Elena Novikova vince la Ironbike 2018

Elena Novikova vince la corsa più dura del Mondo

Elena Novikova vince la Ironbike 2018 considerata da molti la gara a tappe di Mountain Bike più dura del Mondo.

Elena Novikova vince Ironbike 2018

Elena Novikova vince Ironbike 2018

Elena Novikova vince la Ironbike 2018, ci siamo quasi abituati ad associare il nome vittoria a quello della ragazza ucraina di nascita ma italiana (astigiana) di adozione.

La Ironbike 2018 giunta alla 25° edizione è da molti considerata come  la gara a tappe di Mountain Bike più dura del Mondo.
Sono state sette le tappe lungo le quali si sono sfidate atlete di tutto il mondo con partenza dal Colle di Tenda e arrivo a Sauze d’ Oulx. La “battaglia” si è svolta lungo circa 700km di sentieri sulle Alpi a cavallo tra la Francia e l’Italia per un dislivello totale di oltre  25000 metri!

Elena Novikova ha conquistato la maglia di leader fin dalla prima tappa e l’ha conservata sino Sauze d’Oulx precedendo atlete di primissimo piano come la spagnola Nùria Ferrer e Judit Reina Corvillo, assicurandosi il primo posto tra le Donne e il 76° assoluto.

“E’ stata una esperienza bellissima, sono davvero felice di aver pedalato in MTB su queste bellissime montagne. I miei ringraziamenti vanno a tutti gli sponsor, alla squadra Servetto, ai miei amici e all’organizzazione, davvero perfetta.” – ha dichiarato Elena Novikova dopo il trionfo.

Elena Novikova vince sempre!

La Novikova non è nuova ad exploit incredibili come il record mondiale (o meglio i record, ben 11!) ottenuti lo scorso settembre al Velodromo di Montichiari dove ha coperto la distanza di 781,46 km in 24 ore.

Elena ha un senso innato per superare i propri limiti fisici e lo scorso mese di giugno al Passo Gavia ha completato l’ascesa per ben 10 volte consecutive con il tempo di 22 ore e 3 minuti per un totale di 322 km e  un dislivello di 13 km.

Nelle sue imprese Elena Novikova è seguita da una Jeep Renegade Longitude personalizzato US Army appositamente allestita grazie alla collaborazione con Mopar (Gruppo FCA).

Il prossimo appuntamento sarà a settembre la Marathon Bike Brianza di MTB e la gara stradale sul circuito di Monza”.

 

Paola Pezzo la storia della MTB italiana

Paola Pezzo la donna che fece conoscere la Mountain Bike in Italia

Paola Pezzo, vero fenomeno esploso alle olimpiadi di Atlanta 1996 sdoganando la Mountain Bike da mezzo di locomozione per i più giovani a sport di massa

Paola Pezzo

Paola Pezzo

Paola Pezzo nasce a Bosco Chiesanuova, sulle prealpi alle spalle di Verona l’8 gennaio del 1969. Se nasci ai piedi delle montagne il tuo destino è con ogni probabilità quello di dedicarti agli sport invernali e così fece anche Paola che inizialmente praticò lo sci di fondo con buoni risultati. Coetanea oltre che compaesana di Fulvio e Sabina Valbusa, nel 1986 arriva seconda agli assoluti nella 7,5 km dietro a una certa Stefania Belmondo che diventerà un vero fenomeno nel circo bianco.

Dopo questo risultato assolutamente di spicco però non arriva il vero boom tanto che nel 1990 decide di dedicare le sue energie alla crescente passione per le due ruote. In particolare, complice anche la località in cui vive, inizia a dedicarsi a un fenomeno emergente a livello planetario: la Mountain Bike.

Il passaggio dallo sci di fondo e il ciclismo non è cosa così strana basti pensare alla mitica Maria Canins che ebbe fortuna in entrambe le discipline.

La MTB è ancora uno sport “carbonaro” nel nostro paese, una disciplina pronta ad emergere che aspetta un colpo per sganciarsi dalla rampa di lancio.

Nel 1992 Paola Pezzo è già campionessa italiana, vince il titolo mondiale nel 1993 e l’europeo l’anno dopo, in sella alla MTB dimostra tutte le sue capacità e la sua grinta ma lo sport non ha ancora una visibilità a livello mediatico.

La fortuna sorride a lei e al movimento quando il CIO decide di introdurre la mountain bike a partire dalle Olimpiadi del Centenario di Atlanta 1996. Da quel momento se Fabiana Luperini è uno dei simboli del ciclismo su strada rosa, Paola Pezzo lo diventa per la MBT tricolore.

Paola Pezzo Olimpiadi Atlanta 1996

Nel caldissimo fine luglio della Georgia la giornata di Paola parte non male, malissimo: cade già al primo giro ma non si da per vinta. La sfortuna si accanisce sulla veronese con un guasto meccanico che la costringe ad affrontare una salita con la bicicletta in spalla. Le possibilità di vittoria sono risicate la ma sua forza di volontà la portano a conquistare un insperato oro in un clima reso insopportabile dai 40 gradi e il 98% di umidità. In molti sottolineano più le sue doti da sex symbol che da atleta per via di un body succinto e aperto sul davanti non per vezzo ma per sopportare l’arsura. E proprio il vuoyerismo giornalistico rovinò un po’ la gioia di Paola Pezzo: “Mi ha tolto la soddisfazione di essere giudicata come atleta nel momento più bello della mia vita. Era un mio diritto, me lo hanno negato Mi ha tolto la soddisfazione di essere giudicata come atleta nel momento più bello della mia vita. Era un mio diritto, me lo hanno negato” ricorderà qualche anno più tardi.

Un vero peccato questo atteggiamento da rotocalco ma la medaglia è al suo collo e la MTB è lanciata nel bel paese.

Paola Pezzo diventa un vero fenomeno sportivo italiano, tuti la conoscono, arrivano anche offerte per fare tv ma lei ha in mente lo sport non le luci della ribalta.

Paola Pezzo Olimpiadi Sidney 2000

La striscia vincente continua con altri due europei (1996 e 1999) e il mondiale 1997. I riflettori si accendono sulle Olimpiadi di Sidney 2000 in cui la veronese è chiamata difendere l’oro di quattro anni prima.

Parte bene la 31enne veronese che si mette all’inseguimento della svizzera Blatter che ha distanziato tutte le rivali. A metà gara sembra tutto perduto, Paola fatica ed è fuori dal podio finendo addirittura settima. Parte poi una incredibile rimonta, sale fino alla terza posizione. Tira un attimo il fiato e poi riprende prima la Blatter e poi la Fullana. Paola Pezzo arriva stremata ma felice al traguardo per uno storico bis d’oro.

Non ci credevo, solo un miracolo poteva far accadere tutto ciò -dice la veronese sul traguardo-. Dedico questa vittoria a me stessa, per come ho preparato questa Olimpiade, ai miei familiari ed a tutte le persone che mi sono state vicine. Ringrazio anche tutti gli italiani svegli dalle 4 davanti alla tv”.
Questa volta non c’è il spazio per il gossip in quanto dopo le “polemiche” di Atlanta, paola ha fatto richiesta di uno speciale body con zip sulla schina. Castelli Cycling ne fece poi una speciale collezione per donna che spopolò.

Paola Pezzo Olimpiadi Atene 2004

Paola Pezzo decide di abbandonare le competizioni per seguire il suo team e i suoi negozi di mountain bike. Si dedica alla famiglia, alla maternità ma la federazione la convince a tornare in sella per tentare il tris ad Atene.

Nemmeno quaranta minuti, nove chilometri nel bosco e poi ha detto basta. Mal di schiena al limite dell’insopportabile. Paola ha stretto i denti ma quel male è tornato a battere costringendola a fermarsi, non era giornata e addio Olimpiade. A trionfare è la norvegese Gunn Rita Dahle, 31 anni, due figli, vegetariana, magrissima, che va pazza per Mario Cipollini e dopo la vittoria vuole fare la giornalista.

 

“Chiedo scusa a tutti, oggi ho deluso, davanti a tanti italiani che sono arrivati per vedermi. Volevo il bronzo, ma già da stamattina non ero a posto, non mi sentivo bene. Non lascio e spero di ritornare competitiva” dichiara dopo il ritiro Paola.

A tutt’oggi è, insieme alla norvegese Dahle, Paola Pezzo l’unica atleta ad aver vinto Olimpiade, mondiale e coppa del mondo. Forse il mondo dello sci azzurro non ha goduto di una fondista ma di sicuro abbiamo una grande campionessa su due ruote.

 

 

Paola Pezzo il Palmarès

  • 1993
    Campionati del mondo, Cross country (Métabief)
  • 1994
    Campionati europei, Cross country
    9ª prova Coppa del mondo, Cross country (Lenzerheide)
  • 1995
    3ª prova Coppa del mondo, Cross country (Houffalize)
    4ª prova Coppa del mondo, Cross country (Budapest)
  • 1996
    Giochi olimpici, Cross country (Atlanta)
    Campionati europei, Cross country
  • 1997
    Campionati del mondo, Cross country (Château-d’Œx)
    1ª prova Coppa del mondo, Cross country (Napa Valley)
    2ª prova Coppa del mondo, Cross country (Wellington)
    5ª prova Coppa del mondo, Cross country (Špindlerův Mlýn)
    6ª prova Coppa del mondo, Cross country (Mount Snow)
    7ª prova Coppa del mondo, Cross country (Mont-Sainte-Anne)
    8ª prova Coppa del mondo, Cross country (Vail)
    9ª prova Coppa del mondo, Cross country (Houffalize)
    10ª prova Coppa del mondo, Cross country (Annecy)
    Classifica finale Coppa del mondo, Cross country
  • 1998
    2ª prova Coppa del mondo, Cross country (Silves)
  • 1999
    Campionati europei, Cross country
    4ª prova Coppa del mondo, Cross country (Silves)
  • 2000
    Giochi olimpici, Cross country (Sydney)
  • 2005
    2ª prova Coppa del mondo, Marathon (Riva del Garda)

Omar Fraile Eskola imparare a pedalare

Omar Fraile Eskola, una valida scuola di ciclismo

Omar Fraile Eskola il professionista dell’Astana lancia un progetto in collaborazione con Mendiz Mendi il suo club giovanile

Omar Fraile Eskola

Omar Fraile Eskola

Omar Fraile Eskola è il nuovo progetto che il corridore attualmente impegnato alla Parigi-Nizza sta lanciando in collaborazione con con Mendiz Mendi il club in cui è cresciuto il campione iberico.

E’ stato lo stesso Fraile a presentare il progetto: “Il 20 marzo presenteremo la Omar Fraile Eskola in collaborazione con Mendiz Mendi, il club nel quale sono cresciuto. È un progetto che mi rende felice: abbiamo una trentina di ragazzi dai 7 ai 16 anni. Insegniamo il ciclismo come un gioco”.

L’idea di creare una scuola di ciclismo che portasse il suo nome era un vecchio pallino di Omar Fraile per aiutare il movimento giovanile e provvidenziale è stata la necessità del suo club di formazione di modificare la sua organizzazione.

L’obiettivo di questo progetto è “Insegnare tre discipline, ciclocross, mountain bike e strada, ci concentreremo in particolare sulla mountain bike perché è la disciplina più tecnica e l’ideale per i ragazzini” ha dichiarato Omar Fraile che si è impegnato in prima persona “Quando il calendario me lo permetterà, mi allenerò con i ragazzi, anche io arrivo dalla MTB e penso sia una valida scuola per far crescere i più piccoli”.

Omar Fraile è un nuovo innesto del team celeste (che pare abbia risolto i problemi finanziari paventati da Vinokourov) e pare entusiasta della cosa: “Mi sono inserito bene nel team e spero di crescere ancora. Mi piace il modo di correre che c’è qui, mi piace pedalare all’attacco”.

L’iberico ha delineato anche il suo programma di questa stagione: “Dopo la Parigi-Nizza i miei obiettivi saranno: San Remo, Vuelta al País Vasco, le classiche delle Ardenne, Tour de Romandie, ritiro al Teide, Svizzera, Tour de France, Clásica San Sebastián e Vuelta a España. Il team non mi ha messo e non mi mette pressione ma sono io che amo essere sempre esigente con me stesso”.

Sagan Gran Fondo: per chi vuole correre col campione!

Sagan Gran Fondo annunciata la corsa col campione slovacco

Sagan Gran Fondo, il campione slovacco ha deciso di presentare la corsa per amatori che prende il suo nome e che ci correrà a maggio su terreni da ciclocross

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo: non capita tutti i giorni di avere la possibilità di pedalare con uno dei tuoi idoli sportivi ma ora tutti i ciclisti amatori ne avranno la possibilità dopo che Peter Sagan ha annunciato che ospiterà la sua Gran Fondo.

Il campione del mondo è sempre molto  impegnato al di fuori della sua carriera agonistica (ha visitato il Papa portando in dono una bicicletta) e anche quando è impegnato nelle corse non perde occasione per impegnarsi in iniziative benefiche e promozionali.

Questa nuova iniziativa della Gran Fondo ne è la prova. A partire dal 3 maggio, la corsa porterà i ciclisti a Truckee, in California. Tuttavia, questa non sarà la classica corsa su strada ma l’evento vuole portare i ciclisti amatoriali su ghiaia e strade sterrate in forza della grande passione che Peter Sagan ha per la Mountain Bike.

Sagan Gran Fondo i dettagli

La corsa si terrà il 5 maggio, ultimo giorno dell’evento programmato su tre giorni e che consentirà di correre con il tre volte vincitore della maglia iridata in un evento che si svolgerà il 4 maggio. La Sagan Gran Fondo sarà più adatta agli amanti del ciclocross che delle prove su strada vere e proprie e si svolgerà su un percorso di 108 km che prevede 1661 metri di scalate.

Il prezzo di partecipazione per l’intera tre giorni è di 145 dollari e non è nemmeno altissimo visto che, appunto, consentirà di affiancarsi a Peter Sagan. L’edizione di maggio viene definita “dirt edition” proprio perchè privilegerà terreni sconnessi ma è prevista anche una “road edition” in programma per novembre 2018.

Per tutti i dettagli è disponibile il sito della Sagan Gran Fondo.

 

How to be a HERO: Recensione del libro

How to be a Hero: come  preparare una marathon

How to be a HERO. Come prepararsi alla marathon di mountain bike più dura del mondo recensione del libro edito da Mondadori Electa

How to be a HERO

How to be a HERO

How to be a HERO ovvero come tagliare il traguardo della HERO Südtirol Dolomites, la maratona di mountain bike più dura al mondo. Edito da Mondadori, questo libro vuole essere una guida alla preparazione della gara in tutti i suoi aspetti: dalla programmazione all’allenamento alla gara vera e propria.

How to be a HERO” non è solamente una guida ma una cavalcata tra le rampe della bike marathon più dura al mondo. Un libro esclusivo, realizzato da un pool di esperti con rigoroso approccio scientifico e nel pieno rispetto dei valori etico-sportivi.
Il libro non è solamente un manuale ma è un viaggio nella mente di chi decide di prendere parte ad un evento del genere.

Interessante notare come le idee proposte dal libro possano essere tranquillamente permutate per la preparazione di altre corse.

L’obiettivo del libro è portare il lettore a preparare in cinque mesi la HERO Südtirol Dolomites in programma il 16 giugno 2018 con due percorsi di 86 chilometri (e 4.500 metri di dislivello) e 60 chilometri (con 3.200 metri di dislivello).

Gerhard Vanzi guida il pool di esperti che stanno dietro alla stesura del libro e al programma di allenamento realizzato con il contributo di Alfred Runggaldier. Accanto alla parte di tabelle è importante segnalare l’abbondante spazio dato alle indicazioni per una corretta alimentazione fornite da Iader Fabbri.

Il libro offre una analisi dei percorsi con le altimetrie dettagliate delle salite da affrontare nonché una serie di importanti suggerimenti da parte di Mirko Celestino su come affrontare il percorso.

How to be a HERO è un libro che non può mancare in casa di tutti gli appassionati di MTB marathon ed è correlata da tante belle fotografie.

Il libro, edito da Mondadori Electa, è disponibile al prezzo di 19,90 Euro presso librerie e store online.

Luis Enrique l’allenatore, il calciatore e ciclista

Luis Enrique al via della Costa Blanca Bike Race

Luis Enrique, ex tecnico di Barcellona e Roma, si dà al ciclismo prendendo parte alla Costa Blanca Bike Race 

Luis Enrique

Luis Enrique

Luis Enrique (nome completo Luis Enrique Martínez García) ex calciatore spagnolo di primissimo livello (vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona 1992) in grado di primeggiare in Spagna e in Europa con la maglia del Barcellona ha, dopo aver smesso, intrapreso con altrettanto successo la carriera di allenatore.

Dopo aver allenato le giovanili del F.C. Barcellona il Il 20 giugno 2011 diventa ufficialmente l’allenatore della A.S. Roma. L’avventura con la squadra capitolina non è fortunata, la squadra si classifica al 7º posto e non riesce a qualificarsi per le coppe europee, cosa che non accadeva dal 1997. Dopo una stagione al Celta Vigo il 19 maggio 2014 torna alla sua Alma mater, il Barcellona. Il 6 giugno il Barcellona sotto la sua guida conquista a Champions League battendo la Juventus e realizzando il Triplete alla sua prima stagione con i blaugrana. La successiva annata è meno fortunata e il 21 maggio 2017 lascia la panchina del Barcellona.

Luis Enrique allenatore-ciclista

Dopo aver sollevato una Champions League e una Coppa del Mondo per club, Luis Enrique ha deciso di dedicarsi a un’altra sua grande passione: le due ruote. “Vado in bici da quando ho smesso col professionismo. Ora riesco a uscire anche più volte a settimana. Ho pensato a come soffrivano i ciclisti di una volta mentre salivano sui passi delle Dolomiti”.
L’esperienza dell’ex coach del Barca con il ciclismo non si è limitata a quella gara anzi, è di questi giorni la notizia che il 47enne spagnolo ha deciso di partecipare alla Costa Blanca Bike Race (CBBR), una dura competizione di mountain bike.

Lo spagnolo, insieme al suo compagno di squadra (la competizione si svolge infatti a coppie), è arrivato quarto nella gara di venerdì scorso, mentre attualmente, dopo tre tappe, i due occupano la 118esima posizione.

Lo spagnolo, insieme al suo compagno di squadra, ha raggiunto la quarta posizione nella sua categoria nella gara svolta lo scorso venerdi con partenza ad Alfaz del Pi ed arrivo a Sierra Helada dove si trova il pezzo di asfalto più pendente della Spagna (38%).

La CBBR, che è giunta alla sua quarta edizione, vede al via parecchi corridori Elite, tra cui il campione olimpico spagnolo Carlos Coloma e l’ex Campione del Mondo dilettanti Tiago Ferreira accanto a tanti ciclisti dilettanti, come, appunto, Luis Enrique.

Un altro dei partecipanti illustri al via dell’evento è il pilota di motociclismo Hector Barberá, che approfitta della competizione come allenamento per la stagione motociclistica

Ciclismo come cominciare a praticarlo?

Ciclismo come cominciare a praticare questo meraviglioso sport?

Ciclismo come cominciare

Ciclismo come cominciare

Ciclismo come cominciare a praticarlo? Questa può sembrare una domanda banale ma non lo è affatto, in molti ci hanno scritto per avere suggerimenti su come approcciarsi con uno sport di fatica ma che può regalare tantissime soddisfazioni. Come un ogni attività sportiva un giusto avvicinamento, con i suggerimenti adatti può essere il via per una passione che durerà una vita, viceversa partendo male potreste trovarvi ad aver buttato dei soldi ottenendone solo arrabbiature.

Ciclismo come cominciare: quali modelli di biciclette esistono?

Quando si decide di iniziare a praticare il ciclismo, per divertimento i semplicemente per perdere qualche chilo e rimettersi in forma, la prima scelta da fare è: quale bicicletta prendere? Non stiamo parlando di marche ma di tipologia di bicicletta. Ci sono veramente molti tipi di bicicletta:

  • BICICLETTA DA CITTA’: consentono guida comoda, posizione rialzata della schiena ideale per andare al lavoro o a fare la spesa.
  • MOUNTAIN BIKE: ruote larghe, rapporti corti ideale per chi ama le uscite su sterrati o nei boschi. Ruote larghe aiutano nella stabilità anche per giri su asfalto.
  • BICI DA CORSA: quella che usano i ciclisti? Si esatto quella, da considerare per un allenamento più dedicato prestando attenzione alle ruote strette.
  • BICI DA CICLOTURISMO: volete fare un lungo spostamento senza badare alla velocità ma alla distanza? Ecco un compromesso a favore della comodità rispetto alla bici da corsa.
  • BICI A SCATTO FISSO: ultimamente molto di moda, ha un solo rapporto, ideale per girare in città ed essere cool.
  • BICI PIEGHEVOLE: una bici da strada che si piega? Ideale per chi si sposta in città con i mezzi e quindi deve ridurre l’ingombro
  • BICI DA CICLOCROSS: simile alla bici da corsa monta ruote adatte agli sterrati, ideale per allenamenti per esperti
  • GRAVEL BIKE: telaio simile a quelle da corsa ma meno estremo.
  • FAT BIKE: bici dalle ampie gomme, evoluzione della MTB.
  • BICI DA DOWNHILL: telaio resistente adatto a chi fa discese, molti la prendono per fare MTB ma sono due come MOLTO diverse!
  • BMX: acronimo di Bicycle Motocross, dove la X sta per cross monomarcia, ideali se ami le accrobazie.

Ciclismo come cominciare: il budget!

Prima cosa da considerare, dopo aver scelto il tipo di bicicletta è il fattore economico. In commercio esistono tantissime tipologie di biciclette di varie fasce di prezzo, naturalmente a un prezzo maggiore spesso corrisponde una qualità e un livello di prestazioni elevate. Importante è valutare il PESO della bicicletta: considerate che quel “pezzo di metallo” deve trasportarvi ma siete voi a fare da motore. Se la bicicletta pesa molto ci farà più fatica. Attenzione anche alle ruote, molti comprato MTB per girare in città senza pensare che le “ruote grasse” comportano maggior sforzo (vero che danno maggior idea di equilibrio, però…).
Suggeriamo di non farsi ingolosire dalle offerte dei supermercati (tipo MTB a 99 €) a prezzo basso corrisponde qualità bassa, è uno strumento che vi durerà per anni, magari anche oltre i 10 anni, quindi vale la pena di spendere qualcosa in più ma poi goderni i benefici. Andate nei negozi specializzati e troverete personale preparato e in grado di guidarvi nelle scelte.

Se non avete molto da spendere ma non volete rinunciare alla qualità date un occhio al mercato dell’usato, rinuncerete magari all’ultimo modello in termini di tecnica ma potrebbe essere un modo per avvicinarvi a un modello che viceversa sarebbe troppo oneroso.

Ciclismo come cominciare: Riflettete

Non comprate una bicicletta solo perché vi piace o perché il telaio ha un colore che vi colpisce. Guardate tanti modelli, tante marche e tanti negozi. Comprereste una macchina entrando nella prima conscessionaria in base al colore? No, e allora non fatelo nemmeno con al bicicletta. Prendetevi del tempo per ottenere informazioni, prendete cataloghi e leggete articoli online. Quando avrete le idee chiare allora sarà il momento di fare l’acquisto della vostra bicicletta.

Ciclismo come cominciare: nessuna bicicletta fa miracoli

Attenzione alle delusioni, anche se comprerete la stessa bicicletta di Froome non pensate di poter fare i numeri solo perché avete lo strumento adatto. Se ad un autista imbranato date in mano una formula 1 nella migliore delle ipotesi non andrà veloce, nella peggiore si schianterà alla prima curva. In fase di partenza di questa passione non dovete vincere il Giro d’Italia ma divertirvi.

Ciclismo come cominciare: Abbigliamento

Spesso viaggiando in auto vi capita di vedere i “ciclisti della domenica” vestiti come dei professionisti, pensate che lo facciano a caso? Certo magari lo fanno per sembrare più “fighi” ma l’abbigliamento adatto può essere un fattore determinante per farvi amare od odiare questo sport. Molti ci dicono: io non mi ci vedo con la tutina aderente e i colori sgargianti, preferisco uscire con pantaloncini e maglietta normale. Niente di più sbagliato, non serve avere la divisa della squadra dei Pro ma un pantaloncino rinforzato  e una maglia da specifica per il ciclismo sicuramente aiutano a migliorare traspirazione.

 

 

Ciclismo Lento: l’elogio della non velocità

Ciclismo Lento, chi l’ha detto che se non hai il record su Strava sei uno sfigato?

Ciclismo Lento

Ciclismo Lento

Ciclismo Lento, un nuovo modo per approcciarsi alle due ruote, un modo più rilassato meno da ciclista teso a stabilire il nuovo record di velocità media nell’uscita della domenica e più volto al rilassamento mentale grazie al ciclismo. Intendiamoci, nessuno vuole sminuire chi in sella alla sua bici percorre chilometri e chilometri con medie degne di un professionista ma questo articolo, in un sito che tratta di gare, vuole rappresentare una voce un po’ diversa.

Il Ciclismo Lento è un concetto che si lega alla felicità di girare liberamente in bicicletta, nel godersi un panorama, un tramonto più che gettare l’occhio sul contachilometri. Questo modo di andare in bicicletta si avvicina al cicloturismo, all’unione tra una bella pedalata e magari una sana mangiata.

Abbiamo la fortuna di vivere in paese che in ogni angolo può riservare una sorpresa, sia essa un edificio storico o uno scorcio naturalistico.

E allora perché non provare col Ciclismo Lento, anche nell’idea di far diventare questo paese un po’ più a misura d’uomo e, perché no, di ciclista? Spostarsi in bicicletta partendo da casa o caricando il proprio mezzo su un treno può consentirci di andare a vedere luoghi a noi non noti, può permetterci di scoprire una fetta di Italia meno nota. Il Ciclismo Lento è un modo per convincere la fidanzata più pigra a uscire in bici con noi o l’amico sportivo da divano ad inforcare un MTB o una bicicletta da strada.

Chi l’ha detto che conta solo il contachilometri? Forse conta di più l’emozione che un’uscita in bicicletta può lasciarci.

Mara Fumagalli operata alla spalla

Mara Fumagalli: ecco come è andata l’operazione della biker

Mara Fumagalli

Mara Fugamalli

Mara Fumagalli è stata ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico programmato alla spalla, conseguenza della sua caduta di fine agosto durante la gara di Coppa del Mondo XCO della Val di Sole.

 

La sfortunata atleta del Team Polimedical-FRM sicuramente vorrà dimenticare in fretta la stagione 2017 segnata, oltre che dalla succitata caduta, anche dal clamoroso errore di un medico che le è costato il mondiale Marathon.

Parlavamo di errore clamoroso in quanto la sera prima della gara un medico nella nazionale ha trattato Mara Fumagalli con un cerotto spray contenente principi attivi dopanti. Accortasi dell’errore materiale del medico, la federazione ha deciso di non far prendere il via alla gara alla biker nativa di Garbagnate Monastero. Una vera beffa per Mara Fumagalli che puntava molto sulla gara di Singen in Germania.

Tornando all’intervento il chirurgo ortopedico di fiducia del Team Polimedical-FRM ha diramato il seguente comunicato: “Ho ricostruito il cercine posteriore e ritensionato tutta la capsula posteriore. Intra-operatoriamente risultato ottimo sulla stabilità. Sono soddisfatto”.

Ora la forte Mara, dopo il doveroso periodo di riposo sarà nelle mani del fisioterapita Emiliano Carro che si occuperà della parte rieducativa dell’arto e del recupero del tono muscolare.

Napoli: polizia in Mountain Bike

Napoli la polizia si sposta in Mountain Bike!

Napoli

Napoli, le MTB in dotazione alla Polizia

Napoli, lo avevano fortemente chiesto ed ora sono stati accontentati, alcuni agenti del commissariato di Polizia del quartiere Vomero, appassionati di ciclismo, hanno ottenuto delle fiammanti biciclette (delle Mountain Bike) su cui esercitare il proprio servizio.

L’idea era nata tre anni fa per cercare di rendere il movimento degli agenti più snello nel caotico traffico partenopeo e nel fitto reticolo di vie del capoluogo campano che presta non poche isole pedonali difficili da coprire con auto e motociclette. L’edizione dell’Expo 2015 di Milano era stata poi un progetto pilota per un servizio di Polizia in bicicletta.
Il Ministero dell’Interno, avendo approvato questo progetto dall’estate di quest’anno,  ha disposto l’adeguata assicurazione per le MTB che sono diventate operative in questo mese di ottobre. L’iniziativa sicuramente valida e certamente di impatto ecologico è stata molto apprezzata non solo dagli agenti ma anche dalla cittadinanza di Napoli