Fondazione Euskadi 2020, tra sport e sociale

Fondazione Euskadi 2020, sarà un anno emozionante

Fondazione Euskadi 2020, ha presentato oggi presso lo stadio San Mamés il suo progetto annuale in ambito sportivo e sociale

La Fondazione Euskadi ha presentato oggi presso lo stadio San Mamés i nuovi passi verso la stagione 2020. Stagione in cui l’organizzazione spicca un salto sportivo e continua stabile per imporsi come progetto per la trasformazione sociale, sempre con la bicicletta e lo sport come migliori strumenti.

La struttura del ciclismo mantiene il suo proposito di gestire un progetto sportivo con l’obiettivo di fomentare e divulgare il ciclismo basco, e al contempo intende continuare a progredire nella sua tabella di marcia per restituire alla società tutto il supporto ricevuto sin dalla sua creazione.

Dopo decenni di lavoro di squadra, superazione e sacrificio sono serviti a dar forma al modello di lavoro della Fondazione Euskadi, e oggi lo si vuole trasformare in un modello di vita da estendere alla società basca. Un modello che consenta di mantenere e rafforzare un proprio DNA con valori come il lavoro, la serietà, l’impegno, la disciplina, l’ambizione e il rispetto.

Progetto sportivo: cambio di categoria

Da quando la nuova direzione della Fondazione ha preso il comando del progetto, si è stabilita una tabella di marcia allo scopo di raggiungere un obiettivo molto ambizioso: recuperare la posizione che aveva la squadra in passato e tornare a partecipare nelle gare di alto livello.

Pertanto, il salto di categoria della Fondazione Euskadi della stagione 2020 è un passo logico delle mete del progetto, sempre con l’obiettivo di conquistare i cuori di tutti i sostenitori delle squadre della Fondazione nei bordi strada di tutto il mondo, con buoni risultati su strada e con un atteggiamento di lotta e di sforzo massimo in tutte le corse che si disputano.

Hanno spiegato che il passaggio alla nuova categoria UCI è fondamentale per il consolidamento del progetto che sottolinea il suo impegno per il ciclismo, la formazione, la società e per il sogno di avere una squadra basca che compete nelle grandi prove di ciclismo internazionale. Inoltre, dota la società basca di una struttura che garantisce di praticare il ciclismo nelle migliori condizioni possibili, dalla formazione iniziale fino al livello professionale.

Mantenendosi coerente con la filosofia del progetto e per dare la possibilità ai ciclisti di competere in una categoria di maggiore livello, per il 2020 la Fondazione Euskadi ha scelto di tenere i 10 ciclisti della scorsa stagione, promuovendo un ciclista della squadra under 23 e ingaggiando nove ciclisti che consentano di competere con successo e di nutrire la squadra di esperienza.

La squadra ha come grande obiettivo della stagione la Itzulia, quindi alla fine di questo mese comincerà a competere a San Luis (Argentina) e nella Challenge di Maiorca, insieme ad altre gare nella lista. In seguito ci saranno i giri, come quelli di Valencia, Andalusia, Murcia e Catalogna.

Inoltre, nel corso della stagione la squadra di 20 ciclisti competerà simultaneamente in vari scenari. Paesi come la Francia o l’Italia saranno i luoghi in cui vedremo spesso il gruppo Pro Team.

Parallelamente, durante la presentazione a San Mamés sono state presentate anche le squadre di base, il gruppo under 23 e il team femminile. Entrambe le squadre mantengono il loro scopo di offrire supporto allo sviluppo delle qualità di coloro che formano i vari team, attraverso un calendario molto completo. Naturalmente tutte le gare a cui queste squadre prendono parte saranno una esempio di dedizione, sforzo e superazione, allo scopo di dimostrare il maggiore livello possibile sulla bicicletta.

In merito alle scuole, la Fondazione Euskadi ha annunciato che continuerà a supportare alcune delle più forti del territorio.

Progetto sociale: più forza

L’altro grande asse su cui sviluppa il progetto della Fondazione Fundación Euskadi, quello sociale, intende acquisire più forza per poter restituire alla società basca il supporto ricevuto e servire da elemento trasformatore della cittadinanza basca.

Durante la stagione in corso, l’organizzazione continuerà a sviluppare diverse iniziative con enti pubblici e privati che rafforzino il legame della Fondazione con la popolazione basca. Tante sono le azioni portate avanti lo scorso anno, mentre altre sono state messe a punto e verranno avviate a breve e medio termine.

Per esempio, le Txirrindu Festak. Pedalate popolari svolte in collaborazione con vari comuni in cui si fomenta il ciclismo tra la popolazione infantile con piccoli circuiti. Quest’anno se ne sono tenute due a Bilbao e un’altra a Beasain, ma per quest’anno la Fondazione intende aggiungerne un’altra nella città di Gasteiz.

Si vogliono inoltre sostenere progetti solidali legati alla bicicletta e alla mobilità urbana sostenibile, come è stato fatto quest’anno durante la Settimana della Mobilità di Bilbao. La loro presenza in ikastolas (centri educativi cooperativi baschi) e scuole con incontri e attività sarà una delle missioni nell’agenda dell’organico della Fondazione Euskadi, in modo da consentire loro di fomentare la cultura del ciclismo.

Un altro degli obiettivi sociali del progetto è quello di essere presenti nel Parco giochi di Natale (PIN) con uno stand proprio per fomentare l’uso della bicicletta elettrica, grazie alla collaborazione del Comune di Bilbao.

Infine, un altro obiettivo a breve termine che si sono prefissi i dirigenti è il Campus Fondazione Euskadi rivolto ai giovani ciclisti in formazione presso le scuole e club del territorio.

Omaggio durante l’evento

Nella presentazione della Fondazione Euskadi si è reso omaggio a una famiglia di soci composta da un padre e i suoi tre figli come gesto simbolico per il supporto dato da oltre 1.500 persone al progetto. Il vicepresidente della Fondazione Euskadi, Jesús, ha consegnato alla famiglia Uriarte il riconoscimento per rappresentare i valori del progetto.

Nuovi supporti

Il progetto della Fondazione Euskadi è possibile grazie al contributo dei suoi soci e socie, ma anche grazie al supporto di tutte le persone ed enti che condividono la missione, i valori e gli obiettivi del progetto.

Anche le istituzioni pubbliche hanno ricevuto un riconoscimento, perché da anni lavorano per fomentare lo sport e la bicicletta in questo territorio, per far sì che il numero di eventi sportivi di ciclismo nel nostro territorio non smetta di crescere anno dopo anno, compresi gli appuntamenti del calibro della Vuelta a España.

Orbea e Etxeondo ne sono due esempi, grazie al materiale di cui dotano tutte le squadre del progetto. Lo stesso vale per LABORAL Kutxa, che lo scorso anno si è unita al progetto con una chiara vocazione di trasformazione e supporto alla base, e per DBA Bilbao Port, l’ultimo ente che si è aggiunto.

“DBA Bilbao Port, con la responsabilità sociale aziendale che la caratterizza, vuole apportare a questo progetto il suo contributo. Ci sentiamo rispecchiati fedelmente in ciò che rappresenta la Fondazione Euskadi. Condividiamo e partecipiamo nella sua filosofia di lavoro di gruppo, i suoi valori, la vicinanza, l’ambizione e lo sguardo al futuro, tipici della gente di questa terra. La Fondazione è l’espressione massima della passione di questo popolo per il ciclismo”, ha dichiarato il consigliere del gruppo DBA Bilbao Port, Enrique Guzmán.

In questi termini si è espressa la persona in rappresentanza della cooperativa di credito basca, Ander Toña:

“Per chi fa parte di LABORAL KUTXA, è un progetto molto speciale. Un progetto che va al di là dell’aspetto razionale, e che aggiunge una componente emotiva e passionale che tanto amiamo”.

Da parte sua, il responsabile di Marketing di Orbea, Ander Olariaga, ha voluto insistere sulla presentazione della nuova generazione di biciclette Orca che userà il team durante la nuova stagione. “La prima Orca ha aperto una nuova tappa per Orbea e ora la nuova Orca apre una nuova porta: la porta del ciclismo moderno, dove vogliamo essere in testa”, ha detto Ander Olariaga.

“Ciclismo moderno significa strade sinuose, sterrati, asfalto con la massicciata in cattivo stato e anche rampe impossibili. Lì vogliamo offrire un vantaggio con questa nuova Orca OMX, la bicicletta più avanzata del plotone. A tal fine abbiamo migliorato l’aerodinamica della bicicletta con l’integrazione dei componenti e facendo sparire i cavi. Abbiamo anche aumentato il passaruota per alloggiare copertoni di fino 32 mm che danno maggiore controllo e comfort. Il tutto con il peso minimo stabilito dall’UCI e il rapporto di rigidità più efficiente. E naturalmente, con freni a disco”, ha concluso.

La Fondazione Euskadi

La Fondazione Euskadi è un punto di riferimento del ciclismo basco dal 1993. Ha l’obiettivo di promuovere, divulgare e sviluppare il ciclismo basco. Mikel Landa ne è attualmente il presidente. La base sociale è costituita da oltre 1.500 soci/ie. Grazie alle donazioni di questi soci e ai vari collaboratori, si lavora per lo sviluppo del vivaio basco del ciclismo dove a oggi si dà supporto a oltre 300 ciclisti.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Quintana firma con la Arkea-Samsic

Quintana firma un accordo triennale con Arkea-Samsic

Quintana firma un accordo triennale con Arkea-Samsic, assieme a lui arriveranno al team francese anche il fratello Dayer, il nostro Diego Rosa e Winner Anacona

Nariro Quintata (fonte pagina twitter)

Nariro Quintata (fonte pagina twitter)

Quintana firma con la Arkea-Samsic, si chiude quindi il capitolo Movistar per il forte ciclista colombiano e la compagine iberica. I rapporti tra le parti erano da un po’ deteriorati e da qualche mese aveva preso forma la voce del passaggio al team francese.
Pare che le parti si fossero già sedute ad un tavolo subito dopo il termine della Parigi-Nizza in un incontro organizzato a Monaco in cui il team ha prospettato a Nairo la visione per il futuro. Naturalmente non c’è ancora nulla di ufficiale in quanto i trasferimenti possono essere ratificati solo dopo la data del primo agosto ma tutti porta a pensare che l’operazione sia ormai conclusa.
La storia d’amore tra Quintana e la Movistar vede dunque il capolinea dopo 7 anni, il colombiano aveva, infatti, fatto il suo esordio nel World Tour nel 2012 proprio con la maglia del team spagnolo. Negli ultimi anni, come detto, l’insoddisfazione per le performance altalenanti del colombiano era affiorata tanto da spingere il team a presentarsi al via delle competizioni di maggior prestigio (non ultimo il Tour 2019) con almeno due capitani designati.
Assieme a Quintana firmerà un contratto pluriennale con la Arkea-Samsic anche Winner Anacona e anche il fratello minore di Dayer passerà al team transalpino (fino al termine del 2020) dopo che quest’anno era sotto contratto con la Neri Sottoli-Selle Italia.
Anche il nostro Diego Rosa andrà a vestire i colori della squadra francese dopo gli ultimi 4 anni trascorsi con i colori del Team Sky prima e del Team Ineos poi nella speranza di invertire il trend che lo vede un po’ in calo.
Fernando Barceló, ventitreenne del team Euskadi Basque Country-Muria, entrato nel mirino di molte formaizoni WorldTour potrebbe essere il rinforzo in prospettiva.
Secondo indiscrezioni sempre più fondate anche l’altro capitano del Team Movistar, Mikel Landa, potrebbe salutare la formazione iberica per andare a sostituire Vincenzo Nibali come leader della Bahrain-Merida. Accando a Landa potrebbe arrivare Pello Bilbao mentre per rimpolpare la pattugli di leader lasciata sguarnita dalle due partenze, la Movistar dovrebbe siglare un accordo col giovane Enric Mas e con il danese Jakob Fuglsang.

Ciclomercato 2019, tutti i rumors ad oggi

Ciclomercato 2019, tanti colpi annunciati e molte trattative

Ciclomercato 2019 tanti i cambiamenti da Nibali alla Trek a Quintana in uscita dalla Movistar sino ai nostri Viviani, Masnada e Vendrame. Ecco tutte le trattative.

Ciclomercato 2019! (fonte Pixabay)

Ciclomercato 2019! (fonte Pixabay)

Ciclomercato 2019 sta per entrare nel vivo, storicamente le ufficialità, per questioni regolamentari, arriveranno nei primi giorni di agosto ma le trattative tra team e procuratori sono ormai nel vivo.

Sono tanti i colpi già “spoilerati”, come quello di Vincenzo Nibali già annunciato da patron Zanetti e sono tanti gli atleti che andranno in scadenza di contratto con i rispettivi team generando un vortice di cambi di divise.

Uno dei nomi caldi è quello di Elia Viviani (fresco di doppietta al Giro di Svizzera) che potrebbe approdare alla Cofidis che va verso la rottura con Bouhanni. Il cambio potrebbe giovare sia Elia che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe vedere un “increase” dell’ingaggio che la Cofidis che nel cambio di velocista risparmierebbe non pochi soldi. Alla formazione francese potrebbe approdare anche Andrea Vendrame in uscita dall’Androni.

In casa Deceunick sono arrivati i rinnovi di Fabio Jakobsen e Julian Alaphilippe mentre dovrebbe essere in uscita Philippe Gilbert (verso la Cofidis). In arrivo potrebbe esserci Davide Ballerini che andrebbe a coprire il ruolo di uomo per le Classiche del Nord.

Già ne abbiamo parlato del passaggio dello Squalo dello Stretto alla compagine americana della Trek-Segafredo, assieme a lui cambieranno collocazione anche il fratello Antonio Nibali, il massaggiatore Pallini, il medico Emilio Magni e, naturalmente, il mitico Paolo Slongo.

Se la Trek cambia pelle trovando un uomo nuovo per i grandi giri altro team che potrebbe uscire rivoluzionato dal Ciclomercato 2019 è la Movistar che, dopo l’impresa di Richard Carapaz al Giro, deve ragionare sul ruolo dell’ecuadoriano nel team. Per far rimanere il fresco vincitore della corsa rosa sarà necessario uno sforzo economico di primissimo livello in quanto per Carapaz stanno suonando (in verità da mesi) le sirene del Team Ineos pronto a mettere sul tavolo un’offerta da capogiro.

In uscita dalla formazione iberica c’è sicuramente Mikel Landa che potrebbe prendere il posto lasciato libero da Nibali alla Bahrain-Merid mentre per l’altro big della Movistar, Nairo Quintana, vi sarebbe un’offerta dalla squadra Professional francese dalla Arkéa – Samsic con cifre vicine ai 2,5 milioni a stagione con un bonus di un ulteriore milione in caso di trionfo al Tour 2020. Se Quintana dovesse cambiare divisa si porterebbe al seguito anche Winner Anacona oltre al fratello Dayer.

La formazione iberica, in caso di partenza di questi due big, sta però preparando un colpaccio: il corridore della Deceunick Quick-Step, protagonista della scorsa Vuelta Espana (secondo posto), Enric Mas. Secondo le indiscrezioni di Marca la firma è quasi scontata.

Fausto Masnada, dopo le prodezze del Giro d’Italia, dovrebbe accasarsi alla CCC.

Nans Peters conquista la 17esima tappa

Nans Peters conquista la 17esima tappa

Nans Peters conquista la 17^ tappa del Giro d’Italia 2019, Mikel Landa e Richard Carapaz guadagno terreno su Nibali e Roglic

Nans Peters (fonte pagina Twitter)

Nans Peters (fonte pagina Twitter)

Nans Peters corridore francese in forza alla  Ag2R La Mondiale, si impone nella 17^ tappa del Giro d’Italia 2019  nel giorno in cui la maglia rosa Richard Carapaz festeggia il compleanno guadagnando ancora secondi allo Squalo Vincenzo Nibali e a Primoz Roglic.

Dopo il tappone di ieri vinto dal nostro Giulio Ciccone, continuano le salite (più blande) per delineare la classifica della 102^ edizione della Corsa Rosa. La frazione di oggi, lunga 181 km presenta tre GPM ma nessuno di prima categoria, il terreno ideale per cercare la fuga da lontano.

A prendere il largo sono 18 atleti tra cui spiccano il nostro Fausto Masnada della Androni Sidermec,  Davide Formolo della Bora Hansgrohe, Bob Jungels della Deceuninck QuickStep, Esteban Chaves della Mitchelton-Scott e l’ex maglia rosa Valerio Conti.

Il gruppo non ha motivo per spremere le energie per ricucire lo strappo e così il drappello riesce a incamerare un prezioso vantaggio. Con il passare delle salite (l’Elvas prima e il Terento dopo) i fuggitivi si scremano progressivamente. L’azione regina è di Nans Peters che parte ai piedi dell’ascesa finale prendendo un buon margine. E’ proprio il giovane di belle speranze transalpino a tagliare per primo il traguardo seguito da un Chaves non eccezionale in questo Giro e da Davide Formolo.

Nel gruppo dei Big è Mike Landa a provare il numero, attaccando lungo la salita finale, staccando Nibali e Roglic che restano a guardare anche quando l’allungo arriva dalla maglia rosa. Landa rientra così in corsa per un posto sul podio di Verona mentre l’ecuadoriano consolida la propria leadership in generale incamerando altri secondi sui principali rivali per la conquista della maglia rosa finale.

 

 

Richard Carapaz guadagna consapevolezza

Richard Carapaz : cresce la fiducia

Richard Carapaz maglia rosa a sorpresa (ma non troppo) sta trovando confidenza nei propri mezzi tappa dopo tappa, è lui l’uomo da battere?

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz entra nell’ultima settimana del Giro d’Italia con fiducia ed energia indossando i segni del primato. La maglia rosa può schiacciarti o farti volare e, nel caso dell’ecuadoriano, tutto lascia pensare che ne stia traendo maggior impeto.

Il giorno successivo alla conquista del primo posto in generale Carapaz ha seguito l’attaccante Vincenzo Nibali staccando il comune rivale Primoz Roglic alle prese con una bicicletta non sua e con una caduta lungo la discesa verso Como che poteva costare molto, molto cara.

“Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile e ho cercato di restare concentrato, il giorno di riposo aiuterà per un Giro ancora molto lungo” ha spiegato Richard al termine della tappa.

La conquista della maglia rosa è stata una sorpresa del alcuni ma in realtà il corridore della Movistar aveva fatto vedere il suo talento già al Giro 2018 chiudendo al quarto posto in generale.

Probabilmente Nibali e Roglic, nella tappa di sabato, hanno sottovalutato il corridore dell’Ecuador marcandosi a vicenda e non calcolando che il margine a favore di Carapaz potrebbe diventare pericoloso.

“non ci sono stati regali, avevo buone gambe e quelle hanno fatto la differenza, non mi interessa quello che dice la gente” ha detto Carapaz.

 

Il giorno di riposo odierno può offre a Carapaz e al Team Movistar la possibilità di organizzare la strategia per l’ultima settimana di corsa. Strategia che si baserà su una pedina fondamentale come Milkel Landa che può fare da “ariete” per gli attacchi dell’ecuadoriano o può rappresentarne una alternativa. Come di comporterebbero Roglic e Nibali se Landa dovesse andare all’attacco?

“Landa ha una carriera e un palmares invidiabile, lo ammiro molto e tra di noi c0p un rapporto di amicizia. Ci sono tanti chilometri e tante salite da fare chissà chi vincerà? Potrei essere io, Nibali o Roglic ma anche un altro” spiega Carapaz. Sicuramente chi vorrà arrivare in rosa a Verona dovrà vedersela con la Movistar che pare essere una delle squadre più attrezzata per governare le tappe di alta montagna

Zakarin vince a Ceresole Reale

Zakarin conquista la tredicesima tappa del Giro

Zakarin vince la tredicesima tappa del Giro, Polanc tiene la maglia rosa mentre crollano Lopez e Yates pagano dazio

Zakarin trionfa a Ceresole Reale

Zakarin trionfa a Ceresole Reale

Zakarin esulta sul traguardo di Ceresole Reale dopo una tappa davvero super. La Pinerolo-Ceresole Reale Lago Serrù di 196 km, prima frazione di montagna, prometteva spettacolo e spettacolo ha offerta sin dai primi chilometri di corsa sino all’arrivo.

Lungo la prima ascesa parte la fuga di giornata composta da 28 atleti tra cui spiccano i nomi del nostro Formolo, Bauke Mollema e Illnur Zakarin.

Spettacolo doveva essere e spettacolo è stato nella tredicesima tappa del Giro d’Italia 2019, la Pinerolo-Ceresole Reale Lago Serrù di 196 km. Nella prima salita di giornata parte una maxifuga con 28 elementi fra cui Mollema, Zakarin e Formolo; alcuni di loro approcciano la salita finale di 20 km con oltre 1′ di vantaggio sul gruppo dei favoriti. E’ Giulio Ciccone a fare incetta di punti in vetta ai GPM consolidando punto su punto il proprio vantaggio e legittimando la proprietà della maglia di Re della montagna.

La corsa esplode letteralmente sull’arta finale che porta a Ceresole Reale. Quando mancano 16 chilometri all’arrivo è Mikel Landa a fare la voce grossa nel gruppo dei Big attaccando e staccando tutti. Grazie allo splendido lavoro del team Movistar ritrova lungo il percorso due reduci della fuga della mattina: Carretero prima e Amador dopo che gli danno una grande mano nel tenere alto il ritmo.

Alle spalle di Landa ci sono Nibali con il fedele Pozzovivo, Majka, Carapaz, López Roglic e Sivakov mentre Simon Yates va in affanno e comincia a perdere terreno. Miguel Angerl Lopez è vittima di un guaio meccanico che lo costringe a fermarsi per sostituire la bicicletta perdendo il contatto con il gruppo dei migliori venendo ripreso dal gruppetto che comprende un sofferente Simon Yates.

In testa resistono Ciccone, Nieve, Mollema e il russo Zakarin con, a meno di un minuto e mezzo uno scatenato Landa seguito da gruppo di Roglic staccato di circa 20 secondi mentre Jan Polanc assieme a Yates e Lopez arranca a oltre due minuti.

Ai meno 5 dal termine Zakarin fa il diavolo a quattro staccando tutti mentre tra i big è Nibali a forzare l’andatura. Roglic resite e l’azione del siciliano strema il giovane e volenteroso Pavel Sivakov. López riprende energie e va a staccare Yates. Nibali e Roglic giocano a scacchi e si controllano a vicenda, ne approfittano che Majka, Carapaz e Sivakov che allungano lievemente sui dure contendenti.

Nibali e Roglic continuano a punzecchiarsi con attacchi che non portano però esito alcuno, davanti è Zakarin che forza il ritmo nella speranza di staccare tutti riuscendoci. Il corridore del Team Katusha Alpecin va quindi a tagliare il traguardo di Ceresole Reale con maglia aperta e braccia levate, alle sue spalle ecco Mikel Nieve a 35 secondi seguito da un immenso Mikel Landa a 1’20”.

Quarto arriva Richard Carapaz a 1’38”, quinto Bauke Mollema e sesto Rafal Majka. A 2’57” arrivano i due contendenti Primoz Roglic e Vincenzo Nibali.

Lopez crolla addirittura a a 4’18”, peggio di lui fa Simon Yates, giunto a 5′ tondi mentre Jan Polanc lotta con i denti e conserva la maglia rosa con 2’25” su Roglic e 2’56” su Zakarin.

Landa attacca Yates e poi si scusa

Landa attacca Yates: “è mentalmente ritardato”

Landa attacca Yates: “Quel fottuto Yates, è mentalmente ritardato” poi capisce di essere andato sopra le righe e si scusa

Landa attacca Yates

Landa attacca Yates

Landa attacca Yates! Tranquilli non sono ancora arrivate le grandi montagne al Giro 2019 ma fra lo spagnolo e l’inglese è già battaglia ed armistizio.

La polemica è dell’altro ieri con Mikel Landa che ha accusato Yates di averlo fatto cadere in una rotonda facendogli perdere più di 40 secondi da Primoz Roglic (Jumbo-Visma).

Il leader di Movistar intervistato dai giornalisti del noto quotidiano iberico AS ha fortemente attaccato il ciclista britannico:

“Quel fottuto Yates, è mentalmente ritardato, va in biciccome un pazzo e mi ha fatto cadere”.

L’intervista è avvenuta dopo la quarta tappa, vinta da Richard Carapaz, compagno di Landa,  in cui Mikel ha riportato alcune  ferite e lividi sul fianco e sul braccio sinistro. Nell’impatto al suolo la bicicletta di Landa si è letteralmente spezzata costringendolo a prendere in prestito quella di Lluis Mas.

In serata sono arrivate le scuse dello spagnolo a mezzo social “in particolare a Simon Yates” e fan su in quanto  le sue parole sarebbero state “prese fuori dal contesto”.

Yates non si è scomposto rispondendo sempre via Twitter; “Non preoccuparti, capisco cosa vuol dire parlare nella foga del momento”.

Landa si è fortemente adirato per gli accadimenti di ieri: “non è stata una caduta particolarmente grave ma il vero problema è che ho perso tempo ed ora sono quasi due minuti su Roglic. E’ uno schifo quando perdi tempo per cose che non dipendono da te, alla cronometro il divario è dipeso da me, oggi da un altro ciclista”.

 

Coppi e Bartali 2019 vittoria di Landa

Coppi e Bartali 2019  vittoria di Mikel Landa

Coppi e Bartali 2019, Mikel Landa conquista la frazione battendo al termine di una bella azione  Lucas Hamilton che conquista la maglia di leader

Coppi e Bartali 2019: Landa

Coppi e Bartali 2019: Landa

Coppi e Bartali 2019  torna al successo lo scalatore spagnolo Mikel Landa che conquista la seconda tappa superando allo sprint Lucas Hamilton (Mitchelton-Scott) che conquista la maglia di   leader della generale.

Dopo la doppia semitappa del primo giorno la corsa parte da Riccione verso Sogliano al Rubicone con le prime asperità tra cui la salita delle Ville di Monte Tiffi (pendenza media 7,5% per 4,5 km) da affrontare tre volte.

La fuga di giornata in cui ci sono anche i nostri Giovanni Visconti (Neri Sottoli Selle Italia) e  Jacopo Mosca della Nazionale Italiana non ha fortuna così all’ultima tornata del circuito finale il gruppo si presenta compatto.

Nell’ultima tornata è il basco Mikel Landa, reduce dalla frattura della clavicola,  a fare la voce grossa. Lo spagnolo scatta e l’unico in grado di tenere il suo passo è Lucas Hamilton. I due concludono lo sforzo allo sprint e a trionfare è il corridore della Movistar mentre Hamilton deve “accontentarsi” della conquista della maglia di leader della Coppi e Bartali 2019 scalzando il compagno di squadra Robert Stannard.

 

Mikel Landa si frattura la clavicola

Mikel Landa si frattura e dovrà andare sotto i ferri

Mikel Landa si frattura la clavicola al debutto stagionale al Trofeo Ses Salines–Puig de Sant Salvador, prima prova della Challenge Mallorca

 

Mikel Landa (fonte pagina Facebook)

Mikel Landa (fonte pagina Facebook)

Mikel Landa si frattura la clavicola e inizia nel peggiore dei modi il suo 2019. Oggi al suo debutto stagionale durante Trofeo Ses Salines–Puig de Sant Salvador,prova della Challenge Mallorca, lo spagnolo è stato vittima di una maxi-caduta quando mancavano all’incirca 15 chilometri al termine. Fin da subito è apparso chiaro che nell’impatto il basco aveva riportato qualche danno alla spalla.

Il forte atleta della Movistar non ha terminato la prova in quanto è stato trasportato in ospedale per i controlli medici di prassi dove gli esami hanno evidenziato una frattura alla clavicola destra: domani Landa rientrerà a casa per poi essere operato alla spalla nel giro di 48 ore. L’intervento è stato programmato ad Álava tra venerdì e domenica.

Naturalmente non sono ancora stati determinati i tempi di recupero che dipenderanno dall’esito dell’operazione ma quello che è certo è che questo è davvero un brutto colpo per la Movistar e per Landa che aveva messo nel mirino la Tirreno-Adriatico,prima di dedicarsi alla doppietta Giro-Tour.

 

 

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)