Mikel Landa si frattura: Vuelta a rischio

Mikel Landa si frattura una vertebra a San Sebastian

Mikel Landa si frattura una vertebra a causa della brutta caduta alla Clásica de San Sebastián avvenuta al chilometro 19 dal traguardo, la Vuelta è a rischio

Mikel Landa si frattura una vertebra

Mikel Landa si frattura una vertebra

Mikel Landa si frattura la vertebra lombare L1 durante la maxicaduta che ha coinvolto il gruppo durante la Clásica de San Sebastián. L’impatto a terra è stato assolutamente violento tanto da preoccupare non poco per le condizioni dell’iberico e non solo (tra i feriti anche Egan Bernal).

Le condizioni del corridore, fortunatamente, non sono gravi tanto da essere stato lo stesso Landa a tranquillizzare il team dicendo di star bene. Il primo bollettino medico parlava di trauma lombare in attesa di ulteriori e necessari accertamenti. I successivi controlli clinici hanno, appunto, evidenziato una  frattura alla vertebra lombare L1.

Sono previsti ulteriori accertamenti presso l’ospedale dove Mikel Landa è stato trasportato ma è ipotizzabile che saranno necessarie almeno due o tre settimane di completo riposo per riprendersi dai postumi di questo brutto incidente. A questo punto diventa molto difficile prevedere che lo spagnolo possa essere al via della prossima Vuelta a Espana che partirà il prossimo 25 agosto con la cronometro individuale di Malaga.

 

 

 

 

Team Sky-Giro finalmente il tabù sarà sfatato?

Team Sky-Giro, dopo 5 anni si sfata il tabù?

Team Sky-Giro un tabù da sfatare dopo 5 anni con i tentativi infruttuosi di Wiggins, Landa, Porte e Thomas, ci voleva Chris Froome per battere la maledizione?

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro questo matrimonio s’ha da fare? Parliamoci chiaro, tutti quando venne annunciata la presenza di Chris Froome abbiamo pensato che finalmente la squadra britannica sarebbe stata in grado di vincere il Giro d’Italia. Parliamoci ancora più chiaro giovedì sera quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria del kenyano bianco alla corsa rosa e per il Team Sky si frofilava l’impossibilità di sfatare il Tabù-Giro.

Ci hanno provato in tanti nei 5 anni di esistenza della temibile formazione britannica. Il primo a calare nello stivale con i galloni del capitano e i favori dei pronostici fu Sir. Bradley Wiggins già vincitore alle Olimpiadi e al Tour de France. Per Wiggo il giro fu come la Russia per Napoleone. Fu poi la volta di Richie Porte che partì bene ma crollo complice anche la squalifica per un cambio ruota irregolare. Poi ecco Mikel Landa che, complice una cena indigesta, naufragò miseramente. Lo scorso anno, altro giro altra corsa, ecco Geraint Thomas che cadde violentemente dopo 12 tappe. Insomma solo un miracolo poteva fare uscire la Sky dalle paludi del bel paese, un miracolo o forse il corridore più forte (e più chiacchierato del momento) alias Chris Froome from South Africa.

Froome, abbiamo imparato a conoscerlo, è metodico, serio, non lascia nulla al caso. Nell’inverno ha macinato chilometri su chilometri spinto anche dalla rabbia per la positività al salbutamolo. In un team molto attento ai dettagli ecco che l’Inglese aveva pianificato tutto: arrivare a Gerusalemme un po a corto di preparazione per esplodere tornante dopo tornante e arrivare a Roma di rosa vestito. Manca ancora una tappa di montagna ma la prova di Chis ha strabiliato anche i suoi più grandi detrattori.

Se da una parte il Team Sky è solito calcolare ogni dettagli scrupolosamente, poco prevedibile era la caduta in ricognizione prima della crono di Gerusalemme o quella durante un tratto di salita nei primi giorni di corsa. Questi due accadimenti e la condizione ancora da arrivare avevano creato una dicotomia tra le aspettative degli addetti ai lavori e i risultati che Chris Froome stava ottenendo.

Quando Froome ha attaccato sullo Zoncolan tutti abbiamo pensato a un colpo di coda di un campione ferito che andava a vincere una tappa per “accontentarsi”. Invece nel Team Sky qualcosa bolliva in pentola. La tappa di ieri è stata preparata scientificamente, tutto studiato nei minimi dettagli. A ogni membro del team è stato affidato un compito: dai gragari che dovevano lavorare per il capitato ai DS ai massaggiatori fino agli autisti dei bus.

Un esempio della finalizzazione del piano sono stati gli uomini con pettorina sguinzagliati sul Colle delle FInestre laddove l’ammiraglia poteva restare indietro. Il team ha pensato a una task-force con uomini dotati di borracce, ruote, gilet per coprirsi e alimenti. Nicolas Portal ha coordinato gli uomini tutti dotati di radiolina per non sgarrare nemmeno di un centimetro.

Insomma Chris Froome è un fenomeno (anche discusso e attaccato dai tifosi) ma sicuramente gode di un team in cui la professionalità e l’organizzazione sono punto focale. Dopo tanti anni di attacchi vani, il kenyano bianco sembra indirizzato nel portare la prima maglia rosa oltre manica. Staremo a vedere.

 

 

 

Team Sky, Tour of the Alps da record?

Team Sky,Tour of the Alps per un nuovo record

Team Sky, Tour of the Alps dal 2015 è terreno di conquista con Richie Porte, Mikel Landa e Geraint Thomas, sarà record?

Team Sky,Tour of the Alps è orma

Team Sky,Tour of the Alps

Team Sky,Tour of the Alps

i terreno di conquista per la formazione Britannica che negli ultimi tre anni ha letteralmente dominato la corsa di avvicinamento al Giro d’Italia.

Richie Porte nel 2015, Mikel Landa nel 2016 e Geraint Thomas nel 2017 ecco le ultime vittorie nella corsa tutte marchiate Team Sky. In vista dell’edizione 2018 dell’evento ciclistico euro-regionale (in programma dal 16 al 20 aprile), cala il proprio jolly: Chris Froome che vuole aiutare lo squadrone britannico a ottenere un risultato assolutamente storico. L’obiettivo è imporsi in una corsa a tappe per la quarta volta consecutiva con quattro corridori differenti.

Dopo aver fatto incetta di maglie gialle, ben 59, il fuoriclasse di origini frutterà il Tour of the Alps come rampa di lancio per conquistare anche il Giro d’Italia.

In pochissimi hanno ottenuto la doppietta Tour of the AlpsGiro d’ItaliaGilberto Simoni(2003), Damiano Cunego (2004) e Vincenzo Nibali (2013).

E’ palese che il nativo di Nairobi ha tutte le carte in regola per far melgio dei suoi colleghi Porte, Landa e Thomas, che sono stati l’emblema della maledizione che coglie il Team Sky alla corsa rosa.

Team Sky, Tour of the Alps: parla Tosatto

Molto fiducioso appare il Direttore Sportivo Matteo Tosatto: “La squadra si sta preparando al meglio per il Tour of the Alps dove abbiamo ambizioni di vittoria e dove vogliamo mettere a punto la condizione in vista dell’assalto al Giro. Il Tour of the Alps è una corsa affascinante e splendidamente organizzata, presenta salite di assoluto spessore e storicamente da una cartina di tornasole delle condizione dei pretendenti alla vittoria della corsa rosa”.

Il DS ha poi parlato dei rivali del britannico alla vittoria: “dovremo stare molto attenti a Fabio Aru  che arriva da una primavera sottotono ma che punta molto sul mese di aprile e magigo, attenzione massima va data a Thibaut Pinot che ha sempre avuto un rendimento eccellente in corse di questo tipo senza dimenticare due ottimi scalatori come Miguel Angel Lopez e Domenico Pozzovivo.

 

 

 

Alaphilippe concede il bis ai Paesi Baschi

Alaphilippe concede il bis: battuto Roglic

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi, battuto nuovamente Primoz Roglic in una volata a raghi ristretti

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi sul traguardo di  Bemeo batte  in uno sprint ristretto il rivale di ieri Primoz Roglic (LottoNL – Jumbo) rafforzando la leadership in classifica generale.

Si parte da Zarautz, località in cui nella prima giornata si  è imposto Julian Alaphilippe,  e si affrontano diversi saliscendi, tra cui il seconda categoria di San Pelaio (3.4 km al 8.3%) posto a soli sette chilometri alla conclusione.

Prima parte di corsa caratterizzata dalla una fuga di Alexis Vuillermnoz (AG2R La Mondiale), Alessandro De Marchi e Damiano Caruso (BMC), Dani Navarro (Cofidis), Tao Geoghegan Hart e David Lopez (Sky), Tsgabu Grmay e Ruben Guerreiro (Trek – Segafredo), Michael Woods (EF – Drapac), Carlos Verona (Mitchelton – Scott) e Mark Padun (Bahrain – Merida) che vengono, come da copione, ripresi quando la corsa entra nel vivo.

Sull’ascesa finale si va piano per la prima parte e  poi ecco partire la maglia gialla Julian Alaphilippe, che fa subito il vuoto gli unici a provare una risposta sono Primoz Roglic e in seguito Mikel Landa e Gorka Izaguirre che agganciano il francese.

Il quartetto va a giocarsi la volata: Roglic parte primo ma il francese lo infila, siglando la seconda vittoria consecutiva, la ventitreesima per la Quick Step Floors nel 2018. Rafforzata anche la leadership in classifica. Terzo posto per Izaguirre davanti a Landa, poi i primi inseguitori giunti a 15″.

Kwiatkowski Re della Tirreno Adriatico

Kwiatkowski re della Corsa dei Due Mari

Kwiatkowski ottiene il suo primo trionfo nella Corse dei Due Mari, nella cronometro finale ad imposi è stato Dennis

Kwiatkowski

Kwiatkowski

Kwiatkowski (Team Sky) ha respinto l’offensiva di Damiano Caruso (BMC Racing Team), aumentando il suo vantaggio nella Generale e diventando il primo corridore polacco a vincere la Tirreno-Adriatico. Caruso ha mantenuto il secondo posto mentre Geraint Thomas (Team Sky) ha scavalcato Mikel Landa (Movistar Team) salendo sul terzo gradino del podio.
Rohan Dennis (BMC Racing Team) ha vinto per la seconda volta consecutiva la cronometro di chiusura della Tirreno-Adriatico, migliorando la sua prestazione del 2017 di quattro secondi lungo lo stesso percorso di San Benedetto del Tronto (10 km). Al seondo posto ancora Jos van Emden (LottoNL-Jumbo), come l’anno scorso. Terzo Jonathan Castroviejo (Team Sky).

Va dato il giusto tributo anche alla prova del siciliano Damiano Caruso che in carriera a cronometro aveva avuto la meglio su Michal Kwiatkowski solamente in tre occasioni su sedici confronti: il corridore della BMC Racing Team  ha perso altri 21″(rispetto ai 3 di gap dal polacco alla partenza) ma è riuscito a salvare la seconda posizione diventando il primo corridore italiano a salire sul podio della Tirreno-Adriatico dopo ben quattro edizioni interamenti in mani straniere.

Il nostro Damiano Caruso si è detto soddisfatto della prova nella corsa dei due mari: “Il primo ed il terzo della classifica generale sono due corridori molto forti, quindi centrare la vittoria era molto difficile. Conservare il secondo posto è già qualcosa di importante – sottolinea l’italiano prima di spostare l’attenzione sulla sua prova a cronometro – Sono partito forte perché sapevo che dovevo dare tutto fin dall’inizio. Tre secondi potevano esser tutto o niente. Era giusto rischiare, l’ho fatto, ma forse ho pagato ciò un po’ nella seconda parte. L’importante però è non avere dei rimpianti, ho dato tutto”

Canyon Ultimate CF SLX la bicicletta del Team Movistar

Canyon Ultimate CF SLX: la bici che accompagnerà Quintana

Canyon Ultimate CF SLX la nuova bicicletta del Team Movistar con cui Quintana, Valverde e Landa andranno all’attacco della stagione 2018

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX è stata svelata il primo dell’anno e sarà la bicicletta che accompagnerà i tre big del Team Movistar nel corso della stagione sportiva 2018.

Quintana, Valverde e Landa sfrutteranno le doti di questa bicicletta bicicletta dalla spiccata attitudine aerodinamica accentuata a partire dal un interessantissimo telaio in fibra di carbonio alleggerito e migliorato rispetto alla versione precedente (parliamo di 820 grammi nella taglia M). Lo sviluppo fatto dal costruttore sui forcellini in fibra di carbonio e sul tubo di sterzo conico (1″ 1″1/4) fanno della Canyon Ultimate CF SLX un modello assolutamente interessante per i professionisti ma anche per gli amatori

I componenti con cui è equipaggiata la Canyon Ultimate CF SLX sono tutti Campagnolo, compreso le ruote. La casa vicentina offre anche il misuratore di potenza SRM inserito nella guarnitura. Il manubrio in fibra di carbonio presenta un profilo particolarmente aerodinamico che conferisce alla bicicletta una linea particolarmente aggressiva e filante.
La bicicletta verrà equipaggiata con sella Fi’zi:k e verrà fornita anche una versione con freno a disco a seconda delle esigenze degli atleti (o delle preferenze degli amatori che vorranno regalarsi un simile modello). La livrea sarà in linea con i nuovi colori delle divise della compagine ispanica.

Vuelta a Andalucia: Tim Wellens prende tappa e maglia

Vuelta a Andalucia, capolavoro di Tim Wellens che fa sue tappa e maglia

Vuelta a Andalucia colpo doppio di Tim Wellens della Lotto Soudal che in un colpo conquista tappa e maglia di leader della corsa

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia, seconda vittoria stagionale per il belga della Lotto Soudal Tim Wellens che aveva già dimostrato il suo ottimo stato di forma nell’arrivo  sull’Alto de Allanadas e che  oggi è stato il più forte sul duro strappo finale di Alcalá de los Gazules.

Tappa particolarmente adatta alle fughe quella di oggi nella corsa iberica e diversi sono, infatti, stati i tentativi di fuga. A riuscire nell’intento sono stati, dopo 55 chilometri, in 13: Imanol Erviti (Movistar), James Shaw (Lotto Soudal), Sep Vanmarcke (EF Education First), Julien Duval (AG2R), Guillaume Martin (Wanty), Marco Minnaard (Wanty), Thomas Boudat (Direct Energie), Delio Fernández (Delko), Lukasz Owsian (CCC Sprandi), Coen Vermeltfoort (Roompot), Huub Duijn (Verandas Willems), Jesús Ezquerra (Burgos) e Kyle Murphy (Rally Cycling). I fuggitivi di giornata sono arrivati ad imboccare il Puerto de las Palomas con circa due minuti di margine sugli inseguitori.

In salita è stata la coppia della Wanty-Groupe Gobert a prendere in mano la situazione  staccando tutti i compagni di avventura e passando in testa al GMP. Nella ascesa al Puerto del Boyar sono stati raggiunti da Sep Vanmarcke e da due uomini della Movistar che erano usciti dal gruppo in precedenza, Hector Carrettero ed Andrey Amador. La discesa ha lasciato in testa i soli  Amador e Vanmarcke che a 40 chilometri conservavano poco più di due minuti di vantaggio sul gruppo principale tirato dal Team Sky e dall’Astana.

I due di testa sono riusciti a resistere fino allo strappo di Alcalá de los Gazules: il plotone li ha ripresi a soli 1200 metri dall’arrivo sulle prime durissime rampe di salita. A quel punto ecco entrare in scena i big: Mikel Landa ha attaccato e l’unico che è riescito a tenere il ritmo del basco della Movistar è Tim Wellens, mentre tutti gli altri hanno perso terreno.

Ai meno 300 dal traguardo ecco una terribile rampa in pavé su cui è iniziato il forcing di Wellens che è andato a conquistare la tappa della Vuelta a Andalucia con 4 secondi di margine su Landa. Jakob Fuglsang ha chiuso terzo a 12″e Luis León Sánchez solo ottavo a 20″, insomma dopo l’exploit di ieri, l’Astana ha tentato di difendersi ma con esiti alterni.

Il leader della generale Wout Poels non è riuscito a replicare la sparata di due giorni fa. Da segnalare anche l’ottimo decimo posto di Andrea Pasqualon a soli 24″ da Wellens. Tim Wellens indossa la  maglia rossa di leader con 7″ di vantaggio su Mikel Landa, a 11″ c’è Wout Poels seguito da Jakob Fuglsang a 14″ e quindi da Luis León Sánchez: il vincitore finale di questa Vuelta a Andalucia uscirà verosimilmente da questi nomi.

Vuelta a Andalucia vittoria di Poels

Vuelta a Andalucia vittoria di Poels a La Gardia de Jaen

Vuelta a Andalucia vittoria di Poels a La Gardia de Jaen battendo Luis Leon Sanchez e Tim Wellens. Il ciclista del Team Sky diventa il nuovo leader della classifica

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia vittoria di Wout Poels che ha trionfato nella seconda frazione della corsa iberica. Il forte ciclista del Team Sky ha staccato tutti negli ultimi metri della tappa andando a festeggiare una meritata vittoria. Alle sue spalle è giunto  Luis Leon Sanchez dell’Astana (ancora una volta in una top 10) davanti a Tim Wellens della Lotto Soudal e Mikel Landa della Movistar.

A inizio mese il corridore della Sky non aveva molto convinto durante Volta a la Comunitat Valenciana chiudendo solo 19° in classifica, oggi invece il 30enne olandese ha corso benissimo ed è andato a prendersi di forza la vittoria di tappa ed il primato provvisorio.

La tappa è stata caratterizzata dalla fuga di nove corridori che sono riusciti a prendere addirittura più di sette minuti di vantaggio poco prima del transito a metà percorso. La parte centrale della corsa, caratterizzata da quattro GPM, non ha fatto selezione in gruppo ma ha fiaccato i fuggitivi che sono rimasti in tre:  Alexis Gougeard, Pascal Eenkhoorn e Diego Rubio.

Il lavoro della Astana ha completato il ricongiungimento con i fuggitivi, l’ultimo a resistere è stato Rubio ripreso a 1800 metri dall’arrivo. Il primo ad attaccare è stato Jakob Fuglsang, poi dopo qualche centinaia di metri è partito Mikel Landa  portandosi dietro Tim Wellens, Wout Poels e Luis León Sánchez più altri che sono rientrati in un secondo momento. A questo punto, Chris Froome non faceva parte del drappello dei migliori.

A un chilometro e mezzo dall’arrivo Tim Wellens ha preso un po’ di vantaggio grazie a un bello scatto ma Wout Poels ha fatto valere la sua classe con una accelerazione devastante che lo ha portato a conquistare la vittoria alla Vuelta a Andalucia

 

Movistar Team 2018: presentazione team

Movistar Team 2018: ecco la squadra

Movistar Team 2018 è tutto orientato ai grandi giri con il trio delle meraviglie Nairo Quintana, Alejandro Valverde e l’ultimo arrivato Mikel Landa

Movistar Team 2018

Movistar Team 2018

Movistar Team 2018 ha nei grandi giri il suo obiettivo primario ed è ricca di uomini volti a questo scopo. Nairo Quintana tornerà a concentrarsi sul Tour de France ma dovrà stare attento anche alla  concorrenza interna della new entry Mikel Landa. Sarà compito di Unzuè gestire i due galletti nel pollaio. Non va dimenticato il ruolo di Alejandro Valverde che è ancora in grado di puntare a un podio nei grandi giri.

Accanto ai tre campioni una pattuglia di gregari di primo piano come Marc Soler (che può essere una interessante carta per il futuro) Jaime RosónAndrey AmadorEduardo Sepúlveda e Rafael Valls

José Joaquín Rojas è uno dei pochi velocisti in organico ma con il passare degli anni si lancia sempre meno negli sprint a ranghi compatti; l’alternativa è Carlos Barbero che però predilige gli arrivi con una lieve percentuale di pendenza a discapito delle volatone a gruppo compatto.

Daniele Bennati che potrebbe cercare un risultato nelle classiche del pavé anche se sarà impegnato a seguire i capitani ai grandi giri.

Per le classiche tutto ruota attorno al nome di Alejandro Valverde che deve testare la sua condizione dopo il pesante infortunio dello scorso Tour de France: se è il recupero è completo sarà lui l’uomo da battere sulle Ardenne. Valverde ha chiaramente buttato l’occhio sul Mondiale di Innsbruck e il suo programma stagionale inevitabilmente sarà incentrato sull’evento iridato.

Attenzione anche a Richard Carapaz, 2° a Larciano lo scorso anno, che potrebbe giocarsi qualche jolly nelle gare di un giorno.

Movistar Team 2018: La rosa

Andrey Amador (Crc, 1986), Winner Anacona (Col, 1988), Jorge Arcas (Spa, 1992), Carlos Barbero (Spa, 1991), Daniele Bennati (Ita, 1980), Carlos Betancur (Col, 1989), Nuno Bico (Por, 1994), Richard Carapaz (Ecu, 1993), Hector Carretero (Spa, 1995), Jaime Castrillo (Spa, 1996), Victor De la Parte (Spa, 1986), Imanol Erviti (Spa, 1983), Rubén Fernández (Spa, 1991), Mikel Landa (Spa, 1989), Nelson Oliveira (Por, 1989), Antonio Pedrero (Spa, 1991), Dayer Quintana (Col, 1992), Nairo Quintana (Col, 1990), José Joaquín Rojas (Spa, 1985), Jaime Rosón (Spa, 1993), Eduardo Sepúlveda (Arg, 1991), Marc Soler (Spa, 1993), Jasha Sütterlin (Ger, 1992), Rafael Valls (Spa, 1987), Alejandro Valverde (Spa, 1980)

Mondiali Innsbruck 2018: tutti i dettagli!

Mondiali Innsbruck 2018: quando si corrono?

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti, il calendario, il programma completo, analisi del percorso, diretta TV e diretta streaming

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018 saranno l’appuntamento clou della prossima stagione dei pedali, si disputeranno, appunto, in Austria dal 23 al 30 settembre. Quella di Innsbruck 2018 sarà una occasione davvero unica e imperdibile per gli scalatori. Non accade davvero sovente di trovare un percorso della rassegna iridata così adatta agli uomini di montagna.

Mondiali Innsbruck 2018: Il Percorso

Quello della rassegna austriaca sarà un percorso davvero impegnativo, in stile tappone dolomitico del Giro d’Italia, un tracciato “spaccagambe” con due salite da affrontare a ripetizione e che sicuramente regaleranno una edizione storica agli amanti del ciclismo.

Il tracciato austriaco prevede 253 km da Kufstein a Innsbruck. La prima parte dovrebbe essere la più abbordabile con alcuni brevi strappi che dovrebbero consentire ai “volenterosi” di prendere parte alla classica fuga da mondiale. Si comincia a fare sul serio dopo il chilometro 60 con una salita di 2,6 km al 10,5% (Gnadenwald). Al km 85 inizia il circuito Olympia da ripetere sei volte che misura 23,8 chilometri.Vero spauracchio del circuito è la salita di Igls, 7,9 km con una pendenza media del 5,7% e massima del 10%.

Come se non bastasse il circuito conclusivo di 31 km prevede la settima scalatadell’Igls ed il terribile muro di Gramartboden (2,8 km con una pendenza media dell’11,5% e rampa centrale al 20% con punte al 28%!). Su una simile rampa può “sopravvivere” solo chi ha gambe ed energia, non si potrà bluffare.

Dopo lo scollinamento chi sarà in testa dovrà percorrere una veloce discesa di 5 km e poi gli ultimi tre in falsopiano per arrivare ad Innsbruck e vestire l’iride.

Mondiali Innsbruck 2018: i convocati per l’Italia

Davide Cassani ha diramato un pre elenco di 11 corridori per quanto concerne la corsa dei professionisti ma solo 8 potranno essere al via del 30 settembre.

Questi i nomi: Fabio Aru (UAE Team Emirates), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Damiano Caruso (BMC Racing Team), Dario Cataldo (Astana Pro Team), Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Davide Formolo (Bora Hansgrohe), Gianni Moscon (Team Sky), Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), Franco Pellizotti (Bahrain Merida), Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida), e Giovanni Visconti (Bahrain Merida).

 

Secondo a indiscrezioni Cassani avrebbe tra i sicuri Aru, Caruso, De Marchi, Moscon, Nibali e Pellizzotti mentre su Formolo non mancano i punti interrogativi.

 

 

 

Nella prova a cronometro individuale (26 settembre)
Alessandro De Marchi (BMC Racing Team)
Fabio Felline (Trek Segafredo)

Ovviamente, sono state rese note anche le selezioni maschili e femminili che prenderanno parte a questa rassegna iridata:

Corsa in linea Under23 (28 settembre)
Edoardo Affini (Seg Racing-Academy)
Sameule Battaglia (Team Colpack)
Alessandro Covi (Team Colpack)
Alessandro Fedeli (Trevigliani Phonix Hemus 1896)
Alberto Giurato (CTFriuli)
Alessandro Monaco (Petroli Firenze Hopplà Maserati)
Christian Scaroni (Petroli Firenze Hopplà Maserati)
Matteo Sobrero (Dimensioni Data For Qhubeka)

 

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti

Dopo l’edizione di Bergen che ha incoronato Peter Sagan, ai Mondiali Innsbruck 2018 i favoriti saranno sicuramente altri anche se lo slovacco, ne siamo certi, proverà a fare i numeri. Per la maglia iridata i favoriti saranno i nostri Vincenzo Nibali che proverà il colpaccio e che vorrà riscattare la ferita ancora aperta delle Olimpiadi di Rio 2016 anche se i postumi della caduta al Tour sono ancora evidenti e Fabio Aru che troverà pane per i suoi denti, anzi per le sue gambe ma che non esce bene dalla vuelta. Sicuramente Nairo Quintana  proverà a regalare un mondiale alla sua Colombia ma attenzione anche a Rigoberto Uran che ha dimostrato nel Tour 2017 di essere ancora molto competitivo.

Non vanno dimenticati gli olandesi Steven Kruijswijk  e Tom Domoulin che potrenno rendere la corsa dura e poi attenzione anche ai galletti francesi Warren Barguil e Romain Bardet e allo spagnolo Mikel Landa e Alejandro Valverde. Attenzione anche alla Spedizione Inglese che quest’anno ha già dominato tutto il dominabile.

Insomma ci sarà l’intero mondo degli scalatori a combattere per la maglia iridata, naturalmente la rassegna presenterà tutte le prove, sia femminili che maschili (qui una analisi).

Mondiali Innsbruck 2018: vincere per Scarponi

Il percorso selettivo stuzzica la fantasia degli scalatori di tutto il mondo ma, forse, gli italiani avrebbero un motivo in più per far sventolare il tricolore ad Innsbruck: omaggiare l’indimenticabile Michele Scarponi che ha ha ottenuto proprio ad Innsbruck la sua ultima vittoria:

“La discesa finale è stata quella degli ultimi chilometri vincenti della sua carriera – racconta Cassani – questo ricordo ci deve dare ancor più carica. Proprio prima dell’incidente che ha strappato Michele a tutti noi gli avevo detto che al Mondiale del 2018 ci serviva uno come lui, so che lui sarà li con me e i ragazzi”.

 

 Mondiali Innsbruck 2018: Diretta TV e Diretta Streaming

I Mondiali Innsbruck 2018 saranno trasmessi in diretta tv sui canali Rai, RaiSport e su Eurosport, in diretta streaming sul sito della Rai e su Eurosport Player. Gli orari delle dirette al momento non sono ancora noti.

 Mondiali Innsbruck 2018: il calendario

DOMENICA 23 SETTEMBRE:
Cronometro a squadre per club (femminile)
Cronometro a squadre per club (maschile)

LUNEDI’ 24 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (femminile)
Cronometro U23 (maschile)

MARTEDI’ 25 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (maschile)
Cronometro elite (femminile)

MERCOLEDI’ 26 SETTEMBRE:
Cronometro elite (maschile)

GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE:
Prova in linea juniores (femminile)
Prova in linea juniores (maschile)

VENERDI’ 28 SETTEMBRE:
Prova in linea U23 (maschile)

SABATO 29 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (femminile)

DOMENICA 30 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (maschile)