazza’ McGarry, che ci ha lasciato nel 2016. Ormai è tradizione all’inizio dell’anno fare un tributo al talento neozelandese scomparso a soli 33 anni con una competizione incandescente, come quelle che piacevano a lui. Il favorito della Maxxis Slopestyle in Memory of McGazza di sabato non può che essere Nicholi Rogatkin, ma siamo all’inizio dell’anno e qualche new entry sorprendente di certo non mancherà.
Domenica la gran chiusura è rappresentata dalla prima tappa della Enduro World Series 2019, ribattezzata Giant Toa Enduro presented by Camelbak. All’appello non mancherà il campione in carica Sam Hill, mentre tra le donne ha dovuto dare forfait Cecile Ravanel, dopo una brutta caduta in allenamento. La sua grande rivale Isabeau Courdurier sarà la donna da battere.
Il conto alla rovescia per le prime sfide dell’anno è iniziato. Non perderti neanche un secondo, da martedì sintonizzati su www.redbull.tv.

SGB Dryarn la carica dei mille

SGB Dryarn domenica il via

SGB Dryarn domenica 10 marzo  alle ore 9.00, a Medole al via la sfida per MTB su due percorsi

SGB Dryarn (fonte comunicato stampa)

SGB Dryarn (fonte comunicato stampa)

Alla Southgardabike Dryarn® (SGB Dryarn) arriva la carica dei mille! Quando mancano 5 giorni al via – domenica 10 marzo  alle ore 9.00, a Medole (MN) – il comitato organizzatore dell’ASD Pedale Medolese ha registrato con soddisfazione il superamento di quota mille iscritti!

Un successo che arriva già prima del via, dunque, per una gara che in questi 13 anni di storia è riuscita a diventare tappa fissa nel calendario degli appassionati. Merito del doppio percorso (un Marathon di 60 km e un Middle di 30 km) e delle non eccessive difficoltà dello stesso, leggermente rinnovato e sempre più sicuro, disegnato all’interno dei confini del parco delle Colline Moreniche del Garda.

In ogni caso, non mancherà lo spettacolo a Medole il prossimo weekend, garantito dalla nobiltà delle ruote grasse iscritta alla gara, la cui regina sarà la a due volte campionessa olimpica Paola Pezzo, madrina 2019 della Southgardabike Dryarn®, che partirà in prima linea combattiva come sempre a fianco di altri mille atleti.

Siamo sicuri che ai nastri di partenza della SGB Dryarn® quest’anno l’adrenalina sarà veramente alta, perché ad aggiungere pepe a questa edizione 2019 ci sarà la sfida per la conquista della maglia di Campione Regione Lombardia – Marathon.

Un’interessante sfida per il successo di giornata, al quale si aggiunge quello della classifica dei circuito Trek ZeroWind e della Coppa Lombardia MTB, per i quali la Southgardabike Dryarn®  è la prima prova.

Questo per quanto riguarda la gara del 10 marzo, con partenza del percorso Marathon alle 9.00, seguita da quella del Middle alle 9.25.

L’evento formato famiglia proposto dall’ASD Pedale Medolese, però, esordirà già nella giornata di sabato, quando toccherà ai mini-bikers della Baby Bike, impegnati nel pomeriggio (con partenza alle ore 16.00) con Paola Pezzo a fare da apripista e da spalla allo speaker Fabio Balbi, dopo il classico taglio del nastro.

Il tempo stringe quindi, AFFRETTATEVI! CLICCATE QUI e ISCRIVETEVI ora sul portale Winning Time! ⇒ Iscrizioni SGB Dryarn®  

Per tutte le informazioni sulle iniziative firmate Southgardabike Dryarn® potete visitare il nostro sito web oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook ufficiale mettendo il like a Southgardabike.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Energy Marathon MG.K.Vis, battuto il record di partecipanti

Energy Marathon MG.K.Vis, gran successo

Energy Marathon MG.K.Vis, conclusa l’edizione numero quattro della manifestazione, record di partecipanti ed evento perfettamente riuscito

Energy Marathon MG.K.Vis

Energy Marathon MG.K.Vis

979 è il numero esatto di atleti iscritti alla edizione 2019 della Energy Marathon Mg.K.Vis, svoltasi domenica 3 Marzo a Carpenedolo (BS). Un record numerico che premia gli sforzi di chi in questi mesi ha dedicato parecchie ore all’organizzazione della manifestazione.

La gara era valida come tappa di apertura di tre importanti circuiti: Easy Cup MTB, Brixia Adventure MTB e River Marathon MTB, l’inizio di un incrocio di classifiche che certamente ha favorito una così alta partecipazione.

Tre sono gli ingredienti principali che hanno dato vita a questa manifestazione: i tanti bikers, un’ottima organizzazione ed un gran bella giornata di sole; un mix vincente, fondamentale per l’esito positivo della giornata.

Il coordinatore Matteo Pedrazzani ci tiene a sottolineare alcuni aspetti:

“…si, per noi è stato un successo, ma dietro c’è un lavoro immenso. Quest’anno la logistica nuova ha creato non poche difficoltà burocratiche, ma la disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Carpenedolo, che non smetterò mai di ringraziare, ha permesso che tutto andasse per il meglio. Dopo tre anni di tensostruttura gli atleti erano abituati a certe dinamiche, non tutti si sono informati sul web ed ho trovato bikers sorpresi del cambiamento. La nuova area logistica credo che possa migliorare l’accoglienza di tutti gli atleti, certo nel primo anno ci sono state alcune imperfezioni di gioventù, ma siamo certi che sia la strada giusta”.

Lo staff che organizza l’evento “il direttivo Adventure Team” ha come obiettivo migliorare ogni volta l’organizzazione attraverso servizi sempre più efficienti; la custodia bici numerata, il buono caffè, la cerimonia di premiazioni (puntuale, veloce ed allegra), il pasta party, sono stati la dimostrazione di una organizzazione attenta e preparata.

Conclude Matteo Pedrazzani:

“Non posso esimermi dal ringraziare chi ha voluto credere nel nostro lavoro: in primis il main sponsor MG.K.Vis, la famiglia Pizzoni della Pool Pharma ci hanno dato la possibilità di realizzare un pacco gara importante per quantità e qualità, senza dimenticare il gradito omaggio per il pubblico femminile. Un grazie alla famiglia Magri per la qualità dei premi messi a disposizione da Yokohama che proprio a Carpenedolo è presente con la sede Italiana. Un grazie per la Lucaffè, non è da tutti offrire un buon caffè a 1000 persone. Un grazie al caseificio Dalla Bona per averci aiutati con del formaggio molto buono. Un grazie al brand UYN, per aver arricchito il pacco gara. Ringrazio FSA, Vision e Prologo, per averci fornito gadget e premi di prima qualità.

Concludo ringraziando tutte le persone che hanno dato disponibilità in qualsiasi forma e misura, non le voglio citare tutte perchè tra singoli e associazioni sarebbero troppi con un alto rischio di dimenticarmi di qualcuno. Ora il nostro sguardo è già rivolto al futuro, segnando in calendario la data del 1 Marzo 2020”.

Classifiche, foto e video sul sito www.energymarathon.it

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Scorpion la linea di gomme Pirelli per MTB

Scorpion MTB le nuove gomme per MTB di Pirelli

Scorpion MTB di Pirelli sovvertono i paradigmi attuali offrendo una gomma performante per ogni singola consistenza di terreno

Scorpion MTB,

Scorpion MTB,

Pirelli allarga la sua presenza anche al mondo offroad e presenta Scorpion MTB, la sua prima linea di gomme dedicata alle mountain bike. Concetto caratterizzante della nuova linea di prodotto Pirelli è la proposta di una gamma di modelli disegnata rispetto alla varietà di terreni, in base alla loro consistenza, dal compatto al cedevole.

Facilmente comprensibile e sviluppata per ogni specifica esigenza, la linea Scorpion MTB è accompagnata da un’ingegnerizzazione dedicata per ogni singola misura e versione. Scorpion MTB offre ad ogni consumatore la gomma più adatta al suo riding abituale: di terreno, di stile, di ruota. Il risultato è una linea di pneumatici che garantisce prestazioni ai massimi livelli in ognuna delle misure o versioni scelte, a prescindere dalle condizioni climatiche. La gomma offroad di Pirelli si chiama, non a caso, Scorpion MTB (trademark dell’azienda).

Come già fu per le PZero Velo,  gli pneumatici da strada che hanno visto il ritorno di Pirelli nella bici, anche per i copertoni mtb si è voluto scegliere un nome di significato. Le Scorpion, infatti, sono le storiche gomme motocross della P lunga, con cui l’azienda ha riportato oltre 70 titoli mondiali MX. Come tutte le gomme da bici di Pirelli, anche la nuova gamma di pneumatici MTB è stata sviluppata nel centro dell’innovazione Pirelli, i laboratori R&D di Milano Bicocca: il principale tra gli 11 centri di ricerca Pirelli nel mondo, che con oltre 1000 ricercatori dedicati, destina ogni anno circa 200Mil di euro per lo sviluppo e l’innovazione dei suoi pneumatici.

. La mescola SmartGRIP Compound, cuore dei nuovi pneumatici, è stata prodotta negli stabilimenti Racing della P lunga, dove avviene anche l’ingegnerizzazione delle mescole delle note gomme di F1. Per la parte di prove, sviluppo prototipi e test, l’azienda si è affidata al suo collaudato reparto di Field Testing in Sicilia, già determinante valore aggiunto in più di 35 anni in campo Moto. Otto tester dedicati hanno svolto oltre 450 prove su diverse superfici e 40 data recording session, effettuando rilevamenti, misurazioni e montaggi su più di 800 prototipi e 7 diverse misure di cerchio. Il Pirelli Testing Department ha effettuato oltre 30.000km e 95.000m di dislivello totale, stressando le nuove Scorpion MTB su ogni tipo di terreno e in diverse condizioni atmosferiche. Gomme per ogni uso e clima All Terrain Bike: nasceva con questo nome la bici da montagna.

Nel tempo, il concetto di “tutto terreno” si è spostato a favore di una decisa classificazione della tipologia di bici. Da XC, da Enduro, da Trail: ogni mezzo negli anni ha richiesto sempre più specifici prodotti e specializzazione, anche in ambito di gomme. Oggi, attenzione e tendenza tornano alle origini: la semplificazione. Le bici attuali sono sempre più capaci ed efficienti, sia in salita sia in discesa, rendendo obsolete le classificazioni tradizionali e spostando l’attenzione sullo stile di guida del rider e non più sul mezzo che utilizza. Anche Pirelli, coerentemente col suo consumer centric approach, si è focalizzata sul modo di andare in bici e sui terreni differenti, non sul mezzo meccanico. Pirelli è partita da qui per creare una linea di gomme che fosse adatta per il terreno su cui principalmente si usa la propria MTB. La gamma doveva essere comprensibile, chiara, semplice: dove la semplicità, come spesso accade quando si raggiunge l’essenza, racchiude in sé grande complessità di sviluppo e altissima tecnologia.

La gamma Pirelli dedicata alle MTB si compone di quattro modelli, definiti da un nome che è auto-esplicativo e da un codice colore, che ne identifica immediatamente il terreno per cui sono progettate.

• Le Scorpion H (Hard Terrain – rosso) sono dedicate ai terreni duri, i fondi compatti e con rocce ferme.
• Le Scorpion M (Mixed Terrain – giallo) sono ideali sui terreni misti, dove i cambi possono anche essere imprevedibili o repentini, dall’hard-pack alla sabbia, ai sassi, alle radici.
• Le Scorpion S (Soft Terrain – azzurro) danno il meglio sui fondi cedevoli e morbidi.
• Le Scorpion R (Rear Specific – verde) offrono maggior trazione alla ruota posteriore e sono anch’essi dedicati a fondi misti.

SmartGRIP Compound: tenuta su asciutto e bagnato senza perdere performance Il cuore della tecnologia delle gomme Pirelli da MTB è l’innovativo SmartGRIP Compound. Grazie a questa mescola specifica, la variabile “meteo” non incide sulla performance dei nuovi pneumatici, che sono stati progettati per offrire aderenza e maneggevolezza con qualsiasi condizione atmosferica. Come già fu per la SmartNET™ Silica, che risolveva il compromesso tra resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato delle PZero Velo da strada, così è per lo SmartGRIP Compound, che nelle Scorpion MTB chiude il gap tra resistenza alla lacerazione e aderenza su superfici bagnate. Nell’applicazione offroad, infatti, i tasselli del profilo di una gomma sono sollecitati meccanicamente in modo molto più elevato rispetto a quelli di qualsiasi pneumatico da strada. Le proprietà di grip, dunque, devono essere garantite sempre, senza compromettere la resistenza alla lacerazione della gomma.

Forte di un’incomparabile expertise acquisita nella formulazione delle mescole in oltre 110 anni di storia sportiva ai massimi livelli, Pirelli ha risolto questo punto critico con il nuovo SmartGRIP Compound. Al contempo, ha anche ingegnerizzato le proprietà della mescola, dalle statiche (durezza e carico a rottura) alle dinamiche (smorzamento e rigidezza dinamica), per ogni modello e misura.

Nasce così il primo “Tailored Development” nel campo degli pneumatici da bicicletta. Ogni misura ha il suo sviluppo dedicato La grande esperienza acquisita da Pirelli in anni di presenza nel motocross è stata messa a frutto, in particolare, nella definizione dei disegni battistrada della gamma Scorpion MTB: forma e altezza dei tasselli, distanza, cross-link e angoli sono stati studiati per la massima efficienza di impronta sugli specifici fondi su cui si pedala.

Nel disegnare le nuove gomme in base alla consistenza dei terreni, gli ingegneri della P lunga dovevano anche tenere conto di molte altre variabili: dallo stile di guida del rider ai più recenti sviluppi in termini di profili e misure dei cerchi.

Per questo, nelle nuove Scorpion MTB la tecnologia di costruzione non è la stessa per tutte le misure di gomma: ogni misura beneficia di uno sviluppo dedicato. La combinazione e l’interazione di strutture, rinforzi, proprietà statiche e dinamiche della mescola, misure e differenti disegni per i vari terreni, è stata per Pirelli un’area tecnica di innovazione, in termini di approccio allo sviluppo prodotto.

Come da DNA Pirelli, che sviluppa tutti i suoi prodotti mettendo al centro le esigenze specifiche del consumatore, la gamma Scorpion MTB permette al rider di scegliere liberamente la misura che più si addice al proprio stile di guida, senza temere compromessi sulle performance. I primi prodotti della gamma Scorpion MTB di Pirelli arriveranno sui mercati di EMEA, NAFTA & APAC a partire da marzo 2019.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Südtirol Dolomiti Superbike verso quota 3000

Südtirol Dolomiti Superbike numeri in crescita

Südtirol Dolomiti Superbike Ottimi numeri per la manifestazione a diversi mesi dal via, previsti due percorsi da 113 e 60 km

Südtirol Dolomiti Superbike (fonte comunicato stampa)

Südtirol Dolomiti Superbike (fonte comunicato stampa)

Mancano ancora diversi mesi alla 25.a edizione della Südtirol Dolomiti Superbike, ma l’affezione dei bikers non si ferma, ‘travolgendo’ il comitato organizzatore altoatesino con copiose iscrizioni, ne mancano infatti solo un centinaio per raggiungere quota 3.000. Il 13 luglio a Villabassa in Val Pusteria la crème de la crème delle ruote grasse si radunerà e scenderà in campo assieme a un gran numero di appassionati che non mancano mai al prestigioso appuntamento. La Südtirol Dolomiti Superbike è una delle manifestazioni di MTB più partecipate al mondo, regalando due percorsi impegnativi ma unici nel loro genere, di 113 km e 3.357 metri di dislivello, e di 60 km con un dislivello di 1.785 metri. Le quote di partecipazione sono stabili alla tariffa di 80 euro, ma sino al raggiungimento del partecipante numero 4.000.

La Südtirol Dolomiti Superbike passa da cinque paesi dell’Alta Pusteria, con le associazioni del territorio a sostenere la propria ‘beneamata’, allestendo tracciati magnifici lungo sentieri di montagna, sempre tenendo sotto controllo l’aspetto sicurezza, fondamentale per l’incolumità dei concorrenti e per mantenere un’immagine seria ed efficiente della competizione. Senza dimenticare i volontari che presidiano il lungo serpentone di gara, dove è fondamentale la presenza di parecchio personale.

La chiave del successo del comitato presieduto da Kurt Ploner sta nel mettere sullo stesso piano l’amatore e il professionista, garantendo ad ogni biker i servizi necessari allo svolgimento della propria performance.

A coronare il tutto, i primi 15 della categoria maschile (overall) e le prime 10 della categorie femminile (overall) avranno diritto a succosi premi indipendentemente dalla distanza; mentre ad aggiungere pepe alla contesa ci sarà anche il premio ‘Sprint’, senza dimenticare i piccoli bikers impegnati nello Junior Trophy per provare la tensione della partenza e l’ebbrezza di sentirsi grandi.

Mike Wilk restauratore di Mountain bike

Mike Wilk e la storia della bici di Juli Furtado

Mike Wilk l’incredibile storia di un restauratore di MTB che ha ricostruito la mitica Yeti usata da Juli Furtado durante i primi mondiali UCI

Mike Wilk (https://durangoherald.com)

Mike Wilk (durangoherald.com)

Mile Wilk il “refurbisher” di Mountain bike d’epoca (foto tratta da https://durangoherald.com), modelli che la maggior parte delle persone ha dimenticato o “si vergogna” a tirar fuori dal fondo del proprio garage.

Quando la MTB era agli albori della sua storia uscirono tanti modelli dalle forme e spesso dai colori improponibili rivisti con gli occhi di oggi.

Per Wilk l’era d’oro della mountain bike e della tecnologia per mountain bike è stato il periodo di tempo compreso tra il 1985 e il 1995. Anni di sperimentazione e innovazione che hanno portato le MTB a essere quello che sono oggi anche nella loro evoluzione di E-MTB. Ecco che per Mike restaurare vecchie Mountain Bike non è diventata solo un’attività professionale ma un percorso catartico di riscoperta della gioventù passata:

“Mi assicuro che ogni modello sia esattamente come quello che volevo quando avevo dodici anni, ma non avevo i soldi per comprarlo. Se parli con qualcuno che ripristina vecchie bici o raccoglie vecchie biciclette, il 95% di loro ti dice che è esattamente il motivo per cui lo fai: perché vogliono le biciclette che non potevano avere da bambini”

Verso la metà degli anni ’80 il mondo delle mountain bike era tutto da creare e, di conseguenza, in continuo fermento. In assenza di regole (come invece esistevano per le bici da corsa) gli ingegneri hanno sperimentato tutto il possibile per rendere le bici più veloci da fuoristrada con una conseguente rapidissima evoluzione dei modelli. Ogni mese usciva un modello nuovo, un aggiustamento e una novità impensabile.

Wilk stima di aver restaurato circa 30 MTB d’epoca. Attualmente ne possiede 20 biciclette di cui 10 di sono più vecchie del giovane talento del Team Sky Egan Bernal.

Alcune delle sue opere sono conservate presso The Pros Closet, rivenditore di biciclette e museo a Boulder, in Colorado, ma il garage di Wilk potrebbe tranquillamente rappresentare “l’evoluzione della MTB”.

Mike Wilk: come rinasce una MTB?

Wilk è cresciuto a Bennington, nel New Hampshire, a circa un’ora e mezza a nord di Boston. Da bambino, il modo più rapido per spostarsi in città era andare in bicicletta attraverso i boschi. Agli inizi del 1992, Wilk si è imbattuto in una gara di mountain bike, in quegli anni Durango stava vivendo un vortice di attenzione da parte dei media di mountain bike. Tanti biker vivevano li tra cui Ned Overend e Myles Rockwell, ciclisti che hanno messo Durango sulla mappa come la città delle mountain bike.

Wilk è stato frequentato il Fort Lewis College, dove ha corso nella squadra ciclistica del college dal 1998 al 2002. Ha preso parte ai campionati del mondo di mountain bike nella categoria under 23 della nazionale statunitense nel 2001. Ma nella primavera del 2002, durante i campionati nazionali collegiali, Wilk è caduto, si è rotto la clavicola e non ha potuto competere per la vittoria andata a Darby Thomas.

Quell’estate fu dura per Wilk perché segnò la fine della sua carriera professionale ma non il suo amore per le MTB.

Nel 2006 completò il suo primo restauro di una vecchia mountain bike Pro-Flex degli anni ’90 di proprietà dell’amico del college Tom Danielson, un ex ciclista professionista travolto dagli scandali per l’uso di doping.

La bicicletta ricostruita non fu il massimo in termini di resa ma accese in Mike la luce del restauro.

Il processo creativo di Wilk inizia con il desiderio di una bicicletta particolare, un modello nascosto nella sua memoria o scovato su una vecchia rivista. Prima dell’avvento dei social media, l’unico modo per trovare modelli di MTB da recuperare era girare nelle discariche, per rigattieri o cercare su eBay.

Se si controllano le classifiche di Strava, si scopre che per molti sentieri nei pressi di Durango, Wilk è ancora il più veloce tra i biker. Per molti, andare in bicicletta serve da evasione dal mondo reale mentre Wilk trova il suo equilibrio nel restauro, nel ridare vita a quelle vecchie strutture in acciaio e sospensioni oleose.

“È una tale disconnessione da tutti gli stress della vita tornare indietro e ripristinare queste vecchie bici che non potrei più smettere. Amo la mia vita, ma allo stesso tempo poter tornare indietro a quando le cose erano molto più semplici ha un potere rigenerante per lo spirito”.

Mike Wilk: e la Yeti di Juli Furtado

Uno dei restauri di cui Wilk è più orgoglioso è una Yeti FRO guidata da Juliana “Juli” Furtado vera leggenda della mountain bike vincitrice dei Campionati del mondo di mountain bike UCI 1990 al Purgatory Resort, una piccola area sciistica nei pressi di Durango, in Colorado.

Ai mondiali Juli corse con una Yeti C-26, che aWilk ha restaurato. Ma fino a quel momento, la sua bicicletta era una Yeti FRO d’acciaio costruita da Chris Herting.

Wilk sapeva che questa storica e rarissima moto era da qualche parte nel mondo fino a quando non venne a conoscenza di un negozio di biciclette ne possedeva una. Quando il titolare del negozio gli inviò alcune foto della MTB, Wilk fu incredulo nel vedere ciò che era impresso nel movimento centrale: “JF”.

Non molte persone avrebbero saputo interpretare quelle lettere, lo stesso negoziante non ne aveva capito il significato. Quelle due lettere erano le iniziali di Juli Furtado: quella era la sua bicicletta da gara!

Wilk dopo una lunga trattativa si recò a Moab, città nel deserto dello Utah meridionale, e si incontrò col negoziante in un parcheggio di un motel. Wilk ora aveva il telaio dei suoi sogni ma, per ricostruire la bici originale. bisognava ritrovare i primissimi componenti per mountain bike realizzati dal produttore italiano Campagnolo.

Ecco che Wilk non si dà per vinto, inizia a scrivere a centinaia di negozi di biciclette italiani e si dedica alla ricerca su eBay. C’è voluto tempo e pazienza ma la Yeti è stata ricostruita!