Chris Froome papà per la seconda volta

Chris Froome papà per la seconda volta

Chris Froome papà per la seconda volta si rifà delle delusioni del Tour de France 2018, è nata la piccola Kate Froome lo annuncia su twetter con la moglie Michelle Cound

Chris Froome papà

Chris Froome papà

Chris Froome papà per la seconda volta ha trovato uno stupendo regalo da parte della moglie Michelle Cound che gli ha “donato” la piccola Kate. Non è durata molto per il Kenyano bianco la delusione per non aver centrato lo storico bis Giro-Tour nella stagione 2018. La consolazione è arrivata ed è una di quelle notizie sicuramente più importanti anche rispetto alla vittoria nella corsa più importante del mondo.

 Chris Froome papà e Michelle Cound hanno voluto (come spesso hanno fatto) rendere “social” la notizia pubbicando un tweet sul noto social network che immortalava il capitano del Team Sky con la neonata Kate.

Il primo genito della coppia, Kellan, ha due anni e lo scorso mese di marzo la coppia aveva annunciato, sempre a mezzo social network la futura nascita della bimba.

Welcomed my little girl Katie to the world yesterday

E’ il tweet del campione britannico

Froome ha dunque archiviato velocemente lo “smacco” del terzo posto al Tour alle spalle dell’olandese Tom Dumoulin e del compagno di squadra Geraint Thomas. Insomma il ritorno a casa senza maglia gialla può essere archiviato sicuramente in modo meno doloroso.

 

 

 

Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.

 

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa papà per la seconda volta, l’annuncio

Froome diventa di nuovo padre, una gioia per lui e la moglie Michelle Cound dopo un periodo decisamente negativo con la positività al Salbutamolo

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta, a dare l’annuncio della gravidanza della moglie Michelle Cound è stato direttamente il campione del Team Sky mediante il suo profilo Twitter. Insomma non solo guai e preoccupazioni per il kenyano bianco in questo inizio 2018 ma finalmente anche una notizia in grado di scaldare il cuore anche ad un freddo come Chris.

La notizia è stata diffusa mediante i canali social del ciclista. La coppia ha già un figlio (Kellan) nato nel dicembre del 2015 e non è strano trovare in rete dei post in cui Chris Froome condivida delle foto assieme al primogenito. Storica è la foto sul podio del Tour de France 2017 agilmente conquistato dal capitano del Team Sky.

Ad annunciare la futura nascita in casa Froome ecco la scritta “coming August 2018″ (arrivo in agosto 2018) e la foto di un dettaglio dell’ecografia a cui è stata sottoposta Michelle Froome, al momento non è stato ancora reso noto il sesso del nascituro.

Froome diventa padre ma a sua situazione è tutt’altro che fluida dal punto di vista lavorativo: non sono state poche le polemiche che lo hanno coinvolto per la positività ad un test antidoping che ha rivelato una quantitativo si salbutamolo superiore a quanto ammesso dai regolamenti.

La sua partecipazione al Giro d’Italia 2018 e al Tour de France 2018 non è ancora scontata; lo stesso Presidente dell’UCI David Lappartient non è stato tenero con il britannico che ha ricevuto parecchie critiche anche dal suo ex capitano alla Sky  Sir Bradley Wiggins.

 

Tour de France 2012, Wiggins fermò Chris Froome

Tour de France 2012: “Chris aspettami!”

Tour de France 2012 a Peyragudes il giorno in cui Bradley Wiggins fermò Chris Froome per farsi aiutare a vincere la Grande Boucle davanti proprio al kenyano

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012 tappa con arrivo a Peyragudes, mancano poco più di due chilometri all’arrivo dell’ultima tappa pirenaica. Davanti a tutti uno scatenato Alejandro Valverde vuole portare a casa l’alloro di giornata. Alle spalle dell’iberico arrancano un po’ tutti, manca poco alla completa definizione di quelli che saranno i distacchi definitivi sui Campi Elisi, la classifica no, quella è già delineata in modo definitivo. Ai meno due dall’arrivo se ne vanno in due, hanno la stessa maglio o, meglio, lo stesso sponsor perché uno indossa la maglia gialla di leader della generale. I due uomini in fuga sono, appunto, Bradley Wiggins (in maglia gialla) e Chris Froome il secondo della generale. L’attacco dei due uomini Sky sfianca la resistenza del nostro Vincenzo Nibali, il suo terzo posto in generale non è in pericolo ma gli uomini del team britannico hanno un altro passo.

Domenica sugli Champs Elysées, saranno i basettoni di Wiggins a caratterizzare il look del vincitore mentre gli occhi chiari e la carnagione diafana di Froome saranno un gradino più sotto.
Le danze le comanda l’emergente “kenyano bianco” Froome che tira su per i tornanti il capitano ma che succede? Wiggins arranca, si stacca e Froome prende qualche metro. Il kenyano potrebbe allungare, fors’anche mettere un distacco tale tra i due da invertire l’ordine Parigino.

Ed ecco l’ordine dall’ammiraglia: “fermati!” E’ normale nel ciclismo ed in altri sport (vedi la formula uno), non è l’unica volta che accade. Basti rammentare ciò che accadde a Jan Ullrich con Bjarne Riis o a Greg LeMond con Bernard Hinault. A volte il gregario è più forte del capitano ma le gerarchie sono determinate a tavolino e vanno rispettate, un patto di onore tra ciclisti.

Certo non è facile accettare di arrivare secondo quando puoi essere il primo, ancor più arduo è farlo comprendere a tifosi ed amici che meno conoscono le regole non scritte dello sport del pedale.

Insomma la classifica del Tour de France 2012 è questione di onore tra compagni di team più che di gambe.

L’afrikaner di Nairobi sente l’urlo nell’auricolare del direttore sportivo e il grido di Wiggins: aspettami! Se avesse avuto carta bianca sarebbe ripiombato su Valverde che invece può gongolare a due anni dalla squalifica per doping

I rimpianti non fanno la storia ma se Froome non fosse caduto nella prima tappa, con un ritardo di 1’ e 25″, magari avrebbe recuperato i 44″ persi nelle prime due cronometro e quelli che cederà il giorno dopo a Chartres. A cronometro va forte Bradley ma in montagna il “califfo” è Chris, lo ha dimostrato anche a Les Belles Filles qualche giorno prima.

All’arrivo sono inevitabili le domande dei cronisti, rivolte al Team manager di Sky, David Brailsford, che da sapiente volpone mette tutto a tacere: “Sono fiero dei miei ragazzi”, stop non una parola sull’ardine di scuderia “incriminato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Bradley Wiggins che però si espone un po’: “Voleva vincere la tappa, me l’ha chiesto e ho risposto di sì. Ma poi ho perso la concentrazione, lui mi stava portando su al limite, e con la testa ero in un altro mondo”.

Tutto risolto nella tranquillità del possente motorhome di casa Sky? Apparentemente si ma, lo dicevano, le regole non scritte sono facilmente interpretabili dai protagonisti, meno da chi sta vicino agli atleti.
Michelle Cound, fidanzata di Chris Froome, manda un paio di flash al vetriolo su Twitter: “All’improvviso non sono più nell’umore per andare a Parigi. Che presa in giro” e, ancora: “So quanto Chris voleva vincere, e siate in disaccordo con me quanto volete”.

Quasi contemporaneamente la stampa incalza il Kenyano bianco sulla surreale situazione (naturalmente Chris non sa cei “cinguettii” della compagna): “volete sapere se mi sono sacrificato per Wiggo? Certo, tutti ci siamo sacrificati per la Maglia Gialla, era nei piani di corsa. Sono felice di essere sul podio, due anni fa cercavo un contratto senza esito ed ora sono qui! Ho 27 anni e un giorno sarò io a trionfare al Tour de France”.

In serata girano voci di un possibile addio del Kenyano al Team Sky, le sirene della BMC sono forti e il budget del Team del magnate svizzero Andy Rihs è inarrivabile ai tempi del Tour de France 2012.

Il resto della storia la conoscete tutti, Chris Froome, dopo il Tour de France 2012, non solo non se ne andrà dalla Sky ma ne diventerà il capitano vincendo la Grande Boucle dell’anno successivo davanti al favorito Nairo Quintana con oltre 4 minuti di vantaggio. Sarà il primo alloro francese per il kenyano bianco che ne inanellerà altri negli anni successivi fino alla torbida vicenda della positività al salbutamolo che farà aleggiare sulla sua testa tante ombre e che scatenerà la lotta a colpi di social tra Michelle Cound (nel frattempo convolata a nozze con Froome) e Catherine Wiggins.

Michelle Cound chi è la moglie di Chris Froome?

Michelle Cound: chi è la moglie di Chris Froome?

Michelle Cound moglie e manager del capitano del Team Sky Chris Froome dal 2006 accanto al campione kenyano, scopriamo tutto su di lei

Michelle Cound

Michelle Cound

Michelle Cound è la moglie del capitano del Team Sky, il kenyano Chris Froome diventata famosa in questi giorni per la presunta idea di voler spingere il marito (e assistito) a un patteggiamento per la non negatività al Salbutamolo.

Chris Froome e la Cound hanno una relazione che dura da ben 12 anni considerando che si sono conosciuti nel 2006. I due si sono conosciuti in occasione di una corsa tenutasi in Sudafrica. “Mi colpì fin sa subito” dichiarò al al quotidiano belga  La Dernière Heure nel 2013. Al Giro del Capo, Christopher Froome risveglia l’ammirazione della giovane donna vincendo due tappe della gara. Questa piccola ragazza bionda dagli occhi azzurri diventerà la prima tifosa  del campione. Al punto che lascerà il suo paese d’adozione per stabilirsi con lui a Monaco, quattro anni dopo il loro primo incontro.

“Ho lasciato il mio lavoro per poter offrire a Chris tutto il supporto di cui aveva bisogno”, continua nella sua intervista a La Dernière Heure. Prima lavoravo per una grande banca d’investimento in Sud Africa, ma il rapporto a distanza era davvero complicato e la distanza ci pesava, è stata una decisione difficile perché ho sacrificato la mia carriera in cui avevo investito dieci anni della mia vita. Ma ho seguito il mio cuore”

I due si sono sposati il 9 novembre 2014 in Sudafrica, paese in cui il capitano del Team Sky si è trasferito e hanno un figlio con cui il corridore si è recentemente fatto ritrarre mentre pedalava. Il matrimonio dei due arrivò quasi a sorpresa, annunciato da qualche post su Twitter del campione britannico che definì quel giorno “il più bello della mia vita”.

Michelle Cound è molto più di un semplice “WAG” e si è fatta conoscere da sola grazie alla sua passione per la fotografia, per le doti manageriale e per alcuni twitt davvero graffianti.

Michelle Cound: la biografia

Michelle, 28 anni, è una fotografa sportiva e appassionata di ciclismo nata in Galles più precisamente nella cittadina di Neath. Fino all’età di 5 anni ha vissuto a Port Talbot per poi trasferisti con la famiglia in Sudafrica (come del resto ha fatto anche Chris Froome). Di carattere forte la Cound ha sempre preso posizioni dure suelle vicende che riguardano il marito: emblematico fu un suo feroce attacco dopo che durante il Tour de France del 2015 il marito venne colpito da un “gavettone” di un liquido che sembrò essere urina.

La sua pagina Twitter, @michellefroome, ha 18.000 follower e qualche tempo fa è stata coinvolta in una lotta con l’altra WAG, la moglie di Bradley Wiggins. In un tweet che è stato successivamente cancellato, Michelle ha scritto: “Il lavoro di squadra riguarda anche il dare alle persone intorno a te, che ti sostengono, un’opportunità per brillare di per sé”.

Froome patteggiamento per il caso salbutamolo?

Froome patteggiamento per non perdere la stagione?

Froome patteggiamento in vista tra il corridore del Team Sky dopo la non negatività al salbutamolo? Pare la soluzione più indolore

Froome Patteggiamento suggerito dalla moglie?

Froome Patteggiamento suggerito dalla moglie?

Froome patteggiamento in vista? Questa pare essere la notizia del giorno secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera. Indipendentemente dalla simpatia personale o meno verso il corridore del Team Sky è palese che il momento non sia dei più facili. Criticato su più fronti, isolato dai compagni in ritiro a Maiorca, Froome si sta buttando completamente in allenamenti stremanti e si trova ora a un bivio. Onestamente è difficile pensare che la situazioni porti ad un nulla di fatto, è impossibile che i risvolti sulla elevata quantità di salbutamolo trovato nelle urine del corridore al temine della diciottesima tappa siano assenti.

Raggiungere 2.000 ng/ml rilevati quel giorno con gli otto «puff» leciti di Ventolin previsti dal regolamento pare pressoché impossibile. L’idea che la positività sia legata a disfunzioni renali come ipotizzato da Dave Brailsford (boss del Team Sky).

La parola è in mano ai LADS (ossia il servizio legale della UCI) ma sembra francamente impossibile che questa autorità decida di soprassedere su questa imbarazzante situazione. Quindi l’idea iniziale di sottoporsi a un test in laboratorio per valutare il rapporto tra salbutamolo assunto e quello secreto nelle urine sembra ormai tramontata in quanto un eventuale insuccesso del test significherebbe incassare l’accusa di doping doloso con una conseguente squalifica tra i 12 e i 24 mesi (oltre a perdere la Vuelta 2017 e il bronzo nella crono mondiale di Bergen).

Ora pare che la palla sia in mano a Michelle Cound (moglie e manager del ciclista) che starebbe spingendo per la via dell’«Acceptance of Consequences» in sostanza un patteggiamento con ammissione di negligenza che consentirebbe di evitare un lungo e rischiosissimo processo davanti al Tribunale Indipendente Antidoping.

Spunterebbe quindi la figura di un mediatore (scelto proprio dalla Cound) di altissimo livello tra atleta e federazione andando a scavalcare sia Mike Morgan (l’avvocato personale del Kenyano) e lo stesso Team Sky.

Froome patteggiamento? Squalifica di 6 mesi?

Parrebbe che questa nuova linea vada a portare Froome a accettare una squalifica di cinque o sei mesi (che andrebbe a cadere nei mesi invernali) perdendo però la Vuelta a favore del nostro Vincenzo Nibali e la medaglia Mondiale (che andrebbe al portoghese Oliveira). Naturalmente Froome si autosospenderebbe  dalle gare fino al patteggiamento, quando invece il regolamento gli consentirebbe di correre.

La posizione della moglie potrebbe fungere anche da scudo per proteggere il marito da un potenziale linciaggio mediatico per un eventuale debutto stagionale sub judice, ritenuto «nocivo per tutto il ciclismo» dal presidente Lappartient.

Si tratta di capire se il “mediatore” possa considerare valida una pena così ridotta; va infatti ricordato che per un sovradosaggio inferiore del medesimo farmaco l’italiano Diego Ulissi scontò nove mesi di pena.

Ad ogni modo se passasse questa linea di condotta la squalifica di Froome partirebbe dal 20 settembre (giorno della sua ultima competizione in linea): se la sanzione fosse pari a 6 mesi l’inglese potrebbe correre sia Giro d’Italia che Tour de France; nove mesi gli farebbero perdere il Giro mentre un anno lo farebbero tornare nel circus delle due ruote nel 2019.

Froome patteggiamento? La smentita del britannico «È completamente falso»

Froome Patteggiamento? La smentita

Froome Patteggiamento? La smentita

Chris Froome è intervenuto sulla propria pagina di Twitter per smentire la ricostruzione pubblicata oggi dal Corriere della Sera di cui vi abbiamo dato abbondate resoconto: «Ho visto l’articolo sul Corriere della Sera questa mattina: è completamente falso».