Mikel Landa si frattura la clavicola

Mikel Landa si frattura e dovrà andare sotto i ferri

Mikel Landa si frattura la clavicola al debutto stagionale al Trofeo Ses Salines–Puig de Sant Salvador, prima prova della Challenge Mallorca

 

Mikel Landa  (fonte pagina Facebook)

Mikel Landa (fonte pagina Facebook)

Mikel Landa si frattura la clavicola e inizia nel peggiore dei modi il suo 2019. Oggi al suo debutto stagionale durante Trofeo Ses Salines–Puig de Sant Salvador,prova della Challenge Mallorca, lo spagnolo è stato vittima di una maxi-caduta quando mancavano all’incirca 15 chilometri al termine. Fin da subito è apparso chiaro che nell’impatto il basco aveva riportato qualche danno alla spalla.

Il forte atleta della Movistar non ha terminato la prova in quanto è stato trasportato in ospedale per i controlli medici di prassi dove gli esami hanno evidenziato una frattura alla clavicola destra: domani Landa rientrerà a casa per poi essere operato alla spalla nel giro di 48 ore. L’intervento è stato programmato ad Álava tra venerdì e domenica.

Naturalmente non sono ancora stati determinati i tempi di recupero che dipenderanno dall’esito dell’operazione ma quello che è certo è che questo è davvero un brutto colpo per la Movistar e per Landa che aveva messo nel mirino la Tirreno-Adriatico,prima di dedicarsi alla doppietta Giro-Tour.

 

 

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Mikel Landa supporta Eduardo Santas

Mikel Landa supporta il ciclista paralimpico Eduardo Santas

Mikel Landa supporta Eduardo Santas ciclista vittima di una emiplagia per preparare il cammino verso le Paralimpiadi di Tokio 2020

Mikel Landa (fonte pagina Facebook)

Mikel Landa (fonte pagina Facebook)

Mikel Landa supporta Eduardo Santas nell’avventura verso le Pralimpiadi di Tokio 2020, l’atleta paralimpico vittima di emiplagia da quando aveva quattro anni (la malattia paralizza la parte destra del corpo). Il campione paralimpico iberico ha conquistato il bronzo alle Paralimpiadi di Rio 2016 nel team dello sprint ma era rimasto senza squadra

Landa è il Presidente della Fondazione Euskadi e ha proposto a Santas di unirsi al gruppo sportivo

“Eduardo è un esempio di forza per quello che ha fatto, lui ha combattuto due volte più rispetto a noi e ha moltissimo da insegnare” ha spiegato il forte ciclista iberico.

Landa ha scoperto  la storia di Santas grazie al collega Markel Irizar, il corridore terzo al Giro d’Italia 2015 e quarto al Tour de France 2017, ha quindi deciso di aprire le porte del team Under 23 facendo diventare Eduardo a tutti gli effetti un professionista del pedale

“La Fondazione Euskadi vuole darmi la possibilità di fare un salto di qualità nella mia carriera sportiva avendo l’opportunità di gareggiare nella squadra Elite Under 23 per tutta la stagione – ha spiegato Santas in merito alla sua firma – spero di poter offrire prestazioni in grado di farmi competere con loro e insieme possiamo dimostrare il grande livello che esiste nel ciclismo Paralimpico , oltre ad aiutarmi a progredire nel mio viaggio verso Tokyo 2020″, conclude il Navarrese.

L’11, il 12 e il 13 gennaio si è svolta a Manchester la prima gara della Coppa europea di paraciclismo su pista e il Zaragozano Eduardo Santas ha iniziato la sua stagione in modo imbattibile con una medaglia d’argento, due medaglie di bronzo e un quarto posto.

 

Mikel Landa si frattura: Vuelta a rischio

Mikel Landa si frattura una vertebra a San Sebastian

Mikel Landa si frattura una vertebra a causa della brutta caduta alla Clásica de San Sebastián avvenuta al chilometro 19 dal traguardo, la Vuelta è a rischio

Mikel Landa si frattura una vertebra

Mikel Landa si frattura una vertebra

Mikel Landa si frattura la vertebra lombare L1 durante la maxicaduta che ha coinvolto il gruppo durante la Clásica de San Sebastián. L’impatto a terra è stato assolutamente violento tanto da preoccupare non poco per le condizioni dell’iberico e non solo (tra i feriti anche Egan Bernal).

Le condizioni del corridore, fortunatamente, non sono gravi tanto da essere stato lo stesso Landa a tranquillizzare il team dicendo di star bene. Il primo bollettino medico parlava di trauma lombare in attesa di ulteriori e necessari accertamenti. I successivi controlli clinici hanno, appunto, evidenziato una  frattura alla vertebra lombare L1.

Sono previsti ulteriori accertamenti presso l’ospedale dove Mikel Landa è stato trasportato ma è ipotizzabile che saranno necessarie almeno due o tre settimane di completo riposo per riprendersi dai postumi di questo brutto incidente. A questo punto diventa molto difficile prevedere che lo spagnolo possa essere al via della prossima Vuelta a Espana che partirà il prossimo 25 agosto con la cronometro individuale di Malaga.

 

 

 

 

Team Sky-Giro finalmente il tabù sarà sfatato?

Team Sky-Giro, dopo 5 anni si sfata il tabù?

Team Sky-Giro un tabù da sfatare dopo 5 anni con i tentativi infruttuosi di Wiggins, Landa, Porte e Thomas, ci voleva Chris Froome per battere la maledizione?

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro

Team Sky-Giro questo matrimonio s’ha da fare? Parliamoci chiaro, tutti quando venne annunciata la presenza di Chris Froome abbiamo pensato che finalmente la squadra britannica sarebbe stata in grado di vincere il Giro d’Italia. Parliamoci ancora più chiaro giovedì sera quasi nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria del kenyano bianco alla corsa rosa e per il Team Sky si frofilava l’impossibilità di sfatare il Tabù-Giro.

Ci hanno provato in tanti nei 5 anni di esistenza della temibile formazione britannica. Il primo a calare nello stivale con i galloni del capitano e i favori dei pronostici fu Sir. Bradley Wiggins già vincitore alle Olimpiadi e al Tour de France. Per Wiggo il giro fu come la Russia per Napoleone. Fu poi la volta di Richie Porte che partì bene ma crollo complice anche la squalifica per un cambio ruota irregolare. Poi ecco Mikel Landa che, complice una cena indigesta, naufragò miseramente. Lo scorso anno, altro giro altra corsa, ecco Geraint Thomas che cadde violentemente dopo 12 tappe. Insomma solo un miracolo poteva fare uscire la Sky dalle paludi del bel paese, un miracolo o forse il corridore più forte (e più chiacchierato del momento) alias Chris Froome from South Africa.

Froome, abbiamo imparato a conoscerlo, è metodico, serio, non lascia nulla al caso. Nell’inverno ha macinato chilometri su chilometri spinto anche dalla rabbia per la positività al salbutamolo. In un team molto attento ai dettagli ecco che l’Inglese aveva pianificato tutto: arrivare a Gerusalemme un po a corto di preparazione per esplodere tornante dopo tornante e arrivare a Roma di rosa vestito. Manca ancora una tappa di montagna ma la prova di Chis ha strabiliato anche i suoi più grandi detrattori.

Se da una parte il Team Sky è solito calcolare ogni dettagli scrupolosamente, poco prevedibile era la caduta in ricognizione prima della crono di Gerusalemme o quella durante un tratto di salita nei primi giorni di corsa. Questi due accadimenti e la condizione ancora da arrivare avevano creato una dicotomia tra le aspettative degli addetti ai lavori e i risultati che Chris Froome stava ottenendo.

Quando Froome ha attaccato sullo Zoncolan tutti abbiamo pensato a un colpo di coda di un campione ferito che andava a vincere una tappa per “accontentarsi”. Invece nel Team Sky qualcosa bolliva in pentola. La tappa di ieri è stata preparata scientificamente, tutto studiato nei minimi dettagli. A ogni membro del team è stato affidato un compito: dai gragari che dovevano lavorare per il capitato ai DS ai massaggiatori fino agli autisti dei bus.

Un esempio della finalizzazione del piano sono stati gli uomini con pettorina sguinzagliati sul Colle delle FInestre laddove l’ammiraglia poteva restare indietro. Il team ha pensato a una task-force con uomini dotati di borracce, ruote, gilet per coprirsi e alimenti. Nicolas Portal ha coordinato gli uomini tutti dotati di radiolina per non sgarrare nemmeno di un centimetro.

Insomma Chris Froome è un fenomeno (anche discusso e attaccato dai tifosi) ma sicuramente gode di un team in cui la professionalità e l’organizzazione sono punto focale. Dopo tanti anni di attacchi vani, il kenyano bianco sembra indirizzato nel portare la prima maglia rosa oltre manica. Staremo a vedere.

 

 

 

Team Sky, Tour of the Alps da record?

Team Sky,Tour of the Alps per un nuovo record

Team Sky, Tour of the Alps dal 2015 è terreno di conquista con Richie Porte, Mikel Landa e Geraint Thomas, sarà record?

Team Sky,Tour of the Alps è orma

Team Sky,Tour of the Alps

Team Sky,Tour of the Alps

i terreno di conquista per la formazione Britannica che negli ultimi tre anni ha letteralmente dominato la corsa di avvicinamento al Giro d’Italia.

Richie Porte nel 2015, Mikel Landa nel 2016 e Geraint Thomas nel 2017 ecco le ultime vittorie nella corsa tutte marchiate Team Sky. In vista dell’edizione 2018 dell’evento ciclistico euro-regionale (in programma dal 16 al 20 aprile), cala il proprio jolly: Chris Froome che vuole aiutare lo squadrone britannico a ottenere un risultato assolutamente storico. L’obiettivo è imporsi in una corsa a tappe per la quarta volta consecutiva con quattro corridori differenti.

Dopo aver fatto incetta di maglie gialle, ben 59, il fuoriclasse di origini frutterà il Tour of the Alps come rampa di lancio per conquistare anche il Giro d’Italia.

In pochissimi hanno ottenuto la doppietta Tour of the AlpsGiro d’ItaliaGilberto Simoni(2003), Damiano Cunego (2004) e Vincenzo Nibali (2013).

E’ palese che il nativo di Nairobi ha tutte le carte in regola per far melgio dei suoi colleghi Porte, Landa e Thomas, che sono stati l’emblema della maledizione che coglie il Team Sky alla corsa rosa.

Team Sky, Tour of the Alps: parla Tosatto

Molto fiducioso appare il Direttore Sportivo Matteo Tosatto: “La squadra si sta preparando al meglio per il Tour of the Alps dove abbiamo ambizioni di vittoria e dove vogliamo mettere a punto la condizione in vista dell’assalto al Giro. Il Tour of the Alps è una corsa affascinante e splendidamente organizzata, presenta salite di assoluto spessore e storicamente da una cartina di tornasole delle condizione dei pretendenti alla vittoria della corsa rosa”.

Il DS ha poi parlato dei rivali del britannico alla vittoria: “dovremo stare molto attenti a Fabio Aru  che arriva da una primavera sottotono ma che punta molto sul mese di aprile e magigo, attenzione massima va data a Thibaut Pinot che ha sempre avuto un rendimento eccellente in corse di questo tipo senza dimenticare due ottimi scalatori come Miguel Angel Lopez e Domenico Pozzovivo.

 

 

 

Alaphilippe concede il bis ai Paesi Baschi

Alaphilippe concede il bis: battuto Roglic

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi, battuto nuovamente Primoz Roglic in una volata a raghi ristretti

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi sul traguardo di  Bemeo batte  in uno sprint ristretto il rivale di ieri Primoz Roglic (LottoNL – Jumbo) rafforzando la leadership in classifica generale.

Si parte da Zarautz, località in cui nella prima giornata si  è imposto Julian Alaphilippe,  e si affrontano diversi saliscendi, tra cui il seconda categoria di San Pelaio (3.4 km al 8.3%) posto a soli sette chilometri alla conclusione.

Prima parte di corsa caratterizzata dalla una fuga di Alexis Vuillermnoz (AG2R La Mondiale), Alessandro De Marchi e Damiano Caruso (BMC), Dani Navarro (Cofidis), Tao Geoghegan Hart e David Lopez (Sky), Tsgabu Grmay e Ruben Guerreiro (Trek – Segafredo), Michael Woods (EF – Drapac), Carlos Verona (Mitchelton – Scott) e Mark Padun (Bahrain – Merida) che vengono, come da copione, ripresi quando la corsa entra nel vivo.

Sull’ascesa finale si va piano per la prima parte e  poi ecco partire la maglia gialla Julian Alaphilippe, che fa subito il vuoto gli unici a provare una risposta sono Primoz Roglic e in seguito Mikel Landa e Gorka Izaguirre che agganciano il francese.

Il quartetto va a giocarsi la volata: Roglic parte primo ma il francese lo infila, siglando la seconda vittoria consecutiva, la ventitreesima per la Quick Step Floors nel 2018. Rafforzata anche la leadership in classifica. Terzo posto per Izaguirre davanti a Landa, poi i primi inseguitori giunti a 15″.

Kwiatkowski Re della Tirreno Adriatico

Kwiatkowski re della Corsa dei Due Mari

Kwiatkowski ottiene il suo primo trionfo nella Corse dei Due Mari, nella cronometro finale ad imposi è stato Dennis

Kwiatkowski

Kwiatkowski

Kwiatkowski (Team Sky) ha respinto l’offensiva di Damiano Caruso (BMC Racing Team), aumentando il suo vantaggio nella Generale e diventando il primo corridore polacco a vincere la Tirreno-Adriatico. Caruso ha mantenuto il secondo posto mentre Geraint Thomas (Team Sky) ha scavalcato Mikel Landa (Movistar Team) salendo sul terzo gradino del podio.
Rohan Dennis (BMC Racing Team) ha vinto per la seconda volta consecutiva la cronometro di chiusura della Tirreno-Adriatico, migliorando la sua prestazione del 2017 di quattro secondi lungo lo stesso percorso di San Benedetto del Tronto (10 km). Al seondo posto ancora Jos van Emden (LottoNL-Jumbo), come l’anno scorso. Terzo Jonathan Castroviejo (Team Sky).

Va dato il giusto tributo anche alla prova del siciliano Damiano Caruso che in carriera a cronometro aveva avuto la meglio su Michal Kwiatkowski solamente in tre occasioni su sedici confronti: il corridore della BMC Racing Team  ha perso altri 21″(rispetto ai 3 di gap dal polacco alla partenza) ma è riuscito a salvare la seconda posizione diventando il primo corridore italiano a salire sul podio della Tirreno-Adriatico dopo ben quattro edizioni interamenti in mani straniere.

Il nostro Damiano Caruso si è detto soddisfatto della prova nella corsa dei due mari: “Il primo ed il terzo della classifica generale sono due corridori molto forti, quindi centrare la vittoria era molto difficile. Conservare il secondo posto è già qualcosa di importante – sottolinea l’italiano prima di spostare l’attenzione sulla sua prova a cronometro – Sono partito forte perché sapevo che dovevo dare tutto fin dall’inizio. Tre secondi potevano esser tutto o niente. Era giusto rischiare, l’ho fatto, ma forse ho pagato ciò un po’ nella seconda parte. L’importante però è non avere dei rimpianti, ho dato tutto”

Canyon Ultimate CF SLX la bicicletta del Team Movistar

Canyon Ultimate CF SLX: la bici che accompagnerà Quintana

Canyon Ultimate CF SLX la nuova bicicletta del Team Movistar con cui Quintana, Valverde e Landa andranno all’attacco della stagione 2018

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX è stata svelata il primo dell’anno e sarà la bicicletta che accompagnerà i tre big del Team Movistar nel corso della stagione sportiva 2018.

Quintana, Valverde e Landa sfrutteranno le doti di questa bicicletta bicicletta dalla spiccata attitudine aerodinamica accentuata a partire dal un interessantissimo telaio in fibra di carbonio alleggerito e migliorato rispetto alla versione precedente (parliamo di 820 grammi nella taglia M). Lo sviluppo fatto dal costruttore sui forcellini in fibra di carbonio e sul tubo di sterzo conico (1″ 1″1/4) fanno della Canyon Ultimate CF SLX un modello assolutamente interessante per i professionisti ma anche per gli amatori

I componenti con cui è equipaggiata la Canyon Ultimate CF SLX sono tutti Campagnolo, compreso le ruote. La casa vicentina offre anche il misuratore di potenza SRM inserito nella guarnitura. Il manubrio in fibra di carbonio presenta un profilo particolarmente aerodinamico che conferisce alla bicicletta una linea particolarmente aggressiva e filante.
La bicicletta verrà equipaggiata con sella Fi’zi:k e verrà fornita anche una versione con freno a disco a seconda delle esigenze degli atleti (o delle preferenze degli amatori che vorranno regalarsi un simile modello). La livrea sarà in linea con i nuovi colori delle divise della compagine ispanica.

Vuelta a Andalucia: Tim Wellens prende tappa e maglia

Vuelta a Andalucia, capolavoro di Tim Wellens che fa sue tappa e maglia

Vuelta a Andalucia colpo doppio di Tim Wellens della Lotto Soudal che in un colpo conquista tappa e maglia di leader della corsa

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia, seconda vittoria stagionale per il belga della Lotto Soudal Tim Wellens che aveva già dimostrato il suo ottimo stato di forma nell’arrivo  sull’Alto de Allanadas e che  oggi è stato il più forte sul duro strappo finale di Alcalá de los Gazules.

Tappa particolarmente adatta alle fughe quella di oggi nella corsa iberica e diversi sono, infatti, stati i tentativi di fuga. A riuscire nell’intento sono stati, dopo 55 chilometri, in 13: Imanol Erviti (Movistar), James Shaw (Lotto Soudal), Sep Vanmarcke (EF Education First), Julien Duval (AG2R), Guillaume Martin (Wanty), Marco Minnaard (Wanty), Thomas Boudat (Direct Energie), Delio Fernández (Delko), Lukasz Owsian (CCC Sprandi), Coen Vermeltfoort (Roompot), Huub Duijn (Verandas Willems), Jesús Ezquerra (Burgos) e Kyle Murphy (Rally Cycling). I fuggitivi di giornata sono arrivati ad imboccare il Puerto de las Palomas con circa due minuti di margine sugli inseguitori.

In salita è stata la coppia della Wanty-Groupe Gobert a prendere in mano la situazione  staccando tutti i compagni di avventura e passando in testa al GMP. Nella ascesa al Puerto del Boyar sono stati raggiunti da Sep Vanmarcke e da due uomini della Movistar che erano usciti dal gruppo in precedenza, Hector Carrettero ed Andrey Amador. La discesa ha lasciato in testa i soli  Amador e Vanmarcke che a 40 chilometri conservavano poco più di due minuti di vantaggio sul gruppo principale tirato dal Team Sky e dall’Astana.

I due di testa sono riusciti a resistere fino allo strappo di Alcalá de los Gazules: il plotone li ha ripresi a soli 1200 metri dall’arrivo sulle prime durissime rampe di salita. A quel punto ecco entrare in scena i big: Mikel Landa ha attaccato e l’unico che è riescito a tenere il ritmo del basco della Movistar è Tim Wellens, mentre tutti gli altri hanno perso terreno.

Ai meno 300 dal traguardo ecco una terribile rampa in pavé su cui è iniziato il forcing di Wellens che è andato a conquistare la tappa della Vuelta a Andalucia con 4 secondi di margine su Landa. Jakob Fuglsang ha chiuso terzo a 12″e Luis León Sánchez solo ottavo a 20″, insomma dopo l’exploit di ieri, l’Astana ha tentato di difendersi ma con esiti alterni.

Il leader della generale Wout Poels non è riuscito a replicare la sparata di due giorni fa. Da segnalare anche l’ottimo decimo posto di Andrea Pasqualon a soli 24″ da Wellens. Tim Wellens indossa la  maglia rossa di leader con 7″ di vantaggio su Mikel Landa, a 11″ c’è Wout Poels seguito da Jakob Fuglsang a 14″ e quindi da Luis León Sánchez: il vincitore finale di questa Vuelta a Andalucia uscirà verosimilmente da questi nomi.