Ciclismo Lento: l’elogio della non velocità

Ciclismo Lento, chi l’ha detto che se non hai il record su Strava sei uno sfigato?

Ciclismo Lento

Ciclismo Lento

Ciclismo Lento, un nuovo modo per approcciarsi alle due ruote, un modo più rilassato meno da ciclista teso a stabilire il nuovo record di velocità media nell’uscita della domenica e più volto al rilassamento mentale grazie al ciclismo. Intendiamoci, nessuno vuole sminuire chi in sella alla sua bici percorre chilometri e chilometri con medie degne di un professionista ma questo articolo, in un sito che tratta di gare, vuole rappresentare una voce un po’ diversa.

Il Ciclismo Lento è un concetto che si lega alla felicità di girare liberamente in bicicletta, nel godersi un panorama, un tramonto più che gettare l’occhio sul contachilometri. Questo modo di andare in bicicletta si avvicina al cicloturismo, all’unione tra una bella pedalata e magari una sana mangiata.

Abbiamo la fortuna di vivere in paese che in ogni angolo può riservare una sorpresa, sia essa un edificio storico o uno scorcio naturalistico.

E allora perché non provare col Ciclismo Lento, anche nell’idea di far diventare questo paese un po’ più a misura d’uomo e, perché no, di ciclista? Spostarsi in bicicletta partendo da casa o caricando il proprio mezzo su un treno può consentirci di andare a vedere luoghi a noi non noti, può permetterci di scoprire una fetta di Italia meno nota. Il Ciclismo Lento è un modo per convincere la fidanzata più pigra a uscire in bici con noi o l’amico sportivo da divano ad inforcare un MTB o una bicicletta da strada.

Chi l’ha detto che conta solo il contachilometri? Forse conta di più l’emozione che un’uscita in bicicletta può lasciarci.

Mara Fumagalli operata alla spalla

Mara Fumagalli: ecco come è andata l’operazione della biker

Mara Fumagalli

Mara Fugamalli

Mara Fumagalli è stata ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico programmato alla spalla, conseguenza della sua caduta di fine agosto durante la gara di Coppa del Mondo XCO della Val di Sole.

 

La sfortunata atleta del Team Polimedical-FRM sicuramente vorrà dimenticare in fretta la stagione 2017 segnata, oltre che dalla succitata caduta, anche dal clamoroso errore di un medico che le è costato il mondiale Marathon.

Parlavamo di errore clamoroso in quanto la sera prima della gara un medico nella nazionale ha trattato Mara Fumagalli con un cerotto spray contenente principi attivi dopanti. Accortasi dell’errore materiale del medico, la federazione ha deciso di non far prendere il via alla gara alla biker nativa di Garbagnate Monastero. Una vera beffa per Mara Fumagalli che puntava molto sulla gara di Singen in Germania.

Tornando all’intervento il chirurgo ortopedico di fiducia del Team Polimedical-FRM ha diramato il seguente comunicato: “Ho ricostruito il cercine posteriore e ritensionato tutta la capsula posteriore. Intra-operatoriamente risultato ottimo sulla stabilità. Sono soddisfatto”.

Ora la forte Mara, dopo il doveroso periodo di riposo sarà nelle mani del fisioterapita Emiliano Carro che si occuperà della parte rieducativa dell’arto e del recupero del tono muscolare.

Napoli: polizia in Mountain Bike

Napoli la polizia si sposta in Mountain Bike!

Napoli

Napoli, le MTB in dotazione alla Polizia

Napoli, lo avevano fortemente chiesto ed ora sono stati accontentati, alcuni agenti del commissariato di Polizia del quartiere Vomero, appassionati di ciclismo, hanno ottenuto delle fiammanti biciclette (delle Mountain Bike) su cui esercitare il proprio servizio.

L’idea era nata tre anni fa per cercare di rendere il movimento degli agenti più snello nel caotico traffico partenopeo e nel fitto reticolo di vie del capoluogo campano che presta non poche isole pedonali difficili da coprire con auto e motociclette. L’edizione dell’Expo 2015 di Milano era stata poi un progetto pilota per un servizio di Polizia in bicicletta.
Il Ministero dell’Interno, avendo approvato questo progetto dall’estate di quest’anno,  ha disposto l’adeguata assicurazione per le MTB che sono diventate operative in questo mese di ottobre. L’iniziativa sicuramente valida e certamente di impatto ecologico è stata molto apprezzata non solo dagli agenti ma anche dalla cittadinanza di Napoli

 

Gerhard Kerschbaumer firma con Torpado Gabogas

Gerhard Kerschbaumer prolunga il contatto con il team di Bettin

Gerhard Kerschbaumer

La firma di Gerhard Kerschbaumer

Gerhard Kerschbaumer biker italiano, specializzato nel cross-country già campione del mondo tra gli under-23 nel 2013 ha firmato il prolungamento del contatto che lo lega alla  Torpado Gabogas UCI MTB Team, la formazione di Coppa del Mondo XCO gestita da Mauro Bettin con cui ha iniziato a correre da questa stagione agonistica.

Nel Torpado Gabogas, il giovane altoatesino, che al suo attivo vanta una carriera ricca di successi tra cui due titoli di Campione del Mondo, un titolo di Campione Europeo e tre Campionati Italiani, coprirà il ruolo di capitano del team.

“Fin dall’inizio di questa stagione sia con Bettin ma con tutto lo staff della Torpado mi sono trovato veramente alla grande. Mi sono stati lasciati i miei spazio senza avere pressione o fiato sul collo per l’ottenimento di particolare risultati. Devo anzi dire che Mauro mi ha spesso aiutato dandomi ottimi suggerimenti degni di un vero campione. Quando mi è stata proposta la proroga del contratto non ci ho pensato su due volte, del resto, come si suol dire, squadra che vince non si cambia. Spero di potermi togliere grandi soddisfazioni e di onorare al meglio la maglia del mio team” ha dichiarato Gerhard Kerschbaumer.

 

 

 

Rebecca Gariboldi intervista per Ciclonews

Rebecca Gariboldi intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Rebecca Gariboldi giovanissima atleta del Team Isolmant Specialized già Campionessa Italiana di ciclocross ci racconta, in questa intervista, la sua passione per le due ruote.

Rebecca Gariboldi

Rebecca Gariboldi

Ciao Rebecca, anzitutto grazie per aver accettato con entusiasmo la nostra intervista

Ciao ragazzi, grazie a voi per questa opportunità, è un piacere fare due chiacchiere con voi.

Ci racconti com’è nata la passione per la bici?

Ero in prima elementare quando un giorno dopo scuola, un’amica di mia mamma ci ha informato che la società Lissone Mtb organizzava delle lezioni di mountainbike e ci invitava a fare una prova. Siamo andate a provare, ricordo l’incredibile emozione che ho provato e da quel sabato pomeriggio non ho più smesso con le due ruote.

Come mai hai scelto mtb/ciclocross?

Diciamo che da quando ho iniziato mi sono letteralmente innamorata della bici in generale, indipendentemente dalle gare ho sempre amato andare in bicicletta. La mia preferenza è, però,  sempre ricaduta sulle discipline del fuoristrada, Mountain Bike all’inizio e di conseguenza il ciclocross nella stagione invernale. Devo dire che, comunque, durante la settimana mi alleno spesso con la bici da corsa per tenermi in forma e posso dire che mi piace molto.

Il ciclismo è uno sport di fatica, quali valori ti ha trasmesso e perché lo suggeriresti ad una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo ha sicuramente formato parte del mio carattere. Mi ha insegnato a non mollare mai davanti alle difficoltà e lottare con la giusta grinta per raggiungere i miei traguardi, quello che serve anche nella vita quotidiana. Lo suggerirei ad una ragazza che vuole iniziare perché è molto divertente, ti dà la possibilità di visitare posti nuovi e conoscere nuove persone.

C’è una corsa che Rebecca Gariboldi ricorda con più piacere?

Sicuramente una gara che ricordo con emozione é quella in cui mi sono laureata campionessa italiana categoria Junior a Vittorio Veneto nel 2013. Ma anche le prime gare della stagione di ciclocross appena iniziata mi stanno regalando soddisfazioni incredibili, iniziare con dei podi in gare internazionali all’estero è una bella partenza, sono davvero contenta ma spero sicuramente di poter ulteriormente migliorare.

Hai vestito la maglia di campionessa italiana e la maglia della nazionale, cosa si prova a difendere quei colori?

Si ho avuto la fortuna di vincere il Campionato Italiano Juniores e di essere convocata per la nostra nazionale, è una soddisfazione  enorme, uno di quei traguardi che tutti vorrebbero prima o poi raggiungere quando si inizia a correre. E’ il classico sogno di ogni bambino o bambina che fa sport quello di diventare campione Italiano o difendere i colori azzurri. Si provano tantissime emozioni ma c’è anche il rovescio della medaglia che è la tanta pressione che quei colori mettono addosso ma francamente credo che la grinta che ti danno può portare ogni atleta a rendere oltre il proprio limite.

Hai qualche ciclista a cui ti ispiri?

Ci sono tante cicliste donne che mi piacciono, sia per come corrono quindi per la grinta e la determinazione che ci mettono ma anche per il loro saper essere donne e attente all’immagine. Il ciclismo è uno sport duro, ci vuole grinta e, in particolare nella MTB o nel ciclocross ci si sporcano le mani… e non solo. Se non ami il fango meglio non cimentarsi con questo sport.

Segui altri sport?

Mia sorella gioca a basket, quindi seguo ogni tanto le sue partite e vado a vedere qualche partita di serie A, la pallacanestro mi diverte molto è uno sport veloce e assolutamente divertente. In TV seguo tutte le prove della Moto GP è uno sport adrenalinico, mi piace molto guardarlo e spero un giorno di avere l’occasione per seguire una gara dal vivo.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Premetto che di tempo libero ne ho ben poco frequentando il terzo anno della facoltà di marketing all’Università Bicocca di Milano. Diciamo comunque che appena ho del tempo libero mi dedico alle uscite con gli amici, stare con il mio ragazzo, cenare fuori (adoro mangiare), cucinare dolci e fare shopping. Insomma cose normali che credo ogni ragazza della mia età adora fare.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Rebecca Gariboldi?

In questo momento mi sto completamente concentrando sulla stagione di ciclocross in corso, essendo l’ultimo anno da u23 voglio dare il massimo e togliermi il maggior numero di soddisfazioni possibili in questa categoria. Il calendario prevede importanti competizioni in Svizzera e altre gare di carattere internazionale che si svolgeranno in Italia e poi, naturalmente, sono già focalizzata sul Campionato Italiano del prossimo mese di gennaio.

 

Mathieu van der Poel obiettivo Tokio 2020

Mathieu van der Poel  punta sulla MTB per Tokio 2020

Mathieu van der Poel

Mathieu van der Poel

Mathieu van der Poel , fresco di vittoria a Waterloo, in una recente intervista alla televisione pubblica oladese NOS ha dichiarato di voler puntare alla partecipazione ai prossimi giochi di Tokio 2020.   Il ventiduenne figlio d’arte  ha dominato nelle prime due tappe della Coppa del Mondo ciclocross oltre ad aver ottenuto vittorie nelle corse in strada (Boucles de la Mayenne, Dwars door het Hageland e una tappa al Giro del Belgio).

“Purtroppo il ciclocross non è una disciplina olimpica e quindi devo concentrare i miei sforzi sulle gare di Mountain Bike di Tokyo 2020. Nelle prove di Coppa del Mondo di specialità ho ben figurato, pur non avendo preparato le gare in modo specifico, ho quindi la speranza di poter aumentare la mia competitività” ha dichiarato il portacolori della Beobank-Corendon che ha ottenuto un secondo posto, dietro l’imbattibile Nino Schurter, nella tappa di Albstadt della Coppa del Mondo di Mountain Bike 2017.

Circa il suo impegno full time nelle gare su strada Van der Poel ha dichiarato di voler rimandare il salto, appunto, a dopo le olimpiadi nipponiche “Dopo Tokio avrò solo 25 anni, ho tutto il tempo per costruirmi una carriera anche su strada per dieci anni, non c’è fretta, prima voglio gustarmi il sogno olimpico”.

 

Gaia Ravaioli vince il mondiale di Wembo

Gaia Ravaioli

Gaia Ravaioli ha scritto una pagina importante nella storia della  mountain bike italiana conquistando il primo titolo Elite Wembo di sempre. Con 32 giri, 320 km e oltre 24 ore in sella, ha staccato la campionessa uscente, l’australiana Liz Smith, di 16 minuti, e la terza classificata, la polacca Iwona Szmyd, di un giro.

Partita coi galloni di “outsider”, la ligure, ha sorpreso tutti partendo fin da subito velocissima tanto che in molti si chiedevano per quanto avrebbe retto quel ritmo indiavolato. Gaia invece ha fatto una corsa incredibile senza mai mollare, mantenendo la testa dal primo all’ultimo giro accumulando un distacco che ha superato anche l’ora e che l’ha portata addirittura ad amministrare il vantaggio sulla diretta inseguitrice

Ottimi risultati anche per un’altra italiana, Ausilia Vistarini, che ha vinto la categoria femminile Single Speed (che utilizza un solo rapporto per tutta la durata della gara), mentre negli uomini il titolo di questa categoria è andato all’inglese Steve Day.

COS’E’ IL WEMBO?

Il WEMBO Championship è la a competizione che vede affrontarsi in un unico appuntamento all’anno centinaia di atleti che corrono in solitaria o Team da due per 24 ore consecutive, giorno e notte senza sosta.

COS’E LA SINGLE SPEED?

La Single Speed (letteralmente “singola velocità”) è un tipo di bicicletta con un’unica marcia. È sprovvista di cambio, deragliatore, comandi cambio e ha un solo pignone e una sola corona.

Gli Europei MTB 2017 riassegnati a Darfo Boario

Immagine di repertorio degli ultimi Europei © UECUna notizia attesa ed inevitabile da parte dell’UEC, quella di riassegnare gli Europei di Mountain Bike  in programma dal 27 al 30 luglio. Inizialmente le gare si dovevano disputare a Istanbul, ma in considerazione delle  tensioni politiche all’interno della Turchia lo spostamento è stato inevitabile e la scelta per le prove di Cross Country, Eliminator e Team Relay  è ricaduta su Darfo Boario Terme, nel bresciano.

o che l’anno scorso nella località bresciana in cui lo scorso anno si sono disputati anche i campionati nazionali élite su strada.