Sagan Gran Fondo: per chi vuole correre col campione!

Sagan Gran Fondo annunciata la corsa col campione slovacco

Sagan Gran Fondo, il campione slovacco ha deciso di presentare la corsa per amatori che prende il suo nome e che ci correrà a maggio su terreni da ciclocross

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo: non capita tutti i giorni di avere la possibilità di pedalare con uno dei tuoi idoli sportivi ma ora tutti i ciclisti amatori ne avranno la possibilità dopo che Peter Sagan ha annunciato che ospiterà la sua Gran Fondo.

Il campione del mondo è sempre molto  impegnato al di fuori della sua carriera agonistica (ha visitato il Papa portando in dono una bicicletta) e anche quando è impegnato nelle corse non perde occasione per impegnarsi in iniziative benefiche e promozionali.

Questa nuova iniziativa della Gran Fondo ne è la prova. A partire dal 3 maggio, la corsa porterà i ciclisti a Truckee, in California. Tuttavia, questa non sarà la classica corsa su strada ma l’evento vuole portare i ciclisti amatoriali su ghiaia e strade sterrate in forza della grande passione che Peter Sagan ha per la Mountain Bike.

Sagan Gran Fondo i dettagli

La corsa si terrà il 5 maggio, ultimo giorno dell’evento programmato su tre giorni e che consentirà di correre con il tre volte vincitore della maglia iridata in un evento che si svolgerà il 4 maggio. La Sagan Gran Fondo sarà più adatta agli amanti del ciclocross che delle prove su strada vere e proprie e si svolgerà su un percorso di 108 km che prevede 1661 metri di scalate.

Il prezzo di partecipazione per l’intera tre giorni è di 145 dollari e non è nemmeno altissimo visto che, appunto, consentirà di affiancarsi a Peter Sagan. L’edizione di maggio viene definita “dirt edition” proprio perchè privilegerà terreni sconnessi ma è prevista anche una “road edition” in programma per novembre 2018.

Per tutti i dettagli è disponibile il sito della Sagan Gran Fondo.

 

How to be a HERO: Recensione del libro

 

How to be a Hero: come  preparare una marathon

How to be a HERO. Come prepararsi alla marathon di mountain bike più dura del mondo recensione del libro edito da Mondadori

How to be a HERO

How to be a HERO

How to be a HERO ovvero come tagliare il traguardo della HERO Südtirol Dolomites, la maratona di mountain bike più dura al mondo. Edito da Mondadori, questo libro vuole essere una guida alla preparazione della gara in tutti i suoi aspetti: dalla programmazione all’allenamento alla gara vera e propria.

How to be a HERO” non è solamente una guida ma una cavalcata tra le rampe della bike marathon più dura al mondo. Un libro esclusivo, realizzato da un pool di esperti con rigoroso approccio scientifico e nel pieno rispetto dei valori etico-sportivi.
Il libro non è solamente un manuale ma è un viaggio nella mente di chi decide di prendere parte ad un evento del genere.

Interessante notare come le idee proposte dal libro possano essere tranquillamente permutate per la preparazione di altre corse.

L’obiettivo del libro è portare il lettore a preparare in cinque mesi la HERO Südtirol Dolomites in programma il 16 giugno 2018 con due percorsi di 86 chilometri (e 4.500 metri di dislivello) e 60 chilometri (con 3.200 metri di dislivello).

Gerhard Vanzi guida il pool di esperti che stanno dietro alla stesura del libro e al programma di allenamento realizzato con il contributo di Alfred Runggaldier. Accanto alla parte di tabelle è importante segnalare l’abbondante spazio dato alle indicazioni per una corretta alimentazione fornite da Iader Fabbri.

Il libro offre una analisi dei percorsi con le altimetrie dettagliate delle salite da affrontare nonché una serie di importanti suggerimenti da parte di Mirko Celestino su come affrontare il percorso.

How to be a HERO è un libro che non può mancare in casa di tutti gli appassionati di MTB marathon ed è correlata da tante belle fotografie.

Il libro, edito da Mondadori Editore, è disponibile al prezzo di 19,90 Euro presso librerie e store online.

Luis Enrique l’allenatore, il calciatore e ciclista

Luis Enrique al via della Costa Blanca Bike Race

Luis Enrique, ex tecnico di Barcellona e Roma, si dà al ciclismo prendendo parte alla Costa Blanca Bike Race 

Luis Enrique

Luis Enrique

Luis Enrique (nome completo Luis Enrique Martínez García) ex calciatore spagnolo di primissimo livello (vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona 1992) in grado di primeggiare in Spagna e in Europa con la maglia del Barcellona ha, dopo aver smesso, intrapreso con altrettanto successo la carriera di allenatore.

Dopo aver allenato le giovanili del F.C. Barcellona il Il 20 giugno 2011 diventa ufficialmente l’allenatore della A.S. Roma. L’avventura con la squadra capitolina non è fortunata, la squadra si classifica al 7º posto e non riesce a qualificarsi per le coppe europee, cosa che non accadeva dal 1997. Dopo una stagione al Celta Vigo il 19 maggio 2014 torna alla sua Alma mater, il Barcellona. Il 6 giugno il Barcellona sotto la sua guida conquista a Champions League battendo la Juventus e realizzando il Triplete alla sua prima stagione con i blaugrana. La successiva annata è meno fortunata e il 21 maggio 2017 lascia la panchina del Barcellona.

Luis Enrique allenatore-ciclista

Dopo aver sollevato una Champions League e una Coppa del Mondo per club, Luis Enrique ha deciso di dedicarsi a un’altra sua grande passione: le due ruote. “Vado in bici da quando ho smesso col professionismo. Ora riesco a uscire anche più volte a settimana. Ho pensato a come soffrivano i ciclisti di una volta mentre salivano sui passi delle Dolomiti”.
L’esperienza dell’ex coach del Barca con il ciclismo non si è limitata a quella gara anzi, è di questi giorni la notizia che il 47enne spagnolo ha deciso di partecipare alla Costa Blanca Bike Race (CBBR), una dura competizione di mountain bike.

Lo spagnolo, insieme al suo compagno di squadra (la competizione si svolge infatti a coppie), è arrivato quarto nella gara di venerdì scorso, mentre attualmente, dopo tre tappe, i due occupano la 118esima posizione.

Lo spagnolo, insieme al suo compagno di squadra, ha raggiunto la quarta posizione nella sua categoria nella gara svolta lo scorso venerdi con partenza ad Alfaz del Pi ed arrivo a Sierra Helada dove si trova il pezzo di asfalto più pendente della Spagna (38%).

La CBBR, che è giunta alla sua quarta edizione, vede al via parecchi corridori Elite, tra cui il campione olimpico spagnolo Carlos Coloma e l’ex Campione del Mondo dilettanti Tiago Ferreira accanto a tanti ciclisti dilettanti, come, appunto, Luis Enrique.

Un altro dei partecipanti illustri al via dell’evento è il pilota di motociclismo Hector Barberá, che approfitta della competizione come allenamento per la stagione motociclistica

Ciclismo come cominciare a praticarlo?

Ciclismo come cominciare a praticare questo meraviglioso sport?

Ciclismo come cominciare

Ciclismo come cominciare

Ciclismo come cominciare a praticarlo? Questa può sembrare una domanda banale ma non lo è affatto, in molti ci hanno scritto per avere suggerimenti su come approcciarsi con uno sport di fatica ma che può regalare tantissime soddisfazioni. Come un ogni attività sportiva un giusto avvicinamento, con i suggerimenti adatti può essere il via per una passione che durerà una vita, viceversa partendo male potreste trovarvi ad aver buttato dei soldi ottenendone solo arrabbiature.

Ciclismo come cominciare: quali modelli di biciclette esistono?

Quando si decide di iniziare a praticare il ciclismo, per divertimento i semplicemente per perdere qualche chilo e rimettersi in forma, la prima scelta da fare è: quale bicicletta prendere? Non stiamo parlando di marche ma di tipologia di bicicletta. Ci sono veramente molti tipi di bicicletta:

  • BICICLETTA DA CITTA’: consentono guida comoda, posizione rialzata della schiena ideale per andare al lavoro o a fare la spesa.
  • MOUNTAIN BIKE: ruote larghe, rapporti corti ideale per chi ama le uscite su sterrati o nei boschi. Ruote larghe aiutano nella stabilità anche per giri su asfalto.
  • BICI DA CORSA: quella che usano i ciclisti? Si esatto quella, da considerare per un allenamento più dedicato prestando attenzione alle ruote strette.
  • BICI DA CICLOTURISMO: volete fare un lungo spostamento senza badare alla velocità ma alla distanza? Ecco un compromesso a favore della comodità rispetto alla bici da corsa.
  • BICI A SCATTO FISSO: ultimamente molto di moda, ha un solo rapporto, ideale per girare in città ed essere cool.
  • BICI PIEGHEVOLE: una bici da strada che si piega? Ideale per chi si sposta in città con i mezzi e quindi deve ridurre l’ingombro
  • BICI DA CICLOCROSS: simile alla bici da corsa monta ruote adatte agli sterrati, ideale per allenamenti per esperti
  • GRAVEL BIKE: telaio simile a quelle da corsa ma meno estremo.
  • FAT BIKE: bici dalle ampie gomme, evoluzione della MTB.
  • BICI DA DOWNHILL: telaio resistente adatto a chi fa discese, molti la prendono per fare MTB ma sono due come MOLTO diverse!
  • BMX: acronimo di Bicycle Motocross, dove la X sta per cross monomarcia, ideali se ami le accrobazie.

Ciclismo come cominciare: il budget!

Prima cosa da considerare, dopo aver scelto il tipo di bicicletta è il fattore economico. In commercio esistono tantissime tipologie di biciclette di varie fasce di prezzo, naturalmente a un prezzo maggiore spesso corrisponde una qualità e un livello di prestazioni elevate. Importante è valutare il PESO della bicicletta: considerate che quel “pezzo di metallo” deve trasportarvi ma siete voi a fare da motore. Se la bicicletta pesa molto ci farà più fatica. Attenzione anche alle ruote, molti comprato MTB per girare in città senza pensare che le “ruote grasse” comportano maggior sforzo (vero che danno maggior idea di equilibrio, però…).
Suggeriamo di non farsi ingolosire dalle offerte dei supermercati (tipo MTB a 99 €) a prezzo basso corrisponde qualità bassa, è uno strumento che vi durerà per anni, magari anche oltre i 10 anni, quindi vale la pena di spendere qualcosa in più ma poi goderni i benefici. Andate nei negozi specializzati e troverete personale preparato e in grado di guidarvi nelle scelte.

Se non avete molto da spendere ma non volete rinunciare alla qualità date un occhio al mercato dell’usato, rinuncerete magari all’ultimo modello in termini di tecnica ma potrebbe essere un modo per avvicinarvi a un modello che viceversa sarebbe troppo oneroso.

Ciclismo come cominciare: Riflettete

Non comprate una bicicletta solo perché vi piace o perché il telaio ha un colore che vi colpisce. Guardate tanti modelli, tante marche e tanti negozi. Comprereste una macchina entrando nella prima conscessionaria in base al colore? No, e allora non fatelo nemmeno con al bicicletta. Prendetevi del tempo per ottenere informazioni, prendete cataloghi e leggete articoli online. Quando avrete le idee chiare allora sarà il momento di fare l’acquisto della vostra bicicletta.

Ciclismo come cominciare: nessuna bicicletta fa miracoli

Attenzione alle delusioni, anche se comprerete la stessa bicicletta di Froome non pensate di poter fare i numeri solo perché avete lo strumento adatto. Se ad un autista imbranato date in mano una formula 1 nella migliore delle ipotesi non andrà veloce, nella peggiore si schianterà alla prima curva. In fase di partenza di questa passione non dovete vincere il Giro d’Italia ma divertirvi.

Ciclismo come cominciare: Abbigliamento

Spesso viaggiando in auto vi capita di vedere i “ciclisti della domenica” vestiti come dei professionisti, pensate che lo facciano a caso? Certo magari lo fanno per sembrare più “fighi” ma l’abbigliamento adatto può essere un fattore determinante per farvi amare od odiare questo sport. Molti ci dicono: io non mi ci vedo con la tutina aderente e i colori sgargianti, preferisco uscire con pantaloncini e maglietta normale. Niente di più sbagliato, non serve avere la divisa della squadra dei Pro ma un pantaloncino rinforzato  e una maglia da specifica per il ciclismo sicuramente aiutano a migliorare traspirazione.

 

 

Ciclismo Lento: l’elogio della non velocità

Ciclismo Lento, chi l’ha detto che se non hai il record su Strava sei uno sfigato?

Ciclismo Lento

Ciclismo Lento

Ciclismo Lento, un nuovo modo per approcciarsi alle due ruote, un modo più rilassato meno da ciclista teso a stabilire il nuovo record di velocità media nell’uscita della domenica e più volto al rilassamento mentale grazie al ciclismo. Intendiamoci, nessuno vuole sminuire chi in sella alla sua bici percorre chilometri e chilometri con medie degne di un professionista ma questo articolo, in un sito che tratta di gare, vuole rappresentare una voce un po’ diversa.

Il Ciclismo Lento è un concetto che si lega alla felicità di girare liberamente in bicicletta, nel godersi un panorama, un tramonto più che gettare l’occhio sul contachilometri. Questo modo di andare in bicicletta si avvicina al cicloturismo, all’unione tra una bella pedalata e magari una sana mangiata.

Abbiamo la fortuna di vivere in paese che in ogni angolo può riservare una sorpresa, sia essa un edificio storico o uno scorcio naturalistico.

E allora perché non provare col Ciclismo Lento, anche nell’idea di far diventare questo paese un po’ più a misura d’uomo e, perché no, di ciclista? Spostarsi in bicicletta partendo da casa o caricando il proprio mezzo su un treno può consentirci di andare a vedere luoghi a noi non noti, può permetterci di scoprire una fetta di Italia meno nota. Il Ciclismo Lento è un modo per convincere la fidanzata più pigra a uscire in bici con noi o l’amico sportivo da divano ad inforcare un MTB o una bicicletta da strada.

Chi l’ha detto che conta solo il contachilometri? Forse conta di più l’emozione che un’uscita in bicicletta può lasciarci.

Mara Fumagalli operata alla spalla

Mara Fumagalli: ecco come è andata l’operazione della biker

Mara Fumagalli

Mara Fugamalli

Mara Fumagalli è stata ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico programmato alla spalla, conseguenza della sua caduta di fine agosto durante la gara di Coppa del Mondo XCO della Val di Sole.

 

La sfortunata atleta del Team Polimedical-FRM sicuramente vorrà dimenticare in fretta la stagione 2017 segnata, oltre che dalla succitata caduta, anche dal clamoroso errore di un medico che le è costato il mondiale Marathon.

Parlavamo di errore clamoroso in quanto la sera prima della gara un medico nella nazionale ha trattato Mara Fumagalli con un cerotto spray contenente principi attivi dopanti. Accortasi dell’errore materiale del medico, la federazione ha deciso di non far prendere il via alla gara alla biker nativa di Garbagnate Monastero. Una vera beffa per Mara Fumagalli che puntava molto sulla gara di Singen in Germania.

Tornando all’intervento il chirurgo ortopedico di fiducia del Team Polimedical-FRM ha diramato il seguente comunicato: “Ho ricostruito il cercine posteriore e ritensionato tutta la capsula posteriore. Intra-operatoriamente risultato ottimo sulla stabilità. Sono soddisfatto”.

Ora la forte Mara, dopo il doveroso periodo di riposo sarà nelle mani del fisioterapita Emiliano Carro che si occuperà della parte rieducativa dell’arto e del recupero del tono muscolare.

Napoli: polizia in Mountain Bike

Napoli la polizia si sposta in Mountain Bike!

Napoli

Napoli, le MTB in dotazione alla Polizia

Napoli, lo avevano fortemente chiesto ed ora sono stati accontentati, alcuni agenti del commissariato di Polizia del quartiere Vomero, appassionati di ciclismo, hanno ottenuto delle fiammanti biciclette (delle Mountain Bike) su cui esercitare il proprio servizio.

L’idea era nata tre anni fa per cercare di rendere il movimento degli agenti più snello nel caotico traffico partenopeo e nel fitto reticolo di vie del capoluogo campano che presta non poche isole pedonali difficili da coprire con auto e motociclette. L’edizione dell’Expo 2015 di Milano era stata poi un progetto pilota per un servizio di Polizia in bicicletta.
Il Ministero dell’Interno, avendo approvato questo progetto dall’estate di quest’anno,  ha disposto l’adeguata assicurazione per le MTB che sono diventate operative in questo mese di ottobre. L’iniziativa sicuramente valida e certamente di impatto ecologico è stata molto apprezzata non solo dagli agenti ma anche dalla cittadinanza di Napoli

 

Gerhard Kerschbaumer firma con Torpado Gabogas

Gerhard Kerschbaumer prolunga il contatto con il team di Bettin

Gerhard Kerschbaumer

La firma di Gerhard Kerschbaumer

Gerhard Kerschbaumer biker italiano, specializzato nel cross-country già campione del mondo tra gli under-23 nel 2013 ha firmato il prolungamento del contatto che lo lega alla  Torpado Gabogas UCI MTB Team, la formazione di Coppa del Mondo XCO gestita da Mauro Bettin con cui ha iniziato a correre da questa stagione agonistica.

Nel Torpado Gabogas, il giovane altoatesino, che al suo attivo vanta una carriera ricca di successi tra cui due titoli di Campione del Mondo, un titolo di Campione Europeo e tre Campionati Italiani, coprirà il ruolo di capitano del team.

“Fin dall’inizio di questa stagione sia con Bettin ma con tutto lo staff della Torpado mi sono trovato veramente alla grande. Mi sono stati lasciati i miei spazio senza avere pressione o fiato sul collo per l’ottenimento di particolare risultati. Devo anzi dire che Mauro mi ha spesso aiutato dandomi ottimi suggerimenti degni di un vero campione. Quando mi è stata proposta la proroga del contratto non ci ho pensato su due volte, del resto, come si suol dire, squadra che vince non si cambia. Spero di potermi togliere grandi soddisfazioni e di onorare al meglio la maglia del mio team” ha dichiarato Gerhard Kerschbaumer.

 

 

 

Rebecca Gariboldi intervista per Ciclonews

Rebecca Gariboldi intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Rebecca Gariboldi giovanissima atleta del Team Isolmant Specialized già Campionessa Italiana di ciclocross ci racconta, in questa intervista, la sua passione per le due ruote.

Rebecca Gariboldi

Rebecca Gariboldi

Ciao Rebecca, anzitutto grazie per aver accettato con entusiasmo la nostra intervista

Ciao ragazzi, grazie a voi per questa opportunità, è un piacere fare due chiacchiere con voi.

Ci racconti com’è nata la passione per la bici?

Ero in prima elementare quando un giorno dopo scuola, un’amica di mia mamma ci ha informato che la società Lissone Mtb organizzava delle lezioni di mountainbike e ci invitava a fare una prova. Siamo andate a provare, ricordo l’incredibile emozione che ho provato e da quel sabato pomeriggio non ho più smesso con le due ruote.

Come mai hai scelto mtb/ciclocross?

Diciamo che da quando ho iniziato mi sono letteralmente innamorata della bici in generale, indipendentemente dalle gare ho sempre amato andare in bicicletta. La mia preferenza è, però,  sempre ricaduta sulle discipline del fuoristrada, Mountain Bike all’inizio e di conseguenza il ciclocross nella stagione invernale. Devo dire che, comunque, durante la settimana mi alleno spesso con la bici da corsa per tenermi in forma e posso dire che mi piace molto.

Il ciclismo è uno sport di fatica, quali valori ti ha trasmesso e perché lo suggeriresti ad una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo ha sicuramente formato parte del mio carattere. Mi ha insegnato a non mollare mai davanti alle difficoltà e lottare con la giusta grinta per raggiungere i miei traguardi, quello che serve anche nella vita quotidiana. Lo suggerirei ad una ragazza che vuole iniziare perché è molto divertente, ti dà la possibilità di visitare posti nuovi e conoscere nuove persone.

C’è una corsa che Rebecca Gariboldi ricorda con più piacere?

Sicuramente una gara che ricordo con emozione é quella in cui mi sono laureata campionessa italiana categoria Junior a Vittorio Veneto nel 2013. Ma anche le prime gare della stagione di ciclocross appena iniziata mi stanno regalando soddisfazioni incredibili, iniziare con dei podi in gare internazionali all’estero è una bella partenza, sono davvero contenta ma spero sicuramente di poter ulteriormente migliorare.

Hai vestito la maglia di campionessa italiana e la maglia della nazionale, cosa si prova a difendere quei colori?

Si ho avuto la fortuna di vincere il Campionato Italiano Juniores e di essere convocata per la nostra nazionale, è una soddisfazione  enorme, uno di quei traguardi che tutti vorrebbero prima o poi raggiungere quando si inizia a correre. E’ il classico sogno di ogni bambino o bambina che fa sport quello di diventare campione Italiano o difendere i colori azzurri. Si provano tantissime emozioni ma c’è anche il rovescio della medaglia che è la tanta pressione che quei colori mettono addosso ma francamente credo che la grinta che ti danno può portare ogni atleta a rendere oltre il proprio limite.

Hai qualche ciclista a cui ti ispiri?

Ci sono tante cicliste donne che mi piacciono, sia per come corrono quindi per la grinta e la determinazione che ci mettono ma anche per il loro saper essere donne e attente all’immagine. Il ciclismo è uno sport duro, ci vuole grinta e, in particolare nella MTB o nel ciclocross ci si sporcano le mani… e non solo. Se non ami il fango meglio non cimentarsi con questo sport.

Segui altri sport?

Mia sorella gioca a basket, quindi seguo ogni tanto le sue partite e vado a vedere qualche partita di serie A, la pallacanestro mi diverte molto è uno sport veloce e assolutamente divertente. In TV seguo tutte le prove della Moto GP è uno sport adrenalinico, mi piace molto guardarlo e spero un giorno di avere l’occasione per seguire una gara dal vivo.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Premetto che di tempo libero ne ho ben poco frequentando il terzo anno della facoltà di marketing all’Università Bicocca di Milano. Diciamo comunque che appena ho del tempo libero mi dedico alle uscite con gli amici, stare con il mio ragazzo, cenare fuori (adoro mangiare), cucinare dolci e fare shopping. Insomma cose normali che credo ogni ragazza della mia età adora fare.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Rebecca Gariboldi?

In questo momento mi sto completamente concentrando sulla stagione di ciclocross in corso, essendo l’ultimo anno da u23 voglio dare il massimo e togliermi il maggior numero di soddisfazioni possibili in questa categoria. Il calendario prevede importanti competizioni in Svizzera e altre gare di carattere internazionale che si svolgeranno in Italia e poi, naturalmente, sono già focalizzata sul Campionato Italiano del prossimo mese di gennaio.

 

Mathieu van der Poel obiettivo Tokio 2020

Mathieu van der Poel  punta sulla MTB per Tokio 2020

Mathieu van der Poel

Mathieu van der Poel

Mathieu van der Poel , fresco di vittoria a Waterloo, in una recente intervista alla televisione pubblica oladese NOS ha dichiarato di voler puntare alla partecipazione ai prossimi giochi di Tokio 2020.   Il ventiduenne figlio d’arte  ha dominato nelle prime due tappe della Coppa del Mondo ciclocross oltre ad aver ottenuto vittorie nelle corse in strada (Boucles de la Mayenne, Dwars door het Hageland e una tappa al Giro del Belgio).

“Purtroppo il ciclocross non è una disciplina olimpica e quindi devo concentrare i miei sforzi sulle gare di Mountain Bike di Tokyo 2020. Nelle prove di Coppa del Mondo di specialità ho ben figurato, pur non avendo preparato le gare in modo specifico, ho quindi la speranza di poter aumentare la mia competitività” ha dichiarato il portacolori della Beobank-Corendon che ha ottenuto un secondo posto, dietro l’imbattibile Nino Schurter, nella tappa di Albstadt della Coppa del Mondo di Mountain Bike 2017.

Circa il suo impegno full time nelle gare su strada Van der Poel ha dichiarato di voler rimandare il salto, appunto, a dopo le olimpiadi nipponiche “Dopo Tokio avrò solo 25 anni, ho tutto il tempo per costruirmi una carriera anche su strada per dieci anni, non c’è fretta, prima voglio gustarmi il sogno olimpico”.