Se il Team Sky chiudesse i battenti?

Cosa accadrebbe se il Team Sky chiudesse?

Il Team Sky perde il suo main sponsor e il mondo del ciclismo si interroga sui possibili scenari di ciclomercato o di fanta mercato?

Cosa potrebbe accadere se David Brailsford non dovesse trovare uno sponsor che sostituisca il marchio Sky sulle divise del team guidato da Froome e Thomas? Naturalmente l’appeal della formazione britannica rappresenta probabilmente il massimo punto di visibilità per un’azienda interessata a investire sul ciclismo. Di contro la “fee di ingresso” per far apparire il proprio brand sulle casacche non è di poco conto.,

Il futuro dello stesso Team Sky potrebbe essere ora in bilico visto quanto l’apporto dell’emittente britannica era funzionale al sostentamento del team, un’eventuale scioglimento della formazione potrebbe generare un terremoto a livello di equilibri dell’intero World Tour.

Ragionevolmente il manager David Brailsford dovrà trovare un nuovo partner commerciale prima del via del Tour de France viceversa non è difficile immaginare che qualche corridore possa trovare accordi con altre formazioni ingolosite da dei potenziali campioni “free agent”.

Per trovare un caso vagamente simile bisogna risalire alla chiusura della High Road che all’epoca annoverava tra le proprie fila due fenomeni come Cavendish e Greipel che però non sono paragonabili con i vincitori degli ultimi grandi giri.

La concomitante disponibilità sul mercato di atleti come Thomas, Froome, Kwiatkowski e Bernal potrebbe però generare un eccesso di offerta con la possibilità di un calo degli emolumenti degli “orfani” di mamma Sky.

Su questa ipotesi si è espresso il direttore sportivo della Mitchelton-Scott, Matt White:

“Se Sky chiudesse cambierebbe totalmente il mercato per il 2020. Non è mai accaduto un simile evento nella storia del ciclismo e si creerebbe una vera e propria lotta per accaparrarsi questi talenti ma avere così tanti grandi nomi sul mercato potrebbe abbattere il valore per tutti”.

Effettivamente i big già accasati potrebbero vedersi ridurre il proprio potere contrattuale se sul mercato fosse disponibile l’intero roster della formazione più forte al mondo e, di contro, un team che già oggi ha un capitano si troverebbe con il dilemma di continuare con il proprio leader o firmare il vincitore di un grande giro.

Se la Sky chiudesse i battenti quali squadre avrebbero i soldi per firmare un atleta con le aspettative salariali di Froome?  Probabilmente pochi team possono permettersi un tale monte stipendi anche perché, quasi sicuramente, il kenyano pretenderebbe di avere  al suo fianco i gregari più fidate (e anch’essi ben pagati dal team britannico).

Secondo alcune voci insistenti, però, Brailsford potrebbe avere già parecchie aziende pronte ad aprire le proprie porte (e il proprio portafoglio) alla squadra inglese ed è plausibile che il manager avesse da tempo un “piano B” ben sapendo che una sponsorizzazione non può durare per sempre. Alte voci, invece, dicono che il direttore del team avesse in mente la data del 2021 come possibile termine del sodalizio con Sky (se non addirittura il 2024).

Molti addetti ai lavori ritengono che Brailsford avrà grandissime difficoltà a trovare un nuovo sponsor in grado di garantire il medesimo supporto offerto da Sky e, complice il fenomeno in atto della Brexit, la corsa a un nuovo partner pare ricca di ostacoli.

“Mi piace costruire cose, sono un ottimista e tutti sanno che nella vita le cose cambiano. In questi casi è importante restare calmo, unire le forze e cercare nuove opportunità. Credo che affrontare una simile sfida con energia ed entusiasmo aiuta a costruire qualcosa di nuovo” ha detto Brailsford a BBC Sport.

 

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno pro

Ciclisti Under 23 italiani che passeranno tra i pro nel 2019

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno professionisti nel 2019: tra i più attesi Matteo Moschetti attenzione anche ad  Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under 23 italiani che nel 2019 passeranno professionisti: come ogni anno le squadre WorldTour e Professional hanno battagliato per assicurarsi i talenti più promettenti del panorama ciclistico mondiale.

Sono 7 i ragazzi italiani che hanno già ufficialmente un contratto per la prossima stagione professionistica. Nomi interessanti quelli di questa “infornata” tricolore.

Su tutti spicca il nome di Matteo Moschetti talento cristallino per , uno dei velocisti più promettenti del panorama internazionale che nel 2018 ha ottenuto otto vittorie con la maglia della Polartec-Kometa. Il prossimo anno Matteo andrà a vestire la prestigiosa maglia della Trek–Segafredo (di cui la Polartec è la “cantera”).

Occhi puntati sul cronoman Edoardo Affini reduce dalla medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e agli Europei Under23. Al recente Mondiale di Innsbruck Edoardo ha sfiorato il podio nella prova contro il tempo. Nella stagione 2019 andrà alla corte del vincitore della Vuelta Espana Simon Yates, capitano della la Mitchelton–Scott.

Andrà a vestire la maglia della Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali il giovane passista scalatore Andrea Garosio che quest’anno si è messo in luce tra le fila della D’Amico–Utensilnord.

Ha trovato contratto in un team Professional il velocista Leonardo Fedrigo che ha firmato con l’Androni Giocattoli-Sidermec. Altro velocista di primo piano è Giovanni Lonardi, che ha firmato con la Nippo–Vini Fantini–Europa Ovini

La Bardiani–CSF ha “pescato” due giovani interessanti come Luca Covili e Francesco Romano, mentre la Delko Marseille Provence KTM ha messo sottocontratto Alessandro Fedeli

Ciclisti Under 23 italiani passati Professionisti:

Edoardo Affini Mitchelton – Scott
Luca Covili Bardiani – CSF
Leonardo Fedrigo Androni Giocattoli – Sidermec
Andrea Garosio Bahrain – Merida
Matteo Moschetti Trek – Segafredo
Francesco Romano Bardiani – CSF
Alessandro Fedeli Delko Marseille Provence KTM
Giovanni Lonardi Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini

Per una serie di giovani prospetti che si stanno accasando tra team Professional e World Tour vi sono, di contro, tanti professionisti che al momento non hanno ancora una collocazione per la stagione alle porte.

In particolare è nutrita la pattuglia di corridori tricolore in cerca di collocazione, ecco l’elenco completo in ordine alfabetico

WorldTour

Valerio Agnoli (Bahrain-Merida)
Eugenio Alafaci (Trek-Segafredo)
Cesare Benedetti (Bora-hansgrohe)
Eros Capecchi (Quick-Step Floors)
Davide Cimolai (Groupama-FDJ)
Fabio Felline (Trek-Segafredo)
Filippo Ganna (UAE Team Emirates)
Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida)
Riccardo Minali (Astana)
Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale)
Manuele Mori (UAE Team Emirates)
Moreno Moser (Astana)
Matteo Pelucchi (Bora-hansgrohe)
Salvatore Puccio (Sky)
Edward Ravasi (UAE Team Emirates)
Diego Ulissi (UAE Team Emirates)
Giovanni Visconti (Bahrain-Merida)

Professional

Simone Andreetta (Bardiani-CSF)
Simone Antonini (Wanty-GroupeGobert)
Nicola Bagioli (Nippo-Fantini)
Enrico Barbin (Bardiani-CSF)
Marco Benfatto (Androni-Sidermec)
Liam Bertazzo (Wilier-Selle Italia)
Alessandro Bisolti (Androni-Sidermec)
Raffaello Bonusi (Androni-Sidermec)
Michael Bresciani (Bardiani-CSF)
Matteo Busato (Wilier-Selle Italia)
Danilo Celano (CajaRural-RGA)
Marco Coledan (Wilier-Selle Italia)
Giuseppe Fonzi (Wilier-Selle Italia)
Marco Frapporti (Androni-Sidermec)
Mattia Frapporti (Androni-Sidermec)
Alan Marangoni (Nippo-Fantini)
Marco Maronese (Bardiani-CSF)
Mirco Maestri (Bardiani-CSF)
Jacopo Mosca (Wilier-Selle Italia)
Andrea Peron (Novo Nordisk)
Umberto Poli (Novo Nordisk)
Simone Ponzi (Nippo-Fantini)
Filippo Pozzato (Wilier-Selle Italia)
Lorenzo Rota (Bardiani-CSF)
Ivan Santaromita (Nippo-Fantini)
Matteo Spreafico (Androni-Sidermec)
Simone Sterbini (Bardiani-CSF)
Marco Tizza (Nippo-Fantini)
Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF)
Alex Turrin (Wilier-Selle Italia)
Edoardo Zardini (Wilier-Selle Italia)
Luca Wackermann (Bardiani-CSF)
 

 

Il ciclismo parla inglese grazie alle vittorie nei grandi giri

Il ciclismo ha smesso di parlate italiano e francese?

Il ciclismo sta cambiando e la dimostrazione è il dominio britannico nelle corse a tappe da Froome a Thomas fino a Simon Yates

Il ciclismo inglese domina

Il ciclismo inglese domina

Il ciclismo ha smesso di parlare italiano e francese e ormai parla inglese. Il ciclismo pioneristico nasce oltralpe e il francese ne diventa la lingua ufficiale i successi tricolori portano alla ribalda la nostra lingua ma ora tutto pare cambiato.

A cavallo degli anni 80 lo statunitense Greg Lomond aveva portato una ventata a stelle e strisce in un mondo fino ad allora solo Europeo.

Negli anni 2000 il dominio da parte del “grande bluff” rappresentato da Lance Armstrong ha, ad ogni modo, contribuito a “sprovincializzare” lo sport del pedale portando una grande crescita del prodotto ciclismo negli Stati Uniti e facendo diventare l’inglese come una delle lingue del ciclismo.

Ora l’evoluzione degli ultimi anni ha segnato il dominio del mondo britannico nel ciclismo mondiale.

Il ciclismo in UK

I corridori di sua maestà hanno conquistato gli ultimi 5 grandi Giri consecutivamente: tre li ha conquistati Chris Froome, (Tour e Vuelta nel 2017, Giro d’Italia nel 2108). Geraint Thomas, ha trionfato all’ultimo Tour de France e domenica è stata la volta del 26enne Simon Yates che ha vestito la maglia rossa di vincitore della Vuelta sul podio di Madrid.

L’exploit degli uomini della Regina Elisabetta non è e non può essere considerato frutto del caso, la Gran Bretagna da sempre nazione legata al mondo del ciclismo su pista ha creato e sviluppato una scuola di ciclismo che, appunto, dalla pista è partita per conquistare la strada.

Simon Yates non è una rivelazione della Vuelta, al Giro aveva indossato la rosa per 13 giorni e conquistato tre tappe, non tutti lo davano favorito alla partenza della corsa iberica, probabilmente sbagliando. Simon ha dimostrato un livello elevatissimo lungo le strade italiane salvo poi saltare quando in compagno di nazionale Chris Froome ha fatto il diavolo a quattro sul Colle delle Finestre.

Yates è partito con calma per poi esplodere nell’ultima settimana della Vuelta Espana 2018. Simon, a differenza di tanti suoi connazionali non appartiene alla Grande Armata di Sky (come invece Wiggins, Froome, Thomas) ma alla Michelton-Scott formazione australiana ma anche lui viene dalla scuola della pista britannica.

Il ciclismo di Simon Yates

Simon è l’ultimo prodotto della scuola anglosassone, fratello di Adam compagno di squadra, nato a Greater Manchester, il 7 agosto 1992. E’ stato campione del mondo juniores nell’americana ed élite, appena ventenne, nella corsa a punti. Insomma un altro amante del parquet, dei profili alti, delle ruote lenticolari che passa senza troppi problemi a dominare la strada.

Simon Yates è però diverso dai suoi predecessori, non ha la spiccata attitudine di Wiggins alla cronometro (anche se ha dominato i rivali diretti anche in questa specialità) e, a differenza di Froome e Thomas ha una pedalata più ordinata e fluida, bella da vedere da “grimpeur” (usando un termine tipicamente francese e ciclistico).

Simon non piega la testa sul manubrio, pedala a mento alto, rilancia l’azione sui pedali, è un ciclista quasi “non britannico”

Il capitano della Mitchelton-Scott, va detto, non disponeva di un super team come la Sky che hanno scortato Wiggins, Froome e Thomas in ogni situazione, Simon ha saputo cavarsela con le proprie gambe

Insomma Simon Yates parla una lingua del ciclismo un po’ diversa da quella dei suoi connazionali che lo hanno preceduto ma porta il ciclismo a parlare comunque inglese.

 

 

 

 

 

 

Le foglie morte 2018 Randonnée e Ciclostorica

Le foglie morte 2018 gara organizzata dalla ASD Cicli Turri

Le foglie morte 2018 Randonnée e Ciclostorica organizzata il 21 ottobre 2018 dalla ASD Cicli Turri lungo tre percorsi: 160, 100 e 65 km

Le foglie morte 2018

Le foglie morte 2018

Le foglie morte 2018, Trofeo Alessandro Merindiani – randonnèe e ciclostorica in programma il prossimo 21 ottobre 2018.

L’edizione 2018 si snoderà lungo tre percorsi: 160, 100 e 35 km, quest’ultima distanza dedicata alla ciclostorica e alle famiglie. La partenza e l’arrivo della manifestazione saranno nel comune di Cardano al Campo.

Alla “foglie morte 2018” possono partecipare i tesserati ciclosportivi e master F.C.I., Enti di Promozione Sportiva che abbiano sottoscritto accordo con FCI per l’anno in corso o a Federazioni ciclistiche straniere regolarmente tesserati, in età compresa tra i 17 (anno solare) ed i 69 anni (anno solare).

Possono partecipare a “Le foglie morte 2018”, i non tesserati, in possesso di certificato medico di idoneità sportiva agonistica per attività ciclistiche, sottoscrivendo tramite la Società Organizzatrice la tessera giornaliera ACSI, che include l’assicurazione obbligatoria responsabilità civile verso terzi (dettagli sul sito http://ciclismo.acsi.it) e il codice etico, i cui moduli sono scaricabili dal sito http://lefogliemorte.it.

I partner della manifestazione saranno: Isostad, Mitchelton Scott, Varese Sport Commission e Camera di Commercio di Varese

La partenza e l’arrivo della manifestazione saranno nel comune di Cardano al Campo in provincia di Varese

Previsto un gustoso “Pasta party” finale in area coperta e riscaldata e un ricco ristoro lungo il percorso.

Parte del ricavato della manifestazione, sarà devoluto all’associazione Amici Centro Studi Sclerosi Multipla Onlus Ospedale di Gallarate.

Le foglie morte 2018: costi di iscrizione

Il costo dell’iscrizione è di

  • € 14,00 uomini per le iscrizioni effettuate online entro la data termine per le iscrizioni online.
  • € 18,00 uomini per le iscrizioni effettuate giorno stesso della manifestazione.
  • Le donne potranno partecipare gratuitamente
  • Supplemento di € 15,00 per la copertura assicurativa obbligatoria riservata ai cicloturisti.

Il costo dell’iscrizione comprende:

  • un numero di cartellino
  • un punto di ristoro lungo il percorso
  • doccia, servizio spogliatoio presso la sede di arrivo della manifestazione
  • servizio pasta party presso la sede di arrivo della manifestazione

Le foglie morte 2018: organizzazione Cicliturri

L’Associazione Sportiva Dilettantistica CICLITURRI, è un gruppo ciclistico amatorial e nato nel 1989 nella città di Gallarate (VA volontà di un gruppo di amici capitanati da Pierino Turri. Oltre alla randonnée e ciclostorica ‘le foglie morte’, la ASD Cicli Turri organizza anche la famosa Varese Van Vlaanderen, la più partecipata randonnée della provincia di Varese.

 

Pinot vince, Simon Yates ipoteca la Vuelta

Pinot vince ad Andorra, il britannico ipoteca la Vuelta

Pinot vince la frazione con arrivo ad Andorra della Vuelta Espana 2018 che è sempre più vicina ad essere conquistata da Simon Yates

Pinot vince ad Andorra

Pinot vince ad Andorra

Pinot vince la 19^ tappa della Vuelta Espana 2018 con arrivo ad Andorra mentre  il britannico della Mitchelton–Scott supera il primo dei due  ultimi scogli che lo separano dalla passerella di Madrid. Grande la prova di forza di Simon Yates che non si accontenta di controllare gli avversari ma si impegna in prima persona chiudendo alle spalle del francese.

La frazione di oggi e quella di domani decideranno le sorti della classifica finale dell’ultimo grande giro di questo 2018 e nel gruppo serpeggia non poca adrenalina. Tappa particolare quella di oggi, sostanzialmente pianeggiante fino all’ultima terribile salita: il Coll de la Rabassa, 17 km al 6.6% di pendenza media  con punte  al 13%.

Ci provano in tanti ad avvantaggiarsi, nomi noti e meno noti, ma le squadre controllano tutti e tutto con la Movistar che non vuole lasciare spazio a nessun attacco. Solo dopo un’ora e mezza di corsa risconto ad allungare Benjamin Thomas (Groupama-FDJ) e Jonathan Castroviejo (Team Sky) ma i due possono stare in avan scoperta giusto fino alla salita finale quando entrano in scena i top team.

 

Il gruppo attacca la montagna e Quintana attacca il gruppo con George Bennett e Steven Kruijswijk che provano a seguirlo. Il colombiano della Movistar sembra deciso a fare il vuoto ma la sua azione ha solo l’effetto di destare la maglia rossa che assieme a Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) si riporta al comando della corsa.

All’azione del capitano della Mitchelton–Scott non risponde ne Valverde ne Mas. A giocarsi la vittoria finale sono Pinot e Yates ma chiaramente il britannico ha altri obiettivi nella testa che la vittoria di tappa e lascia via libera a Thibaud che lo anticipa di 5 secondi sul traguardo di Andorra. Paga quasi un minuto Mas, accusa oltre settanta secondi Valverde e per Yates tutto sembra sempre più probabile iscrivere il proprio nome dopo quello di Chris Froome nell’Albo d’Oro della Vuelta.

 

Pirelli sbarca nel ciclismo

Pirelli amplia la sua presenza nel mondo del ciclismo

Pirelli sbarca nel mondo del ciclismo e ha presentato il suo progetto durante il recente Gran Premio di Francia di Formula 1.

Pirelli

Pirelli

Pirelli casa italiana produttrice di pneumatici e fornitore unico della Formula 1 ha presentato, durante il recente GP di Francia di F1 i suoi programmi nel mondo delle due ruote a pedali.

Già qualche mese il noto marchio aveva siglato un accordo con il team Pro Continental Aqua Blue Sport e, proprio in occasione del Gran Premio svoltosi su circuito di Le Castellet, Pirelli ha annunciato la partnership con la squadra australiana Mitchelton-SCOTT, attualmente secondo nel ranking mondiale.

Il testimonial d’eccezione dell’evento è stato il campione inglese Simon Yates, protagonista nel recente Giro d’Italia. Il corridore britannico si è esibito lungo il circuito del GP francese in sella alla sua Scott nera.

La “P lunga” farà il suo ritorno nelle prove del calendario UCI proprio in occasione del prossimo Tour de France fra poco più di due settimane.

All’evento francese  hanno preso parte Antonella Lauriola, COO Pirelli Velo, Piero Misani, Chief Technological Officer Two Wheels Pirelli, Mario Isola, Responsabile Car Racing.

L’idea di dare visibilità all’evento ciclistico nel contesto del Gran Premio di Formula Uno è legata all’approccio che il brand italiano vuole attuare: stringere accordi di partnership che prevedano anche uno sviluppo congiunto e continuo della gomma, per raggiungere la massima prestazione. Insomma Pirelli vuole replicare la filosofia che l’ha resa numero uno al mondo nel settore delle corse automobilistiche anche nel mondo del ciclismo professionistico.

Negli ultimi mesi gli addetti del team Mitchelton-Scott e il personale R&D della Casa italiana hanno lavorato a stretto contatto per un continuo scambio di dati e informazioni tecniche al fine di migliorare al massimo il prodotto. I nuovi tubolari hanno percorso qualcosa come 300.000 chilometri tra prove, test congiunti e gare (tra cui alcune di categoria World Tour). Tutte le prove non hanno visto, per scelta, l’esposizione del marchio Pirelli ma sono state svolte da atleti del team australiano.

Il rapporto tra il noto marchio e il ciclismo è assolutamente storico e già nel 2016 erano ventilate alcune voci che volevano il ritorno del marchi italiano alle corse professionistiche. Pirelli fu presente già nel primo Giro d’Italia del 1909 tanto che ben 30 dei 49 atleti che tagliarono il traguardo finale erano “gommati” dalla P grande.

Pirelli PZero Velo

PZero Velo versione tubolare è il nome del prodotto che verrà a brevissimo lanciato ma sul quale proseguiranno testing e valutazione on-field costante.

La nuova  linea di gomme sarà caratterizzata da un color code che ne identificherà l’uso:

  • argento per il segmento racing,
  • rosso per le prove a  crono
  • blu per le quattro stagioni.

Elisa Balsamo terza alla Gooik-Gerardsbergen-Gooik

Elisa Balsamo terza nella prestigiosa corsa belga

Elisa Balsamo terza alla Gooik-Gerardsbergen-Gooik, corsa belga che ha visto la vittoria di Sarah Roy

Elisa Balsamo terza

Elisa Balsamo terza

Elisa Balsamo terza alla Gooik-Gerardsbergen-Gooik, la forte atleta della Valcar-PBM ha ben figurato nella prestigiosa corsa belga vinta da Sarah Roy.

Dopo quasi un mese di lontananza dalle competizioni su strada a causa degli impegni su pista, Elisa è tornata a brillare e con lei anche Maria Giulia Confalonieri che ha ottenuto un interessante settimo posto, le due ragazze hanno dimostrato ancora una volta una intesa assolutamente vincente.

Se davanti a dominare la scena c’è stato il duo della Mitchelton-Scott formato da Gracie Elvin e Sarah Roy scattate sul Bosberg alle loro spalle la coppia Balsamo-Confalonieri ha dimostrato intelligenza tattica e solidità mentale.

All’inseguimento delle due fuggitive c’era un gruppetto di dieci atlete ma le due più pronte sono risultare le ragazze in fucsia che hanno ottenuto il migliore dei risultati possibili a quel punto della gara.

Nonostante la condizione non ancora perfetta, la nostra  Elisa Balsamo  è scattata sul GPM tagliando fuori dai giochi la pericolosa Lorena Wiebes. Quando si è capito che le due davanti erano imprendibili, dunque, Maria Giulia Confalonieri ha provato a scattare in due occasioni, mentre Elisa ha pensato di conservare le forze per la volata finale.

Elisa Balsamo ora volerà a Mosca con le colleghe della nazionale per andare a caccia di punti fondamentali per le qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Neymar si prepara per il mondiale andando in bicicletta

Neymar prova a recuperare per il mondiale andando in bici

Neymar, calciatore brasiliano più pagato la mondo, sta recuperando da un infortunio in vista della Coppa del Mondo di Russia 2018 allenandosi con una bicicletta Scott

Neymar

Neymar

Neymar, attaccante del PSG è stato vittima di un infortunio al metatarso lo scorso mese di febbraio durante una partita contro l’Olympique di Marsiglia e da allora non ha più messo piede in campo. Per provare a recuperare in vista degli imminenti Mondiali di Calcio in Russia, il giocatore brasiliano si sta allenando con una speciale bicicletta Scott Foil personalizzata con i colori della nazionale brasiliana.

Secondo la Scott, l’attaccante “era consapevole delle belle performance di Simon Yates al Giro d’Italia tanto che ha posato con la maglia della squadra di Mitchelton-SCOTT per augurare il meglio per il resto della gara”.

La Scott ha deciso di fare un prodotto assolutamente custom per Neymar e quindi non solo ha preparato il telaio con i colori del Brasile ma ha inserito il logo di Neymar, il distintivo del team Mitchelton-Scott e persino il tatuaggio “Family” del brasiliano che adornano il tubo obliquo.  A presentare la bicicletta al 26enne calciatore carioca è stato il meccanico della Mitchelton-Scott David Fernandez.

La bicicletta verde oro e blu presenta anche  Dura-Ace 9150 al top della gamma insieme a Syncros Aero Wheels oltre che  pneumatici Continental Grand Prix 4000 personalizzati con loghi dorati e sella Syncros RR1.0.

Il modello più costoso della  Scott Foil Disc arriva a  10.999 sterline ma viene fornito con le ruote Zipp 303, ma siamo sicuri che il calciatore più costoso del mondo può permettersi un paio di Zipp se vuole l’aggiornamento.

 

 

 

Simon Yates re del Giro d’Italia

Simon Yates re della corsa rosa

Simon Yates re della corsa rosa, mantiene la promessa degli scorsi giorni e conquista secondi importanti su Tom Dumoulin in vista della cronometro

Simon Yates re del Giro d'Italia

Simon Yates re del Giro d’Italia

Simon Yates re del Giro d’Italia? Tutto fa pensare che il britannico sia ormai il favorito numero uno per vestire di rosa sul traguardo di Roma quando manca una settimana al termine del Giro. Dopo aver domato agevolmente lo Zoncolan ecco che il corridore della  Mitchelton–Scott dimostra di non avere rivali facendo saltare la resistenza degli avversari e (probabilmente) blindando il ruolo di leader della generale.

Fin dal via di Tolmezzo il gruppo va a tutta, vi sono diversi tentativi di fuga fin dalle prime fasi di gara, lo stesso Fabio Aru prova ad allungare ma il gruppo controlla tutti. Ci vogliono settanta chilometri prima che arrivi il via libera di un drappello di 24 elementi che poi restano in cinque: Quintana, Cherel, Denz, Ciccone e Visconti. I cinque riescono ad allungare ma non hanno vita facile e il loro margine non sale mai troppo.

Si forma un altro gruppetto di attaccanti con Michael Woods (EF Drapac), Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec), Alessandro De Marchi (Bmc). Va invece in affanno, fin dai primi passi, Fabio Aru che dimostra ancora una volta di essere in forte difficoltà in questo Giro d’Italia.

Nel gruppo lavora duro la Sunweb che vuole consentire a Tom Dumoulin di giocarsi le carte per la rimonta su Yates e che va a riprendere a uno a uno i fuggitivi.

Superati i  Passi della Mauria, Tre Croci e Sant’Antonio, il affronta il Costalissoio e qui Miguel Angel Lopez (Astana) dà il via alle danze, nel gruppo dei big restano in dieci. Nel gruppo di testa, a sorpresa manca il vincitore dello Zoncolan Chris Froome. A quel punto è la maglia rosa a prendere l’iniziativa, Simon Yates stacca tutti e si invola verso Sappada inseguito da Pozzovivo, Lopez, Pinot, Dumoulin e Carapaz.

Tom Dumoulin chiede aiuto ai compagni del gruppetto ma nessuno lo aiuta nel tentativo di richiudere sul britannico che continua ad allungare sugli inseguitori. Dopo le vittorie di  Campo Imperatore e Osimo, ecco che Simon Yates conquista anche Sappada e ora può guardare con serenità alla cronometro di martedi.

Gli inseguitori arrivano a 41″ regolati da Lopez. In generale Dumoulin ha ora 2 minuti e 11 secondi di distacco dal leader mentre in terza posizione troviamo il nostro Domenico Pozzovivo. Froome paga lo sforzo profuso sullo Zoncolan chiudendo a 1’40 mettendo la parola fine sulle velleità di vittoria finale.

 

 

Chaves Yates doppietta Mitchelton–Scott

Chaves Yates la coppia Mitchelton-Scott trionfa sull’Etna

Chaves Yates coppia della Mitchelton–Scott dominano nel primo arrivo in salita sull’Etna: tappa a Estban e maglia rosa a Simon

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates, la coppia della Mitchelton–Scott sull’Etna da spettacolo portando a casa la tappa e la maglia rosa. C’era molta attesa per il primo test di rilievo per il gruppo dei Big, a gioire sono gli atleti della formazione australiana.

Parte quasi subito una fuga composta da un drappello numeroso di atleti (in totale 26 elementi) tra cui spiccano Oomen, Gavazzi, Ciccone, De Marchi, Reichenbach, Henao  Gesink e lo stesso Esteban Chaves.

Alle spalle dei fuggitivi c’è apprensione per il numero elevato di uomini in fuga e tutti si impegnano per controllare la fuga che non supera mai i tre minuti di margine. Ai piedi dell’Etna il vantaggio dei primi supera di pochissimo il minuto. Quando il gruppo dei big imbocca le prime rampe ecco arrivare la caduta di Davide Formolo della Bora che però riesce prontamente a rientrare.

Davanti ci prova il nostro Giulio Ciccone che dopo aver trascorso qualche chilometro in testa viene raggiunto dal colombiano Chaves. Dietro di muove il vincitore del Giro 2017, Tom Dumoulin che allunga ai meno 5 chilometri quando la salita è più ripida. La maglia rosa Rohan Dennis comincia a dare segnali di cedimento.

Ci provano prima Domenico Pozzovivo e poi Simon Yates compagno di squadra del battistrada che riesce a fare il vuoto. Il britannico raggiunge il compagno e i due possono fare passerella davanti all’Osservatorio Astronomico dell’Etna. Primo Esteban Chaves e secondo Simon Yates che si “accontenta” di conquistare la maglia di leader della generale.

Con 26″ di ritardo transitano gli altri big con in testa Thibaut Pinot (Groupama – Fdj); quinto Pozzovivo, nono Fabio Aru (UAE Team Emirates) nel gruppo sono presenti anche Tom Dumoluin e Chris Froome. Si difende l’ormai ex maglia rosa Rohan Dennis che ora copre la sesta posizione in generale a 53″.